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lunedì 4 novembre 2019

"La verità è che non ti odio abbastanza" di Felicia Kingsley

L'hanno definita la nuova Sophie Kinsella, ma ha pieno diritto a essere definita invece "la prima Felicia Kingsley": il suo nuovo romanzo, La verità è che non ti odio abbastanza (Newton Compton Editori) è appena arrivato in libreria, ed era uno dei più attesi dell'autunno.



Lei è Felicia Kingsley, e a incantare e divertire le migliaia di lettrici che la seguono con entusiasmo sarà la storia di Lexi Sloan ed Eric Chambers. Lei è una giovane ereditiera che, della vita, conosce solo il lato più lussuoso, lui un incorruttibile ed affascinante detective dell' FBI impegnato in un'indagine tra le più importanti della sua carriera, quella che mira a portare alla luce del sole i responsabili di una truffa a dieci cifre che sì, avete indovinato: coinvolge anche la famiglia di Lexi.
L'adorato zio di Lexi scappa con la cassa, lasciano la nipote e suo padre a becco asciutto, mentre l'FBI congela loro i conti e gli espropria ogni singola proprietà.
Privata delle sue carte di credito, della possibilità di fare shopping sfrenato e persino di un tetto sopra la testa, cosa potrà mai fare la ragazza se non farsi aiutare proprio da Eric?

Al suo quinto romanzo, Felicia Kingsley continua a farci viaggiare e stavolta ci porta a Manhattan, presentandoci una protagonista difficile da dimenticare.
Lexi è per molti versi irraggiungibile, una principessa contemporanea che molte di noi possono solo ammirare sulle pagine delle riviste, e allo stesso tempo incredibilmente autentica e "vicina".
Il suo temperamento vivace, i suoi gusti, il suo sostenere con passione una causa importante in cui crede fermamente fanno sì che, nell'arco di pochi capitoli, sia già nostra amica.
Come non sentirsi solidali quando persino il fidanzato non esita a voltarle le spalle?

Ma è qui che entra in gioco Eric, che vede la sua vita ordinata travolta da un uragano rosa che reclama il suo aiuto: in fondo, se si trova senza una dimora è anche colpa sua, no?
I rapporti tra i due sono a dir poco esilaranti, e vedono l'uomo, abituato a una vita molto più ordinata e prevedibile, scoprire che, forse, quell'esuberante e scoppiettante ragazza dal guardaroba (a volte) discutibile gli piace. Gli piace parecchio.

Se c'è una cosa che riesce bene a Felicia Kingsley è la costruzione di dialoghi dal ritmo serrato, un susseguirsi di battute che non possono non strappare una risata in più di un'occasione, senza venire poi meno quando è il momento delle emozioni e del romanticismo.
Si ride, si piange, un po' ci si innamora: per chi cerca la stessa magia delle rom-com più riuscite (una su tutte, Notting Hill), questa è l'autrice da scoprire.
Consigliatissimo.

La verità è che non ti odio abbastanza di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

mercoledì 12 dicembre 2018

Libri sotto l'albero: "Il gatto che scoprì il Natale" di Lili Hayward

I fan del gattino Alfie, nato dalla penna di Rachel Wells, non sapranno resistere al protagonista a quattro zampe di Il gatto che scoprì il Natale di Lili Hayward (Newton Compton).

Il romanzo di Lili Hayward è uno di quei libri che si apprezzano di più, se si amano i gatti, perchè quello che si aggira per la proprietà di Enysyule è davvero speciale.
Del resto, chiunque voglia viverci deve, per contratto, occuparsi del bel felino che si aggira per il territorio come se tutto ciò gli appartenesse, e quindi ecco che la scrittrice Jessamine Pike, londinese in trasferta con un manoscritto da finire e una scadenza da rispettare si trova a occuparsi non solo della residenza, che ha bisogno di una sistemata, ma anche di lui.

Ma nel romanzo, non prettamente natalizio se escludiamo la scadenza di Jessamine (il 24 dicembre), c'è molto di più. Ci sono famiglie in lotta per la proprietà del cottage di Enysyule, ci sono leggende dal sapore magico, c'è una protagonista molto ben tratteggiata, che di fronte all'assunto comune che scapperà alla prima difficoltà si rimbocca invece le maniche affinchè i torti di cui è testimone vengano sanati.
Certo, non è facile adattarsi a vivere in un posto così: da un lato Jessamine si rilassa crogiolandosi di fronte al fuoco, dall'altro le sue notti sono popolate di incubi influenzati anche dalle storie che le vengono raccontate sul cottage.
Perrin, il gatto che in casa la fa da padrone, finisce per guadagnarsi un posto nel suo cuore, e così è anche per gli abitanti del villagio nonostante le iniziali reticenze.
Anzi, proprio con loro nascerà un'alleanza quando si tratterà di salvare il cottage, in una vera e propria guerra all'avidità che costituisce il messaggio di fondo del romanzo.

È un romanzo feel-good dalla prima all'ultima pagina, sebbene non abbastanza natalizio da poter essere considerato un libro "festivo": anzi, nel villaggio la festività celebrata con entusiasmo è quella del solstizio d'inverno.
Consigliato per una lettura rilassante e che scalda il cuore, almeno quanto una tazza di cioccolata calda.


Il gatto che scoprì il Natale di Lili Hayward (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

lunedì 10 dicembre 2018

Libri sotto l'albero: "Un cucciolo di nome Percy" di Fiona Harrison

Non poteva mancare il cucciolo di Natale, e quest'anno è un dolcissimo carlino di nome Percy, abbandonato in un canile in una gelida notte d'inverno.
Avete già gli occhi lucidi?

Quella che Fiona Harrison racconta nel suo Un cucciolo di nome Percy (Newton Compton) è la storia di una famiglia in crisi, messa a dura prova dalla malattia, dagli sforzi economici, dalle tensioni.
Narrata dal punto di vista del cucciolo - ma con tale scioltezza da rendere possibile per il lettore il coinvolgimento sin dalle prime pagine -, la storia di Percy è quella di un cucciolo come tanti che desidera solo una famiglia da amare e da cui essere amato.
Soffre per essere stato abbandonato al canile dal suo padrone precedente, si chiede come mai nessuno voglia portarlo a casa con sè, e quando finalmente qualcuno lo fa si adopera affinchè la sua nuova famiglia ritrovi la serenità.

«Non è nostro compito comprendere i nostri proprietari, ma lo è essere lì quando hanno bisogno di noi» è solo uno dei pensieri di questo cucciolo pieno di buone intenzioni, e determinato a far sì che Gail e Simon ricordino cosa li ha fatti innamorare, in modo da essere uniti ora che la loro figlia, Jenny, continua a entrare e uscire dagli ospedali, il suo futuro più incerto che mai.

Il romanzo sottolinea con dolcezza - ma anche con fermezza - l'effetto positivo che gli animali possono avere sulla vita delle persone che se ne circondano, e viceversa.
Potrebbe essere la lettura natalizia che vi farà venire voglia di adottare un cucciolo, e chissà che non sia la buona azione perfetta per questo Natale.

Imperdibile per gli amanti dei romanzi dedicati agli amici a quattro zampe, e per chi crede nella magia del Natale.


Un cucciolo di nome Percy di Fiona Harrison (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

sabato 8 dicembre 2018

Libri sotto l'albero: "Cuori spezzati e torte di Natale" di Amy Bratley

Leggere Cuori spezzati e torte di Natale di Amy Bratley (Newton Compton) è come fare un tuffo nel passato, perchè questa favola di Natale che sa di dolci appena sfornati e nostalgia di un amore lontano ci porta indietro nel tempo, fino al dicembre del 1940.

Difficile immaginare, per chi vive nella parte fortunata del mondo, in che modo la famiglia e gli amati di coloro che prestavano servizio durante la guerra abbiano effettivamente affrontato la vita senza di loro. L'area di Bournemouth, in cui si muovono i personaggi, non subisce l'attacco costante di Londra, ma ne soffre ugualmente, e questo rende alcune pagine del romanzo davvero drammatiche. Amy Bratley racconta la seconda guerra mondiale, e tutto il dolore e la morte che l'hanno caratterizzata, ma nonostante il focus della guerra, Cuori spezzati e torte di Natale è anche una meravigliosa storia di amore e romanticismo, famiglia, amicizia, segreti, carità... e sullo sfondo c'è un forno della famiglia Barton dal quale non cessano di uscire prelibatezze, seppur con le limitazioni dovute alla guerra. Anche stavolta, si tratta di una lettura capace di far venire l'acquolina in gola!

Personaggio del cuore è sicuramente Audrey, forte anche quando la terra sembra mancarle sotto i piedi, un vero pilastro per tutti a cui appoggiarsi, e per questo profondamente coraggiosa.
Le sue uniche paure sono concrete, reali: quella di non sopravvivere alla guerra, di perdere tutto, e di non veder tornare dal fronte le persone care. Impossibile non sentirsi solidali, e non augurarsi un lieto fine per lei e per chi ama.

É uno di quei libri che, a prescindere dal numero di pagine, non è abbastanza lungo.
Essendo il primo volume di una serie, però, si può sperare di ritrovare l'autrice e le sue storie tra pochi mesi. Intanto, leggete questo.


Cuori spezzati e torte di Natale di Amy Bratley (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

mercoledì 5 dicembre 2018

Libri sotto l'albero: "Un Natale indimenticabile" di Trisha Ashley

Dici Trisha Ashley, ed è impossibile non pensare al Natale.
L'autrice, in patria, è una vera istituzione nel periodo delle festività, e ha avuto modo di conquistare anche i lettori italiani con 12 giorni a Natale, del quale trovate ancora la recensione qui.
Stavolta, con Un Natale indimenticabile (Newton Compton), torna a incantarli con quella che è na vera e propria favola moderna di rinascita e vittoria contro le avversità.
E di avversità, Tammy deve affrontarne diverse: otto mesi di galera per una frode che non ha commesso - ma nemmeno denunciato... - , un fidanzato borioso e arrogante che non ha esitato a lasciarla senza un tetto sulla testa e ad abbandonare Pye, il gatto di lei, in un gattile.
Recuperato il gatto, per Tammy inizia una nuova vita, molto diversa da quella che avrebbe immaginato per se stessa un anno prima.

Una vita fatta di cavigliere elettroniche che le rendono impossibile uscire dopo le sette di sera, per esempio, e di lavori improbabili come assistente di un'anziana quacchera proprietaria di una vecchia fabbrica di cracker natalizi superati e scadenti, che Tammy dovrebbe riportare all'antico splendore.
Nella fabbrica lavorano quasi esclusivamente ex-detenuti, e nonostante l'iniziale diffidenza verso la nuova arrivata, di fatto il gruppo diventa ben presto una sorta di famiglia allargata per la giovane donna.
Pye, di sicuro, si ambienta all'istante, autoeleggendosi capobanda dei gatti della zona e riscuotendo coccole e bocconcini prelibati a ogni piè sospinto.

L'unica nube all'orizzonte sembra avere le sembianze di Randal, nipote ed erede: i sui progetti riguardo la proprietà vanno contro il desiderio di mantenere in attività la fabbrica, e anzi, ne prevedono la chiusura. Proprio adesso che Tammy ha trovato qualcosa che l'appassiona, e che crede fermamente di poter fare bene!
Servirà tutta la sua bravura per convincere Randal a dare a lei e ai cracker natalizi una possibilità...

Nonostante la presenza di una fabbrica di cracker natalizi, questo non è uno dei romanzi più festivi di Trisha Ashley, anzi: bisogna arrivare a metà, perchè si inizi a sentirne l'atmosfera.
Non è neanche uno dei più romantici (anche se il finale da batticuore non manca), ma è comunque una lettura scorrevole, a tratti divertente, e che di sicuro trasmette la passione dell'autrice per la cucina.
Anche stavolta, infatti, non manca una golosa appendice di ricette a fine libro, perchè non è Natale senza qualcosa di buono nel forno e Trisha Ashley lo sa.

Perfetto per coloro che sì apprezzano il Natale, ma a piccole dosi, e ovviamente per chi amasse poi cimentarsi nella preparazione di qualche leccornia.


Un Natale indimenticabile di Trisha Ashley (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

sabato 1 dicembre 2018

Libri sotto l'albero: "Baciami sotto il cielo di Parigi" di Catherine Rider

Parigi a Natale, ed è subito magia... o forse no, perchè quella di Serena nella capitale francese non è assolutamente una vacanza come le altre.
La ragazza ha perso il padre da due anni, e nel tentativo di ricordarlo e fare una cosa gradita epr la madre, ha deciso di recarsi a Parigi e ripercorrere le tappe della luna di miele dei genitori, mettendo insieme un album di foto che faccia ricordare alla madre i momenti felici vissuti con il marito.
Quello che non aveva previsto, però, era di trovarsi a vagare per la città con Jean-Luc, aspirante fotografo molto attraente, dopo che la sorella Lara decide di partire per Madrid con il fidanzato abbandonando il loro progetto.
Lei e Jean-Luc non potrebbero pensarla in mdoo più differente, riguardo al modo corretto di visitare Parigi. Serena ha una lista di luoghi e una tabella di marcia serrata, che la porta a correre d aun posto all'altro senza quasi fermarsi a respirare, mentre l'artista vorrebbe che assaporasse ogni cosa a fondo, perchè Parigi merita di essere vissuta nel profondo (e una foto della Gioconda non vale, come esperienza profonda).

Ora, che tra Serena e Jean-Luc nasca una storia d'amore è scontato, ma ciò che rende Baciami sotto il cielo di Parigi di Catherine Rider (Newton Compton Editori) la lettura perfetta per dare il via ai festeggiamenti del mese di dicembre è il suo essere confortante quanto una tazza di cioccolata calda davanti al camino, dopo una mattina passata nella neve.
I due autori che si nascondo (non troppo) dietro allo pseudonimo femminile lo sanno: l'amore non è bello, se non è litigarello, e quindi Serena e Jean-Luc fanno tutto fuorchè innamorarsi al primo sguardo. Anzi!
I loro battibecchi hanno da sfondo mezza Parigi, ma allo stesso tempo sono ciò che, nel corso della giornata passata insieme, li avvicina davvero: la ragazza ha perso il padre, il ragazzo sta perdendo il nonno (che gli ha fatto da padre, dopo che il suo se n'è andato oltre oceano), e trovano l'una nell'altro uno specchio dei propri sentimenti più dolorosi.
Serena, con le sue emozioni pure, a fior di pelle, restituisce a Jean-Luc la voglia di scattare, e chissà che attraverso quelle foto non veda per la prima volta se stessa, invece della ragazza organizzata e metodica che è diventata negli ultimi due anni per reagire allo smarrimento emotivo...

Splendida la riflessione sull'importanza dei ricordi, quelli veri e non quelli forzati, e importante quella sull'inutilità di pretendere la perfezione (da un viaggio, da una relazione o da se stessi) perchè la vita vera, perfetta non lo è mai. È ricca di imprevisti, di ostacoli e di giornate storte, ma se hai accanto qualcuno capace di farti sentire vivo anche quando tutto va nel verso sbagliato, della perfezione non hai alcun bisogno.

Baciami sotto il cielo di Parigi di Catherine Rider (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.

giovedì 5 luglio 2018

"L'incantesimo della spada" di Amy Harmon

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'incantesimo della spada" di Amy Harmon, edito Newton Compton (rilegato a 12€):
Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell’ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell’avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l’unica magia rimasta potrebbe essere l’amore. Ma chi potrebbe mai amare… Un uccellino?

Lo dirò senza troppa esitazione: avevo molta paura, prima di iniziare la lettura di questo romanzo.
Amy Harmon è una delle poche autrici che hanno saputo toccarmi davvero il cuore con i loro romanzi (nel suo caso, a prendersi un pezzetto della mia anima è stato "Sei il mio sole anche di notte" anni fa, ad oggi ancora uno dei miei dieci libri preferiti di sempre) e mi spaventava l'idea di leggere qualcosa di diverso che avrebbe potuto non piacermi.

E invece la storia di Lark è davvero speciale.
È la storia di una ragazza che va incontro a un destino difficile e a una strada irta di ostacoli, ma che affronta il tutto a testa alta, scoprendo lungo il percorso se stessa, e il suo posto nel mondo.
Ma prima di parlare di Lark, scopriamo qualcosa in più sul suo mondo, che ne dite?

Ci troviamo nel paese di Jeru, dove un tempo la magia era accettata e chi sapeva padroneggiarla era libero di vivere la sua vita alla luce del sole. Nessuno aveva paura di usare i suoi doni, ma ahimè, le intenzioni di alcuni di loro erano tutt'altro che buone. Per questo furono cacciati, costretti a nascondere le loro abilità o subire altrimenti terribili punizioni.
È l'odio verso i possessori di questi doni a far sì che la madre di Lark venga assassinata per un crimine che non ha commesso, ma con una conseguenza: quando la sua anima lascia il suo corpo, così fa la voce di Lark.
Nonostante il padre la protegga (per mera necessità: uccidere la figlia comporterebbe anche la sua, di morte, secondo l'ultima predizione fatta dalla moglie morente), per lo più Lark viene ignorata e lasciata sola. Questo fino a quando Tiras, il re che ha combattuto disperatamente contro i mostri che minacciavano la sicurezza del suo regno e del suo popolo, decide di usarla come pedina in una guerra sanguinosa... e qui mi fermo perchè vi basta per capire che, ancora una volta, Amy Harmon ci ha regalato la storia di una ragazza che lotta per trovare la sua voce.

Così com'era stato per Fern, o per Blue, o per Bonnie Rae, anche Lark e la sua storia permettono ad Amy Harmon di tornare su un tema a lei caro, che è quello dell'affermazione di sè e della propria volontà, attraverso le parole. Scritte, cantate o chissà, magari declamate.
Lark è una combattente senza spada, e forse è giusto che sia così, perchè le spetta un ruolo molto più importante che non quello di semplice guerriera: noi lettori l'accompagnamo passo passo in questo suo avvicinarsi al suo destino, conscia delle proprie debolezze ma forse nno abbastanza onsapevole dei suoi punti di forza, ed è impossibile non vedere in lei una vera eroina sin dall'inizio.
Una delle mie paure, prima di affrontare questa lettura, era anche quella di potermi trovare di fronte a un fantasy poco riuscito, o appena abbozzato.
E devo essere sincera, forse a un purista del fantasy, a qualcuno abituato ai grandi romanzi e agli importanti cicli del genere, "L'incantesimo della spada" risulterà troppo semplice.
Ma alle lettrici di Amy Harmon piacerà moltissimo, e chissà, magari avvicinerà molte di loro a un genere diverso dal romance ma ugualmente conturbante.
Personalmente ho gradito questo primo assaggio del mondo di Lark e Tiras, e del loro rapporto in costante mutamento. Aspetto già con ansia l'arrivo del secondo volume della serie: di Amy Harmon bisogna leggere tutto.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 5 aprile 2018

"Passa la notte con me" di Megan Maxwell, e la scoperta del forrò

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Passa la notte con me" di Megan Maxwell, edito Newton Compton (rilegato a 12€):
Dennis è un attraente docente brasiliano che durante il giorno insegna in una scuola tedesca e di notte si scatena con le sue lezioni di forrò, un ballo tipico del suo Paese. Finito l’anno scolastico, un rinomato istituto britannico gli fa un’offerta di lavoro e lui accetta senza esitazione. Quello che lo aspetta a Londra è estremamente allettante per lui: un ambiente diverso, nuove conoscenze e vecchi amici che non vedono l’ora di introdurlo alla vita notturna della città. Le sue avventure vanno a gonfie vele, ma a Londra c’è anche Lola, una spagnola con un carattere di fuoco che, a differenza delle altre donne, non ha alcuna intenzione di farsi usare... Anzi, è lei che conduce il gioco. Dennis non si è mai innamorato prima e fatica a capire perché ogni volta che la vede ha i brividi. Ma trascorrere una notte con lei è tutto ciò che desidera, anche a costo di perdere il suo cuore.

Eccoci qui con un titolo che, per chi segue il blog, non è di sicuro una delle mie solite letture, anzi.
Ma chi segue il blog sa anche che apprezzo particolarmente i romanzi di Megan Maxwell editi tre60, e quindi comprenderà la mia curiosità di scoprire un'autrice già apprezzata in una veste differente.
E poi stavolta si balla il forrò!

Nemmeno voi sapete di cosa si tratti? Bene, non sono la sola!
E invece è "solo" la danza più popolare del nord-est del Brasile: inutile dire che ho guardato un po' di video sul sempre utile YouTube, per poter immaginare Dennis in tutto il suo fascino e la sua sensualità di ballerino.
Ebbene sì, ho un debole per gli uomini che sanno ballare.
Per quelli che oltre a saper ballare hanno anche un carattere deciso e determinato, poi...
Dennis è così, e gli si può perdonare il fatto di ricadere un po' nel clichè di quello che non vuole relazioni, non vuole legami e salta da una donna all'altra che nemmeno un campione di corsa a ostacoli in piena gara.
Glielo si perdona perchè, nella migliore delle tradizioni, quando incontra quella che di saltellare non ne ha alcuna intenzione, cade nella rete come una pera cotta, e ammettiamolo: ci piace così.

Ma veniamo al succo, perchè qui di romanzo erotico si tratta, e da non amante del genere, come sarà stata questa esperienza di lettura?
Nel complesso, positiva.
Non mi sono innamorata del genere erotico, questo no, ma ho apprezzato l'opportunità di scoprire un'autrice che già conoscevo e leggevo con costanza in una chiave differente.
"Passa la notte con me" è un invito a lasciarsi andare, a perdersi nei fremiti e nel piacere più profondo, viscerale, animale. È un romanzo erotico che non lascia nulla di non detto e nessun sentiero inesplorato, e quindi sì, alle amanti del genere lo consiglio senza alcuna esitazione.

V segnalo anche che Megan Maxwell quest'anno torna in libreria anche in veste di autrice romance: il 31 Maggio potremo leggere "Paradiso cercasi", quindi per le sue fan sarà una primavera piena di soddisfazioni.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 16 febbraio 2018

"Stronze si nasce" di Felicia Kingsley: il romanzo e due chiacchiere con l'autrice!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Stronze si nasce" di Felicia Kingsley, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce... E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse, per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!

Felicia Kingsley è tornata, eccome se è tornata!
Dopo il frizzante, romantico e appassionante "Matrimonio di convenienza", in libreria arriva "Stronze si nasce", e fidatevi se vi dico che questo romanzo è la cura per qualsiasi malumore o malanno di stagione.

Vi sfido a non ritrovarvi almeno un po' in Allegra, che nonostante abbia lasciato il liceo da un po' non era affatto pronta a trovarsi di fronte Sparkle: bellissima e sicura di sè come ai tempi della scuola, e capace di farla sentire di nuovo la ragazza anonima e imbranata che era.
Poco importa che Allegra Hill abbia un nuovo lavoro, che sia dotata e piena di voglia di impegnarsi, che abbia una splendida borsa firmata a completare il suo look: Sparkle è più affascinante, più in gamba, più... più tutto. Anche più stronza, certo, ma non con lei: anzi, a tratti Allegra quasi soccombe alla sua "sparkliness"!
Ma è davvero possibile che sia questo, quello che vuole? Diventare come Sparkle?
La soluzione è diventare stronze, o, in fondo, stronze si nasce?

Se amate i romanzi di Sophie Kinsella, se siete fan di Kristan Higgins, mollate tutto e precipitatevi in libreria perchè "Stronze si nasce" è esattamente il romanzo che cercate.
È tutto ciò che amate, e anche di più.
L'autrice gioca con abilità con quelle che sono le nostre paure (prima tra tutti, trovare l'ex-nemesi del liceo alla scrivania accanto in ufficio), i nostri sogni e sì, anche le nostre ambizioni: Allegra è una ragazza che vuole farcela da sola, che vuole raggiungere i suoi obbiettivi senza scorciatoie o favoritismi, ma ha anche paura di sbagliare e di fallire. Di deludere i genitori, e soprattutto se stessa.
È anche una ragazza che rischia di perdersi l'amore, ma per fortuna sul suo cammino incontra Duke e... non mancheranno romanticismo e sentimenti, mettiamola così.
Dovete tuffarvi di testa tra le pagine di questa storia frizzante, piena di svolte e dal finale rosa di cui si ha bisogno, soprattutto quando ci si infila sotto le coperte alla fine di una lunga giornata e si vuole sognare un po'.

Ho avuto la bellissima opportunità di intervistare l'autrice, e potevo forse non cogliere l'occasione per conoscere meglio quella che, secondo me, è l'unica che potrebbe essere la "nostra" Sophie Kinsella?
Ecco cosa mi ha raccontato!

"Stronze si nasce" è strepitoso, complimenti! Da un lato racconta la storia di un'eterna seconda (con la quale è facilissimo entrare in sintonia) , dall'altra restituisce un ritratto efficace di una di quelle persone alle quali "viene sempre tutto facile". Quanto di te - o di persone a te vicine - è finito in Sparkle e Allegra?
Allegra compie un’evoluzione, e a un certo punto assorbe persino il modo di fare di Sparkle, quindi le linee dei due personaggi s’incrociano. C’è un momento in cui la protagonista smette di essere un personaggio del tutto positivo. Ho pensato fosse una scelta delicata, perché in genere le protagoniste vanno amate, sostenute dall’inizio alla fine - questa, almeno, è una delle caratteristiche del rosa - ma in questo caso ho voluto osare mettendo in campo personaggi con difetti e che commettono errori. Umani. Per caratterizzarli ho usato la mia esperienza diretta e quella di persone che conosco. Posso dire di aver messo un po’ di me in entrambe, in una percentuale di 70/100 su Allegra e 30/100 su Sparkle. L’ingenuità, la politica delle seconde chance, il beneficio del dubbio, la voglia di andare d’accordo con tutti, l’ansia da prestazione al lavoro, l’insicurezza su tutto ciò che faccio le ho di serie. Ma anche il mettersi a testa bassa e farsi il mazzo. Di Sparkle c’è quello che vorrei essere (in positivo, s’intende): carismatica, trascinatrice nata, saper leggere le persone come un libro aperto per riuscire a non farsi fregare. Il resto glielo lascio.

Ho adorato il concetto di Sparkliness, il potere di Sparkle di ammaliare tutti e ottenere ciò che vuole senza nemmeno chiedere. Ammetto che un po' glielo invidio: senza diventare delle stronze, pensi sia possibile trovare il "nostro" modo di brillare?
Una volta qualcuno mi disse: occhio a cercare se stessi, perché se ci si trova non è detto che ci si piaccia. Sparkle conosce se stessa, sa come usare i suoi pregi a suo vantaggio e occultare i suoi difetti. Senza diventare stronze, suppongo che per brillare ci si debba mettere nell’ottica di mostrare al mondo sempre il nostro lato migliore e fare dei propri difetti la nostra forza perché nessuno possa usarli contro di noi. Allegra si dà una svegliata a un certo punto, capisce che è lei la prima e unica a dover parlare per se stessa e, nel momento in cui questo suo lato viene fuori, anche le persone intorno a lei percepiscono il cambio di atteggiamento e la sua self-confidence, e si pongono in modo diverso nei suoi confronti. Bisogna collaborare con se stessi, essere disposti a conoscersi e non è detto che sia un processo immediato. Io stessa mi sto ancora conoscendo e ogni romanzo che scrivo è un pezzettino in più di me che viene fuori.

Sembra scontato dire che tutti, come Allegra, vorremmo liberarci degli stronzi che affollano le nostre vite. Ma voglio rovesciare questo pensiero e chiederti: non pensi che, in fondo, un po' ci servano? Magari senza la "tua" stronza, questo libro non esisterebbe! 
Qui ti do ragione al 100%. Il famoso “non tutto il male viene per nuocere” calza a meraviglia. Sparkle è stata la secchiata d’acqua gelata che serviva ad Allegra per darsi una svegliata, per “venire fuori”. A un certo punto ha capito di essere davanti a un bivio: continuare ad autocommiserarsi e piangersi addosso, o fare qualcosa. Ha smesso di cercare scuse e scelto di fare qualcosa.
La “mia” splendida stronza, nonostante i tiri mancini, i bastoni tra le ruote e le pugnalate alle spalle mi ha dato la dose di sviluppo che mi serviva. L’ho citata anche nei ringraziamenti!

Allegra è una giovane donna che, in fondo, non ha mai lasciato il liceo: crede che iniziare un nuovo lavoro basti a darle un nuovo inizio, ma di fatto è solo quando arriva alla fine del suo percorso di crescita che davvero può iniziare una nuova fase della sua vita.
È un cosa in cui io, per esempio, mi ritrovo tantissimo: faccio ancora molta fatica a inserirmi in un ambiente nuovo e a fare amicizia dopo cinque anni di bullismo (che allora non si chiamava così, ma esisteva già). Secondo te, lasciamo mai del tutto il liceo, o una piccola parte di noi resta ferma lì?
Parli di bullismo? Sei con la persona giusta! Io le ho prese... e dalle femmine!!! Mi tiravano certi calci che a Gennaro Gattuso hanno dato il cartellino giallo per molto meno!
La scuola è un ambiente più complicato di quello che si pensa, perché è un micromondo in un sistema chiuso che riproduce gli stessi gruppi sociali della vita “là fuori”, e tutto ciò che accade nel sistema liceo ha un grosso impatto per chi ne fa parte. È l’età in cui si forma il carattere del ragazzo/a, che prova sulla sua pelle il conflitto tra crearsi un propria individualità e appartenere a un gruppo. Fare parte di una squadra rende le cose più facili perché la collettività deresponsabilizza. Ci sono i ribelli, i contestatori, gli sportivi, i politicamente impegnati, i discotecari, i tamarri, i fighetti, i nerd (che - attenzione! - non sono gli sfigati, anzi, sono piuttosto snob nei confronti di chi non ha padronanza pari allo loro su questo o quell’argomento!), e i non schierati. I non schierati sono i veri loser perché non avendo bandiere sono facili bersagli. Se per tutta la vita ti sei trovata nella condizione di giocare in difesa, anche da adulta è difficile costruirsi quella fiducia in te stessa per presentarsi in giro a testa alta e chiedere a gran voce che ti venga dato ciò che ti è dovuto. Non so dirti con certezza se lasciamo il liceo, ma forse è il liceo che non lascia noi. Questo però è il mio parere, ci tengo a sottolinearlo.

Sempre collegandomi al desiderio di Allegra di un nuovo inizio, lei parla di "giorni zero", dai quali inizia una nuova fase significativa della vita. Tu senti di avere già vissuto uno di questi "giorni zero" (o magari più di uno)? In questo senso, diventare un'autrice pubblicata da casa editrice è stato un nuovo inizio, o una nuova fase di un percorso che ritieni iniziato con la scrittura e l'autopubblicazione?
Come Allegra ho creduto diverse volte di essere al mio “giorno zero” per poi accorgermi che era una falsa partenza, ma di sicuro vedere “Matrimonio di convenienza” pubblicato da Newton Compton è stata una grossa iniezione di fiducia. Per scaramanzia preferisco non considerarlo un giorno zero, piuttosto l’occasione di mettermi alla prova in qualcosa di nuovo, di cui imparo sempre di più ogni giorno e dove sento di riuscire a mettere una grossa parte di me stessa. È un giorno zero ogni volta che qualcuno che ha letto il mio romanzo mi scrive dicendomi cosa ha provato durante la lettura, perché sento che ciò che ho fatto ha in qualche modo creato un legame ed è un incentivo a fare sempre di più e meglio.

Sei un'autrice molto attiva sul web, usi con disinvoltura i social network e hai un confronto costante con le lettrici. Quanto ti ha arricchita la possibilità di confronto in questi anni, e quali credi siano i pregi e i difetti di questo contatto facile e frequente tra lettori e scrittori?
Nella mia vita privata sono una persona molto riservata (credo di non caricare nulla su Instagram da tipo due mesi), ma siamo nel 2018, e se fai qualcosa destinato al pubblico dominio i social sono fondamentali. I romani per incontrarsi e discutere si ritrovavano nel foro (se Alberto Angela, per caso, leggesse questa mia intervista, si ritirerebbe per indignazione), oggi ci si incontra nelle piazze virtuali che sono Facebook, Instagram, i blog, i forum (ah, no? Alby!, Forum, fori, seconda declinazione, dal latino = Piazza!) e attraverso questi mezzi ho l’occasione di parlare con una ragazza di Torino, e dopo cinque minuti con una di Palermo, il tutto restando seduta alla mia scrivania. Tutte mi trasmettono la loro esperienza, chi di lettura e chi di scrittura, ci confrontiamo sui nostri gusti in fatto di romanzi, cinema, tv, se mi chiedono consigli sul self publishing li do volentieri e si crea un rapporto che va oltre a quello di lettore-autore tenendo sempre viva quella componente umana che si rischia di perdere quando si contano follower e like. Il difetto dei social è questo: trasforma le persone in numeri, perciò sono sempre molto contenta quando qualcuno mi contatta, perché vedo le persone.

Lo ammetto: sono corsa subito a sbirciare la playlist in fondo al romanzo, e mi ha resa molto felice trovare Alice Cooper, Placebo, Paramore e B.o.B.
Hai gusti eclettici! Hai scritto che questi brani ti hanno ispirata: è una questione di emozioni trasmesse dal brano, di testo, di ritmo...? Come si passa da una canzone alla creazione di una scena?
Ascolto musica 24 ore su 24, e di solito è in macchina mentre guido che rimango “folgorata” dalla canzone che passa in radio. A volte è la melodia che genera un’atmosfera particolare che si ricollega al tema del romanzo, e vedo i personaggi agire nella mia fantasia. Altre volte sono le parole, azzeccate al punto che sembrano quasi uscire dalla bocca dei miei personaggi. Prima di passare alla scrittura, però, rielaboro e riguardo la scena mille volte. Solo quando la mia regia mentale dà l’ultimo ciack, la scrivo.
Ultima domanda: sei quasi salva!
Si dice che una foto valga più di mille parole, e siamo tutti Instagrammer appassionati, quindi... se dovessi scegliere tre scatti dalla tua gallery per dire ai lettori "eccomi, sono io e sono così", quali sceglieresti e perché?
La prima: i giornalini di Barbie. Io sono una Barbie Girl e per tutti gli anni ‘90 ho sognato di vivere in un Barbie World: la villa con piscina, il cavallo, un milione di vestiti, la Jaguar fucsia decapottabile, feste di gala ogni sera, il tutto svegliandomi il giorno dopo con la possibilità di scegliere se fare la veterinaria o il Presidente degli Stati Uniti, la prima ballerina o l’astronauta.
Cosa dice di me? Che faccio l’architetto ma da ragazzina volevo fare la veejay su MTV e condurre TRL, e adesso scrivo anche romanzi rosa.
La seconda: quella con il biliardino. Sono una persona competitiva ma mi piace divertirmi mentre combatto per raggiungere il mio obiettivo. Lotto per me e per chi è in squadra con me con tutte le mie forze e non mollo finché non si gioca l’ultima pallina.
La terza: io nel mezzo del nulla in Croazia, sull’isola di Pag. Sono una zingara, mi piace viaggiare e cambiare meta spesso e la mia vacanza ideale sono i tour on-the-road, sia in compagnia sia da sola. Auguro a tutti, nella vita, di fare un viaggio da soli, di avere il coraggio di non aspettare che siano gli altri a dirci quando è l’ora di partire: si è obbligati a convivere con se stessi, a piacersi, a scoprire cosa ci piace e cosa non ci piace, a interagire con gli sconosciuti e abbattere anche i propri limiti.
Sono salva ora?
Direi proprio di sì!

Ringrazio Newton Compton e Felicia Kingsley per questa splendida opportunità, e torno a consigliarvi "Stronze si nasce", magari non come stile di vita (brillare sì, diventare come Sparkle magari no XD) ma sicuramente come lettura scacciapensieri, spassosa e molto, molto accattivante ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 15 febbraio 2018

"Il regno del male" di Sandro Ristori

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il regno del male" di Sandro Ristori, edito Newton Compton (rilegato a 9,90€):
Quando il sacerdote avvicina la fiamma al braccio di Kausi e Coral, il segno si accende subito. E la loro vita è condannata: chi porta il Segno non può vivere con gli altri. I due ragazzi devono abbandonare il villaggio, valicare le Grandi Paludi, inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende, e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Tutto il Regno è in ginocchio: da ovest una terribile epidemia di peste infuria e decima intere Regioni; il re è troppo debole e pavido per opporsi ai suoi avidi duchi e ai barbari che premono alle frontiere del nord; a sud intere popolazioni sono in marcia per sfuggire alla fame e alla guerra. E quando nella Tredicesima regione l’erede del duca Courtenaray finisce nelle mani di Rakha, ragazza dal fascino misterioso e con una strana luce negli occhi, gli eventi iniziano a vorticare sempre più velocemente, scatenando una tempesta capace di travolgere ogni cosa. Nobili corrotti schiacciano la miseria della plebe, l’ambizione e la sete di potere spingono oscuri personaggi a tramare nell’oscurità. Quale sarà il destino del Regno?

Ero curiosissima di scoprire una nuova voce del fantasy italiano: è un genere letterario in cui abbondano gli autori d'oltreoceano, ma di nostrano... di nostrano non c'è moltissimo.
Sandro Ristori è il traduttore di "La donna di ghiaccio" di Robert Bryndza, "Il libro dei viaggi nel tempo" di James Wyllie e Johnny Acton, e "9 giorni" di Gilly Macmillan (co-tradotto insieme ad Anna Leoncino), tutti editi Newton Compton, e arriva ora in libreria con il primo capitolo di una saga che si preannuncia avvincente.

Mi è piaciuto da subito il personaggio di Coral, e mi sono appassionata alla sua storia di fuga e scoperta: nella sua vita le leggende e i tranelli hanno uguale peso, e se il romanzo si apre proprio con il racconto di un mito doloroso una ragione c'è. Poche pagine, e scopriamo quanto il destino di Coral dipenda da quella storia: dovrà lasciare la sua famiglia e la sua casa, quella che sembrava una vita faticosa, sì, ma anche sicura e priva di particolari scossoni.
Inizia così quello che non sarà solo un esilio, ma l'inizio di una grande avventura: Ristori porta alla mente del lettore il viaggio di Frodo ne "Il signore degli anelli" e di Arya Stark ne "Il trono di spade", costruendo un mondo dalle molteplici ambientazioni che piacerà ai fan di entrambe le serie, e quel mix di losche trame e giochi di potere che ha reso celebre la saga di George R.R. Martin.
Due delle mappe presenti nel romanzo
È sempre interessante scoprire un traduttore in veste di romanziere, e Sandro Ristori non delude, dimostrando non solo di saper restituire al lettore le voci di autori stranieri ma anche di saperlo conquistare con la propria.
Sono molto felice di aver potuto leggere "Il regno del male" in anteprima, e aspetto con ansia il volume seguente perchè voglio tornare nel Regno al più presto ;)

Un bacio a tutte fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 19 dicembre 2017

Anteprima sotto l'albero: "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat, edito Newton Compton (ebook a 4,99€) in uscita il 29 Gennaio:
L’ansia sociale di Vicky Decker l’ha spinta a elaborare complicate strategie per passare inosservata e non essere mai al centro dell’attenzione. L’unica con cui riesce a essere se stessa è la sua amica Jenna. Quando Jenna si trasferisce, però, Vicky rimane completamente sola e per combattere quell’isolamento ormai insostenibile, decide di creare una falsa identità sui social, ritoccando le foto di altre persone come se fossero sue e postandole sul profilo Instagram @Vicurious. Improvvisamente comincia ad avere dei follower e ben presto si ritrova a vivere una nuova vita, senza nemmeno aver lasciato la sua cameretta. Ma più cresce il numero dei follower e più le diventa chiaro che ci sono moltissime persone, là fuori, che si sentono esattamente come lei: #sole e #ignorate nella vita reale. Per aiutare loro, e se stessa, dovrà rendere la sua realtà virtuale molto più reale...

Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato, affascinata dal modo in cui l'autrice rovescia la normale tendenza alla sovraesposizione sul web che caratterizza la generazione di Vicky, e facendo diventare star di Instagram la ragazza più timida e reclusa del pianeta... con un account in cui nessuna foto la rappresenta davvero.

Vicky è timida, ma timida davvero: la sola idea di avere contatti con altre persone, sconosciute o no, la spaventa al punto da paralizzarla. Basta che un compagno di scuola le rivolga la parola, o la saluti, per farla iniziare a sudare e ad agitarsi. Poco importa se sono persone gentili e disponibili, come Lipton, che le sorride incoraggiante e le dà una mano in mille piccoli modi diversi.
L'unica amica che abbia mai avuto è Jenna, ma quest'anno la ragazza si è trasferita con la famiglia lasciandola sola. Come se non bastasse, appena arrivata nella nuova scuola si è fatta dei nuovi amici e ha iniziato a uscire con un ragazzo, iniziando a trascurare Vicky anche via messaggio.
È così, stalkerando la sua ex-amica su Instagram, che Vicky inizia a riflettere su quanto la sua vita sia fatta di cose che osserva da lontano, senza mai partecipare sul serio.
Da lì a iniziare a creare buffi fotomontaggi su Photoshop e caricarli sotto falso nome (@vicurious deriva dal suo dire sempre in modo errato la parola "vicariously", storpiandola in "vicuriously") il passo è breve, e in poco tempo il suo account diventa una meta irrinunciabile per tutti coloro che, come lei, si sentono invisibili e soli.
Peccato che nessuno di loro sappia che, dietro all'apparente incoraggiante ed esuberante Vicarious, si cela qualcuno più solo e spaventato di loro...
Sharon Huss Roat ha scritto un romanzo coraggioso, che costringe il lettore a porsi davanti a un specchio e chiedersi "ma io, chi sono davvero?".
Vicky non lo sa, e non solo perchè è molto giovane e ancor apiena di dubbi: non lo sa perchè la paura la paralizza al punto da impedirle di fare esperienze, fare tentativi, scoprire cose nuove.
Vicky non sa osa le piace e cosa le piace perchè ci sono circa otto milioni di cose che non ha mia osato provare; non sa di poter essere divertente, ironica, sarcastica perchè non è mai riuscita a conversare davvero con qualcuno.
@Vicurious diventa il suo alter ego, capace di rassicurare gli altri, di incoraggiarli, di essere spiritosa e, in generale, di fare tutto ciò che Vicky non riesce nemmeno ad immaginare.
Da un lato sembra un'ottima idea, dall'altro ben presto la ragazza inizia a sentirsi in trappola anche in questa veste perchè si sente una truffatrice: sta dando a tutte quelle persone una persona di cui fidarsi... peccato che questa persona non esista.
Li sta illudendo, e questo non va bene.
E in fondo, quanto credete ci sia di vero nelle vite perfette, patinate e scintillanti che ci vengono propinate sul web ogni giorno? Io me lo chiedo spesso, e sono arrivata alla conclusione che di "vero" ci sia ben poco.

Dolcissimo e assolutamente adorabile Lipton, il compagno di scuola che tutte avremmo voluto avere: il ragazzo carino, sempre gentile, sempre spiritoso, capace di farti sorridere anche quando la giornata è nera-nerissima. Corteggia Vicky da ben prima che lei se ne accorga, e nonostante la ragazza in pubblico dia davvero il peggio di sè tra frasi inopportune e mutismi imbarazzanti, sembra davvero intenzionato a conoscerla. È un ragazzo coraggioso, perchè nonostante le sue insicurezze e le sue paure è in grado di metterle da parte per proteggere Vicky, quando lei non può farlo da sola.

Quello di Sharon Huss Roat è uno splendido romanzo di formazione - non fatevi ingannare dalla cover romance -, profondo e delicato, che merita assolutamente di essere letto con uno sguardo a noi stessi, e a quanto di Vicky ci sia nel nostro cuore.
Più di quanto potremmo immaginare, ve lo assicuro.
Consigliatissimo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 18 dicembre 2017

"Natale a Parigi" di Mandy Baggot

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Natale a Parigi" di Mandy Baggot, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Ava e la sua migliore amica Debs sono appena arrivate a Parigi. È tutto perfetto e la neve che comincia a cadere è uno spettacolo meraviglioso. La Tour Eiffel brilla di una luce magica, ma tutto quello a cui Ava riesce a pensare è Leo, il suo ex, che l’ha tradita, spezzandole il cuore. Debs, determinata a restituire il sorriso all’amica, la trascina a fare shopping tra i mercatini di Natale, a passeggiare sul Lungosenna, a mangiare pain au chocolat. Piano piano, Ava comincia davvero a convincersi che non può sprecare la vita pensando agli uomini, fin quando la sua strada incrocia quella di Julien, un misterioso e affascinante fotografo, con un irresistibile accento francese e occhi così profondi che sembrano leggere dentro di lei. Ava non può ignorare le reazioni che si scatenano tra loro, ma non riesce a fidarsi e a lasciarsi andare. Tutto si complica quando per Ava arriva il momento di rientrare in Inghilterra...

Ava a pochi giorni da Natale non sta passando un gran bel momento, questo bisogna riconoscerglielo: il suo ragazzo e collega di lavoro, Leo, l'ha tradita e ora sembra incapace di smettere di chiamarla e bombardarla di loro vecchie foto; sua madre è un vero incubo, testarda com'è nel voler incanalare la figlia in una vita da moella che la ragazza non desidera assolutamente; il suo lavoro di agente immobiliare non le sembra più una grande idea.
È Debs, giornalista e sua amica del cuore, a sbloccare la situazione, trascinandola a Parigi con la scusa di farsi aiutare a scrivere due articoli.
Proprio nel momento meno adatto, e in una città a km e km da casa, Ava incontra Julien, fotografo in crisi dopo che un incendio devastante gli ha portato via la sorella e la gioia di vivere.
I due riconoscono nell'altro qualcosa di sè: la paura di buttarsi, di darsi una seconda occasione, di concedersi di essere davvero felici... ma chissà se troveranno il coraggio per dirsi che, giorno dopo giorno, si piacciono sempre di più!
Nella cornice romantica di Parigi a Natale, Mandy Baggot riesce a raccontare una storia d'amore semplicemente deliziosa, piena di divertimento ma scandita anche da momenti di scoramento.
Riesce a raccontare il dolore per la perdita di una persona importante quanto una sorella (da sorella, devo ammettere che troverei molto più difficile affrontare la morte di mio fratello piuttosto che quella di uno dei miei genitori. L'ho preso in braccio che aveva meno di un giorno di vita, e la sua vita è stata talmente intrecciata alla mia che mi riesce impossibile immaginare che lui possa non esistere più), e a farlo in modo non melodrammatico ed esagerato ma profondamente struggente.
Julien combatte ogni giorno con l'odio per se stesso per non essere riuscito a salvare Lauren, e con la sensazione che il mondo non possa riprendere a girare nel modo corretto ora che lei non c'è più.
Scorre sul telefono le sue foto, visita i luoghi che la sorella amava di più risentendo in testa le sue parole, ed è bloccato in un passato che non si sente pronto a lasciare.
In Ava ritrova parte dello spirito di Lauren, e per la prima volta dopo tanto tempo torna a sentirsi vivo.

Ava, dal canto suo, ha tante cose da chiarire prima di poter prendere davvero in mano le redini della sua vita: deve liberarsi una volta per tutte di Leo, e deve risolvere il grosso problema di sua madre e dei suoi sogni di flash e riflettori. Deve dirle una volta per tutte cosa vuole e non vuole fare, nella vita, cosa che non ha mai avuto il coraggio di fare.
Anche se, al momento, l'unica cosa che vorrebbe fare è passeggiare per Parigi insieme a Julien e riempirsi di Camembert (e come darle torto...).

Ho adorato Debs, l'amica shopaholic e romantica persa di Ava: mi hanno divertita moltissimo i suoi dialoghi con Ava, e il suo modo di relazionarsi con Didier, il migliore amico di Julien.
Li volevo insieme sin dal primo momento, perchè sembravano fatti l'uno per l'altra e ogni loro incontro confermava questa sensazione. È raro che in questi romanzi ci sia più di una coppia sotto i riflettori, e questo era sicuramente il romanzo di Ava e Julien, ma Debs e Didier mi sono entrati nel cuore all'istante.

E che dire di Parigi?
Ammetto che sono diventata molto scettica nell'affrontare romanzi ambientati a New York, Los Angeles, Londra e Parigi perchè nel 99% dei casi si tratta di luoghi mai visitati dall'autrice e si vede. Si vede quando la fonte sono i telelfilm e Google.
Ecco, stavolta (pensando anche ai miei ricordi di Parigi, delle sue case, dei suoi quartieri) Mandy Baggot è riuscita a farmi sentire davvero per le strade di una città.
Il suo raccontare Parigi attraverso le foto di Julien, le sue passeggiate con Ava, i mercatini di Natale e - soprattutto - i posti migliori in cui Ava potesse trovare uno spuntino delizioso me l'ha fatta percepire come una città vera, pulsante e vibrante di colore.
Il tutto in una splendida atmosfera natalizia, che fa venire voglia di cioccolata calda e salti nella neve.

La mia unica fonte di dispiacere è dovuta, stavolta, alla traduzione.
Troppi errori, con voci verbali sbagliate e dialoghi che risultano confusi, verbi coniugati in modo creativo e, in generale, l'impressione che sia stato tradotto di corsa e riletto sì e no.
Peccato, perchè la storia è davvero carina e sarebbe stato uno dei romanzi natalizi più simpatici letti quest'anno.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 12 dicembre 2017

Anteprima sotto l'albero: "L'ospite inatteso" di Patricia Gibney

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'ospite inatteso" di Patricia Gibney, edito Newton Compton (rilegato a 10€) in uscita il 4 Gennaio:
La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» 
La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino...

Lottie Parker non è una donna semplice, anzi: reagisce allo stress contando ossessivamente gli elementi attorno a se (le bottiglie dietro al bancone di un bar, gli uccelli appollaiati su un filo elettrico, e via dicendo), ha un atteggiamento di sfida nei confronti dei suoi colleghi che la rende spesso fastidiosa e non è molto brava a seguire gli ordini quando non la convincono del tutto.
Deve seguire le direttive di un uomo che occupa una poltrona che le sarebbe spettata di diritto, e dovrebbe decisamente dare un taglio al cibo spazzatura, volendo evitare un infarto prima dei cinquant'anni.
Ma è anche una detective capace, determinata e piena d'ingegno, e sono queste qualità ad emergere quando il cadavere di Susan Sullivan viene ritrovato in una chiesa.
La donna è stata uccisa e abbandonata, ma perchè? Per chi poteva costituire una minaccia?
L'indagine la porterà ad affrontare cose che credeva di essersi lasciata alle spalle, e non sarà affatto facile per Lottie restare lucida, fredda e imparziale...
Mi è piaciuto moltissimo.
Sarà l'overdose di zucchero provocata dalla carrellata di letture natalizie, ma avevo bisogno di un libro così, adesso, e "L'ospite inatteso" è stata una delle migliori letture del mese.
In Lottie Parker ho trovato una donna resa forte dalle proprie debolezze, un mix di acciaio e morbidezza che mi ha ricordato Kim Stone, la tostissima detective di Angela Marsons, e non è un caso: le due autrici condividono non solo l'editore (Bookouture) ma anche il pubblico.
Anche Lottie è sola, e anche per lei il passato rappresenta qualcosa di doloroso che le rende difficile lasciarsi andare nel presente. Anche Lottie dà tutta se stessa sul lavoro, per compensare i vuoti nella sua vita privata.

Ma quello che rende "L'ospite inatteso" un thriller da leggere assolutamente è il suo intreccio.
Patricia Gibney padroneggia una trama complicata e un intreccio complesso, che affonda le radici in un passato oscuro posto negli anni Settanta e che porta il lettore avanti e indietro nel tempo grazie a flashback e ricordi senza che il tutto appaia forzato o poco lineare.
È un passato fatto di abusi a sfondo sessuale, di violenza, di omicidi impuniti che influenzano le vite delle vittime ancora oggi, e di domande portate poi nel cuore per tutta la vita che trovano una risposta, seppur dolorosa e difficile da accettare.
Lottie ha perso un fratello e ha di fatto perso anche se stessa, e risolvere il caso più complesso della sua carriera (finora) l'aiuta a concedersi finalmente la possibilità di andare avanti.
Tenete d'occhio Boyd, il collega di Lottie. Ve la butto lì così, senza dirvi di più.
Quello che posso dirvi è che "L'ospite inatteso" è un thriller impeccabile, pieno di tensione e che si legge tutto d'un fiato. Ed è anche il thriller con cui iniziare il 2018: vi toglierà il respiro.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 7 dicembre 2017

"Libri, amori e segreti. Dicembre" di Della Parker

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Libri, amori e segreti. Dicembre" di Della Parker, edito Newton Compton (ebook a 0,49€):
Unisciti al gruppo di lettura: sei donne che si incontrano una volta al mese per parlare di libri!
Nel piccolo paese in riva al mare di Little Sanderton c’è un bookclub di sei appassionate di libri che ha un appuntamento mensile per parlare del loro comune amore: la lettura. Nessun argomento è bandito: famiglia, amore, amicizia… il tutto accompagnato da un bicchiere di ottimo vino.
Grace sa che le vacanze natalizie quest’anno saranno molto diverse. Niente tacchino, nessuna decorazione, nemmeno un regalo sotto l’albero. Come farà a dire ai suoi figli che il Natale è stato cancellato? Ma, soprattutto, riuscirà a confidare a qualcuno il suo imbarazzante segreto? La vita di Grace è stata messa sottosopra, ma non esiste problema che il gruppo di lettura non possa risolvere...

Adoro i libri che parlano di libri, e ancora di più quelli che parlano di gruppi di lettura: uno dei miei preferiti di sempre è "I libri della nostra vita" di Elizabeth Noble, uscito per Sonzogno circa tredici anni fa, che aveva il pregio di proporre tra le letture anche titoli che non fossero i soliti quattro che appaiono letteralmente in ogni singolo romanzo rosa che parli di libri.
Ero molto curiosa di scoprire se Della Parker mi avrebbe conquistata, e se avrebbe scalzato Elizabeth Noble dal podio.

E per il momento non posso esprimermi, al riguardo, perchè questa è una novella di poche pagine e non basta assolutamente per inquadrare o conoscere dei nuovi personaggi: è perfetta bevendo il caffè a colazione, ma lascia il desiderio di avere altre pagine da leggere e la sensazione di non aver capito bene chi siano Grace, Jojo, Kate, Anne Marie, Serena e... non so chi sia la sesta amica. Ho controllato anche alcune recensioni su Goodreads, credendo di essermi persa un nome (anche se in meno di 30 pagine era difficile) e invece no, sono proprio cinque.
Romanzo che aspetto per dare un giudizio vero e proprio, perchè sebbene il problema di Grace e suo marito (un mix di debiti da restituire e ansia dovuta ai gravi problemi di salute di uno dei tre figli) sia ben inquadrato, essendo la novella così breve appena si entra "nel vivo" della storia si è anche già alla fine.
Posso dire che è un buon inizio, che incuriosisce riguardo alla serie vera e propria, e che spero di conoscere meglio le cinque amiche (ho appena sbirciato la trama del volume che racchiude tutti i mesi insieme, in lingua originale, e le amiche sono queste cinque. La sesta non esiste XD).
Una nota positiva è data dal fatto che i libri al centro dei vari romanzi saranno classici (giustamente, a Dicembre è il "Canto di Natale" di Charles Dickens), e spero di trovarne qualcuno di insolito e non troppo inflazionato - sono stata felice di scoprire che a Gennaio le amiche leggeranno "Emma" e non "Orgoglio e pregiudizio" ancora una volta. Spero anche che il classico del mese in futuro sia un po' più presente, perchè in questa novella a parte nominare Scrooge di fatto il libro è quasi del tutto assente.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 5 dicembre 2017

"Oliver, il gatto che salvò il Natale" di Sheila Norton

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Oliver, il gatto che salvò il Natale" di Sheila Norton, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Oliver è un gatto timido e pigro e raramente si spinge fuori dal pub dove vive. Il suo mondo è tra quelle mura, le avventure non fanno per lui. Ma la sua vita è destinata a cambiare da un giorno all’altro, quando un incendio divampa nella cucina e costringe Oliver ad abbandonare la dimora tanto amata. È giunto il momento di affrontare un ambiente per lui sconosciuto. Eppure Oliver non ha grandi difficoltà a farsi amare dagli uomini, che si mostrano gentili e premurosi con lui. Un giorno però, tra i volti allegri di tanta gente, nota una ragazzina molto triste e sola. Ha bisogno di un amico, pensa Oliver. E visto che siamo vicini al Natale, perché non diventare il protagonista di un piccolo miracolo...

Sheila Norton era un nome che credevo di aver già sentito, e non mi sbagliavo: ANNI fa, erano usciti "Buon compleanno, Ally!" e "Colf per caso" per Dalai Editore, e ricordo di averli letti in vacanza divertendomi un mondo.
Ero quindi prontissima a scoprire la storia di Oliver!

Oliver è un gatto adulto, quando decide di raccontare a un giovane micetto - di cui scopriamo l'identità solo alla fine del romanzo - la sua storia, iniziando dalla notte in cui un corto circuito provocò l'incendio che distrusse la sua casa...e quella di George, il suo padrone.
Lui e George erano felici, e trovarsi di colpo a fuggire dalle fiamme per le strade del paese lo spaventa al punto da farlo finire su un albero, solo e affamato.
Per fortuna incontra Dan e Nicky, una giovane coppia in ristrettezze ecfonomiche ma piena di amore da dare, o Martin e Sarah, che lo accolgono con gioia sperando che le loro figlie ritrovino il sorriso grazie a lui.
Insomma, tutti sembrano voler bene a Oliver e avere a cuore il suo benessere, ma c'è ancora qualcosa che non va... e il nostro intrepido gatto rosso è pronto a rimediare!
Una storia tenerissima, divertente, intrisa di spirito natalizio: Oliver è un gatto irresistibile e un narratore formidabile. Dalla tenerezza del suo rapporto con George (che continua a provvedere a lui anche da lontano, ansioso di riaverlo con sè) al suo difendere a spada tratta le figlie di Sarah da un bulletto della scuola, Oliver conquista pagina dopo pagina il cuore di chi legge, e una volta raggiunta l'ultima e scoperto il finale, si vorrebbe ricominciare dall'inizio solo per stare ancora un po' in sua compagnia.
Non voglio dirvi come Oliver salvi il Natale, ma quello che posso dirvi è che, in realtà, questo gattino non salva solo una festa comandata: salva una piccola cittadina dalla tristezza e dalla solitudine.
E nel mentre riesce anche a bere un sacco di latte e banchettare a salmone e sardine ;)

Consigliatissimo a chi amasse i protagonisti a quattro zampe, ai fan delle avventure di Alfie scritte da Rachel Wells (edite in Italia da Garzanti) e a chi non sapesse proprio dire di no a un paio di zampette morbide.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 28 novembre 2017

"La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l’attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po’ di inaspettata dolcezza?

"La piccola bottega del tè" è la storia di un piano B.
Ellie lascia un posto di lavoro sicuro per investire la sua eredità in un progetto che ha risvegliato nel suo cuore i sogni di quando era piccola: prendere in gestione la sala da tè di Claverham Castle a partire dal fine settimana di Pasqua, e abbandonare il computer e i documenti in favore di farina e fruste da cucina.
Il suo non è certo un colloquio di lavoro brillante, ma la sua determinazione non sfugge agli occhi di Joe, amministratore del Claverham Castle, che nonostante i dubbi di Lord Henry convince quest'ultimo a darle una possibilità.
E chissà che questa non sia una possibilità anche per loro due, che in amore non sono stati troppo fortunati...
Mi è piaciuta moltissimo Ellie, perchè l'ho trovata romantica senza però perdere di vista la concretezza: il suo sogno è qualcosa di tangibile, di materiale, che richiede duro lavoro e tanto impegno. La sua vita è fatta di levatacce, ore passate a impastare, budget da rispettare e sì, c'è il desiderio di far rivivere attraverso le sue mani (e un forno capriccioso) le ricette dell'amatissima nonna, ma soprattutto c'è la voglia di farcela con le sue forze.
Ed è proprio di questo che si invaghisce Joe: la ragazza fa breccia nei suoi pensieri sin dal primo colloquio, quando si presenta inesperta ma con una torta strepitosa e piena di entusiasmo, ed è per questo che preme affinchè Lord Henry le dia in gestione la sala da tè.
Joe condivide la sua stessa intraprendenza e voglia di dare il massimo, ed è stato bellissimo vederli innamorarsi l'uno dell'altra pagina dopo pagina.

È una di quelle letture da stagione fredda, da divorare con accanto una tazza fumante e un dolcetto prelibato - chissà, magari proprio una fetta della torta della nonna di Ellie - e che lascia il cuore sereno.
Consigliatissimo per le domeniche di pioggia, io me lo sono proprio goduto!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 23 novembre 2017

"Love Forever" di Jay Crownover

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Love Forever" di Jay Crownover, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Titus King è un uomo che ha sempre visto il mondo in bianco e nero. Giusto o sbagliato, niente mezze misure. E questo è uno dei motivi per cui, da adolescente, ha lasciato la famiglia per cercare di costruirsi una vita migliore, da solo. Adesso che è diventato un investigatore di polizia in una delle città con il più alto tasso di criminalità del Paese, non può negare che la sua esistenza abbia assunto notevoli sfumature di grigio. In giro c’è un criminale che si è lasciato alle spalle una lunga scia di distruzione e morte, e la differenza tra giusto e sbagliato, quando Titus pensa a lui, si fa sempre più labile. Come se non bastasse, a minare il suo ferreo senso della moralità c’è anche la bellissima e misteriosa Reeve Black, tornata di recente in città. Reeve rappresenta un pericolo ma anche ciò di cui lui ha davvero bisogno: insieme si troveranno nel fuoco incrociato di una guerra sotterranea e letale. La posta in gioco è la redenzione...

Jay Crownover torna in libreria con il terzo appuntamento con la serie "Welcome to the Point", e stavolta è Titus a dominare la scena.
È il fratellastro di Bax - che avevamo già incontrato nel primo volume della serie, ricordate? - ma a differenza di altre teste calde che abitano a The Point, lui è diventato poliziotto e sta provando in ogni modo a ripulirlo, quel brutto quartiere.
Certo non si aspettava di finire a invaghirsi proprio di una dei criminali che vorrebbe togliere dalla circolazione: Reeve è bellissima, affascinante e capace di fargli ribollire il sangue nelle vene...

Titus è un poliziotto. È un brav'uomo in un posto dove il male è decisamente più presente del bene e dove fare la cosa giusta è difficile. Ma lui ci riesce. Fa quello che deve fare, rispettando la legge.
Titus è un uomo su cui puoi sempre contare per fare ciò che è giusto, anche se questo significa arrestare suo fratello. Il suo lavoro è la cosa più importante per lui, e qualcosa che non sarà mai disposto a compromettere.
Reeve, dal canto suo, è una brava persona che ha fatto delle scelte sbagliate. È un prodotto di The Point, in tutto e per tutto. Fa ciò che deve essere fatto per sopravvivere e per poter vivere con se stessa: da quando sua sorella è morta non ha saputo che farsene della giustizia. Le è interessata solo la vendetta, la stessa vendetta che ora la mette in pericolo, e non solo lei. Tutta The Point potrebbe essere nei guai... a meno che Titus non intervenga, e l'aiuti.
Una delle maggiori difficoltà a cui l'improbabile coppia va incontro è proprio la difficoltà di Titus nel fidarsi di Reeve, che insomma, non è esattamente il tipo di ragazza della quale ci si fidi a occhi chiusi.
Ma Reeve e Titus insieme mi sono piaciuti molto. Entrambi avevano un disperato bisogno di qualcuno come l'altro, per essere completo.
E che passione, ragazzi. Tanta, tantissima passione!
"Love Forever" mi è piaciuto, ma c'è qualcosa di Shane Baxter e Dovie di cui mi sono innamorata e che continua a farmi preferire il primo capitolo della serie.
"Welcome to the Point", però, nel suo complesso è una serie che offre mistero e suspense, sensualità e romanticismo, il perfetto mix tra amore e tensione che tiene col fiato sospeso fino alle ultime pagine.

Ecco dove scovare le recensioni delle mie compagne di #ReviewTour:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 10 novembre 2017

"La cosa più bella che ho" di K.A. Tucker

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La cosa più bella che ho" di K.A. Tucker, edito Newton Compton (rilegato a 7,90€):
Amber Welles ha venticinque anni e un gran bisogno di uscire dagli stretti e rassicuranti confini della cittadina dell’Oregon in cui è cresciuta. Quando finalmente, armata dei risparmi di due anni, può partire alla scoperta del mondo, è pronta a tutto. Tranne che a morire a Dublino. Eppure, se non fosse stato per il coraggio di un estraneo, sarebbe finita proprio così. Amber gli deve la vita, ma il ragazzo scompare prima che lei possa ringraziarlo. River Delaney, ventiquattro anni, è molto scosso. Nessuno doveva farsi male. Ma poi è arrivata quella turista americana. Non poteva lasciarla morire, ma non poteva rischiare di essere identificato sulla scena, quindi è scappato. È tornato alla sua quotidianità, a gestire il pub di famiglia. Ma la vita di tutti i giorni sta diventando sempre più complicata, per colpa di suo fratello Aengus e delle sue frequentazioni sbagliate. Quando la ragazza americana lo rintraccia, River si accorge di essere pericolosamente attratto da lei. E averla intorno è un rischio che non è disposto a correre. La cosa migliore da fare sarebbe allontanarla, ma non è facile respingere qualcuno che ossessiona i tuoi pensieri...

Ho iniziato a leggere "La cosa più bella che ho" di K.A. Tucker di sera, ed è stato un grandissimo errore, perchè non sono riuscita a smettere: mi sono trovata con un libro finito e ancora sveglia ore dopo, in piena notte.

E gli elementi che lo facessero prevedere c'erano tutti: una coppia di innamorati, qualche ostacolo di natura famigliare e geografica, l'IRA, il terrorismo. Insomma, K.A. Tucker non ci ha fatto mancare nulla, stavolta.
L'incontro tra Amber e River è a dir poco esplosivo: i due sopravvivono per miracolo (lui con qualche ammaccatura, a essere onesti) all'esplosione di una bomba tubo piazzata dal fratello di lui, Aengus, al quale il carcere non è bastato per tornare sulla retta via.
Lei è appena arrivata, e le ci vuole qualche giorno per riprendersi dal trauma, ma non appena si sente meglio non può fare a meno di chiedersi chi sia quel ragazzo sbucato dal nulla che le ha fatto scudo con il suo corpo per poi correre via.
Lo rintraccia nel pub in cui lavora insieme al fratello minore, Rowen, ed è subito chiaro che l'attrazione che Amber prova per River è pienamente ricambiata.
Ma non è così semplice: tra i due c'è un oceano (lei americana, lui irlandese), tanto per cominciare.
Che ne sarà del loro rapporto quando Amber tornerà a casa?
E poi c'è Aengus, che oltre ad essere una persona sgradevole è un vero e prorpio criminale.
River sta provando in ogni modo a staccarsene e a rifarsi una vita con il fratello Rowen, ma non è così semplice....
Quello di River è un personaggio splendido, diviso tra lealtà alla famiglia e amore per quella che sembra proprio essere la sua anima gemella, tra la speranza che le cose possano cambiare e la consapevolezza di dover prendere le distanze dal passato.
Amber, dal canto suo, mi piaceva già (la ricorderete, era in "99 giorni") e mi è piaciuta ancora di più, ora che è arrivato il suo turno di trovare l'amore.
"La cosa più bella che ho" è un romanzo emozionante, che tra attentati e vendette, passioni e brama d'avventura non lascia al lettore un attimo di respiro. Si arriva all'ultima pagina in volata, e K.A. Tucker si conferma un'autrice in grado di raccontare sì l'amore, ma con quel qualcosa in più che rende i suoi romanzi imperdibili, e non solo per le amanti del genere.

Si può leggere da solo, ma lo si apprezza di più se letto dopo "99 giorni", di cui trovate la recensione qui: avevamo già incontrato Amber, e leggendo entrambi i romanzi si ha proprio un quadro completo del suo background.
Consigliato non solo alle fan dell'autrice, ma anche a chi dovesse ancora scoprirla: è diventato subito uno dei miei preferiti, tra tutti quelli usciti finora.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3