mercoledì 27 febbraio 2019

Intervista a Ottavio Cappellani su "La Sicilia spiegata agli eschimesi"

Spiegare la Sicilia agli eschimesi?
Ci prova Ottavio Cappellani, con il divertente e sfrontato volumetto intitolato esattamente così: La Sicilia spiegata agli eschimesi (SEM).
Un saggio, una guida, quasi una raccolta di racconti - è difficile classificare l'ultimo lavoro dell'autore di Sicilian Tragedi e Sicilian Comedi. L'unica cosa certa è che è una lettura appassionante e che stimola a più riprese la curiosità dei lettori che, giunti all'ultima pagina, si troveranno a cercare una pasticceria siciliana nelle vicinanze e a prenotare una vacanza con visita alla valle del templi inclusa.


Abbiamo incontrato l'autore a Milano, ed ecco cosa ci ha raccontato sul libro, la Sicilia e la scrittura!

Com'è nata l'idea di raccontare la Sicilia, e di farlo così?
Conoscete Manlio Sgalambro? Un filosofo di Lentini, che nell'ultima parte della sua vita si è dedicato alla stesura di testi di canzoni per Franco Battiato (La cura, tra gli altri, è suo, ndr).
Scrisse un bellissimo libro intitolato Del pensare breve, anticipando i tempi moderni.
Immaginò un'epoca in cui il pensiero si accorcia, che in effetti è la nostra: l'epoca di Facebook, di Twitter, degli slogan. Del passaggio veloce da un argomento all'altro.
La sua sfida era però quella di riuscire a "pensare breve" senza rinunciare all'idea di costruire un sistema di pensiero, riconoscendo che non era più tempo di grandi opere e testi lunghi.
Una bella scommessa, alla quale mi sono ispirato, ed è stata una sfida: ci ho messo molto più tempo a scrivere questo libro che non il mio lavoro precedente.
Il lavoro di "lima" non dev'essere stato facile.
Esattamente, è stato molto più difficile sintetizzare.
C'è stato anche un lavoro di ricerca?
Certo, anche se non la classica "ricerca fatta per scrivere il libro".
Questo è frutto di ricerche fatte per scrivere altri libri, per mia curiosità personale, aneddoti personali o che mi sono stati raccontati.

Questa lettura, per chi come me ha origini siciliane pur essendo nato e cresciuto a Milano, non è solo divertente ma anche istruttiva. Per esempio, è stato curioso scoprire di più sul carrubo, albero così amato in questa regione ma del quale sapevo molto poco.
Il carrubo è un albero magico, l'albero del mito e delle radici del desiderio.
Ti racconto un aneddoto. Negli anni Settanta, lo Stato diede finanziamenti ai coltivatori per convertire le loro coltivazioni e piantare agrumi. Moltissimi hanno accettato.
Allo stesso tempo, in quegli anni ci fu un grosso incendio che spazzò via buona parte degli alberi di carrubo. Negli anni Duemila, i miei genitori decisero di tornare a occuparsi della campagna abbandonata da tempo, piantando mille alberi di carrubo. Ora, il carrubo dà i primi frutti dopo vent'anni, quindi era chiaro che i miei genitori non avrebbero mai visto i frutti di quell'investimento, e da qui la sorpresa di amici e conoscenti.
Mio padre rispose che quella era terra di carrubi e di olive, e che altre cose non ne avrebbe piantate.
C'è da chiedersi se mio padre sia impazzito, o se invece ci fosse un significato più alto in quel gesto.

La mia generazione è quella che, più che restare in Sicilia, l'hanno lasciata per trasferirsi al Nord - per studiare e/o lavorare - ed è facile ascoltare racconti nostalgici, degni di Ulisse che prova nostalgia della sua amata Itaca.
La Sicilia è la culla del mito.
C'è un attaccamento alla terra profondo, anche se, come dici tu e io confermo, i siciliani sono quelli che più di tutti lasciano la loro regione.
Questo attaccamento alla terra è poi in realtà un attaccamento alle tradizioni, più un fatto psichico che geografico.

Una curiosità, sorta immediatamente leggendo il tuo libro: perché Palermo non fa parte della Sicilia?
Perché non ha ospitato i greci.
Se diamo come assunto, e io lo do, che la Sicilia è fondamentalmente un luogo caratterizzato da una fortissima componente greca, classica, del mito allora Palermo non è Sicilia.
Palermo era alleata cartaginese, e respinse la dominazione greca.
Per questo il palermitano è molto simile al sardo, per molti aspetti.
E poi a Palermo non friggono la cotoletta!

La Sicilia è terra di sensualità e, allo stesso tempo, di forte religiosità.
Apparentemente è una contraddizione, che però racconti molto bene nella descrizione della processione di Sant'Agata.
C'è questa commistione perché le nostre feste sacre derivano da feste pagane.
Il paganesimo e i suoi riti sono confluiti nel cristianesimo con più fluidità rispetto ad altre zone meno periferiche dell'impero. Forse anche il nostro essere stati molto vicini all'Africa ha influito.
La festa di Sant'Agata deriva da un rito dedicato a Iside, e cade a febbraio, nel mese del Carnevale.

Non possiamo non citare il tuo brano sulla mafia.
Se penso alla realtà di movimenti come Addio Pizzo, ci vedo un a risposta forte della mia generazione a un meccanismo che pare irreversibile.
Alla domanda "come si elimina la mafia?" tu rispondi "eliminando gli ultimi duecento anni".
Anche di più, in realtà.
La realtà è che la Sicilia è una terra che ha subito ripetute dominazioni. Anche se siamo abituati a vederle come fonti di arricchimento pensando solo all'eredità artistica e culturale, la verità è che queste popolazioni si scannavano sul (e per il) suolo siculo, bagnandolo di sangue.
La mafia è anche frutto di questi scontri perenni, che fanno intrinsecamente parte dell'identità storica della regione. Un fenomeno violento da condannare, ma difficile immaginarne la scomparsa.
Dire "eliminiamo la mafia" è un po' come dichiarare di volere "la pace nel mondo".


La Sicilia spiegata agli eschimesi di Ottavio Cappellani (SEM) è in libreria, al prezzo di copertina di 12€.

martedì 26 febbraio 2019

Intervista ad Antonio Paolacci e Paola Ronco su "Nuvole barocche", Genova e la scrittura a quattro mani

Antonio Paolacci e Paola Ronco firmano, per la prima volta a quattro mani, Nuvole barocche (Piemme), la prima indagine di Paolo Nigra.
Un giallo profondamente italiano, che porta il lettore tra le strade di Genova a fianco di un protagonista inusuale: il vicequestore aggiunto Paolo Nigra, quarantenne gay dichiarato (ma il cui compagno Rocco, non ha ancora fatto coming out).


Abbiamo incontrato gli autori a Milano, ed ecco cosa ci hanno raccontato sulla genesi del libro, la scrittura a quattro mani, la città di Genova e... molto altro!

Due aspetti di questo romanzo hanno catturato la mia attenzione.
Innanzitutto la città, pienamente protagonista della storia e che rispecchia in più di una scena ciò che accade a livello narrativo: mi interessava sapere quanto della "vostra" Genova c'è nel libro, e come sia stato gestire durante la scrittura questa città che è anche personaggio oltre ambientazione.
Noi siamo degli outsider, a Genova. Ci siamo trovati a viverci, ma non è la nostra città d'origine.
È però una città che amavamo da prima in maniera istintiva, viscerale. Una volta trasferiti, ci siamo sentiti a casa. Abbiamo fatto in modo che il nostro protagonista fosse come noi, che venisse da fuori.
I genovesi sono molto gelosi della loro città, e volevamo fare in modo che lo sguardo fosse esplicitamente esterno.
Per noi Genova è assolutamente protagonista, come hai colto tu: da sempre ci sembra il luogo ideale per far muovere al suo interno dei personaggi. È ricca di contrasti, di luci e di ombre.
Ha un carattere spigoloso, ma è anche una città profondamente schietta.
Sembra una città più esclusiva che inclusiva.
Apparentemente è così, ma in realtà non è così. Quella genovese è una scontrosità che sembra respingente, ma non ha quello scopo.

Il secondo aspetto interessante del vostro libro è la scelta di un protagonista omosessuale, anche se mi rendo conto che nel 2019 non dovremmo più pronunciare una frase del genere. In ogni categoria professionale troviamo persone omosessuali dichiarate e non, e nella finzione letteraria non dovrebbe essere diverso. Da autori, com'è nato questo personaggio, e quando avete deciso di renderlo omosessuale? E perchè?
Paolo Nigra è nato per reazione, tra le altre cose. Abbiamo creato questo personaggio nel 2017, e l'anno prima c'era stato questo dibattito, a tratti surreali, sulle unioni civili.
Trovevo incredibile che nel 2016 stessimo ancora valutando se permettere o no alle persone di avere gli stessi diritti.
Il problema della rappresentazione omosessuale in letteratura è che, in Italia, spesso tende a due estremi: abbiamo la macchietta, che diventa caricaturale, oppure il personaggio tormentato che soffre per la sua condizione.
Manca l'omosessuale sereno che fa l'avvocato, fa la spesa, va in posta.
Esatto, come invece troviamo senza troppa fatica nei prodotti culturali e d'intrattenimento inglesi o americani.
Poi certo, nel far scontrare il nostro protagonista con un'aggressione omofobica volevamo che esplodesse un tormento, un conflitto interiore, una sofferenza... ma motivata.
Un tormento che però non fosse dovuto alla sua sessualità, con la quale è in pace.
Pensando alla scrittura, l'omosessualità di Paolo è uno dei primi tratti che abbiamo deciso.
Una figura come la sua mancava nella letteratura italiana di genere, mentre ne abbiamo trovate nella letteratura straniera.

Siete entrambi autori pubblicati, ma stavolta firmate un romanzo a quattro mani.
È stata un'esperienza strana, nata d'impulso. Abbiamo trovato un metodo senza cercarlo, e per noi funziona benissimo: stendiamo una scaletta, e uno di noi inizia a scrivere un capitolo.
Viene poi letto e sistemato dall'altro, e ripassato al primo.
Poi ovviamente parliamo del libro in stesura in ogni momento, quindi il lavoro sul testo è costante ed è davvero una scrittura a quattro mani.
C'è un personaggio al quale vi sentite più legati?
Per entrambi Paolo Nigra ormai è una persona vera: spesso ci chiediamo cosa ne penserebbe di una determinata situazione, per esempio!
Aggiungiamo che Paolo e Rocco riflettono alcuni aspetti del nostro rapporto di coppia.
È finito molto di voi, nei vostri personaggi?
Assolutamente, anche se in questo primo libro non è molto evidente. Nei successivi lo è molto di più.
Paola, per esempio, come Paolo perde spesso di vista il suo cellulare.

Parliamo di influenze letterarie: quanto di tutto quello che èil vostro universo letterario di riferimento è finito nel lavoro di scrittura?
Abbiamo voluto fare un omaggio a Lucarelli perchè siamo molto affezionati ai suoi lavori, così come, tra gli italiani, ammiriamo molto Manzini. Non possiamo non citare i gialli classici, soprattutto inglesi e americani.
La serialità ci appassiona, perchè ci piace poter seguire un personaggio, vederlo crescere e invecchiare. Volevamo creare qualcosa che avremmo amato da lettori.
Poi nella scrittura è confluito anche tutto il bagaglio personale che abbiamo legato anche, per esempio, all'aver seguito per anni diverse serie televisive. Anni in cui abbiamo passato ore in compagnia di personaggi e immersi in mondi che si sono sviluppati con noi.
È anche un passo ulteriore rispetto alla serialità del giallo classico che citavate prima.
Se pensiamo a una su tutti, Agatha Christie, nelle sue serie il tempo è fermo: Miss Marple, Hercule Poirot non invecchiano. Sono sempre uguali a se stessi. Il personaggio non evolve.
La vostra è una serialità che possiamo invece accostare a quella di Camilla Läckberg.
È bello anche per l'autore poter sviluppare un personaggio, farlo crescere, invecchiare.
Inoltre siamo molto attenti all'attualità, alla quale sarà legato ogni nostro romanzo: non si può prescindere dal tempo che passa, se si vuole restare legati a precisi eventi e momenti storici.


Nuvole barocche di Antonio Paolacci e Paola Ronco (Piemme) è in libreria, al prezzo di copertina di 17,90€.

lunedì 25 febbraio 2019

Intervista a Luca Ammirati su "Se i pesci guardassero le stelle", i sogni e la precarietà

Il suo è uno degli esordi più attesi del 2019, ed è sugli scaffali da circa un mese.
Nel suo Se i pesci guardassero le stelle (DeAPlaneta), Luca Ammirati racconta i sogni, il desiderio di essere felice e il senso di precarietà che caratterizzano non solo Samuele, il trentenne protagonista del romanzo, ma un'intera generazione.
Un romanzo di formazione, ma anche una storia di ricerca: quella dell'amore, trovato per caso, e altrettanto per caso  perso di vista, e quella del proprio posto nel mondo.
Che forse è più facile da trovare, se ci si lascia guidare dai propri sogni.

Abbiamo incontrato l'autore a Sanremo, ed ecco cosa ci ha raccontato di sè, del suo primo romanzo e della città che per tutti noi è quella del Festival della Canzone Itaiana, ma per lui è, semplicemente, "casa".

Quanto c'è di te nel tuo romanzo?
Moltissimo. Racconto i miei luoghi, quelli del mio vissuto e del mio quotidiano.
Su molti degli elementi autobiografici del romanzo ho più fatto leva per andare a costruire una trama definitiva che potesse interessare a più lettori, e non solo a me.
Ho avuto un pesce rosso, quando ero più giovane, anche se non era il "mio" Galileo.

Hai accennato a un tratto del tuo protagonista che mi incuriosisce, ovvero il suo guardare più verso l'alto invece che alla concretezza di ciò che ha di fronte.
Samuele è anche un precario, aspetto che accumuna tantissimi di noi  - dico noi perchè la sua stessa età - e quindi ti chiedo: quanto questa precarietà nel lavoro influisce, secondo te, non solo nei suoi risvolti più negativi (insicurezze, paure) ma anche nel renderlo più sognatore e portato al fantasticare?
Una bellissima domanda, e molto pertinente. Sicuramente questa precarietà lavorativa ha portato la nostra generazione a doversi ingegnare e inventarsi letteralmente delle professioni
Di sicuro da un lato c'è la necessità di fare i conti con il reale, con il quotidiano, e dall'altro Samuele ha il bisogno di slanciarsi verso qualcos'altro, perchè come scrivo nel mio romanzo «dentro di noi c'è tutto un mondo, ma sopra di noi c'è l'infinito».

Si parla dei sogni di Samuele, ma concedimi una domanda molto poco letteraria: ti sei divertito a immaginare quali potrebbero essere i sogni di Galileo? E se sì, quali sono?
Caspita, questa non me l'aspettavo.
Galileo dall'essere la spalla di Samuele è diventato quasi la star del romanzo, quindi sarebbe bello potergli dare voce.
Galileo è un amico talmente buono e gentile che il suo più grande sogno è sicuramente che Samuele trovi la sua strada, anche perchè così smetterà di usarlo come confessionale.
Magari potrebbe desiderare una boccia più grande!

La mia famiglia possiede una casa in Liguria, a venti minuti di autobus da qui. Per me Sanremo esiste solo in estate, ed è molto diversa, per fare un esempio, dalla Sanremo glamour e spettacolare del Festival della Canzone Italiana.
La tua Sanremo, invece, com'è?
È diversa da quella che conoscono i più, e questo si riflette nel romanzo. I luoghi del libro sono quelli che vivo, e che frequento abitualmente. Samuele vive in un quartiere della Sanremo "vecchia", per poi scendere in bicicletta verso le strade del mare.
Raccontare la mia città in questa storia è stato divertente, oltre che emozionante.

Oltre a essere remponsabile della sala stampa del Festival di Sanremo, ti occupi di comunicazione, soprattutto digitale. Che ruolo ha la scrittura, in ogni sua forma, nella tua vita?
È un grande sogno. Ho provato per anni a cullarlo, provando a volte delle strade che si arrestavano improvvisamente, ma senza mai perdere l'entusiasmo e l'energia.
La scrittura per me è qualcosa che, se manca, è fonte di malessere. È necessaria.
Fortunatamente lo scrivere fa parte anche della mia vita professionale, seppur in altre forme.

Una curiosità: la tua canzone sanremese preferita?
Sono particolarmente affezionato all'edizione del 2017, la prima che mi ha visto responsabile della sala stampa del Festival, quindi ti dico Occidentali's Karma senza esitazione.


Se i pesci guardassero le stelle di Luca Ammirati (DeAPlaneta) è in libreria, al prezzo di copertina di 16€.

venerdì 22 febbraio 2019

"L'isola dell'abbandono" di Chiara Gamberale

Un'affascinante reinterpretazione del mito di Arianna, Teseo e dell'abbandono più celebre della mitologia greca, quella che fa capolino tra le pagine di L'isola dell'abbandono di Chiara Gamberale (Feltrinelli), ultima fatica letteraria dell'autrice che torna in libreria a pochi mesi di distanza dalla ristampa del suo esordio Una vita sottile.


Come una novella Arianna, la protagonista di Chiara Gamberale ha vissuto il trauma dell'abbandono dieci anni prima quando Stefano, il suo primo amore, l'ha lasciata sola sull'isola di Naxos.
E su quell'isola sente il bisogno di tornare oggi, perchè da quando è diventata madre il suo mondo e la sua prospettiva su di esso si sono ampliati e ristretti, fino a restare deformi.
A Naxos, allora, è finito un amore, e ne è iniziato un altro: ma cosa resta oggi, di tutto questo?

Chiara Gamberale si lascia alle spalle i trentenni irrisolti che più volte sono stati protagonisti dei suoi romanzi, per affrontare il tema della maternità. Una maternità lontana dai clichè, ma in cui molte lettrici sapranno ritrovare la propria.
Il "miracolo della vita" è qualcosa che travolge, abbattendo muri faticosamente alzati e demolendo le sicurezze: è un amore che nasce, ma anche una vita che finisce. Quella di prima.
L'isola dell'abbandono diventa allora una metafora non solo di coloro che ci hanno lasciato indietro, ma anche del nostro lasciare indietro una versione di noi che non esiste più, e del nostro abbandonarci al futuro, per quanto incerto.

Un romanzo sull' ἀπόλειψης, quindi, ma anche un νόστος contemporaneo, con un'eroina alle prese con una delle missioni più difficili: riuscire a tornare indietro, per poter andare avanti.
Un ritorno sui propri passi, per poi potersi abbandonare all'ignoto del futuro perchè nella vita, per quanto si possa rimuginare, pianificare, ipotizzare, alla fine aveva ragione Doris Day: que sera, sera.


L'isola dell'abbandono di Chiara Gamberale (Feltrinelli) è in libreria, al prezzo di copertina di 16,50€.

giovedì 21 febbraio 2019

SunISDIN: un aiuto per preparare la pelle al sole

La primavera è ormai in direttura d'arrivo, ed è il momento ideale per iniziare a preparare la pelle per poterla mostrare sana e splendente, senza temere lo stress ossidativo dovuto ai primi raggi.
ISDIN, azienda internazionale leader in dermatologia, propone SunISDIN capsule, la protezione che inizia da dentro.


Un integratore alimentare con ingredienti funzionali che aiutano a proteggere la pelle dai danni ossidativi grazie al complesso VitAox Ultra: una combinazione avanzata di antiossidanti, carotenoidi e vitamina D. Ricco di ingredienti (Vitamina C, Vitamina E e Selenio) che supportano le naturali difese antiossidanti, SunISDIN contiene inoltre vitamina D, che contribuisce al fisiologico funzionamento del sistema immunitario, in quantità pari al 100% del valore nutritivo di riferimento. 
SunISDIN è ricco di carotenoidi ed estratti naturali di Tè Verde, Vitis Vinifera e Polypodium leucatomos, che aiutano a contrastare i radicali liberi, responsabili della rottura delle fibre di collagene e di elastina (e quindi responsabili della comparsa delle rughe!)

Basta una capsula al giorno di SunISDIN per togliere l’inverno di torno e far rifiorire la pelle dall’interno, donandole il nutrimento necessario a farla risplendere come nuova... pronta per quando il sole tornerà a splendere con il tepore della primavera.
SunISDIN è in vendita in farmacia e parafarmacia al prezzo consigliato di 29,90€.

martedì 19 febbraio 2019

"La città di smeraldo e altri racconti" di Jennifer Egan

Premio Pulitzer per la narrativa nel 2011 per Il tempo è un bastardo, Jennifer Egan torna sugli scaffali delle librerie italiane con una raccolta di racconti fino ad ora inedita, La città di smeraldo e altri racconti (Mondadori).
Una splendida sopresa per i lettori più affezionati, che meno di un anno fa avevano avuto modo di leggere Manhattan Beach.


Racconti meravigliosamente scritti, che confermano Jennifer Egan un'autrice dalla prosa sofisticata ed equilibrata.
Storie che vedono di frequente protagonisti i suoi concittadini americani e la loro vita, permanente o temporanea, all'estero (in Spagna, per esempio, ma anche in Cina...), e che raccontano la ricerca di quella che è la città di smeraldo per ognuno dei suoi protagonisti, e in fondo, per ogni lettore.
Un luogo in cui trovare ricchezza, pace, redenzione: un luogo geografico, da inseguire attraverso l'intero globo, dal Kenya alle spiagge di Bora-Bora, o un luogo dell'anima se, quella che si cerca, è una nuova prospettiva.

Jennifer Egan dona una voce agli adolescenti, e al loro rendersi conto che gli adulti ai quali si sono sempre appoggiati non sono perfetti o infallibili; agli adulti, ai matrimoni che falliscono o alle ambizioni che rimangono solo questo. Ambizioni.
Personaggi credibili, seppur forse limitati nella loro appartenenza a una classe sociale non esattamente inclusiva: del resto, la messa in luce delle loro contraddizioni e dei loro conflitti è in parte l'obbiettivo dei racconti raccolti in quest'antologia.
Consigliatissima.

La città di smeraldo e altri racconti di Jennifer Egan (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.

lunedì 18 febbraio 2019

"Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita" di Raphaëlle Giordano

Ci sono giorni capaci di cambiare rotta alla nostra vita. Per Meredith, protagonista di Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita di Raphaëlle Giordano (Garzanti), oggi è uno di quelli: di fronte al desiderio del compagno Antoine di dare una svolta al loro rapporto, non è più sicura della direzione da prendere e ha bisogno di fare chiarezza, ma non sa da dove cominciare.
Finché la migliore amica Rose le regala un taccuino su cui annotare pensieri e riflessioni e le propone di portarlo con sé in un viaggio intorno al mondo. Sei mesi per ritrovare sé stessa e capire se sia possibile prepararsi al grande amore. All’inizio, Meredith non crede sia una buona idea, ma allontanarsi dalla quotidianità potrebbe rimettere ogni cosa nella giusta prospettiva. Così accetta la proposta di Rose: da Parigi a Londra e New York, riempie il suo taccuino di annotazioni che la aiutano a esprimere la propria inclinazione all’amore.


Impara che bastano pochi semplici accorgimenti per vivere e amare pienamente: fare pace con sé stessi e mettere da parte i ricordi dolorosi, ascoltarsi e riconoscere il valore dei propri successi, non dare retta ai dubbi né alla voce della gelosia e, soprattutto, ricordarsi di tendere al punto giusto la corda del desiderio. Piccole regole d’oro da rispolverare quando si ha la sensazione di aver perso l’orientamento.
Ora Meredith deve affrontare la sfida più grande: mettere in pratica ciò che ha imparato per capire se sia arrivato il momento di riabbracciare Antoine e riprendere la propria vita.

La vera domanda non è se siate curiosi o no di leggere la nuova fatica letteraria di una delle star del panorama francese, Raphaëlle Giordano. La vera domanda è quanto tempo abbiate intenzione di investire nel lavoro che seguirà alla scoperta della storia di Meredith, Rose, Antoine e tutto il cast di stravanganti personaggi messi in pista dall'autrice.
Avete tempo di correre in cartoleria, e procurarvi tutto l'occorrente per creare il vostro Love Organizer?
Se la risposta è sì, saltate a bordo!

Ancora una volta, l'autrice francese da più di un milione di copie in Francia (!), torna a guidare i lettori in quello che solo a prima vista è un semplice romanzo, ma che a uno sguardo più attento appare da subito come una guida per fare pace con noi stessi e con ciò che di noi, magari, ci ha deluso, per poi coltivare ciò che ci rende davvero felici. E ripartire da lì.
Per Meredith, significa prima di tutto prendere in mano le redini della sua vita, apparentemente giunta  a una fase di stallo in cui non è diventata l'attrice famosa che sognava di essere ed è, invece, la "compagna di".
Compagna di Antoine, per l'esattezza, produttore radiofonico di successo e sul punto di proporle di fare un passo avanti importante: andare a convivere.
Esattamente nel giorno in cui Meredith decide di fare uno gigantesco indietro, mettendo il loro rapporto in pausa per sei mesi per ritrovare se stessa.

Di libri su donne irrisolte che prendono il largo per tot mesi per ritrovarsi ne sono usciti tanti, inutile negarlo. Basta andare in libreria per rendersene conto.
Ma Raphaëlle Giordano è riuscita a fare qualcosa di più: fornire ai suoi lettori una traccia.
Una mappa per orientarsi meglio nelle loro stesse vite, senza bisogno di abbandonare i compagni di vita e prendere il volo. E chissà, forse anche per amarsi un po' di più.
Sicuramente ameranno di più quest'autrice, che dissemina spunti di riflessione su temi di attualità lasciando che la sua prosa travolgente li faccia fiorire come splendidi fiori di campo - l'importanza della realizzazione professionale, o la difficoltà di essere una madre single e una donna di colore se cerchi casa e un lavoro, per dirne due su tutti -.
Consigliato.

Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita di Raphaelle Giordano (Garzanti) è in libreria, al prezzo di copertina di 17,90€.

mercoledì 13 febbraio 2019

"Tutte le volte che ho pianto" di Catena Fiorello

Da quest'anno, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco cosa ha pensato di Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello (Giunti)!


Catena Fiorello, in uscita oggi con il suo Tutte le volte che ho pianto (Giunti), è pronta a toccare le corde dell’anima, ancora una volta.
Un romanzo dedicato all'amore in tutte le sue forme, comunemente e non convenzionalmente inteso, incondizionato come quello di una mamma per una figlia e - allo stesso tempo - di una figlia per una mamma; inaspettato come quello di una nuova passione giunta, e colta, improvvisamente dopo una travagliata separazione; fedele, come quello di un siciliano per la sua terra ed il suo immenso mare; straziante ed eterno come quello per una sorella, strappata troppo presto alla vita.

Flora è una mamma single, ora, dopo un matrimonio vissuto in nome dell’amore e della menzogna a causa di un marito adultero. Ha una figlia di 15 anni in piena adolescenza, innamorata - ça va sans dire - follemente del suo papà, ed una madre caduta nella trappola della depressione in seguito alla morte del marito. Avendo vissuto molte delusioni fin da piccola, Flora si chiude in sé stessa, alza le barriere e abbassa le serrande: di fidarsi di qualcuno - un uomo soprattutto - non se ne parla più. È a quel punto che arriva Leo, bello e (im)possibile, reale e allo stesso tempo così utopico: conosce Flora e la sua storia prima che lei venga a conoscenza del suo nome, sa molto di lei e ancor più di quanto lei conosca di se stessa.
Leo riporta nella vita il dolore e l’amore: confida a Flora qualcosa di inedito, sconvolgente e inaspettato riguardo alla sua storia e alla sua esistenza, ed è proprio qui che lei rinasce.

Flora è una donna semplice, che potremmo ritrovare sul volto della vicina di casa, nello sguardo della panettiera, nel profumo di caffè in coda alla cassa di un bar la mattina. È la donna che tutte potremmo, e che alla fine del libro vorremmo, essere. Vera come tutti i personaggi raccontati da Catena Fiorello, che narra ancora una volta una storia di vita immaginata, che potrebbe a tutti gli effetti essere reale.

Co-protagonista e amica fedele di Flora è la Sicilia, presente in ogni scena attraverso il racconto di paesaggi veraci, espressioni autentiche e dettagli così precisi che solo la Sicilia potrebbe vantare.

Tutte le volte che ho pianto emoziona, diverte, ispira.
Ogni lettore può essere un potenziale ascoltatore perché ci sono messaggi chiari e forti, validi e valorosi a seconda di chi li legge, della sua esperienza e della sua esistenza.


Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello (Giunti) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.

venerdì 8 febbraio 2019

Intervista ad Akilah Azra Kohen, su "Phi" e la scrittura che imita la vita

Can Manay, protagonista di Phi di Akilah Azra Kohen (Mondadori), è uno psicologo con molte ombre nel passato. Grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha ormai la popolarità di un guru ed è una potente e capricciosa star mediatica.
Un giorno, mentre visita una proprietà da acquistare in un quartiere defilato della città, scorge tra le foglie una ragazza, una ballerina, che con una grazia e un'armonia uniche si esercita nel giardino di casa.  Per Can è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c'è l'incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il PHI.
L'uomo non può far altro che ricorrere a tutti i suoi mezzi e la sua ricchezza per conquistarla...
Ma c'è qualcosa di più spietato dell'amore per una sola persona?


Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti sul conto di Can.
Quattro personaggi intramontabili perché ci somigliano da vicino, ciascuno con i suoi traguardi da raggiungere e le sue ossessioni.
Una storia di passione, speranza, tradimento, come la vita vera, che condurrà il lettore a muovere i primi passi verso un percorso di consapevolezza.
Come i personaggi di PHI, infatti, «ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce molto bene.
Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita» e il nostro compito è riconoscerla; in una parola, scoprire chi siamo davvero.

Questa la trama del romanzo più atteso dell'anno, e abbiamo incontrato Akilah Azra Kohen a Milano, dove ci ha raccontato qualcosa in più sulla trilogia che l'ha resa celebre, la scrittura e il suo rapporto con la musica.

È interessante il conflitto interiore di Can che, quasi ossessionato dal principio della perfetta proporzione cerca di ricrearla attorno a sè in ogni forma possibile (dalla sua casa al suo lavoro), vede in se stesso e nel suo corpo l'unica forma di imperfezione che non può correggere.
Funziona perchè è un carattere reale.
Tutti i dilemmi di Can sono reali, ed è questo a catturare l'attenzione.
Tutti i personaggi del romanzo sono ispirati a persone reali.
In Can c'è conflittualità, c'è ambivalenza. Soffre di due disturbi della personalità, quello narcisistico e quello borderline della personalità. Proprio il disturbo narcisistico, si sa che deriva dal non sentirsi all'altezza: non si vedono superiori al prossimo, ma al contrario si comportano come se lo fossero perchè si sentono mancanti in molti aspetti della loro vita.
Quello che auspico è che il lettore colga il dilemma interiore di Can, e voglia discuterne.

Quando parla di essersi ispirata a persone reali, intende conoscenti, amici, pazienti...?
Sono tutti una combinazione di tratti e problematiche incontrate nella mia vita.
Can, nello specifico, è la combinazione di due persone reali, esistenti.
Più che i personaggi, in questa trilogia sono rilevanti i fatti che si verificano e le emozioni che suscitano.
Per questo, è un romanzo che prevede una lettura su due livelli: nel primo il lettore individua i personaggi e gli eventi, nel secondo inizia a cogliere le informazioni nascoste tra le righe.
Questo livello in Phi è appena accennato, e questo perchè non ho steso la mia trilogia nel modo canonico. La prima cosa che ho scritto è stata l'ultima pagina del terzo libro!
Una volta scritto il terzo libro, ho realizzato che era fin troppo denso di informazioni e contenuti, e ho pensato di fare un passo indietro. Di scrivere un preambolo, insomma. Così ho scritto il secondo libro, per poi trovarmi ad aver bisogno di una parte introduttiva sui personaggi: quella parte è diventata Phi.
È anche il motivo per cui in Phi è più presente anche la sessualità dei personaggi: per conoscere davvero una persona, basta guardare al modo in cui fa l'amore.

Akilah Azra Kohen a Milano
È facile per il lettore ritrovare tratti di se stesso nei tuoi personaggi, e nelle loro emozioni.
Era uno dei tuoi intenti anche quello di fonrire al lettore una sorta di "guida" attraverso le proprie emozioni?
Quando scrivo, imito la vita: nella vita non esiste un solo protagonista.
È un nostro bisogno di semplificazione, a imporci di identificare dei personaggi principali e secondari.
Viviamo in una società che ci fa dimenticare i veri valori, e che invece promuove come tali cose che valori non sono. Per questo nei miei romanzi ho fatto esattamente questo: fornire ai lettori una serie di strumenti e informazioi utili, da usare nella vita quotidiana.
Per orientarsi al meglio nel proprio percorso, oltre che seguire quello dei protagonisti dei libri che, a questo punto, passano in secondo piano.
Questo perchè quello che conta di più al mondo è essere consapevoli di se stessi e del mondo che ci circonda, e quando lo si è davvero, allora si diventa luce.
In quel momento, riesci a vedere negli altri te stesso, e tutte le informazioni, i pensieri, i sentimenti diventano un tutt'uno, qualcosa di collettivo.
È la consapevolezza a dare forma all'universo.

Guardando all'immagine della Turchia che ci arriva dai media, è difficile immaginare l'accoglienza ricevuta dalla sua trilogia e dalla sua visione della vita.
Lo capisco, perchè quello che arriva qui della Turchia non corrisponde alla realtà. Non del tutto.
C'è la politica, e c'è il popolo turco. Io sono interlocutrice del popolo, non della politica.
Sappiamo chi comanda davvero in Turchia, e chi sia invece una semplice marionetta.
Il fatto di aver venduto due milioni di copie nel mio paese dipende dalla natura trasversale dei miei lettori: mi hanno letta esponenti di ogni classe sociale, di qualsiasi partito, di diverse età.
Non perchè io scriva opere meravigliose, ma perchè sono ricche di informazioni utili nella vita quotidiana e sono quindi al servizio dei lettori, e della loro vita.
Per dare un esempio della trasversalità della mia scrittura, il romanzo che ho pubblicato dopo la trilogia, Eden, parla di fisica quantistica e di un pianeta diverso dal nostro che dona, appunto, il titolo al libro. Ebbene, questo romanzo è stato letto persino nei villaggi più remoti della Turchia, nonostante un argomento apparentemente elitario.
Questo perchè ho scelto di porre nel romanzo molte indicazioni sulle mie fonti, e dato la possibilità ai lettori di informarsi per conto loro, di fare ricerca: per me, questo significa "piantare il seme".
La conoscenza è l'unica cosa che può cambiare l'essre umano, se sappiamo come trasmetterla: non si può convincere una persona, ma si può darle le informazioni e permetterle di convincersi o meno.

Un'ultima curiosità su un aspetto di Phi che non è ancora emerso: la musica.
È molto presente nel romanzo - troviamo una ballerina, o Can che, nella sua ricerca di perfezione, si rivolge anche alla musica - : è così anche nella sua vita privata?
Se sembra molto presente in queto libro, dico fin da ora che nel prossimo ce n'è molta di più.
Fornisco anche consigli ai lettori in questo ambito, spingendoli ad ascoltare musica diversa.
Penso la musica, ma possiamo estenderlo all'arte nel suo complesso, sia dare forma a un concetto.
Mi è molto preziosa, perchè per me rappresenta il luogo in cui conosco Dio.


Phi di Akilah Azra Kohen (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 19€.

giovedì 7 febbraio 2019

"Asimmetria" di Lisa Halliday

Da quest'anno, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco cosa ha pensato di Asimmetria di Lisa Halliday (Feltrinelli)!


New York e l’Iraq, una giovane impiegata ed un anziano premio Pulitzer, l’economia e l’arte teatrale. L’inquieta ricchezza, la tranquilla povertà. Tutto in questo libro è: Asimmetria di Lisa Halliday (Feltrinelli).

Asimmetria è il primo testo pubblicato dall'autrice, ed è impossibile catalogarlo come comune romanzo: incarna un nuovo stile, unico e sofisticato, stimolante nella forma e nel contenuto.

Lisa Halliday racconta, attraverso una scrittura estremamente intelligente, due storie a primo acchito indipendenti. Asimmetrica anche la narrazione: nella prima parte in terza persona, nella seconda in prima.

Alice (o Mary-Alice, come siamo poi abituati a sentirla chiamare) è una giovane ragazza newyorkese impiegata in una famosa casa editrice. Ama leggere e sogna di scrivere, ma non sa ancora come e quando il suo futuro diventerà presente. È su una panchina di Central Park, in una domenica di sole, quando incontra Ezra Blazer, un tenero anziano che si interessa alle sue letture. Alice lo riconosce subito: è uno dei più celebri nomi della letteratura americana contemporanea.
Nasce una relazione, nascono affetti, nasce complicità. Ezra e Alice si frequentano, diventano amici. amanti e poi familiari. La loro storia è discontinua e improvvisata, ma pare non destare problema, da nessuna delle due parti. Lui è ricchissimo, lei vive all’ultimo piano di un condominio senza ascensore e senza aria condizionata. È lei a prendersi cura di lui, a viziarlo, accontentarlo, rincorrerlo. Ezra adora aiutarla economicamente e appena può le prenota visite con i migliori specialisti della città, in termini di salute e di stile, di tecnologia (le regala un nuovo condizionatore) e di ortopedia (quando Alice si rompe la mano).

Amar è un giovane adulto iracheno nato nei cieli degli Stati Uniti, da genitori migranti.
A soli pochi minuti di vita il suo destino è già segnato: qual è la sua nazionalità?
Due passaporti e due Paesi d’origine, un fratello e una vasta famiglia dalle tradizioni inequivocabili. Amar si sente americano ed è l'orgoglio di tutti in quanto l’unico a poter diventare, un giorno, presidente degli USA. Suo fratello, invece, prova attrazione verso la sua terra d’origine ed e lì che vuole tornare. Medico affermato, ha realizzato i sogni dell’intera famiglia: un lavoro stabile, una moglie, e un nome nel settore di riferimento.

Amar è "solo" l’esperto di economia che non ha saputo dare seguito alle aspirazioni mediche, a differenza del fratello. Ma è economo d’animo, e quindi, inequivocabilmente chiamato per esserlo.
Economizza le emozioni, i sentimenti, le azioni: ogni azione anticipa o previene quella successiva. Disperazione della madre, che gli ha sempre chiesto di tentare il "libero sfogo" dell’anima.

Con Amar, la Halliday lavora in maniera più fluida, discorsiva.
Mentre Alice era raccontata in terza persona, Amar pensa autonomamente e ragiona con il discorso diretto ed indiretto.
È in aeroporto a Londra, di scalo tra NY e l’Iraq dove sta andando per ritrovare il fratello, quando la polizia lo blocca per dei controlli relativi all’inevitabile poca chiarezza del doppio passaporto.
Due giorni bloccato lì, fra trafile burocratiche e ripetizioni di procedure, due giorni passati a ripensare a cosa e stata la sua vita fino a quel momento.

E poi un capitolo finale: torna Ezra Blazer, raccontato attraverso un programma radiofonico, a far chiarezza sul legame tra le due storie.

Non è un libro semplice, leggero nelle trame ma profondo nel significato. Richiede particolare attenzione. Eccezionale l’intelligenza della scrittura di Lisa Halliday, capace di risvegliare sensazioni e percezioni tacite di ognuno di noi.


Asimmetria di Lisa Halliday (Feltrinelli) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

mercoledì 6 febbraio 2019

"La fattoria dei nuovi inizi" di Devney Perry

Georgia, per tutti Gigi, è una madre single, risoluta e combattiva, che anela a lasciare la solitudine e la freddezza della vita in una grande città.
L’occasione per ricominciare da capo si presenta quando riceve un dono totalmente inaspettato da parte di un caro vecchio amico: una fattoria immersa nel verde a Prescott, in Montana, non lontano dal parco di Yellowstone. La fattoria dei nuovi inizi, che presta il titolo al romanzo di Devney Perry (Always Publishing), finalista nel 2017 ai Goodreads Choice Awards nella categoria Miglior Debutto.


Georgia non ha idea di cosa aspettarsi da una cittadina così piccola, in cui non conosce assolutamente nessuno ma il desiderio di essere parte di una comunità, per sé e sua figlia, è troppo potente da ignorare. Così come le sarà impossibile ignorare Jess Cleary.
Jess Cleary ritiene che la fattoria dei Coppersmith, di cui per anni si è preso cura, avrebbe dovuto essere sua ed è convinto che la bella forestiera abbia raggirato il vecchio Ben per farsi regalare la sua tenuta.  Ma presto Jess si renderà conto che il disegno di Ben era molto più complesso, e la sua eredità qualcosa di molto più importante per il suo cuore: una famiglia.
Mentre Jess e Gigi iniziano a conoscersi e a piacersi sempre più, nella tranquilla Prescott si verificano strani incidenti, e lo sceriffo dovrà presto impegnarsi con tutte le sue risorse per difendere la città e il suo nuovo amore dal misterioso pericolo che li minaccia.

Quando si parla di storie che fanno battere il cuore, Always Publishing sa il fatto suo, e anche stavolta si dimostra capace di portare sugli scaffali nostrani un'autrice dalla penna interessante.
Devney Perry si dimostra infatti capace di raccontare una storia che profuma d'erba appena tagliata e di acqua di lago illuminata dal sole estivo, e di catturare i cuori delle lettrici con tre personaggi indimenticabili: Jess, Georgia e la sua buffa bambina di quattro anni, Rowen.

È chiaro da subito alle lettrici come l'anziano Ben, accudito con affetto da Georgia e adorato da Rowen, abbia qualcosa in mente indirizzando entrambe verso la sua fattoria a Prescott, e soprattutto verso Jess. Il suo desiderio è palesemente quello di unire le tre persone alle quali tiene di più al mondo, e di saperle al sicuro, al riparo dalla solitudine e dal pericolo.
Servirebbe a tutti un Ben, nella vita, ma soprattutto a tutti servirebbero un carattere forte come quello di Georgia, che non si ferma davanti a nulla - tranne forse ai serpenti, che la terrorizzano - o una determinazione pari a quella di Jess, che una volta deciso di volere Georgia e sua figlia non si ferma davanti a nessuna delle barriere innalzate dalla donna, abbattendole ad una ad una.
E che dire di Rowen? Semplicemente adorabile, con la sua passione per i gattini, le catene interminabili di domande, l'affetto incondizionato che prova per Jess sin dall'inizio.

Devney Perry ha il pieno controllo della sua storia e della sua prosa, dosando sapientemente emozioni e sentimenti e regalando alle lettrici quello che è solo il primo capitolo di una serie, destinata ad appassionarle. Tutte, nessuna esclusa.


La fattoria dei nuovi inizi di Devney Perry (Always Publishing) è in libreria, al prezzo di copertina di 13,90€.

martedì 5 febbraio 2019

"Sempre e solo Leah" di Becky Albertalli

Quando suona la batteria insieme al gruppo, Leah Burke, irresistibile protagonista di Sempre e solo Leah di Becky Albertalli (Mondadori), non sbaglia un colpo, ma ultimamente la sua vita fatica a tenere il ritmo. Con la scelta dell'università alle porte, una mamma single adorabile ma scombinata e la perenne sensazione di essere un'outsider in mezzo ai suoi amici e alle loro famiglie perfette, Leah avverte che qualcosa è offbeat, fuori tempo. E ora che il suo forte interesse per Abby sta diventando amore, non ha il coraggio di confidare a nessuno di essere attratta anche dalle ragazze, nemmeno a Simon, il suo migliore amico serenamente gay. Basteranno il suo pungente senso dell'umorismo e il suo sguardo irresistibilmente cinico sul mondo a farle vincere la paura di perdere ciò che ha di più prezioso, aiutandola a trovare di nuovo la nota giusta?


Questa la premessa di un romanzo che rischiava di essere un ritorno sottotono, e che invece ancora una volta regala ai lettori pagine dense dell'umorismo che caratterizza la scrittura di Becky Albertalli, la quale non sbaglia un colpo e riesce con leggerezza e delicatezza a raccontare l'adolescenza e il diventare adutli come pochi autori contemporanei.

Moltissimi i messaggi che l'autrice sceglie di trasmettere ai suoi lettori: l'importanza di seguire il proprio istinto e i propri desideri, in primis, ma anche quella di riconoscere che la bellezza non è una questione di taglia - i chili in più di Leah la rendono meno attraente? Assolutamente no! - o che il colore della pelle, più chiaro o più scuro che sia, non rende diversi.
Significativo il passaggio che vede Abby spiegare a Leah come le accada sempre di essere messa in discussione a causa della sua pelle scura (lo stupore con cui viene accolta la sua ammissione all'università fa vergognare), cosa inconcepibile per l'amica che invece la trova intelligente, spiritosa, bellissima.

Non si può non ricordare la tenerezza e la simpatia di Simon e Blue, che fanno capolino da più di una pagina e che ancora una volta conquisteranno i lettori.
È la naturalezza con cui vivono il loro rapporto uno dei fattori che permettono a Leah di trovare la forza di ammettere a se stessa di provare attrazione per Abby, e quella che poteva sembrare una forzatura ("ha funzionato il primo libro, attacchiamone un secondo") si rivela invece come scelta naturale e che funziona. Dalla prima all'ultima pagina.

Imperdibile per i fan di Simon, ed anzi, è consigliata una rilettura di Tuo, Simon per poi tuffarsi tra le pagine di Sempre e solo Leah per un'unica, irresistibile maratona.


Sempre e solo Leah di Becky Albertalli (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

lunedì 4 febbraio 2019

Intervista ad Hanna Lindberg su "Il gusto di uccidere", la Svezia e il mondo dell'alta cucina

Hanna Lindberg è tornata, e il suo nuovo thriller Il gusto di uccidere (Longanesi) è appena arrivato sugli scaffali di tutte le librerie, catapultando i lettori nel mondo oscuro dell'alta cucina, a partire da una serata di gala scintillante e piena di tensione.

"Il cuoco d'oro": l'evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d'inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l'ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio.
Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson - due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell'annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig.


Le indagini sull'accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile... e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo...

Ecco cosa ci ha raccontato Hanna Lindberg a Milano, davanti a una golosa colazione da Architorta prima di partire per Suzzara e partecipare al festival Nebbia Gialla!

Siamo alla seconda indagine di Solveig Berg: era nei tuoi progetti?
O ti sei trovata a riprendere in mano questi personaggi in seguito al successo di "Stockholm Confidential" e a trasformare in tutto in un progetto seriale? Questo ha influenzato la tua scrittura?
No, all'inizio non avevo assolutamente quest'idea, anzi!
Avevo solo una visione molto chiara di quello che sarebbe stato "Stockholm Confidential", che era il romanzo che volevo scrivere.
Sono stata sorpresa e travolta dall'entusiasmo dei lettori e della critica per il mio lavoro, ed è stato questo a farmi desiderare di scrivere ancora.
Inoltre, molti dei miei personaggi potevano essere ulteriormente approfonditi con un secondo romanzo, e sembravano chiedermelo loro stessi.
Al momento sto lavorando al terzo capitolo della serie.

La società nordica è molto diversa da quella degli altri paesi europei, e i tuoi romanzi sono letti anche al di fuori del suolo svedese.
Ti sei posta il problema di renderne comprensibili le sfumature ai lettori stranieri?
Sì, e anzi, uno dei miei obbiettivi era proprio quello di raccontare lati inediti di Stoccolma a chi non la vivesse nella quotidianità.
Ci sono moltissimi autori che hanno raccontato e raccontano la società nordica ai lettori di tutto il mondo, e spero di essere riuscita ad aggiungere un tassello inedito e sorprendente a quanto già descritto dai miei colleghi.

"Il gusto di uccidere" ci porta nel mondo dell'alta cucina, molto meno scintillante di quanto potremmo pensare, e in Italia quella della cucina e degli chef idoli delle masse è una vera e propria moda. E in Svezia? È così?
È così anche in Svezia. È una tendenza globale, quella di far diventare i grandi chef delle rockstar.
Fino a non troppo tempo fa quello dello chef era un lavoro faticoso e nemmeno troppo pagato, mentre oggi attorno alle loro figure si crea un'aura di ricchezza, celebrità e mistero.
Tutti ingredienti utili per essere inseriti in un thriller!
C'è un aspetto specifico del mondo della cucina, quello delle sue regole nascoste e delle tensioni sotto la superficie, che mi piace esplorare con la scrittura.
Sono molto fortunata, perchè l'idea per questa storia è nata qualche anno fa e sono felice che questa tendenza non solo sia ancora viva, ma stia crescendo.

Non solo cucina: nel romanzo viene introdotto anche un tema forte come quella difficile situazione politica e sociale in Africa, e del sangue che scorre in questo continente.
Volevo che questo personaggio avesse un passato doloroso e traumatico, anche se non volevo che fosse una mera vittima. Per raccontarne il passato sono andata in Rwanda, per fare delle ricerche, e ho potuto ascoltare molte storie alle quali mi sono ispirata.

Hanna Lindberg
C'è una ricca tradizione di protagoniste femminili nella letteratura gialla, guardando a quelle iconiche come Miss Marple o alle più pop come Erica Falck. Come inseriresti Solveig Berg in questo filone, e quali sono i suoi tratti distintivi?
Ci sono sicuramente già state giornaliste-investigatrici, ma credo che Solveig sia una versione più moderna e contemporanea. Usa i social media, ama il rischio e si identifica profondamente con la sua professione: questo la rende molto potente, ma anche vulnerabile e spesso capace di mettersi in pericolo più di quanto sarebbe opportuno.
Questo perchè Solveig è il suo lavoro, e il suo lavoro è tutto ciò che ha.

Abbandoniamo Solveig per un momento: parliamo di Lennie, che torna anche in questo romanzo.
Qui Lennie cresce: ha perso tutto, e si ritrova sul fondo, intento a risalire la china.
Ha un risveglio di coscienza, e non sa come gestirlo - incontra anche una donna, per la quale si accorge di provare dei sentimenti ed è un'altra cosa che non sa gestire - insomma, a Lennie gira un po' la testa e deve trovare una nuova direzione!

Allargando il campo, come ti sei inserita nel movimento culturale nordico che, da dieci anni a questa parte, anima di entusiasmo il mondo, e quale credi sia il valore aggiunto che porti con i tuoi romanzi?
Credo di aver contribuito a rinnovare il giallo svedese, svelando lati di Stoccolma diversi da quelli messi in luce dal "tipo giallo svedese", come spesso mi ripetono i lettori.

Prima di salutarci, puoi anticiparci qualcosa del tuo nuovo libro?
Certo, perchè ci sto lavorando in questi mesi e uscirà in Svezia in autunno.
Ritroverete Solveig Berg, e stavolta indagherà nel mondo degli influencer.


Il gusto di uccidere di Hanna Lindberg (Longanesi) è in libreria, al prezzo di copertina di 20€.

venerdì 1 febbraio 2019

Di coupon in buono sconto, passando per una prova gratuita

Difficile districarsi con tutti i codici sconto attivi, le iniziative in corso e i nuovi buoni sconto da scaricare, ma ecco qui un aggiornamento con alcune opportunità da cogliere al volo:


Redken lancia Redken Brews, innovativo prodotto 3-in-1 dedicato alla chioma maschile, ed ha attivato un'iniziativa che permette di ricevere a casa un campione gratuito da 10ml.
Ecco dove richiederlo a costo zero: http://bit.ly/redken-brews

Mai provato Buondì Integrale?
Una variante più salutare della celebre merenda, da assaggiare grazie a un buono sconto di 0,50€ da scaricare gratis qui: http://bit.ly/sconto-buondi-intregrale

Sul sito Galbani è possibile registrarsi gratuitamente e avere accesso a una serie di buoni sconto da stampare (o salvare come PDF e stampare in un secondo momento): http://bit.ly/buoni-sconto-galbani
Vengono periodicamente aggiornati.

Anche Parmalat offre una serie di buoni sconto da stampare (o salvare come pdf e stampare in un secondo momento), e anche in questo caso vanno controllati più volte perchè periodicamente cambiano: http://bit.ly/buoni-sconto-parmalat

Avete un cane di piccola taglia? Questa è l'offerta per voi.
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San Valentino si avvicina, e quale migliore occasione per provare il servizio di consegna di Colvin, e i loro splendidi bouquet? Con il codice FIORI5 avrete subito uno sconto di 5€ senza minimo di spesa.


Nota: articolo in aggiornamento con i nuovi codici sconti rilasciati nel mese di febbraio 2019.