Dopo Fidanzati dell'inverno e Gli scomparsi di Chiardiluna, Christelle Dabos è tornata con l'atteso - attesissimo - La memoria di Babel, terzo e penultimo volume della saga fantasy francese L'attraversaspecchi (Edizioni E/O).
Aprire un romanzo di Christelle Dabos è come immergersi in un bagno caldo, pieno di soffice schiuma.
La prosa ricca, elegante, intrisa di raffinatezza francese e allo stesso tempo percorsa da un umorismo sottile, che ben si sposa con le atmosfere della città di Babel - dominata da due spiriti di famiglia, Polluce e Helena -, nella cui esplorazione seguiamo Ofelia: arca cosmopolita. ben diversa da quella su cui la nostra eroina ha trascorso gli ultimi due anni e mezzo, cattura l'attenzione dei lettori da subito.
Quali segreti nasconde? Quali misteri?
È un'Ofelia diversa, quella che seguiamo per tutte e 560 le pagine di questo terzo volume: un'Ofelia più femminile forse, o meglio, più consapevole della propria femminilità.
Una donna che accetta se stessa, pregi e difetti, e affronta le sfide sul suo cammino a testa alta, accettando in primis le proprie responsabilità.
Ofelia si reca a Babel convinta di poter trovare Thorn, due anni e mezzo dopo la sua fuga, e per farlo si finge Eulalia, lettrice di ottava generazione.
Su un'arca diversa da quella che conosce a menadito, e in una società in cui al comando ci sono automi (ricordate la tecnologia di Lazarus?) il contrasto tra antico e moderno è inevitabile: contrasto che ritroviamo per tutto il volume, e che fa da sfondo alle prove che, anche stavolta, aspettano Ofelia al varco mettendo alla prova i suoi poteri e le sue capacità.
Troverà Thorn? Per scoprirlo bisogna leggere!
Punto forte dei due volumi precedenti della saga erano le descrizioni, molto ricche. A volte, forse, anche troppo: stavolta Christelle Dabos lascia più spazio all'azione, e questo rende la lettura di La memoria di Babel più veloce nonostante la mole sia, anche stavolta, importante.
È un romanzo in cui immergersi completamente, per riemergere solo una volta raggiunta l'ultima pagina, e disperarsi perchè il prossimo volume, quarto della saga, sarà l'ultimo.
E nessuno di noi è pronto a lasciare il mondo affascinante e conturbante de L'attraversaspecchi. Non ancora.
L'Attraversaspecchi. La memoria di Babel di Christelle Dabos (Edizioni E/O) è in libreria, al prezzo di 16€.
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martedì 8 ottobre 2019
martedì 20 agosto 2019
Passione fantasy: i libri da leggere in autunno!
In autunno la parola d'ordine sarà fantasy: questo genere letterario non smette di conquistare lettori, e dal prossimo mese sugli scaffali delle novità troverete titoli davvero interessanti.
Scopriamoli insieme!
Non si poteva che partire da Nevernight di Jay Kristoff, primo capitolo di una delle trilogie più amate dai giovani adulti oltreoceano, ormai prossimo al suo debutto italiano.
I tre volumi saranno disponibili il 3 settembre, editi Oscar Fantastica (Mondadori).
Trovate la recensione del primo volume, Nevernight. Mai dimenticare, qui.
Il 24 settembre i fan di Holly Black troveranno finalmente in libreria Il re malvagio, seguito de Il principe crudele, edito Chrysalide (Mondadori). In autunno, in lingua originale, sarà invece disponibile il terzo e ultimo volume della trilogia, Queen of Nothing.
Ottobre è anche il mese in cui potremo leggere il terzo volume (di quattro) della serie L'attraversaspecchi di Christelle Dabos (Edizioni E/O). La memoria di Babel sarà sugli scaffali il 9 ottobre, giusto in tempo per essere divorato in un piovoso weekend autunnale.
Trovate qui la recensione di Fidanzati dell'inverno, primo capitolo della serie.
Un assassino alle porte di Sabaa Tahir (Nord) è l'ultimo capitolo delle avventure di Laia, intrepida protagonista dell'apprezzatissima trilogia aperta da Il dominio del fuoco (2015, trovate la recensione qui). Il terzo e ultimo volume sarà in libreria il 17 ottobre, quindi è il momento di leggere i due romanzi precedenti qualora mancassero alla vostra collezione.
Il 29 ottobre sarà invece in libreria il primo capitolo della trilogia dark fantasy di Marlon James, Leopardo nero, lupo rosso (Frassinelli). Mistero e magia, potere e sangue sono gli elementi portanti di questo straordinario romanzo epico, il primo fantasy ambientato in un'Africa dove leopardi e lupi si mescolano con uomini dai poteri sovrannaturali. Trovate la recensione qui.
Il secondo volume del Ciclo di Avalon, La casa della foresta, di Marion Zimmer Bradley (HarperCollins), arriverà invece in libreria il 31 ottobre: dare una nuova vita a questa serie è stato uno dei più bei regali che HarperCollins potesse fare ai lettori italiani.
Infine, La quinta stagione di N. K. Jemisin: non è una novità, ma è un fantasy di altissimo livello, che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di questo genere letterario.
Edito Oscar Fantastica (Mondadori), è da recuperare per prepararsi all'uscita del secondo volume della trilogia. Trovate la recensione qui.
E voi, quale titolo aspettate con maggior trepidazione?
Scopriamoli insieme!
Non si poteva che partire da Nevernight di Jay Kristoff, primo capitolo di una delle trilogie più amate dai giovani adulti oltreoceano, ormai prossimo al suo debutto italiano.
I tre volumi saranno disponibili il 3 settembre, editi Oscar Fantastica (Mondadori).
Trovate la recensione del primo volume, Nevernight. Mai dimenticare, qui.
Il 24 settembre i fan di Holly Black troveranno finalmente in libreria Il re malvagio, seguito de Il principe crudele, edito Chrysalide (Mondadori). In autunno, in lingua originale, sarà invece disponibile il terzo e ultimo volume della trilogia, Queen of Nothing.
Ottobre è anche il mese in cui potremo leggere il terzo volume (di quattro) della serie L'attraversaspecchi di Christelle Dabos (Edizioni E/O). La memoria di Babel sarà sugli scaffali il 9 ottobre, giusto in tempo per essere divorato in un piovoso weekend autunnale.
Trovate qui la recensione di Fidanzati dell'inverno, primo capitolo della serie.
Un assassino alle porte di Sabaa Tahir (Nord) è l'ultimo capitolo delle avventure di Laia, intrepida protagonista dell'apprezzatissima trilogia aperta da Il dominio del fuoco (2015, trovate la recensione qui). Il terzo e ultimo volume sarà in libreria il 17 ottobre, quindi è il momento di leggere i due romanzi precedenti qualora mancassero alla vostra collezione.
Il 29 ottobre sarà invece in libreria il primo capitolo della trilogia dark fantasy di Marlon James, Leopardo nero, lupo rosso (Frassinelli). Mistero e magia, potere e sangue sono gli elementi portanti di questo straordinario romanzo epico, il primo fantasy ambientato in un'Africa dove leopardi e lupi si mescolano con uomini dai poteri sovrannaturali. Trovate la recensione qui.
Il secondo volume del Ciclo di Avalon, La casa della foresta, di Marion Zimmer Bradley (HarperCollins), arriverà invece in libreria il 31 ottobre: dare una nuova vita a questa serie è stato uno dei più bei regali che HarperCollins potesse fare ai lettori italiani.
Infine, La quinta stagione di N. K. Jemisin: non è una novità, ma è un fantasy di altissimo livello, che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di questo genere letterario.
Edito Oscar Fantastica (Mondadori), è da recuperare per prepararsi all'uscita del secondo volume della trilogia. Trovate la recensione qui.
E voi, quale titolo aspettate con maggior trepidazione?
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mercoledì 5 settembre 2018
Come diventare una buona capitana: la lezione (fantasy) di Sarah Driver
Sarah Driver ha firmato una delle trilogie fantasy per ragazzi più attese del 2018, e La predatrice dei mari (Rizzoli), il primo volume, è uno dei titoli "caldi"dell'autunno.
La Predatrice altro non è che il veliero che, sotto la guida di Capitan Codibugnola, compie scorribande nei mari più lontani.
Ma diffidate dalle apparenze, perché Sarah Driver rovescia ogni canone della letteratura piratesca per ragazzi (e non). Il capitano della nave, infatti, è la nonna della protagonista e voce narrante Topo, la cui vita da quando è rimasta orfana è stata spesa nel prendersi cura del fratellino, Passerotto, in attesa che si compisse il suo destino: diventare la nuova capitana della Predatrice.
Quando anche il padre scompare e Passerotto si trova in pericolo, Topo deve prendere in mano la situazione prima del tempo: qualcosa non quadra, e tutti gli indizi conducono a Cervo, il nuovo navigatore che mira al comando della Predatrice.
Consigliato agli aspiranti navigatori, e a chi sogna di solcare i sette mari, ai quali insegna come diventare capitani (e capitane) senza paura.
Topo crede che essere capitana significhi combattere con ferocia e sconfiggere ogni nemico, ma la nonna e gli ostacoli che dovrà affrontare le insegneranno che per essere una buona comandante serve anche lucidità, controllo delle proprie emozioni e raziocinio.
Serve la capacità di non prendere decisioni avventate che potrebbero mettere in pericolo l'intero equipaggio, perché una capitana senza il proprio equipaggio non è niente e perché la stima e il rispetto dei sottoposti non sono assoluti: vanno conquistati.
C'è differenza tra coraggio e irruenza, e tra determinazione e ostinazione.
Leggere Sarah Driver da bambini permette di sognare di solcare i mari misteriosi a caccia di tesori e balene, ma leggerla da adulti è altrettanto speciale: in modo più o meno consapevole, l'autrice regala ai più grandi una lezione di leadership e team building decisamente attuale.
Da scoprire.
La predatrice dei mari di Sarah Driver (Rizzoli) è in libreria.
La Predatrice altro non è che il veliero che, sotto la guida di Capitan Codibugnola, compie scorribande nei mari più lontani.
Ma diffidate dalle apparenze, perché Sarah Driver rovescia ogni canone della letteratura piratesca per ragazzi (e non). Il capitano della nave, infatti, è la nonna della protagonista e voce narrante Topo, la cui vita da quando è rimasta orfana è stata spesa nel prendersi cura del fratellino, Passerotto, in attesa che si compisse il suo destino: diventare la nuova capitana della Predatrice.
Quando anche il padre scompare e Passerotto si trova in pericolo, Topo deve prendere in mano la situazione prima del tempo: qualcosa non quadra, e tutti gli indizi conducono a Cervo, il nuovo navigatore che mira al comando della Predatrice.
Consigliato agli aspiranti navigatori, e a chi sogna di solcare i sette mari, ai quali insegna come diventare capitani (e capitane) senza paura.
Topo crede che essere capitana significhi combattere con ferocia e sconfiggere ogni nemico, ma la nonna e gli ostacoli che dovrà affrontare le insegneranno che per essere una buona comandante serve anche lucidità, controllo delle proprie emozioni e raziocinio.
Serve la capacità di non prendere decisioni avventate che potrebbero mettere in pericolo l'intero equipaggio, perché una capitana senza il proprio equipaggio non è niente e perché la stima e il rispetto dei sottoposti non sono assoluti: vanno conquistati.
C'è differenza tra coraggio e irruenza, e tra determinazione e ostinazione.
Leggere Sarah Driver da bambini permette di sognare di solcare i mari misteriosi a caccia di tesori e balene, ma leggerla da adulti è altrettanto speciale: in modo più o meno consapevole, l'autrice regala ai più grandi una lezione di leadership e team building decisamente attuale.
Da scoprire.
La predatrice dei mari di Sarah Driver (Rizzoli) è in libreria.
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giovedì 5 luglio 2018
"L'incantesimo della spada" di Amy Harmon
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'incantesimo della spada" di Amy Harmon, edito Newton Compton (rilegato a 12€):
Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell’ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell’avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l’unica magia rimasta potrebbe essere l’amore. Ma chi potrebbe mai amare… Un uccellino?
Lo dirò senza troppa esitazione: avevo molta paura, prima di iniziare la lettura di questo romanzo.
Amy Harmon è una delle poche autrici che hanno saputo toccarmi davvero il cuore con i loro romanzi (nel suo caso, a prendersi un pezzetto della mia anima è stato "Sei il mio sole anche di notte" anni fa, ad oggi ancora uno dei miei dieci libri preferiti di sempre) e mi spaventava l'idea di leggere qualcosa di diverso che avrebbe potuto non piacermi.
E invece la storia di Lark è davvero speciale.
È la storia di una ragazza che va incontro a un destino difficile e a una strada irta di ostacoli, ma che affronta il tutto a testa alta, scoprendo lungo il percorso se stessa, e il suo posto nel mondo.
Ma prima di parlare di Lark, scopriamo qualcosa in più sul suo mondo, che ne dite?
Ci troviamo nel paese di Jeru, dove un tempo la magia era accettata e chi sapeva padroneggiarla era libero di vivere la sua vita alla luce del sole. Nessuno aveva paura di usare i suoi doni, ma ahimè, le intenzioni di alcuni di loro erano tutt'altro che buone. Per questo furono cacciati, costretti a nascondere le loro abilità o subire altrimenti terribili punizioni.
È l'odio verso i possessori di questi doni a far sì che la madre di Lark venga assassinata per un crimine che non ha commesso, ma con una conseguenza: quando la sua anima lascia il suo corpo, così fa la voce di Lark.
Nonostante il padre la protegga (per mera necessità: uccidere la figlia comporterebbe anche la sua, di morte, secondo l'ultima predizione fatta dalla moglie morente), per lo più Lark viene ignorata e lasciata sola. Questo fino a quando Tiras, il re che ha combattuto disperatamente contro i mostri che minacciavano la sicurezza del suo regno e del suo popolo, decide di usarla come pedina in una guerra sanguinosa... e qui mi fermo perchè vi basta per capire che, ancora una volta, Amy Harmon ci ha regalato la storia di una ragazza che lotta per trovare la sua voce.
Così com'era stato per Fern, o per Blue, o per Bonnie Rae, anche Lark e la sua storia permettono ad Amy Harmon di tornare su un tema a lei caro, che è quello dell'affermazione di sè e della propria volontà, attraverso le parole. Scritte, cantate o chissà, magari declamate.
Lark è una combattente senza spada, e forse è giusto che sia così, perchè le spetta un ruolo molto più importante che non quello di semplice guerriera: noi lettori l'accompagnamo passo passo in questo suo avvicinarsi al suo destino, conscia delle proprie debolezze ma forse nno abbastanza onsapevole dei suoi punti di forza, ed è impossibile non vedere in lei una vera eroina sin dall'inizio.
Una delle mie paure, prima di affrontare questa lettura, era anche quella di potermi trovare di fronte a un fantasy poco riuscito, o appena abbozzato.
E devo essere sincera, forse a un purista del fantasy, a qualcuno abituato ai grandi romanzi e agli importanti cicli del genere, "L'incantesimo della spada" risulterà troppo semplice.
Ma alle lettrici di Amy Harmon piacerà moltissimo, e chissà, magari avvicinerà molte di loro a un genere diverso dal romance ma ugualmente conturbante.
Personalmente ho gradito questo primo assaggio del mondo di Lark e Tiras, e del loro rapporto in costante mutamento. Aspetto già con ansia l'arrivo del secondo volume della serie: di Amy Harmon bisogna leggere tutto.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'incantesimo della spada" di Amy Harmon, edito Newton Compton (rilegato a 12€):
Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell’ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell’avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l’unica magia rimasta potrebbe essere l’amore. Ma chi potrebbe mai amare… Un uccellino?
Lo dirò senza troppa esitazione: avevo molta paura, prima di iniziare la lettura di questo romanzo.
Amy Harmon è una delle poche autrici che hanno saputo toccarmi davvero il cuore con i loro romanzi (nel suo caso, a prendersi un pezzetto della mia anima è stato "Sei il mio sole anche di notte" anni fa, ad oggi ancora uno dei miei dieci libri preferiti di sempre) e mi spaventava l'idea di leggere qualcosa di diverso che avrebbe potuto non piacermi.
E invece la storia di Lark è davvero speciale.
È la storia di una ragazza che va incontro a un destino difficile e a una strada irta di ostacoli, ma che affronta il tutto a testa alta, scoprendo lungo il percorso se stessa, e il suo posto nel mondo.
Ma prima di parlare di Lark, scopriamo qualcosa in più sul suo mondo, che ne dite?
Ci troviamo nel paese di Jeru, dove un tempo la magia era accettata e chi sapeva padroneggiarla era libero di vivere la sua vita alla luce del sole. Nessuno aveva paura di usare i suoi doni, ma ahimè, le intenzioni di alcuni di loro erano tutt'altro che buone. Per questo furono cacciati, costretti a nascondere le loro abilità o subire altrimenti terribili punizioni.
È l'odio verso i possessori di questi doni a far sì che la madre di Lark venga assassinata per un crimine che non ha commesso, ma con una conseguenza: quando la sua anima lascia il suo corpo, così fa la voce di Lark.
Nonostante il padre la protegga (per mera necessità: uccidere la figlia comporterebbe anche la sua, di morte, secondo l'ultima predizione fatta dalla moglie morente), per lo più Lark viene ignorata e lasciata sola. Questo fino a quando Tiras, il re che ha combattuto disperatamente contro i mostri che minacciavano la sicurezza del suo regno e del suo popolo, decide di usarla come pedina in una guerra sanguinosa... e qui mi fermo perchè vi basta per capire che, ancora una volta, Amy Harmon ci ha regalato la storia di una ragazza che lotta per trovare la sua voce.
Così com'era stato per Fern, o per Blue, o per Bonnie Rae, anche Lark e la sua storia permettono ad Amy Harmon di tornare su un tema a lei caro, che è quello dell'affermazione di sè e della propria volontà, attraverso le parole. Scritte, cantate o chissà, magari declamate.
Lark è una combattente senza spada, e forse è giusto che sia così, perchè le spetta un ruolo molto più importante che non quello di semplice guerriera: noi lettori l'accompagnamo passo passo in questo suo avvicinarsi al suo destino, conscia delle proprie debolezze ma forse nno abbastanza onsapevole dei suoi punti di forza, ed è impossibile non vedere in lei una vera eroina sin dall'inizio.
Una delle mie paure, prima di affrontare questa lettura, era anche quella di potermi trovare di fronte a un fantasy poco riuscito, o appena abbozzato.
E devo essere sincera, forse a un purista del fantasy, a qualcuno abituato ai grandi romanzi e agli importanti cicli del genere, "L'incantesimo della spada" risulterà troppo semplice.
Ma alle lettrici di Amy Harmon piacerà moltissimo, e chissà, magari avvicinerà molte di loro a un genere diverso dal romance ma ugualmente conturbante.
Personalmente ho gradito questo primo assaggio del mondo di Lark e Tiras, e del loro rapporto in costante mutamento. Aspetto già con ansia l'arrivo del secondo volume della serie: di Amy Harmon bisogna leggere tutto.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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giovedì 14 settembre 2017
"The Stone" di Guido Sgardoli: un'avventura in musica
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "The Stone" di Guido Sgardoli, edito Piemme (rilegato a 18€):
A Levermoir, una piccola isola al largo della costa irlandese, tutti si conoscono e la vita sembra scorrere uguale a se stessa da sempre. Liam abita con un padre assente, ha perso da poco la madre e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Ma il misterioso suicidio del vecchio farista dà l'avvio a una serie di macabri episodi che trasformeranno profondamente l'isola. Sotto il faro a cui si è impiccato il signor Corry, Liam trova una pietra con delle strane incisioni, simile a quella che la madre aveva nascosto nella serra. Quando scopre che le due pietre, se accostate, diventano una cosa sola, condivide lo stupore con i suoi amici di sempre, Midrius e Dotty. Nel frattempo fatti tragici si susseguono senza tregua: morti sospette, incendi, sparizioni, incidenti stradali, e in ogni occasione fa la sua comparsa un frammento di quella pietra che sembra esercitare un oscuro potere sulla mente delle persone. E Liam si chiede quale sia il suo ruolo in questo disegno del destino.
Per questo libro era impossibile non pensare alla musica, giusto?
L'Irlanda, pietre magiche, oscurità, misteri... con l'accompagnamento giusto è facile sentirsi trasportare a Levermoir mentre si sfogliano le pagine di questo romanzo che vi assicuro, una volta iniziato non riuscirete a mettere giù.
Ecco cosa ho ascoltato io durante la lettura:
Segnalo inoltre che tutti i brani di Patrick Doyle realizzati per la colonna sonora di "Ribelle - The Brave" sono adattissimi, ve ne ho indicato uno solo per semplicità ma la colonna sonora completa ne comprende ben 15! Di siuro vi bastano per buona parte della lettura ;)
Non perdete i contenuti pensati dagli altri fantastici blogger che hanno partecipato a questa bellissima iniziativa, seguendo il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "The Stone" di Guido Sgardoli, edito Piemme (rilegato a 18€):
A Levermoir, una piccola isola al largo della costa irlandese, tutti si conoscono e la vita sembra scorrere uguale a se stessa da sempre. Liam abita con un padre assente, ha perso da poco la madre e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Ma il misterioso suicidio del vecchio farista dà l'avvio a una serie di macabri episodi che trasformeranno profondamente l'isola. Sotto il faro a cui si è impiccato il signor Corry, Liam trova una pietra con delle strane incisioni, simile a quella che la madre aveva nascosto nella serra. Quando scopre che le due pietre, se accostate, diventano una cosa sola, condivide lo stupore con i suoi amici di sempre, Midrius e Dotty. Nel frattempo fatti tragici si susseguono senza tregua: morti sospette, incendi, sparizioni, incidenti stradali, e in ogni occasione fa la sua comparsa un frammento di quella pietra che sembra esercitare un oscuro potere sulla mente delle persone. E Liam si chiede quale sia il suo ruolo in questo disegno del destino.
Per questo libro era impossibile non pensare alla musica, giusto?
L'Irlanda, pietre magiche, oscurità, misteri... con l'accompagnamento giusto è facile sentirsi trasportare a Levermoir mentre si sfogliano le pagine di questo romanzo che vi assicuro, una volta iniziato non riuscirete a mettere giù.
Ecco cosa ho ascoltato io durante la lettura:
Roundtable Rival - Lindsey Stirling
Busindre Reel - Hevia
Deep Purple – Stormbringer
Stepdad - Magic Stones
Heist - Lindsey Stirling
Fate & Destiny - Patrick Doyle
Segnalo inoltre che tutti i brani di Patrick Doyle realizzati per la colonna sonora di "Ribelle - The Brave" sono adattissimi, ve ne ho indicato uno solo per semplicità ma la colonna sonora completa ne comprende ben 15! Di siuro vi bastano per buona parte della lettura ;)
Non perdete i contenuti pensati dagli altri fantastici blogger che hanno partecipato a questa bellissima iniziativa, seguendo il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 10 aprile 2017
"Nel profondo della foresta" di Holly Black
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nel profondo della foresta" di Holly Black, edito Chrysalide (rilegato a 18€) in uscita l'11 Aprile:
"Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli..."
Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, "Nel profondo della foresta" segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.
Holly Black rivisita il folklore irlandese, le fiabe della nostra infanzia, le leggende che ci affascinano da sempre e ci propone una storia che non mancherà di conquistare i suoi lettori più affezionati.
In fondo, chi non vorrebbe vivere in una città circondata da un bosco fatato?
È quello che succede agli abitanti di Fairfold, da sempre in contatto con le magiche creture che popolano i boschi circostanti, delle quali non si fidano (e che temono, a ragion veduta) ma dalla presenza delel quali traggono anche qualche vantaggio.
Gli affamati di storie visitano infatti Fairfold per scoprire se davvero sia una città così ricca di magia, e per vedere con i loro occhi il misterioso ragazzo con le orecchie a punta e delle vistose corna che riposa in quella che sembra essere una bara di cristallo infrangibile.
Chi sia, o da dove venga, è un mistero al quale Hazel e il fratello Ben rispondono inventando, per tutta l'infanzia, storie sempre più fantasiose con protagonista la creatura magica addormentata.
Fino a quando, in quella che sembra essere una mattina qualunque, Hazel non si sveglia con le gambe sporche di fango e con la sensazione di aver passato la notte nei boschi, e quando esce scopre che sì, la bara di cristallo è in frantumi.
Il suo misterioso ospite è libero, ed è molto diverso da come lei e Ben lo avevano immaginato...
Mi ha affascinata da subito l'idea di una città in cui tutti sanno dell'esistenza della magia, e i cui abitanti vivono in stretto contatto con essa.
Basta pensare che Jack, il migliore amico di Ben, altro non è che un changeling.
Una creatura magica posta dalla sua famiglia d'origine al posto di un bambino umano, poi trattenuto dalla sua "madre" mortale una volta riavuto il suo per punire chi glielo aveva rapito.
Jack è quindi cresciuto come un qualsiasi ragazzino, nonostante porti in sè la magia della sua razza.
Magia che a volte si manifesta, spesso in modo poco opportuno.
E che dire di Ben?
La madre, quando era un bambino, è caduta involontariamente nel tranello di una creatura magica, che gli ha fatto il dono della musica.
Ovvero lo ha reso sì in grado di suonare come nessun altro, ma lo ha anche dotato di un'arma vera e propria che non sa controllare: la sua musica si alimenta delle sue emozioni, quindi se suona addolorato semina disperazione, se suona arrabbiato può arrivare a infliggere dolore, eccetera.
Ben ne è spaventato al punto da lesionarsi le mani per non poter più suonare.
Ma la vera star del romanzo è sicuramente Hazel.
Una ragazza cresciuta sognando di essere un cavaliere, e cacciando i mostri nel bosco insieme al fratello Ben all'insaputa di tutti, persino di Jack.
Hazel è un'abile spadaccina, una ragazza affascinante e ha una cotta spaziale proprio per Jack, la cui natura magica non l'ha mai spaventata: per lei è semplicemente il ragazzo che le piace.
È lei a riservare le maggiori sorprese al lettore, ed è un personaggio dal quale è impossibile non sentirsi attratti.
Ci sono moltissimi momenti-rivelazione e colpi di scena, e di sicuro quella di Hazel, Ben e Jack non è una storia che si dimentica in fretta: da semplici ragazzini a sfidanti del sovrano del mondo magico, in una guerra in cui la posta in gioco è la salvezza dell'inera Fairfold.
Mi è servito qualche capitolo per sentirmi catturare appieno dalla storia e dalle sue atmosfere, ma ho divorato le ultime 150 pagine in un'unica sessione frenetica, e ho ritrovato molti aspetta della scrittura di Holly Black che avevo avuto modo di apprezzare nei suoi lavori precedenti.
È un romanzo singolare, perchè parla moltissimo di magia ma durante la lettura coinvolge più dal punto di vista dell'azione che da quello della sua componente fantastica, cosa che del resto succedeva anche in "I segreti di Coldtown".
Interessantissima anche la bibliografia fornita dall'autrice a fine libro, perchè è sempre bello scoprire come si documenta e da dove prende spunto uno scrittore per costruire le sue storie: in particolare, troviamo saggi sul culto delle fate presso i celti, una poesia di Goethe, brani tratti da un'antologia sul folklore nelle ballate inglesu e scozzesi.
Sicuramente imperdibile per i fan dell'autrice, e non solo: la lettura ideale per chi non si rassegna all'idea di un mondo senza magia, e per chi sogna ancora fate, cavalieri e duelli a colpi di spada.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nel profondo della foresta" di Holly Black, edito Chrysalide (rilegato a 18€) in uscita l'11 Aprile:
"Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli..."
Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, "Nel profondo della foresta" segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.
Holly Black rivisita il folklore irlandese, le fiabe della nostra infanzia, le leggende che ci affascinano da sempre e ci propone una storia che non mancherà di conquistare i suoi lettori più affezionati.
In fondo, chi non vorrebbe vivere in una città circondata da un bosco fatato?
È quello che succede agli abitanti di Fairfold, da sempre in contatto con le magiche creture che popolano i boschi circostanti, delle quali non si fidano (e che temono, a ragion veduta) ma dalla presenza delel quali traggono anche qualche vantaggio.
Gli affamati di storie visitano infatti Fairfold per scoprire se davvero sia una città così ricca di magia, e per vedere con i loro occhi il misterioso ragazzo con le orecchie a punta e delle vistose corna che riposa in quella che sembra essere una bara di cristallo infrangibile.
Chi sia, o da dove venga, è un mistero al quale Hazel e il fratello Ben rispondono inventando, per tutta l'infanzia, storie sempre più fantasiose con protagonista la creatura magica addormentata.
Fino a quando, in quella che sembra essere una mattina qualunque, Hazel non si sveglia con le gambe sporche di fango e con la sensazione di aver passato la notte nei boschi, e quando esce scopre che sì, la bara di cristallo è in frantumi.
Il suo misterioso ospite è libero, ed è molto diverso da come lei e Ben lo avevano immaginato...
Mi ha affascinata da subito l'idea di una città in cui tutti sanno dell'esistenza della magia, e i cui abitanti vivono in stretto contatto con essa.
Basta pensare che Jack, il migliore amico di Ben, altro non è che un changeling.
Una creatura magica posta dalla sua famiglia d'origine al posto di un bambino umano, poi trattenuto dalla sua "madre" mortale una volta riavuto il suo per punire chi glielo aveva rapito.
Jack è quindi cresciuto come un qualsiasi ragazzino, nonostante porti in sè la magia della sua razza.
Magia che a volte si manifesta, spesso in modo poco opportuno.
E che dire di Ben?
La madre, quando era un bambino, è caduta involontariamente nel tranello di una creatura magica, che gli ha fatto il dono della musica.
Ovvero lo ha reso sì in grado di suonare come nessun altro, ma lo ha anche dotato di un'arma vera e propria che non sa controllare: la sua musica si alimenta delle sue emozioni, quindi se suona addolorato semina disperazione, se suona arrabbiato può arrivare a infliggere dolore, eccetera.
Ben ne è spaventato al punto da lesionarsi le mani per non poter più suonare.
Ma la vera star del romanzo è sicuramente Hazel.
Una ragazza cresciuta sognando di essere un cavaliere, e cacciando i mostri nel bosco insieme al fratello Ben all'insaputa di tutti, persino di Jack.
Hazel è un'abile spadaccina, una ragazza affascinante e ha una cotta spaziale proprio per Jack, la cui natura magica non l'ha mai spaventata: per lei è semplicemente il ragazzo che le piace.
È lei a riservare le maggiori sorprese al lettore, ed è un personaggio dal quale è impossibile non sentirsi attratti.
Ci sono moltissimi momenti-rivelazione e colpi di scena, e di sicuro quella di Hazel, Ben e Jack non è una storia che si dimentica in fretta: da semplici ragazzini a sfidanti del sovrano del mondo magico, in una guerra in cui la posta in gioco è la salvezza dell'inera Fairfold.
Mi è servito qualche capitolo per sentirmi catturare appieno dalla storia e dalle sue atmosfere, ma ho divorato le ultime 150 pagine in un'unica sessione frenetica, e ho ritrovato molti aspetta della scrittura di Holly Black che avevo avuto modo di apprezzare nei suoi lavori precedenti.
È un romanzo singolare, perchè parla moltissimo di magia ma durante la lettura coinvolge più dal punto di vista dell'azione che da quello della sua componente fantastica, cosa che del resto succedeva anche in "I segreti di Coldtown".
Interessantissima anche la bibliografia fornita dall'autrice a fine libro, perchè è sempre bello scoprire come si documenta e da dove prende spunto uno scrittore per costruire le sue storie: in particolare, troviamo saggi sul culto delle fate presso i celti, una poesia di Goethe, brani tratti da un'antologia sul folklore nelle ballate inglesu e scozzesi.
Sicuramente imperdibile per i fan dell'autrice, e non solo: la lettura ideale per chi non si rassegna all'idea di un mondo senza magia, e per chi sogna ancora fate, cavalieri e duelli a colpi di spada.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 4 settembre 2015
"Heir of Fire" di Sarah J. Maas
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Heir of Fire" di Sarah J. Maas, inedito in Italia ma in arrivo nel 2016:
Celaena è sopravvissuta a una gara mortale e al proprio cuore infranto, ma il prezzo da pagare è stato altissimo.
Ora deve raggiungere una nuova terra, per confrontarsi con la sua verità più oscura... la verità sulla sua eredità, che potrebbe cambiarle la vita - e il futuro - per sempre.
Nel frattempo, forze brutali e mostruose si stanno radunando, pronte a rendere schiavo il suo mondo.
Riuscirà Celaena a trovare la forza necessaria per combattere non solo i suoi demoni interiori, ma anche il male che sta per essere liberato?
Questa la trama originale, che vi ho tradotto direttamente da Amazon US.
E siamo arrivati al terzo capitolo della serie di Sarah J. Maas, ovvero a metà.
Fino a qui il viaggio è stato meraviglioso, perché i primi due volumi erano coinvolgenti, pieni di ritmo e decisamente appassionanti.
Però...
Per questo terzo volume ho un "però".
Iniziamo con il dire che abbiamo CINQUE storyline da seguire, stavolta.
La prima, ovviamente, è quella di Celaena: l'abbiamo lasciata su una nave in partenza, a salutare Chaol con il cuore infranto, e la ritroviamo che vagabonda per le strade di una città
Ha deciso, infatti, di non uccidere i suoi obbiettivi, e tutto il dolore, la tensione e la paura accumulati sembrano aver avuto la meglio su di lei.
Ma poi arriva Rowan, più forte e veloce di lei e intriso di potere fae fino al midollo, venuto per portala con con sé dalla Regina dei Fae in persona.
Inizia così un lungo e complicato percorso di addestramento, con il quale Rowan cercherà di insegnarle a controllare il suo potere e a non esserne spaventata.
Ma non dimentichiamoci di Chaol, ok?
Il poveretto che nel secondo volume si era trovato stritolato dall'indecisione, che aveva cercato di essere leale nei confronti del re, di Dorian e di Celaena allo stesso tempo, finendo per fare la scelta sbagliata.
Ecco, Chaol ha finalmente scoperto la vera identità di Celaena, e in sua assenza si trova a dover gestire Dorian e il suo scomodo segreto, il re che sembra sempre più intriso di potere oscuro e l'ultimo arrivato a corte, Aedion.
Aedion, che gli ricorda tantissimo la "sua" Celaena.
Nella storyline di Chaol ritroviamo, fra le altre cose, i ribelli di Archer.
La storyline di Aedion si intreccia di continuo con quella di Chaol e Dorian, ma le parti in cui è solo sono tra le più belle del libro, perché ci rivelano molti dettagli del passato di Celaena.
Sono state tra le mie preferite, in assoluto.
Dorian, dal canto suo, nel terzo romanzo ha un storyline un po' così così: tutto ruota attorno a una semplice questione, infatti, ovvero "riuscire a gestire il mio potere".
Può sembrare fantastico scoprire di avere un potere quando la magia è sparita dal regno intero, ma se la persona che ha sterminato chiunque possedesse un potere è tuo padre...
Tempi bui, per il nostro Dorian, che si aggira per il castello come un'anima in pena, si allontana da Chaol, sente la mancanza di Celaena, e si avvicina a qualcuno di nuovo e inaspettato.
Infine abbiamo quella che è la storyline, a mio parere, più noiosa di tutte: quella di Manon, una strega, e delle sue compagne.
Avevamo lasciato il re in grado di creare creature infernali, e ora queste ultime vengono offerte alle streghe perché le cavalchino in guerra, al fianco del sovrano.
E' la classica storyline che "serve dopo", ovvero è puramente preparatoria.
Però a me di Manon non importava nulla, e quindi per me sono stata capitoli noiosi, che mi hanno rallentata un sacco durante la lettura.
Il terzo volume della serie si è rivelato, almeno per me, un volume di passaggio.
Tutte le storie sono caratterizzate da un elemento comune, ovvero la preparazione.
Celaena viene addestrata, Chaol e Aedion indagano, Dorian impara a controllarsi, Manon si prepara a combattere.
Su una serie di sei volumi è assolutamente normale che ne arrivi uno così, a un certo punto, e riconosco a Sarah J. Maas di averlo reso comunque interessante.
Non posso svelare altro della trama (no spoiler!) ma ci tengo a dire che la serie continua ad essere una delle mie preferite.
Il world-building è eccezionale, con descrizioni efficaci degli ambienti e dei personaggi, ma senza fronzoli. Niente descrizioni-fiume, ma il giusto.
C'è un ottimo equilibrio tra dialoghi e narrazione, e il passaggio da una storyline all'altra è fluido.
Questo libro è decisamente meno "romantico" degli altri due, e non solo perché il formidabile trio Celaena-Dorian-Chaol è stato sciolto.
Celaena pensa a Chaol, questo sì, ma il suo percorso con Rowan è così irti di ostacoli da lasciarle ben poco tempo per pensare al suo cuore spezzato. Ha mille altri demoni del suo passato da affrontare, prima.
Dorian è quello che, in fondo, mi ha fatto più tenerezza: è cresciuto come un secchione di giorno e un playboy di notte, e di colpo si è trovato a gestire una cosa troppo più grande di lui, e che potrebbe rivelarsi letale. L'unica persona che forse avrebbe potuto aiutarlo è morta, e le altre due sono troppo prese dai loro problemi personali.
Mi ha fatto piacere che incontrasse qualcun altro, che prendesse il posto di Chaol e Celaena.
Chaol è... E' sempre Chaol: capitano delle guardie del sovrano, ma fedele più a Dorian che al re, e ancora innamorato perso di Celaena.
La collaborazione con Aedion procede un po' a scossoni, ma hanno un fine comune e la cosa funziona. Quasi sempre.
L'unica pecca è stata Manon, a cui è stato dato un sacco di spazio ma che a me proprio non piaceva.
Sono curiosa di vedere come andrà nel quarto volume.
Che è appena uscito, ho già ordinato, e non vedo l'ora che arrivi!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Heir of Fire" di Sarah J. Maas, inedito in Italia ma in arrivo nel 2016:
Celaena è sopravvissuta a una gara mortale e al proprio cuore infranto, ma il prezzo da pagare è stato altissimo.
Ora deve raggiungere una nuova terra, per confrontarsi con la sua verità più oscura... la verità sulla sua eredità, che potrebbe cambiarle la vita - e il futuro - per sempre.
Nel frattempo, forze brutali e mostruose si stanno radunando, pronte a rendere schiavo il suo mondo.
Riuscirà Celaena a trovare la forza necessaria per combattere non solo i suoi demoni interiori, ma anche il male che sta per essere liberato?
Questa la trama originale, che vi ho tradotto direttamente da Amazon US.
E siamo arrivati al terzo capitolo della serie di Sarah J. Maas, ovvero a metà.
Fino a qui il viaggio è stato meraviglioso, perché i primi due volumi erano coinvolgenti, pieni di ritmo e decisamente appassionanti.
Però...
Per questo terzo volume ho un "però".
Iniziamo con il dire che abbiamo CINQUE storyline da seguire, stavolta.
La prima, ovviamente, è quella di Celaena: l'abbiamo lasciata su una nave in partenza, a salutare Chaol con il cuore infranto, e la ritroviamo che vagabonda per le strade di una città
Ha deciso, infatti, di non uccidere i suoi obbiettivi, e tutto il dolore, la tensione e la paura accumulati sembrano aver avuto la meglio su di lei.
Ma poi arriva Rowan, più forte e veloce di lei e intriso di potere fae fino al midollo, venuto per portala con con sé dalla Regina dei Fae in persona.
Inizia così un lungo e complicato percorso di addestramento, con il quale Rowan cercherà di insegnarle a controllare il suo potere e a non esserne spaventata.
Ma non dimentichiamoci di Chaol, ok?
Il poveretto che nel secondo volume si era trovato stritolato dall'indecisione, che aveva cercato di essere leale nei confronti del re, di Dorian e di Celaena allo stesso tempo, finendo per fare la scelta sbagliata.
Ecco, Chaol ha finalmente scoperto la vera identità di Celaena, e in sua assenza si trova a dover gestire Dorian e il suo scomodo segreto, il re che sembra sempre più intriso di potere oscuro e l'ultimo arrivato a corte, Aedion.
Aedion, che gli ricorda tantissimo la "sua" Celaena.
Nella storyline di Chaol ritroviamo, fra le altre cose, i ribelli di Archer.
La storyline di Aedion si intreccia di continuo con quella di Chaol e Dorian, ma le parti in cui è solo sono tra le più belle del libro, perché ci rivelano molti dettagli del passato di Celaena.
Sono state tra le mie preferite, in assoluto.
Dorian, dal canto suo, nel terzo romanzo ha un storyline un po' così così: tutto ruota attorno a una semplice questione, infatti, ovvero "riuscire a gestire il mio potere".
Può sembrare fantastico scoprire di avere un potere quando la magia è sparita dal regno intero, ma se la persona che ha sterminato chiunque possedesse un potere è tuo padre...
Tempi bui, per il nostro Dorian, che si aggira per il castello come un'anima in pena, si allontana da Chaol, sente la mancanza di Celaena, e si avvicina a qualcuno di nuovo e inaspettato.
Infine abbiamo quella che è la storyline, a mio parere, più noiosa di tutte: quella di Manon, una strega, e delle sue compagne.
Avevamo lasciato il re in grado di creare creature infernali, e ora queste ultime vengono offerte alle streghe perché le cavalchino in guerra, al fianco del sovrano.
E' la classica storyline che "serve dopo", ovvero è puramente preparatoria.
Però a me di Manon non importava nulla, e quindi per me sono stata capitoli noiosi, che mi hanno rallentata un sacco durante la lettura.
Il terzo volume della serie si è rivelato, almeno per me, un volume di passaggio.
Tutte le storie sono caratterizzate da un elemento comune, ovvero la preparazione.
Celaena viene addestrata, Chaol e Aedion indagano, Dorian impara a controllarsi, Manon si prepara a combattere.
Su una serie di sei volumi è assolutamente normale che ne arrivi uno così, a un certo punto, e riconosco a Sarah J. Maas di averlo reso comunque interessante.
Non posso svelare altro della trama (no spoiler!) ma ci tengo a dire che la serie continua ad essere una delle mie preferite.
Il world-building è eccezionale, con descrizioni efficaci degli ambienti e dei personaggi, ma senza fronzoli. Niente descrizioni-fiume, ma il giusto.
C'è un ottimo equilibrio tra dialoghi e narrazione, e il passaggio da una storyline all'altra è fluido.
Questo libro è decisamente meno "romantico" degli altri due, e non solo perché il formidabile trio Celaena-Dorian-Chaol è stato sciolto.
Celaena pensa a Chaol, questo sì, ma il suo percorso con Rowan è così irti di ostacoli da lasciarle ben poco tempo per pensare al suo cuore spezzato. Ha mille altri demoni del suo passato da affrontare, prima.
Dorian è quello che, in fondo, mi ha fatto più tenerezza: è cresciuto come un secchione di giorno e un playboy di notte, e di colpo si è trovato a gestire una cosa troppo più grande di lui, e che potrebbe rivelarsi letale. L'unica persona che forse avrebbe potuto aiutarlo è morta, e le altre due sono troppo prese dai loro problemi personali.
Mi ha fatto piacere che incontrasse qualcun altro, che prendesse il posto di Chaol e Celaena.
Chaol è... E' sempre Chaol: capitano delle guardie del sovrano, ma fedele più a Dorian che al re, e ancora innamorato perso di Celaena.
La collaborazione con Aedion procede un po' a scossoni, ma hanno un fine comune e la cosa funziona. Quasi sempre.
L'unica pecca è stata Manon, a cui è stato dato un sacco di spazio ma che a me proprio non piaceva.
Sono curiosa di vedere come andrà nel quarto volume.
Che è appena uscito, ho già ordinato, e non vedo l'ora che arrivi!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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