venerdì 31 gennaio 2020

Il commissario Montalbano per la prima volta al cinema!

Il commissario Montalbano è uno di famiglia: molti di noi ormai si sentono a casa tra le pareti del commissariato di Vigata, come tra i muretti a secco, sulla terra arsa e gli ulivi, nelle tonnare abbandonate, nei ristoranti sul mare e sulle terrazze con vista sul tramonto.


Dopo aver raccolto oltre un miliardo e duecento milioni gli spettatori in vent’anni su Rai1, in attesa del grande evento televisivo della primavera 2020, il commissario, nato dalla penna di Andrea Camilleri - che con le sue opere ha venduto oltre 20 milioni di copie nel mondo - e interpretato da Luca Zingaretti, arriva per la prima volta al cinema per un evento straordinario in anteprima assoluta.

Il nuovo attesissimo episodio della collection evento si intitola SALVO AMATO, LIVIA MIA ed è diretto da Alberto Sironi e Luca Zingaretti. Interpretato da Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo, Sonia Bergamasco, SALVO AMATO, LIVIA MIA arriverà al cinema solo il 24, 25, 26 febbraio in un evento speciale - radio DEEJAY e MYmovies.it i media partner - e prossimamente sarà in onda su Rai1.

In questo nuovo episodio, il brutale omicidio di Agata Cosentino, il cui cadavere viene ritrovato in un corridoio dell’archivio comunale, non può lasciare indifferente Montalbano. Perché la vittima era una cara amica di Livia, una ragazza timida e riservata, che concedeva la sua amicizia e il suo amore a poche persone. E su quelle si concentra l’indagine di Montalbano, perché gli è presto chiaro che a uccidere Agata è stato qualcuno che le era molto vicino. Si tratta forse una violenza sessuale degenerata in omicidio, ma da subito questa ipotesi non convince Montalbano, che inizia la sua indagine partendo proprio dalle conoscenze della vittima.


Scoprite subito qui il trailer, e l'appuntamento è per il il 24, 25, 26 febbraio al cinema!

martedì 28 gennaio 2020

Psychokiller: Paolo Roversi ci racconta il suo nuovo thriller

A un anno di distanza da Addicted, Paolo Roversi regala ai lettori un nuovo thriller travolgente: Psychokiller (SEM) è in libreria, e abbiamo incontrato l'autore per scoprire qualcosa di più sulla genesi dell'opera e i suoi protagonisti.


Il tuo Psychokiller si racconta in prima persona. Raccontaci qualcosa di più sulla scrittura di questa parte del romanzo!
Non ho avuto nessuna difficoltà, forse dovrei preoccuparmi! Si dice che gli scrittori scrivano per risparmiare i soldi della psicanalisi, forse è vero!
Scherzi a parte, il piacere che c’è nella scrittura di un thriller o di un noir è proprio nello scrivere del personaggio oscuro, del cattivo, dell’uomo nero. Sono figure che ci attraggono, e che anzi, più sono cattivi e più ci piacciono. Uno dei personaggi più amati del genere è Hannibal Lecter, ed era uno che quando voleva cenare con te intendeva proprio “con te”.
Sono i bassi istinti, quelli meno condizionati e tollerati, ad affascinarci di più.

Partendo dai bassi istinti, arriviamo all’estremo opposto, quello delle regole.
Nel tuo romanzo hanno un ruolo chiave. Abbiamo le regole che il tuo protagonista si dà per convincere se stesso e il prossimo di stare meglio di quanto in realtà non stia, per esempio. Abbiamo le regole che il tuo psychokiller, molto metodico, segue pedissequamente nella sua follia.
Quanto peso hanno avuto le regole e gli schemi durante la costruzione del romanzo?
Avevo un protagonista alcolista, la cui vita è scandita dai fantomatici dodici passi e dalle regole che lui stesso inventa per aggirare questo schema, per lui insopportabile. Sono regole create apposta per infrangerne altre. La stessa profiler non è molto brava nel rispetto di regole e procedure.
E che ruolo hanno le regole nella tua vita di scrittore?
Le regole hanno un ruolo fondamentale. Quelle che ti imponi per scrivere (tempi, momento, stesura di scalette e sinossi) sono essenziali. Nella scrittura di un thriller è tutto dosato, bisogna stare attenti al ritmo, alla lunghezza dei capitoli. C’è una serie di regole che rispetti, che non sono limitanti ma anzi, costituiscono una sfida.

Parliamo della profiler, la tua protagonista femminile: Gaia Virgili non è una che rispetta facilmente le regole, ma allo stesso tempo si costringe in abiti molto castigati che non danno spazio alla sua femminilità, e si limita in quella che è una parte essenziale di lei.
Come nasce questo personaggio?
Nasce dalla mia passione per Criminal Minds, essenzialmente. Mi piaceva l’idea di una persona che, quando la incontriamo, è ancora agli inizi, e che vediamo vivere poco dopo il suo momento di massimo fulgore. È pienamente protagonista insieme a Ruiz e allo psychokiller.
È anche una donna orgogliosa di come preparar le tagliatelle, da brava emiliana!

Ho una curiosità: nelle ultime pagine del romanzo ci racconti cosa contenga la valigetta di Ruiz. Visto che un autore mette sempre qualcosa di sè in ciò che scrive, nella tua ipotetica valigetta cosa troveremmo?
Nella mia valigetta credo ci sia solo un passaporto, ed ecco, se dovessi aggiungere qualcosa forse un computer per poter scrivere. Se posso viaggiare e scrivere, non mi serve altro.

Ti senti più a tuo agio nella serialità o nel dedicarti a romanzo auto-conclusivi?
È una cosa completamente diversa: scrivere thriller adrenalinici, densi di colpi di scena, è differente da quanto mi dedico invece a un protagonista seriale. Quando sono con Radeschi è un po’ come tornare a casa, sia per me che per i lettori, mentre nel caso di Addicted e di Psychokiller ogni volta è una novità e una sfida. Con un nuovo romanzo ci sono quelle 30/40 pagine che servono per entrare in sintonia, e spesso non succede. Io per primo, da lettore, se non scatta qualcosa entro le prime 50 pagine, perdo entusiasmo.


Psychokiller di Paolo Roversi (SEM) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

lunedì 27 gennaio 2020

Cinque modi per prenderti cura di te nel 2020

Prendersi cura di sè sembra passare spesso in secondo piano, soprattutto quando si viene sommersi dalle scadenze, dalle riunioni e dalle cose da fare.
Ci sono cinque cose che potete fare subito per un 2020 all'insegna del benessere, della salute e del buonumore.


La prima cosa da fare è iniziare a dire di no. Liberiamo il no dalla sua connotazione più negativa, perchè dire di no è liberatorio. Dire di no a ciò che non trova spazio nella vostra giornata così come l'avete pianificata (e che non è necessario: questo ovviamente non vale per le urgenze) è un modo per mantenere il vostro equilibrio e lavorare al meglio. La paura di perdersi qualcosa porta le persone a dire di sì a tutto, salvo poi non godersi nulla, e questo non è ciò che volete per voi stessi nel 2020.

Regalatevi dei fiori, senza aspettare che sia un gesto romantico. O meglio, trasformatelo in una coccola da concedervi quando ne sentite il bisogno. Scegliete colori allegri quando vi sentite giù, curiosate tra i banchi e scoprite nuove varietà: i fiori in casa donano note di colore e di gioia, e se curati con attenzione resistono fino a oltre una settimana.
Oppure fateveli portare a casa da Colvin, che vi permette di scegliere tra bouquet stagionali meravigliosi, acquistare in combinata anche il vaso nel caso ne foste sprovvisti (o voleste fare un regalo speciale. Cliccate qui per uno sconto di 10€ sul vostro primo bouquet!

Pensate a voi e al vostro benessere anche quando passate davanti alla farmacia, e questo mese per aiutare il vostro organismo assumete un probiotico. I probiotici sono definiti come microrganismi vivi e vitali che, se somministrati in adeguate quantità, conferiscono benefici all’organismo. Possono interagire positivamente con il sistema immunitario situato a livello intestinale e aiutano a prevenire i disordini gastrointestinali.
Lo stress, la tensione e un'alimentazione sregolata (vedi i panini alla scrivania, o i pasti saltati...) non aiutano la flora batterica a fare il suo lavoro nel modo corretto, anzi: datele un po' di sollievo, e ritroverete tutta la vostra carica! Fatevi consigliare dal vostro medico e dal farmacista, per individuare quello più adatto a voi.

E a questo proposito, quest'anno non rimandate le visite dal medico: quando sorge un malessere e inizia a dimostrarsi persistente, chiamate il vostro medico curante. Rimandare le visite e gli eventuali esami non fa che peggiorare le cose. Da quanto non andate dal dentista, o dal ginecologo?
Fissate un controllo.

Ma bisogna pensare anche allo spirito, giusto? Qust'anno, concentratevi sulle vostre amicizie: dedicate loro più tempo, anche solo combinando incontri per un caffè e due chiacchiere, senza aspettare di avere tempo per un lungo pomeriggio insieme.
Non rischierete così di trascinarvi con appuntamenti sospesi per tre mesi, in attesa di mezze giornate libere che forse non avrete, e anzi, incontrarsi di frequente anche per pochi minuti renderà più liete diverse giornate.
E sempre tra gli amici, individuate un "accountability buddy", una figura di riferimento che vi aiuti a mantenere fede ai vostri propositi e che sia idoneo a rimettervi in carreggiata quando rischiate di andare fuori strada. Volete perdere peso? Identificate una persona alla quale fare un mini-report regolare, che non vi giudichi ma che sia pronta a darvi consigli e spronarvi. Magari qualcuno che sta facendo il vostro stesso percorso, per spronarvi a vicenda.

giovedì 23 gennaio 2020

La confessione, di Jessie Burton

Gennaio si avvia alla sua conclusione (un po' desiderata: questo mese sembra sempre lungo almeno quindici giorni in più degli altri), ma lo fa con una delle uscite più attese dell'inverno.
Jessie Burton è tornata con La confessione (La Nave di Teseo), e ancora una volta regala ai lettori centinaia di pagine di puro incanto.


Siamo a Londra, nel 1980. In un pomeriggio d’inverno ad Hampstead Heat Elise Morceau, che fa la maschera a teatro e ha tutta la bellezza dei vent’anni, incontra Constance Holden, detta Connie, e ne rimane stregata. Connie è una scrittrice di successo, arrogante e seducente in egual misura, con un romanzo in procinto di diventare un film a Hollywood. Le due donne si innamorano e stringono un rapporto che velocemente scivola verso l’ossessione e la reciproca dipendenza. Connie convince Elise a seguirla a Los Angeles, ma, se la prima è elettrizzata dall’eccitazione di un nuovo mondo dove tutti mentono pur di diventare una stella, l’altra vi annaspa, esasperata dagli umori della sua compagna con cui si susseguono rotture e riappacificazioni, e dalla falsità di quell’ambiente competitivo e irreale. Così Elise prende una decisione impulsiva, che cambierà la sua vita per sempre: sparisce nel nulla, senza lasciare tracce.
Trent’anni dopo, una giovane donna di nome Rose decide di mettersi alla ricerca di sua madre, scomparsa quando era ancora una bambina. Bussa così alla porta dell’ultima persona che l’ha incontrata, una scrittrice ormai anziana che vive reclusa dopo essersi ritirata dalla vita pubblica al picco della sua fama, e da cui Rose è determinata a ottenere una confessione: Constance Holden.

Questa la trama del nuovo romanzo di Jessie Burton, autrice inglese entrata nelle biblioteche di milioni di lettori nel mondo con Il miniaturista e La musa (entrambi editi La nave di Teseo): La confessione è una storia profondamente femminile, con al centro una donna in cerca di risposte e di informazioni su sua madre che scopre non solo qualcosa in più sul suo passato, ma anche un modo per andare avanti con la sua vita, abbracciando il futuro.
Elise, la madre di Rose, è scomparsa poco dopo il compleanno della bimba, e attraverso una struttura a narrazioni parallele i lettori entrano in sintonia con le tre donne protagoniste dipanando le trame delle loro vite tra passato e presente.
Inevitabile trovarsi a confrontare Elise, Constance e Rose, e inevitabile non sentirsi emotivamente coinvolti nelle loro scelte, mai fatte con leggerezza. Anzi, a livello emozionale, è un romanzo talmente ben costruito che, a tratti, le rivelazioni passano quasi in secondo piano:  si è troppo imepgnati a sentire, a provare. Rose si avvicina a Constance con l'inganno, ma allo stesso tempo trova in lei un surrogato di figura materna in un momento in cui ha bisogno di una guida.
È anche un romanzo che parla di scrittura,d ello scrivere per raccontarsi e del raccontare storie per ritrovarsi, e questo lo rende coinvolgente nel profondo nonostante la mole non indifferente. Si legge assaporando ogni frase, con lentezza forse, ma con molta attenzione.
Infine, La confessione è un romanzo che fa a ogni lettore un regalo di valore incommensurabile: gli ricorda l'importanza di scrivere ogni giorno la propria storia, senza fretta di arrivare al finale, ma costruendo con attenzione ogni capitolo.


La confessione di Jessie Burton (La Nave di Teseo) è in libreria, al prezzo di copertina di 20€.

Montagna, che passione: i regali per gli appassionati

«Cosa regalo a...?» «Non lo so, ma gli piace la montagna.»
Gli appassionati di escursionismo, passeggiate e arrampicate impazziranno per queste cinque idee regalo, garantito!


Da sfogliare nei giorni di pioggia e neve, in attesa della riapertura dei sentieri, c'è un volume fotografico prezioso edito Rizzoli, da conservare sul tavolino da caffè: Sentieri leggendari. L'arte di camminare fra storia, avventura e paesaggio di C. Honan, R. Klanten e A. Kouznetsova (39€) è un viaggio tra panorami mozzafiato e strade poco battute, e chissà che non sia il momento di programmare già la prossima passeggiata.


Uno dei cammini più celebri, che attira ogni anno migliaia di camminatori da tutto il mondo, è il Cammino di Santiago: per molti un modo per riflettere, meditare e ritrovarsi, per altri un'escursione non priva delle sue sfide, è in realtà un0'esperienza dalle molteplici varianti.
I cammini sono numerosi, e così i livelli di difficoltà, ma una cosa è certa: è un'esperienza unica.
A celebrarla, per chi lo avesse fatto e per chi non vedesse l'ora di partire, c'è un poster originalissimo, che rappresenta l'intera rete di cammini attraverso una peculiare forma a conchiglia (simbolo dei pellegrini, ndr). Misura 67cm × 97cm ed è disponibile su Poster Santiago (28€ + spese di spedizione).


E per chi non amasse solo le escursioni primaverili ed estive, ma anche le quelle sui sentieri innevati?
The Heat Company pensa al mantenimento della temperatura ottimale di mani e piedi grazie a degli efficaci scaldamani (11,40€ per 10 paia) e scaldapiedi (9,90€ per 5 paia) da infilare comodamente all'interno di guanti e scarponi. Consiglio: sono perfetti anche per l'amico freddoloso.

Sempre per i fan della montagna innevata, e delle piste da sci, c'è Flight Deck XM, la maschera con lenti prizm di Oakley che è un vero gioiello (anche nel prezzo, circa 200€).
Con tecnologia Wall-to-Wall per una visuale ampia e lenti balistiche antiappannamento, questo modello è privo di bordo per una maggiore visione periferica in ogni direzione e offre una protezione completa dagli agenti atmosferici. Può essere sovrapposta alla maggior parte degli occhiali da vista.


Infine, non può mancare la borraccia. E pensando a un modello adatto alla montagna, ma sfruttabile anche in città, ecco che ci pensa OMORC, con una borraccia in acciaio inox con kit di pulizia, cannucce e sì, persino lo scovolino sottile per pulirle. È disponibile nei formati 600ml e 1L, e nei colori blu, nero e rosa (rosa!). Il prezzo varia a seconda di colori, formati e disponibilità, indicativamente tra i 21,99€ e i 25,99€.


Leggi anche: ISDIN: due novità anti-freddo!

lunedì 20 gennaio 2020

Cinque must-have beauty da scoprire subito

Il 2020 sarà un anno all'insegna della bellezza!
E ora che ce lo siamo ripromesso, vediamo quali strumenti possono renderlo davvero un anno all'insegno della pelle curata e dei capelli in ordine, del trucco impeccabile e della scoperta di prodotti sempre nuovi!


Iniziamo dalle mollette di Madholly, che ricordano le ben poco attraenti mollette metalliche di qualche decennio fa, con una fondamentale variabile: non lasciano il minimo segno sui capelli, nemmeno su quelli appena messi in piega.
Usatele per tenerli lontani dal viso durante la vostra skincare routine e durante il trucco, e vi chiederete dove fossero state fino ad ora. Le trovate qui, a circa 23€ (per 8 mollette).

E parlando di capelli, al cuoio capelluto pensate mai? Ve ne prendete cura?
Oltre a non sceglire shmapoo e trattamenti troppo aggressivi, che ne dite di dedicare a questa zona un vero e proprio massaggio?
Con questo massaggiatore apposito, da usare sotto la doccia al momento dello shampoo, otterrete il duplice effetto di rilassarvi e stimolare la circolazione sottocute, rendendo nel tempo più forti e resistenti anche i vostri capelli. Questo di Stetwill costa meno di 12€.


Le sopracciglia ordinate cambiano radicalmente un viso, rendendolo più curato anche senza trucco. Per questo un grandissimo aiuto arriva da Maybelline New York e di Brow Tattoo, la tinta peel-off per sopracciglia che le rende piene ed uniformi fino a tre giorni! Potrete andare in piscina, sudare, farvi la doccia e struccarvi normalmente, con la sicurezza di avere le sopracciglia sempre perfette!
Il costo varia a seconda dei rivenditori, ma parliamo di una media di circa 11/12€.
Lo trovate qui, in diverse tonalità.

Ricordate il jade roller per cui erano impazziti tutti? Continuate ad usarlo, ma sappiate che c'è qualcosa di nuovo pronto a trovare un posto fisso nel vostro freezer (ebbene sì, oltre al gelato per i momenti no, dovrete prevedere uno spazietto per questo strumento magico!).
Si tratta dei Magic Ice Globes di Allegra M. France, che non sono economiche (circa 47€ più una spesa di spedizione), ma che promettono di ridurre drasticamente arrossamenti, gonfiori, dolori alla testa e stimolare la produzione di collagene, contrastando l'invecchiamento della pelle.
Assolutamente da provare: le trovate qui.


Infine, la coccola da farsi ogni mese per scoprire prodotti di qualità per vio, corpo e capelli, in taglia piena o in taglia viaggio. Lookfantastic, la box in abbonamento mensile che arriva a casa piena di sorprese, vi aspetta qui. Tante modalità di abbonamento, e la possibilità di accaparrarsi anche le interessanti box a edizione limitata realizzate in collaborazione con i marchi più prestigiosi (da NARS a Pai, da Rodial a Omorovicza).

Leggete anche: Prodotti must-have per un bagno da sogno

Giornata mondiale dell'istruzione: tre letture a tema

Il 24 gennaio sarà la giornata mondiale dell'istruzione (International Day of Education, ndr), proclamata dall'Unesco, il cui scopo è quello di celebrare l'importanza dell'istruzione e ricordarne il ruolo chiave per il mantenimento della pace e lo sviluppo.
Ecco tre letture per prepararsi e riflettere su questo tema così importante, attraverso le testimonianze di due protagoniste di questa battaglia e un racconto firmato da una grande autrice per ragazzi.


A cominciare da La mia rivoluzione di Katherine Paterson (Mondadori), che vede la sua giovane protagonista Lora mettere ciò che sa al servizio degli altri. Ha solo tredici anni quando, nel 1961, il governo di Fidel Castro promuove a Cuba la campagna di alfabetizzazione: tutti quelli che sanno leggere e scrivere sono chiamati a insegnare a chi è analfabeta. Lora non è mai stata fuori dall'Avana, eppure, contro il parere dei suoi genitori, decide di andare a vivere sulle montagne, nella casa senza elettricità di una famiglia di contadini, dove per un anno dovrà lavorare nei campi di giorno e insegnare la sera. La sua nuova vita non sarà facile, anche a causa delle minacce costanti dei controrivoluzionari, ma ad attenderla ci sarà un universo pieno di affetti e di scoperte, destinati a cambiarla per sempre nel profondo.

Storia vera e importante da ricordare sempre, non solo negli anniversari importanti, è quella di Malala Yousafzai, racchiusa tra le pagine del suo memoir Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne, scritto a quattro mani con Christina Lamb (Garzanti). La giovane attivista pakistana, Premio Nobel per la Pace nel 2014,  si batte fin da bambina affinchè alle bambine, ragazze e donne di ogni paese sia permesso imparare a leggere e scrivere, e intraprendere un percorso di studi pari a quello dei coetanei di sesso maschile.

Purtroppo ancora profondamente attuale a 16 anni dalla prima pubblicazione in Italia, Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi (Adelphi) è una lettura necessaria. Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

mercoledì 15 gennaio 2020

Giornata della Memoria: letture per non dimenticare

La Giornata della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. La data fu scelta perchè in quel giorno nel 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.


Anche quest'anno, in libreria sono arrivate storie per lettori di tutte le età volte a raccontare questa pagina buia della nostra Storia, attraverso reali testimonianze e opere d'invenzione.
Scopriamone insieme nove, firmate dagli stessi protagonisti o da autori di fama internazionale.


Alex Ehren, protagonista di Il maestro di Auschwitz di Otto B. Kraus (Newton Compton Editori) è uno dei prigionieri di Auschwitz-Birkenau. Ogni giorno che passa la lotta per sopravvivere all’orrore del campo di concentramento si fa sempre più dura. Eppure Alex ha deciso di contravvenire agli ordini dei suoi spietati aguzzini e, di nascosto, dà lezione ai bambini raccolti nel famigerato Blocco 31. È un piccolo gesto di coraggio, che ha però un incredibile valore sovversivo, perché è il solo modo per tentare di proteggerli dalla terribile realtà della persecuzione che sperimentano sulla propria pelle. Eppure, insegnare ai bambini non è l’unica attività proibita a cui Alex si dedica...
Questo romanzo è ispirato alla vera storia di Otto B Kraus, che durante la prigionia nel campo di concentramento osò sfidare le inflessibili regole imposte dai nazisti e creò per i suoi piccoli allievi un’oasi di normalità.

Anche La scelta di Josefine di Doug Gold (Newton Compton Editori) è ispirato a una storia vera. Dopo l’arresto e la tortura dei fratelli da parte dei nazisti, Josefine Lobnik decide di unirsi ai partigiani e combattere per la liberazione della Slovenia. Se questo significa aiutare gli inglesi e gli Alleati, è ben felice di dare il suo contributo. Quando assiste all’esecuzione sommaria di venti innocenti nella piazza della città di Maribor, Josefine teme che la stessa sorte possa essere toccata anche a uno dei suoi fratelli, di cui non ha più notizie. E così prende una decisione coraggiosa: avvicinarsi al campo di lavoro per chiedere notizie a un prigioniero. Quando lo portano al campo Stalag XVIII-D, vicino a Maribor, Bruce Murray promette a sé stesso che farà tutto il possibile per sabotare i tedeschi e scappare. Mentre passeggia lungo la recinzione, una domenica mattina, una giovane donna gli consegna un biglietto. È l’inizio di un grande amore, nato nell’ora più buia della storia europea, e destinato a durare per sempre.

Con L'infermiera di Hitler (Newton Compton Editori), Mandy Robotham trasporta i lettori nella Germania del 1944. Prelevata dal campo di concentramento in cui era prigioniera, Anke Hoff non ha idea del destino che la attende. Quando le viene ordinato di assistere, come ostetrica, qualcuno molto vicino a Hitler è costretta ad accettare: in caso contrario tutta la sua famiglia verrebbe uccisa. Nonostante l’odio per il regime che ha perseguitato lei e i suoi cari, Anke dovrà fare del suo meglio per prendersi cura della misteriosa donna e del bambino che porta in grembo, la cui vita è legata a doppio filo alla sua. Ma nel rifugio di Berghof, la residenza segreta del Führer tra le Alpi bavaresi, niente è come sembra. Molte delle persone lì presenti, infatti, sono sottoposte allo stesso ricatto di Anke. E affezionarsi a uno di loro potrebbe complicare ancora di più le cose, mettendola davanti a una scelta impossibile da compiere. L’amore può sopravvivere agli orrori di una guerra?


Nell'Olanda sotto occupazione nazista la tredicenne Anne Frank inizia a raccontare in un Diario  (Mondadori) intimo e personale la sua vita di ogni giorno: è il 1942 e le leggi antisemite colpiscono anche la sua famiglia, che per sfuggire alla deportazione si rifugia in un alloggio segreto, dove sopravvive grazie alla complicità di amici e conoscenti. Qui Anne, che sogna di diventare giornalista o scrittrice, non smette mai di scrivere. Quando nel 1944 il governo olandese lancia un appello per raccogliere testimonianze e documenti di guerra, Anne inizia a rielaborare il suo diario, in vista di una possibile pubblicazione: immagina che diventi un libro dal titolo La casa sul retro ma purtroppo non sopravvive abbastanza a lungo per vedere realizzato il suo sogno. Il Diario, invece, è arrivato fino a noi, e a tantissimi lettori nel mondo: oggi in un'edizione più che mai fedele alla spontaneità delle stesure originali, arricchita dalle illustrazioni di Giulia Tomai.

Otto di Tomi Ungerer (Mondadori) riesce in un intento importante: raccontare ai più piccoli l'occupazione nazista e le sue conseguenze drammatiche. Questa è infatti la storia dell'orsetto Otto e di due bambini: tre compagni di gioco inseparabili, che solo una stella gialla cucita sul petto e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre, perché un giocattolo amato non si abbandona mai davvero. Per fortuna Otto ha imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia perduta e ritrovata, perché in un'imbottitura c'è spazio per tantissimi ricordi...

La guerra di Catherine di Julia Billet e Claire Fauvel (Mondadori) racconta invece la storia di Rachel, giovane studentessa ebrea, che frequenta una scuola speciale, la Maison di Sèvres, e ama guardare il mondo attraverso la sua Rolleiflex. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale è però costretta a fuggire e a cambiare identità. Aiutata da una rete di partigiani, Catherine - questo il suo nuovo nome - dovrà nascondersi in luoghi sempre diversi e imparare a fidarsi di persone nuove, senza mai separarsi dalla sua macchina fotografica. Da questo lungo viaggio prenderà vita la sua testimonianza per immagini che invita a non dimenticare la bellezza nascosta nel quotidiano e che celebra gli eroi anonimi, che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Un viaggio che l'aiuterà a crescere e che la trasformerà in una donna libera.


Il pedalatore di luce di Sivia Buscaglia (Il battello a vapore) trasporta i lettori nella Parigi occupata del 1942. L'Europa è travolta dalla guerra e Parigi è stretta nella morsa dell'occupazione nazista. Bebel ha vent'anni e una passione, la bicicletta: gli dà lavoro come pedalatore al cinema Dumas, lo accompagna nei suoi giri per la città occupata e lo porta... a investire una bella ragazza dai capelli e dal carattere di fuoco, Esther Mendel. Tra Bebel ed Esther è colpo di fulmine, una scoperta meravigliosa che per un momento fa dimenticare gli orrori della guerra. Ma Esther non può sognare a lungo, perché sul petto ha cucita la stella a sei punte che le ricorda qual è la spaventosa realtà: è ebrea ed è in pericolo. Una storia di amore e avventura, per non dimenticare il coraggio della solidarietà.

Germania, 1944. Iris, la protagonista di A un passo da un mondo perfetto di Daniela Palumbo (Il battello a vapore) ha undici anni, quando si trasferisce con la famiglia in un paese vicino a Berlino. Il padre è un capitano delle SS promosso a vicecomandante del campo di concentramento che sorge laggiù, mentre la madre è una donna autoritaria con una grande passione per i fiori. La nuova casa è bellissima, grande e circondata da un immenso giardino, di cui si prende cura un giardiniere. Di lui Iris sa ben poco, sa solo che è ebreo e che tutte le mattine arriva dal campo, per poí tornarci dopo il tramonto. A Iris è vietato rivolgergli la parola perché è pericoloso, ma la curiosità è più forte di lei. Comincia ad avvicinarsi di nascosto a quello sconosciuto con la testa rasata e la divisa a righe. Comincia anche a lasciargli piccoli regali nel capanno degli attrezzi, in un cassetto segreto, e lui ricambia con disegni abbozzati su un quaderno. Così, giorno dopo giorno, tra i due nasce un'amicizia clandestina fatta di gesti nascosti e occhiate fugaci, un'amicizia in grado di far crollare il muro invisibile che li separa e di capovolgere il mondo perfetto in cui Iris credeva di vivere.

Lettura imprescindibile è Scolpitelo nel vostro cuore di Liliana Segre (Piemme), viaggio nella memoria dal binario 21 d Auschwitz e ritorno, curato da Daniela Palumbo.
«La memoria di Liliana Segre cerca il suo approdo nel presente. Le sue parole lo svelano: racconta di se stessa in guerra come una profuga, una clandestina, una rifugiata, una schiava lavoratrice. Usa espressioni della nostra contemporaneità affinché la testimonianza del passato sia un ponte per parlare dell'oggi. Qui e ora. E, interrogando il presente, Liliana indica quel futuro che solo i ragazzi in ascolto potranno, senza indifferenza e senza odio, disegnare, inventare, affermare» afferma Daniela Palumbo nella sua introduzione, e questo messagio è ancora più importante oggi, in un momento in cui l'odio rischia di prendere ancora una volta il sopravvento.

Cadrò sognando di volare, di Fabio Genovesi

Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi (Mondadori) è uno dei romanzi più attesi del mese, e racconta una storia intima ed emozionante sul potere di credere in qualcosa. Qualsiasi cosa. Che sia però magica, e ci accenda, spingendoci avanti o da qualsiasi parte, senza progetti o direzioni già tracciate.


È il 1998, Fabio ha ventiquattro anni e studia giurisprudenza. La materia non lo entusiasma per niente, ma una serie di circostanze lo ha condotto lì, e lui non ha avuto la forza di opporsi.
Circostanze drammatiche, che hanno comportato una dolorosa perdita per la sua famiglia, e il suo diventare avvocato dovrebbe in qualche modo rappresentare un indennizzo.
Perciò procede stancamente, fin quando per evitare il servizio militare obbligatorio viene spedito in un ospizio per preti in cima ai monti. In teroia dovrebbe essere un educatore, in pratica si trova a fare le pulizie e occupare la guardiola vuota del custode, perchè di studenti non ce ne sono da anni e al principio non è neanche ben chiaro eprchè sia stato mandato lì.
Il direttore è un ex missionario ottantenne ruvido e lunatico, che non esce dalla sua stanza perché non gli interessa più nulla, e tratta male tutti tranne Gina, una ragazza che si crede una gallina. Diversi come sono, qualcosa in comune Fabio e don Basagni ce l'hanno: la passione per il ciclismo.

Così iniziano a guardare insieme il Giro d'Italia, e trovano in Marco Pantani l'incarnazione di un sogno. Un uomo coraggioso, tormentato e solo, che si confronta con campioni colossali che hanno il loro punto di forza nella prudenza e nel controllo della corsa. Pantani invece non fa tanti calcoli, lui dà retta all'istinto e compie sforzi immani che gli permettono di spostare il confine, "il terribile confine tra il possibile e l'impossibile, tra quel che vorremmo fare e quel che si può". Grazie a questa meravigliosa follia, Fabio e don Basagni troveranno in sé un'audacia sepolta, e metteranno in discussione l'esistenza solida e affidabile che ormai erano abituati a sopportare.

Se siete appassionati di ciclismo, acquistatelo a scatola chiusa. Le pagine che Genovesi dedica al racconto delle tappe del Giro d'Italia, delle vite dei grandi campioni, delle emozioni condivise da migliaia di amanti dello sport in quei giorni sono state scritte per voi.
Vi ritroverete nella trepidazione di Fabio che non riesce a restare seduto mentre guarda Pantani scalare una salita dopo l'altra, e nella fibrillazione provata ogni volta che, in quello che sembrava il tratto più faticoso, invece di rallentare, Pantani spingeva di più, seminando gli avversari.

Se invece il ciclismo non è il vostro pane... siete pronti a farvi conquistare?
Perchè la prosa delicata e mai sopra le righe di Genovesi, la profonda umanità di ogni personaggio e il suo innegabile talento nel raccontare emozioni e turbamenti vi cattureranno sin dalle prime pagine.
Cadrò, sognando di volare non è solo un romanzo sull'amore per le due ruote, i pedali e le catene: è un romanzo sulle circostanze - a volte assurde - della vita, sulle scelte che bisogna avere il coraggio di fare e sulla passione. Quella che ti spinge ad accelerare quando gli altri rallentano, che animava Pantani sin da bambino quando portava oltre il limite se stesso e la sua bicicletta (prima quella della madre, che sembrava reggere per miracolo, poi la sua prima bicicletta da corsa, amata al punto da lavarla ogni sera nella vasca da bagno per poi dormirci accanto, e continuare a pedalare in sogno) perchè solo così avrebbe potuto diventare un campione.

Cadrò, sognando di volare si legge tutto d'un fiato, sentendo sul viso l'aria sferzante delle montagne e il sangue pulsare nelle vene come durante le salite più ripide, e a lettura ultimata quasi ci si stupisce di essere ancora a casa, seduti sulla poltrona.
Consigliatissimo.


Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 19€.

martedì 14 gennaio 2020

Quel che affidiamo al vento, di Laura Imai Messina

Due anni dopo Non oso dire la gioia, un nuovo incantevole romanzo di di Laura Imai Messina è in libreria, pronto a trasportare i lettori in un angolo del Giappone che sa di dolore e di sollievo, di addii e di nuovi inizi. Si tratta di Quel che affidiamo al vento (Piemme).


Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, si spalanca un immenso giardino chiamato Bell Gardia. In mezzo è installata una cabina, al cui interno riposa un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi è nell'aldilà.
Ed è questa cabina telefonica, dalla sua scoperta casuale al viaggio per raggiungerla, che la storia di Yui ha inizio.
La donna che i lettori incontrano tra le pagine di Quel che affidiamo al vento è una donna che la perdita e il dolore hanno cambiato, indebolito e spento: lo tsunami che si è abbattuto sul Giappone l'11 marzo 2011 le ha portato via la madre e la figli piccola, che credeva al sicuro in uno dei rifugi.
Un crudele scherzo del destino ha fatto sì che alcuni rifugi fossero costruiti troppo in basso, e diventassero prigioni per coloro che vi avevano cercato riparo, ed è qualcosa che Yui non riesce ad accettare. Da quel momento la sua vita è priva di uno scopo, e colma solo di rimpianti, di ciò che non potrà mai esserci.
Scoprire dell'esistenza del telefono di Bell Gardia la porta ad affrontare il viaggio per raggiungere quel giardino che sembra dare sollievo a così tante persone, veri e propri pellegrini che a quella cornetta affrontano ultimi addii, chiacchiere, confidenze e confessioni.
Solo che lei proprio non ci riesce, a parlare in quella cornetta. Per questo, quando annunciano che su quella zona sta per abbattersi un uragano di immane violenza, Yui accorre, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. E per salvare, almeno in parte, anche se stessa.

Sono tante le emozioni che Laura Imai Messina racconta attraverso le pagine di Quel che affidiamo al vento, e quella che arriva più forte e dirompente al lettore è la sindrome del sopravvissuto, che consiste anche in un profondo e radicato senso di colpa («perchè io sono viva, e loro no?»).
Yui non riesce a trovare una giustificazione razionale per la morte di sua figlia, così piccola  einnocente, con una vita intera da vivere, e la verità è che una giustificazione è impossibile da trovare. Non esiste.
Quello che si può trovare, però, e che i lettori scopriranno insieme a lei pagina dopo pagina, è la forza di alzare la testa e tornare a vivere quella vita che, dolore incluso, resta sempre un regalo prezioso.
E la forza di dire addio, ognuno a modo suo. Anche parlando in una cornetta scollegata, in una vecchia cabina telefonica in mezzo a un giardino, affidando al vento le proprie parole.


Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina (Edizioni Piemme) è in libreria, al prezzo di copertina di 17,50€.

Dieci cose da fare subito per sentirsi meglio

Quanti di voi sono già venuti meno ai propositi per l'anno nuovo?
Da chi si è ripromesso di bere meno caffè (e poi di colpo sono le 11 e realizza di averne già bevuti tre) a chi ha deciso che sarebbe andato in palestra ogni settimana, ma non ha ancora rinnovato la sua iscrizione... a chi ha del tutto rinunciato a farli, i propositi: per tutti voi, ci sono dieci cose che potete fare subito per un 2020 all'insegna del benessere e della salute.
Così avrete le energie per pensare a tutti gli altri propositi!


Si parte dalle basi: se tendete a trascurare un po' (o tanto) la vostra salute perchè state bene, è il momento di una visita di controllo dal vostro medico curante, al quale chiedere indicazioni per la scelta degli integratori giusti per voi.
Un mix personalizzato di integratori è fondamentale, infatti, per provvedere alle vostra arenze: tutto ciò che assumete e che non vi serve, viene eliminato e viene, sostanzialmente, assunto per niente.
Evitate un integratore generico, e dopo il confronto con il medico ricorrete a servizi come Vitamina, che vi permette di comporre il vostro pack con vitamine e sali minerali (ma non solo) e riceverli direttamente a casa entro 72 ore. Scoprite di più sul servizio qui.
E per la pace dei sensi? È il momento giusto per provare la meditazione, e se non volete spendere soldi per una classe in palestra, niente paura: ci sono app gratuite e video su YouTube che vi permettono di approcciarla a costo zero. HeadSpace, per esempio (disponibile per Android e su Apple Store), vi permette di provare il servizio gratuitamente.

La salute passa anche dal piatto (siamo quello che mangiamo), e il primo passo è accompagnare ogni pasto e spuntino con almeno un bicchiere d'acqua. Questo perchè è fondamentale mantenersi idratati, ma non solo: in questo modo, avrete la garanzia di bere sempre almeno 5 degli 8 bicchieri al giorno consigliati. Se lo bevete subito prima di mangiare, contribuirà a farvi sentire sazi e a farvi, di conseguenza, mangiare meno. Ma cosa mangiare?
Più alimenti freschi possibili, in particolare cercate di consumare frutta e verdura in più occasioni possibili, a partire dai tre pasti principali. Ma non solo: adottatele anche come spuntini, e il gioco sarà fatto.
Gli spuntini, spesso, sono i pasti più deleteri, in cui è facile cedere ai biscotti dimenticandosi del proposito di mangiare più sano: la soluzione è quella di infilare snack salutari dappertutto, dalla borsa per gli attacchi di fame on-the-go al cassetto della scrivania in ufficio, in modo da avere sempre sottomano un'alternativa migliore al Mars del distributore automatico.


Anche in palestra è il momento di cambiare, e provare a fare sport in modo nuovo.
Un corso mai fatto prima, o perchè no, affidandosi a uno sport che permetta di allenare contemporaneamente il corpo interno: il nuoto.
Se la vostra palestra è dotata di piscina, o se avete una piscina comunale a portata di mano, infilate il costume e fate qualche vasca: braccia e gambe ne trarranno grande beneficio, ed è un'attività che tonifica il corpo intero.
E qualsiasi sia la vostra disciplina sportiva prescelta, non dimenticate mai di fare stretching, dopo:
è fondamentale per evitare dolorose contratture, e aiutare i muscoli appena esercitati a passare alla modalità "riposo" senza strappi.

Due accorgimenti vanno presi anche in camera da letto: cambiate più spesso le lenzuola, innanzitutto.
Il minimo sindacale è una volta a settimana, ma la federa andrebbe cambiata ogni tre giorni. Pelle del viso e capelli ringrazieranno, quando non sarano a contatto con sebo in eccesso, polvere e cellule morte una notte dopo l'altra.
I vostri occhi, invece, vi vorranno più bene se riuscirete ad abbandonare telefoni e tablet retro-illuminati almeno tre quarti d'ora prima di dormire: dormirete prima, e più profondamente.

Leggi anche: Sette cose da fare subito per vivere meglio

lunedì 13 gennaio 2020

Caduta, di Callie Hart

L'amore è tutto ciò che serve? O in certi casi non è sufficiente?
Per scoprire se sarà sufficiente per Zeth Mayfair e Sloane Romera, o se la natura aggressiva e violenta di lui avrà il sopravvento, bisogna imemrgersi tra le pagine di Caduta di Callie Hart (Always Publishing), quarto volume - di sei - della serie Blood & Roses.


Sloane Romera, studentessa di medicina cresciuta in una famiglia dai rigidi valori religiosi, ha messo in gioco tutto ciò che aveva, inclusa se stessa, per ritrovare la sorella Alexis, scomparsa nel nulla.
E così, cercando la sorella, che la sua strada ha incrociato due volte quella di Zeth Mayfair, criminale corrotto dai gusti perversi.
Un uomo che considera un pugno ben assestato la soluzione di quasi ogni problema, e che certo non sembra in grado di offrire a Sloane una relazione normale, stabile e rassicurante.
Quello che Zeth può fare, però, ed è disposto a ottenere con ogni mezzo, è tenere al sicuro Sloane, perchè anche ora che Alexis è stata ritrovata, le minacce sono tutt'altro che finite.
E tutte fanno capo a un uomo, Charlie Holsan: la soluzione è semplice, eliminarlo.
Ma sarà sufficiente? E come potrà tenersi stretta Sloane, assicurandole una vita felice, se per farlo dovrà diventare ancora una volta un assassino?

«È una storia che ti fa innamorare dell'antieroe. Ti farà camminare sul filo del rasoio, mettere in discussione la tua sanità mentale e ciò che credevi fosse giusto, o sbagliato» ha spiegato Callie Hart a proposito della serie, aggiungendo che il dark romance è per coloro che «amano una bella storia d'amore che narri di un ragazzo molto, molto cattivo».

E non si può non innamorarsi di Zeth, almeno un po', perché ogni volume della serie permette alle lettrici di conoscerne meglio il lato migliore, quello nascosto dietro ad anni di rabbia e violenza, dietro ai tatuaggi e al sangue versato (proprio e di chiunque si sia posto sul suo cammino).
La caduta a cui fa riferimento il titolo si rivela triplice: quella di Sloane, che si innamora di Zeth nonostante lui rappresenti tutto ciò che la spaventa; quella di Zeth, che si scopre desideroso di costruire invece di distruggere, e di proteggere invece che di annientare; quella di Charlie Holsan, che si manifesta da subito come necessaria affinché i due possano avere la possibilità di una vita normale.
Per quanto possa essere normale la vita insieme a Zeth...

È impossibile abbandonare questa serie una volta iniziata, così come è impossibile non bramare il quinto volume una volta giunti alla fine del quarto.
Callie Hart sa come costruire storie piene di passione e tensione, e tenere le lettrici col fiato sospeso da una pagina all'altra: Caduta si legge tutto d'un fiato, e nessuna paura se la temperatura corporea salirà di qualche grado. È l'effetto Zeth. Nessuna è immune.


Caduta di Callie Hart (Always Publishing) è su tutti i digital store al prezzo di copertina di 1,99€.

Io sono l'altra, di Cathleen Schine

Dopo l'intenso L'evoluzione di Jane, o il più celebre I newyorchesi, un nuovo romanzo di Cathleen Schine arriva nelle librerie italiane questo mese: Io sono l'altra (Mondadori), uscito con il titolo The Grammarians lo scorso settembre.


Protagoniste assolute di questa storia, le parole e le sorelle Wolfe. Daphne e Laurel Wolfe, sin da piccole, mostrano infatti una fortissima predilezione per le parole: ne amano il suono, la storia, il significato. Le reinventano, confrontano, destrutturano e ricompongono in quello che sembra ai più un lungo, estenuante gioco che esclude il resto del mondo.
Spesso disorientati dall'esuberanza e dalle menti veloci delle loro figlie, anche i genitori, Arthur e Sally, a volte non sanno come gestire questa passione quasi ossessiva, ma allo stesso tempo ne sono orgogliosi. Le loro "lupacchiotte rosse" sono speciali.

Cathleen Schine condensa con abilità la vita delle sorelle Wolfe in 225 pagine nette, non tralasciando nulla: l'infanzia sempre insieme, l'adolescenza e i primi turbamenti, l'università e il primo (fallimentare) distacco, la vita adulta. Gli amori finiti bene e quelli morti prima di cominciare, i matrimoni, i figli (voluti, non voluti, desiderati).
Ma soprattutto, racconta il loro rapporto con il loro primo, grande amore: la lingua.
Questo romanzo è una piccola goccia di Paradiso per linguisti in erba, editor, appassionati di etimologia, perchè ogni capitolo offre riflessioni sul significato di termini ed espressioni, e piccoli battibecchi tra le sorelle quando non la vedono allo stesso modo - spesso - ai quali sembra quasi di poter prendere parte. «La grammatica fa sì che rispetti le parole, ognuna di loro. Ti assicuri che siano nel posto giusto, in cui possano svolgere al meglio la loro funzione», e non è forse un modo poetico di vedere quella che per molti è stato solo lo studio mnemonico di regole e coniugazioni verbali?

Daphne più intransigente, Laurel più flessibile, a tratti opposte e a tratti talmente in sintonia da fondersi quasi in un'unica entità, sono due donne uniche, indimenticabili nelle loro fissazioni quanto nelle loro emozioni. Nel loro mondo, agli uomini è permesso solo di fare da elemento di supporto, e i loro mariti ne sono la prova: Laurel nel suo trova la stabilità e la sicurezza, Daphne uno stimolo e tanta, tantissima pazienza.

Io sono l'altra è un romanzo semplicemente perfetto, grazie alla prosa brillante ed elegante di Cathleen Schine e a personaggi peculiari, così ricchi di sfaccettature da rifulgere sulle pagine come pietre preziose su una tiara. È impossibile guardare, o pronunciare, le parole di tutti i giorni con la stessa leggerezza, una volta chiuso il volume, e il desiderio di procurarsi un dizionario etimologico e scoprirne la storia sarà molto intenso.
Consigliatissimo, e da gustarsi con calma, assaporando ogni singola parola.


Io sono l'altra di Cathleen Schine (Mondadori) è in libreria dal 14 gennaio, al prezzo di copertina di 19€.

venerdì 10 gennaio 2020

Storia di un fiore, di Claudia Casanova

Dal 2019, il blog ospita le recensioni e le interviste di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco la sua recensione di Storia di un fiore di Claudia Casanova (Feltrinelli)!


Delicato e incantato. Claudia Casanova, con Storia di un fiore, ha scritto un libro che unisce realtà e invenzione; un romanzo che appassiona, insegna, incuriosisce e sprona, grazie alla semplicità di due elementi che noi tutti abbiamo a disposizione: la vita e la natura.
Portatore di una magia naturale, come quella che solo i fiori sanno trasmettere.
Per mezzo della protagonista, l’autrice racconta la determinazione di una giovane donna mossa dalla passione per la botanica, partita da zero ed arrivata ad esaudire i propri sogni grazie alla costanza e all’impegno, alla dedizione e - non da meno, all’amore.

Siamo a Teruel, nella Spagna aragonese, alla fine dl XIX secolo. Alba è una giovane ragazza costretta a trasferirsi, per via del lavoro del padre, dalla città alla campagna, con la madre e la sorella. Benestante ed entusiasta della vita, accoglie con gioia la nuova casa e la quotidianità trascorsa nella natura, di cui ben presto scoprirà doni e potenzialità.
Cresciuta con l’esempio di una donna indipendente quanto dolce, Alba è ispirata dall’adolescenza della madre, Mercedes, trascorsa in Austria all’insegna della cultura e della disciplina: è proprio da qui che ha origine il seme della sua curiosità, alimentato poi, da Padre Bernardo, il nuovo prete di paese che ha a cuore l’istruzione dei giovani.

Grandi manuali e tanta concentrazione, mescolati a pomeriggi di esercizio sul campo.
Le passeggiate nel verde, lo sguardo catturato dalle forme e dai colori, un blocco e una matita per annotare caratteristiche e coordinate, pezze di stoffa per conservare i nuovi esemplari: sono i complici di Alba, che ben presto renderanno il suo semplice amore per i fiori, vera e propria materia di studio.
Tutto nella vita di Alba sembra andare per il verso giusto, non solo per via della fortuna ma anche, e soprattutto, grazie al suo impegno. Quando la vita la travolge con alcune spiacevoli sorprese, che rimescolano programmi, aspettative, sentimenti, e anche possibilità economiche.

Ma Alba, durante i suoi studi, scopre un esemplare mai registrato prima: la Saxifraga Alba, appunto. Come dal latino saxum (sasso) e frangere (rompere) è la pianta che spezza le pietre: il riflesso naturale della vita di Alba e del suo animo.

Claudia Casanova conclude il libro specificando che la protagonista è realmente esistita, con il nome di Blanca Catalán de Ocón, una studiosa che ha dedicato la sua esistenza alla scienza della botanica a Teruel e che, come in altri casi per la cultura che ci insegnano a scuola, è passata in ombra alla storia in quanto donna.

Storia di un fiore ci ricorda che siamo tutti, donne e uomini, esseri speciali e liberi, in grado di rivoluzionare il mondo, nella sua piccola e grande interpretazione. Che realizzare i propri sogni è possibile, attraverso lo studio, la determinazione e l’impegno quotidiano. Che accontentarsi non è mai la soluzione, ma lasciarsi avvicinare da un’alternativa, qualche volta, può cambiarci la vita.


Storia di un fiore di Claudia Casanova (Feltrinelli) è in libreria, al prezzo di copertina di 15€.

giovedì 9 gennaio 2020

Judy: il declino di una stella, e la nascita del mito

Una Renée Zellweger esplosiva, quella che il 6 febbraio arriva nelle sale da protagonista di uno dei film più discussi di fine 2019: Judy, la pellicola che racconta con ben pochi filtri e senza quasi indorare la pillola gli ultimi mesi di vita di Judy Garland.


Una Judy Garland dipendente dall'alcol e dai farmaci, incapace di nutrirsi in modo sufficiente e di fare da mare ai due figli più piccoli, presi in custodia dal padre nel momento in cui l'artista è a verde e incapace di dare loro un tetto. Una Judy Garland ben diversa da quella capace di incantare il pubblico con brani diventati iconici, da Somewhere Over The Rainbow a The Trolley Song, e che anzi, ha rovinato la propria voce abusando di alcol, sigarette e farmaci su prescrizione.
E allo stesso tempo, una Judy Garland ancora amata, soprattutto in Inghilterra, dove uno show tutto suo sembra la soluzione ai suoi problemi di liquidità: pochi mesi di spettacoli, e potrà tornare a casa dai suoi figli.


La pellicola, diretta da Rupert Goold e sceneggiata da Tom Edge, vede come protagonista assoluta Renée Zellweger, che una dieta ferrea e un trucco sapiente riescono a trasformare letteralmente nella Judy Garland sciupata - e nonostante questo magnetica - degli ultimi anni.
«Sono solo una delle milioni di persone che si sono innamorate di lei», ha dichiarato l'attrice a proposito del suo personaggio, aggiungendo che la Garland «è amata e venerata a livello internazionale, come probabilmente la più grande performer che sia mai esistita».
Un anno di lavoro con un vocal coach negli Stati Uniti prima, e quattro mesi di prove con il direttore musicale del film Matt Dunkley dopo, hanno permesso alla Zellweger di interpretare in modo magnifico i grandi successi di Judy Garland, trasformando una pellicola che ne racconta il momento meno felice in un vero e proprio tributo.
Anche la sua comicità innata è stata d'aiuto: la Garland era nota per il suo spirito arguto, e non sarebbe risultata credibile un'attrice che ne fosse priva.
I dialoghi sono costellati di battute brillanti, e bilanciano alla perfezione i momenti più drammatici che vendono l'attrice in declino messa di fronte all'impossibilità di tornare a casa dai suoi figli, di provvedere a loro e di continuare a esibirsi come aveva previsto.


E che dire dei costumi, curati nel dettaglio da Jany Temine?
Impeccabili, sia quelli di scena (sfavillanti, appariscenti, nati per brillare quanto l'attrice che li indossava durante le sue esibizioni), sia quelli destinati alla sfera privata, più modesti, ma pur sempre adatti a una star. Temine è riuscita a ricreare alcuni look della Londra del 1968, sia per Judy sia per il resto del cast.
«I costumi di scena sono ispirati a quelli che indossava Judy Garland: luccicanti, color oro, costosi. Indossa costumi da spettacolo perché è una donna che sa offrirne uno. Poi per la Judy nella vita reale, ho pensato invece di vestirla come se si fosse portata a casa alcuni abiti di scena, perché penso che molte attrici portassero a casa quello che indossavano nel film» ha dichiarato Temine, aggiungendo che il suo preferito è l'abito blu polvere che l'attrice indossò per il suo matrimonio con Mickey Deans, «così tenero, e disegnato dalla stessa Judy Garland».

Ma tra lo scintillio delle giacche e i troppi bicchieri di liquore, resta quello che è l'augurio dell'uomo che ha scritto ogni parola del film, Tom Edge, che il film mostri un lato diverso di Judy Garland di cui la gente potrebbe non essere a conoscenza.
«Non puoi mai dire che la tua idea su di lei sia quella definitiva. Tutto quello che puoi veramente fare è avere un senso di lei e provare a trovare una narrazione che trasmetta la tua verità al pubblico. Il ritratto della Garland che il film offre è un sincero tentativo di catturare la sua essenza, il suo calore, la sua generosità e il suo spirito. Spero di essere riuscito a renderle giustizia» ha dichiarato, e basta vedere il film per rendersi conto che è proprio così. Missione compiuta.
Consigliatissimo.


Judy di Rupert Gold, con Renée Zellweger arriva nelle sale italiane il 6 febbraio.

Teresa degli oracoli, di Arianna Cecconi

Arianna Cecconi insegna antropologia delle religioni, e una volta conclusa la lettura di Teresa degli oracoli (Feltrinelli) non si può fare a meno di invidiare i suoi studenti.
Quella di Teresa è una storia «di cose invisibili, di profezie e oracoli casalinghi, della libertà e del caso, della difficoltà di scegliere, di amare, di crescere e di morire», come recita l'aletta di copertina, ma non solo. È, prima di tutto, la storia di una famiglia.


Quello di Teresa è un personaggio unico, potente tanto nelle sue parole quanto nei suoi silenzi.
Una donna ormai anziana, alle prese con la perdita di memoria dovuta all'età, cresciuta senza una madre in un mondo fatto solo di uomini (un padre contadino, sei fratelli ingombranti) e ora circondata, quasi per uno scherzo del destino, da quattro donne alle quali sente di dover dare ancora qualcosa prima di chiudere gli occhi.
Dalle figlie Irene (madre della voce narrante Nina) e Flora, «arrivate senza che se l'aspettasse» alla badante peruviana Pilar che «lasciava che le cose andassero per il loro verso, perchè era così che andava la vita», alla cugina Rusì, cristiana e fervente seguace di Padre Pio - tutte loro, per dieci anni, vivono con Teresa immobile nel letto da degenza sistemato al centro del soggiorno, che le osserva senza dire nulla, pienamente protagonista e presente nell'assenza.

Del segreto di Teresa è giusto non svelare la natura, non in questa sede.
La sua è una fiaba onirica intrisa di realismo magico che ricorderà ai lettori le opere di Gabriel García Márquez e Isabel Allende, e si legge tutta d'un fiato, incantati dalla prosa di Arianna Cecconi e dall'universo femminile che si delinea pagina dopo pagina.
«In quechua si dice che il passato è davanti perché lo puoi vedere. È il futuro che sta dietro, nascosto dietro le spalle», ed è da quel passato ingombrante che Teresa, prima di accomiatarsi dalla vita terrena, vuole liberare se stessa e le donne che la circondano: solo lasciando cadere il fardello che le tiene ancorate a terra, infatti, saranno tutte libere di volare verso nuove destinazioni, nuove sfide.
Un sentimento nel quale è impossibile non ritrovarsi, e che rende Teresa degli oracoli la lettura ideale per l'inizio di un nuovo anno: chissà che le parole di Teresa non aiutino anche i lettori a liberarsi dei propri, di fardelli.
Una lettura che ammalia, emoziona nel profondo e, una volta conclusa, fa sentire più leggeri: consigliatissima.


Teresa degli oracoli di Arianna Cecconi (Feltrinelli) è in libreria, al prezzo di copertina di 16€.

mercoledì 8 gennaio 2020

Smetti di odiare il lunedì!, di Bruce Daisley

Smetti di odiare il lunedì, ammonisce Bruce Daisley dalla copertina bianca come la neve del suo omonimo libro (Newton Compton Editori): ma è davvero possibile?
Al di là dell'imparare a concepire il lunedì come un nuovo inizio (bene) e non solo come un ritorno ai fastidi della settimana (male), qui si tratta di fare qualcosa di più: amare il proprio lavoro.
Amarlo davvero, al punto dal non vedere l'ora che sia lunedì per tornare a lavorare.


Vicepresidente di Twitter (Europa, Medio Oriente ed Africa), Bruce Daisley è una delle figure più accattivanti del mondo della comunicazione. Autore di Eat Sleep Work Repeat - uno dei business podcast in lingua inglese di maggior successo -, Daisley vanta un curriculum vitae invidiabile.

La sua riflessione sulla cultura del lavoro nel mondo anglosassone, e la sua analisi di alcune delle più grandi e affermate aziende, lo hanno portato a identificare nell'entusiasmo e nella passione dei loro dipendenti uno dei fattori chiave del loro successo.
Ma come si mantiene nel tempo l'entusiasmo iniziale, quando tutto è nuovo e i primi successi bastano ad alimentarne la fiamma? E quando si smette di amare il proprio lavoro, come si fa a innamorarsene una seconda volta, rendendolo più piacevole e, di conseguenza, più soddisfacente e produttivo?
Smetti di amare il lunedì! suggerisce al lettore trenta (!) piccoli, grandi cambiamenti da introdurre nella propria vita lavorativa e/o da suggerire ai colleghi, suddivisi in tre sezioni:

nella prima, Daisley suggerisce come ricaricare le proprie energie, attraverso dodici consigli che spaziano dall'invito a dormire più a lungo di notte al tornare a concentrarsi su una mansione alla volta, all'introduzione di riunioni "deambulanti", perchè camminare aiuta la circolazione e la respirazione, e di conseguenza rende più lucidi anche a livello di creatività e ragionamento;

nella seconda, l'autore condivide parte della ricerca scientifica svolta per offrire otto spunti su come rafforzare le connessioni e il rapporto di fiducia tra i membri del team di lavoro. Uno degli spunti? Dimezzare le riunioni, in modo che i partecipanti chiave non siano rallentati nel processo decisionale. Vengono in mente a tutti almeno tre riunioni nell'ultimo mese in cui si è parlato per due ore e non si è sostanzialmente deciso niente;

infine, la terza e ultima parte, in cui Daisley identifica il passo successivo: la creazione di un senso di coinvolgimento ed energia positiva, frutto della combinazione di affetto positivo e sicurezza psicologica. Dieci consigli, tra i quali l'invito a riconoscere sempre i propri errori, introdurre sempre elementi di diversità e il bandire i cellulari dalle riunioni, che il lettore potrà mettere in pratica da subito o proporre a una delle proprie riunioni.

Smetti di odiare il lunedì! è una lettura scorrevole e spunto per diverse riflessioni, un manuale capace di abbracciare ogni aspetto della vita lavorativa del nostro tempo e suggerire come migliorarlo nel concreto. Anche attraverso una tazza di tè condivisa con i colleghi, una passeggiata in più e senza rinunciare mai alla pausa pranzo.
Consigliato.
Smetti di odiare il lunedì di Bruce Daisley (Newton Compton Editori) è in libreria dal 9 gennaio, al prezzo di copertina di 10€.

martedì 7 gennaio 2020

Anne Frank: una nuova edizione illustrata del suo diario

La prima edizione del diario di Anne Frank arrivò nelle librerie italiane nel 1954, tradotto da Arrigo Vita e con prefazione di Natalia Ginzburg. Negli anni, edizioni via via più fedeli, ricche di annotazioni e introdotte dalle riflessioni di critici e autori di rielievo si sono susseguite, fino allo scorso novembre.
Lo scorso novembre in libreria è arrivata un'edizione curata da Guia Risari, elegantemente illustrata da Giulia Tomai e con post-fazione di Marco Missiroli (Mondadori) - ed è la lettura perfetta per prepararsi alla giornata della Memoria (27 gennaio).


Nell'Olanda sotto occupazione nazista, la tredicenne Anne Frank inizia a raccontare in un diario intimo e personale la sua vita di ogni giorno: è il 1942, e le leggi antisemite colpiscono anche la sua famiglia, che per sfuggire alla deportazione si rifugia in un alloggio segreto. Qui sopravvivono grazie alla complicità di amici e conoscenti e Anne, che sogna di diventare giornalista o scrittrice, non smette mai di scrivere. Quando nel 1944 il governo olandese lancia un appello per raccogliere testimonianze e documenti di guerra, Anne inizia a rielaborare il suo diario, in vista di una possibile pubblicazione. Immagina che diventi un libro dal titolo La casa sul retro ma purtroppo non sopravvive abbastanza a lungo per vedere realizzato il suo sogno. Il suo diario, invece, è arrivato fino a noi, e a tantissimi lettori nel mondo.

Uno degli interni illustrati da Giulia Tomai
Un'edizione da custodire con cura, e da leggere con attenzione fino alla postfazione, perchè le parole di Marco Missiroli sono il perfetto coronamento di volume prezioso da ogni punto di vista.
Se la storia di Anne continua a conquistare e commuovere lettori di ogni età, le illustrazioni di Giulia Tomai le donano un volto che si imprimerà nella mente di tutti. La scelta del bianco e nero, con un rosa corallo come unica nota vivace, e la presenza di foto originali d'epoca, fanno sì che il diario sia ancora una volta una delle più importanti testimonianze dell'olocausto, raccontato al mondo intero da una bambina con gli occhi grandi e un sogno, quello di essere letta, che nonostante tutto si è realizzato.

Uno degli interni illustrati da Giulia Tomai
È una lettura che si affronta da ragazzini, ma che va riscoperta da adulti, e questa edizione è quella perfetta per farlo. Per uno sguardo più consapevole su quei sentimenti d'odio che ci mettono davvero troppo poco a tradursi in follia, e perchè ciò che è stato non debba ripetersi. Per nessuno.

Diario di Anne Frank (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.