martedì 22 gennaio 2019

ISDIN: i primi dieci anni in Italia del brand leader in dermatologia, e la nuova sede milanese

Passate le feste, iniziano i festeggiamenti ISDIN con una serie di grandi novità.
Il famoso brand internazionale leader in dermatologia, che dal 1975 crea trattamenti innovativi per la cura e la protezione della pelle, celebra i suoi primi 10 anni italiani con l’inaugurazione di una nuova sede all’insegna dello spirito d’avanguardia che da sempre caratterizza il marchio.
Dare spazio all’innovazione in uno spazio di grande prestigio: 400 mq in via Tito Speri 8 a Milano, nella zona più avveniristica della città. All’esterno lo skyline dei grattacieli, all’interno un design studiato nei minimi particolari, dalla luce agli arredi, sino alla scelta dei colori che richiamano l’inconfondibile logo ISDIN.
Da sempre ISDIN si caratterizza per l’avanguardia e l’innovazione nelle texture.
Ne è un esempio l’originale molecola UREA ISDIN® alla base della linea UREADIN che garantisce 24h di idratazione e posiziona ISDIN come esperti nell’idratazione e cura della pelle.

Da oltre quarant’anni, ISDIN è accanto ai dermatologi e ai farmacisti nel rispondere alle necessità della pelle. Il risultato è una gamma di prodotti all’avanguardia, con formule e texture innovative per una miglior compliance nei trattamenti. La vocazione nell’essere referente internazionale nel trattamento della pelle, ha portato ISDIN ad essere presente oggi in oltre 40 mercati, con circa 1000 dipendenti.
Consigliata per la stagione fredda e la secchezza cutanea invernale, UREADIN CALM CREMA (18,90€ per 200ml), da stendere sul corpo insistendo particolarmente su talloni, ginocchia e gomiti.
Mai più pelle screpolata!
E perchè non concentrarsi proprio sulle estremità, costrette tutto il giorno tra calze e scarpe chiuse?
UREADIN PODOS GEL OIL (14,05€ per 75ml) è la scelta giusta, per un massaggio quotidiano prima di dormire o per una vera e propria maschera nottura, steso in quantità leggermente più abbondante e lasciato assorbire fino al mattino con l'aiuto di un paio di calzini in cotone.
Pelle morbida e piedi riposati sono assicurati!

Questi e altri consigli di bellezza sono disponibili sul sito ufficiale di ISDIN.

"New York è una finestra senza tende" di Paolo Cognetti

Da quest'anno, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco cosa ha pensato di New York è una finestra senza tende di Paolo Cognetti (Laterza)!


New York è una finestra senza tende è una guida spirituale, itinerante, storica e ludica - anche, della Grande Mela.  Una guida per chi viaggia, realmente o con l’immaginazione, dove il gate di partenza è in aeroporto o sulla poltrona del salotto.
Una guida di viaggio, creata da viaggi.

Otto capitoli in cui la città del “tutto è possibile” per antonomasia, viene messa a nudo e raccontata in tutte le sue sfumature. Un libro come un palazzo, di cui il titolo è la porta d’ingresso, l’atrio l’introduzione: accogliente e meraviglioso descritto da immagini e sensazioni, in cui Paolo Cognetti racconta come per cinque mesi il volo Milano-New York abbia descritto la sua routine itinerante. Ogni capitolo è una finestra - senza tende, naturalmente - da cui osservare e scoprire segreti, intimità e aneddoti contemperante o passati delle zone di New York.

Si parte da Brooklyn Heights e Dumbo, per poi passare al Lower East Side, a Midtown Manhattan con Little Italy e China Town; il Greenwich Village e l’East Village. Poi c’è Park Slope, Williamsbourg, Carroll Gardens e per finire la cinematografica, colorata, utopica e luccicante Coney Island.
Quella che Cognetti racconta è una New York inedita, dove solo i colori, gli odori e i suoni, sono quelli più famosi al mondo. Poco spazio ai Mc Donald’s e ai donuts. Tanto ai sentimenti e alla voglia di scoprire il vivo di una città che una storia ce l’ha, eccome, è semplicemente diversa da tutte le altre.
Cognetti insegna, discretamente e tra le righe, come innamorarsi di New York evitando di utilizzare i canoni di apprezzamento delle città europee. A New York si apprezzano le storie di vita, i momenti di cambiamento - veloci e infiniti-, le abitudini quotidiane e i segni del tempo di una città tanto giovane quanto vissuta.

L'autore accompagna i lettori in una vera e propria esplorazione sociologica, che coinvolge luoghi e volti, dove protagonista è il genere umano con i suoi vizi, i suoi pregi, i suoi difetti, le sue rinunce; in un viaggio tra le continue evoluzioni di una società che non si è trovata ad essere lì, ma che è giunta, si è composta, modificata, sostituita, evoluta negli anni e negli spazi. Spiega e fa conoscere a chi legge chi sia il “vero newyorkese”, raccontandoci come non significa avere antenati e origini inscritte nel territorio, ma far parte di una città e di uno spirito condiviso.

In New York una finestra senza tende, l’autore cammina tra le vie degli isolati, ricorda momenti vissuti in prima persona e riporta aneddoti e nozioni tratte dalle vite degli autori più affezionati alla città, per origine o per vissuto. Aiuta la mente di chi legge a viaggiare, farsi trasportare e prendere confidenza con gli spazi. Cita chiese, locali, metropolitane e palazzi. Invita a visitare i luoghi descritti con un occhio attento e curioso, come quello di chi, di fronte ad una finestra senza tende, non riesce a fare a meno di guardare dentro e capire cosa sta accadendo.

Forse è più semplice leggere New York è una finestra senza tende per chi già, almeno una volta, è stato in città. O per chi sta programmando un viaggio.
Per non perdere la veridicità e l’essenza del contenuto del libro.
Cognetti è un realista, e qui diventa anche un impressionista.


New York è una finestra senza tende di Paolo Cognetti (Laterza) è in libreria, al prezzo di copertina di  14€.

lunedì 21 gennaio 2019

Intervista a Daniela Palumbo su "A un passo da un mondo perfetto", la memoria e la scrittura

Germania, 1944. Iris, la protagonista di A un passo da un mondo perfetto di Daniela Palumbo (Il battello a vapore), ha undici anni, quando si trasferisce con la famiglia in un paese vicino a Berlino.
Il padre è un capitano delle SS promosso a vicecomandante del campo di concentramento che sorge laggiù, mentre la madre è una donna autoritaria con una grande passione per i fiori.


La nuova casa è bellissima, grande e circondata da un immenso giardino, di cui si prende cura un giardiniere. Di lui Iris sa ben poco, sa solo che è ebreo e che tutte le mattine arriva dal campo, per poí tornarci dopo il tramonto. A Iris è vietato rivolgergli la parola perché è pericoloso, ma la curiosità è più forte di lei. Comincia ad avvicinarsi di nascosto a quello sconosciuto con la testa rasata e la divisa a righe. Comincia anche a lasciargli piccoli regali nel capanno degli attrezzi, in un cassetto segreto, e lui ricambia con disegni abbozzati su un quaderno.
Giorno dopo giorno, tra i due nasce un'amicizia clandestina fatta di gesti nascosti e occhiate fugaci, un'amicizia in grado di far crollare il muro invisibile che li separa e di capovolgere il mondo perfetto in cui Iris credeva di vivere.

Abbiamo incontrato Daniela Palumbo a Milano, per scoprire qualcosa di più sul nuovo romanzo dell'autrice già nota ai lettori grazie a romanzi come Le valigie di Auschwitz (Il battello a vapore) e a Fino a quando la mia stella brillerà, scritto insieme a Liliana Segre (Il battello a vapore).
Per una recensione del romanzo, vi rimando alle parole di Paola di MyPoBlog, che ha fatto uno splendido lavoro: le trovate qui.

Raccontare una delle pagine più buie e dolorose della nostra storia ai bambini: che scelte ti trovi a fare nel momento in cui scrivi, pensando a un pubblico di lettori più giovani che ancora si stanno facendo il proprio sguardo sul mondo?
Ho incontrato la Shoah a tredici anni, attraverso la visione di documentari, e ho iniziato a chiedermi come fosse stato possibile un simile orrore, come ci si fosse potuti arrivare.
Ho iniziato a studiare, a volerlo capire.
Per quanto riguarda le scelte, di sicuro quella di non raccontare l'orrore.
Non porto il lettore all'interno del campo di sterminio, non racconto la sofferenza. Sarebbe più facile, forse, ma io preferisco raccontare quello che considero il punto cruciale: l'indifferenza.
La Shoah inizia dall'esclusione, dalle leggi razziali che da un giorno all'altro rendono diversi e isolati bambini che fino al giorno prima si sentivano come tutti gli altri: il campo di sterminio è l'ultimo passo.
I bambini si chiedono questo: come mi sarei comportato? Da che parte sarei stato?

Pensando soprattutto agli ultimi due anni, penso sia impossibile non leggere queste storie ritrovandoci il nostro presente.
Dire ai bambini che i loro coetanei che vengono dal mare meritano meno e valgono meno è qualcosa di molto, troppo simile al dire loro che il compagno di scuola è diverso perché è ebreo.
Ti si pone il problema di gestire questo parallelismo, nei tuoi incontri con i bambini?
Non puoi raccontare la memoria di settanta, ottant'anni fa e pensare che si tratti di una mera cartolina del Novecento. Non è così, e non ha senso.
Se la memoria non ci fa da ponte verso quella che è la realtà presente, non serve a niente.
Di fatto, nel momento in cui ci sediamo a un tavolo e decidiamo che il posto di quelle persone è nei campi libici in cui sappiamo benissimo cosa accade, abbiamo già replicato la storia.
Quello che cerco di trasmettere ai bambini è la necessità di guardarsi attorno, e di porsi di fronte alle ingiustizie  ai loro coetanei in difficoltà la domanda: ma io da che parte sto?
La storia non ci racconta solo che ottant'anni fa sono state proclamate le leggi razziali, ce ne racconta il percorso. La Germania degli anni trenta fu territorio fertile perché attraversata da una profonda crisi economica, esattamente come sta succedendo adesso in Italia e in Europa, e come allora la reazione è di seguire il grido che ci proclama migliori e più meritevoli. Bisogna rifletterci.

Nel tuo romanzo non mancano gli estremi: da un lato Iris si trova a vivere in quello che sembra un paradiso, una grande casa con il giardino in cui la madre può dedicarsi al giardinaggio e il padre può sentirsi affermato e "riuscito", dall'altro la ragazzina è a pochi passi dall'inferno in terra.
Lo stesso inferno al quale ci avviciniamo sempre più seguendola, un passo alla volta, e che scopriamo attraverso i suoi occhi.
Ho dovuto estremizzare, hai detto bene.
La mia paura era quella di riuscire a far convergere piano piano il mondo perfetto di Iris e quello con cui si scontra. E il suo percorso è accidentato. Iris ha causato la morte di un prigioniero, ed è qualcosa che poi porterà con sé tutta la vita: da quando qualcuno le dice, per la prima volta, che le sue azioni hanno delle conseguenze, inizia la sua crescita e la sua strada verso la piena consapevolezza di sé.
Ogni persona che entra nella sua orbita all'interno del libro rappresenta una fase di questo percorso, che non è lineare e che comporta una presa in carico di parte del senso di colpa che l'accompagnerà anche da adulta. Imparare che ogni nostra azione ha delle conseguenze fa parte del processo di crescita di tutti noi, e Iris non poteva fare eccezione.

A un passo da un  mondo perfetto di Daniela Palumbo è una lettura emozionante e coinvolgente, consigliata a ogni età perché portatrice di un messaggio universale, quello di non cedere all'indifferenza e di non perdere la propria capacità di provare empatia verso il prossimo.
A prescindere da chi cerca di dipingerlo come "diverso".

e

A un passo da un mondo perfetto di Daniela Palumbo (Il battello a vapore) è in libreria dal 22 gennaio, al prezzo di copertina di 16€.

giovedì 17 gennaio 2019

"La bambina che custodiva i libri" di Caroline Wallace

Da oggi, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri.
Ecco cosa ha pensato di La bambina che custodiva i libri di Caroline Wallace (Garzanti)!


Se mi chiedessero come descrivere questo libro con una sola parola, risponderei, senza dubbio: strano. Non mi era mai capitato prima d’ora di sentirmi combattuta sulla valutazione di un libro: mi piace o no? Così ho deciso, ci ho riflettuto e ho capito: estremamente avvincente la trama, dolce e a tratti amara storia della protagonista, confuso lo stile di scrittura.
E la scrittura, si sa, fa tutto.
Il libro inizia con una mancata introduzione, “in media res” come si dice in gergo.
Frequenti alternanze di racconto, frammenti psicologici dei protagonisti e lettere scritte a destinatari ignoti fino all’ultimo capitolo, stordiscono un po’ il lettore.
Ma, ammetto, a fine libro, seppur tortuosamente, tutto torna.

Martha Lost è una ragazzina sedicenne nel 1976, che non conosce le sue vere origini. “Trovatella” per comune definizione e sentitamente smarrita da sempre, l’unica certezza che ha è di non potersi - mai, per nessun motivo e in nessuna situazione - allontanare dalla stazione di Lime Street, dove vive insieme alla madre adottiva. La sua è una questione di responsabilità: se abbandona il luogo che è diventato per lei casa, la stazione di Liverpool crolla. È così che la mappa del suo mondo è tracciata da binari e banchine, la rete delle sue relazioni dai chioschi della stazione e le sue giornate sono, straordinariamente, sempre uguali.
Martha è la responsabile dell’ufficio oggetti smarriti più famoso di tutta Inghilterra e sarà proprio questa la variabile che dà il via ad una serie di necessari cambiamenti nella sua vita e snodi nella trama del libro.
Ma chi è, lei, realmente? Ha una data di nascita? Ha fratelli? È stata registrata sul libro degli oggetti smarriti come tutte le altre cianfrusaglie presenti in quell’Ufficio, quando fu trovata?

Si parla di madri perdute per caso ma non per sempre, ritrovamenti di oggetti e di relazioni, ricordi dolorosi per le emozioni che suscitano e per azioni vissute, realmente, sulla propria pelle.
La bambina che custodiva i libri, se affrontato con attenzione morale, ricorda al lettore che è dato a tutti ricevere una seconda possibilità, ma soprattutto, che è sentitamente consigliato a tutti, donarla.
Il perdono non è scontato ma fa bene, risana.
La voglia di scoprire cosa la vita ci offre e cosa ha in serbo per noi dovrebbe, sempre, per tutti, essere più impellente ed ingombrante di ciò che nel passato abbiamo vissuto.
Perché non dare una seconda possibilità a noi stessi, in primis?

La bambina che custodiva i libri parla di amicizia, di amore timido e raffinato, ma anche di quello violento che fa male e che non va né chiamato né pensato come amore.
E Parla di libri, naturalmente. Delegati esploratori di mondi sconosciuti a una piccola donna che non ha mai toccato nulla al di fuori della propria stazione ma che conosce tutto, grazie alla letteratura, ai libri smarriti e alle dediche in essi scritte.
Parla di Liverpool, e fa venire una voglia pazza di prenotare un aereo e partire.
Volando alla scoperta di una città silenziosa e intrigante, sotterranea e segreta, che ha saputo farsi sentire grazie alle melodie di alcune delle canzoni che hanno scritto la storia della musica a livello globale.

Suggerito ai fan dei Beatles, agli amanti dei treni che passano una seconda volta e a tutti gli smarriti che in fondo sanno, da qualche parte nel mondo - che sia nei sotterranei o alla luce del sole - di appartenere a una storia.


La bambina che custodiva i libri di Caroline Wallace (Garzanti) è in libreria, al prezzo di copertina di 16,90€.

martedì 15 gennaio 2019

"Un cuore tuo malgrado" di Piero Sorrentino

Una mattina come tante, per Bianca, quella in cui la sua vita cambia radicalmente: è salita sul suo autobus pronta a percorrere un tragitto familiare, fermandosi per permettere a uno studente in ritardo di salire, certa che le ventiquattr'ore successive sarebbero trascorse come le ventiquattro precedenti.
E invece il destino le ha fatto trovare una station wagon blu scuro sulla sua carreggiata senza preavviso, senza segnali, e quel freno azionato in ritardo di secondi è costato ben più di qualche livido.


I lettori di Un cuore tuo malgrado di Piero Sorrentino (Mondadori) si trovano così ad affiancare la donna nel percorso di guarigione del corpo e dello spirito, che parte dalla fisioterapia e arriva all'elaborazione di un lutto mai del tutto superato, quello per la perdita del padre.
Un cancro che si manifesta e in tre settimane si porta via l'uomo più importante della Bianca ragazzina. Una morte rapida, ma niente affatto indolore.

E ora le morti che tormentano Bianca sono quelle di Giulia e Vittorio, moglie e figlio di sei anni di Dario Spatola, fotografo. Due morti che le impediscono di desiderare davvero di guarire, di tornare a muoversi del tutto, perchè nel profondo del cuore sente di non meritarlo.

Come si guarisce dal senso di colpa, da quel morbo che ti divora dall'interno al pari di un cancro, invisibile agli occhi ma capace di dilaniarti il cuore?
Bianca non lo sa, ma al suo fianco c'è la sorella Margherita, e grazie a lei e a una corrispondenza inaspettata e anticonvenzionale anche la guarigione sembra possibile.

Piero Sorrentino regala ai lettori 147 pagine straordinarie, raccontando il dolore con delicatezza e la rinascita con passione, e la prosa pulita e libera da fronzoli che accompagna la storia di guarigione di Bianca non avrebbe avuto bisogno di una sola parola in più.
Un debutto imperdibile per un autore di racconti che si cimenta per la prima volta con il romanzo: consigliatissimo.

Un cuore tuo malgrado di Piero Sorrentino (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

lunedì 14 gennaio 2019

Il Trono di Spade: ecco il secondo teaser trailer!

L’attesa è - quasi - finita: mancano 90 giorni all’evento televisivo più atteso dell'anno!
L’ultima stagione de Il Trono di Spade arriverà su Sky Atlantic in esclusiva e in contemporanea con la messa in onda americana: appuntamento nella notte fra il 14 e il 15 aprile.

A svelare la data è il secondo, misterioso ed evocativo teaser trailer della serie rilasciato da HBO appena prima del debutto, ieri, della terza stagione di True Detective, i cui primi due episodi andranno in onda stasera su Sky Atlantic dalle 21.15 e sono già disponibili su Sky On Demand.


Nelle immagini della serie rilasciate nella notte si vedono finalmente riuniti i tre Stark superstiti, Jon Snow, Arya e Sansa, far visita alla cripta di famiglia e onorare le statue di Lyanna (come da rivelazione dell’ultimo episodio della settima stagione, vera madre di Jon), Ned e Catelyn Stark.
Fino all’arrivo di una gelida onda che annuncia la più terribile delle minacce, che metterà in serio pericolo le loro possibilità di rivendicare il trono di Westeros e a repentaglio la stessa sopravvivenza dei Sette Regni.


L'emozione e la curiosità sono ormai alle stelle: chi resiste altri tre mesi?!

Marie Kondo: riordinare in libreria, a fumetti e anche su Netflix

Cercando #konmari su Instagram, trovereste circa 172.000 ordinatissimi scatti.
Dispense, armadi, cassetti perfettamente organizzati grazie ai suggerimenti della fatina giapponese più ordinata al mondo: Marie Kondo.


Eterea e leggiadra, si è fatta strada nelle case di tutto il mondo grazie al suo manuale bestseller, Il magico potere del riordino (Vallardi), caso editoriale dell'anno e tutt'ora di grande successo.
Abbastanza da pubblicarne un secondo, 96 lezioni di felicità (Vallardi), e da riproporre i concetti del suo esordio anche in chiave manga, con la dolce storia di Chiaki tra appartamenti disordinati e affascinanti vicini di casa. Quelli che non hai mai nella vita vera, ma in La magia del riordino (Vallardi) c'è, e con lui anche un lieto fine.


Insomma, basta avventurarsi in libreria, o al supermercato, e la magia del riordino - e della pulizia, è utile sottolinearlo - sembra essere davvero a portata di mano.
Il metodo #konmari insegna ad abbandonare il superfluo, dimenticarsi dell'accumulo e concentrarsi su ciò che riempie la vita di gioia. Via gli abiti che non fanno sentire a proprio agio, via le vecchie scartoffie, via quell'inutile gadget culinario che, ammettettelo, non avete mai nemmeno estratto dalla confezione. Spazio a quel vestito che vi fa sentire sexy, ai libri che vi hanno fatto battere il cuore, alle foto che volete riguardare negli annia venire (debitamente riposte in album o scatole adeguate).

Era solo questione di tempo perchè si iniziasse a parlare di televisione, e non ha stupito nessuno l'annuncio di una serie Netflix che vedesse Marie Kondo immersa fino al collo nel disordine di normali famiglie sparse per gli Stati Uniti.
Facciamo ordine con Marie Kondo ha debuttato sulla piattaforma mondiale il primo gennaio, ma è davvero il programma che ci si aspettava?


Sì... e no.
Sebbene il metodo #konmari sia al centro della struttura narrativa di ogni puntata, ha purtroppo prevalso la tendenza allo psicodramma tipica di questo format oltreoceano: è un attimo che si abbandoni la spiegazione delle tecniche di Marie Kondo per dedicare minuti interi a quella che diventa una seduta di psicoterapia di gruppo (gratuita) per famiglie.

Per chi fosse interessato a riordinare, e al farlo seguendo i consigli di quella che ne è diventata il baluardo, restano preferibili i libri, dei quali il manga costituisce una perfetta e più che esaustiva sintesi: restano i concetti chiave, spariscono le numerose ripetizioni che caratterizzavano il primo manuale (disponibile anche su Audible).
Se invece non dite mai di no al gusto trash della psicologia spicciola, non resterete delusi: qui abbonda, ben più di quanto sarebbe stato necessario.

Resta il potere di Marie Kondo, che non si limita a dire "buttate via tutto" (anche se, vedendo certe case, ve ne verrà voglia) ma anzi, insegna cosa conservare e perchè.
E se è vero che all'ordine esteriore corrisponde una dose uguale di pace interiore, forse vale la pena provarci: è difficile trovare qualcuno che sembri più in pace con se stesso della tenace giapponesina attualmente in tour a New York, impegnata a riordinare le sedi di ogni rivista indossando abiti da sogno firmati Phillip Lim e Proenza Schouler.
Riordinare paga. Eccome.

"Una donna indipendente" di Elizabeth von Arnim

Jo March, il giorno del suo ventiseiesimo compleanno, prendeva coscienza del fatto che molto probabilmente non si sarebbe mai sposata. Avrebbe accudito i genitori e gioito dell'affetto di sorelle, cognati e nipoti, ma nulla di più.


Un destino simile è quello che sembra essere destinata Rose-Marie Schmidt, venticinquenne di bella presenza che vive con la famiglia a Jena. Aiuta i genitori a gestire la casa, soprattutto da quando a causa delle ristrettezze economiche hanno iniziato ad ospitare studenti e viaggiatori, e certo non si aspetta di incontrare qualcuno come Roger Anstruther.
Un giovanotto inglese a modo, desideroso di imparare il tedesco grazie alle lezioni del padre di Rose-Marie, che prima di tornare in Inghilterra dove lo attende la difficile carriera diplomatica prende la ragazza tra le braccia e la bacia appassionatamente, chiedendole di sposarlo.

Ed è questo bacio, quest'unica parentesi di sorpresa ed eccitazione nella vita altrimenti monotona di Rose-Marie, a dare il via a uno scambio epistolare serrato (del quale, però, ci è dato leggere solo una parte: le missive di Roger sono assenti) attraverso cui seguire l'evolversi di questo sentimento acerbo e poco definito.
La ragazza crede davvero a una promessa di matrimonio sussurrata di corsa, prima di salire su una carrozza? Forse, o forse no: la storia di Rose-Marie non è semplicemente quella di una fanciulla in attesa di coronare il suo sogno d'amore.

Le lettere di Rome-Marie, infatti, guidano il lettore attraverso le tappe di quello che è un vero e proprio percorso di crescita personale e di consapevolezza di sè. Se sarà davvero possibile per lei diventare "una donna indipendente" lo si scoprirà solo leggendo le sue lettere fino alla fine, ma una cosa è certa: ogni pagina è brillante, ogni paragrafo una scoperta.
L'umorismo sottile e l'acuta ironia che hanno reso Elizabeth von Arnim una delle autrici più amate fanno capolino da ogni lettera, e rendono il romanzo godibile quanto una passeggiata nella campagna tedesca in primavera.


Una donna indipendente di Elizabeth von Arnim (Bollati Boringhieri) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

venerdì 11 gennaio 2019

"L'esercizio del distacco" di Mary B. Tolusso

Le atmosfere e le emozioni suscitate da Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro sono dappertutto, nel breve romanzo di Mary B. Tolusso, e forse non è un caso.
Anche stavolta un triangolo d'amore e amcizia in cui sentimenti come affetto, desiderio, passione si fondono come solo durante la prima adolescenza può accadere, anche qui parole come "vita" e "morte" hanno un significato speciale.


L'esercizio del distacco (Bollati Boringhieri) è un piccolo gioiello di carta e inchiostro, che racchiude un intero universo di sentimenti e poesia nelle sue 165 pagine.
Impossibile non sentirsi immediatamente partecipi delle vite di Emma, David e della voce narrante femminile che accompagna i lettori verso la risoluzione di un mistero del quale a tratti sembra di intravedere la risoluzione, ma che si svela nella sua interezza solo a poche pagine dalla fine.

Il fascino dei collegi, soprattutto se isolati e misteriosi, sembra non mostrare segni di cedimento, e quello descritto da Mary B. Tolusso è intrigante al punto giusto. Un ambiente protetto, o forse solo tagliato fuori dal mondo "vero", in cui con la scusa dell'adolescenza non si prepara davvero nessuno alla vita adulta, parafrasando le parole di uno dei personaggi più riusciti del volume.
Ma perchè formare i ragazzi in modo così singolare? Perchè insistere sulla necessità di controllare le proprie passioni e i propri sentimenti, quando fuori c'è un intero universo di sensazioni da provare?

Ad insegnare qualcosa sulle passioni e le emozioni alla protagonista e voce fuori campo sarà Nicolas, ragazzo fuori dagli schemi, dal pensiero limpido e dal cuore coraggioso.
Grazie a lui, "vita" e "morte" avranno di nuovo il giusto significato.
E chissà, forse anche la domanda esistenziale che prima o poi tutti si pongono - perchè sono qui? - troverà una risposta.

É una grande storia d’amore e amicizia, malinconica come una poesia scritta di getto durante una giornata di pioggia, e allo stesso tempo è una profonda riflessione sulla vita e sul senso del nostro stare al mondo. Cosa rende la vita degna di essere vissuta? E quanto dovrebbe durare?
Cosa si è disposti a fare, per vivere più a lungo?
La risposta, o meglio, una delle risposte possibili, è quella che i protagonisti di L'esercizio del distacco trovano nel corso degli anni, tra amicizie diluite dal tempo, passioni che sembrano invece resistere a ogni intemperia dell'anima, e una sempre più forte presa di coscienza del fatto che forse non conta quanto si vive, ma come - e per chi -.


L'esercizio del distacco di Mary B. Tolusso (Bollati Boringhieri) è in libreria, al prezzo di copertina di 14€.

mercoledì 9 gennaio 2019

"Gli scomparsi di Chiardiluna" di Christelle Dabos

Il secondo volume di una saga è sempre il più difficile. Da scrivere e da leggere.
È dove autore e lettore si mettono in gioco: sarà all'altezza del primo, o, all'estremo opposto, riuscirà a riconquistarci dopo un inizio traballante?
Christelle Dabos, con Fidanzati dell'inverno (Edizioni E/O) ha conquistato i lettori italiani, ma accadrà anche con Gli scomparsi di Chiardiluna?


Sì, perchè l'autrice poco meno che quarantenne si conferma una delle più interessanti novità del panorama fantasy europeo, capace di regalare al suo esordio di un successo un seguito impeccabile.
Praticamente perfetto sotto ogni aspetto, se vogliamo cedere alla facile citazione.

Rendere reale un mondo fantastico è un'impresa ardua, soprattutto quando ci si discosta dal facile ricorso a elfi e fate, ma ogni aggettivo, sostantivo e sì, persino la punteggiatura, contribuisce a far vibrare di vita e colore un universo in cui, forse, non ci dispiacerebbe ritrovarci.

Al centro di tutto, brilla come la stella più luminosa il rapporto tra Ofelia e Thorn, che si evolve con delicatezza, senza fretta, attraverso parole e silenzi.
Impossibile restare indifferenti alla dolcezza con cui l'autrice guida la sua protagonista nella scoperta dei propri sentimenti per l'individuo che riteneva di odiare di più, un promesso sposo non richiesto rivelatosi però molto, molto di più.
Da tenere d'occhio Faruk, candido spirito di famiglia privo di memoria, che affida a Ofelia una missione apparentemente impossibile ma che, soprattutto, riesce nel difficile intento di spaventare il lettore e, allo stesso tempo, suscitarne la compassione.

Ma non sarebbe un romanzo di Christelle Dabos se non ci fossero avventure mirabolanti, misteri da risolvere e segreti da svelare, giusto?
Ed è proprio questo a renderne la lettura coinvolgente ed appassionata: Gli scomparsi di Chiardiluna è un libro che non si lascia posare sul comodino.
Non stupitevi se vi troverete svegli, alle prime luci dell'alba, con un romanzo finito e un bisogno smodato di caffè: è l'effetto Dabos. Nessun lettore è immune, e l'unica cura è l'attesa spasmodica del terzo volume.


Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos (Edizioni E/O) è in libreria, al prezzo di copertina di 16€.

martedì 8 gennaio 2019

"La vita inizia quando trovi il libro giusto" di Ali Berg e Michelle Klaus

«Se la sua vita fosse stata un libro, Frankie l'avrebbe intitolato Delusione, definendo così degnamente il disastro che erano la sua carriera, la sua famiglia e, naturalmente, la sua vita sentimentale.»

Impossibile non ritrovarsi nelle parole della protagonista di La vita inizia quando trovi il libro giusto di Ali Berg e Michelle Klaus (Garzanti), Frankie. Nome per esteso: Frankston, al quale è legata una storia bizzarra alla quale non le piace pensare troppo spesso.
Chi non si è mai sentito così? Deluso dalla vita e, soprattutto, da se stesso?
Dopo che le stroncature ai suoi due romanzi le hanno tolto il piacere di scrivere, la ragazza si è rifugiata nella libreria della sua migliore amica, dove le ore scorrono lente ma gradevoli.
Se solo ci fosse almeno qualcuno da cui tornare la sera...
Ed ecco che, all'improvviso, un piano si fa strada nella sua mente: e se usasse proprio i suoi amati libri per trovare l'uomo giusto?
Uno a cui piacciano le sue stesse letture sarebbe il compagno perfetto, no?


Molte copie dopo, ognuna rigorosamente corredata di messaggio e indirizzo email per permettere al fortunato di rintracciarla, Frankie ha collezionato una serie di incontri improbabili, il cui resoconto alimenta un blog ironico che colleziona sempre più lettori.
La voglia di scrivere è tornata, insomma, e il responso è decisamente positivo.

Sarebbe tutto perfetto, se non fosse per Sunny. Un affascinante sconosciuto incontrato in libreria, e poi in treno, e poi frequentato per settimane. Sunny che per lei ha messo da parte le sue paure, Sunny che ha un unico difetto: non legge i libri che Frankie ama, ma è anzi un appassionato di letteratura epr giovani adulti. Soprattutto, Sunny che non sa nulla del blog, degli appuntamenti, dei libri sparsi per la città. Come dirglielo? E come abbandonare un progetto che potrebbe addirittura farle ottenere un contratto per un nuovo libro?

Quello di La vita inizia quando trovi il libro giusto è un caso editoriale che ha conquistato tutto il mondo: a pochi giorni dall'uscita ha scalato le classifiche internazionali grazie a un passaparola inarrestabile. Un successo meritato, perché Ali Berg e Michelle Klaus hanno fatto centro.
Una prosa libera da ogni inutile fronzolo, divertente e scanzonata quanto emozionante e sì, a tratti persino commovente racconta quello che, in fondo, è il sogno di ogni lettore: l'incontro con uno spirito affine, che stringa anch'esso un libro tra le mani.
Dimenticate i "libri sui libri" che citano i soliti sei/sette volumi, perché le autrici hanno fatto un lavoro di selezione accurato e compilato, attraverso il racconto della storia di Frankie e Sunny, una meravigliosa lista di letture che spazia da La magia delle cose perse e ritrovate di Brooke Davis a Dio di illusioni di Donna Tartt, passando per L'uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami e Piccole donne di Louisa May Alcott.
Tranquilli: c'è anche Jane Austen. Ma è un sollievo trovare un universo letterario che si estenda al di là di Orgoglio e pregiudizio, per una volta.

Fondatrici di Books on the Rail, progetto di bookcrossing alternativo che prevede la diffusione di volumi sui mezzi pubblici e che ha ispirato il romanzo, Ali Berg e Michelle Klaus conquisteranno i lettori, quella razza magica che crede nel potere delle storie e della parola scritta, e nella loro capacità di cambiarti la vita.


La vita inizia quando trovi il libro giusto di Ali Berg e Michelle Kalus (Garzanti) è in libreria, al prezzo di copertina di 17,90€.

lunedì 7 gennaio 2019

"Acque strette" di Julien Gracq

Un'escursione in barca sull'Èvre, piccolo fiume che si getta nella Loira, insieme a Julien Gracq.
Questo, in estrema sintesi, ciò che vi trovereste tra le mani se stringeste una copia di Acque strette (L'Orma Editore).

Paesaggi, campi, scogliere, boschi, ginestre accompagnano un tragitto familiare, ripetuto nelle diverse stagioni della vita, che qui trascende in viaggio iniziatico nel cuore stesso della creazione letteraria. E a pelo d'acqua si attiva la memoria, si accendono fantasticherie associative che collegano in un'unica costellazione i diversi astri del personale firmamento artistico di Gracq: il profilo di un castello sulla riva richiama alcuni versi di Nerval, e su quelli si innerva un immaginario poetico in un magistrale mescolarsi di ricordo e percezione, esperienza e chimere.


Ogni foglia una proustiana madeleine, ogni goccia d'acqua un sussulto del cuore, contemplazione e memoria fuse fino a quasi confondersi: facile perdere il contatto con la realtà e il tempo presente, facile chiedersi se, in fondo, quella gita sul fiume abbia davvero luogo.

Quella di Julien Gracq (1910 - 2007) è una prosa dal sapore onirico, ammaliante e sinuosa quanto il corso del fiume: voltare l'ultima pagina significa svegliarsi dall'incanto di una visione di fronde rigogliose e pigre correnti, tornando bruscamente alla realtà.
Da leggere per evadere, e per farsi catturare ancora una volta dalla magia della parola scritta, così ben padroneggiata e distribuita sulla pagina con la stessa grazia con la quale Monet avrebbe dipinto i colori e i movimenti di quello stesso Èvre. Ogni aggettivo è una pennellata, ogni virgola una rifinitura.

Dell'autore francese si ricorda anche La riva delle Sirti, suo indiscusso capolavoro valsogli nel 1951 il premio Goncourt (che non accettò), anch'esso da riscoprire nel catalogo sempre più ricco e interessante di L'Orma Editore.


Acque strette di Julien Gracq (L'Orma Editore) è in libreria, al prezzo di copertina di 13€.

venerdì 4 gennaio 2019

TINTORETTO. Un ribelle a Venezia: la nuova produzione firmata Sky Arte nelle sale a fine Febbraio

In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane Tintoretto. Un ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato.


Figlio di un tintore, da cui il suo nome d’arte, Tintoretto (1519-1594) è infatti l’unico grande pittore del Rinascimento a non aver mai abbandonato Venezia, nemmeno negli anni della peste. Immergendovi nella Venezia del Rinascimento e attraversando alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, dall’Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco, verrete così guidati attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega, luogo in cui lavorano anche alcuni dei suoi figli, Domenico, che erediterà l’impresa del padre, e l’amatissima Marietta, talentuosa pittrice.


Attraversando la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, Tintoretto. Un Ribelle a Venezia delineerà i tratti della Venezia del 1500, un secolo culturalmente rigoglioso che vede tra i suoi protagonisti altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, eterni rivali di Tintoretto in un’epoca in cui la Serenissima conferma il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d’Europa e affronta la drammatica peste del 1575-77, che stermina gran parte della popolazione lasciando un segno indelebile nella Laguna. È proprio durante la peste che Tintoretto crea il suo ciclo più importante. In una Venezia deserta, cupa e spettrale, con i cadaveri degli appestati lungo i canali, Tintoretto rimarrà in città per continuare la sua più grande opera: il ciclo di dipinti della Scuola Grande di San Rocco, una serie di teleri che coprono la maggior parte delle pareti dell’edificio intitolato alla celebre confraternita. Nessuno all’epoca, nemmeno Michelangelo nella Cappella Sistina, vantava di aver firmato ogni dipinto all’interno di un edificio.

Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film sarà narrato dalla voce di Stefano Accorsi e arriverà nelle sale cinematografiche solo per tre giorni, il 25, 26, 27 febbraio 2019, distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema.


Ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende di Tintoretto, saranno chiamati numerosi esperti come gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, i co-curatori della mostra Tintoretto 1519-2019 di Palazzo Ducale, Frederick Ilchman e Tom Nichols, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto.
Il documentario osserverà infatti anche le analisi dettagliate che permetteranno a una squadra italiana di restaurare due capolavori di Tintoretto: Maria in meditazione (1582 – 1583) e Maria in lettura (1582 – 1583). Grazie al sostegno di Sky Arte, le due tele saranno infatti restaurate prima di essere esposte all’interno della mostra monografica di Tintoretto alla National Gallery of Art di Washington, in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di Tintoretto, che avverrà nel 2019.

Sky Arte festeggia i 500 anni dalla nascita del grande pittore veneziano lanciando, in contemporanea al documentario, anche un’inedita biografia a fumetti. Tintoretto. Un ribelle a Venezia è infatti anche una graphic novel per lettori dai 14 anni in su, scritta da Alberto Bonanni su disegni di Gianmarco Veronesi. Il volume ripercorre in quattro capitoli a colori la vita dell'artista veneziano e la sua presunta rivalità con un altro maestro della scena artistica del '500: Tiziano Vecellio.
Si tratta della prima pubblicazione a fumetti realizzata da Sky Arte in collaborazione con TIWI, studio creativo già editore del premiato marchio di albi illustrati per la prima infanzia minibombo.
Il volume sarà disponibile in tutte le librerie da marzo 2019, e sarà preordinabile qui.

Lavoro da casa e produttività: ecco come dare il massimo!

«Lavori da casa? Che fortuna!»
Sì... e no. Da un lato sembra bello potersi rilassare in abiti comodi nella propria abitazione, circondati dalle proprie cose, e gestire il proprio tempo in autonomia.
Dall'altro, non uscire per andare a lavorare rischia di trasformarvi in persone che lavorano sempre.
O che faticano a concentrarsi, distratte proprio da tutte quelle cose che sembrava così allettante avere attorno.

Il primo passo per riuscire a dare il massimo?
Creare un ambiente di lavoro stimolante e (se possibile) separato.
Scegliete un angolo della vostra casa privo di distrazioni, e partite da qui. Se riuscite a designare un'area reale al lavoro, vi aiuterà. Ad esempio, lavorare al tavolo della cucina potrebbe degenerare in una sessione di lavaggio piatti. Non solo volete essere sicuri di trovarvi in una zona isolata e senza distrazioni della vostra casa quando lavorate, ma vorrete anche assicurarvi che questo spazio sia stimolante. Dev'essere piacevole trascorrervi del tempo, e deve mantenere viva la vostra creatività: via libera alle decorazioni, e un occhio di riguardo per l'illuminazione. La vista non va stancata!

Iniziate a lavorare valutando la lista delle cose da fare, per poi pianificare la vostra giornata in "blocchi" dedicati alle varie attività. In questo modo, la giornata sembrerà più strutturata. Potreste anche decidere di pianificare i vostri allenamenti, le pause pranzo, le pause caffè, ecc., in modo da poter prendere fiato durante il giorno. Il modo più semplice per procurarsi un esaurimento da lavoro è lavorare ventiquattro ore su ventiquattro, quindi è molto importante creare un equilibrio tra lavoro e vita privata se si lavora da casa.


Con così tanto tempo passato a casa, è facile perdere il conto delle ore e delle fasi della giornata (ad esempio, perdere di vista gli orari dei pasti, e magari improvvisare anche per quanto riguarda "la sostanza" degli stessi). Fate uno sforzo e consumate pasti e spuntini sani a intervalli regolari, in modo da mantenere costanti i livelli di energia per tutto il giorno.

Può essere estremamente produttivo alzarsi presto e spuntare qualche voce dalla to-do list personale, prima di affrontare quella lavorativa. Se avete commissioni importanti da sbrigare, infatti, vi assilleranno in background rendendovi meno concentrati sul lavoro, e decisamente meno produttivi. Programmate di avere del tempo riservato alle vostre faccende private prima e dopo il lavoro, ma non mischiate le due cose.

Lavorare da casa vi dà flessibilità. Tuttavia, potreste trovarvi di fronte al computer al di fuori del normale orario di lavoro, nel tentativo di spuntare una voce in più dalla vostra lista di cose da fare. Sebbene ciò possa alleggerire nell'immediato il vostro carico di lavoro, è fondamentale anche trascorrere del tempo di qualità con le persone care. Spegnete tutto, e dedicatevi alle relazioni personali e agli hobby, per creare un sano senso di equilibrio.
L'equilibrio resta la chiave di tutto.

giovedì 3 gennaio 2019

DAS BOOT: la serie ispirata al romanzo di Lothar-Günther Buchheim arriva su Sky Atlantic

Una storia di sopravvivenza che esplora il tormento emotivo della vita durante la 2ª Guerra Mondiale, un conflitto senza senso raccontato dalla prospettiva dei soldati tedeschi: definita da GQ «una fra le più grandi avventure televisive dell'anno», Das Boot arriva su Sky venerdì 4 gennaio alle 21.15 in prima tv esclusiva su Sky Atlantic.


Si tratta di una nuova produzione originale Sky prodotta da Sky Deutschland con Bavaria Fiction e Sonar Entertainment vede nel cast di livello internazionale diretto da Andreas Prochaska - già premiato con un International Emmy Award - attori del calibro di Lizzy Caplan (Masters of Sex), Vicky Krieps (Il filo nascosto), Rick Okon, Tom Wlaschiha (Il Trono di Spade) e Vincent Kartheiser (Mad Men).

Vicky Krieps
Le vicende di Das Boot si sviluppano nell'autunno del 1942: nella Francia occupata dai nazisti, Simone Strasser (Vicky Krieps) arriva a La Rochelle come traduttrice per la Marina tedesca. Sotto la guida del capo della 3ª flottiglia Gluck (Rainer Bock), familiarizza con il suo nuovo ruolo e i suoi colleghi e rivede anche suo fratello, Frank Strasser (Leonard Scheicher), in servizio nella Marina proprio a La Rochelle. Quando i due si riuniscono, la felicità dura poco: Frank infatti dovrà presto imbarcarsi nell'U-612, il nuovissimo U-boat pronto per il suo viaggio inaugurale. Il nuovo comandante, Klaus Hoffmann (Rick Okon), figlio di un leggendario comandante di U-Boat, dovrà convincere il suo scettico e giovane equipaggio di essere l’uomo giusto per guidarli in battaglia. I 40 giovani uomini intraprendono così la loro prima missione, lottando con le condizioni anguste e claustrofobiche della vita nel sottomarino, convivendo con tensioni sempre più accese e mettendo a rischio l’unione dell’equipaggio e di conseguenza il successo dell’intera missione.
Nel frattempo, a centinaia di chilometri di distanza, un'altra battaglia infuria sulla riva. Prima di partire, Frank chiede a Simone un piccolo favore che la porta in contatto con la misteriosa Carla Monroe (Lizzy Caplan). Il suo futuro cambierà irrimediabilmente quando verrà in contatto con La Résistance che sta nascendo nel porto di La Rochelle. Simone dovrà quindi sopravvivere in un mondo di inganni e pericoli evitando l'occhio vigile di Hagen Forster (Tom Wlaschiha), il capo della Gestapo a La Rochelle.
Ecco una clip in anteprima:


La serie in otto episodi è ispirata all’omonimo romanzo di Lothar-Günther Buchheim, nonché al film di grandissimo successo del 1981 (noto in Italia con il titolo di U-Boot 96), che ottenne sei nomination agli Oscar del 1983. La serie originale Sky è stata girata a Monaco di Baviera, La Rochelle, Praga e Malta e, già prima del debutto in Germania e Austria, è stata venduta in oltre 100 territori in tutto il mondo: sarà trasmessa infatti, tra gli altri, da StarzPlay in Francia, AMC in Spagna e Portogallo, Epix/Visata in Russia, Hulu negli Stati Uniti e TVNZ in Nuova Zelanda.

DAS BOOT arriva in prima tv esclusiva su Sky Atlantic dal 4 gennaio, ogni venerdì alle 21.15.
Sarà disponibile anche su Sky On Demand.

CATCH-22: le prime immagini della serie-evento tratta dal classico di Joseph Heller

Da un classico della letteratura americana del XX secolo, una miniserie evento prodotta, diretta e interpretata da George Clooney: è così che Catch-22, celebre romanzo antimilitarista del 1961 firmato da Joseph Heller e pubblicato in Italia da Bompiani con il titolo Comma 22), arriverà in tv nella primavera 2019.
Sei episodi co-prodotti da Sky Italia con Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures, che vedono nel cast anche Hugh laurie e Giancarlo Giannini.


Sono state diffuse le prime immagini, in cui si vedono per la prima volta col look di scena i protagonisti Hugh Laurie (Dr. House) nel ruolo del Maggiore de Coverley, Christopher Abbott (Girls) nei panni del giovane soldato americano John Yossarian, Kyle Chandler (Manchester by the Sea, Argo) che interpreterà il Colonnello Cathcart e appunto George Clooney, che nella miniserie sarà Scheisskopf, ambizioso e sadico comandante di addestramento che renderà un inferno la vita dei giovani cadetti.

Girata in Italia tra Lazio e Sardegna, Catch-22 vedrà nel cast anche Giancarlo Giannini. La miniserie è ambientata nel nostro Paese durante la seconda guerra mondiale e racconta la storia del giovane aviatore John Yossarian. Il suo vero problema, più ancora che i nemici, sono i suoi stessi superiori, che continuano ad aumentare il numero di missioni in volo da completare prima di poter ottenere il congedo e tornare a casa. Un modo per evitare di dover combattere ancora ci sarebbe e Yossarian vorrebbe provarci. Per riuscirci, però, il giovane finirebbe per incappare nel paradossale Comma-22, che stabilisce che chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma nel momento stesso in cui fa tale richiesta, dimostra automaticamente di non essere pazzo, perché solo un pazzo vorrebbe continuare a volare quelle missioni.


La miniserie è diretta da Clooney con Grant Heslov e Ellen Kuras, registi di due episodi ciascuno. La sceneggiatura dei sei episodi è firmata da Luke Davies e David Michôd. I due sono anche produttori esecutivi insieme a Richard Brown e Steve Golin per Anonymous Content, e ai già citati Clooney e Heslov per la loro Smokehouse Pictures.

Sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia da Sky Atlantic nella primavera 2019.

DEGAS. Passione e perfezione, e Degas parla: l'artista al cinema e in libreria con Nexo Digital e Adeplhi

Ballerine sinuose, interni di caffè, corse di cavalli, ritratti di famiglia, eleganti nudi femminili. Ricerca costante, studio dei maestri del passato, visite continue al Museo del Louvre.
È questo il mondo in cui vi trasporterà DEGAS. Passione e perfezione, il docufilm diretto da David Bickerstaff che inaugura la stagione 2019 della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.


In programma il 28, 29 e 30 gennaio, DEGAS. Passione e perfezione vi farà attraversare le sale del Fitzwilliam Museum di Cambridge, sede della più ampia collezione di Degas del Regno Unito, per spostarsi quindi a Parigi e in Italia, dove Degas trascorse gli anni della formazione e dove ebbe modo di ricongiungersi anche col nonno paterno, René Hilaire De Gas, trasferitosi a Napoli a seguito della Rivoluzione francese.

Il film-evento offrirà una visione unica sulla vita personale e creativa di Degas, indagando la sua relazione con il movimento impressionista, la sua fascinazione per la danza e i problemi di vista che lo attanagliarono sin dagli anni novanta. Gli spettatori scopriranno così la storia della sua ossessiva ricerca della perfezione attraverso la sperimentazione di nuove tecniche e lo studio dei maestri del passato, tra cui artisti del Rinascimento italiano e pittori contemporanei come Ingres e Delacroix. Uno studio che cominciò sin dal suo personale Grand Tour in Italia e che si sviluppò anno dopo anno grazie alle continue frequentazione di gallerie e musei parigini, primo tra tutti il Louvre.

Come spiega lo storico francese Daniel Halévy, Edgar Degas (1834-1917) era un lavoratore indefesso e quasi sempre insoddisfatto che teneva la maggior parte delle sue opere nascoste in scatole: le estraeva solo quando era costretto a venderle per vivere. Degas, che gli amici descrivevano come un uomo brillante capace di sprigionare allegria ma anche terrore in chi gli stava vicino, era un artista interessato più al processo artistico in sé che al risultato finale, tanto da essere noto per l’ossessiva rielaborazione delle opere. Una mania che, in alcune occasioni, lo spinse persino a chiedere ai committenti di riavere i suoi quadri per poterli ulteriormente ritoccare anche dopo averli consegnati.


Per raccontare il quotidiano che tanto lo colpiva - la vita nei caffè parigini (dal celebre Café Guerbois al Nouvelle Athènes), le corse di cavalli, i ritratti di famiglia, i nudi femminili - Degas non si limitò alla pittura ma realizzò anche numerose statue, prediligendo però la cera o l’argilla: sosteneva di non poter lasciare nulla dietro di sé in bronzo perché «il metallo era per l’eternità». Il mercante d’arte Ambroise Vollard raccontò come un giorno Degas gli avesse mostrato una ballerina che aveva ritoccato per la ventesima volta esclamando «Non scambierei nemmeno con un secchio d’oro il piacere che sento nel distruggerla e nel ricominciare da capo».

Alla morte di Degas, nel 1917, più di 150 sculture in cera, argilla e plastilina furono trovate nel suo studio, molte delle quali conservate proprio al Fitzwilliam Museum. Saranno queste sculture, assieme allo studio di alcuni dei suoi quadri più celebri, ai racconti di chi gli stava vicino e alle sue stesse lettere a rivelare la complessa interiorità di uno degli artisti più influenti e amati dell’impressionismo.


Da non perdere anche Degas parla dello stesso Daniel Halévy (Adelphi), raccolta di aneddoti, ricordi e frammenti di diari che permettono di scoprire un lato inedito di Edgar Degas: un uomo a tratti ironico, a volte sarcastico, socievole con chi contasse davvero ma restìo alla chiacchiera vuota da salotto. Per andare oltre le ballerine, e scoprire la mano che reggeva il pennello - fino a quando la cecità non glielo rese impossibile.
La famiglia Halévy era una delle poche a casa delle quali si sentisse a proprio agio, e per Daniel l'artista (ben più grande di lui) è un amico e confidente, oltre che un mentore a cui guardare con ammirazione: nei suoi diari ne riporta con accuratezza le parole, e si rammarica qualora non fosse riuscito a farlo.
Un volume biografico senza essere una biografia, uno zibaldone di ricordi che sa di rispetto e nostalgia, ma soprattutto un titolo imprescindibile nella bibioteca di ogni estimatore di quello che fu un vero artista a tutto tondo, affascinato in ultima istanza anche dalla fotografia. Un interessante l'inserto fotografico, infatti, arricchisce il volume, con scatti realizzati dallo stesso artista, a riprova di quanto non vedesse nello strumento un nemico del suo pennello ma solo una stimolante novità.

Audible: cinque risorse per il tuo lavoro che forse non hai ancora scoperto

Da chi ha ascoltato tutti e sette i libri di Harry Potter magnificamente interpretati da Francesco pannofino a chi ha scoperto così la serie di Elena Ferrante sbarcata di recente anche in tv, più o meno tutti hanno dato una chance ad Audible, e se non a questa piattaforma, al prodotto audiolibro.
In Italia erano disponibili da anni su CD e poi su alcuni store digitali, ma è stato l'avvento di Audible a renderli noti ai più.


Quello che forse non si è ancora abituati a fare è cercare anche su queste piattaforme delle risorse gratuite per il proprio lavoro, per acquisire competenze o diventare più produttivi, eppure ci sono, sia in lingua italiana che in in lingua inglese.
Ecco cinque suggerimenti per iniziare.

La regola dei 5 secondi di Mel Robbins è uno dei titoli aggiunti di recente su Audible, e tratta del metodo sviluppato da quella che è una delle oratrici più note nel mondo dei TED Talks che permette di aumentare la produtttività riducendo il tempo impiegato per prendere decisioni e per effettuare concretamente ciò che ci si ripromette/si sa di dover fare. Lo trovate qui.
Qui invece trovate la mia recensione del libro.

In lingua inglese, ma di semplice comprensione, è invece Talk to strangers di David Topus, imprescindibile per chi desideri imparare a fare rete e a entrare in contatto con più persone per sviluppare la propria rete di contatti. Lo trovate su Audible, e dopo quattro ore e quaranta minuti di ascolto vi avrà convinti a chiacchierare con chiunque ovunque vi troverete. Vi aspetta qui.

Fatti il letto di William H. McRaven è la vivida testimonianza di un ammiraglio della marina americana che in questo breve audiolibro (meno di due ore) condivide i dieci principi acquisiti attraverso l'addestramento da Navy Seal e che considera applicabili alla vita privata e lavorativa di tutti. Ricco di esempi, non potrà non mettervi voglia di darvi da fare - e chissà, magari anche di rifare il letto prima di uscire di casa al mattino. Lo trovate qui.
La recensione, e un riassunto dei dieci punti, è qui.

Patrizia Principi riesce invece nell'impresa di darvi una visione d'insieme facilmente comprensibile e assimilabile in un'ora e poco più del Marketing esperienziale con l'audiolibro omonimo, insegnandovi come creare valore con il coinvolgimento emozionale del cliente, ovvero perchè abbiamo pianto tutti guardando lo spot di Disneyland in cui un tenerissimo paperotto realizzava il sogno di incontrare il suo idolo: Paperino. Cosa c'è dietro? Lo scoprite qui.

Infine, per chi il lavoro dei sogni volesse trovarlo nel 2019, c'è Sarah Vermunt con il suo Careergasm (in lingua inglese).
Titolo accattivante, per descrivere la sensazione che si prova quando il proprio lavoro fa sentire bene. Molto bene, al punto di non averne mai abbastanza. Vi sentite così?
Se la risposta è no, forse è il caso di iniziare a riflettere sul futuro, e qui trovate molti spunti, testimonianze e consigli. Di questo audilibro esiste anche una versione "booktrack", con un gradevole sottofondo musicale che accompagna la lettura del testo: non è un formato diffuso, ma da provare qui.

Audible è un servizio in abbonamento, che potete provare gratuitamente per un mese qui.

mercoledì 2 gennaio 2019

"L'evoluzione di Jane" di Cathleen Schine

«Avete mai perso un'amica? È una delle esperienze più tristi e sconcertanti che vi possano capitare. Nessuno vi mostra comprensione, a meno che la vostra amica non sia morta. Ma questo non era il mio caso.»

Si apre così L'evoluzione di Jane di Cathleen Schine (Mondadori), con una riflessione sulla perdita e sulle sue conseguenze, che non può fare a meno di stimolare la curiosità dei lettori: chi ha perduto Jane? Com'è accaduto? Perchè?
La risposta a queste domande arriva a piccoli passi, lungo un cammino di 182 pagine e un'escursione attraverso le isole Galapagos, quelle stesse isole che tanto care e importanti furono per Charles Darwin nella formulazione delle sue teorie dell'evoluzione.
Le Galapagos dovrebbero essere per Jane una piacevole distrazione dal fallimento del suo matrimonio, ma si rivelano invece il luogo in cui interrogare se stessa su un'altra fine, ben più dolorosa: quella dell'amicizia e dell'affetto che la legava a Martha, cugina e vicina di casa.
Le due non hanno un contatto da anni, eppure ecco che la donna si rivela essere niente meno che la guida di Jane e del suo gruppo attraverso le Galapagos.
Una bizzarra coincidenza, e va detto: il romanzo ne presenta alcune, non tutte credibili ma necessarie allo sviluppo di una trama intricata ricca di storie e sottostorie che si intrecciano più e più volte.

Non il romanzo migliore di Cathleen Schine, ma di sicuro il più difficile da comprendere a fondo: ogni scena, ogni dialogo sembrano nascondere qualcosa di invisibile a un primo sguardo, per poi riaffiorare pochi paragrafi più in là. Jane è una donna rimasta ragazza, e non sempre nel senso più positivo del termine, ma riflettere sui misteri dell'evoluzione e ammirare il paesaggio incantato che la circonda la farà crescere.... almeno un po'.

Interessante come narrazione e scienza si fondano più e più volte: sono molto numerosi i passaggi dedicati alla spiegazione di teorie evoluzionistiche e al racconto di aneddoti riguardanti Charles Darwin, e costituiscono uno dei punti di forza del romanzo.
Jane e Martha sono circondate da personaggi estrosi, vistosi, sopra le righe ma che, nell'ambiente unico al mondo delle Galapagos, sembrano perfettamente plausibili e, va detto, ad alcuni ci si affeziona ben più che alle due protagoniste.

Un romanzo che parla a chiunque si sia trovato a interrogarsi sulla fine di un'amicizia, e che nelle sue pagine rivedrà sicuramente una parte di sè. Da leggere quando ci si può permettere di prenotare un viaggio alle Galapagos, perchè regala una voglia quasi irrefrenabile di fare le valigie.


L'evoluzione di Jane di Cathleen Schine (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 9€.