lunedì 16 luglio 2018

«Siamo tutti degni d'amore»: Lana Condor su "Tutte le volte che ho scritto ti amo", su Netflix dal 17 Agosto

Quante volte avete detto "ti amo"?
Difficile ricordarne il numero esatto, a meno di non essere Lara Jean: la dolce e ingenua protagonista di "Tutte le volte che ho detto ti amo" di Jenny Han, tornato in libreria in edizione movie tie-in (Pickwick), infatti, ha conservato a lungo le sue dichiarazioni al sicuro in una vecchia cappelliera.
Certo non poteva prevedere che, grazie a una sorella minore un po' impicciona, tutti i destinatari delle sue tenere emozioni avrebbero presto stretto tra le mani una busta contenente i sui segreti.
Ben lontane dall'essere piccanti, le lettere d'amore di Lara Jean sono quelle di un'adolescente ancora bambina, il cui mondo è fatto di biscotti appena sfornati e fiocchi sui capelli; nella vita della ragazza, però, non mancano le responsabilità.
Il padre è un uomo affettuoso ma preso dal lavoro, rimasto vedovo troppo presto, e quando la sorella maggiore di Lara lascia la famiglia per andare all'università, il peso di una casa da tenere in ordine e di una sorellina minore a cui badare grava sulle spalle della sorella di mezzo.
Priva della spensieratezza dell'infanzia e senza la libertà di un'adulta, Lara Jean non deve solo esplorare il complicato universo dei sentimenti e scoprire cosa sia davvero l'amore (e ammettiamolo, qando l'amore ha il volto di Noah Centineo, interprete di Peter Kavinsky, giocatore di lacrosse e destinatario di una delle lettere della ragazza, innamorarsi è tutto fuorchè difficile...): deve anche trovare il suo posto del mondo.
La storia di Lara Jean arriva sullo schermo grazie a Netflix, in quello che sarà, grazie a un debutto globale sulla piattaforma il 17 Agosto, uno dei film più attesi della stagione.
Almeno a giudicare dalle oltre tre milioni e settecentomila visualizzazioni raggiunte dal trailer, disponibile sul canale YouTube di Netflix dallo scorso 21 Giugno.
Lana Condor, emozionata all'idea di portare sullo schermo uno dei (troppo) pochi romanzi con protagonista una ragazza asiatica, si è detta da subito entusiasta all'idea di trasmettere al pubblico uno dei messaggi più importanti del film - e del romanzo.
«Spero che, dopo aver visto il film, ogni spettatore senta di essere degno di essere amato, e di avere un'amicizia vera» ha detto, aggiungendo che spera «che realizzino che essere se stessi è davvero il modo migliore di vivere».
Potete ancora leggere la recensione di "Tutte le volte che ho scritto ti amo" di Jenny Han qui, e quella del secondo romanzo della serie, "P.S. Ti amo ancora" qui.

venerdì 13 luglio 2018

Due giorni di tennis, e in chiusura un salto nel 1980

Non solo Mondiali di calcio: in casa Sky, questo sarà il weekend del tennis... e di Wimbledon!
Due giorni di emozioni e di trofei da conquistare, su uno dei campi più famosi al mondo.
Si comincia sabato 14 Luglio alle 15, con la finale femminile, seguita dalla finale del doppio maschile (a partire dalle 17) e da quella del doppio femminile (dalle 18:30).
Angelique Kerber affronterà Serena Williams, in quella che sarà una partita avvincente e senza esclusione di colpi: la Kerber è infatti l'unico ostacolo tra la Williams e il 24esimo trofeo Major, e l'americana sembra decisa a non permettere a nessuno di impedirle di tornare in vetta alle classifiche.

Domenica 15 Luglio, invece, ad alzare la coppa di Wimbledon sarà il vincitore della finale maschile (dalle 15), per proseguire con la finale del doppio misto (dalle 18:30).
E per chi non ne avesse ancora abbastanza di racchette in perfetta tensione e servizi imprendibili, Sky Cinema Uno ha un pensiero speciale: in prima visione alle 21:15, "Borg McEnroe"!
La pellicola, interpretata da Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason, permette al pubblico di rivivere lo slam londinese del 1980: i giocatori più quotati per la vittoria erano lo svedese Bjorn Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon e soprannominato "Uomo di ghiaccio", e il giovane americano John McEnroe, detto "Superbrat" perché sul campo imprecava. Due fuoriclasse in apparenza molto diversi, al centro di una rivalità senza precedenti e di una finale epocale entrata nella storia.

In libreria è inoltre ancora disponibile "Borg McEnroe" di Matthew Cronin, edito Piemme, lettura appassionante anche per i non tifosi dello sport che Martin Amis ha definito «la combinazione perfetta di atleticità, arte, potenza, stile e arguzia».

mercoledì 11 luglio 2018

WWW WEDNESDAY #30

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Di nuovo mercoledì, e perchè non fare un po' il punto della situazione sulle mille e una lettura di questo Luglio pieno di cose da fare?
Ecco cosa ho finito di leggere:
Di Emmy Abrahamson e di "Come innamorarsi di un uomo che vive in un cespuglio" vi ho parlato nella recensione che potete ancora leggere qui, ma torno a consigliarvelo in questa sede perchè è stata una lettura davvero gradevole!
Ho invece finito "Adrift" di L.A. Witt e "Permanent Ink" di Avon Gale e Piper Vaughn, che non mi hanno detto assolutamente nulla. Non so se sia un problema mio, che inizio a fare fatica a trovare stimolanti anche i romanzi M/M ora che ne ho letti un bel po', ma Avon Gale è stata in particolar modo deludente visto che la sua serie sport romance ambientata nel mondo dell'hockey su ghiaccio mi era piaciuta molto.
Sto leggendo sul fidato iPad2 "Darkest Minds" di Alexandra Bracken per lavoro, che mi sta piacendo parecchio e che mi sta facendo crescere a mille la curiosità riguardo al film in uscita a metà Agosto.
Ve ne parlerò presto, anche perchè questa serie all'estero è finita da un po' e in tanti l'avete già letta per intero: non vedo l'ora di confrontarmi!
Sono un po' perplessa riguardo "Meet me alla boa" di Paolo Stella, ma sapevo già che sarebbe andata così: diciamo che è un libro pensato per chi segue Paolo su Instagram, ecco.
Un no secco invece per Audrey Carlan, ma anche qui nessuna sorpresa: "Calendar Girl" era tremendo (a parte i dodici guardaroba, non si salva niente), e questo era un tentativo di dare una seconda chance all'autrice. Niente da fare, "International Guy" non fa per me.
Non è un momento fortunato, per le lettura XD
Da qui il bisogno di risollevare l'umore, e quindi in questo fine settimana mi dedicherò a "The Outsider" di Stephen King, in lingua originale perchè è uno dei pochi autori che sono ancora una sfida dal punto di vista linguistico e stilistico e ho bisogno di qualche stimolo in più.

E voi, cosa leggete di bello?

Un bacio a tutte, fanciulle ( e fanciulli)!
A presto <3

martedì 10 luglio 2018

"Maschi da evitare" di Davide Calì e Veronica Carratello

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Maschi da evitare", un fumetto tutto da sfogliare realizzato da  Davide Calì e Veronica Carratello ed edito HOP Edizioni (brossurato a 16€):
In un mondo liquido che ci fa fluire senza più certezze, anche i maschi per ancorarsi a qualcosa hanno sviluppato manie e ossessioni che li rendono agli occhi delle donne sempre meno affascinanti, meno affidabili, meno rassicuranti e anche meno "machi". Mentre cerchi l'uomo dei tuoi sogni, o anche solo un'avventura, puoi incappare allora nel culturista, nel fan di Star Wars, nel cinefilo, nel raccoglitore di firme, nel complottista e nel pianificatore, molto più interessati alle loro passioni che a te. Un catalogo di maschi da evitare, raccontato in piccole divertenti storie, ideate e scritte da Davide Calì e disegnate da Veronica "Veci" Carratello.

Che dire?
Parlare di questo fumetto senza condividere qualche aneddoto divertente sarebbe stato un vero peccato, e quindi oggi vi racconterò la storia di quelli che sono stati i "miei" maschi da evitare.
A cominciare da lui, quello che considero il mio primo appuntamento meno riuscito di sempre, organizzato da un'amica evidentemente confusa dagli ormoni della gravidanza.
Lo chiameremo Ermenegildo per tutelare la sua privacy, e ha voluto mettere subito in chiaro come stessero le cose, appena posato il (devo ammetterlo, davvero bellissimo) fondoschiena sulla sedia di fronte alla mia.
"Ciao, sono Ermenegildo. Sono un vegano macrobiotista."
La tentazione di rispondere "Ciao, sono Elisa. Non bevo da tre mesi" era altissima, ma so trattenermi. Più o meno.
"Piacere di conoscerti."
"Dovevo dirtelo subito, perchè le persone diventano insopportabili quando lo dico."
Forse perchè lo dichiari prima ancora di un normale e cortese "come stai?", ho pensato tra me e me.
Ma il vero problema non era la mancanza di doti comunicative.
Il vero problema era trovare qualcosa che il nostro eroe potesse mangiare che non attentasse ai suoi ideali (condivisibili) e alle sue fisime (accettabili solo se hai meno di dieci anni).
E soprattutto, il vero problema era trovare qualcosa che lo costringesse a masticare abbastanza da interrompere il sermone sui benefici del veganesimo iniziato all'apertura del menu e finito solo quando, un'ora e mezza più tardi, ho declinato l'offerta di un passaggio e sono praticamente corsa verso l'autobus più vicino.
Ermenegildo non era uscito di casa per un appuntamento: lui era in missione.
Le intrepide nonnine armate di volantini su Geova gli fanno un baffo, a Ermenegildo.
Chissà se, da allora, qualcuno gli ha detto che l'aggettivo "macrobiotista" non esiste.
Metà delle mie amiche erano vegane, ma uscire con un fervido sostenitore della dieta macrobiotica mi mancava, ed è un'esperienza che credo vada fatta perchè non avete idea di quanta soddisfazione mi abbia dato preparare un piatto enorme di carbonara una volta rientrata a casa.
E che dire del bellissimo ragazzo conosciuto in palestra tre anni fa, quando ancora avevo una vita e riuscivo anche ad andare a fare ginnastica?
Dopo averlo visto osservare con attenzione gli aitanti bambolotti scolpiti che gli gravitavano attorno credevo fosse più interessato a un altro tipo di relazione, e vista la sua disponibilità del correggermi e aiutarmi a utilizzare al meglio ogni attrezzo a disposizione, credevo di averlo trovato.
Il tanto decantato "amico gay" del quale sembra che ogni donna single sulla trentina dovrebbe essere munita, stando a quanto sostenuto da film e telefilm negli ultimi quindici anni.
Invece non solo non era gay, ma mi ha persino chiesto di uscire. A me, che di secondo nome faccio "lasagna" e che alla voce hobby potrei tranquillamente scrivere "dormire".
Bello, attento alla forma fisica, gentile, simpatico: questo prometteva benissimo, no?

E invece no, perchè a Geremia (chiamiamolo così), piacciono i muscolo, ma solo quelli: dopo due ore di analisi dettagliata di ogni esercizio della sua routine, dei suoi progressi, di richieste oltre il limite dell'imbarazzante. All'inizio poteva anche essere carino, accarezzargli il braccio complimentandomi per la definizione, ma quando si è alzato la maglietta per permettermi di toccare con mano i suoi addominali d'acciaio mi ha ricordato la scelta del giusto pezzo di carne al banco macelleria dell'Esselunga, e addio magia.
Chissà se Geremia avrà trovato la sua metà, un'entusiasta del muscolo con la quale trascorrere piacevolissime serate accarezzando un arto dopo l'altro, in estasi.

E voi, quali sono i vostri maschi da evitare?
Davide Calì e Veronica Carratello, nel loro fumetto, ne descrivono tantissimi: correte a sfogliarlo per ritrovare i vostri appuntamenti disastrosi e le vostre relazioni naufraga<te... stavolta rierci su sarà facilissimo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 9 luglio 2018

"Come innamorarsi di un uomo che vive in un cespuglio" di Emmy Abrahamson

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Come innamorarsi di un uomo che vive in un cespuglio" di Emmy Abrahamson, edito HarperCollins (brossurato a 16,90€):
La vita di Julia, ventinovenne svedese che vive a Vienna, scorre monotona e sempre uguale, divisa tra il gatto con cui condivide l'appartamento, un lavoro che la annoia e qualche occasionale uscita con l'amica-nemica Elfriede. È convinta che prima o poi darà una svolta a quell'esistenza incolore, scriverà un bestseller e smetterà di ammazzare il tempo partecipando a ricerche di mercato e riorganizzando le librerie di casa... ma fino a quel momento continuerà a fare l'insegnante di inglese per ambiziosi manager e ragazzini che vanno male a scuola. 
Una sera, mentre è seduta su una panchina, al parco, un barbone attacca discorso con lei: ha i capelli e la barba lunghi, è sporco, scalzo e puzza terribilmente, eppure c'è qualcosa in quel giovane che la affascina. E il sabato seguente, senza quasi sapere come, Julia si ritrova di nuovo su quella stessa panchina a chiacchierare con lui. Si innamorano, e la vita tutto a un tratto sembra perfetta... a parte il fatto che Ben abita in un cespuglio e avrebbe tanto, tanto bisogno di una doccia!

Mi incuriosiva tantissimo questo romanzo, perchè la trama non mi ricordava nessun romanzo rosa letto in precedenza, e ammettiamolo: succede una volta su un milione.
No mi aspettavo di finirlo nell'arco di un tormentato viaggio di ritorno a casa, durato tra ritardi vari e incidenti di percorso circa due ore e mezza: almeno ero in ottima compagnia!

Julia mi ha ricordato moltissimo Eleanor Oliphant, in queste prime pagine di romanzo che offrono uno spaccata sulla sua vita priva di emozioni e di stimoli: la ragazza, sulla soglia dei trent'anni, vive sola in una città (Vienna) in cui si è trasferita anni prima per amore. L'amore è finito - perchè poche relazioni sopravvivrebbero a sei mesi di bugie su lavoro, carriera e prospettive - ma Julia è rimasta, e passa le sue giornate insegnando inglese in una scuola di dubbia qualità (dove "nessun insegnante è un vero insegnante" ma in compenso ci sono attori disoccupati e dottorandi squattrinati).
Ricerca spasmodicamente la semplicità e l'equilibrio, è confortata dalla routine e dal giocare secondo le regole, il che le rende impossibile vivere anche uno straccio di avventura o esperienza anche solo leggermente eccitante.
Poi un giorno, mentre aspetta di entrare in banca per una lezione con un dirigente, le si siede accanto Ben.
Un senzatetto, bisognoso di tre docce e una bella tosata, ma indiscutibilmente bello, e dalla personalità travolgente.
Simpatico, ironico e capace di rendere più spiritosa anche lei, in poco tempo si fa strada nella testa e nel cuore di Julia, che inizia a chiedersi se davvero sia possibile innamorarsi di un uomo che (e lo dichiara a tutti con entusiasmo) vive in un cespuglio...
Senzatetto per scelta, quello di Ben è un personaggio carismatico e dalla personalità travolgente, e si dimentica ben presto la sua situazione precaria conquistati dalle sue storie e dall'evidente felicità che prova nello stare accanto a Julia, la quale spesso si stupisce di essere oggetto di tanto entusiasmo ma non può fare a meno di sentirsi lusingata.
Sulla carta lui e Julia non potrebbero essere più diversi, ma forse è quel pizzico di imprevisto che serviva per impedire alla ragazza di trovarsi vecchia, sola e intenta a lavorare a maglia con il gatto che le riposa sui piedi.
La loro interazione è spesso esilarante, nel bene (quando, seguendo Ben, Julia si trova a vivere esperienze nuove ed emozionanti) e nel male (quando la ragazza cerca di cambiarlo, addomesticarlo e inquadrarlo, o di farlo entrare in una scatola nella quale non potrà mai stare), e i loro dialoghi sono un vero botta e risposta dall'inizio alla fine.

Emmy Abrahamson racconta l'amore che nasce così, dal nulla e apparentemente senza motivo, con quella che sembra proprio essere la persona sbagliata e che invece potrebbe essere a discapito di tutto quella ideale, e lo fa grazie a 253 pagine che si leggono tutte d'un fiato.

Consigliato a tutti coloro che trovano il romanticismo nell'inaspettato e nell'imprevisto, e che in fondo, nel profondo del cuore, credono ancora di potersi sedere su una panchina e trovare l'amore.
Io ci credo ancora!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 5 luglio 2018

"L'incantesimo della spada" di Amy Harmon

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'incantesimo della spada" di Amy Harmon, edito Newton Compton (rilegato a 12€):
Il giorno in cui mia madre è stata uccisa, ha detto a mio padre che non avrei mai più pronunciato una sola parola e che se fossi morta, lui sarebbe morto con me. Predisse anche che il re avrebbe venduto la sua anima e avrebbe ceduto suo figlio al cielo. Da allora mio padre attende di poter avanzare la sua pretesa al trono e aspetta nell’ombra che tutte le parole di mia madre si avverino. Desidera disperatamente diventare re. Io voglio solo essere finalmente libera. Ma la mia libertà richiede una fuga e io sono prigioniera della maledizione di mia madre tanto quanto dell’avidità di mio padre. Non posso parlare o emettere suoni. Non posso impugnare una spada o ingannare un re. In un regno in cui gli incantesimi sono stati banditi, l’unica magia rimasta potrebbe essere l’amore. Ma chi potrebbe mai amare… Un uccellino?

Lo dirò senza troppa esitazione: avevo molta paura, prima di iniziare la lettura di questo romanzo.
Amy Harmon è una delle poche autrici che hanno saputo toccarmi davvero il cuore con i loro romanzi (nel suo caso, a prendersi un pezzetto della mia anima è stato "Sei il mio sole anche di notte" anni fa, ad oggi ancora uno dei miei dieci libri preferiti di sempre) e mi spaventava l'idea di leggere qualcosa di diverso che avrebbe potuto non piacermi.

E invece la storia di Lark è davvero speciale.
È la storia di una ragazza che va incontro a un destino difficile e a una strada irta di ostacoli, ma che affronta il tutto a testa alta, scoprendo lungo il percorso se stessa, e il suo posto nel mondo.
Ma prima di parlare di Lark, scopriamo qualcosa in più sul suo mondo, che ne dite?

Ci troviamo nel paese di Jeru, dove un tempo la magia era accettata e chi sapeva padroneggiarla era libero di vivere la sua vita alla luce del sole. Nessuno aveva paura di usare i suoi doni, ma ahimè, le intenzioni di alcuni di loro erano tutt'altro che buone. Per questo furono cacciati, costretti a nascondere le loro abilità o subire altrimenti terribili punizioni.
È l'odio verso i possessori di questi doni a far sì che la madre di Lark venga assassinata per un crimine che non ha commesso, ma con una conseguenza: quando la sua anima lascia il suo corpo, così fa la voce di Lark.
Nonostante il padre la protegga (per mera necessità: uccidere la figlia comporterebbe anche la sua, di morte, secondo l'ultima predizione fatta dalla moglie morente), per lo più Lark viene ignorata e lasciata sola. Questo fino a quando Tiras, il re che ha combattuto disperatamente contro i mostri che minacciavano la sicurezza del suo regno e del suo popolo, decide di usarla come pedina in una guerra sanguinosa... e qui mi fermo perchè vi basta per capire che, ancora una volta, Amy Harmon ci ha regalato la storia di una ragazza che lotta per trovare la sua voce.

Così com'era stato per Fern, o per Blue, o per Bonnie Rae, anche Lark e la sua storia permettono ad Amy Harmon di tornare su un tema a lei caro, che è quello dell'affermazione di sè e della propria volontà, attraverso le parole. Scritte, cantate o chissà, magari declamate.
Lark è una combattente senza spada, e forse è giusto che sia così, perchè le spetta un ruolo molto più importante che non quello di semplice guerriera: noi lettori l'accompagnamo passo passo in questo suo avvicinarsi al suo destino, conscia delle proprie debolezze ma forse nno abbastanza onsapevole dei suoi punti di forza, ed è impossibile non vedere in lei una vera eroina sin dall'inizio.
Una delle mie paure, prima di affrontare questa lettura, era anche quella di potermi trovare di fronte a un fantasy poco riuscito, o appena abbozzato.
E devo essere sincera, forse a un purista del fantasy, a qualcuno abituato ai grandi romanzi e agli importanti cicli del genere, "L'incantesimo della spada" risulterà troppo semplice.
Ma alle lettrici di Amy Harmon piacerà moltissimo, e chissà, magari avvicinerà molte di loro a un genere diverso dal romance ma ugualmente conturbante.
Personalmente ho gradito questo primo assaggio del mondo di Lark e Tiras, e del loro rapporto in costante mutamento. Aspetto già con ansia l'arrivo del secondo volume della serie: di Amy Harmon bisogna leggere tutto.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"La ragazza dei tulipani" sul grande schermo: svelata la locandina italiana!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Ricordate il bellissimo "Tulip fever. La tentazione dei tulipani” di Deborah Moggach, uscito per Sperling & Kupfer la scorsa estate?
Dal romanzo era stato tratto un film diretto da Justin Chadwick con protagonisti Alicia Vikander e Dane DeHaan, nonchè i premi Oscar Judi Dench e Christoph Waltz... e il film arriverà finalmente in Italia il 6 Settembre!
Ecco la locandina italiana, svelata da ComingSoon:
Amsterdam, 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia, orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort, molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos. Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria, scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco eèuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l’Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt’altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

Non vedo l'ora di rivedere sullo schermo Dane DeHaan, uno degli attori che trovo più interessanti tra quelli emersi negli ultimi tre/quattro anni, nonchè di immergermi nelle atmosfere ammalianti della storia di Sophia, che mi aveva conquistata già durante la lettura del romanzo.
Per chi volesse correre a recuperarlo, ecco la copertina e la trama:
Rilegato a 17,90€
Amsterdam, 1636. La città è tutta fermento e opulenza: il commercio prospera, le arti fioriscono. Come uno specchio, i canali rimandano l'immagine delle dimore più belle, tra cui quella di Cornelis Sandvoort, dove ora tutto è silenzioso e immobile: il ricco mercante e la sua giovanissima consorte, Sophia, stanno posando per il ritratto che li renderà immortali. Insieme a loro, nel dipinto, un vaso di tulipani: i fiori che, secondi soltanto alla sua bellissima moglie, sono la più grande passione di Cornelis. Così come di tutta l'Olanda, che sembra preda di una follia collettiva: i bulbi di tulipano valgono una fortuna, e c'è chi è disposto a ricorrere a ogni mezzo, lecito o illecito, pur di possedere quelli più pregiati. È Jan van Loos, uno degli artisti più promettenti del momento, a fissare su tela quella scena, che dovrà trasmettere per sempre magnificenza e armonia. Ma il suo occhio, attento ai minimi dettagli, sa penetrare l'apparenza e cogliere l'essenza più profonda. Il fuoco sotto la cenere, l'irrequietezza dietro l'obbedienza. Sarà per questo che, ogni volta che il suo sguardo indugia un istante in più su Sophia, il cuore della ragazza perde un battito. Giorno dopo giorno, tra il pittore e la sposa del mercante si instaura un dialogo muto, fatto di sorrisi furtivi e occhiate rubate. E mentre il ritratto prende forma, fuori dalla cornice prende vita una passione bruciante. Capace di consumare tutto ciò che incontra sul suo cammino, in una spirale inarrestabile di desiderio e inganno, sogno e illusione. Con pennellate intense di sensualità e suspense, Deborah Moggach ci immerge in un'epoca affascinante, un mondo brulicante di vita vera, un amore fatale.

Davvero consigliatissimo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"Desire" di Meghan March

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Desire" di Meghan March, terzo e ultimo capitolo della trilogia erotica dell'estate edita SEM (brossurato a 14€):
lo difendo sempre ciò che possiedo. Compresa Keira Kilgore. Lei è mia.
Non mi basta più il suo corpo. È una donna orgogliosa, ma prima o poi si arrenderà.
Niente ci può tenere separati. Nessuno deve mettersi fra noi.
Keira pagherà il suo debito fino in fondo. Con il cuore.

E siamo arrivati a "Desire": il sipario si alza e cala per l'ultima volta su Lachlan e Keira, e stavolta l'autrice ha fatto un regalo a me e a tutte le sue lettrici convinte che il diamante grezzo della serie fosse proprio lui, Lachlan, perchè questo è decisamente il suo romanzo.
Da diamante grezzo a gioiello sfavillante?

Sì, soprattutto grazie allo spazio dedicatogli dall'autrice nel terzo e ultimo volume di quella che si è già affermata come la trilogia erotica dell'estate.
Alle lettrici è permesso esplorarne la vita, e sapere tutto di lui: dalla sua triste infanzia alla sua ascesa al potere, e soprattutto come abbia avuto il suo nome.
Aspettavo sin dal primo capitolo del primo libro di potermi immergere così nella vita di Lachlan!

Questo è anche il volume in cui la relazione che lega Lachlan e Keira prende spessore, accompagnata da uno sviluppo sostanziale di entrambi i protagonisti (qualra Keira non vi avesse fatte impazzire finora, potrebbe riuscire a conquistarvi!). L'attentato alla vita di Keira - ebbene sì, a volte un proiettile al momento giusto ha una sua funzione - è servita ad avvicinarli, e a far sì che avvenisse il superamento del mero rapporto di attrazione fisica e della dinamica ordine-obbedienza.
Keira smette di combattere la sua attrazione per quell'uomo di grande potere, sì, ma soprattutto molto complicato, ed entrambi comprendono che, a legarli, non è più solo la lussuria, ma un sentimento profondo, che si lega al desiderio in un mix esposivo.

Meghan March non aveva una sfida facile davanti a sè, perchè ammettiamolo: quante volte, leggendo di un uomo molto ricco, molto bello, di potere e a cui piace molto dare ordini a letto pensiamo "cielo, un altro Christian Grey"?
Raccontare Lachlan e far sì che, invece, conquistasse uno spazio suo e solo suo nel cuore delle lettrici non era affatto semplice, ma Meghan March ha fatto centro sin da subito e "Desire" è la cosiddetta ciliegina sulla torta - torta molto golosa, che non potrete fare a meno di divorare fino all'ultimo boccone.
Siete invece orfane di Christian Grey? Lachan piacerà un sacco anche a voi, credetemi.
E vi farà compagnia quest'estate, perchè cosa c'è di meglio di un uomo bello, affascinante, straordinario tra le lenzula e molto, molto ricco? Poche cose, poche cose.

Trilogia consigliata, da scoprire e molto, molto calda: tente un ventilatore sottomano!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3