venerdì 23 giugno 2017

Un colore sempre splendente, con Erilia Therapy Kromacare di Creattiva Professional

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle!
Ricordate la mia mattinata in compagnia del fantastico team EVOS, che vi avevo raccontato qui?
Avete cliccato in moltissimi e mi avete scritto tanti messaggi via email e su Instagram per dirmi quanto vi piacesse il taglio, e colgo l'occasione per ringraziarvi tutte <3
Ma oggi voglio parlarvi del "dopo-taglio", ovvero quando torni a casa e sta a te gestire i capelli utilizzando i prodotti consigliati dal parrucchiere.
Che è il momento il cui taglio e parrucchiere si giocano il tutto e per tutto, in fondo.
Ecco come è andata!
La linea che mi è stata consigliata e che mi è stata affidata alla fine della mattina è stata Kromacare, in modo da mantenere luminoso e vivace il mio colore e dare risalto alle leggere schiariture create dal bravissimo Pino Buonarrivo.
E visto che la cura dei capelli inizia sotto la doccia, cominciamo dal Bagno Luminosità (16,50€ per 150ml), specifico per la detersione dei capelli dopo la colorazione. Ha un effetto altamente condizionante, oltre a donare luminosità e leggerezza a tutta la chioma: provare per credere!
A renderlo così efficace è un sublimatore di brillantezza alla vitamina E dall'azione antiossidante, mentre a limitare lo sbiadimento del colore ci pensa l'olio di riso, e un alto concentrato di Orizanolo protegge contro le radiazioni del sole (UV).
Lascia i capelli leggeri,  si sciacqua facilmente senza lasciare fastidiosi residui.
È poi il momento della Maschera Luminosità e Protezione Colore (25€ per 200ml), che sostituisce egregiamente il mio solito balsamo e che, anzi oltre a proteggere il mio colore lascia le mie lunghezze morbide e nutrite a dovere. Mai più punte secche!
Infine, per una coccola anche di sera prima di dormire o tra un lavaggio e l'altro per mantenere le lunghezze luminose a lungo, c'è la Crema Luminosità Senza Risciacquo (20€ per 150 ml).
Un prodotto leggerissimo, che non appesantisce la chiomaprivandola del suo volume naturale e che mi aiuta non solo a mantenere la luminosità ma anche la morbidezza.
Forse il mio prodotto preferito dell'intera linea, e sento di non poterne più fare a meno!
Consigliatissima a chi si diverte a cambiare spesso colore, a giocare con colpi di sole e ciocche arcobaleno, e per chi volesse combattere gli effetti nefasti di sole e mare sulla propria tinta sfoderando l'artiglieria pesante ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

Chiacchierata con Daniela Mattalia su "La perfezione non è di questo mondo", Torino e la leggerezza

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Daniela Mattalia vi aspetta in libreria con un romanzo davvero molto, molto piacevole da leggere: "La perfezione non è di questo mondo", edito Feltrinelli (brossurato a 15€), e abbiamo avuto la possibilità di incontrare l'autrice e scoprirne di più:
Torino, tra le Molinette e il Valentino. Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po': da quando la sua compagna non c'è più, continua a rivederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì? A soccorrerlo dal dubbio di essere sull'orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, certo che sia più che normale che i morti continuino ad abitare accanto ai loro cari, e altre tre persone, che incrociano la sua strada. Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d'Argento, un call center per anziani. Olga, un'arzilla zitella settantaseienne ricoverata con una gamba rotta. E Fausto, un giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, un bracco che ha il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove fa jogging Gemma. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l'ospedale, dove si aggirano altre due inafferrabili presenze. Perché chi l'ha detto che morendo si deve per forza andare nell'aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante - e infinitamente più divertente - immaginare di poter restare nell'aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con tutte le nostre stupende imperfezioni?

Abbiamo incontrato l'autrice nella bellissima libreria tutta lilla di Cristina Di Canio, ed ecco cosa ci ha raccontato, mentre ci sventolavamo con foga con i creativi ventagli di carta creati dalla libraia e ci riprendavamo dalla temperatura tropicale del pomeriggio:

"La perfezione non è di questo mondo" è un romanzo davvero singolare, in cui questo mondo è un al di là non meglio precisato si toccano e si incontrano a più riprese.
Come nasce una storia come questa?
La risposta più sincera e più immediata è «non lo so nemmeno io!», ma in realtà non è mai così, non l’ho certo scritto in trance! Evidentemente avevo dentro di me un mondo di cose che volevano venir fuori. Tra l’altro io sono una giornalista scientifica, con una parte razionale ipertrofica. Al novanta per cento serenamente atea, non credo nei fantasmi, negli extraterrestri, nell’omeopatia, ma per il dieci per cento che resta... allora credo ai fantasmi, a un aldilà autogestito, e credo che davvero tutto possa succedere. Da questo dieci per cento è nata questa storia, ambientata a Torino (dove sono nata), città che è rimasta il luogo dell’infanzia: da bambini tutto può succedere e nessuno si stupisce, crediamo a mostri, draghi e fantasmi con estrema naturalezza.
Torino è quindi un luogo un po’ magica?
Sì, perché è la mia infanzia. Se poi conoscete Torino sapete che non è né sfacciatamente bella come Roma né efficiente e un filo arrogante come Milano (che peraltro adoro), ma è una città discreta, un po’ sommersa e un po’ nascosta, dove i fantasmi possono convivere facilmente con i miei personaggi.
Nel romanzo ci sono quattro personaggi in carne e ossa, due diversamente visibili, un tassista da scoprire e un cane, un bracco italiano, tonto come mi serviva.
È una Torino primaverile, in quella stagione di mezzo che non è più inverno e non è ancora estate, che ci lascia sulla soglia. Si parla principalmente di due luoghi: il grande ospedale delle Molinette e il parco del Valentino, che è “il parco” di Torino. Due luoghi in qualche modo antitetici, ma che sono diversi da quelli che frequentiamo nella nostra vita quotidiana. Il parco è benessere, immersione nella natura, mentre l’ospedale ci parla di nascita, di malattie, di dolore e di morte.
Vivi e “vivi a modo loro”, giovani e vecchi, umani e cani: sono tanti i mondi che s’intrecciano tra loro in questo romanzo.
Ha detto che la storia è nata da sola. Ma una volta finita la prima stesura, ha pensato a un messaggio che avrebbe voluto mandare ai lettori?
Non è nato come un romanzo a tesi. La prima immagine era quella di una donna in ospedale, che a un certo punto si alzava dal letto con la sensazione di non provare più dolore, perché era morta ma non lo sapeva, e iniziava a vagare per l’edificio. Poi però la storia è andata da tutt’altra parte, perché dietro di lei c’erano tutti gli altri personaggi. Spesso iniziavo a scrivere un capitolo senza sapere come sarebbe finito.
E poi il mio privato si è un po' infilato nel romanzo: quando è mancato mio padre è successo in fretta, io non ho nemmeno  fatto in tempo a salutarlo, e la cosa ha continuato a tormentare me e mia madre, così come Adriano è tormentato dalla scomparsa improvvisa della moglie.
Si sente preso in giro dalla vita che non gli permette nemmeno di dire addio come si deve alla donna che è stata sempre al suo fianco, trova che non sia giusto. Ci sono tante cose della mia vita in questi personaggi, però credo di essermene resa conto solo a posteriori: il rapporto di Gemma con la madre, ad esempio, è quello che ho io con la mia. Come lei sono forse una figlia un po’ superficiale, e poi c'è mia zia Adele che ha ispirato il personaggio di Olga...

La perfezione non è di questo mondo: ci spieghi il titolo?
Questa frase è un luogo comune, e nel romanzo viene pronunciata nel corso di un dialogo tra l’anziano Adriano e il tassista che lo accompagna alle Molinette.
La perfezione per me non è di nessun mondo, neppure di quello dell’aldilà. Essere imperfetti è l’unico modo che abbiamo per essere vivi e divertirci, sbagliare, sentirci unici.
L’imperfezione è il mezzo che ha usato la natura per evolversi: le anomalie generate dall’ambiente determinano i cambiamenti degli esseri viventi fin dalla prima cellula, e così la loro evoluzione.
Tutti i miei personaggi sono imperfetti, hanno delle mancanze e delle insoddisfazioni, sono un po’ ammaccati dalla vita, ma saranno le loro imperfezioni a farli entrare in contatto tra loro.
Anche nella vita vera, se fossimo tutti costruiti a perfezione non avremmo bisogno degli altri.
Nemmeno i miei fantasmi vogliono la perfezione di un aldilà meraviglioso, perché vogliono restare in mezzo alle imperfezioni dei vivi. Se l’unica cosa perfetta perché immutabile è la morte, allora l’imperfezione è la vita.
Come si fa a trattare un argomento così impegnativo come la morte con la leggerezza che viene fuori da questo libro? È stata aiutata dalla sua professione di giornalista scientifica?
Per me, per trattare temi come il dolore, il distacco, la malattia, non c’è altro modo che usare la leggerezza e la delicatezza. Si rischia spesso di mancare di rispetto al dolore parlandone, e personalmente detesto l’eccesso di enfasi. Leggerezza non vuol dire superficialità, così come l’ironia è qualcosa che ti salva la vita. Anche la nostra morte va un po’ sdrammatizzata, anche se sembra difficile.
In fondo abbiamo bisogno di pensare che i nostri cari che non ci sono più siano comunque da qualche parte, da dove possano in qualche modo seguire le nostre vite. Se parliamo loro è ovvio che non ci rispondono, però magari ci ascoltano: questo ve lo dice il mio dieci per cento che ci crede, anche se il novanta per cento di mentalità scientifica continua a ripetere di no.
Non credo in Dio ma in un aldilà che ci possiamo gestire da soli, perché ne abbiamo bisogno.

Nel romanzo ci sono molti parallelismi tra i personaggi più giovani e quelli più anziani.
Sì, è vero. Un amico mi ha detto che si sente un po’ Fausto e un po’ Adriano: sono entrambi smarriti, indecisi, e non a caso entrano in contatto tra loro, casualmente, al parco, grazie al cane Archibald. I cani sono dei grandi traghettatori: avere un cane è come far parte di un club esclusivo, dove però nello stesso parco il cane di Obama potrebbe giocare con il cane di un senzatetto, i quali potrebbero persino scambiarsi due parole grazie ai loro animali.
Gemma, Adriano, Fausto, Olga... persino il bracco Archibald racconta la propria storia! È stato difficile scrivere un romanzo con così tante voci, e a impedire che magari una prendesse il sopravvento?
No, avrei anzi fatto fatica a mantenere un unico punto di vista, perché non c’era una storia “forte”.
Temevo che alla fine in casa editrice mi chiedessero di ampliare la storia che riguarda i personaggi giovani, ma non è stato così. L’equilibrio raggiunto andava bene anche agli altri.
Ognuno dei personaggi aveva una voce diversa, bastava ascoltarli.
È stato fatto pochissimo editing, tra l’altro.

Come ha conciliato la scrittura rigorosa da giornalista scientifica con quella più lieve che ha usato nel romanzo? È stato facile cambiare?
Sì, perché comunque, anche negli articoli che scrivo per Panorama, per non essere troppo noiosa cerco di mantenere, almeno all’inizio e alla fine, un tono più leggero e discorsivo. Il giornalismo mi ha aiutato a evitare i troppi ghirigori, la sovrabbondanza degli aggettivi, l’accumulo di parole.
Prima di scrivere di scienza, del resto, ho fatto per anni la giornalista non specializzata, e prima ancora ho scritto tante cose – poesie, racconti -  che sono rigorosamente chiuse nel cassetto.
Non sono stata schizofrenica, ma ho recuperato semplicemente una parte di me.
Ed è una parte bellissima, se ha dato origine ad un romanzo delicato e intriso di magia come "La perfezione non è di questo mondo: una lettura che dovrete assolutamente fare tutti quest'estate ;)
Grazie a feltrinelli e a Daniela Mattalia per la disponibilità e la bellissima occasione di confronto.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 22 giugno 2017

"La musica nelle tue parole" di Serena Nobile

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La musica nelle tue parole" di Serena Nobile , edito HarperCollins (rilegato a 14,90€):
Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d'altri tempi. L'unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt'altro che d'accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un'emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo.
Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l'apparente ostilità.
La serie Cinque Sensi torna con un nuovo romanzo, ancora più intenso e ricco di suspense.

Fermatevi tutti, preparatevi un caffè e tornate a sedervi qui, perchè su questo libro ho tanto, tantissimo da dire.
#SoloCoseBelle, sia chiaro: se questo mese leggerete un solo libro, leggete questo perchè la storia di Vittoria e Lorenzo non può mancare nelle vostre librerie e nei vostri e-reader.

Vittoria è una donna sanguigna, verace, passionale: è come le arie d'opera che intona sul palcoscenico, ed ha una personalità travolgente oltre a un corpo morbido e sensuale che ama vestire con calze con la riga dietro, tacchi alti e corsetti in seta e pizzo.
Ha una voce limpida e cristallina, una risata argentina e nutra una sincera antipatia nei confronti di Lorenzo, tenore dalla bellissima - e superaffascinante - presenza al suo fianco sul palcoscenico per portare in scena la Tosca: non basta che lui sia sempre impeccabile e pieno di talento sul lavoro, no.
Lui è sempre perfetto anche nel privato, dove la relazione tra i rispettivi genitori (padre di lui e madre di lei) li costringe a frequentarsi più di quanto vorrebbero.
Sembra impossibile pensare che da tanta ostilità - i due si spintonano, si fanno dispetti, si insultano pubblicamente in modo decisamente poco velato - possa nascere un sentimento, eppure...

... eppure succede.
Complice il misterioso intruso che si infila nella stanza di Vittoria per lasciarle sul giradischi un disco legato a una notte che la donna e le sue amiche hanno cercato a lungo di dimenticare, Lorenzo non può fare a meno di notare in lei quella fragilità che cerca così bene di nascondere, oltre a restare ammaliato ancora una volta dalla sua bellezza, e inizia a lavorare per abbattere le sue difese.
A ogni mala parola, a ogni tentativo di battibecco, a ogni barricata eretta da Vittoria per proteggere il suo cuore, Lorenzo risponde con una prova di sostegno, di protezione e di passione: dall'odio al desiderio il passo è breve, e tra Vittoria e Lorenzo il sesso è semplicemente sublime.
Come la più celestiale delle arie, come il più vibrante dei brani.
Non riuscirete a restare indifferenti alla tenerezza e alla passione che guidano ogni bacio, ogni carezza.
E non resterete indifferenti nemmeno a ciò che, di questo libro, vi farà ridere: il pappagallo parlante di Vittoria, per esempio, capace di rovesciare addosso a ogni avventore un torrente di insulti in italiano e napoletano, a seconda dell'ispirazione del momento. Non potrete non adorarlo, soprattutto per il suo elegante modo di rivolgersi a Lorenzo dandogli, a ogni piè sospinto, dell'imbecille.
Vittoria lo ha educato bene...
E che dire di Tita, e del suo metodo di "avvicinamento innamorati" degno di un manuale di corteggiamento d'altri tempi ma che, chissà, potrebbe proprio funzionare?
Si rigira Vittoria e Lorenzo attorno a un dito, dando però sempre l'impressione di essere bisognosa di aiuto: la verità è che Tita potrebbe fregarli tutti, nessuno escluso, e anzi, si diverte moltissimo a farlo.

Serena Nobile sa scrivere di amicizia, di amore, di passione e anche di musica: si vede che c'è stato un grande lavoro di ricerca e documentazione, che traspare sia dalle innumerevoli citazioni di arie d'opera sia dagli aneddoti sul mondo del canto lirico che ha inserito nel romanzo, e che ho trovato divertenti ed interessanti.
"La musica nelle tue parole" è un romanzo che, una volta terminato, ti lascia la sensazione di aver imparato qualcosa, oltre a un cuore pieno d'amore e di soddisfazione.

Non potete proprio fare a meno di leggerlo, e di leggere anche "Quello che i tuoi occhi nascondono" della stessa autrice, che vi avevo raccontato qui - e che mi era piaciuto un sacco: infilate subito questo libro nella borsa da spiaggia, posatelo sul comodino, caricato sul vostro e-reader.
Che state aspettando?

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 21 giugno 2017

Scopri il tuo fratello Royal ideale!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi voglio proporvi un divertente test per scoprire insieme quale sia il vostro fratello Royal ideale: sì, proprio loro, i protagonisti della trilogia più discussa del momento nata dalla penna di Erin Watt (pseudonimo), della quale uscirà il 27 Giugno il secondo capitolo, "Paper Prince":
Ella non sa dire se la sua vita fosse migliore o peggiore prima che Callum Royal la trovasse. Ma una cosa è certa: da quando è piombata in casa Royal come un tornado, per lei è cambiato tutto. Scuola privata, feste e vestiti costosi. Con la sua grinta e la sua schiettezza, è riuscita persino a vincere l'ostilità dei fratelli Royal, a conquistare il loro rispetto e il loro cuore - in particolare quello di Reed. Il più imperscrutabile dei cinque. Bello, ricco e popolare, Reed ha tutto. Le ragazze fanno la fila per uscire con lui e i ragazzi lo rispettano. Eppure, nulla e nessuno sembra importargli. Perché i Royal sono così: non sono facili ai sentimenti, piuttosto li seppelliscono, fingendo che niente li sfiori. Con Ella, però, per la prima volta dopo la morte della madre, Reed ha permesso a se stesso di lasciarsi andare alle emozioni. Ma il suo mondo crolla quando, dopo una discussione, Ella scompare. Con il cuore a pezzi, e senza lasciare traccia. D'altronde è abituata a scappare e rifarsi una vita ripartendo ogni volta da zero. Tutti incolpano Reed per quella fuga, i suoi fratelli lo odiano e, se possibile, lui odia se stesso ancora di più. Ed è disposto a fare qualsiasi cosa pur di ritrovarla. Ma, se anche ci riuscisse, sarebbe in grado di riconquistare il suo cuore?

La recensione di "Paper Prince" è online dalla scorsa estate, e potete trovarla qui se siete curiosi: tranquilli, è spoiler-free!
Ma oggi voglio farvi divertire e scoprire quale sia il fratello Royal con il quale potreste trovarvi più in sintonia, quindi prendete carta e penna e fate il Royal Test - indossando la vostra corona metaforica, o quella vera che possedete e non avete ancora msotrato a nessuno ;)
Siete pronte a scoprire con quale degli scatenati (ma affascinanti) fratelli Royal potreste uscire a cena? Contate le vostre lettere, e a seconda della maggiore presenza di A, B, C o D saprete chi di questi ragazzi farebbe proprio al caso vostro.
Rullo di tamburi...
Io ho sempre avuto un debole per Easton, e anzi, sono emozionatissima per l'uscita ad agosto del suo volume spin-off in lingua inglese: lo leggerò immediatamente!
Ma nel frattempo, restate in nostra compagnia e soprattutto in quella dei fratelli Royal con tanti altri contenuti pensati apposta per voi:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 20 giugno 2017

Mani e piedi al top, con Institute Milano

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle!
Oggi voglio parlarvi di una crema mani e di una crema piedi che mi stanno letteralmente salvando dagli effetti nefasti di caldo e lavori manuali (il trasloco continua XD): sono di un marchio di cui vi avevo già parlato in quattro post, Institute Milano, e di cui molte di voi mi hanno detto di aver provato e adorato l'acqua micellare dopo averla vista qui (io ve l'avevo detto che era favolosa XD).
Non so voi, ma io mi ricordo di utilizzare la crema mani solo quando sono già a letto di sera, ed è già un paio d'anni che rimedio a questa mia mancanza tenendola direttamente sul comodino.
Al momento accanto al letto tengo queste due, oltre alla solita combo di fazzoletti di carta-burro di cacao-bottiglietta d'acqua naturale, e mi ci sto trovando davvero bene.
Sono creme dall'effetto nutriente e idratante pressochè istantaneo, e sono proprio la coccola che mani e piedi stanchi si meritano alla fine di una lunga giornata.

Per il balsamo piedi (21€ per 100ml) a base di oli essenziali rinfrescanti di Timo e Menta Piperita, faccio così: ne stendo un bello strato, massaggiarlo fino a farne assorbire la metà, e dormire con il prodotto in posa sotto a un paio di fantasmini di cotone. Al risveglio i piedi sono morbidissimi!
Previene la secchezza cutanea, mantiene la pelle elastica ed offre una piacevole sensazione di freschezza e benessere ai piedi e alle caviglie affaticate.
È decisamente fresco da massaggiare sulla pelle, e anzi,  una coccola perfetta per la sera, dopo un'intera giornata sui tacchi alti.

Del balsamo mani (21€ per 100ml), pensato per proteggere le mani dall’azione aggressiva degli agenti esterni ed evitare arrossamenti e screpolature, vi avevo già parlato. È in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo e prevenire la formazione di macchie di pigmentazione.
Perfetto tutto l'anno come crema idratante e protettiva in quanto contiene anche filtri solari, e adatta a un ritocco anche fuori casa visto che non unge e si assorbe in fretta.
Ha un profumo molto gradevole, risultato degli oli essenziali di Orchidea, Mandorle Dolci e Camomilla, e mi sono trovata molto bene a massaggiarla anche su polsi e avambracci prima di dormire. Una volta ha anche sostituito il balsamo piedi, che non riuscivo a trovare durante il trasloco ;)
Consigliatissimi entrambi, e potete trovarli qui, su BCM Beauty Store, insieme a un sacco di altri ottimi prodotti e agli smalti IBI, che vi avevo mostrato qui, in una colorata nail-art a pois.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Amore reale" di Emma Chase

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore reale" di Emma Chase, edito Newton Compton (rilegato a 10€) in uscita il 22 Giugno:
Nicholas Arthur Frederick Edward Pembrook, principe di Wessco, detto “Sua Bollente Altezza”, è un uomo affascinante e sfacciatamente arrogante. Come biasimarlo: è difficile essere modesti quando tutti si sperticano in continue genuflessioni al tuo passaggio. Ma, in una gelida notte a Manhattan, il principe incontra una ragazza bellissima dai capelli scuri che non si inchina davanti a lui. Anzi, gli lancia addirittura una torta in faccia… Uscire con un principe non è proprio tra le cose che la giovane cameriera Olivia Hammond si aspettava potessero accaderle. Le smorfie di disprezzo sul volto della regina madre, l’accanimento dei paparazzi e il diffondersi a macchia d’olio di gossip di ogni tipo sgomenterebbero chiunque. Ma agli occhi di Olivia, Nicholas, tolta la corona, è un uomo affascinante, uno per cui vale la pena lottare. Nicholas dovrà decidere se piegarsi alle convenzioni e diventare il re che la sua famiglia si aspetta che sia, o restare l’uomo che sente di essere e amare Olivia per sempre...

Un'altra lettura della scorsa estate che arriva finalmente in Italia: mi era piaciuto tanto - sarà che ero nella mia fase "principi e principesse" - ed eccomi qui a raccontarvelo!

Ho adorato Olivia: è una giovane donna forte, spaventata dalle responsabilità che le gravano sulle spalle (oltre a gestire il locale di famiglia, che va avanti a stento nonostante la sua bravura in cucina, deve anche occuparsi della sorella minore) e che nno ha certo tempo di fantasticare sull'amore, e nonostante questo ha tanta, tantissima grinta.
Al punto da reagire in modo decisamente energico quando un uomo bello quanto arrogante le si precipita nel locale alterato dall'alcol e glielo mette a soqquadro: non ci pensa due volte, prima di stenderlo con una torta lanciata con precisione.
Peccato che il suo fastidioso cliente altri non sia che il principe di Wessco, noto per la sua bellezza e per il suo carattere non proprio facilissimo... e che la grinta di Olivia non lo intrighi al punto da farlo tornare da lei offrendole le sue scuse.
E non solo quelle...

Quante di noi hanno sognato, almeno una volta, di incontrare un principe e di vivere un amore da favola? A me da bambina è successo, e ben più di una volta!
Certo, le mie fantasie non includevano una "bollente altezza", ma il resto c'era: un amore travolgente, un principe che ti porta a corte con sè deciso a sposarti e renderti la regina del suo cuore e della sua vita.
Per Olivia e Nicholas non è così semplice, però: i due sono molto diversi, e soprattutto esiste una legge che vieta a un reale di sposare un civile.
Questo, unito al fatto che, come Olivia, anche Nicholas sente di avere delle responsabilità nei confronti del fratello minore, metterà più volte i bastoni tra le ruote ai due innamorati.
E a proposito del fratello minore... tenetelo d'occhio: vi conquisterà, ed è il protagonista del secondo volume della serie ;)

Emma Chase ha costruito un romanzo che cattura e che diverte, oltre ad emozionare tanto.
Il romanticismo abbonda, e così la passione perchè Nicholas non l'hanno mica soprannominato "Sua Bollente Altezza" per niente: ho adorato l'alchimia tra lui ed Olivia, e avrei voluto cento pagine in più perchè non ero pronta a salutarli.
Imperdibile per le fan dell'autrice, ma soprattutto per le amanti del lieto fine, del "vissero felici e  contenti" e delle favole che si avverano perchè sì, a volte succede. Ed è bellissimo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 19 giugno 2017

"Su e giù per Manhattan" di Sarah Morgan

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Su e giù per Manhattan" di Sarah Morgan, edito HarperCollins (rilegato a 14,90€) in uscita il 22 Giugno:
Paige, Eva e Frankie hanno lasciato la cittadina di provincia in cui sono cresciute a Puffin Island e si sono trasferite a New York, dove hanno trovato lavoro in un’affermata agenzia che organizza eventi. Per Paige, che ha sempre amato le sfide, è l’occasione di mettere alla prova se stessa e le proprie capacità, ma proprio quando il successo sembra a portata di mano, di punto in bianco scopre di essere stata licenziata. Non solo: la stessa sorte è toccata anche alle sue amiche. Decisa a non darsi per vinta e a rimanere a Manhattan, Paige si convince che l’unica soluzione possibile, a quel punto, sia mettersi in proprio...
Lanciare una start up, però, è ben poca cosa di fronte alla necessità di nascondere ciò che prova per Jake Romano. Oltre a essere il miglior amico di suo fratello Matt e uno degli scapoli più ambiti di Manhattan, Jake è anche l’uomo che le ha spezzato il cuore, e quando offre alla sua neonata società l’imperdibile occasione di farsi conoscere, Paige si ritrova a trascorrere con lui molto più tempo di quanto avesse programmato. E inizia a chiedersi come può convincere l’uomo che non crede nell’amore per sempre che a volte esistono anche storie a lieto fine. 

Sarah Morgan è tornata, finalmente!
Non so voi, ma io ero già in astinenza delle sue storie romantiche e divertenti, e ho divorato "Su e giù per Manhattan" nel corso di un viaggio in treno.
Vi consiglio di scoprire prima la novella prequel, "A mezzanotte da Tiffany", di cui potete trovare la recensione qui.

Ma veniamo a noi, o meglio, a Paige, Eva e Frankie.
Tre amiche legate da un rapporto d'affetto sincero e profondo, che condividono la stessa casa e lo stesso luogo di lavoro: vivono insieme nella grande casa di proprietà del fratello di Paige, Matt, e lavorano alla Star Events, nota agenzia di servizi specializzata nell'organizzazione di feste ed eventi.
Ed è proprio in seguito a un evento andato male che l'agenzia - o meglio, la perfida Cynthia, l'arcigno boss che al confronto Miranda non era nessuno - le licenzia tutte e tre.
Di colpo senza lavoro e spronata da Jack (il migliore amico di Matt e suo grande, grandissimo amore), Paige decide che è il momento giusto per buttarsi e aprirne una tutta loro, di agenzia.
Si chiamerà Urban Genie, e grazie al suo talento organizzativo, all'ottima cucina di Eva e alle splendide composizioni floreali di Frankie, come potrebbe non essere un successo?
Una grossa spinta verrà proprio da Jack, che affiderà alla Urban Genie l'organizzazione di una grande festa per il lancio di uno dei suoi migliori prodotti informatici, perfetta per mostrare alla gente che conta cosa sanno fare Paige e le sue amiche... e chissà che tutto questo tempo passato vicini non riesca a far aprire gli occhi a Jack sui suoi sentimenti per Paige!
Un romanzo fresco, divertente e romantico, dove a trionfare non è solo l'amore ma, soprattutto, l'amicizia.
Quella che lega le tre giovani donne al centro della serie, ma anche quella tra Jack e Matt - quell'amicizia che ti accompagna per tutta la vita e attorno alla quale modelli tutti gli altri elementi della tua quotidianità.
Il gruppo vive e lavora insieme, si supporta e si alimenta dell'energia di ognuno dei suoi membri: dal romanticismo sognante di Eva al cinismo distaccato di Frankie, passando per la premura di Matt e per  i continui battibecchi tra Paige e Jack.
Quella tra i due è una relazione contorta, di amicizia, amore, affetto e di... paura. La paura di lasciarsi andare, di farsi coinvolgere totalmente dall'altro, di buttarsi nell'amore senza paracadute.
Paige è guardinga dopo una brutta delusione di alcuni anni prima, Jack lo è a causa dell'abbandono della madre quando era solo un bambino, e non sarà affatto facile per entrambi trovare il coraggio di ammettere i loro sentimenti.

Ad aiutare l'amore a trionfare ci sono gli amici, i parenti, persino gli ex-colleghi di lavoro, e ci mette lo zampino anche Cupido scoccando due frecce appassionate dritte al cuore - o anche un po' più in basso... - dei nostri reticenti innamorati e facendoli letteralmente travolgere dalla passione.

Anche stavolta Sara Morgan riesce nella sua magia di creare un cast di personaggi strepitoso, che non si vede l'ora di ritrovare appena voltata l'ultima pagina, e per fortuna a Settembre potremo leggere il secondo volume della serie (e scoprire la storia di Frankie e... vedrete!) perchè non si potrebbe aspettare più di così: io lo vorrei già adesso!
Consigliatissimo, anche a chi non avesse ancora scoperto quest'autrice che ha meritatamente venduto più di 11 milioni di copie nel mondo: va letto!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 16 giugno 2017

Come contattare un'azienda... quando non hai un contatto!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi voglio parlare di un argomento bollente per chi comunica online: come scrivere a un'azienda quando non si ha già un contatto diretto.
"Cosa ci vuole a scrivere un'email?", direte voi. E in un certo senso avete ragione: non ci vuole molto.
Ma proprio per questo non tutti lo fanno nel modo giusto.
Sono stata da entrambi i lati della barricata, quella che scrive e quella alla quale arrivavano email che non avrei inviato nemmeno al mio peggior nemico, ed ecco cosa sento di poter consigliare a tutti, senza alcun indugio.
La prima cosa da fare è... trovare un contatto.
No, non vi sto prendendo in giro.
Posto che non siete in possesso di un indirizzo email diretto, nulla vi impedisce di documentarvi su chi svolga all'interno dell'azienda interessata il ruolo istituzionale al quale vi rivolgete.
Create un profilo Linkedin - è gratuito - e utilizzatelo per scoprire chi lavora dove e in quale posizione, oltre a consultare attentamente il sito dell'azienda: una volta fatto, potrete scrivere sì all'indirizzo generico ma rivolgendovi a chi vi leggerà.
Sarà una comunicazione meno impersonale e che dimostrerà che vi siete documentati, cosa che non dispiace mai a nessuno.

Il passo successivo è presentarvi, e farlo bene.
Chi siete, cosa fate, dove lo fate.
Se l'intento è stringere una collaborazione attraverso il vostro blog, non potete prescindere dall'inserire già in questa sede un link al vostro blog, più i link diretti a eventuali post riguardanti prodotti dell'azienda alla quale scrivete.
Evitate il messaggio alla pagina Facebook del tipo "Ciao, ho un blog, accetti collaboratori?" perchè, prima di tutto, non state parlando a vostra sorella. Buongiorno, non ciao.
E soprattutto avete un blog... come altre tremila persone là fuori. Se non ne dite almeno il nome, non state comunicando assolutamente nulla a chi vi legge.
Non sapete nemmeno quanti anni abbia chi vi legge dall'altra parte, quindi date del lei, come vi hanno insegnato da bambini. È educato, è elegante, e sarà chi vi legge a dirvi che potete dargli del tu.
Di fatto, nel momento in cui volete collaborare con un'azienda entrate in un discorso che va oltre il gioco e diventa rapporto lavorativo: non potete prescindere dalla lettera di presentazione.
Potete fare solo una volta una buona prima impressione, non giocatevela con un adesivo e un emoji.

Oltre a chi siete, dev'essere chiaro cosa volete. Qual è il vostro scopo?
Perchè state contattando l'azienda?
Sembra semplice, ma pensateci un attimo: quante email avete ricevuto nel corso della vita il cui testo vi lasciava con un "ok... e io cosa dovrei fare adesso?" stampato in volto?
E a quante di queste avete risposto prima di cestinarle?
Saluto, riga bianca, presentazione, riga bianca e poi il motivo della vostra missiva.
Sintetico ed efficace, niente periodi lunghi o discorsi che partono dalla Genesi per arrivare al motivo concreto. Andate dritti al punto.

E poi a volte nonostante abbiate fatto tutto per bene non ricevete risposta.
Che fare?
L'importante è restare coinvolti nella vita dell'azienda, soprattutto sul web: seguitela su Twitter e interagite con costanza, in modo da costruire un rapporto e far sì che chi comunica sul web riconosca nel tempo il vostro nome e il vostro viso (sì, nel profilo che utilizzate dovete esserci voi. Non il vostro gatto, per quanto possa essere carino).
L'unica casa editrice alla quale ho scritto personalmente per chiedere di poter collaborare è stata, in anni di blogging, l'allora Harlequin Mondadori (ora HarperCollins Italia), e non solo ne è nata una collaborazione stretta, ma per un anno ho anche lavorato per loro, imparando moltissimo.
Ammetto senza nessuna vergogna di aver aggirato l'ostacolo "mail senza risposta" da parte di un'azienda proprio ricorrendo al tag costante, alla produzione di contenuti sui loro prodotti, all'interazione con i loro contenuti. Alla fine l'ho spuntata ;)
Ultimo, ma non meno importante: ogni collaborazione è un do ut des.
Se collaborate con un'azienda e vi viene inviato un prodotto, non è un regalo: è l'assoluzione della loro parte di contratto. Ora sta a voi: se non fate la vostra parte parlandone online, non state collaborando. Vi state approfittando.
C'è un motivo se tutte le aziende - più o meno esplicitamente - hanno una lista A e una lista B, e c'è un motivo se la fase dei grandi invii di prodotti a tutti si sta chiudendo, ed è palese a tutti.
Rifletteteci, prima di chiedere qualcosa, e chiedetevi: posso occuparmene a breve?
Posso leggerlo/utilizzarlo entro due, tre settimane?
Riesco a scattare una bella foto che lo valorizzi?
Riesco a pubblicare contenuti ben editati e di qualità?
Se la risposta non è un sì convinto a tutto ciò di cui sopra, lasciate stare.
Le aziende apprezzano sopra ogni cosa l'onestà, e dire "al momento non riesco, mi dispiace" vi farà guadagnare molti punti, mentre accettare e poi darvi alla macchia ve ne farà perdere moltissimi.

Spero che in qualche modo questo post possa esservi d'aiuto, e soprattutto sono curiosa di sentire le vostre storie e i vostri consigli: ho finalmente risposto a tutte le email che mi avete mandato nelle ultime due settimane, e in tanti mi chiedevate di come fare a collaborare con le case editrici quindi... eccoci qui ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3