sabato 10 dicembre 2016

Blogmas Day 10: "La bottega degli incanti" di Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta e Ornella Calcagnile

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La lettura sotto l'albero di oggi è dedicata a "La bottega degli incanti" di Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta e Ornella Calcagnile, edito Dunwich Edizioni (ebook a 2,99€ e stavolta c'è anche il cartaceo a 9,90€):
A pochi giorni da Natale, la piccola cittadina di Veneficio è in fermento: bancarelle, luci, colori, musica e allegria riempiono le strade… ma c’è un luogo nascosto e all’apparenza anonimo che non rientra nello sfondo natalizio. La Bottega degli Incanti è il negozio da cui tutto ha inizio per le protagoniste di questi tre racconti: Ambra è alla ricerca del proprio posto nel mondo, Giada ha sete di vendetta e Lucy ha un compito da portare a termine. Tre vite, tre destini, tre racconti che si intrecciano indissolubilmente. Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta e Ornella Calcagnile vi danno il benvenuto a Veneficio: godetevi il viaggio e buon Natale!

Molto, molto, molto particolare come antologia natalizia.
L'ho divorato in una sera/notte sul mio cellulare, ed eccomi qui a consigliarlo per tre motivi.

Il primo è che credo che quest'antologia sia un'opera unica o quasi.
Tre autrici che scrivono tre diversi racconti MA con un personaggio e un luogo in comune attorno al quale far ruotare le loro tre differenti vicende... è bellissima.
Permette di apprezzare l'ottimo lavoro fatto sia nel creare tre storie differenti e che rappresentino le tre diverse voci, sia nel rispettare l'identità del personaggio comune, che resta identica nei tre racconti.
Si trattadis aper lavorare bene da soli e in team, e non tutti ne sono capaci, quindi grandissimo punto a favore per le tre autrici e anche per il lavoro editoriale alle spalle della pubblicazione.

Il secondo è che non tutte le storie di Natale devono essere "natalizie": il Natale è da sempre sinonimo di luci, regali e pasti luculliani, ma c'è anche molto di più.
Basta pensare a un autore come Charles Dickens, che ha approfittato del Natale per scrivere quella che è essenzialmente una storia di fantasmi (ed è proprio questo il suo fascino).
Ecco, in quest'antologia io ho colto lo stesso intento di parlare sì del Natale, ma con quel pizzico di mistero e di originalità in più.
Sono tre storie in cui non mancano l'amore, la passione, i sentimenti e le emozioni, ma senza la stucchevolezza che spesso caratterizza romanzi ambientati in prossimità del Natale.
Infine, il terzo è il fatto che quest'antologia così ben sviluppata e piena di mistero è in grado di trasportare il lettore in un luogo magico, fatto di botteghe di oggetti incantati e di mercatini natalizi, di ritorni a casa e di sacrifici fatti per amore.
"La bottega degli incanti" è stata una lettura davvero intrigante e appassionante, e non posso fare a meno di consigliarla a tutti, appassionati o meno del Natale: vi conquisterà in ogni caso ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 9 dicembre 2016

Blogmas Day 9: Natale... in rosa!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi parliamo di regali, visto che questo fine settimana lungo vedrà molti di noi impegnati a fare compere e impacchettare doni, e parliamo di regali rigorosamente... in rosa!
Ebbene sì, non poteva mancare il mio colore preferito, nemmeno a Natale.
Oggi vi propongo libri, cancelleria, beauty tools, cosmetici e tazze in ogni sfumatura possibile di rosa, ecominciamo subito da quella che è stata una bellissima lettura di fine Novembre:
Lauren Weisberger è tornata, e lo ha fatto con "Il diavolo vince a Wimbledon", edito Piemme (rilegato a 19,50€), una storia frizzante e femminile che vi aspetta in libreria decorata da una splendida scarpetta in vernice rosa acceso.
Charlotte, astro nascente del tennis in gonnella, in seguito a un brutto infortunio, decide di cambiare allenatore e puntare a vincere uno Slam prima del ritiro: solo, non aveva messo in conto che questo volesse dire reinventare completamente se stessa...
Da regalare all'amica tennista, all'amica romantica e a quella che crede fermamente nelle seconde occasioni.
Rosa anche per l'edizione tascabile di "Non tutti gli uomini vengono per nuocere" di Federica Bosco, edito Mondadori (12,50€). Cristina: per una diabolica serie di coincidenze nel giro di ventiquattr'ore perde il lavoro, la casa e il fidanzato. E se pure non c'è dubbio che certi fidanzati sia meglio perderli che trovarli, scovarne uno decente dopo i trent'anni sembra un'impresa più disperata che cercare un lavoro... ci riuscirà?
Perfetto per l'amica in cerca del grande amore e per quella che "il prossimo sarà quello giusto".
Bath & Body Works è sbarcato in Italia e io mi sono innamorata della fragranza floreale "Mad About You": in minitaglia riuscite a regalare il trio di prodotti in foto (gel doccia, crema corpo e acqua profumata) a meno di 20€, e sono comunque flaconi da 88ml che permettono di goderseli appieno.
Non poteva mancare lei, la mia palette "Naked 3" di Urban Decay (53€), declinata in rosa per un trucco adatto a tutti i giorni ma con possibilità di essere intensificato per la sera.
Questi ombretti sono favolosi e molto scriventi, dall'ottima tenuta e dalla facile sfumabilità: è un investimento, ma ne vale la pena!
C'è sempre posto per un nuovo smalto rosa in collezione, e L'Oreal Paris nella linea Colore ad Olio (circa 7€) ne ha quattro, dal rosa cipria quasi bianco al fucsia acceso. Mi trovo benissimo con questi smalti, in ogni sfumatura di colore, e a ognuno di questi può essere abbinato il trasparente "Crystal" della stessa linea da usare come top coat.
Uno dei migliori acquisti che ho fatto è stato questo ferro per capelli conico di BaByliss, che modella ogni boccolo senza danneggiare i capelli, e che arriva completo di panno speciale su cui posarlo e due guantini proteggi-dita per non scottarvi nell'arrotolare la ciocca sul ferro.
Costava circa 50€, quindi ben lontano dalle cifre elevate di altre marche, ma il risultato è davvero ottimo.
Di tazze non se ne possiedono mai abbastanza, giusto?
Questa di Primark costa solo 2,50€ quindi è perfetta per un pensierino o per essere infilata nella calza della Befana, ed è perfetta per ogni beauty-girl là fuori ;)
In alternativa, sempre da Primark, trovate questo set per preparare una cioccolata calda degna di ogni aspirante unicorno là fuori (6€), da bere ovviamente in una tazza adorabile inclusa nella confezione. Persino i mini marshmallow sono color arcobaleno!
Per l'amica che amasse titoli leggermente più impegnati io vi propongo un classico tornato in libreria quest'autunno, "La valle delle bambole" di Jacqueline Susann, edito Sonzogno (brossurato a 19€): imeprdibile anche il film, e anzi è un bellissimo regalo secondo me donare entrambi.
Io adoro fare i confronti da libro e pellicola!
Infine, il regalo per il nuovo anno in arrivo non può che essere un agenda, e questa di Collins la trovate su Amazon a circa 20€. Ha lo stesso formato di una Filofax Personal, ed è senza dubbio l'agenda che userebbe Elle Woods - icona di chiunque ami il rosa.

Spero che questa rosea guida ai regali vi sia piaciuta, e che abbia rallegrato la vostra Barbie interiore ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli a caccia di idee)!
A presto <3

giovedì 8 dicembre 2016

Blogmas Day 8: "The Little X-Mas Factory", o il Natale in casa Essence Cosmetics

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Dicembre vuole dire collezioni natalizie, e una di quelle che ogni anno attendo con ansia è quella di Essence Cosmetics. Stavolta entriamo in un piccolo laboratorio natalizio:
Tanto oro, tanto rosso  e il verde bosco che ricorda l'albero di Natale: mi piace!
Ed è una collezione davvero completa, che si presta sicuramente a essere regalata.
Ma vediamo tutto con ordine:
Il profumo da 30ml "01 It's Magic" è fruttato con una nota di vaniglia, e anche se da usare ogni giorno preferisco fragranze meno dolci è sicuramente un profumo che ricorda questo periodo dell'anno. Approvatissimo per le più giovani, e il flacone è davvero adorabile!
Il correttore 2-in-1 "01 Elf Approved!" invece mi ha lasciata perplessa. Per me è troppo pastoso, e forse è troppo ricco per la mia pelle che è mista. L'ho provato sia in zona occhiaie che sulle piccole macchioline da nascondere, e non mi ha convinta del tutto. Inoltre è prevista una sola tonalità, quindi andrà per forza di cose bene solo per determinate persone. È un grosso NI.
Le due creme mani super-ricche, invece, rispettivamente nelle varianti "01 Holiday Hugs..." e "02 ... and Mistletoe Kisses", mi sono piaciute! Le ho provate subito, e una è già stata infilata in borsa per combattere la secchezza da freddo. Queste sono molto carine da infilare nella calza della Befana o come pensierino.
Ed ora arriviamo alla palette da contouring "01 Elf Yourself!", che mi è piaciuta a metà: il lato illuminante è perfetto, ma quello per scolpire è, ahimè, davvero chiaro per me. Mi sono trovata a caricare molto il pennello, e quindi lo consiglierei a chi avesse la pelle più chiara.
È però una buona palettina per chi fosse alle prime armi con il contouring e quindi ne volesse una non troppo difficile da sfumare, e inoltre, come non trovare adorabile quel fiocco?
Ecco arrivare gli smalti, in quattro colori tipicamente natalizi!
In foto non rende assolutamente: "02 Let's Take an Elfie!" è un bianco neve pieno di microglitter, cremoso e davvero super scintillante. Bello, bello, bello anche se, per sua natura, non molto coprente.
Io l'ho steso sopra a una base bianca, però, e l'effetto è semplicemente splendido.
"01 I Still Believe in Santa Clause" è il classico smalto dorato metallizzato. Mi aspettavo una scelta simile in una collezione natalizia, e sebbene sia davvero carino è anche uno smalto che con molta probabilità avrete già nella vostra collezione. Perfetto anche per brillare a fine anno!
Adoro, invece, "03 Santa Baby" perchè non è il solito rosso natalizio. È un color lampone, molto pieno e coprente in due passate leggere. Perfetto da alternare a un rosso festivo, o per una nota inedita nel vostro look natalizio. E soprattutto vorrete continuare a usarlo anche quando il "classico rosso" ormai vi sarà uscito dagli occhi ;)
Infine il mio preferito: "04 Meet Me Under The Mistletoe" è il colore del pungitopo e dell'albero di Natale, e sarà bellissimo anche in primavera come base per una nail-art floreale. Un verde bosco elegante, che non mi aspettavo e che mi ha soddisfatta moltissimo per coprenza e tempo di asciugatura.
Sopra a quel verde e a quel rosso, sapete cosa ci starebbe bene? Queste splendide griglie dorate adesive, "01 Santa's Back in Town".
Si adattano alla perfezione, e si regolano facilmente con forbicine e limetta: bellissime anche lontano da Natale (io adorerei sovrapporle a una base rosa bambolina, per esempio), quindi se vi piacciono fate scorta e utilizzatele anche più avanti!
Arriviamo a quello che, per me, è sempre il tasto dolente delle collezioni Essence: la palette di ombretti. Non so come mai, perchè con i loro ombretti nel range permanente mi trovo bene, ma ho sempre trovato poco scriventi e dalla brevissima dorata quelli delle palette a edizione limitata.
Quella di stavolta, "01 North Pole Express Delivery", si presenta con un bello specchietto lungo e cinque tonalità shimmer che vanno dal cioccolato all'oro, passanto per lo champagne, il ghiaccio e il verde bosco:
Devo ancora provarla, quindi aggiornerò questo post in seguito, ma dal punto di vista della scelta di colori e della presentazione è sicuramente promossa ;)
L'eyeliner dorato "01 Ho Ho Ho" mi è piaciuto! Il pennellino consente di tracciare una linea molto sottile, ed è davvero maneggevole.
Per un tratto dorato davvero intenso vi consiglio una seconda passata.
Fate attenzione quando rimuovete l'adesivo a striscia con il nome della collezione, perchè la colla tende a restare sul flacone.
Avete mai provato "Benetint" di Benefit Cosmetics?
Questo liptint "01 All I Want for X-Mas is You" è, sostanzialmente, lo stesso tipo di prodotto, mirato per donare alle labbra un colore naturale e più lucido. Tende decisamente al rosa una volta steso, ma credo che il risultato sia diverso a seconda delle labbra su cui viene applicato.
A differenza di Benetint, questo non è un prodotto "labbra e guance", quindi non spalmatevi la pelle del contenuto di questo flaconcino!
Mi piace come prodotto da tutti i giorni, ma ammetto che nei giorni di festa per me non si esce senza rossetto rosso, quindi non posso non dirlo: mi spiace da matti che questa collezione non preveda almeno un rossetto. Ecco.

Il bilancio è sicuramente positivo, perchè nel complesso è una collezione poco costosa (con circa 40€ la portate a casa tutta), ma perde qualche punto per la mancanza di almeno un rossetto e per la presenza di un correttore che non credo proprio sarà utilizzabile da tutti.
Avrei inserito una palette di correttori, piuttosto, e avrei rinunciato al liptint che, onestamente, non mi dice granchè.

Voi l'avete già avvistata nei negozi?
Cosa vi siete portate a casa?

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

mercoledì 7 dicembre 2016

Chiacchierata con Donato Carrisi su "Il maestro delle ombre", Internet e... altro ancora!

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Dicembre non ha portato solo i calendari dell'avvento e il panettone, ma ha anche fatto sì che in libreria arrivasse "Il maestro delle ombre" di Donato Carrisi, edito Longanesi (rilegato a 18,80€):
Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. 
Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria.
Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio.
Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi.
Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino.
Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine...
Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.

Donato Carrisi mi ha conquistata con "Il suggeritore" e piano piano sto recuperando tutti i suoi lavori, quindi è stata una splendida opportunità quella non solo di leggere il romanzo con qualche giorno di anticipo ma anche di intervistare l'autore prima della sua presentazione a Milano:
Ecco cosa ci ha raccontato l'autore davanti a un aperitivo (che non poteva non essere un Campari, vista la splendida location)!

Il tema principale del libro è la mancanza di luce e di energia, con il mondo che sprofonda nel buio. Lei è tecnologicamente dipendente? Questa storia l'ha immaginata per una sua ossessione personale o per qualche altra motivazione?
Ci sono diversi episodi che mi hanno portato a pensare a questa storia. Io sono connesso come ormai lo siamo tutti, anche se non riconosciamo quasi più la nostra dipendenza. Solo quando determinate tecnologie ci vengono a mancare ci accorgiamo del ruolo che esse hanno nella nostra vita.
Una volta sono rimasto bloccato in galleria, su un Eurostar tra Firenze e Bologna, e ho notato  una cosa: con l'assenza totale di segnale, improvvisamente è scoppiato un panico strano. Ho assistito a una vera trasformazione delle persone presenti, e ho cominciato a pensare a cose a cui normalmente non avrei mai pensato: per esempio, il mio telefonino in quel momento poteva diventare una torcia, così mi sono chiesto quanta carica avesse nel caso in cui fossi stato costretto a uscire dal treno per un'emergenza (accade a un personaggio di "Il maestro delle ombre", ndr).
E in fondo, com'era la società prima dell'avvento dell'elettricità? Fino alla fine dell'Ottocento, ad esempio, la gente leggeva solo di giorno, contrariamente a quello che si pensa, perché la luce delle candele era del tutto insufficiente per leggere. Al tramonto il mondo si fermava completamente, in attesa che sorgesse di nuovo il sole. Noi non siamo più abituati a vedere i luoghi in cui viviamo al buio.

In un punto del romanzo si parla del perdono, perché un personaggio, Erriaga, rimpiange i tempi della Santa Inquisizione, quando i peccatori venivano puniti severamente e fisicamente per le loro malefatte. Ai giorni nostri vengono invece commessi crimini per i quali non c'è più la certezza della pena, ma anzi, in qualche modo, una forma di giustificazione di atti criminosi.
Il rimpianto si riferisce a questo?
In realtà questo tipo di giustizia approssimativa c'è sempre stato. Non ci sono né la certezza della pena, né una condanna assoluta. Non potendo tornare indietro nel tempo e non avendo assistito ai fatti, la giustizia rimane per forza incompleta, ma è di quella che ci dobbiamo accontentare. Erriaga è un personaggio sempre sferzante, anche perché è il primo dei peccatori.

Rispetto ai romanzi precedenti di questa trilogia, c'è stata un'evoluzione, per cui la vicenda viene considerata più internazionale, non circoscritta alla sola visione di Roma.
Le critiche ricevute hanno influito su questo mutamento?
All'estero, i libri ambientati a Roma creano molta curiosità, tanto che vengono addirittura a fare dei giri turistici sui luoghi dei romanzi, un paio li ho guidato anch'io. In Italia, invece, mi dicono che i miei libri ambientati a Roma sembrano scritti da uno straniero.
Io cerco di creare l'illusione di descrivere tutto con uno sguardo esterno, senza accenti. Quando devo scrivere di Roma, io scappo dalla città, perché solo sentire il portiere che mi apostrofa in romanesco mi disturba.
La mia non è la Roma di Rugantino, ma è pur sempre la città vista dai turisti. Io non parlo delle periferie perché le trovo poco affascinanti, anche quelle pasoliniane, e del resto non si adattano al mio tipo di racconto. Dovendo scrivere un thriller mi approprio dell'"ombra" della città, quella che si trova anche a Firenze o a Venezia, e che deriva dal passato. A Milano l'"ombra" non c'è, qui funziona molto meglio l'ambientazione di un poliziesco, come anche a Napoli. A Milano si ambientano meglio i gialli dei noir, è anche una città che bisogna conoscere bene per scriverne.

Negli ultimi anni i problemi di Roma sono sempre stati in primo piano nei media, che hanno insistito molto sulla decandenza della città.
Quanto dell'attualità ha influito sulla sua idea di creare una situazione catastrofica per questa città?
Non a caso, nel romanzo non parlo mai del sindaco. Se si fosse trattato di una città americana, come ad esempio New York, il sindaco avrebbe preso in mano la situazione, facendo dichiarazioni alla tv e tutto il resto, ma voi ce li vedete Marino, Alemanno, la Raggi in una situazione del genere?
Sarebbero risultati ben poco credibili, e avrebbero ammosciato il romanzo. La politica, in generale, ammoscia, e per me è meglio toglierla dai romanzi.
Roma, in realtà, è sempre stata così, fa parte della sua magia l'essere decadente, sporca, caotica. Anche al tempo degli antichi romani era così. E poi molti dimenticano il paradosso per cui Roma è un museo, in cui abitano sei milioni di persone, un'assurdità se ci pensate. Forse bisognerebbe recintarla e far pagare un biglietto per entrare, come farei io con Venezia.
Il centro storico di Roma, tra l'altro, ha ancora meno abitanti di Venezia.

Penso che il processo di scrittura sia sempre diverso per ogni autore e per ogni genere. Lei è una di quelle persone con delle precise abitudini, a cui tiene molto, oppure segue di più l'ispirazione? Quanto lavoro di ricerca c'è dietro ogni romanzo prima di iniziare concretamente a scriverlo?    
Tantissimo lavoro, all'incirca un anno per ogni romanzo. In particolare per questo c'è stata una ricerca pazzesca, per quasi due anni. Ho dovuto consultare una serie di esperti per rendere verosimile il tutto: non puoi distruggere semplicemente Roma se non sai come farlo... Ho creato questo piano diabolico servendomi di una serie di consulenze, facendo ogni volta a ingegneri o archeologi la domanda "Tu come distruggeresti Roma", che poi loro, in realtà, sono persone chiamate a preservare il patrimonio della città, mentre io ponevo il quesito su come fare l'opposto. Che poi basterebbe davvero pochissimo: noi non ce ne accorgiamo, ma la natura umana è profondamente distruttiva.
Dopo il percorso di conoscenza, la scrittura mi ha riservato, come sempre, delle sorprese incredibili. Questo romanzo l'ho scritto in maniera indisciplinata: scrivevo, mi alzavo, interpretavo quello che stavo scrivendo, tornavo a scrivere, tanto che a fine giornata mi facevano male le gambe. Non so perché mi sono comportato così, ma forse perché è un libro più cinematografico dei precedenti. Il "Corriere della sera" l'ha già etichettato come kolossal...
Forse ero preso anche dalla paura di scrivere e mi sentivo troppo coinvolto.
L'uscita di ogni suo romanzo genera sempre una grandissima aspettativa da parte dei fan. Quanto di quest'aspettativa influisce sulla scrittura e sulla ricerca di nuove idee? Immagino che quando esce un nuovo libro lei sia già proiettato sull'idea successiva, perciò volevo sapere: come si lavora sotto pressione?
Parto da una considerazione: io scrivo i miei libri come un lettore, nel senso che scrivo le storie che mi piacerebbe leggere. Non mi definisco uno scrittore, mi piace dire che sono un narratore, quindi provo anche un certo gusto nel raccontare queste storie. La pressione in realtà la metto a me stesso: quella parte di me che legge i libri mette pressione alla parte che li scrive. La pressione del pubblico è un grande vantaggio, perché ti porta sempre ad alzare l'asticella e a pretendere di più da te stesso. L'importante è poi il confronto con il pubblico dei lettori: questo lo ritengo fondamentale.
Anne Enright ha detto che uno scrittore, per giudicare valido il suo lavoro, dovrebbe chiedersi: "Ma se io avessi solo dieci settimane di vita, vorrei leggere questo libro?"
Se la risposta è no, allora bisogna cambiare qualcosa. Lei è d'accordo?
Non tanto, perché forse, se avessi dieci settimane di vita, non mi dedicherei alla lettura.
La lettura, secondo me, ti offre la possibilità di viaggiare quando non puoi farlo, ma le ultime dieci settimane le dedicherei alla "mia" vita, alle persone. I libri farebbero parte della vita precedente. C'è anche chi rimanda sempre la lettura dei libri, mentre io non lo faccio mai.
Essendo un lettore famelico, quando acquisto un libro lo devo divorare immediatamente, non lascio mai letture in sospeso.

Visto che poco fa ha detto che questo libro ha un respiro cinematografico, sarebbe favorevole alla trasposizione sullo schermo di questo, o di altri suoi romanzi, oppure preferirebbe il format televisivo?
Io ho costituito una società di produzione che si chiama Gavila e si occuperà proprio di questo, di televisione e cinema. Da marzo andrò sul set del mio primo film come regista, tratto da "La ragazza nella nebbia" che è il romanzo dell'anno scorso, con Toni Servillo, Alessio Boni e Diego Abatantuono. Sarà un thriller internazionale ed è già stato venduto all'estero.
La trilogia di cui fa parte "Il maestro delle ombre" diventerà invece una serie televisiva internazionale, scritta in inglese perchè ormai è inevitabile, e probabilmente anche "Il suggeritore". Però il destino delle mie storie è sempre quello, perché io nasco come sceneggiatore.
Sono un narratore, più che uno scrittore, perché scrivo per immagini, devo suscitare un'emozione. Non sono interessato al compiacimento letterario, o che l'autore appaia nella storia. I miei sono tutto fuorché romanzi "d'autore".
Scrivere thriller, in realtà, è un lavoro di sottrazione: tu metti delle tracce nella scrittura, poi tutto si crea nella mente del lettore. Capita che dei lettori vengano a raccontarmi dei risvolti di scene dei romanzi che io non ho mai scritto: io suscito, evoco un'immagine ma non la scrivo.
I libri che funzionano di più sono quelli che continuano anche dopo l'ultima pagina, quelli su cui si continua a speculare. Non è necessario che abbiano un messaggio, però rimangono impressi nella fantasia. Non è indispensabile ricordare tutta la storia, perché se uno si è divertito durante il viaggio può anche accantonare quel ricordo, l'importante è che il libro lasci un residuo, una scoria. E poi sarà quella scoria a riportare il lettore in una libreria. Il momento in cui io mi gaso maggiormente è quando i librai mi dicono "il tuo lettore è tornato in libreria e mi ha chiesto un libro simile", non necessariamente un mio libro, perché non vuole perdere quel tipo di emozione.
Questo non rende più difficile la trasposizione cinematografica?
Leggendo un romanzo, il lettore si crea una sua immagine dei personaggi, che non necessariamente corrisponderà con le scelte del regista, così che, a volte, un lettore che ha amato molto un libro rimane deluso dal film, che non ha soddisfatto le sue aspettative.
Penso che costruire un libro partendo dalla sceneggiatura sia molto importante. Il lettore si sente tradito se il film cambia la storia rispetto al libro. Vi siete mai chiesti perché "Il collezionista di ossa", grande successo cinematografico, non ha mai avuto un seguito? Molto probabilmente, perché l'attore scelto non corrispondeva all'immagine del personaggio che ci si fa leggendo il libro, oltre al fatto che hanno cambiato il finale.
Ecco perché dirigerò io il film tratto dal mio libro: perché non voglio modificare nulla della storia.
Un attore era interessato a una parte, ma voleva che la modificassi perché secondo lui il personaggio era troppo cattivo, e io l'ho scartato. Ho cambiato l'attore, ma non la storia.

Leggendo il libro mi sono venuti in mente un paio di vecchi film come "È in arrivo il giudizio universale" di Vittorio de Sica, che registra l'aspettativa delle persone per l'evento che arriverà, ma anche "La notte del giudizio", in cui nella notte mancano le regole e chiunque può fare qualsiasi cosa. Il reato è visto quasi come un atto di purificazione.
Nel romanzo intendevi dare questo significato di catarsi?
Di che colore è Internet secondo voi? Se dite che non ha colore, resta l'assenza di colore, che è il buio. Non siamo forse immersi in una perenne notte, in cui chiunque dica qualcosa su Internet rimane impunito, e può scatenare qualsiasi cosa? Se togliamo la barriera tecnologica, che cosa c'impedisce di scendere per strada e far fuori il primo che passa? Se cediamo all'anarchia, chiunque lo può fare.
Il personaggio del poliziotto Vitali fa qualcosa del genere, nel romanzo, e la cosa ci lascia perplessi, ma noi, in realtà, facciamo questo ogni giorno in rete. Anche quando abbiamo intenti di denuncia, non ci rendiamo conto dei danni che possiamo provocare agli altri.
Internet va sicuramente regolamentato, perché non possiamo permetterci di vivere nell'anarchia. Il buio in cui stiamo vivendo è proprio questo. Il blackout di Roma che racconto nel romanzo è credibile perché ormai ci siamo dentro anche noi tutti i giorni, e siamo tutti vulnerabili: pensate che se uno di voi domani mi scrive una recensione negativa e io decido di contestarla, posso scatenargli contro tutti i miei lettori, in una lotta impari. Non ci sono regole, ma una regola etica ci deve essere, e ce la dobbiamo imporre tutti quanti, perché il mondo non può finire in balia del buio. C'è fin troppa gente pronta a imbracciare le armi e a farsi giustizia da sè, perdendo tutti i freni inibitori.
Grazie a Longanesi per l'incredibile opportunità di incontrare Donato Carrisi e di parlare del suo nuovo, bellissimo romanzo (consigliatissimo!) insieme a "Contorni di Noir" e "Sul Romanzo".

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

Blogmas Day 7: "Natale a Notting Hill" di Karen Swan

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La lettura sotto l'albero di oggi è dedicata a "Natale a Notting Hill" di Karen Swan, edito Newton Compton (rilegato a 9,90€):
Migliaia di addobbi e luci scintillanti decorano Londra mentre si avvicina il Natale, ma Nettie Watson non è in vena né di feste né di regali. Il Natale, per lei, è solo il ricordo doloroso di quello che aveva, della vita che era abituata a fare e di chi non c’è più… Quando, con sua grande sorpresa, si ritrova al centro di una campagna mediatica senza precedenti e, ancora più inaspettatamente, attira l’attenzione di Jamie Westlake, la popstar più amata del momento, la situazione la coglie del tutto impreparata. Jamie è famoso per essere un impenitente spirito libero ma l’attrazione nei confronti di Nettie è evidente e innegabile, come del resto i suoi sforzi per ignorare i propri sentimenti e la straordinaria chimica tra loro… Nettie, dal canto suo, è alle prese con profonde ferite: il dolore per la scomparsa della madre è ancora troppo fresco e non ha idea di come lasciarselo alle spalle per accogliere la gioia di quelle luci sfavillanti, della pienezza degli abeti carichi di neve e la promessa di quell’amore che sta bussando al suo cuore…

L'anno scorso Karen Swan ci aveva portati in Svizzera con il suo "Natale sotto la neve" (trovate la recensione qui), e quest'anno invece voliamo dritti a Londra.

A Londra, dove Nettie lavora per un'agenzia che si occupa di coordinare imprese di successo e istituzioni benefiche senza ottenere brillanti risultati.
In mezzo a colleghe molto più brillanti ed estroverse, lei è quella che resta sullo sfondo, priva dello spirito d'iniziativa necessario.
Da quando la madre è scomparsa quattro anni prima, la ragazza ha smesso di desiderare qualsiasi cosa che non sia il ritorno della donna.
Ma ora le cose stanno per cambiare: un malaugurato incidente che avrebbe potuto ucciderla la rende una celebrità della rete, e come non sfruttare questo momento per raccogliere donazioni stellari, giusto in tempo per Natale?
Se poi, così facendo, riuscisse anche ad attirare l'attenzione di una certa affascinante popstar, ancora meglio...

Karen Swan ha colpito ancora, costruendo una storia d'amore e di famiglia frizzante ma che non manca di emozionarci profondamente, e toccando un tema importante come quello del numero fin troppo elevato di persone che spariscono ogni anno.
Il tutto nel contesto di una campagna di marketing decisamente "particolare", che vede protagonista proprio Nettie: la ragazza, da timidona e impacciata qual è, si trova al centro della scena, impegnata a raccogliere donazioni compiendo le imprese più spericolate e riuscendo a coinvolgere proprio lui, Jamie Westlake, alias popstar del momento e molto, molto affascinante.
I due si avvicinano, si punzecchiano, si conoscono meglio e... si innamorano.
Ma sarà facile per una ragazza come Nettie stare con uno come Jamie?
Può una persona che non si è ancora ripresa dall'abbandono della madre accettare di fidarsi di qualcuno che inevitabilmente sarà destinato a dirle molte volte "arrivederci"?
Ho trovato bellissimo e molto intenso il personaggio di Nettie, molto dolorosa la sua storia e decisamente emozionante il percorso di crescita compiuto dalla ragazza nel corso del romanzo.

Il Natale è solo sullo sfondo, in questo romanzo, ma non meno importante.
Il suo avvicinarsi scandisce il tempo entro cui Nettie deve portare a termine ogni sua "missione benefica", e la storia raggiunge la sua conclusione proprio a Natale, con un finale che non potrà non commuovervi.
Consigliatissimo alle romantiche e ai romantici, e a tutti i fan del Natale come quel periodo dell'anno in cui non solo è magico trovare l'amore, ma è anche possibile trovare la strada di casa.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 6 dicembre 2016

Blogmas Day 6: l'essenza della bellezza, con Institute Milano e Aegyptia

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Oggi parliamo di bellezza, e lo facciamo con un cofanetto davvero imperdibile per tutte coloro che "io senza mascara non esco!" e per le amanti dell'acqua micellare.
Io non riesco più a struccarmi con qualcosa di diverso da due anni a questa parte, e sono felicissima di potervene presentare una davvero unica in un delizioso cofanetto dorato dal fiocco rosso:
L'Acqua Micellare alle bacche di Goji di Institute Milano (19€ per 150ml) deterge accuratamente rispettando la barriera cutanea, lenendo e rinforzando anche le pelli più sensibili.
Grazie alle sue sostanze funzionali, usata costantemente, l’Acqua Micellare Institute esercita un'attività astringente, schiarente, vasoprotettrice, antiossidante, multivitaminica ed energizzante. È priva di profumo e senza parabeni.

In questo periodo mi sono truccata ogni giorno, e quest'acqua micellare mi permette di rimuovere il tutto ogni sera velocemente e a fondo: nessun residuo di mascara o di eyeliner al risveglio, nessun brufoletto da fondotinta rimasto troppo a lungo sul viso, solo una pelle pulita e luminosa.
Consigliatissima davvero, e perchè non approfittare del natale per scoprirla abbinata a un altro must-have che non può proprio mancare durante le feste?
Il Mascara Magnifier Nero Water-Proof  di Aegyptia (17,60€ per 10ml) dona alle ciglia un volume extra, truccandole di un nero intenso saturo di colore. La texture, morbida e setosa, crea sulle ciglia una pellicola a base di cere naturali, oli vegetali e sostanze protettive idratanti che ristrutturano il pelo.
Questo mascara esiste anche in versione non resistente all'acqua, ma siete davvero sicuri di non avere quelle due lacrimucce da versare davanti al film natalizio commovente o al regalo davvero pefetto?
Non si affrontano le feste senza un mascara water-proof!
Ecco lo scovolino:
Ma non vi parlerei di questi prodotti senza un motivo, giusto?
Il motivo è che, al momento, potete acquistarli in un grazioso cofanetto dorato con fiocco rosso, perfetto da mettere sotto l'albero, in vendita su BCM Beauty Store a soli 25,60€ (invece di 36,60€), con un risparmio del 30%.
In più, se utilizzate il codice devyxmas10 avrete un ulteriore 10% di sconto, arrivando a spendere solo 21,96€: praticamente il mascara è regalato ;)
Scoprite il cofanetto qui, e non dimenticare di dare un'occhiata allo smalto bianco IBI che vi avevo segnalato qui, nella prima nail-art natalizia!

Spero che approfitterete di questa bella opportunità, e vi avviso da ora: una volta provato questo mascara, non vorrete tornare indietro: è un prodotto professionale, e regala uno sguardo ammaliatore che vi assicurerà ben più di un bacio sotto il vischio...

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 5 dicembre 2016

Blogmas Day 5: "Un uomo in regalo" di Darlene Gardner

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La lettura sotto l'albero di oggi è dedicata a "Un uomo in regalo" di Darlene Gardner, edito HarperCollins Italia nella collana digitale eLit (ebook a 2,99€):
Lei non ha ancora scelto il suo regalo per Natale.
Anna Wesley non può sopportare di vedere qualcuno trascorrere da solo la vigilia di Natale. Nemmeno il suo nuovo assistente marketing, Cole Mansfield, anche se lo sbruffone ha giurato che è lì per soffiarle il posto. Così lo invita a cena con la sua famiglia. Grosso errore! Dato che Anna non ha mai portato un uomo a casa prima d'ora, i genitori, raggianti, corrono ad abbracciare quello che credono il futuro genero!
Lui potrebbe essere il dono giusto.
Flirtare con il proprio capo non è un'idea saggia, soprattutto se si hanno più segreti che buone intenzioni. Eppure Cole non riesce a stare lontano da Anna. Sarà colpa dell'atmosfera suggestiva... o di tutto quel vischio in giro...

Ogni anno HarperCollins Italia propone una collezione di romanzi natalizi digitali, e io ogni anno me li compro tutti, divertendomi ed emozionandomi per tutto il mese di Dicembre.
Anche quest'anno ho ceduto, e ne ho già acquistati due.
Oggi vi parlo di "Un uomo in regalo" di Darlene Gardner, che mi ha divertita moltissimo e che mi ha ricordato "Ti odio, anzi no, ti amo" di Sally Thorne (trovate la recensione qui) per il pepe che caratterizza la storia d'amore tra i due protagonisti.

In breve: Anna è il capo di Cole, e per quanto riservata e poco propensa a legare con i colleghi di lavoro, quando lo trova in ufficio da solo subito prima di Natale non resiste e lo invita a cenare con lei e la sua famiglia. Per lei il Natale significa una cena abbondante con una famiglia chiassosa e impicciona, proprio non ce la fa a immaginare Cole da solo a casa con una cena scaldata nel microonde.
Solo che, essendo passato un bel po' dall'ultima volta che Anna ha avuto una relazione, la famiglia di lei per poco non stappa lo spumante appena la vede entrare insieme a Cole: finalmente Anna ha un uomo!
Tra zie e madri imbarazzanti che fanno allusioni sessuali fin troppo esplicite, zii che lo coinvolgono in dibattiti sulla finanza e una sorella che, innamorata persa del marito, non vede l'ora di far accasare Anna, Cole viene letteralmente travolto.

Ma se un altro se la sarebbe data a gambe, Cole non ne ha minimamente intenzione: viene da una situazione famigliare confusa e l'allegra confusione che regna a casa di Anna gli scalda il cuore.
E poi c'è quel piccolo, insignificante dettaglio della cotta stratosferica che si sta prendendo per Anna... il suo capo. Alla quale sta nascondendo un segreto davvero tanto, tanto grande.
"Un uomo in regalo" è una storia d'amore, sì, ma anche di famiglia.
Quella di Anna è fantastica, perchè non manca nessuno: il padre protettivo, lo zio workaholic, la madre curiosa, la nonna senza peli sulla lingua, la sorella entusiasta e un po' impicciona.
Ci sono tutti, e tutti contribuiscono a rendere ogni scena corale davvero spassosa.
Quella di Cole è invece una famiglia "complicata" e che si svela solo in parte, ma con risvolti interessanti ;)

Ho apprezzato moltissimo anche la componente rosa e passionale del romanzo, perchè quelli tra Anna e Cole sono baci al calor bianco e l'intesa e l'attrazione tra i due sono palpabili fin dalle loro prime interazioni. Amo le storie d'amore che nascono a Natale, il periodo più magico dell'anno, e  questa mi ha proprio scaldato il cuore.
Divertente e romantico: il connubio perfetto!

Vorrei che anche voi poteste scoprire la storia di Anna e Cole, e quindi uno di voi potrà ricevere un buono Amazon del valore di 2,99€ per acquistare "Un uomo in regalo" di Darlene Gardner.
È sufficiente essere iscritti al blog e dirmi in un commento - oltre al vostro indirizzo email - il vostro romanzo natalizio preferito, così da poterci anche consigliare delle letture tra di noi ;)
Ho disseminato Blogmas di piccole sorprese per voi e per provare a ricevere questa avete tempo fino al 9/12.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

domenica 4 dicembre 2016

Blogmas Day 4: "Fuga dal Paese delle Meraviglie" di Elisa Puricelli Guerra

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La lettura sotto l'albero di oggi è dedicata a "Fuga dal Paese delle Meraviglie" di Elisa Puricelli Guerra, edito da Il Battello a Vapore (rilegato a 16€):
La futura Regina ha tredici anni e il destino segnato: al compimento dei quattordici anni sposerà il suo cinquantunesimo pretendente e salirà sul trono del Paese delle Meraviglie. Così è da sempre, lo dice la Legge. Tra le mura soffocanti del palazzo, però, la ragazza prova una strana nostalgia per qualcosa che non sa neppure se esiste. "Sciocchezze" dicono i genitori. Eppure lei, appena può, si rifugia in biblioteca e legge di mondi lontani e avventure mirabolanti. E proprio tra le pagine di un libro la ragazza fa una scoperta che cambierà la sua vita: il Tempo è un uomo. E può disporre del destino di ogni persona. Pare sia meglio non disturbarlo, ma lei ormai ha deciso: scapperà dal palazzo e lo troverà per convincerlo a fermare le lancette, in modo che lei possa non diventare mai la Regina di Cuori.

Semplicemente delizioso.
Elisa Puricelli Guerra ci catapulta in un Paese delle Meraviglie che conosciamo, sì, ma non così.
Non sappiamo infatti come fosse la vita a Palazzo quando la Regina di Cuori era ancora una giovane principessa molto riluttante all'idea di diventare una regina, ed è proprio questa la storia che l'autrice ha deciso di raccontarci.

La regina di cuori vive in un Palazzo dove le viene impartita un'educazione molto singolare, dove deve sottostare al volere di una madre dispotica e prepotente, e dove il suo destino sembra essere già scritto: diventare una regina mal sopportata dai suoi sudditi, sposata a un uomo ripugnante solo perchè "così prevede la legge del regno".
Ma la nostra principessa non ci sta, no.
Lei troverà un modo per far sì che il giorno del suo matrimonio non la privi della sua libertà.
Travestita da cameriera, fugge da palazzo... e si fa subito catturare da una banda di artisti di strada e ladruncoli, che intendono usare il suo oro per pagare la cauzione di un loro compagno in prigione.

Ed è solo l'inizio di un viaggio che cambierà la nostra principessa anche più di quanto lei avrebbe mai potuto immaginare, perchè tra Gatti Parlanti che appaiono e scompaiono, foreste non troppo gentili con chi le attraversa e mele che fanno rimpicciolire servirà davvero tutto il suo sangue freddo per tornare a casa sana e salva!
Mi ha divertita moltissimo questo romanzo, e soprattutto ho trovato davvero ammirevole il lavoro di Elisa Puricelli Guerra: non è facile andare a toccare qualcosa di così amato come il mondo creato da Lewis Carroll, ma lei è riuscita a creare qualcosa di nuovo facendo solamente onore a una delle fiabe più celebri. Prosa impeccabile, descrizioni efficaci e dialoghi brillanti lo rendono un libro adatto davvero a tutti, e sicuramente molto spassoso per i più piccoli.

Un romanzo imperdibile per i fan del classico di Lewis Carroll, arricchito da splendide illustrazioni in quasi ogni pagina, e parte integrante di un progetto firmato Il battello a vapore che proprio non potete non tenere d'occhio: la collana "I classici oltre i classici", che propone ai giovani lettori di oggi le avventure mai raccontate dei personaggi più amati di tutti i tempi.
A "Fuga dal Paese delle Meraviglie" si affianca “La legge della giungla - La vera storia della pantera Bagheera" di Davide Morosinotto.
A chi amasse quest'idea di retelling dedicato ai più giovani consiglio anche "La vera storia di Capitan Uncino" di Piedomenico Baccalario, edito anch'esso Il battello a vapore.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3