sabato 22 luglio 2017

"Audrey" di Roberta Zeta: la vita della famosissima attrice diventa un picture book!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Audrey" di Roberta Zeta, edito Hop Edizioni (brossurato a 18€) in uscita il 28 Luglio:
Simbolo di eleganza, Audrey Hepburn ha rivoluzionato il modello di interprete hollywoodiana, da pin-up a figura esile e garbata, gentile e sbarazzina. In scena ha spesso rappresentato il cliché della principessa, la donna che da una condizione inferiore si eleva socialmente grazie all’amore di un uomo. Ma Audrey è stata nella realtà una principessa senza favola che tutto ha conquistato da sola, grazie a una grande forza di volontà e a un progetto di vita molto chiaro, non a tutti noto. 
Terza uscita della collana “Per aspera ad astra. La forza delle donne”.

Dopo aver letto ogni biografia che mi fosse capitata a tiro e visto ogni suo film, posso dirlo: Audrey Hepburn è davvero uno dei miei modelli di donna.
Seppur non troppo fortunata in amore e a volte vittima di qualche delusione (il sogno di diventare una ballerina, ahimè, non si realizzò), Audrey Hepburn è per tutti un'icona di stile, fascino, classe ed eleganza.
Dal tubino nero di "Colazione da Tiffany" allo splendido abito da sera ricamato di "Sabrina", passando per i costumi di "Due per la strada" capaci di trasportare lo spettatore di decennio in decennio, è impossibile scindere Audrey dalla moda e dallo stile che l'hanno resa famosa in tutto il mondo.
Ma scopriamo qualcosa di più sull'affascinante attrice, partendo dai numeri più significativi epr la sua vita e carriera!
È il numero civico di Vine Street al quale potete trovare la sua stella sulla Walk of Fame.
Se passate da Los Angeles, non dimenticate di andare e scattare una foto!
Il numero di Academy Award (e Golden Globe) vinti dall'attrice nel corso della sua carriera.
Il primo Academy Award è arrivato nel 1954 per "Vacanze romane", mentre il secondo nel 1993, e si tratta del premio umanitario Jean Hersholt.
Per "Vacanze romane" aveva già vinto il Golden Globe, premio che ha conquistato anche nel 1955 sotto forma di Henrietta Award per la migliore attrice del mondo (!) e di premio alla carriera nel 1990.
L'attrice parlava fluentemente ben cinque lingue: inglese, francese, spagnolo, italiano e olandese.
Essere poliglotta le fu di grande aiuto nel momento in cui divenne ambasciatrice Unicef nel 1988, recandosi negli anni successivi in Etiopia, Turchia, Sudan, Bangladesh, Vietnam...
Cinque sono anche i bambini che ha perso, riuscendo però nonostante questo a concepirne due: Sean Hepburn Ferrer e Luca Dotti. Aver dovuto lottare così strenuamente per coronare il suo sogno di maternità la rese molto sensibile alla condizione di donne, madri e bambini nei paesi del terzo mondo, e da qui la sua forte attività filantropica insieme a Unicef (ma non solo).
L'attrice, alla fine degli anni Ottanta, ha anche registrato un album di letture di fiabe, "Audrey Hepburn's Enchanted Tales", che le è persino valso un Grammy.
Nonostante sia poco conosciuto, è ancora acquistabile su Amazon ;)
L'anno in cui ogni donna potè indossare il profumo di Audrey Hepburn.
Pochi anni prima, infatti, Hubert de Givenchy aveva creato esclusivamente per l'attrice "L'Interdit", una fragranza che conteneva note di rosa, gelsomino e violetta. Solo dal 1957 la fragranza venne messa sul mercato, e fu effettivamente possibile per tutte profumare come la donna più raffinata del mondo.

Siete pronti a scoprire la vita avventurosa di Audrey Hepburn in questa inedita e colorata veste?
E soprattutto, siete pronti a provare ad adottarne una copia?
Ebbene sì, uno di voi potrebbe ricevere una copia di questo bellissimo volume!
Come?
Seguendo le istruzioni contenute nel modulo qui sotto:

a Rafflecopter giveaway Per non perdere nemmeno un contenuto dedicato a Audrey e a questo splendido picture book, ecco il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 21 luglio 2017

"Didone regina" di Gaia Servadio

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Didone regina" di Gaia Servadio, edito Frassinelli (rilegato a 18,50€):
Un veliero, tre sorelle in fuga da una faida scoppiata per evitare che una di loro diventi regina, un viaggio avventuroso tra Cipro, l'Egitto, il Nord Africa e Cartagine. È questo l'inizio del mito di Didone: regina di diritto, esule per volontà degli Assiri. Didone è una donna volitiva, impulsiva, intelligente e per questo temuta e osteggiata. Costretta da una congiura a fuggire dal Libano, attraversa l'intero Mediterraneo per poi fermarsi nel Nord Africa, fondare Cartagine e con essa costruire il mito dei Fenici. Amata e finalmente protetta dal suo popolo, Didone incontrerà l'uomo che per la prima volta la farà innamorare ma, allo stesso tempo, la porterà alla distruzione: Yarbas, un giovane, bellissimo e crudele principe del deserto. Per lui perderà il bene più prezioso, suo figlio Annibale, e per lui attraverserà il Sahara, si allontanerà dalla sua città, e finirà umiliata e tradita. Tornata a Cartagine, in una città che ora la osteggia, troverà la morte a causa di una aggressione proprio dentro il tempio del quale è sacerdotessa. Il potere, il potere maschile, si libera così di una donna troppo forte per i suoi tempi, e la Storia trova la sua prima eroina. Gaia Servadio sa raccontare come nessun altro le donne, e come nessuno racconta Didone: una donna forte, libera, indipendente, profondamente appassionata, e lacerata dall'eterno contrasto tra amore e potere, ragione e sentimento.

Ho sempre avuto un debole per miti e leggende, e ricordo ancora quando ho letto per la prima volta la storia di Didone ed Enea sulla mia Iliade illustrata per ragazzi, tanti anni fa.
Ma Didone non è solo la mitica regina toltasi la vita per amore di un soldato errante, no: Gaia Servadio ne racconta la storia di donna appassionata e determinata, dalla fede incrollabile ma ahimè, dal cuore così profondamente umano.... e fragile.

Una lettura imprescindibile per quest'estate che, più o meno, è arrivata per tutti (anche se io alle mie tazze di tè non ho ancora rinunciato, soprattutto durante la lettura), e un libro da avere in libreria perchè non è solo l'opera più appassionante ed accattivante che mai leggerete sulla figura di Didone: è una meravigliosa storia di donna, tra privazioni, conquiste e battaglie da combattere.
Anche soltanto per affermare il proprio diritto a decidere per se stesse.
La sua storia è un viaggio indietro nei secoli e attraverso il Mediterraneo, in cui Didone è esule al pari dei migranti che attraversano oggi quello stesso mare, in fuga dalle stesse guerre: impossibile non leggere "Didone regina" senza uno sguardo al presente, e impossibile non restare conquistati da una figura di cui c'è tanto da dire oltre al mito dell'amore infelice per Enea, anche se le pagine dell'Iliade sono ciò che l'ha resa veramente celebre.
La vita di Didone è una costante montagna russa di conquiste e sconfitte, in cui la donna si trova a regnare su una potente Cartagine ma allo stesso tempo vivere il dolore della perdita di un figlio, probabilmente il dolore più grande che una donna possa affrontare: io ve lo dico, nonostante non fosse chiaramente questo l'intento, alcuni passaggi mi hanno commossa.
Una delle letture più coinvolgenti fatte a Luglio, perchè sin dalle prime pagine, in cui troviamo una Didone bambina ma con il cuore già appesantito dalle aspettative e dalle future responsabilità, la prosa di Gaia Servadio conquista e cattura l'attenzione del lettore.
Da avere, e soprattutto da leggere!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

A volte, l'amore, si trova davvero "tra le pagine di un libro"

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi voglio parlarvi d'amore.
Ebbene sì, quella che "i romance non li leggo", "non guardo i film melensi" e "mamma mia, che noia le storie sdolcinate" oggi vi vuole raccontare quelli che, per lei, sono i libri d'amore più belli di sempre.

Ovviamente questa è la mia personale selezione, ed è il motivo per cui non ci saranno quei tre/quattro titoli a cui tutti avete pensato immediatamente e magari ci sarà qualcosa che dovrò motivare.
Però è giusto partire da quello che è un mio amore di vecchia data, e che resiste allo scorrere del tempo perchè le parole di questo autore sono al di sopra di ogni moda o tendenza.
"Via dalla pazza folla" narra le appassionanti vicende di Gabriel Oak, un giovane la cui vita viene sconvolta dall'inatteso arrivo dell'affascinante Bathsheba, bellezza orgogliosa e nullatenente di cui s'innamora. Quando le chiede di sposarlo lei lo rifiuta, ma i loro destini tornano a incrociarsi: mentre lei eredita una fattoria dallo zio, lui perde tutti i suoi averi in una notte di tempesta. Si ritrova cosi costretto a lavorare per Bathsheba e a contendersi le sue attenzioni con altri due uomini. Se un romanzo può essere completamente intriso d'amore, ebbene questo lo è. Un amore per tutto, e non solo per le cose vive: per le melodie polifoniche del vento e per il linguaggio delle stelle, per le piante e per i colori, per il tempo che passa da un sorriso a una minaccia, per la fragilità della vita o per l'incanto di un gioco di luci. E, soprattutto, per la misteriosa algebra dei sentimenti umani. In questo scenario in cui tutto ha un'anima, o sembra proprio averla, si muovono i personaggi di un ambiente rurale, quello tanto amato da Hardy; e ci accorgiamo che proprio in quell'ambiente è forse possibile scoprire meglio il vero funzionamento, quello più riposto, della condizione umana. Perché è nella natura, dentro la natura e, appunto, via dalla pazza folla, che l'essere umano riesce a mettere a nudo la sua vera anima. I personaggi possono essere contadini o mercanti, ricchi agricoltori o servette, ubriaconi o bigotti, donnine impaurite o tipacci arroganti, amanti folli o fedeli innamorati, ma fra tutti emerge maestosa l'eroina del romanzo: donna sensibile, bella, intelligente, ma pur sempre donna, con tutte le contraddizioni della sua gelosia e dei suoi pudori, della vanità e dei capricci, degli scrupoli, della passione, e quindi infine del suo amore: è una donna di cui non si può fare a meno di innamorarsi candidamente, per non dimenticarla mai più.

Esatto, proprio lui. "Via dalla pazza folla" di Thomas Hardy.
Non sembrerebbe, in fondo, una grande storia d'amore, soprattutto se pensiamo al modo di agire di Batsceba. Ma poi lo sguardo si sposta su Oak, ed è in lui che Hardy ha concentrato tutto ciò che l'amore ha, da sempre, significato: desiderio di proteggere, voglia di sostenere, generosità, affetto, passione. L'amore è tutto questo e molto di più, e se devo pensare a un uomo innamorato della letteratura non posso non pensare a lui.
Ve lo avevo raccontato qui, e vi invito a scoprirlo se ancora mancasse nella vostra libreria.
Per due anni, è come se non avessi vissuto; ero persa in un baratro di dolore, da cui credevo non sarei più riemersa. Poi ho incontrato Wes Michels. Lui è il raggio di sole che ha squarciato le tenebre della mia esistenza, la luce che mi ha ridato la speranza e la forza di ricominciare. Mi sono affidata ciecamente a lui, anche quando tutti mi dicevano di non farlo: Wes è troppo ricco, troppo impegnato a diventare la nuova stella del football e, soprattutto, troppo corteggiato per rimanere fedele a una ragazza come me. Non sanno quanto si sbagliano. Non conoscono il suo cuore e sono all'oscuro del suo segreto. Su una cosa però avevano ragione: non avrei dovuto innamorarmi di lui. Ho paura che, se resterò ancora una volta sola, sprofonderò di nuovo nel baratro. Perché adesso so che ogni giorno passato con Wes potrebbe essere l'ultimo...

Non potevo non parlarvi di "Ricordati di sognare" di Rachel Van Dyken.
Non quando Wes è, a oggi, uno dei miei Fidanzati di Carta preferiti in assoluto (in pole position assimee al protagonista del libro successivo).
Leale, protettivo, divertente, innamorato fino alla sua ultima cellula e determinato a rendere Kiersten felice a qualcunque costo, nonostante la ragazza piombi nella sua vita nel momento meno opportuno.
In fondo, mica lo scegliamo noi quando innamorarci, giusto?
Forse il romanzo migliore di Rachel Van Dyken - e ne ha scritti TANTI - e assolutamente imperdibile per tutte le romantiche là fuori, e recensito con amore e batticuore qui.
L'università è la sua via di fuga. Per cinque lunghi anni, dopo quella maledetta festa di Halloween, l'esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, ma adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e - magari riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l'attenzione dell'unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro... Cameron Hamilton è il sogno proibito di tutte le studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle, dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo sembra scomparire, e lei sente risvegliarsi una parte di sé che pensava di aver perduto per sempre. Ma, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d'aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo "sbaglio" che la trascinerà a fondo?

Mi ha scioccata scoprire che di "Ti aspettavo" di Jennifer L. Armentrout, lettura che ad oggi considero tra le mie preferite in assoluto, non esiste una recensione sul blog.
L'ho letto tre volte, da quando è uscito, e questo nonostante gli arretrati e le nuove uscite che si accumulavano sulla mia scrivania perchè Cam è qualcosa di straordinario.
Jennifer L. Armentrout ha creato un gioiello, con questo romanzo e con questo protagonista, che non fa mai ciò che ti aspetteresti e che dà un nuovo significato alle parole "perseveranza" e "decisione": da quando decide di volere Avery, a prescindere da quanti paletti la ragazza cerchi di innalzare, Cam è lì. È lì per farla ridere, per confortarla, per farla chiacchierare e per farla infastidire. È lì, perchè non c'è altro posto al mondo in cui vorrebbe stare.
Insomma, come non innamorarsi di un ragazzo così? Impossibile.
È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l'anniversario dell'evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell'inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.

Proprio lui, "9 Novembre" di Colleen Hoover merita un posto nella mia rosa di titoli preferiti.
E non solo perchè la storia d'amore di Fallon e Ben è una delle meglio sviluppate dall'autrice, ma perchè in questo romanzo c'è tutto: amore, passione e desiderio, sì. Ma anche ironia, divertimento, rivelazioni, tristezza, dolore... Colleen Hoover racchiude in ogni suo libro l'intera gamma delle emozioni umane, e non potete non avere una copia di questo romanzo nella vostra libreria.
Ve lo avevo raccontato a inizio 2016 qui.
Camilla vive di note sparse nel vento. Studia al conservatorio e la musica è il suo mondo. Abita in un paesino vicino a Milano, lo stesso dove è nata e che, a differenza delle sue amiche, non è ancora riuscita a lasciare. Chissà, forse un giorno lo farà, per tentare di colmare quell'inquietudine che ogni tanto la prende. Teo, invece, in paese è appena arrivato e ha ancora negli occhi il mare della sua Sardegna. Lo stesso che da piccolo fissava ogni giorno dalla finestra, a casa di sua nonna. Lì, con il naso incollato al vetro, faceva scoperte straordinarie, più istruttive di un libro di scuola. Forse è per quello che, una volta cresciuto, ha preferito rimboccarsi le maniche e mettersi subito a lavorare anziché studiare. Ed è proprio davanti a quella finestra che Teo ha iniziato a osservare le persone e a catalogarle, decidendo che, se mai avesse dovuto infilarsi in una delle sue assurde categorie, c'era solo una cosa che voleva essere: un solitario. Camilla e Teo si incontrano in un giorno qualunque, in un bar qualunque. Ma, in quel momento, qualcosa accade. Perché è sempre una cosa innocua a cambiarci l'esistenza. Terra e mare, luce e ombra: Camilla e Teo sono due opposti che, dopo essersi brevemente respinti, si attraggono. L'amore tra loro è così intenso e unico da illuderli di essere invincibili. Ma la vita li costringerà presto a una prova terribile. Allora potranno vincere o soccombere, potranno farlo insieme o da soli.

Non potevo non inserirlo: "Cercami nel vento" di Silvia Montemurro è nella mia rosa di storie d'amore preferite di sempre da quando l'ho preso in mano lo scorso anno, una settimana prima dell'uscita. Perchè "Cercami nel vento" parla d'amore, questo sì, ma dell'amore nelle sue molteplici sfumature: l'amore per la propria terra, quella Sardegna che Teo porta nel cuore pur non sentendosi pronto a tornarvi; l'amore per la propria arte, quella passione sconfinata che travolge Camilla quando imbraccia il suo violino; l'amore per la vita, che traspare dall'entusiasmo di Jessica, Nino e Camilla quando sono insieme; l'amore per l'amore, che porta Teo e Camilla a lottare per la loro storia anche quando tutto sembra perduto.
Trovate ancora la mia recensione entusiasta qui.
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé?

Ok, questo non è una sorpresa per nessuno.
Amy Harmon non poteva mancare, e non poteva mancare il suo "Sei il mio sole anche di notte".
Questo va letto con una matita a portata di mano, perchè si sottolineano paragrafi su paragrafi.
La storia di Ambrose e Fern va oltre le parole, oltre i gesti, oltre le emozioni: sono anime affini che si riconoscono nel buio e riescono a camminare insieme verso la luce.
L'ho divorato sul treno, diretta a Bologna, piangendo come una fontana e terrorizzando i miei compagni di viaggio che credo non abbiano più aperto un libro in vita loro, ma voi dovete leggerlo tutte e amarlo tutte. La recensione innamorata del lontano marzo 2015 è ancora cliccabile qui, e trovate all'interno anche i miei estratti preferiti dal romanzo.

Voglio chiudere con un classico, amato profondamente durante l'adolescenza e che forse non è tra i più chiacchierati ma è sicuramente meritevole di attenzione.
Roland Michell, giovane studioso londinese mite e riservato, trova accidentalmente in un libro appartenuto a un poeta vittoriano due minute di una lettera indirizzata a una donna. Roland s'improvvisa detective, scopre l'identità della destinataria di quella missiva e coinvolge nelle ricerche la collega Maud Bailey. Ripercorrendo i passi della donna e dell'uomo vissuti un secolo prima, visitando i luoghi dei loro incontri e studiando le opere, i due giovani ricostruiscono e ben presto rivivono, una perduta storia d'amore. I successi di pubblico e di critica mettono in luce quella passione che s'impadronisce del lettore impedendogli di separarsi dal libro finché non sarà arrivato a scoprire la traccia di verità, svelata nel rocambolesco finale.

Mi era bastato lo spunto della lettera d'amore ritrovata per caso in un vecchio libro per farmi decidere di voler leggere questo libro, e poi ho divorato anche altri tre romanzi dell'autrice adorandoli.
Da "Possessione" di A.S. Byatt è stato tratto anche un film, "Possession - Una storia romantica" (Gwyneth Paltrow interpretava Maud Bailey, mentre Aaron Eckhart era Roland Mitchell), ma vorrei davvero darvi una spintarella e indirizzarvi verso il romanzo, prima.
Quella che si svela tra le pagine di questo libro è una storia d'amore infelice del passato, tormentata ma colma di desiderio, alla quale l'autrice accosta con sapienza la nascita e l'evoluzione di una storia d'amore e passione nel presente: doppio amore, doppia emozione.
Nell'era dei messaggi istantanei su Whatsapp e delle email scritte in due secondi dall'ufficio l'idea di una lettera d'amore scritta a mano è intrigante, e non so voi, ma a me farebbe battere il cuore più di cento messaggi vocali.

Ma come mai quest'improvvisa immersione nei romanzi d'amore del cuore, vi chiederete?
Per festeggiare il nuovo look di un romanzo d'amore "tra le pagine" davvero strepitoso, del quale vi avevo parlato con entusiasmo all'uscita e che ora può essere vostro in ebook a soli 3,99€:
Quattro giorni per vivere una vita intera.
A Paulina e Jean-Pierre non è stato concesso un solo istante in più. 
Ma in quei quattro giorni hanno abbattuto tutte le barriere delle loro esistenze, per aprirsi a un amore e una felicità mai conosciuti prima. E ineguagliati in seguito.
Paulina Homs è una ragazza dalla vita tranquilla quando arriva a Parigi nel 1981 per il matrimonio della cugina.
Jean-Pierre è già un uomo maturo, un gallerista della Rive Gauche colto e affascinante, amante della letteratura e delle librerie. 
A conquistarlo è la sete di avventura che avverte sotto l'aria innocente di Paulina.
A incantare lei sono i mondi nuovi che Jean-Pierre sa aprirle con le sue parole e i suoi gesti. 
Insieme, imparano a vivere ogni istante come se fosse l'ultimo quarto d'ora prima della fine del mondo. Prima del ritorno di Paulina alla sua vita di sempre, a Barcellona, da suo marito e dalla sua bambina.
La loro passione breve e bruciante resterà un segreto sconosciuto ai più. 
Di certo una sorpresa per Gina, la figlia di Paulina, quando trent'anni dopo, ormai adulta, viene a conoscenza di alcune lettere nascoste: senza mittente, scritte in francese e indirizzate a sua madre. 
Lettere che forse hanno qualcosa a che vedere con un biglietto da visita della stessa Paulina che un perfetto estraneo aveva trovato anni prima dentro un romanzo, in una libreria inglese, con un messaggio scritto a mano sul retro: «Appelle-moi», Chiamami.
Ora, seguendo quegli indizi, Gina cercherà di capire chi fosse davvero sua madre, di cui conserva un ricordo sfocato, avendola persa troppo presto. 
E in quella ricerca proverà a ritrovare se stessa. 
La attende un viaggio nelle più belle librerie del mondo, dove sono disseminati i pegni misteriosi e struggenti di quell'amore, e un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta di quei quattro giorni unici, indimenticabili. Eterni.

La mia recensione vi aspetta qui, e se amate le storie d'amore indimenticabili e i libri che parlano di libri questo non potete proprio perdervelo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 20 luglio 2017

"Conta fino a dieci" di Paolo Cammilli

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera di oggi è dedicata a "Conta fino a dieci" di Paolo Cammilli, edito Sperling & Kupfer (rilegato a 16,90€):
Fortunato, Diletta, Rosa, Nino, Pietro, Salvatore. Sei bambini chiusi in un cerchio, come per proteggersi. Sette anni il più grande, quattro e mezzo la più piccola. A quell'età, il nascondino è una cosa seria. Chi conta è da solo, ma chi si nasconde sfida il buio. A quell'età, la morte non esiste e non la trovi nemmeno se la cerchi, al massimo con la morte ci giochi. A quell'età, il sole splende senza pensare alla notte. Eppure… Nell'isolato numero 4, un palazzo popolare del comprensorio Cielo Rosso, a sud di Catania, scompaiono due bambini, a pochi mesi l'uno dall'altro. Un incubo che si ripete. Già dieci anni prima era sparita una bambina, poi ritrovata in fin di vita lungo i binari della ferrovia che lambisce i palazzi. Un solo elemento, macabro e beffardo, accomuna i tre casi: i piccoli si perdono nel buio mentre stanno giocando a nascondino. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente. O forse troppo. Centinaia di famiglie, impantanate nella miseria, hanno e fanno paura. Le indagini, mollicce e pavide, imboccano vicoli ciechi e marciscono come le ringhiere dei ballatoi. Oscar Baldisserri, un quarantacinquenne senza capo né coda che viene catapultato fra quelle squallide muraglie di cemento, è l'unico a farsi delle domande. Perché tutta quella violenza e rassegnazione senza spiragli sul futuro sono incomprensibili per chi al Cielo Rosso non ci è cresciuto. In un'inarrestabile discesa nel degrado ambientale, sociale, umano della provincia italiana più ambigua, grazie all'aiuto di un bambino taciturno e di Matilde, che accenderà in lui una passione tenera e spietata, Oscar solcherà gli argini della sua coscienza pur di strappare al silenzio la verità.
"Conta fino a dieci" è molto più di un thriller. È il filo sottile che salda silenziosamente la vigliaccheria al riscatto, la vendetta al perdono, le tenebre a un bruciante raggio di sole. Ma soprattutto è la storia potente e splendida di un uomo come tutti noi che, sbattuto nella periferia della vita in cerca di un assassino, finirà per trovare se stesso.

Due anni fa ho passato due giorni pieni di emozione e struggimento - quello vero - insieme a "Io non sarò come voi" di Paolo Cammilli, e ve lo avevo raccontato qui.
Ora che è tornato in libreria con il suo nuovo romanzo, non potevo assolutamente rinunciare alla possibilità di farmi conquistare ancora una volta.

Tornano le voci dei bambini e adolescenti che ci avevano conquistati nel romanzo precedente, e stavolta sono i giovani senza futuro dei palazzoni fatiscenti a sud di Catania: Nino, che tenta come può di proteggere l'anziana nonna dalle mire arriviste dei genitori; Fortunato, che nonostante il nome sembra il ragazzino più sfortunato della Terra, preso di mira non solo dai bulletti del comprensorio ma anche dal suo stesso, violento, padre; Salvatore e Diletta, due fratelli che, nonostante el scaramucce dovute lla differenza di età, sono molto legati; Rosa, Pietro e Matilde, la più grande ma non meno in difficoltà.
Non c'è molto da fare, a parte giocare a pallone in cortile o ciondolare lungo le stradine che collegano i palazzi del comprensorio, ma di sera, quando cala il sole, ecco che inizia il gioco "vero", quelli che li vede in competizione epr essere il più veloce, quello che "salva tutti", o meglio, li libera: nascondino.
Se non fosse che, una sera, durante una partita a nascondino, Salvatore scompare.
E non è il primo bambino vittima del gioco e delll'oscurità, già il piccolo Giuseppe era scomparso nello stesso modo.
La polizia infiltra nel comprensorio Oscar Baldisserri, che nella vita non ha collezionato grandi successi e che proprio non sa come faràa a risolvere un'indagine in cui nemmeno la polizia riesce a raccapezzarsi.
L'unica cosa certa è che l'assassino dei bambino è un volto noto del comprensorio, perchè è sempre stato seguito intenzionalmente e nessun bambino ha mai gridato per chiedere aiuto...

È un romanzo buio come la notte e straziante come il dolore della perdita, perchè la vita di Fortunato, Nino, Diletta e tutto il resto della banda è una vita fatta di sogni negati.
Per realizzare i propri sogni servono soldie  possibilità che nessuno di loro sente di avere, e allora perchè sognare?
E proprio Oscar Baldisserri, che di sogni ne aveva tanti ma sembra essere stato capace di collezionare solo errori, precipitato in una realtà fatiscente e piena di leggi non scritte, in cui paghi il prezzo degli errori di tutti e in cui il riscatto sembra impossibile, per la prima volta i vita sua deve imparare a prendere posizione e a comportarsi come l'uomo che, forse, una votla sognava di poter diventare.
Cede all'amore giovane e pieno di incertezza di Matilde, ma soprattutto si lega in modo speciale a Fortunato, che è il più bistrattato di tutti ma che porta nel cuore più di un segreto capace di rovinare famiglie intere.
Cammilli tesse una trama fitta, in cui ogni personaggio si lega agli altri in un gioco di relazioni complesso ma avvincente, e in cui nessuno è solo chi dice o sembra essere: pagina dopo pagina, il lettore scopre insieme a Oscar "tutto il marcio della Danimarca", perchè al comprensorio Cielo Rosso non solo i bambini giocano, ma anche gli adulti. E il loro gioco è molto più pericoloso.
Giocano secondo regole tutte loro, seguendo lo schema del "nessuno ha visto nulla" e "nessuno sa niente", e persino quando si tratta di salvare la vita dei propri figli sembra impossibile scuoterli dalla loro tendenza a nascondere e omettere dettagli che, se svelati, potrebbero rovinare "la reputazione" delle loro famiglie.

Leggendo "Io non sarò come voi" il personaggio di Fabio mi aveva preso il cuore, e stavolta è stato proprio Fortunato a farmi desiderare di poterlo estrarre dalla carta e fargli da scudo contro il mondo.
Io ve lo dico, se non succederà anche a voi, è perchè siete delle brutte persone.

Durante la lettura non si riesca a scuotersi di dosso la sensazione che l'autore stia inventando ben poco, e che esistano davvero, là fuori, un Fortunato o una Diletta, ed è proprio questo il punto di forza del romanzo: Cammilli ha dato ancora una volta una voce a chi, nel mondo vero, lotta ogni giorno per potersi concedere un sogno, e viene invece ogni giorno ignorato.
È impossibile leggere "Conta fino a dieci" senza sentirsi scuotere nel profondo, ed è vero: è molto più di un thriller. Non si tratta solo di capire chi sia l'assassino.
"Conta fino a dieci" è un libro che ti cambia, che ti scuote e che ti sconvolge. Che ti turba.
Ed è un libro che dovete assolutamente leggere, perchè non potrete fare a meno di esserne conquistati.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 19 luglio 2017

L'Oreal Paris e i suoi Colori a Olio: tutti i nuovi colori!

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Avete già visto i nuovi Colori a Olio di L'Oreal Paris?
Tantissimi colori nuovi che si aggiungono al range permanente, e non vedevo l'ora di poterveli mostrare tutti.
Bando alle ciance e cominciamo: ci sono otto smalti da stendere e da ammirare, quindi diamoci da fare!
770 Vert Epoque
221 26 Rue Crémieux
667 L'Atelier Choco
118 Madeleine Sucrée
671 Monsieur Bleu
674 Noir Noir
558 Rouge Amour
227 Je T'aime
Inutile dire che li adoro, giusto?
Hanno lo stesso pennello strepitoso dei loro compagni di collezione, piatto ma non troppo rigido e in grado di coprire quasi l'intera unghia se ben posizionato, e la stessa coprenza.
Se volete che la manicure resista più a lungo è consigliabile fare due passate leggere, ma se vi basta che le unghie siano in ordine per una sera con una pennellata più ricca si riesce a completare la manciure con una sola passata.
Il prezzo è di 7,90€ per 13,5ml e visto quanto ci ho messo a consumare i miei precedenti - non ne ho ancora finito nemmeno uno, neanche quelli che ho usato di più - è un ottimo rapporto quantità/prezzo.
Consigliatissimi 770 Vert Epoque e 671 Monsieur Bleu, di sicuro i miei preferiti, ma anche 227 Je T'Aime perchè è un bellissimo color lampone (anche se in foto sembra un rosso-rosso, ha decisamente una nota rosa dal vivo) ed è splendido anche sui piedi, se abbinato a un bel sandalo nudo o nero.
Belli, belli, belli e da acchiappare subito!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

Sette cose da fare subito per vivere meglio

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Chi si è svegliata stanca, oggi?
Sono sicura che succede anche a voi, e il motivo è che, per quanto possiamo provarci, abbiamo tutte delle brutte abitudini che condizionano la nostra salute: c'è chi sta sveglia fino a tardi, chi assume troppa caffeina (ehm... perchè guardate me?), chi non si muove a sufficienza.
Tutte abbiamo il nostro vizio, e non è affatto detto che dobbiamo per forza liberarcene: nessuno mi toglierà la caffeina, questo è sicuro.
Ma ci sono sette cose che possiamo fare tutte subito per sentirci più attive, più energiche e più riposate... e per mantenere la nostra cattiva abitudine del cuore ;)
Bere più acqua.
Lo so, sarete stanche di sentirvelo dire.
Ma senza mettervi a contare i famigerati otto bicchieri al giorno, limitatevi a questo: procuratevi una bottiglia da litro, e assicuratevi di vuotarla due volte al giorno.
Per me che non sono mai riuscita a bere i due litri consigliati, questo metodo funziona perchè se a metà giornata non sono nemmeno alla fine della prima bottiglia è un segnale che non sto bevendo abbastanza.

Pianificate i pasti della settimana.
E fate la spesa di conseguenza: questo vi impedirà di riempire la dispensa di cose a caso che, oltre a essere una spesa superflua, vi farebbero pasticciare  assumere grassi e zuccheri in più di cui non avete bisogno.
Ragionare a mente lucida e quando non siete affamate su ciò che vi servirà per i sette giorni seguenti vi permetterà di fare una spesa equilibrata, e sarete anche più ben disposte nei confronti del cibo fresco, invece di cercare la gratificazione immediata di patatine e biscotti.
Nulla vi vieta di concedervi un biscotto al cioccolato con il caffè a metà mattina, se evitate di mangiarne un pacchetto intero davanti alla tv quando tornate a casa.
Mangiate "in verde".
Questo per me è difficilissimo, non essendo una fan della verdura sin da quando ero piccola, ma persino io ho trovato qualcosa che mi piace e che inserisco nei miei pasti ogni giorno: gli spinaci novelli, per esempio, molto più delicati e meno amari degli spinaci e fantastici crudi, in insalata.
I cetrioli, così freschi e perfetti ora che siamo in estate.
Le zucchine, che sono buone anche crude a listarelle con giusto un filo d'olio e un pizzico di sale.
Voglia di fast-food? Concedetevi l'hamburger, ma accostategli un'insalata invece delle patatine fritte.
E se invece la vostra voglia fosse proprio di patatine, niente vi impedisce di godervene una porzione piccola se insieme ci mangiate un bel piatto di verdure miste.
Non è necessario vivere di semi e foglie, per vivere bene, ma è fondamentale trovare un equilibrio e saper riconoscere cosa dovrebbe far parte della nostra alimentazione di ogni giorno e cos ainvece dovrebbe essere consumato solo occasionalmente.

Regalatevi cinque minuti.
Ne bastano davvero solo cinque, per liberare la mente dai brutti pensieri e sentire la tensione che abbandona le vostre spalle e il vostro collo contratti.
Se siete tipi da meditazione, è il momento perfetto per praticarla, ma se non fa per voi non importa: è sufficiente che repsiriate a fondo, chiudiate gli occhi e lasciate andare nella vostra mente il peso che vi preme addosso a causa del lavoro, della famiglia e chi più ne ha più ne metta.
Dovete arrivare a casa e "posare lo zaino", per rubare la metafora a George Clooney.

Sedetevi dritte.
Quando ero alle elementari, le mie maestre passavano lungo le panche in mensa e posavano una mano sulla schiena di chi era seduto curvo, o storto, o con le spalle incassate, e bastava quel tocco leggero a farci raddrizzare.
Sedere dritti permette ai polmoni di dilatarsi maggiormente e porta più ossigeno al sangue e al cervello, oltre a farci sentire più fiduciosi e con il pieno controllo della situazione.
Per quanto assurdo possa sembrare, io la mano sulla schiena la sento ancora ogni volta che mi piego leggermente davanti al computer, e mi raddrizzo immediatamente.

Mangiate senza distrazioni.
Quante volte avete pranzato leggendo, smanettando sul vostro cellulare o davanti allo schermo del computer, immerse nel mondo incantato di Netflix?
Innumerevoli, e lo so perchè a volte lo faccio anch'io, da quando vivo da sola.
Ma la verità è che quello del pasto è un momento fondamentale, e mangiare senza altro pensiero che non sia quello che stiamo ingerendo ci impedisce di continuare a riempirci la bocca anche quando siamo sazi, oltre a ridurre l'ansia.
Almeno un pasto al giorno dovete riuscire a consumarlo così: per me è la colazione, il pasto senza distrazioni. La consumo prima di leggere le email, prima di fare il giro dei siti dei quotidiani, godendo della sapore del mio tè preferito, della croccantezza del pane tostato e della dolcezza della marmellata. È il momento migliore per pensare con calma e senza stress alla giornata che sta iniziando, prima che ogni gadget elettronico di casa inizi a squillare per le notifiche e le richieste mi piovano addosso attraverso ogni possibile sistema di messaggistica.
Usate il filo interdentale.
Random? Non esattamente.
Se tutti siamo corsi a dotarci di spazzolino elettrico non appena è diventato di moda averlo, in troppo pochi utilizzano con costanza il filo interdentale, nonostante id entisti si affannino a dire quanto sia importante.
Non è glam e non è tecnologico, ma è qualcosa che dovete abituarvi a utilizzare dopo ogni pasto.
È intuile spendere 30€ per un rossetto se dietro alle labbra truccate ci sono denti trascurati, mentre al contrario un sorriso smagliante non ha bisogno di nessun cosmetico per conquistare chi vi guarda.
Infilate il filo interdentale anche nella bustina che tenete con voi in ufficio, insieme a un colluttorio travel-sive che trovate facilmente al supermercato: oltre a eliminare placca e tartaro che lo spazzolino non riesce a rimuovere, eliminerà anche il rischio di trovarvi con l'alito cattivo (altra cosa contro cui il sopraccitato rossetto da 30€ non può fare nulla).

Ora però ve lo devo dire, quali sono le mie cattive abitudini del cuore, giusto?
Non so dire di no a un cappuccino con latte intero e tre bustine di dolcificante (praticamente l'inferno di ogni salutista), almeno due sere a settimana leggo fino a tardi dal mio tablet (nonostante sia la prima a dire che è importante allontanarsi da ogni schermo almendo due ore prima di andare a letto, e giuro che le altre cinque sere a settimana sono diligente) e non so dire di no ai popcorn al burro del cinema. Sì, quelli pieni di grassi saturi e di sale. È più forte di me, se vado al cinema devo averli.
E sono molto curiosa di scoprire le vostre, quindi fuori gli scheletri dall'armadio ;)

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

martedì 18 luglio 2017

Trasforma il tuo bagno in una spa, in cinque mosse!

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A volte servirebbe proprio una spa casalinga, vero?
Certo, fuggire in un centro benessere ogni weekend sarebbe un vero attentato alle nostre finanze.
Ma se vi dicessi che con un budget di circa 20€ potreste concedervi lo stesso senso di relax e riempire la casa di un profumo gradevole, esattamente come nella migliore delle spa?
Prima di tutto, aprile il frigo e la dispensa: per la versione più semplice di questo trattamento vi basterà dello zucchero, dell'olio e un limone.
Sono prodotti che tutti abbiamo in cucina, e con i quali potreste preparare un ottimo scrub per il corpo e le labbra. Se poi avete anche un'arancia, potete seguire questa ricetta (eliminate l'arancia nel caso non l'aveste a disposizione, e sostituite in tutta serenità lo zucchero di canna con quello bianco: l'azione esfoliante si ottiene lo stesso).
Ma veniamo a noi, e ai nostri prodotti accessibili per una serata di coccole (spedite il compagno al pub con gli amici: stasera ci siete solo VOI)!
Ho adorato il "Fango Scrub" di Geomar sin dalla prima volta che l'ho utilizzato, dopo averlo infilato nel cestino al supermercato attirata dalla sua natura multitasking: l'idea di poter avere nello stesso prodotto uno scrub e un trattamento lipolitico era una tentazione, soprattutto per una persona come me, che non ama i tempi di posa troppo lunghi o le routine che richiedono troppi passaggi.
Invece, con questo, bastano 10 minuti (15 se siete più pazienti di me) di posa perchè il fango agisca sugli inestetismi della cellulite, e un bel massaggio sotto la doccia per esfoliare la pelle rimuovendo il trattamento.
Da provare assolutamente, anche in vacanza: rimuovere una volta a settimana le cellule morte in superficie fa penetrare l'abbronzatura più a fondo - e la fa durare più a lungo.
Ho avuto la possibilità di provare il gel doccia "Carezza di petali" di Lavera e mi è piaciuto davvero moltissimo: malva e tè bianco gli donano un profumo delicato, e la detersione avviene senza aggredire la pelle nemmeno nelle zone più sensibili.
L'ho adorato e prontamente riacquistato, perchè dovevo averlo nella mia doccia e dovreste averlo anche voi ;)
Non c'è nulla di meglio di una buona crema corpo e di un massaggio, dopo una doccia così.
E dopo aver provato la nuova Crema-Olio con Cacao e Olio di Macadamia di Nivea non tornerete più indietro: me ne sono innamorata subito, e adoro utilizzarla per massaggiare le gambe, le braccia e le spalle alla fine di una lunga giornata.
È nutriente senza essere appiccicosa, e mi piace utilizzarla anche su mani e piedi, per velocizzare il tutto e infilarmi a letto senza brutti nodi e contratture da tensione.
Primark è arrivato e sembra che non possiamo più farne a meno: io di sicuro.
Soprattutto per le chicche nascoste e superaccessibili, come questi patch per occhi sgonfianti ed illuminanti che costano solo 1,50€ per tre coppie, in una bustina richiudibile che permette di conservarne la freschezza. Bastano pochi minuti di posa sugli occhi chiusi per sentirsi come nuove, soprattutto alla fine di una lunga giornata davanti al computer.

Vi siete concesse un fango anticellulite, una doccia profumata, un auto-massaggio e dieci minuti di relax a occhi chiusi... manca solo una tisana detox perchè questa serata vi faccia sentire bene dentro e fuori, giusto?
Io ve ne propongo due, che sono le mie preferite e alle quali non so dire di no!
Lo so, contiene tè verde e potrebbe tenervi sveglie, ma la verità è che questo infuso è molto leggero e difficilmente succederà. BB Detox di Kusmi Tea è pensato apposta per darvi una sensazione di benessere e di positività, e dopo certe giornate a chi non serve?
A me piace berlo anche al mattino, quando so che ho davanti a me qualche seccatura e mi serve quel pizzico di pace interiore in più per non alterarmi ;)
Per una coccola drenante e priva di teina, ci pensa invece Pompadour con la sua tisana a prova di bomba. Perfetta dopo un trattamento anticellulite e da portare in ufficio il giorno dopo preparandone un bel thermos al mattino, per prolungare gli effetti della serata di benessere.
E perchè limitarsi a una sola sera?
Sul sito dell'azienda, inoltre, è possibile acquistare una Wellness Box (18,90€ per 120 bustine) che include quindici bustine di ognuna delle otto tisane Pompadour, da quella snellente a quella detox, da quella drenante a quella digestiva... se siete amanti degli infusi, fateci un pensierino: potete sbirciarla qui!
Non volete spendere così tanto?
Provate il programma Detox, della durata di 10 giorni (4,89€ per 30 bustine): include dieci bustine per tipo delle tisane Drenante, Detox e Linea Snella, e tutte le informazioni per coccolare il vostro corpo e purificarlo in poco più di una settimana.
Trovate questo kit qui, e potrebbe essere un modo per prolungare l'effetto delle vacanze una volta rientrati: i colleghi non potranno fare a meno di chiedervi cosa sia, a rendervi così radiose ;)

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Sette lettere da Parigi" di Samantha Verànt

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchier alibrosa di oggi è dedicata a "Sette lettere da Parigi" di Samantha Verànt, edito Sperling & Kupfer (ebook a 3,99€):
Sembrava l'inizio del più classico film romantico: una ragazza americana in vacanza a Parigi, un giovane francese affascinante, l'incontro casuale in un caffè e ventiquattr'ore vissute intensamente insieme nella città degli innamorati. Eppure, il giorno dopo, Samantha e Jean-Luc si dicono addio alla Gare de Lyon.
Per tenere viva la fiamma che si è accesa tra loro, il giovane scrive a quella ragazza indimenticabile sette lettere d'amore appassionate. Ma lei non gli risponderà mai. Neanche una parola. E quella favola sembra finire come un sogno.
Vent'anni dopo, la vita di Samantha è un disastro su tutta la linea: non ha più un lavoro, il suo matrimonio è agli sgoccioli ed è piena di debiti. Abbattuta, si decide a tornare a casa dei genitori e a fare la dog-sitter per pochi dollari, sperando di rimettersi in qualche modo in sesto. È proprio allora che, tra uno scatolone e una bolletta, ritrova le lettere di quel ragazzo francese mai del tutto dimenticato.
Così, proprio mentre tutto nella sua vita è in discussione, decide di ricominciare da un gesto molto semplice: chiedere scusa per quel lungo silenzio. Internet le facilita il compito e, una volta rintracciato Jean-Luc, scopre che la passione tra loro non si è mai spenta. Dopo centinaia di mail, telefonate infinite ed equivoci linguistici che avrebbero fatto scappare un uomo meno coraggioso, Jean-Luc le manda un biglietto aereo per Parigi. Prendere un volo per ritrovare qualcuno che hai visto per un solo giorno quando avevi diciannove anni può sembrare una follia; ma è la follia che Samantha aspettava da tutta la vita. E da allora lei e Jean-Luc sono inseparabili.
La loro storia è così incredibile che si legge come un romanzo. Raccontata in prima persona da Samantha, è un'irresistibile iniezione di speranza e positività. È un inno alle seconde chance che la vita ci sa offrire. E al coraggio di ricominciare, anche quando tutto sembra perduto.

La storia vera di Sam e Jean-Luc è arrivata in libreria nel Febbraio dello scorso anno, e ora torna su tutti i digital store con un nuovo look: ho approfittato di quest'occasione per recuperare la lettura di questo libro che era nella mia libreria da più di un anno, ed eccomi qui a raccontarvelo!

Sam incontra Jean-Luc a Parigi durante una vacanza in Europa, e anche se si ferma nella città più romantica del mondo per solo un giorno dopo che i loro sguardi si incrociano sopra a un bicchiere di vino in un locale, non può fare a meno di innamorarsi di quel giovane studente di ingegneria aerospaziale che corregge il suo francese con pazienza e le fa visitare la sua città con entusiasmo.
Invece di prolungare la loro permanenza a Parigi, Sam e l'amica Tracey saliranno sul loro treno per Nizza, e la ragazza non risponderà mai alle sette lettere piene di amore e passione che Jean-Luc le scriverà da Parigi, prima di desistere vista l'assenza di una risposta.
Per paura, per non restare delusa, per mille motivi che si scoprono conoscendo la storia personale di Sam e della sua famiglia (tra tutti spicca un padre biologico abilissimo nello sparire, tornare illudendola di poter suscitare in lui un ritrovato affetto e poi sparire di nuovo), ma il risultato non cambia: non risponde a Jean-Luc, e quasi se ne dimentica fino a quando, vent'anni dopo, la sua vita è un totale disastro.
Il suo matrimonio con Chris sta fallendo, è disoccupata e il suo cane sta invecchiando.
Si sente come s eil mondo le tremasse sotto i piedi, e ritrovare le lettere di Jean-Luc in mezzo a vecchie scartoffie in fondo a uno scatolone le fa battere il cuore più veloce per la prima volta da tanto tempo.
E come in una fiaba, non solo riesce a ritrovarlo: Jean-Luc non l'ha mai dimenticata.
Una mail porta a una telefonata, che porta al sentirsi ogni giorno più volte al giorno e al rivedersi a Parigi, perchè quando l'amore chiama devi rispondere.
Anche vent'anni dopo.
Non so come ho fatto a non leggere questa storia prima, me lo spiego solo dicendomi che è rimasta sepolta in mezzo a mille altri arretrati.
Ma ora che l'ho scoperta, è entrata tra le mie letture preferite del 2017 perchè la storia di Sam e Jean-Luc più di ogni altra insegna che all'amore bisogna sempre dare una seconda chance, e che le distanze e il tempo non possono nulla contro l'affinità e i sentimenti.
Insieme, Sam e il suo Jean-Luc affrontano il divorzio (di lei e di lui: il destino ha voluto che si ritrovassero proprio quando entrambe le loro relazioni arrivavano al capolinea), il difficile trasferimento di lei in Francia tra confusioni burocratiche e moduli irreperibili, l'avvicinamento dei figli di lui alla nuova compagna del padre (non riuscirete a non affezionarvi ai due ragazzini, e poi Elvire è una Twilighter con tanto di poster del film in camera: come non tornare alla mia adolescenza, a quando la camera da Twilighter in questione era la mia?).

Sam è una donna smarrita che, tornando indietro, trova la forza di andare avanti.
E poco importa se ci sono i chili di troppo, se c'è qualche ruga in più, se bisogna trasferirsi in un paese di cui non si parla bene la lingua (epica la scena in cui, seduta in un locale, dice a gran voce di aver bisogno di un pompino invece che di una cannuccia): per amore ne vale la pena. Sempre.
Consigliatissimo a tute le romanticone là fuori, di ogni età.
Una piacevole scoperta, e assolutamente da leggere quest'estate approfittando del prezzo più che accessibile - così risparmiate e poi prendete un volo per Parigi sperando di incontrare il "vostro" Jean-Luc ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3