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martedì 28 gennaio 2020

Psychokiller: Paolo Roversi ci racconta il suo nuovo thriller

A un anno di distanza da Addicted, Paolo Roversi regala ai lettori un nuovo thriller travolgente: Psychokiller (SEM) è in libreria, e abbiamo incontrato l'autore per scoprire qualcosa di più sulla genesi dell'opera e i suoi protagonisti.


Il tuo Psychokiller si racconta in prima persona. Raccontaci qualcosa di più sulla scrittura di questa parte del romanzo!
Non ho avuto nessuna difficoltà, forse dovrei preoccuparmi! Si dice che gli scrittori scrivano per risparmiare i soldi della psicanalisi, forse è vero!
Scherzi a parte, il piacere che c’è nella scrittura di un thriller o di un noir è proprio nello scrivere del personaggio oscuro, del cattivo, dell’uomo nero. Sono figure che ci attraggono, e che anzi, più sono cattivi e più ci piacciono. Uno dei personaggi più amati del genere è Hannibal Lecter, ed era uno che quando voleva cenare con te intendeva proprio “con te”.
Sono i bassi istinti, quelli meno condizionati e tollerati, ad affascinarci di più.

Partendo dai bassi istinti, arriviamo all’estremo opposto, quello delle regole.
Nel tuo romanzo hanno un ruolo chiave. Abbiamo le regole che il tuo protagonista si dà per convincere se stesso e il prossimo di stare meglio di quanto in realtà non stia, per esempio. Abbiamo le regole che il tuo psychokiller, molto metodico, segue pedissequamente nella sua follia.
Quanto peso hanno avuto le regole e gli schemi durante la costruzione del romanzo?
Avevo un protagonista alcolista, la cui vita è scandita dai fantomatici dodici passi e dalle regole che lui stesso inventa per aggirare questo schema, per lui insopportabile. Sono regole create apposta per infrangerne altre. La stessa profiler non è molto brava nel rispetto di regole e procedure.
E che ruolo hanno le regole nella tua vita di scrittore?
Le regole hanno un ruolo fondamentale. Quelle che ti imponi per scrivere (tempi, momento, stesura di scalette e sinossi) sono essenziali. Nella scrittura di un thriller è tutto dosato, bisogna stare attenti al ritmo, alla lunghezza dei capitoli. C’è una serie di regole che rispetti, che non sono limitanti ma anzi, costituiscono una sfida.

Parliamo della profiler, la tua protagonista femminile: Gaia Virgili non è una che rispetta facilmente le regole, ma allo stesso tempo si costringe in abiti molto castigati che non danno spazio alla sua femminilità, e si limita in quella che è una parte essenziale di lei.
Come nasce questo personaggio?
Nasce dalla mia passione per Criminal Minds, essenzialmente. Mi piaceva l’idea di una persona che, quando la incontriamo, è ancora agli inizi, e che vediamo vivere poco dopo il suo momento di massimo fulgore. È pienamente protagonista insieme a Ruiz e allo psychokiller.
È anche una donna orgogliosa di come preparar le tagliatelle, da brava emiliana!

Ho una curiosità: nelle ultime pagine del romanzo ci racconti cosa contenga la valigetta di Ruiz. Visto che un autore mette sempre qualcosa di sè in ciò che scrive, nella tua ipotetica valigetta cosa troveremmo?
Nella mia valigetta credo ci sia solo un passaporto, ed ecco, se dovessi aggiungere qualcosa forse un computer per poter scrivere. Se posso viaggiare e scrivere, non mi serve altro.

Ti senti più a tuo agio nella serialità o nel dedicarti a romanzo auto-conclusivi?
È una cosa completamente diversa: scrivere thriller adrenalinici, densi di colpi di scena, è differente da quanto mi dedico invece a un protagonista seriale. Quando sono con Radeschi è un po’ come tornare a casa, sia per me che per i lettori, mentre nel caso di Addicted e di Psychokiller ogni volta è una novità e una sfida. Con un nuovo romanzo ci sono quelle 30/40 pagine che servono per entrare in sintonia, e spesso non succede. Io per primo, da lettore, se non scatta qualcosa entro le prime 50 pagine, perdo entusiasmo.


Psychokiller di Paolo Roversi (SEM) è in libreria, al prezzo di copertina di 17€.

giovedì 8 agosto 2019

Cosa significa "scrivere"?

Uno degli obbiettivi di quest'estate? Mettersi in gioco!
E per chi volesse farlo con la scrittura, magari realizzando il proprio sogno di vedere una sua storia pubblicata, e il suo nome sulla copertina di un romanzo, ecco arrivare Il Cantiere delle Storie.
Un vero e proprio esperimento narrativo che vede coinvolti SEM Società Editrice Milanese e uno dei più famosi scrittori italiani, Federico Moccia.


È la prima volta che un grande autore di successo si apre completamente ai lettori e li rende veramente protagonisti della scrittura insieme a lui, chiedendo loro di contribuire direttamente alla realizzazione dell’opera.
Federico Moccia, alle prese con la lavorazione del romanzo La ragazza di Roma Nord, vi aspetta sul sito del progetto con le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Gli elaborati, di una lunghezza massima di seimila caratteri (spazi inclusi) potranno essere inviati dal 25 luglio al 31 ottobre qui.
Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di SEM, verranno annunciate sul sito a partire dal 16 novembre: faranno parte del libro definitivo e i loro autori firmeranno il nuovo romanzo con Federico Moccia.

Ma cosa significa, scrivere?
Ecco come risponderebbero i grandi autori del passato!

«Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l'ho tolta.»
Oscar Wilde

«Se non respiri attraverso la scrittura, se non piangi nello scrivere, o canti scrivendo, allora non scrivere, perché alla nostra cultura non serve.»
Anaïs Nin

«Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!»
Luigi Pirandello

«L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.»
Italo Calvino

E quale conclusione migliore di un consiglio rivolto da William Wordsworth a tutti gli aspiranti scrittori? «Riempi il tuo foglio coi respiri del tuo cuore.»

giovedì 25 luglio 2019

Il cantiere delle storie: SEM Società Editrice Milanese e Federico Moccia presentano un progetto innovativo

Il 25 luglio 2019 la casa editrice SEM Società Editrice Milanese presenta a Milano un progetto molto innovativo, un vero e proprio esperimento narrativo - denominato Il Cantiere delle Storie - che si sviluppa con la collaborazione di uno dei più famosi scrittori italiani, Federico Moccia.

Questo progetto è un nuovo capitolo nella scrittura di Federico Moccia (oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo) e SEM ne è orgogliosamente partner, mossa dall’originalità che lo contraddistingue: è la prima volta che un grande autore di successo si apre completamente ai lettori e li rende veramente protagonisti della scrittura insieme a lui, chiedendo loro di contribuire direttamente alla realizzazione dell’opera.

Federico Moccia, alle prese con la lavorazione del romanzo La ragazza di Roma Nord, si aprirà completamente ai lettori e sul sito del progetto darà loro le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo.
Gli elaborati, di una lunghezza massima di seimila caratteri (spazi inclusi) potranno essere inviati dal 25 luglio al 31 ottobre al sito di SEM sulla pagina dedicata al Cantiere delle Storie.
Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di SEM, verranno annunciate sul sito a partire dal 16 novembre: faranno parte del libro definitivo e i loro autori firmeranno il nuovo romanzo con Federico Moccia.


«Quando incontro i miei lettori, mi dicono sempre che anche loro hanno una storia da raccontare», spiega Federico Moccia. «Io voglio che abbiano l’occasione di pubblicare anche loro. Così come è successo a me. Tre metri sopra il cielo non lo voleva nessuno e lo pubblicai a pagamento. Il successo è arrivato dopo dodici anni e mi ha fatto conoscere in tutto il mondo. Mi piacerebbe dare a tutti la possibilità di pubblicare una storia insieme a me.»

La ragazza di Roma Nord verrà pubblicato da SEM a gennaio 2020. Impegno prioritario da parte di SEM e di Federico Moccia sarà quello di garantire una totale libertà di scrittura per offrire ai lettori di diventare protagonisti accanto al loro autore preferito con la propria storia, nello stile che sentono più congeniale, affinché questa esperienza collettiva di scrittura possa davvero essere un cantiere creativo.

Presto scopriremo di più su questo romanzo, ma nel frattempo...
Che dire? Sgranchite le dita, avvicinatevi alle tastiere... e buona scrittura a tutti!

mercoledì 27 febbraio 2019

Intervista a Ottavio Cappellani su "La Sicilia spiegata agli eschimesi"

Spiegare la Sicilia agli eschimesi?
Ci prova Ottavio Cappellani, con il divertente e sfrontato volumetto intitolato esattamente così: La Sicilia spiegata agli eschimesi (SEM).
Un saggio, una guida, quasi una raccolta di racconti - è difficile classificare l'ultimo lavoro dell'autore di Sicilian Tragedi e Sicilian Comedi. L'unica cosa certa è che è una lettura appassionante e che stimola a più riprese la curiosità dei lettori che, giunti all'ultima pagina, si troveranno a cercare una pasticceria siciliana nelle vicinanze e a prenotare una vacanza con visita alla valle del templi inclusa.


Abbiamo incontrato l'autore a Milano, ed ecco cosa ci ha raccontato sul libro, la Sicilia e la scrittura!

Com'è nata l'idea di raccontare la Sicilia, e di farlo così?
Conoscete Manlio Sgalambro? Un filosofo di Lentini, che nell'ultima parte della sua vita si è dedicato alla stesura di testi di canzoni per Franco Battiato (La cura, tra gli altri, è suo, ndr).
Scrisse un bellissimo libro intitolato Del pensare breve, anticipando i tempi moderni.
Immaginò un'epoca in cui il pensiero si accorcia, che in effetti è la nostra: l'epoca di Facebook, di Twitter, degli slogan. Del passaggio veloce da un argomento all'altro.
La sua sfida era però quella di riuscire a "pensare breve" senza rinunciare all'idea di costruire un sistema di pensiero, riconoscendo che non era più tempo di grandi opere e testi lunghi.
Una bella scommessa, alla quale mi sono ispirato, ed è stata una sfida: ci ho messo molto più tempo a scrivere questo libro che non il mio lavoro precedente.
Il lavoro di "lima" non dev'essere stato facile.
Esattamente, è stato molto più difficile sintetizzare.
C'è stato anche un lavoro di ricerca?
Certo, anche se non la classica "ricerca fatta per scrivere il libro".
Questo è frutto di ricerche fatte per scrivere altri libri, per mia curiosità personale, aneddoti personali o che mi sono stati raccontati.

Questa lettura, per chi come me ha origini siciliane pur essendo nato e cresciuto a Milano, non è solo divertente ma anche istruttiva. Per esempio, è stato curioso scoprire di più sul carrubo, albero così amato in questa regione ma del quale sapevo molto poco.
Il carrubo è un albero magico, l'albero del mito e delle radici del desiderio.
Ti racconto un aneddoto. Negli anni Settanta, lo Stato diede finanziamenti ai coltivatori per convertire le loro coltivazioni e piantare agrumi. Moltissimi hanno accettato.
Allo stesso tempo, in quegli anni ci fu un grosso incendio che spazzò via buona parte degli alberi di carrubo. Negli anni Duemila, i miei genitori decisero di tornare a occuparsi della campagna abbandonata da tempo, piantando mille alberi di carrubo. Ora, il carrubo dà i primi frutti dopo vent'anni, quindi era chiaro che i miei genitori non avrebbero mai visto i frutti di quell'investimento, e da qui la sorpresa di amici e conoscenti.
Mio padre rispose che quella era terra di carrubi e di olive, e che altre cose non ne avrebbe piantate.
C'è da chiedersi se mio padre sia impazzito, o se invece ci fosse un significato più alto in quel gesto.

La mia generazione è quella che, più che restare in Sicilia, l'hanno lasciata per trasferirsi al Nord - per studiare e/o lavorare - ed è facile ascoltare racconti nostalgici, degni di Ulisse che prova nostalgia della sua amata Itaca.
La Sicilia è la culla del mito.
C'è un attaccamento alla terra profondo, anche se, come dici tu e io confermo, i siciliani sono quelli che più di tutti lasciano la loro regione.
Questo attaccamento alla terra è poi in realtà un attaccamento alle tradizioni, più un fatto psichico che geografico.

Una curiosità, sorta immediatamente leggendo il tuo libro: perché Palermo non fa parte della Sicilia?
Perché non ha ospitato i greci.
Se diamo come assunto, e io lo do, che la Sicilia è fondamentalmente un luogo caratterizzato da una fortissima componente greca, classica, del mito allora Palermo non è Sicilia.
Palermo era alleata cartaginese, e respinse la dominazione greca.
Per questo il palermitano è molto simile al sardo, per molti aspetti.
E poi a Palermo non friggono la cotoletta!

La Sicilia è terra di sensualità e, allo stesso tempo, di forte religiosità.
Apparentemente è una contraddizione, che però racconti molto bene nella descrizione della processione di Sant'Agata.
C'è questa commistione perché le nostre feste sacre derivano da feste pagane.
Il paganesimo e i suoi riti sono confluiti nel cristianesimo con più fluidità rispetto ad altre zone meno periferiche dell'impero. Forse anche il nostro essere stati molto vicini all'Africa ha influito.
La festa di Sant'Agata deriva da un rito dedicato a Iside, e cade a febbraio, nel mese del Carnevale.

Non possiamo non citare il tuo brano sulla mafia.
Se penso alla realtà di movimenti come Addio Pizzo, ci vedo un a risposta forte della mia generazione a un meccanismo che pare irreversibile.
Alla domanda "come si elimina la mafia?" tu rispondi "eliminando gli ultimi duecento anni".
Anche di più, in realtà.
La realtà è che la Sicilia è una terra che ha subito ripetute dominazioni. Anche se siamo abituati a vederle come fonti di arricchimento pensando solo all'eredità artistica e culturale, la verità è che queste popolazioni si scannavano sul (e per il) suolo siculo, bagnandolo di sangue.
La mafia è anche frutto di questi scontri perenni, che fanno intrinsecamente parte dell'identità storica della regione. Un fenomeno violento da condannare, ma difficile immaginarne la scomparsa.
Dire "eliminiamo la mafia" è un po' come dichiarare di volere "la pace nel mondo".


La Sicilia spiegata agli eschimesi di Ottavio Cappellani (SEM) è in libreria, al prezzo di copertina di 12€.

giovedì 5 luglio 2018

"Desire" di Meghan March

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Desire" di Meghan March, terzo e ultimo capitolo della trilogia erotica dell'estate edita SEM (brossurato a 14€):
lo difendo sempre ciò che possiedo. Compresa Keira Kilgore. Lei è mia.
Non mi basta più il suo corpo. È una donna orgogliosa, ma prima o poi si arrenderà.
Niente ci può tenere separati. Nessuno deve mettersi fra noi.
Keira pagherà il suo debito fino in fondo. Con il cuore.

E siamo arrivati a "Desire": il sipario si alza e cala per l'ultima volta su Lachlan e Keira, e stavolta l'autrice ha fatto un regalo a me e a tutte le sue lettrici convinte che il diamante grezzo della serie fosse proprio lui, Lachlan, perchè questo è decisamente il suo romanzo.
Da diamante grezzo a gioiello sfavillante?

Sì, soprattutto grazie allo spazio dedicatogli dall'autrice nel terzo e ultimo volume di quella che si è già affermata come la trilogia erotica dell'estate.
Alle lettrici è permesso esplorarne la vita, e sapere tutto di lui: dalla sua triste infanzia alla sua ascesa al potere, e soprattutto come abbia avuto il suo nome.
Aspettavo sin dal primo capitolo del primo libro di potermi immergere così nella vita di Lachlan!

Questo è anche il volume in cui la relazione che lega Lachlan e Keira prende spessore, accompagnata da uno sviluppo sostanziale di entrambi i protagonisti (qualra Keira non vi avesse fatte impazzire finora, potrebbe riuscire a conquistarvi!). L'attentato alla vita di Keira - ebbene sì, a volte un proiettile al momento giusto ha una sua funzione - è servita ad avvicinarli, e a far sì che avvenisse il superamento del mero rapporto di attrazione fisica e della dinamica ordine-obbedienza.
Keira smette di combattere la sua attrazione per quell'uomo di grande potere, sì, ma soprattutto molto complicato, ed entrambi comprendono che, a legarli, non è più solo la lussuria, ma un sentimento profondo, che si lega al desiderio in un mix esposivo.

Meghan March non aveva una sfida facile davanti a sè, perchè ammettiamolo: quante volte, leggendo di un uomo molto ricco, molto bello, di potere e a cui piace molto dare ordini a letto pensiamo "cielo, un altro Christian Grey"?
Raccontare Lachlan e far sì che, invece, conquistasse uno spazio suo e solo suo nel cuore delle lettrici non era affatto semplice, ma Meghan March ha fatto centro sin da subito e "Desire" è la cosiddetta ciliegina sulla torta - torta molto golosa, che non potrete fare a meno di divorare fino all'ultimo boccone.
Siete invece orfane di Christian Grey? Lachan piacerà un sacco anche a voi, credetemi.
E vi farà compagnia quest'estate, perchè cosa c'è di meglio di un uomo bello, affascinante, straordinario tra le lenzula e molto, molto ricco? Poche cose, poche cose.

Trilogia consigliata, da scoprire e molto, molto calda: tente un ventilatore sottomano!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 7 maggio 2018

"L'orso" di Claire Cameron

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'orso" di Claire Cameron, edito SEM (rilegato a 17€):
Anna è una bambina di cinque anni. Con i genitori e il fratellino, Stick, di poco più piccolo, sta facendo una bella vacanza sull’isola di Bates, un paradiso naturale al centro del meraviglioso lago canadese di Opeongo.
La radura dove si fermano per la notte è un incanto. Anna stringe a sé Stick e dice buonanotte al papà e alla mamma, che si ritirano nella loro tenda. La notte è tiepida, trasparente, e i suoni che provengono dal bosco accompagnano fin dentro i sogni più dolci.
Ma nel cuore della notte la vita diventa un incubo.
All’improvviso i due fratellini vengono svegliati dalle urla della mamma e del papà, dal trambusto assordante. Un grosso orso nero ha sventrato la tenda dei genitori e si accanisce su di loro con la sua enorme forza, con la ferocia della bestia affamata. In un ultimo, disperato atto di coraggio il padre mette in salvo i piccoli, chiudendoli all’interno di un robusto container per gli attrezzi e le provviste.
Il giorno seguente, nella luce di una giornata di sole, i due bimbi escono dal nascondiglio che li ha protetti dalla bestia e si incamminano, insieme con il lettore di questo sorprendente, emozionante romanzo, nella loro nuova vita. Attorno, oltre i resti del passato e dell’amore, c’è la natura pericolosa, affamata, impenetrabile, ostile. E una fioca luce per guardare verso il futuro.

Strepitosa Claire Cameron, strepitosa la sua immersione a trecentosessanta gradi nei pensieri e nella dialettica di un bambino, strepitoso il suo romanzo che ho potuto leggere in tre meravigliose ore di sole e pace, tra le fronde del parco rigoglioso che ho la fortuna di avere proprio di fronte a casa.

"L'orso" racconta la paura che irrompe nella mente di un bambino nel momento in cui qualcosa di spaventoso e inspiegabile fa sì che un tranquillo campeggio estivo con mamma e papà si trasforma in una notte trascorsa in un grosso refrigeratore, mentre un "grosso cane nero" si aggira per il campo e le urla di mamma e papà riecheggiano nella notte.
Al sorgere del sole, del papà non c'è traccia, il campo è distrutto, e la piccola Anna trova la sua mamma distesa nell'erba, ricoperta di sangue e ferite, per le quali non bastano certo i due cerotti che la bimba le porta con determinazione dopo averli trovati nella tenda dei genitori.
L'ultima cosa che la madre riesce a fare, per i figli è incitarli a salire a bordo della canoa utilizzata per raggiungere il luogo del campeggio, allontanandosi da lì, promettendo che lei e papà "arriveranno subito".
Ovviamente, il lettore sa che ciò non accadrà, perchè ciò che Anna e suo fratello (soprannominato Stick) non sanno ancora, è che un orso bruno (il grosso cane nero, nell'immaginario della bimba che non ha mai visto un orso e che di questo ha visto solo il muso) ha attaccato inspiegabilmente i genitori, uccidendoli.
Non lo ha fatto per rubare il loro cibo - che anzi, la bimba trova intatto anche se sparso per il campo - nè perchè si sentiva minacciato - la famiglia era già nelle tende, al buio, in silenzio al momento dell'attacco.
Quello che i bambini scoprono nel corso dei loro primi passi da soli nel mondo, è che il mondo senza mamma e papà è un posto che fa più paura, ma soprattutto è un posto in cui bisogna aiutarsi l'un l'altra, restando uniti.
Nato da un fatto di cronaca, con le dovute aggiunte e modifiche, "L'orso" è un piccolo, grande capolavoro, a cominciare proprio dalla voce narrante, quella di Anna.
È facile, vedere e raccontare il mondo così come lo vede una bambina di «cinque anni, tra poco sei»?
Assolutamente no.
Eppure Claire Cameron ci riesce, e al lettore non viene fatto mancare nulla: il flusso di coscienza apparentemente inarrestabile, la personificazione degli oggetti (la cella refrigerante è Coleman, il gancio di chiusura un dente; l'orsetto Gwen ha emozioni e sentimenti, e via dicendo), la ferrea convinzione - a tratti disperata - che basterebbe che mamma e papà li raggiungessero perchè tutto andasse di nuovo bene.
Nel mondo di Anna accade qualcosa di brutto perchè la mamma urla, e lei non urla mai, e perchè quel grosso cane nero non è come Snoopy, il cane dei vicini. Questo cane è cattivo.
Allo stesso tempo, la giovane età di Anna e Stick permette loro di vivere attimi di reale divertimento anche nella solitudine e nell'incertezza, capacità che rende i bambini incredibilmente resilienti.
Se Anna e Stick superano la paura, e riescono qualcosa di drammatico quanto la perdita di entrambi i genitori, è proprio grazie alla resilienza, alla straordinaria forza interiore che caratterizza l'infanzia, e al ricordo di un amore forte, inossidabile e che conforta anche nell'assenza come quello dei genitori.
Un amore che ha permesso al loro papà di metterli in salvo anche durante l'attacco di un orso bruno inferocito, e che lo ha fatto lottare fino all'ultimo, anche se in netto svantaggio.

Forse "L'orso" vi farà passare la voglia di andare in campeggio, ma di sicuro vi farà venire voglia di leggere altro di Claire Cameron: SEM ha pubblicato anche il suo "L'ultima dei Neanderthal", nel 2017, ed è un altro titolo che consiglio con il cuore in mano.
Quest'autrice si ama sin dalle prime pagine, ed è davvero una penna straordinaria.
Cinque stelle, a lei e a "L'orso": non fatevelo scappare!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 22 marzo 2018

"Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera" di Roberto Venturini

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera" di Roberto Venturini, edito SEM (brossurato a 16€):
Luca ha 30 anni, è un assistente universitario, corregge bozze e crede nell'amore, anche se le sue relazioni non sono mai entusiasmanti. È cresciuto guardando Bim Bum Bam, va in giro su una Fiat 500L del '71 e pensa che i quadri di Pollock siano il risultato dello starnuto di un pittore sbronzo pestato a sangue davanti a una tela bianca. Una sera conosce Silvia, con la quale fa subito sesso. Lei ostenta disincanto e cinismo ma, in fondo, ha solo una paura tremenda: apparire normale. Inaspettatamente, se la ritrova davanti all'università: Luca vorrebbe riavvicinarla, ma Silvia non sembra interessata. All'esame, per vendicarsi le rifila un 29, «il più insignificante tra i voti alti». Segue una specie di aggressione da parte della ragazza, che culmina in uno scambio di baci. Così inizia la loro storia, angosciante come le carni livide di Schiele o esplosiva e policroma come i rapidi colpi di spatola di Monet. Ciclotimici sì, ma anche meravigliosamente normali. Un viaggio divertito e dissacrante nelle inquietudini di una generazione perduta tra aperitivi, mostre d'arte ed etichette come "radical chic", "new normal", "hygge" e "hipster". Una coppia che si tormenta e si compiace di tormentarsi. Un amore che precipita nel vuoto cosmico di una generazione disillusa, ma sempre molto ironica. E, in quel vuoto, risuona l'eco dei miti del passato con cui si racconta.

Recupero in corsa questa lettura chiacchieratissima, che va giù tutta d'un fiato come uno shot di tequila, e alla quale non mancano nè la sapidità del sale nè l'asprezza del limone, perfettamente bilanciate da parentesi di puro sentimento.
E lo dice una ragazza che il poster di un quadro di Schiele appeso in camera non ce l'ha (ma che ha un debole per Tamara de Lempicka, chissà cosa vorrà dire...).

Con Luca condivido la precarietà, un'infanzia a base di Bim Bum Bam e cartoni animati made in Japan, i dubbi sui quadri di Pollock (ma non solo sui suoi, ehm...) e una collezione di storie d'amore e di sesso che mi hanno lasciata con tanti dubbi e perplessità sull'altro sesso.
In Silvia, invece, credo che ognuno di noi riveda la sua stessa paura di non essere altro che una persona "normale", niente di più e niente di meno. Un parametro di quanto questa paura sia diffusa tra i Millennials (eccomi) e la generazione successiva è data da quanto tutti si affannino a definirsi "strani" o "pazzi", pero poi avere gli stessi identici gusti e preferenze di tutti i loro amici e coetanei: nulla di strano, insomma.
Come può essere l'amore tra qualcuno che in fondo vive una vita normale senza troppe preoccupazioni e qualcuno che invece quella normalità tenta di nasconderla in ogni modo?

Roberto Venturini ce lo racconta con un romanzo dal titolo lungo e indimenticabile, che tutti i Millennials dovrebbero avere sul comodino e che potrebbe facilmente diventare un manifesto generazionale, perchè la verità è che siamo cresciuti con il peso della responsabilità di dover fare cose straordinarie e ritrovarci immersi nella normalità non è affatto semplice.
Luca guida una vecchia 500L "perchè l'assicurazione costa solo cento euro all'anno", aspetta 90 giorni che gli paghino le fatture (abbraccio solidale) e scopre a suo rischio e pericolo cosa voglia dire hygge, tra candele e coperte che trasformano anche la coppia più focosa in due conviventi di mezza età in 3...2...1. Luca è #UnoDiNoi, pagina dopo pagina.
Quella con Silvia è una vera storia d'amore, fatta di quotidianità, pranzi con la di lui nonna, sesso, intimità, litigi, e così com'è nata, con uno sguardo, finisce: la consapevolezza di non volere le stesse cose prende il sopravvento sul desiderio di aversi accanto, e i due si separano.
Impossibile non rivedere almeno una delle proprie relazioni finite, in quelle che sono le ultime pagine di un romanzo perfettamente riuscito e che spero faccia da apripista a tanti altri.
Sul comodino c'è ancora posto, quindi...

Consigliatissimo: vi emozionerà, e vi regalerà il puro piacere di una prosa impeccabile, di dialoghi realistici e di scene perfettamente inquadrate, dal sapore cinematografico. Cinque stelle!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 13 novembre 2017

"La chimica dell'acqua" di Sara Kim Fattorini

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La chimica dell'acqua" di Sara Kim Fattorini, edito SEM (rilegato a 15€):
La mattina in cui l’avvocato Attilio Giorgetti viene trovato cadavere nella lussuosa piscina dove è solito nuotare ogni giorno prima di iniziare il lavoro nel cuore di un mondo fatto di ricchezza e di ferocia, l’alta società milanese, opulenta quanto discreta, influente e invisibile, apre un nuovo, nerissimo quadro della sua scena.
Stretta dalle indagini della polizia, Adriana, la moglie del defunto, donna elegante e fascinosa ma turbata dai propri fantasmi e da un ménage famigliare inquieto, decide di affidare una ‘contro’ indagine al detective Guglielmo Corna.
Uomo solido, dal carattere schivo, capace però di risolvere i più intricati enigmi della cronaca, Corna ha sempre tenuto ben separate la vita professionale e quella privata. Da qualche tempo ha lasciato Milano e vive sul lago d’Orta, alla ricerca di consuetudini più tranquille e genuine, deciso a tagliare i ponti con l’ambiente borghese in cui è cresciuto e che sente minato al fondo dall’ipocrisia. Il nuovo caso, però, lo riporta indietro, a Milano.
L’incarico si rivela ben presto più difficile del previsto. I suoi metodi d’indagine, sempre orientati al buon senso e alla pacatezza, fanno i conti presto con la celebre teoria dei sei gradi di separazione: una spirale di avvincenti rivelazioni lo costringerà, infatti, a interrogarsi non solo sul reale coinvolgimento della vedova nell’omicidio dell’avvocato Giorgetti, ma anche sul proprio...

Lo so, lo so. Questo romanzo è uscito mesi fa.
Ma a inizio mese mi sono iscritta ad Audible, e questo è stato il secondo audiolibro terminato quindi perchè non raccontarvelo?

Sara Kim Fattorini costruisce un noir efficace e dal finale interessante in circa 200 pagine, facendo sua l'idea che "less is more" e centrando in pieno l'obiettivo: niente fronzoli, ripetizioni o inutili giri di parole, ma descrizioni veloci capaci però di inquadrare perfettamente ambienti e personaggi, dialoghi serrati e un ritmo incalzante.

Quando Attilio Giorgetti muore all'improvviso in piscina, si pensa sin da subito che qualcosa non quadri. La moglie non è convinta che si tratti di morte naturale, e la polizia conferma ben presto i suoi timori, pur senza avere risposte da darle in merito a chi potrebbe averlo ucciso.
È il bisogno di risposte che fa sì che Adriana, vedova non inconsolabile ma parecchio confusa, assuma un detective privato, Guglielmo Corna, per indagare in parallelo.
Guglielmo è un uomo pacato, molto razionale e metodico, ma tutto il suo self control sta epr volare fuori dalla finestra: la sua ex-moglie, Anna, si rivela essere coinvolta nelle indagini, e a livello decisamente "personale"... come mantenere il distacco?

In questo romanzo nessuno è veramente chi dice di essere, e nell'arco di 200 pagine si viene più volte spiazzati da rivelazioni e confessioni - intenzionali o strappate.
Sara Kim Fattorini ha creato un cast di personaggi tutti da scoprire, dalla coppia di amiche di vecchia data Adriana e Bianca (che, in realtà, più che amiche sono donne in feroce competizione... anhce in amore) all'ex-segretaria dell'avvocato Giorgetti, per la quale è impossibile non provare un po' di compassione a causa del figlio gravemente malato ma che, vi assicuro, è tutto fuorchè una donna dall'animo candido.
E che dire del figlio di Attilio Giorgetti, Edmondo? Freddo come un ghiacciolo, sembra essere stato sconvolto dalla morte del padre quanto lo sarebbe stato dalla scoperta di un cartone di latte vuoto nel frigo. Ma sarà davvero così?
Il personaggio che mi ha conquistata, però, è stato quello di Guglielmo Corna, vero protagonista del libro e che vorrei tanto ritrovare alle prese con un nuovo caso.
Soprattutto per approfondire la sua storia personale, e il suo rapporto con l'amica del cuore Domenica (che lo chiama Momo come quando erano ragazzini e che è non troppo segretamente innamorata di lui)...
Mi è piaciuto molto, ed è stato bello essere immersa non sono nella risoluzione di un caso curioso ma anche nell'ambientazione milanese: sono nata e cresciuta in questa città, e stavolta posso dirlo davvero, che leggendo "La chimica dell'acqua" mi sono sentita a casa mia.

È stato diverso ascoltare, piuttosto che leggere? Sì e no.
L'audiolibro mi permette di godere di un romanzo anche quando avere fisicamente qualcosa in mano sarebbe scomodo o impossibile: mentre lavo i piatti, ad esempio, o mentre riordino casa.
Mi è sempre piaciuto farmi raccontare storie, e anche se continuo a leggere tanto sia su tablet che su carta mi piace sapere di avere una terza opzione epr quando ho gli occhi stanchi o le mani occupate (o entrambe le cose).
Dopo quasi tre anni posso dire di essere pienamente convertita a questo format: adoro alternare la lettura all'ascolto, e per chi come me si muove spesso - e attende spesso, ahimè - poter godere di un romanzo anche così è davvero super!
Il primo mese di Audible è gratuito, quindi vi invito tutti a provarlo qui: chissà, magari questa potrebbe essere la vostra prima prova di ascolto ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3