Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Quello che i tuoi occhi nascondono" di Serena Nobile, edito HarperCollins (rilegato a 14,90€):
Bianca ama guardare il mondo attraverso l'obiettivo della sua Reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva seducente e perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell'incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l'ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante.
A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell'università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro.
Un nuovo pseudonimo per Virginia De Winter, e una nuova casa editrice per quella che doveva essere una serie erotica ma è in realtà una serie di romanzi di narrativa al femminile: protagonista è un gruppo di donne dal passato non troppo luminoso, dal presente complicato e dal futuro decisamente incerto. Certo, le cose cambiano quando si incontra l'uomo giusto...
Ed è quello che succede a Bianca, fotografa di grande talento e dall'inconsapevole sensualità, quando i suoi occhi incrociano quelli - bellissimi - di Federico, attore televisivo con una doppia vita da studente universitario.
Certo, il loro primo approccio non è dei più felici, ma i due non riescono a smettere di pensarsi e desiderarsi, e quando riescono a lasciar cadere le reciproche barriere e a lasciarsi andare, scoprono quanto possa essere esplosivo e liberatorio il sesso... e anche l'amore.
Ma non è tanto della storia d'amore che vorrei parlarvi, perchè l'autrice ha dato il meglio di sè non tanto con le pagine romantiche e passionali, quanto con la sua ricostruzione di Roma e con la costruzione di un mistero che affonda le radici nel passato di Bianca e del suo gruppo di amiche.
Una Roma magica, sia di giorno che di sera, che fa venire voglia di comprare un cappello di paglia e di salire su una Vespa come la migliore delle Audrey Hepburn: si ha la sensazione di camminare per la città al fianco dei protagonisti, e di esplorare con loro strade e locali.
Non vivo a Roma ma è una città che amo, e mi è piaciuto moltissimo questo aspetto del libro, che mi ha fatta pensare anche ai romanzi di Diego Galdino.
E che dire del filo rosso che collega ogni volume della serie, ciò che è accaduto in una orribile notte dopo che uno scherzo di cattivo gusto ha portato una compagna di università delle nostre protagoniste a tentare il suicidio?
Nessuno le ha mai accusate di nulla, nessuno le ha mai scoperte, ma quella notte una borsa in cui avevano nascosto tutte le prove della loro colpevolezza è scomparsa, e adesso qualcuno si sta divertendo a spaventarle seminando sul loro cammino oggetti che le riportano a quelle ore di paura: un anemone giallo su un davanzale, una bottiglia di vino pregiato usato da quella ragazza per buttare giù un flacone di sonniferi e che ora torna a tormentarle nel momento in cui ne sparisce una uguale dalla cantina di una di loro, un disco che sembra essere finito da solo sul giradischi, e immaginate un po' a quale momento è legata quella musica?
Esatto, a quella notte.
Mi è piaciuto il crescendo di tensione e di ansia che l'autrice ha saputo creare, in questo caso soprattutto attorno al personaggio di Bianca, e in due o tre occasioni ero pronta a saltare sulla sedia temendo che entrasse in scena un pericoloso killer vendicatore o qualcosa di simile.
Sono molto curiosa di scoprire cosa sia successo davvero quella notte, e soprattutto chi stia cercando di spaventare Bianca e le sue amiche così tanti anni dopo!
Per risolvere il mistero dovremo leggere tutti e cinque i romanzi, ma vi dirò: io sono già molto curiosa di scoprire il secondo volume della serie, "La musica nelle tue parole", in uscita il 22 Giugno!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Visualizzazione post con etichetta harpercollins italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta harpercollins italia. Mostra tutti i post
giovedì 18 maggio 2017
"Quello che i tuoi occhi nascondono" di Serena Nobile
lunedì 15 maggio 2017
"Accadde d'estate" di Nora Roberts
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Accadde d'estate" di Nora Roberts, edito HarperCollins (rilegato a 14,90€):
Forti, ambiziose e piene di talento, Lee e Bryan sono disposte a tutto per avere successo nel lavoro e realizzare le proprie aspirazioni professionali. Nella loro vita non c'è tempo per banalità come l'amore. La carriera viene prima di tutto. Finché un incontro non cambia radicalmente la loro prospettiva...
Rintracciare il celebre scrittore di romanzi horror Hunter Brown e svelarne i segreti è diventata quasi un'ossessione per Lee, reporter della rivista Celebrity, e quando scopre che lui sarà ospite di un convegno in Arizona capisce che quella è un'opportunità da non perdere. Ma il maestro del soprannaturale si rivela anche un maestro della seduzione, e Lee si rende conto che per avere l'esclusiva, questa volta, le sue doti di giornalista non saranno sufficienti. Perché per svelare le sue carte, Hunter si aspetta di essere ricompensato...
Per Bryan, affermata fotografa freelance, pubblicare un reportage sulla prestigiosa rivista Life Style è un'occasione a cui non può rinunciare, anche se dovrà realizzarlo insieme a Shade Colby. L'impresa si prospetta tutt'altro che facile, perché lui ha fama di essere un solitario, difficile e scostante, e tutto lascia pensare che il loro viaggio sarà un disastro...
Per le due amiche è giunto il momento di mettersi in gioco, di prendere dalla vita ciò che hanno sempre desiderato. Ma non sempre si ottiene ciò che si crede di volere.
HarperCollins porta in libreria due Harmony di Nora Roberts del 1984-85 (usciti da noi nel 1991), in bind-up rilegato. Un modo per riproporre un'autrice che ha una solida base di lettori - e che a me è sempre piaciuta tanto - ma con un prezzo che forse doveva essere diverso: essendo un riciclo, non sarei andata oltre i 9,90€.
Ma veniamo al libro!
Due romanzi legati, in cui conosciamo due donne di talento e piene di entusiasmo nei confronti del loro lavoro, e due uomini apparentemente inadatti ma che finiranno per farle capitolare.
Nel caso di Lee, giornalista d'assalto e romanziera inespressa, sarà Hunter Brown, fascinoso e riservato autore di bestseller, a farle capire che dalla vita vuole di più: complice un campeggio e una passione difficile da contenere, Lee troverà il coraggio di ammettere di volere di più di una vita passata a scrivere di starlette e scandali al sole su Celebrity (noto magazine di pettegolezzi).
E chissà, forse anche il coraggio di amare davvero, senza freni e senza "ma", "se" e "però".
E che dire invece di Bryan, fotografa di talento e abituata a scattare ritratti alle star per Celebrity (lo stesso di cui sopra), costretta ad attraversare gli Stati Uniti a bordo di un furgone in compagnia di Shade Colby, cupo fotografo con gusti quasi diametralmente opposti ai suoi?
È bellissimo, certo, ma è anche scontroso, taciturno e pieno di sè: Bryan non è disposta a farsi mettere i piedi in testa, però, e gli renderà spesso pan per focaccia... salvo scoprire che oltre l'arroganza c'è di più. Molto, molto di più.
Ho apprezzato più il secondo romanzo del primo, forse perchè mi hanno catturata i paragrafi dedicati alla fotografia e perchè ho trovato che Bryan avesse una marcia in più rispetto a Lee.
Se la prima ha bisogno di un uomo, per arrivare a capire ciò che vuole, la seconda lo sa già e ci è arrivata da sola. E poi non si può non affezionarsi a una protagonista che mangia come un camionista e che ha sempre una tavoletta di cioccolato in borsa!
L'unico limite che posso trovare a questo volume è che si vede che si hanno tra le mani due Harmony rivestiti: non c'è un vero sviluppo a trecentosessanta gradi dei personaggi e le trame sono piuttosto limitate, com'è naturale che sia quando un romanzo è lungo circa 100/150 pagine.
Ma se amate questo genere di letture e ve li siete persi nel 1991, è l'occasione per recuperarli!
Una duologia leggera, spensierata, che si legge nell'arco di una sessione di abbronzatura sul lettino in spiaggia una volta inforcati i propri occhiali da sole preferiti: tra le letture da ombrellone non potrà mancare!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Accadde d'estate" di Nora Roberts, edito HarperCollins (rilegato a 14,90€):
Forti, ambiziose e piene di talento, Lee e Bryan sono disposte a tutto per avere successo nel lavoro e realizzare le proprie aspirazioni professionali. Nella loro vita non c'è tempo per banalità come l'amore. La carriera viene prima di tutto. Finché un incontro non cambia radicalmente la loro prospettiva...
Rintracciare il celebre scrittore di romanzi horror Hunter Brown e svelarne i segreti è diventata quasi un'ossessione per Lee, reporter della rivista Celebrity, e quando scopre che lui sarà ospite di un convegno in Arizona capisce che quella è un'opportunità da non perdere. Ma il maestro del soprannaturale si rivela anche un maestro della seduzione, e Lee si rende conto che per avere l'esclusiva, questa volta, le sue doti di giornalista non saranno sufficienti. Perché per svelare le sue carte, Hunter si aspetta di essere ricompensato...
Per Bryan, affermata fotografa freelance, pubblicare un reportage sulla prestigiosa rivista Life Style è un'occasione a cui non può rinunciare, anche se dovrà realizzarlo insieme a Shade Colby. L'impresa si prospetta tutt'altro che facile, perché lui ha fama di essere un solitario, difficile e scostante, e tutto lascia pensare che il loro viaggio sarà un disastro...
Per le due amiche è giunto il momento di mettersi in gioco, di prendere dalla vita ciò che hanno sempre desiderato. Ma non sempre si ottiene ciò che si crede di volere.
HarperCollins porta in libreria due Harmony di Nora Roberts del 1984-85 (usciti da noi nel 1991), in bind-up rilegato. Un modo per riproporre un'autrice che ha una solida base di lettori - e che a me è sempre piaciuta tanto - ma con un prezzo che forse doveva essere diverso: essendo un riciclo, non sarei andata oltre i 9,90€.
Ma veniamo al libro!
Due romanzi legati, in cui conosciamo due donne di talento e piene di entusiasmo nei confronti del loro lavoro, e due uomini apparentemente inadatti ma che finiranno per farle capitolare.
Nel caso di Lee, giornalista d'assalto e romanziera inespressa, sarà Hunter Brown, fascinoso e riservato autore di bestseller, a farle capire che dalla vita vuole di più: complice un campeggio e una passione difficile da contenere, Lee troverà il coraggio di ammettere di volere di più di una vita passata a scrivere di starlette e scandali al sole su Celebrity (noto magazine di pettegolezzi).
E chissà, forse anche il coraggio di amare davvero, senza freni e senza "ma", "se" e "però".
E che dire invece di Bryan, fotografa di talento e abituata a scattare ritratti alle star per Celebrity (lo stesso di cui sopra), costretta ad attraversare gli Stati Uniti a bordo di un furgone in compagnia di Shade Colby, cupo fotografo con gusti quasi diametralmente opposti ai suoi?
È bellissimo, certo, ma è anche scontroso, taciturno e pieno di sè: Bryan non è disposta a farsi mettere i piedi in testa, però, e gli renderà spesso pan per focaccia... salvo scoprire che oltre l'arroganza c'è di più. Molto, molto di più.
Ho apprezzato più il secondo romanzo del primo, forse perchè mi hanno catturata i paragrafi dedicati alla fotografia e perchè ho trovato che Bryan avesse una marcia in più rispetto a Lee.
Se la prima ha bisogno di un uomo, per arrivare a capire ciò che vuole, la seconda lo sa già e ci è arrivata da sola. E poi non si può non affezionarsi a una protagonista che mangia come un camionista e che ha sempre una tavoletta di cioccolato in borsa!
L'unico limite che posso trovare a questo volume è che si vede che si hanno tra le mani due Harmony rivestiti: non c'è un vero sviluppo a trecentosessanta gradi dei personaggi e le trame sono piuttosto limitate, com'è naturale che sia quando un romanzo è lungo circa 100/150 pagine.
Ma se amate questo genere di letture e ve li siete persi nel 1991, è l'occasione per recuperarli!
Una duologia leggera, spensierata, che si legge nell'arco di una sessione di abbronzatura sul lettino in spiaggia una volta inforcati i propri occhiali da sole preferiti: tra le letture da ombrellone non potrà mancare!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
harpercollins
,
harpercollins italia
,
nora roberts accadde d'estate
,
Pagine e Parole
,
recensione accadde d'estate
,
recensione nora roberts accadde d'estate
,
romance
lunedì 8 maggio 2017
"Amore senza respiro" di Jay Crownover
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore senza respiro" di Jay Crownover, edito HarperCollins (rilegato a 16€):
Dixie Charmichael non è mai stata molto fortunata con le storie d'amore. Ed è frustrante, perché sembra che quasi tutti i suoi amici all'improvviso abbiano trovato l'anima gemella. Non che a lei manchino le occasioni di incontrare ragazzi interessanti, visto che, con i suoi occhi da cerbiatta, i riccioli sbarazzini e tutte le curve al posto giusto è decisamente sexy. Il più intrigante di tutti è senza dubbio Dash Churchill, un ex soldato ombroso e scostante che fa il buttafuori nello stesso locale in cui lavora lei. Si capisce al volo che è di passaggio e non intende mettere radici in città, e per questo Dixie farebbe bene ad andarci cauta con lui: l'attrazione va bene, un po' di divertimento e magari del buon sesso anche, ma deve stare attenta al proprio cuore. Perché anche se Church sembra catturato dal suo sorriso contagioso e dal suo ottimismo, Dixie sa comunque troppo poco di lui. L'unica certezza è che loro due sono diversi come il giorno e la notte, e iniziare una storia con un tipo così potrebbe distruggerla. Ma a volte, semplicemente, il cuore non lascia altra scelta.
Non vedevo l'ora di scoprire questo nuovo volume della serie Saints of Denver, e soprattutto di conoscere la storia di Church.
Compagno d'armi di Rome e ora buttafuori del suo locale, e soprattutto oggetto delle fantasie di Dixie, bellissima barista.
Nota a margine: in questo libro si riprendono le fila della storia iniziata nel volume precedente della serie, e anzi, Church deve affrontare le conseguenze di quanto accaduto in "Amore senza confini".
Quindi perchè tutto abbia senso va letto assolutamente dopo l'altro.
Stavolta ci spostiamo da Denver e torniamo a casa insieme a Church, in Mississippi: dieci anni dopo il suo arruolamento, il ragazzo è infatti moralmente costretto a salire in sella alla sua moto e affrontare i demoni che lo hanno tenuto lontano così a lungo.
Un'anziana amica di famiglia, che per lui e il fratello è stata una nonna a tutti gli effetti, ha un malore, e Church non riesce a ignorare il senso di colpa che lo richiama verso casa come una sirena.
Affrontare il luogo in cui ha perso sua madre e la sua matrigna, in cui la sua famiglia è andata in pezzi e in cui ha scoperto che il destino sembrava riservargli un posto in prima fila alla fiera del dolore non è facile, ma stavolta non è solo.
Stavolta, stretta a lui sulla sua Harley, c'è Dixie.
L'unica ragazza che riempie i suoi pensieri sin dal loro primo incontro, e che non si è mai concesso di avere pensando che Denver fosse solo una tappa del suo viaggio.
Peccato che anche Dixie sia pazza di lui, e che per entrambi sarà molto difficile... tenere le mani a posto ;)
Aspetto sempre con ansia l'uscita di un romanzo di Jay Crownover, e questo perchè nei suoi libri trovo tutto ciò che amo: una storia d'amore capace di emozionarmi, protagonisti maschili affascinanti, trame che presentano sempre uno o due colpi di scena interessanti.
Stavolta l'autrice ci porta nel Sud degli Stati Uniti, e ci parla del razzismo ancora molto presente nelle piccole realtà di provincia, oltre che dell'importanza di saper smettere di scappare dal dolore.
Dashel "Church" Churchill, pur di non affrontare il dolore per la perdita della madre prima e della matrigna poi, si allontana da casa per dieci anni, e si perde tutto, a cominciare dalla crescita del fratello Dalen, che lascia bambino e ritrova adolescente.
Mi è piaciuto moltissimo vederli riavvicinare poco a poco, e soprattutto mi è piaciuto un sacco Jules, il padre di Church e Dalen. Pur non essendo il padre biologico di entrambi, non ha mai fatto distinzioni, e anche se a Church servono quasi trent'anni per arrivare a chiamarlo papà, quando ci arriva abbiamo una delle scene più toccanti del romanzo.
Dixie mi è piaciuta un sacco, e per tre motivi: per il suo costante ottimismo e la sua voglia di trovare sempre un lato positivo in tutto e tutti; per la facilità e l'obbiettvità con cui riconosce e accetta il suo aspetto fisico - è bella, e non fa fatica ad ammetterlo; per la purezza dei suoi sentimenti.
Ama Chruch incondizionatamente, e anche se all'inizio i due sembrano condividere più una passione che un sentimento, da parte sua è amore vero sin dall'inizio e non lo nasconde a nessuno.
Poteva essere un romanzo struggente e romantico anche così, sulla famiglia, il perdono e l'amore... ma non sarebbe Jay Crownover.
Infatti abbiamo anche il brivido dell'azione, con inseguimenti, minacce e quelle che sembrano le conseguenze delle azioni di Church (ma non solo) alla fine di "Amore senza confini".
Ricordate? Lui, Rome e Quaid avevano messo i bastoni tra le ruote alle persone sbagliate, e non dico di più nel caso non abbiate ancora letto il volume precedente della serie.
Ecco, sembrerebbe proprio che Church ne stia pagando il prezzo... o forse no?
Mi è piaciuto tantissimo il ritmo di questo romanzo, ne ho apprezzata l'azione e come bilanciasse alla perfezione lo spazio dato ai sentimenti.
L'unica nota dolente, e mi spiace davvero ma devo dirlo, è la presenza di alcuni brutti errori ed imprecisioni nell'edizione italiana. Ve ne riporto solo due:
A pagina 121, la mancanza di una virgola determina la nascita di una nuova specie: il RAGAZZO CAZZO. Che per carità, magari è pure interessante, ma ANCHE NO. Dai.
A pagina 194, però, non si tratta di una mera svista. Questo è proprio un errore.
Ricordate Rule, da "Oltre le regole"?
Lui aveva sì sposato una persona molto cara a Remy, il suo gemello morto tragicamente... ma quella persona era UNA RAGAZZA. La migliore amica di Remy, non il migliore amico.
Rule non era gay, e anzi, se lo fosse stato, non avremmo avuto il conflitto interiore in Remy che gli aveva impedito di rivelare la sua vera natura ai fratelli.
Non avrebbe lasciato il suo ragazzo nervoso e agitato dopo la loro lite, e probabilmente non avrebbe avuto l'incidente che lo ha ucciso.
Cambia davvero tutto, insomma.
Giustamente in inglese è best friend a prescindere dal sesso dell'amico in questione, ma sta all'editor che rilegge sapere che Shaw è una ragazza.
Ce ne sono altri, ma sono cose piccole che forse una rilettura in più avrebbe evitato.
Però era giusto dirlo, perchè quando un romanzo costa 16€ mi aspetto che sia qualitativamente superiore a uno da 9,90€ e invece stavolta non è stato così.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore senza respiro" di Jay Crownover, edito HarperCollins (rilegato a 16€):
Dixie Charmichael non è mai stata molto fortunata con le storie d'amore. Ed è frustrante, perché sembra che quasi tutti i suoi amici all'improvviso abbiano trovato l'anima gemella. Non che a lei manchino le occasioni di incontrare ragazzi interessanti, visto che, con i suoi occhi da cerbiatta, i riccioli sbarazzini e tutte le curve al posto giusto è decisamente sexy. Il più intrigante di tutti è senza dubbio Dash Churchill, un ex soldato ombroso e scostante che fa il buttafuori nello stesso locale in cui lavora lei. Si capisce al volo che è di passaggio e non intende mettere radici in città, e per questo Dixie farebbe bene ad andarci cauta con lui: l'attrazione va bene, un po' di divertimento e magari del buon sesso anche, ma deve stare attenta al proprio cuore. Perché anche se Church sembra catturato dal suo sorriso contagioso e dal suo ottimismo, Dixie sa comunque troppo poco di lui. L'unica certezza è che loro due sono diversi come il giorno e la notte, e iniziare una storia con un tipo così potrebbe distruggerla. Ma a volte, semplicemente, il cuore non lascia altra scelta.
Non vedevo l'ora di scoprire questo nuovo volume della serie Saints of Denver, e soprattutto di conoscere la storia di Church.
Compagno d'armi di Rome e ora buttafuori del suo locale, e soprattutto oggetto delle fantasie di Dixie, bellissima barista.
Nota a margine: in questo libro si riprendono le fila della storia iniziata nel volume precedente della serie, e anzi, Church deve affrontare le conseguenze di quanto accaduto in "Amore senza confini".
Quindi perchè tutto abbia senso va letto assolutamente dopo l'altro.
Stavolta ci spostiamo da Denver e torniamo a casa insieme a Church, in Mississippi: dieci anni dopo il suo arruolamento, il ragazzo è infatti moralmente costretto a salire in sella alla sua moto e affrontare i demoni che lo hanno tenuto lontano così a lungo.
Un'anziana amica di famiglia, che per lui e il fratello è stata una nonna a tutti gli effetti, ha un malore, e Church non riesce a ignorare il senso di colpa che lo richiama verso casa come una sirena.
Affrontare il luogo in cui ha perso sua madre e la sua matrigna, in cui la sua famiglia è andata in pezzi e in cui ha scoperto che il destino sembrava riservargli un posto in prima fila alla fiera del dolore non è facile, ma stavolta non è solo.
Stavolta, stretta a lui sulla sua Harley, c'è Dixie.
L'unica ragazza che riempie i suoi pensieri sin dal loro primo incontro, e che non si è mai concesso di avere pensando che Denver fosse solo una tappa del suo viaggio.
Peccato che anche Dixie sia pazza di lui, e che per entrambi sarà molto difficile... tenere le mani a posto ;)
Aspetto sempre con ansia l'uscita di un romanzo di Jay Crownover, e questo perchè nei suoi libri trovo tutto ciò che amo: una storia d'amore capace di emozionarmi, protagonisti maschili affascinanti, trame che presentano sempre uno o due colpi di scena interessanti.
Stavolta l'autrice ci porta nel Sud degli Stati Uniti, e ci parla del razzismo ancora molto presente nelle piccole realtà di provincia, oltre che dell'importanza di saper smettere di scappare dal dolore.
Dashel "Church" Churchill, pur di non affrontare il dolore per la perdita della madre prima e della matrigna poi, si allontana da casa per dieci anni, e si perde tutto, a cominciare dalla crescita del fratello Dalen, che lascia bambino e ritrova adolescente.
Mi è piaciuto moltissimo vederli riavvicinare poco a poco, e soprattutto mi è piaciuto un sacco Jules, il padre di Church e Dalen. Pur non essendo il padre biologico di entrambi, non ha mai fatto distinzioni, e anche se a Church servono quasi trent'anni per arrivare a chiamarlo papà, quando ci arriva abbiamo una delle scene più toccanti del romanzo.
Dixie mi è piaciuta un sacco, e per tre motivi: per il suo costante ottimismo e la sua voglia di trovare sempre un lato positivo in tutto e tutti; per la facilità e l'obbiettvità con cui riconosce e accetta il suo aspetto fisico - è bella, e non fa fatica ad ammetterlo; per la purezza dei suoi sentimenti.
Ama Chruch incondizionatamente, e anche se all'inizio i due sembrano condividere più una passione che un sentimento, da parte sua è amore vero sin dall'inizio e non lo nasconde a nessuno.
Poteva essere un romanzo struggente e romantico anche così, sulla famiglia, il perdono e l'amore... ma non sarebbe Jay Crownover.
Infatti abbiamo anche il brivido dell'azione, con inseguimenti, minacce e quelle che sembrano le conseguenze delle azioni di Church (ma non solo) alla fine di "Amore senza confini".
Ricordate? Lui, Rome e Quaid avevano messo i bastoni tra le ruote alle persone sbagliate, e non dico di più nel caso non abbiate ancora letto il volume precedente della serie.
Ecco, sembrerebbe proprio che Church ne stia pagando il prezzo... o forse no?
Mi è piaciuto tantissimo il ritmo di questo romanzo, ne ho apprezzata l'azione e come bilanciasse alla perfezione lo spazio dato ai sentimenti.
L'unica nota dolente, e mi spiace davvero ma devo dirlo, è la presenza di alcuni brutti errori ed imprecisioni nell'edizione italiana. Ve ne riporto solo due:
A pagina 121, la mancanza di una virgola determina la nascita di una nuova specie: il RAGAZZO CAZZO. Che per carità, magari è pure interessante, ma ANCHE NO. Dai.
A pagina 194, però, non si tratta di una mera svista. Questo è proprio un errore.
Ricordate Rule, da "Oltre le regole"?
Lui aveva sì sposato una persona molto cara a Remy, il suo gemello morto tragicamente... ma quella persona era UNA RAGAZZA. La migliore amica di Remy, non il migliore amico.
Rule non era gay, e anzi, se lo fosse stato, non avremmo avuto il conflitto interiore in Remy che gli aveva impedito di rivelare la sua vera natura ai fratelli.
Non avrebbe lasciato il suo ragazzo nervoso e agitato dopo la loro lite, e probabilmente non avrebbe avuto l'incidente che lo ha ucciso.
Cambia davvero tutto, insomma.
Giustamente in inglese è best friend a prescindere dal sesso dell'amico in questione, ma sta all'editor che rilegge sapere che Shaw è una ragazza.
Ce ne sono altri, ma sono cose piccole che forse una rilettura in più avrebbe evitato.
Però era giusto dirlo, perchè quando un romanzo costa 16€ mi aspetto che sia qualitativamente superiore a uno da 9,90€ e invece stavolta non è stato così.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
venerdì 5 maggio 2017
"Legion" di Julie Kagawa
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Legion" di Julie Kagawa, edito da HarperCollins (rilegato a 16€) in uscita il 22 Giugno:
Ember Hill, come tutti gli altri draghi, ha imparato a trasformarsi in un essere umano e poi a riprendere le proprie sembianze; ma nessuno, mai, l'ha preparata ad affrontare l'amore.
Garrett, l'ex-cavaliere dell'ordine di San Giorgio, è il primo che le ha fatto battere forte il cuore, ma anche Riley, capo carismatico dei draghi ribelli, ha suscitato in lei sensazioni che ancora non sa come definire. A poco a poco, tutto ciò in cui Ember credeva ha iniziato a sgretolarsi davanti ai suoi occhi, costringendola a rimettere in discussione ogni cosa: gli umani, i ribelli, se stessa, la sua capacità di giudizio, i suoi sentimenti. Al momento, quindi, può soltanto unirsi alla causa di Riley per combattere contr l'antico nemico, l'Ordine di San Giorgio, e soprattutto contro Dante, suo fratello gemello e futuro erede dell'impero di Talon. Perchè lui è a capo di una legione di nuovi draghi creata in laboratorio e se il genere umano non accetterà di piegarsi per sempre al suo volere, ha intenzione di far sprofondare il mondo in un periodo di morte e distruzione.
Chi ha letto "Soldier" sa perchè non ho potuto resistere e ho divorato questo quarto capitolo della serie in lingua originale, senza aspettare l'uscita italiana di Giugno.
DOVEVO sapere cosa ne sarebbe stato di Garret, dopo averlo lasciato privo di sensi in una pozza di sangue.
Grazie al cielo - e ci togliamo subito tutti un peso dal cuore - Julie Kagawa ha fatto un regalo a tutti noi membri del #teamGarret e ha salvato le penne ancora una volta al nostro amato ex-cavaliere dell'Ordine di San Giorgio.
Anzi, lo ha reso ancora più forte grazie al sangue donatogli da Riley per salvargli la vita.
Ma non illudetevi: dopo lo scontro che ha reso emozionanti le ultime pagine di "Soldier", l'Ordine di San Giorgio è allo sbando a causa delle ingenti perdite subite, e anche se Talon è stato momentaneamente respito i nostri fuggitivi sanno di non potersi illudere.
Talon è potente, più di quanto possiamo immaginare, e non dimentichiamoci che ora ha a disposizione i super-draghi da combattimento elaborati e guidati con meticolosa attenzione da Dante.
Solo Ember è disposta a dare una chance al fratello di spiegarsi, decisione che, potete immaginare, non le renderà le cose facili...
La serie "Talon" di Julie Kagawa è una delle poche a migliorare col tempo, invece di peggiorare: se il primo volume era infatti abbastanza lento e non troppo coinvolgente, dal secondo l'autrice ci ha regalato inseguimenti mozzafiato, trappole e tranelli, rivelazioni e scontri sanguinosi non privi di effetti speciali.
Da "Rogue" in poi mi ha catturata e lo ammetto, ho sempre letto prima i romanzi in lingua originale per non dover aspettare nemmeno un giorno di più.
Sono affezionata a tutti i protagonisti della serie, ma due di loro in particolare mi hanno conquistata: Garret e Wes.
Adoro Garret sin dall'inizio, e in questo quarto volume non mi ha delusa: spinto più che mai dall'amore che prova per Ember, la sua "ragazza drago", non esita mai di fronte al pericolo se si tratta di combattere per ciò che è giusto.
Sono stata felicissima di vedere, finalmente, Ember prendere una decisione e buttarsi: lei e Garret sono protagonisti di momenti incredibilmente teneri e romantici, che non deluderanno le lettrici.
Continuo ad adorare anche Wes, la spalla tecnologica e organizzativa di Riley: è ironico, sarcastico e incredibilmente scaltro. poco importa che il suo sia un combattere a suon di clic di mouse e tastiera, Wes sa il fatto suo e nessuna delle incursioni di Riley, Ember e Garret avrebbe successo senza il suo aiuto.
Ember in questo quarto capitolo della serie è protagonista, insieme a Dante, di una grande rivelazione sulle sue origini, e sul perchè Talon si sia sempre occupata così da vicino di quelli che in fondoe rano solo due giovani draghi come tanti altri.
Non voglio anticiparvi nulla, ma se avete letto con attenzione i primi tre volumi potreste già avere le vostre teorie ;)
Bravissima Julie Kagawa a non far trapelare troppo e soprattutto per averci regalato un altro volume adrenalinico e pieno di azione, di pedinamenti e di scoperte: aspetto già con ansia il quinto, che dovrebbe essere - salvo novità al riguardo - il gran finale della serie!
Consigliatissimo!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Legion" di Julie Kagawa, edito da HarperCollins (rilegato a 16€) in uscita il 22 Giugno:
![]() |
| Appena disponibile inserirò la cover italiana, che sarà uguale ma con claim differente ;) |
Garrett, l'ex-cavaliere dell'ordine di San Giorgio, è il primo che le ha fatto battere forte il cuore, ma anche Riley, capo carismatico dei draghi ribelli, ha suscitato in lei sensazioni che ancora non sa come definire. A poco a poco, tutto ciò in cui Ember credeva ha iniziato a sgretolarsi davanti ai suoi occhi, costringendola a rimettere in discussione ogni cosa: gli umani, i ribelli, se stessa, la sua capacità di giudizio, i suoi sentimenti. Al momento, quindi, può soltanto unirsi alla causa di Riley per combattere contr l'antico nemico, l'Ordine di San Giorgio, e soprattutto contro Dante, suo fratello gemello e futuro erede dell'impero di Talon. Perchè lui è a capo di una legione di nuovi draghi creata in laboratorio e se il genere umano non accetterà di piegarsi per sempre al suo volere, ha intenzione di far sprofondare il mondo in un periodo di morte e distruzione.
Chi ha letto "Soldier" sa perchè non ho potuto resistere e ho divorato questo quarto capitolo della serie in lingua originale, senza aspettare l'uscita italiana di Giugno.
DOVEVO sapere cosa ne sarebbe stato di Garret, dopo averlo lasciato privo di sensi in una pozza di sangue.
Grazie al cielo - e ci togliamo subito tutti un peso dal cuore - Julie Kagawa ha fatto un regalo a tutti noi membri del #teamGarret e ha salvato le penne ancora una volta al nostro amato ex-cavaliere dell'Ordine di San Giorgio.
Anzi, lo ha reso ancora più forte grazie al sangue donatogli da Riley per salvargli la vita.
Ma non illudetevi: dopo lo scontro che ha reso emozionanti le ultime pagine di "Soldier", l'Ordine di San Giorgio è allo sbando a causa delle ingenti perdite subite, e anche se Talon è stato momentaneamente respito i nostri fuggitivi sanno di non potersi illudere.
Talon è potente, più di quanto possiamo immaginare, e non dimentichiamoci che ora ha a disposizione i super-draghi da combattimento elaborati e guidati con meticolosa attenzione da Dante.
Solo Ember è disposta a dare una chance al fratello di spiegarsi, decisione che, potete immaginare, non le renderà le cose facili...
La serie "Talon" di Julie Kagawa è una delle poche a migliorare col tempo, invece di peggiorare: se il primo volume era infatti abbastanza lento e non troppo coinvolgente, dal secondo l'autrice ci ha regalato inseguimenti mozzafiato, trappole e tranelli, rivelazioni e scontri sanguinosi non privi di effetti speciali.
Da "Rogue" in poi mi ha catturata e lo ammetto, ho sempre letto prima i romanzi in lingua originale per non dover aspettare nemmeno un giorno di più.
Sono affezionata a tutti i protagonisti della serie, ma due di loro in particolare mi hanno conquistata: Garret e Wes.
Adoro Garret sin dall'inizio, e in questo quarto volume non mi ha delusa: spinto più che mai dall'amore che prova per Ember, la sua "ragazza drago", non esita mai di fronte al pericolo se si tratta di combattere per ciò che è giusto.
Sono stata felicissima di vedere, finalmente, Ember prendere una decisione e buttarsi: lei e Garret sono protagonisti di momenti incredibilmente teneri e romantici, che non deluderanno le lettrici.
Continuo ad adorare anche Wes, la spalla tecnologica e organizzativa di Riley: è ironico, sarcastico e incredibilmente scaltro. poco importa che il suo sia un combattere a suon di clic di mouse e tastiera, Wes sa il fatto suo e nessuna delle incursioni di Riley, Ember e Garret avrebbe successo senza il suo aiuto.
Ember in questo quarto capitolo della serie è protagonista, insieme a Dante, di una grande rivelazione sulle sue origini, e sul perchè Talon si sia sempre occupata così da vicino di quelli che in fondoe rano solo due giovani draghi come tanti altri.
Non voglio anticiparvi nulla, ma se avete letto con attenzione i primi tre volumi potreste già avere le vostre teorie ;)
Bravissima Julie Kagawa a non far trapelare troppo e soprattutto per averci regalato un altro volume adrenalinico e pieno di azione, di pedinamenti e di scoperte: aspetto già con ansia il quinto, che dovrebbe essere - salvo novità al riguardo - il gran finale della serie!
Consigliatissimo!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
devilishly stylish
,
harpercollins
,
harpercollins italia
,
julie kagawa legion
,
julie kagawa talon
,
Pagine e Parole
,
recensione julie kagawa legion
,
young adult
mercoledì 3 maggio 2017
"Indelebile" di Mara Purnhagen
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Indelebile" di Mara Purnhagen, edito eLit/HaperCollins Italia (ebook a 3,99€):
Quel mattino, quando siamo arrivate a scuola, io e Lan non potevamo credere ai nostri occhi: un enorme murale ricopriva un lato della nostra scuola. Chi poteva mai essere il colpevole? Uno sconosciuto che si era divertito a giocare coi colori oppure un nostro compagno che aveva voluto fare un dispetto? E poi... perché un gesto del genere? Purtroppo io sono la figlia del capo della polizia, per cui sarebbe meglio che me ne stessi per i fatti miei, senza giocare all'investigatore e rischiare di mettermi nei guai, magari addirittura essere tacciata come spia. Ecco, il mio gradimento a scuola non ne trarrebbe vantaggio!mPer fortuna in questo momento la mia mente è tutta presa da altro, da Eli per la precisione, il ragazzo più carino che abbia mai visto. Lui lavora con me al caffè e io adoro sentirlo vicino, ascoltare la sua voce... Insomma, Eli sta diventando tutto il mio mondo... finché il mio mondo all'improvviso si sgretola, a causa di una bomboletta di spray.
Uno young adult senza troppe pretese, quello di Mara Purnhagen.
La storia di Kate, Lan, Eli e il resto del gruppo è ben costruita anche se forse non sviluppata quanto avrebbe potuto.
Nella tranquilla cittadina in cui vivono, infatti, non succede granchè e la loro vita scorre senza grandi avvenimenti o colpi di scena.
E poi all'improvviso non è più così: un misterioso artista agisce nell'ombra tappezzando gli edifici della città di murales a forma di gorilla, accompagnati da messaggi ironici, e Tiffany, la studentessa più viziata e arrogante della scuola, partecipa con la sua festa di compleanno a un programma televisivo simil-"My Sweet Sixteen" di MTV, creando un vero e proprio fermento in tutta la scuola - e oltre.
Kate resta subito affascinata dai murales, e viene a sorpresa invitata alla festa nonostante lei non appartenga alla clique dei popolari, ma ovviamente nulla andrà per il verso giusto...
Questo romanzo mi è piaciuto a metà, guadagnandosi tre stelline ma non di più.
Molto interessante l'idea, questo sì, e anzi, alcuni paragrafi del libro hanno il pregio di portare il lettore a riflettere sul significato della parola "arte", e sull'eventuale essere o meno dei murales una forma d'arte vera e propria: di sicuro questi paragrafi sono la parte più accattivante.
Il protagonista maschile, Eli, aveva tutte le carte in regola per diventare un perfetto Fidanzato di Carta, ma purtroppo l'autrice non l'ha dotato del carisma necessario, introducendolo bene per poi lasciarlo un po' abbandonato a se stesso.
Stesso discorso vale per Lan, la migliore amica di Kate: da un lato le due hanno un rapporto bellissimo, dall'altro il suo è un personaggio appena abbozzato per il quale è davvero difficile provare attaccamento o interesse.
In generale, il punto debole del romanzo è di non sviluppare in modo approfondito nessun aspetto chiave, dai personaggi principali a quelli che dovevano essere i momenti cruciali: l’amore tra Lan e il compagno di scuola che la corteggia sembra una cosa che succede “perché sì”, e se è chiaro quanto lui sia preso, di lei non si capisce se ci esca perché lo desidera o perché di fatto lui è l’unico interessato.
Il sentimento tra Kate ed Eli è ugualmente poco definito, ed è un peccato perché il materiale per un romanzo di qualità superiore c’era.
Resta una lettura piacevole, ma non indimenticabile.
O meglio, non indelebile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Indelebile" di Mara Purnhagen, edito eLit/HaperCollins Italia (ebook a 3,99€):
Quel mattino, quando siamo arrivate a scuola, io e Lan non potevamo credere ai nostri occhi: un enorme murale ricopriva un lato della nostra scuola. Chi poteva mai essere il colpevole? Uno sconosciuto che si era divertito a giocare coi colori oppure un nostro compagno che aveva voluto fare un dispetto? E poi... perché un gesto del genere? Purtroppo io sono la figlia del capo della polizia, per cui sarebbe meglio che me ne stessi per i fatti miei, senza giocare all'investigatore e rischiare di mettermi nei guai, magari addirittura essere tacciata come spia. Ecco, il mio gradimento a scuola non ne trarrebbe vantaggio!mPer fortuna in questo momento la mia mente è tutta presa da altro, da Eli per la precisione, il ragazzo più carino che abbia mai visto. Lui lavora con me al caffè e io adoro sentirlo vicino, ascoltare la sua voce... Insomma, Eli sta diventando tutto il mio mondo... finché il mio mondo all'improvviso si sgretola, a causa di una bomboletta di spray.
Uno young adult senza troppe pretese, quello di Mara Purnhagen.
La storia di Kate, Lan, Eli e il resto del gruppo è ben costruita anche se forse non sviluppata quanto avrebbe potuto.
Nella tranquilla cittadina in cui vivono, infatti, non succede granchè e la loro vita scorre senza grandi avvenimenti o colpi di scena.
E poi all'improvviso non è più così: un misterioso artista agisce nell'ombra tappezzando gli edifici della città di murales a forma di gorilla, accompagnati da messaggi ironici, e Tiffany, la studentessa più viziata e arrogante della scuola, partecipa con la sua festa di compleanno a un programma televisivo simil-"My Sweet Sixteen" di MTV, creando un vero e proprio fermento in tutta la scuola - e oltre.
Kate resta subito affascinata dai murales, e viene a sorpresa invitata alla festa nonostante lei non appartenga alla clique dei popolari, ma ovviamente nulla andrà per il verso giusto...
Questo romanzo mi è piaciuto a metà, guadagnandosi tre stelline ma non di più.
Molto interessante l'idea, questo sì, e anzi, alcuni paragrafi del libro hanno il pregio di portare il lettore a riflettere sul significato della parola "arte", e sull'eventuale essere o meno dei murales una forma d'arte vera e propria: di sicuro questi paragrafi sono la parte più accattivante.
Il protagonista maschile, Eli, aveva tutte le carte in regola per diventare un perfetto Fidanzato di Carta, ma purtroppo l'autrice non l'ha dotato del carisma necessario, introducendolo bene per poi lasciarlo un po' abbandonato a se stesso.
Stesso discorso vale per Lan, la migliore amica di Kate: da un lato le due hanno un rapporto bellissimo, dall'altro il suo è un personaggio appena abbozzato per il quale è davvero difficile provare attaccamento o interesse.
In generale, il punto debole del romanzo è di non sviluppare in modo approfondito nessun aspetto chiave, dai personaggi principali a quelli che dovevano essere i momenti cruciali: l’amore tra Lan e il compagno di scuola che la corteggia sembra una cosa che succede “perché sì”, e se è chiaro quanto lui sia preso, di lei non si capisce se ci esca perché lo desidera o perché di fatto lui è l’unico interessato.
Il sentimento tra Kate ed Eli è ugualmente poco definito, ed è un peccato perché il materiale per un romanzo di qualità superiore c’era.
Resta una lettura piacevole, ma non indimenticabile.
O meglio, non indelebile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
devilishly stylish
,
elit
,
harpercollins italia
,
mara purnhagen indelebile
,
Pagine e Parole
,
recensione indelebile
,
recensione mara purnhagen indelebile
,
young adult
giovedì 6 aprile 2017
"Dannate ragazze" di Robin Wasserman
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Dannate ragazze" di Robin Wasserman, edito HarperCollins (rilegato a 18€):
Novembre 1991. La notte di Halloween Craig Ellison, star della squadra di basket della scuola superiore di Battle Creek, si avventura nel bosco da solo e scompare. Tre giorni dopo lo ritrovano con una pallottola in testa e una pistola in mano, e quel gesto all'apparenza inspiegabile sconvolge profondamente i membri di quella tranquilla cittadina della Pennsylvania, già turbati da voci inquietanti sulla presenza di sette sataniche nella zona. Hannah Dexter, diciassettenne brillante ma solitaria, incontra Lacey Champlain poco tempo dopo la tragedia. Capelli nerissimi e una passione per Kurt Cobain che sfiora l'ossessione, Lacey è una ragazza carismatica e dal fascino perverso che si insinua nella vita e nella mente dell'impressionabile Dex, plasmandone il carattere a propria immagine e somiglianza fino a risvegliare una parte ribelle e oscura di lei che le trascina in una spirale di violenza sempre più febbrile e pericolosa.
Esce oggi uno dei romanzi più discussi in America degli ultimi anni, e non potevo tardare oltre: dovevo dirvi cosa ne ho pensato!
Robin Wasserman, con le sue "Dannate ragazze", mi ha fatto pensare - in parte - a un film che qualche anno fa aveva fatto scalpore: "Thirteen".
Ricordate come una sicura di sè e sguaiata Nikki Reed plagiava e portava ben lontana dalla retta via un'ingenua Evan Rachel Wood?
Ecco, il rapporto tra Dex e Lacey mi ha trasmesso qualcosa di simile.
Un romanzo che cattura, quello di Robin Wasserman, perchè ha tutti gli ingredienti giusti: una sonnacchiosa città di provincia, una morte improvvisa e apparentemente inspiegabile di quello che è il golden boy della scuola superiore locale, una serie di atti vandalici nelle chiese che fanno pensare all'intervento di una setta satanica...
Siamo all'inizio degli anni Novanta, quando a fare paura non sono i kamikaze o le autobomba, ma le stelle a cinque punte e le croci capovolte, e quando la musica di Kurt Cobain, bello e dannato per eccellenza, riempie le camere da letto di milioni di ragazzine.
Ragazzine come Lacey, che per il cantante nutre una vera e propria ossessione.
E in fondo, Lacey è la ragazza dannata per eccellenza: una folta chioma corvina e una personalità oscura che non potrebbe essere più lontana dal carattere vivace e dalla mente sagace di Hannah.
Ma si sa che gli opposti si attraggono, e che il confine tra amicizia, amore e odio non è poi così definito...
Un romanzo crudo. Decisamente crudo, ma che non potrà non conquistare i fan di Bret Easton Ellis: le adolescenti di Robin Wasserman mentono, nascondono, manipolano, feriscono... e uccidono.
Non si fermano di fronte a nulla, perse in un mondo solo loro in cui il bene e il male sono due concetti praticamente privi di senso ma dove una grandd certezza c'è: il loro legame.
"Dannate ragazze" si apre e si chiude con un morte crudele, ingiusta ma inevitabile: sta a voi scoprire chi sarà l'ultima - si spera - vittima di Lacey e Dex, e a che punto si possa arrivare quando si decide che un segreto vale una vita. Che è meglio essere sicure di non poter essere punite per le proprie azioni, anche a costo di uccidere a sangue freddo.
Questo non l'ho letto tutto d'un fiato, anzi: è un libro a tratti doloroso, e il personaggio di Lacey mi ha creato non pochi problemi. Dannata nel profondo perchè ormai priva della capacità di provare empatia e compassione, Lacey è sostanzialmente l'anticristo per qualsiasi madre di giovane ragazzina: è l'ultima persona al mondo che vorresti vicina a tua figlia, perchè come il serpente sedusse Eva con le sue parole suadenti, Lacey affascina per il suo sprezzo delle regole e il suo farsi beffe delle convenzioni.
Il crescendo di violenza che caratterizza le ultime cento pagine del romanzo è davvero degno dell'autore di "American Psycho" e "Glamorama", e lì sì che non ci si riesce a staccare dalle pagine nemmeno per versarsi una tazza di tè.
Biscogna scoprire cosa ne sarà di Nikki, attirata nel bosco da Lacey e Dex, e soprattutto sapere una volta per tutte cosa sia successo a Craig: si è davvero ucciso, o c'è dietro qualcosa di non detto e che potrebbe cambiare per sempre il rapporto tra le due inseparabili?
Una prosa splendida, una storia inquietante e una protagonista - Lacey - che non dimenticherete facilmente. Leggetelo riascoltando l'intera discografia dei Nirvana, e dopo riguardate anche "Belli e dannati": era il 1991, e River Phoenix dannato lo era davvero. Sarebbe morto due anni dopo di overdose fuori dal Viper Room. Kurt Cobain sarebbe morto l'anno seguente, suicida.
Robin Wasserman ci riporta laggiù, a quelli che sono stati gli angeli neri di una generazione intera e delle icone per quella successiva, e lo fa con un romanzo assolutamente imperdibile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Robin Wasserman, con le sue "Dannate ragazze", mi ha fatto pensare - in parte - a un film che qualche anno fa aveva fatto scalpore: "Thirteen".
Ricordate come una sicura di sè e sguaiata Nikki Reed plagiava e portava ben lontana dalla retta via un'ingenua Evan Rachel Wood?
Ecco, il rapporto tra Dex e Lacey mi ha trasmesso qualcosa di simile.
Un romanzo che cattura, quello di Robin Wasserman, perchè ha tutti gli ingredienti giusti: una sonnacchiosa città di provincia, una morte improvvisa e apparentemente inspiegabile di quello che è il golden boy della scuola superiore locale, una serie di atti vandalici nelle chiese che fanno pensare all'intervento di una setta satanica...
Siamo all'inizio degli anni Novanta, quando a fare paura non sono i kamikaze o le autobomba, ma le stelle a cinque punte e le croci capovolte, e quando la musica di Kurt Cobain, bello e dannato per eccellenza, riempie le camere da letto di milioni di ragazzine.
Ragazzine come Lacey, che per il cantante nutre una vera e propria ossessione.
E in fondo, Lacey è la ragazza dannata per eccellenza: una folta chioma corvina e una personalità oscura che non potrebbe essere più lontana dal carattere vivace e dalla mente sagace di Hannah.
Ma si sa che gli opposti si attraggono, e che il confine tra amicizia, amore e odio non è poi così definito...
Un romanzo crudo. Decisamente crudo, ma che non potrà non conquistare i fan di Bret Easton Ellis: le adolescenti di Robin Wasserman mentono, nascondono, manipolano, feriscono... e uccidono.
Non si fermano di fronte a nulla, perse in un mondo solo loro in cui il bene e il male sono due concetti praticamente privi di senso ma dove una grandd certezza c'è: il loro legame.
"Dannate ragazze" si apre e si chiude con un morte crudele, ingiusta ma inevitabile: sta a voi scoprire chi sarà l'ultima - si spera - vittima di Lacey e Dex, e a che punto si possa arrivare quando si decide che un segreto vale una vita. Che è meglio essere sicure di non poter essere punite per le proprie azioni, anche a costo di uccidere a sangue freddo.
Questo non l'ho letto tutto d'un fiato, anzi: è un libro a tratti doloroso, e il personaggio di Lacey mi ha creato non pochi problemi. Dannata nel profondo perchè ormai priva della capacità di provare empatia e compassione, Lacey è sostanzialmente l'anticristo per qualsiasi madre di giovane ragazzina: è l'ultima persona al mondo che vorresti vicina a tua figlia, perchè come il serpente sedusse Eva con le sue parole suadenti, Lacey affascina per il suo sprezzo delle regole e il suo farsi beffe delle convenzioni.
Il crescendo di violenza che caratterizza le ultime cento pagine del romanzo è davvero degno dell'autore di "American Psycho" e "Glamorama", e lì sì che non ci si riesce a staccare dalle pagine nemmeno per versarsi una tazza di tè.
Biscogna scoprire cosa ne sarà di Nikki, attirata nel bosco da Lacey e Dex, e soprattutto sapere una volta per tutte cosa sia successo a Craig: si è davvero ucciso, o c'è dietro qualcosa di non detto e che potrebbe cambiare per sempre il rapporto tra le due inseparabili?
Una prosa splendida, una storia inquietante e una protagonista - Lacey - che non dimenticherete facilmente. Leggetelo riascoltando l'intera discografia dei Nirvana, e dopo riguardate anche "Belli e dannati": era il 1991, e River Phoenix dannato lo era davvero. Sarebbe morto due anni dopo di overdose fuori dal Viper Room. Kurt Cobain sarebbe morto l'anno seguente, suicida.
Robin Wasserman ci riporta laggiù, a quelli che sono stati gli angeli neri di una generazione intera e delle icone per quella successiva, e lo fa con un romanzo assolutamente imperdibile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
harpercollins
,
harpercollins italia
,
narrativa
,
Pagine e Parole
,
recensione dannate ragazze
,
recensione robin wasserman dannate ragazze
,
robin wasserman dannate ragazze
mercoledì 5 aprile 2017
"La migliore delle vite" di David De Juan Marcos
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La migliore delle vite" di David De Juan Marcos, edito HarperCollins (rilegato a 18€):
È autunno quando Nicolás arriva a Cambridge dalla Spagna, e subito avverte qualcosa di magico e inafferrabile, un legame speciale con una città che è come una tavolozza di vetro e pietra, un arcobaleno velato. Conosce Pierre per caso, una domenica mattina, mentre corre tra alberi artritici avvolti in una nebbia azzurrina. Diventano amici. Ed è proprio Pierre a presentargli Lei, una ragazza danese inquietante e bellissima, circondata da un alone di mistero che ne accresce il fascino e rende quasi impossibile starle lontano. Quello che unisce i tre giovani è un rapporto profondo e superficiale al tempo stesso, fatto di segreti svelati a metà, di speranze condivise e di ferite che tuttavia non tolgono loro l'entusiasmo e la voglia di cambiare il mondo. In un viaggio emozionale ed emozionante tra Cambridge, Roma e Amsterdam, Lei, Nico e Pierre si lasceranno e si ritroveranno, portando alla luce segreti che cambieranno la loro vita e li costringeranno a riflettere su chi sono e chi vogliono essere.
Ho avuto l'immensa fortuna di poter leggere questo romanzo a inizio anno, e morivo dalla voglia di raccontarvelo quindi eccomi qui, senza ulteriore indugio!
David De Juan Marcos racconta ai suoi lettori una storia di amore, amicizia, viaggi attraverso l'Europa, e lo fa seduto su una poltrona accanto al nostro letto.
È questo che si prova leggendo "La migliore delle vite", grazie alla narrazione in seconda persona singolare e alla poesia che pervade la prosa di questo autore tutto da scoprire.
La voce narrante è quella di Nico, che confida al lettore il suo dolore e la sua frustrazione di fronte a una situazione famigliare infelice che non può cambiare: la scomparsa del fratello minore ha sconvolto l'equilibrio della sua famiglia, facendo sì che la madre diventasse una persona assente e persa dentro se stessa e il padre cercasse rifugio nell'alcol.
A volte fuggire è più facile che restare, ed è quello che fa Nico rifugiandosi a Cambridge: lì nessuno lo conosce, e potrà reinventarsi.
Vivere una vita diversa, da riempire di eventi e di avventure, anche solo per trarne conforto in futuro riguardando indietro.
Certo non può immaginare di essere sul punto di vivere un'avventura con la A maiuscola, destinata a portarlo in giro per l'Europa e a cambiarlo per sempre....
L'avventura nella vita di nico ci arriva con le sembianze di una giovane ragazza nordica, bella e tanto affascinante quanto inquietante.
Su di lei sembra aleggiare un'ombra di segreti mai svelati e cose non dette, ed è azzeccato che ci si rivolga (e se ne parli) a lei come, semplicemente, Lei.
Lei che è rimasta incinta e alla quale è stato strappato via il suo bambino, lei che ha provato ad uccidersi ma che non ci è riuscita, realizzando così non solo di essere un fallimento da viva, ma di non essere nemmeno in grado di morire.
Una donna piena di dolore, ma la cui perdita ben si sposa con il vuoto nel cuore di Nico, ed è al suo dolore che Nico sembra aggrapparsi, quasi a volercisi fondere.
Forse per comprendere meglio il proprio, o forse perchè ne è attratto così come lo siamo dai precipizi, o dalle terrazze al trentanovesimo piano.
Ma per Nico, Cambridge significa anche l'incontro con quelli che saranno i suoi due amici: Pierre, e Gennaro - l'italiano che gli affitta la stanza, che incontriamo già all'inizio del romanzo.
Se Lei è tormento e fascino oscuro, Pierre e Gennaro sono l'oasi nel deserto alla quale Nico può dissetarsi. Sono i due stimoli positivi, per lui e per noi.
Cos'hanno in comune i protagonisti del romanzo? Sicuramente il desiderio profondo di vedere il mondo, di viaggiare e di esplorare. Di conoscere l'altro e il diverso.
Sognano di dover affrontare ogni giorno l'incertezza e l'imprevisto, e l'autore prende alla sprovvista anche noi: da un momento all'altro, ecco che la narrazione ci porta da Cambridge a Roma, passando per Amsterdam e per tornare poi a Parigi.
Non voglio raccontarvi troppo della storia, perchè va scoperta, ma se avete amato film come "L'attimo fuggente" e "La dolce vita", o riletto dieci volte romanzi come "Viaggio al termine della notte" di Louis-Ferdinand Céline e "Festa mobile" di Ernest Hemingway, allora non potete non avere una copia di questo libro nella vostra libreria.
La prosa di De Juan Marcos è intelligente e delicata, ma soprattutto ti emoziona nel profondo.
Consigliatissimo: una lettura a cinque stelle.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La migliore delle vite" di David De Juan Marcos, edito HarperCollins (rilegato a 18€):
È autunno quando Nicolás arriva a Cambridge dalla Spagna, e subito avverte qualcosa di magico e inafferrabile, un legame speciale con una città che è come una tavolozza di vetro e pietra, un arcobaleno velato. Conosce Pierre per caso, una domenica mattina, mentre corre tra alberi artritici avvolti in una nebbia azzurrina. Diventano amici. Ed è proprio Pierre a presentargli Lei, una ragazza danese inquietante e bellissima, circondata da un alone di mistero che ne accresce il fascino e rende quasi impossibile starle lontano. Quello che unisce i tre giovani è un rapporto profondo e superficiale al tempo stesso, fatto di segreti svelati a metà, di speranze condivise e di ferite che tuttavia non tolgono loro l'entusiasmo e la voglia di cambiare il mondo. In un viaggio emozionale ed emozionante tra Cambridge, Roma e Amsterdam, Lei, Nico e Pierre si lasceranno e si ritroveranno, portando alla luce segreti che cambieranno la loro vita e li costringeranno a riflettere su chi sono e chi vogliono essere.
Ho avuto l'immensa fortuna di poter leggere questo romanzo a inizio anno, e morivo dalla voglia di raccontarvelo quindi eccomi qui, senza ulteriore indugio!
David De Juan Marcos racconta ai suoi lettori una storia di amore, amicizia, viaggi attraverso l'Europa, e lo fa seduto su una poltrona accanto al nostro letto.
È questo che si prova leggendo "La migliore delle vite", grazie alla narrazione in seconda persona singolare e alla poesia che pervade la prosa di questo autore tutto da scoprire.
La voce narrante è quella di Nico, che confida al lettore il suo dolore e la sua frustrazione di fronte a una situazione famigliare infelice che non può cambiare: la scomparsa del fratello minore ha sconvolto l'equilibrio della sua famiglia, facendo sì che la madre diventasse una persona assente e persa dentro se stessa e il padre cercasse rifugio nell'alcol.
A volte fuggire è più facile che restare, ed è quello che fa Nico rifugiandosi a Cambridge: lì nessuno lo conosce, e potrà reinventarsi.
Vivere una vita diversa, da riempire di eventi e di avventure, anche solo per trarne conforto in futuro riguardando indietro.
Certo non può immaginare di essere sul punto di vivere un'avventura con la A maiuscola, destinata a portarlo in giro per l'Europa e a cambiarlo per sempre....
L'avventura nella vita di nico ci arriva con le sembianze di una giovane ragazza nordica, bella e tanto affascinante quanto inquietante.
Su di lei sembra aleggiare un'ombra di segreti mai svelati e cose non dette, ed è azzeccato che ci si rivolga (e se ne parli) a lei come, semplicemente, Lei.
Lei che è rimasta incinta e alla quale è stato strappato via il suo bambino, lei che ha provato ad uccidersi ma che non ci è riuscita, realizzando così non solo di essere un fallimento da viva, ma di non essere nemmeno in grado di morire.
Una donna piena di dolore, ma la cui perdita ben si sposa con il vuoto nel cuore di Nico, ed è al suo dolore che Nico sembra aggrapparsi, quasi a volercisi fondere.
Forse per comprendere meglio il proprio, o forse perchè ne è attratto così come lo siamo dai precipizi, o dalle terrazze al trentanovesimo piano.
Ma per Nico, Cambridge significa anche l'incontro con quelli che saranno i suoi due amici: Pierre, e Gennaro - l'italiano che gli affitta la stanza, che incontriamo già all'inizio del romanzo.
Se Lei è tormento e fascino oscuro, Pierre e Gennaro sono l'oasi nel deserto alla quale Nico può dissetarsi. Sono i due stimoli positivi, per lui e per noi.
Cos'hanno in comune i protagonisti del romanzo? Sicuramente il desiderio profondo di vedere il mondo, di viaggiare e di esplorare. Di conoscere l'altro e il diverso.
Sognano di dover affrontare ogni giorno l'incertezza e l'imprevisto, e l'autore prende alla sprovvista anche noi: da un momento all'altro, ecco che la narrazione ci porta da Cambridge a Roma, passando per Amsterdam e per tornare poi a Parigi.
Non voglio raccontarvi troppo della storia, perchè va scoperta, ma se avete amato film come "L'attimo fuggente" e "La dolce vita", o riletto dieci volte romanzi come "Viaggio al termine della notte" di Louis-Ferdinand Céline e "Festa mobile" di Ernest Hemingway, allora non potete non avere una copia di questo libro nella vostra libreria.
La prosa di De Juan Marcos è intelligente e delicata, ma soprattutto ti emoziona nel profondo.
Consigliatissimo: una lettura a cinque stelle.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
lunedì 3 aprile 2017
"Ti prendo per la gola!" di Ginny Chiara Viola
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti prendo per la gola!" di Ginny Chiara Viola, quarta Storia di Stelle edita eLit (ebook a 0,99€):
La persone si conquistano prendendole per la gola, e Carolina lo sa, infatti ha deciso di preparare una cenetta coi fiocchi a Luca, il collega che le lancia occhiatine furtive dalla macchinetta del caffè. Carolina è una cuoca sopraffina ed è sicura che il suo ospite sarà indeciso se mangiare prima lei o la triglia che sta cuocendo nel forno, quando una esplosione in stile Big Bang risuona in cucina: il forno è scoppiato e pezzi di pesce sono spalmati sulle piastrelle. C'era da aspettarselo visto che Venere è quadrata a Saturno: dieta di sentimenti e guastafeste di piaceri, soprattutto se a due. La cena è irrimediabilmente saltata. E adesso?
12 risposte, e 12 finali, uno per segno, secondo l'oroscopo di aprile 2017.
Siete curiosi di sapere come Carolina ha affrontato il disastro in cucina?
Sono davvero contenta di essere io a presentarvi e raccontarvi la Storia di Stelle di Aprile, e non solo perch è il mio mese (sono nata il 14 Aprile alle 23 passate, era un giovedì: chissà cosa vorrà dire dal punto di vista astrologico!).
Adoro questo simpatico progetto tutto digitale ed interattivo, in cui ogni storia prevede un incipit e dodici finali diversi, tra i quali scegliere quello corrispondente al proprio segno zodiacale... o potete anche leggerli tutti e scegliere quello che vi piace di più, tutto è permesso ;)
E ad Aprile Ginny ci porta in cucina, con la sua nuova protagonista, Carolina.
Carolina che è «una donna che non ama le diete, i jeans troppo stretti, le insalate a pranzo e le bottiglie di vino lasciate a metà» e una grandissima cuoca, ma vuoi che non combinasse un disastro di proporzioni epiche proprio quando voleva fare colpo su Luca, l'affascinante collega d'ufficio che «le lancia sempre sorrisini complici dalla macchinetta del caffè e occhiate così calde che lei ha già la sensazione di essere abbracciata forte forte»?
Carolina aveva pianificato tutto alla perfezione, e «Carolina è sicura che davanti a tutto quel ben di Giove Luca sarà indeciso se mangiare prima lei o la triglia quando, all'improvviso, con un'esplosione da Big Bang, il forno scoppia, il gas sparisce pavido e il minipimer per la mousse di tonno fa scintille come una stellina di Capodanno.»
Del resto, Venere è quadrata a Saturno, c'era da aspettarselo.
Dieta di sentimenti e guastafeste di piaceri, soprattutto se a due.
Il problema però rimane: come salvare la serata?
Io ho ovviamente letto subito il finale in cui Carolina è una tenace e testarda Ariete (just like me) e sapete che c'è? Ho adorato la Carolina del mio segno!
Ditemi voi se non è un genio del male:
«Quando la cucina esplode e la triglia si ribella al suo destino lei non perde la calma nemmeno per un minuto (cioè, diciamocelo, con quel Marte così focoso di nascita per qualche istante impreca tra sé e sé come un camionista polacco, ma passa subito) e in pochissimi secondi si è già tolta il grembiule da brava massaia e ha imbracciato il cellulare.
Senza pensarci due volte, caratteristica che le è tipica ma che con la sicurezza delle ultime settimane è lievitata come il plum cake nel forno, si tuffa in uno dei siti di consegne di cibo a domicilio che tanto vanno di moda, quelle in cui segui anche il runner in bicicletta e volendo puoi mandargli un Whatsapp di incitamento per farlo pedalare da te più in fretta!
Senza alcun senso di colpa ordina una cena ma non un cinese, un indiano, un sushi, ordina un italiano proprio come quello che aveva tanto millantato di saper cucinare da chef stellato e sì, senza indugio si prepara a mentire spudoratamente.»
Mentire, mentire sempre!
Del resto, mai piangere sulla spuma di triglia versata, giusto?
Mi è piaciuto un sacco anche il fatto di poter leggere alla fine del mio personale epilogo l'oroscopo del mese di Aprile - quindi cosa aspettate?
Non solo avrete una storia divertente da scoprire e da far finire letteralmente come volete voi (quando mai abbiamo questo lusso, noi lettori?), ma avrete anche la possibilità di scoprire cosa vi riservano le stelle questo mese.
Consigliatissime per quelli che "io comunque a queste cose non ci credo" e poi leggono sei oroscopi cercando quello più positivo, per quelli che "a me l'oroscopo prevede sempre che incontri il grande amore, e poi non batto chiodo da sei anni" ma che in fondo ci sperano sempre.
E a chi almeno una volta ha ridotto la cucina a uno scenario post-apocalittico: non mentite, è successo a TUTTI.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
elit
,
ginny chiara viola
,
ginny chiara viola oroscopo in pigiama
,
ginny chiara viola storie di stelle
,
harpercollins italia
,
oroscopazzo
,
Pagine e Parole
,
storie di stelle
venerdì 3 marzo 2017
"Paparazzo reale" di Shirley Jump
Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Paparazzo reale" di Shirley Jump, edito da eLit, marchio digital-only di HarperCollins Italia (ebook a 2,99€):
Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c'è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d'assalto. Lui è senza dubbio l'uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt'altro!
Il romanzo fa parte della collana "C'era una volta...", dedicata proprio alle principesse contemporanee (!). Le copertine sono una più principesca dell'altra, e se fosse stata fatta un'edizione cartacea li avrei presi in blocco solo per questo. Probabilmente.
Ma veniamo a noi e a Carlita, che di abiti eleganti e tiare tra i capelli non ne può davvero più.
Sogna l'indipendenza, e soprattutto sogna di poter trascorrere del tempo nella stessa tranquilla cittadina della provincia americana dove un tempo anche sua madre si rifugiò.
Qui si dedica a quella che è sempre stata la sua vera passione: il vino.
Che detto così già starete gridando all'alcolismo ma no, il punto non è berlo: è venderlo.
Fin da ragazzina, infatti, a Carlita piaceva stare all'aria aperta, e sgattaiolare nelle vigne dove poteva cogliere (e mangiucchiare, ma questo va da sè) l'uva, vederla crescere e vederla diventare il buonissimo vino che il suo paese non sa vendere all'estero nel modo giusto.
Da qui il suo desiderio di promuoverlo e diffonderlo, e le cose non potrebbero andarle meglio: si trasferisce in una bella casetta, trova lavoro in un'enoteca e si rivela un'abilissima venditrice.
La sua vita "normale" le piace da morire...
Fino a quando sulla sua strada non incrocia Daniel Reynolds.
L'uomo è un giornalista sull'orlo di una crisi di nervi: da quando ha perso la moglie si è trovato con un lavoro che non gli piace, nel mondod el giornalismo scandalistico, e con una figlia da crescere senza avere la minima idea di come fare.
E' con l'acqua alla gola, e un pezzo esclusivo sulla "principessa in fuga" potrebbe salvarlo.
Ma la principessa potrebbe avere ben più di una fuga da nascondere, e Daniel potrebbe correre un rischio ben più grande di quello di perdere il posto: potrebbe innamorarsene.
Una favola contemporanea senza pretese ma che intrattiene dall'inizio alla fine, perchè Carlita ha un caratterino niente male e un mistero da svelare, e perchè la storia personale di Daniel è così triste (la sua bimba è adorabile e vi prenderà il cuore) che non si può fare a meno di augurargli un lieto fine sin dall'inizio.
Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione della tranquilla cittadina di provincia americana, e ho apprezzato il fatto che l'autrice abbia inserito in quello che poteva essere un racconto rosa decisamente troppo prevedibile un piccolo plot-twist che dà una nota di colore in più al tutto.
Da un lato abbiamo un caso di quasi insta-love, ma dall'altro ci sono due persone che si aprono l'una all'altra fin da subito grazie all'espediente dell'intervista, e che quindi si apprezzano sia per i pregi che per i difetti e i problemi da risolvere.
Se Daniel riesce a innamorarsi di Carlita nonostante il suo essere sfuggente e la sua delicata situazione familiare, la principessa riesce a vedere oltre il giornalista assetato di scoop e riconoscere un uomo e un padre che ha un grandissimo bisogno d'amore e di un nuovo inizio.
È stata una lettura distensiva e molto gradevole, che mi ha fatto desiderare un lungo abito frusciante come quello della ragazza in copertina e un bel bicchier edi vino rosso.
Magari il vestito non lo scegliamo bianco che se si macchia di vino è un disastro, ma per il resto...
Ci sono altri tre titoli in questa collezione, e va da sè che vorrei riuscire a leggerli tutti!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Paparazzo reale" di Shirley Jump, edito da eLit, marchio digital-only di HarperCollins Italia (ebook a 2,99€):
Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c'è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d'assalto. Lui è senza dubbio l'uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt'altro!
Il romanzo fa parte della collana "C'era una volta...", dedicata proprio alle principesse contemporanee (!). Le copertine sono una più principesca dell'altra, e se fosse stata fatta un'edizione cartacea li avrei presi in blocco solo per questo. Probabilmente.
Ma veniamo a noi e a Carlita, che di abiti eleganti e tiare tra i capelli non ne può davvero più.
Sogna l'indipendenza, e soprattutto sogna di poter trascorrere del tempo nella stessa tranquilla cittadina della provincia americana dove un tempo anche sua madre si rifugiò.
Qui si dedica a quella che è sempre stata la sua vera passione: il vino.
Che detto così già starete gridando all'alcolismo ma no, il punto non è berlo: è venderlo.
Fin da ragazzina, infatti, a Carlita piaceva stare all'aria aperta, e sgattaiolare nelle vigne dove poteva cogliere (e mangiucchiare, ma questo va da sè) l'uva, vederla crescere e vederla diventare il buonissimo vino che il suo paese non sa vendere all'estero nel modo giusto.
Da qui il suo desiderio di promuoverlo e diffonderlo, e le cose non potrebbero andarle meglio: si trasferisce in una bella casetta, trova lavoro in un'enoteca e si rivela un'abilissima venditrice.
La sua vita "normale" le piace da morire...
Fino a quando sulla sua strada non incrocia Daniel Reynolds.
L'uomo è un giornalista sull'orlo di una crisi di nervi: da quando ha perso la moglie si è trovato con un lavoro che non gli piace, nel mondod el giornalismo scandalistico, e con una figlia da crescere senza avere la minima idea di come fare.
E' con l'acqua alla gola, e un pezzo esclusivo sulla "principessa in fuga" potrebbe salvarlo.
Ma la principessa potrebbe avere ben più di una fuga da nascondere, e Daniel potrebbe correre un rischio ben più grande di quello di perdere il posto: potrebbe innamorarsene.
Una favola contemporanea senza pretese ma che intrattiene dall'inizio alla fine, perchè Carlita ha un caratterino niente male e un mistero da svelare, e perchè la storia personale di Daniel è così triste (la sua bimba è adorabile e vi prenderà il cuore) che non si può fare a meno di augurargli un lieto fine sin dall'inizio.
Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione della tranquilla cittadina di provincia americana, e ho apprezzato il fatto che l'autrice abbia inserito in quello che poteva essere un racconto rosa decisamente troppo prevedibile un piccolo plot-twist che dà una nota di colore in più al tutto.
Da un lato abbiamo un caso di quasi insta-love, ma dall'altro ci sono due persone che si aprono l'una all'altra fin da subito grazie all'espediente dell'intervista, e che quindi si apprezzano sia per i pregi che per i difetti e i problemi da risolvere.
Se Daniel riesce a innamorarsi di Carlita nonostante il suo essere sfuggente e la sua delicata situazione familiare, la principessa riesce a vedere oltre il giornalista assetato di scoop e riconoscere un uomo e un padre che ha un grandissimo bisogno d'amore e di un nuovo inizio.
È stata una lettura distensiva e molto gradevole, che mi ha fatto desiderare un lungo abito frusciante come quello della ragazza in copertina e un bel bicchier edi vino rosso.
Magari il vestito non lo scegliamo bianco che se si macchia di vino è un disastro, ma per il resto...
Ci sono altri tre titoli in questa collezione, e va da sè che vorrei riuscire a leggerli tutti!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
giovedì 2 marzo 2017
Chiacchierata con Paula Treick DeBoard su "I giorni del silenzio", la scrittura creativa e...
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A inizio mese vi avevo parlato di "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard, e da quando ho finito il romanzo non ho fatto altro che consigliarlo a tutti: potete ancora leggere qui la mia recensione, e soprattutto oggi potete conoscerne meglio l'autrice!
Dopo la misteriosa scomparsa di un'adolescente che ha scosso la cittadina in cui viveva, Kristen Hammarstrom non è più tornata in quello sperduto angolo del Wisconsin. Aveva solo nove anni all'epoca, ma i dettagli di quei drammatici giorni si sono impressi in modo indelebile nella sua memoria. Perché l'ultimo a vedere Stacy Lemke viva è stato il fidanzato, Johnny, astro nascente della squadra di wrestling della scuola e fratello maggiore di Kristen. Nessuno aveva saputo spiegarsi l'accaduto, nemmeno le persone più vicine a Johnny, ma la disgrazia aveva scardinato la comunità e la famiglia di Kirsten aveva finito per soccombere sotto lo schiacciante peso del sospetto.
Ora, molti anni dopo, un'altra tragedia costringe Kristen e i suoi fratelli a tornare a casa e ad affrontare gli eventi devastanti che hanno cambiato il corso delle loro vite...
Incalzante e commovente, I giorni del silenzio è una storia che parla di lealtà e di perdono, e di una famiglia che lotta per non essere schiacciata da una rete di menzogne e tradimenti.
Il libro mi è piaciuto da matti, e ve ne avevo proposto la recensione qui.
Ho avuto la possibilità di intervistarla, e se prima ero una sua fan ora credo di esserlo ancora di più.
Ecco cosa mi ha raccontato sul romanzo, sulla scrittura e... molto altro!
Grazie di aver trovato il tempo per rispondere alle mi domande: il tuo romanzo mi è piaciuto moltissimo!
Ma grazie a te di avermi invitata sul tuo blog. È fantastico conoscere meglio i miei lettori italiani!
Cominciamo subito da una curiosità: è stato un reale fatto di cronaca a ispirare la storia di Stacey e Johnny?
In effetti sì, nella stessa città descritta nel mio romanzo è successo quello che è poi diventato un fatto di cronaca molto conosciuto, che ha visto un uomo venire accusato ingiustamente di omicidio: ne è sttao tratto un documentario trasmesso su Netflix, “Making a Murderer”. Non mi sono del tutto ispirata a quel fatto, ma ero affascinata dall'idea di ciò che può accadere a una persona accusata ingiustamente di aver commesso un crimine, soprattutto se vive in una piccola città: come si sopravvive alle accuse e ai sospetti?
Ciò che ho apprezzato particolarmente di Stacy come personaggio è stata la possibilità di conoscerla nella sua iniziale versione "timida e dolce", e poi in quella "fidanzata da incubo".
È stato difficile sviluppare il suo personaggio in modo da non farlo risultare forzato, o è venuta naturalmente alla luce mentre scrivevi?
Volevo che Stacy sembrasse la versione estrema di una teenager stracotta - innamorata in modo genuino, sì, ma che poi precipita in una spirale di ossessione per il suo fidanzato.
Ho insegnato in una scuola superiore per otto anni, quindi ho trascorso parecchio tempo circondata da adolescenti: a volte l'amore giovane è davvero così intenso - intenso quanto quello di Stacy.
Non l'ho sperimentato di persona, ma quando ero una teenager passavo il tempo con il naso immerso nei libri!
Kirsten è una voce narrante molto interessante, perchè la vediamo crescere attraverso i flashback e allo stesso tempo la conosciamo in veste di giovane donna che sta facendo i conti con il passato. Come hai organizzato il tuo lavoro per evitare che ci fossero incongruenze tra le due narrazioni?
Quando ho iniziato a scrivere la storia di Kirsten mi sono concentrata sulla sua infanzia, perchè quella era la parte più chiara e definita nella mia mente. Ti svelo una curiosità, però: all'inizio la vicenda si sarebbe dovuta svolgere negli anni Settante, e questo rendeva Kirsten decisamente più vecchia di quanto non sia nella versione definitiva. Nelle ultime versioni, ho deciso di spostarla negli anni Novanta e ho dovuto quindi ripensare molti dettagli riguardanti la sua vita. Ho finito per affezionarmi davvero a lei: scrivere dalla sua prospettiva è stato come rivivere la mia infanzia.
Quella che racconti nel tuo romanzo è una storia di sospetti e pregiudizi, e su come possano distruggere una famiglia: dopo la scomparsa di Stacy la vita di Johnny va in mille pezzi, insieme ai suoi sogni di una borsa di studio perl'università e di una carriera da lottatore. È come se essere sospettati di omicidio fosse peggio di essere il colpevole senza ombra di dubbio, perhè nel secondo caso ci sarebbe un processo, una sentenza e la faccenda in un certo senso si chiuderebbe lì. Cosa può dare a una persona la forza di andare avanti nonostante tutto quando si trova a vivere un incubo simile?
Sebbene ci siano un numero discreto di "vittime" nel mio romanzo, Johnny è sicuramente la persona che soffre di più. Mi sentivo veramente in colpa nei suoi confronti - la sua vita di sicuro non era quella che avrebbe immaginato e desiderato! Credo che, alla fine, Johnny sia un adolescente che, come tanti altri, commette degli errori e si trova costretto a crescere in fretta: senza Stacy al suo fianco, deve necessariamente andare avanti con la sua vita, ed è quello che fa. Crescere significa anche affrontare il proprio passato...
Ogni anno migliaia di persone svanisono senza lasciare traccia, e riusciamoa scoprire cosa ne sia stato solo di una minima parte di loro. Questo è un problema che senti molto vicino a te, magari per ragioni personali? E ancora, cosa credi potrebbe essere fatto che provare almeno a ridurre il numero di persone delle quali perdiamo completamente le tracce e magari far sentire le donne più giovani (come Stacy) più al sicuro?
Bella domanda! Ammetto di leggere e guardare moltissimi documentari su reali fatti di cronaca, incluse storie di donne e ragazze scomparse. Succede fin troppo spesso, ed è davvero fin troppo facile per le persone più vulnerabili della società svanire senza lasciare traccia. Non è il caso di Stacy, non del tutto, ma è una triste realtà per molti altri. Sfortunatamente siamo ancora condizionati da queste antidiluviane visioni dell'uomo come essere dominante e della donna come essere inferiore, e quando una di esse viene aggredita o ferita, spesso si fa un processo alla vittima più che all'aggressore. Se l'è andata a cercare? Era vestita in modo provocante? Possiamo provare a proteggere le nostre ragazze con consigli pratici e rendendnole capaci di difendersi, ma ciò che deve cambiare è il modo in cui cresciamo i nostri ragazzi, e come insegnamo loro a comportarsi nei confronti delle ragazze.
"I giorni del silenzio" è un romanzo speciale, e questo perchè in esso ritroviamo diversi elementi tipici del thriller - una sparizione, un assassinio, un mistero da risolvere - accanto a quella che è una drammatica storia famigliare, con relazioni complicate, segreti...
Qual è la difficioltà maggiore che si affronta nello scrivere un romanzo "ibrido"?
Quando ho iniziato a scrivere questo libro non pensavo di stare effettivamente scrivendo un giallo o un thriller. Ero concentrata sulla storia della famiglia Hammarstroms. È stato solo dopo aver terminato la prima stesura che ho iniziato a pensare al mio romanzo come ad un giallo, e durante la fase di editing mi sono impegnata a terminare ogni capitolo con un piccolo cliffhanger o una rivelazione, in modo che il lettore volesse assolutamente continuare la lettura.
La sfida più grande è stata sicuramente quella di bilanciare nel modo giusto ambientazione e descrizioni con la narrazione degli eventi, e di modificare diverse parti del libro in cui il ritmo della narrazione rallentava pericolosamente, pur mantenendo ogni dettaglio che amavo di più della storia di questa famiglia. È bello sentire che, secondo te, ci sono riuscita!
Ti sei laureata in scrittura creativa e ora insegni composizione: quali sono i consigli che ti trovi a dare più spesso agli aspiranti scrittori?
Questo è vero - praticamente passo il mio tempo a parlare di scrittura! Consiglio sempre ai miei studenti di leggere tutto ciò che gli capita a tiro, e di affrontare quanti più generi letterari possibili. Poi ovviamente li incoraggio ad essere costanti e persistenti, a non mollare mai il colpo. Per un arco di tempo fin troppo lungo non ho provato davvero a diventare una scrittrice perchè non mi sembrava un lavoro pratico o sicuro, ma quando sono tornata sui banchi per frequentare un master in scrittura creativa ho dovuto necessariamente dedicarmici anima e corpo: non volevo che scrivere diventasse un altro hobby costoso! Ammetto che non è piacevole ricevere rifiuti o aspettare anni prima che un libro venga pubblicato, ed è sicuramente facile scoraggiarsi e pensare che non succederà mai. La verità però è che non puoi sapere come andrà a finire la partita se lasci il campo prima del tempo.
C'è qualcosa che ti piacerebbe dire ai tuoi lettori italiani?
È una tale emozione vedere tweet e post sui blog scritti dai miei lettori italiani! Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo nel 2009, non credevo che qualcuno che non fosse un amico o un parente lo avrebbe letto. Per me è incredibile pensare che ora ce ne siano copie sugli scaffali delle librerie italiane e di altri paesi del mondo. Sono senza parole, ma soprattutto ne sono molto, molto grata. Grazie, amici!
Grazie a Paula Treick DeBoard per avermi dedicato il suo tempo, e io spero davvero che vi abbia incuriositi riguardo al suo romanzo, che a oggi è nella mia top 3 del 2017.
Trovate la mia chiacchiera sul libro qui, e non dimenticate di farmi sapere post lettura cosa ne avete pensato!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
A inizio mese vi avevo parlato di "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard, e da quando ho finito il romanzo non ho fatto altro che consigliarlo a tutti: potete ancora leggere qui la mia recensione, e soprattutto oggi potete conoscerne meglio l'autrice!
Dopo la misteriosa scomparsa di un'adolescente che ha scosso la cittadina in cui viveva, Kristen Hammarstrom non è più tornata in quello sperduto angolo del Wisconsin. Aveva solo nove anni all'epoca, ma i dettagli di quei drammatici giorni si sono impressi in modo indelebile nella sua memoria. Perché l'ultimo a vedere Stacy Lemke viva è stato il fidanzato, Johnny, astro nascente della squadra di wrestling della scuola e fratello maggiore di Kristen. Nessuno aveva saputo spiegarsi l'accaduto, nemmeno le persone più vicine a Johnny, ma la disgrazia aveva scardinato la comunità e la famiglia di Kirsten aveva finito per soccombere sotto lo schiacciante peso del sospetto.
Ora, molti anni dopo, un'altra tragedia costringe Kristen e i suoi fratelli a tornare a casa e ad affrontare gli eventi devastanti che hanno cambiato il corso delle loro vite...
Incalzante e commovente, I giorni del silenzio è una storia che parla di lealtà e di perdono, e di una famiglia che lotta per non essere schiacciata da una rete di menzogne e tradimenti.
Il libro mi è piaciuto da matti, e ve ne avevo proposto la recensione qui.
Ho avuto la possibilità di intervistarla, e se prima ero una sua fan ora credo di esserlo ancora di più.
Ecco cosa mi ha raccontato sul romanzo, sulla scrittura e... molto altro!
Grazie di aver trovato il tempo per rispondere alle mi domande: il tuo romanzo mi è piaciuto moltissimo!
Ma grazie a te di avermi invitata sul tuo blog. È fantastico conoscere meglio i miei lettori italiani!
Cominciamo subito da una curiosità: è stato un reale fatto di cronaca a ispirare la storia di Stacey e Johnny?
In effetti sì, nella stessa città descritta nel mio romanzo è successo quello che è poi diventato un fatto di cronaca molto conosciuto, che ha visto un uomo venire accusato ingiustamente di omicidio: ne è sttao tratto un documentario trasmesso su Netflix, “Making a Murderer”. Non mi sono del tutto ispirata a quel fatto, ma ero affascinata dall'idea di ciò che può accadere a una persona accusata ingiustamente di aver commesso un crimine, soprattutto se vive in una piccola città: come si sopravvive alle accuse e ai sospetti?
Ciò che ho apprezzato particolarmente di Stacy come personaggio è stata la possibilità di conoscerla nella sua iniziale versione "timida e dolce", e poi in quella "fidanzata da incubo".
È stato difficile sviluppare il suo personaggio in modo da non farlo risultare forzato, o è venuta naturalmente alla luce mentre scrivevi?
Volevo che Stacy sembrasse la versione estrema di una teenager stracotta - innamorata in modo genuino, sì, ma che poi precipita in una spirale di ossessione per il suo fidanzato.
Ho insegnato in una scuola superiore per otto anni, quindi ho trascorso parecchio tempo circondata da adolescenti: a volte l'amore giovane è davvero così intenso - intenso quanto quello di Stacy.
Non l'ho sperimentato di persona, ma quando ero una teenager passavo il tempo con il naso immerso nei libri!
Kirsten è una voce narrante molto interessante, perchè la vediamo crescere attraverso i flashback e allo stesso tempo la conosciamo in veste di giovane donna che sta facendo i conti con il passato. Come hai organizzato il tuo lavoro per evitare che ci fossero incongruenze tra le due narrazioni?
Quando ho iniziato a scrivere la storia di Kirsten mi sono concentrata sulla sua infanzia, perchè quella era la parte più chiara e definita nella mia mente. Ti svelo una curiosità, però: all'inizio la vicenda si sarebbe dovuta svolgere negli anni Settante, e questo rendeva Kirsten decisamente più vecchia di quanto non sia nella versione definitiva. Nelle ultime versioni, ho deciso di spostarla negli anni Novanta e ho dovuto quindi ripensare molti dettagli riguardanti la sua vita. Ho finito per affezionarmi davvero a lei: scrivere dalla sua prospettiva è stato come rivivere la mia infanzia.
Quella che racconti nel tuo romanzo è una storia di sospetti e pregiudizi, e su come possano distruggere una famiglia: dopo la scomparsa di Stacy la vita di Johnny va in mille pezzi, insieme ai suoi sogni di una borsa di studio perl'università e di una carriera da lottatore. È come se essere sospettati di omicidio fosse peggio di essere il colpevole senza ombra di dubbio, perhè nel secondo caso ci sarebbe un processo, una sentenza e la faccenda in un certo senso si chiuderebbe lì. Cosa può dare a una persona la forza di andare avanti nonostante tutto quando si trova a vivere un incubo simile?
Sebbene ci siano un numero discreto di "vittime" nel mio romanzo, Johnny è sicuramente la persona che soffre di più. Mi sentivo veramente in colpa nei suoi confronti - la sua vita di sicuro non era quella che avrebbe immaginato e desiderato! Credo che, alla fine, Johnny sia un adolescente che, come tanti altri, commette degli errori e si trova costretto a crescere in fretta: senza Stacy al suo fianco, deve necessariamente andare avanti con la sua vita, ed è quello che fa. Crescere significa anche affrontare il proprio passato...
Ogni anno migliaia di persone svanisono senza lasciare traccia, e riusciamoa scoprire cosa ne sia stato solo di una minima parte di loro. Questo è un problema che senti molto vicino a te, magari per ragioni personali? E ancora, cosa credi potrebbe essere fatto che provare almeno a ridurre il numero di persone delle quali perdiamo completamente le tracce e magari far sentire le donne più giovani (come Stacy) più al sicuro?
Bella domanda! Ammetto di leggere e guardare moltissimi documentari su reali fatti di cronaca, incluse storie di donne e ragazze scomparse. Succede fin troppo spesso, ed è davvero fin troppo facile per le persone più vulnerabili della società svanire senza lasciare traccia. Non è il caso di Stacy, non del tutto, ma è una triste realtà per molti altri. Sfortunatamente siamo ancora condizionati da queste antidiluviane visioni dell'uomo come essere dominante e della donna come essere inferiore, e quando una di esse viene aggredita o ferita, spesso si fa un processo alla vittima più che all'aggressore. Se l'è andata a cercare? Era vestita in modo provocante? Possiamo provare a proteggere le nostre ragazze con consigli pratici e rendendnole capaci di difendersi, ma ciò che deve cambiare è il modo in cui cresciamo i nostri ragazzi, e come insegnamo loro a comportarsi nei confronti delle ragazze.
"I giorni del silenzio" è un romanzo speciale, e questo perchè in esso ritroviamo diversi elementi tipici del thriller - una sparizione, un assassinio, un mistero da risolvere - accanto a quella che è una drammatica storia famigliare, con relazioni complicate, segreti...
Qual è la difficioltà maggiore che si affronta nello scrivere un romanzo "ibrido"?
Quando ho iniziato a scrivere questo libro non pensavo di stare effettivamente scrivendo un giallo o un thriller. Ero concentrata sulla storia della famiglia Hammarstroms. È stato solo dopo aver terminato la prima stesura che ho iniziato a pensare al mio romanzo come ad un giallo, e durante la fase di editing mi sono impegnata a terminare ogni capitolo con un piccolo cliffhanger o una rivelazione, in modo che il lettore volesse assolutamente continuare la lettura.
La sfida più grande è stata sicuramente quella di bilanciare nel modo giusto ambientazione e descrizioni con la narrazione degli eventi, e di modificare diverse parti del libro in cui il ritmo della narrazione rallentava pericolosamente, pur mantenendo ogni dettaglio che amavo di più della storia di questa famiglia. È bello sentire che, secondo te, ci sono riuscita!
Ti sei laureata in scrittura creativa e ora insegni composizione: quali sono i consigli che ti trovi a dare più spesso agli aspiranti scrittori?
Questo è vero - praticamente passo il mio tempo a parlare di scrittura! Consiglio sempre ai miei studenti di leggere tutto ciò che gli capita a tiro, e di affrontare quanti più generi letterari possibili. Poi ovviamente li incoraggio ad essere costanti e persistenti, a non mollare mai il colpo. Per un arco di tempo fin troppo lungo non ho provato davvero a diventare una scrittrice perchè non mi sembrava un lavoro pratico o sicuro, ma quando sono tornata sui banchi per frequentare un master in scrittura creativa ho dovuto necessariamente dedicarmici anima e corpo: non volevo che scrivere diventasse un altro hobby costoso! Ammetto che non è piacevole ricevere rifiuti o aspettare anni prima che un libro venga pubblicato, ed è sicuramente facile scoraggiarsi e pensare che non succederà mai. La verità però è che non puoi sapere come andrà a finire la partita se lasci il campo prima del tempo.
C'è qualcosa che ti piacerebbe dire ai tuoi lettori italiani?
È una tale emozione vedere tweet e post sui blog scritti dai miei lettori italiani! Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo nel 2009, non credevo che qualcuno che non fosse un amico o un parente lo avrebbe letto. Per me è incredibile pensare che ora ce ne siano copie sugli scaffali delle librerie italiane e di altri paesi del mondo. Sono senza parole, ma soprattutto ne sono molto, molto grata. Grazie, amici!
Grazie a Paula Treick DeBoard per avermi dedicato il suo tempo, e io spero davvero che vi abbia incuriositi riguardo al suo romanzo, che a oggi è nella mia top 3 del 2017.
Trovate la mia chiacchiera sul libro qui, e non dimenticate di farmi sapere post lettura cosa ne avete pensato!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
martedì 14 febbraio 2017
Anteprima: "Indelebile" di Mara Purnhagen
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Indelebile" di Mara Purnhagen, edito eLit/HarperCollins Italia (ebook a 3,99€) in uscita il 28 Febbraio:
Quel mattino, quando siamo arrivate a scuola, io e Lan non potevamo credere ai nostri occhi: un enorme murale ricopriva un lato della nostra scuola. Chi poteva mai essere il colpevole? Uno sconosciuto che si era divertito a giocare coi colori oppure un nostro compagno che aveva voluto fare un dispetto? E poi... perché un gesto del genere? Purtroppo io sono la figlia del capo della polizia, per cui sarebbe meglio che me ne stessi per i fatti miei, senza giocare all'investigatore e rischiare di mettermi nei guai, magari addirittura essere tacciata come spia. Ecco, il mio gradimento a scuola non ne trarrebbe vantaggio! Per fortuna in questo momento la mia mente è tutta presa da altro, da Eli per la precisione, il ragazzo più carino che abbia mai visto. Lui lavora con me al caffè e io adoro sentirlo vicino, ascoltare la sua voce... Insomma, Eli sta diventando tutto il mio mondo... finché il mio mondo all'improvviso si sgretola, a causa di una bomboletta di spray.
"Tagged" di Mara Purnhagen era sulla mia wishlist da quando l'ho scovato per caso su Goodreads, e finalmente sarà disponibile in italiano in formato digitale!
Mi attira moltissimo l'idea di questo ragazzo che sembra il pricipe azzurro perfetto e che invece potrebbe rivelarsi tutt'altro che angelico...
Non vedo l'ora di leggerlo, soprattutto visto il punteggio di quasi 4 stelline su Goodreads.
Che dite, lo aspettiamo insieme?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Indelebile" di Mara Purnhagen, edito eLit/HarperCollins Italia (ebook a 3,99€) in uscita il 28 Febbraio:
Quel mattino, quando siamo arrivate a scuola, io e Lan non potevamo credere ai nostri occhi: un enorme murale ricopriva un lato della nostra scuola. Chi poteva mai essere il colpevole? Uno sconosciuto che si era divertito a giocare coi colori oppure un nostro compagno che aveva voluto fare un dispetto? E poi... perché un gesto del genere? Purtroppo io sono la figlia del capo della polizia, per cui sarebbe meglio che me ne stessi per i fatti miei, senza giocare all'investigatore e rischiare di mettermi nei guai, magari addirittura essere tacciata come spia. Ecco, il mio gradimento a scuola non ne trarrebbe vantaggio! Per fortuna in questo momento la mia mente è tutta presa da altro, da Eli per la precisione, il ragazzo più carino che abbia mai visto. Lui lavora con me al caffè e io adoro sentirlo vicino, ascoltare la sua voce... Insomma, Eli sta diventando tutto il mio mondo... finché il mio mondo all'improvviso si sgretola, a causa di una bomboletta di spray.
"Tagged" di Mara Purnhagen era sulla mia wishlist da quando l'ho scovato per caso su Goodreads, e finalmente sarà disponibile in italiano in formato digitale!
Mi attira moltissimo l'idea di questo ragazzo che sembra il pricipe azzurro perfetto e che invece potrebbe rivelarsi tutt'altro che angelico...
Non vedo l'ora di leggerlo, soprattutto visto il punteggio di quasi 4 stelline su Goodreads.
Che dite, lo aspettiamo insieme?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
all'improvviso si sgretola, a causa di una bomboletta di sp
Etichette:
anteprima mara purnhagen indelebile
,
devilishly stylish
,
elit
,
harpercollins italia
,
mara purnhagen indelebile
,
mara purnhagen tagged
,
Pagine e Parole
,
young adult
giovedì 9 febbraio 2017
Bentornata, Marta Morotti! "Le due metà del mondo" torna in libreria con una nuova edizione
Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi vi parlo di un romanzo che l'anno scorso mi ha spezzato il cuore e che da oggi è di nuovo in libreria: "Le due metà del mondo" di Marta Morotti, edito HarperCollins (brossurato a 14,90€):
Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell'estate, ad entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un'apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l'ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia a sentirsi attratta da un'esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L'ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.
Un romanzo straordinario, capace di stupire il lettore e portarlo fino al trentacinquesimo capitolo in una direzione completamente diversa da quella in cui si trova poi una volta terminata la lettura.
Segnatevi il capitolo 35 con una linguetta adesiva, perchè è proprio in quel momento, quando la voce narrante cessa di essere quella di Maria e diventa quella della madre Lucia, che le cose cambiano eche la potenza di questo romanzo si rivela travolgendo il lettore come un fiume in piena.
Quella che sembra essere una semplice difficoltà per la famiglia delle due donne si mostra per ciò che è realmente: un segreto angosciante che affonda le sue radici nell'infanzia di Maria, e che forse solo ora è pronto a venire alla luce.
Un romanzo che parla di donne e alle donne, di madri e alle madri, di figlie e alle figlie: Maria e Lucia vi prenderanno per mano e continueranno ad occupare un posto speciale nel vostro cuore anche a lettura ultimata.
Per festeggiare insieme a voi l'uscita della seconda edizione del romanzo, abbiamo pensato di coinvolgere l'autrice in un'intervista a tappe.
Ogni blogger ha potuto soddisfare quella che era una sua (e speriamo anche la vostra) curiosità, e visto che il mondo della scrittura e del dietro le quinte di un libro è quello che mi affascina di più ecco cosa ho chiesto all'autrice:
Oltre a scrivere, tieni anche un corso di scrittura creativa in un liceo.
Il tuo uso delle parole e la struttura che hai scelto di dare al tuo romanzo sono decisamente due dei punti di forza del libro, e mi chiedevo: quanto lavoroe studio c’è sttao dietro a un lavoro di questo tipo? E nel momento in cui insegni a chi desidera imparare a scrivere, quali sono i consigli o le indicazioni che ti trovi più spesso a elargire?
Dietro all’uso della lingua, nel mio romanzo, c’è sicuramente ciò che ho appreso alla scuola Holden di Torino. Mi hanno insegnato a calibrare l’uso delle parole, a cercare di creare armonia, a non utilizzare periodi troppo lunghi. Mi hanno insegnato anche a osare. Inoltre, prima di arrivare a scrivere il romanzo, si può dire che abbia fatto anni di “esercizio” con racconti, temi, piccole frasi. Anni di scrittura, insomma.
Per quanto riguarda il mio corso, il consiglio che tendo a dare più spesso è quello di sentire ciò che si scrive, di essere il proprio personaggio e di non limitarsi a descrivere. Dico sempre che bisogna dimenticare se stessi e vivere la propria storia come la sta vivendo il protagonista. È faticoso, ma è il bello della scrittura.
Non dimenticatevi di scoprire il resto dell'intervista sui blog partecipanti al release: parleremo di ambientazione, personaggi... e non solo!
Oggi vi parlo di un romanzo che l'anno scorso mi ha spezzato il cuore e che da oggi è di nuovo in libreria: "Le due metà del mondo" di Marta Morotti, edito HarperCollins (brossurato a 14,90€):
Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell'estate, ad entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un'apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l'ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia a sentirsi attratta da un'esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L'ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.
Un romanzo straordinario, capace di stupire il lettore e portarlo fino al trentacinquesimo capitolo in una direzione completamente diversa da quella in cui si trova poi una volta terminata la lettura.
Segnatevi il capitolo 35 con una linguetta adesiva, perchè è proprio in quel momento, quando la voce narrante cessa di essere quella di Maria e diventa quella della madre Lucia, che le cose cambiano eche la potenza di questo romanzo si rivela travolgendo il lettore come un fiume in piena.
Quella che sembra essere una semplice difficoltà per la famiglia delle due donne si mostra per ciò che è realmente: un segreto angosciante che affonda le sue radici nell'infanzia di Maria, e che forse solo ora è pronto a venire alla luce.
Un romanzo che parla di donne e alle donne, di madri e alle madri, di figlie e alle figlie: Maria e Lucia vi prenderanno per mano e continueranno ad occupare un posto speciale nel vostro cuore anche a lettura ultimata.
Per festeggiare insieme a voi l'uscita della seconda edizione del romanzo, abbiamo pensato di coinvolgere l'autrice in un'intervista a tappe.
Ogni blogger ha potuto soddisfare quella che era una sua (e speriamo anche la vostra) curiosità, e visto che il mondo della scrittura e del dietro le quinte di un libro è quello che mi affascina di più ecco cosa ho chiesto all'autrice:
Oltre a scrivere, tieni anche un corso di scrittura creativa in un liceo.
Il tuo uso delle parole e la struttura che hai scelto di dare al tuo romanzo sono decisamente due dei punti di forza del libro, e mi chiedevo: quanto lavoroe studio c’è sttao dietro a un lavoro di questo tipo? E nel momento in cui insegni a chi desidera imparare a scrivere, quali sono i consigli o le indicazioni che ti trovi più spesso a elargire?
Dietro all’uso della lingua, nel mio romanzo, c’è sicuramente ciò che ho appreso alla scuola Holden di Torino. Mi hanno insegnato a calibrare l’uso delle parole, a cercare di creare armonia, a non utilizzare periodi troppo lunghi. Mi hanno insegnato anche a osare. Inoltre, prima di arrivare a scrivere il romanzo, si può dire che abbia fatto anni di “esercizio” con racconti, temi, piccole frasi. Anni di scrittura, insomma.
Per quanto riguarda il mio corso, il consiglio che tendo a dare più spesso è quello di sentire ciò che si scrive, di essere il proprio personaggio e di non limitarsi a descrivere. Dico sempre che bisogna dimenticare se stessi e vivere la propria storia come la sta vivendo il protagonista. È faticoso, ma è il bello della scrittura.
Non dimenticatevi di scoprire il resto dell'intervista sui blog partecipanti al release: parleremo di ambientazione, personaggi... e non solo!
Cosa aspettate a tuffarvi tra le pagine di "Le due metà del mondo"?
Poi tornate qui e mi dite se ve lo aspettavate o no ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
harpercollins
,
harpercollins italia
,
intervista marta morotti le due metà del mondo
,
le due metà del mondo
,
marta morotti le due metà del mondo
,
Pagine e Parole
lunedì 6 febbraio 2017
"I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard, edito HarperCollins Italia (rilegato a 16€) in uscita il 9 Febbraio:
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I giorni del silenzio" di Paula Treick DeBoard, edito HarperCollins Italia (rilegato a 16€) in uscita il 9 Febbraio:
Dopo la misteriosa scomparsa di un'adolescente che ha scosso la cittadina in cui viveva, Kristen Hammarstrom non è più tornata in quello sperduto angolo del Wisconsin. Aveva solo nove anni all'epoca, ma i dettagli di quei drammatici giorni si sono impressi in modo indelebile nella sua memoria. Perché l'ultimo a vedere Stacy Lemke viva è stato il fidanzato, Johnny, astro nascente della squadra di wrestling della scuola e fratello maggiore di Kristen. Nessuno aveva saputo spiegarsi l'accaduto, nemmeno le persone più vicine a Johnny, ma la disgrazia aveva scardinato la comunità e la famiglia di Kirsten aveva finito per soccombere sotto lo schiacciante peso del sospetto.
Ora, molti anni dopo, un'altra tragedia costringe Kristen e i suoi fratelli a tornare a casa e ad affrontare gli eventi devastanti che hanno cambiato il corso delle loro vite...
Il Febbraio di HarperCollins Italia è all'insegna del thriller (soprattutto quando arriva Claire Seeber in libreria il 23), e io ero curiosissima di scoprire soprattutto "I giorni del silenzio" perchè qualcosa nella trama e nella copertina sembravano dirmi "leggimi... leggimi...".
Ho obbedito, e ho letto.
Incontriamo Kristen mentre guida troppo veloce nella campagna di sera, diretta a casa per la prima volta dopo molti anni. Si intuisce che non si tratta di un ritorno facile o felice, e che sul suo cognome - che la donna è così titubante a dire ad alta voce - pende qualcosa di non detto e difficile da affrontare.
Le basta avvicinarsi alle strade che conosce come le sue tasche per sentirsi di nuovo come allora, quando era solo una bambina di dieci anni e la sua vita era cambiata nel giro di poche ore.
Torniamo di colpo nel 1994, a quando Kristen viveva serenamente con la famiglia nella loro fattoria, assistendo alle gare di lotta del fratello maggiore Johnny e bisticciando con la sorella Emilie... perchè è questo che fanno le sorelle.
All'improvviso nella loro vita irrompe Stacey Lemke, che diventa la fidanzata di Johnny e una spina nel fianco pertutti gli altri: capricciosa, invadente, viziata... molto bella, questo sì, ma Johnny stesso sembra più un prigioniero di un fidanzato innamorato.
Dopo un litigio che agli occhi della piccola Kristen appare più grave dei precedenti, i due salgono in auto diretti al ristorante. Ore dopo, l'auto di Johnny viene ritrovata in un fossato: il ragazzo è scosso e ferito, e Stacey è scomparsa.
È notte fonda, le strade sono coperte di neve e la temperatura scende fino a dodici gradi sotto zero: più il tempo passa, meno si pensa di riuscire a ritrovarla viva, e gli occhi dell'intera cittadina - e dell'intera contea - si puntano su Johnny e la sua famiglia.
Kristen non riesce ad accettare il dubbio. Non riesce a credere che suo fratello potrebbe essere un assassino. Eppure...
Paula Treick DeBoard indaga la natura del sospetto e del pregiudizio, e il loro impatto sulla vita di una famiglia come tante.
Che Johnny abbia o non abbia ucciso veramente Stacey smette persino di essere rilevante, a un certo punto: l'intera contea lo ha condannato dalla prima sera.
Svaniti i sogni di una brillante carriera sportiva e la prospettiva di una borsa di studio prestigiosa, Johnny si allontanerà sempre di più da Watankee destreggiandosi tra lavori saltuari di ogni tipo: quanto accaduto una sera finisce per condizionare il corso della sua intera esistenza, e non solo della sua.
Ogni membro della famiglia perderà il senso di pace e di sicurezza dato dal trovarsi a casa, e
Questo romanzo mi ha catturata sin dalle prime pagine, e ne ho divorate 152 pagine appena aperto, incapace di fermarmi. Dovevo sapere se davvero Johnny aveva ucciso Stacey in uno scatto d'ira, dovevo sapere se la ragazza sarebbe stata ritrovata, DOVEVO sapere.
L'autrice mi ha tenuta col fiato sospeso a più riprese, mi ha fatta arrabbiare e mi ha fatta soffrire perchè Stacey è una ragazza insopportabile, sì, ma non per questo merità ciò che le accade nel 1995.
Non è un thriller, ma una sezione del romanzo ne presenta in parte le caratteristiche.
È una saga famigliare, in un certo senso, ma non solo.
Indubbiamente si tratta di un ottimo romanzo, ben strutturato e ben sviluppato, con un finale che chiude magistralmente una storia non facile da dimenticare.
Consigliatissimo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 18 gennaio 2017
"Impero di polvere" di Eleanor Herman [BlogTour]
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
L chiacchiera librosa di oggi è dedicata alla mia tappa del blogtour di "Impero di polvere" di Eleanor Herman, edito HarperCollins Italia (rilegato a 16€) in uscita il 19 Gennaio:
Colonne di fumo si levano dai campi di battaglia della Macedonia, mentre nuovi amori sbocciano e un'antica magia pulsante di rabbia minaccia di ridurre l'impero in polvere.
Dopo aver vinto la sua prima battaglia, il Principe Alessandro lotta per diventare il sovrano di cui il suo regno ha bisogno, ma la differenza tra un re e un tiranno è una linea sottile, che diventa sempre più labile di fronte alle nuove minacce.
Nel frattempo Efestione, caduto in disgrazia per aver ucciso l'uomo sbagliato, deve portare a termine una pericolosa missione in Egitto insieme a Katarina, senza lasciarsi sfuggire il devastante segreto di una profezia che forse la riguarda.
Jacob, intanto, deciso a dimenticare il suo primo amore, ha giurato di eliminare dalla faccia della terra l'antica magia del sangue ed è convinto che Cynane, la principessa sua prigioniera, sia la chiave che consentirà ai Cavalieri esariani di distruggere la Macedonia.
E Zofia, benché in catene, continua a cercare i Divoratori di spiriti anche se prima deve vedersela con i segreti dell'uomo bellissimo – e letale – che l'ha catturata.
Nel secondo romanzo della serie Stirpe di Dei e di Re, Eleanor Herman reinterpreta uno dei personaggi più affascinanti della storia antica, Alessandro il Grande, la cui vita è stata talmente straordinaria che persino i fatti sembrano frutto della fantasia.
La mia tappa ospita un'intervista esclusiva all'autrice, Eleanor Herman, quindi preparatevi una tazza di te e mettetevi comodi: passeremo del tempo in sua compagnia!
Qual è stato il personaggio del quale ti è piaciuto di più scrivere?
Ho amato scrivere di ognuno di loro. Ci sono in tutti degli aspetti di me, ovviamente, e devo ammettere che è stato difficile svilupparli da zero quando ho iniziato a scrivere "L'eredità dei re", ma è stato facile ritrovarli con il secondo volume. Mi piace come lavora la mente di Alessandro - è come una sorta di computer dell'antica Grecia, sempre alla ricerca della risposta più logica.
Sembra vivere nella sua testa, più che nel mondo circostante.
Adoro anche scrivere delle cattive ragazze - Cynane, così fieramente ambiziosa e desiderosa di potere in quello che di fatto è un mondo di uomini, e Olimpiade, soprattutto ora che il karma ci sta mettendod el suo...
Di quale scena del romanzo sei più orgogliosa, e perchè?
Adoro scrivere le scene di battaglia! Ho letto ogni descrizione disponibile di battaglie nell'antica Grecia e nell'antica Roma, e mi sono documentata anche sulle strategie: la maggior parte di esse consisteva nell'ingannare il nemico, a volte in modo molto interessante. Quindi la mia scena preferita di "Impero di polvere" è quella in cui Alessandro e i suoi uomini stanno aspettando i loro nemici nel tunnel con un forno mobile e degli alveari.
Parliamo del processo di ricerca e scrittura. Come ti sei preparata alla stesura di questa serie?
Ho letto molti libri sull'antico Egitto in questo periodo, che è successivo alla fase di costruzione dell piramidi di circa 2000 anni. In questo periodo l'Egitto è già statao conquistato dai Persiani, ma si tratta comuqnue di una terra senza tempo nella quale sono ancora vive antichissime tradizioni.
Volevo che il lettore sentissse un netto contrasto tra le culture macedone, egiziana e persiana.
Sei anche un'avida lettrice, oltre a una scrittrice sempre in fermento?
Cosa stai leggendo al momento? E qual è stato il tuo libro preferito del 2016?
Sto lavorando a un saggio sugli avvelenamenti che avvenivano nelle corti europee, e sulle scoperte fatte dalla scienza moderna al riguardo. Quindis to leggendo moltissime biografie dei membri della famiglia medici e di quelli della famiglia Borgia, oltre a reperti scientifici sull'argomento.
Nel 2016.... ho amato “A torch against the night” di Sabaa Tahir, seguito di “Il dominio del fuoco” (uscirà in Italia per Nord, ndr).
Non posso non chiedertelo: il tuo Book Boyfriend del cuore (se ne hai uno)?
Sicuramente Augustus Waters da "Colpa delle stelle". Non smette mai di essere divertente, acuto e brillante, nonostante abbia perso una gamba a causa del cancro e nemmeno quando la malattia torna a colpirlo. Mi ha rattristata così tanto pensare all'uomo meraviglioso che sarebbe potuto diventare (un ottimo marito, padre, collaboratore, ecc.) Ha lasciato un buco nel mondo quando è morto. Che eprdita. Che spreco, anche. So che è un personaggio fittizio, ma non credo mi riprenderò mai dalla sua morte. Mi viene da piangere anche adesso.
Ma non finisce qui, ovviamente!
Abbiamo preparato per voi tante tappe per scoprire il mondo della serie "Stirpe di Dei e di Re", e vi lascio il nostro calendario così che possiate trovarle con facilità:
Domani vi aspettiamo tutti su Starlight Books per scoprire insieme la sua recensione in anteprima, non mancate!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
L chiacchiera librosa di oggi è dedicata alla mia tappa del blogtour di "Impero di polvere" di Eleanor Herman, edito HarperCollins Italia (rilegato a 16€) in uscita il 19 Gennaio:
Colonne di fumo si levano dai campi di battaglia della Macedonia, mentre nuovi amori sbocciano e un'antica magia pulsante di rabbia minaccia di ridurre l'impero in polvere.
Dopo aver vinto la sua prima battaglia, il Principe Alessandro lotta per diventare il sovrano di cui il suo regno ha bisogno, ma la differenza tra un re e un tiranno è una linea sottile, che diventa sempre più labile di fronte alle nuove minacce.
Nel frattempo Efestione, caduto in disgrazia per aver ucciso l'uomo sbagliato, deve portare a termine una pericolosa missione in Egitto insieme a Katarina, senza lasciarsi sfuggire il devastante segreto di una profezia che forse la riguarda.
Jacob, intanto, deciso a dimenticare il suo primo amore, ha giurato di eliminare dalla faccia della terra l'antica magia del sangue ed è convinto che Cynane, la principessa sua prigioniera, sia la chiave che consentirà ai Cavalieri esariani di distruggere la Macedonia.
E Zofia, benché in catene, continua a cercare i Divoratori di spiriti anche se prima deve vedersela con i segreti dell'uomo bellissimo – e letale – che l'ha catturata.
Nel secondo romanzo della serie Stirpe di Dei e di Re, Eleanor Herman reinterpreta uno dei personaggi più affascinanti della storia antica, Alessandro il Grande, la cui vita è stata talmente straordinaria che persino i fatti sembrano frutto della fantasia.
La mia tappa ospita un'intervista esclusiva all'autrice, Eleanor Herman, quindi preparatevi una tazza di te e mettetevi comodi: passeremo del tempo in sua compagnia!
Qual è stato il personaggio del quale ti è piaciuto di più scrivere?
Ho amato scrivere di ognuno di loro. Ci sono in tutti degli aspetti di me, ovviamente, e devo ammettere che è stato difficile svilupparli da zero quando ho iniziato a scrivere "L'eredità dei re", ma è stato facile ritrovarli con il secondo volume. Mi piace come lavora la mente di Alessandro - è come una sorta di computer dell'antica Grecia, sempre alla ricerca della risposta più logica.
Sembra vivere nella sua testa, più che nel mondo circostante.
Adoro anche scrivere delle cattive ragazze - Cynane, così fieramente ambiziosa e desiderosa di potere in quello che di fatto è un mondo di uomini, e Olimpiade, soprattutto ora che il karma ci sta mettendod el suo...
Di quale scena del romanzo sei più orgogliosa, e perchè?
Adoro scrivere le scene di battaglia! Ho letto ogni descrizione disponibile di battaglie nell'antica Grecia e nell'antica Roma, e mi sono documentata anche sulle strategie: la maggior parte di esse consisteva nell'ingannare il nemico, a volte in modo molto interessante. Quindi la mia scena preferita di "Impero di polvere" è quella in cui Alessandro e i suoi uomini stanno aspettando i loro nemici nel tunnel con un forno mobile e degli alveari.
Parliamo del processo di ricerca e scrittura. Come ti sei preparata alla stesura di questa serie?
Ho letto molti libri sull'antico Egitto in questo periodo, che è successivo alla fase di costruzione dell piramidi di circa 2000 anni. In questo periodo l'Egitto è già statao conquistato dai Persiani, ma si tratta comuqnue di una terra senza tempo nella quale sono ancora vive antichissime tradizioni.
Volevo che il lettore sentissse un netto contrasto tra le culture macedone, egiziana e persiana.
Sei anche un'avida lettrice, oltre a una scrittrice sempre in fermento?
Cosa stai leggendo al momento? E qual è stato il tuo libro preferito del 2016?
Sto lavorando a un saggio sugli avvelenamenti che avvenivano nelle corti europee, e sulle scoperte fatte dalla scienza moderna al riguardo. Quindis to leggendo moltissime biografie dei membri della famiglia medici e di quelli della famiglia Borgia, oltre a reperti scientifici sull'argomento.
Nel 2016.... ho amato “A torch against the night” di Sabaa Tahir, seguito di “Il dominio del fuoco” (uscirà in Italia per Nord, ndr).
Non posso non chiedertelo: il tuo Book Boyfriend del cuore (se ne hai uno)?
Sicuramente Augustus Waters da "Colpa delle stelle". Non smette mai di essere divertente, acuto e brillante, nonostante abbia perso una gamba a causa del cancro e nemmeno quando la malattia torna a colpirlo. Mi ha rattristata così tanto pensare all'uomo meraviglioso che sarebbe potuto diventare (un ottimo marito, padre, collaboratore, ecc.) Ha lasciato un buco nel mondo quando è morto. Che eprdita. Che spreco, anche. So che è un personaggio fittizio, ma non credo mi riprenderò mai dalla sua morte. Mi viene da piangere anche adesso.
Ma non finisce qui, ovviamente!
Abbiamo preparato per voi tante tappe per scoprire il mondo della serie "Stirpe di Dei e di Re", e vi lascio il nostro calendario così che possiate trovarle con facilità:
Domani vi aspettiamo tutti su Starlight Books per scoprire insieme la sua recensione in anteprima, non mancate!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Etichette:
blogtour impero di polvere
,
devilishly stylish
,
eleanor herman
,
eleanor herman impero di polvere
,
harpercollins italia
,
impero di polvere
,
intervista eleanor herman
,
Pagine e Parole
venerdì 13 gennaio 2017
"La casa delle foglie rosse" di Paullina Simons
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La casa delle foglie rosse" di Paullina Simons, edito da HarperCollins Italia (brossurato a 14,90€) in uscita il 19 Gennaio:
Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un'amicizia totalizzante che ruota intorno all'anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O'Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell'istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l'ha conosciuta, pochi giorni prima. Com'è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O'Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.
Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.
Ero pronta a leggere il nuovo romanzo di Paullina Simons?
Non vedevo l'ora! La premessa di una storia decisamente diversa dalle precedenti mi aveva incuriosita, e quindi eccomi qui a raccontarvelo.
Quella tra Conni, Albert, Jim e Kristina sembra un'amicizia "da telefilm": immaginate un gruppo di studenti universitari che si divide tra lezioni e partite di basket, tra amicizia e amore.
Solo che le cose non sono assolutamente come sembrano, a cominciare proprio da quella che è la star indiscussa del gruppo: Kristina.
Bella, atletica, campionessa di basket nella squadra universitaria e studentessa non altrettanto brillante (ma che comunque ottiene risultati discreti), impegnata in un rapporto di coppia ricco di alti e bassi con Jim e legata a Conni da una sincera amicizia femminile.
Ma nella vita della ragazza c'è molto di più, C'è sttaa la perdita dei genitori in giovane età, e un matrimonio con un uomo molto più maturo giunto ormai al capolinea.
Kristina sin dalle prime pagine trasmette al lettore il suo bisogno di un cambiamento, di un'emozione forte che la faccia sentire viva, forse. O di un nuovo incontro.
Kristina è un personaggio che mi ha conquistata da subito, al punto che, seppur preparata alla sua morte dalla trama, non ero pronta a vedermela strappare via così.
Non ero nemmeno pronta alle reazioni sconcertanti dei suoi amici: muore la loro migliore amica, per giunta in circostante poco chiare, e loro sembrano... difficile da dire.
Non sembrano addolorati. Non c'è dolore nella loro reazione.
Ed è da qui che prendono il via una serie di riflessioni dell'agente incaricato di risolvere il caso, ed è da qui che il romanzo di Paullina Simons diventa talmente coinvolgente da essere impossibile da posare fino a lettura ultimata.
Non è un thriller nè un romanzo poliziesco, ma di entrambi presenta gli elementi migliori; non è un romanzo new adult, ma la giovane età dei protagonisti è pienamente rappresentata attraverso la loro caratterizzazione, il loro linguaggio, la loro gestualità; non è solo un'opera di narrativa, perchè è molto, molto di più.
La figura dell'agente Spencer è stata sicuramente quella che mi ha intrigata di più, soprattutto nel momento in cui raduna i tre amici in una stanza dopo la morte di Kristina per osservarne le dinamiche di gruppo: il suo modo di ragionare, di analizzare i comportamenti di ognuno di loro, di formulare teorie contrastanti dando a ognuna la possibilità di rivelarsi quella giusta mi ha tenuta sul bordo della sedia.
È esattamente il personaggio forte di cui ha bisogno un romanzo, sviluppato a 360° e con una storia personale fatta di alti e bassi con il quale non è possibile non entrare in sintonia.
Il titolo - e il suo significato sia all'interno del romanzo che, soprattutto, nella vita di Kristina - è legato alla Red Leaves, luogo in cui Kristina fa volontariato e che ha un significato profondo per la ragazza. Non voglio dirvi altro per non darvi troppi "indizi", ma voi tenete le antenne drizzate durante la lettura...
Consiglio la lettura del romanzo sia agli amanti della narrativa sia ai giallisti convinti, perchè i primi saranno conquistati dalla splendida prosa dell'autrice, dal suo uso delle parole e dai personaggi multisfaccettati che ha saputo creare, mentre per i secondi c'è un'indagine complessa e piena di punti oscuri da seguire con il fiato sospeso.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La casa delle foglie rosse" di Paullina Simons, edito da HarperCollins Italia (brossurato a 14,90€) in uscita il 19 Gennaio:
Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un'amicizia totalizzante che ruota intorno all'anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O'Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell'istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l'ha conosciuta, pochi giorni prima. Com'è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O'Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.
Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.
Ero pronta a leggere il nuovo romanzo di Paullina Simons?
Non vedevo l'ora! La premessa di una storia decisamente diversa dalle precedenti mi aveva incuriosita, e quindi eccomi qui a raccontarvelo.
Quella tra Conni, Albert, Jim e Kristina sembra un'amicizia "da telefilm": immaginate un gruppo di studenti universitari che si divide tra lezioni e partite di basket, tra amicizia e amore.
Solo che le cose non sono assolutamente come sembrano, a cominciare proprio da quella che è la star indiscussa del gruppo: Kristina.
Bella, atletica, campionessa di basket nella squadra universitaria e studentessa non altrettanto brillante (ma che comunque ottiene risultati discreti), impegnata in un rapporto di coppia ricco di alti e bassi con Jim e legata a Conni da una sincera amicizia femminile.
Ma nella vita della ragazza c'è molto di più, C'è sttaa la perdita dei genitori in giovane età, e un matrimonio con un uomo molto più maturo giunto ormai al capolinea.
Kristina sin dalle prime pagine trasmette al lettore il suo bisogno di un cambiamento, di un'emozione forte che la faccia sentire viva, forse. O di un nuovo incontro.
Kristina è un personaggio che mi ha conquistata da subito, al punto che, seppur preparata alla sua morte dalla trama, non ero pronta a vedermela strappare via così.
Non ero nemmeno pronta alle reazioni sconcertanti dei suoi amici: muore la loro migliore amica, per giunta in circostante poco chiare, e loro sembrano... difficile da dire.
Non sembrano addolorati. Non c'è dolore nella loro reazione.
Ed è da qui che prendono il via una serie di riflessioni dell'agente incaricato di risolvere il caso, ed è da qui che il romanzo di Paullina Simons diventa talmente coinvolgente da essere impossibile da posare fino a lettura ultimata.
«Raddrizza la tua vita» disse una vocina nella sua testa.
«Raddrizza la tua vita.»
È questo che mi terrorizza, pensò asciugandosi la faccia.
Non solo la morte. No, a terrorizzarmi è anche il futuro.
Non è un thriller nè un romanzo poliziesco, ma di entrambi presenta gli elementi migliori; non è un romanzo new adult, ma la giovane età dei protagonisti è pienamente rappresentata attraverso la loro caratterizzazione, il loro linguaggio, la loro gestualità; non è solo un'opera di narrativa, perchè è molto, molto di più.
La figura dell'agente Spencer è stata sicuramente quella che mi ha intrigata di più, soprattutto nel momento in cui raduna i tre amici in una stanza dopo la morte di Kristina per osservarne le dinamiche di gruppo: il suo modo di ragionare, di analizzare i comportamenti di ognuno di loro, di formulare teorie contrastanti dando a ognuna la possibilità di rivelarsi quella giusta mi ha tenuta sul bordo della sedia.
È esattamente il personaggio forte di cui ha bisogno un romanzo, sviluppato a 360° e con una storia personale fatta di alti e bassi con il quale non è possibile non entrare in sintonia.
«È questo il problema.
Sembra che siate arrivati
alla fine di un'inchiesta per omicidio e
all'inizio di un'arringa dell'accusa.
Io sono ancora nel mezzo di un'indagine.»
Consiglio la lettura del romanzo sia agli amanti della narrativa sia ai giallisti convinti, perchè i primi saranno conquistati dalla splendida prosa dell'autrice, dal suo uso delle parole e dai personaggi multisfaccettati che ha saputo creare, mentre per i secondi c'è un'indagine complessa e piena di punti oscuri da seguire con il fiato sospeso.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)

































