Buongiorno a tutte, fanciulle!
Oggi parliamo di trucco, e di come farlo resistere più a lungo nonostante il caldo soffocante del periodo.
Io ho messo alla prova "Face Make-Up Fixer" di KIKO (7,90€ per 75ml), e l'ho confrontato con uno dei miei fissatori di fascia alta preferiti: "All Nighter" di Urban Decay.
Cominciamo dal prodotto "nuovo" (non per il mercato ma per me), e diciamo che questo spray di KIKO ha un difetto di cui mi sono accorta subito: l'odore.
Troppo alcolico, troppo chimico, e anche se sparisce subito proprio non l'ho trovato piacevole.
E' però un prodotto leggerissimo e molto fresco, e dalle discrete prestazioni.
Il trucco non resta impeccabile, ma resiste sicuramente quel paio d'ore in più prima di iniziare a squagliarsi.
Se quello che vi serve è essere a prova di bomba per tre/quattro ore, allora questo è perfetto.
Ma se fa MOLTO caldo, o se il vostro trucco deve reggere per più di tre/quattro ore, allora non ci siamo proprio.
Questo è il mio terzo deluxe sample di "All Nighter - Make-Up Setting Spray" di Urban Decay (25,50€ per 120ml), e ormai ho capito di doverlo proprio comprare, perché è fantastico.
Non solo per le folli uscite serali (regge all'aperitivo, al dopocena, alla discoteca...) ma anche per le giornate calde e lunghe.
Il trucco resta dove l'avete messo, non vi trovate il mascara a mezza guancia o l'ombretto solo nella piega, il fondotinta non si scioglie.
Davvero nessun reclamo ;)
Resta però un prodotto costoso, e nel complesso non fondamentale.
Vi consiglio di dare una chance al fissatore KIKO, al massimo riapplicandolo a metà giornata, e di risparmiare qualche soldino ;)
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post
mercoledì 22 luglio 2015
lunedì 20 luglio 2015
NOTD: "Dating Time" di P2 Cosmetics
Buon pomeriggio fanciulle!
Oggi vi propongo le unghie della settimana, e colgo anche l'occasione per parlarvi di un trattamento rinforzante a base di calcio che ho provato nelle ultime settimane:
So che questo colore non è molto "estivo", ma dopo una settimana con le unghie corallo ho avuto voglia di cambiare, e quindi ecco questo bellissimo smalto rosso di nome "Dating Time" di P2 Cosmetics, un rosso molto classico.
Questo tipo di colore è un evergreen, e sebbene di solito sia considerato autunnale, o invernale, a me piace tutto l'anno.
Lo trovo molto raffinato, elegante, e trovo che dia alle mani un aspetto molto curato.
Coprente in due passate leggere, il pennello è pressoché perfetto: nessuna bollicina o striatura a intaccare la manicure.
Come base ho utilizzato, come faccio da settimane, il trattamento rinforzante al calcio dello stesso marchio, a sinistra nella foto, che mi ha aiutata moltissimo.
Ormai sapete tutte della mia disavventura con il semi-permanente Essie, e di come tutte le mie unghie si siano a turno rotte, alcune incidendosi a fondo fino al rosa (il che è molto più doloroso di quanto credessi).
Ecco, dopo mesi sono faticosamente ricresciute del tutto, e a renderle più resistenti ci ha pensato anche questo buonissimo trattamento rinforzante di P2 Cosmetics.
Funziona come "Nail Envy" di OPI, ovvero va ri-applicato ogni tot giorni in modo da continuare a nutrire l'unghia.
Prima del colore stendo anche una passata del trasparente "Fast Help Repair" che, com'è indicato sulla confezione, può essere usato come base sotto al colore.
Mi ci sono trovata benissimo, e lo consiglio a tutte coloro che hanno le unghie fragili, tendenti a spezzarsi o che semplicemente vogliono coccolarle un po'.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Oggi vi propongo le unghie della settimana, e colgo anche l'occasione per parlarvi di un trattamento rinforzante a base di calcio che ho provato nelle ultime settimane:
So che questo colore non è molto "estivo", ma dopo una settimana con le unghie corallo ho avuto voglia di cambiare, e quindi ecco questo bellissimo smalto rosso di nome "Dating Time" di P2 Cosmetics, un rosso molto classico.
Questo tipo di colore è un evergreen, e sebbene di solito sia considerato autunnale, o invernale, a me piace tutto l'anno.
Lo trovo molto raffinato, elegante, e trovo che dia alle mani un aspetto molto curato.
Coprente in due passate leggere, il pennello è pressoché perfetto: nessuna bollicina o striatura a intaccare la manicure.
Come base ho utilizzato, come faccio da settimane, il trattamento rinforzante al calcio dello stesso marchio, a sinistra nella foto, che mi ha aiutata moltissimo.
Ormai sapete tutte della mia disavventura con il semi-permanente Essie, e di come tutte le mie unghie si siano a turno rotte, alcune incidendosi a fondo fino al rosa (il che è molto più doloroso di quanto credessi).
Ecco, dopo mesi sono faticosamente ricresciute del tutto, e a renderle più resistenti ci ha pensato anche questo buonissimo trattamento rinforzante di P2 Cosmetics.
Funziona come "Nail Envy" di OPI, ovvero va ri-applicato ogni tot giorni in modo da continuare a nutrire l'unghia.
Prima del colore stendo anche una passata del trasparente "Fast Help Repair" che, com'è indicato sulla confezione, può essere usato come base sotto al colore.
Mi ci sono trovata benissimo, e lo consiglio a tutte coloro che hanno le unghie fragili, tendenti a spezzarsi o che semplicemente vogliono coccolarle un po'.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Etichette:
notd p2 cosmetics
,
p2 cosmetics
,
p2 cosmetics calcium gel
,
p2 cosmetics dating time
,
p2 cosmetics fast help repair
,
Pastelli e Pennelli
,
recensione
,
review
,
swatches
domenica 5 luglio 2015
Review: John Masters Organics "Natural Mineral Sunscreen SPF30"
Buon pomeriggio fanciulle!
Ieri non ho aggiornato il blog, ma oggi eccomi di nuovo qui con la recensione di un altro prodotto perfetto per l'estate e le vacanze.
Questa crema solare naturale contiene un filtro SPF 30, perfetto per proteggere a dovere la pelle del corpo e del viso.
Non ha l'odore intenso e fastidioso di molte creme solari, e non lascia alcun residuo appiccicoso sulla pelle.
L'ho applicata su viso, braccia e gambe ogni giorno prima di uscire, perché la protezione serve anche in città, e sono davvero soddisfatta perché la mia pelle sta assumendo un bel colorito dorato anche se non sono ancora andata via ;)
Sopra non ho mai applicato il trucco, perché ci vuole coraggio a truccarsi il viso con 40 gradi all'ombra, ma nel caso siate più coraggiose di me datele almeno dieci minuti per essere assorbita al meglio dalla pelle prima di procedere con il fondotinta.
Vi lascio l'INCI completo, così come riportato sulla confezione:
Questa crema solare verrà al mare con me, senza dubbio!
Ringrazio tantissimo A-Vita Concept per la possibilità di provarla, e vi rimando al sito John Masters italiano, che ha anche un fornitissimo e-shop.
Consigliatissima, così come il siero al tè verde e alla rosa dello stesso marchio, con cui continuo a trovarmi davvero benissimo.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Ieri non ho aggiornato il blog, ma oggi eccomi di nuovo qui con la recensione di un altro prodotto perfetto per l'estate e le vacanze.
Questa crema solare naturale contiene un filtro SPF 30, perfetto per proteggere a dovere la pelle del corpo e del viso.
Non ha l'odore intenso e fastidioso di molte creme solari, e non lascia alcun residuo appiccicoso sulla pelle.
L'ho applicata su viso, braccia e gambe ogni giorno prima di uscire, perché la protezione serve anche in città, e sono davvero soddisfatta perché la mia pelle sta assumendo un bel colorito dorato anche se non sono ancora andata via ;)
Sopra non ho mai applicato il trucco, perché ci vuole coraggio a truccarsi il viso con 40 gradi all'ombra, ma nel caso siate più coraggiose di me datele almeno dieci minuti per essere assorbita al meglio dalla pelle prima di procedere con il fondotinta.
Vi lascio l'INCI completo, così come riportato sulla confezione:
Questa crema solare verrà al mare con me, senza dubbio!
Ringrazio tantissimo A-Vita Concept per la possibilità di provarla, e vi rimando al sito John Masters italiano, che ha anche un fornitissimo e-shop.
Consigliatissima, così come il siero al tè verde e alla rosa dello stesso marchio, con cui continuo a trovarmi davvero benissimo.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
venerdì 26 giugno 2015
Review: John Masters Organics "Green Tea & Rose Face Hydrating Serum"
Buongiorno a tutte, fanciulle!
Iniziamo la giornata parlando di "Green Tea & Rosa Hydrating Face Serum" di John Masters Organics, un siero che uso da un paio di settimane ogni sera:
L'ho ricevuto insieme ad un altro prodotto, che però sto ancora testando perché è un filtro solare e a Milano la scorsa settimana pioveva sempre (ovviamente) XD
Ma concentriamoci sul siero, che mi piace davvero molto.
Un siero fluido, di cui il flacone eroga la quantità giusta per l'intero viso, dedicato alle pelli normali e secche.
Ora, la mia pelle è mista, come ho già scritto tantissime volte, e quindi come ha fatto questo siero a piacermi così tanto?
Mi piace perché di sera, prima della crema notte, si trasforma in una coccola idratante che mi fa svegliare con il viso morbido e privo di lucidità.
Non mi ha provocato nessuna fastidiosa reazione, nonostante non fosse strettamente indicato per il mio tipo di pelle, ed anzi l'ho trovato delicato al punto giusto.
Ci ho messo qualche giorno ad abituarmi all'odore, questo sì: è un odore molto "verde", diciamo.
Non è floreale, non è molto intenso, e non resta sul viso, e dopo qualche applicazione ho smesso di farci caso quindi non lo considero un difetto.
Mi piace scoprire nuovi prodotti, soprattutto se dall'INCI naturale, e John Masters Organics è un marchio con cui mi sono sempre trovata benissimo.
Non vedo l'ora di parlarvi anche del filtro solare, tempo permettendo!
Un bacio a tutte, fanciulle.
A presto <3
Iniziamo la giornata parlando di "Green Tea & Rosa Hydrating Face Serum" di John Masters Organics, un siero che uso da un paio di settimane ogni sera:
L'ho ricevuto insieme ad un altro prodotto, che però sto ancora testando perché è un filtro solare e a Milano la scorsa settimana pioveva sempre (ovviamente) XD
Ma concentriamoci sul siero, che mi piace davvero molto.
Un siero fluido, di cui il flacone eroga la quantità giusta per l'intero viso, dedicato alle pelli normali e secche.
Ora, la mia pelle è mista, come ho già scritto tantissime volte, e quindi come ha fatto questo siero a piacermi così tanto?
Mi piace perché di sera, prima della crema notte, si trasforma in una coccola idratante che mi fa svegliare con il viso morbido e privo di lucidità.
Non mi ha provocato nessuna fastidiosa reazione, nonostante non fosse strettamente indicato per il mio tipo di pelle, ed anzi l'ho trovato delicato al punto giusto.
Ci ho messo qualche giorno ad abituarmi all'odore, questo sì: è un odore molto "verde", diciamo.
Non è floreale, non è molto intenso, e non resta sul viso, e dopo qualche applicazione ho smesso di farci caso quindi non lo considero un difetto.
Mi piace scoprire nuovi prodotti, soprattutto se dall'INCI naturale, e John Masters Organics è un marchio con cui mi sono sempre trovata benissimo.
Non vedo l'ora di parlarvi anche del filtro solare, tempo permettendo!
Un bacio a tutte, fanciulle.
A presto <3
Etichette:
green tea and rose hydrating face serum
,
john masters organics
,
john masters organics green tea and rose hydrating face serum
,
Pozioni e Lozioni
,
recensione
,
review
mercoledì 17 giugno 2015
"Fai finta che io non ci sia" di Meg Rosoff
Buongiorno fanciulle!
Oggi siamo in compagnia di Meg Rosoff e del suo "Fai finta che io non ci sia", appena uscito per Rizzoli (rilegato, €15):
Mila ha dodici anni e vive a Londra con il papà, Gil, e la mamma, Marieka. Sono una famiglia felice, affiatata. Per le vacanze di Pasqua Mila andrà con il padre negli Stati Uniti da un vecchio amico di Gil, Matthew. È tutto pronto, ma alla vigilia della partenza arriva inattesa la telefonata di Suzanne, la moglie di Matthew, che li informa che l’uomo è sparito. Padre e figlia partono lo stesso, decisi a ritrovarlo. Mila, che ha fiuto per i misteri e fa sempre domande, tanto da essersi guadagnata il soprannome di Perguntadora, pregusta il sapore dell’avventura, senza immaginare che ad aspettarla, oltre l’oceano, c’è un enigma troppo intricato e oscuro per lei, un puzzle smontato da troppo tempo, le cui tessere forse non si ricomporranno mai. Intrecciato a una vicenda tesa e carica di suspense, un romanzo di formazione affilato, che segue lo sguardo speciale della sua protagonista, Mila, nella sconcertante scoperta delle ombre e le bugie degli adulti.
Questo romanzo mi è piaciuto da subito. L'ho aperto pensando "voglio solo vedere com'è" e mi sono trovata a pagina 30.
Ho detto "leggo giusto due capitoli prima di dormire" e mi sono trovata a leggerne 18.
Vorrei non partire da Mila, però, ma dalla sua affascinante famiglia.
Da Marieka, la madre musicista che gira il mondo suonando, per esempio, che non è però mai assente o scostante.
Mila cresce affascinata dai suoni e capace di "sentire" la musica, un sentire che va ben oltre l'udito, e per lei la musica è uno strumento potente ed affascinante, intriso di mistero.
Il padre di Mila, Gil, è un traduttore, ed anche la sua professione stimola la curiosità della bambina, suscitandole una delle riflessioni più profonde e toccanti di tutto il romanzo:
pag. 42: "I traduttori in genere conoscono due o tre lingue, ma alcuni ne parlano un numero assurdo; il massimo che mi è capitato di sentire è dodici. Dicono che dopo le prime tre o quattro è più facile.
Quelle inquietanti per me sono le persone che non hanno una madrelingua. [...]
Il pensiero di non avere una madrelingua mi mette in agitazione.
Ci si sente nomadi dentro la propria testa? Non riesco ad immaginare di non avere parole che mi facciano da casa. Di essere orfana della lingua.
Nel suo mondo non ci sono ovviamente solo mamma e papà, ma anche amici vecchi e nuovi.
Dall'amica d'infanzia Cat, con cui ha un rapporto tira-e-molla che spesso la disorienta, ma a cui vuole sinceramente bene, al nuovo amico Jake, con cui si trova subito in sintonia.
Bellissimo il passaggio in cui descrive (parlando di se stessa e Jake) come nasce l'amicizia:
pag. 164: Finora tra noi non c'è stato niente di epocale, ma anche solo stare a parlare di qualcosa può rivelarsi importante quando si è sulla stessa lunghezza d'onda. Mi sono accorta che la magia di trovarsi bene con qualcuno non è una vera magia. Se la spezzi, capisci come funziona. Dici qualcosa di un po' meno centrato e vedi come reagisce l'altro. Se lo coglie, lo spinge a sua volta un po' più in là. E allora è di nuovo il tuo turno. E poi il suo. E così via, finché non è un botta e risposta scherzoso. E a quel punto è amicizia.
Mi sono ritrovata moltissimo in Mila: nella sua curiosità che la porta a catalogare sistematicamente la realtà circostante, nel suo spirito d'osservazione che le permette di vedere ciò che sfugge a chi la circonda, e soprattutto nella sua profondissima empatia.
Mila è un personaggio senza età: ha dodici anni ma potrebbe averne 35 per la sua capacità di "sentire" il mondo attorno a lei, e allo stesso tempo potrebbe averne 5 per la sua, a volte disarmante, ingenuità.
L'ho adorata, passando da momenti in cui avrei voluto parlare con lei davanti a una cioccolata a momenti in cui avrei voluto abbracciarla e dirle che sarebbe andato tutto bene.
Durante il suo viaggio svela tanti misteri, ma molte delle sue domande rimarranno per sempre senza una risposta, perché nessuno nella vita ha tutte le risposte. Nemmeno i grandi.
Alla fine del romanzo la troviamo "più vecchia e più saggia", soprattutto se guardiamo a un'altra sua riflessione che mi è entrata nel cuore:
pag. 174: A che punto un bambino diventa una persona adulta?, mi chiedo. Succede di colpo o un po' alla volta, a tappe? C'è un'età, una settimana, un momento in cui tutti i segreti dell'universo vengono rivelati e la maturità scende dal cielo sopra una nuvola, cambiando per sempre il nostro cervello?
La bambina che è in me sguscerà via, un giorno, per non tornare mai più?
Non riesco ad immaginar di vivere una vita intera. O come sarò da grande. Mi sembra una trasformazione così inverosimile. Un giorno potrei diventare la compagna di qualcuno, la madre di qualcuno o il medico legale di qualcuno. Un giorno potrei aver bevuto troppo oppure avere un figlio di cui non avrò mai detto nulla a nessuno. Un giorno potrei fuggire via da tutto, per ragioni solo mie.
La me di adesso non riesce ad immaginare quest'altra me. Non riesco a vedermi adulta. Non riesco a vedermi diversa da come sono ora. Non riesco ad immaginarmi vecchia, sposata o morta.
Non mi ci immagino neppure io a 27 anni, Mila.
Nemmeno io riesco a vedermi sposata, madre o anziana.
In questo senso ho trovato un po' delle mie insicurezze in questa bambina un po' strampalata, che gioca all'agente segreto con la sua migliore amica e considera la sua lingua madre una casa sicura: a tutti il domani fa paura, a dodici anni come a 27.
E' un romanzo per lettori giovani, ma che si può amare anche a 30 anni.
Sicuramente è il libro che avrei voluto leggere a 12 anni, e che regalerei a una bambina di 12 anni domani, senza pensarci due volte.
Stavolta quindi lo consiglio alle mamme, alle zie e alle sorelle e cugine più grandi, come pensiero per le topine di biblioteca più piccine <3
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Oggi siamo in compagnia di Meg Rosoff e del suo "Fai finta che io non ci sia", appena uscito per Rizzoli (rilegato, €15):
Mila ha dodici anni e vive a Londra con il papà, Gil, e la mamma, Marieka. Sono una famiglia felice, affiatata. Per le vacanze di Pasqua Mila andrà con il padre negli Stati Uniti da un vecchio amico di Gil, Matthew. È tutto pronto, ma alla vigilia della partenza arriva inattesa la telefonata di Suzanne, la moglie di Matthew, che li informa che l’uomo è sparito. Padre e figlia partono lo stesso, decisi a ritrovarlo. Mila, che ha fiuto per i misteri e fa sempre domande, tanto da essersi guadagnata il soprannome di Perguntadora, pregusta il sapore dell’avventura, senza immaginare che ad aspettarla, oltre l’oceano, c’è un enigma troppo intricato e oscuro per lei, un puzzle smontato da troppo tempo, le cui tessere forse non si ricomporranno mai. Intrecciato a una vicenda tesa e carica di suspense, un romanzo di formazione affilato, che segue lo sguardo speciale della sua protagonista, Mila, nella sconcertante scoperta delle ombre e le bugie degli adulti.
Questo romanzo mi è piaciuto da subito. L'ho aperto pensando "voglio solo vedere com'è" e mi sono trovata a pagina 30.
Ho detto "leggo giusto due capitoli prima di dormire" e mi sono trovata a leggerne 18.
Vorrei non partire da Mila, però, ma dalla sua affascinante famiglia.
Da Marieka, la madre musicista che gira il mondo suonando, per esempio, che non è però mai assente o scostante.
Mila cresce affascinata dai suoni e capace di "sentire" la musica, un sentire che va ben oltre l'udito, e per lei la musica è uno strumento potente ed affascinante, intriso di mistero.
Il padre di Mila, Gil, è un traduttore, ed anche la sua professione stimola la curiosità della bambina, suscitandole una delle riflessioni più profonde e toccanti di tutto il romanzo:
pag. 42: "I traduttori in genere conoscono due o tre lingue, ma alcuni ne parlano un numero assurdo; il massimo che mi è capitato di sentire è dodici. Dicono che dopo le prime tre o quattro è più facile.
Quelle inquietanti per me sono le persone che non hanno una madrelingua. [...]
Il pensiero di non avere una madrelingua mi mette in agitazione.
Ci si sente nomadi dentro la propria testa? Non riesco ad immaginare di non avere parole che mi facciano da casa. Di essere orfana della lingua.
Nel suo mondo non ci sono ovviamente solo mamma e papà, ma anche amici vecchi e nuovi.
Dall'amica d'infanzia Cat, con cui ha un rapporto tira-e-molla che spesso la disorienta, ma a cui vuole sinceramente bene, al nuovo amico Jake, con cui si trova subito in sintonia.
Bellissimo il passaggio in cui descrive (parlando di se stessa e Jake) come nasce l'amicizia:
pag. 164: Finora tra noi non c'è stato niente di epocale, ma anche solo stare a parlare di qualcosa può rivelarsi importante quando si è sulla stessa lunghezza d'onda. Mi sono accorta che la magia di trovarsi bene con qualcuno non è una vera magia. Se la spezzi, capisci come funziona. Dici qualcosa di un po' meno centrato e vedi come reagisce l'altro. Se lo coglie, lo spinge a sua volta un po' più in là. E allora è di nuovo il tuo turno. E poi il suo. E così via, finché non è un botta e risposta scherzoso. E a quel punto è amicizia.
Mi sono ritrovata moltissimo in Mila: nella sua curiosità che la porta a catalogare sistematicamente la realtà circostante, nel suo spirito d'osservazione che le permette di vedere ciò che sfugge a chi la circonda, e soprattutto nella sua profondissima empatia.
Mila è un personaggio senza età: ha dodici anni ma potrebbe averne 35 per la sua capacità di "sentire" il mondo attorno a lei, e allo stesso tempo potrebbe averne 5 per la sua, a volte disarmante, ingenuità.
L'ho adorata, passando da momenti in cui avrei voluto parlare con lei davanti a una cioccolata a momenti in cui avrei voluto abbracciarla e dirle che sarebbe andato tutto bene.
Durante il suo viaggio svela tanti misteri, ma molte delle sue domande rimarranno per sempre senza una risposta, perché nessuno nella vita ha tutte le risposte. Nemmeno i grandi.
Alla fine del romanzo la troviamo "più vecchia e più saggia", soprattutto se guardiamo a un'altra sua riflessione che mi è entrata nel cuore:
pag. 174: A che punto un bambino diventa una persona adulta?, mi chiedo. Succede di colpo o un po' alla volta, a tappe? C'è un'età, una settimana, un momento in cui tutti i segreti dell'universo vengono rivelati e la maturità scende dal cielo sopra una nuvola, cambiando per sempre il nostro cervello?
La bambina che è in me sguscerà via, un giorno, per non tornare mai più?
Non riesco ad immaginar di vivere una vita intera. O come sarò da grande. Mi sembra una trasformazione così inverosimile. Un giorno potrei diventare la compagna di qualcuno, la madre di qualcuno o il medico legale di qualcuno. Un giorno potrei aver bevuto troppo oppure avere un figlio di cui non avrò mai detto nulla a nessuno. Un giorno potrei fuggire via da tutto, per ragioni solo mie.
La me di adesso non riesce ad immaginare quest'altra me. Non riesco a vedermi adulta. Non riesco a vedermi diversa da come sono ora. Non riesco ad immaginarmi vecchia, sposata o morta.
Non mi ci immagino neppure io a 27 anni, Mila.
Nemmeno io riesco a vedermi sposata, madre o anziana.
In questo senso ho trovato un po' delle mie insicurezze in questa bambina un po' strampalata, che gioca all'agente segreto con la sua migliore amica e considera la sua lingua madre una casa sicura: a tutti il domani fa paura, a dodici anni come a 27.
E' un romanzo per lettori giovani, ma che si può amare anche a 30 anni.
Sicuramente è il libro che avrei voluto leggere a 12 anni, e che regalerei a una bambina di 12 anni domani, senza pensarci due volte.
Stavolta quindi lo consiglio alle mamme, alle zie e alle sorelle e cugine più grandi, come pensiero per le topine di biblioteca più piccine <3
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
martedì 16 giugno 2015
"Noi siamo grandi come la vita" di Ava Dellaira (e una promo Sperling&Kupfer da non perdere)
Buongiorno fanciulle!
Oggi chiacchieriamo di un romanzo molto singolare, che rientra nel genere epistolare (e di questo genere non leggevo nulla da un bel po', quindi è stato bello perdermi tra le pagine di questa proposta Sperling&Kupfer):
E' un romanzo per ragazzi, ma ho trovato la trama affascinante.
L'idea di scrivere lettere a chi non c'è più ma ha contribuito a modo suo a cambiare il mondo (e quindi in un certo senso continua ad esistere) mi ha conquistata.
Le lettere di Laurel sono una forma molto singolare di diario, perché in esse è in grado di esternare i suoi pensieri, le sue riflessioni su chi e ciò che la circonda, e le permettono di ammettere le sue paure.
Quello che ho maggiormente apprezzato di lei è che Laurel è una quattordicenne autentica.
Un po' ingenua perché cresciuta in un contesto familiare giocoso e affettuoso, e di sicuro non sgamata quanto le "normali" quattordicenni di adesso, ma io mi ci sono identificata molto.
Mi sono ritrovata nel suo desiderio di cambiare il suo stile, cercando di assomigliare alla sorella (ai suoi occhi molto più bella e "forte" di lei); ho visto un po' di me stessa nel suo cercare conforto nei "grandi" venuti prima: nelle canzoni, nella poesia e nelle grandi imprese.
Laurel sogna di possedere il coraggio di Amelia Earhart, per esempio, e quando le scrive è la prima cosa che le dice:
pag. 15: Cara Amelia Earhart, ricordo che, quando ti sentii nominare per la prima volta, durante la lezione di scienze sociali alle scuole medie, fui quasi gelosa di te.So che non è esattamente quello che si dovrebbe provare nei confronti di una persona scomparsa in circostanze tragiche, ma a rendermi gelosa non fu tanto la tua morte, quanto l'idea di volare, di sparire. E anche il modo in cui vedevi la terra dall'alto. Non avevi paura di perderti. Decollavi, e basta. Stamattina ho deciso che mi serve almeno un briciolo del tuo coraggio, perché ho cominciato le superiori tre settimane fa e non posso continuare a starmene da sola vicino al recinto della scuola.
Attraverso le sue lettere, Laurel apre il suo cuore e la sua mente, e le pagine sono costellate di riflessioni non solo su se stessa e la sua situazione, ma anche sui suoi destinatari.
Di tutti analizza la sfera più intima e personale, trovando in ciascuno il suo stesso bisogno di fuggire e di trovare conforto.
Da River Phoenix a Kurt Cobain, passando per Judy Garland e Janis Joplin.
Di tutti coglie la sofferenza e la tristezza, e con tutti condivide le proprie, come non riesce a fare con chi le sta attorno.
Uno dei miei passaggi preferiti è da una sua lettera a River Phoenix, in cui descrive il suo primo amore, Sky:
pag. 100: Con Sky riesco a far sparire le cose che mi fanno paura. Passeggiamo per il quartiere, al buio, e le nostre ombre si accavallano e si allungano per tutta la strada. Ci baciamo, e io sento che, se la mia ombra potesse rimanere per sempre dentro la sua, lui riuscirebbe a oscurare tutto ciò che non voglio ricordare. Posso perdermi in tutto ciò che c'è di bello in lui. Se devo essere sincera, mi ricorda un po' te. Perché è un ragazzo forte, perché l'aria gli fa spazio quando l'attraversa. E anche perché c0è qualcosa di fragile in lui... qualcosa che sbatte le ali, come uno sciame di falene. Qualcosa che cerca disperatamente di andare verso una luce. May era una luna, la gente si accalcava attorno a lei. Ma io mi accontenterei di essere anche solo il lampione di Sky. Mi basta essere l'oggetto che lo attrae. Adoro sentire quel frullio d'ali.
Non crediate, però, che le lettere di Laurel siano solo piene di ammirazione.
Perché al contrario, per ogni singolo destinatario arriva il momento in cui lei gli scaglia addosso la sua rabbia e la sua frustrazione.
Anche per il suo amato River Phoenix:
pag. 194: Immagino tu sappia cosa vuol dire tradire qualcuno. Tradire tutti. Eri una stella luminosa. Una di quelle a cui la gente affida i propri desideri. Finché non ti imbottisti di tutte quelle droghe che ti uccisero. Credi che possa farlo chiunque? Diventare una celebrità di quel calibro? Credi che tutti sappiano ottenere visibilità? Amore? Luce? No. Non arrivano ad avere quello che avevi tu. Non arrivano a essere belli come lo eri tu. E tu volevi solo bruciare fino a consumarti.
O per Kurt Cobain, altro grande, grandissimo amore:
pag. 202: Caro Kurt, hai avuto una figlia, che adesso non avrai la possibilità di vedere crescere. Non la vedrai diventare grande. Non sarai lì a prepararle la cena, quando d'estate tornerà dalla piscina e odorerà di cloro. E quando andrà in bicicletta senza mani e volerà oltre il manubrio, non potrai consolarla. Non assisterai al concerto del suo coro, con tutti gli altri genitori, sul pavimento sudaticcio della palestra, e non vedrai il suo viso quando chiude gli occhi e lascia uscire la voce.Non la guarderai camminare nella neve fresca, nel giardino dietro casa, o sdraiarsi per fare un angelo. Non la vedrai innamorarsi per la prima volta. E se, con il cuore infranto, si raggomitolerà sotto le lenzuola fresche di bucato, non la sentirai. Quando avrà bisogno di te, tu non ci sarai. Non t'importa? Come hai potuto farle una cosa del genere?
Sai cos'avrà, al posto del suo papà? il tuo biglietto d'addio. L'avevi considerato, mentre lo scrivevi?
Avevi pensato che le tue parole avrebbero gettato un'ombra sulla sua vita?
Hai scritto di avere una figlia piena d'amore e di gioia, che baciava ogni persona che incontrava perché per lei al mondo erano tutti buoni e nessuno le avrebbe fatto mai del male. E questo ti terrorizzava, perché non sopportavi il pensiero che crescesse e diventasse come te.
Quando scrivevi quelle parole, quando ti togliesti la vita, non ti venne in mente che le stavi rubando l'innocenza che tanto amavi in lei? Che avresti cambiato per sempre il suo cuore pieno di gioia? Sei stato tu il primo a farle del male. il primo a render il mondo un posto pericoloso per lei.
Tutto scatena la mente di Laurel: un maglione appartenuto alla sorella, il suo rossetto abbandonato sul cassettone, gli occhi di Sky o una poesia letta a scuola.
Le sue riflessioni su "Ode su un'urna greca" di John Keats sono le mie due pagine preferite del romanzo, e le ho copiate per intero nel mio quaderno.
Se siete in libreria, aprite questo libro a pag. 106-107, perché anche se poi decideste di non comprarlo questa è la parte che vorrei vi portaste nel cuore.
Laurel impara lettera dopo lettera, confessione dopo confessione, ad accettare il passato e ad accogliere il futuro. Impara che sbagliare oggi non ti impedisce di fare la cosa giusta domani, che i matrimoni perfetti non esistono ma questo non vuol dire che non valga la pena provarci, e che l'amore, quello vero, è delicato e fragile come le ali di una falena.
Vi segnalo un estratto del romanzo, è bello poter sfogliare le prima pagine e vedere se si riesce a farsi catturare ;)
Consigliato a chi a 14 anni era ancora un bambino che sognava di diventare grande, a chi ama i Nirvana e soprattutto il loro album "In Utero" (perché "Nevermind" è quello che piace a tutti coloro che degli altri dischi non hanno capito nulla, a detta di Sky), a chi adora scrivere lettere e non si capacita del fatto che oggi non le scriva più nessuno.
Ma voglio segnalarvi anche un'interessante proposta per l'estate in arrivo.
Quest'anno, infatti, Sperling&Kupfer vi propone qualche lettura estiva in una veste inedita e a un prezzo molto interessante.
12€ e vi trovate con un libro perfetto per la spiaggia e l'ombrellone, e una coloratissima pochette.
Una delle proposte è proprio "Noi siamo grandi come la vita", di cui ho scelto di parlarvi oggi, ma questi gli altri titoli e qualche foto:
Un altro romanzo (tra quelli proposti) che vi consiglio è "L'istante esatto che lega due destini" di Angélique Barberat, l'ho letto all'uscita e mi è piaciuto molto.
Che dire?
Una proposta colorata e divertente, di cui approfitterò sicuramente!
Non vi interessa nessuno dei titoli proposti perché siete in piena "AfterMania" e volete saperne di più sul secondo, attesissimo volume?
Qui trovate la mia anteprima, con qualche curiosità extra sul romanzo e su cosa vi aspetta ;)
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Oggi chiacchieriamo di un romanzo molto singolare, che rientra nel genere epistolare (e di questo genere non leggevo nulla da un bel po', quindi è stato bello perdermi tra le pagine di questa proposta Sperling&Kupfer):
Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: "Scrivi una lettera a una persona che non c'è più". E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.
L'idea di scrivere lettere a chi non c'è più ma ha contribuito a modo suo a cambiare il mondo (e quindi in un certo senso continua ad esistere) mi ha conquistata.
Le lettere di Laurel sono una forma molto singolare di diario, perché in esse è in grado di esternare i suoi pensieri, le sue riflessioni su chi e ciò che la circonda, e le permettono di ammettere le sue paure.
Quello che ho maggiormente apprezzato di lei è che Laurel è una quattordicenne autentica.
Un po' ingenua perché cresciuta in un contesto familiare giocoso e affettuoso, e di sicuro non sgamata quanto le "normali" quattordicenni di adesso, ma io mi ci sono identificata molto.
Mi sono ritrovata nel suo desiderio di cambiare il suo stile, cercando di assomigliare alla sorella (ai suoi occhi molto più bella e "forte" di lei); ho visto un po' di me stessa nel suo cercare conforto nei "grandi" venuti prima: nelle canzoni, nella poesia e nelle grandi imprese.
Laurel sogna di possedere il coraggio di Amelia Earhart, per esempio, e quando le scrive è la prima cosa che le dice:
pag. 15: Cara Amelia Earhart, ricordo che, quando ti sentii nominare per la prima volta, durante la lezione di scienze sociali alle scuole medie, fui quasi gelosa di te.So che non è esattamente quello che si dovrebbe provare nei confronti di una persona scomparsa in circostanze tragiche, ma a rendermi gelosa non fu tanto la tua morte, quanto l'idea di volare, di sparire. E anche il modo in cui vedevi la terra dall'alto. Non avevi paura di perderti. Decollavi, e basta. Stamattina ho deciso che mi serve almeno un briciolo del tuo coraggio, perché ho cominciato le superiori tre settimane fa e non posso continuare a starmene da sola vicino al recinto della scuola.
Attraverso le sue lettere, Laurel apre il suo cuore e la sua mente, e le pagine sono costellate di riflessioni non solo su se stessa e la sua situazione, ma anche sui suoi destinatari.
Di tutti analizza la sfera più intima e personale, trovando in ciascuno il suo stesso bisogno di fuggire e di trovare conforto.
Da River Phoenix a Kurt Cobain, passando per Judy Garland e Janis Joplin.
Di tutti coglie la sofferenza e la tristezza, e con tutti condivide le proprie, come non riesce a fare con chi le sta attorno.
Uno dei miei passaggi preferiti è da una sua lettera a River Phoenix, in cui descrive il suo primo amore, Sky:
pag. 100: Con Sky riesco a far sparire le cose che mi fanno paura. Passeggiamo per il quartiere, al buio, e le nostre ombre si accavallano e si allungano per tutta la strada. Ci baciamo, e io sento che, se la mia ombra potesse rimanere per sempre dentro la sua, lui riuscirebbe a oscurare tutto ciò che non voglio ricordare. Posso perdermi in tutto ciò che c'è di bello in lui. Se devo essere sincera, mi ricorda un po' te. Perché è un ragazzo forte, perché l'aria gli fa spazio quando l'attraversa. E anche perché c0è qualcosa di fragile in lui... qualcosa che sbatte le ali, come uno sciame di falene. Qualcosa che cerca disperatamente di andare verso una luce. May era una luna, la gente si accalcava attorno a lei. Ma io mi accontenterei di essere anche solo il lampione di Sky. Mi basta essere l'oggetto che lo attrae. Adoro sentire quel frullio d'ali.
Non crediate, però, che le lettere di Laurel siano solo piene di ammirazione.
Perché al contrario, per ogni singolo destinatario arriva il momento in cui lei gli scaglia addosso la sua rabbia e la sua frustrazione.
Anche per il suo amato River Phoenix:
pag. 194: Immagino tu sappia cosa vuol dire tradire qualcuno. Tradire tutti. Eri una stella luminosa. Una di quelle a cui la gente affida i propri desideri. Finché non ti imbottisti di tutte quelle droghe che ti uccisero. Credi che possa farlo chiunque? Diventare una celebrità di quel calibro? Credi che tutti sappiano ottenere visibilità? Amore? Luce? No. Non arrivano ad avere quello che avevi tu. Non arrivano a essere belli come lo eri tu. E tu volevi solo bruciare fino a consumarti.
O per Kurt Cobain, altro grande, grandissimo amore:
pag. 202: Caro Kurt, hai avuto una figlia, che adesso non avrai la possibilità di vedere crescere. Non la vedrai diventare grande. Non sarai lì a prepararle la cena, quando d'estate tornerà dalla piscina e odorerà di cloro. E quando andrà in bicicletta senza mani e volerà oltre il manubrio, non potrai consolarla. Non assisterai al concerto del suo coro, con tutti gli altri genitori, sul pavimento sudaticcio della palestra, e non vedrai il suo viso quando chiude gli occhi e lascia uscire la voce.Non la guarderai camminare nella neve fresca, nel giardino dietro casa, o sdraiarsi per fare un angelo. Non la vedrai innamorarsi per la prima volta. E se, con il cuore infranto, si raggomitolerà sotto le lenzuola fresche di bucato, non la sentirai. Quando avrà bisogno di te, tu non ci sarai. Non t'importa? Come hai potuto farle una cosa del genere?
Sai cos'avrà, al posto del suo papà? il tuo biglietto d'addio. L'avevi considerato, mentre lo scrivevi?
Avevi pensato che le tue parole avrebbero gettato un'ombra sulla sua vita?
Hai scritto di avere una figlia piena d'amore e di gioia, che baciava ogni persona che incontrava perché per lei al mondo erano tutti buoni e nessuno le avrebbe fatto mai del male. E questo ti terrorizzava, perché non sopportavi il pensiero che crescesse e diventasse come te.
Quando scrivevi quelle parole, quando ti togliesti la vita, non ti venne in mente che le stavi rubando l'innocenza che tanto amavi in lei? Che avresti cambiato per sempre il suo cuore pieno di gioia? Sei stato tu il primo a farle del male. il primo a render il mondo un posto pericoloso per lei.
Tutto scatena la mente di Laurel: un maglione appartenuto alla sorella, il suo rossetto abbandonato sul cassettone, gli occhi di Sky o una poesia letta a scuola.
Le sue riflessioni su "Ode su un'urna greca" di John Keats sono le mie due pagine preferite del romanzo, e le ho copiate per intero nel mio quaderno.
Se siete in libreria, aprite questo libro a pag. 106-107, perché anche se poi decideste di non comprarlo questa è la parte che vorrei vi portaste nel cuore.
Laurel impara lettera dopo lettera, confessione dopo confessione, ad accettare il passato e ad accogliere il futuro. Impara che sbagliare oggi non ti impedisce di fare la cosa giusta domani, che i matrimoni perfetti non esistono ma questo non vuol dire che non valga la pena provarci, e che l'amore, quello vero, è delicato e fragile come le ali di una falena.
Vi segnalo un estratto del romanzo, è bello poter sfogliare le prima pagine e vedere se si riesce a farsi catturare ;)
Consigliato a chi a 14 anni era ancora un bambino che sognava di diventare grande, a chi ama i Nirvana e soprattutto il loro album "In Utero" (perché "Nevermind" è quello che piace a tutti coloro che degli altri dischi non hanno capito nulla, a detta di Sky), a chi adora scrivere lettere e non si capacita del fatto che oggi non le scriva più nessuno.
Ma voglio segnalarvi anche un'interessante proposta per l'estate in arrivo.
Quest'anno, infatti, Sperling&Kupfer vi propone qualche lettura estiva in una veste inedita e a un prezzo molto interessante.
12€ e vi trovate con un libro perfetto per la spiaggia e l'ombrellone, e una coloratissima pochette.
Una delle proposte è proprio "Noi siamo grandi come la vita", di cui ho scelto di parlarvi oggi, ma questi gli altri titoli e qualche foto:
Un altro romanzo (tra quelli proposti) che vi consiglio è "L'istante esatto che lega due destini" di Angélique Barberat, l'ho letto all'uscita e mi è piaciuto molto.
Che dire?
Una proposta colorata e divertente, di cui approfitterò sicuramente!
Non vi interessa nessuno dei titoli proposti perché siete in piena "AfterMania" e volete saperne di più sul secondo, attesissimo volume?
Qui trovate la mia anteprima, con qualche curiosità extra sul romanzo e su cosa vi aspetta ;)
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Etichette:
ava dellaira
,
ava dellaira noi siamo grandi come la vita
,
noi siamo grandi come la vita
,
Pagine e Parole
,
recensione
,
sperling and kupfer
,
sperling kupfer
lunedì 15 giugno 2015
"A fior di pelle" di Sophie Jackson
Buongiorno fanciulle!
La chiacchera librosa di oggi è dedicata a un romanzo molto atteso e molto chiacchierato (appunto), ovvero "A fior di pelle" di Sophie Jackson:
Anche questo è il primo di una serie, e anche questo è stato pubblicato prima in rete per poi arrivare alla stampa su carta dopo lo straordinario successo avuto presso i lettori.
Vi riporto la trama, e poi via alla recensione:
Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina, Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in un carcere di New York per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica.
Tra i detenuti c’è Wes Carter, un ragazzo dal passato difficile, bello quanto pericoloso, misterioso e brillante, amante dei libri e della musica eppure così impulsivo da mettersi costantemente nei guai.
Tra loro cominciano a esserci scintille: ma Kat scopre presto che dietro le continue provocazioni di Carter, dietro quell’aria rude e quei modi bruschi c’è molto di più. E a rendere il loro rapporto ogni giorno più difficile è l’attrazione che esplode: immediata, intensa, fuori controllo.
Ma la famiglia di Kat e i suoi amici potranno mai accettare l’idea che nella sua vita ci sia un “cattivo ragazzo” come Carter? E la scoperta del ruolo che ebbe Carter la notte della morte del padre di Kat li costringerà ad allontanarsi o finirà per unirli ancora di più?
Stavolta voglio partire dall'ambientazione, che mi è piaciuta UN SACCO.
La scelta di inserire la storia di Kat e Carter nel duro contesto della vita carceraria mi ha intrigata fin dall'inizio, e appena aperto il romanzo mi sono trovata d'un balzo al capitolo 10. Così, come se nulla fosse. Quando mi succede è un ottimo segno, perchè vuol dire che la storia che tengo tra le mani è fatta apposta per me.
Il personaggio di Kat è uno dei più singolari che abbia letto negli ultimi tempi, a cominciare dalle sue contraddizioni.
Ha un'anima gentile e profondamente compassionevole, ma allo stesso tempo è capace di provare una rabbia profonda, che spesso fatica a controllare.
E' una giovane donna passionale, pur essendo molto controllata.
Un insieme di contrasti che me l'hanno fatta apprezzare e percepire come una persona "reale", e non un personaggio di carta e inchiostro.
Pur avendo una storia tragica alle spalle Kat non è una vittima, è anzi una persona che sceglie attivamente di fare del suo meglio ogni giorno e alle sue condizioni.
pag. 43: "No" sibilò. "E adesso fai l'esercizio. Altrimenti, quella è la porta. E occhio a non sbattere quel testone quando esci." Il silenzio nella stanza crepitava come una scarica elettrica.
Carter sostenne il suo sguardo per qualche secondo, poi raddrizzò la schiena e avvicinò il viso a quello di Kat. Lei poté avvertire il suo respiro tiepido sulla guancia e venne scossa da un brivido.
"Attenta a come parla" bisbigliò lui, con rabbia. La guardia avanzò, pronta a intervenire.
"No, Carter" gli rispose decisa, "attento tu a come parli. Questa è la mia classe: o fai come dico io, oppure te ne vai. A te la scelta." Katy girò sui tacchi e si accostò al banco di Riley, che la fissava esterrefatto con gli occhi sgranati e la bocca spalancata.
Carter, dal canto suo, mi è piaciuto perchè sì, da un lato è il classico "bad boy bellissimo e con l'oscuro passato tormentato che scopre l'amore con la ragazza totalmente diversa da lui", ma stavolta il nostro bad boy non è al liceo a sbattere forte gli armadietti per sentirsi grande.
Carter è in carcere, e se pesta i piedi troppo forte viene preso a manganellate, altro che sguardi timorosi e ragazzine sospiranti.
Kat comprende il suo dolore e la sua situazione, ma non per questo gli permette di cedere alla violenza e al suo pessimo carattere: la loro relazione inizia proprio perchè Kat non si lascia mettere i piedi in testa da Carter, e perchè lui impara a canalizzare le proprie energie in qualcosa che non sia la distruzione del mobilio.
La loro storia è intensa, passionale e assolutamente complicata, ma l'ho seguita con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
A tratti tutto sembra essere contro di loro, ma quando sono insieme è come se i pianeti si allineassero e per entrambi ci fosse solo l'altro, e nulla più.
Si sono trovati nel momento peggiore della vita di Kat, poi persi, e poi ritrovati di nuovo in una parentesi infelice della vita di entrambi, come se il destino li avesse spinti di proposito di nuovo l'uno verso l'altra. Il punto è: riusciranno a non perdersi stavolta?
pag. 391: Chiuse gli occhi e sospirò. Chi voleva prendere in giro? Era lei ad averlo in pugno. Da sempre. Forse non se n'era mai reso conto davvero, ma ora sapeva di averla amata ogni secondo, ogni minuto, ogni ora degli ultimi sedici, lunghissimi anni. Si era consegnato a lei in quella tragica notte, in quella strada buia e deserta, e finalmente aveva capito che sarebbe stato per sempre così.
Sedici anni. Cinquemilaottocentoquarantaquattro giorni. Come aveva potuto sopravvivere senza di lei per così tanto tempo?
L'ho trovato scorrevole, pulito e privo di tutto ciò che trovo fastidioso in un romanzo: non ci sono lunghe descrizioni, non ci sono dialoghi vuoti e senza senso, non ci sono infinite ripetizioni.
Al contrario, ne ho apprezzato l'editing, e stavolta anche la copertina.
Peccato per l'orribile (e incredibilmente cheap) bollino fucsia che ci dice in quanti l'hanno letta online, perchè ne rovina completamente l'estetica quando la foto scelta è al contrario molto carina.
Spero che con il secondo volume non si ripeterà.
Ottima invece la scelta del titolo, perchè ammettiamolo, "Una libbra di carne" non avrebe avuto lo stesso appeal. "A fior di pelle" è al contrario un titolo delicato e che ha catturato la mia attenzione.
Mi è piaciuto, inoltre, trovare riferimenti a "Il mercante di Venezia" di Shakespeare e "Addio alle armi" di Hemingway, due classici che adoro. Le discussioni di Kat e Carter sulle opere letterarie da loro studiate sono alcune tra le mie parti preferite del romanzo <3
Consigliato a chi ama gli amori tormentati ma è stufo di licei e aule universitarie, a chi vuole sognare con una storia piena di passione e a chi ha voglia di iniziare una nuova avventura con una serie che, per ora, sembra davvero promettente.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
La chiacchera librosa di oggi è dedicata a un romanzo molto atteso e molto chiacchierato (appunto), ovvero "A fior di pelle" di Sophie Jackson:
![]() |
| Fabbri Editori Life, rilegato (15,90€) |
Vi riporto la trama, e poi via alla recensione:
Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina, Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in un carcere di New York per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica.
Tra i detenuti c’è Wes Carter, un ragazzo dal passato difficile, bello quanto pericoloso, misterioso e brillante, amante dei libri e della musica eppure così impulsivo da mettersi costantemente nei guai.
Tra loro cominciano a esserci scintille: ma Kat scopre presto che dietro le continue provocazioni di Carter, dietro quell’aria rude e quei modi bruschi c’è molto di più. E a rendere il loro rapporto ogni giorno più difficile è l’attrazione che esplode: immediata, intensa, fuori controllo.
Ma la famiglia di Kat e i suoi amici potranno mai accettare l’idea che nella sua vita ci sia un “cattivo ragazzo” come Carter? E la scoperta del ruolo che ebbe Carter la notte della morte del padre di Kat li costringerà ad allontanarsi o finirà per unirli ancora di più?
Stavolta voglio partire dall'ambientazione, che mi è piaciuta UN SACCO.
La scelta di inserire la storia di Kat e Carter nel duro contesto della vita carceraria mi ha intrigata fin dall'inizio, e appena aperto il romanzo mi sono trovata d'un balzo al capitolo 10. Così, come se nulla fosse. Quando mi succede è un ottimo segno, perchè vuol dire che la storia che tengo tra le mani è fatta apposta per me.
Il personaggio di Kat è uno dei più singolari che abbia letto negli ultimi tempi, a cominciare dalle sue contraddizioni.
Ha un'anima gentile e profondamente compassionevole, ma allo stesso tempo è capace di provare una rabbia profonda, che spesso fatica a controllare.
E' una giovane donna passionale, pur essendo molto controllata.
Un insieme di contrasti che me l'hanno fatta apprezzare e percepire come una persona "reale", e non un personaggio di carta e inchiostro.
Pur avendo una storia tragica alle spalle Kat non è una vittima, è anzi una persona che sceglie attivamente di fare del suo meglio ogni giorno e alle sue condizioni.
pag. 43: "No" sibilò. "E adesso fai l'esercizio. Altrimenti, quella è la porta. E occhio a non sbattere quel testone quando esci." Il silenzio nella stanza crepitava come una scarica elettrica.
Carter sostenne il suo sguardo per qualche secondo, poi raddrizzò la schiena e avvicinò il viso a quello di Kat. Lei poté avvertire il suo respiro tiepido sulla guancia e venne scossa da un brivido.
"Attenta a come parla" bisbigliò lui, con rabbia. La guardia avanzò, pronta a intervenire.
"No, Carter" gli rispose decisa, "attento tu a come parli. Questa è la mia classe: o fai come dico io, oppure te ne vai. A te la scelta." Katy girò sui tacchi e si accostò al banco di Riley, che la fissava esterrefatto con gli occhi sgranati e la bocca spalancata.
Carter, dal canto suo, mi è piaciuto perchè sì, da un lato è il classico "bad boy bellissimo e con l'oscuro passato tormentato che scopre l'amore con la ragazza totalmente diversa da lui", ma stavolta il nostro bad boy non è al liceo a sbattere forte gli armadietti per sentirsi grande.
Carter è in carcere, e se pesta i piedi troppo forte viene preso a manganellate, altro che sguardi timorosi e ragazzine sospiranti.
Kat comprende il suo dolore e la sua situazione, ma non per questo gli permette di cedere alla violenza e al suo pessimo carattere: la loro relazione inizia proprio perchè Kat non si lascia mettere i piedi in testa da Carter, e perchè lui impara a canalizzare le proprie energie in qualcosa che non sia la distruzione del mobilio.
La loro storia è intensa, passionale e assolutamente complicata, ma l'ho seguita con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
A tratti tutto sembra essere contro di loro, ma quando sono insieme è come se i pianeti si allineassero e per entrambi ci fosse solo l'altro, e nulla più.
Si sono trovati nel momento peggiore della vita di Kat, poi persi, e poi ritrovati di nuovo in una parentesi infelice della vita di entrambi, come se il destino li avesse spinti di proposito di nuovo l'uno verso l'altra. Il punto è: riusciranno a non perdersi stavolta?
pag. 391: Chiuse gli occhi e sospirò. Chi voleva prendere in giro? Era lei ad averlo in pugno. Da sempre. Forse non se n'era mai reso conto davvero, ma ora sapeva di averla amata ogni secondo, ogni minuto, ogni ora degli ultimi sedici, lunghissimi anni. Si era consegnato a lei in quella tragica notte, in quella strada buia e deserta, e finalmente aveva capito che sarebbe stato per sempre così.
Sedici anni. Cinquemilaottocentoquarantaquattro giorni. Come aveva potuto sopravvivere senza di lei per così tanto tempo?
L'ho trovato scorrevole, pulito e privo di tutto ciò che trovo fastidioso in un romanzo: non ci sono lunghe descrizioni, non ci sono dialoghi vuoti e senza senso, non ci sono infinite ripetizioni.
Al contrario, ne ho apprezzato l'editing, e stavolta anche la copertina.
Peccato per l'orribile (e incredibilmente cheap) bollino fucsia che ci dice in quanti l'hanno letta online, perchè ne rovina completamente l'estetica quando la foto scelta è al contrario molto carina.
Spero che con il secondo volume non si ripeterà.
Ottima invece la scelta del titolo, perchè ammettiamolo, "Una libbra di carne" non avrebe avuto lo stesso appeal. "A fior di pelle" è al contrario un titolo delicato e che ha catturato la mia attenzione.
Mi è piaciuto, inoltre, trovare riferimenti a "Il mercante di Venezia" di Shakespeare e "Addio alle armi" di Hemingway, due classici che adoro. Le discussioni di Kat e Carter sulle opere letterarie da loro studiate sono alcune tra le mie parti preferite del romanzo <3
Consigliato a chi ama gli amori tormentati ma è stufo di licei e aule universitarie, a chi vuole sognare con una storia piena di passione e a chi ha voglia di iniziare una nuova avventura con una serie che, per ora, sembra davvero promettente.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
venerdì 12 giugno 2015
"Guida astrologica per cuori infranti" di Silvia Zucca
Buongiorno di nuovo, fanciulle!
Oggi chiacchieriamo di un esordio italiano che mi ha fatta sorridere dalla prima all'ultima pagina:
Vi lascio anche la trama:
Trent’anni passati da un po’, single (NON per scelta) e con un lavoro che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo mai dimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. E, se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lavora arriva Davide Nardi. Fisico niente male e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… se non fosse stato assunto come «tagliatore di teste». Insomma: non ce n’è una che vada per il verso giusto. Almeno finché Alice non incontra Tio, un giovane attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l’astrologia. Non quella spacciata sui giornali, ovviamente, ma una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più propizi per la sfera professionale o per farci trovare l’anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini dal segno zodiacale compatibile col suo. Ma, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, delusioni terribili e sorprese ben poco entusiasmanti. Come non impedisce a Davide di diventare ogni giorno più attraente. E, a poco a poco, Alice scoprirà che forse il vero amore non è sempre scritto nelle stelle…
"Guida astrologica per cuori infranti" di Silvia Zucca (Editrice Nord; 16,40€) è un romanzo leggero e divertente sulle coincidenze della vita, su come anche da una giornata storta possa nascere qualcosa di splendido come una nuova amicizia e su come la strada che porta all'amore vero sia sì spesso costellata di errori ed incidenti di percorso, ma questo non deve farci desistere.
Questo è il romanzo che ogni ragazza sola come un gambo di sedano (presente!) deve leggere, perché vi farà davvero sorridere travi e voi dall'inizio alla fine.
Alice Bassi sono io.
Sono io che mi sveglio con i capelli ritti in testa, in ritardo e dimenticandomi completamente dell'ennesimo sciopero del trasporto pubblico e mi trovo appiedata, senza ombrello e sotto al diluvio universale.
Sono io che prima di un primo appuntamento ribalto l'armadio da zero come se mi aspettassi di vedere comparire l'Outfit Perfetto così dal nulla, per poi uscire vestita sempre comunque nel modo sbagliato.
Sono io che sì, all'astrologia mica ci credo, ma poi l'oroscopo lo leggo lo stesso.
pag. 23: "Sai cosa mi fa più incazzare?" gli dico, cercando di fargli almeno la parvenza di un sorriso.
"Quando leggo sul mio oroscopo che è un bel periodo: che ho almeno tre stellette in amor, negli affari e in salute, e invece mi sento uno straccio, sono appena stata mollata e rischio di perdere il posto. Ecco, mi viene voglia di prendere il telefono e chiamare il tizio che l'ha scritto, coprirlo d'insulti e dirgli che lo citerò in tribunale. Insomma, quando leggo un bell'oroscopo e la mia vita invece sta andando uno schifo, mi sento un'emarginata. M'immagino che tutti quelli del mio segno siano saliti sull'autobus della fortuna, che a me invece ha chiuso le porte in faccia."
Esatto! A chi non è capitato di sentirsi così?
Mi ha convinta fin da subito, e più Alice faceva figuracce, combinava disastri di vario livello di gravità e veniva (molto, molto spesso) salvata in corner, più io tifavo per lei.
Per lei e la sua trafila di partner uno più improponibile dell'altro.
A cominciare da quanto ho riso con il focoso Sagittario (ma che poi nella doccia ha il bagnoschiuma al mirtillo, manco fosse una bambina di dieci anni fan di Hannah Montana) Alejandro, lui e le sue lambade improvvisate in corridoio.
E che dire delle giocose descrizioni degli uomini di ogni segno zodiacale che intervallano la storia?
Vi lascio quella dei Gemelli, perché io con un gemelli ci sono uscita e ve lo voglio dire, era davvero così XD
pag. 75: Uno, nessuno e centomila, il Gemelli è uno di quei segni che fanno la fortuna degli analisti. Lui non soffre di semplice sdoppiamento della personalità, no, in lui le personalità sono talmente tante che per litigare fanno una riunione di condominio. E, proprio perché vive costantemente in questa specie di caos primordiale, il Gemelli non riesce ad avere solo un'idea, o solo un'opinione, o tantomeno solo una donna. Ciò che dichiara oggi non influisce minimamente su ciò che farà domani. Quindi, se dovesse ricordarsi di venire al cinema con voi due giorni dopo avervelo chiesto, siete autorizzate a sentire le campane a nozze, perché di certo vi considera una storia seria.
Ho seguito con il fiato sospeso Davide Nardi, l'uomo che potrebbe far perdere ad Alice il posto di lavoro, e che oltre a questo le fa perdere anche la testa.
E il cuore.
E spesso anche quel briciolo di dignità che sembra esserle rimasto nonostante le molteplici figuracce.
Da quando la conosce, zuppa di pioggia e con un giornale stampato sul fondoschiena, a quando la raccoglie ubriaca dalla strada portandola in braccio fino a casa (con una ben poco seducente sessione di vomito nel mezzo, non immaginate uno scenario romantico da "principe che salva la principessa" che siete del tutto fuori strada), a quando...
Ma non voglio rovinarvi la storia dicendovi di più.
Storia che è sicuramente prevedibile (non lo nego, lo capite fin dall'inizio come andrà a finire) ma questo non lo rende meno godibile: in questo libro conta il viaggio, non la destinazione.
Quello che voglio dire è che io in questa protagonista nevrotica, ansiosa, a volte un po' stupida (lo possiamo dire), mi ci sono ritrovata UN SACCO.
Mi sono ritrovata nella sua umanità e nelle sue fantasie, nei suoi piccoli scheletri nell'armadio e nelle sue figuracce, e mi è sembrato che raccontasse anche la mia storia oltre alla sua.
Menzione d'onore a Tio, l'amico che tutte vorremmo.
Che ci dice quello che abbiamo bisogno di sentirci dire anche quando non vogliamo ammetterlo, e che ci rimette insieme pezzetto dopo pezzetto, a suon di pasti condivisi e sedute di astro-terapia improvvisata.
Che magari sì, è vero che sono tutte cavolate, ma pur restandone consapevole io io il mio oroscopo lo leggo lo stesso ogni mattina, e quando è positivo mi sento meglio.
Anche se poi la giornata si rivela disastrosa XD
Ho adorato la prosa, leggera e scanzonata.
Il lessico vario, l'impeccabile sintassi, frutto anche di un editing fatto davvero BENE, hanno reso questo romanzo una lettura piacevolissima, che mi sento di consigliare a tutte.
Il libro perfetto per sollevarsi il morale quando è lunedì mattina, piove e sei bloccata in metropolitana tra Ascella Venuta Dal'Inferno e Urlatore Telefonico Folle.
Perfetto per la spiaggia, la sdraio e l'ombrellone.
Che altro dire se non "Uscite e portatevelo a casa"?
Non vi deluderà ;)
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Oggi chiacchieriamo di un esordio italiano che mi ha fatta sorridere dalla prima all'ultima pagina:
Vi lascio anche la trama:
Trent’anni passati da un po’, single (NON per scelta) e con un lavoro che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo mai dimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. E, se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lavora arriva Davide Nardi. Fisico niente male e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… se non fosse stato assunto come «tagliatore di teste». Insomma: non ce n’è una che vada per il verso giusto. Almeno finché Alice non incontra Tio, un giovane attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l’astrologia. Non quella spacciata sui giornali, ovviamente, ma una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più propizi per la sfera professionale o per farci trovare l’anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini dal segno zodiacale compatibile col suo. Ma, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, delusioni terribili e sorprese ben poco entusiasmanti. Come non impedisce a Davide di diventare ogni giorno più attraente. E, a poco a poco, Alice scoprirà che forse il vero amore non è sempre scritto nelle stelle…
"Guida astrologica per cuori infranti" di Silvia Zucca (Editrice Nord; 16,40€) è un romanzo leggero e divertente sulle coincidenze della vita, su come anche da una giornata storta possa nascere qualcosa di splendido come una nuova amicizia e su come la strada che porta all'amore vero sia sì spesso costellata di errori ed incidenti di percorso, ma questo non deve farci desistere.
Questo è il romanzo che ogni ragazza sola come un gambo di sedano (presente!) deve leggere, perché vi farà davvero sorridere travi e voi dall'inizio alla fine.
Alice Bassi sono io.
Sono io che mi sveglio con i capelli ritti in testa, in ritardo e dimenticandomi completamente dell'ennesimo sciopero del trasporto pubblico e mi trovo appiedata, senza ombrello e sotto al diluvio universale.
Sono io che prima di un primo appuntamento ribalto l'armadio da zero come se mi aspettassi di vedere comparire l'Outfit Perfetto così dal nulla, per poi uscire vestita sempre comunque nel modo sbagliato.
Sono io che sì, all'astrologia mica ci credo, ma poi l'oroscopo lo leggo lo stesso.
pag. 23: "Sai cosa mi fa più incazzare?" gli dico, cercando di fargli almeno la parvenza di un sorriso.
"Quando leggo sul mio oroscopo che è un bel periodo: che ho almeno tre stellette in amor, negli affari e in salute, e invece mi sento uno straccio, sono appena stata mollata e rischio di perdere il posto. Ecco, mi viene voglia di prendere il telefono e chiamare il tizio che l'ha scritto, coprirlo d'insulti e dirgli che lo citerò in tribunale. Insomma, quando leggo un bell'oroscopo e la mia vita invece sta andando uno schifo, mi sento un'emarginata. M'immagino che tutti quelli del mio segno siano saliti sull'autobus della fortuna, che a me invece ha chiuso le porte in faccia."
Esatto! A chi non è capitato di sentirsi così?
Mi ha convinta fin da subito, e più Alice faceva figuracce, combinava disastri di vario livello di gravità e veniva (molto, molto spesso) salvata in corner, più io tifavo per lei.
Per lei e la sua trafila di partner uno più improponibile dell'altro.
A cominciare da quanto ho riso con il focoso Sagittario (ma che poi nella doccia ha il bagnoschiuma al mirtillo, manco fosse una bambina di dieci anni fan di Hannah Montana) Alejandro, lui e le sue lambade improvvisate in corridoio.
E che dire delle giocose descrizioni degli uomini di ogni segno zodiacale che intervallano la storia?
Vi lascio quella dei Gemelli, perché io con un gemelli ci sono uscita e ve lo voglio dire, era davvero così XD
pag. 75: Uno, nessuno e centomila, il Gemelli è uno di quei segni che fanno la fortuna degli analisti. Lui non soffre di semplice sdoppiamento della personalità, no, in lui le personalità sono talmente tante che per litigare fanno una riunione di condominio. E, proprio perché vive costantemente in questa specie di caos primordiale, il Gemelli non riesce ad avere solo un'idea, o solo un'opinione, o tantomeno solo una donna. Ciò che dichiara oggi non influisce minimamente su ciò che farà domani. Quindi, se dovesse ricordarsi di venire al cinema con voi due giorni dopo avervelo chiesto, siete autorizzate a sentire le campane a nozze, perché di certo vi considera una storia seria.
Ho seguito con il fiato sospeso Davide Nardi, l'uomo che potrebbe far perdere ad Alice il posto di lavoro, e che oltre a questo le fa perdere anche la testa.
E il cuore.
E spesso anche quel briciolo di dignità che sembra esserle rimasto nonostante le molteplici figuracce.
Da quando la conosce, zuppa di pioggia e con un giornale stampato sul fondoschiena, a quando la raccoglie ubriaca dalla strada portandola in braccio fino a casa (con una ben poco seducente sessione di vomito nel mezzo, non immaginate uno scenario romantico da "principe che salva la principessa" che siete del tutto fuori strada), a quando...
Ma non voglio rovinarvi la storia dicendovi di più.
Storia che è sicuramente prevedibile (non lo nego, lo capite fin dall'inizio come andrà a finire) ma questo non lo rende meno godibile: in questo libro conta il viaggio, non la destinazione.
Quello che voglio dire è che io in questa protagonista nevrotica, ansiosa, a volte un po' stupida (lo possiamo dire), mi ci sono ritrovata UN SACCO.
Mi sono ritrovata nella sua umanità e nelle sue fantasie, nei suoi piccoli scheletri nell'armadio e nelle sue figuracce, e mi è sembrato che raccontasse anche la mia storia oltre alla sua.
Menzione d'onore a Tio, l'amico che tutte vorremmo.
Che ci dice quello che abbiamo bisogno di sentirci dire anche quando non vogliamo ammetterlo, e che ci rimette insieme pezzetto dopo pezzetto, a suon di pasti condivisi e sedute di astro-terapia improvvisata.
Che magari sì, è vero che sono tutte cavolate, ma pur restandone consapevole io io il mio oroscopo lo leggo lo stesso ogni mattina, e quando è positivo mi sento meglio.
Anche se poi la giornata si rivela disastrosa XD
Ho adorato la prosa, leggera e scanzonata.
Il lessico vario, l'impeccabile sintassi, frutto anche di un editing fatto davvero BENE, hanno reso questo romanzo una lettura piacevolissima, che mi sento di consigliare a tutte.
Il libro perfetto per sollevarsi il morale quando è lunedì mattina, piove e sei bloccata in metropolitana tra Ascella Venuta Dal'Inferno e Urlatore Telefonico Folle.
Perfetto per la spiaggia, la sdraio e l'ombrellone.
Che altro dire se non "Uscite e portatevelo a casa"?
Non vi deluderà ;)
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Etichette:
editrice nord
,
guida astrologica per cuori infranti
,
Pagine e Parole
,
recensione
,
silvia zucca
,
silvia zucca guida astrologica per cuori infranti
mercoledì 10 giugno 2015
Review: La Roche-Posay "Acqua Termale per pelli sensibili"
Buon pomeriggio a tutte!
Ieri abbiamo parlato di labbra colorate e pronte ad affrontare l'estate, e oggi invece parliamo di pelle.
Che oltre all'inquinamento ora deve affrontare anche il caldo.
E quale modo migliore per coccolarla dell'acqua termale?
In particolare questa, di La Roche-Posay.
Uno spray da 300ml che da Parashop è in promozione a circa 8€ (normalmente ne costa circa 12), e che continuo a spruzzare come se non ci fosse un domani su viso, braccia, gambe.
Rinfresca, idrata e non irrita nemmeno la zona del contorno occhi, quindi può essere spruzzata on libertà sul viso senza preoccupazioni.
Vi lascio l'INCI:
Per me è un vero e proprio must-have estivo, e anzi se ne avete altre da consigliare perché sono "la vostra acqua termale di fiducia" io sono tutta orecchie!
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Ieri abbiamo parlato di labbra colorate e pronte ad affrontare l'estate, e oggi invece parliamo di pelle.
Che oltre all'inquinamento ora deve affrontare anche il caldo.
E quale modo migliore per coccolarla dell'acqua termale?
In particolare questa, di La Roche-Posay.
Uno spray da 300ml che da Parashop è in promozione a circa 8€ (normalmente ne costa circa 12), e che continuo a spruzzare come se non ci fosse un domani su viso, braccia, gambe.
Rinfresca, idrata e non irrita nemmeno la zona del contorno occhi, quindi può essere spruzzata on libertà sul viso senza preoccupazioni.
Vi lascio l'INCI:
La spruzzo anche sulle gambe dopo aver passato il rasoio, e la trovo molto gradevole.
Mio fratello ha scoperto che è gradevolissima anche post-rasatura sul viso, quindi suggeritela anche ai vostri uomini come alternativa fresca e leggera al dopobarba ;)Per me è un vero e proprio must-have estivo, e anzi se ne avete altre da consigliare perché sono "la vostra acqua termale di fiducia" io sono tutta orecchie!
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
"Un'estate contro" di Katie McGarry
Buon pomeriggio fanciulle!
La chiacchiera librosa del giorno è su una lettura perfetta per l'estate in arrivo:
Ho letto il libro a Gennaio in lingua originale, e il titolo era "Breaking The Rules" quindi la resa italiana non mi dispiace :)
In Italia lo ha portato DeAgostini YA, in un bel rilegato in vendita a 14,90€.
Eccone la trama e poi via alla chiacchiera:
Sono passati due mesi da quando Echo e Noah hanno deciso di lasciarsi tutto alle spalle e partire per un viaggio. Un viaggio pieno di sogni e di speranze, lungo un’estate.
Prima di partire Echo si era prefissata due obiettivi.
Primo: dimostrare a tutti di avere un vero, inconfondibile talento per l’arte.
Secondo: esplorare sotto ogni aspetto la relazione con Noah.
Ma entrambi i propositi si sono presto rivelati più difficili del previsto.
E ora, a una settimana dalla fine della vacanza, Echo non si sente affatto cambiata: è ancora la stessa ragazza insicura e tormentata di sempre.
Anche Noah aveva un sogno da realizzare durante l’estate: diventare l’uomo perfetto per Echo. Per riuscirci era pronto a tutto, anche a mettere fine alla fama di cattivo ragazzo.
Ma l’incontro con Mia, una sua ex convinta che la storia con Echo sia solo una parentesi momentanea, mette a dura prova tutte le sue buone intenzioni…
L’amore e la fiducia basteranno ai due ragazzi per superare le nuove prove che li aspettano?
La chiacchiera librosa del giorno è su una lettura perfetta per l'estate in arrivo:
Ho letto il libro a Gennaio in lingua originale, e il titolo era "Breaking The Rules" quindi la resa italiana non mi dispiace :)
In Italia lo ha portato DeAgostini YA, in un bel rilegato in vendita a 14,90€.
Eccone la trama e poi via alla chiacchiera:
Sono passati due mesi da quando Echo e Noah hanno deciso di lasciarsi tutto alle spalle e partire per un viaggio. Un viaggio pieno di sogni e di speranze, lungo un’estate.
Prima di partire Echo si era prefissata due obiettivi.
Primo: dimostrare a tutti di avere un vero, inconfondibile talento per l’arte.
Secondo: esplorare sotto ogni aspetto la relazione con Noah.
Ma entrambi i propositi si sono presto rivelati più difficili del previsto.
E ora, a una settimana dalla fine della vacanza, Echo non si sente affatto cambiata: è ancora la stessa ragazza insicura e tormentata di sempre.
Anche Noah aveva un sogno da realizzare durante l’estate: diventare l’uomo perfetto per Echo. Per riuscirci era pronto a tutto, anche a mettere fine alla fama di cattivo ragazzo.
Ma l’incontro con Mia, una sua ex convinta che la storia con Echo sia solo una parentesi momentanea, mette a dura prova tutte le sue buone intenzioni…
L’amore e la fiducia basteranno ai due ragazzi per superare le nuove prove che li aspettano?
Questo volume si inserisce, cronologicamente parlando, subito dopo "Oltre i limiti", che finiva proprio con la partenza della coppia per un viaggio insieme lungo un'estate intera.
Li ritroviamo quasi alla fine della vacanza, e la loro estate ci viene raccontata attraverso i pensieri e i ricordi di Echo e Noah (anche in questo volume troviamo entrambe le loro voci narranti, e io ovviamente non mi sono smentita e ho amato quella di Noah XD): le notti in tenda, quelle in motel, le colazioni nei diner lungo le strade statali.
Il viaggio on the road che molte di noi (me inclusa) sognano, e fatto con l'amore della propria vita.
Ritroviamo Echo e Noah esattamente come li avevamo lasciati, ma allo stesso tempo profondamente cambiati.
Echo, in questa nuova avventura, deve superare un trauma infantile che rischia di condizionarla sempre di più e d'impedirle di diventare ciò che sogna: un'artista di talento ed affermata.
Noah continua a costruire un rapporto con i suoi fratelli minori, cerando di essere presente senza però rinunciare a stare con Echo.
L'estate che li separa dall'inizio del college e della loro vita adulta è decisiva per la loro crescita e la loro maturazione, facendo capire entrambi cosa vogliono realmente e cosa sono disposti a fare per ottenerlo.
Il personaggio di Noah mi aveva colpita fin dal primo libro (e mi era piaciuto anche quello che avevamo intravisto di lui nel secondo, "Scommessa d'amore"): un ragazzo indurito dal dolore, che si è visto portare via i genitori nel giro di un istante e i cui fratelli ancora bambini sono stati adottati da un'altra coppia.
Innamorarsi di Echo lo ha ammorbidito, ma allo stesso tempo lo ha reso più forte, più lucido e in grado di prendere decisioni importanti.
Anche in questo volume Noah cerca di essere e fare tutto: essere presente per i suoi fratelli, sostenere Echo quando ne ha bisogno e allo stesso tempo progettare il suo futuro.
A volte impulsivo, spesso irruento, forse troppo spesso sopraffatto dal malumore e dalla frustrazione, ma il suo amore per Echo e i fratelli lo traghetta ogni volta a riva, impedendogli di annegarci.
Echo, anche se non ne è consapevole, è cambiata rispetto a come l'avevamo incontrata per la prima volta in "Oltre i limiti".
In questo volume affronta i veri fantasmi del suo passato, soprattutto quello della madre.
Noah l'aiuta, certo, ma alla fine Echo si salva da sola, ed è questo a farmela apprezzare davvero molto.
Si salva grazie ai suoi sogni e investendo su se stessa, credendo nel proprio talento e e non permettendo più al suo passato di condizionare il suo futuro.
Anche in questo romanzo Katy McGarry fonde alla perfezione la leggerezza della storia d'amore giovane e la profondità delle tematiche affrontate, in un connubio ideale che offre sicuramente diversi spunti di riflessione.
Disturbi psichici, depressione, insicurezza e lutto sono affrontati con delicatezza e serietà, senza che il romanzo scada nell'iperdrammaticità o nello squallore dei luoghi comuni.
Se avessi una figlia adolescente, questa sarebbe una lettura che le proporrei per l'estate.
E' un romanzo per lettori giovani, ed è sicuramente una storia d'amore, ma questo non mi ha impedito di trovarci qualcosa di più.
A cominciare da una lezione senza tempo sull'importanza dei propri desideri e delle proprie aspirazioni.
Ci ho trovato una ragazza danneggiata che si rimette insieme, e un ragazzo cresciuto troppo in fretta che riesce a concedersi di essere giovane ancora per un po'.
E su una nota un po' più terra-terra, ci ho anche trovato la vacanza estiva on the road dei miei sogni, Noah incluso ovviamente XD
Qui potete leggere un estratto del romanzo, vedere se vi stuzzica ;)
Consigliato a chi si è innamorata di Noah ed Echo con "Oltre i limiti", a chi ama le storie di rinascita e crescita personale e a chi gradisce che in un contesto romantico si trattino anche tematiche più impegnative.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
martedì 9 giugno 2015
"After" di Anna Todd
Buongiorno fanciulle!
Oggi esce uno dei romanzi più attesi del 2015, ovvero "After" di Anna Todd.
Edito da Sperling&Kupfer (14,90€ in rilegato):
Vi avevo segnalato l'uscita, e chi mi segue su Instagram mi ha vista leggere i primi tre volumi e iniziare il quarto (ed ultimo, è una teralogia conclusasi a Febbraio 2015 in lingua originale).
Mi ha vista apprezzare il primo, annoiarmi un po' con il secondo, e tornare ad apprezzare la storia a metà del terzo volume: io in questo non ci vedo nulla di male, perché ogni serie che ho letto ha avuto i suoi alti e bassi, e ovviamente questa è la mia percezione personale della serie.
So che al contrario c'è chi ha gradito più il secondo del terzo, e quindi a ognuno il suo.
Ma ora parliamo del primo, quello che troverete il libreria da oggi.
Vi riporto la trama e poi via alla recensione spassionata:
Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita.
Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato...
Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima.
Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi.
È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto.
Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo.
Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile.
Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca.
Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi retroceda.
Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani.
Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito?
Un romance new adult, genere che negli ultimi due/tre anni ha vissuto una vera e propria esplosione.
"After" mi ha convinta?
Parlando solo ed esclusivamente del primo libro, sì.
Presenta ogni caratteristica tipica del romanzo new adult d'impronta romantica, ed essendo una lettrice onnivora (chi mi segue lo sa, mi avete visto recensire libri di ogni tipo) ogni tanto apprezzo anche una storia di questo tipo.
Ho trovato qualcosa di me stessa in Tessa, e non mi succede spesso con le protagoniste femminili.
Sicuramente l'amore per la lettura e il sogno di lavorare nel mondo editoriale.
Probabilmente anche il modo di vestire, non esattamente all'ultima moda.
L'insicurezza riguardo le proprie curve e il fisico non da rivista di moda, ed anzi, applauso ad Anna Todd perché di protagoniste con il fisico da super modella non se ne poteva più.
Dal punto di vista strettamente caratteriale non siamo affini, ma mi è piaciuto ritrovare in lei qualcosa di me perché mi ha resa più partecipe durante la lettura.
Mi è piaciuto il protagonista maschile, Hardin.
Non sempre, ma sono sicuramente entrata in sintonia con il ragazzo solitario e introverso che sembra avercela con il mondo intero.
Adoro i personaggi ironici e sarcastici, e lui lo è anche troppo: molti dei suoi commenti me li sarei quasi appuntati per rifarli a mia volta, anche se forse questo non mi rende una bella persona (touché).
Ne ho apprezzato l'essere diretto (a volte decisamente oltre i limiti della buona educazione) e l'incertezza nel momento in cui si rende conto che nonostante tutto a lui quella ragazza ingenua, pianificatrice ossessiva e vestita da vecchia zia, piace.
Gli piace da matti, e la vuole tutta per lui.
Ho apprezzato anche l'alchimia tra i due ragazzi, e il desiderio sfrenato tipico di ogni grande amore che si rispetti.
Hardin risveglia la sessualità assopita (e anche un po' repressa) di Tessa, che a sua volta gli fa scoprire quanto è diverso il piacere quando è accompagnato dall'amore.
Vivono insieme diverse prime volte, sia in positivo che in negativo: la loro relazione è piena di alti e bassi, e se con gli alti sono solo stelle cadenti e fuochi d'artificio, con i bassi siamo più o meno nella Fossa delle Marianne. Non ci sono vie di mezzo.
Ed in genere questa è la mia unica critica al romanzo (e alla serie nel suo complesso) a livello di contenuto: l'esagerazione.
La cattiveria di Hardin è a volte del tutto fuori luogo, così come certe uscite di Tessa che fanno chiedere "Scusa, tesoro, ma dove vivi?".
Le liti sono troppe e per motivi a volte davvero assurdi, e questo trovarle assurde ha fatto sì che perdessero tutta la loro drammaticità, almeno ai miei occhi.
Al contrario, mi è piaciuta la componente erotica del romanzo.
L'ho trovata credibile, e quindi godibile.
E chi mi conosce sa che sono di gusti molto difficili in questo senso, quindi non è una cosa che dico alla leggera.
Per quanto riguarda la forma, io mi baso sull'originale, e posso dire che da un lato ne ho apprezzato lo stile semplice e pulito.
Nessuna descrizione lunga e pesante, un ritmo della narrazione sostenuto e costellato di piccoli colpi di scena perfetti per mantenere vivo l'interesse del lettore.
Il primo libro si legge tutto d'un fiato, perché è scorrevole e stuzzica la curiosità lasciando molti interrogativi in sospeso a cui vogliamo trovare una risposta.
La storia è sicuramente gradevole per gli amanti del genere romance new adult, e chi ha amato Travis Maddox di "Uno splendido disastro" troverà sicuramente in Hardin un degno erede.
Se vi piace ritrovare nei romanzi contemporanei dei diretti riferimenti a classici senza tempo, qui vi aspettano Jane Austen e Charlotte Brontë.
Se siete pianificatrici compulsive, Tessa è la vostra nuova eroina preferita.
E se vi piacciono le madri da incubo... Ecco, quella di Tessa mi ha fatto a tratti rivalutare la matrigna di Cenerentola. Dico solo questo.
Ma ho una piccola sorpresa per voi, fanciulle!
Ho avuto la possibilità di incontrare Anna Todd insieme ad altri blogger e farle alcune domande sul libro e sulla serie, e quindi restate sintonizzate perché domani va online la chiacchierata con Anna Todd :)
Per ora vi dico che ho pensato a voi, e che questa maglietta ufficiale di AFTER è in palio per una di voi:
Stesse regole di sempre: essere followers del blog (su GFC, o anche su Bloglovin. Io uso entrambi), condividete questo post (su FB o su Twitter) e lasciare UN commento qui sotto dicendo cosa vi è piaciuto o cosa vi incuriosisce di più di AFTER.
Mi piace che questi piccoli "pensierini" per voi siano anche un'occasione per condividere idee, quindi via le chiacchiere!
Avete tempo fino a domenica, perché estrarrò il commento fortunato lunedì.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Oggi esce uno dei romanzi più attesi del 2015, ovvero "After" di Anna Todd.
Edito da Sperling&Kupfer (14,90€ in rilegato):
Vi avevo segnalato l'uscita, e chi mi segue su Instagram mi ha vista leggere i primi tre volumi e iniziare il quarto (ed ultimo, è una teralogia conclusasi a Febbraio 2015 in lingua originale).
Mi ha vista apprezzare il primo, annoiarmi un po' con il secondo, e tornare ad apprezzare la storia a metà del terzo volume: io in questo non ci vedo nulla di male, perché ogni serie che ho letto ha avuto i suoi alti e bassi, e ovviamente questa è la mia percezione personale della serie.
So che al contrario c'è chi ha gradito più il secondo del terzo, e quindi a ognuno il suo.
Ma ora parliamo del primo, quello che troverete il libreria da oggi.
Vi riporto la trama e poi via alla recensione spassionata:
Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita.
Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato...
Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima.
Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi.
È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto.
Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo.
Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile.
Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca.
Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi retroceda.
Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani.
Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito?
Un romance new adult, genere che negli ultimi due/tre anni ha vissuto una vera e propria esplosione.
"After" mi ha convinta?
Parlando solo ed esclusivamente del primo libro, sì.
Presenta ogni caratteristica tipica del romanzo new adult d'impronta romantica, ed essendo una lettrice onnivora (chi mi segue lo sa, mi avete visto recensire libri di ogni tipo) ogni tanto apprezzo anche una storia di questo tipo.
![]() |
| Il primo volume della serie originale |
Sicuramente l'amore per la lettura e il sogno di lavorare nel mondo editoriale.
Probabilmente anche il modo di vestire, non esattamente all'ultima moda.
L'insicurezza riguardo le proprie curve e il fisico non da rivista di moda, ed anzi, applauso ad Anna Todd perché di protagoniste con il fisico da super modella non se ne poteva più.
Dal punto di vista strettamente caratteriale non siamo affini, ma mi è piaciuto ritrovare in lei qualcosa di me perché mi ha resa più partecipe durante la lettura.
Mi è piaciuto il protagonista maschile, Hardin.
Non sempre, ma sono sicuramente entrata in sintonia con il ragazzo solitario e introverso che sembra avercela con il mondo intero.
Adoro i personaggi ironici e sarcastici, e lui lo è anche troppo: molti dei suoi commenti me li sarei quasi appuntati per rifarli a mia volta, anche se forse questo non mi rende una bella persona (touché).
Ne ho apprezzato l'essere diretto (a volte decisamente oltre i limiti della buona educazione) e l'incertezza nel momento in cui si rende conto che nonostante tutto a lui quella ragazza ingenua, pianificatrice ossessiva e vestita da vecchia zia, piace.
Gli piace da matti, e la vuole tutta per lui.
Ho apprezzato anche l'alchimia tra i due ragazzi, e il desiderio sfrenato tipico di ogni grande amore che si rispetti.
Hardin risveglia la sessualità assopita (e anche un po' repressa) di Tessa, che a sua volta gli fa scoprire quanto è diverso il piacere quando è accompagnato dall'amore.
Vivono insieme diverse prime volte, sia in positivo che in negativo: la loro relazione è piena di alti e bassi, e se con gli alti sono solo stelle cadenti e fuochi d'artificio, con i bassi siamo più o meno nella Fossa delle Marianne. Non ci sono vie di mezzo.
Ed in genere questa è la mia unica critica al romanzo (e alla serie nel suo complesso) a livello di contenuto: l'esagerazione.
La cattiveria di Hardin è a volte del tutto fuori luogo, così come certe uscite di Tessa che fanno chiedere "Scusa, tesoro, ma dove vivi?".
Le liti sono troppe e per motivi a volte davvero assurdi, e questo trovarle assurde ha fatto sì che perdessero tutta la loro drammaticità, almeno ai miei occhi.
Al contrario, mi è piaciuta la componente erotica del romanzo.
L'ho trovata credibile, e quindi godibile.
E chi mi conosce sa che sono di gusti molto difficili in questo senso, quindi non è una cosa che dico alla leggera.
Per quanto riguarda la forma, io mi baso sull'originale, e posso dire che da un lato ne ho apprezzato lo stile semplice e pulito.
Nessuna descrizione lunga e pesante, un ritmo della narrazione sostenuto e costellato di piccoli colpi di scena perfetti per mantenere vivo l'interesse del lettore.
Il primo libro si legge tutto d'un fiato, perché è scorrevole e stuzzica la curiosità lasciando molti interrogativi in sospeso a cui vogliamo trovare una risposta.
![]() |
| Scattata quando mi mancava ancora il quarto, ma vi fate un'idea della dimensione dei volumi XD |
| Il quarto ed ultimo volume, che ho finito ieri <3 |
Se vi piace ritrovare nei romanzi contemporanei dei diretti riferimenti a classici senza tempo, qui vi aspettano Jane Austen e Charlotte Brontë.
Se siete pianificatrici compulsive, Tessa è la vostra nuova eroina preferita.
E se vi piacciono le madri da incubo... Ecco, quella di Tessa mi ha fatto a tratti rivalutare la matrigna di Cenerentola. Dico solo questo.
Ma ho una piccola sorpresa per voi, fanciulle!
Ho avuto la possibilità di incontrare Anna Todd insieme ad altri blogger e farle alcune domande sul libro e sulla serie, e quindi restate sintonizzate perché domani va online la chiacchierata con Anna Todd :)
Per ora vi dico che ho pensato a voi, e che questa maglietta ufficiale di AFTER è in palio per una di voi:
Mi piace che questi piccoli "pensierini" per voi siano anche un'occasione per condividere idee, quindi via le chiacchiere!
Avete tempo fino a domenica, perché estrarrò il commento fortunato lunedì.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Etichette:
after
,
anna todd
,
anna todd after
,
hessa
,
Pagine e Parole
,
recensione
,
sperling and kupfer
,
sperling kupfer
lunedì 8 giugno 2015
"I piaceri della notte" di Sylvia Day
Buongiorno, fanciulle!
Oggi vi parlo di un altro romanzo fuori dalla mia comfort zone, perché quest'anno ho deciso che avrei letto anche al di fuori del cortile sicuro attorno a casa.
Vi ho raccontato di thriller psicologici, thriller apocalittici e inchieste romanzate, e stavolta tocca a Sylvia Day:
In un mondo parallelo al nostro, i Guardiani dei Sogni combattono contro gli Incubi per salvaguardare gli umani. La bella Lyssa Bates non sa di essere una pedina importante in questo gioco. Quello che sa è che nei suoi sogni le appare un uomo passionale e virile, che le dona piaceri indicibili. Quando il protagonista di quei torridi amplessi si presenta alla sua porta, Lyssa è sempre più turbata. Lui è l'aitante Aidan che combatte le sue battaglie e cerca di vincere anche l'istinto che lo porta a proteggerla, ad amarla...
Ma il mistero s'infittisce: qual è il vero motivo per cui Lyssa è in pericolo? In una lotta senza esclusione di colpi in cui il confine tra nemici e alleati è sempre più labile, il vero rischio è non riuscire a salvare una passione per cui vale la pena tentare il tutto per tutto.
Vi avevo presentato il romanzo, uscito in una nuova veste e pronto ad accogliere il seguito la prossima settimana, e quindi quale momento migliore per dirvi cosa ne penso?
Partiamo con il dire che, a modo suo, è un romanzo che mi è piaciuto.
La narrativa erotica continua a non essere il mio genere preferito, questo non posso e non voglio negarlo. Ma ci sono aspetti di questo libro che l'hanno reso una lettura piacevole e scacciapensieri.
A cominciare dalla cornice paranormale in cui Sylvia Day ha collocato le sue scene bollenti, che mi è sembrata stimolante e accattivante.
Mi è piaciuta l'idea di questo universo sospeso in cui un esercito di guerrieri lotta contro gli Incubi proteggendo l'Umanità intera.
Mi è piaciuta l'idea del processo creativo che sta dietro ai sogni, del ruolo attivo e totalmente inconsapevole che abbiamo nella loro nascita e nel loro sviluppo.
C'è solo una cosa che questi guerrieri temono, ed è la Chiave.
Una persona che li saprà vedere per come realmente sono, che avrà un controllo totale sui suoi sogni che secondo un'antica profezia determinerà un cambiamento epocale.
Troppe persone non vogliono che tale cambiamento si verifichi, e quando il sospetto che Lyssa sia effettivamente la Chiave per Aidan è questione di vita o di morte proteggerla dalla sua stessa gente.
Lascia il suo momento per raggiungerla nel suo, e questo rende decisamente reale il suo legame con Lyssa.
Legame che nasce da un'attrazione profonda e apparentemente senza limiti da parte di entrambi, che sembrano incapaci di stare l'uno lontano dall'altra.
Se il sesso esplicito vi indispone questo NON è il libro che fa per voi, ma se invece lo trovate gradevole o una parte importante di una relazione allora potrebbe piacervi.
Unico appunto: ogni volta in cui lui l'ha chiamata "Creatura Eccitante" durante (ma anche prima, o dopo) il sesso, io ho fatto fatica a non sorridere.
Mi è sembrata una forzatura, ma questa è solo la mia opinione personale, e non toglie nulla al fatto che anzi, io ci ho trovato qualche scena molto convincente.
E' molto difficile che il sesso sulla carta funzioni, perché il "rischio esagerazione" è sempre in agguato, e ci si trova con qualcosa che vorrebbe essere conturbante e invece è solamente comico.
Invece in questo Sylvia Day non mi dispiace affatto, perché è riuscita a convincermi sul serio dell'alchimia tra i due protagonisti.
Alla fine del primo volume ci sono un milione di interrogativi lasciati in sospeso, e quindi spero davvero di avere occasione di leggere anche il seguito (in uscita il 16 Giugno), di cui vi lascio copertina e trama:
In un mondo parallelo, i Guardiani dei Sogni combattono contro gli Incubi per salvaguardare gli esseri umani. Connor, uno dei guerrieri, è in grado di dare vita alle più sfrenate fantasie erotiche di ogni donna. Esiste nel crepuscolo tra il sonno e la veglia e procura alle donne piaceri inimmaginabili, alimentati dalla loro energia sessuale. Ma la violenza e la lotta stanno adesso separando il mondo reale e quello dei sogni e Connor deve affrontare una pericolosa ricerca nel regno umano... e tra le braccia di un'eccitante seduttrice.
Stacey Daniels è sempre stata attratta dall'uomo sbagliato e il guerriero muscoloso e virile che si presenta alla sua porta non fa eccezione. Stenta a credere che quest'uomo ferito arrivi da un altro mondo, dove i sogni erotici devono sopravvivere ad ogni costo, un mondo pieno di pericoli che hanno seguito Connor fino alla sua casa. La passione tra loro scoppia impetuosa e rovente, ma un grave pericolo li minaccia. Riuscirà Connor a sconfiggere l'oscuro nemico che dà loro la caccia, e Stacy ad abbandonarsi alle promesse che lui le fa ogni volta che le sue mani sensuali la accarezzano?
Lo consiglio a chi ama la letteratura erotica, a chi vuole approvare il genere ma sente di aver bisogno di una storia "di supporto" per sentirsi più a suo agio, e a chi come me vuole provare qualcosa di nuovo.
Un bacio a tutte, fanciulle.
A presto <3
Oggi vi parlo di un altro romanzo fuori dalla mia comfort zone, perché quest'anno ho deciso che avrei letto anche al di fuori del cortile sicuro attorno a casa.
Vi ho raccontato di thriller psicologici, thriller apocalittici e inchieste romanzate, e stavolta tocca a Sylvia Day:
In un mondo parallelo al nostro, i Guardiani dei Sogni combattono contro gli Incubi per salvaguardare gli umani. La bella Lyssa Bates non sa di essere una pedina importante in questo gioco. Quello che sa è che nei suoi sogni le appare un uomo passionale e virile, che le dona piaceri indicibili. Quando il protagonista di quei torridi amplessi si presenta alla sua porta, Lyssa è sempre più turbata. Lui è l'aitante Aidan che combatte le sue battaglie e cerca di vincere anche l'istinto che lo porta a proteggerla, ad amarla...
Ma il mistero s'infittisce: qual è il vero motivo per cui Lyssa è in pericolo? In una lotta senza esclusione di colpi in cui il confine tra nemici e alleati è sempre più labile, il vero rischio è non riuscire a salvare una passione per cui vale la pena tentare il tutto per tutto.
![]() |
| La copertina originale |
Partiamo con il dire che, a modo suo, è un romanzo che mi è piaciuto.
La narrativa erotica continua a non essere il mio genere preferito, questo non posso e non voglio negarlo. Ma ci sono aspetti di questo libro che l'hanno reso una lettura piacevole e scacciapensieri.
A cominciare dalla cornice paranormale in cui Sylvia Day ha collocato le sue scene bollenti, che mi è sembrata stimolante e accattivante.
Mi è piaciuta l'idea di questo universo sospeso in cui un esercito di guerrieri lotta contro gli Incubi proteggendo l'Umanità intera.
Mi è piaciuta l'idea del processo creativo che sta dietro ai sogni, del ruolo attivo e totalmente inconsapevole che abbiamo nella loro nascita e nel loro sviluppo.
C'è solo una cosa che questi guerrieri temono, ed è la Chiave.
Una persona che li saprà vedere per come realmente sono, che avrà un controllo totale sui suoi sogni che secondo un'antica profezia determinerà un cambiamento epocale.
Troppe persone non vogliono che tale cambiamento si verifichi, e quando il sospetto che Lyssa sia effettivamente la Chiave per Aidan è questione di vita o di morte proteggerla dalla sua stessa gente.
Lascia il suo momento per raggiungerla nel suo, e questo rende decisamente reale il suo legame con Lyssa.
Legame che nasce da un'attrazione profonda e apparentemente senza limiti da parte di entrambi, che sembrano incapaci di stare l'uno lontano dall'altra.
Se il sesso esplicito vi indispone questo NON è il libro che fa per voi, ma se invece lo trovate gradevole o una parte importante di una relazione allora potrebbe piacervi.
Unico appunto: ogni volta in cui lui l'ha chiamata "Creatura Eccitante" durante (ma anche prima, o dopo) il sesso, io ho fatto fatica a non sorridere.
Mi è sembrata una forzatura, ma questa è solo la mia opinione personale, e non toglie nulla al fatto che anzi, io ci ho trovato qualche scena molto convincente.
E' molto difficile che il sesso sulla carta funzioni, perché il "rischio esagerazione" è sempre in agguato, e ci si trova con qualcosa che vorrebbe essere conturbante e invece è solamente comico.
Invece in questo Sylvia Day non mi dispiace affatto, perché è riuscita a convincermi sul serio dell'alchimia tra i due protagonisti.
Alla fine del primo volume ci sono un milione di interrogativi lasciati in sospeso, e quindi spero davvero di avere occasione di leggere anche il seguito (in uscita il 16 Giugno), di cui vi lascio copertina e trama:
In un mondo parallelo, i Guardiani dei Sogni combattono contro gli Incubi per salvaguardare gli esseri umani. Connor, uno dei guerrieri, è in grado di dare vita alle più sfrenate fantasie erotiche di ogni donna. Esiste nel crepuscolo tra il sonno e la veglia e procura alle donne piaceri inimmaginabili, alimentati dalla loro energia sessuale. Ma la violenza e la lotta stanno adesso separando il mondo reale e quello dei sogni e Connor deve affrontare una pericolosa ricerca nel regno umano... e tra le braccia di un'eccitante seduttrice.
Stacey Daniels è sempre stata attratta dall'uomo sbagliato e il guerriero muscoloso e virile che si presenta alla sua porta non fa eccezione. Stenta a credere che quest'uomo ferito arrivi da un altro mondo, dove i sogni erotici devono sopravvivere ad ogni costo, un mondo pieno di pericoli che hanno seguito Connor fino alla sua casa. La passione tra loro scoppia impetuosa e rovente, ma un grave pericolo li minaccia. Riuscirà Connor a sconfiggere l'oscuro nemico che dà loro la caccia, e Stacy ad abbandonarsi alle promesse che lui le fa ogni volta che le sue mani sensuali la accarezzano?
Lo consiglio a chi ama la letteratura erotica, a chi vuole approvare il genere ma sente di aver bisogno di una storia "di supporto" per sentirsi più a suo agio, e a chi come me vuole provare qualcosa di nuovo.
Un bacio a tutte, fanciulle.
A presto <3
sabato 6 giugno 2015
"Mi sa che fuori é primavera" di Concita De Gregorio
Buongiorno a tutte!
Il libro di questo sabato mattina è molto singolare, perché è allo stesso tempo un romanzo, una chiacchierata a cuore aperto e una raccolta di testimonianze:
Eccone la trama:
Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido.
È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli uomini, si chiama amore.
Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore.
Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia.
Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, in un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Disegna un ritratto memorabile di donna del nostro tempo. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi.
Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé.
Quando ho letto la trama del libro non credevo che mi sarebbe piaciuto: non leggo mai la cronaca nera, non seguo con curiosità i casi irrisolti che si trascinano per mesi tra tg e talk-show, ma questa notizia me la ricordavo.
Due bambine sparite nel nulla, e un silenzio ostinato da parte di tutti coloro che avrebbero potuto aiutare a ritrovarle.
Ricordo di aver pensato: ma che persone siete? Sempre che si possa chiamarvi persone.
Ma veniamo al libro, che mi ha portata sull'orlo delle lacrime quattro volte, ma che mi ha lasciato anche un senso di speranza.
Speranza perché Irina è una donna forte, che non si arrende, che impara a vivere di nuovo e a credere un'altra volta nell'amore.
Che custodisce il ricordo delle figlie e l'amore per loro, ma che allo stesso tempo è proiettata verso il futuro.
Uno degli aspetti più toccanti del romanzo è sicuramente la profonda angoscia derivante dal "non sapere". Se siano vive, magari affidate a conoscenti di Mathias che ancora oggi le nascondono. O se siano morte, magari sepolte in un bosco dentro a quei due sacchi da vela misteriosamente scomparsi proprio il giorno della sparizione, grandi abbastanza da nascondere due bambine di corporatura esile.
O annegate nel tratto di mare antistante la Corsica.
Il lutto senza tomba è il più difficile da portare, perché ci sarà sempre quella microscopica parte del tuo cervello pronta a sperare in un ritorno: oggi, domani, tra vent'anni. Poco importa.
Il lutto senza tomba è quello che potrebbe fermarti, farti dire "mi arrendo, Universo: hai vinto tu".
Ma non è il caso di Irina, che ritrova se stessa e la capacità di amare.
Vi riporto qualche breve estratto:
pag.17: Tutte le lingue sono tue, Irina. E dunque in quale lingua sogni?
"Sai che non lo so? Non credo mica che ci sia una lingua, per i sogni. Forse sono sogni muti" ridi ancora, "d'altronde sogno tanto le balene, e le balene non parlano."
pag.79: Parole tranello. Capriccio. Colpa. Regola. Pericolo. Non giocare con queste parole. Quando sembra che gli altri conoscano le regole del gioco e tu no. Quando vogliono farti pensare che sei inadeguata, e alla fine davvero lo pensi. Quando vogliono farti dire che sei stata una bambina viziata, che hai giocato col fuoco. Che la colpa è tua. La colpa. E' tua. Che non sei stata prudente, non hai visto il pericolo. Egoista, cieca. Bisognava sopportare. Non giocare con queste parole. Non toccarle. Sono trappole mortali.
pag.96: [parlando del suo nuovo amore] Luis non ha paura del dolore. Nè del suo né di quello degli altri. Lo conosce benissimo: lo accoglie con molto amore, come un amico. Lo tratta con confidenza e con rispetto. Gli dà sempre del tu, ma con la lettera maiuscola.
pag.98: [sempre parlando di Luis] La volta che l'ho visto arrabbiato con suo figlio, veramente furioso, non gli ha detto: sei u cretino. Gli ha detto "estas muy equivocado". Ti stai sbagliando molto. Non "sei tu l'errore" ma "c'è un errore in quello che fai". E' diverso.
pag.116: Dimenticare, ricordare.
Etimo, radice: mente, cuore. Se dimentichi allontani dalla mente. Se ricordi riporti al cuore.
pag. 121: [alla fine di una riflessione su come non esista un termine per indicare chi ha perso un figlio] In fondo non è così insolito, sai? Ci sono migliaia di persone che perdono un figlio. Incidenti, droghe, malattie, guerre, violenze, follie. Ogni minuto. E allora mi domando, perché le nostre lingue hanno abolito la parole per dirlo? Sei vedova, se hai perso il marito. Sei orfana, se hai perso un genitore o entrambi. Ma io, noi, cosa siamo? Dirai: che t'importa avere una parola. Importa. Perché avere un nome è avere un posto, una casa fatta di pensieri già pensato. Un luogo tiepido che porta traccia di migliaia, milioni di persone passate da lì prima di te. Ti fa sentire, nell'errore, al tuo posto. Un posto doloroso e illuminante, un posto difficile ma previsto nella storia del mondo.
Lo stile del libro è a prima vista frammentario, perché alterna stralci di conversazione tra l'autrice ed Irina a lettere conservate da quest'ultima. Salta dal racconto di Irina (in prima persona) della sua storia e di quella delle bambine alle sue riflessioni sul presente.
Ma questo non lo rende difficile da seguire, anzi. Lo arricchisce e gli dà una profondità e una dimensione intima che è raro riscontrare in un libro di questo genere.
Nessun sensazionalismo, perché la vita vera non ne ha bisogno.
Nessuna frase "da film", perché la vita non è uno spettacolo a cui assistere sgranocchiando popcorn.
Solo tanta, tantissima sincerità: a volte scomoda, a volte rassicurante, e sempre profondamente "vera".
Vi lascio il link a cui potete leggere un estratto del libro, perché è bello poterne sfogliare le prime pagine e decidere se fa per noi o no.
Consigliato a chi ama le storie di donne forti, a chi ama le storie vere e a chi ha la fortuna di poter rimboccare le coperte ogni sera ai propri figli, un dono prezioso che non va mai dato per scontato.
E vi segnalo anche la fondazione creata da Irina, www.missingchildren.ch che mira ad aiutare donne come lei che non riescono ad avere un supporto reale e concreto dalle autorità competenti in un momento drammatico come quello in cui tuo figlio scompare.
Un click non vi costa nulla, e potete anche sostenere la fondazione acquistando dei carinissimi braccialetti per i vostri bambini (a offerta libera, anche se ce n'è una consigliata):
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Il libro di questo sabato mattina è molto singolare, perché è allo stesso tempo un romanzo, una chiacchierata a cuore aperto e una raccolta di testimonianze:
Eccone la trama:
Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido.
È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli uomini, si chiama amore.
Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore.
Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia.
Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, in un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Disegna un ritratto memorabile di donna del nostro tempo. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli – qual è la parola per dirlo? – in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta, una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi.
Uno di quei libri in cui uomini e donne trovano qualcosa di sé.
Quando ho letto la trama del libro non credevo che mi sarebbe piaciuto: non leggo mai la cronaca nera, non seguo con curiosità i casi irrisolti che si trascinano per mesi tra tg e talk-show, ma questa notizia me la ricordavo.
Due bambine sparite nel nulla, e un silenzio ostinato da parte di tutti coloro che avrebbero potuto aiutare a ritrovarle.
Ricordo di aver pensato: ma che persone siete? Sempre che si possa chiamarvi persone.
Ma veniamo al libro, che mi ha portata sull'orlo delle lacrime quattro volte, ma che mi ha lasciato anche un senso di speranza.
Speranza perché Irina è una donna forte, che non si arrende, che impara a vivere di nuovo e a credere un'altra volta nell'amore.
Che custodisce il ricordo delle figlie e l'amore per loro, ma che allo stesso tempo è proiettata verso il futuro.
Uno degli aspetti più toccanti del romanzo è sicuramente la profonda angoscia derivante dal "non sapere". Se siano vive, magari affidate a conoscenti di Mathias che ancora oggi le nascondono. O se siano morte, magari sepolte in un bosco dentro a quei due sacchi da vela misteriosamente scomparsi proprio il giorno della sparizione, grandi abbastanza da nascondere due bambine di corporatura esile.
O annegate nel tratto di mare antistante la Corsica.
Il lutto senza tomba è il più difficile da portare, perché ci sarà sempre quella microscopica parte del tuo cervello pronta a sperare in un ritorno: oggi, domani, tra vent'anni. Poco importa.
Il lutto senza tomba è quello che potrebbe fermarti, farti dire "mi arrendo, Universo: hai vinto tu".
Ma non è il caso di Irina, che ritrova se stessa e la capacità di amare.
Vi riporto qualche breve estratto:
pag.17: Tutte le lingue sono tue, Irina. E dunque in quale lingua sogni?
"Sai che non lo so? Non credo mica che ci sia una lingua, per i sogni. Forse sono sogni muti" ridi ancora, "d'altronde sogno tanto le balene, e le balene non parlano."
pag.79: Parole tranello. Capriccio. Colpa. Regola. Pericolo. Non giocare con queste parole. Quando sembra che gli altri conoscano le regole del gioco e tu no. Quando vogliono farti pensare che sei inadeguata, e alla fine davvero lo pensi. Quando vogliono farti dire che sei stata una bambina viziata, che hai giocato col fuoco. Che la colpa è tua. La colpa. E' tua. Che non sei stata prudente, non hai visto il pericolo. Egoista, cieca. Bisognava sopportare. Non giocare con queste parole. Non toccarle. Sono trappole mortali.
pag.96: [parlando del suo nuovo amore] Luis non ha paura del dolore. Nè del suo né di quello degli altri. Lo conosce benissimo: lo accoglie con molto amore, come un amico. Lo tratta con confidenza e con rispetto. Gli dà sempre del tu, ma con la lettera maiuscola.
pag.98: [sempre parlando di Luis] La volta che l'ho visto arrabbiato con suo figlio, veramente furioso, non gli ha detto: sei u cretino. Gli ha detto "estas muy equivocado". Ti stai sbagliando molto. Non "sei tu l'errore" ma "c'è un errore in quello che fai". E' diverso.
pag.116: Dimenticare, ricordare.
Etimo, radice: mente, cuore. Se dimentichi allontani dalla mente. Se ricordi riporti al cuore.
pag. 121: [alla fine di una riflessione su come non esista un termine per indicare chi ha perso un figlio] In fondo non è così insolito, sai? Ci sono migliaia di persone che perdono un figlio. Incidenti, droghe, malattie, guerre, violenze, follie. Ogni minuto. E allora mi domando, perché le nostre lingue hanno abolito la parole per dirlo? Sei vedova, se hai perso il marito. Sei orfana, se hai perso un genitore o entrambi. Ma io, noi, cosa siamo? Dirai: che t'importa avere una parola. Importa. Perché avere un nome è avere un posto, una casa fatta di pensieri già pensato. Un luogo tiepido che porta traccia di migliaia, milioni di persone passate da lì prima di te. Ti fa sentire, nell'errore, al tuo posto. Un posto doloroso e illuminante, un posto difficile ma previsto nella storia del mondo.
Lo stile del libro è a prima vista frammentario, perché alterna stralci di conversazione tra l'autrice ed Irina a lettere conservate da quest'ultima. Salta dal racconto di Irina (in prima persona) della sua storia e di quella delle bambine alle sue riflessioni sul presente.
Ma questo non lo rende difficile da seguire, anzi. Lo arricchisce e gli dà una profondità e una dimensione intima che è raro riscontrare in un libro di questo genere.
Nessun sensazionalismo, perché la vita vera non ne ha bisogno.
Nessuna frase "da film", perché la vita non è uno spettacolo a cui assistere sgranocchiando popcorn.
Solo tanta, tantissima sincerità: a volte scomoda, a volte rassicurante, e sempre profondamente "vera".
Vi lascio il link a cui potete leggere un estratto del libro, perché è bello poterne sfogliare le prime pagine e decidere se fa per noi o no.
Consigliato a chi ama le storie di donne forti, a chi ama le storie vere e a chi ha la fortuna di poter rimboccare le coperte ogni sera ai propri figli, un dono prezioso che non va mai dato per scontato.
E vi segnalo anche la fondazione creata da Irina, www.missingchildren.ch che mira ad aiutare donne come lei che non riescono ad avere un supporto reale e concreto dalle autorità competenti in un momento drammatico come quello in cui tuo figlio scompare.
Un click non vi costa nulla, e potete anche sostenere la fondazione acquistando dei carinissimi braccialetti per i vostri bambini (a offerta libera, anche se ce n'è una consigliata):
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Etichette:
concita de gregorio
,
concita de gregorio mi sa che fuori e primavera
,
feltrinelli
,
mi sa che fuori e primavera
,
Pagine e Parole
,
recensione
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)






























