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lunedì 23 luglio 2018

«Cambiare non vuol dire ricominciare, ma proseguire in una direzione più giusta»: la lezione (anzi, nove) di Filomena Pucci

«Come facevano le altre, quelle che riuscivano a essere felici con il loro lavoro?
Cosa dovevo fare più che investire tutta me stessa, ogni giorno, nella mia passione?
E come potevo trasformarla in un bonifico mensile sul mio conto?
Insomma, cosa dovevo inventarmi per vivere la mia vita ed essere felice?»

Proprio da queste domande parte la riflessione di Filomena Pucci, che da anni racconta la passione al femminile, sul web e attraverso workshop, consulenze, panel sul tema.
In libreria è arrivato proprio quest'estate "Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio. Come ogni donna può far fiorire (e fruttare) la propria passione" (Fabbri Editori)
Nove lezioni e un vero percorso alla scoperta di sè, del proprio talento e dei propri desideri, per poter fare della propria passione la propria attività: per iniziare bastano un quaderno, una penna e un blocchetto di post-it, oltre alla voglia di dare una svolta alla propria vita e, chissà, magari anche il bisogno di avere di più: più soddisfazione, più felicità, più stabilità (bisogna ammetterlo: nella maggior parte dei casi, a decantare con entusiasmo i vantaggi di un mondo del lavoro più flessibile e meno strutturato sono persone assunte dagli anni Ottanta, con buona pace dei Millennials che invece sono costretti a essere funamboli e giocolieri senza grande possibilità di scelta).

Leggere le 185 pagine di questo libro è di per sè una vera e propria coccola per l'anima stanca, ma è quando si iniziano a fare gli esercizi suggeriti da Filomena Pucci che la magia ha inizio.
Una magia fatta di domande (agli amici, ai colleghi e all'interlocutore più difficile: noi stesse), di risposte magari inaspettate, di pensieri appuntati su carta, per scoprire che fare ciò che piace non solo è possibile, ma è anche la scelta migliore da compiere per essere pienamente se stesse e vivere bene. Dentro ogni donna si nasconde un talento in attesa di essere svelato seguendo gli indizi del piacere, 
quel piacere che si deve imparare a riconoscere e a seguire senza esitazione.
È quella del piacere e del benessere, la strada giusta da seguire: è quella la strada che porta alla soddisfazione professionale e personale, e alla felicità.

«Tutte le esperienze che abbiamo fatto nella nostra vita fino ad oggi contengono un germe del futuro che vogliamo. Cambiare non vuol dire ricominciare, ma proseguire in una direzione più giusta» insegna Filomena Pucci, ed è impossibile non ritrovare questi concetti nella vita di tutti coloro che (uomini e donne, nessuno escluso) sono riusciti a fare della propria passione la loro attività, così come in quella di tutti coloro che si sono trovati con un'idea vincente in testa e hanno lottato fino a vederla realizzata.
E forse non è un caso che questo libro veda la luce prima dell'estate, periodo di mente sgombra e meno affaticata: quale momento migliore per fare il punto e, magari, decidere di ripartire in modo diverso il prossimo autunno?
"Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio.
Come ogni donna può far fiorire (e fruttare) la propria passione"
di Filomena Pucci, edito Fabbri Editori (brossura con alette, 15€)

martedì 19 giugno 2018

"Ti lascerò andare" di Claire Norton

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti lascerò andare" di Claire Norton, edito Fabbri Editori (brossurato a 17€):
Evan Kester ha tutto ciò che può desiderare: è un ricco chirurgo, vive in Florida, è un uomo attraente e di successo. Ma da venticinque anni le sue notti sono tormentate dallo stesso incubo: la terribile immagine dell'uomo che rapì sua sorella Kelsie davanti ai suoi occhi, lasciandolo pietrificato dallo shock e dalla paura. Un giorno, nel parco dell'ospedale in cui lavora, viene avvicinato da un bambino sconosciuto che insiste per parlargli: sa per certo che Kelsie è ancora viva, e che si trova in pericolo. Lo aiuterà a trovarla, ma a una condizione… Inizia così per Evan un'avventura ai confini dell'ignoto, una caccia contro il tempo alla scoperta di verità sepolte da anni, che faranno vacillare il suo mondo e che condurranno il suo destino a intrecciarsi con quello di altri uomini e di altre donne: una moglie distrutta per il tradimento del marito, una madre che ha perduto quasi tutto, un giovane in lotta per la sopravvivenza. Un romanzo in bilico sul filo sottile tra la vita e la morte, l'amicizia e l'amore, alla ricerca di una nuova speranza e di una seconda possibilità.

Ero molto curiosa di leggere "Ti lascerò andare", ed allo stesso tempo ero preoccupata: mi avrebbe spezzato il cuore? Un po' è andata così, in  effetti. Ma andiamo con ordine!

Cosa mi ha fatto amare il romanzo di Claire Norton? Al primo posto, sicuramente l'elemento d'intrigo, la suspense. La storia di Evan è di quelle che ti catturano sin dalle prime pagine, e che allo stesso tempo ti rendono leggermente ansioso: non è facile costruire una trama intrigante e che lo sia per 361 pagine, ma Claire Norton ci è riuscita.

Parte del merito va alla sua capacità di tratteggiare personaggi curiosi e affascinanti, a cominciare da quelli di Evan e Casper. La loro relazione è davvero singolare, e una delle colonne portanti del libro: è difficile immaginare come ci comporteremmo se, come accade a Evan, anni dopo aver visto sparire nostra sorella, un bambino sconosciuto ci avvicinasse per svelarci come lei, in realtà, sia ancora viva.
Gli crederemmo? Scapperemmo urlando?
Impossibile dirlo: quello che possiamo dire è però che la storia costruita da Claire Norton è avvincente e piena di misteri da svelare, e nonostante le tragedie e le difficoltà che costellano la storia non mancano momenti di sollievo, sia per i protagonisti che per il lettore.
Quasi impossibile raccontarvelo senza rovinarvi una delle sorprese sparse lungo il testo, una tra tutte il finale, che coglie in parte alla sprovvista. Un epilogo perfetto per quella che non è solo una storia di ricerca e di superamento di un trauma, ma anche una storia di rinascita, e sul potere catartico dei nuovi inizi.

Una prosa scorrevole e un lessico decisamente adatto anche ai lettori più giovani, non troppo ricercato e che va dritto al punto. "Ti lascerò andare" si legge tutto d'un fiato, avvinti dalla trama e aiutati dalla costruzione decisamente ben studiata della vicenda.
Davvero consigliato, e non temete: si piange, se si è teneri di cuore, ma c'è anche tantissima speranza per il futuro, ed è questo a rendere il romanzo speciale.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 13 marzo 2018

Scopriamo "The world of Chiara" insieme a Chiara Di Quarto!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Tempo di Libri è finito ieri sera, ma - indovinate un po'? - le interviste non sono finite, anzi!
Oggi ospito una voce fresca, frizzante e femminile che mi piace seguire, quella di Chiara Di Quarto: ospite a Tempo di Libri per presentare il suo "The World of Chiara", edito Fabbri Editori (brossurato a 15,90€), è stata così gentile da chiacchierare con me prima del suo evento:
"Il mio canale YouTube è il piccolo mondo dove esprimo me stessa con voi che siete come degli amici. E anche questo libro. Qui ho raccolto i miei pensieri, le mie citazioni del cuore, disegni e tantissime foto, proprio come in un diario colorato e super segreto che ho deciso di condividere con voi."
Quali sono le sue passioni e le sue materie preferite? Come affronta le brutte giornate? Cosa le piacerebbe fare da grande? E da piccola cosa immaginava di diventare? In queste pagine ci sono le risposte! Ma non solo. A tutte le giovanissime ragazze che l'hanno conosciuta sullo schermo del computer (e che con lei sono cresciute), Chiara offre anche tanti consigli, idee e attività per realizzare i propri sogni, superare i momenti difficili e imparare ad accettare se stesse. Perché, come dice lei, "sarà dura, dovrai resistere e superare tanti momenti in cui penserai di mollare, ma niente è impossibile se lo vuoi davvero!".

Dieci minuti per conoscere meglio Chiara, e abbiamo parlato davvero di tutto, dal suo canale YouTube alla moda, passandro per i libri sul comodino agli obbiettivi per il 2018:

Raccontami, Chiara: com'è nata questa voglia di raccontare la tua vita e le tue passioni sul web?
Sicuramente è nata dal fatto di sentirmi un po' sola e di voler trovare qualcuno di affine a me con cui parlare. Il web mi ha dato questo, la possibilità di parlare di ciò che facevo, mostrare ciò che compravo ed essere piano piano sempre più seguita da ragazze con le quali avevo finalmente un confronto e un dialogo.
Immagino ti abbia anche portata a sfidare te stessa, superando quelle che potevano essere insicurezze o, magari, la semplice timidezza.
Assolutamente sì, da quando giro e pubblico video sul web sono meno timida, più spigliata e capace di una maggiore interazione con le persone di quanto non fossi prima di iniziare.
Certo, all'inizio ero più impacciata, ma ero anche piccola e faceva parte della mia età.

Se dovessi dirmi quali sono un po' i punti chiave da tenere a mente quando si comunica sul web, e gli errori in cui si rischia di incappare, quali sarebbero?
Al primo posto metto la spontaneità: bisogna essere spontanei! Consiglio sempre di essere se stessi, ed essere veri, come se si stesse parlando ad una persona in carne ed ossa e non a una videocamera su un cavalletto. Un errore è invece quello di farsi condizionare dalle critiche, che ci sono e ci saranno sempre. Ho sempre sorvolato, senza dare molto peso.

Da ragazza che diventa donna, quali sono stati e quali sono oggi i tuoi modelli?
Sicuramente i miei genitori: mia madre affronta la vita con allegria e sa come gestire i problemi.
Un modello e fonte di ispirazione costante che mi arriva dal mondo dello spettacolo è invece Selena Gomez, che nonostante la malattia ha portato a termine un tour solo grazie alla sua determinazione e forza d'animo. Mi ha fatto capire se desideri davvero qualcosa e sei disposto a lavorare sodo puoi ottenerla.

Sei passata dal mondo video a un libro di carta e inchiostro: lavorare su un video e su un libro sono due cose solo in apparenza molto diverse, visto che condividono un'importantissima fase di editing e revisione che sta alla base del prodotto che ci troviamo in mano alla fine.
Cosa pensi ti abbia dato in più, la possibilità di lavorare a un progetto editoriale?
Sicuramente realizzare un libro ha rappresentato un passo in più in un unico processo, e concordo sulle somiglianze nella realizzazione.
Sulla carta ho potuto raccontare esperienze che non avrebbero trovato spazio in video, ad esempio, e sono riuscita a far sentire coinvolte nella mia vita tante ragazze che già mi seguivano online, e dare loro qualcosa che potessero tenere fisicamente con sè, sul loro comodino.
Hai citato il libro sul comodino, non posso non chiedertelo: quali volumi troveremmo sul tuo?
Tanti volumi di poesia: "Milk & Honey" di Rupi Kaur e i lavori di Gio Evan si alternano a Pablo Neruda. E poi ovviamente le avventure di Harry Potter!
"Io prima di te" di Jojo Moyes mi ha devastata, più su carta che al cinema, e amo anche i romanzi di John Green.
Abbiamo parlato di spontaneità e di sentirci bene con noi stessi, e dal tuo canale traspare un forte interesse per la moda: descrivimi un outfit che ti rappresenta in cui ti senti a tuo agio.
Sicuramente parto dai jeans, perchè amo la comodità, abbinati a un paio di stivali e a un maglione corto. E una borsa!
Cinque cose che troveremmo sempre al suo interno?
Il cellulare, gli auricolari, le gomme da masticare, le mie chiavi e probabilmente in necessario per ritoccare il trucco: un mini mascara e una tinta labbra.
Pensando al tuo stile, come si è evoluto da quando hai iniziato a realizzare video ad oggi?
Ora il mio stile è più femminile e meno infantile: evito i brillantini e le paillettes, e prediligo un look più basic, più minimal.
L'accessorio dei sogni in questo momento?
Vorrei un helix piercing all'orecchio: ne ho visti di bellissimi!

Chiudiamo con un obbiettivo e un augurio che fai a te stessa per questo 2018.
Spero di poter lavorare a progetti interessanti nel campo della moda e della bellezza, che sono i miei preferiti, e mi auguro di poter continuare a presentarmi così come sono, senza maschere.

Grazie a Fabbri Editori e Chiara Di Quarto per la disponibilità, è stato davvero un piacere conoscere meglio una delle voci forti del momento, e rivolgo a voi il suo augurio perchè credo sia un bellissimo messaggio per tutti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 2 ottobre 2017

"Senza filtri" di Lily Collins

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Senza filtri" di Lily Collins, edito Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Ogni ragazza, prima o poi, si trova davanti a delle sfide importanti: accettare il proprio corpo, affrontare relazioni difficili, superare paure che sembrano insormontabili. Ed è successo anche a Lily. Lily sa che cosa vuol dire vivere per metà nella luce e per metà nel buio. Anche lei sa cosa vuol dire lottare per salvarsi. Significa guardarsi allo specchio e amarsi, accettare di essere strane e vulnerabili, ma proprio per questo meravigliose. E spesso, per riuscire a fare quel piccolo grande passo, basta qualcuno che ti prenda la mano e che ti dica che non sei solo.

Dall'autoironia con cui racconta il rapporto conflittuale con le sue sopracciglia alla delicatezza e intimità con cui si confida riguardo i suoi disturbi alimentari, Lily Collins si mette del tutto a nudo in "Senza filtri", raccontandosi con grazia e simpatia.

Lo fa senza filtri, appunto. Senza nascondere nulla, nemmeno quelli che sono stati i momenti più difficili di un percorso iniziato da bambina e che, oltre a portarle riconoscimenti e successo, le ha anche fatto provare paura e inadeguatezza.
Perchè quello dello spettacolo - ma non solo quello, in fondo - è un mondo in cui non sei mai abbastanza magro o abbastanza bello, e in cui ogni tuo tratto distintivo rischia di essere catalogato come difetto.
Lily Collins, nota ai più giovani per il ruolo di Clary in "Shadowhunters - Città di ossa" e al grande pubblico per la sua interpretazione struggente in "Fino all'osso" (una produzione Netflix), ha deciso di raccontarsi e di farlo con uno scopo preciso: diffondere il messaggio a cui tiene di più, quello dell'importanza dell'autoaccettazione.
Se la prima lezione in tal senso le è arrivata da ragazzina, quando armata di pinzette ha rischiato di rovinarsi per eliminare quelle sopracciglia che sono oggi il tuo tratto distintivo, il passo più difficile è stato quello per rimettersi in carreggiata e sconfiggere l'anoressia.
Trovo importante che un personaggio di riferimento per le più giovani - portate alla strenua imitazione - si batta per la bellezza autentica e unica, non conforme e convenzionale, e che abbia scelto di farlo svelando il dolore e la sofferenza che possono nascondersi dietro a un trucco perfetto e ad un abito da sera da migliaia di dollari.
È una lettura che mi ha emozionata moltissimo, e che sono davvero felice di consigliare a tutti.
Non perdetevi le recensioni di Asia, Marta, Michelle e Sara ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 12 settembre 2017

Una settimana con Carrie Fisher: scopriamo il suo lato femminista!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I diari della principessa" di Carrie Fisher, edito Fabbri Editori (rilegato a 18€) in uscita il 14 Settembre:
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, la principessa Leia attraversava lo Spazio vivendo avventure che l’avrebbero resa leggenda... e le avrebbero fatto incontrare l’amore: l’affascinante
e insolente Han Solo.
Circa quarant’anni fa, proprio qui sulla Terra, la giovanissima Carrie Fisher volava a Londra per girare un film su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo: Guerre stellari.
Ironica, tagliente e senza peli sulla lingua, in queste pagine Carrie svela se stessa come mai prima: le speranze e le insicurezze di una ragazza che non voleva fare cinema e che invece ne è diventata un’icona indimenticabile, l’origine della ormai mitica pettinatura della principessa Leia, lo shock di diventare un sex symbol per via di un bikini dorato, la difficoltà di dover convivere per tutta la vita con un personaggio ingombrante... e, per la prima volta in assoluto, la verità dietro la relazione avuta con Harrison Ford.
Attraverso le riflessioni disincantate di oggi, foto del set e le pagine dei diari scritti all’epoca, l’attrice si confessa ai fan della saga di George Lucas e a tutti gli appassionati di cinema con ironia e un pizzico di sarcasmo, con intelligenza ma anche con nostalgia e amarezza. Un’occasione unica per conoscere la donna dietro al mito, la ragazza che ha prestato il volto alla principessa: Carrie e Leia, per sempre legate, mai dimenticate.

Impossibile scindere nella nostra mente Carrie Fisher e il ruolo che l'ha resa un'icona, ma l'attrice, sceneggiatrice e scrittrice era anche una feminista convinta, e non si è mai tirata indietro quando c'era bisogno di rivendicare spazio e attenzione per se stessa e per le donne.
Il suo commentare sdegnata che "anche nello spazio ci sono due pesi e due misure" quando le venne chiesto come mai Leia non avesse mai avuto la sua spada laser personale rende chiaro da subito cosa pensasse degli stereotipi di genere ai quali il suo personaggio dovette piegarsi - incluso il bikini dorato, entrato nell'immaginario erotico di una generazione ma non esattamente il costume da combattente che avrebbe desiderato l'attrice.

Non ha mai mancato di rispondere per le rime a chi insinuasse che la sua bellezza non tradizionale le avesse chiuso delle porte a Hollywood ("Si fotta la bellezza, è superficiale in ogni caso. Le mie altre qualità contano molto di più del mio aspetto fisico.") e non ha mai mancato di dare voce a quello che considerava uno dei più grandi problemi che incontrano le donne sul loro cammino professionale: l'invecchiamento.
La sua frase "Non è vero che gli uomini invecchiano meglio, a loro è semplicemente concesso di invecchiare" ha fatto il giro del mondo, così come una sua riflessione su quanto la macchina hollywoodiana e il messaggio che trasmetteva riguardo l'importanza di essere giovani e belli influenzassero il pubblico, oltre agli stessi addetti ai lavori ("Consideriamo la bellezza un risultato raggiunto, ed è una follia. A Los Angeles, quando incontri qualcuno, ti senti dire "Oh, ma stai benissimo!" e sai che la frase successiva sarà un commento sul fatto che hai eprso peso. Mai nessuno che ti chieda come stai o ti dica che sembri felice.")
Non ha mai risparmiato agli uomini le sue frecciate, incluso il fatto che gli uomini fossero "sicuramente bravi a fare due cose: spingere le altalene e uccidere gli insetti".
Scherzi a parte, Carrie Fisher non si è mai risparmiata quano si trattava di mettere in luce quanto la nostra società sia ancora prettamente maschilista, e quanto lo sia la stessa Hollywood, e negli ultimi anni è stata consacrata a vera e propria icona del femminismo.
Qui e qui trovate due bellissime raccolte di suoi pensieri e spunti di riflessione, per scoprire un lato battagliero della donna che ha sempre accettato con gioia chi vedeva in Leia una donna forte, coraggiosa e padrona della sua vita e respinto con tutte le sue forze l'etichetta di fantasia sessuale stellare in bikini dorato.

Non solo attrice, dunque, ma molto di più, e questa settimana avrete modo di conoscere cinque sfaccettature di questa donna straordinaria:
Qui trovate l'articolo di Marta sulla vita "segreta" di Carrie Fisher, tra amori e pettegolezzi (!): non perdetevelo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 21 aprile 2017

"Driven - Vinti dall'amore" di K. Bromberg

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Driven - Vinti dall'amore" di K. Bromberg, edito Fabbri Editori (brossurato a 16,90€):
Accade tutto in un istante. L'auto di Colton, lanciata sul circuito di gara a trecento chilometri orari, scompare in una densa nube di fumo e ne esce vorticando in aria, per poi schiantarsi al suolo. Per Rylee è come rivivere la tragedia del suo ex: la corsa disperata verso l'ospedale, i minuti di ansia trascorsi sapendolo in bilico tra la vita e la morte, le ore di angoscia in attesa della prognosi. Ma quando Colton riprende conoscenza, la ragazza non ha più dubbi. Il suo unico desiderio è stare accanto a lui, all'uomo che ama. La riabilitazione, però, è lunga e faticosa. Colton adesso si trova ad affrontare, oltre ai fantasmi del passato che non gli danno mai tregua, anche i violenti attacchi di panico scatenati dal trauma dell'incidente. E persino la minaccia di uno scandalo... Finché una notte, davanti alla perdita più lacerante, Colton riesce a confessare a Rylee il segreto che non hai mai avuto il coraggio di svelare a nessuno e di cui è rimasto prigioniero per tutta la vita. In un sol colpo, tutte le barriere si infrangono e nel buio dell'anima del ragazzo si accende una luce inaspettata: forse, anche lui è finalmente libero di amare.

E ci siamo, anche io ho finito questa serie!
In realtà mancherebbe da leggere "Raced", il volume companion che propone scene inedite o scene già scoperte solo dal POV di Rylee, stavolta dal POV di Colton.
Insomma, sono 145 pagine di Colton, e mica si può dire di no.
Ma veniamo a noi!

Colton ha rischiato di morire o (e forse è anche peggio) di trovarsi in gravissime condizioni fisiche dopo il suo terribile incidente che chiudeva il secondo volume della trilogia.
Ma ne è uscito in condizioni discrete, in fondo, e anzi, gli si prospetta un ritorno alla guida in un tempo relativamente breve.
Deve solo decidere se la cosa lo entusiasma o lo terrorizza, e si sa che quando si tratta di Colton non è mai tutto bianco o nero.
Soprattutto quando il trauma dell'incidente sembra aver risvegliato ulteriori traumi sopiti dell'infanzia, trasformando ogni sua notte in un susseguirsi di incubi tremendi dai quali nemmeno Rylee riesce a salvarlo.

La ragazza, in questo volume finale di quella che costituisce a tutti gli effetti una trilogia a sè stante nella ben più lunga serie Driven, deve affrontare qualcosa che nessuna donna vorrebbe mai vivere, e lo fa con una forza d'animo invidiabile. Se nel primo volume questa forza sembrava più un brutto carattere che vera determinazione, stavolta Rylee mi è piaciuta moltissimo.
Alcune conversazioni tra lei e Colton mi hanno stretto il cuore, e che dire del finale?
Meraviglioso.
Quando si arriva alla fine è anche il momento in cui si va a dare un giudizio sulla storia nel suo complesso, e con "Driven" lo posso dire: è una serie che, sulla carta, sembrava non fare assolutamente per me, e che invece mi ha catturata.
Ho letto ogni libro a tutta birra, forse ispirata dalla guida spericolata di Colton ma soprattutto perchè ne volevo di più.
Ammetto di aver - un paio di volte di sicuro - scorso velocemente le pagine riguardanti amplessi un po' troppo lunghi (se trovo un rapporto che dura ben sei facciate, posto che insomma, sappiamo cosa succede alla fine, a volta scivolo con lo sguardo epr scoprire cosa succede dopo. Lo ammetto), ma epr il resto davvero nessuna critica da fare.
#GoColton e #GoRylee

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 19 aprile 2017

"Driven - Travolti dal sentimento" di K. Bromberg

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Driven - Travolti dal sentimento" di K. Bromberg, edito Fabbri Editori (brossurato a 16,90€):
Amare Colton è come guidare una Ferrari a fari spenti nella notte. E Rylee lo sa, nel profondo sente che lui non è l'uomo giusto: troppo famoso, troppo bello, troppo fuori controllo. Stargli accanto, infatti, significa vivere secondo folli regole e scendere a compromessi su questioni fondamentali come fedeltà e fiducia. Due parole che non sembrano proprio rientrare nel suo vocabolario. Eppure decide di abbandonarsi alla passione e a quei momenti di feroce desiderio che sono diventati la sua droga. Una droga che è stata persino capace di offuscare il ricordo del suo grande amore Max, scomparso tragicamente. Ma quando un giorno dice l'unica cosa che Colton non avrebbe mai voluto sentire, la rottura è inevitabile e il dolore che le provoca lancinante. A Rylee non resta allora che augurarsi di non incontrarlo mai più. Le loro strade, però, sono destinate a incrociarsi nuovamente...

Ho letto durante le vacanze di Natale "Driven - Guidati dalla passione", e mi è piaciuto parecchio: ero curiosissima di scoprire il seguito, ed ecco che approfittando di un sabato sera pigro e casalingo ho recuperato anche la lettura del seguito.

Colton e Rylee sono più appassionati che mai, e non c'è bacio che non sfoci in un'effusione al calor bianco. poco importa se in privato o in pubblico.
Colton è il tipo d'uomo per cui mai avrebbe pensato di poter provare qualcosa, eppure neanche Rylee può negare l'evidenza: riesce a farla sentire viva come nessuno prima.
Il dolore per la perdita di Max è sempre presente, ma ora nel suo cuore c'è posto anche per un nuovo sentimento, quello con la lettera A che terrorizza a morte l'affascinante pilota.
In questo secondo volume il passato oscuro di Colton viene definitivamente allo scoperto, e quella che poteva essere solo un'infanzia difficile si rivela ben presto al lettore come qualcosa di terrificante.
Non è facile per lui adattarsi a quella che sta diventando una vera relazione, e non è facile per Rylee sentirsi veramente voluta da Colton quando lui sembra essere incapace di dirglielo....
Ragazzi, che lettura!
Posso dire di averlo davvero divorato, questo: l'ho iniziato al momento di andare a letto, e mi sono trovata sveglia alle tre di notte con il libro terminato in mano.
Non chiedetemi eprchè, in piena frenesia da Tempo di Libri, io mi sia messa a leggere un arretrato: è stata una decisione impulsiva, dopo mesi che i volumi di questa serie mi fissavano dalla libreria.

Ho apprezzato moltissimo avere tante pagine dal POV di Colton, e di poter entrare nella sua mente e nel suo cuore, scoprendone dolori e paure.
Certi passaggi mi hanno stretto il cuore ed emozionata moltissimo.
Per Colton le cose si fanno parecchio intense, ed è anche per questo che, mio malgrado, stavolta boccio Rylee senza possibilità di appello.
L'ho trovata egocentrica, superficiale e anche parecchio stupida.
Una persona che di professione si occupa di ragazzi che hanno subito violenze di fatto capirebbe subito la situazione di Colton, soprattutto quando ancora un po' glielo dice pure il lattaio che sì, ha avuto un'infanzia dura.
Per non parlare poi del suo lamentarsi della mancanza di fiducia di Colton nei suoi confronti per poi credere a qualsiasi idiozia detta da chiunque invece che a lui.
#PiùColtonPerTutte ma meno Rylee, insomma.

K. Bromberg rende impossibile non leggere il terzo volume, dopo QUEL finale al cardiopalmo che ci fa temere davvero il peggio. Non si fa!
Va da sè che ho iniziato immediatamente a leggere "Driven - Vinti dall'amore", e sono già a pagina 129. Ve ne parlerò presto, a quanto pare ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

domenica 1 gennaio 2017

"Driven. Guidati dalla passione" di K. Bromberg

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Driven. Guidati dalla passione" di K. Bromberg, edito Fabbri Editori (brossurato a 16,90€):
È una serata importante per Rylee e per l'associazione per cui lavora: è in corso un'asta di beneficenza con numerose star di Hollywood per raccogliere donazioni in favore dei bambini bisognosi. Perciò è fondamentale che nulla vada storto. Peccato che la ragazza non immaginasse di poter essere messa in palio, anche se solo per una sera, e di venire "comprata" da Colton Donavan, il famoso e bellissimo pilota di formula Indie, nonché capo della società per cui lei lavora. Nel momento stesso in cui lui la trafigge con il suo sguardo color giada, le certezze di Rylee cominciano a sgretolarsi, e con il passare del tempo la sfrontatezza di Colton spazza via del tutto la sua vita tranquilla e ben pianificata. Il giovane è disposto a qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che vuole e la guiderà in un universo di sensazioni a lei sconosciute e per questo ancor più irresistibili e inarrestabili. Ma proprio quando la loro relazione sembra pronta per una svolta importante, torbidi segreti verranno a galla.

Un trilogia molto chiacchierata e molto, molto apprezzata, questa di K. Bromberg.
Fabbri Editori l'ha portata in Italia nell'autunno del 2016, entusiasmando le lettrici con la pubblicazione ravvicinata dei tre volumi.
Ho bramato i volumi da Settembre a questa parte, e a Natale ho scartato con il cuore in gola il primo volume, "Guidati dalla passione".

E che passione. Tra Colton e Rylee la tensione sessuale è palpabile sin dal primo incontro, anche se avviene in un riposiglio dove la ragazza è rimasta intrappolata.
Rylee è claustrofobica, e passare dall'attacco di panico per essere stata chiusa dentro ai brividi di passione che prova tra le braccia del suo salvatore la lascia in uno stato di confusione, che non può che aumentare quando scopre che è lui il benefattore che ha speso migliaia e migliaia di dollari per un'uscita con lei. Un pilota affascinante, corteggiato e molto ricco, che si mostra non solo interessato a lei ma anche al suo lavoro con i ragazzi senza famiglia.
Sulla carta sembrerebbe tutto perfetto, ma più Rylee si avvicina a Colton e più la sua facciata luminosa e piena di sicurezza sembra creparsi, lasciando intravedere un passato più ingombrante di quanto avesse creduto.
K. Bromberg mi ha conquistata con una storia d'amore partita non proprio sotto i migliori auspici ma con la spinta data da un'intenso desiderio fisico: la passione sfocia nel sentimento, ma per Colton e Rylee la strada da fare è ancora molta prima che entrambi siano pronti a una relazione vera e duratura.

Se da una parte Rylee è la ragazza-cliché per eccellenza (inciampa ovunque, si vede piena di difetti quando per tutti è splendida, si dimentica di respirare, e via dicendo...), la ragazza è anche un personaggio a tutto tondo, ben tratteggiato e pronto a conquistare il lettore quando si entra nella sfera privata: la scena in cui racconta dell'evento che ha scatenato la sua claustrofobia e il suo dolore è una delle più toccanti del romanzo, e l'autrice ha saputo raccontare una situazione tragica con grandissima delicatezza, senza sfociare nel melodramma.
Ho adorato i suoi ragazzi senza famiglia, ognuno con il suo carattere e i suoi problemi (gestione della rabbia, paura di essere di nuovo abbandonati, incapacità di comunicare in seguito a forti traumi...), e il bellissimo rapporto che Rylee riesce a costruire con ognuno di loro.
Rylee, ma anche Colton.
Sì, perchè oltre a essere un playboy ammaliatore e un pilota formidabile, il bellissimo ragazzo è anche straordinario con i ragazzi della fondazione di Rylee: instaura con loro un rapporto basato sul cameratismo davvero meraviglioso da leggere, e quella della giornata che i ragazzi trascorrono con lui e Rylee a vederlo correre in pista è una delle parti più belle del libro.
Il passato "oscuro" di lui viene appena accennato e lasciato intravedere, segno che sicuramente ne sapremo di più nel secondo e nel tero volume della trilogia.

Volumi che dovrò assolutamente leggere, perchè non posso non scoprire come andrà a finire.
L'autrice ha saputo catturare la mia attenzione e mantenerla per tutte le 335 pagine del romanzo, e non succede spesso. Promosso!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 2 novembre 2016

"Come sopravvivere al mal d'amore - Guida di automedicazione per cuori infranti" di Amalia Andrade

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiaccheira librosa di oggi è dedicata a "Come sopravvivere al mal d'amore - Guida di automedicazione per cuori infranti" di Amalia Andrade, edito Fabbri Editori (cartonato a 16,90€):
Una guida illustrata, ironica e struggente, per rimettere insieme i pezzi del proprio cuore e sopravvivere alle delusioni. Almeno fino alla prossima volta.
Tutti hanno avuto il cuore spezzato almeno una volta nella vita. Poi ci sono i recidivi, che almeno una volta nella vita hanno avuto il cuor contento. E infine gli irriducibili, quelli che, col cuore in pezzi, ci sono nati. Ecco per la prima volta un manuale pratico per superare il mal d’amore in tutte le sue declinazioni, un percorso di autoguarigione esilarante e profondo.
Amalia Andrade, con una penna ironica, illustrazioni buffe e citazioni commoventi ci regala consigli pratici e spirituali, playlist infallibili e ricette golose (ma a prova di abbuffata) per superare ogni delusione. E sopravviverle, almeno fino alla prossima.

Ricordo benissimo il mio periodo da vittima del mal d'amore.
Una malattia bruttissima, di quelle che nemmeno l'Aulin basta a stenderne il virus.
E chissà, magari avere sottomano un libro così mi avrebbe aiutata.

Amalia Andrare scrive e disegna a mano questa bellissima guida-non guida, ironica ma molto, molto diretta, pronta a guidarvi nel cupo labirinto senza fine in cui si precipita post-delusione d'amore.
L'effetto è quello di un percorso realizzato epr voi da un'amica, e la sensazione è esattamente quella di essere presi per mano da Amalia e portati oltre il precipizio.

Si parla di dolore, di delusione e di cuori spezzati, eppure si ride un sacco perchè se c'è una cosa che non manca all'autrice è proprio a capacità di ironizzare su tutto: ho trovato divertente eprsino leggere la icetta del pollo arrosto, e scusate se è poco.
E forse il suo punto di forza è proprio questo, perchè come si sopravvive al mal d'amore?
Tornando a sorridere.
Con questo libro, tornerete a sorridere in circa tre minuti perchè non gli manca nulla: battute brillanti, commenti divertenti, disegni spiritosi.

E Amalia non si limita a scrivere, no: rende il lettore partecipe, invitandolo ad armarsi di matita e compilare liste, completare frasi, scarabocchiare.
Un libro veramente interattivo e che dev'essere "usato" per essere vissuto fino in fondo.

Credo sia impossibile spiegarlo davvero senza mostrarvelo, e quindi ecco qui qualche scatto dalle pagine interne:
(©2016 Rizzoli Libri S.p.A./ Fabbri Editori, Milano.
Per gentile concessione di Berla & Griffini Rights Agency.)

Carino, vero?
Io sono prontissima a infornare un piatto consolatorio anche senza cuore spezzato, tanto un motivo per il quale "me lo merito" lo posso trovare...
Ho ascoltato le canzoni consigliate, ho rivisto "Harry, ti presento Sally" (film consolatorio? Sì, ma soprattutto film divertentissimo) e in generale mi sono goduta una giornata di vero intrattenimento scoprendo l'originale lavoro di Amalia Andrade: sono sicura che ha in serbo altre piccole emraviglie per noi, in futuro!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 5 settembre 2016

Anteprima: "Fate & Forever" e "Ogni tuo battito" di Sophie Jackson

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Fate & Forever" e "Ogni tuo battito" di Sophie Jackson, editi Fabbri Editori (novella digitale a 1,99€, rilegato del romanzo a 16,90€) in uscita rispettivamente l'8 e il 15 Settembre:
Kat e Carter, dopo essersi conosciuti e innamorati in carcere – lei insegnante e lui detenuto –, sono entusiasti di iniziare finalmente la loro vita insieme. Ma ben presto si rendono conto che non è così facile come immaginavano. In più il desiderio di maternità di Kat preoccupa il ragazzo, che non è sicuro di avere i requisiti giusti per diventare un buon genitore.
Il destino li ha fatti rincontrare e li ha uniti, ma il loro amore riuscirà a sopravvivere per sempre?
Riley, trent’anni, dopo una dura esperienza in carcere è riuscito a trovare un lavoro che ama e a ricostruirsi una vita a New York. Un giorno, però, riceve una brutta telefonata: suo padre, con il quale non parla da tempo, ha avuto un secondo infarto.
Con l’aiuto di Carter, il protagonista di "A fior di pelle", decide quindi di tornare nel Michigan, nella sua città natale, per assistere il papà. Ed è allora che il passato lo sorprende senza preavviso: si imbatte casualmente in Lexie, sua migliore amica nonché amore travolgente e mai dimenticato. Sono trascorsi diversi anni, ma l’attrazione tra loro è ancora intensa, tanto che diviene sempre più difficile stare lontani l’una dall’altro, nonostante le incomprensioni e i rimpianti che ancora fanno soffrire entrambi.
Tentare di portare avanti la loro relazione, però, si rivelerà complicato quando Riley scoprirà che Lexie gli ha nascosto per tutto questo tempo un segreto difficile
da confessare. E capace di sconvolgere completamente la sua esistenza…

Sono felicissima che questa serie non sia stata interrotta e non vedo l'ora di scoprire la storia di Riley: quelle di Carter e di Max mi hanno conquistata, e sono sicura che anche Riley diventerà un Fidanzato di Carta coi fiocchi.
Il romanzo è già in preorder, e il 15 Settembre non arriverà mai abbastanza in fretta...

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 1 agosto 2016

"Amore e altre bugie" di Tarryn Fisher

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore e altre bugie" di Tarryn Fisher, edito da Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Olivia, ambiziosa e determinata, non si è mai fidata degli uomini, nemmeno di quello a cui ha rovinato la vita: Caleb. Così, dopo essersi amati e feriti a vicenda più di quanto avrebbero mai creduto possibile, le loro strade sembrano essersi divise per sempre. Ma quando lui, a causa di un incidente, perde completamente la memoria, a Olivia si presenta un’opportunità imperdibile: riconquistare l’uomo che non ha mai smesso di desiderare, l’unico di cui non può fare a meno. E per riuscirci non si fermerà davanti a nulla. Neanche alla nuova fidanzata di lui, Leah, ricca, bellissima e dai capelli rosso fuoco. Sarà pronta a mentire, a nascondere il proprio passato e a manipolare chi ama in una disperata corsa contro il tempo. Perché sa benissimo che lo splendido sogno di stare con Caleb ha una data di scadenza: quando lui ritroverà la memoria e ricorderà chi è la vera Olivia, tutto andrà di nuovo in pezzi. O, forse, il suo piano è destinato a fallire ancora prima?

Ho avuto questa trilogia sull'iPad2 per mesi, senza trovare il tempo di leggerla.
Poi l'uscita in italiano mi ha stimolata, ed eccoci qui.

La storia di Olivia e Caleb è contorta, piena di momenti no, bugie, cattiverie: Tarryn Fisher ci racconta l'amore disperato, e lo fa con una storia struggente e che è tutto fuorchè a tinte rosa.
Olivia conosce Caleb al college, dove il ragazzo si espone da subito per farle capire di essere interessato.
Lei si ritrae per paura, per poi struggersi di desiderio e fare di tutto (incluse cose non troppo piacevoli) per riuscire a farlo suo.
Per poi trascinarlo in un tedioso e doloroso tira e molla, incapace di esternare l'amore che prova per Caleb nello stesso modo in cui lui esterna il proprio per lei.
La loro rottura è dolorosa, e quando Olivia lo rivede anni dopo in un negozio di dischi resta sconvolta apprendendo che, in seguito a un incidente, il ragazzo che lei non ha mai dimenticato ha perso la memoria.
E se fosse la sua seconda occasione per essere la ragazza che lui merita?
Se tutto questo potesse davvero portare a un lieto fine?

Mi piacciono le storie e i personaggi anticonvenzionali, e Olivia e Caleb sicuramente lo sono.
Lei è una ragazza indipendente, ma anche fragile come il cristallo, e pur amando profondamente Caleb (è innegabile che ogni cattiveria ed azione malevola che compie venga fatta per amore) è incapace di dare tutta se stessa a qualcuno che se lo meriterebbe.
Qualcuno che si è messo in gioco da subito, senza mai tirarsi indietro, e che le ha dato fin troppe occasioni di cambiare e crescere. Qualcuno come Caleb, appunto.
Ma la sua incapacità di fidarsi finisce per allontanare persino chi l'ama di più, e poco importa che Olivia cerchi davvero di essere diversa quando il destino le offre una seconda chance: è comunque sempre tutto fondato su una menzogna.

Le bugie sono tutto e nulla, in questa storia: da un lato sia Olivia che Caleb mentono a ripetizione, spesso a loro danno, ma dall'altro diventa sempre più difficile per il lettore comprendere quale sia davvero la verità.
Se Olivia amasse davvero Caleb, lo farebbe soffrire così?
Se Caleb amasse davvero Olivia, le permetterebbe di andare via?
E se non fosse amore, ma una sorta di desiderio perverso di autodistruzione ad avvicinarli di continuo?
L'autrice indaga la forma di amore più disperata e dolorosa che ci sia, e lo fa con una storia che tiene col fiato sospeso a più riprese, quasi del tutto priva di romanticismo e con molti paragrafi decisamente cupi.
Aggressioni, effrazioni, alcol, incidenti: a questo romanzo non manca certo l'azione.
Questo l'ho recuperato usato ma è come nuovo <3
La storia si sviluppa su due diversi piani temporali: quello del presente, con il loro incontro post-amnesia di Caleb, e quello passato, che ha inizio nel giorno del loro primo incontro e si snoda a capitoli alterni, "completando" così i riferimenti che Olivia fa ai loro trascorsi nel momento attuale.
Dal punto di vista della struttura, ho apprezzato moltissimo il lavoro di Tarryn Fisher.
Mi è piaciuto lo svelare a poco a poco i segreti e gli altarini di Olivia e Caleb grazie ai flashback e alla narrazione su doppio binario, così come mi sono piaciuti molto i dialoghi, mai banali.

Non avevo ancora letto nulla di quest'autrice, ma con questo romanzo mi ha incuriosita: leggerò sicuramente i due volumi seguenti della trilogia, ma conto di recuperare anche qualcos'altro.
Lo consiglio a chi ama i protagonisti DAVVERO imperfetti, a chi avesse voglia di qualcosa di diverso e anche di un po' contorto, a chi vivesse di bugie di ogni gradazione di colore, dal bianco in avanti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 6 giugno 2016

"Nel tuo respiro" di Sophie Jackson

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nel tuo respiro" di Sophie Jackson, edito da Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Max non riesce a lasciarsi alle spalle il passato: la dipendenza dalla droga, la fine della sua storia con Lizzie - la donna di cui era follemente innamorato e che non è capace di dimenticare - e la perdita del loro figlio. Dopo un periodo di disintossicazione in clinica, e dopo aver imparato a esplorare le sue paure più profonde e ad affrontare i tremendi incubi che lo tormentano ogni notte, Max decide di mollare tutto e trascorrere qualche mese in una cittadina in mezzo a i boschi. E lì, lontano dalla metropoli, lontano dalle tentazioni, incontra Grace. Con il suo innato ottimismo e il suo amore per l'arte e la fotografia, sembra essere la ragazza perfetta. Nessuno però sa da dove venga, a perché sia così riservata riguardo al proprio passato. Nel corso del tempo, grazie alle ore trascorse a correre insieme lungo i sentieri di montagna e a un'attrazione sempre crescente, Max e Grace iniziano ad avvicinarsi l'un l'altra. Ma lui sarà ancora in grado di aprire il suo cuore e farsi travolgere dall'amore?

Aspettavo questo libro con ansia, e ringrazio tantissimo Fabbri Editori per l'invio tempestivo dell'ebook perchè morivo dalla voglia di leggere il secondo volume della serie "A pound of flesh" dato che il primo, "A fior di pelle", mi era piaciuto molto.
Qui trovate la recensione, nel caso non sapeste di cosa io stia parlando.

Ma veniamo a noi e a Max, che incontriamo in una clinica di riabilitazione.
Ricorderete che nel primo volume lo avevamo visto precipitare in quella che sembrava una spirale senza fondo, fino a quello che avrebbe potuto essere un epilogo tragico che avrebbe potuto vedere morti sia lui che Carter.
E invece si è risolto nel ricovero di Max in una clinica, dove seguiamo i suoi primi tre mesi senza droga e senza alcol, il suo lento aprirsi con Elliot, il terapeuta, e con Tate, che gli rimette un pennello in mano e lo incoraggia a esprimere ciò che non riesce a dire a parole con la pittura.
Una volta lasciata la clinica, stringendo tra le dita i suoi primi tre gettoni da persona "pulita", visto il nervosismo che non vole abbandonarlo, decide di rifugiarsi dalla sua famiglia in una cittadina sul lago, circondata dai boschi.
Lì riesce di nuovo a respirare, lavorando per lo zio e riabbracciando la cugina alla quale è rimasto molto affezionato... E soprattutto lì incontra Grace.

Grace, dal canto suo, ha un passato difficile alle spalle, un marito violento dal quale è riuscita a separarsi ma che le ha lasciato addosso una gran paura delle attenzioni maschili.
Ha acquistato una casa in rovina e ne ha affidato la ristrutturazione proprio all'impresa dello zio di Max, ed è così che i due si incontrano.
L'attrazione è innegabile fin da subito, ma Max è pronto ad affrontare una relazione dopo che proprio un amore finito male lo ha quasi ucciso?
E Grace potrà sopportare le mani di un uomo su di lei?

Così com'era successo in "A fior di pelle", Sophie Jackson mi ha conquistata per due motivi.
Il primo è il suo modo di scrivere una storia d'amore, con pochissime concessioni al romanticismo da cioccolatino. I suoi personaggi sono profondamente imperfetti, dicono spesso la cosa sbagliata e spesso conta più quello che non dicono. Eppure propri per questo funzionano, perchè sono "veri".
Il secondo è che le storie di Max e Grace sono drammatiche ma non melodrammatiche: il ragazzo ha vissuto la fine del suo primo ed unico amore legato a un lutto molto triste, la ragazza è una delle tantissime (troppe) donne vittime di violenza domestica e una di quelle fortunate che riescono a rifarsi una vita.
Sono storie tristi, ma con le quali le lettrici non fanno fatica a relazionarsi perchè purtroppo tristemente attuali.
Da questo punto di vista, ho adorato che Max e Grace si avvicinassero piano piano, che facessero mille passi indietro e che poi trovassero il coraggio di farne mille e uno avanti, e che oltre a provare una forte attrazione l'una per l'altro fossero estremamente divertenti da seguire.
Grazie a Fabbri Editori per la copia digitale del romanzo <3
Va da sè che poi mi sono presa il cartaceo: questo in libreria lo volevo!
Una nota a margine merita il personaggio di Tate, che aveva davvero tutte le carte in tavola per conquistarmi: un ex-marine che, dopo un percorso di disintossicazione e riabilitazione in clinica, ha deciso di tornarci come sostegno a chi sta passando ciò che ha passato lui.
É lui a far sì che Max torni a dipingere, ed è sempre accanto a lui come sponsor, ogni volta indossando una t-shirt più ridicola della precedente e ogni volta capace di fargli tornare il sorriso e la calma.
Tate si rivela essere il fratello maggiore di Riley, che manda avanti l'officina di Max mentre lui rimette insieme la sua vita, e che gli rivela di aver sofferto anche lui per aver perso l'amore della sua vita.
Riley è il protagonista del terzo romanzo della serie, "A Measure of Love", e io già non vedo l'ora di leggerlo perchè questo ragazzo sempre scherzoso, cameratesco e dal cuore grande mi ha incuriosita moltissimo.

Ho solo una critica, ma non si limita a questo romanzo, si estende alla narrativa americana in generale: SI BEVE TROPPO. Sul serio, ogni serata fuori è una sbronza di gruppo, e io il fatto che Grace (e non solo lei!) sia ubriaca persa e incapace di divertirsi senza finire a vomitare come una disperata poche ore dopo l'ho trovato patetico.
Si passa da Max che non beve del tutto agli altri che nemmeno riescono più a camminare da soli, e io non so che serate passiate voi ma a casa ci torno sempre sulle mie gambe e sobria.
Anche dopo aver bevuto.
Considerato quanto l'alcolismo giovanile e femminile siano cresciuti negli ultimi anni, forse sarebbe il caso di offrire esempi migliori anche in letteratura: dall'ordinare un Margarita a berne sette ce ne sono probabilmente sei di troppo.

Ma prima di chiudere, devo necessariamente dire che questa serie è davvero una delle mie preferite, e una delle mie poche concessioni al romance, genere che ultimamente ho un po' accantonato.
Sono felicissima di aver apprezzato anche questo secondo volume, e ora si aspetta il terzo e la novella  che si colloca tra secondo e terzo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 4 febbraio 2016

Anteprima: "Non vorrei però ti amo" di Noelle August

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Non vorrei però ti amo" di Noelle August, edito da Fabbri Editori (rilegato a 15,90€) in uscita il 11 Febbraio:
Quando Mia si sveglia nel letto di un perfetto sconosciuto è ancora annebbiata dall’alcol e non riesce a ricordare nulla della notte appena trascorsa. Ma oltre a ignorare tutto di Ethan, il ragazzo che dorme al suo fianco, e delle ultime ore passate con lui, non sa che il taxi che condivideranno quella mattina li accompagnerà incredibilmente nello stesso luogo: la sede di un sito di incontri, Boomerang, dove entrambi stanno per iniziare uno stage.
Dopo la presunta notte di passione, quella che avrebbe potuto trasformarsi in una bella storia d’amore rischia di morire sul nascere: Mia e Ethan, oltre a trovarsi in diretta competizione per attirare le attenzioni dei capi e ottenere l’unico posto di lavoro disponibile alla fine dell’estate, scopriranno a proprie spese che l’azienda ha una politica molto rigorosa e vieta qualsiasi genere di relazione tra i suoi dipendenti.
Riusciranno i due ragazzi – affamati di successo ma forse anche desiderosi di innamorarsi davvero – a rimanere concentrati sul loro futuro, oppure la passione li trascinerà sotto quelle lenzuola dove tutto è cominciato?

Questo libro apre la trilogia Boomerang, ha un punteggio di 3,77 stelline (su 5) su Goodreads e la bellezza di 1348 recensioni a 4 stelle.
Sono molto curiosa, e felice di avere la possibilità di leggerlo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

domenica 3 gennaio 2016

"Una scommessa per sempre" di Emma Hart

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Una scommessa per sempre" di Emma Hart, edito da Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Megan e Aston non potrebbero essere più diversi e in pubblico bisticciano come cane e gatto: lei è la classica studentessa perfetta con il naso sempre affondato tra le pagine di un romanzo; lui è uno di quelli che cambia ragazza ogni sera e pensa solo a sé. Ma c'è qualcosa di potente che li attrae l'uno verso l'altra, e basta una notte, un bacio rubato, per sconvolgere le loro vite. Eppure Aston non avrebbe mai voluto avvicinarsi così tanto a lei. Perseguitato da un'infanzia difficile, da demoni che si rifiuta di affrontare, sa che è l'unica che potrebbe strappargli quella maschera di indifferenza che ha deciso di indossare per proteggersi dal dolore. Megan invece teme che, stando insieme ad Aston, Braden, il loro migliore amico, da sempre iperprotettivo nei suoi confronti, possa sentirsi tradito. Però il loro amore è ogni giorno più intenso, più forte delle paure, dei dubbi e degli incubi che affollano le notti di Aston. È arrivato per loro il momento di mettersi in gioco: devono scegliere se mantenere segreta la loro storia o rivelarsi al mondo. Devono scommettere su loro stessi. Perché chi scommette sull'amore non perde mai.

Questa è stata una lettura che non credevo avrei mai fatto, lo ammetto.
Il primo volume della serie, "Scommettiamo che ti faccio innamorare?", non mi era piaciuto e non ne avevo fatto mistero.
Poi il caso ha voluto che lo trovassi a 7€ da Libraccio, in buone condizioni, e pensassi "Ok, dai. Una seconda chance non si nega a nessuno".

E magari sarebbe stato meglio fermarsi al primo, stavolta, perchè sebbene io abbia trovato la storia meno irritante, anche in questo volume si salta da un clichè all'altro con fin troppo entusiasmo, ritrovandosi a leggere qualcosa di cui si fa tranquillamente a meno.

Cominciamo da Megan, che è "la ragazza che legge" tipica di questo tipo di romanzi.
Quindi lo dico stavolta e che valga per tutte le letture future: basta Jane Austen. Basta "Orgoglio e pregiudizio". Basta Emily Bronte e "Cime tempestose". Basta anche "Piccole donne". Ora si è aggiunto "Tess dei d'Ubervilles", e sappiamo tutti perchè.
TUTTE le protagoniste "lettrici" leggono sempre e soltanto questi tre/quattro benedettissimi romanzi, e a questo punto ditelo, care autrici, che sono gli unici tre classici che avete letto.
Io fino a quando non troverò Dickens, Balzac, Wilde, Hardy, Woolf, Mann e tutta la pletora di autori di spessore che affollano la libreria di un vero lettore di classici, non vi prenderò sul serio.
Basta Mr. Darcy come modello di eroe romantico, che è un clichè talmente trito e riscaldato che ormai non se ne può più di trovarlo.
Tutto il personaggio di Megan, comunque, mi ha dato sui nervi: proprio non sono riuscita a farmela piacere, e questo già si trascinava dal primo libro quindi diciamo che no, non ho cambiato idea.
Aston, invece, è il personaggio a cui Emma Hart non ha reso giustizia.
Gli ha dato una storia personale struggente ma gestita in moo immaturo e con una prosa fin troppo elementare. Frasi smozzicate, pensieri esposti in modo disordinato, concetti importanti mollati lì.
Peccato, perchè da quello che poteva essere un Fidanzato di Carta con le maiuscole ci si ritrova con l'ennesimo "vorrei averti ma non posso averti", "devo allontanarmi perchè non ti merito" e via di questo registro. L'ennesimo "salto da un letto all'altro ma in realtà amo solo te", l'ennesimo "faccio l'idiota ma in realtà sono intelligentissimo", l'ennesimo ma anche basta, eh.
Non sta scritto da nessuna parte che avere un'infanzia drammatica ti trasformi in un saltatore di letti ed anzi, è uno dei clichè più stupidi in circolazione, quindi prendiamolo come proposito del 2016 quello di far sparire questa fesseria dal genere romance.

L'unico personaggio riuscito è quello del nonno di Aston. Lui mi è piaciuto un sacco, ecco.
Vai così, nonno.

La storia... Insomma, la sapete già. L'avete già letta mille altre volte, e sostanzialmente non ci sono grandi colpi di scena o sconvolgimenti di trama. Che lui e lei debbano finire insieme si sa dal libro precedente, ma diciamo che forse si poteva fare di più a livello di intreccio.
Capisco il concetto di letteratura leggera o d'evasione, ma dal nulla di nuovo al romanzo dell'anno ci sono infinite sfumature, e qui siamo in zona "nulla".
Stavolta lo dico sul serio: ciao ciao, Emma Hart. Senza rancore, perchè in fondo questo l'ho letto in un pomeriggio ed è stata una mia scelta.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 28 novembre 2015

"Wool" di Hugh Howey

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Wool" di Hugh Howey, edito da Fabbri Editori ed ora in edizione economica BUR (brossurato a 12€):
In un futuro apocalittico, in cui l'aria è diventata tossica e uccide, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Questo è il mondo di Wool: sottoterra uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Ma da cosa, esattamente? Lo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa, dopo anni di servizio decide di infrangere il tabù più grande di tutti: uscire, e andare incontro alla morte. Questa, decisione fatidica dà inizio a una serie di eventi terribili: gli abitanti di Wool dovranno presto imparare quanto sia malato il loro mondo.

Questo mese il Domino Letterario mi ha portata a leggere un libro che era nella mia pila TBR da mesi, perché mi sono agganciata a Federica e al suo "Ancients: il grande freddo" di Luigi Claudio Viagrande con cui condivideva i colori sul rosso/arancio/marrone scuro della copertina e l'idea di un mondo desolato.
Ho acquistato a scatola chiusa l'intera Trilogia del Silo appena è uscita in edizione economica, e quindi eccomi qui mesi dopo a parlarvene.

Questo romanzo è straordinario.
La cura nel dettaglio, la perfezione che caratterizza l'incastro di ogni ingranaggio, i dialoghi efficaci, le descrizioni pressochè perfette: Hugh Howey non avrebbe potuto fare di meglio, con il mondo desolante e frustrante in cui ha confinato ciò che resta dell'umanità.
Un mondo fatto di metallo, che sprofonda nelle viscere della Terra per centinaia di piani, e dal quale uscire equivale a una vera e propria condanna a morte.
Anzi, il desiderio stesso di uscire è considerato un atto di grave insubordinazione, e come tale viene punito proprio con l'espulsione dal Silo.

Ciò che del mondo esterno è dato di vedere è... Il nulla, o meglio una specie di landa aperta priva di qualsiasi variante, e d'altronde là fuori si muore d'intossicazione dopo poco tempo: come potrebbe mai esserci qualcosa di diverso dal nulla?
Questo squarcio di vita in superficie è possibile vederlo grazie a quelli che potremmo definire degli enormi cannocchiali, le lenti dei quali vengono pulite ogni volta che qualcuno vine condannato all'esilio dal Silo.
Sostanzialmente non solo vieni mandato a morire, ma l'ultima cosa che fai è dare una mano a chi ti sta condannando a morte: una logica crudele, ma che in fondo sembra aver garantito la sopravvivenza della comunità per decenni, nonostante occasionali rivolte.

Ed è proprio da qui che parte la nostra storia, dal momento in cui, attraverso i pensieri dello sceriffo Holston e i suoi ricordi di frammenti di conversazioni con la moglie, morta da tempo, iniziamo a sospettare che ci sia sotto qualcosa.
Che non sia proprio tutto com'è presentato, e che forse la verità dietro al Silo, e alle sue regole, è più terrificante del previsto.

Protegonisti della storia sono peronaggi unici, che ho apprezzato dalla prima all'ultima pagina, a  cominciare da Juliette: genio della meccanica, una storia famigliare non proprio rose e fiori e un carattere forte, che nemmeno un amore finito tragicamente ha potuto annientare.
Si trova immersa nelle oscure trame del Silo e ciò che scoprirà del suo mondo la destabilizzerà...
Dandole però la spinta necessaria a lottare sul serio per ciò in cui crede.
Ad esempio per Lukas, che sogna di vedere le stelle e che è l'unico a non smettere per un solo secondo di lottare per lei.
Lukas mi è piaciuto TANTO, e non vedo l'ora di ritrovarlo nel volume seguente.

Il ruolo del cattivo spetta all'ambiguo e viscido Bernard, che però...
Sarà davvero lui, il responsabile di un sistema così atroce?
O forse anche lui è solo una pedina su una scacchiera talmente grande da rendere impossibile a chiunque di vederla?
Il suo personaggio mi ha affascinata, perchè se da un lato è molto facile condannare ogni sua azione fredda e calcolatrice, dall'altra....
Dall'altra c'è troppo di non detto, e soprattutto c'è troppo che lui non rivela per poterlo davvero inquadrare.
La vita nel Silo è sostanzailmente l'incubo di ogni claustrofobico (presente!), in quanto dal Silo NON SI ESCE. Si sale e si scende, ci si muove da una stanza all'altra, ma sempre al chiuso e sempre con la consapevolezza di essere nel sottosuolo.
Per il resto, esiste una gerarchia basata sulle diverse competenze, che relega minatori e meccanici sul fondo, gestione informatico-elettronica nel mezzo e potere esecutivo e militare in alto.
Ogni fascia ha un suo vicesceriffo, che garantisce l'ordine della sua parte di piani, e tutti fanno rapporto allo Sceriffo con la S maiuscola, che lavora con il Sindaco perchè tutto fili liscio come l'olio senza il minimo intoppo.
Ogni disordine è pericoloso, e pertanto viene sopito in fretta e con freddezza, senza perdere tempo in convenevoli.

Riuscite a immaginare qualcosa di peggio?
Un mondo diventato tossico per chiunque, vivere sottoterra in quelli che sostanzialmente sono grossi scatoloni di cemento e metallo blindati...
Senz'alcuna possibilità di scelta, perchè qui TUTTO è controllato: per diventare genitori bisogna vincere alla Lotteria la possibilità di fare un figlio (una forma rigidissima di controllo delle nascite, ma necessaria per non sovraffollare il Silo) e questo accade, ovviamente, ogni volta che qualcuno muore; le relazione di tipo sentimentale sono proibite se non ufficiali, e questo vuol dire sostanzialmente che nella vita avrai un partner solo, e devi solo sperare di aver scelto bene da subito perchè non hai margine di errore; ogni malessere è un pericolo per tutti.

Da questa situazione non può venir fuori nulla di buono, e infatti...
Non volendo svelare nulla della trama, dico solo che il ritmo del libro è decisamente sostenuto, e vi troverete sul bordo della sedia incapaci di smettere di leggere.
Howey è bravissimo nel seminare ovunque piccole e grandi rivelazioni, colpi di scena, cambi di prospettiva, e questo senza mai perdere il filo del discorso.
Credo di non aver mai letto 552 pagine così in fretta, ma DOVEVO sapere.
Dovevo sapere cosa sarebbe successo a Juliette, a Lukas, a Bernard.
Dovevo sapere se davvero l'umanità sul pianeta fosse tutta lì, dovevo sapere cosa fosse successo di così terribile da ridurre gli uomini a dei topi industriosi relegati nel sottosuolo.

Vengono date molte rispsote, ma tantissime questione restano volutamente apert e non chiarite, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano "Shift", secondo volume della trilogia, perchè vorrete davvero iniziarlo un secondo dopo aver voltato l'ultima pagina.
E' uno dei romanzi distopici migliori che abbia mai letto, e si porta a casa cinque stelline senza alcuna fatica. Dovessi consigliare a qualcuno un romanzo distopico ora, gli direi questo.
E quindi lo consiglio a voi!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 17 novembre 2015

"Il potere della lista" di Roxanne St. Claire

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il potere della lista" di Roxanne St. Claire, edito da Fabbri Editori (rilegato a 16€):
Da trent’anni, ogni anno, gli studenti della Vienna High aspettano un evento con grande trepidazione: la pubblicazione della Lista, la classifica delle ragazze più belle e popolari della scuola. Tra le dieci elette, questa volta compare anche il nome di Kenzie Summerall e lei stessa è la prima a stupirsi. Kenzie è tutto il contrario della ragazza cool: non viene invitata alle feste esclusive, non ha mai avuto un fidanzato e la sua unica passione è il latino. Tutti i compagni di scuola, poi, la ricordano soprattutto per un evento drammatico: la morte di suo fratello Conner, vittima di un tragico quanto inaspettato incidente di cui lei si sente responsabile. La Lista, però, ribalta completamente la vita di Kenzie, che comincia a riceve le attenzioni dei ragazzi – e in particolare quelle di Josh, di cui è innamorata dai tempi delle medie e che non l’ha mai filata – e strani messaggi in latino che sembrano avvertirla di un pericolo imminente. Ma la faccenda si fa davvero inquietante quando le ragazze della Lista iniziano a morire in circostanze sospette... In un crescendo di colpi di scena ed enigmi da decifrare, Kenzie si ritrova ad affrontare situazioni in bilico tra la vita e la morte, fino a scoprire una verità inaspettata che affonda le radici in un passato lontano.

Ringrazio moltissimo Fabbri Editori per la copia digitale del romanzo, che mi incuriosiva tantissimo e che ho letto subito, appena arrivato.
La trama aveva catturato la mia attenzione, e quindi sono stata molto contenta di vedermelo proporre.

Detto questo, veniamo a noi e a questo romanzo YA dal sapore vagamente thriller.
Kenzie è una ragazza che ama il latino, la lettura e i pomeriggi passati con l'amica Molly.
Nella gerarchia scolastica sono su uno degli ultimi gradini, ma...

Ma all'improvviso Kenzie si trova sulla Lista: la lista delle dieci ragazze più attraenti della scuola.
E in quinta posizione, per di più.
Pur trovando l'intera faccenda puerile e ridicola, deve ammettere fin da subito che ora tutti la guardano in modo diverso: i compagni, il personale scolastico, persino gli amici di sempre come Molly. Addirittura la sua cotta di sempre, Josh Collier, sembra finalmente notarla.
Come se all'improvviso essere su quella lista volesse dire essere diventata qualcosa di diverso e di migliore. Kenzie sa che è solo uno stupido gioco, ma non riesce a non rimanerne almeno un po' abbagliata.

Se non fosse che non appena entrata nella Lista iniziano a succederle cose assurde, e soprattutto pericolose.
Un'auto nera che la manda fuori strada, il gas che le invade la cucina per colpa di una manopola lasciata misteriosamente aperta, la sopraccitata auto nera che per poco non la trasforma in marmellata quando la incrocia per una seconda volta: coincidenze?
Kenzie non ci crede, soprattutto per via dei criptici sms in latino che le arrivano in corrispondenza di ogni "tragedia quasi avvenuta". Sms capaci di auto-cancellarsi dopo la lettura, e che sembrano un po' minacciarla e un po' prenderla in giro.

Quando una persona che lei credeva intoccabile all'improvviso muore, in circostanze che vanno oltre il misterioso, le è chiaro che non si tratti di un gioco, e che probabilmente finire sulla Lista è stata la cosa peggiore che potesse capitarle.
Grazie ancora a Fabbri Editori per la copia digitale del romanzo <3
Non potendovi dire altro della storia, voglio parlare brevemente di ciò che mi ha convinta e ciò che invece mi ha lasciata perplessa, partendo da queste ultime cose.

Non mi è piaciuto ritrovare ancora una volta il cliché della famiglia assente che più assente non si può e del genitore oltre lo svaporato.
Inoltre ultimamente le famiglie dei protagonisti YA abbondano di fratelli deceduti, e se all'inizio la cosa mi suscitava empatia nei confronti del/della protagonista, adesso mi lascia abbastanza indifferente. 
Credo che un bravo autore riesca a costruire una trama efficace e un personaggio accattivante senza bisogno di incasellarlo eccessivamente, e invece Kenzie da questo punto di vista è un personaggio abbastanza banale e già visto.

Questa però è l'unica critica che posso fare, perché il libro mi è piaciuto e mi ha sicuramente coinvolta, visto che quando l'ho aperto mi sono trovata a leggere le prime cento pagine così, tutte di fila. 
Mi è piaciuto il modo in cui Roxanne St. Claire ha saputo creare una senso di ansia crescente, portando più volte Kenzie sull'orlo della paranoia.
Mi è anche piaciuto molto il personaggio di Levi, che all'inizio sembra il classico bad boy da YA americano, e invece si rivela almeno in parte diverso. 

E' un romanzo che mi ha sorpresa perché quando l'ho iniziato mi aspettavo tutt'altro sviluppo, e invece quello che ho avuto è stato qualcosa di decisamente non banale e non scontato, che mi ha fatto finire il romanzo in un giorno. 
Scorrevole, dal ritmo accattivante e con dialoghi che mi hanno quasi sempre convinta, è sicuramente una lettura che mi ha intrattenuta molto.

Lo consiglio a chi ama leggere romanzi YA ma sente di aver bisogno di qualcosa di leggermente diverso; a chi ama i misteri e le storie tendenti al dark; a chi brama una storia dallo sviluppo e dal finale assolutamente inediti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3