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domenica 4 gennaio 2015

Un 2014 a tutta lettura

Buongiorno fanciulle!
Il post di oggi è una panoramica delle mie letture del 2014.
Che è stato decisamente un buon anno, in cui mi sono parecchio divertita.

Per tenere conto di quello che leggo e di quanto mi sia piaciuto io utilizzo Goodreads, anche se a volte alcuni dei libri che leggo non sono presenti sulla piattaforma e quindi non posso registrarli (soprattutto la saggistica, o magari qualche reminders fuori catalogo da una vita).
Detto questo, nel 2014 ho registrato 103 libri sul mio account (a cui aggiungere circa 5/6 saggi astrusi di cui sopra), e li trovate in questa carrellata di foto che altro non sono che le schermate del sito ritagliate.

Per chi non avesse familiarità con Goodreads, le letture sono poste in quest’ordine: dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra.
Avendo letto 103 libri ho quindi 5 schermate da 20 libri, ed una da 3 che sono state le mie prime letture del 2014:
Tra questi, il mio preferito sicuramente “L’analfabeta che sapeva contare” di Jonas Jonasson, mentre delusione suprema da Meg Wolitzer ed il suo “The Interestings”: uno di quei libri i cui protagonisti sembrano senza sapore e senza spessore, in cui la storia è un susseguirsi di banalità e della quale persino il finale è privo di consistenza. 
L’hanno anche tradotto in italiano, ma visto che non ne ho sentito parlare granché devo dedurre che non sia stato (e a ragione) questo folle successo.
Se i protagonisti sono un gruppo di ragazzi che chiamano se stessi “gli interessanti” almeno un minimo di interesse dovranno suscitarlo, no?
Invece nulla. Coinvolgimento zero.
Con questi le cose migliorano, assolutamente!
L’autobiografia di Morrissey, che mi ha permesso di apprezzare appieno la musica degli Smiths.
Gli ultimi volumi della prima saga di Percy Jackson (l'autore è Rick Riordan), e non vedo l’ora di tornare a casa e immergermi nella seconda ricevuta per Natale.
I primi due volumi delle “Lunar Chronicles” di Marissa Meyer, “Cinder” e “Scarlet”, saga che adoro, e di cui aspetto con ansia la conclusione in uscita quest’anno.
La biografia romanzata di Wallis Simpson, “Lunar Park” di Bret Easton Ellis” ed il mio amato “The Flamethrowers” di Rachel Kushner.
Uniche note negative di questo secondo blocco sono “While we were watching Downton Abbey” di Wendy Wax (romanzetto rosa davvero scontatissimo, non so nemmeno perché l’ho letto) e “The first phone call from heaven” di Mitch Albom (colpo di scena finale: le chiamate non vengono dal Paradiso. Ma dai?! Ho adorato “Le cinque persone che incontri in cielo” ma questo mi è sembrato un po’ deboluccio).
Altra carrellata, e anche qui tante belle letture.
Faccio prima a dirvi cosa NON mi è piaciuto: “Andorra” di Peter Cameron, che ha scritto di molto meglio; “Il nostro amore è per sempre” di James Patterson, perché ha riscritto “The fault in our stars” di John Green mischiandolo con “Nick & Nora’s Infinite Playlist”. Nulla di originale, stessa identica storia di due adolescenti che si conoscono quando si ammalano di cancro e indovinate un po’? Si innamorano. E indovinate cosa succede dopo? Lui muore. Esattamente la stessa identica storia. Poteva cambiare le carte in tavola e far morire la protagonista femminile, almeno. 
Dico solo che l’ho preso, letto in un pomeriggio e riportato indietro con lo scontrino per cambiarlo con un altro libro (faccia tosta a mille, lo so).
Di quelli belli invece sicuramente “Stoner” di John Williams, “Golden Boy” di Abigail Tarttelin, “Less than zero” di Bret Easton Ellis e ovviamente “Il mio disastro sei tu” di Jamie McGuire, perché ho un debole per i punti di vista maschili.
Questa carrellata mi è piaciuta tutta tranne “Bark” di Lorrie Moore, una raccolta di racconti noiosi da morire e di cui alcuni sembravano persino privi di un vero finale ed “Il quadro mai dipinto” di Massimo Bisotti
I dialoghi di questo libro sono terrificanti perché ogni personaggio fa un monologo di trenta righe ogni volta che apre bocca, ed è strapieno di frasi che sono perfette come tweet o status su Facebook ma che tutte insieme non riescono ad andare a comporre un romanzo efficace. 
Ha avuto un discreto successo grazie alla diffusione sui social network, ma perché appunto contiene tante belle frasi. 
Questo glielo riconosco, ma come storia, come romanzo, non ci siamo. 
Era bellissima l’idea, però: un quadro da cui sparisce la protagonista, un viaggio attraverso Venezia che è sempre una città affascinante… Mi piaceva moltissimo. Ma poi ho iniziato a leggerlo e mi trovavo a sbirciare avanti cercando di superare monologhi ridondanti e senza scopo, pensando “Ok  ma quando succede qualcosa?!” e non succedeva mai nulla.
Invece amore per “Norwegian Wood” di Murakami, “Soffocare” di Chuck Palahniuk, “Memoria delle mie puttane tristi” di Gabriel Garcia Marquez e per i romanzi young adult letti in questa fase: “Cress” (proseguo delle Cronache Lunari), “Chi è Mara Dyer” di Michelle Hodkin, e gli ultimi due volumi usciti della saga spin-off di “Vampire Academy”, “The Fiery Heart” e “Silver Shadows”, entrambi di Richelle Mead
Altra carrellata bella, di cui ho particolarmente apprezzato “Il tuo meraviglioso silenzio” di Katja Millay, “Il guardiano del faro” di Camilla Lackberg, “Gray” di Francesco Falconi e “Dell’amore e di altri demoni” di Gabriel Garcia Marquez. Belli anche “Uno splendido sbaglio” di Jamie McGuire e “The 5th wave” di Rick Yancey.
Non mi è piaciuto “Il risveglio" di J. R. Ward, il primo della saga della Confraternita del Pugnale Nero, ma ho capito essere un problema di traduzione, e infatti qui sotto…
In questa carrellata ci sono i successivi sette libri della saga di J. R. Ward, che in originale mi sono piaciuti molto,
Ora mi sono presa una pausa (dopo averne letti otto nel giro di due mesi) ma conto di riprendere la serie perché è davvero appassionante.
Altre letture piacevoli sono state il volume conclusivo della trilogia di Mara Dyer (in italiano non è ancora uscito), i primi due della nuova trilogia di Lauren Kate, “Teardrop” e “Waterfall”, e i due volumi di Gayle Forman “Resta anche domani” e “Resta sempre qui”
Verso la fine dell’anno ho letto i due titoli peggiori dell’anno, giusto per finire l’anno alla grande (ahahah), ovvero i primi due titoli de “Il diario del vampiro” di Lisa Jane Smith
Scritti malissimo, personaggi odiosi o privi di spina dorsale, trama a dir poco ridicola.
Belle le copertine, se proprio dobbiamo dire qualcosa di carino.
Ma per fortuna in parallelo ho scoperto una nuova autrice che mi piace, ovvero Katie McGarry.
Della sua serie “Pushing the Limits” in italiano sono usciti per DeAgostini i primi due titoli, “Oltre i limiti” e “Scommessa d’amore” (il cui titolo originale, “Dare You To”, era molto più agguerrito, ma a volte i traduttori devono metterci lo zampino). In inglese è però uscito anche un libro che si colloca a metà, una sorta di 1,5 insomma, dal titolo “Breaking the rules”, ed è stata l’ultima lettura in assoluto del 2014 visto che l’ho finito il pomeriggio del 31. Se vi è piaciuto “Oltre i limiti” cercatelo, anche in lingua originale, perché è un inglese facile e scorrevole, e completa la storia di Echo e Noah in modo decisamente appropriato.

Nel complesso, davvero un buon anno, e se vi stupisce la carenza di classici, il motivo è essenzialmente uno: ne ho già letti una montagna.
Il fenomeno letterario “young adult” è esploso quando io ormai young adult non lo ero più, e sostanzialmente io dai 13 anni ho passato tutto il periodo medie-liceo-inizio università a leggere classici, al ritmo di circa 100 libri all’anno.
Ora si tratta per lo più di andare scovare quelli che mi sono lasciata sfuggire, o che non ho avuto il coraggio di prendere in mano: ad esempio nel 2014 ho letto “Pamela” di Richardson, cosa che non avevo mai osato fare e che ha confermato ciò che pensavo: una noia mortale, Pamela insopportabile e odio profondo per la parola “virtù”, che appare ogni due righe per circa 900 pagine di tomo.
E mentre li cerco mi diverto con qualche lettura più contemporanea , meno impegnativa, ma che di sicuro mi intrattiene :)

Se avete un libro del cuore da consigliarmi nei commenti io sono tutta orecchie :)
Un bacio a tutte e buona domenica <3

sabato 6 dicembre 2014

Blogmas Day 6: Top 10 Libri del 2014 (paper edition)

Buongiorno fanciulle!
Siamo alla seconda casellina aperta, e oggi voglio chiaccherare con voi dei libri più belli che ho letto su carta nel 2014.
Mi riservo di tornare ed aggiungere qualcosa nel caso Dicembre mi riservi una scoperta letteraria strepitosa, ma per ora i miei dieci preferiti dell'anno sono questi.

Sono libri di genere diverso, dalla saggistica al romanzo young adult, dal paranormale al giallo, perchè quando dico che leggo di tutto sono sincera.
Non sono mai riuscita a chiudermi in un unico genere letterario, e spero di non farlo mai.

Ecco la mia pila di consigli:
Non riporto la "trama", ma il mio pensiero sui libri.
Su ciò che mi ha trasmesso, e le emozioni che a mio parere suscita.
Vado più o meno in ordine di cronologico, dal primo che ho letto in avanti:
Questo è appena uscito in italiano per Einaudi come "Longbourne House", ed è per tutte le fan di Jane Austen là fuori.
Io sarò sincera, continuando a leggere mi sono resa conto di averla un po' mitizzata Jane Austen. Resta una bravissima romanziera, e nessuno le toglie di aver scritto storie indelebilmente scolpite nella cultura popolare a livello mondiale.
Ma resta molto più limitata di molte autrici donne a lei contemporanee o addirittura antecedenti, in parte per una precisa scelta personale.
In questo libro Jo Baker ripercorre le vicende contemporanee e immediatamente precedenti ad "Orgoglio e Pregiudizio", narrando la storia dal punto di vista della servitù. Avete presente lo schema narrativo di "Downton Abbey", con il piano della servitù e quello dei padroni del maniero? Ecco, l'idea è quella.
Mi sono divertita moltissimo a leggere delle sorelle Bennet da un altro punto di vista, e sono contenta che Einaudi l'abbia portato in Italia perchè è un esperimento di reinterpretazione riuscito che nulla toglie al romanzo originale.
Di questo ho già parlato, era in un post sui preferiti del mese una vita fa.
Ma l'ho riletto, da allora, e soprattutto nel frattempo è uscito anche in italiano come "I lanciafiamme".
Rachel Kushner ha creato una storia unica nel suo genere, ed una protagonista in cui mi sono rispecchiata pur non assomigliandole assolutamente.
Un'aspirante artista, desiderosa di creare qualcosa di unico ed innovativo, legata ad un compagno italiano più maturo e più ricco, artista affermato ed uomo distaccato.
La ricerca di se stessa e della sua forma d'espressione perfetta la porta ad esplorare ogni possibilità che le si presenti: dallo sperimentare le forme artistiche più disparate al vivere una relazione totalmente priva di regole e stabilità, dal partecipare a pericolose gare di motociclismo, al farsi trascinare in cortei di protesta nell'Italia degli anni Settanta, al concedersi di vivere una nuova relazione con un uomo ancora una volta sbagliato ma forse proprio per questo perfetto.
È un romanzo di formazione, ma è soprattutto la voce di una ragazza che ancora non sa cosa vuole ma sa di voler volere qualcosa, e cerca in ogni modo di andarselo a prendere, questo qualcosa.
Questo piccolo saggio mi ha catturata per il titolo.
Il perdono infatti non è una tematica di cui si parla spesso: si parla di tradimento, passione, desiderio, rabbia, tristezza, e il perdono resta lì in disparte, trascurato.
A volte sembra un atto di debolezza, o qualcosa che si concede dall'alto della propria posizione.
Massimo Recalcati invece affronta questa tematica da un duplice punto di vista: quello di chi perdona e quello di chi non lo fa.
Non condanna nessuna delle due scelte, ma le analizza al microscopio, in modo scientifico ma allo stesso tempo appassionato, non asettico e puramente razionale.
Mi ha fatto riflettere molto su cosa ho effettivamente perdonato, e su cosa invece ho solo creduto di perdonare. Su quale sia il mio limite personale, e su cosa proprio non potrei mai perdonare, a nessuno.
Perchè il perdono, quello vero, non è un atto di debolezza: ci vuole coraggio e determinazione per dire a chi ti ha ferito che potete ricominciiare da lì e farlo sul serio, per non recriminare alla prima occasione o al primo litigio quello che si aveva detto di aver perdonato.
Se ti perdono il passato non conta più, se ci si dà una seconda occasione non dev'essere soffocata dagli errori della prima, ed è proprio per questo che il perdono non è una debolezza, ma un atto di coraggio.
Questo libro è uno di quelli che andrebbero letti, prima o poi.
Max Walker è un ragazzo apparentemente perfetto, appunto un ragazzo d'oro.
Ma dietro ai bei capelli ed al buon carattere, c'è un ragazzo che non sa chi sia o cosa sia. Max è un ermafrodito, e l'autrice ci guida attraverso il suo sviluppo, dando voce a quelle che sono le domande tipiche dell'adolescenza e della crescita ma da un punto di vista davvero particolare.
Max è totalmente privo di difese e prigioniero di un corpo che sembra animato da vita propria, incapace di decidere da che parte stare.
È una vita doppia e allo stesso tempo una vita a metà, narrata con l'ausilio di importanti spiegazioni sulla realtà dell'ermafroditismo e di genetica che aiutano a capire fino in fondo la storia di Max.
Ricordo che avevo scritto in precedenza, parlando di questo libro, che "se non vi viene voglia di abbracciare Max Walker e fare da scudo tra lui ed il resto del mondo, siete davvero cattive persone" e continuo a pensarlo.
Max è un Bambi contemporaneo, e il mondo a lui circostante il cacciatore.
E come si può non amare e voler proteggere Bambi?

Nel caso vi foste mai chiesti come mai questo tipo di anomalia della differenziazione sessuale porti questo nome, deriva da Ermafrodito, figlio di Ermes ed Afrodite nella mitologia greca.
Cresciuto dalle ninfe, un giorno si trova sulle rive di un lago dove scorge la ninfa Salmace.
La ninfa si innamora perdutamente di lui, e nel momento in cui Ermafrodito entra nel lago chiede agli dei di non doversi mai più separare da lui: Salmace ed Ermafrodito vengono fusi in un'unica creatura, metà uomo e metà donna.
Non ho più il libro da mostrarvi perché l'ho regalato ad un'altra
lettrice, quindi ho recuperato una foto vecchia da Instagram per farvi
vedere la copertina.
Lasciamoci alle spalle le tematiche impegnative, e passiamo a qualcosa di più leggero, che ne dite?
Gabriel Garcia Marquez quest'anno è stato scoperto o riscoperto da moltissimi lettori, anche grazie all'idea di Mondadori di riproporre le sue opere principali in edizione economica a 5€.
Io avevo già letto "Cent'anni di solitudine" e "L'amore ai tempi del colera", ma questo è diventato il mio preferito.
"Memoria delle mie puttane tristi" è una storia delicata e raffinata, di un uomo che giunto vicino alla fine della sua vita si permette di scoprire l'amore. 
È una storia di passione e prime volte, e di voglia di rivincita.
È il bilancio di una vita, ed allo stesso tempo è l'inizio di una vita nuova, che per quanto breve possa essere alla fine è presentata come la sua vita "vera", a cui è finalmente arrivato.
Si legge in un pomeriggio, ma resta nel cuore per giorni.
Eccoci al young adult, ed anche un po' paranormale.
Anna e Bennet sono due coetanei come tanti, con una differenza.
Hanno la stessa età, ma Anna vive nel 1995 e Bennet vive nel 2012.
Si incontrano perchè Bennet può viaggiare nel tempo, e sì, questa è essenzialmente una storia d'amore.
Da un certo punto di vista scontata e magari nemmeno troppo originale.
Ma a me ha catturato dalla prima all'ultima pagina, ed è l'unica serie che ho finito desiderando ardentemente un altro libro (sono solo due, il secondo è uscito in italiano con il titolo "Away").
È scontata la tematica ma non il suo sviluppo: Bennet non può andare nel futuro, non può viaggiare più indietro della propria nascita, non può cambiare in modo significativo gli eventi. E vivere diviso tra le sue due contemporaneità lo distrugge, perchè quando è con Anna è in un mondo non suo, ma quando è nel suo mondo manca l'unica persona che vorrebbe accanto a sè.
Non posso dire altro perchè se no vi racconto la storia fino alla fine, ma questo libro mi ha fatto riflettere su due punti: il primo è il nostro desiderio innato di poter tornare indietro e agire in modo diverso. Mi piace che lui non possa farlo, perchè il nocciolo della questione non è "torno indietro e faccio B invece di A", è dire "ho scelto A e non è andata come volevo, ora mi rimbocco le maniche e miglioro le cose". 
E questo vale per la vita di ogni giorno.
Il secondo punto è su quanto di noi siamo effettivamente disposti a sacrificare per le persone che amiamo. Bennet per Anna sacrifica una parte significativa della sua contemporaneità, ed Anna rinuncia alla stabilità ed alla sicurezza per legarsi a qualcuno che un giorno potrebbe non riuscire a tornare da lei, bloccato in un futuro in cui lei ha più di trent'anni.
E anche se se uno dei grandi classici delle liti è "Io per te ho rinunciato a...", molto spesso in realtà non sono rinunce. A volte è uno scegliere la strada più sicura, o quella più comoda, e prima lo ammettiamo a noi stessi meglio è.
"Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde è uno dei miei classici preferiti, da sempre.
Letto più volte, ad età diverse, e ne ho amato ogni sfumatura.
Francesco Falconi parte dalla figura di Dorian Gray per scrivere un romanzo completamente nuovo che non vuole essere una trasposizione dell'originale ma che ne porta con sè lo spirito.
Porta Dorian fino ai giorni nostri, vittima di una maledizione che si è autoinflitto e a cui non riesce a scappare.
Ha un cuore pieno di amarezza e dolore, di rabbia e anche un po' di cattiveria, perchè è uno di quei personaggi che incarnano la doppia natura di vittima e carnefice.
La vicenda è narrata in terza persona, ma dal punto di vista alternato di Dorian e della protagonista femminile, Layla (anche lei molto singolare. Più penso a questo libro e più mi convinco che sia uno di quei romanzi in cui non c'è NULLA di scontato o banale).
Ho amato questo personaggio, in ogni sfaccettatura, in ogni debolezza ed in ogni momento felice, e credo che Falconi sia uno degli scrittori italiani da tenere d'occhio.
Accidenti, è davvero difficile partire da 94 libri e sceglierne dieci.
Ma questo dovevo proporvelo, anche se so che non è per tutti.
È una biografia romanzata di Wallis Simpson, la donna per cui Edward VIII d'Inghilterra ha abdicato, e che ha sposato nonostante la fervente opposizione sociale e politica alle sue nozze con una pluridivorziata di dubbie simpatie politiche.
Odiata dalla stampa inglese dell'epoca e accusata più forte di essere filonazista (anche se di fatto non se n'è mai avuta la certezza), è una figura che mi ha affascinata a lungo.
È l'outsider che arriva al traguardo, è la comune cittadina che conquista l'erede al trono, ma il romanzo indaga fino a che punto siano tutte rose e fiori, essere imprigionate nella "più grande storia d'amore di tutti i tempi", e fino a che punto Wallis sia la donna fredda e calcolatrice che è sempre stata dipinta, e quanto invece fosse una donna come tante altre, piena di insicurezze e fragilità. 
Non bella (anzi, a parte una finestra della sua vita, potremmo anche dire che tendeva al bruttino) ma incredibilmente affascinante, tutt'altro che perfetta ma anzi capricciosa e spesso prepotente, spaventata e priva di scudi di fronte ad una società che non l'hai mai accettata perchè sempre "troppo X" o "non abbastanza Y".
È stata anche accusata di ermafroditismo, in un'epoca in cui di questa anomalia sessuale si sapeva pochissimo (e di cui molto probabilmente non era vittima).
Su questo personaggio ho anche letto una biografia vera e propria, intitolata "That woman" e scritta da Anne Sebba, che è più attendibile dal punto di vista strettamente storico.
Anche questo è finito nei preferiti del mese, per la precisione in questo qui.
E so che mi ripeterò, ma voglio provare a parlarne in modo diverso.
Josh è un ragazzo che ha perso tutti, e che trova conforto e forza solo nella creazione di qualcosa (ovvio meccanismo di compensazione) attraverso il suo grande talento per la falegnameria.
Nastja invece il suo talento l'ha perso, e da quel momento si è chiusa in un mutismo assoluto. Non parla da più di un anno, quando incontra Josh.
Che in un certo senso le assomiglia moltissimo: sembra circondato da un invisibile campo magnetico che tiene tutti a distanza, esattamente ciò che sperava di fare Nastja con il suo silenzio.
Josh diventa l'unica persona con cui è in grado di comunicare davvero, e Nastja diventa l'unica che Josh si concede di desiderare accanto a sé.
Non è tanto una storia d'amore quanto una storia di solitudini che si trovano, in un momento che è giusto e sbagliato insieme.
Il libro è pieno di frasi che non ho resistito alla tentazioni di ricopiare sul mio quaderno, e l'unica nota che vorrei aggiungere è che amo il titolo ma non trovo adatta la copertina, perchè mi fa pensare "Oh, un altro romanzo di sesso, amore e drammi" mentre non c'è praticamente sesso, l'amore che c'è è al di fuori di ogni romanzetto e non ci sono i soliti drammoni esagerati (Josh in fondo vive un dramma relativamente comune: è un ragazzo che ha perso i genitori e la sorella troppo presto. E purtroppo succede: incidenti d'auto, malattie... Sono cose normali.) o fin troppo coloriti.
Mi è piaciuto perchè l'ho trovato autentico, e anche se presenta delle leggere imperfezioni o parti che potevano magari essere più emozionanti, secondo me il punto è proprio questo: non c'è sensazionalismo inutile, solo una bella storia.
Lo so, sono sette, e non uno. Ma per parlarvi di "Il guardiano del faro" non posso prescindere dal fatto che sia l'ultimo di una serie di gialli.
Ho provato a rileggerlo pensando se potesse essere apprezzato anche come stand-alone, e la risposta è ni.
Da un lato il caso narrato nel libro si apre e si conclude all'interno del volume, e quindi l'indagine può essere seguita senza alcun limite o difficoltà anche senza aver letto gli altri sei.
Ma i protagonisti (il poliziotto e la giornalista/detective) risultano sbiaditi e privi di senso, perchè la loro storia inizia nel primo libro e si sviluppa di volume in volume.
È come iniziare a vedere un film dalla metà.
E quindi io inserisco questo in particolare tra i preferiti dell'anno, perchè questo giallo è attuale come non mai ma premetto che per apprezzarlo davvero va letta la serie.
Parla di mafia, di violenza sulle donne e di frodi finanziarie (più attuale di così...) e lo fa sullo sfondo di un'isola misteriosa su cui svetta un faro che da icona di salvezza diventa al contrario simbolo di spaesamento, solitudine e paura.
Ogni libro della serie, e questo non fa eccezione, presenta una storia contemporanea ed una molto antecedente, in questo caso collocata diversi secoli prima. E più ci si avvicina alla fine più si capisce quanto siano legate, e quanto si completino.
Come in ogni serie, ho i miei preferiti, e in questo caso sono il primo, il secondo ed il settimo. Il sesto mi piaceva molto ma ho capito troppo presto come andava a finire e in un certo senso non mi sono goduta le ultime sessanta pagine.
Cercate "La principessa di ghiaccio", in economica o ancora meglio in biblioteca, e date una sbirciata. Io non sono una lettrice accanita di gialli, anzi in genere salto proprio quella sezione in libreria, ma questa serie mi ha conquistata.

Non ci credo, sono riuscita a limitarmi a 10.
E a non stordirvi eccessivamente di parole, o almeno credo.
Nel caso l'abbia fatto, chiedo perdono, non ho il dono della sintesi.
Forse quando lo distribuivano ero in coda per il sarcasmo.

Spero vi sia utile, o che semplicemente vi dia l'ispirazione, o riducendo ancora le aspettative di non avervi annoiate a morte :D
Un bacio a tutte, fanciulle, e a domani <3

mercoledì 2 aprile 2014

March Favorites/ I preferiti di Marzo

Buon pomeriggio a tutte!
Questo è uno di quei momenti in cui l'unica cosa che vorrei fare è prendere a sberle qualcuno, ma invece faccio un bel respiro e vediamo se la "blog therapy" funziona.

Siamo all'inizio di Aprile, ed è quindi il momento di vedere chi è stato consumato/spremuto/finito a Marzo.
A partire dagli smalti, che nel corso del mese sono stati essenzialmente tre:
"Funny Face" è arrivato proprio a Marzo nella mia collezione, e lo vedete qui.
Gli altri due erano già in dotazione, e sulle unghie sono così:
Essie, Essie e ancora Essie: sto diventando monotona.

Legata agli smalti è questa piccola meraviglia super low cost che però velocizza moltissimo il cambio smalto:
E' una delle novità Essence per il 2014, e ha la stessa efficacia di quella proposta da Sephora (che però costa quasi tre volte tanto). Il "trucco", per far durare più a lungo queste spugnette, è davvero banale: quando (dopo tanti utilizzi) vedete che il solvente è diventato scuro e vi macchia le dita, versatelo tutto in una bacinella e cambiatelo con del solvente nuovo, agitando bene bene a tappo chiuso per farlo penetrare in tutta la spugnetta. Io guadagno almeno un mese di uso, così.

Abbandoniamo le mani, e concentriamoci su un'altra parte del mio corpo che, a differenza di tante altre, mi piace: le labbra.
Questo mese, nonostante il trucco sia stato davvero minimal, uno rossetto ed un gloss sono stati quasi sempre presenti:
Questo è "Rosa Murano", uno dei rossetti Collistar realizzati in collaborazione con Antonio Marras, che si ostina a venire rosso arancio in foto ma che in realtà è così:
Altro protagonista di Marzo è un gloss trasparente superlucido e dotato di luce, proposto da PaolaP.
Contiene collagene, e dona alle labbra l'effetto "rimpolpante" che forse a me non serve ma che se avete le labbra sottili può essere molto piacevole.
Molto bello anche sopra il rossetto.
Unico "contro" è il fatto che pizzica sul serio. Non in modo appena accennato.
Soprattutto se lo riapplicate spesso durante la giornata.

Dalle mani ai capelli, con il mio balsamo preferito del momento e una BB cream per capelli che mi ha favorevolmente impressionata. Ovviamente è il mio solito mix di high end e low cost:
Del balsamo avevo già parlato a Dicembre, ma questo mese sono tornata ad usarlo e mi piace anche più di prima. Ottimo profumo, scioglie ogni singolo nodo e lascia i capelli leggeri, oltre che morbidi.
Io lo tengo in posa circa 5 minuti, per farlo penetrare a fondo, e devo dire che arriva quasi a sostituire una maschera. Si sciacqua molto facilmente, senza lasciare residui di alcun tipo.

La BB cream della Pantene è stato uno di quegli acquisti stracarichi di scetticismo, e invece è diventato il prodotto che uso ogni volta che vado in palestra.
La stendo bene sulle lunghezze, massaggiando per farla assorbire, poi un bello chignon e nelle due ore di workout diamo una bella sferzata di nutrimento ai capelli.
Multitasking anche in palestra :)
Oltre a lasciare i capelli molto morbidi ha un profumo favoloso, che rimane a lungo sui capelli.
Altro utilizzo è di sera, una bella treccia dopo averla stesa e in otto ore le date tutto il tempo di farvi svegliare con capelli supermorbidi.

Non dimentichiamoci il corpo, soprattutto ora che arriva la bella stagione e eliminiamo qualche strato: 
Ormai questa crema di Clarins è quasi finita, ma ha reso il suo servizio con onore.
Ricordandomi (più o meno, qualche volta ammetto di essermene dimenticata) di usarla regolarmente, ho notato che un effetto correttivo l'ha effettivamente avuto.
Miracoli non ne fa, perchè comunque parliamo di una crema, ma la differenza si vede.
Ed è più di quanto si possa dire della marea di prodotti che ci sono in giro.

Dopo la doccia continuo ad usare il mio "Huile Prodigieuse" di NUXE, e anche in questo caso ogni minimo segno di secchezza (dovuta principalmente al freddo invernale) è sparito.
Vi dice nulla "pelle morbida come quella di un bambino"?
E soprattutto, vogliamo parlare di quanto dura, quest'olio?
Lo uso quasi ogni giorno e sembra ancora praticamente pieno.

Questo non è un prodotto di cosmesi in senso stretto, ma è una cosa che ho cominciato ad apprezzare l'anno scorso e che ultimamente, un po' perché dormo troppo poco e un po' perché ho troppi pensieri negativi, mi ha fatto spesso compagnia:
L'acqua vitaminizzata è una moda tutta anglosassone, che però sta lentamente prendendo piede anche qui. Sia Norda che San Benedetto ne propongono diverse, e una delle mie preferite è questa al limone, piena di vitamine del gruppo B più un po' di A ed E che non guastano mai.
Le calorie sono pochissime, ovviamente, ma questa e un frutto sono la mia classica merenda da metà mattina, quando la sveglia delle 5 inizia a farsi sentire e so che non ce la posso fare a tirare fino a pranzo. Non so quanto effettivamente aiuti in caso di stress, ma un po' di vitamine in più non fanno male. Soprattutto nel mio caso, perchè molti alimenti che contengono vitamine del gruppo B non mi piacciono :(
Non può comunque sostituire l'acqua "normale", sia chiaro: 2L al giorno di quella non me li toglie nessuno. Anche se vuol dire passare il tempo a portare a casa casse d'acqua naturale dall'Esselunga.

Infine, non può mancare il mio libro preferito del mese perché ormai credo sia chiaro che è la cosa che amo di più fare. 
Stavolta è "The flamethrowers" di Rachel Kushner.
Perché non assomiglia a niente che io abbia già letto (parliamo di qualche centinaio di libri, ormai), visto o sentito.
Perchè in questo libro c'è tutto: passione, amore, arte, violenza, e soprattutto vita.
Ci sono corse in moto e performance in gallerie d'avanguardia, ci sono le manifestazioni di fine anni Settanta e un amore anticonvenzionale che collassa sotto il suo stesso peso.
E soprattutto ci sono frasi su frasi che ti si stampano in testa e non ti lasciano più.
Ad esempio, questa è già a pagina 4 (mi scuso per la citazione in inglese, ma è la lingua in cui ho letto il libro. Vi lascio comunque la traduzione sotto):
"People who are harder to love pose a challenge, and the challenge makes them easier to love. You're driven to love them. People who want their love easy don't really want love."

"Le persone difficili da amare ti presentano una sfida, e la sfida rende facile amarle. Sei quasi portato ad amarle. Coloro che voglio che l'amore sia facile, non vogliono veramente l'amore."

E' un libro imprevedibile dall'inizio alla fine, e il personaggio di Reno, la giovane protagonista del libro, viene sviluppato lentamente ma costantemente. Come solo i bravi scrittori sanno fare.
E' uscito nel 2013 ad Aprile, e spero davvero che venga tradotto perché è decisamente uno dei libri più intensi e meglio scritti che io abbia letto.

Bene, anche lo sproloquio di oggi è finito :)
Vi auguro un ottimo pomeriggio, mentre cerco di farmi passare il giramento di scatole (che ci volete fare, la giornata così capita :D )

A presto, fanciulle!