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giovedì 18 giugno 2015

Summer TBR: cosa metto in valigia? #1

Buon pomeriggio a tutti!
Oggi inizia la mia piccola rubrica "Summer TBR: cosa metto in valigia?" che vuole proporvi delle liste di libri da leggere in vacanza.
Non voglio buttarvi lì il solito post con copia e incolla di tutte le novità in uscita, ma offrirvi delle liste i cui libri siano accumunati da un tema ricorrente.
Una cosa un po' diversa, e ci saranno sì delle novità ma anche qualche classico da rispolverare o qualche lettura meno nota che potrebbe piacervi scoprire; quindi bando alle ciance ed eccola qui.
La prima Summer TBR che vi propongo è dedicata alla FAMIGLIA:
Vediamoli uno per uno:
Partiamo da Dawn French e "La meraviglia delle piccole cose", una proposta Leggereditore che è stata di recente ristampata.
In questo libro trovate una delle famiglie più involontariamente comiche di sempre: dalla figlia che sogna di fare la cantante in un talent show (ma è stonata come una campana) al figlio omosessuale ed aspirante dandy dei giorni nostri (che terrorizza il suo primo amore con delle avance decisamente maldestre e veste in modo talmente assurdo che quasi ne avrei volute delle illustrazioni nel libro), da un padre che sembra non esistere se non negli ultimi capitoli a una madre che tra sbandate per colleghi più giovani a completa incapacità di comprendere i suoi figli non si fa mancare nulla.
Si ride parecchio, e si legge tutto d'un fiato.
Jane Shemilt e "Una famiglia quasi perfetta" (nella foto sopra l'originale in inglese) sono invece stampati da Newton Compton, una delle loro ultime proposte, e ne trovate una recensione spoiler-free qui.
L'ho scelto perché è un thriller psicologico che ho divorato, perché ogni capitolo svelava retroscena e scheletri nell'armadio di ogni singolo membro di questa famiglia apparentemente perfetta ma in cui in realtà sembrava non funzionare assolutamente nulla.
Se vi piacciono i misteri da risolvere e le atmosfere cupe, questo è il libro che fa per voi.
Il classico di questa TBR è senza dubbio "Piccole donne" di L. M. Alcott, e intendo tutta la serie in quattro volumi che segue le sorelle March e la loro famiglia dall'adolescenza all'età adulta.
Einaudi ha ristampato i libri in una nuova edizione più fedele all'originale, in un volume unico che li raccoglie e li rende fruibili tutti insieme a un prezzo accessibile. Da rileggere se l'avete amato da bambine, e da scoprire se non l'avete mai nemmeno sfogliato perché resta una delle mie saghe famigliari preferite di sempre. Inoltre ho scoperto su Instagram che molte di voi hanno letto solo il primo o i primi due, ignorando anche che ce ne fossero altri, quindi è il caso di rimediare ;)
Arriviamo al romanzo per chi cerca qualcosa di anticonvenzionale, e ho scelto "Gli Schwartz" di Matthew Sharpe, che renderà felici gli amanti di "Le correzioni" di Jonathan Franzen.
La famiglia qui descritta non è delle più normali, e il protagonista a tratti mi è risultato quasi incomprensibile, ma è un romanzo che mi ha affascinata dall'inizio alla fine.
Se tra i vostri romanzi preferiti c'è (oltre al romanzo di Franzen) anche qualcosa di Roth e di Ellis, questo non potete farvelo sfuggire.
Non è recentissimo ma è una proposta Einaudi che si trova ancora in giro.
Infine, un romanzo che non potevo non inserire!
"Le dodici tribù di Hattie" di Ayana Mathis è da leggere, perché nulla di questo libro segue gli schemi a cui siamo abituati.
Innanzitutto è la storia di una madre, ma i protagonisti di ogni capitolo sono i figli: attraverso i loro pensieri, le loro avventure e disavventure, i loro errori componiamo tassello dopo tassello l'intera storia di Hattie.
Hattie che è dura perché non ha la possibilità di essere tenera, che esprime l'amore con il nutrimento e la protezione dimenticandosi che a volte serve anche qualcosa in più.
Ogni figlio le riconosce dei pregi ma anche dei difetti, e il ritratto che ricaviamo di questa donna, la cui vita di madre si snoda attraverso la storia americana dal 1923 in avanti, è uno dei più singolari e profondi che abbia mai letto.
Un'altra bella proposta Einaudi di quest'anno, arrivato nei primi mesi del 2015.

Fatemi sapere se l'idea di liste tematiche vi piace, se vi incuriosisce e soprattutto proponetemi dei temi se ne avete alcuni che vi stanno a cuore.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

mercoledì 3 giugno 2015

"Una famiglia quasi perfetta" di Jane Shemilt

Buongiorno fanciulle!
Il primo post della giornata è dedicato ad un'uscita librosa di domani, un thriller che mi ha catturata per due giorni (con tanto di lettura notturna in mezzo):
Vi riporto la trama:

Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. 
Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. 
Le autorità lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. 
I mesi passano e le ipotesi peggiori – rapimento, omicidio – diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l’attenzione sul caso si affievolisce. 
Jenny però non si arrende. 
A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. 
Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. 
Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto…

Premetto che l'ho letto in lingua originale, quindi non posso esprimermi riguardo la traduzione italiana. Ogni mio commento relativo a stile e linguaggio è riferito all'originale.
I thriller non sono mai stati il mio genere preferito, ma questo romanzo mi è piaciuto moltissimo.
Esplora le dinamiche interne alla famiglia di Jenny con lucidità e a volte anche una buona dose di disincanto, e pagina dopo pagina ogni altarino viene svelato, ogni scheletro cade fuori dall'armadio, facendoci restare a bocca aperta.

Ted è un marito adultero ed un padre assente ai limiti dell'inesistenza; Jenny d'altro canto sembra essere anche peggio: è una madre assente che però crede di essere presente, e questo a mio parere è molto più grave.
Per l'intera durata della vicenda Jenny cade dalla pianta ogni due per tre, e l'immagine che ne abbiamo è quello di una madre che non solo non conosce i suoi figli quanto crede, ma non li conosce affatto.

Naomi, dal canto suo, è una vittima a metà, in quanto possiamo giustificare molti dei suoi atteggiamenti con la negligenza e il disinteresse dei genitori, ma non tutti.
E i suoi fratelli gemelli, Ed e Theo, non sono da meno.
L'unico che si salva è Theo, che sostanzialmente è una parentesi di sanità mentale in una famiglia che sarebbe da ricoverare in blocco.
Ed è un ragazzo solo, scontroso e che finisce per cercare conforto nella droga, quando non riesce più ad uscire da solo dalla depressione e l'unica cosa che gli preme fare è smettere di "sentire".

Nel complesso, questo romanzo è un thriller fino a un certo punto, a mio parere, perché i primi due terzi del libro sono più un'indagine spietata di Jane Shemilt sulla famiglia, attraverso la tecnica del flashback che ci fa saltare costantemente dal presente a un anno prima, permettendoci di scoprire ogni segreto dei membri di questa famiglia che non è allo sbando dalla scomparsa di Naomi: lo era da molto prima.
L'ultimo terzo del romanzo è invece ad alta tensione, e le ultime cento pagine si leggono tutte d'un fiato.
Non dico nulla di specifico del finale, ovviamente, solo che mi è piaciuto.

L'ho trovato un libro molto "difficile" da leggere, perché non riesco a immaginare un dolore più grande della perdita improvvisa di una figlia.
Senza una ragione, senza un funerale che ti permetta di celebrarne il ricordo, senza una tomba che ti aiuti a razionalizzarne l'assenza.
Naomi scompare, e i genitori sono costantemente combattuti tra il desiderio che sia viva e possano riportarla a casa, e il desiderio che sia morta quando pensano alle alternative agghiaccianti a cui potrebbe andare incontro (essere tenuta prigioniera, picchiata, violentata...).
Ci sono momenti in cui si percepisce che quasi sarebbe preferibile ritrovarne il corpo, anche se ovviamente nessun genitore desidera la morte della propria bambina, e questo conflitto rende il romanzo straziante.

Da figlia, ho provato più volte il desiderio di dare una bella scrollata a Ted e Jenny, perché per certi versi sono i genitori peggiori del mondo: totalmente assorbiti dal loro lavoro e dai loro interessi, al punto da non rendersi conto di avere una figlia completamente diversa dalla bambina con le trecce e la bambola di dieci anni prima.
I tre ragazzi fanno quello che vogliono quando voglio, sostanzialmente: fuori a ore per me improponibili, saltano i pasti, non rispondono alle domande...
Non so voi, ma a casa mia non funziona esattamente così. Ecco.

Una lettura molto diversa dalle mie abituali, ma che a modo suo mi ha saputa catturare e dare molti spunti di riflessione, oltre che tenermi sveglia fino alle 4 quando volevo sapere come sarebbe andata  finire. Quindi promosso a pieni voti, anche per la prosa di Jane Shemilt che è scorrevole, pulita e assolutamente leggera. Ho anche riscontrato una certa ricchezza lessicale, cosa che mi rende sempre felice.

Consigliato a chi non legge abitualmente thriller perché questo non è, a mio parere, un thriller tradizionale; a chi ama leggere di famiglie allo sbando, perché io più allo sbando di così non ne ho trovate mai; a chi ama risolvere misteri tassello dopo tassello.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3