Da chi non lo ha mai abbandonato a chi lo ha riscoperto negli ultimi cinque, sei anni, il vinile è sempre in pole position e De Agostini, sempre in linea con ogni tendenza di mercato, ha colto l'occasione di parlare direttamente agli appassionati attraverso VINYL, mensile giunto al suo terzo numero.
Diretto da Barbara Schwartz, è lo step più recente di un percorso durato otto anni che ha portato De Agostini a proporre collezioni dedicate a più generi musicali (apripista, il jazz), percorso che culmina oggi nella nascita di un mensile dedicato agli appassionati 33 giri di ogni età, per accompagnare le collezioni di vinili dedicate a Pino Daniele, Queen, e ora Bob Dylan.
Ma non si tratta solo di un bollettino da accompagnare al disco, anzi. Il magazine è ricco di proposte di ieri e di oggi, segnalazioni di ristampa importanti, consigli per gli acquisti per chi desiderasse costruirsi un impianto di qualità, e molto altro.
Il terzo numero è uscito il 15 novembre, e la cover story dedicata a Bob Dylan va oltre la semplice segnalazione della collezione di dischi appena iniziata. la firma Riccardo Bertoncelli, e permette al lettore un vero e proprio tuffo nella vita e nella carriera di questo musicista straordinario.
E non è tutto: Eugenio Finardi cura un viaggio nella memoria tra America, rock e musica, ed è imperdibile l’intervista al fotografo Mick Rock, autore delle copertine più celebri di Iggy Pop, dei Queen e di Lou Reed.
Questo per accompagnare al meglio l'arrivo in edicola di THE TIMES THEY’RE A-CHANGIN’, primo vinile della Bob Dylan Vinyl Collection, che raccoglie il meglio della sua discografia: il rock, il folk, il blues che ne hanno caratterizzato l'evoluzione, al ritmo di un vinile ogni 15 giorni in edicola (ma è possibile acquistare anche dal sito o abbonarsi, ricevendo il tutto comodamente a casa.
E forse il segno che sì, si parla di vinili ma con lo sguardo ben fisso sul presente, è il fatto che De Agostini Vinyl sia, soprattutto, una web community, animata dall'entusiasmo per la musica di qualità di ieri e di oggi, attiva su Facebook e Instagram.
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mercoledì 21 novembre 2018
lunedì 26 marzo 2018
"Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Giacomo ha un problema: se stesso. Troppo basso, troppo goffo, troppo medio. Per fortuna ci sono gli amici: senza Fabione e Martina sarebbe stato impossibile sopravvivere fino all'ultimo giorno di liceo. Lui, l'amico migliore del mondo. Lei, la ragazza che ha sempre sognato. Un trio perfetto. Un trio che ha superato ogni difficoltà, fino all'impossibile prova di maturità. Ma una cosa è certa: dopo gli esami arrivano le vacanze e dopo le vacanze c'è la libertà, la vita vera. E Giacomo non intende perdersi nemmeno un istante del futuro che lo aspetta. Il futuro però comincia nel peggiore dei modi, perché Giacomo, mentre fa le valigie, non si sente bene, e Fabione complica la situazione poco prima della partenza. E, come se non bastasse, piove, continua a piovere: un luglio caldissimo annegato da una pioggia ininterrotta. Sembra proprio che tutto voglia mettersi contro Giacomo e la sua avventura alla volta del Salento. Che tutto gli stia dicendo di non partire. Ma Giacomo non ascolta, e alla fine il viaggio inizia. Mille chilometri di musica, confidenze, segreti. Un viaggio in cui ogni attimo è unico e irripetibile e conta, e niente va sprecato. Perché tutto può finire all'improvviso.
Ve lo ricordate, l'esame di maturità?
Lo ammetto, il mio non è stato così denso di emozioni e di significato come quelli che ho ritrovato in film e romanzi: ero preparata, è andato bene, fine. Però è innegabile che sia un rito di passaggio, e che all'esame segua quella che è l'ultima estate di svago puro, prima dell'università o del lavoro.
Questo ci accomuna tutti, e nella voglia di Giacomo di abbracciare con cuore e mente aperta quel futuro che finalmente sembra a portata di mano mi sono sicuramente ritrovata.
Certo, il suo futuro non inizia nel migliore dei modi: il mal di testa fastidioso che lo coglie mentre dovrebbe prepararsi a partire per il tanto sognato viaggio con Fabione non è esattamente quello che ci vorrebbe, e nemmeno la pioggia torrenziale, o il caldo che mozza il fiato.
Nemmeno l'infortunio dell'amico durante una partita di calcetto, però, sembra essere in grado di fermarli, perchè i due ragazzi hanno l'estate e la vita davanti, e fermarsi ora non è previsto.
In questo desiderio di libertà mi sono ritrovata tantissimo: il viaggio post-maturità è stato splendido, il primo organizzato da sola e senza adulti a supervisionare il tutto, il primo a non essere una vacanza studio o un corso sportivo. Il primo viaggio vero.
Ricordo il panorama che scorreva veloce fuori dal mi finestrino, ricordo l'alba su una città che non era la mia, ricordo le chiacchierate e le risate, ricordo il bucato in una lavanderia a gettoni e i panini consumati sulla scalinata di una delle chiese più belle del mondo.
Ogni giovane lettore ritroverà in Giacomo la sua stessa voglia di crescere, di prendere in mano il proprio destino e il proprio cuore in subbuglio... perchè oltre al viaggio con l'amico di sempre c'è anche l'amore, oh sì. Un amore acerbo, tenero, il cui confine con l'amicizia è labile e non sempre chiaro, ma è un sentimento profondo, innegabile.
Quell'amore che ti fa sognare, che ti dà sicurezza e che ti fa credere che sì, forse è vero che non sei esattamente come vorresti essere, ma per qualcuno sei perfetto così come sei, e questo basta.
Lo hanno scritto anche i giornali, quindi posso dirlo: non finisce bene, per Giacomo. Lo si capisce dalle prime pagine, e l'epilogo non è una sorpresa per nessuno, ma una cosa voglio dirla: è un romanzo sereno, dolce, emozionante in cui si ride tanto, e si piange anche un pochino.
È un romanzo sull'adolescenza e sul momento più delicato di quest'ultima, quello in cui si entra nell'età adulta, e sull'importanza di vivere appieno ogni secondo perchè non si può riaverlo indietro e perchè ogni vita è ben spesa, se vissuta fino in fondo. Non importa quanto sia lunga.
Consigliatissimo, davvero.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Giacomo ha un problema: se stesso. Troppo basso, troppo goffo, troppo medio. Per fortuna ci sono gli amici: senza Fabione e Martina sarebbe stato impossibile sopravvivere fino all'ultimo giorno di liceo. Lui, l'amico migliore del mondo. Lei, la ragazza che ha sempre sognato. Un trio perfetto. Un trio che ha superato ogni difficoltà, fino all'impossibile prova di maturità. Ma una cosa è certa: dopo gli esami arrivano le vacanze e dopo le vacanze c'è la libertà, la vita vera. E Giacomo non intende perdersi nemmeno un istante del futuro che lo aspetta. Il futuro però comincia nel peggiore dei modi, perché Giacomo, mentre fa le valigie, non si sente bene, e Fabione complica la situazione poco prima della partenza. E, come se non bastasse, piove, continua a piovere: un luglio caldissimo annegato da una pioggia ininterrotta. Sembra proprio che tutto voglia mettersi contro Giacomo e la sua avventura alla volta del Salento. Che tutto gli stia dicendo di non partire. Ma Giacomo non ascolta, e alla fine il viaggio inizia. Mille chilometri di musica, confidenze, segreti. Un viaggio in cui ogni attimo è unico e irripetibile e conta, e niente va sprecato. Perché tutto può finire all'improvviso.
Ve lo ricordate, l'esame di maturità?
Lo ammetto, il mio non è stato così denso di emozioni e di significato come quelli che ho ritrovato in film e romanzi: ero preparata, è andato bene, fine. Però è innegabile che sia un rito di passaggio, e che all'esame segua quella che è l'ultima estate di svago puro, prima dell'università o del lavoro.
Questo ci accomuna tutti, e nella voglia di Giacomo di abbracciare con cuore e mente aperta quel futuro che finalmente sembra a portata di mano mi sono sicuramente ritrovata.
Certo, il suo futuro non inizia nel migliore dei modi: il mal di testa fastidioso che lo coglie mentre dovrebbe prepararsi a partire per il tanto sognato viaggio con Fabione non è esattamente quello che ci vorrebbe, e nemmeno la pioggia torrenziale, o il caldo che mozza il fiato.
Nemmeno l'infortunio dell'amico durante una partita di calcetto, però, sembra essere in grado di fermarli, perchè i due ragazzi hanno l'estate e la vita davanti, e fermarsi ora non è previsto.
In questo desiderio di libertà mi sono ritrovata tantissimo: il viaggio post-maturità è stato splendido, il primo organizzato da sola e senza adulti a supervisionare il tutto, il primo a non essere una vacanza studio o un corso sportivo. Il primo viaggio vero.
Ricordo il panorama che scorreva veloce fuori dal mi finestrino, ricordo l'alba su una città che non era la mia, ricordo le chiacchierate e le risate, ricordo il bucato in una lavanderia a gettoni e i panini consumati sulla scalinata di una delle chiese più belle del mondo.
Ogni giovane lettore ritroverà in Giacomo la sua stessa voglia di crescere, di prendere in mano il proprio destino e il proprio cuore in subbuglio... perchè oltre al viaggio con l'amico di sempre c'è anche l'amore, oh sì. Un amore acerbo, tenero, il cui confine con l'amicizia è labile e non sempre chiaro, ma è un sentimento profondo, innegabile.
Quell'amore che ti fa sognare, che ti dà sicurezza e che ti fa credere che sì, forse è vero che non sei esattamente come vorresti essere, ma per qualcuno sei perfetto così come sei, e questo basta.
Lo hanno scritto anche i giornali, quindi posso dirlo: non finisce bene, per Giacomo. Lo si capisce dalle prime pagine, e l'epilogo non è una sorpresa per nessuno, ma una cosa voglio dirla: è un romanzo sereno, dolce, emozionante in cui si ride tanto, e si piange anche un pochino.
È un romanzo sull'adolescenza e sul momento più delicato di quest'ultima, quello in cui si entra nell'età adulta, e sull'importanza di vivere appieno ogni secondo perchè non si può riaverlo indietro e perchè ogni vita è ben spesa, se vissuta fino in fondo. Non importa quanto sia lunga.
Consigliatissimo, davvero.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 29 novembre 2017
"Mille pezzi di te e di me" di Sarah White
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Mille pezzi di te e di me" di Sarah White, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.
Devo dirlo: la premessa non mi convinceva. Trovavo preoccupante l'idea di una ragazza che finisce in terapia perchè si è lasciata col fidanzatino, mi sembrava un'esagerazione.
E in parte continua ad esserlo, soprattutto perchè l'autrice le ha dato una famiglia che la supporta e che la sostiene, una mente sveglia e un aspetto che non le procura grossi complessi.
Però poi ho iniziato a leggere "Mille pezzi di te e di me", e mi sono trovata a finirlo in un pomeriggio, perchè appena entra in scena Gabe, incontrato per puro caso nella sala d'attesa della sua psicologa (è uno studio condiviso, quindi i due ragazzi non sono in cura dalla stessa terapeuta e ha senso che non si siano mai visti prima, nemmeno di sfuggita) le cose cambiano.
Attraverso il suo modo di interagire con Gabe, il personaggio di Everly viene messo a fuoco e si arriva ben presto a capire ch eil problema non sia mai stato Brady, in realtà.
Brady l'ha ferita tradendola con la sua amica, e certo all'amica non si può dare il premio Miglior Persona dell'Anno, ma a mandare Everly fuori strada è stato veder cambiare all'improvviso il mondo attorno a lei, e veder crollare come un castello di carte i progetti fatti per il futuro.
Brady le manca? Oh, sì. Ma appena incontra Gabe, una persona che la stimola invece di compatirla e che la protegge quando è in difficoltà per poi riprendere a stimolarla appena si è ripresa, capisce che forse è su di sè che deve lavorare.
Che gli amori nascono e finiscono, e che non muore nessuno, ma che con noi stessi ci dobbiamo convivere ogni secondo e quindi bisogna partire da lì prima di potersi innamorare di nuovo, e per davvero...
Gabe vince tutto, in questo romanzo. 10+ al ragazzo che legge (e no, non legge i soliti tre libri che leggono tutti nei romanzi - chiaro segno che la maggior parte delle autrici là fuori hanno probabilmente letto davvero solo quei tre titoli, o poco più... ma questo non è il caso di Sarah White), che usa ironia e sarcasmo con disinvoltura, che vuole una borsa di studio per l'università legata al nuoto e che si allena costantemente desideroso di dare il massimo, e che ha subito un trauma doloroso ma non per questo è diventato il tenebroso irascibile e bipolare che sembrano diventare i protagonisti maschili di solito. Bellissimo anche il suo rapporto con la sorella: insomma, mi è piaciuto proprio tanto!
Ho adorato ogni scena che ha visto Everly e Gabe insieme, romantica e non, e divertente tutta la fase di progettazione dello scherzo dei diplomandi - lo avessero fatto nella mia, di scuola, di trasformare la palestra in una spiaggia con tanto di palme!
Tenete d'occhio la sorella di Everly perchè è davvero una persona speciale.
Leggerò di sicuro il prossimo romanzo di Sarah White, e spero di recuperarlo cartaceo prima o poi perchè mi piacerebbe avere Gabe in libreria *^*
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Mille pezzi di te e di me" di Sarah White, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.
Devo dirlo: la premessa non mi convinceva. Trovavo preoccupante l'idea di una ragazza che finisce in terapia perchè si è lasciata col fidanzatino, mi sembrava un'esagerazione.
E in parte continua ad esserlo, soprattutto perchè l'autrice le ha dato una famiglia che la supporta e che la sostiene, una mente sveglia e un aspetto che non le procura grossi complessi.
Però poi ho iniziato a leggere "Mille pezzi di te e di me", e mi sono trovata a finirlo in un pomeriggio, perchè appena entra in scena Gabe, incontrato per puro caso nella sala d'attesa della sua psicologa (è uno studio condiviso, quindi i due ragazzi non sono in cura dalla stessa terapeuta e ha senso che non si siano mai visti prima, nemmeno di sfuggita) le cose cambiano.
Attraverso il suo modo di interagire con Gabe, il personaggio di Everly viene messo a fuoco e si arriva ben presto a capire ch eil problema non sia mai stato Brady, in realtà.
Brady l'ha ferita tradendola con la sua amica, e certo all'amica non si può dare il premio Miglior Persona dell'Anno, ma a mandare Everly fuori strada è stato veder cambiare all'improvviso il mondo attorno a lei, e veder crollare come un castello di carte i progetti fatti per il futuro.
Brady le manca? Oh, sì. Ma appena incontra Gabe, una persona che la stimola invece di compatirla e che la protegge quando è in difficoltà per poi riprendere a stimolarla appena si è ripresa, capisce che forse è su di sè che deve lavorare.
Che gli amori nascono e finiscono, e che non muore nessuno, ma che con noi stessi ci dobbiamo convivere ogni secondo e quindi bisogna partire da lì prima di potersi innamorare di nuovo, e per davvero...
Gabe vince tutto, in questo romanzo. 10+ al ragazzo che legge (e no, non legge i soliti tre libri che leggono tutti nei romanzi - chiaro segno che la maggior parte delle autrici là fuori hanno probabilmente letto davvero solo quei tre titoli, o poco più... ma questo non è il caso di Sarah White), che usa ironia e sarcasmo con disinvoltura, che vuole una borsa di studio per l'università legata al nuoto e che si allena costantemente desideroso di dare il massimo, e che ha subito un trauma doloroso ma non per questo è diventato il tenebroso irascibile e bipolare che sembrano diventare i protagonisti maschili di solito. Bellissimo anche il suo rapporto con la sorella: insomma, mi è piaciuto proprio tanto!
Ho adorato ogni scena che ha visto Everly e Gabe insieme, romantica e non, e divertente tutta la fase di progettazione dello scherzo dei diplomandi - lo avessero fatto nella mia, di scuola, di trasformare la palestra in una spiaggia con tanto di palme!
Tenete d'occhio la sorella di Everly perchè è davvero una persona speciale.
Leggerò di sicuro il prossimo romanzo di Sarah White, e spero di recuperarlo cartaceo prima o poi perchè mi piacerebbe avere Gabe in libreria *^*
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 6 giugno 2017
"Wolf 2 - Il giorno della vendetta" di Ryan Graudin:
ecco il kit del lettore!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Vi era piaciuto "Wolf" di Ryan Graudin?
Questo mese De Agostini porta il libreria il secondo volume della duologia, "Wolf 2 - Il giorno della vendetta" (rilegato a 14,90€):
È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte?
L’adrenalinica conclusione dell’appassionante saga di Ryan Graudin, iniziata con "Wolf - La ragazza che sfidò il destino". Un romanzo straordinario dal finale travolgente, in cui l’arma più letale non è quella capace di uccidere, ma quella in grado di condizionare interi popoli.
Ero così felice di poter finalmente leggere il seguito di "Wolf - La ragazza che sfidò il destino", e l'ho divorato subito: bello, bello, bello!
E da oggi potrete leggerlo anche voi, quindi perchè non parlare di quello che dovrebbe essere il vostro "kit del lettore"?
Correte a procurarvi un bel telo morbido e spesso, perfetto da stendere sull'erba o sulla spiaggia, o anche a bordo piscina: ecco, ora siete pronti a immergervi comodamente tra le pagine del romanzo di Ryan Graudin!
E visto che serve sempre la giusta colonna sonora per ogni lettura, ecco cosa ascoltare grazie al vostro cellulare o lettore mp3: una bellissima playlist ispirata a Wolf! La trovate qui, e buon ascolto!
Certo, la lettura mette appetito e con questo caldo, poi... che ne dite di un gelato?
Magari decorato con i colori della copertina del libro: immaginate che belle, poi, le foto su Instagram!
E sotto alla foto, niente di meglio di una delle vostre frasi preferite del romanzo: appuntatevele tutte su post-it colorati e con la vostra penna preferita ;)
Pronti a scoprire la conclusione di una delle dologie più avvincenti?
Non vi deluderà, ve lo assicuro! E anzi, uno di voi potrà adottarne una copia cartacea a breve seguendo il nostro blogtour!
Come fare? Semplicissimo!
- iscrivetevi ai blog partecipanti;
- commentate tutte le tappe;
- mettete "Mi piace" alla pagina FB di De Agostini Young Adult;
- condividete la tappa su un social a scelta
Compilate con attenzione il modulo qui sotto, e seguite il nostro calendario per non perdere nemmeno uno dei contenuti che abbiamo preparato per voi:
a Rafflecopter giveaway Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Vi era piaciuto "Wolf" di Ryan Graudin?
Questo mese De Agostini porta il libreria il secondo volume della duologia, "Wolf 2 - Il giorno della vendetta" (rilegato a 14,90€):
È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte?
L’adrenalinica conclusione dell’appassionante saga di Ryan Graudin, iniziata con "Wolf - La ragazza che sfidò il destino". Un romanzo straordinario dal finale travolgente, in cui l’arma più letale non è quella capace di uccidere, ma quella in grado di condizionare interi popoli.
Ero così felice di poter finalmente leggere il seguito di "Wolf - La ragazza che sfidò il destino", e l'ho divorato subito: bello, bello, bello!
E da oggi potrete leggerlo anche voi, quindi perchè non parlare di quello che dovrebbe essere il vostro "kit del lettore"?
Correte a procurarvi un bel telo morbido e spesso, perfetto da stendere sull'erba o sulla spiaggia, o anche a bordo piscina: ecco, ora siete pronti a immergervi comodamente tra le pagine del romanzo di Ryan Graudin!
E visto che serve sempre la giusta colonna sonora per ogni lettura, ecco cosa ascoltare grazie al vostro cellulare o lettore mp3: una bellissima playlist ispirata a Wolf! La trovate qui, e buon ascolto!
Certo, la lettura mette appetito e con questo caldo, poi... che ne dite di un gelato?
Magari decorato con i colori della copertina del libro: immaginate che belle, poi, le foto su Instagram!
E sotto alla foto, niente di meglio di una delle vostre frasi preferite del romanzo: appuntatevele tutte su post-it colorati e con la vostra penna preferita ;)
Pronti a scoprire la conclusione di una delle dologie più avvincenti?
Non vi deluderà, ve lo assicuro! E anzi, uno di voi potrà adottarne una copia cartacea a breve seguendo il nostro blogtour!
Come fare? Semplicissimo!
- iscrivetevi ai blog partecipanti;
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Compilate con attenzione il modulo qui sotto, e seguite il nostro calendario per non perdere nemmeno uno dei contenuti che abbiamo preparato per voi:
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martedì 23 maggio 2017
Sta per arrivare "In love", la prima fanfiction autorizzata da Alberico De Giglio!
Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "In love - A volte basta un tweet perché i sogni si avverino" di Eliana di Nunzio e Alberico De Giglio, edito DeA (rilegato a 14,90€) in uscita il 25 Maggio:
Quante volte il vero amore può bussare alla porta? Una sola, Beatrice ne è convinta. E lei la sua occasione l’ha già avuta. Sette, indimenticabili mesi insieme a Francesco, il suo primo e unico ragazzo. Che l’ha tradita e le ha strappato il cuore in mille pezzi. Bea sa che c’è solo un modo per riprendersi da una delusione d’amore: rifugiarsi tra le braccia degli amici e perdersi nei propri sogni. E il suo sogno più grande si chiama Alberico De Giglio. Proprio lui, l’inarrivabile star di YouTube. L’unico in grado di regalarle sempre un sorriso e farla sentire speciale. Finché un giorno succede una cosa incredibile: Bea scrive un tweet divertente, Alberico la nota e le risponde. In un attimo il sogno diventa realtà. Lui è davvero perfetto: è gentile, simpatico, dolcissimo... Bea adora quel ciuffo ribelle e i suoi occhi per lei sono come magneti. Così i due iniziano a scriversi, sempre più spesso. Confidenze, risate, messaggi scambiati a tarda notte, e l’amicizia pian piano diventa qualcosa di più. Forse, allora, l’amore non bussa alla porta una sola volta. Bea vorrebbe crederci, ma in fondo lei e Alberico appartengono a due mondi troppo diversi. Tutto sembra contro di loro. Specialmente da quando Francesco è tornato ed è disposto a tutto pur di riavere Bea...
Una storia d’amore straordinariamente romantica e universale che è già un fenomeno editoriale su Wattpad, dove ha conquistato centinaia di migliaia di lettori in pochissimi mesi.
Dopo le fanfiction autorizzate sui Gemeliers (Leggereditore) e Benji & Fede (Rizzoli, di cui è appena uscito il secondo volume), anche in casa DeA ne approda una ed è centrata sulla figura di Alberico De Giglio. Al suo attivo un canale Youtube di successo e un libro edito Mondadori, "You Dream".
Le giovanissime fan dello youtuber sono già in fervente attesa, e voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "In love - A volte basta un tweet perché i sogni si avverino" di Eliana di Nunzio e Alberico De Giglio, edito DeA (rilegato a 14,90€) in uscita il 25 Maggio:
Quante volte il vero amore può bussare alla porta? Una sola, Beatrice ne è convinta. E lei la sua occasione l’ha già avuta. Sette, indimenticabili mesi insieme a Francesco, il suo primo e unico ragazzo. Che l’ha tradita e le ha strappato il cuore in mille pezzi. Bea sa che c’è solo un modo per riprendersi da una delusione d’amore: rifugiarsi tra le braccia degli amici e perdersi nei propri sogni. E il suo sogno più grande si chiama Alberico De Giglio. Proprio lui, l’inarrivabile star di YouTube. L’unico in grado di regalarle sempre un sorriso e farla sentire speciale. Finché un giorno succede una cosa incredibile: Bea scrive un tweet divertente, Alberico la nota e le risponde. In un attimo il sogno diventa realtà. Lui è davvero perfetto: è gentile, simpatico, dolcissimo... Bea adora quel ciuffo ribelle e i suoi occhi per lei sono come magneti. Così i due iniziano a scriversi, sempre più spesso. Confidenze, risate, messaggi scambiati a tarda notte, e l’amicizia pian piano diventa qualcosa di più. Forse, allora, l’amore non bussa alla porta una sola volta. Bea vorrebbe crederci, ma in fondo lei e Alberico appartengono a due mondi troppo diversi. Tutto sembra contro di loro. Specialmente da quando Francesco è tornato ed è disposto a tutto pur di riavere Bea...
Una storia d’amore straordinariamente romantica e universale che è già un fenomeno editoriale su Wattpad, dove ha conquistato centinaia di migliaia di lettori in pochissimi mesi.
Dopo le fanfiction autorizzate sui Gemeliers (Leggereditore) e Benji & Fede (Rizzoli, di cui è appena uscito il secondo volume), anche in casa DeA ne approda una ed è centrata sulla figura di Alberico De Giglio. Al suo attivo un canale Youtube di successo e un libro edito Mondadori, "You Dream".
Le giovanissime fan dello youtuber sono già in fervente attesa, e voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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giovedì 20 aprile 2017
Uno scarabeo per amico: intervista a M.G. Leonard
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi il blog ha un'ospite frizzante e divertente, pronta a conquistarvi con la sua simpatia e con il suo romanzo "Il ragazzo degli scarabei", edito De Agostini: M.G. Leonard!
La vita di Darkus fa decisamente schifo. Da quando suo padre è scomparso nel nulla, tutto è andato a rotoli. Darkus si è ritrovato solo, a vivere in una casa che non conosce con uno zio che non sa badare a lui. Come se non bastasse, i vicini sono due tizi a dir poco disgustosi che accumulano montagne di immondizia e di insetti nel cortile. Ed è proprio da lì – precisamente dai pantaloni del signor Humphrey – che Darkus vede spuntare uno scarabeo gigante, il più grande che abbia mai immaginato. Vorrebbe scappare a gambe levate, ma qualcosa lo trattiene: forse gli occhietti simpatici dell’insetto, o forse il desiderio di trovare un amico. Presto Darkus capisce che quella strana creatura è in grado di comunicare con lui, e decide di portarla a casa con sé. Ma un ragazzino può davvero fare amicizia con un insetto? E un insetto può aiutarlo a ritrovare
il padre scomparso? È possibile. Soprattutto se l’unica persona al mondo ad avere notizie del papà di Darkus è Lucretia Cutter, una perfida collezionista di gioielli a forma di scarabeo.
Un romanzo per ragazzi che insegna ad amare qualcosa di piccolo e spesso - possiamo dirlo - non in cima alle comuni preferenze: gli insetti.
Perchè è proprio uno scarabeo il piccolo, grande protagonista di questo romanzo che ha conquistato i lettori inglesi ed è sbarcato in Italia in inverno.
Abbiamo incontrato l'autrice a Tempo di libri, ed ecco cosa ci ha raccontato!
Posso iniziare dicendo che sono terrorizzata dagli insetti, e che quindi la mia prima domanda è. ma perchè proprio uno scarabeo?
Ero spaventata anch'io! Non avevo paura dei topi, per esempio, ma degli insetti, soprattutto dei minuscoli invertebrati... brrrr!
Posti come i giardini delle farfalle per me sono terrificanti: un'amica ha pensato che fosse una buona idea portarmici e mi sono trovata con il cappotto chiuso fino al mento, terrorizzata all'idea che una sola creatura volante mi si posasse addosso.
Capisco la tua posizione! È stata anche la mia per tutta la vita, così com'ero anche spavenatta dalle altezze e credevo che lo sarei stata per tutta la vita.
Ho poi iniziato a scrivere una storia in cui avevo deciso che il"cattivo" - per essere davvero spaventoso - sarebbe stato completamente coperto di insetti e avrebbe vissuto in un posto disgustoso, ma ho realizzato, vergognandomene molto, che avrei dovuto descriverli.
All'inizio pensavo ai ragni, ma ho scoperto che non sono insetti: sono aracnidi.
Lo stesso discorso valeva per i millepiedi: chissà che creature erano!
Ho realizzato di non sapere proprio nulla degli insetti, insomma, e di dovermi informare se non volevo riempire di errori il mio libro e farmi letteralmente ridere dietro da tutti.
Dovevo imparare il più possibile sugli insetti per poterli descrivere al meglio, e una delle creature che dovevo studiare erano gli scarabei.
Ho inserito "scarabeo" su Google - che è come faccio ogni mia ricerca - e ricordo che si è aperta la pagina di Wikipedia in cui ho letto la frase che avrebbe cambiato la mia vita. Diceva che il nome scientifico dello scarabeo è coleottero, ed è dotato di due paia di ali con le quali riesce a volare.
Lì per lì mi sono detta "ma non è vero, gli scarabei non volano! Si limitano a sgattaiolare in giro!", ma poi mi sono convinta che era la mia idea a essere sbagliata.
Non sapevo davvero nulla, nemmeno degli scarabei.
Due lauree, e non sapevo nemmeno cosa fosse uno scarabeo: mi sono sentita molto stupida!
Ho persino messo alla prova le mie amiche, e nemmeno loro sapevano che gli scrabei volassero.
Mi ha fatto riflettere sul fatto che, ehi, se nessuno ne sa nulla, magari non c'è una vera e propria letteratura con gli scarabei come protagonisti. Ed era così!
Ho pensato "ma è fantastico! Ho scoperto qualcosa che non è mai stato fatto! Devo scrivere questo libro!", ma c'erano due problemi: non sapevo niente sugli scarabei, e mi terrorizzavano.
Però devo ammettere che più studiavo e meno mi spaventavano: forse perchè quello che conosciamo ci fa meno paura.
Ho superato l'ultimo scoglio - toccare degli insetti - durante le riprese di un programma dal vivo in cui ero ospite per parlare del mio libro a un pubblico di dieci milioni di ragazzini: il copione prevedeva che toccassi degli insetti, e per farlo ho dovuto lavorare sodo e superare la mia fobia.
Sono riuscita a tenere in mano una tarantola per dieci secondi!
Ora amo gli scarabei al punto da averne alcuni come animali domestici, in un terrario: purtroppo due settimane fa uno di loro è morto. Non vivono molto a lungo, al massimo diciotto mesi ma in media solo tre/quattro.
Credo che proprio per questo il mio romanzo sia così efficace nel parlare ai ragazzi del rapporto con gli insetti: perchè rappresenta anche il mio percorso dalla paura alla conoscenza, e all'apprezzamento.
Non nasci amante degli insetti, ma nemmeno romanziera: eri una produttrice.
Cosa ti ha convinta a dare una svolta simile alla tua carriera?
Non è stata proprio una scelta, perchè io amavo il mio lavoro.
Non avevo però una scelta, in proposito, perchè ormai avevo raggiunto il livello più alto possibile come produttrice. Non potevo più essere promossa, quindi quella posizione era mia fino alla pensione: non è un pensiero stimolante, quello di non poter più crescere.
Quando ho scritto il romanzo non credevo di poter avere successo, soprattutto pensando al fatto che molti dei miei amici scrittori di fatto lavoravano in librerie o come camerieri per mantenersi, dato che con i libri non si diventa facilmente ricchi.
Poi mi è venuta questa idea, ed ero così eccitata mentre ci lavoravo, senza pensare a una possibile pubblicazione. Di sicuro non potevo immaginare un tale successo.
È stato porprio questo successo a portarmi al punto di dover scegliere: tenermi il lavoro sicuro, o buttarmi in questa nuova avventura sapendo di non poter tornare indietro.
Ho potuto prendermi un anno sabbatico, ma al mio ritorno mi sono licenziata, quindi adesso devo per forza riuscire a far funzionare questa cosa della scrittura, perchè ho rinunciato al posto di lavoro migliore che potessi avere: una bella pressione!
Non ho scritto "Il ragazzo degli scarabei" perchè insoddisfatta del mio lavoro o per arricchirmi, ma semplicemente perchè la storia di Darkus mi ha trovata: ora lavorerò sodo perchè tutto vada come deve andare!
Darkus e il suo amico scarabeo si trovano ad affrontare un problema davvero semplice e allo stesso tempo complicato: come comunichi con un animale?
Quanto è stato difficile per te costruire intere scene in cui Darkus dialoga con l'insetto, senza che ci sia un'effettiva risposta?
Per risponderti ti racconto un aneddoto dei miei tempi da produttrice.
In Inghilterra abbiamo avuto un grandissimo successo con una rappresentazione di "War Horse", tratto dal celebre romanzo di Michael Molpurgo - ne hanno anche tratto un film, dopo aver visto la nostra produzione!
Nel romanzo il lettore ha il punto di vista del cavallo, del quale quindi sente i pensieri: in una rappresentazione non riesci a rendere questa cosa, così come non puoi portare un cavallo vero sul palcoscenico. Che fare?
Alla fine abbiamo costruito un enorme cavallo, che richiedeva sei persone per essere manovrato, e la relazione tra il ragazzo e il cavallo si sviluppava tutta grazie all'immaginazione del pubblico: lo vedevi accarezzare il cavallo, che muoveva la testa, e da lì veniva colto l'amore tra i due.
Ho curato questa produzione epr quattro anni, studiando a fondo il linguaggio dei gesti e il potere dell'immaginazione del pubblico, e questo si vede nel mio romanzo: dai movimenti dello scarabeo si capisce ciò che cerca di comunicare a Darkus. È il lettore a cogliere questi gesti, e i bambini sono bravissimi in questo: quando vado nelle scuole lo scarabeo è sempre il personaggio più amato.
Agli adulti interessa Darkus, ma ai bambini piace l'insetto e ne colgono ogni atto gentile.
Alcuni dei comportamenti dello scarabeo mi hanno ricordato quelli dei cani, sai?
Il modo di abbracciare, per esempio.
Non ho cani, ma ho dei gatti: amo gli animali!
E anche in loro si riscontra questo comportamento, in effetti.
Credo che comunque l'unica differenza sia che siamo più portati a dimostrare affetto ai mammiferi piuttosto che agli invertebrati. O agli uccelli: io amo gli uccelli, ma se ne entra uno in casa impazzisco, perchè come faccio a farlo uscire?
Diciamo che tutto sta meglio nel suo giusto ambiente naturale!
Parliamo della tua "cattiva", di Lucretia?
Un personaggio davvero peculiare, scienziata ma anche fashion stylist: com'è nata?
Ha un passato da scienziata, ma il suo business è nella moda.
Ho scelto queste due sfaccettature per il suo personaggio perchè Lucretia ha un grande piano, di cui saprete di più leggendo il secondo libro - centrato su di lei.
Lucretia nutre un profondo interesse scientifico, ma sa di aver bisogno di due cose per raggiungere i suoi scopi: soldi e potere.
In una società capitalista, capisce che il modo migliore per ottenerli è grazie a un business di copertura in un settore redditizio, come quello della moda.
Tutto quel glamour è una facciata.
Mi sono ispirata ad alcuni stilisti, come Alexander McQueen, il cui lavoro ha spesso tratto ispirazione da insetti e altri animali.
Come le sue Armadillo Shoes, acquistate da Lady Gaga?
Esatto, proprio loro! Hai capito di cosa sto parlando!
E poi in letteratura ci sono pochissime "cattive" alle quali è permesso aveve una personalità complessa. Ciò che rende Lucretia la "cattiva" non è la sua intelligenza, o il suo gusto per la moda: è la sua mancanza di empatia o di interesse per il prossimo. Persino per sua figlia.
È una dittatrice, conta solo ciò che brama e poco importa cosa si sacrifica per ottenerlo.
Quando era solo una scienziata era una semplice Lucy Johnson, prima che qualcosa scatenasse la sua rabbia - e sapete bene che non c'è nulla di più temibile di una donna arrabbiata!
Come mai una donna adulta, come antagonista, e non un altro bambino?
Perchè credo che nei miei libri succedano sostanzialmente due cose: i bambini, che hanno la mente aperta e imparano cosa sia il mondo attraverso ciò che li circonda, imparando anche a riconoscere ciò per cui valga la pena lottare, e gli adulti come Lucretia, che hanno già fatto le loro scelte. Poco importa se siano giuste o no.
Se nei prossimi cinquant'anni la situazione climatica degenererà o no dipenderà da ciò che faranno i ragazzi e i bambini di oggi: il futuro è nelle loro mani.
Una curiosità: hai avuto voce in capitolo per quanto riguarda l'aspetto grafico dei tuoi libri - copertine ed illustrazioni all'interno?
Ho il privilegio di poter approvare ogni cosa, e poter dire cosa ne penso, ma non avevo mai sentito parlare di Júlia Sarda - che ha illustrato il primo volume della serie oltre a realizzare le due copertine.
All'inizio avevo proposto tre illustratori che apprezzavo, ma erano impegnati per almeno due anni.
Mi hanno proposto Júlia Sarda, e il suo portfolio era così incredibile da lasciarmi a bocca aperta. Mi ha conquistata subito con la sua edizione spagnola di "Alice nel paese delle meraviglie", e ha fatto un lavoro splendido. Purtroppo ora è troppo famosa, quindi per ils econdo voume ha realizzato solo la copertina, mentre i disegni all'interno sono opera di un altro illustratore che però ne ha mantenuto lo stile dando solo un suo tocco personale.
Ho già potuto vedere la copertina del terzo volume della trilogia, che sarà verde, e l'adoro!
Grazie, grazie, grazie a De Agostini e a M.G. Leonard per questa piacevolissima chiacchierata!
Avete già letto il romanzo? Vi è piaciuto?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Oggi il blog ha un'ospite frizzante e divertente, pronta a conquistarvi con la sua simpatia e con il suo romanzo "Il ragazzo degli scarabei", edito De Agostini: M.G. Leonard!
La vita di Darkus fa decisamente schifo. Da quando suo padre è scomparso nel nulla, tutto è andato a rotoli. Darkus si è ritrovato solo, a vivere in una casa che non conosce con uno zio che non sa badare a lui. Come se non bastasse, i vicini sono due tizi a dir poco disgustosi che accumulano montagne di immondizia e di insetti nel cortile. Ed è proprio da lì – precisamente dai pantaloni del signor Humphrey – che Darkus vede spuntare uno scarabeo gigante, il più grande che abbia mai immaginato. Vorrebbe scappare a gambe levate, ma qualcosa lo trattiene: forse gli occhietti simpatici dell’insetto, o forse il desiderio di trovare un amico. Presto Darkus capisce che quella strana creatura è in grado di comunicare con lui, e decide di portarla a casa con sé. Ma un ragazzino può davvero fare amicizia con un insetto? E un insetto può aiutarlo a ritrovare
il padre scomparso? È possibile. Soprattutto se l’unica persona al mondo ad avere notizie del papà di Darkus è Lucretia Cutter, una perfida collezionista di gioielli a forma di scarabeo.
Un romanzo per ragazzi che insegna ad amare qualcosa di piccolo e spesso - possiamo dirlo - non in cima alle comuni preferenze: gli insetti.
Perchè è proprio uno scarabeo il piccolo, grande protagonista di questo romanzo che ha conquistato i lettori inglesi ed è sbarcato in Italia in inverno.
Abbiamo incontrato l'autrice a Tempo di libri, ed ecco cosa ci ha raccontato!
Posso iniziare dicendo che sono terrorizzata dagli insetti, e che quindi la mia prima domanda è. ma perchè proprio uno scarabeo?
Ero spaventata anch'io! Non avevo paura dei topi, per esempio, ma degli insetti, soprattutto dei minuscoli invertebrati... brrrr!
Posti come i giardini delle farfalle per me sono terrificanti: un'amica ha pensato che fosse una buona idea portarmici e mi sono trovata con il cappotto chiuso fino al mento, terrorizzata all'idea che una sola creatura volante mi si posasse addosso.
Capisco la tua posizione! È stata anche la mia per tutta la vita, così com'ero anche spavenatta dalle altezze e credevo che lo sarei stata per tutta la vita.
Ho poi iniziato a scrivere una storia in cui avevo deciso che il"cattivo" - per essere davvero spaventoso - sarebbe stato completamente coperto di insetti e avrebbe vissuto in un posto disgustoso, ma ho realizzato, vergognandomene molto, che avrei dovuto descriverli.
All'inizio pensavo ai ragni, ma ho scoperto che non sono insetti: sono aracnidi.
Lo stesso discorso valeva per i millepiedi: chissà che creature erano!
Ho realizzato di non sapere proprio nulla degli insetti, insomma, e di dovermi informare se non volevo riempire di errori il mio libro e farmi letteralmente ridere dietro da tutti.
Dovevo imparare il più possibile sugli insetti per poterli descrivere al meglio, e una delle creature che dovevo studiare erano gli scarabei.
Ho inserito "scarabeo" su Google - che è come faccio ogni mia ricerca - e ricordo che si è aperta la pagina di Wikipedia in cui ho letto la frase che avrebbe cambiato la mia vita. Diceva che il nome scientifico dello scarabeo è coleottero, ed è dotato di due paia di ali con le quali riesce a volare.
Lì per lì mi sono detta "ma non è vero, gli scarabei non volano! Si limitano a sgattaiolare in giro!", ma poi mi sono convinta che era la mia idea a essere sbagliata.
Non sapevo davvero nulla, nemmeno degli scarabei.
Due lauree, e non sapevo nemmeno cosa fosse uno scarabeo: mi sono sentita molto stupida!
Ho persino messo alla prova le mie amiche, e nemmeno loro sapevano che gli scrabei volassero.
Mi ha fatto riflettere sul fatto che, ehi, se nessuno ne sa nulla, magari non c'è una vera e propria letteratura con gli scarabei come protagonisti. Ed era così!
Ho pensato "ma è fantastico! Ho scoperto qualcosa che non è mai stato fatto! Devo scrivere questo libro!", ma c'erano due problemi: non sapevo niente sugli scarabei, e mi terrorizzavano.
Però devo ammettere che più studiavo e meno mi spaventavano: forse perchè quello che conosciamo ci fa meno paura.
Ho superato l'ultimo scoglio - toccare degli insetti - durante le riprese di un programma dal vivo in cui ero ospite per parlare del mio libro a un pubblico di dieci milioni di ragazzini: il copione prevedeva che toccassi degli insetti, e per farlo ho dovuto lavorare sodo e superare la mia fobia.
Sono riuscita a tenere in mano una tarantola per dieci secondi!
Ora amo gli scarabei al punto da averne alcuni come animali domestici, in un terrario: purtroppo due settimane fa uno di loro è morto. Non vivono molto a lungo, al massimo diciotto mesi ma in media solo tre/quattro.
Credo che proprio per questo il mio romanzo sia così efficace nel parlare ai ragazzi del rapporto con gli insetti: perchè rappresenta anche il mio percorso dalla paura alla conoscenza, e all'apprezzamento.
Non nasci amante degli insetti, ma nemmeno romanziera: eri una produttrice.
Cosa ti ha convinta a dare una svolta simile alla tua carriera?
Non è stata proprio una scelta, perchè io amavo il mio lavoro.
Non avevo però una scelta, in proposito, perchè ormai avevo raggiunto il livello più alto possibile come produttrice. Non potevo più essere promossa, quindi quella posizione era mia fino alla pensione: non è un pensiero stimolante, quello di non poter più crescere.
Quando ho scritto il romanzo non credevo di poter avere successo, soprattutto pensando al fatto che molti dei miei amici scrittori di fatto lavoravano in librerie o come camerieri per mantenersi, dato che con i libri non si diventa facilmente ricchi.
Poi mi è venuta questa idea, ed ero così eccitata mentre ci lavoravo, senza pensare a una possibile pubblicazione. Di sicuro non potevo immaginare un tale successo.
È stato porprio questo successo a portarmi al punto di dover scegliere: tenermi il lavoro sicuro, o buttarmi in questa nuova avventura sapendo di non poter tornare indietro.
Ho potuto prendermi un anno sabbatico, ma al mio ritorno mi sono licenziata, quindi adesso devo per forza riuscire a far funzionare questa cosa della scrittura, perchè ho rinunciato al posto di lavoro migliore che potessi avere: una bella pressione!
Non ho scritto "Il ragazzo degli scarabei" perchè insoddisfatta del mio lavoro o per arricchirmi, ma semplicemente perchè la storia di Darkus mi ha trovata: ora lavorerò sodo perchè tutto vada come deve andare!
Darkus e il suo amico scarabeo si trovano ad affrontare un problema davvero semplice e allo stesso tempo complicato: come comunichi con un animale?
Quanto è stato difficile per te costruire intere scene in cui Darkus dialoga con l'insetto, senza che ci sia un'effettiva risposta?
Per risponderti ti racconto un aneddoto dei miei tempi da produttrice.
In Inghilterra abbiamo avuto un grandissimo successo con una rappresentazione di "War Horse", tratto dal celebre romanzo di Michael Molpurgo - ne hanno anche tratto un film, dopo aver visto la nostra produzione!
Nel romanzo il lettore ha il punto di vista del cavallo, del quale quindi sente i pensieri: in una rappresentazione non riesci a rendere questa cosa, così come non puoi portare un cavallo vero sul palcoscenico. Che fare?
Alla fine abbiamo costruito un enorme cavallo, che richiedeva sei persone per essere manovrato, e la relazione tra il ragazzo e il cavallo si sviluppava tutta grazie all'immaginazione del pubblico: lo vedevi accarezzare il cavallo, che muoveva la testa, e da lì veniva colto l'amore tra i due.
Ho curato questa produzione epr quattro anni, studiando a fondo il linguaggio dei gesti e il potere dell'immaginazione del pubblico, e questo si vede nel mio romanzo: dai movimenti dello scarabeo si capisce ciò che cerca di comunicare a Darkus. È il lettore a cogliere questi gesti, e i bambini sono bravissimi in questo: quando vado nelle scuole lo scarabeo è sempre il personaggio più amato.
Agli adulti interessa Darkus, ma ai bambini piace l'insetto e ne colgono ogni atto gentile.
Alcuni dei comportamenti dello scarabeo mi hanno ricordato quelli dei cani, sai?
Il modo di abbracciare, per esempio.
Non ho cani, ma ho dei gatti: amo gli animali!
E anche in loro si riscontra questo comportamento, in effetti.
Credo che comunque l'unica differenza sia che siamo più portati a dimostrare affetto ai mammiferi piuttosto che agli invertebrati. O agli uccelli: io amo gli uccelli, ma se ne entra uno in casa impazzisco, perchè come faccio a farlo uscire?
Diciamo che tutto sta meglio nel suo giusto ambiente naturale!
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| L'autrice ci ha mostrato un video in cui il suo personale scarabeo si muove felice sulla copertina di "Beetle Queen", secondo volume della serie! |
Un personaggio davvero peculiare, scienziata ma anche fashion stylist: com'è nata?
Ha un passato da scienziata, ma il suo business è nella moda.
Ho scelto queste due sfaccettature per il suo personaggio perchè Lucretia ha un grande piano, di cui saprete di più leggendo il secondo libro - centrato su di lei.
Lucretia nutre un profondo interesse scientifico, ma sa di aver bisogno di due cose per raggiungere i suoi scopi: soldi e potere.
In una società capitalista, capisce che il modo migliore per ottenerli è grazie a un business di copertura in un settore redditizio, come quello della moda.
Tutto quel glamour è una facciata.
Mi sono ispirata ad alcuni stilisti, come Alexander McQueen, il cui lavoro ha spesso tratto ispirazione da insetti e altri animali.
Come le sue Armadillo Shoes, acquistate da Lady Gaga?
Esatto, proprio loro! Hai capito di cosa sto parlando!
E poi in letteratura ci sono pochissime "cattive" alle quali è permesso aveve una personalità complessa. Ciò che rende Lucretia la "cattiva" non è la sua intelligenza, o il suo gusto per la moda: è la sua mancanza di empatia o di interesse per il prossimo. Persino per sua figlia.
È una dittatrice, conta solo ciò che brama e poco importa cosa si sacrifica per ottenerlo.
Quando era solo una scienziata era una semplice Lucy Johnson, prima che qualcosa scatenasse la sua rabbia - e sapete bene che non c'è nulla di più temibile di una donna arrabbiata!
Come mai una donna adulta, come antagonista, e non un altro bambino?
Perchè credo che nei miei libri succedano sostanzialmente due cose: i bambini, che hanno la mente aperta e imparano cosa sia il mondo attraverso ciò che li circonda, imparando anche a riconoscere ciò per cui valga la pena lottare, e gli adulti come Lucretia, che hanno già fatto le loro scelte. Poco importa se siano giuste o no.
Se nei prossimi cinquant'anni la situazione climatica degenererà o no dipenderà da ciò che faranno i ragazzi e i bambini di oggi: il futuro è nelle loro mani.
Una curiosità: hai avuto voce in capitolo per quanto riguarda l'aspetto grafico dei tuoi libri - copertine ed illustrazioni all'interno?
Ho il privilegio di poter approvare ogni cosa, e poter dire cosa ne penso, ma non avevo mai sentito parlare di Júlia Sarda - che ha illustrato il primo volume della serie oltre a realizzare le due copertine.
All'inizio avevo proposto tre illustratori che apprezzavo, ma erano impegnati per almeno due anni.
Mi hanno proposto Júlia Sarda, e il suo portfolio era così incredibile da lasciarmi a bocca aperta. Mi ha conquistata subito con la sua edizione spagnola di "Alice nel paese delle meraviglie", e ha fatto un lavoro splendido. Purtroppo ora è troppo famosa, quindi per ils econdo voume ha realizzato solo la copertina, mentre i disegni all'interno sono opera di un altro illustratore che però ne ha mantenuto lo stile dando solo un suo tocco personale.
Ho già potuto vedere la copertina del terzo volume della trilogia, che sarà verde, e l'adoro!
Nel tuo romanzo ogni scarabeo ha un potere speciale, ma qual è il vero potere di ogni personaggio?
Quello di Darkus è il talento nell'osservazione: non formula giudizi affrettati ed è una persona che non si butta a capofitto nelle situazioni. Riflette su ciò che vede, e nel mondo reale più rifletti sulle cose, meglio comprendi la realtà che ti circonda.
Virginia, al contrario, tende a non pensare troppo - ed è il personaggio che mi assomiglia di più.
Si butta capofitto nelle situazioni e le piace concludere in fretta ciò che inizia.
Bertolt è invece molto riflessivo e tranquillo, gli piace meditare prima di agire, anche se poi scopriamo questa sua passione segreta per le esplosioni.
Ha una mente scientifica, ingegneristica e matematica, al contrario di Darkus che è più il tipo di persona che analizza i comportamenti altrui.
Parliamo un po' delle tue letture: quanti altri autori di libri per ragazzi leggi, per documentarti o per svago, e quanto spazio lasci ad altri generi letterari?
Da bambina ho letto moltissimo, ed ero abituata ad andare per autore.
Questo è cambiato quando sono cresciuta, e ho perso per un po' il contatto con la letteratura per l'infanzia. Prendi per esempio Harry potter: non ne avevo nemmeno sentito parlare fino all'uscita del terzo libro (è l'anno in cui la serie diventa celebre grazie alla trasposizione cinematografica, ndr), poi ovviamente ho divorato la serie intera.
Le storie che mi influenzano ancora quando scrivo sono quelle lette tra gli 8 e i 12 anni: poco importa che io abbia letto la trilogia Millennium o "L'amore bugiardo", di quei libri pur avendoli apprezzati faccio fatica a ricordare i nomi dei personaggi.
Leggo moltissima literary fiction, strascico dei miei studi, ma se penso a ciò che ho letto e ha influenzato lo sviluppo della mia personalità risalgo per forza a ciò che ho letto a 10 anni.
Per questo voglio scrivere libri per bambini: amo l'idea di poter influenzare positivamente qualcuno, e gli adulti ormai hanno una personalità sviluppata e un'opinione sulle cose che difficilmente riesci a cambiare.
Forse se volessi guadagnare di più scriverei per adulti, ma volendo trasmettere un messaggio - come ad esempio l'importanza degli insetti - il mio pubblico ideale sono bambini e ragazzi.
Sull'importanza degli insetti sono serissima, e il bello è che da un lato noi nemmeno ci rendiamo conto di quanto ne abbiamo bisogno, dall'altro loro non hanno assolutamente bisogno di noi.
Anzi, noi distruggiamo i loro habitat naturali senza pensarci due volte.
Se ci pensi, c'è chi viaggia fino in Africa per riuscire a vedere gli elefanti prima della loro estinzione: se uno scarabeo fosse grande quanto un elefante, sarebbe un animale molto più rilevante.
Quello che spero è che ogni bambino possa poi andare in giardino, scoprire uno scarabeo, prenderlo in mano e dire «Lo so cosa sei! Sei uno scarabeo, hai due paia di ali, voli!» e realizzare di aver imparato qualcosa divertendosi.
Leggo moltissimi libri per ragazzi ancora adesso, soprattutto quelli degli autori che sono anche amici oltre che colleghi, e ho alcuni "autori del cuore" come David Almond e Philip Pullman.
Ultima domanda: se tu fossi uno scarabeo, quale ti piacerebbe poter essere?
Sicuramente un Rainbow Scarab Beetle, che è la specie a cui appartengono i miei. È la specie che vive più a lungo, e ha una corazza iridescente dalle sfumature di colore incredibile.
Hanno anche gusti particolari: ai miei piace la gelatina di fragole!
Avete già letto il romanzo? Vi è piaciuto?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 10 aprile 2017
"Ruin me - Ogni volta che mi spezzi il cuore" di Danielle Pearl
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ruin me" di Danielle Pearl, edito De Agostini (rilegato a 14,90€) in uscita il 24 Aprile:
Il primo amore non si scorda mai. Eppure, la bellissima Carleigh Stanger combatte da tempo con se stessa per dimenticare i meravigliosi ricordi vissuti con Tucker Green, il suo ex fidanzato. Lui la detesta, e non vuole più saperne di lei dopo quello che è successo tra loro. Ma ora che il liceo è finito e una nuova
vita al college sta per cominciare, Carl è sicura di potersi finalmente lasciare tutto alle spalle. Una volta al campus, però, le cose non vanno come si è immaginata e una sera, durante una festa, Carl si ritrova per caso faccia a faccia con Tucker. I ricordi riaffiorano potenti, e l’attrazione che ancora li lega li travolge più forte che mai. Tucker sa di avere davanti una manipolatrice, ma non riesce a controllare il suo desiderio. È così che il passato torna a perseguitare entrambi, costringendoli a prendere una decisione molto difficile, e a fare cose che non avrebbero mai voluto. Tra passioni esasperate e segreti inconfessabili, Carl e Tuck cercano di mettere un freno alla loro storia. Ma è davvero quello che vogliono?
Ero curiosissima di scoprire il primo capitolo della serie Something More, e a fine mese potrete innamorarvi anche voi degli occhi verdi di Tucker Green - un cognome, una garanzia.
Ho divorato questo romanzo sul mio cellulare e conto di buttarmi prestissimo sul secondo volume della serie perchè Danielle Pearl mi ha conquistata, e mi ha convinta.
Mi hanno conquisttaa i suoi personaggi e convinta la sua scrittura.
Incontriamo Carleigh e Tucker nel presente, in un momento assai complicato: dopo una brutta rottura, i due si trovano a frequentare lo stesso college e quindi a vedersi di continuo, senza riuscire ad avere così un certo distacco l'uno dall'altra.
Ma come sono arrivati due ragazzi ancora così coinvolti e attenti l'uno all'altra a separarsi?
Lo scopriamo attraverso i flashback che l'autrice ha posto tra un capitolo e l'altro, rivedendo la nascita della loro storia, lo sbocciare del loro amore... e come tutto è andato storto.
Ma nonostante il loro rapporto sembri ormai irrecuperabile, è davvero la fine per Tucker e Carleigh?
O certi sentimenti sono destinati a superare le difficoltà?
Ho trovato molto, molto coinvolgente quanto narrato del passato dei due ragazzi: dal rapporto prima idilliaco - e poi non più - di Carleigh con i genitori, in particolar modo con il padre, al legame fraterno che lega Tucker ai suoi migliori amici, Danielle Pearl si rivela abile a parlare di moltissime forme di amore, non solo di quello romantico.
Con quello romantico, però, raggiunge il suo massimo: la dolcezza, la trepidazione, il desiderio che caratterizzano lo sbocciare dell'amore e della passione tra Tucker e Carleigh sono quelli che ogni ragazzo o ragazza vive quando incontra la sua anima gemella - o quella che crede esserlo - ed è impossibile non farsi coinvolgere.
Impossibile non farsi venire gli occhi a cuore, e anzi, la grande tentazione nel primo terzo del romanzo è quella di sgridarli sonoramente per la loro incapacità di riappacificarsi nel presente.
Solo quando si scopre cosa ci sia all'origine della loro rottura si comprende appieno la loro situazione, e nonostante questo si continua a sperare in un lieto fine perchè se c'è una cosa chiara da subito è che Tucker e Carleigh si amano ancora.
Si odiano, non si sopportano e soffrono, questo sì, ma si amano.
Mi è piaciuto davvero molto, e mi sono presa una bella sbandata per Tucker quindi Carleigh, se ti stanchi, passagli il mio numero di telefono.
Scherzi a parte, non posso non consigliarlo alle più romantiche tra voi!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ruin me" di Danielle Pearl, edito De Agostini (rilegato a 14,90€) in uscita il 24 Aprile:
Il primo amore non si scorda mai. Eppure, la bellissima Carleigh Stanger combatte da tempo con se stessa per dimenticare i meravigliosi ricordi vissuti con Tucker Green, il suo ex fidanzato. Lui la detesta, e non vuole più saperne di lei dopo quello che è successo tra loro. Ma ora che il liceo è finito e una nuova
vita al college sta per cominciare, Carl è sicura di potersi finalmente lasciare tutto alle spalle. Una volta al campus, però, le cose non vanno come si è immaginata e una sera, durante una festa, Carl si ritrova per caso faccia a faccia con Tucker. I ricordi riaffiorano potenti, e l’attrazione che ancora li lega li travolge più forte che mai. Tucker sa di avere davanti una manipolatrice, ma non riesce a controllare il suo desiderio. È così che il passato torna a perseguitare entrambi, costringendoli a prendere una decisione molto difficile, e a fare cose che non avrebbero mai voluto. Tra passioni esasperate e segreti inconfessabili, Carl e Tuck cercano di mettere un freno alla loro storia. Ma è davvero quello che vogliono?
Ero curiosissima di scoprire il primo capitolo della serie Something More, e a fine mese potrete innamorarvi anche voi degli occhi verdi di Tucker Green - un cognome, una garanzia.
Ho divorato questo romanzo sul mio cellulare e conto di buttarmi prestissimo sul secondo volume della serie perchè Danielle Pearl mi ha conquistata, e mi ha convinta.
Mi hanno conquisttaa i suoi personaggi e convinta la sua scrittura.
Incontriamo Carleigh e Tucker nel presente, in un momento assai complicato: dopo una brutta rottura, i due si trovano a frequentare lo stesso college e quindi a vedersi di continuo, senza riuscire ad avere così un certo distacco l'uno dall'altra.
Ma come sono arrivati due ragazzi ancora così coinvolti e attenti l'uno all'altra a separarsi?
Lo scopriamo attraverso i flashback che l'autrice ha posto tra un capitolo e l'altro, rivedendo la nascita della loro storia, lo sbocciare del loro amore... e come tutto è andato storto.
Ma nonostante il loro rapporto sembri ormai irrecuperabile, è davvero la fine per Tucker e Carleigh?
O certi sentimenti sono destinati a superare le difficoltà?
Ho trovato molto, molto coinvolgente quanto narrato del passato dei due ragazzi: dal rapporto prima idilliaco - e poi non più - di Carleigh con i genitori, in particolar modo con il padre, al legame fraterno che lega Tucker ai suoi migliori amici, Danielle Pearl si rivela abile a parlare di moltissime forme di amore, non solo di quello romantico.
Con quello romantico, però, raggiunge il suo massimo: la dolcezza, la trepidazione, il desiderio che caratterizzano lo sbocciare dell'amore e della passione tra Tucker e Carleigh sono quelli che ogni ragazzo o ragazza vive quando incontra la sua anima gemella - o quella che crede esserlo - ed è impossibile non farsi coinvolgere.
Impossibile non farsi venire gli occhi a cuore, e anzi, la grande tentazione nel primo terzo del romanzo è quella di sgridarli sonoramente per la loro incapacità di riappacificarsi nel presente.
Solo quando si scopre cosa ci sia all'origine della loro rottura si comprende appieno la loro situazione, e nonostante questo si continua a sperare in un lieto fine perchè se c'è una cosa chiara da subito è che Tucker e Carleigh si amano ancora.
Si odiano, non si sopportano e soffrono, questo sì, ma si amano.
Mi è piaciuto davvero molto, e mi sono presa una bella sbandata per Tucker quindi Carleigh, se ti stanchi, passagli il mio numero di telefono.
Scherzi a parte, non posso non consigliarlo alle più romantiche tra voi!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 21 marzo 2017
"L'universo nei tuoi occhi" di Jennifer Niven
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'universo nei tuoi occhi" di Jennifer Niven, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.
Non si poteva non leggere il nuovo romanzo dell'autrice che ha commosso il mondo con "Raccontami di un giorno perfetto". Non si poteva proprio! E quindi eccoci qui, con Jack e Libby, e la loro storia.
Stavolta non abbiamo più un ragazzo affetto da depressione, ma uno che si è autodiagnosticato la prosopagnosia - un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone.
In concreto, Jack non riconosce il volto di nessuno: nemmeno della sua famiglia, od ei suoi amici, o dei professori,
Ha messo a punto tutta una serie di trucchetti per destreggiarsi e riuscire ad avere una vita normale senza hce nessuno si accorga del suo problema, che non è stato di fatto diagnosticato da nessuno se non da lui stesso, e qui, mi duole dirlo, ma ho avuto problemi serie afarmela andare giù.
È vero che nell'erà di Wikipedia e Google quello dell'autodiagnosi è un trend inarrestabile, ma che venga proposta come scelta naturale ai lettori che, per la loro età, sono più influenzabili no, non mi va proprio.
Jack è simpatico, è sicuramente forte di carattere per essere in grado di gestire una situazione simile giorno dopo giorno senza aiuti - nonostante i vari momenti di giustificato scoramento - ma anche stavolta l'autrice non mi ha convinta per la leggerezza con cui presenta i disturbi o i problemi legati al sistema nervoso. Si entra in un territorio minato, e il punto non dovrebbe essere quello di colorare la malattia di romanticismo. Non quando parli agli adolescenti ai preadolescenti.
Detto questo, che è il mio unico dubbio riguardo al romanzo, passiamo a quello che per me è stato un grande, grandissimo SÍ: Libby!
Libby è una forza, e mi è piaciuta proprio tanto. #PiùLibbyPerTutti
Una ragazza che ha un passato decisamente non roseo, un presente complicato e che nonostante quetso ha ancora moltissimo posto nel suo cuore per l'amore.
Quello che sogna, ma anche quello che sa dare.
Molto bello anche il suo rapporto con i suoi sogni: desidera ballare, e nonostante sia tutto contro di lei - il suo peso, le prese in giro, l'insicurezza dell'età - Libby non si arrende ancora prima di averci provato e, soprattutto, non smette di ballare.
La loro storia non nasce sotto ai migliori auspici, anzi, sembrava la ricetta per un disastro.
Eppure l'autrice è stata brava a coinvolgere il lettore, attraverso il doppio punto di vista di lui e di lei, nel processo di avvicinamento: io non vedevo l'ora di sapere se avrebbero avuto un happy end tutto cuori o no.
Un enorme punto a favore anche alla componente ironico-umoristica del romanzo: si ride tanto, perchè Jack e Libby hanno entrambi una personalità dirompente.
Stavolta Jennifer Niven ha voluto parlare di bullismo, e lo ha fatto nel modo giusto.
Libby riesce ad arrivare al cuore di ogni lettore, e a dargli una bella strizzata, senza essere una vittima. Libby è tosta-tostissima, e non si lascia mettere i piedi in testa facilmente.
Non da quattro studentelli senza sale in zucca che credono di annientarla con qualche presa in giro.
Assolutamente da leggere se avete amato "Raccontami di un giorno perfetto", e forse anche se non vi aveva convinti granchè: io per alcuni versi ho preferito questo secondo lavoro dell'autrice al suo primo!
Questa recensione fa parte del blogtour del romanzo, che dal 20 al 26 Marzo vi farà compagnia con contenuti di ogni tipo - e tanta, tanta musica - per farvi esplorare insieme a noi questa storia dolce, divertente e che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere.
Uno di voi potrebbe culminare la sua esplorazione adottando una copia cartacea del romanzo, pensate un po'!
Tutto ciò che dovete fare è commentare ogni tappa, e seguire gli account Instagram dei blog coinvolti nell'iniziativa:
@devystylish
@deaplanetalibri
@iamlewisherald
@red_kedi
@lanzonivanessa
@wordsofbooks
@everybookhasitsstory
@silvyinwonderland
Come fare a non perdervene nemmeno uno?
Semplice! Compilate il modulo qui sotto e seguite il nostro calendario:
a Rafflecopter giveaway
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'universo nei tuoi occhi" di Jennifer Niven, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, diciassette anni e un segreto ben custodito: Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi genitori, o quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. E finora è riuscito a cavarsela. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per poter essere accettata dai suoi compagni di scuola. Un giorno, per non sfigurare davanti agli amici, Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due caratteri più diversi dei loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.
Non si poteva non leggere il nuovo romanzo dell'autrice che ha commosso il mondo con "Raccontami di un giorno perfetto". Non si poteva proprio! E quindi eccoci qui, con Jack e Libby, e la loro storia.
Stavolta non abbiamo più un ragazzo affetto da depressione, ma uno che si è autodiagnosticato la prosopagnosia - un deficit percettivo acquisito o congenito del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone.
In concreto, Jack non riconosce il volto di nessuno: nemmeno della sua famiglia, od ei suoi amici, o dei professori,
Ha messo a punto tutta una serie di trucchetti per destreggiarsi e riuscire ad avere una vita normale senza hce nessuno si accorga del suo problema, che non è stato di fatto diagnosticato da nessuno se non da lui stesso, e qui, mi duole dirlo, ma ho avuto problemi serie afarmela andare giù.
È vero che nell'erà di Wikipedia e Google quello dell'autodiagnosi è un trend inarrestabile, ma che venga proposta come scelta naturale ai lettori che, per la loro età, sono più influenzabili no, non mi va proprio.
Jack è simpatico, è sicuramente forte di carattere per essere in grado di gestire una situazione simile giorno dopo giorno senza aiuti - nonostante i vari momenti di giustificato scoramento - ma anche stavolta l'autrice non mi ha convinta per la leggerezza con cui presenta i disturbi o i problemi legati al sistema nervoso. Si entra in un territorio minato, e il punto non dovrebbe essere quello di colorare la malattia di romanticismo. Non quando parli agli adolescenti ai preadolescenti.
Detto questo, che è il mio unico dubbio riguardo al romanzo, passiamo a quello che per me è stato un grande, grandissimo SÍ: Libby!
Libby è una forza, e mi è piaciuta proprio tanto. #PiùLibbyPerTutti
Una ragazza che ha un passato decisamente non roseo, un presente complicato e che nonostante quetso ha ancora moltissimo posto nel suo cuore per l'amore.
Quello che sogna, ma anche quello che sa dare.
Molto bello anche il suo rapporto con i suoi sogni: desidera ballare, e nonostante sia tutto contro di lei - il suo peso, le prese in giro, l'insicurezza dell'età - Libby non si arrende ancora prima di averci provato e, soprattutto, non smette di ballare.
La loro storia non nasce sotto ai migliori auspici, anzi, sembrava la ricetta per un disastro.
Eppure l'autrice è stata brava a coinvolgere il lettore, attraverso il doppio punto di vista di lui e di lei, nel processo di avvicinamento: io non vedevo l'ora di sapere se avrebbero avuto un happy end tutto cuori o no.
Un enorme punto a favore anche alla componente ironico-umoristica del romanzo: si ride tanto, perchè Jack e Libby hanno entrambi una personalità dirompente.
Stavolta Jennifer Niven ha voluto parlare di bullismo, e lo ha fatto nel modo giusto.
Libby riesce ad arrivare al cuore di ogni lettore, e a dargli una bella strizzata, senza essere una vittima. Libby è tosta-tostissima, e non si lascia mettere i piedi in testa facilmente.
Non da quattro studentelli senza sale in zucca che credono di annientarla con qualche presa in giro.
Assolutamente da leggere se avete amato "Raccontami di un giorno perfetto", e forse anche se non vi aveva convinti granchè: io per alcuni versi ho preferito questo secondo lavoro dell'autrice al suo primo!
Questa recensione fa parte del blogtour del romanzo, che dal 20 al 26 Marzo vi farà compagnia con contenuti di ogni tipo - e tanta, tanta musica - per farvi esplorare insieme a noi questa storia dolce, divertente e che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere.
Uno di voi potrebbe culminare la sua esplorazione adottando una copia cartacea del romanzo, pensate un po'!
Tutto ciò che dovete fare è commentare ogni tappa, e seguire gli account Instagram dei blog coinvolti nell'iniziativa:
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A presto <3
martedì 28 febbraio 2017
"Le ragazze vogliono la luna" di Janet McNally
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Le ragazze vogliono la luna" di Janet McNally, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Ci sono estati che lasciano il segno. Estati che cambiano la vita. Per sempre. È esattamente quello che è successo a Phoebe, diciassette anni e un segreto ben custodito. Lo stesso segreto che ha distrutto il legame con la sua migliore amica e che ha mandato all'aria l'unica possibilità con il ragazzo per cui ha una cotta colossale. Ma Phoebe è abituata ai segreti. Perché tutti nella sua famiglia ne hanno uno. Tutti hanno qualcosa da nascondere: sua sorella Luna, che se n'è andata a Brooklyn per inseguire un sogno, suo padre Kieran, che se n'è andato e basta. E poi sua madre Meg. È lei la vera bugiarda di professione. Ex rock-star, Meg non ama rivangare gli anni in cui ha viaggiato per il Paese insieme alla sua band, mietendo un successo dopo l'altro. E soprattutto non ha nessuna intenzione di spiegare alle figlie il motivo per cui, da un momento all'altro, ha messo fine alla carriera e al proprio matrimonio. Eppure Phoebe non è il tipo che si arrende. Decisa a ritrovare le tessere mancanti del passato della sua famiglia, raggiunge Luna a New York. E, in un'estate magica, indimenticabile, tra musica indie, notti insonni e amori impossibili, si mette alla ricerca. Della verità e anche un po' di se stessa.
Ero molto contenta di leggere in anteprima la storia di Phoebe e Luna, perchè il legame tra sorelle mi ha sempre affascinata e perchè l'idea di una madre ex-rockstar che cerca inutilmente di impedire alla figlia di ripercorrere le sue stesse orme mi incuriosiva.
Stavolta parto dall'unica cosa che non ho apprezzato del libro, così poi posso dirvi tutti i motivi per i quali mi è piaciuto e voglio comunque consigliarne la lettura.
Mi ha lasciato un senso di incompletezza. Mi è sembrato di divorarne le pagine inseguendo un momento di grande rivelazione, un momento in cui avrei detto "ah, ECCO cosa stavamo aspettando!", ma che poi questo grande momento non ci fosse.
Il che non è necessariamente un male, ma nel mio caso mi ha tolto un briciolo del mio entusiasmo.
Detto questo, cosa ho amato del romanzo?
Sicuramente le sue protagoniste, Luna e Phoebe.
Due sorelle molto diverse tra loro, ma che in comune hanno il desiderio di inseguire i propri sogni e di tenere ben nascosto ciò che potrebbe danneggiarli.
Si sa che i segreti prima o poi vengono a galla, ma questo non impedisce loro di provare a tenerli sottochiave a ogni costo.
Terza grande protagonista del romanzo è la musica indie, che io apprezzo moltissimo e che anzi, mi ha fatto da colonna sonora per tutta la lettura.
Immaginare il tipo di musica che avrebbero suonato i protagonisti o che avrebbero conservato sul loro lettore mp3 mi ha divertita, e ancora una volta ho rimpianto di non avere alcun talento per la musica, ahimè.
Infine, perchè lo consiglio?
Perchè quella di Phoebe non è solo una storia di crescita personale o di scoperta di sè: è soprattutto la storia di un viaggio che compiamo mano nella mano insieme a lei, esplorando il mondo attraverso i suoi occhi e svelando quanto di non detto esiste nella sua famiglia (per poi chiederci la stessa cosa riguardo la nostra, di famiglia...).
Phoebe si arrabbia, si rattrista, si innamora come è successo a tutti noi, e come ci succederà mille altre volte: è una ragazza profondamente vera, la cui storia mi ha coinvolta fino alla fine.
Ringrazio moltissimo De Agostini per la possibilità di scoprirla in anteprima e di parlarvene proprio oggi in occasione dell'uscita del romanzo: non perdetevelo!
Se non bastassero le mie parole a convincervi, nessun problema.
Ecco chi potrebbe riuscirci:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Le ragazze vogliono la luna" di Janet McNally, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Ci sono estati che lasciano il segno. Estati che cambiano la vita. Per sempre. È esattamente quello che è successo a Phoebe, diciassette anni e un segreto ben custodito. Lo stesso segreto che ha distrutto il legame con la sua migliore amica e che ha mandato all'aria l'unica possibilità con il ragazzo per cui ha una cotta colossale. Ma Phoebe è abituata ai segreti. Perché tutti nella sua famiglia ne hanno uno. Tutti hanno qualcosa da nascondere: sua sorella Luna, che se n'è andata a Brooklyn per inseguire un sogno, suo padre Kieran, che se n'è andato e basta. E poi sua madre Meg. È lei la vera bugiarda di professione. Ex rock-star, Meg non ama rivangare gli anni in cui ha viaggiato per il Paese insieme alla sua band, mietendo un successo dopo l'altro. E soprattutto non ha nessuna intenzione di spiegare alle figlie il motivo per cui, da un momento all'altro, ha messo fine alla carriera e al proprio matrimonio. Eppure Phoebe non è il tipo che si arrende. Decisa a ritrovare le tessere mancanti del passato della sua famiglia, raggiunge Luna a New York. E, in un'estate magica, indimenticabile, tra musica indie, notti insonni e amori impossibili, si mette alla ricerca. Della verità e anche un po' di se stessa.
Ero molto contenta di leggere in anteprima la storia di Phoebe e Luna, perchè il legame tra sorelle mi ha sempre affascinata e perchè l'idea di una madre ex-rockstar che cerca inutilmente di impedire alla figlia di ripercorrere le sue stesse orme mi incuriosiva.
Stavolta parto dall'unica cosa che non ho apprezzato del libro, così poi posso dirvi tutti i motivi per i quali mi è piaciuto e voglio comunque consigliarne la lettura.
Mi ha lasciato un senso di incompletezza. Mi è sembrato di divorarne le pagine inseguendo un momento di grande rivelazione, un momento in cui avrei detto "ah, ECCO cosa stavamo aspettando!", ma che poi questo grande momento non ci fosse.
Il che non è necessariamente un male, ma nel mio caso mi ha tolto un briciolo del mio entusiasmo.
Detto questo, cosa ho amato del romanzo?
Sicuramente le sue protagoniste, Luna e Phoebe.
Due sorelle molto diverse tra loro, ma che in comune hanno il desiderio di inseguire i propri sogni e di tenere ben nascosto ciò che potrebbe danneggiarli.
Si sa che i segreti prima o poi vengono a galla, ma questo non impedisce loro di provare a tenerli sottochiave a ogni costo.
Terza grande protagonista del romanzo è la musica indie, che io apprezzo moltissimo e che anzi, mi ha fatto da colonna sonora per tutta la lettura.
Immaginare il tipo di musica che avrebbero suonato i protagonisti o che avrebbero conservato sul loro lettore mp3 mi ha divertita, e ancora una volta ho rimpianto di non avere alcun talento per la musica, ahimè.
Infine, perchè lo consiglio?
Perchè quella di Phoebe non è solo una storia di crescita personale o di scoperta di sè: è soprattutto la storia di un viaggio che compiamo mano nella mano insieme a lei, esplorando il mondo attraverso i suoi occhi e svelando quanto di non detto esiste nella sua famiglia (per poi chiederci la stessa cosa riguardo la nostra, di famiglia...).
Phoebe si arrabbia, si rattrista, si innamora come è successo a tutti noi, e come ci succederà mille altre volte: è una ragazza profondamente vera, la cui storia mi ha coinvolta fino alla fine.
Ringrazio moltissimo De Agostini per la possibilità di scoprirla in anteprima e di parlarvene proprio oggi in occasione dell'uscita del romanzo: non perdetevelo!
Se non bastassero le mie parole a convincervi, nessun problema.
Ecco chi potrebbe riuscirci:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
lunedì 27 febbraio 2017
Anteprima: "Birthdate" di Lance Rubin
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Birthdate" di Lance Rubin, edito De Agostini (rilegato a 14,90€) in uscita il 28 Marzo:
Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?
Dalla penna di Lance Rubin, il brillante sequel di "Deathdate".
Un romanzo dal ritmo mozzafiato e dallo stile affilato dove anche la morte è un’avventura emozionante.
Non vedo l'ora di scoprire cosa succederà al povero, sconclusionato Denton!
"Deathdate" mi era piaciuto molto (trovate la recensione qui), e il 28 Marzo non arriverà mai abbastanza in fretta!
Avevate scattato il vostro selfie con il libro, ai tempi?
Io sì, ma era solo un quarto di selfie perchè sapete che non è una cosa che fa per me XD
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Birthdate" di Lance Rubin, edito De Agostini (rilegato a 14,90€) in uscita il 28 Marzo:
Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?
Dalla penna di Lance Rubin, il brillante sequel di "Deathdate".
Un romanzo dal ritmo mozzafiato e dallo stile affilato dove anche la morte è un’avventura emozionante.
Non vedo l'ora di scoprire cosa succederà al povero, sconclusionato Denton!
"Deathdate" mi era piaciuto molto (trovate la recensione qui), e il 28 Marzo non arriverà mai abbastanza in fretta!
Avevate scattato il vostro selfie con il libro, ai tempi?
Io sì, ma era solo un quarto di selfie perchè sapete che non è una cosa che fa per me XD
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mercoledì 16 novembre 2016
"If I Should Die" di Amy Plum
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "If I Should Die" di Amy Plum, edito DeAgostini (rilegato a 14,90€):
Com’era la vita di Vincent prima di incontrarmi, prima di scoprire l’amore? Decenni di dolore e sacrificio, passati ad appagare la sua natura di revenant, a morire e a risorgere per salvare migliaia di innocenti. E proprio ora che credevamo di avere il futuro nelle nostre mani, siamo stati traditi nel peggiore dei modi da chi consideravamo un’alleata e un’amica. Mi fidavo di Violette, e lei ha portato via il mio amore per annientarlo e assorbire così i suoi poteri. Ora, senza più un corpo in cui tornare, Vincent vaga in forma di spirito sulla Terra. Non potrò più vederlo, toccarlo, sentire le sue dita che mi sfiorano i capelli… non potrò più rifugiarmi tra le sue braccia e annegare nei suoi baci. Eppure sento che non tutto è ancora perduto. Per salvarlo sono disposta a pagare qualunque prezzo, anche a immolare la mia anima. Perché non posso immaginare di trascorrere un solo giorno senza di lui. Non dopo tutto quello che abbiamo condiviso e sofferto. E adesso che i nostri nemici hanno compiuto la loro mossa, non mi resta che una cosa da fare: combattere.
Ieri Susi vi ha raccontato cosa ne pensa del terzo e ultimo volume della trilogia di Amy Plum, e oggi tocca a me.
Ero contentissima di ritrovare Vincent e il resto della gang dei Revenant, e non vedevo l'ora di scoprire cosa ci riservasse il finale della serie.
E visto che quando una serie finisce è inevitabile fare un bilancio, non voglio tanto raccontarvi questo libro (perchè mi è piaciuto molto e perchè dovete potervene gustare la lettura senza spoiler) quando raccontarvi i come, i cosa e i perchè di questa serie.
La trilogia Revenants ha un posto speciale nel mio cuore perchè è in assoluto la serie paranormal YA più romantica che abbia mai letto.
Vincent è tutto ciò che una ragazza potrebbe desiderare dal suo primo amore, e anche in questo terzo volume è un moderno Romeo, che desidera solo una cosa al mondo: ricongiungersi alla sua Giulietta.
Mi è piaciuto però che in questo terzo voume, dove si arriva allo scontro con Violette e i suoi seguaci, tirasse fuori una forza e una decisione che non aveva ancora mostrato, e ai miei occhi questo lo ha reso un personaggio a tutto tondo e ancora più apprezzabile.
Insomma, quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, e qui c'è in gioco tutto: la libertà e la vita dei Revenant, innanzitutto.
Ero particolarmente ansiosa di ritrovare Jules, soprattutto perchè per ingannare l'attesa del terzo volume avevo letto la novella che lo vede protagonista, e ovviamente me ero invaghita.
Purtroppo in "If I Should Die" gli spetta un ruolo abbastanza marginale, ma attendo fiduciosa la prossima novella perchè non ne ho assolutamente avuto abbastanza di lui. Anzi!
Di questa serie ho sempre apprezzato il ritmo sostenuto, che faceva sì che la lettura di un volume fosse scorrevole e avvincente: anche in questo terzo capitolo la prosa è scorrevole e il ritmo incalzante, forse più che nel volume apripista della trilogia ("Die for me").
Consigliatissimo a chi avesse letto i primi due volumi della serie, ma soprattutto è consigliatissima la trilogia alle anime romantiche là fuori!
Abbiamo una piccola sorpresa per voi: l'autrice, Amy Plum, ha pensato di svelare una piccola curiosità sulla serie, i suoi protagonisti e la genesi dei libri in ognuna delle nostre recensioni, ed ecco la seconda:
Trovate le altre curiosità sui seguenti blog:
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La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "If I Should Die" di Amy Plum, edito DeAgostini (rilegato a 14,90€):
Com’era la vita di Vincent prima di incontrarmi, prima di scoprire l’amore? Decenni di dolore e sacrificio, passati ad appagare la sua natura di revenant, a morire e a risorgere per salvare migliaia di innocenti. E proprio ora che credevamo di avere il futuro nelle nostre mani, siamo stati traditi nel peggiore dei modi da chi consideravamo un’alleata e un’amica. Mi fidavo di Violette, e lei ha portato via il mio amore per annientarlo e assorbire così i suoi poteri. Ora, senza più un corpo in cui tornare, Vincent vaga in forma di spirito sulla Terra. Non potrò più vederlo, toccarlo, sentire le sue dita che mi sfiorano i capelli… non potrò più rifugiarmi tra le sue braccia e annegare nei suoi baci. Eppure sento che non tutto è ancora perduto. Per salvarlo sono disposta a pagare qualunque prezzo, anche a immolare la mia anima. Perché non posso immaginare di trascorrere un solo giorno senza di lui. Non dopo tutto quello che abbiamo condiviso e sofferto. E adesso che i nostri nemici hanno compiuto la loro mossa, non mi resta che una cosa da fare: combattere.
Ieri Susi vi ha raccontato cosa ne pensa del terzo e ultimo volume della trilogia di Amy Plum, e oggi tocca a me.
Ero contentissima di ritrovare Vincent e il resto della gang dei Revenant, e non vedevo l'ora di scoprire cosa ci riservasse il finale della serie.
E visto che quando una serie finisce è inevitabile fare un bilancio, non voglio tanto raccontarvi questo libro (perchè mi è piaciuto molto e perchè dovete potervene gustare la lettura senza spoiler) quando raccontarvi i come, i cosa e i perchè di questa serie.
La trilogia Revenants ha un posto speciale nel mio cuore perchè è in assoluto la serie paranormal YA più romantica che abbia mai letto.
Vincent è tutto ciò che una ragazza potrebbe desiderare dal suo primo amore, e anche in questo terzo volume è un moderno Romeo, che desidera solo una cosa al mondo: ricongiungersi alla sua Giulietta.
Mi è piaciuto però che in questo terzo voume, dove si arriva allo scontro con Violette e i suoi seguaci, tirasse fuori una forza e una decisione che non aveva ancora mostrato, e ai miei occhi questo lo ha reso un personaggio a tutto tondo e ancora più apprezzabile.
Insomma, quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, e qui c'è in gioco tutto: la libertà e la vita dei Revenant, innanzitutto.
Ero particolarmente ansiosa di ritrovare Jules, soprattutto perchè per ingannare l'attesa del terzo volume avevo letto la novella che lo vede protagonista, e ovviamente me ero invaghita.
Purtroppo in "If I Should Die" gli spetta un ruolo abbastanza marginale, ma attendo fiduciosa la prossima novella perchè non ne ho assolutamente avuto abbastanza di lui. Anzi!
Di questa serie ho sempre apprezzato il ritmo sostenuto, che faceva sì che la lettura di un volume fosse scorrevole e avvincente: anche in questo terzo capitolo la prosa è scorrevole e il ritmo incalzante, forse più che nel volume apripista della trilogia ("Die for me").
Consigliatissimo a chi avesse letto i primi due volumi della serie, ma soprattutto è consigliatissima la trilogia alle anime romantiche là fuori!
Abbiamo una piccola sorpresa per voi: l'autrice, Amy Plum, ha pensato di svelare una piccola curiosità sulla serie, i suoi protagonisti e la genesi dei libri in ognuna delle nostre recensioni, ed ecco la seconda:
Mi ci sono voluti tre mesi per scrivere "Die For Me"
ma è trascorso un anno e mezzo
prima che il libro arrivasse in libreria!
Trovate le altre curiosità sui seguenti blog:
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giovedì 15 settembre 2016
"Flawed. Gli imperfetti" di Cecelia Ahern [BlogTour]
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata alla mia tappa del blogtour di "Flawed. Gli imperfetti" di Cecelia Ahern, edito da De Agostini (rilegato a 14,90€):
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata alla mia tappa del blogtour di "Flawed. Gli imperfetti" di Cecelia Ahern, edito da De Agostini (rilegato a 14,90€):
In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l'immortalità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un "imperfetto", un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D'un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover'uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l'unico amico su cui d'ora in poi Celestine potrà contare.
Per la mia tappa del blogtour, ho pensato a una playlist di canzoni tutte dedicate all'imperfezione.
Ecco i brani che mi sono venuti in mente pensando al tema:
"Not Perfect" di Tim Minchin
"In My Mind" di Amanda Palmer
"Raise Your Glass" di Pink
"Self Esteem" degli Offspring
"Creep" dei Radiohead
"Imperfectly" di Ani Di Franco
"You're Only Human" di Billy Joel
"Who Says?" di Selena Gomez
"Imperfection" dei The Tears
Ironicamente non posso non aggiungere "Flawless" di Beyoncè, che ha un bel messaggio anche se poi la cantante ha rovinato tutto con un video in cui è più finta di una Vuitton comprata in spiaggia.
Ma a parte questo, spero che le canzoni che ho scelto siano abbastanza diverse l'una dall'altra e che riflettano tutti i modi di intendere l'imperfezione: da quella meramente estetica al non sentirsi all'altezza di un compito o di un impegno.
Anche stavolta abbiamo una copia cartacea del romanzo in cerca di una nuova casa, e per provare ad adottarla è sufficiente:
- diventare lettori fissi/iscriversi a tutti i blog partecipanti
- commentare tutte le tappe del blogtour
- compilare il modulo qui sotto
Per non perdere nemmeno una tappa, fate riferimento al nostro calendario:
Non perdete l'ultima tappa su Jess in Wonderland, domani ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 30 agosto 2016
"Il club delle seconde occasioni" di Dana Reinhardt
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il club delle seconde occasioni" di Dana Reinhardt, edito da De Agostini Young Adult (rilegato a 14,90€):
Cosa c’è di peggio che essere scaricati di punto in bianco dalla ragazza che si ama
disperatamente? Niente, River Dean ne è convinto al cento per cento. Perché è proprio quello che gli è capitato in un inaspettato pomeriggio di fine primavera: Penny l’ha mollato, senza una parola, una spiegazione. E senza nemmeno un passaggio a casa. Se n’è andata, lasciandolo da solo, a piedi, dall’altra parte di Los Angeles. River si mette quindi in cammino, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei propri giorni. Finché un’insegna richiama la sua attenzione. Un’insegna che promette una Seconda Occasione a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco. L’insegna di un gruppo di supporto per ragazzi problematici. Senza pensarci due volte, River si unisce al club. È pronto a tutto pur di guadagnarsi la sua seconda occasione. Anche a mentire spudoratamente e a innamorarsi, di nuovo.
Pieno di equivoci esilaranti e personaggi irresistibili, "Il Club delle Seconde Occasioni" è un vero e proprio caso editoriale: acclamato dalla critica ancor prima della pubblicazione negli Stati Uniti, diventerà un film per Paramount Pictures. Un romanzo che vi farà piangere, ridere e riflettere. Ma soprattutto che vi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.
Il blog partecipa al Release Party del romanzo, che esce in libreria proprio oggi, e sono davvero contenta di essere qui a parlarvi di River Dean che è tantissime cose ma è soprattutto #UnoDiNoi.
Alzi al mano chi è stato scaricato.
E ora alzi la mano chi è stato scaricato così, all'improvviso e senza nessuna avvisaglia.
Ecco, questo libro è stato scritto per voi.
River Dean è un ragazzo come tanti, nel senso che stavolta non abbiamo di fronte un bello-bellissimo, ricco-ricchissimo, tatuato-tatuatissimo.
Abbiamo di fronte un liceale con una famiglia normale (fate attenzione alla sorellina!), che ha una vita che lo soddisfa, con la scuola, gli amici e la fidanzata della quale è convinto di essere profondamente innamorato.
Immaginate che disastro quando lei lo lascia così, dalla sera alla mattina!
Come se non bastasse, il poveretto si trova pure appiedato alla parte opposta della città rispetto a casa sua, e la città in questione è Los Angeles: parliamo di tanti chilometri a piedi, e il ragazzo dovrebbe farseli tutti, se non fosse che gli cade l'occhio sul luogo che cambierà la sua vita.
Da un momento all'altro si trova seduto alla riunione di un gruppo di sostegno per ragazzi con problemi di dipendenze, di depressione, di autolesionismo: tutte cose estremamente lontane da lui, ma l'idea di "guadagnarsi una seconda occasione" come promesso dal gruppo gli piace, e così River Dean diventa di punto in bianco un ragazzo con un problema di droga.
E la domanda è: servirà tutto questo per riconquistare l'amore della sua vita?
E soprattutto, cosa succederà quando i suoi nuovi compagni di avventura capiranno che la dipendenza di River Dean non esiste?
Un romanzo carino, molto giovane e fresco, in cui manca la "frase a effetto" ma non manca il senso di appartenenza capace di suscitare nel lettore.
È infatti facilissimo immedesimarsi in River Dean, proprio perchè è un personaggio profondamente imperfetto: l'opposto dell'"uomo che non deve chiedere mai", River è impacciato e tende spesso a farsi mettere i piedi in testa.
Ma è questo a renderlo vero e molto tenero, e credo che a tutti sia toccato almeno un momento da River durante l'adolescenza. A me di sicuro!
Ho apprezzato che al poveretto venisse data una piccola rivincita nel momento in cui la sua ex decide di rivolerlo indietro (ovviamente appena River inizia a pensare che ehi, di pesci è pieno il mare e anche quella nuova ragazza è tanto carina... Ecco che alla ex si drizzano antenne!) e lui potesse avere i suoi 30 secondi alla Rhett Butler con tanto di "Francamente, me ne infischio!"
*mi scuso con chi fosse troppo giovane e/o non avesse letto "Via col vento" di Margaret Mitchell, ma non ho resistito*
E soprattutto, ci tengo a dirlo senza fare spoiler, mi è piaciuto TANTo il finale: l'autrice ha dato al romanzo esattamente la chiusura che avrei desiderato per River (ma non solo), e una delle frasi più belle dell'intero volume è proprio lì, nelle ultime righe.
Mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha affrontato il tema difficile della dipendenza, e quello forse ancora più difficile delle bugie che, si sa, hanno le gambe corte.
Ottimo anche il suo modo di narrare la storia dal punto di vista di un ragazzo: non è sempre facile immedesinarsi in personaggi del sesso opposto, ma Dana Reinhardt ci è riuscita.
Questo romanzo si aggiundica tre stelline piene su cinque perchè è divertente, frizzante e anche molto dolce: ai lettori più giovani non potrà non piacere!
E proprio perchè l'ho trovato molto carino, sono davvero felice di partecipare al Review Party ed di segnalarvi che c'è una copia cartacea del romanzo in cerca di casa!
Come provare ad adottarla?
Ma compilando il modulo qui sotto, naturalmente!
a Rafflecopter giveaway
Per non perdere nemmeno una tappa del Review Party, aiutatevi con il calendario qui sotto:
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il club delle seconde occasioni" di Dana Reinhardt, edito da De Agostini Young Adult (rilegato a 14,90€):
Cosa c’è di peggio che essere scaricati di punto in bianco dalla ragazza che si ama
disperatamente? Niente, River Dean ne è convinto al cento per cento. Perché è proprio quello che gli è capitato in un inaspettato pomeriggio di fine primavera: Penny l’ha mollato, senza una parola, una spiegazione. E senza nemmeno un passaggio a casa. Se n’è andata, lasciandolo da solo, a piedi, dall’altra parte di Los Angeles. River si mette quindi in cammino, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei propri giorni. Finché un’insegna richiama la sua attenzione. Un’insegna che promette una Seconda Occasione a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco. L’insegna di un gruppo di supporto per ragazzi problematici. Senza pensarci due volte, River si unisce al club. È pronto a tutto pur di guadagnarsi la sua seconda occasione. Anche a mentire spudoratamente e a innamorarsi, di nuovo.
Pieno di equivoci esilaranti e personaggi irresistibili, "Il Club delle Seconde Occasioni" è un vero e proprio caso editoriale: acclamato dalla critica ancor prima della pubblicazione negli Stati Uniti, diventerà un film per Paramount Pictures. Un romanzo che vi farà piangere, ridere e riflettere. Ma soprattutto che vi rimarrà nel cuore per molto, molto tempo.
Il blog partecipa al Release Party del romanzo, che esce in libreria proprio oggi, e sono davvero contenta di essere qui a parlarvi di River Dean che è tantissime cose ma è soprattutto #UnoDiNoi.
Alzi al mano chi è stato scaricato.
E ora alzi la mano chi è stato scaricato così, all'improvviso e senza nessuna avvisaglia.
Ecco, questo libro è stato scritto per voi.
River Dean è un ragazzo come tanti, nel senso che stavolta non abbiamo di fronte un bello-bellissimo, ricco-ricchissimo, tatuato-tatuatissimo.
Abbiamo di fronte un liceale con una famiglia normale (fate attenzione alla sorellina!), che ha una vita che lo soddisfa, con la scuola, gli amici e la fidanzata della quale è convinto di essere profondamente innamorato.
Immaginate che disastro quando lei lo lascia così, dalla sera alla mattina!
Come se non bastasse, il poveretto si trova pure appiedato alla parte opposta della città rispetto a casa sua, e la città in questione è Los Angeles: parliamo di tanti chilometri a piedi, e il ragazzo dovrebbe farseli tutti, se non fosse che gli cade l'occhio sul luogo che cambierà la sua vita.
Da un momento all'altro si trova seduto alla riunione di un gruppo di sostegno per ragazzi con problemi di dipendenze, di depressione, di autolesionismo: tutte cose estremamente lontane da lui, ma l'idea di "guadagnarsi una seconda occasione" come promesso dal gruppo gli piace, e così River Dean diventa di punto in bianco un ragazzo con un problema di droga.
E la domanda è: servirà tutto questo per riconquistare l'amore della sua vita?
E soprattutto, cosa succederà quando i suoi nuovi compagni di avventura capiranno che la dipendenza di River Dean non esiste?
| Grazie a De Agostini per la copia digitale in anteprima del romanzo <3 |
È infatti facilissimo immedesimarsi in River Dean, proprio perchè è un personaggio profondamente imperfetto: l'opposto dell'"uomo che non deve chiedere mai", River è impacciato e tende spesso a farsi mettere i piedi in testa.
Ma è questo a renderlo vero e molto tenero, e credo che a tutti sia toccato almeno un momento da River durante l'adolescenza. A me di sicuro!
Ho apprezzato che al poveretto venisse data una piccola rivincita nel momento in cui la sua ex decide di rivolerlo indietro (ovviamente appena River inizia a pensare che ehi, di pesci è pieno il mare e anche quella nuova ragazza è tanto carina... Ecco che alla ex si drizzano antenne!) e lui potesse avere i suoi 30 secondi alla Rhett Butler con tanto di "Francamente, me ne infischio!"
*mi scuso con chi fosse troppo giovane e/o non avesse letto "Via col vento" di Margaret Mitchell, ma non ho resistito*
E soprattutto, ci tengo a dirlo senza fare spoiler, mi è piaciuto TANTo il finale: l'autrice ha dato al romanzo esattamente la chiusura che avrei desiderato per River (ma non solo), e una delle frasi più belle dell'intero volume è proprio lì, nelle ultime righe.
Mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha affrontato il tema difficile della dipendenza, e quello forse ancora più difficile delle bugie che, si sa, hanno le gambe corte.
Ottimo anche il suo modo di narrare la storia dal punto di vista di un ragazzo: non è sempre facile immedesinarsi in personaggi del sesso opposto, ma Dana Reinhardt ci è riuscita.
Questo romanzo si aggiundica tre stelline piene su cinque perchè è divertente, frizzante e anche molto dolce: ai lettori più giovani non potrà non piacere!
E proprio perchè l'ho trovato molto carino, sono davvero felice di partecipare al Review Party ed di segnalarvi che c'è una copia cartacea del romanzo in cerca di casa!
Come provare ad adottarla?
Ma compilando il modulo qui sotto, naturalmente!
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Per non perdere nemmeno una tappa del Review Party, aiutatevi con il calendario qui sotto:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
martedì 21 giugno 2016
Chiacchierata con Jennifer Niven su "Raccontami di un giorno perfetto", la scrittura e qualche anticipazione sul film
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'intervista fatta insieme ad altri blogger a Jennifer Niven, passata da Milano prima di recarsi a Rimini per Mare di libri (dove ha vinto con il suo "Raccontami di un giorno perfetto", complimenti!):
È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.
Le abbiamo fatto tante domande quindi preparatevi uno spuntino, e godetevi la lettura!
1) Per prima cosa volevo sapere come era nata l’idea del progetto scolastico che porta Violet e Theodore a visitare i luoghi particolari dello stato dell’Indiana.
Il personaggio di Finch è ispirato a un ragazzo vero, che io ho amato molto, quando vivevo in California e non nell’Indiana come accade nel libro. Lui lavorava per un’agenzia di viaggi e portava la gente in giro per Los Angeles e io lo aiutavo a organizzare questo tipo di Tour. Lo chiamavamo il nostro girovagare, in inglese “wandering” e portavamo i turisti in luoghi insoliti, dove di solito la gente non va, che magari non erano particolarmente significativi ma che in realtà poi per noi sono diventati posti estremamente speciali. Quando ho dovuto pensare da un punto di vista narrativo a cosa fare per unire i due personaggi, sapendo che Violet non avrebbe mai avuto modo di avere a che fare con Finch dopo la scena del campanile dove inaspettatamente è lui che salva lei, ho pensato che questo progetto di classe sulla geografia potesse essere un buon espediente letterario per farli andare in giro insieme in maniera molto naturale.
I monumenti dell’Indiana citati nel romanzo sono tutti reali?
Io sono cresciuta nell’Indiana e non pensavo che ci fosse qualcosa di rilevante lì, come Violet che non trova la regione interessante. Invece, quando ho dovuto fare la ricerca per il romanzo mi sono imbattuta in un libro che si chiama "Weird Indiana", che elenca una serie di posti stranissimi che si trovano in questo stato. Spulciando la lista ne ho scelti alcuni, dove non ero mai stata.
L’unico che ho inventato completamente è la biblioteca mobile che, almeno dove e come l'ho descritta io, non esiste.
2) Puoi dirci qualcosa sul film che stanno per girare dal libro?
Posso dire che inizieremo a girare in autunno, e che ieri notte, arrivando in aereo da Los Angeles, stavo lavorando alla stesura della sceneggiatura e piangevo disperatamente. Avevo nelle cuffie la playlist che mi ero creata appositamente per le scene del film e per fortuna sull'aereo era buio, perciò non mi si vedeva. L’unica altra anticipazione che posso darvi è che speriamo tantissimo di trovare l’attore che farà Finch entro la fine dell’estate.
L’anno scorso si parlava di Nicholas Hoult per il ruolo di Finch.
Stiamo incontrando candidati dallo scorso autunno e ogni volta che ne vedo uno me ne innamoro, per poi innamorarmi di quello successivo, cosa che accade a tutte le produttrici donna. Fortunatamente il regista è un uomo e lavora a livello mentale. Stiamo vagliando sia attori famosi che poco conosciuti e probabilmente sceglieremo un volto non noto, perché vorremmo che diventasse davvero Finch agli occhi del pubblico.
La protagonista femminile è già stata trovata?
Sì, la presenza di Elle Fanning è confermata anche se la cosa mi fa un po’ di paura, perché lei era già stata contattata due anni fa. Ora la cosa sta andando un po’ per le lunghe e c’è sempre la paura che si stacchi dal progetto, ma penso che non accadrà e ne sono felicissima.
3) Visto che è passato un po’ di tempo da quando hai pubblicato il romanzo, in cui si tratta di un tema molto delicato come è il suicidio, ha avuto modo di fare un po’ un bilancio della risposta che ha avuto sia da parte dei giovani che da parte del pubblico adulto?
Le risposte sono state numerosissime e quasi tutte positive, al punto che mi hanno quasi sopraffatta. Ci sono state solo alcune reazioni negative, soprattutto da parte di adulti che inizialmente hanno preso parola per dire che secondo loro i teenager non dovevano essere sottoposti a questo genere di tematiche perché era troppo presto per loro. Hanno anche detto che secondo loro gli adulti dentro il romanzo erano estremamente negligenti. Purtroppo la mia esperienza personale e anche le impressioni, le risposte, i contatti avuti con il pubblico più giovane confermano che le cose stanno così. I ragazzi si sentono spesso non ascoltati, non visti dai propri genitori o comunque dagli adulti che hanno intorno, mentre il libro è diventato per loro un amico, un punto di riferimento, e in alcuni casi è stato anche un’ancora di salvataggio.
Nel libro i genitori appaiono impreparati di fronte ai problemi dei ragazzi. Non è anche un problema di differenza tra la malattia fisica e quella psichica, nel senso che per molti genitori può essere assai più difficile comprendere un problema psichico di un adolescente piuttosto che una malattia "fisica", diagnosticabile più facilmente?
Sicuramente è così. Nel caso dei genitori di Finch vediamo che sono due persone molto concentrate su se stesse. La madre è fortemente esaurita e del tutto assente sul piano emotivo nel rapporto con il figlio, mentre il padre è a sua volta una personalità bipolare, perciò è probabile che abbia trasmesso questo al figlio. È più semplice, e lo dice anche il ragazzo nel romanzo, avere a che fare con un dolore fisico piuttosto che con un disturbo della psiche, anche perché spessissimo c’è un senso di vergogna ad accompagnare un problema non visibile.
Direi che questo è uno stigma sociale che dovrebbe scomparire.
Oltre al suicidio, che è il tema fondante del libro, mi sembra difficile parlare anche di un lutto subito molto presto nella vita, così che si ha davanti un tempo lunghissimo per convivere con il dolore. Consideri equivalente la difficoltà e la profondità dei due temi?
Suicidio e perdita qui sono complementari e funzionano insieme allo stesso modo: come vediamo Finch arrancare per restare aggrappato alla vita, incredulo di fronte al fatto che il mondo continui comunque a girare, la stessa cosa la può avvertire chi subisce una grossa perdita, e si chiede come andare avanti. Sono due punti di vista che a un certo punto coincidono per i due personaggi principali, che per questo si legano uno all’altra.
Credo sia molto importante parlare del lutto e della perdita con i ragazzi, perché molto spesso si tratta di emozioni fortissime che loro non hanno mai provato e se si trovano a doverle gestire non hanno gli strumenti per farlo. È qualcosa che ti ribalta la vita, ma che senza strumenti e risposte è molto difficile affrontare e superare.
L’aumento dei suicidi tra gli adolescenti può dipendere in parte anche da un progressivo allontanamento da parte dei genitori, negligenti o anche solo troppo impegnati?
Questa domanda è molto interessante e io rispondo riferendo quello che mi sento dire dai miei lettori. Loro mi dicono che oggi i genitori non li ascoltano e non hanno mai tempo per loro. Allo stesso tempo, i ragazzi non vogliono dare preoccupazioni ai genitori: hanno paura di sentirsi sminuire o di essere considerati iperemotivi. Invece è importantissimo parlare e sentirsi ascoltati.
Forse i ragazzi hanno bisogno di tempo, in questa vita che ormai va troppo veloce per tutti.
Sembrano i più dinamici, ma in realtà sono molto stressati.
Non c’è forse una necessità di fermarsi un po’?
Non è questo che vogliono fare Violet e Finch guardando il mondo dall’alto della torre campanaria della scuola?
Sì, è molto bella quest’immagine: il mondo da lassù continua a girare molto in fretta. I genitori sono spesso così stressati e sovraccarichi di lavoro da risultare incomprensibili ai figli.
Quello che i due ragazzi fanno è proprio cercare di prendersi del tempo.
Chiudendo il discorso sui genitori, credi che quelli di Finch avranno imparato qualcosa alla fine della storia?
Penso che non abbiano la capacità di comprendere quanto sono stati negligenti e quanto sono stati irresponsabili nei confronti di tutti i loro figli. Si tratta di un’incapacità di accettare una parte di sé, e quindi di una necessità di respingerla.
4) Amavi scrivere già da piccola oppure è una passione nata all’improvviso?
Ho sempre amato scrivere, per me è una delle cose più belle in assoluto.
Anche mia madre era una scrittrice e mi ha insegnato a trovare le storie ovunque.
Mi ha anche mostrato quanto coraggio ci voglia, e quanto faccia paura scrivere, e quanto stress comporti, per cui per un certo periodo ho anche pensato “non scriverò mai” e invece, come sapete benissimo tutti voi che scrivete, è qualcosa da cui non si può mai sfuggire: bisogna scrivere.
5) Mi hanno colpita molto i riferimenti a Cesare Pavese e a Virginia Woolf all’interno del libro, perché sono due fari culturali internazionali: per quanto il mondo dei protagonisti appaia ristretto, le citazioni di questi autori ampliano il respiro del racconto. Volevo sapere se questi autori hanno ispirato anche te, a prescindere da questo libro.
È buffo, perché spesso mi hanno chiesto se avessi una connessione forte con Virginia Woolf e se fosse una mia autrice di riferimento, ma devo confessare che non sono mai stata una sua grande fan. Anzi, direi che l’apprezzo di più dopo aver lavorato a questo libro.
Tutto è nato da un regalo che mi è stato fatto da un amico, un libro che conteneva le lettere scritte prima del suicidio da personaggi famosi, e lì ho proprio imparato ad apprezzare le storie e i personaggi della Woolf e in particolare di Pavese, e in seguito i loro lavori: è quello che sta succedendo adesso in varie parti del mondo dove alcuni lettori di "Raccontami di un giorno perfetto", che probabilmente non avrebbero mai conosciuto questi scrittori, improvvisamente si scoprono interessati: vogliono saperne di più e imparano ad apprezzarli.
Nella formazione di un adolescente di solito ci sono dei libri importanti, di cui ci si ricorda anche in seguito. Quali sono stati i tuoi autori di riferimento?
Flannery O’Connor è per me sempre una delle autrici più importanti, poi Shirley Jackson, Ray Bradbury. Da ragazza leggevo prevalentemente classici.
Scrivevo racconti e inizialmente tutti i miei tentativi letterari erano delle pessime imitazioni di Ray Bradbury.
Un altro libro per me ancora fondamentale è "A sangue freddo" di Truman Capote: sono tutti topoi letterari che rivisito spessissimo, anche perché mi rendo conto che col tempo continuo a convergere sempre di più verso i classici, come le sorelle Brontë oppure Oscar Wilde.
Che libri consiglieresti invece agli adolescenti di oggi?
Jandy Nelson (il suo "Ti darò il sole" è appena uscito per Rizzoli, ndr) è sicuramente la mia scrittrice preferita in questo momento e un altro autore che amo moltissimo, anche come persona, è David Leviathan, che conosco bene.
Sono davvero felice di far parte di questo mondo, che trovo ipercreativo, coraggioso e baldanzoso.
6) Com’è stato scrivere una storia così profonda?
È stata una sfida e non sapevo se ci sarei riuscita realmente, perché in effetti si trattava di una storia estremamente personale e non sapevo nemmeno se dal punto di vista emotivo avrei avuto voglia di rivivere la situazione.
Mi sono detta “ci provo, scrivo il primo capitolo e se funziona vado avanti, altrimenti mi fermo e nessuno lo saprà mai”, ma alla fine il percorso si è rivelato estremamente catartico.
7) Hai degli aneddoti particolari da raccontare sulla pubblicazione del libro?
Sì! Quando ho iniziato a scrivere per la prima volta un libro, molto tempo fa, in realtà avevo solo l’idea da cui partire e ho provato a mandare delle lettere ad agenti letterari per vedere se quest’idea poteva funzionare. Molti mi hanno risposto dicendo che era un’idea bellissima, ma avrebbero voluto leggere il libro, che però non esisteva ancora.
Potreste pensare che io abbia imparato la lezione, ma non è stato così.
Quindici anni dopo, quando il mio agente letterario è morto improvvisamente, mi sono trovata nella condizione di cercarne un altro, e di nuovo ho scritto delle lettere esponendo un mio progetto, che era la storia che poi ho sviluppato in "Raccontami di un giorno perfetto". Tutti erano interessati ma io non avevo ancora il libro: evidentemente non avevo imparato nulla dalla prima volta.
8) Pensi mai di tornare a scrivere anche per gli adulti?
Non voglio dire che non tornerò alla letteratura per adulti, però senz’altro, se lo volessi fare, manterrei come mio rifugio il genere Young Adult, perché qui mi sento veramente a casa.
Adoro scrivere per i ragazzi, non solo per il pubblico ma per tutte le persone coinvolte in questo mondo: gli editori, i blogger, i librai in questo ambiente dimostrano uno slancio e un entusiasmo che raramente ho trovato nell’ambito della letteratura più “alta”.
9) Ci può dire qualcosa di "Holding Up The Universe", che uscirà negli Stati Uniti a Ottobre?
In particolare, pensi di essere cresciuta, come persona e come autrice?
Mi sento sicuramente cresciuta. Questo sarà il mio nono libro e guardandomi indietro vedo come ho scritto in passato:da un lato riscriverei tutti i libri precedenti, ma dall’altro li lascerei perché mi rappresentano com’ero in quel momento.
Sto vedendo che il mio stile tende a raffinarsi e ad armonizzarsi.
È anche cambiato l'ambiente in cui scrivo: non sono mai stata abituata a scrivere con una musica di sottofondo perché mi ha sempre distratto, invece in questo caso l’ho fatto e avvertito un senso di libertà mai provato prima, che mi ha reso felice e di cui sono rimasta sorpresa.
Sono contentissima ma un po’ nervosa perché si tratta di un libro molto diverso da "Raccontami di un giorno perfetto", nel cui mondo sono rimasta immersa per tanti anni.
Adesso mi ritrovo in un mondo diverso, e mi sembra ancora strano parlare dei personaggi Libby e Jack, anche se spero che anche questi personaggi riescano a suscitare una risposta nei lettori.
Ha in mente qualcuno che potrebbe interpretare Jack e Libby in un film?
Non è stato ancora fatto un casting per questo libro.
L’agente cinematografico ha in mano il romanzo in questo momento, ma non si è ancora discusso del fatto che se ne possa fare un film, anche se sicuramente, in quel caso, sarebbe un film molto divertente.
E su una nota divertente vi lascio, sperando che la nostra chiacchierata vi sia piaciuta!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'intervista fatta insieme ad altri blogger a Jennifer Niven, passata da Milano prima di recarsi a Rimini per Mare di libri (dove ha vinto con il suo "Raccontami di un giorno perfetto", complimenti!):
È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.
Le abbiamo fatto tante domande quindi preparatevi uno spuntino, e godetevi la lettura!
1) Per prima cosa volevo sapere come era nata l’idea del progetto scolastico che porta Violet e Theodore a visitare i luoghi particolari dello stato dell’Indiana.
Il personaggio di Finch è ispirato a un ragazzo vero, che io ho amato molto, quando vivevo in California e non nell’Indiana come accade nel libro. Lui lavorava per un’agenzia di viaggi e portava la gente in giro per Los Angeles e io lo aiutavo a organizzare questo tipo di Tour. Lo chiamavamo il nostro girovagare, in inglese “wandering” e portavamo i turisti in luoghi insoliti, dove di solito la gente non va, che magari non erano particolarmente significativi ma che in realtà poi per noi sono diventati posti estremamente speciali. Quando ho dovuto pensare da un punto di vista narrativo a cosa fare per unire i due personaggi, sapendo che Violet non avrebbe mai avuto modo di avere a che fare con Finch dopo la scena del campanile dove inaspettatamente è lui che salva lei, ho pensato che questo progetto di classe sulla geografia potesse essere un buon espediente letterario per farli andare in giro insieme in maniera molto naturale.
I monumenti dell’Indiana citati nel romanzo sono tutti reali?
Io sono cresciuta nell’Indiana e non pensavo che ci fosse qualcosa di rilevante lì, come Violet che non trova la regione interessante. Invece, quando ho dovuto fare la ricerca per il romanzo mi sono imbattuta in un libro che si chiama "Weird Indiana", che elenca una serie di posti stranissimi che si trovano in questo stato. Spulciando la lista ne ho scelti alcuni, dove non ero mai stata.
L’unico che ho inventato completamente è la biblioteca mobile che, almeno dove e come l'ho descritta io, non esiste.
2) Puoi dirci qualcosa sul film che stanno per girare dal libro?
Posso dire che inizieremo a girare in autunno, e che ieri notte, arrivando in aereo da Los Angeles, stavo lavorando alla stesura della sceneggiatura e piangevo disperatamente. Avevo nelle cuffie la playlist che mi ero creata appositamente per le scene del film e per fortuna sull'aereo era buio, perciò non mi si vedeva. L’unica altra anticipazione che posso darvi è che speriamo tantissimo di trovare l’attore che farà Finch entro la fine dell’estate.
L’anno scorso si parlava di Nicholas Hoult per il ruolo di Finch.
Stiamo incontrando candidati dallo scorso autunno e ogni volta che ne vedo uno me ne innamoro, per poi innamorarmi di quello successivo, cosa che accade a tutte le produttrici donna. Fortunatamente il regista è un uomo e lavora a livello mentale. Stiamo vagliando sia attori famosi che poco conosciuti e probabilmente sceglieremo un volto non noto, perché vorremmo che diventasse davvero Finch agli occhi del pubblico.
La protagonista femminile è già stata trovata?
Sì, la presenza di Elle Fanning è confermata anche se la cosa mi fa un po’ di paura, perché lei era già stata contattata due anni fa. Ora la cosa sta andando un po’ per le lunghe e c’è sempre la paura che si stacchi dal progetto, ma penso che non accadrà e ne sono felicissima.
3) Visto che è passato un po’ di tempo da quando hai pubblicato il romanzo, in cui si tratta di un tema molto delicato come è il suicidio, ha avuto modo di fare un po’ un bilancio della risposta che ha avuto sia da parte dei giovani che da parte del pubblico adulto?
Le risposte sono state numerosissime e quasi tutte positive, al punto che mi hanno quasi sopraffatta. Ci sono state solo alcune reazioni negative, soprattutto da parte di adulti che inizialmente hanno preso parola per dire che secondo loro i teenager non dovevano essere sottoposti a questo genere di tematiche perché era troppo presto per loro. Hanno anche detto che secondo loro gli adulti dentro il romanzo erano estremamente negligenti. Purtroppo la mia esperienza personale e anche le impressioni, le risposte, i contatti avuti con il pubblico più giovane confermano che le cose stanno così. I ragazzi si sentono spesso non ascoltati, non visti dai propri genitori o comunque dagli adulti che hanno intorno, mentre il libro è diventato per loro un amico, un punto di riferimento, e in alcuni casi è stato anche un’ancora di salvataggio.
Nel libro i genitori appaiono impreparati di fronte ai problemi dei ragazzi. Non è anche un problema di differenza tra la malattia fisica e quella psichica, nel senso che per molti genitori può essere assai più difficile comprendere un problema psichico di un adolescente piuttosto che una malattia "fisica", diagnosticabile più facilmente?
Sicuramente è così. Nel caso dei genitori di Finch vediamo che sono due persone molto concentrate su se stesse. La madre è fortemente esaurita e del tutto assente sul piano emotivo nel rapporto con il figlio, mentre il padre è a sua volta una personalità bipolare, perciò è probabile che abbia trasmesso questo al figlio. È più semplice, e lo dice anche il ragazzo nel romanzo, avere a che fare con un dolore fisico piuttosto che con un disturbo della psiche, anche perché spessissimo c’è un senso di vergogna ad accompagnare un problema non visibile.
Direi che questo è uno stigma sociale che dovrebbe scomparire.
Oltre al suicidio, che è il tema fondante del libro, mi sembra difficile parlare anche di un lutto subito molto presto nella vita, così che si ha davanti un tempo lunghissimo per convivere con il dolore. Consideri equivalente la difficoltà e la profondità dei due temi?
Suicidio e perdita qui sono complementari e funzionano insieme allo stesso modo: come vediamo Finch arrancare per restare aggrappato alla vita, incredulo di fronte al fatto che il mondo continui comunque a girare, la stessa cosa la può avvertire chi subisce una grossa perdita, e si chiede come andare avanti. Sono due punti di vista che a un certo punto coincidono per i due personaggi principali, che per questo si legano uno all’altra.
Credo sia molto importante parlare del lutto e della perdita con i ragazzi, perché molto spesso si tratta di emozioni fortissime che loro non hanno mai provato e se si trovano a doverle gestire non hanno gli strumenti per farlo. È qualcosa che ti ribalta la vita, ma che senza strumenti e risposte è molto difficile affrontare e superare.
L’aumento dei suicidi tra gli adolescenti può dipendere in parte anche da un progressivo allontanamento da parte dei genitori, negligenti o anche solo troppo impegnati?
Questa domanda è molto interessante e io rispondo riferendo quello che mi sento dire dai miei lettori. Loro mi dicono che oggi i genitori non li ascoltano e non hanno mai tempo per loro. Allo stesso tempo, i ragazzi non vogliono dare preoccupazioni ai genitori: hanno paura di sentirsi sminuire o di essere considerati iperemotivi. Invece è importantissimo parlare e sentirsi ascoltati.
Forse i ragazzi hanno bisogno di tempo, in questa vita che ormai va troppo veloce per tutti.
Sembrano i più dinamici, ma in realtà sono molto stressati.
Non c’è forse una necessità di fermarsi un po’?
Non è questo che vogliono fare Violet e Finch guardando il mondo dall’alto della torre campanaria della scuola?
Sì, è molto bella quest’immagine: il mondo da lassù continua a girare molto in fretta. I genitori sono spesso così stressati e sovraccarichi di lavoro da risultare incomprensibili ai figli.
Quello che i due ragazzi fanno è proprio cercare di prendersi del tempo.
Chiudendo il discorso sui genitori, credi che quelli di Finch avranno imparato qualcosa alla fine della storia?
Penso che non abbiano la capacità di comprendere quanto sono stati negligenti e quanto sono stati irresponsabili nei confronti di tutti i loro figli. Si tratta di un’incapacità di accettare una parte di sé, e quindi di una necessità di respingerla.
4) Amavi scrivere già da piccola oppure è una passione nata all’improvviso?
Ho sempre amato scrivere, per me è una delle cose più belle in assoluto.
Anche mia madre era una scrittrice e mi ha insegnato a trovare le storie ovunque.
Mi ha anche mostrato quanto coraggio ci voglia, e quanto faccia paura scrivere, e quanto stress comporti, per cui per un certo periodo ho anche pensato “non scriverò mai” e invece, come sapete benissimo tutti voi che scrivete, è qualcosa da cui non si può mai sfuggire: bisogna scrivere.
5) Mi hanno colpita molto i riferimenti a Cesare Pavese e a Virginia Woolf all’interno del libro, perché sono due fari culturali internazionali: per quanto il mondo dei protagonisti appaia ristretto, le citazioni di questi autori ampliano il respiro del racconto. Volevo sapere se questi autori hanno ispirato anche te, a prescindere da questo libro.
È buffo, perché spesso mi hanno chiesto se avessi una connessione forte con Virginia Woolf e se fosse una mia autrice di riferimento, ma devo confessare che non sono mai stata una sua grande fan. Anzi, direi che l’apprezzo di più dopo aver lavorato a questo libro.
Tutto è nato da un regalo che mi è stato fatto da un amico, un libro che conteneva le lettere scritte prima del suicidio da personaggi famosi, e lì ho proprio imparato ad apprezzare le storie e i personaggi della Woolf e in particolare di Pavese, e in seguito i loro lavori: è quello che sta succedendo adesso in varie parti del mondo dove alcuni lettori di "Raccontami di un giorno perfetto", che probabilmente non avrebbero mai conosciuto questi scrittori, improvvisamente si scoprono interessati: vogliono saperne di più e imparano ad apprezzarli.
Nella formazione di un adolescente di solito ci sono dei libri importanti, di cui ci si ricorda anche in seguito. Quali sono stati i tuoi autori di riferimento?
Flannery O’Connor è per me sempre una delle autrici più importanti, poi Shirley Jackson, Ray Bradbury. Da ragazza leggevo prevalentemente classici.
Scrivevo racconti e inizialmente tutti i miei tentativi letterari erano delle pessime imitazioni di Ray Bradbury.
Un altro libro per me ancora fondamentale è "A sangue freddo" di Truman Capote: sono tutti topoi letterari che rivisito spessissimo, anche perché mi rendo conto che col tempo continuo a convergere sempre di più verso i classici, come le sorelle Brontë oppure Oscar Wilde.
Che libri consiglieresti invece agli adolescenti di oggi?
Jandy Nelson (il suo "Ti darò il sole" è appena uscito per Rizzoli, ndr) è sicuramente la mia scrittrice preferita in questo momento e un altro autore che amo moltissimo, anche come persona, è David Leviathan, che conosco bene.
Sono davvero felice di far parte di questo mondo, che trovo ipercreativo, coraggioso e baldanzoso.
| Grazie a Jennifer Niven per aver autografato la mia copia del romanzo <3 |
È stata una sfida e non sapevo se ci sarei riuscita realmente, perché in effetti si trattava di una storia estremamente personale e non sapevo nemmeno se dal punto di vista emotivo avrei avuto voglia di rivivere la situazione.
Mi sono detta “ci provo, scrivo il primo capitolo e se funziona vado avanti, altrimenti mi fermo e nessuno lo saprà mai”, ma alla fine il percorso si è rivelato estremamente catartico.
7) Hai degli aneddoti particolari da raccontare sulla pubblicazione del libro?
Sì! Quando ho iniziato a scrivere per la prima volta un libro, molto tempo fa, in realtà avevo solo l’idea da cui partire e ho provato a mandare delle lettere ad agenti letterari per vedere se quest’idea poteva funzionare. Molti mi hanno risposto dicendo che era un’idea bellissima, ma avrebbero voluto leggere il libro, che però non esisteva ancora.
Potreste pensare che io abbia imparato la lezione, ma non è stato così.
Quindici anni dopo, quando il mio agente letterario è morto improvvisamente, mi sono trovata nella condizione di cercarne un altro, e di nuovo ho scritto delle lettere esponendo un mio progetto, che era la storia che poi ho sviluppato in "Raccontami di un giorno perfetto". Tutti erano interessati ma io non avevo ancora il libro: evidentemente non avevo imparato nulla dalla prima volta.
8) Pensi mai di tornare a scrivere anche per gli adulti?
Non voglio dire che non tornerò alla letteratura per adulti, però senz’altro, se lo volessi fare, manterrei come mio rifugio il genere Young Adult, perché qui mi sento veramente a casa.
Adoro scrivere per i ragazzi, non solo per il pubblico ma per tutte le persone coinvolte in questo mondo: gli editori, i blogger, i librai in questo ambiente dimostrano uno slancio e un entusiasmo che raramente ho trovato nell’ambito della letteratura più “alta”.
9) Ci può dire qualcosa di "Holding Up The Universe", che uscirà negli Stati Uniti a Ottobre?
In particolare, pensi di essere cresciuta, come persona e come autrice?
Mi sento sicuramente cresciuta. Questo sarà il mio nono libro e guardandomi indietro vedo come ho scritto in passato:da un lato riscriverei tutti i libri precedenti, ma dall’altro li lascerei perché mi rappresentano com’ero in quel momento.
Sto vedendo che il mio stile tende a raffinarsi e ad armonizzarsi.
È anche cambiato l'ambiente in cui scrivo: non sono mai stata abituata a scrivere con una musica di sottofondo perché mi ha sempre distratto, invece in questo caso l’ho fatto e avvertito un senso di libertà mai provato prima, che mi ha reso felice e di cui sono rimasta sorpresa.
Sono contentissima ma un po’ nervosa perché si tratta di un libro molto diverso da "Raccontami di un giorno perfetto", nel cui mondo sono rimasta immersa per tanti anni.
Adesso mi ritrovo in un mondo diverso, e mi sembra ancora strano parlare dei personaggi Libby e Jack, anche se spero che anche questi personaggi riescano a suscitare una risposta nei lettori.
Ha in mente qualcuno che potrebbe interpretare Jack e Libby in un film?
Non è stato ancora fatto un casting per questo libro.
L’agente cinematografico ha in mano il romanzo in questo momento, ma non si è ancora discusso del fatto che se ne possa fare un film, anche se sicuramente, in quel caso, sarebbe un film molto divertente.
E su una nota divertente vi lascio, sperando che la nostra chiacchierata vi sia piaciuta!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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