Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Il mondo di The Selection" di Kiera Cass, edito da Sperling&Kupfer (rilegato a 17,90€) in uscita il 10 Novembre:
Raccolti in un imperdibile volume i quattro racconti dell’affascinante mondo di Kiera Cass, autrice della serie young adult bestseller n.1 del New York Times, due dei quali per la prima volta tradotti in italiano: The Queen e The Favourite. Ma non solo. Ti aspettano nuove scene inedite ed esclusive della serie, introduzioni speciali a ogni singola novella firmate direttamente dall’autrice e molto altro ancora. Un’opportunità unica per scoprire i retroscena e rivivere le emozioni della Selezione che ha incantato due milioni e mezzo di lettori in tutto il mondo.
Io adoro questa pentalogia (il quinto e ultimo volume arriva a inizio 2016 in lingua originale) e sono contentissima dell'edizione Sperling&Kupfer.
I primi tre volumi si trovano anche in edizione economica, nel caso voleste dare al primo una chance.
Un bacio tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 5 ottobre 2015
mercoledì 6 maggio 2015
"The Heir" di Kiera Cass
Buongiorno fanciulle (e fanciulli)!
Il post libroso di oggi è un post che aspetto da mesi di scrivere, perché da quando ho letto la serie "The Selection" di Kiera Cass (qui il mio post sulla prima trilogia e sulle due novelle mid-quel) aspettavo un seguito.
Ancora non ne avevo abbastanza, ed ora eccomi qui, a presentarvi la bellissima Eadlyn:
Eadlyn è la figlia maggiore di Maxon ed America, nata 7 minuti prima del gemello Ahren e legittima erede al trono.
Il libro si apre quasi vent'anni dopo la fine del terzo libro della serie, con il regno in preda ai tumulti ed un Maxon molto preoccupato che non sa che pesci prendere.
Credeva di fare una cosa buona, eliminando le caste, ma sebbene il processo sia stato graduale e apparentemente accettato con gioia dal popolo, in realtà ha generato una nuova serie di problemi.
Insomma, il regno è nel caos, e serve una distrazione.
E cosa c'è di meglio di una nuova Selezione, per far sognare il popolo su tiare, abiti da ballo e un matrimonio reale?
Eadlyn non vuole sposarsi e non vuole una Selezione, ma accetta di prendervi parte per un tempo di tre mesi, al termine del quale se non vorrà scegliere nessuno avrà il permesso di dichiararla chiusa e restare single.
Perché il punto è questo: Eadlyn vuole regnare, ma vuole farlo da sola.
Non sente il bisogno di un principe accanto a sé, è stata cresciuta come una donna forte ed indipendente, competente e interessata alla politica, all'economia, e a tutto ciò che riguarda il governare con saggezza ed equilibrio.
Vi dirò, all'inizio sembra un po' un incrocio tra una mocciosetta viziata che si crede chissà chi e il principe Giovanni di "Robin Hood" quando dice "Potere!" fregandosi le zampe...
La sua Selezione, inoltre, inizia nel peggiore dei modi, perché tra i partecipanti viene estratto il figlio maggiore di Marlee (ve la ricordate, Marlee? A me piaceva moltissimo!), Kile, e lui e Eadlyn non si sono mai sopportati: lui la giudica arrogante e viziata (e un po' di ragione ce l'ha, il ragazzo: la principessa, nei primi capitoli, me le ha fatte girare non poco e non riusciva a piacermi) mentre lei lo trova noioso, con i suoi libri e la sua indifferenza verso tutto ciò che riguarda il palazzo.
Da un certo punto di vista io parteggiavo per lui: è cresciuto lì ma come "ospite", di fatto deve sottostare ai limiti della famiglia reale senza farne davvero parte, e non vede l'ora di uscire dai cancelli del palazzo e vedere il mondo.
Lei scambia il suo rifiuto per arroganza, e lui scambia il forte senso del dovere di lei per presunzione, ma il loro rapporto si evolve durante la Selezione.
Non vado oltre nel raccontarvi la storia perché questa recensione deve restare spoiler-free.
Ma voglio mettere in luce tre aspetti del romanzo che mi sono particolarmente piaciuti, a cominciare da come l'autrice ha riproposto Maxon ed America.
Non più giovani innamorati, ma adulti e sovrani responsabili, anche se ogni tanto, in una frase o in un gesto, sembrava di rivedere il principe serio e un po' impacciato che ci ha fatte innamorare e l'aspirante principessa ribelle per cui abbiamo tifato tutte.
Sono ancora innamorati persi, ed è stato bellissimo vedere il loro rapporto attraverso gli occhi di Eadlyn.
Il meccanismo della Selezione mi ha catturata ancora una volta, nel suo alternare momenti pubblici e privati, ambiguità e fraintendimenti. Semplicemente perfetto.
Ho trovato che questa volta ci fosse più cura nel descrivere il mondo attorno ai personaggi, aspetto che mi era sembra sembrato un po' carente nel primo libro.
E soprattutto mi ha fatto piacere ritrovare Marlee, che mi piaceva moltissimo e per la cui severa e violenta punizione ero rimasta veramente molto male, ed Aspen, con la sua Lucy al fianco.
Il loro amore era stato un po' buttato lì alla fine del terzo libro, mai sviluppato, e sono stata contenta di approfondire un po' in questo quarto volume.
Consigliato a chi ha seguito America Singer dall'inizio alla fine della sua Selezione, a chi tifava per Marlee (perché lo so, che qualcuna di voi voleva America insieme ad Aspen) e a chi ha voglia di indossare la tiara ancora una volta e sognare un abito da ballo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli), e a presto <3
Il post libroso di oggi è un post che aspetto da mesi di scrivere, perché da quando ho letto la serie "The Selection" di Kiera Cass (qui il mio post sulla prima trilogia e sulle due novelle mid-quel) aspettavo un seguito.
Ancora non ne avevo abbastanza, ed ora eccomi qui, a presentarvi la bellissima Eadlyn:
Eadlyn è la figlia maggiore di Maxon ed America, nata 7 minuti prima del gemello Ahren e legittima erede al trono.
Il libro si apre quasi vent'anni dopo la fine del terzo libro della serie, con il regno in preda ai tumulti ed un Maxon molto preoccupato che non sa che pesci prendere.
Credeva di fare una cosa buona, eliminando le caste, ma sebbene il processo sia stato graduale e apparentemente accettato con gioia dal popolo, in realtà ha generato una nuova serie di problemi.
Insomma, il regno è nel caos, e serve una distrazione.
E cosa c'è di meglio di una nuova Selezione, per far sognare il popolo su tiare, abiti da ballo e un matrimonio reale?
Perché il punto è questo: Eadlyn vuole regnare, ma vuole farlo da sola.
Non sente il bisogno di un principe accanto a sé, è stata cresciuta come una donna forte ed indipendente, competente e interessata alla politica, all'economia, e a tutto ciò che riguarda il governare con saggezza ed equilibrio.
Vi dirò, all'inizio sembra un po' un incrocio tra una mocciosetta viziata che si crede chissà chi e il principe Giovanni di "Robin Hood" quando dice "Potere!" fregandosi le zampe...
![]() |
| Questa è una frase che le rivolge il fratello Ahren nel primo terzo del libro, più o meno, quando cerca di farle capire che innamorarsi non la renderebbe più debole. |
Da un certo punto di vista io parteggiavo per lui: è cresciuto lì ma come "ospite", di fatto deve sottostare ai limiti della famiglia reale senza farne davvero parte, e non vede l'ora di uscire dai cancelli del palazzo e vedere il mondo.
Lei scambia il suo rifiuto per arroganza, e lui scambia il forte senso del dovere di lei per presunzione, ma il loro rapporto si evolve durante la Selezione.
Non vado oltre nel raccontarvi la storia perché questa recensione deve restare spoiler-free.
Ma voglio mettere in luce tre aspetti del romanzo che mi sono particolarmente piaciuti, a cominciare da come l'autrice ha riproposto Maxon ed America.
Non più giovani innamorati, ma adulti e sovrani responsabili, anche se ogni tanto, in una frase o in un gesto, sembrava di rivedere il principe serio e un po' impacciato che ci ha fatte innamorare e l'aspirante principessa ribelle per cui abbiamo tifato tutte.
Sono ancora innamorati persi, ed è stato bellissimo vedere il loro rapporto attraverso gli occhi di Eadlyn.
Il meccanismo della Selezione mi ha catturata ancora una volta, nel suo alternare momenti pubblici e privati, ambiguità e fraintendimenti. Semplicemente perfetto.
Ho trovato che questa volta ci fosse più cura nel descrivere il mondo attorno ai personaggi, aspetto che mi era sembra sembrato un po' carente nel primo libro.
E soprattutto mi ha fatto piacere ritrovare Marlee, che mi piaceva moltissimo e per la cui severa e violenta punizione ero rimasta veramente molto male, ed Aspen, con la sua Lucy al fianco.
Il loro amore era stato un po' buttato lì alla fine del terzo libro, mai sviluppato, e sono stata contenta di approfondire un po' in questo quarto volume.
Consigliato a chi ha seguito America Singer dall'inizio alla fine della sua Selezione, a chi tifava per Marlee (perché lo so, che qualcuna di voi voleva America insieme ad Aspen) e a chi ha voglia di indossare la tiara ancora una volta e sognare un abito da ballo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli), e a presto <3
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lunedì 9 febbraio 2015
"The Selection", perché tutte (o quasi) sognano di diventare principesse
Il post di oggi è tutto dedicato alle principesse, a cominciare dall'ultima serie che ho finito, per arrivare al makeup, alle unghie e ad un paio di tacchi che amo alla follia.
Copertine meravigliose, ma nonostante l'atmosfera fiabesca trattasi di una saga distopica.
Kiera Cass ha creato un mondo in cui la popolazione di quelli che una volta erano gli Stati Uniti d'America è sottomessa ad un sovrano, ed in cui i sudditi sono divisi in caste numerate da 1 ad 8.
Gli 1 sono i reali, gli 8 la fascia più povera della società, e ad ognuna delle caste intermedie spetta un preciso ruolo nella vita del regno.
| Il primo libro |
La sua vita si divide tra il lavoro, che la vede impegnata a cantare alle feste ed alle cerimonie dietro compenso (di certo non il mestiere più brutto del mondo, insomma), ed un'amicizia profonda di cui nessuno è al corrente: quella con Aspen Leger.
Aspen è un 6, la casta dei servitori, e anche se lui ed America sono profondamente innamorati da due anni, sanno che il loro è un sogno quasi irrealizzabile: i matrimoni tra persone di caste diverse sono infatti fortemente scoraggiati, ed oltretutto per Aspen è intollerabile il pensiero di far scendere di livello America, condannandola alla povertà.
| Il secondo libro |
L'attuale regina era una 4, ad esempio, ed ora tocca al figlio Maxon scegliere una moglie.
La sua scelta avviene attraverso la Selezione, a cui sono invitate a partecipare tutte le ragazze del regno in età da marito (ve lo ricordate l'invito al ballo in "Cenerentola"?): tra queste migliaia di ragazza, ne vengono selezionate 35, che entrano a Palazzo pronte a conquistare il cuore del sovrano, e con lui la corona.
La Selezione è un vero e proprio reality show, che permette al popolo di conoscere le candidate, sceglierne una preferita, e si articola in una serie di prove ed appuntamenti tra il principe e le aspiranti principesse: una sorta di "Hunger Games incontra Uomini e Donne".
America non ha nessuna voglia di partecipare, ma ad insistere sono la madre ed, incredibilmente, anche lo stesso Aspen, che vuole per America una chance di aver un futuro migliore (a prescindere da come vada, le ragazze entrate nella Selezione diventano delle 3, e questo le permetterebbe una vita futura molto più tranquilla e sicura).
| Il terzo libro |
Non pensa minimamente di poter arrivare in fondo, né le interessa diventare principessa.
Sembrerebbe un piano perfetto, se non fosse che Aspen decide di interrompere bruscamente la loro relazione poco prima dell'ingresso di America a palazzo.
Non esattamente lo stato d'animo giusto con cui affrontare una sfida simile, ma...
E mi fermo qui, se no vi rovino i libri ;)
Innanzitutto il personaggio di America: mi piace che sia testarda, che molto spesso dica la cosa sbagliata, che non si faccia mettere i piedi in testa da nessuno e che resti fedele a se stessa e a quello che vuole dall'inizio alla fine.
Mi piace che abbia in testa una gran confusione nel momento in cui l'amore della sua infanzia e quello della sua vita sembrano non coincidere più, e che come tutti nella vita vera quando è confusa faccia un errore dopo l'altro.
Mi piace molto anche Maxon, il principe: incastrato in un gioco che non gli piace e costretto ad innamorarsi davanti al regno intero, vittima di un padre despota ma con il sostegno di una madre forte ed equilibrata, capace di trasmettergli amore ed incoraggiamento. America gli piace quasi più per i suoi difetti che per i suoi pregi, e questo é l'amore vero: non ci vuole nulla ad amare qualcuno con un ottimo carattere, la sfida è amare chi potrebbe fartele girare da un momento all'altro.
Ad America scrive delle splendide lettere d'amore, e qualche frase la voglio riportare:
"Mia cara America,
ripensavo al nostro primo bacio.
Sarebbe corretto se dicessi i nostri primi baci, ma mi riferisco al secondo, quello che mi hai invitato a darti.
Ti ho mai detto come mi sono sentito quella notte?
Non era solo per il fatto che fosse la prima volta che baciavo una donna, ma perchè era con te.
Ho visto così tanto, America, ho avuto accesso a ogni angolo del nostro pianeta.
Ma niente di così dolorosamente bello come quel bacio.
Vorrei poterlo catturare con una rete o metterlo in un libro.
Vorrei salvarlo e condividerlo con il mondo intero per poter dire all'universo: ecco com'è, è così che ci si sente quando ci s'innamora."
Mi sento particolarmente romantica, oggi, e quindi vi riporto quasi per intero l'ultima lettera, quella in cui Maxon dichiara per la prima volta il suo amore ad America, ammettendolo prima di tutto con se stesso:
Mia cara America,
non ho mai scritto una lettera d'amore perciò perdonami se sbaglio...
La cosa più semplice sarebbe dirti che ti amo.
Ma in realtà, è molto più di questo. Ti voglio, America. Ho bisogno di te.
Ti ho nascosto molte cose per paura.
Temo che, se dovessi mostrarti tutto in una volta sola, ti sentiresti travolgere e scapperesti.
Ho paura che da qualche parte nel tuo cuore ci sia un amore inestinguibile per qualcun altro e che commetterò un altro errore, qualcosa di così enorme da farti rifugiare di nuovo in quel tuo mondo fatto di silenzio.
Nessuna sgridata di un istitutore, nessuna sferzata di mio padre, nessun isolamento della mia gioventù mi ha mai fatto tanto male quanto lo stare lontano da te.
Continuo a pensare che sia lì, che aspetta di tornare a colpirmi.
Perciò mi sono aggrappato a tutte le possibilità, sospettando che, nel momento in cui le avessi spazzate via, tu saresti rimasta a guardarmi a braccia conserte, felice di essere mia amica ma incapace di essere mia pari, mia regina, mia moglie.
E che tu diventi mia moglie è tutto ciò che desidero.
Io ti amo.
Per molto tempo ho avuto timore di ammetterlo, ma adesso lo so.
[...]
Non sono sicuro di quanto avrei impiegato per capire che ti amo se non avessi dovuto immaginare una vita senza di te.
Ora so, con assoluta certezza, che non c'è niente che io voglia.
Vorrei essere un artista così bravo da trovare il modo di dirti quello che sei diventata per me.
America, amore mio, tu sei il raggio di sole che filtra tra gli alberi.
Tu sei la risata che spazza la tristezza.
Tu sei la brezza in una giornata troppo calda.
Tu sei la lucidità in mezzo alla confusione.
Non sei il mondo, ma sei tutto ciò che lo rende buono.
Senza di te, la mia vita continuerebbe ad essere, ma niente di più.
Hai detto che per sistemare le cose uno di noi dovrebbe buttarsi.
Credo di aver capito quale sia il canyon che devo superare, e spero di trovarti ad aspettarmi dall'altra parte.
Ti amo, America.
Tuo per sempre,
Maxon"
Che dire, se non "digli di sì!"?
Ho apprezzato ancora di più il suo personaggio leggendo la novella "The Prince", contenuta in un volume uscito a posteriori:
Non volendo fare un supermegaspoiler (che in fondo lo si sa fin dall'inizio, che il principe si innamorerà di America...), dico solo che mi piace come Kiera Cass abbia tirato le fila del discorso.
Nessuno stratagemma arzigogolato, non ha fatto secchi metà dei personaggi per toglierseli di torno, non si è inventata nulla di improponibile per uscirne in fretta: ognuno ha il suo giusto epilogo.
Ho letto troppe serie con finali tirati via, e temevo che questa si unisse al gruppo visto che sono libri relativamente brevi.
Ora veniamo alle piccole critiche.
Avrei gradito un maggiore sviluppo dell'ambiente: a parte la divisione in caste (che è spiegata solo in parte, ma per fortuna c'è uno schema in fondo ai libri) e qualche excursus di storia che permette di capire più o meno come ci si sia arrivati, di fatto l'universo distopico di "The Selection" è uno dei meno descritti di cui abbia letto. Capisco che abbia privilegiato la storia, ma io ho fatto molta fatica a farmi catturare fino all'ingresso di America a palazzo.
Quest'ultimo invece è descritto in modo molto più preciso e puntuale, e mi ha affascinata (soprattutto il momento "la Bella e la Bestia" quando Maxon mostra ad America la biblioteca).
Sono anche irritata per l'epilogo toccato ad uno dei personaggi, che ha senso dal punto di vista narrativo ma mi ha infastidita perchè era un personaggio che mi piaceva ed avrei preferito avesse una sorte migliore. Per chi ha letto i libri, parlo di C.
Altra piccola critica, le cameriere in questo libro sono tutte sarte provette e soprattutto realizzano abiti da sera piena di decorazioni, interamente a mano, in tempi record.
Ora, io non sono una sarta ed è già tanto se so fare un orlo e attaccare un bottone, ma credo che a volte Kiera Cass abbia fatto fare l'impossibile, a queste ragazze.
Inoltre, ho trovato ridicolo che all'inizio della Selezione ogni ragazza venisse intrisa di creme e profumi alla vaniglia perchè è "il profumo preferito del principe". Avete idea dell'odore dolciastro e nauseante che ci sarà stato in quella stanza? 35 ragazze immerse nella vaniglia da capo a piedi. Roba che Maxon ci resta secco o si becca un'emicrania che non se la scorda più.
Oltretutto il profumo reagisce in modo diverso con la pelle di ognuna di noi, quindi su alcune di loro avrà avuto un pessimo risultato. O magari era lo scopo fin dall'inizio, per fargli eliminare qualcuna in preda alla nausea e all'emicrania.
Ma nel complesso questa trilogia mi è piaciuta molto, e son contenta che a Maggio esca un nuovo volume intitolato "The Heir".
E come tutti i libri che mi prendono sul serio, ecco qualche piccolo dettaglio ispiratomi dai libri:
Mi piace pensare che America si ribelli allo standard della vaniglia e opti per un profumo floreale, e quindi ho inserito la mia "Acqua alle Rose" nella versione profumo. Buonissima, e purtroppo ormai oltre la metà.
Focus sulle unghie, rigorosamente pastello:
Ovviamente non può mancare un paio di scarpe, perché non si vive di soli vestiti.
Queste sicuramente nell'armadio di America ci sono:
Color cipria, in vernice, e dal tacco non troppo alto (sembra più alto di quello che è, fidatevi), rese più confortevoli da un plateau alto un centimetro e mezzo.
Per volteggiare con tutti quei bellissimi abiti, indossando una tiara scintillante.
Post lunghissimo, lo so.
Spero di non avervi annoiate, e di avervi incuriosite riguarda Kiera Cass ed ai suoi libri.
Un bacio a tutte, e buona settimana!
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venerdì 6 febbraio 2015
NOTD: OPI "Did you 'ear about Van Gogh?"
Buongiorno fanciulle!
Post rapidissimo perché, grazie all'influenza, ho un'emicrania costante e lo schermo del pc mi da veramente fastidio :(
Volevo comunque caricare qualcosa e quindi ecco il mio NOTD nude di questi giorni:
Questo colore faceva parte della collezione dedicata all'Olanda uscita mesi e mesi fa ma che, complice la mostra di Van Gogh a Milano, è rispuntato fuori dalla mia cassettiera.
Una sorta di grigio chiaro/beige, quello che per un po' hanno chiamato "greige", che mi piace moltissimo come alternativa ai nude rosati.
Coprente in due passate leggere, ha il pennello splendido di tutti gli smalti OPI (bello grande, con le setole tagliate a dovere, e facile da manovrare) e anche con un top coat economico diventa bello lucido. Al momento ne uso uno di Essence che costa intorno ai 2€.
Diversi marchi propongono colori simili quindi anche se questo è ormai introvabile (e se lo trovate, tenete conto del fatto che è comunque vecchiotto) sono sicura che il colore in sé è diffuso :)
Mi era venuta voglia di questo colore anche per via dei libri finiti in questi giorni, la trilogia "The Selection" di Kiera Cass: un tripudio di abiti da ballo e aspiranti principesse, e cominciare dalle copertine. Queste sono sul mio account Instagram:
Ora avete idea di quanto sia grave l'influenza ahahah
Un bacio a tutte, fanciulle!
Ho ben tre nuovi post quasi pronti per voi, devo solo riuscire a scattare delle foto senza iniziare a tossire l'anima sulla macchina fotografica :D
Buon quasi fine settimana!
Post rapidissimo perché, grazie all'influenza, ho un'emicrania costante e lo schermo del pc mi da veramente fastidio :(
Volevo comunque caricare qualcosa e quindi ecco il mio NOTD nude di questi giorni:
Questo colore faceva parte della collezione dedicata all'Olanda uscita mesi e mesi fa ma che, complice la mostra di Van Gogh a Milano, è rispuntato fuori dalla mia cassettiera.
Una sorta di grigio chiaro/beige, quello che per un po' hanno chiamato "greige", che mi piace moltissimo come alternativa ai nude rosati.
| DID YOU EAR ABOUT VAN GOGH? |
Diversi marchi propongono colori simili quindi anche se questo è ormai introvabile (e se lo trovate, tenete conto del fatto che è comunque vecchiotto) sono sicura che il colore in sé è diffuso :)
Mi era venuta voglia di questo colore anche per via dei libri finiti in questi giorni, la trilogia "The Selection" di Kiera Cass: un tripudio di abiti da ballo e aspiranti principesse, e cominciare dalle copertine. Queste sono sul mio account Instagram:
Il terzo è quello che mi ha fatto venire voglia di questo colore, come da questa foto, anch'essa sul mio account Instagram:
Ebbene sì, ho voluto abbinare le unghie alla copertina del libro.Ora avete idea di quanto sia grave l'influenza ahahah
Un bacio a tutte, fanciulle!
Ho ben tre nuovi post quasi pronti per voi, devo solo riuscire a scattare delle foto senza iniziare a tossire l'anima sulla macchina fotografica :D
Buon quasi fine settimana!
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