martedì 19 dicembre 2017

Anteprima sotto l'albero: "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Se ti accorgessi di me" di Sharon Huss Roat, edito Newton Compton (ebook a 4,99€) in uscita il 29 Gennaio:
L’ansia sociale di Vicky Decker l’ha spinta a elaborare complicate strategie per passare inosservata e non essere mai al centro dell’attenzione. L’unica con cui riesce a essere se stessa è la sua amica Jenna. Quando Jenna si trasferisce, però, Vicky rimane completamente sola e per combattere quell’isolamento ormai insostenibile, decide di creare una falsa identità sui social, ritoccando le foto di altre persone come se fossero sue e postandole sul profilo Instagram @Vicurious. Improvvisamente comincia ad avere dei follower e ben presto si ritrova a vivere una nuova vita, senza nemmeno aver lasciato la sua cameretta. Ma più cresce il numero dei follower e più le diventa chiaro che ci sono moltissime persone, là fuori, che si sentono esattamente come lei: #sole e #ignorate nella vita reale. Per aiutare loro, e se stessa, dovrà rendere la sua realtà virtuale molto più reale...

Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato, affascinata dal modo in cui l'autrice rovescia la normale tendenza alla sovraesposizione sul web che caratterizza la generazione di Vicky, e facendo diventare star di Instagram la ragazza più timida e reclusa del pianeta... con un account in cui nessuna foto la rappresenta davvero.

Vicky è timida, ma timida davvero: la sola idea di avere contatti con altre persone, sconosciute o no, la spaventa al punto da paralizzarla. Basta che un compagno di scuola le rivolga la parola, o la saluti, per farla iniziare a sudare e ad agitarsi. Poco importa se sono persone gentili e disponibili, come Lipton, che le sorride incoraggiante e le dà una mano in mille piccoli modi diversi.
L'unica amica che abbia mai avuto è Jenna, ma quest'anno la ragazza si è trasferita con la famiglia lasciandola sola. Come se non bastasse, appena arrivata nella nuova scuola si è fatta dei nuovi amici e ha iniziato a uscire con un ragazzo, iniziando a trascurare Vicky anche via messaggio.
È così, stalkerando la sua ex-amica su Instagram, che Vicky inizia a riflettere su quanto la sua vita sia fatta di cose che osserva da lontano, senza mai partecipare sul serio.
Da lì a iniziare a creare buffi fotomontaggi su Photoshop e caricarli sotto falso nome (@vicurious deriva dal suo dire sempre in modo errato la parola "vicariously", storpiandola in "vicuriously") il passo è breve, e in poco tempo il suo account diventa una meta irrinunciabile per tutti coloro che, come lei, si sentono invisibili e soli.
Peccato che nessuno di loro sappia che, dietro all'apparente incoraggiante ed esuberante Vicarious, si cela qualcuno più solo e spaventato di loro...
Sharon Huss Roat ha scritto un romanzo coraggioso, che costringe il lettore a porsi davanti a un specchio e chiedersi "ma io, chi sono davvero?".
Vicky non lo sa, e non solo perchè è molto giovane e ancor apiena di dubbi: non lo sa perchè la paura la paralizza al punto da impedirle di fare esperienze, fare tentativi, scoprire cose nuove.
Vicky non sa osa le piace e cosa le piace perchè ci sono circa otto milioni di cose che non ha mia osato provare; non sa di poter essere divertente, ironica, sarcastica perchè non è mai riuscita a conversare davvero con qualcuno.
@Vicurious diventa il suo alter ego, capace di rassicurare gli altri, di incoraggiarli, di essere spiritosa e, in generale, di fare tutto ciò che Vicky non riesce nemmeno ad immaginare.
Da un lato sembra un'ottima idea, dall'altro ben presto la ragazza inizia a sentirsi in trappola anche in questa veste perchè si sente una truffatrice: sta dando a tutte quelle persone una persona di cui fidarsi... peccato che questa persona non esista.
Li sta illudendo, e questo non va bene.
E in fondo, quanto credete ci sia di vero nelle vite perfette, patinate e scintillanti che ci vengono propinate sul web ogni giorno? Io me lo chiedo spesso, e sono arrivata alla conclusione che di "vero" ci sia ben poco.

Dolcissimo e assolutamente adorabile Lipton, il compagno di scuola che tutte avremmo voluto avere: il ragazzo carino, sempre gentile, sempre spiritoso, capace di farti sorridere anche quando la giornata è nera-nerissima. Corteggia Vicky da ben prima che lei se ne accorga, e nonostante la ragazza in pubblico dia davvero il peggio di sè tra frasi inopportune e mutismi imbarazzanti, sembra davvero intenzionato a conoscerla. È un ragazzo coraggioso, perchè nonostante le sue insicurezze e le sue paure è in grado di metterle da parte per proteggere Vicky, quando lei non può farlo da sola.

Quello di Sharon Huss Roat è uno splendido romanzo di formazione - non fatevi ingannare dalla cover romance -, profondo e delicato, che merita assolutamente di essere letto con uno sguardo a noi stessi, e a quanto di Vicky ci sia nel nostro cuore.
Più di quanto potremmo immaginare, ve lo assicuro.
Consigliatissimo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 18 dicembre 2017

"Natale a Parigi" di Mandy Baggot

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Natale a Parigi" di Mandy Baggot, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Ava e la sua migliore amica Debs sono appena arrivate a Parigi. È tutto perfetto e la neve che comincia a cadere è uno spettacolo meraviglioso. La Tour Eiffel brilla di una luce magica, ma tutto quello a cui Ava riesce a pensare è Leo, il suo ex, che l’ha tradita, spezzandole il cuore. Debs, determinata a restituire il sorriso all’amica, la trascina a fare shopping tra i mercatini di Natale, a passeggiare sul Lungosenna, a mangiare pain au chocolat. Piano piano, Ava comincia davvero a convincersi che non può sprecare la vita pensando agli uomini, fin quando la sua strada incrocia quella di Julien, un misterioso e affascinante fotografo, con un irresistibile accento francese e occhi così profondi che sembrano leggere dentro di lei. Ava non può ignorare le reazioni che si scatenano tra loro, ma non riesce a fidarsi e a lasciarsi andare. Tutto si complica quando per Ava arriva il momento di rientrare in Inghilterra...

Ava a pochi giorni da Natale non sta passando un gran bel momento, questo bisogna riconoscerglielo: il suo ragazzo e collega di lavoro, Leo, l'ha tradita e ora sembra incapace di smettere di chiamarla e bombardarla di loro vecchie foto; sua madre è un vero incubo, testarda com'è nel voler incanalare la figlia in una vita da moella che la ragazza non desidera assolutamente; il suo lavoro di agente immobiliare non le sembra più una grande idea.
È Debs, giornalista e sua amica del cuore, a sbloccare la situazione, trascinandola a Parigi con la scusa di farsi aiutare a scrivere due articoli.
Proprio nel momento meno adatto, e in una città a km e km da casa, Ava incontra Julien, fotografo in crisi dopo che un incendio devastante gli ha portato via la sorella e la gioia di vivere.
I due riconoscono nell'altro qualcosa di sè: la paura di buttarsi, di darsi una seconda occasione, di concedersi di essere davvero felici... ma chissà se troveranno il coraggio per dirsi che, giorno dopo giorno, si piacciono sempre di più!
Nella cornice romantica di Parigi a Natale, Mandy Baggot riesce a raccontare una storia d'amore semplicemente deliziosa, piena di divertimento ma scandita anche da momenti di scoramento.
Riesce a raccontare il dolore per la perdita di una persona importante quanto una sorella (da sorella, devo ammettere che troverei molto più difficile affrontare la morte di mio fratello piuttosto che quella di uno dei miei genitori. L'ho preso in braccio che aveva meno di un giorno di vita, e la sua vita è stata talmente intrecciata alla mia che mi riesce impossibile immaginare che lui possa non esistere più), e a farlo in modo non melodrammatico ed esagerato ma profondamente struggente.
Julien combatte ogni giorno con l'odio per se stesso per non essere riuscito a salvare Lauren, e con la sensazione che il mondo non possa riprendere a girare nel modo corretto ora che lei non c'è più.
Scorre sul telefono le sue foto, visita i luoghi che la sorella amava di più risentendo in testa le sue parole, ed è bloccato in un passato che non si sente pronto a lasciare.
In Ava ritrova parte dello spirito di Lauren, e per la prima volta dopo tanto tempo torna a sentirsi vivo.

Ava, dal canto suo, ha tante cose da chiarire prima di poter prendere davvero in mano le redini della sua vita: deve liberarsi una volta per tutte di Leo, e deve risolvere il grosso problema di sua madre e dei suoi sogni di flash e riflettori. Deve dirle una volta per tutte cosa vuole e non vuole fare, nella vita, cosa che non ha mai avuto il coraggio di fare.
Anche se, al momento, l'unica cosa che vorrebbe fare è passeggiare per Parigi insieme a Julien e riempirsi di Camembert (e come darle torto...).

Ho adorato Debs, l'amica shopaholic e romantica persa di Ava: mi hanno divertita moltissimo i suoi dialoghi con Ava, e il suo modo di relazionarsi con Didier, il migliore amico di Julien.
Li volevo insieme sin dal primo momento, perchè sembravano fatti l'uno per l'altra e ogni loro incontro confermava questa sensazione. È raro che in questi romanzi ci sia più di una coppia sotto i riflettori, e questo era sicuramente il romanzo di Ava e Julien, ma Debs e Didier mi sono entrati nel cuore all'istante.

E che dire di Parigi?
Ammetto che sono diventata molto scettica nell'affrontare romanzi ambientati a New York, Los Angeles, Londra e Parigi perchè nel 99% dei casi si tratta di luoghi mai visitati dall'autrice e si vede. Si vede quando la fonte sono i telelfilm e Google.
Ecco, stavolta (pensando anche ai miei ricordi di Parigi, delle sue case, dei suoi quartieri) Mandy Baggot è riuscita a farmi sentire davvero per le strade di una città.
Il suo raccontare Parigi attraverso le foto di Julien, le sue passeggiate con Ava, i mercatini di Natale e - soprattutto - i posti migliori in cui Ava potesse trovare uno spuntino delizioso me l'ha fatta percepire come una città vera, pulsante e vibrante di colore.
Il tutto in una splendida atmosfera natalizia, che fa venire voglia di cioccolata calda e salti nella neve.

La mia unica fonte di dispiacere è dovuta, stavolta, alla traduzione.
Troppi errori, con voci verbali sbagliate e dialoghi che risultano confusi, verbi coniugati in modo creativo e, in generale, l'impressione che sia stato tradotto di corsa e riletto sì e no.
Peccato, perchè la storia è davvero carina e sarebbe stato uno dei romanzi natalizi più simpatici letti quest'anno.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3