lunedì 22 giugno 2015

"La ragazza del treno" di Paula Hawkins

Buongiorno a tutte!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La ragazza del treno di Paula Hawkins, edito da Piemme (rilegato a 19,50€) in uscita il 23 Giugno:
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?
Questo è quello che troverete in libreria da domani <3
Questo romanzo deve finire da subito nella vostra wishlist, perché è un thriller psicologico con tutti gli ingredienti necessari a tenervi inchiodati alla sedia, incapaci di staccare gli occhi dalle pagine.
306 pagine, che finiranno troppo presto.

Attraverso le voci di Rachel e della "sua Jess" (che apprendiamo subito non chiamarsi ovviamente così, ma Megan) seguiamo lo svolgersi di una vicenda angosciante e misteriosa: tutto smette di essere come sembra, la posta in gioco si alza sempre più e chi credevamo amico diventa nemico letteralmente da un paragrafo all'altro.

Il racconto di Rachel è reso a tratti confuso e sconclusionato dal suo essere un'alcolista, i suoi rapporti con chi la circonda alternano momenti di compatimento a furiose litigate, e tutto questo non la rende certo il narratore più stabile e confortante del mondo.
Dubiterete della sua versione e del suo punto di vista più di una volta, ma allo stesso tempo le riconoscerete la capacità di leggere tra le righe (a volte) meglio di chi le sta attorno.
L'ex marito, Tom, smette presto di sembrare un angelo perfetto tormentato dal "quell'arpia alcolista di Rachel", così come Jess/Megan vi manderà costantemente in confusione: il suo è davvero il matrimonio felice che Rachel crede di vedere dal finestrino del treno?
Oppure lei e Scott hanno più scheletri nell'armadio di quanti riusciamo a vederne?

Quello che percepiamo fin da subito, di Jess/Megan, è la sua frustrazione.
Non ha un lavoro, con il marito ha un rapporto che non inserirei tra i più romantici ed idilliaci della letteratura, non ha figli a riempire le sue giornate.
La sua vita è apparentemente "vuota", e lei sembra ricorrere sempre alle cose sbagliate per provare a riempirla.
E' una vita senza scossoni, senza emozioni, con un marito che le porta il caffè nel patio e che le chiede ogni sera come stia e come sia stata la sua giornata. da un certo punto di vista è davvero il matrimonio "perfetto" che crede di conoscere Rachel, ma dall'altro è il territorio ideale per coltivare risentimento e rabbia, con esiti che possono diventare drammatici.
Non solo per lei.

Le vita di Rachel, Tom, e Jess/Megan si intrecciano sempre più, con un crescendo di tensioni e colpi di scena fino all'esplosione di fuochi d'artificio finale, che vi farà chiudere il libro pensando "Io proprio non me l'aspettavo!".
La copertina originale, perché io l'ho letto in lingua.
quando mi è arrivato quello in italiano avevo già finito
il libro XD
Ne ho apprezzato l'estrema scorrevolezza, la velocità di lettura, il senso crescente di tensione, i continui ribaltamenti, ed anche i salti temporali avanti e indietro che fornivano sempre nuovi indizi e dettagli su tutto ciò che le due donne sembravano non voler ammettere nemmeno a sé stesse.

Consigliato a chi ama i thriller, perché è il tipo di lettura ad alta tensione che vi terrà con il naso tra le pagine fino a quando raggiungerete la 306esima; a chi, come me, si è avvicinato al genere di recente, o ancora ci si deve avvicinare, perché il suo essere un thriller psicologico lo rende intrigante e coinvolgente; a chi da bambino giocava a immaginare vite intere dei passeggeri di treni e mezzi pubblici, perché una storia così proprio non l'avreste mai potuta immaginare.

MA NON FINISCE QUI!
Piemme ha infatti organizzato un bel contest su Facebook in occasione dell'uscita di questo romanzo, che potete trovare qui, ma di cui voglio dire due parole in breve.
Rispondete alla pagina dell'evento alla seguente domanda:
QUAL E' LA COSA PIU' STRANA CHE AVETE VISTO GUARDANDO ATTRAVERSO IL FINESTRINO DI UN TRENO? QUELLA CHE PIU' HA STIMOLATO LA VOSTRA IMMAGINAZIONE?
Invitate i vostri amici a partecipare e postate sulla bacheca di questo evento qualche riga di risposta alla domanda. La redazione Piemme sceglierà le 3 brevi storie più belle e originali e i fortunati si aggiudicheranno una copia del bestseller internazionale ‘La ragazza del treno'!
Il contest si chiuderà lunedì 13 luglio alle ore 22.
In bocca al lupo a tutti!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"Il senso di una fine" di Julian Barnes

Buongiorno, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il senso di una fine" di Julian Barnes, edito Einaudi (rilegato a 17,50€):
Questa lettura è stata fatta in collaborazione con la mia booktuber italiana preferita in assoluto, Benedetta, e vi rimando al suo canale YT dove troverete la sua recensione del romanzo.
La stimo moltissimo, e in lei ritrovo il mio essere una lettrice onnivora: legge davvero di tutto, e in particolare voglio rimandarvi al suo video dedicato a "Follie di Brooklyn" di Paul Auster, perché è un libro che ho amato e di cui non è facile sentir parlare (soprattutto così bene).
Detto questo, veniamo a Julian Barnes e a questo piccolo gioiello, di cui vi lascio la trama:

La vita di Tony Webster è stata un fiume relativamente tranquillo, da costeggiare al riparo di scelte ragionevoli e sistematici oblii. Ora però la lettera di un avvocato che gli annuncia un'inattesa quanto enigmatica eredità sommuove il termitaio poroso del passato, e il tempo irrompe nella noia del presente sotto forma di parole risalenti all'adolescenza, quando Tony procedeva all'educazione morale, sentimentale e sessuale che ne avrebbe fatto, inavvertitamente come spesso accade, l'adulto che è. Il percorso a ritroso nelle zone d'ombra della vita, con i suoi dolori inesplorati e i suoi segreti, diventa cosi riflessione sulla fallacia della storia, "quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione", secondo il geniale amico dei tempi del liceo, Adrian Finn. Ed è dunque a quel punto di congiunzione, ai ricordi imperfetti come ai documenti inadeguati, che il vecchio Tony deve ora guardare per comprendere le vicissitudini del Tony giovane. Come ha potuto la ragazza di allora, Veronica Ford, preferirgli l'amico raffinato e brillante, Adrian? Ci sono solo Camus e Wittgenstein dietro l'estrema decisione di Adrian? Da che cosa ha voluto metterlo in guardia tanti anni prima la madre della ragazza? Perché a distanza di quarant'anni Veronica ritorna nella sua vita con un bagaglio di silenzi e il rifiuto di dargli ciò che è suo? Gli indizi da studiare tessono un filo d'Arianna di reminiscenze inaffidabili.

Un romanzo relativamente breve, di sole 150 pagine nella traduzione italiana edita da Einaudi, ma io le ho divorate per poi restare a lungo stesa sul prato a pensarci. E a pensarci. E a pensarci ancora un po'.
E' uno di quei romanzi che ti entrano dentro, ti afferrano lo stomaco e danno una bella e vigorosa strizzata: se avete amato "Stoner" di John Williams, questo DOVETE leggerlo.
Anzi, dovevate leggerlo ieri, siete già in ritardo.
Io l'ho letto in originale in digitale, e vi lascio la copertina
della mia edizione <3
Tony Webster è un protagonista "vero", pieno di difetti e di atteggiamenti che a tratti ce lo fanno risultare antipaticissimo.
A scuola fa parte di un gruppetto di ragazzetti tanto presuntuosi che alla voce "supponenza" sul dizionario potreste trovare la loro foto di gruppo: credono di sapere tutto e di avere sempre ragione, ma chi di noi non è stato così da adolescente? Non mentite!
Poi arriva Adrian, e gli scompiglia le carte in tavola perché Adrian SA invece di pretendere di sapere ed E' invece di credere di essere.
Più intelligente, più preparato, ed avvolto da un alone di fascino a cui persino loro non sanno resistere: non si piega a nessuna regola del gruppetto e finisce per diventarne il centro.
Adrian si prende persino Veronica, il primo amore di Tony (dopo che tra loro non ha funzionato, e persino chiedendogli il permesso con tanto di lettera semi-formale. Quasi a non volergli nemmeno dare la soddisfazione di poterlo odiare per aver tramato alle sue spalle, insomma).
Che poi insomma, Veronica è insopportabile e tratta Tony come nessun ragazzo meriterebbe di essere trattato quindi in fondo non è che sia stata questa grande perdita.

Tuttavia, anni dopo, una drastica decisione di Adrian sconvolge completamente il mondo di Tony, costringendolo a mettere tutto in discussione in una sorta di viaggio a ritroso tra i sui ricordi.
Che come tutti i ricordi spesso sono frammentati, o falsati, o sconnessi. a volte ricorda intere conversazioni, a volte si perde mesi interi, ma è questo a rendere il racconto credibile perché la mente umana funziona esattamente così.
Seguiamo Tony dall'inizio alla fine, mentre ricompone quello che solo ora realizza essere un puzzle con un sacco di tessere mancanti, con il fiato sospeso e pieni di "perché?" che ci riecheggiano nella mente.

Ho amato profondamente il personaggio di Adrian, che da un certo punto di vista è l'eroe tragico del romanzo: è un outsider dall'inizio alla fine, fa parte di un gruppo ma non si è mai completamente integrato, al punto che Tony realizza, sorpreso, che mentre Adrian è stato a casa di tutti loro, nessuno di loro è mai stato a casa sua. Chiaro segno di quanto Adrian non abbia, nonostante le apparenze, mai fatto entrare "davvero" nessuno di loro.
Mi sono identificata moltissimo in questo personaggio, ed è quello che ha contribuito di più alla vigorosa strizzata a cuore  stomaco di cui parlavo sopra.

E' difficile dire perché ho amato così tanto questo libro, perché a ben vedere è un romanzo "semplice": non ci sono grandissimi colpi di scena, non ci sono sensazionalismi di alcun tipo, anzi ci sono pagine intere in cui sembra non accadere nulla.
E invece mi ha preso il cuore, perché la prosa di Barnes è pulita e scorrevole, perché non c'è una sola parola di troppo e perché ha scritto una storia semplicissima e ai limiti della banalità e allo stesso tempo unica e speciale.
Il mondo è pieno di Tony e di Adrian, ed è proprio questo il punto: è una storia intensa, struggente e incredibilmente autentica.
In lingua originale sono 100 pagine scarse, poco più di un racconto lungo, ma quando arrivate all'ultima vi rendete conto che non ne sarebbe servita nemmeno mezza in più.

Qui trovate un estratto gratuito del romanzo, che come al solito vi segnalo.

Consigliatissimo, che più consigliato non si può, perché vi farà sorridere, arrabbiare, provare compassione e vi lascerà immersi nelle vostre riflessioni per almeno un paio d'ore.
Se quest'estate volete un libro diverso, profondo, ma allo stesso tempo non troppo lungo perché in ferie (giustamente) volete fare anche altro, questo è il libro che dovete mettere in valigia.
Se vi piacciono gli anti-eroi, gli (apparentemente) sconfitti dalla vita, le acque chete (che ricordatevelo, alla lunga corrodono i ponti) e in "Stoner" avete ritrovato anche un po' di voi, questo libro non può mancare nella vostra libreria.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3