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lunedì 18 maggio 2015

"The Academy: libro primo" di Amelia Drake

Buon pomeriggio, fanciulle (e fanciulli)!
La prima lettura di cui vi parlo questa settimana è un libro che a 10-12 anni mi sarebbe piaciuto UN SACCO.
Primo di una nuova serie, nata dalla penna di Amelia Drake (pseudonimo), di cui già la copertina mi aveva affascinata.
Cominciamo dalla trama, e poi vi racconto un po':

Twelve ha dodici anni e non è mai uscita dall'orfanotrofio Moser, alla periferia della grande città di Danubia. 
Non sa chi siano i suoi genitori e non ha nemmeno un nome: solo un numero, Twelve, appunto, perché è stata la dodicesima trovatella del suo anno. 
A Danubia ci sono diciotto Accademie: quella dei Musicanti e quella degli Alchimisti, quella degli Scribi e quella dei Servitori... 
Ed è proprio questo il sogno di Twelve: frequentare l'Accademia di Servizio e diventare una cameriera, magari una hostess in divisa impeccabile in una delle ville della città. 
Dopo uno strano esame di ammissione, per Twelve viene finalmente il momento di lasciare l'orfanotrofio e realizzare il suo sogno. 
Ma la carrozza su cui sta viaggiando finisce nel fiume per un'esplosione: un complotto porta Twelve in un'Accademia ben diversa, che sui registri della città non compare. 
La Diciannovesima. 
Nella grande città di Danubia, in un'isola abbandonata, si nasconde infatti una scuola proibita, di cui nessuno conosce l'esistenza. E lei è stata scelta per farne parte.
Ovviamente non volendo fare nessuno spoiler il mio discorso non può che essere generale, ma a cominciare dal personaggio di Twelve, questo libro mi ha impressionata positivamente.
L'ho letto in quest'ottica: se fossi una mamma, e avessi una bambina di 12 anni a cui regalare un libro, che storia vorrei che leggesse?
Ecco, io vorrei che leggesse di Twelve, e delle sue avventure in una città allo stesso tempo antica e moderna.
Vorrei che leggesse del suo coraggio e delle sue paure, del suo spirito d'avventura e della sua capacità di provare amore e compassione.
E' un'edizione curatissima, a cominciare dalla carta che ne riveste
l'interno, che fa pensare a un volume d'altri tempi <3
E vorrei che fantasticasse su una città piena di segreti e misteri come Danubia, dove nulla è come sembra e nessuno è davvero chi dice di essere.
Avrei voluto un'amica come Twelve? Assolutamente sì.
O meglio, avrei voluto essere Twelve: avrei voluto scivolare in barca sul fiume di notte, avrei voluto combattere contro le Rose Guerriere, avrei voluto possedere la Chiave di Hugo.
Ma soprattutto, avrei voluto avere la sua consapevolezza di poter diventare qualcuno di importante, qualcuno di grande.

Quando all'inizio del libro Twelve esprime il desiderio di entrare nell'Accademia di Servizio, non è un desiderio reale: è solo la migliore alternativa tra quelle conosciute.
Ed anche se oppone resistenza alla Diciannovesima Accademia e a tutto ciò che essa comporta, di fatto è chiaro fin da subito quanto quello sia effettivamente il posto giusto per lei.
Qui stringe un rapporto molto stretto con Ninon, unica bambina ammessa, e con Lupo, uno degli allievi più anziani dell'istituto.
Ecco, il suo personaggio l'ho trovato interessante e molto misterioso, non vedo l'ora di scoprire qualcosa di più sul suo conto.
Spero davvero che abbia più spazio nel secondo volume.
E vorrei anche che Twelve ritrovasse Stephen, il suo migliore amico dell'orfanotrofio Moser da cui viene separata all'inizio del volume, ma al quale era legata da un affetto profondo.

L'unica "critica" che mi sento di fare a questo romanzo, di cui ho amato l'atmosfera intrisa di mistero e i personaggi ben tratteggiati, è che è molto concentrato su quello che gli anglosassoni chiamano "world building", ovvero la creazione dello scenario, del mondo in cui si svolge la storia, più che sulla storia in sé.
Da un lato,  arrivati alla fine, ci si rende conto che non sembra essere successo molto.
Ma allo stesso tempo la vita di Twelve è cambiata radicalmente, e il romanzo si chiude su quello che è un vero e definitivo nuovo inizio per lei e per chi le sta accanto, quindi trovo che sia in ogni caso un ottimo primo volume di una serie.

Una lettura piacevolissima, consigliata a chi bambino lo è ancora, a chi ne ha uno o a chi ogni tanto desidera sentirsi ancora tale.

Buon lunedì, e a presto <3