Se sei una casa cosmetica e vuoi contattarmi per cartelle stampa, promozioni o farmi provare i tuoi prodotti e vederli recensiti, contattami a: elisa.impiduglia@gmail.com

sabato 24 gennaio 2015

NOTD: Nails Inc "Baker Street"

Buonasera fanciulle!
Un rapido NOTD perché oggi è un grande giorno.
Oggi, dopo DUE ANNI che gli facevo la corte da lontano, tutta sospiri e sbattere di ciglia che manco nei romanzi di Jane Austen, ho finalmente preso "Baker Street" di Nails Inc.
Ormai l'avrete visto tutte e magari l'avrete tutte nella vostra cassettiera, ma a convincermi finalmente a prenderlo è stato il trovarlo in sconto a 6,90€ da Sephora.
Ho controllato che non fosse secco o già separato, e incredibilmente non lo era :)
Mi piace moltissimo, anche se il pennello lo avrei preferito più largo e piatto.
Comunque questo smalto è coprente in due passate, e con un top coat lucido mi piace da matti <3
Probabilmente è un po' un autogol caricare una manicure non molto curata o precisa, ma ero di fretta e avevo troppa voglia provarlo.
E soprattutto avevo lasciato la protagonista di "Black Ice" di Becca Fitzpatrick con una pistola puntata contro, quindi avevo fretta di finire di darmi lo smalto e tornare a leggere :D

Vi auguro uno smagliante sabato sera, fanciulle!
A presto <3

venerdì 23 gennaio 2015

Clarins "Teint Haute Tenue": alta coprenza e addio grigiore da città!

Buon pomeriggio fanciulle!
Oggi vi presento un fondotinta perfetto per chi ha la pelle esattamente come la mia, e che spero di poter provare presto.
Si tratta di Teint Haute Tenue di Clarins (€40), ed è un fondo liquido le cui premesse sembrano ottime.
Se avete la pelle che tende a lucidarsi, magari qualche macchiolina da mascherare, ma non volete un fondo che sembri un mascherone questo merita una chance.

Coprenza, comfort, splendore mat e tenuta infallibile! 
Ecco la nuova generazione di Teint Haute Tenue
Il fondotinta per le donne che desiderano un colorito perfetto, senza dover ricorrere a ritocchi né trascurare trattamento e benessere della pelle.
Arricchito con quinoa bio e attivi vegetali antinquinamento,
Teint Haute Tenue +
concilia 18 ore di tenuta e comfort, coprenza ideale e protezione.
Pronto a farsi dimenticare.
 

Il segreto di questo fondo è High Fidelity System+, un microfilm invisibile costituito da un polimero di resina siliconico di nuova generazione, ricavato da un'argilla bianca 100% naturale ed ecologica, hectorite e pigmenti avvolti a amminoacidi. Il pigmento si ancora alla pelle, non finisce nelle rughe o nelle pieghe, mentre a mantenere l'incarnato mat ci pensa la povere di bambù, assorbendo il sebo in eccesso.
Ma come illuminare l'incarnato?

Per allontanare il grigiore, i Laboratori Clarins hanno messo a punto un booster di luminosità, il complesso Light- Optimizing+ che cattura la luce, la diffonde e amplifica istantaneamente. 


Inoltre, filtri 100% minerali proteggono la pelle dai danni del sole preservando, al contempo, la finezza della texture.
La gamma prevede 10 tonalità, rendendo possibile per ogni donna il reperimento del colore giusto per lei. Da quello che ho viso in cartella stampa, c'è una tonalità che per me andrebbe bene: "105 Nude", ovvero la più palliduccia (perché io fino a Giugno sono una mozzarella). Sono contenta che ci sia effettivamente una tonalità chiara perché ci sono molti fondi per cui non esiste il mio colore, e che quindi non ho mai potuto acquistare.

Che dite, gli darete un'occhiata?

Un bacio a tutte fanciulle!
A presto <3

martedì 20 gennaio 2015

Maybelline NY "Lash Sensational / Ciglia sensazionali"

Buongiorno fanciulle!
Oggi parliamo di un mascara appena arrivato, ma che in America è già una star.
"Lash Sensational" (13€ circa) è il nuovo nato in casa Maybelline New York, e non ho potuto resistere alla tentazione di provarlo subito.
Il packaging rosa cipria metal e nero è molto grazioso, e la forma è quella tradizionale dei mascara del marchio.
Stavolta la promessa è di ciglia addirittura sensazionali, quindi le aspettative erano abbastanza alte.
Lo scovolino è molto particolare: da un lato setole molto corte, che servono a catturare anche le ciglia più piccole, e dall'altro setole più lunghe, per donare volume e lunghezza, aprendo le ciglia a ventaglio. Il tutto su una base arcuata, adatta a sollevare le ciglia al loro massimo.
Occhi più aperti, sguardo più intenso e ciglia da bambola.
O almeno questa è l'intenzione.

Il problema essenzialmente è uno: la quantità di prodotto raccolta dallo scovolino.
E' decisamente TROPPO.
Avendo apprezzato i vari mascara "The Colossal" usciti (Cat Eyes, The Rocket, Go Extreme! normale, waterproof e nero intenso) ho iniziato ad applicarlo abbastanza sicura di me stessa, per poi trovarmi una massa nera appiccicaticcia che una volta erano le mie ciglia.
Ehm...

Al secondo tentativo è andata meglio, e al terzo ormai avevo padroneggiato lo scovolino, ma continuo a dover rimuovere parte del prodotto prima di portarlo a contatto con le ciglia, quindi sostanzialmente sto buttando via un sacco di mascara.
Vale la pena?
A questo punto io dico di no.

Dico di no per due motivi: il marchio propone altri mascara con cui mi trovo molto meglio, e quindi posso tranquillamente continuare ad usare quelli, senza dissacrare Maybelline NY che come brand mi piace davvero molto.
E poi perché non amo gli sprechi: l'idea di dover buttare del mascara per poterlo usare mi sembra stupida, e so di poter spendere 13€ in un modo migliore.
Ovviamente lo userò, perché buttarlo via sarebbe uno spreco anche maggiore, ma sinceramente mi aspettavo di più.
Apprezzo però lo scovolino dal design particolare, e se lo renderanno in grado di non raccogliere una badilata di prodotto tutta in una volta sarò più che felice di dargli un'altra chance.

Nota a margine: molto bella la campagna sull'account Instagram inglese del brand, dove sono apparse nel corso delle settimane queste immagini per studiare la curiosità delle followers:
Nell'ultima foto vedete anche meglio lo scovolino di quanto sia riuscita a mostrarvi io :D

Spero vi sia utile, fanciulle!
Un bacio a tute, buona settimana e a presto <3

ps. Se vi interessa (ma sono una rompiscatole e ve lo dico lo stesso) lo smalto rosso è sempre Maybelline New York, della linea SuperStay 7 Days Nail Gel Color, ed è il colore "Deep Red":
Qui è super luminoso, ma è leggermente più scuro di così :)
Un bacio a tutte di nuovo <3

domenica 18 gennaio 2015

Review: KIEHL'S "Olive Fruit Oil Nourishing" shampoo & conditioner

Buon pomeriggio fanciulle!
Di nuovo una review, ed è la coppia shampoo e balsamo che sto usando dall'inizio del mese.
Sono due deluxe sample da 65ml l'uno, ricevuti in due diverse occasioni, e per mesi li ho ignorati pensando che mi avrebbero unto ed appesantito i capelli.
La dicitura "Olive Fruit Oil" non mi aveva per niente convinta, ma poi sono partita e mi servivano dei flaconi trasportabili, quindi mi sono fatta coraggio.
Ragazze, avevo torto. Ma proprio tanto.
Lo shampoo (€17 per 250ml) è quasi un gel, e ne basta una noce per pulire a fondo la chioma.
Nonostante sia effettivamente uno shampoo idratante e nutriente, non ha reso le mie radici più oleose o appesantite, anzi.
Unico "difetto" (ma è questione di gusto personale) è che fa effettivamente molta schiuma, e in genere preferisco prodotti che ne facciano meno. Ma ripeto, è personale.
Si sciacqua con facilità, e poi si può passare al balsamo.
Il balsamo (€21 per 200ml) è favoloso. Davvero, mi piace da morire.
Tant'è che, sebbene non sembri per tutto il prodotto attaccato ai lati del flacone, la mia boccetta è quasi vuota (dovrò tagliarla per recuperare tutto il prodotto) mentre lo shampoo è ancora a metà.
Molto cremoso, davvero nutriente e districante, lo tengo in posa cinque munti invece dei due consigliati, e dopo i capelli sono soffici, settori, e completamente privi di nodi.
Zero crespo, zero punte secche.
Mi piace moltissimo e questo lo ordinerò in taglia piena perché davvero merita.
Soprattutto sto meditando se acquistare anche la maschera (€33 per 250ml) perché se già il balsamo è così nutriente, la maschera dev'essere davvero incredibile.
Avrei dovuto usarli subito quando avevo i capelli lunghi, mannaggia a me.

Consigliatissimi a chi ha i capelli lunghi, provati dal troppo styling o dalle troppe tinte, o a chi ha i capelli crespi: soprattutto il balsamo <3

Spero vi sia utile, fanciulle!
Buona Domenica pomeriggio, e a presto <3

giovedì 15 gennaio 2015

"Le affinità alchemiche", di Gaia Coltorti: un libro che poteva essere bello

Buonasera fanciulle!
Un'altro post libresco, ma stavolta ahimè è un NON CI SIAMO PROPRIO unito anche un po' di sano MA STIAMO SCHERZANDO?!

Ebbene sì, stavolta ho preso la cantonata in libreria, e per stavolta intendo due anni fa, visto che questo libro è uscito nel 2013 in Gennaio ed è da allora che giaceva ignorato nella mia libreria.
Ma sarebbe stato meglio restasse lì.
Il vaso è la mia "To Be Read Jar": ogni foglietto è un libro della mia
libreria che devo ancora leggere, e ne pesco uno quando non so cosa
leggere. Stavolta è toccato a lui.
Partiamo dalla premessa che l'autrice l'ha scritto a 19 anni e pubblicato a 20.
Quindi pollicino su per Mondadori che ha voluto proporre un autore giovane e italiano su un mercato invaso d'importazioni d'oltreoceano.
Ma questa ragazza ha vinto un concorso dal nome che dovete tenere a mente: PAGINE NUOVE.
Ricordatelo, è importante.

Partiamo dalla storia, che altro non è che una storia d'amore giovanile tormentato e struggente tra due gemelli, Giovanni e Selvaggia.
Tematica scomoda e che infastidisce, quella dell'incesto, ma affascinante per le sue mille implicazioni psicologiche e che se ben sviluppata porta alla nascita di libri pieni di passione e che ti straziano letteralmente il cuore, come il contemporaneo "Forbidden" di Tabitha Suzuma.
Se la tematica vi interessa o suscita un briciolo di curiosità, ve lo consiglio :)
Me lo sono portato pure al bar, per vedere se un cappuccino addolciva
la lettura. Le ho davvero provate tutte, per farmelo andare giù.
Giovanni e Selvaggia sono gemelli, ma quando avevano un anno i genitori si sono separati.
Il padre ha tenuto con sé Giovanni, e l'ha cresciuto nella bella Verona, mentre la madre ha portato via con sé Selvaggia, a vivere nella marittima Genova.
Per diciassette anni i due ragazzi non si sono visti, se non in qualche foto, di cui l'ultima di quattro anni prima, e non hanno avuto un rapporto di alcun tipo con l'altro genitore.
Primo plagio, e prima situazione senza senso.
Il plagio è un romanzo molto famoso al tempo delle nostre mamme, edito in Italia tra l'altro proprio da Mondadori (!) dal titolo "Carlotta e Carlotta", di Erich Kästner.
Mi scuso per la pessima qualità della
foto, è quella di Amazon :)
Due gemelle, separate da piccolissime e cresciute ognuna con un genitore solo, senza avere nessun contatto con l'altra fino all'incontro in un campo estivo.
Sembrava assurdo quando l'ho letto in Kästner, ed è ancora più improbabile nel romanzo di Gaia Coltorti.
Siamo negli anni 2000, e Genova e Verona non sono in due diversi continenti, o separate da un oceano.
Inoltre che ai genitori per diciassette anni non importi nulla dell'altro figlio sembra difficile da mandare giù, considerato che nessuno dei due è avverso all'essere genitore (non è che uno dei due ha detto "a me di fare il genitore frega nulla" ed è scomparso, se ne sono voluti tenere uno per uno).
Ma poniamo anche di mandare giù questa cosa, e passiamo oltre.

Selvaggia entra nella vita di Giovanni con la grazia di un cingolato e la gradevolezza di una colonscopia. Capricciosa, di umore altalenante (talmente altalenante da farmi pensare che o io ho avuto un'adolescenza all'acqua di rose o qui si è voluto calcare davvero troppo la mano), a volte semplicemente antipatica, ma... Bellissima.
E ovviamente il nostro povero, ingenuo e abbastanza privo di spina dorsale Giovanni ci casca come una pera cotta prendendosi un'infatuazione che sfocia nel desiderio, per poi trasformarsi in amore ed infine in disperata ossessione.
Seguito in tutta questa escalation di sensazioni da Selvaggia, che ricambia il suo amore (seppur, riconosciamoglielo lottando molto più di lui per cercare di sopprimere questo sentimento che sa essere sbagliato).
"E' sbagliato amare tuo fratello?
Se è amore, come può essere sbagliato?
E in fondo non fa male  nessuno, giusto?"
Se lo chiedono, a se stessi e reciprocamente, diverse volte, e a ragione, ma finendo sempre irrimediabilmente attratti l'uno verso l'altra.
Questo è il blocco centrale del romanzo, ed è anche dove il topo di biblioteca che è in me ha riconosciuto un libro del 1910 di Guido Da Verona, letto e amato diversi anni fa:
Senza fare troppo spoiler, ma se non volete rovinarvi la (eventuale) lettura chiudete tutto ORA, vediamo brevemente eventuali punti in comune:

  1. Amore incestuoso tormentato
  2. Ambientazioni
  3. Caratterizzazione dei personaggi principali
  4. Caratterizzazione dei personaggi di contorno
  5. Finale
Partiamo dal primo, che è un bel CHECK perché questa è appunto la tematica affronta da entrambi i romanzi.
Le ambientazioni sono un MEZZO CHECK, perché anche Gaia Coltorti, come Guido Da Verona, orchestra per i suoi amanti sofferenti una fuga d'amore al lago, in cui possano stare insieme senza che nessuno di loro conoscenza possa vederli.
Per la precisione, nel libro di Da Verona:
"la città era lontana, quasi dimenticata; nessuno li conosceva in quel sereno golfo lacustre.
[...] Egli non aveva più il terrore che alcuno sorprendesse il suo segreto [...]"
Mentre nel romanzo di Coltorti:
"<Questo è il nostro paradiso> avevi sussurrato, <Qui non c'è più niente che possa impedire il nostro amore. Qui siamo noi stessi e tu sei mia [...]>"
Ma come dicevo, lo considero un mezzo check. Una gita al lago in fondo la troviamo in tonnellate di libri.
Ma sui personaggi principali, qui non posso passarci sopra. CHECK.
Anche nel romanzo di inizio Novecento abbiamo una sorella dal carattere forte e bellissima, disinvolta riguardo al sesso, che strega il fratello trattandolo come una pezza da piedi.
Anche in quel romanzo il fratello, dal carattere più debole, ne diventa schiavo oltre che amante, bistrattato e portato alla follia.
Poteva invertire i ruoli, o poteva comunque proporre due caratteri diversi perché per chi ha letto Da Verona sembra davvero di rileggere lo stesso romanzo aggiornato al tempo presente.
Ed arriviamo ai personaggi secondari, ovvero i genitori.
Anche qui un bel CHECK perché la madre di Selvaggia in Coltorti è identica alla madre viziata, arrogante, assillante e che cambia uomini come noi cambiamo la biancheria presentataci a suo tempo dal povero Da Verona.
Per quanto riguarda il padre, è descritto come un individuo talmente nullo e privo di spina dorsale o spessore che è totalmente irrilevante ai fini della storia.
Conta più o meno quanto il ficus in salotto.
Ed anche qui devo aprire una parentesi perché andiamo: questi genitori si sono separati 17 anni prima, poi di colpo escono due volte e bam! "Torniamo a vivere insieme! Ricostruiamo la nostra famiglia!" come se avessero finalmente completato le parole crociate lasciate a metà l'estate prima.
Ma una famiglia non è un cruciverba, e di fatto non c'è nessun reale tentativo da parte di ambo i genitori di conoscere il figlio di cui si sono sostanzialmente disinteressati per quasi vent'anni (!).
Sono completamente ignari di cosa combini la loro prole, fino a quando ovviamente non è troppo tardi. Quando ormai hanno perso il lume della ragione, si sono fatti vedere da tutti ed è impossibile anche per "Mr. e Mrs. Fette di salame sugli occhi" negare l'evidenza.
E qui la meraviglia ed il disappunto dei ragazzi quando tutti li guardano male o con disgusto ed i genitori li "rimproverano": ma vi aspettavate che gonfiassero palloncini, affittassero un clown ed ordinassero una torta tema?
Sul finale Gaia Coltorti ha ripiegato un Shakespeare, che in fondo è un evergreen.
Un bel finale alla Romeo e Giulietta, con tanto di Selvaggia che, dopo aver scoperto di essere incinta e capito che non è più questione di strofinarsi sulla spiaggia al chiaro di luna ma che c'è un altro essere vivente di mezzo, propone "ehi, potremmo ucciderci", Giovanni che dopo un micro-tentennare dice "hai ragione, cara. E' sicuramente l'unica soluzione possibile" e lei che, con un gesto fluido ed elegante, estrae dalla borsetta proprio quello che serviva.
Una bella scatoletta di pillole, e via di suicidio.
Chi non va in giro con delle pillole in borsetta? Portachiavi, portafogli, cellulare, pillole per eventuale suicidio.
Lei lo propone in fondo a pag. 352, e lui accetta a metà di pag. 355 .
In fondo mica lo decidono su due piedi, ne parlano per ben due pagine, o meglio lei ha già deciso, è lui che ci mette ben dieci minuti a dire sì :-/
Qui è un MEZZO CHECK perché in Da Verona si uccide solo lui, il fratello, respinto dalla sorella che sposa un altro uomo che, indovinate un po', non è suo fratello.
Siamo a 4 CHECK su 5.
Insomma, non si mette bene.

Tralasciando la fine che richiama "Romeo e Giulietta" (che in fondo solo l'icona dell'amore tragico che ha fatto sospirare le adolescenti di tutto il mondo, possiamo concederle di aver voluto scrivere il "suo" Romeo e Giulietta contemporaneo), c'è un ultimo aspetto che mi ha riempita di ostilità nei confronti di questo libro.
Perché potrei avere 14 anni e voler leggere un libro di amore struggente, non sapere chi sia Erich Kästner o Guido Da Verona, e pensare che sia proprio una storia "super romantica e iper tragica", copiare le frasi su Facebook e creare gli edit su Instagram.
Ma sullo stile e sul linguaggio non riesco a passare oltre.

Questo libro è pesante: pieno di aggettivi e avverbi assolutamente inutili e ripetitivi, che in fase di editing andavano decisamente eliminati (perché l'editing ai libri VA FATTO, sempre).
La scelta di parole desuete, arcaiche e spesso decisamente fuori posto (soprattutto in bocca o nei pensieri di due ragazzetti di 18 anni) fa tanto pensare a un "guardate quante parolone so", e il punto è che a volte le parolone davvero non servono.
Non ho trovato vocaboli di cui ignorassi il significato, perché comunque ho una formazione classica  e ho sempre letto molto, ma proprio per questo penso che il troppo stroppia.
Frasi lunghissime, farcite di incisi come un calzone ripieno, e soprattutto (mi scuso per il termine poco elegante) le seghe mentali di Giovanni che si protraggono a volte per tre facciate mi hanno fatto spesso sbirciare avanti per vedere dove effettivamente finisse il monologo interiore e si tornasse all'azione vera e propria.
Qualcuno deve spiegarmi cosa volesse dire quando ha scritto, a pag. 15, "Alle cinque e mezzo di pomeriggio stavi alquanto domesticamente uscendo dalla doccia, quando [...]".
Cosa vuol dire uscire dalla doccia "alquanto domesticamente"? Uscendo dalla doccia non bastava?
Quando è a casa esce dalla doccia esibendosi in una danza tribale che, per esempio, nelle docce della piscina non fa? Giovanni si fa la doccia e quando l'ha finita esce. Punto.

Ora, dopo tutto il discorso fatto, ve lo ricordate il nome del concorso?
PAGINE NUOVE.

Nuove un paio di papere, ragazze.
Delusissima, ma sollevata nello scoprire che questo libro su Goodreads ha solo 2,5 stelline su 5.
E che praticamente tutte le recensioni (a parte quella di una ragazza che ha ricopiato un articolo scritto da un altro sul libro, e che mi fa pensare ad un/una dipendente Mondadori che ha voluto risollevare le cose, ma è solo un mio pensiero e non ne sono nemmeno convinta) dicono la stessa cosa: critiche ai troppi elementi improbabili e caricati, e al lessico ridicolmente pomposo.
Ne ho trovata anche una di una ragazza che ha riconosciuto "Carlotta e Carlotta" dicendo che era un libro che le aveva fatto leggere sua mamma (idem!) e che le era sembrato davvero molto simile all'inizio.
Ultimo appunto che vorrei fare: io penso che tutta questa storia Gaia Coltorti sia in parte vittima di un sistema che ha voluto lanciare un libro che voleva essere trasgressivo e pieno di frasone ad effetto, perfette per la promozione sui social che ora va tanto per la maggiore perché alle case editrici non costa nulla, e che ha buttato fuori un'opera senza dedicarle il giusto tempo.
Senza sfrondarlo, senza alleggerirlo, senza insegnare ad una ragazza di vent'anni, che aveva il diritto di essere aiutata e indirizzata da persone esperte.
Pubblicare un libro a vent'anni con una casa editrice come Mondadori fa gola, è ovvio: vuol dire partire dall'alto, non prendiamoci in giro. Ma è di sicuro preferibile pubblicare un libro ben scritto, ben rifinito, prendendosi il tempo che ci vuole per rivederlo e per aiutare una ragazza a migliorarsi e a crescere, come autrice e come donna.
E soprattutto, magari non diamo il premio PAGINE NUOVE ad un libro che di nuovo ha davvero molto poco. Un conto è l'ispirazione, un conto è mettere nel frullatore tre opere, frullarle bene, e riscaldare la zuppa.

mercoledì 14 gennaio 2015

TAG: 5 buoni propositi per il 2015

Buongiorno fanciulle!
Due blogger che seguo assiduamente, Gaia di Biancaneve Makeup e Noemi di Parola di Deirdre, hanno creato il tag perfetto per chi ogni anno dichiara "Quest'anno farò X!" o "Stavolta farò Y tutte le settimane, non sgarrerò!" e poi finisce tutto in nulla.
Propositi non mantenuti già a Febbraio, malumore, frustrazione e nessun cambiamento.
5 propositi, in 5 aree beauty, per migliorare le nostre routine a piccoli passi.
E quindi ecco i miei, sperando che scriverli qui mi renda più diligente.

Cura del Viso: Devo reintrodurre un buon tonico nella mia routine. L'ho sempre usato, e poi dall'autunno scorso stop. Fine del tonico. Andrò da Kiehl's e me ne farò consigliare uno davvero buono :)

Cura del Corpo: Usare ogni giorno la crema idratante sarebbe un buon proposito ma so già che non lo farei. Di sera ho troppo sonno e di mattina non ho tempo, quindi diciamo che usarla un giorno sì e uno no mi andrebbe bene. La mia pelle non è secca quindi "regge" un giorno senza, e per me essere regolare a giorni alterni sarebbe già una conquista.

Cura dei capelli: L'obbiettivo è idratazione! Averli tagliati per donare la coda di cavallo (qui il post se volete saperne di più) mi ha permesso di eliminare d'un colpo le lunghezze e ricominciare da capo, quindi stavolta balsami più nutrienti e shampoo meno aggressivi.

Trucco e Unghie: Finire qualche prodotto e smettere di comprare doppioni. Due propositi, entrambi sia per il trucco che per le unghie. 

Alimentazione: Qui è dura. Ma in generale perdere l'abitudine del piluccare prima di cena, e di mangiare quando non ho fame. Ho realizzato di essere una persona che mangia per noia, non per stress, il che vuol dire che per me un pomeriggio a casa a studiare vuol dire due o tre merende. Ridurle a una, e solo quando ho fame, sarebbe un'ottimo risultato.

A giugno, a sei mesi da adesso, vedremo come sta andando!
Consideratevi tutte taggate, e spero di vedere qualcuno dei vostri post <3

Un bacio a tutte e buon mercoledì!

martedì 13 gennaio 2015

Leslye Walton, e "Lo straordinario mondo di Ava Lavender"

Buongiorno a tutte!
Ieri sera ho finito un libro che mi ha letteralmente stregata e resa incapace di fare altro per un giorno intero, e ho pensato che si meritasse un post tutto suo, non tre/quattro righe nei preferiti di Gennaio.
"Lo straordinario mondo di Ava Lavender" di Leslye Walton mi ha catturata sin dal prologo, e soprattutto mi ha incastrata in libreria a causa della sua copertina:
E' un romanzo young adult, ma a me ha fatto pensare a Gabriel Garcia Marquez.
Ai suoi "Cent'anni di solitudine" e "Dell'amore e di altri demoni", al suo gusto per il surrealismo raffinato intriso di magia: mi ha fatto pensare che, se avesse voluto scrivere un libro per i lettori più giovani oggi, avrebbe scritto esattamente questo.
Non amo raccontare la trama perché non so mai dove fermarmi prima di fare spoiler quindi ho fotografato senza vergogna quella riportata sul libro:
Quello che mi ha lasciata perplessa di questa trama è che lo fa sembrare solo un libro sulla ricerca dell'amore, mentre in realtà c'è molto, molto di più.
C'è magia, incanto, coincidenze improbabili, e soprattutto c'è la scrittura elegante e ricercata di un'autrice esordiente di cui non vedo l'ora di leggere i prossimi lavori.

E' la storia di Ava, ma anche (e forse soprattutto) della sua famiglia, e all'inizio del libro troviamo questo bellissimo albero genealogico della famiglia:
La storia di Ava è quella di una persona a cui tutti cercano di dare un'etichetta, di cui tutti vogliono dare una definizione, ma che nonostante tutti sappiano chi è si trova inevitabilmente isolata.
Non è un uccello, non è un angelo, non è una ragazza: la sua storia altro non è che il suo percorso, accidentato ed avventuroso, verso la risposta più ovvia ma allo stesso tempo difficile di tutte: Ava è se stessa. Inclassificabile, diversa e proprio per questo, unica.

Ho pensato di riportare per voi il prologo del libro (quattro paginette scarse), e soprattutto alcune delle mie frasi preferite del romanzo:
Che ne dite?
A me ha presa subito, e andando avanti nel libro ne succedono di ogni tipo: da una ragazza innamorata di un ornitologo che si trasforma in canarino, ad un'altra che è in grado distinguere ogni tipo di profumo o fragranza che aleggi nell'aria, alla nostra Ava con le sue ali screziate.
Queste sono solo alcune delle mie parti preferite del libro (tutti quei gufetti che sporgono dalla mia copia nella foto iniziale sono i segnapagina TIGER con cui poi le ritrovo):

pag.69: Per molto tempo, lei e Jack erano rimasti confinati in quella fase che precede l'amore. C'è chi la chiama amicizia, e chi la definisce incertezza; per Vivian era un'esperienza piacevole, che solo in qualche occasione le provocava le vertigini.

pag.133: Grazie al suo olfatto portentoso, Vivian riusciva ad indovinare la stagione a occhi chiusi, semplicemente annusando l'odore della pioggia. La pioggia estiva sapeva di erba appena tagliata, di bocche impiastricciate di succo di bacche: mirtilli, lamponi, more. Sapeva di lunghe notti trascorse a scoprire le costellazioni sotto le loro vesti luminose, di bucato steso ad asciugare all'aria, di grigliate e di baci rubati sul sedile di una Ford 1932 coupé.
La prima pioggia autunnale odorava di fumo, di falò appena spenti, come se il terreno stesso fosse stato arso dalle fiamme durante i roventi mesi estivi. Sapeva di mucchi di foglie bruciati, di camini scoppiettanti, di caldarroste, del profumo delle mani di un uomo dopo ore trascorse in falegnameria.
Vivian non amava la pioggia autunnale.
La pioggia d'inverno sapeva semplicemente di ghiaccio, dell'aria fredda che bruciava la punta delle orecchie, le guance e le ciglia. La pioggia d'inverno era fatta per rifugiarsi sotto trapunte e coperte, per avvolgersi sciarpe di lana sul viso, l'umidità dei respiri rauchi che cuoceva le labbra screpolate.
Le prime piogge primaverili inducevano anche le donne più serie e controllate a sfilarsi le calze e a correre nelle pozzanghere fangose insieme ai figli. Vivian era convinta che dipendesse dal profumo della pioggia: sapeva di terra, bulbi di tulipano e radici di dalia. Sapeva del terreno lungo il gretto dei fiumi, tanto che si aveva quasi l'impressione che, spalancando la bocca, si potessero assaporare i minerali sospesi nell'aria. Vivian sentiva il calore della pioggia sulle dita, quando toccava il terreno dopo un acquazzone.

pag.174: "Nathaniel Sorrows". Ripetei il suo nome, sottovoce. Mi piaceva il modo in cui mi riempiva la bocca. Lo custodii sulla punta della lingua per usarlo più tardi, quando avrei avuto voglia di ascoltare la mia voce avvolgersi attorno alle sillabe. Na-tha-niel Sor-rows. Mi sarei svegliata pronunciando il suo nome nel cuore della notte.

pag.220: Il fatto che l'amore non sia come te lo aspetti non significa che tu non ce l'abbia.

Che altro dire?
Di questo libro mi è piaciuto tutto: il suo essere una sorta di autobiografia ma allo stesso tempo una saga familiare; il suo presentare ogni aspetto magico o surreale come se fosse normale, e quindi rompendo la nostra idea di vero e fantastico come due mondi separati; il suo avere, una volta tanto, un finale più che appropriato e che non ti strazia il cuore (perché io davvero ho bisogno di una pausa dai libri tristi, o che ti prendono a calci in pancia mentre li leggi: questo libro ti abbraccia e ti culla, ed è molto, molto meglio).

Se lo volete leggere in originale, il titolo da cercare è "The strange and beautiful sorrows of Ava Lavender", e questa è la copertina originale:
La nostra ha ripreso il blu e le piume, ma ha inserito una sorta di cartoon di Ava che non mi dispiace affatto :)

Consiglio questo libro a tutte, ma in particolare alle amanti del surreale raffinato, e a chi ama perdersi in una storia per un giorno intero dimenticandosi del mondo fuori.

Un bacio a tutte, fanciulle, e a presto <3