martedì 9 febbraio 2016

NYC New York Color "LOVATICS by Demi Lovato in "010 Smokey" e "020 Natural"

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Oggi vi propongo gli swatches delle prime due delle quattro palette di ombretti realizzate da NYC New York Color in collaborazione con Demi Lovato.
La collezione si chiama "LOVATICS", e sono sicura che piacerà alle fan della cantante.
Ed ecco la prima, "010 Smokey":
Ed ecco la seconda, "020 Natural":
Nonostante ci siano quei due/tre colori un po' troppo polverosi per i miei gusti,nel complesso le palette mi piacciono. Con un buon primer sotto, il trucco regge per buona parte della giornata e ogni colore si sfuma con facilità.

Ogni palette costa 6,99€, e le potete trovare da OVS e UPIM negli stand NYC New York Color.
Presto gli swatches delle altre due!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Lieve come il respiro" di Jennifer L. Armentrout

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Lieve come il respiro" di Jennifer L. Armentrout, edito da HarperCollins Italia (rilegato a 14,90€):
Ogni decisione porta con sé delle conseguenze, è un fatto. Ma le scelte che si trova ad affrontare la diciassettenne Layla sono più difficili del normale. Luce o tenebra? Il sexy e pericoloso Principe degli Inferi Roth, oppure Zayne, lo splendido Guardiano che lei non avrebbe mai sperato di poter avere? A quale parte del proprio cuore dare ascolto? Layla, poi, ha un altro problema: è stato liberato un Lilin, un demone tra i più terribili, che sta portando devastazione nella vita di tutti quelli che la circondano, compreso il suo migliore amico Sam. Per risparmiargli una fine di gran lunga peggiore della morte, lei deve scendere a patti col nemico, mentre tenta di salvare la città, e tutta la sua specie, dalla distruzione. Divisa tra due mondi e due amori, Layla non ha certezze, nemmeno quella di sopravvivere, soprattutto quando un antico accordo torna a incombere su tutti loro. Ma a volte, quando sembra che la verità non esista, è il momento di dare ascolto al proprio cuore, schierarsi e combattere fino all'ultimo respiro.

Siamo alla fine della trilogia, e Layla ovviamente non sa che pesci pigliare.
Mettiamoci nei panni di questa ragazza per un minuto: ha passato infanzia e adolescenza a struggersi per Zayne, l'amico ipersuperperfetto che ovviamente mai nella vita avrebbe potuto ricambiare i suoi goffi sentimenti, giusto?
Poi salta fuori Roth che ok, è un demone, ma... Insomma, avete visto quanto è carino?
Accende la nostra Layla come un lampadario, e stavolta, finalmente, ci siamo: Roth ricambia!
Dopo una breve parentesi di struggimento che lo ha visto incatenato negli inferi, è tornato ed è bastato davvero poco perchè lui, il suo serpente (nessun doppio senso, c'è davvero un serpente XD) e i suoi gattini infernali riducessero di nuovo il cuore di Layla a una pozza di burro fuso.
Infine, il colpo di scena: a Zayne Layla è sempre piaciuta! Anzi, di più, è innamorato di lei da sempre, e Dio solo sa perchè se lo sia tenuto per sè.
Vai a capire.

Fatto sta che il secondo volume ci aveva lasciate tutte in tensione: Zayne o Roth?
Roth o Zayne? Eh? Eh? Eh?
Poi c'era anche quel piccolo, insignificante dettaglio della possibile distruzione della razza umana ma ammettiamolo, quando si tratta di Roth tutto passa in secondo piano. Anche l'Apocalisse.
Ed è proprio così che si apre il terzo volume.
Layla è confusa, Roth a modo suo sembra quasi divertito dalla situazione e Zayne se potesse ridurrebbe il demone in polpette e le mangerebbe per cena.
Layla è confusa E SPAVENTATA perchè Sam, uno dei suoi migliori amici, in realtà non è più Sam da un po': un demone si è impossessato del suo corpo, scalzando via l'anima del povero ragazzo e spedendola in un posto in cui mai vorreste veder finire qualcosa di così prezioso.
L'unico modo per recuperarla sarebbe scendere negli Inferi, ma... Chi ne ha il coraggio?

Layla, of course.
E forse una passeggiata al piano di sotto non è una cattiva idea, soprattutto se come lei si è in cerca di risposte. Il suo corpo, le sue pulsioni, la sua essenza sta cambiando, e nessuno sembra in grado di aiutarla a capire cosa e stia succedendo.
Ultimo, preoccupante segnale: le sue ali si sono ricoperte di piume nere, e non sembra affatto un buon segno. Finora si era dato per scontato che la ragazza fosse mezza demone e mezza gargoyle, poi la sua parte demoniaca aveva decisamente preso il sopravvento, e adesso... Adesso Layla che cos'è?
Ho letto questo terzo ed ultimo volume della serie The Dark Elements con il fiato sospeso, perchè sebbene sentissi fin dall'inizio chi dei due aitanti giovani avrebbe scelto (non è stata una grande sorpresa, ecco) ero davvero curiosa di scoprire tre cose:
1) cosa sarebbe successo al pretendente rifiutato;
2) cosa fosse, nel concreto, Layla e cosa comportasse questa sua natura singolare;
3) cosa ne sarebbe stato dell'anima del povero Sam, perchè io alla Armentrout ancora non gliel'ho perdonato di aver fatto finire così quel simpaticissimo personaggio.
Ovviamente non posso darvi la risposta, MA posso dire che sono rimasta pienamente soddisfatta di ogni soluzione trovata dall'autrice in questa chiusura di trilogia.

Il ritmo è incalzante, la storia piena di piccoli colpi di scena e chisure di capitolo a effetto che rendono molto difficile interromperne la lettura.
I pensieri di Layla sono coinvolgenti e coincidono spesso con quelli del lettore, soprattutto quando la ragazza è concentratissima sui suoi obbiettivi... E poi le cade l'occhio sugli addominali di Roth.
O sulle braccia muscolose di Zayne. L'ovaia va in sollucchero, le tube fremono, e il mondo mi sa che lo salviamo domani.
Come darle torto?

Scherzi a parte, questa trilogia nel suo complesso mi è piaciuta davvero molto: arrivati al terzo libro si fa anche un bilancio generale, e la promuovo senza indugio.
Idea ben sviluppata, grandissima ironia, personaggi azzeccatissimi (i gattini di Roth, come dimenticarli?) e un finale che vi farà chiudere il libro soddisfatte.
Non si può chiedere di più a una serie o a un'autrice, e anche stavolta Jennifer L. Atrmentrout non delude.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 8 febbraio 2016

"Armadale" di Wilkie Collins

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Armadale" di Wilkie Collins, edito da Fazi Editore (brossurato a 18,50€):
Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l'anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro... e assassinio. Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell'epoca, al punto che un recensore la descrisse come "una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa". Resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo. Considerato tra i capolavori di Collins, Armadale, romanzo a tinte forti e pieno di suggestioni, conferma il talento dell'autore nel tessere un intreccio in maniera impeccabile.


Ringrazio tantissimo Fazi Editore per la copia digitale del romanzo, che ho preferito al cartaceo per una questione esclusivamente pratica: non ho più spazio nella libreria dedicata ai classici, e questo volume è parecchio "cicciotto".
Questo è anche il motivo per cui ci ho messo un po' a recensirlo, ma ora eccoci qui.
Wilkie Collins non mi ha delusa: mi ha fatta innamorare con "La donna in bianco" ai tempi del liceo (ma allora non lo leggeva nessuno che conoscessi quindi ben vengano le nuove edizioni dei suoi lavori, che riportano questo autore all'attenzione dei lettori) e mi ha fatta innamorare oggi con "Armadale".
Un romanzo decisamente anticonvenzionale, forse non adatto a tutti-tutti ma pronto a stupirvi se vorrete dare una chance a una lettura un po' più impegnativa.

Vorrei partire dal personaggio che in genere si affronta per secondo, quello del cattivo.
In questo romanzo, il cattivo è sicuramente IL personaggio, quello che da solo vale 800 e passa pagine di lettura. Lydia Gwilt è una donna sensuale, bigama, assassina (letteralmente) e dipendente da sostanze stupefacenti. Se vi sembra "troppo" considerata l'epoca in cui ci troviamo, vi segnalo che Wilkie Collins ha attinto dalla cronaca dei tempi per creare il personaggio di Lydia, rendendolo quindi incredibilmente autentico per movenze, atteggiamenti, voce e pensiero.
Pensiero che ci arriva direttamente dalle pagine del suo diario, che trasmettono al lettore l'immagine di una donna nervosa, egoista e, semplicemente, malvagia.
Probabilmente Lydia Gwilt è uno dei cattivi meglio riusciti della letteratura vittoriana.
Collins le dona anche un background che sì, in parte giustifica la strada oscura da lei intrapresa, ma non del tutto: è una donna profondamente sola, che è stata abbandonata da chiunque contasse davvero e trattata in modo decisamente sgradevole da chi avrebbe dovuto amarla e da coloro in cui riponeva la sua fiducia. Dalla sua voce traspaiono cattiveria ma anche ironia, disprezzo ma anche tristezza, oltre alla sua forza e alla sua determinazione.

La malvagità di Lydia Gwilt si riversa su uno dei due Allan Armadale rimasti (nel romanzo si arrivano a nominare cinque uomini portatori dello stesso nome, ma quelli in vita nel corso della vicenda sono due), quello che ha ereditato un possedimento a Norfolk, del quale sarebbe davvero utile sbarazzarsi per mettere le mani sui suoi beni.
L'altro Armandale lo troviamo con il suo pseudonimo, Ozias Midwinter (sì, si è scelto da solo lo pseudonimo e sì, ha scelto di chiamarsi così. I gusti sono gusti), e questo aiuta decisamente il lettore nel seguire una storia che altrimenti sarebbe a dir poco confusionaria.
Grazie a Fazi Editore per la copia digitale del romanzo <3
Quella di "Armadale" è, in sostanza, la storia di un segreto, un segreto oscuro che lega due cugini portatori come risultato dello stesso nome, e che li accompagna fino all'età adulta.
Ozis Midwinter verrà anch'egli trascinato nella trama di cospirazione e malvagità tessuta ai danni dell'erede del patrimonio, e vi assicuro che dopo un avvio forse leggermente lento vi troverete a divorare pagina dopo pagina, bramosi di sapere e affascinati dal personaggio di Lydia Gwilt.

I classici diventano tali per un motivo, e se Wilkie Collins merita di non finire nel dimenticatoio è per il suo humour nero che fa capolino nei momenti più impensati, per la profondità dei suoi personaggi, per la sua originalità.
Lydia vi ricorderà Iago, il celebre cattivo "figlio" di William Shakespeare, in più di un'occasione, e non lo trovo un paragone esagerato. Regge da sola tutto il romanzo, ed è appropriato visto che buona parte dell'opera è composta, come anticipavo prima, dalle pagine del suo diario.
Vi consiglio assolutamente la lettura se avete amato "La donna in bianco", se siete innamorati dell'epoca vittoriana e vi va di sbirciarne un lato oscuro meno convenzionale, se ogni tanto vi piace fare il tifo per il cattivo.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3