Smetti di odiare il lunedì, ammonisce Bruce Daisley dalla copertina bianca come la neve del suo omonimo libro (Newton Compton Editori): ma è davvero possibile?
Al di là dell'imparare a concepire il lunedì come un nuovo inizio (bene) e non solo come un ritorno ai fastidi della settimana (male), qui si tratta di fare qualcosa di più: amare il proprio lavoro.
Amarlo davvero, al punto dal non vedere l'ora che sia lunedì per tornare a lavorare.
Vicepresidente di Twitter (Europa, Medio Oriente ed Africa), Bruce Daisley è una delle figure più accattivanti del mondo della comunicazione. Autore di Eat Sleep Work Repeat - uno dei business podcast in lingua inglese di maggior successo -, Daisley vanta un curriculum vitae invidiabile.
La sua riflessione sulla cultura del lavoro nel mondo anglosassone, e la sua analisi di alcune delle più grandi e affermate aziende, lo hanno portato a identificare nell'entusiasmo e nella passione dei loro dipendenti uno dei fattori chiave del loro successo.
Ma come si mantiene nel tempo l'entusiasmo iniziale, quando tutto è nuovo e i primi successi bastano ad alimentarne la fiamma? E quando si smette di amare il proprio lavoro, come si fa a innamorarsene una seconda volta, rendendolo più piacevole e, di conseguenza, più soddisfacente e produttivo?
Smetti di amare il lunedì! suggerisce al lettore trenta (!) piccoli, grandi cambiamenti da introdurre nella propria vita lavorativa e/o da suggerire ai colleghi, suddivisi in tre sezioni:
nella prima, Daisley suggerisce come ricaricare le proprie energie, attraverso dodici consigli che spaziano dall'invito a dormire più a lungo di notte al tornare a concentrarsi su una mansione alla volta, all'introduzione di riunioni "deambulanti", perchè camminare aiuta la circolazione e la respirazione, e di conseguenza rende più lucidi anche a livello di creatività e ragionamento;
nella seconda, l'autore condivide parte della ricerca scientifica svolta per offrire otto spunti su come rafforzare le connessioni e il rapporto di fiducia tra i membri del team di lavoro. Uno degli spunti? Dimezzare le riunioni, in modo che i partecipanti chiave non siano rallentati nel processo decisionale. Vengono in mente a tutti almeno tre riunioni nell'ultimo mese in cui si è parlato per due ore e non si è sostanzialmente deciso niente;
infine, la terza e ultima parte, in cui Daisley identifica il passo successivo: la creazione di un senso di coinvolgimento ed energia positiva, frutto della combinazione di affetto positivo e sicurezza psicologica. Dieci consigli, tra i quali l'invito a riconoscere sempre i propri errori, introdurre sempre elementi di diversità e il bandire i cellulari dalle riunioni, che il lettore potrà mettere in pratica da subito o proporre a una delle proprie riunioni.
Smetti di odiare il lunedì! è una lettura scorrevole e spunto per diverse riflessioni, un manuale capace di abbracciare ogni aspetto della vita lavorativa del nostro tempo e suggerire come migliorarlo nel concreto. Anche attraverso una tazza di tè condivisa con i colleghi, una passeggiata in più e senza rinunciare mai alla pausa pranzo.
Consigliato.
Smetti di odiare il lunedì di Bruce Daisley (Newton Compton Editori) è in libreria dal 9 gennaio, al prezzo di copertina di 10€.
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mercoledì 8 gennaio 2020
Smetti di odiare il lunedì!, di Bruce Daisley
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lunedì 18 novembre 2019
Friendship Tour: Ken Follett, Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse, insieme contro la Brexit
«Sono felice e onorato di essere qui stamattina. Ognuno di noi vi spiegherà perché siamo qui. Questo tour è stata una mia idea» esordisce Ken Follett (autore de I pilastri della terra, Mondadori) alla conferenza stampa del Friendship Tour, che lo vede protagonista accanto a Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse.
«Ognuno di noi ha milioni di lettori in Europa, e io personalmente sono felice di averli e orgoglioso che persone in questi paesi mi leggano, tradotto o in lingua originale. Mi imbarazza molto, che il mio Paese rigetti il legame con gli altri paesi europei, dichiarando di non volerne più fare parte, dicendo che stiamo bene per conto nostro. Io non sto bene per conto mio, voglio far parte dello stesso paese dei miei lettori italiani, francesi, spagnoli. Sono qui per dire che io non li rifiuto, e anzi, voglio loro bene» prosegue, prima di cedere la parola a Jojo Moyes (autrice di Io prima di te, Mondadori).
«Quando mi sono svegliata il 24 giugno 2016 e ho appreso l'esito del referendum, ho pianto. Come tanti altri, ero sorpresa, ma soprattutto, sin dalla nascita mi sono sempre sentita una cittadina europea. Ho passato la vita a viaggiare da un paese europeo all'altro, senza la sensazione di essere davvero straniera, e questo rischia di cambiare. Quello che voglio dire è che i politici non parlano per noi. C'è una massa compatta di popolazione che non desidera questo, che non è d'accordo, e questo ci sembra un modo efficace di utilizzare la nostra voce per dire che la politica potrà anche separarci strutturalmente dall'Europa, ma i nostri cuori e la nostra morale, oltre che le nostre radici culturali, resteranno saldamente legate ad essa.
«La mia generazione è cresciuta con il declino dell'impero britannico e il declino dell'importanza dell'Inghilterra, e ci siamo rivolti all'Europa come comunità alla quale sentivamo di appartenere e in cui ci sentivamo a casa. In cui vogliamo continuare a sentirci a casa» interviene Lee Child (autore di Il mio nome è Jack Reacher, Longanesi).
«Non ho votato a favore della Brixit, e vorrei che tutti avessero votato nel mio stesso modo... ma del resto, è quello che mi auguro sempre! Quello che è importante che comprendiamo tutti, a livello personale, è che saremo sempre europei, e faremo sempre parte della stessa comunità.
Ho anche dei motivi prettamente personali: adoro Milano, trovo che sia una città meravigliosa di cui amo l'architettura, il cibo e, ovviamente, il caffè!»
«Le storie ci aiutano da sempre a colmare i vuoti, a costruire ponti. Alle storie non importa nulla delle differenze linguistiche: che voi leggiate un nostro libro in inglese o tradotto, è il processo di condivisione della storia ad unirci tutti. Ci rende tutti uguali» continua Kate Mosse (autrice di La città dei labirinti senza fine, Newton Compton Editori).
«Mi sento profondamente inglese, ma mi sento anche europea, perché facciamo tutti parte della stessa famiglia. La nostra storia è la vostra storia, e se c'è una cosa che abbiamo imparato tutti dalla Storia è che i confini, i Paesi, vanno e vengono, ma le persone restano.
Siamo qui per dire che i giornali e i politici non parlano per noi, e per molte altre persone.
Grazie di averci permesso di venire qui oggi, e parlare per noi e per loro.»
Esiste quindi, pensando a questo scontento, la possibilità di un nuovo referendum?
«Forse abbiamo una possibilità» afferma Ken Follett, «Credo ci sia la possibilità di un nuovo referendum, anche se molto piccola. È quello che vorrei accadesse, perché penso che il risultato sarebbe diverso» continua.
Può però la politica agire davvero sulle persone? Se penso a noi italiani, in fondo, siamo ed eravamo europei a prescindere dalla nascita dell'Unione Europea: siamo europei perché siamo in Europa. È così anche per l'Inghilterra?
«È un'ottima domanda. Non credo dipenda solo dalla politica, ma anche dai giornali, e dall'intero sistema di informazione» replica Kate Mosse, prendendo la parola.
«Quando le persone si sentono messe da parte, o non ascoltate, cercano qualcuno da incolpare. Molti si sentono europei nel cuore, e molti altri sentono che quanto di meglio c'è in Europa vada ad altri, e non a loro, e che quindi sia un'Inghilterra separata ciò di cui hanno bisogno.
Io e Ken Follett scriviamo romanzi storici, ed è qualcosa che vediamo ripetersi in ogni epoca: quando ci sono difficoltà, chi governa fagocita le masse contro un nemico esterno.
È questo che sta accadendo in Inghilterra adesso.»
Domanda provocatoria: il problema dei politici è che non leggono libri, e forse neanche i giornali?
«Il mondo sarebbe un posto migliore, se i politici leggessero più libri» interviene Jojo Moyes.
«La prima cosa che impari dalla lettura di un libro è metterti nei panni di qualcun altro: ti insegna l'empatia, valore di cui sembra esserci carenza al momento. Un altro problema è che molti di loro non solo non leggono, ma lo dichiarano con orgoglio.»
«La mia esperienza è che le brave persone - sia nel senso morale del termine, sia pensando alle loro capacità - leggono» conferma Lee Child.
«Obama è un lettore forte, anzi, fortissimo. Ogni anno stila una lista delle sue letture, ed è sempre ricca di proposte interessanti. Bill Clinton è un lettore forte, ed anche un appassionato di thriller. L'anno scorso a New York era il moderatore al lancio del mio libro, ed era preparatissimo ed entusiasta. Una delle grandi differenze tra persone come Obama e Clinton, e persone come Trump e Bush, è sicuramente data dal fatto che i primi siano lettori, e i secondi no.»
Come andrà a finire, secondo voi?
«Stai chiedendo a dei narratori di immaginare come andrà a finire» risponde Ken Follett.
«Ecco uno dei possibili scenari: il Regno Unito potrebbe dividersi. La Scozia e l'Irlanda del Nord potrebbero lasciarlo, e restare in Europa. Nel prossimo futuro, anche la Cataloga potrebbe decidere di lasciare la Spagna. E cosa potrebbe accadere in Italia? Potrebbe avvenire una scissione del Nord dal Sud? È questo, il futuro del continente? Un cuore di stati liberali ricchi, e una periferia di stati poveri e populisti? È solo una storia, adesso, ma chissà...»
Come può, secondo voi, la cultura mettere un freno alla deriva alla chiusura che, come abbiamo visto, sembra emergere in diversi stati europei, non solo in Inghilterra?
«Ciò che i libri, le opere teatrali e i film possono fare è creare un ponte quando si creano situazioni che vedono due fazioni contrapporsi, incapaci di ascoltare l'altra.
Quando le persone aprono un libro leggono storie e ne vengono influenzati, anche nel momento in cui non vogliono ascoltare nessuno. È questa la ragione per cui siamo qui: le persone non ascoltano più, ma gli scrittori possono ancora raccontare loro delle storie e farci sentire.
Dipende da noi, continuare a raccontare la verità anche attraverso quelle che sono opere d'invenzione, e riuscire a farci sentire» propone Kate Mosse, sottolineando l'importante ruolo della cultura ma anche dei prodotti d'intrattenimento.
Viene da qui la scelta del tema dell'amicizia, e del nome Friendship Tour?
«Abbiamo avuto tutti la sensazione che l'amicizia fosse (e sia) l'antidoto migliore al sentimento di rottura che anima la Brexit. È una manovra che vuole dividerci, distanziarci, e quello che voglia enfatizzare è che, se sono stati fatti errori a livello politico, le persone possono ancora alzarsi e dire che siamo ancora amici, e ci sentiamo ancora europei a prescindere da ciò che dicono i governi o le manovre politiche» conclude Lee Child.
Grazie a Newton Compton Editori per la possibilità di partecipare, e agli autori per la loro disponibilità nel rispondere a tutte le domande loro rivolte.
«Ognuno di noi ha milioni di lettori in Europa, e io personalmente sono felice di averli e orgoglioso che persone in questi paesi mi leggano, tradotto o in lingua originale. Mi imbarazza molto, che il mio Paese rigetti il legame con gli altri paesi europei, dichiarando di non volerne più fare parte, dicendo che stiamo bene per conto nostro. Io non sto bene per conto mio, voglio far parte dello stesso paese dei miei lettori italiani, francesi, spagnoli. Sono qui per dire che io non li rifiuto, e anzi, voglio loro bene» prosegue, prima di cedere la parola a Jojo Moyes (autrice di Io prima di te, Mondadori).
«Quando mi sono svegliata il 24 giugno 2016 e ho appreso l'esito del referendum, ho pianto. Come tanti altri, ero sorpresa, ma soprattutto, sin dalla nascita mi sono sempre sentita una cittadina europea. Ho passato la vita a viaggiare da un paese europeo all'altro, senza la sensazione di essere davvero straniera, e questo rischia di cambiare. Quello che voglio dire è che i politici non parlano per noi. C'è una massa compatta di popolazione che non desidera questo, che non è d'accordo, e questo ci sembra un modo efficace di utilizzare la nostra voce per dire che la politica potrà anche separarci strutturalmente dall'Europa, ma i nostri cuori e la nostra morale, oltre che le nostre radici culturali, resteranno saldamente legate ad essa.
«La mia generazione è cresciuta con il declino dell'impero britannico e il declino dell'importanza dell'Inghilterra, e ci siamo rivolti all'Europa come comunità alla quale sentivamo di appartenere e in cui ci sentivamo a casa. In cui vogliamo continuare a sentirci a casa» interviene Lee Child (autore di Il mio nome è Jack Reacher, Longanesi).
«Non ho votato a favore della Brixit, e vorrei che tutti avessero votato nel mio stesso modo... ma del resto, è quello che mi auguro sempre! Quello che è importante che comprendiamo tutti, a livello personale, è che saremo sempre europei, e faremo sempre parte della stessa comunità.
Ho anche dei motivi prettamente personali: adoro Milano, trovo che sia una città meravigliosa di cui amo l'architettura, il cibo e, ovviamente, il caffè!»
«Le storie ci aiutano da sempre a colmare i vuoti, a costruire ponti. Alle storie non importa nulla delle differenze linguistiche: che voi leggiate un nostro libro in inglese o tradotto, è il processo di condivisione della storia ad unirci tutti. Ci rende tutti uguali» continua Kate Mosse (autrice di La città dei labirinti senza fine, Newton Compton Editori).
«Mi sento profondamente inglese, ma mi sento anche europea, perché facciamo tutti parte della stessa famiglia. La nostra storia è la vostra storia, e se c'è una cosa che abbiamo imparato tutti dalla Storia è che i confini, i Paesi, vanno e vengono, ma le persone restano.
Siamo qui per dire che i giornali e i politici non parlano per noi, e per molte altre persone.
Grazie di averci permesso di venire qui oggi, e parlare per noi e per loro.»
Esiste quindi, pensando a questo scontento, la possibilità di un nuovo referendum?
«Forse abbiamo una possibilità» afferma Ken Follett, «Credo ci sia la possibilità di un nuovo referendum, anche se molto piccola. È quello che vorrei accadesse, perché penso che il risultato sarebbe diverso» continua.
Può però la politica agire davvero sulle persone? Se penso a noi italiani, in fondo, siamo ed eravamo europei a prescindere dalla nascita dell'Unione Europea: siamo europei perché siamo in Europa. È così anche per l'Inghilterra?
«È un'ottima domanda. Non credo dipenda solo dalla politica, ma anche dai giornali, e dall'intero sistema di informazione» replica Kate Mosse, prendendo la parola.
«Quando le persone si sentono messe da parte, o non ascoltate, cercano qualcuno da incolpare. Molti si sentono europei nel cuore, e molti altri sentono che quanto di meglio c'è in Europa vada ad altri, e non a loro, e che quindi sia un'Inghilterra separata ciò di cui hanno bisogno.
Io e Ken Follett scriviamo romanzi storici, ed è qualcosa che vediamo ripetersi in ogni epoca: quando ci sono difficoltà, chi governa fagocita le masse contro un nemico esterno.
È questo che sta accadendo in Inghilterra adesso.»
Domanda provocatoria: il problema dei politici è che non leggono libri, e forse neanche i giornali?
«Il mondo sarebbe un posto migliore, se i politici leggessero più libri» interviene Jojo Moyes.
«La prima cosa che impari dalla lettura di un libro è metterti nei panni di qualcun altro: ti insegna l'empatia, valore di cui sembra esserci carenza al momento. Un altro problema è che molti di loro non solo non leggono, ma lo dichiarano con orgoglio.»
«La mia esperienza è che le brave persone - sia nel senso morale del termine, sia pensando alle loro capacità - leggono» conferma Lee Child.
«Obama è un lettore forte, anzi, fortissimo. Ogni anno stila una lista delle sue letture, ed è sempre ricca di proposte interessanti. Bill Clinton è un lettore forte, ed anche un appassionato di thriller. L'anno scorso a New York era il moderatore al lancio del mio libro, ed era preparatissimo ed entusiasta. Una delle grandi differenze tra persone come Obama e Clinton, e persone come Trump e Bush, è sicuramente data dal fatto che i primi siano lettori, e i secondi no.»
Come andrà a finire, secondo voi?
«Stai chiedendo a dei narratori di immaginare come andrà a finire» risponde Ken Follett.
«Ecco uno dei possibili scenari: il Regno Unito potrebbe dividersi. La Scozia e l'Irlanda del Nord potrebbero lasciarlo, e restare in Europa. Nel prossimo futuro, anche la Cataloga potrebbe decidere di lasciare la Spagna. E cosa potrebbe accadere in Italia? Potrebbe avvenire una scissione del Nord dal Sud? È questo, il futuro del continente? Un cuore di stati liberali ricchi, e una periferia di stati poveri e populisti? È solo una storia, adesso, ma chissà...»
Come può, secondo voi, la cultura mettere un freno alla deriva alla chiusura che, come abbiamo visto, sembra emergere in diversi stati europei, non solo in Inghilterra?
«Ciò che i libri, le opere teatrali e i film possono fare è creare un ponte quando si creano situazioni che vedono due fazioni contrapporsi, incapaci di ascoltare l'altra.
Quando le persone aprono un libro leggono storie e ne vengono influenzati, anche nel momento in cui non vogliono ascoltare nessuno. È questa la ragione per cui siamo qui: le persone non ascoltano più, ma gli scrittori possono ancora raccontare loro delle storie e farci sentire.
Dipende da noi, continuare a raccontare la verità anche attraverso quelle che sono opere d'invenzione, e riuscire a farci sentire» propone Kate Mosse, sottolineando l'importante ruolo della cultura ma anche dei prodotti d'intrattenimento.
Viene da qui la scelta del tema dell'amicizia, e del nome Friendship Tour?
«Abbiamo avuto tutti la sensazione che l'amicizia fosse (e sia) l'antidoto migliore al sentimento di rottura che anima la Brexit. È una manovra che vuole dividerci, distanziarci, e quello che voglia enfatizzare è che, se sono stati fatti errori a livello politico, le persone possono ancora alzarsi e dire che siamo ancora amici, e ci sentiamo ancora europei a prescindere da ciò che dicono i governi o le manovre politiche» conclude Lee Child.
Grazie a Newton Compton Editori per la possibilità di partecipare, e agli autori per la loro disponibilità nel rispondere a tutte le domande loro rivolte.
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lunedì 6 maggio 2019
"Due cuori in affitto" di Felicia Kingsley
Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è newyorkese fino al midollo. Lei aspira a diventare sceneggiatrice, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre in classifica sul «New York Times». Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è un consumato casanova e nel suo letto entrano ed escono pop-star, attrici e modelle. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due Marlboro, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Uno dei due se ne deve andare, ma entrambi hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni...
Questa la trama di Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori), ultimo romanzo dell'autrice bestseller considerata - e a ragione - la Sophie Kinsella italiana.
Anche se forse le si farebbe un complimento migliore nel definirla la prima Felicia Kingsley, e non la Sophie Kinsella numero due.
E stavolta riporta i lettori dritti dritti allo spirito di un film uscito in Italia nel 2000 con un titolo nono entusiasmante, Se cucini ti sposo, che vedeva i due protagonisti costretti a condividere una casa vacanze con l'inevitabile conclusione romantica.
Certo, quello della casa da condividere è un tema che nella letteratura (e nel cinema) rosa torna, ma la storia di Summer e Blake è fresca, frizzante, divertente e totalmente nuova.
E vi conquisterà, oltre a farvi venire voglia di partire sin da ora.
Ad aprire le danze è Blake Avery, romanziere di successo dalla vita sregolata incapace di scrivere con metodo e senza fumare una sigaretta dopo l'altra, che le lettrici incontrano nel bel mezzo del viaggio a bordo di una Ferrari lanciata a tutta velocità sull'autostrada che porta lui e la fanciulla di turno (perché sì, anche lui cambia donna come gli altri cambiano i calzini) nella casa vacanze dei Bronstein a Sag Harbor. Una residenza da nove milioni di dollari, che la coppia in pieno divorzio ha deciso di prestare agli amici per le vacanze.
Avete capito bene, amici. Al plurale, perchè se Marina Bronstein ne ha dato le chiavi a Blake, il marito Fox ha deciso a sua insaputa di prestare la villa a George Sullivan, critico letterario e compagno di Summer Hale (proprio lei, la nostra protagonista).
Le due coppie si trovano così a un punto di stallo: chi rinuncerà alle vacanze?
Perchè la convivenza sembra davvero impossibile...
E qui bisogna fermarsi, perché raccontare di più vorrebbe dire guastare la lettura a chi invece è trarrà dalle pagine di Due cuori in affitto un pomeriggio di divertimento e batticuore: tra Blake e Summer nulla sembra andare per il verso giusto, e invece, come succede spesso anche nella vita vera, i due finiranno per trovare l'uno nell'altra il pezzo mancante, quel tassello che una volta al suo posto ti fa comprendere l'immagine del puzzle.
Torna l'ironia irresistibile di Felicia Kingsley, la sua padronanza pressoché totale del dialogo - mai forzato o artefatto - e la sua capacità di scrivere storie romantiche senza mai sfociare nello stucchevole. Torna il ritmo serrato della sua prosa, pulita e senza orpelli, e una coppia di protagonisti che ben si affiancano ai precedenti ideati dalla stessa autrice, che ormai popolano l'immaginario collettivo delle decine di migliaia di lettrici di quest'autrice che, sicuramente, ha ancora moltissimo da dire. E moltissime emozioni da regalare.
Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.
Questa la trama di Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori), ultimo romanzo dell'autrice bestseller considerata - e a ragione - la Sophie Kinsella italiana.
Anche se forse le si farebbe un complimento migliore nel definirla la prima Felicia Kingsley, e non la Sophie Kinsella numero due.
E stavolta riporta i lettori dritti dritti allo spirito di un film uscito in Italia nel 2000 con un titolo nono entusiasmante, Se cucini ti sposo, che vedeva i due protagonisti costretti a condividere una casa vacanze con l'inevitabile conclusione romantica.
Certo, quello della casa da condividere è un tema che nella letteratura (e nel cinema) rosa torna, ma la storia di Summer e Blake è fresca, frizzante, divertente e totalmente nuova.
E vi conquisterà, oltre a farvi venire voglia di partire sin da ora.
Ad aprire le danze è Blake Avery, romanziere di successo dalla vita sregolata incapace di scrivere con metodo e senza fumare una sigaretta dopo l'altra, che le lettrici incontrano nel bel mezzo del viaggio a bordo di una Ferrari lanciata a tutta velocità sull'autostrada che porta lui e la fanciulla di turno (perché sì, anche lui cambia donna come gli altri cambiano i calzini) nella casa vacanze dei Bronstein a Sag Harbor. Una residenza da nove milioni di dollari, che la coppia in pieno divorzio ha deciso di prestare agli amici per le vacanze.
Avete capito bene, amici. Al plurale, perchè se Marina Bronstein ne ha dato le chiavi a Blake, il marito Fox ha deciso a sua insaputa di prestare la villa a George Sullivan, critico letterario e compagno di Summer Hale (proprio lei, la nostra protagonista).
Le due coppie si trovano così a un punto di stallo: chi rinuncerà alle vacanze?
Perchè la convivenza sembra davvero impossibile...
E qui bisogna fermarsi, perché raccontare di più vorrebbe dire guastare la lettura a chi invece è trarrà dalle pagine di Due cuori in affitto un pomeriggio di divertimento e batticuore: tra Blake e Summer nulla sembra andare per il verso giusto, e invece, come succede spesso anche nella vita vera, i due finiranno per trovare l'uno nell'altra il pezzo mancante, quel tassello che una volta al suo posto ti fa comprendere l'immagine del puzzle.
Torna l'ironia irresistibile di Felicia Kingsley, la sua padronanza pressoché totale del dialogo - mai forzato o artefatto - e la sua capacità di scrivere storie romantiche senza mai sfociare nello stucchevole. Torna il ritmo serrato della sua prosa, pulita e senza orpelli, e una coppia di protagonisti che ben si affiancano ai precedenti ideati dalla stessa autrice, che ormai popolano l'immaginario collettivo delle decine di migliaia di lettrici di quest'autrice che, sicuramente, ha ancora moltissimo da dire. E moltissime emozioni da regalare.
Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori) è in libreria, al prezzo di copertina di 10€.
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domenica 2 dicembre 2018
Libri sotto l'albero: "Un bacio nella piccola bottega del tè" di Caroline Roberts
Ellie Hall aveva già messo l'acquolina in bocca alle lettrici italiane lo scorso novembre, quando il primo capitolo delle sue avventure (La piccola bottega del tè, la recensione è qui) era arrivato in libreria: l'ex-impiegata reinventatasi pasticcera, capace di riportare alla vita la sala da tè di Claverham Castle ed entrare nelle grazie di Lord Henry e del figlio, Joe.
Oggi, Joe ed Ellie sono sposati, e a rendere completa la loro felicità manca solo un bambino, che però tarda ad arrivare. Servirebbe un miracolo di Natale, insomma.
Ma Un bacio nella piccola bottega del tè non sarebbe un romanzo di Caroline Roberts se non fosse, oltre che romantico, anche ironico e divertente.
Vedere Ellie, la burbera Doris e tutto lo staff del castello gestire la loro prima Bridezilla, sposa scatenata che rischia di mandare in corto circuito l'impianto elettricod ell'intero palazzo e che, per qualche motivo, decide di voler arrivare alla cerimonia insieme a un unicorno (!), per esempio, non può far altro che strappare più di una risata.
Non manca il lato goloso, perchè Ellie Hall e i suoi dolci sono una cosa sola: alla ormai mitica torta al limone, la preferita di tutti, per Natale abbiamo biscotti al caramello salato, brownies con cioccolato fondente e menta, fudge in diverse varietà, tea loaf come se piovesse.
Un Natale dolcissimo, quello di Claverham Castle, animato da un festival a tema al quale non vorrete mancare per niente al mondo.
Soprattutto perchè, a seguire, si celebrerà il matrimonio dell'anno, e cosa c'è di più magico dell'amore a Natale, specie se accompagnato da una bella fetta di torta?
La lettura perfetta per un fine settimana freddo, da accompagnare a una tazza di tè nero e a un dolce speziato, ma da godere solo dopo aver scoperto il primo volume della serie.
Un bacio nella piccola bottega del tè di Caroline Roberts (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 12€.
Oggi, Joe ed Ellie sono sposati, e a rendere completa la loro felicità manca solo un bambino, che però tarda ad arrivare. Servirebbe un miracolo di Natale, insomma.
Ma Un bacio nella piccola bottega del tè non sarebbe un romanzo di Caroline Roberts se non fosse, oltre che romantico, anche ironico e divertente.
Vedere Ellie, la burbera Doris e tutto lo staff del castello gestire la loro prima Bridezilla, sposa scatenata che rischia di mandare in corto circuito l'impianto elettricod ell'intero palazzo e che, per qualche motivo, decide di voler arrivare alla cerimonia insieme a un unicorno (!), per esempio, non può far altro che strappare più di una risata.
Non manca il lato goloso, perchè Ellie Hall e i suoi dolci sono una cosa sola: alla ormai mitica torta al limone, la preferita di tutti, per Natale abbiamo biscotti al caramello salato, brownies con cioccolato fondente e menta, fudge in diverse varietà, tea loaf come se piovesse.
Un Natale dolcissimo, quello di Claverham Castle, animato da un festival a tema al quale non vorrete mancare per niente al mondo.
Soprattutto perchè, a seguire, si celebrerà il matrimonio dell'anno, e cosa c'è di più magico dell'amore a Natale, specie se accompagnato da una bella fetta di torta?
La lettura perfetta per un fine settimana freddo, da accompagnare a una tazza di tè nero e a un dolce speziato, ma da godere solo dopo aver scoperto il primo volume della serie.
Un bacio nella piccola bottega del tè di Caroline Roberts (Newton Compton) è in libreria, al prezzo di copertina di 12€.
domenica 3 dicembre 2017
"Baciami sotto la neve di New York" di Catherine Rider
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Baciami sotto la neve di New York" di Catherine Rider, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
È la vigilia di Natale all’aeroporto JFK di New York. Charlotte è una studentessa inglese, in attesa del suo volo verso casa. Ha passato il peggior semestre della sua vita e non vede l’ora di lasciare a terra il malumore. Anthony è un newyorkese DOC e sta aspettando la sua ragazza per farle una sorpresa. Quello che non sa è che sta per essere lasciato, proprio in mezzo alla folla. Quando il volo di Charlotte viene cancellato a causa di una bufera, la ragazza si rassegna a trascorrere la notte in giro, in compagnia di "Dimentica il tuo ex in dieci semplici step", il libro che ha appena acquistato al duty free, e di Anthony, che proprio non se la sente di tornare a casa. I due trascorreranno insieme la notte, chiacchierando e cercando di riprendersi dalle loro sconfitte sentimentali. Pian piano, grazie all’incanto della neve e alle luci magiche della città, la sofferenza lascerà il posto a qualcosa di nuovo nei loro cuori. Ma una corsa in metropolitana potrebbe impedire loro di rivelare quello che provano davvero: riusciranno a ritrovarsi prima che il volo di Charlotte parta per sempre?
Semplicemente delizioso.
Mi ha fatto compagnia in aeroporto e in volo, e avrei voluto non arrivare per almeno mezz'ora ancora, in modo da poterne scoprire subito il finale: la storia di Charlotte ed Anthony mi ha divertita molto e intenerita un sacco, e proprio non potete perdervela!
Studentessa in partenza (e fresca di grande delusione d'amore) lei, ragazzo appena scaricato (e solo a Natale) lui: Charlotte ed Anthony non hanno granchè in comune, e nemmeno si conoscono, ma condividono il fatto di essere entrambi bloccati in aeroporto la vigilia di Natale - lei a causa della neve, lui del proprio orgoglio - e forse può bastare.
In fondo, cosa c'è di peggio di un cuore infranto e un Natale in aeroporto?
A meno che un libro assurdo che spiega come superare una rottura in dieci mosse non finisca per caso tra le loro mani, e seguirne gli step passo dopo passo girando per la città insieme non diventi, da semplice modo per passare il tempo, qualcosa di molto più speciale...
Quello di Catherine Rider è, fondamentalmente, un romanzo divertente.
Prima del romanticismo e del batticuore, infatti, ci sono capitomboli, fraintendimenti, vecchi amici imbarazzanti e grandi magazzini affollati in cui fare shopping sfrenato in cerca di un nuovo look (come consigliato dal folle manuale, del resto) nonostante la ressa della vigilia.
C'è l'avventura di conoscere qualcuno di interessante durante la sera che dovrebbe essere l'ultima in una città che ormai detesti... e di scoprire che forse la città ti piace ancora, e che vorresti passarci tante altre notti. O quella di ritrovarti con un tatuaggio orribile, ma che ti ricorderà qualcosa di molto, molto bello e quindi che importa?
C'è il Natale, nell'aria in ogni capitolo, e infine c'è l'amore. Tantissimo amore appena nato, quello più timido, confuso e scaldacuore.
L'amore vero, non quello in cui tu dici "ti amo" e lui risponde "ah, sì..." (ebbene sì, l'ex di Charlotte è cotanto esemplare di romanticismo).
Insomma, che ve lo dico a fare?
Questo Natale dovete assolutamente passarlo a New York insieme a Charlotte ed Anthony, tra le pagine del romanzo di Catherine Rider.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Baciami sotto la neve di New York" di Catherine Rider, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
È la vigilia di Natale all’aeroporto JFK di New York. Charlotte è una studentessa inglese, in attesa del suo volo verso casa. Ha passato il peggior semestre della sua vita e non vede l’ora di lasciare a terra il malumore. Anthony è un newyorkese DOC e sta aspettando la sua ragazza per farle una sorpresa. Quello che non sa è che sta per essere lasciato, proprio in mezzo alla folla. Quando il volo di Charlotte viene cancellato a causa di una bufera, la ragazza si rassegna a trascorrere la notte in giro, in compagnia di "Dimentica il tuo ex in dieci semplici step", il libro che ha appena acquistato al duty free, e di Anthony, che proprio non se la sente di tornare a casa. I due trascorreranno insieme la notte, chiacchierando e cercando di riprendersi dalle loro sconfitte sentimentali. Pian piano, grazie all’incanto della neve e alle luci magiche della città, la sofferenza lascerà il posto a qualcosa di nuovo nei loro cuori. Ma una corsa in metropolitana potrebbe impedire loro di rivelare quello che provano davvero: riusciranno a ritrovarsi prima che il volo di Charlotte parta per sempre?
Semplicemente delizioso.
Mi ha fatto compagnia in aeroporto e in volo, e avrei voluto non arrivare per almeno mezz'ora ancora, in modo da poterne scoprire subito il finale: la storia di Charlotte ed Anthony mi ha divertita molto e intenerita un sacco, e proprio non potete perdervela!
Studentessa in partenza (e fresca di grande delusione d'amore) lei, ragazzo appena scaricato (e solo a Natale) lui: Charlotte ed Anthony non hanno granchè in comune, e nemmeno si conoscono, ma condividono il fatto di essere entrambi bloccati in aeroporto la vigilia di Natale - lei a causa della neve, lui del proprio orgoglio - e forse può bastare.
In fondo, cosa c'è di peggio di un cuore infranto e un Natale in aeroporto?
A meno che un libro assurdo che spiega come superare una rottura in dieci mosse non finisca per caso tra le loro mani, e seguirne gli step passo dopo passo girando per la città insieme non diventi, da semplice modo per passare il tempo, qualcosa di molto più speciale...
Quello di Catherine Rider è, fondamentalmente, un romanzo divertente.
Prima del romanticismo e del batticuore, infatti, ci sono capitomboli, fraintendimenti, vecchi amici imbarazzanti e grandi magazzini affollati in cui fare shopping sfrenato in cerca di un nuovo look (come consigliato dal folle manuale, del resto) nonostante la ressa della vigilia.
C'è l'avventura di conoscere qualcuno di interessante durante la sera che dovrebbe essere l'ultima in una città che ormai detesti... e di scoprire che forse la città ti piace ancora, e che vorresti passarci tante altre notti. O quella di ritrovarti con un tatuaggio orribile, ma che ti ricorderà qualcosa di molto, molto bello e quindi che importa?
C'è il Natale, nell'aria in ogni capitolo, e infine c'è l'amore. Tantissimo amore appena nato, quello più timido, confuso e scaldacuore.
L'amore vero, non quello in cui tu dici "ti amo" e lui risponde "ah, sì..." (ebbene sì, l'ex di Charlotte è cotanto esemplare di romanticismo).
Insomma, che ve lo dico a fare?
Questo Natale dovete assolutamente passarlo a New York insieme a Charlotte ed Anthony, tra le pagine del romanzo di Catherine Rider.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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giovedì 9 novembre 2017
"Il mercante di seta" di Liz Trenow
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il mercante di seta" di Liz Trenow, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Londra, 1760. La vita di Anna Butterfield sta per cambiare per sempre. Rimasta orfana di madre è costretta ad allontanarsi dalla sua casa natale per essere introdotta nella società londinese. Abituata alla pace del verde Suffolk, la metropoli è fin troppo grande e caotica per lei. In più gli zii sono rigidi e le impongono abitudini consone al loro status sociale. Un giorno Anna, guidata dalla sua passione per la pittura e dopo essere uscita di nascosto da casa, si ferma davanti a un banco di fiori al mercato e si mette a ritrarre ciò che vede. Quel disegno finisce tra le mani di Henri, un tessitore di seta di origini francesi, giunto nella capitale in cerca di fortuna. È l’inizio di un idillio artistico: Henri, colpito dalla bellezza dell’opera di Anna, decide di utilizzarla per le sue nuove creazioni. Eppure il destino di Anna è un altro, lontano dal tormentato mondo dell’arte. Lo zio, infatti, vuole sistemarla facendole sposare un giovane e ricco avvocato. Anna ed Henri dovranno lottare per difendere il loro amore clandestino e le loro aspirazioni.
Ispirato a eventi e personaggi storici realmente esistiti, Liz Trenow fa rivivere un’epoca segnata da persecuzioni religiose, tensioni razziali e rivolte sociali, e dipinge l’appassionante affresco di una storia d’amore travolgente e indimenticabile.
Lo so, lo so: non si sceglie un libro dalla sua copertina.
Ma questa ha catturato la mia attenzione appena apparsa online, e non potevo proprio non leggerlo perchè la trama aveva tutto ciò che cerco in una lettura.
Ispirata ad Anna Maria Garthwaite, la protagonista de "Il mercante di seta" è una donna che sfida le convenzioni e l'opinione di chi vorrebbe guidarla in nome di un amore nato con spontaneità e del desiderio di essere riconosciuta per il suo talento.
Sì, perchè Anna è una giovane donna della Londra di fine Settecento, e il suod estino è quello di essere una "moglie di...". Nulla di più.
Ma la ragazza vuole di più: vuole dipingere, vuole disegnare e vuole ritrarre il mondo che la circonda così come lo vede. A partire dai fiori del mercato, che le ispirano la creazione che la porterà tra le braccia di Henri, giovane tessitore desideroso di riprodurre su tessuto le sue intricate fantasie floreali.
Riuscirà Anna a coronare il suo sogno d'amore, o dovrà arrendersi a un matrimonio già combinato e privo di sentimento?
Non posso dirvelo, ma ciò che posso dirvi è che "Il mercante di seta" mi ha appassionata, al punto da averlo finito in due sere nonostante la stanchezza.
Sono diventata da subito una fervida sostenitrice di Henri, e non potevo proprio chiudere il libro prima di aver saputo se lui ed Anna avrebbero coronato o no il loro sogno d'amore.
Anna mi è piaciuta molto: sulle sue spalle pesa la responsabilità di fare un buon matrimonio per poter provvedere alla sorella e al padre quando non potrà più lavorare, e questo potrebbe impedirle di legarsi per la vita all'uomo che ama, ma nonostante la situazione non sia delle più rosee lei non si arrende mai. Ho amato il suo coraggio, e ne ho apprezzata l'evoluzione all'interno del romanzo, in un succedersi di piccoli cambiamenti in risposta al mutare del mondo attorno a lei e della sua situazione personale. Non rinuncia mai alla sua volontà di decidere per se stessa, ed è una protagonista femminile dalla quale trarre ispirazione.
L'autrice non solo regala ai lettori un'avvincente ed emozionante storia d'amore, ma costruisce un romanzo curato nei minimi dettagli: leggendolo ho imparato molto sulla seta, la tessitura e il ricamo, e ho avuto la sensazione che alle spalle della scrittura ci fosse un serio lavoro di ricerca (cosa apprezzabilissima e che troppo spesso viene a mancare).
La cura del dettaglio si accompagna a una prosa scorrevole e leggera che conquisterà anche i lettori non abituali di romanzi storici, che con "Il mercante di seta" potrebbero tentare un approccio al genere e restarne piacevolmente sorpresi.
Consigliato!
Vi invito a scoprire le altre recensioni del romanzo apparse oggi in giro per il web per celebrarne l'arrivo in libreria, e torno a consigliarvi la lettura: non vi deluderà.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il mercante di seta" di Liz Trenow, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Londra, 1760. La vita di Anna Butterfield sta per cambiare per sempre. Rimasta orfana di madre è costretta ad allontanarsi dalla sua casa natale per essere introdotta nella società londinese. Abituata alla pace del verde Suffolk, la metropoli è fin troppo grande e caotica per lei. In più gli zii sono rigidi e le impongono abitudini consone al loro status sociale. Un giorno Anna, guidata dalla sua passione per la pittura e dopo essere uscita di nascosto da casa, si ferma davanti a un banco di fiori al mercato e si mette a ritrarre ciò che vede. Quel disegno finisce tra le mani di Henri, un tessitore di seta di origini francesi, giunto nella capitale in cerca di fortuna. È l’inizio di un idillio artistico: Henri, colpito dalla bellezza dell’opera di Anna, decide di utilizzarla per le sue nuove creazioni. Eppure il destino di Anna è un altro, lontano dal tormentato mondo dell’arte. Lo zio, infatti, vuole sistemarla facendole sposare un giovane e ricco avvocato. Anna ed Henri dovranno lottare per difendere il loro amore clandestino e le loro aspirazioni.
Ispirato a eventi e personaggi storici realmente esistiti, Liz Trenow fa rivivere un’epoca segnata da persecuzioni religiose, tensioni razziali e rivolte sociali, e dipinge l’appassionante affresco di una storia d’amore travolgente e indimenticabile.
Lo so, lo so: non si sceglie un libro dalla sua copertina.
Ma questa ha catturato la mia attenzione appena apparsa online, e non potevo proprio non leggerlo perchè la trama aveva tutto ciò che cerco in una lettura.
Ispirata ad Anna Maria Garthwaite, la protagonista de "Il mercante di seta" è una donna che sfida le convenzioni e l'opinione di chi vorrebbe guidarla in nome di un amore nato con spontaneità e del desiderio di essere riconosciuta per il suo talento.
Sì, perchè Anna è una giovane donna della Londra di fine Settecento, e il suod estino è quello di essere una "moglie di...". Nulla di più.
Ma la ragazza vuole di più: vuole dipingere, vuole disegnare e vuole ritrarre il mondo che la circonda così come lo vede. A partire dai fiori del mercato, che le ispirano la creazione che la porterà tra le braccia di Henri, giovane tessitore desideroso di riprodurre su tessuto le sue intricate fantasie floreali.
Riuscirà Anna a coronare il suo sogno d'amore, o dovrà arrendersi a un matrimonio già combinato e privo di sentimento?
Non posso dirvelo, ma ciò che posso dirvi è che "Il mercante di seta" mi ha appassionata, al punto da averlo finito in due sere nonostante la stanchezza.
Sono diventata da subito una fervida sostenitrice di Henri, e non potevo proprio chiudere il libro prima di aver saputo se lui ed Anna avrebbero coronato o no il loro sogno d'amore.
Anna mi è piaciuta molto: sulle sue spalle pesa la responsabilità di fare un buon matrimonio per poter provvedere alla sorella e al padre quando non potrà più lavorare, e questo potrebbe impedirle di legarsi per la vita all'uomo che ama, ma nonostante la situazione non sia delle più rosee lei non si arrende mai. Ho amato il suo coraggio, e ne ho apprezzata l'evoluzione all'interno del romanzo, in un succedersi di piccoli cambiamenti in risposta al mutare del mondo attorno a lei e della sua situazione personale. Non rinuncia mai alla sua volontà di decidere per se stessa, ed è una protagonista femminile dalla quale trarre ispirazione.
La cura del dettaglio si accompagna a una prosa scorrevole e leggera che conquisterà anche i lettori non abituali di romanzi storici, che con "Il mercante di seta" potrebbero tentare un approccio al genere e restarne piacevolmente sorpresi.
Consigliato!
Vi invito a scoprire le altre recensioni del romanzo apparse oggi in giro per il web per celebrarne l'arrivo in libreria, e torno a consigliarvi la lettura: non vi deluderà.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
giovedì 26 ottobre 2017
"Wintersong" di S. Jae-Jones
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a “Wintersong” di S. Jae-Jones, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
L’inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa…
Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un’atmosfera indimenticabile.
Ero curiosissima di leggere quello che sembrava essere una sorta di retelling di "Labyrinth" e il primo capitolo di una serie avvincente, e devo ammettere che, nonostante un inizio leggermente più lento di quanto avrei voluto, il romanzo non mi ha delusa. Anzi.
In ogni famiglia in cui siano presenti più figli, inevitabilmente ne troveremo uno capace di (o costretto a) assumersi più responsabilità. Uno che diventa "quello su cui si può contare".
Ed è proprio di una figlia così che iniziamo a conoscere in "Wintersong".
Liesl è quella che lavora e che, diciamolo, si dà un gran da fare.
Non è la sorella "bella", è un po' la Cenerentola di turno che, invece del fascino, ha qualche fantasticheria di troppo. Ha un grande talento per quanto riguarda la composizione musicale, ma ovviamente sotto i riflettori ci finisce il fratello "che suona così bene il violino".
Il rapporto con il fratello è ben rappresentato dal suo comporre con passione i brani che lui suonerà, e ho amato il costante riferimento alla musica classica - la storia, del resto, è ambientata in un luogo non meglio precisato in cui si parla il tedesco, ai tempi di Mozart. Avviso i fan di Vivaldi che saranno felici anche loro, leggendo questo libro ;)
È anche, nonostante il suo costante ripetere di non essere abbastanza bella o abbastanza brava, la sorella coraggiosa, pronta a mettere la sua stessa vita a rischio quando il Re dei Goblin rapisce la sorella e attraverso la magia ne cancella ogni traccia nel mondo umano, avvertendo Liesl che l'unico modo per salvarla è riuscire a riportarla indietro prima della luna successiva.
Ciò che mi fa definire coraggiosa Liesl, e il sacrificio che è disposta a fare, non posso svelarveli, ma dico senza alcuna esitazione di aver amato il rapporto che si sviluppa tra il Re dei Goblin e Liesl nel corso del romanzo.
Ad avvicinarli è l'amore comune per la musica classica (lui è un abile violinista, come il fratello di Liesl), ed è il punto di partenza per un viaggio che li porta a scoprire di essere anime affini... forse.
La prosa di S. Jae-Jones è molto ricca, ma a rendere singolare "Wintersong" è il suo passare da quella che è la costruzione di un mondo in cui coesistono umani e magia, in cui le leggende sono vere e del quale conosciamo a poco a poco i protagonisti e la loro storia, a una narrazione molto più introspettiva che ci permette di conoscere a fondo l'animo di Liesl.
Vi ho parlato di lentezza, ed è innegabile che, all’inizio, ci voglia un po’ perchè la storia prenda un ritmo più sostenuto. Ma va detto che, essendo il primo volume di una serie, la prima parte del romanzo è dedicata alla costruzione del mondo in cui si muoveranno i personaggi e alla sua descrizione al lettore. In questo senso, vale davvero la pena tenere duro e superare questo piccolo scoglio iniziale, perchè poi è impossibile non venirne catturati.
E il finale è davvero uno di quelli che vi lasceranno a bocca aperta, e che vi faranno bramare "Shadowsong", in uscita in lingua inglese il 6 Febbraio 2018.
Io sono davvero felice di averlo potuto leggere in anteprima, e non vedo l’ora di scoprire il suo seguito: nell'attesa, sbirciate le recensioni delle altre blogger!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a “Wintersong” di S. Jae-Jones, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
L’inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa…
Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un’atmosfera indimenticabile.
Ero curiosissima di leggere quello che sembrava essere una sorta di retelling di "Labyrinth" e il primo capitolo di una serie avvincente, e devo ammettere che, nonostante un inizio leggermente più lento di quanto avrei voluto, il romanzo non mi ha delusa. Anzi.
In ogni famiglia in cui siano presenti più figli, inevitabilmente ne troveremo uno capace di (o costretto a) assumersi più responsabilità. Uno che diventa "quello su cui si può contare".
Ed è proprio di una figlia così che iniziamo a conoscere in "Wintersong".
Liesl è quella che lavora e che, diciamolo, si dà un gran da fare.
Non è la sorella "bella", è un po' la Cenerentola di turno che, invece del fascino, ha qualche fantasticheria di troppo. Ha un grande talento per quanto riguarda la composizione musicale, ma ovviamente sotto i riflettori ci finisce il fratello "che suona così bene il violino".
Il rapporto con il fratello è ben rappresentato dal suo comporre con passione i brani che lui suonerà, e ho amato il costante riferimento alla musica classica - la storia, del resto, è ambientata in un luogo non meglio precisato in cui si parla il tedesco, ai tempi di Mozart. Avviso i fan di Vivaldi che saranno felici anche loro, leggendo questo libro ;)
È anche, nonostante il suo costante ripetere di non essere abbastanza bella o abbastanza brava, la sorella coraggiosa, pronta a mettere la sua stessa vita a rischio quando il Re dei Goblin rapisce la sorella e attraverso la magia ne cancella ogni traccia nel mondo umano, avvertendo Liesl che l'unico modo per salvarla è riuscire a riportarla indietro prima della luna successiva.
Ciò che mi fa definire coraggiosa Liesl, e il sacrificio che è disposta a fare, non posso svelarveli, ma dico senza alcuna esitazione di aver amato il rapporto che si sviluppa tra il Re dei Goblin e Liesl nel corso del romanzo.
Ad avvicinarli è l'amore comune per la musica classica (lui è un abile violinista, come il fratello di Liesl), ed è il punto di partenza per un viaggio che li porta a scoprire di essere anime affini... forse.
La prosa di S. Jae-Jones è molto ricca, ma a rendere singolare "Wintersong" è il suo passare da quella che è la costruzione di un mondo in cui coesistono umani e magia, in cui le leggende sono vere e del quale conosciamo a poco a poco i protagonisti e la loro storia, a una narrazione molto più introspettiva che ci permette di conoscere a fondo l'animo di Liesl.
Vi ho parlato di lentezza, ed è innegabile che, all’inizio, ci voglia un po’ perchè la storia prenda un ritmo più sostenuto. Ma va detto che, essendo il primo volume di una serie, la prima parte del romanzo è dedicata alla costruzione del mondo in cui si muoveranno i personaggi e alla sua descrizione al lettore. In questo senso, vale davvero la pena tenere duro e superare questo piccolo scoglio iniziale, perchè poi è impossibile non venirne catturati.
E il finale è davvero uno di quelli che vi lasceranno a bocca aperta, e che vi faranno bramare "Shadowsong", in uscita in lingua inglese il 6 Febbraio 2018.
Io sono davvero felice di averlo potuto leggere in anteprima, e non vedo l’ora di scoprire il suo seguito: nell'attesa, sbirciate le recensioni delle altre blogger!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 18 ottobre 2017
"Perfect boy" di Jillian Dodd
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Perfect boy" di Jillian Dodd (rilegato a 10€) in uscita il 19 Ottobre:
East Coast, Hollywood. Keatyn ha tutto ciò che una liceale potrebbe mai desiderare. È la ragazza più carina della scuola, è popolare, viene invitata alle feste migliori e a pranzo il suo tavolo è sempre quello più ambito. La sua vita procede a meraviglia, seguendo un copione perfetto. Eppure Keatyn non è più sicura di volere tutto questo. Perché, in realtà, quell’apparenza scintillante nasconde dei segreti. Il suo fidanzato si ubriaca puntualmente a ogni festa. La sua migliore amica minaccia di rivelare a tutti che la sua relazione è una truffa… Keatyn non ce la fa più a fingersi perfetta, ma è difficile rinunciare a quello che per anni è stato il tuo mondo. Finché il sorriso irresistibile di un surfista non arriva a portare definitivamente scompiglio nella sua vita. Uscire con lui equivarrebbe a un suicidio sociale. Per Keatyn è arrivato il momento di scrivere un nuovo copione. Uno di quelli in cui i pezzi della sua esistenza possano tornare a riunirsi in perfetta armonia. Di certo non si aspetta che ci sia qualcuno pronto a fare di tutto per impedirglielo.
Ho letto il primo volume della serie "The Keatyn Chronicles" due mesi fa, e l'ho divorato in un pomeriggio perchè come si fa a non farsi trascinare dal vortice di feste da urlo, abiti firmati e ragazzi belli-bellissimi che spuntano come funghi?
E lo dico senza ironia: la vita di Keatyn è esattamente così.
Il suo ragazzo, Sander, è il più popolare della scuola, e lei stessa ha un background di tutto rispetto in quanto figlia di un'attrice di grande successo (e il fatto di essere lei stessa molto bella di sicuro aiuta).
Sono la golden couple del liceo, e tra un compito in classe e un giro di shopping insieme alle amiche - delle quali una, Vanessa, ha un caratterino mica da ridere. Regina George è nulla, in confronto - Keatyn si diverte alle feste organizzate a casa di Cush, suo partner in crime, e le mattine in spiaggia con la sua tavola da surf e Brooklyn, compagno di surf e sua grande, grandissima cotta.
Sì, perchè la verità è che la sua relazione con Sander è un disastro, il modo di fare arrogante di Vanessa le dà ogni giorno più fastidio e il suo cuore appartiene senza ombra di dubbio al surfista della porta accanto, che però da un lato flirta con lei e dall'altra si ritrae a ogni accenno di impegno.
Come se non bastasse, Keatyn decide che è troppo grande per essere ancora vergine e che Cush, sempre così attento e così carino, sarà proprio il compagno ideale per quest'esperienza se Brooklyn non si darà una mossa.
In tutto questo, uno stalker particolarmente accanito continua a invadere la privacy della madre di Keatyn, e se all'inizio sembra essere solo un fan molto espansivo, le sue attenzioni diventano ben presto minacciose... e non solo verso di lei!
Insomma, Keatyn non ha le idee così chiare su chi le piaccia davvero e perchè, questo è sicuro.
Ma in fondo l'adolescenza è anche confusione, giusto?
Se pensiamo alle nostre prime cotte, quanti ragazzi ci sono piaciuti senza che in fondo li conoscessimo sul serio?
Per lei è lo stesso: con Brooklyn condivide l'amore per il surf e lo trova rilassante perchè lontano dalla sua vita scolastica e dalle paranoie ad essa connesse, ma basta questo per costruire una relazione?
Cush è un grande amico, che le vuole sinceramente bene e si preoccupa sempre per lei, ma è sufficiente per decidere di vivere con lui un momento speciale come quello del sesso e dell'intimità?
L'unica perplessità sorge quando si pensa al fatto che l'intera storia si sviluppa su un arco di tre mesi circa, e che Keatyn semba rimbalzare ad un ragazzo all'altro come una pallina di gomma fuori controllo, ma è anche vero che insomma, ha un sacco di bei ragazzi a disposizione...
Il mio preferito, però, è sempre stato Cush e spero proprio di ritrovarlo in uno dei volumi successivi della serie: è il mio ragazzo ideale, davvero. Aggiungetegli qualche anno - per ovvi motivi - e ci siamo.
Personalmente, a conquistarmi è stata la famiglia di Keatyn: dalla madre che, rimasta sola con la figlia non si è piegata a chi la voleva a casa e ha contivato la sua carriera nonostante le difficoltà, e a Tommy che se n'è innamorato e ha da subito fatto da papà alla piccola Keatyn non facendola mai sentire come una figlia "imposta" o non sua.
E che dire delle sorelline minori, sempre entusiaste e piene di energia? Sono adorabili, e il loro rapporto con Keatyn (la loro "Kiki") è dolcissimo.
Di Jillian Dodd avevo già avuto modo di leggere la serie "That Boy", della quale da noi sono usciti tre volumi (ci manca ancora "That Divorce", che esce nel 2018 in lingua originale), e devo ammettere che "Perfect Boy" mi è piaciuto di più.
La sottotrama thriller mi ha attratta sin dall'inizio, e anche se è stato facile identificare lo stalker ben prima della rivelazione - sono sicura che lo scoprirete presto anche voi, è un personaggio che non convince del tutto sin dalla sua prima apparizione - ero comunque curiosa di vedere come si sarebbe risolto il suo tentativo di arrivare a Keatyn, a sua madre o a entrambe (perchè con uno stalker fuori controllo non si sa mai).
Gli ultimi capitoli vedono una vera e propria svolta nella vita della ragazza e danno il la per quello che sarà al centro dei volumi successivi, e ve lo voglio dire: vorrete leggere subito il secondo volume, soprattutto pensando a un certo personaggio che arriva poco prima della fine e del quale si vorrebbe subito sapere di più.
Io vi segnalo con piacere le recensioni delle mie compagne di lettura, che vi daranno il loro parere sul primo capitolo di questa nuova serie che, ne sono sicura, piacerà moltissimo alle adolescenti e a chi, come me, ogni tanto un tuffo nel passato lo fa più che volentieri - soprattutto se con ragazzi bellissimi e abiti da perdere la testa ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Perfect boy" di Jillian Dodd (rilegato a 10€) in uscita il 19 Ottobre:
East Coast, Hollywood. Keatyn ha tutto ciò che una liceale potrebbe mai desiderare. È la ragazza più carina della scuola, è popolare, viene invitata alle feste migliori e a pranzo il suo tavolo è sempre quello più ambito. La sua vita procede a meraviglia, seguendo un copione perfetto. Eppure Keatyn non è più sicura di volere tutto questo. Perché, in realtà, quell’apparenza scintillante nasconde dei segreti. Il suo fidanzato si ubriaca puntualmente a ogni festa. La sua migliore amica minaccia di rivelare a tutti che la sua relazione è una truffa… Keatyn non ce la fa più a fingersi perfetta, ma è difficile rinunciare a quello che per anni è stato il tuo mondo. Finché il sorriso irresistibile di un surfista non arriva a portare definitivamente scompiglio nella sua vita. Uscire con lui equivarrebbe a un suicidio sociale. Per Keatyn è arrivato il momento di scrivere un nuovo copione. Uno di quelli in cui i pezzi della sua esistenza possano tornare a riunirsi in perfetta armonia. Di certo non si aspetta che ci sia qualcuno pronto a fare di tutto per impedirglielo.
Ho letto il primo volume della serie "The Keatyn Chronicles" due mesi fa, e l'ho divorato in un pomeriggio perchè come si fa a non farsi trascinare dal vortice di feste da urlo, abiti firmati e ragazzi belli-bellissimi che spuntano come funghi?
E lo dico senza ironia: la vita di Keatyn è esattamente così.
Il suo ragazzo, Sander, è il più popolare della scuola, e lei stessa ha un background di tutto rispetto in quanto figlia di un'attrice di grande successo (e il fatto di essere lei stessa molto bella di sicuro aiuta).
Sono la golden couple del liceo, e tra un compito in classe e un giro di shopping insieme alle amiche - delle quali una, Vanessa, ha un caratterino mica da ridere. Regina George è nulla, in confronto - Keatyn si diverte alle feste organizzate a casa di Cush, suo partner in crime, e le mattine in spiaggia con la sua tavola da surf e Brooklyn, compagno di surf e sua grande, grandissima cotta.
Sì, perchè la verità è che la sua relazione con Sander è un disastro, il modo di fare arrogante di Vanessa le dà ogni giorno più fastidio e il suo cuore appartiene senza ombra di dubbio al surfista della porta accanto, che però da un lato flirta con lei e dall'altra si ritrae a ogni accenno di impegno.
Come se non bastasse, Keatyn decide che è troppo grande per essere ancora vergine e che Cush, sempre così attento e così carino, sarà proprio il compagno ideale per quest'esperienza se Brooklyn non si darà una mossa.
In tutto questo, uno stalker particolarmente accanito continua a invadere la privacy della madre di Keatyn, e se all'inizio sembra essere solo un fan molto espansivo, le sue attenzioni diventano ben presto minacciose... e non solo verso di lei!
Insomma, Keatyn non ha le idee così chiare su chi le piaccia davvero e perchè, questo è sicuro.
Ma in fondo l'adolescenza è anche confusione, giusto?
Se pensiamo alle nostre prime cotte, quanti ragazzi ci sono piaciuti senza che in fondo li conoscessimo sul serio?
Per lei è lo stesso: con Brooklyn condivide l'amore per il surf e lo trova rilassante perchè lontano dalla sua vita scolastica e dalle paranoie ad essa connesse, ma basta questo per costruire una relazione?
Cush è un grande amico, che le vuole sinceramente bene e si preoccupa sempre per lei, ma è sufficiente per decidere di vivere con lui un momento speciale come quello del sesso e dell'intimità?
L'unica perplessità sorge quando si pensa al fatto che l'intera storia si sviluppa su un arco di tre mesi circa, e che Keatyn semba rimbalzare ad un ragazzo all'altro come una pallina di gomma fuori controllo, ma è anche vero che insomma, ha un sacco di bei ragazzi a disposizione...
Il mio preferito, però, è sempre stato Cush e spero proprio di ritrovarlo in uno dei volumi successivi della serie: è il mio ragazzo ideale, davvero. Aggiungetegli qualche anno - per ovvi motivi - e ci siamo.
Personalmente, a conquistarmi è stata la famiglia di Keatyn: dalla madre che, rimasta sola con la figlia non si è piegata a chi la voleva a casa e ha contivato la sua carriera nonostante le difficoltà, e a Tommy che se n'è innamorato e ha da subito fatto da papà alla piccola Keatyn non facendola mai sentire come una figlia "imposta" o non sua.
E che dire delle sorelline minori, sempre entusiaste e piene di energia? Sono adorabili, e il loro rapporto con Keatyn (la loro "Kiki") è dolcissimo.
Di Jillian Dodd avevo già avuto modo di leggere la serie "That Boy", della quale da noi sono usciti tre volumi (ci manca ancora "That Divorce", che esce nel 2018 in lingua originale), e devo ammettere che "Perfect Boy" mi è piaciuto di più.
La sottotrama thriller mi ha attratta sin dall'inizio, e anche se è stato facile identificare lo stalker ben prima della rivelazione - sono sicura che lo scoprirete presto anche voi, è un personaggio che non convince del tutto sin dalla sua prima apparizione - ero comunque curiosa di vedere come si sarebbe risolto il suo tentativo di arrivare a Keatyn, a sua madre o a entrambe (perchè con uno stalker fuori controllo non si sa mai).
Gli ultimi capitoli vedono una vera e propria svolta nella vita della ragazza e danno il la per quello che sarà al centro dei volumi successivi, e ve lo voglio dire: vorrete leggere subito il secondo volume, soprattutto pensando a un certo personaggio che arriva poco prima della fine e del quale si vorrebbe subito sapere di più.
Io vi segnalo con piacere le recensioni delle mie compagne di lettura, che vi daranno il loro parere sul primo capitolo di questa nuova serie che, ne sono sicura, piacerà moltissimo alle adolescenti e a chi, come me, ogni tanto un tuffo nel passato lo fa più che volentieri - soprattutto se con ragazzi bellissimi e abiti da perdere la testa ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 17 ottobre 2017
"La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts presto in libreria!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts, edito Newton Compton (rilegato a 9,90€) in uscita il 19 Ottobre:
Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l’attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po’ di inaspettata dolcezza?
Sono prontissima ad accoccolarmi in poltrona con una tazza di tè nero fumante e immergermi nella piccola sala da tè di Ellie, godermi il profumo - e il sapore! - dei suoi biscotti appena sfornati e chissà, magari assistere alla nascita di una bella storia d'amore: quel Joe non ce la racconta giusta ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts, edito Newton Compton (rilegato a 9,90€) in uscita il 19 Ottobre:

Sono prontissima ad accoccolarmi in poltrona con una tazza di tè nero fumante e immergermi nella piccola sala da tè di Ellie, godermi il profumo - e il sapore! - dei suoi biscotti appena sfornati e chissà, magari assistere alla nascita di una bella storia d'amore: quel Joe non ce la racconta giusta ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 13 ottobre 2017
Un goloso appuntamento... in libreria!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A Ottobre l'appuntamento più goloso è quello con Newton Compton Editori, che porta in libreria quattro preziosi - ma superaccessibili - cofanetti per gli amanti di pasta, birra, dolci e centrifugati. Il 26 Ottobre non prendete impegni e correte ad accaparrarveli:
A cominciare da "C'è pasta per te" (9,90€), imperdibile per tutti gli amanti di spaghetti, farfalle ed affini. Del resto la pasta, per noi italiani, è una questione molto seria. Una cottura perfetta e qualche accorgimento sono gli ingredienti perfetti per una cena deliziosa. Basteranno poche semplici mosse e gli strumenti di questo coloratissimo kit, per mettere nel piatto uno dei simboli della tradizione culinaria italiana, rigorosamente al dente. Una spruzzata di parmigiano, e il gioco è fatto: sarete pronti a sorprendere famiglia e amici.
Nella confezione, oltre a un simpatico ricettario, vi aspettano un forchettone per controllare la cottura e servire con comodità, un dosatore per spaghetti che sostituisce la bilancia ed una bellissima grattugia da esibire in tavola.
Newton Compton ha pensato anche a voi, amanti della birra!
Dopo una stancante giornata di lavoro, una bella birra ghiacciata può essere il premio rinfrancante perfetto per rilassarsi. Ma perché rinunciare a un tocco di professionalità? Nel kit "Birra" (9,90€) troverete tutto l’occorrente per gustare una delle più diffuse e antiche bevande del mondo, da soli o in compagnia: un ricettario a colori pieno di curiosità, un diario di degustazione indispensabile per ricordare gli assaggi, un elegantissimo apribottiglie vintage da muro e sei sottobicchieri stampati per brindare con gli amici. Che sia bionda, rossa o scura, artigianale o industriale, l’importante è che non sia calda!
Non potevano non pensare ai fan dei centrifugati, giusto? Con "I love succhi e centrifughe" (9,90€) avrete solo l'imbarazzo della scelta, e non vi perderete il piacere di preparare la bevanda perfetta in ogni circostanza, dalla colazione alla merenda.
Con questo kit completo di tutti gli strumenti essenziali, il vero piacere è prepararla in casa! Acque aromatizzate, frullati di frutta o verdura, frappè o tantissime varietà di tè freddo: sono buone ma anche ricche di vitamine. Portate con voi una bottiglia di salute ovunque andiate, il gusto è assicurato.
Nella confezione troverete un coloratissimo ricettario con soluzioni salutari e gustose, una pratica bottiglia da portare sempre con te, un pelaverdure e uno scavino per tutti i tipi di frutta e verdura, un cucchiaino da cocktail con il manico lungo.
Ed infine, quello che la sottoscritta brama di più e che molto probabilmente finirà per autoregalarsi: "I love cake design" (9,90€), che include un ricettario illustrato con tante idee originali per ogni occasione un sac à poche con quattro beccucci intercambiabili per guarnire con originalità e quattro coloratissimi utensili adatti a tutti i tipi di creazione. I miei - e i vostri - dolci non saranno solo buoni, ma anche bellissimi: stimolate la fantasia in cucina! Grazie a questo kit potrete realizzare a casa fantastiche opere d’arte, con i coloratissimi suggerimenti all’interno del ricettario: farciture e glasse, trucchi per modellare la pasta di zucchero e tante idee per decorazioni con cui stupire gli amici, da creare grazie all’aiuto dei simpatici strumenti all’interno della confezione.
Ne ho puntati due, e voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
A Ottobre l'appuntamento più goloso è quello con Newton Compton Editori, che porta in libreria quattro preziosi - ma superaccessibili - cofanetti per gli amanti di pasta, birra, dolci e centrifugati. Il 26 Ottobre non prendete impegni e correte ad accaparrarveli:
A cominciare da "C'è pasta per te" (9,90€), imperdibile per tutti gli amanti di spaghetti, farfalle ed affini. Del resto la pasta, per noi italiani, è una questione molto seria. Una cottura perfetta e qualche accorgimento sono gli ingredienti perfetti per una cena deliziosa. Basteranno poche semplici mosse e gli strumenti di questo coloratissimo kit, per mettere nel piatto uno dei simboli della tradizione culinaria italiana, rigorosamente al dente. Una spruzzata di parmigiano, e il gioco è fatto: sarete pronti a sorprendere famiglia e amici.
Nella confezione, oltre a un simpatico ricettario, vi aspettano un forchettone per controllare la cottura e servire con comodità, un dosatore per spaghetti che sostituisce la bilancia ed una bellissima grattugia da esibire in tavola.
Newton Compton ha pensato anche a voi, amanti della birra!
Dopo una stancante giornata di lavoro, una bella birra ghiacciata può essere il premio rinfrancante perfetto per rilassarsi. Ma perché rinunciare a un tocco di professionalità? Nel kit "Birra" (9,90€) troverete tutto l’occorrente per gustare una delle più diffuse e antiche bevande del mondo, da soli o in compagnia: un ricettario a colori pieno di curiosità, un diario di degustazione indispensabile per ricordare gli assaggi, un elegantissimo apribottiglie vintage da muro e sei sottobicchieri stampati per brindare con gli amici. Che sia bionda, rossa o scura, artigianale o industriale, l’importante è che non sia calda!
Non potevano non pensare ai fan dei centrifugati, giusto? Con "I love succhi e centrifughe" (9,90€) avrete solo l'imbarazzo della scelta, e non vi perderete il piacere di preparare la bevanda perfetta in ogni circostanza, dalla colazione alla merenda.
Con questo kit completo di tutti gli strumenti essenziali, il vero piacere è prepararla in casa! Acque aromatizzate, frullati di frutta o verdura, frappè o tantissime varietà di tè freddo: sono buone ma anche ricche di vitamine. Portate con voi una bottiglia di salute ovunque andiate, il gusto è assicurato.
Nella confezione troverete un coloratissimo ricettario con soluzioni salutari e gustose, una pratica bottiglia da portare sempre con te, un pelaverdure e uno scavino per tutti i tipi di frutta e verdura, un cucchiaino da cocktail con il manico lungo.
Ed infine, quello che la sottoscritta brama di più e che molto probabilmente finirà per autoregalarsi: "I love cake design" (9,90€), che include un ricettario illustrato con tante idee originali per ogni occasione un sac à poche con quattro beccucci intercambiabili per guarnire con originalità e quattro coloratissimi utensili adatti a tutti i tipi di creazione. I miei - e i vostri - dolci non saranno solo buoni, ma anche bellissimi: stimolate la fantasia in cucina! Grazie a questo kit potrete realizzare a casa fantastiche opere d’arte, con i coloratissimi suggerimenti all’interno del ricettario: farciture e glasse, trucchi per modellare la pasta di zucchero e tante idee per decorazioni con cui stupire gli amici, da creare grazie all’aiuto dei simpatici strumenti all’interno della confezione.
Ne ho puntati due, e voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 9 ottobre 2017
"Dimmi che sarà per sempre" di Kristen Ashley
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Dimmi che sarà per sempre" di Kristen Ashley, edito Newton Compton Editori (rilegato a 10€):
Indy Savage, figlia di un poliziotto e proprietaria di un negozio di libri, è una vera rockettara. Fin da quando aveva cinque anni, è innamorata di Lee Nightingale, il fratello della sua migliore amica Ally, anche se ormai ci ha messo una pietra sopra: Lee non è certo il classico bravo ragazzo e, dopo anni di tentativi e piani ingegnosi e sempre più elaborati per attirare la sua attenzione, Indy ha capito che avrebbe fatto meglio a starne alla larga e si è arresa. Quando però a causa di Rosie, un suo dipendente, lei si ritrova coinvolta in una inquietante spirale di furti di diamanti, rapimenti, macchine che esplodono e persino ritrovamenti di cadaveri, Lee torna prepotentemente nella sua vita: è l’unico, infatti, che potrebbe tirarla fuori dai guai. Ma questa volta Indy è determinata a impedire che il cuore si metta in mezzo: vuole risolvere il mistero dei diamanti prima di Lee, per evitare di essere in debito con lui, che dal canto suo cerca disperatamente di proteggerla e, allo stesso tempo, di riconquistare il suo amore.
Indy si destreggia tra l'acquisto di stivali da cowboy e la gestione della libreria dell'usato ereditata dalla nonna, risollevata dal baratro dall'aggiunta di un'area ristoro e dall'arrivo del mago del caffè, Rosie. Come fa lui il caffè macchiato nessuno mai, e di colpo la libreria non sta più per fallire.
Ma disastri finanziari a parte, nella vita di Indy c'è una grande, grandissima questione irrisolta: la sua cotta clamorosa per Lee, fratello di Ally.
Il fatto che Ally sia la sua migliore amica le ha sì permesso di stare un sacco di tempo vicina a Lee, ma l'ha anche resa "off limits" proprio in quanto amica della sorella.
Sono passati gli anni, ma la cotta è sempre viva, e Lee nel mentre ha contribuito alla cosa diventando sempre più affascinante, sempre più forte, sempre più... più tutto, insomma.
Ed è proprio di questo "più tutto" che Indy ha bisogno quando di colpo si trova a fuggire da una sparatoria insieme a Rosie: chi meglio di Lee per salvarle la pelle?
Ho apprezzato moltissimo l'aspetto più misterioso e "thrilling" del romanzo, perchè nulla come una sparatoria a inizio libro per spezzare la monotonia di quello che, altrimenti, rischierebbe di essere il solito romance.
Kristen Ashley ha rimescolato un po' le carte, e ho divorato "Dimmi che sarà per sempre" in una sera, curiosa di risolvere l'intricatissima situazione in cui si sono ficcati Rosie e, indirettamente, Indy.
Mi è anche piaciuto che Lee dovesse sudare un po' per convincere Indy della profondità dei suoi sentimenti, perchè pensateci: dopo essere state respinte per anni, voi ci credereste subito?
O avreste qualche riserva? Io ne avrei, eccome!
Quello che apprezzo nei protagonisti come Lee Nightingale è la loro decisione e il loro "fare" invece che "dire": non si perde in chiacchiere o in elucubrazioni, ma ha ben chiare le sue priorità e il modo in cui agire per ottenere ciò che vuole (innanzitutto, evitare che Indy diventi un colabrodo in seguito a una nuova sparatoria, per esempio).
Se vi piacciono gli uomini decisi, Lee vi piacerà. A me è piaciuto molto ;)
È sicuramente una lettura distensiva, ma ne ho apprezzato molto il ritmo sostenuto e la non troppo diffusa componente thriller: ho un debole per i Romantic Suspense, ma ne escono troppo pochi e questo ci si avvicina parecchio ;)
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Dimmi che sarà per sempre" di Kristen Ashley, edito Newton Compton Editori (rilegato a 10€):
Indy Savage, figlia di un poliziotto e proprietaria di un negozio di libri, è una vera rockettara. Fin da quando aveva cinque anni, è innamorata di Lee Nightingale, il fratello della sua migliore amica Ally, anche se ormai ci ha messo una pietra sopra: Lee non è certo il classico bravo ragazzo e, dopo anni di tentativi e piani ingegnosi e sempre più elaborati per attirare la sua attenzione, Indy ha capito che avrebbe fatto meglio a starne alla larga e si è arresa. Quando però a causa di Rosie, un suo dipendente, lei si ritrova coinvolta in una inquietante spirale di furti di diamanti, rapimenti, macchine che esplodono e persino ritrovamenti di cadaveri, Lee torna prepotentemente nella sua vita: è l’unico, infatti, che potrebbe tirarla fuori dai guai. Ma questa volta Indy è determinata a impedire che il cuore si metta in mezzo: vuole risolvere il mistero dei diamanti prima di Lee, per evitare di essere in debito con lui, che dal canto suo cerca disperatamente di proteggerla e, allo stesso tempo, di riconquistare il suo amore.
Primo capitolo di una serie in otto volumi (più una novella), "Dimmi che sarà per sempre" di Kristen Ashley era un'uscita di Ottobre che aspettavo con curiosità nonostante la copertina inquietante (sul serio, lui è tra l'imbronciato, il costipato e il minaccioso, e spero davvero non volesse essere un'espressione sexy perchè altrimenti siamo rovinate).
Ma ignorate la copertina e scoprite la storia di Indy e Lee, perchè ne vale la pena.
Indy si destreggia tra l'acquisto di stivali da cowboy e la gestione della libreria dell'usato ereditata dalla nonna, risollevata dal baratro dall'aggiunta di un'area ristoro e dall'arrivo del mago del caffè, Rosie. Come fa lui il caffè macchiato nessuno mai, e di colpo la libreria non sta più per fallire.
Ma disastri finanziari a parte, nella vita di Indy c'è una grande, grandissima questione irrisolta: la sua cotta clamorosa per Lee, fratello di Ally.
Il fatto che Ally sia la sua migliore amica le ha sì permesso di stare un sacco di tempo vicina a Lee, ma l'ha anche resa "off limits" proprio in quanto amica della sorella.
Sono passati gli anni, ma la cotta è sempre viva, e Lee nel mentre ha contribuito alla cosa diventando sempre più affascinante, sempre più forte, sempre più... più tutto, insomma.
Ed è proprio di questo "più tutto" che Indy ha bisogno quando di colpo si trova a fuggire da una sparatoria insieme a Rosie: chi meglio di Lee per salvarle la pelle?
Ho apprezzato moltissimo l'aspetto più misterioso e "thrilling" del romanzo, perchè nulla come una sparatoria a inizio libro per spezzare la monotonia di quello che, altrimenti, rischierebbe di essere il solito romance.
Kristen Ashley ha rimescolato un po' le carte, e ho divorato "Dimmi che sarà per sempre" in una sera, curiosa di risolvere l'intricatissima situazione in cui si sono ficcati Rosie e, indirettamente, Indy.
Mi è anche piaciuto che Lee dovesse sudare un po' per convincere Indy della profondità dei suoi sentimenti, perchè pensateci: dopo essere state respinte per anni, voi ci credereste subito?
O avreste qualche riserva? Io ne avrei, eccome!
Quello che apprezzo nei protagonisti come Lee Nightingale è la loro decisione e il loro "fare" invece che "dire": non si perde in chiacchiere o in elucubrazioni, ma ha ben chiare le sue priorità e il modo in cui agire per ottenere ciò che vuole (innanzitutto, evitare che Indy diventi un colabrodo in seguito a una nuova sparatoria, per esempio).
Se vi piacciono gli uomini decisi, Lee vi piacerà. A me è piaciuto molto ;)
È sicuramente una lettura distensiva, ma ne ho apprezzato molto il ritmo sostenuto e la non troppo diffusa componente thriller: ho un debole per i Romantic Suspense, ma ne escono troppo pochi e questo ci si avvicina parecchio ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
martedì 11 luglio 2017
"Il karma dell'amore inaspettato" di Stefania Serafini
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il karma dell'amore inaspettato" di Stefania Serafini, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Londra, giorni nostri. Juliet ha diciassette anni ed è costretta a trasferirsi nella casa del nuovo compagno della madre, dove vive con il figlio, Alexander, un ragazzo bellissimo e dallo sguardo tormentato. Già dal primo incontro la relazione tra Juliet e Alexander è più complicata del previsto: lui è scontroso, arrogante e offensivo. Nei giorni seguenti le cose peggiorano addirittura, dato che frequentano la sua stessa scuola e Alex non si fa sfuggire occasione per prenderla in giro per i suoi risultati scolastici. Juliet ci rimane male, non capisce il motivo di tanto astio e si sfoga con le amiche, ma non dice niente al fidanzato. I brutti voti in fisica e la paura di una punizione spingono Juliet a cercare di persuadere il professore in modo poco ortodosso, Alex la vede e minaccia di spifferare tutto alla madre. Juliet è furibonda, ma la resa dei conti con quel secchione dagli occhi di ghiaccio è ormai vicina... anzi è già cominciata, ed è una guerra fino all’ultimo respiro...
Non ci siamo, ragazzi.
Non ci siamo proprio.
Ci ho messo due giorni a decidere se recensire o no questo romanzo, e a farmi propendere per il sì è stato il ricordo di quanto fatto all'uscita di "Finalmente noi" - che mi era stato inviato dalla casa editrice, e che nonostante questo avevo recensito molto negativamente perchè non mi era piaciuto.
Stavolta vi parlo di un libro che non mi è stato inviato e quindi ve ne parlo da lettrice delusa e, devo ammetterlo, anche parecchio perplessa.
Perplessa perchè io il libro "intelligente e diverso dal solito" qui dentro non l'ho proprio visto.
Ho visto uno strano mix di "Cinquanta sfumature", Abbi Glines al suo peggio e After.
Ho visto un approccio semplicistico a quelli che dovrebbero essere problemi rilevanti e ad alto impatto sull'equilibrio psicologico di un adolescente, dalla perdita della madre per morte violenta all'assenza del padre, che ha ridotto il personaggio di Alexander a un Christian Grey adolescente che alterna momenti da pseudo-dominatore a momenti di insolita saggezza.
Un brucaliffo con la frusta al posto del narghilè.
Di solito il ragazzo bello e tormentato che porta nel cuore un grande dolore e lo proietta all'esterno attraverso la rabbia e gli sbalzi di umore finisce per conquistarmi, se non rasenta la psicopatia, ma qui siamo oltre Travis Maddox nei suoi momenti più bassi e oltre i momenti più "intensi" di Hardin (le virgolette sono doverose, volendo accostare una parola come intensità ad Hardin).
Imbarazzante tutta la trafila di "punizioni" elargite dal fratellastro acquisito a Juliet, sia da un punto di vista meramente sessuale - ai tempi ho esplorato il mondo della letteratura dominatore/sottomessa per capire il fenomeno, e stavolta non ci siamo - sia dal punto di vista di chi vuole raccontare un modo malato di esprimere il proprio dolore, perchè anche se lo scopo pare essere questo, è un messaggio che proprio non arriva.
E qui sarebbe potuta accadere una cosa speciale, diversa e per me più unica che rara: avrebbe potuto piacermi la protagonista femminile.
Dico "avrebbe", perchè se all'inizio questa ragazzina vestita sempre in qualche modo, che non studia perchè, semplicemente, preferisce il cazzeggio e le feste (è una teenager, sarebbe strano il contrario: io ero noiosissima, da adolescente, ma preferivo comunque andare al cinema piuttosto che fare i compiti di matematica)... poi diventa un vero e proprio caso umano.
Ha due amiche insopportabili, soprattutto Mini, ed è inspiegabile come possa Juliet non averle ancora rotto una gamba spingendola giù dalle scale, in tanti anni di frequentazione costante.
Ha un ragazzo, Chuck, dalla memoria che viene definita "corta", ma che soffre palesemente di una rara forma di Alzheimer precoce, anzi precocissimo: poco manca che non si ricordi come si chiama sua madre, e il fatto che lei debba ripetergli ogni cosa più e più volte all'inizio è tenero, poi fa venire voglia di prenotargli una risonanza magnetica e una visita presso un neurologo bravo.
Ho apprezzato (perchè sì, UNA cosa l'ho apprezzata) che il fidanzato-smemorato non fosse l'angelo sceso dal Paradiso che sembrava all'inizio, perchè sinceramente vederlo tutto una coccola e un nomignolo tenero con Juliet e registrare nella ragazza un entusiasmo pari a quello con cui si risponde al citofono ai testimoni di Geova di domenica mattina mi stava dando sui nervi non poco.
Cosa Chuck combini alle spalle di Juliet è chiaro fin dall'inizio, e per la prima volta non me la sono sentita di condannare un gesto che, nella vita vera, ritengo imperdonabile: Juliet lo tratta come un bambolotto superfluo dall'inizio del libro, quindi si può tranquillamente dire che lei e Chuck siano pari.
Inspiegabile anche il rapporto di Juliet con sua madre, che insieme al padre di Alexander potrebbe vincere il premio per i genitori più inconsapevoli dell'anno come succede sempre in questo genere di romanzi. I genitori di questo genere di romanzi sono quelli che ti mettono in punizione ma ti lasciano inspiegabilmente a disposizione cellulare, computer e televisione. Sono quelli che riescono a non accorgersi delle uscite notturne ripetute di tutti i loro figli. Sono quelli che la figlia va evidentemente male a scuola, ma proprio MALE con le maiuscole, il grassetto e la sottolineatura, e nonostante questo... nulla. Nonostante questo, nulla.
Io non sono cresciuta con genitori particolarmente autoritari, però ragazzi, i miei voti li tenevano d'occhio. Non in modo ossessivo, il giusto. Quando io e l'algebra abbiamo passato un brutto quarto d'ora insieme, mia madre a parlare con la professoressa ci è andata (poi ci ha pensato la trigonometria a farmi riappacificare con la matematica: ADORAVO la trigonometria!).
La prosa mi ha ricordato quella di Abbi Glines nei suoi momenti più bassi (perchè quest'autrice ha scritto alcuni romanzi davvero carini, ma anche alcune "perle" che sarebbe stato meglio non scoprire) e soprattutto quella di Tijan, e come sia andata tra me è Tijan l'ho detto all'inizio: malissimo.
Il problema non è nemmeno il fatto che sia un libro trash: la serie di Erin Watt è indiscutibilmente trash, ma mi è piaciuta molto. Il trash è intrattenimento puro, e a volte serve, anzi!
Però una cosa è il trash inteso come divertissement, un'altra la bassa qualità.
Mi dispiace moltissimo non avere nemmeno mezza cosa positiva da dire su questo romanzo, perchè ammetto che il claim "intelligente" mi aveva incuriosita non poco (tant'è che eccomi qui) e perchè trovo importantissimo leggere e sostenere le autrici e gli autori nostrani.
Ma stavolta non ci sono riuscita.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il karma dell'amore inaspettato" di Stefania Serafini, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Londra, giorni nostri. Juliet ha diciassette anni ed è costretta a trasferirsi nella casa del nuovo compagno della madre, dove vive con il figlio, Alexander, un ragazzo bellissimo e dallo sguardo tormentato. Già dal primo incontro la relazione tra Juliet e Alexander è più complicata del previsto: lui è scontroso, arrogante e offensivo. Nei giorni seguenti le cose peggiorano addirittura, dato che frequentano la sua stessa scuola e Alex non si fa sfuggire occasione per prenderla in giro per i suoi risultati scolastici. Juliet ci rimane male, non capisce il motivo di tanto astio e si sfoga con le amiche, ma non dice niente al fidanzato. I brutti voti in fisica e la paura di una punizione spingono Juliet a cercare di persuadere il professore in modo poco ortodosso, Alex la vede e minaccia di spifferare tutto alla madre. Juliet è furibonda, ma la resa dei conti con quel secchione dagli occhi di ghiaccio è ormai vicina... anzi è già cominciata, ed è una guerra fino all’ultimo respiro...
Non ci siamo, ragazzi.
Non ci siamo proprio.
Ci ho messo due giorni a decidere se recensire o no questo romanzo, e a farmi propendere per il sì è stato il ricordo di quanto fatto all'uscita di "Finalmente noi" - che mi era stato inviato dalla casa editrice, e che nonostante questo avevo recensito molto negativamente perchè non mi era piaciuto.
Stavolta vi parlo di un libro che non mi è stato inviato e quindi ve ne parlo da lettrice delusa e, devo ammetterlo, anche parecchio perplessa.
Perplessa perchè io il libro "intelligente e diverso dal solito" qui dentro non l'ho proprio visto.
Ho visto uno strano mix di "Cinquanta sfumature", Abbi Glines al suo peggio e After.
Ho visto un approccio semplicistico a quelli che dovrebbero essere problemi rilevanti e ad alto impatto sull'equilibrio psicologico di un adolescente, dalla perdita della madre per morte violenta all'assenza del padre, che ha ridotto il personaggio di Alexander a un Christian Grey adolescente che alterna momenti da pseudo-dominatore a momenti di insolita saggezza.
Un brucaliffo con la frusta al posto del narghilè.
Di solito il ragazzo bello e tormentato che porta nel cuore un grande dolore e lo proietta all'esterno attraverso la rabbia e gli sbalzi di umore finisce per conquistarmi, se non rasenta la psicopatia, ma qui siamo oltre Travis Maddox nei suoi momenti più bassi e oltre i momenti più "intensi" di Hardin (le virgolette sono doverose, volendo accostare una parola come intensità ad Hardin).
Imbarazzante tutta la trafila di "punizioni" elargite dal fratellastro acquisito a Juliet, sia da un punto di vista meramente sessuale - ai tempi ho esplorato il mondo della letteratura dominatore/sottomessa per capire il fenomeno, e stavolta non ci siamo - sia dal punto di vista di chi vuole raccontare un modo malato di esprimere il proprio dolore, perchè anche se lo scopo pare essere questo, è un messaggio che proprio non arriva.
E qui sarebbe potuta accadere una cosa speciale, diversa e per me più unica che rara: avrebbe potuto piacermi la protagonista femminile.
Dico "avrebbe", perchè se all'inizio questa ragazzina vestita sempre in qualche modo, che non studia perchè, semplicemente, preferisce il cazzeggio e le feste (è una teenager, sarebbe strano il contrario: io ero noiosissima, da adolescente, ma preferivo comunque andare al cinema piuttosto che fare i compiti di matematica)... poi diventa un vero e proprio caso umano.
Ha due amiche insopportabili, soprattutto Mini, ed è inspiegabile come possa Juliet non averle ancora rotto una gamba spingendola giù dalle scale, in tanti anni di frequentazione costante.
Ha un ragazzo, Chuck, dalla memoria che viene definita "corta", ma che soffre palesemente di una rara forma di Alzheimer precoce, anzi precocissimo: poco manca che non si ricordi come si chiama sua madre, e il fatto che lei debba ripetergli ogni cosa più e più volte all'inizio è tenero, poi fa venire voglia di prenotargli una risonanza magnetica e una visita presso un neurologo bravo.
Ho apprezzato (perchè sì, UNA cosa l'ho apprezzata) che il fidanzato-smemorato non fosse l'angelo sceso dal Paradiso che sembrava all'inizio, perchè sinceramente vederlo tutto una coccola e un nomignolo tenero con Juliet e registrare nella ragazza un entusiasmo pari a quello con cui si risponde al citofono ai testimoni di Geova di domenica mattina mi stava dando sui nervi non poco.
Cosa Chuck combini alle spalle di Juliet è chiaro fin dall'inizio, e per la prima volta non me la sono sentita di condannare un gesto che, nella vita vera, ritengo imperdonabile: Juliet lo tratta come un bambolotto superfluo dall'inizio del libro, quindi si può tranquillamente dire che lei e Chuck siano pari.
Inspiegabile anche il rapporto di Juliet con sua madre, che insieme al padre di Alexander potrebbe vincere il premio per i genitori più inconsapevoli dell'anno come succede sempre in questo genere di romanzi. I genitori di questo genere di romanzi sono quelli che ti mettono in punizione ma ti lasciano inspiegabilmente a disposizione cellulare, computer e televisione. Sono quelli che riescono a non accorgersi delle uscite notturne ripetute di tutti i loro figli. Sono quelli che la figlia va evidentemente male a scuola, ma proprio MALE con le maiuscole, il grassetto e la sottolineatura, e nonostante questo... nulla. Nonostante questo, nulla.
Io non sono cresciuta con genitori particolarmente autoritari, però ragazzi, i miei voti li tenevano d'occhio. Non in modo ossessivo, il giusto. Quando io e l'algebra abbiamo passato un brutto quarto d'ora insieme, mia madre a parlare con la professoressa ci è andata (poi ci ha pensato la trigonometria a farmi riappacificare con la matematica: ADORAVO la trigonometria!).
La prosa mi ha ricordato quella di Abbi Glines nei suoi momenti più bassi (perchè quest'autrice ha scritto alcuni romanzi davvero carini, ma anche alcune "perle" che sarebbe stato meglio non scoprire) e soprattutto quella di Tijan, e come sia andata tra me è Tijan l'ho detto all'inizio: malissimo.
Il problema non è nemmeno il fatto che sia un libro trash: la serie di Erin Watt è indiscutibilmente trash, ma mi è piaciuta molto. Il trash è intrattenimento puro, e a volte serve, anzi!
Però una cosa è il trash inteso come divertissement, un'altra la bassa qualità.
Mi dispiace moltissimo non avere nemmeno mezza cosa positiva da dire su questo romanzo, perchè ammetto che il claim "intelligente" mi aveva incuriosita non poco (tant'è che eccomi qui) e perchè trovo importantissimo leggere e sostenere le autrici e gli autori nostrani.
Ma stavolta non ci sono riuscita.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
martedì 20 giugno 2017
"Amore reale" di Emma Chase
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore reale" di Emma Chase, edito Newton Compton (rilegato a 10€) in uscita il 22 Giugno:
Nicholas Arthur Frederick Edward Pembrook, principe di Wessco, detto “Sua Bollente Altezza”, è un uomo affascinante e sfacciatamente arrogante. Come biasimarlo: è difficile essere modesti quando tutti si sperticano in continue genuflessioni al tuo passaggio. Ma, in una gelida notte a Manhattan, il principe incontra una ragazza bellissima dai capelli scuri che non si inchina davanti a lui. Anzi, gli lancia addirittura una torta in faccia… Uscire con un principe non è proprio tra le cose che la giovane cameriera Olivia Hammond si aspettava potessero accaderle. Le smorfie di disprezzo sul volto della regina madre, l’accanimento dei paparazzi e il diffondersi a macchia d’olio di gossip di ogni tipo sgomenterebbero chiunque. Ma agli occhi di Olivia, Nicholas, tolta la corona, è un uomo affascinante, uno per cui vale la pena lottare. Nicholas dovrà decidere se piegarsi alle convenzioni e diventare il re che la sua famiglia si aspetta che sia, o restare l’uomo che sente di essere e amare Olivia per sempre...
Un'altra lettura della scorsa estate che arriva finalmente in Italia: mi era piaciuto tanto - sarà che ero nella mia fase "principi e principesse" - ed eccomi qui a raccontarvelo!
Ho adorato Olivia: è una giovane donna forte, spaventata dalle responsabilità che le gravano sulle spalle (oltre a gestire il locale di famiglia, che va avanti a stento nonostante la sua bravura in cucina, deve anche occuparsi della sorella minore) e che nno ha certo tempo di fantasticare sull'amore, e nonostante questo ha tanta, tantissima grinta.
Al punto da reagire in modo decisamente energico quando un uomo bello quanto arrogante le si precipita nel locale alterato dall'alcol e glielo mette a soqquadro: non ci pensa due volte, prima di stenderlo con una torta lanciata con precisione.
Peccato che il suo fastidioso cliente altri non sia che il principe di Wessco, noto per la sua bellezza e per il suo carattere non proprio facilissimo... e che la grinta di Olivia non lo intrighi al punto da farlo tornare da lei offrendole le sue scuse.
E non solo quelle...
Quante di noi hanno sognato, almeno una volta, di incontrare un principe e di vivere un amore da favola? A me da bambina è successo, e ben più di una volta!
Certo, le mie fantasie non includevano una "bollente altezza", ma il resto c'era: un amore travolgente, un principe che ti porta a corte con sè deciso a sposarti e renderti la regina del suo cuore e della sua vita.
Per Olivia e Nicholas non è così semplice, però: i due sono molto diversi, e soprattutto esiste una legge che vieta a un reale di sposare un civile.
Questo, unito al fatto che, come Olivia, anche Nicholas sente di avere delle responsabilità nei confronti del fratello minore, metterà più volte i bastoni tra le ruote ai due innamorati.
E a proposito del fratello minore... tenetelo d'occhio: vi conquisterà, ed è il protagonista del secondo volume della serie ;)
Emma Chase ha costruito un romanzo che cattura e che diverte, oltre ad emozionare tanto.
Il romanticismo abbonda, e così la passione perchè Nicholas non l'hanno mica soprannominato "Sua Bollente Altezza" per niente: ho adorato l'alchimia tra lui ed Olivia, e avrei voluto cento pagine in più perchè non ero pronta a salutarli.
Imperdibile per le fan dell'autrice, ma soprattutto per le amanti del lieto fine, del "vissero felici e contenti" e delle favole che si avverano perchè sì, a volte succede. Ed è bellissimo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore reale" di Emma Chase, edito Newton Compton (rilegato a 10€) in uscita il 22 Giugno:
Nicholas Arthur Frederick Edward Pembrook, principe di Wessco, detto “Sua Bollente Altezza”, è un uomo affascinante e sfacciatamente arrogante. Come biasimarlo: è difficile essere modesti quando tutti si sperticano in continue genuflessioni al tuo passaggio. Ma, in una gelida notte a Manhattan, il principe incontra una ragazza bellissima dai capelli scuri che non si inchina davanti a lui. Anzi, gli lancia addirittura una torta in faccia… Uscire con un principe non è proprio tra le cose che la giovane cameriera Olivia Hammond si aspettava potessero accaderle. Le smorfie di disprezzo sul volto della regina madre, l’accanimento dei paparazzi e il diffondersi a macchia d’olio di gossip di ogni tipo sgomenterebbero chiunque. Ma agli occhi di Olivia, Nicholas, tolta la corona, è un uomo affascinante, uno per cui vale la pena lottare. Nicholas dovrà decidere se piegarsi alle convenzioni e diventare il re che la sua famiglia si aspetta che sia, o restare l’uomo che sente di essere e amare Olivia per sempre...
Un'altra lettura della scorsa estate che arriva finalmente in Italia: mi era piaciuto tanto - sarà che ero nella mia fase "principi e principesse" - ed eccomi qui a raccontarvelo!
Ho adorato Olivia: è una giovane donna forte, spaventata dalle responsabilità che le gravano sulle spalle (oltre a gestire il locale di famiglia, che va avanti a stento nonostante la sua bravura in cucina, deve anche occuparsi della sorella minore) e che nno ha certo tempo di fantasticare sull'amore, e nonostante questo ha tanta, tantissima grinta.
Al punto da reagire in modo decisamente energico quando un uomo bello quanto arrogante le si precipita nel locale alterato dall'alcol e glielo mette a soqquadro: non ci pensa due volte, prima di stenderlo con una torta lanciata con precisione.
Peccato che il suo fastidioso cliente altri non sia che il principe di Wessco, noto per la sua bellezza e per il suo carattere non proprio facilissimo... e che la grinta di Olivia non lo intrighi al punto da farlo tornare da lei offrendole le sue scuse.
E non solo quelle...
Quante di noi hanno sognato, almeno una volta, di incontrare un principe e di vivere un amore da favola? A me da bambina è successo, e ben più di una volta!
Certo, le mie fantasie non includevano una "bollente altezza", ma il resto c'era: un amore travolgente, un principe che ti porta a corte con sè deciso a sposarti e renderti la regina del suo cuore e della sua vita.
Per Olivia e Nicholas non è così semplice, però: i due sono molto diversi, e soprattutto esiste una legge che vieta a un reale di sposare un civile.
Questo, unito al fatto che, come Olivia, anche Nicholas sente di avere delle responsabilità nei confronti del fratello minore, metterà più volte i bastoni tra le ruote ai due innamorati.
E a proposito del fratello minore... tenetelo d'occhio: vi conquisterà, ed è il protagonista del secondo volume della serie ;)
Emma Chase ha costruito un romanzo che cattura e che diverte, oltre ad emozionare tanto.
Il romanticismo abbonda, e così la passione perchè Nicholas non l'hanno mica soprannominato "Sua Bollente Altezza" per niente: ho adorato l'alchimia tra lui ed Olivia, e avrei voluto cento pagine in più perchè non ero pronta a salutarli.
Imperdibile per le fan dell'autrice, ma soprattutto per le amanti del lieto fine, del "vissero felici e contenti" e delle favole che si avverano perchè sì, a volte succede. Ed è bellissimo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 31 maggio 2017
"Nerve": e tu, per che cosa giochi?
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Uno dei film più attesi sin dallo scorso anno è finalmente arrivato. "Nerve" sarà nelle sale il 15 Giugno, e la pellicola diretta da Henry Joost e Ariel Schulman su scenenggiatura di Jessica Sharzer è pronta a conquistare i giovani e i giovanissimi:
Vee Delmonico (Emma Roberts) è una studentessa modello dell'ultimo anno delle superiori, che è stanca di rimanere sempre in disparte. Quando i suoi amici la incoraggiano a partecipare a un popolare social game online chiamato Nerve, Vee decide di iscriersi, anche solo per provare quello che in apparenza le sembra un gioco innocuo e divertente.
E così, Vee viene risucchiata nel vortice adrenalinico della competizione, della fama e dei follower, assieme a un misterioso ragazzo (Dave Franco), ma a un certo punto il gioco diventa sempre più inquietante, con sfide via via più rischiose, in un crescendo ansiogeno che porterà alla prova finale dove la posta in gioco sarà altissima.
Ho letto e apprezzato moltissimo il romanzo di Jeanne Ryan che ha ispirato la pellicola, ed ero curiosissima di scoprire come se la sarebbero cavata Emma Roberts e Dave Franco alle prese con due personaggi per nulla semplici da rendere sul grande schermo.
E partiamo proprio da loro, perchè Dave Franco mi ha convinta appieno: ha dato vita a Ian in ogni sua sfumatura, riuscendo a convincere lo spettatore non solo con la sua sfrontatezza e il suo fare un po' arrogante ma molto divertente, ma anche a emozionarlo nelle scene più impegnative.
Regge senza sforzo primi piani e scene d'azione, diverte al punto giusto, ed è impossibile uscire dal cinema senza sperare di incontrare un ragazzo così, prima o poi.
Meno convincente Emma Roberts, che non rende a dovere la trasformazione di Vee da timida a battagliera, forse anche a causa di una sceneggiatura che implica un'evoluzione accelerata del personaggio. Se consideriamo che "Nerve" dura solo 96', però, ha fatto un buon lavoro e si conferma una giovane promessa del cinema con nulla da invidiare alla celebre zia.
Ambientazione strepitosa, con una New York che non dorme mai e che non spegne mai il cellulare: un montaggio ineccepibile rende appieno l'idea di costante trasmissione di contenuti sul web, contenuti che tutti sembrano voler vedere e dei quali il pubblico sembra non avere mai abbastanza.
"Nerve" si fonda sul bisogno inconscio (ma non troppo) di essere considerati sempre i migliori, i più divertenti, i più interessanti, i più accattivanti, e anche se a mente fredda sembra ridicolo pensare di potersi sospendere da una gru con una mano sola sfidando la morte solo per vincere una sfida lanciata da sconosciuti, il film riesce a trasmettere il senso di crescente adrenalina e senso del dovere che permea a mano a mano i concorrenti: si arriva a pensare di doverlo al proprio pubblico, di prestarsi a sfide sempre più pericolose, e il premio in palio è talmente alto da rendere il rifiuto impossibile.
Dire di no a 50$ è facile... ma se te ne offro 1500, o 25000, o addirittura 15000?
Inizi a pensarci.
Il rischio di un film del genere oggi? L'emulazione.
Per quanto il messaggio insito in "Nerve" sia di condanna nei confronti dell'abuso dei social media come filtro alterato della realtà - emblematica la frase di Vee a Ian "Basta cellulare. Preferisco parlarti di persona." - è facile immaginare il successo che potrebbe avere un gioco del genere.
La triste verità è che sarebbe l'app più scaricata, e che il web sarebbe letteralmente invaso da filmati di sfide sempre più pericolose, e non voglio nemmeno pensare a quante vite si spezzerebbero così senza un senso a causa di sfide andate male: non potremmo nemmeno definirle vittime, o forse solo della loro brama di visibilità in un mondo in cui sei considerato di successo solo se sei visibile.
È il film giusto per questo periodo e per i post-millennials, per questa Generazione Z che sembra affamata più di cuori virtuali che di vero sentimento, e che per una manciata di followers è sin troppo spesso pronta a rinunciare alla propria privacy o alla propria dignità.
Una generazione in cui tutti ambiscono a essere giocatori, dimenticandosi che sono gli spettatori ad avere il coltello dalla parte del manico: è a loro che basta smettere di guardarli, per renderli insignificanti.
Consigliato ai fan di Hunger Games (questo ne è una versione web, con tanto di scontro finale nell'arena della coppia innamorata che ricorda proprio TANTO la chiusura del primo capitolo della serie di Suzanne Collins) e a chi si fosse innamorato per la prima volta dei film sulla rete guardando quello che è orami un film di culto, Hackers. Era il 1995, ma guardatelo e ditemi che non vi ci ritrovate almeno un po'.
Consigliato soprattutto dopo la lettura del romanzo, edito in Italia da Newton Compton Editori, perchè Jeanne Ryan ha creato un personaggio femminile efficace e multisfaccettato che nel film risulta un po' piatto, e che invece merita di essere scoperto.
E poi si sa che si legge prima il libro, suvvia ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Uno dei film più attesi sin dallo scorso anno è finalmente arrivato. "Nerve" sarà nelle sale il 15 Giugno, e la pellicola diretta da Henry Joost e Ariel Schulman su scenenggiatura di Jessica Sharzer è pronta a conquistare i giovani e i giovanissimi:
Vee Delmonico (Emma Roberts) è una studentessa modello dell'ultimo anno delle superiori, che è stanca di rimanere sempre in disparte. Quando i suoi amici la incoraggiano a partecipare a un popolare social game online chiamato Nerve, Vee decide di iscriersi, anche solo per provare quello che in apparenza le sembra un gioco innocuo e divertente.
E così, Vee viene risucchiata nel vortice adrenalinico della competizione, della fama e dei follower, assieme a un misterioso ragazzo (Dave Franco), ma a un certo punto il gioco diventa sempre più inquietante, con sfide via via più rischiose, in un crescendo ansiogeno che porterà alla prova finale dove la posta in gioco sarà altissima.
Ho letto e apprezzato moltissimo il romanzo di Jeanne Ryan che ha ispirato la pellicola, ed ero curiosissima di scoprire come se la sarebbero cavata Emma Roberts e Dave Franco alle prese con due personaggi per nulla semplici da rendere sul grande schermo.
E partiamo proprio da loro, perchè Dave Franco mi ha convinta appieno: ha dato vita a Ian in ogni sua sfumatura, riuscendo a convincere lo spettatore non solo con la sua sfrontatezza e il suo fare un po' arrogante ma molto divertente, ma anche a emozionarlo nelle scene più impegnative.
Regge senza sforzo primi piani e scene d'azione, diverte al punto giusto, ed è impossibile uscire dal cinema senza sperare di incontrare un ragazzo così, prima o poi.
Meno convincente Emma Roberts, che non rende a dovere la trasformazione di Vee da timida a battagliera, forse anche a causa di una sceneggiatura che implica un'evoluzione accelerata del personaggio. Se consideriamo che "Nerve" dura solo 96', però, ha fatto un buon lavoro e si conferma una giovane promessa del cinema con nulla da invidiare alla celebre zia.
Ambientazione strepitosa, con una New York che non dorme mai e che non spegne mai il cellulare: un montaggio ineccepibile rende appieno l'idea di costante trasmissione di contenuti sul web, contenuti che tutti sembrano voler vedere e dei quali il pubblico sembra non avere mai abbastanza.
"Nerve" si fonda sul bisogno inconscio (ma non troppo) di essere considerati sempre i migliori, i più divertenti, i più interessanti, i più accattivanti, e anche se a mente fredda sembra ridicolo pensare di potersi sospendere da una gru con una mano sola sfidando la morte solo per vincere una sfida lanciata da sconosciuti, il film riesce a trasmettere il senso di crescente adrenalina e senso del dovere che permea a mano a mano i concorrenti: si arriva a pensare di doverlo al proprio pubblico, di prestarsi a sfide sempre più pericolose, e il premio in palio è talmente alto da rendere il rifiuto impossibile.
Dire di no a 50$ è facile... ma se te ne offro 1500, o 25000, o addirittura 15000?
Inizi a pensarci.
Il rischio di un film del genere oggi? L'emulazione.
Per quanto il messaggio insito in "Nerve" sia di condanna nei confronti dell'abuso dei social media come filtro alterato della realtà - emblematica la frase di Vee a Ian "Basta cellulare. Preferisco parlarti di persona." - è facile immaginare il successo che potrebbe avere un gioco del genere.
La triste verità è che sarebbe l'app più scaricata, e che il web sarebbe letteralmente invaso da filmati di sfide sempre più pericolose, e non voglio nemmeno pensare a quante vite si spezzerebbero così senza un senso a causa di sfide andate male: non potremmo nemmeno definirle vittime, o forse solo della loro brama di visibilità in un mondo in cui sei considerato di successo solo se sei visibile.
È il film giusto per questo periodo e per i post-millennials, per questa Generazione Z che sembra affamata più di cuori virtuali che di vero sentimento, e che per una manciata di followers è sin troppo spesso pronta a rinunciare alla propria privacy o alla propria dignità.
Una generazione in cui tutti ambiscono a essere giocatori, dimenticandosi che sono gli spettatori ad avere il coltello dalla parte del manico: è a loro che basta smettere di guardarli, per renderli insignificanti.
Consigliato soprattutto dopo la lettura del romanzo, edito in Italia da Newton Compton Editori, perchè Jeanne Ryan ha creato un personaggio femminile efficace e multisfaccettato che nel film risulta un po' piatto, e che invece merita di essere scoperto.
E poi si sa che si legge prima il libro, suvvia ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 24 maggio 2017
"P.S. I like you" di Kasie West
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "P.S. I like you" di Kasie West, edito Newton Compton, in uscita il 29 Giugno:
Il sogno di Lily è comporre canzoni. Scrive versi ovunque le capiti. Anche durante le lezioni che proprio non riesce a digerire, per esempio quelle di chimica. Almeno fino al giorno in cui, richiamata per la sua disattenzione, dal suo banco sparisce qualsiasi oggetto possa distrarla: tranne un foglio per prendere appunti. Ma la sua passione è più forte di tutto. E così Lily inizia ad appuntare versi sul banco, sperando che nessuno se ne accorga. Qualcuno però la scopre. Qualcuno che legge quel che lei scrive e aggiunge parole alle sue, sul banco. A ogni lezione di chimica. Tre volte a settimana. Quella che nasce tra Lily e il suo misterioso interlocutore è una vera e propria corrispondenza, che la entusiasma, le dà energia e la spinge a trasformare quelle frasi in testi di vere e proprie canzoni. La magia sembra interrompersi quando Lily scopre che il suo corrispondente è Cade, un ragazzo che lei ha sempre profondamente detestato...
Ho letto diversi romanzi di Kasie West, e vi avevo proposto la recensione di "Principe azzurro per un giorno" (uscito per Mondadori) e della duologia aperta da "Reflections" (edita DeA, interrotta dopo il primo volume: ho letto il secondo in lingua originale).
Mi piace molto il suo stile e mi lascio sempre conquistare dalle sue protagoniste, quindi ero ansiosa di incontrare Lily.
E Lily mi è piaciuta un sacco: una ragazza imbranata quando si parla di comunicare con i ragazzi, soprattutto quelli che le piacciono (come il bello-bellissimo Lucas), ma capace di accendersi d'entusiasmo quando si tratta della sua grande passione. La musica.
Aspirante autrice di canzoni, delle quali riesce però a scrivere solo pochi versi senza finirle, si destreggia tra una grande amicizia con Isabel, la sua numerosa e ruomorosissima famiglia e un ragazzo che proprio non sopporta con il quale battibecca di continuo: Cade Jennings.
A movimentare le lezioni più noiose a scuola, quelle di chimica, arriva però un misterioso studente che inizia a intrattenere con lei una vera e propria corrispondenza anonima, tra frasi scritte sul banco e bigliettini nascosti sotto di esso.
Combattuta tra il desiderio di sapere chi sia e la voglia di mantenere l'anonimato e poter così essere una versione più sicura e meno imbranata di sè, resta senza parole quando scopre che il misterioso amico di penna è proprio Cade!
Può l'odio diventare amicizia? O addirittura amore?
Carino, carino, carino!
La perfetta lettura scacciapensieri dell'estate, per chi crede nell'amore che nasce dal litigio e per chi cerca la sua anima gemella capace di leggere tra le righe di ogni sua frase.
Perchè è proprio questo, il modo in cui Lily e Cade riescono a conoscersi: leggendo tra le righe delle loro lettere, e arrivando a comprendere non solo ciò che l'altro racconta, ma soprattutto ciò che sceglie di non dire.
L'anonimato rende Lily più sicura di sè e capace di scherzare, proporre, essere ironica e esprimere le sue opinioni, e rende Cade molto meno arrogante e molto più dolce.
Sembra quasi impossibile che sia lo stesso ragazzo che l'ha presa in giro per le sue scarse doti atletiche affibbiandole un soprannome rimastole appiccicato addosso, o lo stesso ragazzo capace di mettere sempre in ridicolo gli studenti più giovani o meno sicuri.
Cade le confida i problemi con un padre assente e un patrigno che non lo ascolta, Lily gli rivela quanto avere due fratelli e una sorella la faccia sentire come se non ci fosse davvero posto per lei a casa sua.
Insieme, potrebbero persino riuscire a risolvere il problema di Lily con le canzoni, e portarla a scriverne una intera...
E a proposito di Lily e dei suoi fratelli, preparatevi ad adorare i due scatenatissimi bambini che una ne pensano e cento ne fanno: li avrei adottati subito. Loro, e il loro coniglio che salta dappertutto creando ancora più confusione.
Bellissimo il fatto che Lily li abbia soprannominati Thing 1 e Thing 2, due personaggi dell'immaginario del Dr. Seuss noti per la capacità di fare disastri: l'autrice è stata abile nel mostrare quanto per Lily sia un costante tira e molla tra il desiderio di una famiglia più tranquilla e l'affetto profondo che la lega alla sua, e credo che sia impossibile non identificarsi in questo sentimento.
Quante volte ci siamo vergognati dei nostri genitori perchè non erano abbastanza cool, o perchè quelli degli altri ci sembravano sempre meglio vestiti o meno imbarazzanti dei nostri?
La verità è che noi, ai nostri genitori e ai nostri fratelli, vogliamo bene così come sono.
Anche quando vorremmo poterli nascondere in un armadio e impedire loro di metterci in imbarazzo di fronte al ragazzo che ci piace.
Dovrò recuperare assolutamente i romanzi che devo ancora leggere di quest'autrice, perchè anche stavolta mi ha convinta e conquistata!
Una lettura leggera, frizzante, divertente e molto dolce: perfetta per l'estate in arrivo e da mettere subito sul comodino ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "P.S. I like you" di Kasie West, edito Newton Compton, in uscita il 29 Giugno:
Il sogno di Lily è comporre canzoni. Scrive versi ovunque le capiti. Anche durante le lezioni che proprio non riesce a digerire, per esempio quelle di chimica. Almeno fino al giorno in cui, richiamata per la sua disattenzione, dal suo banco sparisce qualsiasi oggetto possa distrarla: tranne un foglio per prendere appunti. Ma la sua passione è più forte di tutto. E così Lily inizia ad appuntare versi sul banco, sperando che nessuno se ne accorga. Qualcuno però la scopre. Qualcuno che legge quel che lei scrive e aggiunge parole alle sue, sul banco. A ogni lezione di chimica. Tre volte a settimana. Quella che nasce tra Lily e il suo misterioso interlocutore è una vera e propria corrispondenza, che la entusiasma, le dà energia e la spinge a trasformare quelle frasi in testi di vere e proprie canzoni. La magia sembra interrompersi quando Lily scopre che il suo corrispondente è Cade, un ragazzo che lei ha sempre profondamente detestato...
Ho letto diversi romanzi di Kasie West, e vi avevo proposto la recensione di "Principe azzurro per un giorno" (uscito per Mondadori) e della duologia aperta da "Reflections" (edita DeA, interrotta dopo il primo volume: ho letto il secondo in lingua originale).
Mi piace molto il suo stile e mi lascio sempre conquistare dalle sue protagoniste, quindi ero ansiosa di incontrare Lily.
E Lily mi è piaciuta un sacco: una ragazza imbranata quando si parla di comunicare con i ragazzi, soprattutto quelli che le piacciono (come il bello-bellissimo Lucas), ma capace di accendersi d'entusiasmo quando si tratta della sua grande passione. La musica.
Aspirante autrice di canzoni, delle quali riesce però a scrivere solo pochi versi senza finirle, si destreggia tra una grande amicizia con Isabel, la sua numerosa e ruomorosissima famiglia e un ragazzo che proprio non sopporta con il quale battibecca di continuo: Cade Jennings.
A movimentare le lezioni più noiose a scuola, quelle di chimica, arriva però un misterioso studente che inizia a intrattenere con lei una vera e propria corrispondenza anonima, tra frasi scritte sul banco e bigliettini nascosti sotto di esso.
Combattuta tra il desiderio di sapere chi sia e la voglia di mantenere l'anonimato e poter così essere una versione più sicura e meno imbranata di sè, resta senza parole quando scopre che il misterioso amico di penna è proprio Cade!
Può l'odio diventare amicizia? O addirittura amore?
Carino, carino, carino!
La perfetta lettura scacciapensieri dell'estate, per chi crede nell'amore che nasce dal litigio e per chi cerca la sua anima gemella capace di leggere tra le righe di ogni sua frase.
Perchè è proprio questo, il modo in cui Lily e Cade riescono a conoscersi: leggendo tra le righe delle loro lettere, e arrivando a comprendere non solo ciò che l'altro racconta, ma soprattutto ciò che sceglie di non dire.
L'anonimato rende Lily più sicura di sè e capace di scherzare, proporre, essere ironica e esprimere le sue opinioni, e rende Cade molto meno arrogante e molto più dolce.
Sembra quasi impossibile che sia lo stesso ragazzo che l'ha presa in giro per le sue scarse doti atletiche affibbiandole un soprannome rimastole appiccicato addosso, o lo stesso ragazzo capace di mettere sempre in ridicolo gli studenti più giovani o meno sicuri.
Cade le confida i problemi con un padre assente e un patrigno che non lo ascolta, Lily gli rivela quanto avere due fratelli e una sorella la faccia sentire come se non ci fosse davvero posto per lei a casa sua.
Insieme, potrebbero persino riuscire a risolvere il problema di Lily con le canzoni, e portarla a scriverne una intera...
E a proposito di Lily e dei suoi fratelli, preparatevi ad adorare i due scatenatissimi bambini che una ne pensano e cento ne fanno: li avrei adottati subito. Loro, e il loro coniglio che salta dappertutto creando ancora più confusione.
Bellissimo il fatto che Lily li abbia soprannominati Thing 1 e Thing 2, due personaggi dell'immaginario del Dr. Seuss noti per la capacità di fare disastri: l'autrice è stata abile nel mostrare quanto per Lily sia un costante tira e molla tra il desiderio di una famiglia più tranquilla e l'affetto profondo che la lega alla sua, e credo che sia impossibile non identificarsi in questo sentimento.
Quante volte ci siamo vergognati dei nostri genitori perchè non erano abbastanza cool, o perchè quelli degli altri ci sembravano sempre meglio vestiti o meno imbarazzanti dei nostri?
La verità è che noi, ai nostri genitori e ai nostri fratelli, vogliamo bene così come sono.
Anche quando vorremmo poterli nascondere in un armadio e impedire loro di metterci in imbarazzo di fronte al ragazzo che ci piace.
Dovrò recuperare assolutamente i romanzi che devo ancora leggere di quest'autrice, perchè anche stavolta mi ha convinta e conquistata!
Una lettura leggera, frizzante, divertente e molto dolce: perfetta per l'estate in arrivo e da mettere subito sul comodino ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 3 maggio 2017
“Noi, gli unici al mondo” di Siobhan Vivian
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a “Noi, gli unici al mondo” di Siobhan Vivian, edito da Newton Compton (rilegato a 10€):
Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste d’addio incredibili per chi è in partenza per sempre, balli di fine anno in case abbandonate. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore...
Una città che rischia di essere letteralmente spazzata via, o meglio, sommersa.
Una famiglia sul punto di spezzarsi per sempre.
Un primo amore che potrebbe essere quello giusto... o forse no.
Siobhan Vivian costruisce su queste tre premesse un romanzo YA accattivante e dal ritmo coinvolgente, che accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina incuriosendolo e suscitando in lui molte domande.
“Noi, gli unici al mondo” è la storia della città di Aberdeen, una sonnacchiosa cittadina di provincia che, incapace di contenere le piene del fiume che scorre troppo vicino, si trova nella situazione di dover evacuare completamente la popolazione e a diventare un non-luogo: verrà costruita una grande diga in cui dirottare gli eccessi idrici del fiume, e quando la diga si aprirà la città finirà sott’acqua.
Keeley, però, non è affatto disposta a lasciare per sempre la sua casa, e tutti i suoi ricordi, e così suo padre: quest’ultimo diventerà ben presto il leader di un movimento di protesta, e mentre piano piano Aberdeen si svuota e si trasforma in una città-fantasma, Keeley si trova a gestire anche nuove amicizie che fioriscono, vecchie amicizie che sembrano sul punto di finire e, soprattutto, un insperato primo amore...
Premetto che ero davvero molto, molto curiosa di leggere questo romanzo (ci era stato presentato a Gennaio e sostanzialmente era uno dei 4/5 che mi ero segnata come irrinunciabili), al punto da richiederne immediatamente una copia digitale appena possibile.
Avendo molte letture arretrate (ehm) evito di chiedere se non so di poter leggere il titolo a breve, e questo l'ho iniziato subito.... per bloccarmi dopo pochi capitoli.
Poi l'ho ripreso in treno, diretta a Napoli e nel giro di poche ore lo avevo finito.
La storia di Keeley non è solo quella di una ragazza che non vuole perdere la sua casa e i suoi ricordi: è quella di un'adolescente che diventa una giovane donna.
Attraverso un primo amore insperato (ma sarà davvero amore? O è solo bisogno di distrazione?) e la fine di quella che sembrava un'amicizia indistruttibile e destinata durare per sempre, Keeley lascia il regno dell'infanzia per entrare nell'età adulta, il tutto con sullo sfondo una città che, inesorabilmente, affonda.
Sappiamo del destino di Aberdeen fin dalle prime pagine, che vedono Keeley su una barca intenta a raggiungere la casa semi-allagata della sua migliore amica di sempre, Morgan: l'intero romanzo ci racconta cos'ha portato Keeley a trovarsi lì e soprattutto, cosa sta cercando.
La copertina fa pensare a un romanzo dalle note romantiche, ma la verità è che questa non è una storia d'amore. È una storia di crescita personale (tra vari scivolonie capitomboli), di errori (tantissimi) e di seconde occasioni.
Per Keeley di riparare ai danni arrecati a un'amicizia a cui non vuole rinunciare, per i suoi genitori di suoerare una crisi che sembra irreversibile, e per Levi, il ragazzo sempre sullo sfondo, di dimostrare quanto vale.
Io tifavo per Levi sin dall'inizio, sicura che il secchione rompiscatole iperdiscoplinato avesse, in realtà, molto per cui farsi apprezzare: sono stata davvero felice di scoprire che non mi sbagliavo.
Tenetelo d'occhio ;)
Uno young adult diverso, poco romantico ma molto, molto "vero", che merita sicuramente almeno tre stelline e mezza. C'è qualche imprecisione nella traduzione, facilmente riscontrabile se pensate alla sintassi inglese, ma a parte questo, il romanzo è sicuramente promosso.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a “Noi, gli unici al mondo” di Siobhan Vivian, edito da Newton Compton (rilegato a 10€):
Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste d’addio incredibili per chi è in partenza per sempre, balli di fine anno in case abbandonate. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore...
Una città che rischia di essere letteralmente spazzata via, o meglio, sommersa.
Una famiglia sul punto di spezzarsi per sempre.
Un primo amore che potrebbe essere quello giusto... o forse no.
Siobhan Vivian costruisce su queste tre premesse un romanzo YA accattivante e dal ritmo coinvolgente, che accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina incuriosendolo e suscitando in lui molte domande.
“Noi, gli unici al mondo” è la storia della città di Aberdeen, una sonnacchiosa cittadina di provincia che, incapace di contenere le piene del fiume che scorre troppo vicino, si trova nella situazione di dover evacuare completamente la popolazione e a diventare un non-luogo: verrà costruita una grande diga in cui dirottare gli eccessi idrici del fiume, e quando la diga si aprirà la città finirà sott’acqua.
Keeley, però, non è affatto disposta a lasciare per sempre la sua casa, e tutti i suoi ricordi, e così suo padre: quest’ultimo diventerà ben presto il leader di un movimento di protesta, e mentre piano piano Aberdeen si svuota e si trasforma in una città-fantasma, Keeley si trova a gestire anche nuove amicizie che fioriscono, vecchie amicizie che sembrano sul punto di finire e, soprattutto, un insperato primo amore...
Premetto che ero davvero molto, molto curiosa di leggere questo romanzo (ci era stato presentato a Gennaio e sostanzialmente era uno dei 4/5 che mi ero segnata come irrinunciabili), al punto da richiederne immediatamente una copia digitale appena possibile.
Avendo molte letture arretrate (ehm) evito di chiedere se non so di poter leggere il titolo a breve, e questo l'ho iniziato subito.... per bloccarmi dopo pochi capitoli.
Poi l'ho ripreso in treno, diretta a Napoli e nel giro di poche ore lo avevo finito.
La storia di Keeley non è solo quella di una ragazza che non vuole perdere la sua casa e i suoi ricordi: è quella di un'adolescente che diventa una giovane donna.
Attraverso un primo amore insperato (ma sarà davvero amore? O è solo bisogno di distrazione?) e la fine di quella che sembrava un'amicizia indistruttibile e destinata durare per sempre, Keeley lascia il regno dell'infanzia per entrare nell'età adulta, il tutto con sullo sfondo una città che, inesorabilmente, affonda.
Sappiamo del destino di Aberdeen fin dalle prime pagine, che vedono Keeley su una barca intenta a raggiungere la casa semi-allagata della sua migliore amica di sempre, Morgan: l'intero romanzo ci racconta cos'ha portato Keeley a trovarsi lì e soprattutto, cosa sta cercando.
La copertina fa pensare a un romanzo dalle note romantiche, ma la verità è che questa non è una storia d'amore. È una storia di crescita personale (tra vari scivolonie capitomboli), di errori (tantissimi) e di seconde occasioni.
Per Keeley di riparare ai danni arrecati a un'amicizia a cui non vuole rinunciare, per i suoi genitori di suoerare una crisi che sembra irreversibile, e per Levi, il ragazzo sempre sullo sfondo, di dimostrare quanto vale.
Io tifavo per Levi sin dall'inizio, sicura che il secchione rompiscatole iperdiscoplinato avesse, in realtà, molto per cui farsi apprezzare: sono stata davvero felice di scoprire che non mi sbagliavo.
Tenetelo d'occhio ;)
Uno young adult diverso, poco romantico ma molto, molto "vero", che merita sicuramente almeno tre stelline e mezza. C'è qualche imprecisione nella traduzione, facilmente riscontrabile se pensate alla sintassi inglese, ma a parte questo, il romanzo è sicuramente promosso.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
venerdì 7 aprile 2017
Anteprima: "The Originals - Solo tu" di Julie Plec
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "The Originals - Solo tu" di Julie Plec, edito Newton Compton (rilegato a 12,90€) in uscita il 13/04:
Anno 1776. Klaus, Elijah e Rebekah Mikaelson sono antichi vampiri e stanno contribuendo alla ricostruzione della città di New Orleans, distrutta da un uragano. Sembra andare tutto per il meglio, i lupi mannari sono fuggiti, le streghe sono confinate ai margini della palude. Eppure Klaus non è soddisfatto, ha bisogno di una donna accanto a lui, una regina. Per incontrare di nuovo il suo amore, Vivianne, è disposto a rischiare, affidandosi ai poteri di una strega. Ma l’incantesimo non ha gli effetti sperati, Klaus è stato ingannato e una maledizione riporta in vita creature che erano sparite dalla faccia della terra. Per i fratelli Mikaelson è ora di tornare a combattere.
La famiglia è potere. Migliaia di anni fa, i fratelli Mikaelson avevano giurato che sarebbero rimasti uniti per sempre. Ma quando sei immortale, le promesse sono difficili da mantenere.
Klaus, amore mio, eccoti di nuovo in libreria!
Delirio da fangirl a parte, sono contentissima dell'uscita del secondo volume di questa serie dedicata alla storia dei fratelli Mikaelson perchè no, la serie TV non mi basta.
Non basterà mai.
Ed è proprio per questo che vi segnalo il blogtour che partirà la prossima settimana e che passerà anche dal blog!
Ecco il calendario e i blog partecipanti, così sarete pronti a seguirci:
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "The Originals - Solo tu" di Julie Plec, edito Newton Compton (rilegato a 12,90€) in uscita il 13/04:
Anno 1776. Klaus, Elijah e Rebekah Mikaelson sono antichi vampiri e stanno contribuendo alla ricostruzione della città di New Orleans, distrutta da un uragano. Sembra andare tutto per il meglio, i lupi mannari sono fuggiti, le streghe sono confinate ai margini della palude. Eppure Klaus non è soddisfatto, ha bisogno di una donna accanto a lui, una regina. Per incontrare di nuovo il suo amore, Vivianne, è disposto a rischiare, affidandosi ai poteri di una strega. Ma l’incantesimo non ha gli effetti sperati, Klaus è stato ingannato e una maledizione riporta in vita creature che erano sparite dalla faccia della terra. Per i fratelli Mikaelson è ora di tornare a combattere.
La famiglia è potere. Migliaia di anni fa, i fratelli Mikaelson avevano giurato che sarebbero rimasti uniti per sempre. Ma quando sei immortale, le promesse sono difficili da mantenere.
Klaus, amore mio, eccoti di nuovo in libreria!
Delirio da fangirl a parte, sono contentissima dell'uscita del secondo volume di questa serie dedicata alla storia dei fratelli Mikaelson perchè no, la serie TV non mi basta.
Non basterà mai.
Ed è proprio per questo che vi segnalo il blogtour che partirà la prossima settimana e che passerà anche dal blog!
Ecco il calendario e i blog partecipanti, così sarete pronti a seguirci:
Grazie a Il colore dei libri per avermi coinvolta, e per darmi l'occasione di immergermi nelle frivolezze che mi piacciono tanto: parleremo della moda di fine secolo a New Orleans, non vedo l'ora!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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