Quanti di voi sono già venuti meno ai propositi per l'anno nuovo?
Da chi si è ripromesso di bere meno caffè (e poi di colpo sono le 11 e realizza di averne già bevuti tre) a chi ha deciso che sarebbe andato in palestra ogni settimana, ma non ha ancora rinnovato la sua iscrizione... a chi ha del tutto rinunciato a farli, i propositi: per tutti voi, ci sono dieci cose che potete fare subito per un 2020 all'insegna del benessere e della salute.
Così avrete le energie per pensare a tutti gli altri propositi!
Si parte dalle basi: se tendete a trascurare un po' (o tanto) la vostra salute perchè state bene, è il momento di una visita di controllo dal vostro medico curante, al quale chiedere indicazioni per la scelta degli integratori giusti per voi.
Un mix personalizzato di integratori è fondamentale, infatti, per provvedere alle vostra arenze: tutto ciò che assumete e che non vi serve, viene eliminato e viene, sostanzialmente, assunto per niente.
Evitate un integratore generico, e dopo il confronto con il medico ricorrete a servizi come Vitamina, che vi permette di comporre il vostro pack con vitamine e sali minerali (ma non solo) e riceverli direttamente a casa entro 72 ore. Scoprite di più sul servizio qui.
E per la pace dei sensi? È il momento giusto per provare la meditazione, e se non volete spendere soldi per una classe in palestra, niente paura: ci sono app gratuite e video su YouTube che vi permettono di approcciarla a costo zero. HeadSpace, per esempio (disponibile per Android e su Apple Store), vi permette di provare il servizio gratuitamente.
La salute passa anche dal piatto (siamo quello che mangiamo), e il primo passo è accompagnare ogni pasto e spuntino con almeno un bicchiere d'acqua. Questo perchè è fondamentale mantenersi idratati, ma non solo: in questo modo, avrete la garanzia di bere sempre almeno 5 degli 8 bicchieri al giorno consigliati. Se lo bevete subito prima di mangiare, contribuirà a farvi sentire sazi e a farvi, di conseguenza, mangiare meno. Ma cosa mangiare?
Più alimenti freschi possibili, in particolare cercate di consumare frutta e verdura in più occasioni possibili, a partire dai tre pasti principali. Ma non solo: adottatele anche come spuntini, e il gioco sarà fatto.
Gli spuntini, spesso, sono i pasti più deleteri, in cui è facile cedere ai biscotti dimenticandosi del proposito di mangiare più sano: la soluzione è quella di infilare snack salutari dappertutto, dalla borsa per gli attacchi di fame on-the-go al cassetto della scrivania in ufficio, in modo da avere sempre sottomano un'alternativa migliore al Mars del distributore automatico.
Anche in palestra è il momento di cambiare, e provare a fare sport in modo nuovo.
Un corso mai fatto prima, o perchè no, affidandosi a uno sport che permetta di allenare contemporaneamente il corpo interno: il nuoto.
Se la vostra palestra è dotata di piscina, o se avete una piscina comunale a portata di mano, infilate il costume e fate qualche vasca: braccia e gambe ne trarranno grande beneficio, ed è un'attività che tonifica il corpo intero.
E qualsiasi sia la vostra disciplina sportiva prescelta, non dimenticate mai di fare stretching, dopo:
è fondamentale per evitare dolorose contratture, e aiutare i muscoli appena esercitati a passare alla modalità "riposo" senza strappi.
Due accorgimenti vanno presi anche in camera da letto: cambiate più spesso le lenzuola, innanzitutto.
Il minimo sindacale è una volta a settimana, ma la federa andrebbe cambiata ogni tre giorni. Pelle del viso e capelli ringrazieranno, quando non sarano a contatto con sebo in eccesso, polvere e cellule morte una notte dopo l'altra.
I vostri occhi, invece, vi vorranno più bene se riuscirete ad abbandonare telefoni e tablet retro-illuminati almeno tre quarti d'ora prima di dormire: dormirete prima, e più profondamente.
Leggi anche: Sette cose da fare subito per vivere meglio
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martedì 14 gennaio 2020
Dieci cose da fare subito per sentirsi meglio
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mercoledì 8 gennaio 2020
Smetti di odiare il lunedì!, di Bruce Daisley
Smetti di odiare il lunedì, ammonisce Bruce Daisley dalla copertina bianca come la neve del suo omonimo libro (Newton Compton Editori): ma è davvero possibile?
Al di là dell'imparare a concepire il lunedì come un nuovo inizio (bene) e non solo come un ritorno ai fastidi della settimana (male), qui si tratta di fare qualcosa di più: amare il proprio lavoro.
Amarlo davvero, al punto dal non vedere l'ora che sia lunedì per tornare a lavorare.
Vicepresidente di Twitter (Europa, Medio Oriente ed Africa), Bruce Daisley è una delle figure più accattivanti del mondo della comunicazione. Autore di Eat Sleep Work Repeat - uno dei business podcast in lingua inglese di maggior successo -, Daisley vanta un curriculum vitae invidiabile.
La sua riflessione sulla cultura del lavoro nel mondo anglosassone, e la sua analisi di alcune delle più grandi e affermate aziende, lo hanno portato a identificare nell'entusiasmo e nella passione dei loro dipendenti uno dei fattori chiave del loro successo.
Ma come si mantiene nel tempo l'entusiasmo iniziale, quando tutto è nuovo e i primi successi bastano ad alimentarne la fiamma? E quando si smette di amare il proprio lavoro, come si fa a innamorarsene una seconda volta, rendendolo più piacevole e, di conseguenza, più soddisfacente e produttivo?
Smetti di amare il lunedì! suggerisce al lettore trenta (!) piccoli, grandi cambiamenti da introdurre nella propria vita lavorativa e/o da suggerire ai colleghi, suddivisi in tre sezioni:
nella prima, Daisley suggerisce come ricaricare le proprie energie, attraverso dodici consigli che spaziano dall'invito a dormire più a lungo di notte al tornare a concentrarsi su una mansione alla volta, all'introduzione di riunioni "deambulanti", perchè camminare aiuta la circolazione e la respirazione, e di conseguenza rende più lucidi anche a livello di creatività e ragionamento;
nella seconda, l'autore condivide parte della ricerca scientifica svolta per offrire otto spunti su come rafforzare le connessioni e il rapporto di fiducia tra i membri del team di lavoro. Uno degli spunti? Dimezzare le riunioni, in modo che i partecipanti chiave non siano rallentati nel processo decisionale. Vengono in mente a tutti almeno tre riunioni nell'ultimo mese in cui si è parlato per due ore e non si è sostanzialmente deciso niente;
infine, la terza e ultima parte, in cui Daisley identifica il passo successivo: la creazione di un senso di coinvolgimento ed energia positiva, frutto della combinazione di affetto positivo e sicurezza psicologica. Dieci consigli, tra i quali l'invito a riconoscere sempre i propri errori, introdurre sempre elementi di diversità e il bandire i cellulari dalle riunioni, che il lettore potrà mettere in pratica da subito o proporre a una delle proprie riunioni.
Smetti di odiare il lunedì! è una lettura scorrevole e spunto per diverse riflessioni, un manuale capace di abbracciare ogni aspetto della vita lavorativa del nostro tempo e suggerire come migliorarlo nel concreto. Anche attraverso una tazza di tè condivisa con i colleghi, una passeggiata in più e senza rinunciare mai alla pausa pranzo.
Consigliato.
Smetti di odiare il lunedì di Bruce Daisley (Newton Compton Editori) è in libreria dal 9 gennaio, al prezzo di copertina di 10€.
Al di là dell'imparare a concepire il lunedì come un nuovo inizio (bene) e non solo come un ritorno ai fastidi della settimana (male), qui si tratta di fare qualcosa di più: amare il proprio lavoro.
Amarlo davvero, al punto dal non vedere l'ora che sia lunedì per tornare a lavorare.
Vicepresidente di Twitter (Europa, Medio Oriente ed Africa), Bruce Daisley è una delle figure più accattivanti del mondo della comunicazione. Autore di Eat Sleep Work Repeat - uno dei business podcast in lingua inglese di maggior successo -, Daisley vanta un curriculum vitae invidiabile.
La sua riflessione sulla cultura del lavoro nel mondo anglosassone, e la sua analisi di alcune delle più grandi e affermate aziende, lo hanno portato a identificare nell'entusiasmo e nella passione dei loro dipendenti uno dei fattori chiave del loro successo.
Ma come si mantiene nel tempo l'entusiasmo iniziale, quando tutto è nuovo e i primi successi bastano ad alimentarne la fiamma? E quando si smette di amare il proprio lavoro, come si fa a innamorarsene una seconda volta, rendendolo più piacevole e, di conseguenza, più soddisfacente e produttivo?
Smetti di amare il lunedì! suggerisce al lettore trenta (!) piccoli, grandi cambiamenti da introdurre nella propria vita lavorativa e/o da suggerire ai colleghi, suddivisi in tre sezioni:
nella prima, Daisley suggerisce come ricaricare le proprie energie, attraverso dodici consigli che spaziano dall'invito a dormire più a lungo di notte al tornare a concentrarsi su una mansione alla volta, all'introduzione di riunioni "deambulanti", perchè camminare aiuta la circolazione e la respirazione, e di conseguenza rende più lucidi anche a livello di creatività e ragionamento;
nella seconda, l'autore condivide parte della ricerca scientifica svolta per offrire otto spunti su come rafforzare le connessioni e il rapporto di fiducia tra i membri del team di lavoro. Uno degli spunti? Dimezzare le riunioni, in modo che i partecipanti chiave non siano rallentati nel processo decisionale. Vengono in mente a tutti almeno tre riunioni nell'ultimo mese in cui si è parlato per due ore e non si è sostanzialmente deciso niente;
infine, la terza e ultima parte, in cui Daisley identifica il passo successivo: la creazione di un senso di coinvolgimento ed energia positiva, frutto della combinazione di affetto positivo e sicurezza psicologica. Dieci consigli, tra i quali l'invito a riconoscere sempre i propri errori, introdurre sempre elementi di diversità e il bandire i cellulari dalle riunioni, che il lettore potrà mettere in pratica da subito o proporre a una delle proprie riunioni.
Smetti di odiare il lunedì! è una lettura scorrevole e spunto per diverse riflessioni, un manuale capace di abbracciare ogni aspetto della vita lavorativa del nostro tempo e suggerire come migliorarlo nel concreto. Anche attraverso una tazza di tè condivisa con i colleghi, una passeggiata in più e senza rinunciare mai alla pausa pranzo.
Consigliato.
Smetti di odiare il lunedì di Bruce Daisley (Newton Compton Editori) è in libreria dal 9 gennaio, al prezzo di copertina di 10€.
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sabato 4 gennaio 2020
Cinque cose che le persone di successo fanno a gennaio
Le conosciamo tutti: sono le persone che ammiriamo, e che invidiamo anche un po'. Un po' tanto. Quelle sempre organizzate, a cui sembra sempre andare tutto bene, e che ci fanno sentire come se non combinassimo granchè, da parte nostra. Eppure sono persone come noi, solo con qualche piccolo asso nella manica che sanno calare al momento giusto. Si può diventare persone di successo? Assolutamente sì. Basta iniziare a farsi le domande giuste.
Per esempio, cosa fa una persona di successo a gennaio?
Innanzitutto, identifica i grandi obbiettivi chiave. Quali sono le aree in cui occorre migliorare o fare dei cambiamenti? E di quanti miglioramenti/cambiamenti stiamo parlando?
Non occorre che ci sia un grande obbiettivo per ogni aspetto della propria vita (famiglia, salute, lavoro...), ma è importante capire quali siano i punti chiave, da cui partire e a da cui muoversi subito, a cominciare da oggi.
Non occorre che ci sia un grande obbiettivo per ogni aspetto della propria vita (famiglia, salute, lavoro...), ma è importante capire quali siano i punti chiave, da cui partire e a da cui muoversi subito, a cominciare da oggi.
Procede poi a scindere ogni obbiettivo in altri più piccoli: vuole cambiare lavoro? Perfetto! I piccoli obbiettivi saranno aggiornare il proprio CV, informarsi sulle competenze necessarie per il lavoro desiderato, trovare dei corsi per formarsi dove è carente, cercare tra i contatti qualcuno che svolga quel lavoro o uno simile per porre domande e raccogliere informazioni... e via dicendo.
Su questi piccoli obbiettivi, riflette con un occhio sul calendario, perchè occorrerà rivedere la propria organizzazione e la propria gestione del tempo per riuscire a fare ricerche, formarsi, frequentare corsi. Qualora l'obbiettivo fosse risparmiare una certa somma entro la fine dell'anno, occorrerà capire dove, se possibile, inserire attività che permettano di guadagnare di più, oltre a ragione su come modificare le proprie spese (perchè c'è un limite ai tagli che una persona riesce a sostenere nel lungo periodo, soprattutto se deve stravolgere le proprie abitudini).
Ma prima di tutto questo, una persona di successo riflette su ciò che non ha funzionato l'anno precedente. Un'analisi attenta di ogni errore, scivolone o semplicemente degli imprevisti (che a volte, osservandoli bene, si rivelano tutt'altro che imprevedibili...) è utilissima, e va fatta senza autocommiserarsi: da ogni errore si impara e anzi, spesso gli errori sono i catalizzatori dei nostri più grandi successi.
Infine, per una spinta motivazionale in più, identifica una persona alla quale vuole provare ciò che sa fare: può essere un genitore o un superiore, ma anche un amico. Sapere di dover avere un risultato da poter presentare a qualcuno sarà da stimolo a non tentennare: chi dorme non piglia pesci!
Leggete anche: Dieci abitudini mattutine delle persone di successo
Leggete anche: Dieci abitudini mattutine delle persone di successo
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venerdì 4 gennaio 2019
Lavoro da casa e produttività: ecco come dare il massimo!
«Lavori da casa? Che fortuna!»
Sì... e no. Da un lato sembra bello potersi rilassare in abiti comodi nella propria abitazione, circondati dalle proprie cose, e gestire il proprio tempo in autonomia.
Dall'altro, non uscire per andare a lavorare rischia di trasformarvi in persone che lavorano sempre.
O che faticano a concentrarsi, distratte proprio da tutte quelle cose che sembrava così allettante avere attorno.
Il primo passo per riuscire a dare il massimo?
Creare un ambiente di lavoro stimolante e (se possibile) separato.
Scegliete un angolo della vostra casa privo di distrazioni, e partite da qui. Se riuscite a designare un'area reale al lavoro, vi aiuterà. Ad esempio, lavorare al tavolo della cucina potrebbe degenerare in una sessione di lavaggio piatti. Non solo volete essere sicuri di trovarvi in una zona isolata e senza distrazioni della vostra casa quando lavorate, ma vorrete anche assicurarvi che questo spazio sia stimolante. Dev'essere piacevole trascorrervi del tempo, e deve mantenere viva la vostra creatività: via libera alle decorazioni, e un occhio di riguardo per l'illuminazione. La vista non va stancata!
Iniziate a lavorare valutando la lista delle cose da fare, per poi pianificare la vostra giornata in "blocchi" dedicati alle varie attività. In questo modo, la giornata sembrerà più strutturata. Potreste anche decidere di pianificare i vostri allenamenti, le pause pranzo, le pause caffè, ecc., in modo da poter prendere fiato durante il giorno. Il modo più semplice per procurarsi un esaurimento da lavoro è lavorare ventiquattro ore su ventiquattro, quindi è molto importante creare un equilibrio tra lavoro e vita privata se si lavora da casa.
Con così tanto tempo passato a casa, è facile perdere il conto delle ore e delle fasi della giornata (ad esempio, perdere di vista gli orari dei pasti, e magari improvvisare anche per quanto riguarda "la sostanza" degli stessi). Fate uno sforzo e consumate pasti e spuntini sani a intervalli regolari, in modo da mantenere costanti i livelli di energia per tutto il giorno.
Può essere estremamente produttivo alzarsi presto e spuntare qualche voce dalla to-do list personale, prima di affrontare quella lavorativa. Se avete commissioni importanti da sbrigare, infatti, vi assilleranno in background rendendovi meno concentrati sul lavoro, e decisamente meno produttivi. Programmate di avere del tempo riservato alle vostre faccende private prima e dopo il lavoro, ma non mischiate le due cose.
Lavorare da casa vi dà flessibilità. Tuttavia, potreste trovarvi di fronte al computer al di fuori del normale orario di lavoro, nel tentativo di spuntare una voce in più dalla vostra lista di cose da fare. Sebbene ciò possa alleggerire nell'immediato il vostro carico di lavoro, è fondamentale anche trascorrere del tempo di qualità con le persone care. Spegnete tutto, e dedicatevi alle relazioni personali e agli hobby, per creare un sano senso di equilibrio.
L'equilibrio resta la chiave di tutto.
Sì... e no. Da un lato sembra bello potersi rilassare in abiti comodi nella propria abitazione, circondati dalle proprie cose, e gestire il proprio tempo in autonomia.
Dall'altro, non uscire per andare a lavorare rischia di trasformarvi in persone che lavorano sempre.
O che faticano a concentrarsi, distratte proprio da tutte quelle cose che sembrava così allettante avere attorno.
Il primo passo per riuscire a dare il massimo?
Creare un ambiente di lavoro stimolante e (se possibile) separato.
Scegliete un angolo della vostra casa privo di distrazioni, e partite da qui. Se riuscite a designare un'area reale al lavoro, vi aiuterà. Ad esempio, lavorare al tavolo della cucina potrebbe degenerare in una sessione di lavaggio piatti. Non solo volete essere sicuri di trovarvi in una zona isolata e senza distrazioni della vostra casa quando lavorate, ma vorrete anche assicurarvi che questo spazio sia stimolante. Dev'essere piacevole trascorrervi del tempo, e deve mantenere viva la vostra creatività: via libera alle decorazioni, e un occhio di riguardo per l'illuminazione. La vista non va stancata!
Iniziate a lavorare valutando la lista delle cose da fare, per poi pianificare la vostra giornata in "blocchi" dedicati alle varie attività. In questo modo, la giornata sembrerà più strutturata. Potreste anche decidere di pianificare i vostri allenamenti, le pause pranzo, le pause caffè, ecc., in modo da poter prendere fiato durante il giorno. Il modo più semplice per procurarsi un esaurimento da lavoro è lavorare ventiquattro ore su ventiquattro, quindi è molto importante creare un equilibrio tra lavoro e vita privata se si lavora da casa.
Con così tanto tempo passato a casa, è facile perdere il conto delle ore e delle fasi della giornata (ad esempio, perdere di vista gli orari dei pasti, e magari improvvisare anche per quanto riguarda "la sostanza" degli stessi). Fate uno sforzo e consumate pasti e spuntini sani a intervalli regolari, in modo da mantenere costanti i livelli di energia per tutto il giorno.
Può essere estremamente produttivo alzarsi presto e spuntare qualche voce dalla to-do list personale, prima di affrontare quella lavorativa. Se avete commissioni importanti da sbrigare, infatti, vi assilleranno in background rendendovi meno concentrati sul lavoro, e decisamente meno produttivi. Programmate di avere del tempo riservato alle vostre faccende private prima e dopo il lavoro, ma non mischiate le due cose.
Lavorare da casa vi dà flessibilità. Tuttavia, potreste trovarvi di fronte al computer al di fuori del normale orario di lavoro, nel tentativo di spuntare una voce in più dalla vostra lista di cose da fare. Sebbene ciò possa alleggerire nell'immediato il vostro carico di lavoro, è fondamentale anche trascorrere del tempo di qualità con le persone care. Spegnete tutto, e dedicatevi alle relazioni personali e agli hobby, per creare un sano senso di equilibrio.
L'equilibrio resta la chiave di tutto.
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mercoledì 30 agosto 2017
Come bilanciare al meglio lavoro e vita privata
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
C'è profumo di rientro nell'aria, e quale momento migliore per riflettere su come gestire al meglio i mesi che verranno?
L'autunno è una stagione intensa, piena di scadenze e novità, e il rischio di ritrovarsi sopraffatti è altissimo: scopriamo insieme come goderci la nuova stagione in arrivo senza annaspare (troppo)!
Prima cosa, importantissima, da ricordare è che non è il lavoro a definirvi.
Non confondete ciò che fate con ciò che siete, perchè non solo vi limita ma nel lungo periodo vi schiaccia. Vuol dire che appena portato a termine un compito ne vorrete subito un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora, perchè se è il lavoro a dire chi siete, quando non lavorate non avete e non siete niente.
Al contrario, ponetevi come obbiettivo di non perdere di vista chi siete quando non siete dietro alla vostra scrivania, cosa vi piace e cosa vi appassiona.
Da amante delle liste (sono arrivata ad avere una "lista delle liste", quindi potete capire a chi livello di follia siamo...), devo dirlo: non diventate schiavi della vostra to-do list.
Questo perchè, ahimè, è una lista che non avrà mai fine: ogni giorno porta nuove voci da aggiungere, a prescindere da quante possiate spuntarne, quindi fate un bel respiro e prendetevi un minuto per metabolizzare il fatto che è una lista senza fine, e che va bene così.
Chi mi segue da un po' avrà notato che non sono la persona più attiva del mondo sui social network, che potrebbe sembrare un controsenso visto che, oltre a gestire un blog, con i social network ci lavoro.
Ma il punto è proprio questo: ci lavoro. Quando sono su Facebook non è per guardare video di gattini che rotolano, nè per prendere parte alle sette polemiche del giorno, nè per giocare al gioco più pericoloso di tutti, quello del paragone.
Sapere cosa fanno tutti a ogni ora del giorno non vi aiuterà a raggiungere i vostri obbiettivi, ma vi farà sempre sentire inadeguati, per un motivo o per un altro: la verità è che ci sarà sempre qualcuno che farà qualcosa che vi sarebbe piaciuto fare (rendendovi, almeno per un attimo, invidiosi), qualcuno che si sposa (mentre voi siete single), qualcuno che adotta un nuovo cane, o che compra una nuova macchina, o che viene promosso sul lavoro: smettete immediatamente di fare paragoni, e concentratevi su di voi. Se quelle persone fanno e ottengono di più, spesso il motivo è che, invece di rodersi il fegato, si danno da fare.
Inoltre, tutto ciò che dite si riflette su di voi nella mente di chi vi ascolta e vi legge, quindi intasare i vostri profili di frecciatine e bile che scorre non solo non vi porterà nulla di concreto, ma vi renderà persone acide agli occhi di tutti. In che modo questo potrebbe aiutarvi a migliorare?
E a questo proposito, ricordatevi che diventate come le persone di cui vi circondate, sia in privato che sul lavoro.
Oltre a non diventare un distributore di acidità, allontanatevi da chi lo è: accompagnatevi a chi vi stimola a essere più creativo, più produttivo, a ridere di più e a sentirvi bene.
Certo, se l'acidità è ciò che vi fa stare bene allora sì, quella è la strada giusta.
Io ho capito negli ultimi due anni di stare bene quando sono circondata da persone appassionate e motivate, perchè motivano anche me, e di aver bisogno di avere dei modelli di riferimento: persone che, in ciò che fanno, sono molto più brave di me, e dalle quali posso imparare.
Nella vita privata, ho bisogno di persone che mi spingano a fare cose che da sola non avrei il coraggio o lo spirito d'iniziativa di fare, che mi facciano "sciogliere" un po', e che mi facciano ridere.
Riflettete sul tipo di persone che vi rendono felici in privato e sul lavoro, e agite di conseguenza.
Infine, assicuratevi di avere un posto felice. Può essere un luogo fisico (per me è la caffetteria in cui mi sono rifugiata per anni a studiare e a leggere quando volevo "staccare", per esempio), o un luogo mentale (la passeggiata con il cane al parco, per esempio, o il drink con gli amici il venerdì sera), e assicuratevi che, nonostante tutto, ci sia sempre il tempo per rifugiarvici.
Per prendervi del tempo solo per voi, a prescindere da tutto il resto.
Pronti al vostro autunno migliore di sempre? Io di sicuro!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
C'è profumo di rientro nell'aria, e quale momento migliore per riflettere su come gestire al meglio i mesi che verranno?
L'autunno è una stagione intensa, piena di scadenze e novità, e il rischio di ritrovarsi sopraffatti è altissimo: scopriamo insieme come goderci la nuova stagione in arrivo senza annaspare (troppo)!
Prima cosa, importantissima, da ricordare è che non è il lavoro a definirvi.
Non confondete ciò che fate con ciò che siete, perchè non solo vi limita ma nel lungo periodo vi schiaccia. Vuol dire che appena portato a termine un compito ne vorrete subito un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora, perchè se è il lavoro a dire chi siete, quando non lavorate non avete e non siete niente.
Al contrario, ponetevi come obbiettivo di non perdere di vista chi siete quando non siete dietro alla vostra scrivania, cosa vi piace e cosa vi appassiona.
Da amante delle liste (sono arrivata ad avere una "lista delle liste", quindi potete capire a chi livello di follia siamo...), devo dirlo: non diventate schiavi della vostra to-do list.
Questo perchè, ahimè, è una lista che non avrà mai fine: ogni giorno porta nuove voci da aggiungere, a prescindere da quante possiate spuntarne, quindi fate un bel respiro e prendetevi un minuto per metabolizzare il fatto che è una lista senza fine, e che va bene così.
Chi mi segue da un po' avrà notato che non sono la persona più attiva del mondo sui social network, che potrebbe sembrare un controsenso visto che, oltre a gestire un blog, con i social network ci lavoro.
Ma il punto è proprio questo: ci lavoro. Quando sono su Facebook non è per guardare video di gattini che rotolano, nè per prendere parte alle sette polemiche del giorno, nè per giocare al gioco più pericoloso di tutti, quello del paragone.
Sapere cosa fanno tutti a ogni ora del giorno non vi aiuterà a raggiungere i vostri obbiettivi, ma vi farà sempre sentire inadeguati, per un motivo o per un altro: la verità è che ci sarà sempre qualcuno che farà qualcosa che vi sarebbe piaciuto fare (rendendovi, almeno per un attimo, invidiosi), qualcuno che si sposa (mentre voi siete single), qualcuno che adotta un nuovo cane, o che compra una nuova macchina, o che viene promosso sul lavoro: smettete immediatamente di fare paragoni, e concentratevi su di voi. Se quelle persone fanno e ottengono di più, spesso il motivo è che, invece di rodersi il fegato, si danno da fare.
Inoltre, tutto ciò che dite si riflette su di voi nella mente di chi vi ascolta e vi legge, quindi intasare i vostri profili di frecciatine e bile che scorre non solo non vi porterà nulla di concreto, ma vi renderà persone acide agli occhi di tutti. In che modo questo potrebbe aiutarvi a migliorare?
E a questo proposito, ricordatevi che diventate come le persone di cui vi circondate, sia in privato che sul lavoro.
Oltre a non diventare un distributore di acidità, allontanatevi da chi lo è: accompagnatevi a chi vi stimola a essere più creativo, più produttivo, a ridere di più e a sentirvi bene.
Certo, se l'acidità è ciò che vi fa stare bene allora sì, quella è la strada giusta.
Io ho capito negli ultimi due anni di stare bene quando sono circondata da persone appassionate e motivate, perchè motivano anche me, e di aver bisogno di avere dei modelli di riferimento: persone che, in ciò che fanno, sono molto più brave di me, e dalle quali posso imparare.
Nella vita privata, ho bisogno di persone che mi spingano a fare cose che da sola non avrei il coraggio o lo spirito d'iniziativa di fare, che mi facciano "sciogliere" un po', e che mi facciano ridere.
Riflettete sul tipo di persone che vi rendono felici in privato e sul lavoro, e agite di conseguenza.
Infine, assicuratevi di avere un posto felice. Può essere un luogo fisico (per me è la caffetteria in cui mi sono rifugiata per anni a studiare e a leggere quando volevo "staccare", per esempio), o un luogo mentale (la passeggiata con il cane al parco, per esempio, o il drink con gli amici il venerdì sera), e assicuratevi che, nonostante tutto, ci sia sempre il tempo per rifugiarvici.
Per prendervi del tempo solo per voi, a prescindere da tutto il resto.
Pronti al vostro autunno migliore di sempre? Io di sicuro!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 16 giugno 2017
Come contattare un'azienda... quando non hai un contatto!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi voglio parlare di un argomento bollente per chi comunica online: come scrivere a un'azienda quando non si ha già un contatto diretto.
"Cosa ci vuole a scrivere un'email?", direte voi. E in un certo senso avete ragione: non ci vuole molto.
Ma proprio per questo non tutti lo fanno nel modo giusto.
Sono stata da entrambi i lati della barricata, quella che scrive e quella alla quale arrivavano email che non avrei inviato nemmeno al mio peggior nemico, ed ecco cosa sento di poter consigliare a tutti, senza alcun indugio.
La prima cosa da fare è... trovare un contatto.
No, non vi sto prendendo in giro.
Posto che non siete in possesso di un indirizzo email diretto, nulla vi impedisce di documentarvi su chi svolga all'interno dell'azienda interessata il ruolo istituzionale al quale vi rivolgete.
Create un profilo Linkedin - è gratuito - e utilizzatelo per scoprire chi lavora dove e in quale posizione, oltre a consultare attentamente il sito dell'azienda: una volta fatto, potrete scrivere sì all'indirizzo generico ma rivolgendovi a chi vi leggerà.
Sarà una comunicazione meno impersonale e che dimostrerà che vi siete documentati, cosa che non dispiace mai a nessuno.
Il passo successivo è presentarvi, e farlo bene.
Chi siete, cosa fate, dove lo fate.
Se l'intento è stringere una collaborazione attraverso il vostro blog, non potete prescindere dall'inserire già in questa sede un link al vostro blog, più i link diretti a eventuali post riguardanti prodotti dell'azienda alla quale scrivete.
Evitate il messaggio alla pagina Facebook del tipo "Ciao, ho un blog, accetti collaboratori?" perchè, prima di tutto, non state parlando a vostra sorella. Buongiorno, non ciao.
E soprattutto avete un blog... come altre tremila persone là fuori. Se non ne dite almeno il nome, non state comunicando assolutamente nulla a chi vi legge.
Non sapete nemmeno quanti anni abbia chi vi legge dall'altra parte, quindi date del lei, come vi hanno insegnato da bambini. È educato, è elegante, e sarà chi vi legge a dirvi che potete dargli del tu.
Di fatto, nel momento in cui volete collaborare con un'azienda entrate in un discorso che va oltre il gioco e diventa rapporto lavorativo: non potete prescindere dalla lettera di presentazione.
Potete fare solo una volta una buona prima impressione, non giocatevela con un adesivo e un emoji.
Oltre a chi siete, dev'essere chiaro cosa volete. Qual è il vostro scopo?
Perchè state contattando l'azienda?
Sembra semplice, ma pensateci un attimo: quante email avete ricevuto nel corso della vita il cui testo vi lasciava con un "ok... e io cosa dovrei fare adesso?" stampato in volto?
E a quante di queste avete risposto prima di cestinarle?
Saluto, riga bianca, presentazione, riga bianca e poi il motivo della vostra missiva.
Sintetico ed efficace, niente periodi lunghi o discorsi che partono dalla Genesi per arrivare al motivo concreto. Andate dritti al punto.
E poi a volte nonostante abbiate fatto tutto per bene non ricevete risposta.
Che fare?
L'importante è restare coinvolti nella vita dell'azienda, soprattutto sul web: seguitela su Twitter e interagite con costanza, in modo da costruire un rapporto e far sì che chi comunica sul web riconosca nel tempo il vostro nome e il vostro viso (sì, nel profilo che utilizzate dovete esserci voi. Non il vostro gatto, per quanto possa essere carino).
L'unica casa editrice alla quale ho scritto personalmente per chiedere di poter collaborare è stata, in anni di blogging, l'allora Harlequin Mondadori (ora HarperCollins Italia), e non solo ne è nata una collaborazione stretta, ma per un anno ho anche lavorato per loro, imparando moltissimo.
Ammetto senza nessuna vergogna di aver aggirato l'ostacolo "mail senza risposta" da parte di un'azienda proprio ricorrendo al tag costante, alla produzione di contenuti sui loro prodotti, all'interazione con i loro contenuti. Alla fine l'ho spuntata ;)
Ultimo, ma non meno importante: ogni collaborazione è un do ut des.
Se collaborate con un'azienda e vi viene inviato un prodotto, non è un regalo: è l'assoluzione della loro parte di contratto. Ora sta a voi: se non fate la vostra parte parlandone online, non state collaborando. Vi state approfittando.
C'è un motivo se tutte le aziende - più o meno esplicitamente - hanno una lista A e una lista B, e c'è un motivo se la fase dei grandi invii di prodotti a tutti si sta chiudendo, ed è palese a tutti.
Rifletteteci, prima di chiedere qualcosa, e chiedetevi: posso occuparmene a breve?
Posso leggerlo/utilizzarlo entro due, tre settimane?
Riesco a scattare una bella foto che lo valorizzi?
Riesco a pubblicare contenuti ben editati e di qualità?
Se la risposta non è un sì convinto a tutto ciò di cui sopra, lasciate stare.
Le aziende apprezzano sopra ogni cosa l'onestà, e dire "al momento non riesco, mi dispiace" vi farà guadagnare molti punti, mentre accettare e poi darvi alla macchia ve ne farà perdere moltissimi.
Spero che in qualche modo questo post possa esservi d'aiuto, e soprattutto sono curiosa di sentire le vostre storie e i vostri consigli: ho finalmente risposto a tutte le email che mi avete mandato nelle ultime due settimane, e in tanti mi chiedevate di come fare a collaborare con le case editrici quindi... eccoci qui ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Oggi voglio parlare di un argomento bollente per chi comunica online: come scrivere a un'azienda quando non si ha già un contatto diretto.
"Cosa ci vuole a scrivere un'email?", direte voi. E in un certo senso avete ragione: non ci vuole molto.
Ma proprio per questo non tutti lo fanno nel modo giusto.
Sono stata da entrambi i lati della barricata, quella che scrive e quella alla quale arrivavano email che non avrei inviato nemmeno al mio peggior nemico, ed ecco cosa sento di poter consigliare a tutti, senza alcun indugio.
La prima cosa da fare è... trovare un contatto.
No, non vi sto prendendo in giro.
Posto che non siete in possesso di un indirizzo email diretto, nulla vi impedisce di documentarvi su chi svolga all'interno dell'azienda interessata il ruolo istituzionale al quale vi rivolgete.
Create un profilo Linkedin - è gratuito - e utilizzatelo per scoprire chi lavora dove e in quale posizione, oltre a consultare attentamente il sito dell'azienda: una volta fatto, potrete scrivere sì all'indirizzo generico ma rivolgendovi a chi vi leggerà.
Sarà una comunicazione meno impersonale e che dimostrerà che vi siete documentati, cosa che non dispiace mai a nessuno.
Il passo successivo è presentarvi, e farlo bene.
Chi siete, cosa fate, dove lo fate.
Se l'intento è stringere una collaborazione attraverso il vostro blog, non potete prescindere dall'inserire già in questa sede un link al vostro blog, più i link diretti a eventuali post riguardanti prodotti dell'azienda alla quale scrivete.
Evitate il messaggio alla pagina Facebook del tipo "Ciao, ho un blog, accetti collaboratori?" perchè, prima di tutto, non state parlando a vostra sorella. Buongiorno, non ciao.
E soprattutto avete un blog... come altre tremila persone là fuori. Se non ne dite almeno il nome, non state comunicando assolutamente nulla a chi vi legge.
Non sapete nemmeno quanti anni abbia chi vi legge dall'altra parte, quindi date del lei, come vi hanno insegnato da bambini. È educato, è elegante, e sarà chi vi legge a dirvi che potete dargli del tu.
Di fatto, nel momento in cui volete collaborare con un'azienda entrate in un discorso che va oltre il gioco e diventa rapporto lavorativo: non potete prescindere dalla lettera di presentazione.
Potete fare solo una volta una buona prima impressione, non giocatevela con un adesivo e un emoji.
Oltre a chi siete, dev'essere chiaro cosa volete. Qual è il vostro scopo?
Perchè state contattando l'azienda?
Sembra semplice, ma pensateci un attimo: quante email avete ricevuto nel corso della vita il cui testo vi lasciava con un "ok... e io cosa dovrei fare adesso?" stampato in volto?
E a quante di queste avete risposto prima di cestinarle?
Saluto, riga bianca, presentazione, riga bianca e poi il motivo della vostra missiva.
Sintetico ed efficace, niente periodi lunghi o discorsi che partono dalla Genesi per arrivare al motivo concreto. Andate dritti al punto.
Che fare?
L'importante è restare coinvolti nella vita dell'azienda, soprattutto sul web: seguitela su Twitter e interagite con costanza, in modo da costruire un rapporto e far sì che chi comunica sul web riconosca nel tempo il vostro nome e il vostro viso (sì, nel profilo che utilizzate dovete esserci voi. Non il vostro gatto, per quanto possa essere carino).
L'unica casa editrice alla quale ho scritto personalmente per chiedere di poter collaborare è stata, in anni di blogging, l'allora Harlequin Mondadori (ora HarperCollins Italia), e non solo ne è nata una collaborazione stretta, ma per un anno ho anche lavorato per loro, imparando moltissimo.
Ammetto senza nessuna vergogna di aver aggirato l'ostacolo "mail senza risposta" da parte di un'azienda proprio ricorrendo al tag costante, alla produzione di contenuti sui loro prodotti, all'interazione con i loro contenuti. Alla fine l'ho spuntata ;)
Ultimo, ma non meno importante: ogni collaborazione è un do ut des.
Se collaborate con un'azienda e vi viene inviato un prodotto, non è un regalo: è l'assoluzione della loro parte di contratto. Ora sta a voi: se non fate la vostra parte parlandone online, non state collaborando. Vi state approfittando.
C'è un motivo se tutte le aziende - più o meno esplicitamente - hanno una lista A e una lista B, e c'è un motivo se la fase dei grandi invii di prodotti a tutti si sta chiudendo, ed è palese a tutti.
Rifletteteci, prima di chiedere qualcosa, e chiedetevi: posso occuparmene a breve?
Posso leggerlo/utilizzarlo entro due, tre settimane?
Riesco a scattare una bella foto che lo valorizzi?
Riesco a pubblicare contenuti ben editati e di qualità?
Se la risposta non è un sì convinto a tutto ciò di cui sopra, lasciate stare.
Le aziende apprezzano sopra ogni cosa l'onestà, e dire "al momento non riesco, mi dispiace" vi farà guadagnare molti punti, mentre accettare e poi darvi alla macchia ve ne farà perdere moltissimi.
Spero che in qualche modo questo post possa esservi d'aiuto, e soprattutto sono curiosa di sentire le vostre storie e i vostri consigli: ho finalmente risposto a tutte le email che mi avete mandato nelle ultime due settimane, e in tanti mi chiedevate di come fare a collaborare con le case editrici quindi... eccoci qui ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 25 gennaio 2017
Come lavorare da casa... senza distrarsi!
Buongiorno a tutte, fanciulle!
Alzi la mano chi lavora da casa!
Non so se sia successo anche a voi, ma per me iniziare a lavorare da casa è stato difficile.
Da un lato ero davvero entusiasta della nuova avventura, ma dall'altro mi sono subito scontrata con lo scoglio della distrazione, al punto che spesso prendevo borsa e computer, uscivo e lavoravo fuori.
Sento però di aver imparato come gestire al meglio il mio tempo quando non devo lasciare le quattro mura domestiche, e oggi voglio raccontarvelo in cinque punti.
Svegliatevi sempre alla stessa ora, esattamente come se doveste recarvi in ufficio.
Resistete alla tentazione di restare in pigiama: vestitevi, lavatevi i denti, spazzolatevi i capelli.
Tutto questo aiuta il vostro corpo a mantenere separate le fasi di sonno e di veglia, e a mettersi in moto per la giornata che lo (e vi) aspetta.
Tenete in ordine la vostra stanza, e poco importa che magari non dobbiate lavorare proprio lì: no ci sono scuse. Rifate il letto, raccogliete i vestiti dalla sedia e assicuratevi che la vostra scrivania sia sgombra. L'ordine esteriore contribuisce alla pace interiore e alla lucidità di pensiero: se siete il capo di voi stesse o se dovete autogestirvi, vorrete essere il più lucide possibile.
Delineate all'interno della vostra abitazione un'area di lavoro, dove sistemarvi a inizio giornata e dalla quale allontanarvi alla fine. Che abbiate un vero e proprio studio o che usiate il tavolod ella ucina è indifferene: l'importante è che sia chiaro a voi e a chi vi circonda che quando siete lì state lavorando.
Assicuratevi che nel luogo in cui lavorate regni un'atmosfera rilassante e allo stesso tempo creativa.
La stanza è in ordine, la scrivania è pulita: è ora di mettersi al lavoro!
Il bello di lavorare a casa è che potete farlo con la vostra candela preferita accesa, o con una musica rilassante a basso volume sullo sfondo, senza disturbare nessuno.
Tutto ciò che può aiutarvi a rendere il vostro ambiente di lavoro accogliente e allo stesso tempo stimolante è bene accetto.
Non trascurate il potere della carta, e tenete sempre sottomano quaderni e blocchetti.
Vi serviranno a buttare giù idee, pensieri, liste improvvisate.
Non negatevi nemmeno il piacere dello scarabocchio mentre siete al telefono: è creatività anche quella!
Bevete a intervalli regolari e fate almeno uno spuntino a metà mattina/pomeriggio.
Questa sembra un po' la raccomandazione della nonna, ma la verità è che il cervello per lavorare brucia zuccheri e che è facilissimo perdere la nozione del tempo quando si è soli, finendo per saltare i pasti o mangiare a orari non regolari. È più facile restare concentrati quando si è correttamente idratati, quindi fate in modo di avere dell'acqua a portata di mano nella vostra area di lavoro.
Non mangiate davanti allo schermo, però: mantenete separate l'area living e l'area work andando a consumare il vostro snack in cucina o in soggiorno.
Quando si lavora da casa spesso si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Questo non fa bene nè a voi nè al vostro lavoro: fissate un orario di inizio e uno di fine, per aiutarvi a mantenere separata la vita privata e quella lavorativa. Se lavorate nel digitale o se vi occupate di social media l'idea diffusa sembra essere quella che si debba essere connessi sempre e comunque, ma non è così.
Datevi dei paletti, per il vostro benessere e soprattutto per preservare la qualità del vostro lavoro.
Lavorare da casa in molti casi è un dono, e per me avere due giorni a settimana in cui non devo essere in ufficio significa poter partecipare a incontri e presentazioni, poter scrivere, poter tradurre materiali con più calma e non di corsa durante la pausa pranzo.
Se in futuro dovrò adattarmi a lavorare fuori casa cinque giorni su cinque dovrò sicuramente rivedere tutte le mie abitudini!
Chissà come andrà a finire....
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
Alzi la mano chi lavora da casa!
Non so se sia successo anche a voi, ma per me iniziare a lavorare da casa è stato difficile.
Da un lato ero davvero entusiasta della nuova avventura, ma dall'altro mi sono subito scontrata con lo scoglio della distrazione, al punto che spesso prendevo borsa e computer, uscivo e lavoravo fuori.
Sento però di aver imparato come gestire al meglio il mio tempo quando non devo lasciare le quattro mura domestiche, e oggi voglio raccontarvelo in cinque punti.
Svegliatevi sempre alla stessa ora, esattamente come se doveste recarvi in ufficio.
Resistete alla tentazione di restare in pigiama: vestitevi, lavatevi i denti, spazzolatevi i capelli.
Tutto questo aiuta il vostro corpo a mantenere separate le fasi di sonno e di veglia, e a mettersi in moto per la giornata che lo (e vi) aspetta.
Tenete in ordine la vostra stanza, e poco importa che magari non dobbiate lavorare proprio lì: no ci sono scuse. Rifate il letto, raccogliete i vestiti dalla sedia e assicuratevi che la vostra scrivania sia sgombra. L'ordine esteriore contribuisce alla pace interiore e alla lucidità di pensiero: se siete il capo di voi stesse o se dovete autogestirvi, vorrete essere il più lucide possibile.
Delineate all'interno della vostra abitazione un'area di lavoro, dove sistemarvi a inizio giornata e dalla quale allontanarvi alla fine. Che abbiate un vero e proprio studio o che usiate il tavolod ella ucina è indifferene: l'importante è che sia chiaro a voi e a chi vi circonda che quando siete lì state lavorando.
Assicuratevi che nel luogo in cui lavorate regni un'atmosfera rilassante e allo stesso tempo creativa.
La stanza è in ordine, la scrivania è pulita: è ora di mettersi al lavoro!
Il bello di lavorare a casa è che potete farlo con la vostra candela preferita accesa, o con una musica rilassante a basso volume sullo sfondo, senza disturbare nessuno.
Tutto ciò che può aiutarvi a rendere il vostro ambiente di lavoro accogliente e allo stesso tempo stimolante è bene accetto.
Non trascurate il potere della carta, e tenete sempre sottomano quaderni e blocchetti.
Vi serviranno a buttare giù idee, pensieri, liste improvvisate.
Non negatevi nemmeno il piacere dello scarabocchio mentre siete al telefono: è creatività anche quella!
Bevete a intervalli regolari e fate almeno uno spuntino a metà mattina/pomeriggio.
Questa sembra un po' la raccomandazione della nonna, ma la verità è che il cervello per lavorare brucia zuccheri e che è facilissimo perdere la nozione del tempo quando si è soli, finendo per saltare i pasti o mangiare a orari non regolari. È più facile restare concentrati quando si è correttamente idratati, quindi fate in modo di avere dell'acqua a portata di mano nella vostra area di lavoro.
Non mangiate davanti allo schermo, però: mantenete separate l'area living e l'area work andando a consumare il vostro snack in cucina o in soggiorno.
Quando si lavora da casa spesso si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Questo non fa bene nè a voi nè al vostro lavoro: fissate un orario di inizio e uno di fine, per aiutarvi a mantenere separata la vita privata e quella lavorativa. Se lavorate nel digitale o se vi occupate di social media l'idea diffusa sembra essere quella che si debba essere connessi sempre e comunque, ma non è così.
Datevi dei paletti, per il vostro benessere e soprattutto per preservare la qualità del vostro lavoro.
Lavorare da casa in molti casi è un dono, e per me avere due giorni a settimana in cui non devo essere in ufficio significa poter partecipare a incontri e presentazioni, poter scrivere, poter tradurre materiali con più calma e non di corsa durante la pausa pranzo.
Se in futuro dovrò adattarmi a lavorare fuori casa cinque giorni su cinque dovrò sicuramente rivedere tutte le mie abitudini!
Chissà come andrà a finire....
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3
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domenica 7 ottobre 2012
Skin Care 101
Buona Domenica, fanciulle.
Oggi ho deciso di condividere con voi qualche consiglio sulla cura della pelle.
Negli anni scorsi ho avuto diversi problemi: pelle secca, pelle oleosa, sfoghi acneici, cicatrici post acne e via dicendo.
Diciamo che ora finalmente la mia pelle è a posto, ma per arrivare qui ce ne è voluto di tempo!
Queste sono un po' di cose imparate lungo la strada:
Se avete qualche consiglio di skincare da condividere, lasciate un commento sotto.
Un bacio e a presto, fanciulle!
ps. Pollicino su sulla mia pagina Facebook, è indispensabile per partecipare al giveaway in arrivo!
pps. Un indizio sul giveaway: sarà un contest fotografico, e sarete voi a decidere chi vincerà.
Preparatevi a scattare! Ormai mancano poche visualizzazioni al traguardo!
Oggi ho deciso di condividere con voi qualche consiglio sulla cura della pelle.
Negli anni scorsi ho avuto diversi problemi: pelle secca, pelle oleosa, sfoghi acneici, cicatrici post acne e via dicendo.
Diciamo che ora finalmente la mia pelle è a posto, ma per arrivare qui ce ne è voluto di tempo!
Queste sono un po' di cose imparate lungo la strada:
- Il modo migliore per curare un brufolo rimane, nonostante tutto, l'applicazione di acido salicilico o perossido di benzoile, due volte al giorno. Questi ingredienti li trovate nella maggioranza di sieri e gel asciuga-brufolo, tuttavia state attente ad applicare questi prodotti SOLO sul brufolo, perché seccano molto. Se avete più tempo per far sparire il vulcano, potete usare anche prodotti naturali, ma se avete fretta gli ingredienti citati prima riescono ad asciugarvi tutto l'asciugabile dalla sera alla mattina. Usateli solo in caso di estrema emergenza.
- Non esiste, malgrado tutti i prodotti che promettono il contrario, nessuna cura miracolosa per i punti neri. Si può solo adottare misure preventive, scegliendo un buon detergente che pulisca i pori a fondo ed un buon idratante che impedisca che si ostruiscano fin dall'inizio. Altro consiglio: non esagerate con le estrazioni dei punti neri, in quanto questo fa allargare i pori della pelle, soprattutto nella zona del naso. Poi vi trovate con dei buchi in faccia visibili, e che continuano inevitabilmente a riempirsi di sebo e sporcizia, in un circolo senza fine.
- I pori dilatati non si restringono, e di sicuro non grazie ad un tonico o ad una crema: i prodotti che promettono questo, in parte mentono: tutto ciò che possono fare, infatti, è affinare mediante l'esfoliazione ripetuta, dando l'impressione che i pori siano meno evidenti. Ma rimangono comunque ugualmente dilatati, e se non usate detergenti e creme specifici vi riempite di punti neri lo stesso.
- L'esfoliazione DELICATA (non scartavetratevi la faccia!) tuttavia serve, in parte a rimuovere le fantomatiche cellule morte e in parte per aiutare la pelle più secca a trattenere meglio l'idratazione data dall'acqua e dalle creme.
- Meno é meglio: meno ingredienti ci sono in una crema o in un qualunque altro prodotto di skincare, più esso è adatto alla pelle sensibile o delicata. Questa regola vale anche per le pelli con sfoghi acneici, in quanto sono anch'esse sensibili.
- Le borse sotto agli occhi possono essere eliminate, con massaggi fatti nel modo corretto e prodotti adeguati. Le occhiaie blu/viola/nere invece no: per queste c'è solo il correttore.
- Non importa quanto siano evidenti i baffetti: MAI usare il rasoio. MAI. Questa non è un'esperienza mia, ma di un'amica che si è trovata con la pelle tra naso e labbro superiore gonfia e di un bel rosa acceso. Si notavano molto meno i quattro peletti che aveva...
- Abituatevi ad usare una crema con filtro SPF che sia almeno pari a 15. Possibilmente almeno 25, ma purtroppo molti idratanti contengono un filtro non superiore a 15. A questo si può ovviare applicando un filtro solare superiore dopo la propria crema abituale o addirittura miscelando alcune gocce di crema solare ad alta protezione alla vostra crema abituale. Io faccio così.
Se avete qualche consiglio di skincare da condividere, lasciate un commento sotto.
Un bacio e a presto, fanciulle!
ps. Pollicino su sulla mia pagina Facebook, è indispensabile per partecipare al giveaway in arrivo!
pps. Un indizio sul giveaway: sarà un contest fotografico, e sarete voi a decidere chi vincerà.
Preparatevi a scattare! Ormai mancano poche visualizzazioni al traguardo!
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