The serpent king: l'attesissimo romanzo di Jeff Zentner (Rizzoli) è arrivato in libreria a fine settembre, forse in un momento poco fortunato. Ma è uno dei romanzi young adult meno scontati che si siano visti negli ultimi anni, e merita assolutamente di entrare nelle librerie dei lettori adolescenti (e non solo).
Ci troviamo a Forrestville, mesta cittadina del Tennessee.
Non un posto idilliaco o raffinato in cui crescere, non quanto vorrebbero i nostri tre protagonisti: Dill, per esempio, vorrebbe vivere in un luogo in cui i pettegolezzi sul padre (pastore della chiesa locale, arrestato per possesso di materiale pedo-pornografico) si spegnessero più in fretta, permettendogli di vivere più sereno e senza la vergogna che lo fa sprofondare ogni giorno di più e trascurare il suo talento per la musica; Lydia, webstar e blogger di moda di successo, odia vivere in una cittadina così provinciale e si è costruita un'immagine online che corrisponde ben poco a quello che vede chi la circonda... oltre a isolarla dai suoi coetanei, che la considerano montata e snob; Travis, appassionato lettore della saga fantasy più famosa degli ultimi anni, vive per due cose: gli accesi dibattiti sui forum online, e l'attesa spasmodica del volume finale della sua serie preferita.
I tre sono grandi amici, e iniziano l'ultimo anno di liceo con la consapevolezza che, per loro, si avvicina il momento della separazione delle grandi scelte: Lydia, infatti, andrà a New York a studiare giornalismo per conquistarsi poi un posto in una rivista di moda, e il suo futuro sembra brillare luminoso... ma non si può dire lo stesso per Dill e Travis, che pagano il prezzo di un padre che ha fatto sprofondare la famiglia nei debiti a causa delle sue spese legali (Dill), e di uno violento che riversa la rabbia e il dolore per la perdita del figlio maggiore in Afghanistan sul minore, picchiandolo e ubriacandosi sempre più spesso (Travis).
I due sembrano destinati a un futuro ben poco scintillante, con lavori per nulla stimolanti e legati a famiglie che impediscono loro di prendere il volo, ma la verità è che il futuro è tutto da scrivere... nel bene e nel male.
Jeff Zentner costruisce tre personaggi che hanno ben poco dei protagonisti abituali della letteratura per giovani adulti, e regala ai lettori un romanzo pressoché privo di cliché in cui ogni sfumatura, ogni emozione si svela piano piano, pagina dopo pagina.
L'adolescenza è il periodo della vita in cui i genitori smettono di essere dei e diventano essere umani, ma nel caso di Dill e Travis il risveglio è molto più brusco: il primo, oltre allo stigma sociale di avere un padre in carcere per un reato tra i più odiosi, deve gestire anche una madre che preferisce continuare a considerare il marito un illuminato dal Signore piuttosto che affrontare la realtà, e non perdona al figlio di non aver mentito in tribunale (dichiarando suo quel materiale rivoltante) per salvare il padre dalla galera; il secondo soffre per la perdita del fratello maggiore e vive nel terrore degli attacchi di rabbia paterni, rifugiandosi ogni volta che può nel mondo immaginario della sua serie fantasy preferita. Tra le pagine dei suoi libri preferiti, ciò che nella vita lo ferisce e lo fa sentire solo e senza speranza non esiste più.
Lydia è apparentemente la più fortunata dei tre, con una vita agiata e due genitori meravigliosi, ma è anche quella che, nel romanzo, compie il percorso di crescita più interessante: il suo acquistare gradualmente una maggiore e migliore consapevolezza di sé, il suo imparare a vedere davvero i suoi due migliori amici e il suo rimettere in discussione tutto ciò che credeva le importasse la rendono profondamente vera e umana, ed è impossibile per il lettore non ritrovarsi almeno un po'.
Alcolismo, abusi, cyber-bullismo e fanatismo religioso sono solo alcuni dei temi che Jeff Zentner riesce a trattar e sviluppare a misura di adolescente senza cadere mai nello stucchevole o nel paternalismo, e The serpent king è un romanzo profondamente legato al mondo in cui i lettori vivono ogni giorno: da Lydia che conquista un pubblico sempre più vasto sul web grazie al suo blog di moda, Dollywould (in omaggio alla celebre Dolly Parton, of course) a Dill che, forse, potrebbe vedere il suo talento musicale riconosciuto grazie a YouTube, a Travis che proprio su un forum di appassionati di letteratura fantasy incontra qualcuno che diventerà per lui sempre più importante...
È un romanzo incantevole, che si legge tutto d'un fiato.
Assolutamente da leggere, da regalare e da consigliare.
The serpent king di Jeff Zentner (Rizzoli) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.
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lunedì 28 ottobre 2019
"The Serpent King" di Jeff Zentner
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venerdì 21 settembre 2018
"EVERLAND. Attraverso lo specchio" di Luigi Nunziante
Leggere "EVERLAND. Attraverso lo specchio" è come fare un tuffo nel mondo delle favole che costella i sogni dell'infanzia. Lo stesso immaginario fantastico che ha reso un successo editoriale "La terra delle storie" di Chris Colfer o "Once Upon A Time", serie che dopo sette stagioni non mostra segni di cedimento, alimenta il mondo delle storie di Luigi Nunziante, e non deluderà gli amanti di favole e retelling.
Lara e Damian si incontrano in quello che potrebbe essere il momento peggiore, entrambi chiusi in una bolla e privi della voglia di aprirsi all'altro.
Solo scoprire nell'altro un riflesso del proprio dolore li avvicina, perchè apre la strada verso la comprensione reciproca: perdere qualcuno segna nel profondo, e solo chi vive lo stesso dolore comprende davvero cosa si provi.
E forse è anche per questo che, precipitati all'improvviso (durante quella che doveva essere un semplice serata al parco divertimenti) in un mondo parallelo in cui "tutte le storie sono vere", si rivelano in grado di affrontare insieme l'inaspettata avventura.
Perchè Damian sia stato costretto a varcare la soglia di Everland va scoperto affrontando la lettura, una lettura che scivola veloce tra le dita, pagina dopo pagina, grazie a capitoli brevi perfetti per chi legge fuori casa.
La prosa semplice, senza fronzoli e un lessico adatto ai più giovani rendono "Everland. Attraverso lo specchio" l'avventura letteraria perfetta dai dodici anni in su.
Impossibile, per le lettrici, non ritrovarsi in Lara, che condivide le principali doti del maghetto inglese più famoso al mondo: coraggio e lealtà. Lara sarebbe stata una Grifondoro perfetta.
La sua storia è ricca di colpi di scena, di cambi di rotta e di decisioni da prendere, e il suo viaggio attraverso Everland una perfetta metafora dei tumulti dell'adolescenza.
Nello spirito del retelling e dei modelli letterari da cui prende ispirazione, ritroviamo in "Everland. Attravrso lo specchio" i personaggi delle favole, dai più famosi ai meno noti, proposti in una chiave più - o meno - originale. Di ognuno di loro, però, è stato mantenuto il tratto distintivo che ne permette l'identificazione, rendendo la lettura un vero e proprio gioco, una caccia al personaggio che divertirà i lettori di ogni età. La scoperta delle storie personali di ogni personaggio è sicuramente uno dei punti di forza del romanzo, e uno degli elementi trainanti durante la lettura.
E l'amore? L'amore c'è, e tanto, ma in ogni sfumatura. Non solo nella sua accezione più romantica, ma anche in quella più tenera dell'amicizia, e in quella dell'affetto famigliare.
Di famiglie ne incontriamo tante, ed è impossibile non vedere in questo un messaggio per Lara, che deve imparare ad accettare la sua "nuova" famiglia, in cui manca una persona, sì, ma che non smette di essere tale.
Se in questo primo capitolo delle avventure di Lara e Damian ci si diverte e si ride, ci si emoziona e si piange, una cosa va tenuta a mente: è solo l'inizio.
Il viaggio dei giovani protagonisti è appena agli inizi, e chissà dove porterà i lettori!
Everland. Attraverso lo specchio di Luigi Nunziante (Decima Musa Edizioni) sarà in libreria dal 27 settembre.
«Tutte le storie iniziano da qualche parte.
Quella di Lara, una giovane adolescente di Denver,
inizia nel preciso istante in cui viene costretta dal padre
a trasferirsi dai nonni a Wichita, dove dovrà necessariamente
ricominciare “da capo” per superare il lutto per la perdita della madre.
Arrivata nella nuova casa, Lara mai avrebbe immaginato che
l’amicizia con il giovanissimo vicino appena conosciuto,
di nome Damian, l’avrebbe catapultata in una folle e pericolosa avventura
in un altro mondo di nome Everland.
Tra amori e incantesimi e tanti personaggi, più o meno noti,
Lara e Damian dovranno far ritorno a casa,
ricorrendo alla magia... in un mondo dove la magia non esiste.»
Lara e Damian si incontrano in quello che potrebbe essere il momento peggiore, entrambi chiusi in una bolla e privi della voglia di aprirsi all'altro.
Solo scoprire nell'altro un riflesso del proprio dolore li avvicina, perchè apre la strada verso la comprensione reciproca: perdere qualcuno segna nel profondo, e solo chi vive lo stesso dolore comprende davvero cosa si provi.
E forse è anche per questo che, precipitati all'improvviso (durante quella che doveva essere un semplice serata al parco divertimenti) in un mondo parallelo in cui "tutte le storie sono vere", si rivelano in grado di affrontare insieme l'inaspettata avventura.
Perchè Damian sia stato costretto a varcare la soglia di Everland va scoperto affrontando la lettura, una lettura che scivola veloce tra le dita, pagina dopo pagina, grazie a capitoli brevi perfetti per chi legge fuori casa.
La prosa semplice, senza fronzoli e un lessico adatto ai più giovani rendono "Everland. Attraverso lo specchio" l'avventura letteraria perfetta dai dodici anni in su.
Impossibile, per le lettrici, non ritrovarsi in Lara, che condivide le principali doti del maghetto inglese più famoso al mondo: coraggio e lealtà. Lara sarebbe stata una Grifondoro perfetta.
La sua storia è ricca di colpi di scena, di cambi di rotta e di decisioni da prendere, e il suo viaggio attraverso Everland una perfetta metafora dei tumulti dell'adolescenza.
Nello spirito del retelling e dei modelli letterari da cui prende ispirazione, ritroviamo in "Everland. Attravrso lo specchio" i personaggi delle favole, dai più famosi ai meno noti, proposti in una chiave più - o meno - originale. Di ognuno di loro, però, è stato mantenuto il tratto distintivo che ne permette l'identificazione, rendendo la lettura un vero e proprio gioco, una caccia al personaggio che divertirà i lettori di ogni età. La scoperta delle storie personali di ogni personaggio è sicuramente uno dei punti di forza del romanzo, e uno degli elementi trainanti durante la lettura.
E l'amore? L'amore c'è, e tanto, ma in ogni sfumatura. Non solo nella sua accezione più romantica, ma anche in quella più tenera dell'amicizia, e in quella dell'affetto famigliare.
Di famiglie ne incontriamo tante, ed è impossibile non vedere in questo un messaggio per Lara, che deve imparare ad accettare la sua "nuova" famiglia, in cui manca una persona, sì, ma che non smette di essere tale.
Se in questo primo capitolo delle avventure di Lara e Damian ci si diverte e si ride, ci si emoziona e si piange, una cosa va tenuta a mente: è solo l'inizio.
Il viaggio dei giovani protagonisti è appena agli inizi, e chissà dove porterà i lettori!
Everland. Attraverso lo specchio di Luigi Nunziante (Decima Musa Edizioni) sarà in libreria dal 27 settembre.
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giovedì 7 giugno 2018
Cristina Chiperi torna in libreria con "Moonlight", pronta a emozionare lettrici di ogni età
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Moonlight" di Cristina Chiperi, edito Garzanti (rilegato a 16,90€):
Daisy ha imparato che fidarsi nuovamente di qualcuno è possibile, anche se difficile. È stato Ethan a insegnarglielo. È stato Ethan a ritrovare la strada verso il suo cuore ricordandole che sono destinati a stare insieme come due stelle binarie che viaggiano accanto all'infinito nel firmamento. Ma quello che i due ragazzi non sanno è che il passato che li aveva divisi ha ancora molto da raccontare. E c'è una persona che vuole fare di tutto affinché quello che è successo anni prima non sia dimenticato: Tommy il suo amico da bambina che si iscrive alla stessa facoltà di Daisy e che inizia a frequentare i suoi amici come se nulla fosse. Tommy che piano piano insinua in lei il dubbio che abbia sbagliato a concedere ad Ethan una seconda possibilità. Perché ci sono troppe domande che non hanno una risposta. E cercarla vuole dire per Daisy soffrire di nuovo e soprattutto allontanarsi da Ethan, dalle sue braccia che finalmente la stringono forte, fortissimo. Eppure non c'è felicità se sepolta da mille segreti. Non c'è amore se offuscato da mille incertezze. Daisy si trova davanti ad un bivio e questa volta nemmeno i suoi amati filosofi possono aiutarla nella scelta. Nemmeno il cielo stellato che Ethan le ha insegnato a interpretare. C'è solo lei con il suo coraggio e la sua voglia di crederci ancora. Il sogno d'amore nato su una casetta sull'albero da bambini non può spezzarsi così facilmente. Non può essere una finzione. Bisogna lottare per salvarlo, nonostante tutto.
A poco più di un anno da "Starlight", Cristina Chiperi torna in libreria pronta a conquistare ancora una volta il cuore delle sue (tantissime) lettrici.
Molte la seguono fin dal suo esordio su Wattpad, piattaforma di scrittura gratuita, con la trilogia "My dilemma is you", arrivata poi sugli scaffali grazie a Leggereditore e in classifica per settimane; molte hanno scoperto la sua scrittura più matura ed equilibrata con "Starlight"; tutte, però, nessuna esclusa, aspettavano con ansia di sapere cosa ne sarebbe stato di Daisy, Ethan e Tommy.
Questo perchè Cristina Chiperi è cresciuta, e con lei la sua scrittura, permettendole di essere apprezzata anche da un pubblico più maturo, a cominciare dalle lettrici di "My dilemma is you", più grandi e desiderose di una scrittura che indagasse di più le emozioni proprie dell'animo umano.
Non è facile raccontare l'amore giovane anche a chi così giovane, magari, non lo è più, ma grazie a una prosa misurata e a personaggi che sembrano pronti a spiccare il volo dalle pagine, "Starlight" ha fatto centro.
E sono sicura che sarà lo stesso per "Moonlight"!
Siete pronte a scoprirlo?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Moonlight" di Cristina Chiperi, edito Garzanti (rilegato a 16,90€):
Daisy ha imparato che fidarsi nuovamente di qualcuno è possibile, anche se difficile. È stato Ethan a insegnarglielo. È stato Ethan a ritrovare la strada verso il suo cuore ricordandole che sono destinati a stare insieme come due stelle binarie che viaggiano accanto all'infinito nel firmamento. Ma quello che i due ragazzi non sanno è che il passato che li aveva divisi ha ancora molto da raccontare. E c'è una persona che vuole fare di tutto affinché quello che è successo anni prima non sia dimenticato: Tommy il suo amico da bambina che si iscrive alla stessa facoltà di Daisy e che inizia a frequentare i suoi amici come se nulla fosse. Tommy che piano piano insinua in lei il dubbio che abbia sbagliato a concedere ad Ethan una seconda possibilità. Perché ci sono troppe domande che non hanno una risposta. E cercarla vuole dire per Daisy soffrire di nuovo e soprattutto allontanarsi da Ethan, dalle sue braccia che finalmente la stringono forte, fortissimo. Eppure non c'è felicità se sepolta da mille segreti. Non c'è amore se offuscato da mille incertezze. Daisy si trova davanti ad un bivio e questa volta nemmeno i suoi amati filosofi possono aiutarla nella scelta. Nemmeno il cielo stellato che Ethan le ha insegnato a interpretare. C'è solo lei con il suo coraggio e la sua voglia di crederci ancora. Il sogno d'amore nato su una casetta sull'albero da bambini non può spezzarsi così facilmente. Non può essere una finzione. Bisogna lottare per salvarlo, nonostante tutto.
A poco più di un anno da "Starlight", Cristina Chiperi torna in libreria pronta a conquistare ancora una volta il cuore delle sue (tantissime) lettrici.
Molte la seguono fin dal suo esordio su Wattpad, piattaforma di scrittura gratuita, con la trilogia "My dilemma is you", arrivata poi sugli scaffali grazie a Leggereditore e in classifica per settimane; molte hanno scoperto la sua scrittura più matura ed equilibrata con "Starlight"; tutte, però, nessuna esclusa, aspettavano con ansia di sapere cosa ne sarebbe stato di Daisy, Ethan e Tommy.
| Cristina Chiperi a Milano durante il lancio di Starlight (aprile 2017) |
Non è facile raccontare l'amore giovane anche a chi così giovane, magari, non lo è più, ma grazie a una prosa misurata e a personaggi che sembrano pronti a spiccare il volo dalle pagine, "Starlight" ha fatto centro.
E sono sicura che sarà lo stesso per "Moonlight"!
Siete pronte a scoprirlo?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
giovedì 3 maggio 2018
"Tuo, Simon" di Becky Albertalli
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tuo, Simon" di Becky Albertalli, edito Mondadori (rilegato a 17€), già in libreria dal 2016 con il titolo "Non so chi sei, ma io sono qui" ma ricopertinato in occasione dell'uscita del film:
Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un'intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un'email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell'anno... a meno che Simon non l'aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero.
Simon è un adolescente come tanti, anzi, se vogliamo guardare bene, forse più fortunato di molti altri: ha una famiglia con quale va d'accordo, rumorosa e a volte fastidiosa ma sicuramente non infelice; ha degli amici di vecchia data su cui contare e qualche amico di più recente acquisizione con il quale ha però un ottimo rapporto; non è particolarmente a disagio nella sua pelle; a scuola se la cava discretamente.
Solo che Simon ha un segreto: è omosessuale.
Nessuno lo sa, tranne Blu: un misterioso compagno di scuola conosciuto online con uno pseudonimo, anche lui omosessuale, con il quale Simon si apre come non può fare con chi lo conosce nella vita di ogni giorno.
Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando un compagno non troppo gradevole scopre per caso la corrispondenza di Simon e la usa per ricattarlo, innescando una serie di situazioni che porteranno il ragazzo a vivere i mesi più intensi della sua vita.
Becky Albertalli è riuscita nel difficile compito di parlare di omosessualità ai giovanissimi senza scadere nel banale o nello stereotipo, senza omettere nulla e anzi, rimanendo sempre estremamente schietta.
Ha corso un bel rischio, soprattutto andando a toccare il tasto dell'autoerotismo: è una tappa pressochè obbligatoria nel corso dell'adolescenza, ma rara da trovare proprio in quei romanzi che di adolescenza, effettivamente, parlano.
Ed è proprio per l' estrema sincerità del libro che il personaggio di Simon e quello di Blu funzionano così bene.
Simon è ogni lettore, perchè le sue insicurezze e i suoi dubbi sono quelli di tutti noi.
La paura di non essere abbastanza, quella di non piacere a chi, invece, ci piace molto, o quella di deludere chi amiamo sono paure comuni a tutti, omosessuali e non.
E poi ovviamente c'è Blu, con il quale Simon scambia lettere divertenti (imperdibile il delirio sugli Oreo) e piene di sentimento, e del quale è impossibile non innamorarsi.
Credo sia inevitabile prendersi una cottarella per Blu, e anzi, di sicuro si desidera averne uno tutto per sè.
Qualcuno al quale raccontare tutto di sè senza la paura di essere giudicati, qualcuno con il quale essere seri ma anche stupidi, qualcuno del quale non avere paura.
Prosa scorrevolissima, dialoghi dal ritmo trascinante, un sacco di battute e moltissima attenzione a non sorvolare su alcuna emozione, bella o brutta che sia.
Simon e i suoi amici si vogliono bene, si prendono in giro, litigano e si riappacificano, esattamente come tutti noi.
Io leggendo questo romanzo mi sono sentita a casa, e una volta chiuso mi sembrava di dover dire addio a un amico.
Vista l'importanza dei temi che affronta, dalla scoperta della propria sessualità alla consapevolezza di sè, è di sicuro un romanzo che consiglierei ai lettori all'inizio delle superiori, nonchè ai lettori più grandi (vedi la sottoscritta) che non potranno fare a meno di essere conquistati dalle buffonate di Simon, dalla dolcezza di Blu e dall'arcobaleno di amici che circonda i due ragazzi.
Cinque stelline piene piene.
E non perdetevi "Tuo, Simon" anche al cinema, dal 31 Maggio: qui trovate la mia recensione in anteprima!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tuo, Simon" di Becky Albertalli, edito Mondadori (rilegato a 17€), già in libreria dal 2016 con il titolo "Non so chi sei, ma io sono qui" ma ricopertinato in occasione dell'uscita del film:
Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un'intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un'email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell'anno... a meno che Simon non l'aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero.
Simon è un adolescente come tanti, anzi, se vogliamo guardare bene, forse più fortunato di molti altri: ha una famiglia con quale va d'accordo, rumorosa e a volte fastidiosa ma sicuramente non infelice; ha degli amici di vecchia data su cui contare e qualche amico di più recente acquisizione con il quale ha però un ottimo rapporto; non è particolarmente a disagio nella sua pelle; a scuola se la cava discretamente.
Solo che Simon ha un segreto: è omosessuale.
Nessuno lo sa, tranne Blu: un misterioso compagno di scuola conosciuto online con uno pseudonimo, anche lui omosessuale, con il quale Simon si apre come non può fare con chi lo conosce nella vita di ogni giorno.
Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando un compagno non troppo gradevole scopre per caso la corrispondenza di Simon e la usa per ricattarlo, innescando una serie di situazioni che porteranno il ragazzo a vivere i mesi più intensi della sua vita.
Becky Albertalli è riuscita nel difficile compito di parlare di omosessualità ai giovanissimi senza scadere nel banale o nello stereotipo, senza omettere nulla e anzi, rimanendo sempre estremamente schietta.
Ha corso un bel rischio, soprattutto andando a toccare il tasto dell'autoerotismo: è una tappa pressochè obbligatoria nel corso dell'adolescenza, ma rara da trovare proprio in quei romanzi che di adolescenza, effettivamente, parlano.
Ed è proprio per l' estrema sincerità del libro che il personaggio di Simon e quello di Blu funzionano così bene.
Simon è ogni lettore, perchè le sue insicurezze e i suoi dubbi sono quelli di tutti noi.
La paura di non essere abbastanza, quella di non piacere a chi, invece, ci piace molto, o quella di deludere chi amiamo sono paure comuni a tutti, omosessuali e non.
E poi ovviamente c'è Blu, con il quale Simon scambia lettere divertenti (imperdibile il delirio sugli Oreo) e piene di sentimento, e del quale è impossibile non innamorarsi.
Credo sia inevitabile prendersi una cottarella per Blu, e anzi, di sicuro si desidera averne uno tutto per sè.
Qualcuno al quale raccontare tutto di sè senza la paura di essere giudicati, qualcuno con il quale essere seri ma anche stupidi, qualcuno del quale non avere paura.
Prosa scorrevolissima, dialoghi dal ritmo trascinante, un sacco di battute e moltissima attenzione a non sorvolare su alcuna emozione, bella o brutta che sia.
Simon e i suoi amici si vogliono bene, si prendono in giro, litigano e si riappacificano, esattamente come tutti noi.
Io leggendo questo romanzo mi sono sentita a casa, e una volta chiuso mi sembrava di dover dire addio a un amico.
Vista l'importanza dei temi che affronta, dalla scoperta della propria sessualità alla consapevolezza di sè, è di sicuro un romanzo che consiglierei ai lettori all'inizio delle superiori, nonchè ai lettori più grandi (vedi la sottoscritta) che non potranno fare a meno di essere conquistati dalle buffonate di Simon, dalla dolcezza di Blu e dall'arcobaleno di amici che circonda i due ragazzi.
Cinque stelline piene piene.
E non perdetevi "Tuo, Simon" anche al cinema, dal 31 Maggio: qui trovate la mia recensione in anteprima!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 26 marzo 2018
"Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Giacomo ha un problema: se stesso. Troppo basso, troppo goffo, troppo medio. Per fortuna ci sono gli amici: senza Fabione e Martina sarebbe stato impossibile sopravvivere fino all'ultimo giorno di liceo. Lui, l'amico migliore del mondo. Lei, la ragazza che ha sempre sognato. Un trio perfetto. Un trio che ha superato ogni difficoltà, fino all'impossibile prova di maturità. Ma una cosa è certa: dopo gli esami arrivano le vacanze e dopo le vacanze c'è la libertà, la vita vera. E Giacomo non intende perdersi nemmeno un istante del futuro che lo aspetta. Il futuro però comincia nel peggiore dei modi, perché Giacomo, mentre fa le valigie, non si sente bene, e Fabione complica la situazione poco prima della partenza. E, come se non bastasse, piove, continua a piovere: un luglio caldissimo annegato da una pioggia ininterrotta. Sembra proprio che tutto voglia mettersi contro Giacomo e la sua avventura alla volta del Salento. Che tutto gli stia dicendo di non partire. Ma Giacomo non ascolta, e alla fine il viaggio inizia. Mille chilometri di musica, confidenze, segreti. Un viaggio in cui ogni attimo è unico e irripetibile e conta, e niente va sprecato. Perché tutto può finire all'improvviso.
Ve lo ricordate, l'esame di maturità?
Lo ammetto, il mio non è stato così denso di emozioni e di significato come quelli che ho ritrovato in film e romanzi: ero preparata, è andato bene, fine. Però è innegabile che sia un rito di passaggio, e che all'esame segua quella che è l'ultima estate di svago puro, prima dell'università o del lavoro.
Questo ci accomuna tutti, e nella voglia di Giacomo di abbracciare con cuore e mente aperta quel futuro che finalmente sembra a portata di mano mi sono sicuramente ritrovata.
Certo, il suo futuro non inizia nel migliore dei modi: il mal di testa fastidioso che lo coglie mentre dovrebbe prepararsi a partire per il tanto sognato viaggio con Fabione non è esattamente quello che ci vorrebbe, e nemmeno la pioggia torrenziale, o il caldo che mozza il fiato.
Nemmeno l'infortunio dell'amico durante una partita di calcetto, però, sembra essere in grado di fermarli, perchè i due ragazzi hanno l'estate e la vita davanti, e fermarsi ora non è previsto.
In questo desiderio di libertà mi sono ritrovata tantissimo: il viaggio post-maturità è stato splendido, il primo organizzato da sola e senza adulti a supervisionare il tutto, il primo a non essere una vacanza studio o un corso sportivo. Il primo viaggio vero.
Ricordo il panorama che scorreva veloce fuori dal mi finestrino, ricordo l'alba su una città che non era la mia, ricordo le chiacchierate e le risate, ricordo il bucato in una lavanderia a gettoni e i panini consumati sulla scalinata di una delle chiese più belle del mondo.
Ogni giovane lettore ritroverà in Giacomo la sua stessa voglia di crescere, di prendere in mano il proprio destino e il proprio cuore in subbuglio... perchè oltre al viaggio con l'amico di sempre c'è anche l'amore, oh sì. Un amore acerbo, tenero, il cui confine con l'amicizia è labile e non sempre chiaro, ma è un sentimento profondo, innegabile.
Quell'amore che ti fa sognare, che ti dà sicurezza e che ti fa credere che sì, forse è vero che non sei esattamente come vorresti essere, ma per qualcuno sei perfetto così come sei, e questo basta.
Lo hanno scritto anche i giornali, quindi posso dirlo: non finisce bene, per Giacomo. Lo si capisce dalle prime pagine, e l'epilogo non è una sorpresa per nessuno, ma una cosa voglio dirla: è un romanzo sereno, dolce, emozionante in cui si ride tanto, e si piange anche un pochino.
È un romanzo sull'adolescenza e sul momento più delicato di quest'ultima, quello in cui si entra nell'età adulta, e sull'importanza di vivere appieno ogni secondo perchè non si può riaverlo indietro e perchè ogni vita è ben spesa, se vissuta fino in fondo. Non importa quanto sia lunga.
Consigliatissimo, davvero.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni attimo è nostro" di Luigi Ballerini, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
Giacomo ha un problema: se stesso. Troppo basso, troppo goffo, troppo medio. Per fortuna ci sono gli amici: senza Fabione e Martina sarebbe stato impossibile sopravvivere fino all'ultimo giorno di liceo. Lui, l'amico migliore del mondo. Lei, la ragazza che ha sempre sognato. Un trio perfetto. Un trio che ha superato ogni difficoltà, fino all'impossibile prova di maturità. Ma una cosa è certa: dopo gli esami arrivano le vacanze e dopo le vacanze c'è la libertà, la vita vera. E Giacomo non intende perdersi nemmeno un istante del futuro che lo aspetta. Il futuro però comincia nel peggiore dei modi, perché Giacomo, mentre fa le valigie, non si sente bene, e Fabione complica la situazione poco prima della partenza. E, come se non bastasse, piove, continua a piovere: un luglio caldissimo annegato da una pioggia ininterrotta. Sembra proprio che tutto voglia mettersi contro Giacomo e la sua avventura alla volta del Salento. Che tutto gli stia dicendo di non partire. Ma Giacomo non ascolta, e alla fine il viaggio inizia. Mille chilometri di musica, confidenze, segreti. Un viaggio in cui ogni attimo è unico e irripetibile e conta, e niente va sprecato. Perché tutto può finire all'improvviso.
Ve lo ricordate, l'esame di maturità?
Lo ammetto, il mio non è stato così denso di emozioni e di significato come quelli che ho ritrovato in film e romanzi: ero preparata, è andato bene, fine. Però è innegabile che sia un rito di passaggio, e che all'esame segua quella che è l'ultima estate di svago puro, prima dell'università o del lavoro.
Questo ci accomuna tutti, e nella voglia di Giacomo di abbracciare con cuore e mente aperta quel futuro che finalmente sembra a portata di mano mi sono sicuramente ritrovata.
Certo, il suo futuro non inizia nel migliore dei modi: il mal di testa fastidioso che lo coglie mentre dovrebbe prepararsi a partire per il tanto sognato viaggio con Fabione non è esattamente quello che ci vorrebbe, e nemmeno la pioggia torrenziale, o il caldo che mozza il fiato.
Nemmeno l'infortunio dell'amico durante una partita di calcetto, però, sembra essere in grado di fermarli, perchè i due ragazzi hanno l'estate e la vita davanti, e fermarsi ora non è previsto.
In questo desiderio di libertà mi sono ritrovata tantissimo: il viaggio post-maturità è stato splendido, il primo organizzato da sola e senza adulti a supervisionare il tutto, il primo a non essere una vacanza studio o un corso sportivo. Il primo viaggio vero.
Ricordo il panorama che scorreva veloce fuori dal mi finestrino, ricordo l'alba su una città che non era la mia, ricordo le chiacchierate e le risate, ricordo il bucato in una lavanderia a gettoni e i panini consumati sulla scalinata di una delle chiese più belle del mondo.
Ogni giovane lettore ritroverà in Giacomo la sua stessa voglia di crescere, di prendere in mano il proprio destino e il proprio cuore in subbuglio... perchè oltre al viaggio con l'amico di sempre c'è anche l'amore, oh sì. Un amore acerbo, tenero, il cui confine con l'amicizia è labile e non sempre chiaro, ma è un sentimento profondo, innegabile.
Quell'amore che ti fa sognare, che ti dà sicurezza e che ti fa credere che sì, forse è vero che non sei esattamente come vorresti essere, ma per qualcuno sei perfetto così come sei, e questo basta.
Lo hanno scritto anche i giornali, quindi posso dirlo: non finisce bene, per Giacomo. Lo si capisce dalle prime pagine, e l'epilogo non è una sorpresa per nessuno, ma una cosa voglio dirla: è un romanzo sereno, dolce, emozionante in cui si ride tanto, e si piange anche un pochino.
È un romanzo sull'adolescenza e sul momento più delicato di quest'ultima, quello in cui si entra nell'età adulta, e sull'importanza di vivere appieno ogni secondo perchè non si può riaverlo indietro e perchè ogni vita è ben spesa, se vissuta fino in fondo. Non importa quanto sia lunga.
Consigliatissimo, davvero.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
giovedì 15 marzo 2018
Leggiamo insieme: "Uno di noi sta mentendo" di Karen M. McManus
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Uno di noi sta mentendo" di Karen M. McManus, edito Chrysalide Mondadori (rilegato a 15€):
Cinque studenti sono costretti a trascorrere un'interminabile ora di punizione nella stessa aula.
Bronwyn, occhiali e capelli raccolti da studentessa modello, non ha mai infranto le regole in vita sua e vive per essere ammessa a un'università prestigiosa e rendere fieri i suoi genitori.
Nate, capelli scuri disordinati e un giubbino di pelle malandato, è in libertà vigilata per spaccio di erba e sembra a un passo dall'andare completamente alla deriva.
Cooper, il ragazzo d'oro con cui tutte vorrebbero stare, è la star della scuola e sogna l'ingaggio in una grande squadra di baseball.
Addy, una chioma di folti ricci biondi e un viso grazioso a forma di cuore, sta cercando di tenere insieme i pezzi della sua vita perfetta.
Infine Simon, l'emarginato, lo strano, che, per prendersi la sua rivincita su chi lo ha sempre trattato male, si è inventato una app che rivela ogni settimana dettagli piccanti della vita privata degli studenti.
Pur conoscendosi da anni, non possono certo definirsi amici. Qualcosa li unisce, però. Nessuno di loro è davvero e fino in fondo come appare. Ognuno di loro dietro alla facciata "pubblica" nasconde molto altro, un mondo di fragilità, insicurezze e paure, ma anche di segreti piccoli e grandi di cui nessuno, o quasi, è a conoscenza.
Da quell'aula solo in quattro usciranno vivi. All'improvviso e senza apparente motivo, Simon cade a terra davanti ai compagni e muore. Non appena si capisce che quella che sembrava una morte dovuta a un improvviso malore in realtà è un omicidio, il mondo di Bronwyn, Nate, Cooper e Addy inizia a vacillare. E crolla definitivamente quando la polizia scopre che i protagonisti di un ultimo post mai pubblicato di Simon sono proprio loro. In men che non si dica, i quattro ragazzi da semplici testimoni diventano i principali indagati dell'omicidio...
È un romanzo che ho avuto modo di leggere la scorsa estate, e ho anche avuto il piacere di incontrare l'autrice a Londra in occasione dello YALC 2017: non potevo perdere l'occasione di partecipare alla lettura di gruppo insieme ad altri blogger, youtuber e instagrammer, giusto?
Siamo arrivati a leggere fino a pagina 137, e siamo ancora pieni di dubbi su chi possa aver ucciso Simon!
Ricordo di chi sospettavo, una volta superate le prime 70/80 pagine: Cooper.
Nella mia testa aveva perfettamente senso, pensando al suo desiderio di una borsa di studio sportiva (difficilissima da ottenere) e di una carriera nel baseball (anche qui, tantissima concorrenza): Simon, con il suo mettere in piazza i segreti di tutti, avrebbe davvero potuto rovinargli la vita.
Ci sono cose che non vorresti mai far sapere a un reclutatore o ad un selezionatore... ad esempio che si dice che utilizzi steroidi, e che le tue prestazioni sono dovute al doping.
Un pettegolezzo pericolosissimo, forse abbastanza da volerne eliminare la scomoda fonte...
E voi, state leggendo il romanzo con noi? Chi ha ucciso Simon, secondo voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Uno di noi sta mentendo" di Karen M. McManus, edito Chrysalide Mondadori (rilegato a 15€):
Cinque studenti sono costretti a trascorrere un'interminabile ora di punizione nella stessa aula.
Bronwyn, occhiali e capelli raccolti da studentessa modello, non ha mai infranto le regole in vita sua e vive per essere ammessa a un'università prestigiosa e rendere fieri i suoi genitori.
Nate, capelli scuri disordinati e un giubbino di pelle malandato, è in libertà vigilata per spaccio di erba e sembra a un passo dall'andare completamente alla deriva.
Cooper, il ragazzo d'oro con cui tutte vorrebbero stare, è la star della scuola e sogna l'ingaggio in una grande squadra di baseball.
Addy, una chioma di folti ricci biondi e un viso grazioso a forma di cuore, sta cercando di tenere insieme i pezzi della sua vita perfetta.
Infine Simon, l'emarginato, lo strano, che, per prendersi la sua rivincita su chi lo ha sempre trattato male, si è inventato una app che rivela ogni settimana dettagli piccanti della vita privata degli studenti.
Pur conoscendosi da anni, non possono certo definirsi amici. Qualcosa li unisce, però. Nessuno di loro è davvero e fino in fondo come appare. Ognuno di loro dietro alla facciata "pubblica" nasconde molto altro, un mondo di fragilità, insicurezze e paure, ma anche di segreti piccoli e grandi di cui nessuno, o quasi, è a conoscenza.
Da quell'aula solo in quattro usciranno vivi. All'improvviso e senza apparente motivo, Simon cade a terra davanti ai compagni e muore. Non appena si capisce che quella che sembrava una morte dovuta a un improvviso malore in realtà è un omicidio, il mondo di Bronwyn, Nate, Cooper e Addy inizia a vacillare. E crolla definitivamente quando la polizia scopre che i protagonisti di un ultimo post mai pubblicato di Simon sono proprio loro. In men che non si dica, i quattro ragazzi da semplici testimoni diventano i principali indagati dell'omicidio...
È un romanzo che ho avuto modo di leggere la scorsa estate, e ho anche avuto il piacere di incontrare l'autrice a Londra in occasione dello YALC 2017: non potevo perdere l'occasione di partecipare alla lettura di gruppo insieme ad altri blogger, youtuber e instagrammer, giusto?
Siamo arrivati a leggere fino a pagina 137, e siamo ancora pieni di dubbi su chi possa aver ucciso Simon!
Ricordo di chi sospettavo, una volta superate le prime 70/80 pagine: Cooper.
Nella mia testa aveva perfettamente senso, pensando al suo desiderio di una borsa di studio sportiva (difficilissima da ottenere) e di una carriera nel baseball (anche qui, tantissima concorrenza): Simon, con il suo mettere in piazza i segreti di tutti, avrebbe davvero potuto rovinargli la vita.
Ci sono cose che non vorresti mai far sapere a un reclutatore o ad un selezionatore... ad esempio che si dice che utilizzi steroidi, e che le tue prestazioni sono dovute al doping.
Un pettegolezzo pericolosissimo, forse abbastanza da volerne eliminare la scomoda fonte...
E voi, state leggendo il romanzo con noi? Chi ha ucciso Simon, secondo voi?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 6 marzo 2018
"Ti aspetto da sempre" di Ava Dellaira
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti aspetto da sempre" di Ava Dellaira, edito Sperling&Kupfer (rilegato a 17,90€):
Tutti siamo in cerca di qualcosa. Un amore, un nuovo inizio, un futuro. Angie, per esempio, è in cerca di risposte. Ha diciassette anni, ama la storia e le scienze (biologia, in particolare), la corsa, il formaggio alla piastra con i bordi bruciacchiati, il calcio, il caffè schiumato con il latte di soia, i dischi in vinile, la musica hip-hop sparata a palla nelle cuffie; ma tutto questo non le basta per dire chi è veramente. Vive sola con la madre nel New Mexico. Il padre non l'ha mai incontrato, ma sa di assomigliargli molto. E l'unica cosa che la madre riesce a raccontarle, senza affogare tra le lacrime, è che è morto prima che lei nascesse. Un giorno, però, in fondo a un cassetto nella camera di sua madre, Angie trova una fotografia che le fa pensare che finora tutta la sua vita possa essere stata una bugia. Così decide di partire alla volta di Los Angeles, con la speranza che cercare la verità sulle sue origini e sul padre possa aiutarla a capire meglio se stessa. Cosa ci sarà in fondo alla strada, Angie ancora non lo sa. Ma è determinata a scoprirlo.
Dopo "Noi siamo grandi come la vita", un successo internazionale pubblicato in 24 Paesi, che ha conquistato pubblico e critica, Ava Dellaira torna in libreria con un nuovo, atteso romanzo. Una profonda storia multi-generazionale sul rapporto, spesso complicato, tra madri e figlie, sull'amore e la perdita, sul tenere con sé e lasciar andare, che piacerà alle lettrici di ogni età.
Non vedevo l'ora di leggere il nuovo romanzo di Ava Dellaira perchè "Noi siamo grandi come la vita" mi era piaciuto tantissimo (qui potete ancora leggere la recensione), e quindi va da sè che mi sono tuffata tra le pagine approfittando dell'ondata di gelo e delle serate raggomitolata sotto alle coperte.
Non so quanto questo dipenda dal mio stare attraversando una fase particolarmente emotiva della mia vita, ma la storia di Angie e di sua madre Marilyn, narrato in parallelo a capitoli alterni, mi hanno toccata nel profondo.
La ragazza cerca la verità su suo padre e sulle sue origini nel presente, in quel momento della vita in cui non siamo più bambini e non siamo ancora adulti, e se non sappiamo nemmeno da dove veniamo diventa difficile restare in equilibrio.
La madre Marilyn vive invece il suo innamoramento con James, tra mille emozioni e difficoltà che mi hanno davvero preso il cuore. Volevo così tanto un lieto fine per loro due!
Attraverso i loro personaggi e la loro storia Ava Dellaira parla della difficoltà di una relazione mista, dei pregiudizi, di quando il mondo trasforma un sentimento puro in qualcosa di sbagliato.
Va detto, in parallelo la storia tra Angie e Sam è più debole, ma Angie non lo è.
Angie mi è piaciuta, e ho adorato intravedere attraverso la narrazione a capitoli alterni tanti piccoli tratti di James in lei. È stato un modo per vedere davvero il loro legame, anche se in due dimensioni temporali diverse.
È invece molto, molto bello scoprire un complicato, delicato e multisfaccettato rapporto madre-figlia, fatto di quelle che sono le paure comuni a tutte le mamme ("non voglio essere come mia madre!" e poi lo diventi) e a tutte le figlie ("ti nascondo questa cosa per non ferirti" e poi, indovinate un po'? È proprio quello, a ferire). Da questo punto di vista è un romanzo che toccherà particolarmente coloro che oltre a essere figlie sono anche madri, perchè troveranno qualcosa di sè in entrambe le voci.
"Ti aspetto da sempre" ha sicuramente dalla sua parte il fatto di essere un romanzo YA "diverso", con quel qualcosa in più che lo rende indimenticabile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti aspetto da sempre" di Ava Dellaira, edito Sperling&Kupfer (rilegato a 17,90€):
Tutti siamo in cerca di qualcosa. Un amore, un nuovo inizio, un futuro. Angie, per esempio, è in cerca di risposte. Ha diciassette anni, ama la storia e le scienze (biologia, in particolare), la corsa, il formaggio alla piastra con i bordi bruciacchiati, il calcio, il caffè schiumato con il latte di soia, i dischi in vinile, la musica hip-hop sparata a palla nelle cuffie; ma tutto questo non le basta per dire chi è veramente. Vive sola con la madre nel New Mexico. Il padre non l'ha mai incontrato, ma sa di assomigliargli molto. E l'unica cosa che la madre riesce a raccontarle, senza affogare tra le lacrime, è che è morto prima che lei nascesse. Un giorno, però, in fondo a un cassetto nella camera di sua madre, Angie trova una fotografia che le fa pensare che finora tutta la sua vita possa essere stata una bugia. Così decide di partire alla volta di Los Angeles, con la speranza che cercare la verità sulle sue origini e sul padre possa aiutarla a capire meglio se stessa. Cosa ci sarà in fondo alla strada, Angie ancora non lo sa. Ma è determinata a scoprirlo.
Dopo "Noi siamo grandi come la vita", un successo internazionale pubblicato in 24 Paesi, che ha conquistato pubblico e critica, Ava Dellaira torna in libreria con un nuovo, atteso romanzo. Una profonda storia multi-generazionale sul rapporto, spesso complicato, tra madri e figlie, sull'amore e la perdita, sul tenere con sé e lasciar andare, che piacerà alle lettrici di ogni età.
Non vedevo l'ora di leggere il nuovo romanzo di Ava Dellaira perchè "Noi siamo grandi come la vita" mi era piaciuto tantissimo (qui potete ancora leggere la recensione), e quindi va da sè che mi sono tuffata tra le pagine approfittando dell'ondata di gelo e delle serate raggomitolata sotto alle coperte.
Non so quanto questo dipenda dal mio stare attraversando una fase particolarmente emotiva della mia vita, ma la storia di Angie e di sua madre Marilyn, narrato in parallelo a capitoli alterni, mi hanno toccata nel profondo.
La ragazza cerca la verità su suo padre e sulle sue origini nel presente, in quel momento della vita in cui non siamo più bambini e non siamo ancora adulti, e se non sappiamo nemmeno da dove veniamo diventa difficile restare in equilibrio.
La madre Marilyn vive invece il suo innamoramento con James, tra mille emozioni e difficoltà che mi hanno davvero preso il cuore. Volevo così tanto un lieto fine per loro due!
Attraverso i loro personaggi e la loro storia Ava Dellaira parla della difficoltà di una relazione mista, dei pregiudizi, di quando il mondo trasforma un sentimento puro in qualcosa di sbagliato.
Va detto, in parallelo la storia tra Angie e Sam è più debole, ma Angie non lo è.
Angie mi è piaciuta, e ho adorato intravedere attraverso la narrazione a capitoli alterni tanti piccoli tratti di James in lei. È stato un modo per vedere davvero il loro legame, anche se in due dimensioni temporali diverse.
È invece molto, molto bello scoprire un complicato, delicato e multisfaccettato rapporto madre-figlia, fatto di quelle che sono le paure comuni a tutte le mamme ("non voglio essere come mia madre!" e poi lo diventi) e a tutte le figlie ("ti nascondo questa cosa per non ferirti" e poi, indovinate un po'? È proprio quello, a ferire). Da questo punto di vista è un romanzo che toccherà particolarmente coloro che oltre a essere figlie sono anche madri, perchè troveranno qualcosa di sè in entrambe le voci.
"Ti aspetto da sempre" ha sicuramente dalla sua parte il fatto di essere un romanzo YA "diverso", con quel qualcosa in più che lo rende indimenticabile.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 27 febbraio 2018
"Nowhere Girls" di Amy Reed
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nowhere Girls" di Amy Reed, edito Piemme (rilegato a 17€):
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l'imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.
Eccoci qui con una delle letture più intriganti del mio 2018, della quale non vedevo l'ora di parlarvi.
Volevo parlarvi delle Nowhere Girls, perchè loro siamo noi.
Grace, Rosina ed Erin sono tutte noi, e allo stesso tempo sono tre ragazze uniche e straordinarie, le cui vite si intrecciano quando decidono di puntare i piedi e non restare in silenzio di fronte all'ennesima ingiustizia di un mondo che, almeno nel loro caso, è già stato abbastanza ingiusto.
Hanno dovuto lasciare la loro casa, o vorrebbero solo scappare via da una casa opprimente; hanno paura delle emozioni, o vorrebbero riuscire a sentire di più, più a lungo; convivono con una malattia dal nome complesso, o non riescono a dare un nome al disagio che le accompagna ovunque.
È impossibile non ritrovare se stesse in una o in tutte e tre le protagoniste dell'intenso e provocatorio romanzo di Amy Reed, che poteva essere il solito "girl friendship novel" e invece è un vero e proprio inno al coraggio di parlare, di denunciare le ingiustizie e di lottare per ciò in cui si crede.
È anche la celebrazione della forza inarrestabile delle ragazze, di quella che troppo spesso viene sintetizzata in uno stereotipato #girlpower ma che è molto, molto di più: è la capacità di costituire un esercito senz'altre armi che non la propria intelligenza e la propria empatia, è la volontà di essere inarrestabili, è il fare da scudo a chi non è ancora abbastanza forte da poter combattere da sola le proprie battaglie. Dovremmo tutte essere delle Nowhere Girls, e forse a modo nostro lo siamo già.
Non è facile parlare di violenza sessuale, di religione, di sindrome di Asperger e di omosessualità ai lettori più giovani, ma Amy Reed ha superato brillantemente la prova con una prosa aggraziata e allo stesso tempo affilata, e con una storia impossibile da dimenticare che non voglio anticiparvi ma che non posso fare a meno di consigliarvi.
Una delle poche letture a cinque stelle degli ultimi mesi, da fare a ogni età.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nowhere Girls" di Amy Reed, edito Piemme (rilegato a 17€):
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l'imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.
Eccoci qui con una delle letture più intriganti del mio 2018, della quale non vedevo l'ora di parlarvi.
Volevo parlarvi delle Nowhere Girls, perchè loro siamo noi.
Grace, Rosina ed Erin sono tutte noi, e allo stesso tempo sono tre ragazze uniche e straordinarie, le cui vite si intrecciano quando decidono di puntare i piedi e non restare in silenzio di fronte all'ennesima ingiustizia di un mondo che, almeno nel loro caso, è già stato abbastanza ingiusto.
Hanno dovuto lasciare la loro casa, o vorrebbero solo scappare via da una casa opprimente; hanno paura delle emozioni, o vorrebbero riuscire a sentire di più, più a lungo; convivono con una malattia dal nome complesso, o non riescono a dare un nome al disagio che le accompagna ovunque.
È impossibile non ritrovare se stesse in una o in tutte e tre le protagoniste dell'intenso e provocatorio romanzo di Amy Reed, che poteva essere il solito "girl friendship novel" e invece è un vero e proprio inno al coraggio di parlare, di denunciare le ingiustizie e di lottare per ciò in cui si crede.
È anche la celebrazione della forza inarrestabile delle ragazze, di quella che troppo spesso viene sintetizzata in uno stereotipato #girlpower ma che è molto, molto di più: è la capacità di costituire un esercito senz'altre armi che non la propria intelligenza e la propria empatia, è la volontà di essere inarrestabili, è il fare da scudo a chi non è ancora abbastanza forte da poter combattere da sola le proprie battaglie. Dovremmo tutte essere delle Nowhere Girls, e forse a modo nostro lo siamo già.
Non è facile parlare di violenza sessuale, di religione, di sindrome di Asperger e di omosessualità ai lettori più giovani, ma Amy Reed ha superato brillantemente la prova con una prosa aggraziata e allo stesso tempo affilata, e con una storia impossibile da dimenticare che non voglio anticiparvi ma che non posso fare a meno di consigliarvi.
Una delle poche letture a cinque stelle degli ultimi mesi, da fare a ogni età.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 14 febbraio 2018
"36 domande per farti innamorare di me" di Vicky Grant
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "36 domande per farti innamorare di me" di Vicky Grant, edito Chrysalide/Mondadori (rilegato a 16,90€):
Hildy ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di liceo. Di buona famiglia, è una studentessa modello fin troppo rispettosa delle regole.
Paul ha quasi diciannove anni, non ha un lavoro fisso ed è meravigliosamente sfrontato e intrigante. Hildy e Paul non si conoscono e appartengono chiaramente a mondi distanti anni luce. È probabile che non si sarebbero mai incontrati se non avessero deciso di partecipare, ognuno per le proprie ragioni, a un esperimento organizzato dal dipartimento di psicologia dell’università. Una ricerca che si propone di rispondere a un quesito semplice quanto ambizioso: può l’amore – sentimento nobilissimo e raro di cui grondano romanzi, film e canzoni pop – essere “pilotato” se non addirittura costruito a tavolino? Per capirlo, Hildy e Paul (vedi alla voce cavie) dovranno rispondere insieme a un questionario di 36 domande.
Di risposta in risposta, alternando le risate ai pianti e passando attraverso arrabbiature, segreti inconfessabili, bugie, fughe improvvise e ritorni inaspettati potrebbero accorgersi che forse, al di là delle loro evidenti differenze, qualcosa di profondo li unisce. Che si tratti di quella cosa che inizia per A di cui tutti sembrano andare in cerca?
"36 domande per farti innamorare di me" è un romanzo fresco, moderno, pieno di “cuore” e di humour che, nel momento stesso in cui lo avrete terminato, vi lascerà con il desiderio bruciante di trovare subito uno sconosciuto tutto vostro con il quale rispondere al questionario.
E, forse, trovare l’amore.
Delle 36 domande che potrebbero portarti a costruire un legame con il tuo partner, sconosciuto fino a quel momento, aveva parlato anche la stampa italiana circa tre anni fa, ed era qualcosa che mi aveva incuriosita. Mi sono chiesta se fosse vero, se bastasse davvero sedersi di fronte a uno sconosciuto e rispondere sinceramente a un questionario per stimolare la nascita di un legame.
Se lo è chiesto anche Vicky Grant, ecco che la storia di Hildy e Paul ha preso forma.
Hildy e Paul mi sono piaciuti da subito. Lei è imbranata, agitata, sempre di corsa e con una situazione famigliare complicata da gestire (genitori che litigano, fratello minore abbandonato a se stesso di cui occuparsi...), lui è taciturno, distaccato e apparentemente interessato solo ai 40$ del compenso dell'università. Non c'entrano nulla l'uno con l'altra, eppure insieme funzionano: l'atteggiamento un po' sbruffone e provocatorio di lui tira fuori la parte arrabbiata di lei, e l'innocenza di lei tira fuori la parte tenera ed empatica di lui.
Pagina dopo pagina, domanda dopo domanda (e disegno dopo disegno: Paul disegna e scarabocchia con entusiasmo, e spesso le sue risposte sono accompagnate da buffe vignette per Hildy), è impossibile non sentirsi coinvolti nella loro storia.
Li si vede innamorarsi piano piano, aprirsi l'una con l'altro, e mentre le domande del test fanno sì che rivelino tutti i loro pensieri più profondi, sono le domande che iniziano a fare a se stessi a cambiare le carte in tavola.
Hildy inizia a capire che non è suo compito rimettere insieme i cocci del matrimonio fallito dei genitori, e che forse suo fratello è abbastanza grande da potersela cavare da solo, e Paul inizia ad avere voglia di qualcosa di più di una chiacchierata occasionale...
Consigliatissimo, davvero: è sicuramente uno dei romanzi YA più carini in uscita nel 2018 (e giusto in tempo per San Valentino. Lo trovate anche qui, insieme ad altre letture perfette per l'occasione).
Non riuscirete a posarlo una volta iniziato, e vorrete un Paul tutto vostro ;)
Inoltre, Mondadori sta postando sull'account Instagram @librimondadori queste divertenti card con le domande del test, così possiamo divertirci tutti a rispondere e... conoscerci meglio!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "36 domande per farti innamorare di me" di Vicky Grant, edito Chrysalide/Mondadori (rilegato a 16,90€):
Paul ha quasi diciannove anni, non ha un lavoro fisso ed è meravigliosamente sfrontato e intrigante. Hildy e Paul non si conoscono e appartengono chiaramente a mondi distanti anni luce. È probabile che non si sarebbero mai incontrati se non avessero deciso di partecipare, ognuno per le proprie ragioni, a un esperimento organizzato dal dipartimento di psicologia dell’università. Una ricerca che si propone di rispondere a un quesito semplice quanto ambizioso: può l’amore – sentimento nobilissimo e raro di cui grondano romanzi, film e canzoni pop – essere “pilotato” se non addirittura costruito a tavolino? Per capirlo, Hildy e Paul (vedi alla voce cavie) dovranno rispondere insieme a un questionario di 36 domande.
Di risposta in risposta, alternando le risate ai pianti e passando attraverso arrabbiature, segreti inconfessabili, bugie, fughe improvvise e ritorni inaspettati potrebbero accorgersi che forse, al di là delle loro evidenti differenze, qualcosa di profondo li unisce. Che si tratti di quella cosa che inizia per A di cui tutti sembrano andare in cerca?
"36 domande per farti innamorare di me" è un romanzo fresco, moderno, pieno di “cuore” e di humour che, nel momento stesso in cui lo avrete terminato, vi lascerà con il desiderio bruciante di trovare subito uno sconosciuto tutto vostro con il quale rispondere al questionario.
E, forse, trovare l’amore.
Delle 36 domande che potrebbero portarti a costruire un legame con il tuo partner, sconosciuto fino a quel momento, aveva parlato anche la stampa italiana circa tre anni fa, ed era qualcosa che mi aveva incuriosita. Mi sono chiesta se fosse vero, se bastasse davvero sedersi di fronte a uno sconosciuto e rispondere sinceramente a un questionario per stimolare la nascita di un legame.
Se lo è chiesto anche Vicky Grant, ecco che la storia di Hildy e Paul ha preso forma.
Hildy e Paul mi sono piaciuti da subito. Lei è imbranata, agitata, sempre di corsa e con una situazione famigliare complicata da gestire (genitori che litigano, fratello minore abbandonato a se stesso di cui occuparsi...), lui è taciturno, distaccato e apparentemente interessato solo ai 40$ del compenso dell'università. Non c'entrano nulla l'uno con l'altra, eppure insieme funzionano: l'atteggiamento un po' sbruffone e provocatorio di lui tira fuori la parte arrabbiata di lei, e l'innocenza di lei tira fuori la parte tenera ed empatica di lui.
Pagina dopo pagina, domanda dopo domanda (e disegno dopo disegno: Paul disegna e scarabocchia con entusiasmo, e spesso le sue risposte sono accompagnate da buffe vignette per Hildy), è impossibile non sentirsi coinvolti nella loro storia.
Li si vede innamorarsi piano piano, aprirsi l'una con l'altro, e mentre le domande del test fanno sì che rivelino tutti i loro pensieri più profondi, sono le domande che iniziano a fare a se stessi a cambiare le carte in tavola.
Hildy inizia a capire che non è suo compito rimettere insieme i cocci del matrimonio fallito dei genitori, e che forse suo fratello è abbastanza grande da potersela cavare da solo, e Paul inizia ad avere voglia di qualcosa di più di una chiacchierata occasionale...
Consigliatissimo, davvero: è sicuramente uno dei romanzi YA più carini in uscita nel 2018 (e giusto in tempo per San Valentino. Lo trovate anche qui, insieme ad altre letture perfette per l'occasione).
Non riuscirete a posarlo una volta iniziato, e vorrete un Paul tutto vostro ;)
Inoltre, Mondadori sta postando sull'account Instagram @librimondadori queste divertenti card con le domande del test, così possiamo divertirci tutti a rispondere e... conoscerci meglio!
A presto <3
lunedì 5 febbraio 2018
"I giorni felici di Juniper Lemon" di Julie Israel
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I giorni felici di Juniper Lemon" di Julie Israel, edito Chrysalide/Mondadori (rilegato a 18€) in uscita il 6 Febbraio:
Sono trascorsi ormai 65 giorni dall’incidente che ha letteralmente sbriciolato il mondo di Juniper. Senza Camie, la sua adorata sorella maggiore, la vita è diventata all’improvviso un luogo freddo e buio. Questo almeno fino a quando non trova per caso una lettera scritta dalla sorella proprio il giorno dell’incidente e indirizzata a un misterioso “Tu”, un innamorato segreto con cui Camie aveva intenzione di rompere e di cui lei ignorava l’esistenza. Impaziente di scoprirne l’identità, Juniper inizia a indagare. Forse, pensa, se riuscirà a trovarlo e a consegnargli il messaggio, quel vuoto enorme che avverte dentro potrebbe attenuarsi almeno un po’...
In quegli stessi giorni, però, Juniper perde qualcos’altro che le sta particolarmente a cuore, uno dei cartoncini del suo speciale schedario della felicità sui quali annota gli aspetti positivi e negativi delle sue giornate, un rito quotidiano che l’ha aiutata a tenere insieme i pezzi della sua vita da quando Camie è morta. Senza quel biglietto – che contiene oltretutto un suo segreto inconfessabile – si è creato un vuoto. Un altro, che si somma a quello lasciato dalla scomparsa della sorella.
La vita e la felicità, però, sono per natura imprevedibili e, mentre è impegnata nella sua doppia ricerca, Juniper finisce per scoprire segreti e profondi motivi di infelicità di alcuni dei suoi compagni di classe. A quel punto, si lancia in una nuova missione: rendere meno disperata e solitaria la vita di quei suoi compagni, finendo così per curare, di riflesso, la propria, di infelicità.
Un romanzo delicato, pieno di ottimismo, divertimento e speranza, sulla perdita e su che cosa sia davvero la felicità.
Lo avevo sbirciato allo YALC la scorsa estate e per poco non lo avevo acquistato.
Poi in autunno ho visto che sarebbe arrivato in Italia e quindi ho recuperato al volo la lettura, per potervelo raccontare in tempo per l'uscita.
Juniper Lemon sta per tornare a scuola, ma questa volta tornarci non sarà affatto facile: sono passati poco più di due mesi da quando, tornando da una festa, la sorella Camie ha perso il controllo della macchina ed è morta. Juniper era con lei, e non è pronta alle occhiate di compatimento, ai pettegolezzi, al silenzio assordante che si è creato attorno a lei. Persino la sua migliore amica Lauren si è allontanata, incapace di gestire il suo lutto.
I primi giorni di scuola non sono affatto facili, m qualche barlume di luce c'è: il ragazzo nuovo, Nate, che oltre a essere incredibilmente carino sembra averla presa davvero in simpatia e la coinvolge in quello che apprentemente è il club più sfigato della scuola (che rispecchia esttamente come si sente Juniper, in fondo), o il ragazzaccio della scuola, Brand, che inaspettatamente si rivela una persona molto gentile e capace, a modo suo, di confortarla.
E soprattutto di aiutarla a ritrovare qualcosa che la ragazza ha perso e della cui perdita fatica a rassegnarsi: uno dei suoi preziosi cartoncini su cui annota le cose belle (+) e quelle meno belle (-) di ogni sua giornata per poi riporli in uno speciale schedario.
Perdere il cartoncino significa dover affrontare un altro vuoto, e nella sua vita ce ne sono già troppi: l'incidente non ke ha portato via solo la sorella, infatti, ma anche la madre, sprofondata nella depressione e nel silenzio da allora.
Ma forse quest'anno, grazie a Nate, Brand e alle nuove attività in cui si cimenterà, Juniper imparerà come si fa a continuare a vivere anche quando hai perso un parte di te...
Non è facile raccontare il dolore della perdita, soprattutto quella di un fratello o di una sorella, ma Julie Israel ci è riuscita. Camie manca, e non solo lei: manca la sua risata, la sua camminata, il suo buttarsi sul divano, il suo strimpellare la chitarra. Manca la sua testardaggine, la sua decisione, il suo coraggio. Juniper si attacca con ogni fibra del suo essere a ciò cha la sorella si è lasciata dietro, dal suo profumo ancora percebile sul tessuto di una vecchia borsa a una lettera senza destinatario che le fa capire che la sorella aveva una relazione di cui non le aveva parlato, convinta che nel momento in cui lascerà la presa l'avrà persa per davvero.
Quella di Juniper è la storia di una caccia al tesoro, in fondo, dove però il punto non è solo trovare il destinatario di quella lettera mai consegnata: il punto è che, nel farlo, Juniper trova se stessa.
Impara a prendere posizione contro la bulla della scuola, scoprendo di essere forte quanto lo era sua sorella, e a vedere con occhi diversi ogni persona che incontra, a cominciare proprio da Brand.
Il bad boy della scuola ha un nascondiglio segreto, una scorta senza limiti di caramelle, la capacità di far sentire Juniper al sicuro e compresa anche quando si comporta in modo assurdo per chiunque, e chissà...
Ve lo devo dire, alcuni passaggi sono proprio dolorosi (e come potrebbe essere altrimenti? Si parla di morte, perdita, bullismo...), ma ogni emozione e ogni sensazione è perfettamente calibrata, senza eccessi. "I giorni felici di Juniper Lemon" è perfetto, dall'inizio alla fine, e non potrà fare a meno di conquistarvi.
Consigliatissimo, mi ha davvero emozionata!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I giorni felici di Juniper Lemon" di Julie Israel, edito Chrysalide/Mondadori (rilegato a 18€) in uscita il 6 Febbraio:
Sono trascorsi ormai 65 giorni dall’incidente che ha letteralmente sbriciolato il mondo di Juniper. Senza Camie, la sua adorata sorella maggiore, la vita è diventata all’improvviso un luogo freddo e buio. Questo almeno fino a quando non trova per caso una lettera scritta dalla sorella proprio il giorno dell’incidente e indirizzata a un misterioso “Tu”, un innamorato segreto con cui Camie aveva intenzione di rompere e di cui lei ignorava l’esistenza. Impaziente di scoprirne l’identità, Juniper inizia a indagare. Forse, pensa, se riuscirà a trovarlo e a consegnargli il messaggio, quel vuoto enorme che avverte dentro potrebbe attenuarsi almeno un po’...
In quegli stessi giorni, però, Juniper perde qualcos’altro che le sta particolarmente a cuore, uno dei cartoncini del suo speciale schedario della felicità sui quali annota gli aspetti positivi e negativi delle sue giornate, un rito quotidiano che l’ha aiutata a tenere insieme i pezzi della sua vita da quando Camie è morta. Senza quel biglietto – che contiene oltretutto un suo segreto inconfessabile – si è creato un vuoto. Un altro, che si somma a quello lasciato dalla scomparsa della sorella.
La vita e la felicità, però, sono per natura imprevedibili e, mentre è impegnata nella sua doppia ricerca, Juniper finisce per scoprire segreti e profondi motivi di infelicità di alcuni dei suoi compagni di classe. A quel punto, si lancia in una nuova missione: rendere meno disperata e solitaria la vita di quei suoi compagni, finendo così per curare, di riflesso, la propria, di infelicità.
Un romanzo delicato, pieno di ottimismo, divertimento e speranza, sulla perdita e su che cosa sia davvero la felicità.
Lo avevo sbirciato allo YALC la scorsa estate e per poco non lo avevo acquistato.
Poi in autunno ho visto che sarebbe arrivato in Italia e quindi ho recuperato al volo la lettura, per potervelo raccontare in tempo per l'uscita.
Juniper Lemon sta per tornare a scuola, ma questa volta tornarci non sarà affatto facile: sono passati poco più di due mesi da quando, tornando da una festa, la sorella Camie ha perso il controllo della macchina ed è morta. Juniper era con lei, e non è pronta alle occhiate di compatimento, ai pettegolezzi, al silenzio assordante che si è creato attorno a lei. Persino la sua migliore amica Lauren si è allontanata, incapace di gestire il suo lutto.
I primi giorni di scuola non sono affatto facili, m qualche barlume di luce c'è: il ragazzo nuovo, Nate, che oltre a essere incredibilmente carino sembra averla presa davvero in simpatia e la coinvolge in quello che apprentemente è il club più sfigato della scuola (che rispecchia esttamente come si sente Juniper, in fondo), o il ragazzaccio della scuola, Brand, che inaspettatamente si rivela una persona molto gentile e capace, a modo suo, di confortarla.
E soprattutto di aiutarla a ritrovare qualcosa che la ragazza ha perso e della cui perdita fatica a rassegnarsi: uno dei suoi preziosi cartoncini su cui annota le cose belle (+) e quelle meno belle (-) di ogni sua giornata per poi riporli in uno speciale schedario.
Perdere il cartoncino significa dover affrontare un altro vuoto, e nella sua vita ce ne sono già troppi: l'incidente non ke ha portato via solo la sorella, infatti, ma anche la madre, sprofondata nella depressione e nel silenzio da allora.
Ma forse quest'anno, grazie a Nate, Brand e alle nuove attività in cui si cimenterà, Juniper imparerà come si fa a continuare a vivere anche quando hai perso un parte di te...
Non è facile raccontare il dolore della perdita, soprattutto quella di un fratello o di una sorella, ma Julie Israel ci è riuscita. Camie manca, e non solo lei: manca la sua risata, la sua camminata, il suo buttarsi sul divano, il suo strimpellare la chitarra. Manca la sua testardaggine, la sua decisione, il suo coraggio. Juniper si attacca con ogni fibra del suo essere a ciò cha la sorella si è lasciata dietro, dal suo profumo ancora percebile sul tessuto di una vecchia borsa a una lettera senza destinatario che le fa capire che la sorella aveva una relazione di cui non le aveva parlato, convinta che nel momento in cui lascerà la presa l'avrà persa per davvero.
Quella di Juniper è la storia di una caccia al tesoro, in fondo, dove però il punto non è solo trovare il destinatario di quella lettera mai consegnata: il punto è che, nel farlo, Juniper trova se stessa.
Impara a prendere posizione contro la bulla della scuola, scoprendo di essere forte quanto lo era sua sorella, e a vedere con occhi diversi ogni persona che incontra, a cominciare proprio da Brand.
Il bad boy della scuola ha un nascondiglio segreto, una scorta senza limiti di caramelle, la capacità di far sentire Juniper al sicuro e compresa anche quando si comporta in modo assurdo per chiunque, e chissà...
Ve lo devo dire, alcuni passaggi sono proprio dolorosi (e come potrebbe essere altrimenti? Si parla di morte, perdita, bullismo...), ma ogni emozione e ogni sensazione è perfettamente calibrata, senza eccessi. "I giorni felici di Juniper Lemon" è perfetto, dall'inizio alla fine, e non potrà fare a meno di conquistarvi.
Consigliatissimo, mi ha davvero emozionata!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 29 gennaio 2018
"Il sole è anche una stella" di Nicola Yoon
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il sole è anche una stella" di Nicola Yoon, edito Sperling & Kupfer (rilegato a 18,90€):
Natasha non crede né al caso né al destino. E neppure ai sogni: non si avverano mai. Sua madre dice che le cose succedono per una ragione. Ma Natasha è diversa. Crede piuttosto nella scienza e nella relazione causa-effetto. Ogni azione conduce necessariamente a un'altra e così via. Sono le azioni di ognuno a determinare il destino. Per intenderci, non è il tipo di ragazza che incontra un ragazzo carino in un polveroso negozio di dischi a New York e s'innamora di lui. Eppure è quel che accade, proprio a dodici ore dall'essere rimpatriata in Giamaica insieme alla sua famiglia.
Lui si chiama Daniel. È il figlio perfetto, studente modello e sempre all'altezza delle molte aspettative dei genitori. Quando è con Natasha, però, tutto è diverso. Qualcosa in lei gli suggerisce che il destino abbia in serbo un che di speciale - per entrambi. Ed è come se ogni momento della loro vita li avesse preparati solo per vivere questo meraviglioso, singolo istante.
Un giorno per innamorarsi? Impossibile non cedere alla curiosità e non tuffarsi tra le pagine di questo romanzo!
Non credo nell'amore a prima vista, questo no, ma credo nel riconoscere al primo sguardo un'anima affine. Ho amicizie nate a prima vista, e in fondo sempre di amore si tratta.
Ero quindi molto curiosa di scoprire come l'autrice che mi aveva tanto emozionata con "Noi siamo tutto" avrebbe gestito quello che, solo all'apparenza, è un po' il clichè del "ci incontriamo, abbiamo solo tot ore insieme e guarda un po', scoppia l'amore".
Eppure... eppure la storia di Natasha e Daniel mi ha coinvolta da subito, facendomi spegnere il cellulare, preparare il tè e ritirare nel mio angolino caldo per godermi il libro fino all'ultima pagina.
Razzismo, rapporto genitori-figli, adolescenza, primo amore, incertezza, confusione: Nicola Yoon affronta ognuno di questi temi ed emozioni con la stessa grazia e leggerezza, immergendo il lettore nella vita e nei pensieri della coppia come pochi scrittori sanno fare.
E in fondo Natasha e Daniel rappresentano appieno il conflitto testa-cuore che vive in ognuno di noi: metodica e con una fede incrollabile (o almeno così credeva) nella scienza lei, idealista e sognatore lui. Sono due facce di una stessa moneta, i due poli di uno stesso magnete, e solo insieme si sentono per la prima volta qualcosa di completo.
Soprattutto, a rendere unico il romanzo, è il cast di personaggi di contorno, che non si limitano a restare sullo sfondo ma avanzano sulla scena e ci rendono partecipi della loro storia.
Solo in un paio di occasioni ho pensato che questo meccanismo rallentasse il ritmo della narrazione, le altre ho apprezzato l'interludio e, talvolta, mi sono affezionata a questi personaggi che, forse, sono solo apparentemente di supporto.
Sicuramente lo consiglio ai fan del primo romanzo dell'autrice, e a chi volesse scoprirla con una storia d'amore che dura un giorno... ma resta nel cuore molto di più.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il sole è anche una stella" di Nicola Yoon, edito Sperling & Kupfer (rilegato a 18,90€):
Natasha non crede né al caso né al destino. E neppure ai sogni: non si avverano mai. Sua madre dice che le cose succedono per una ragione. Ma Natasha è diversa. Crede piuttosto nella scienza e nella relazione causa-effetto. Ogni azione conduce necessariamente a un'altra e così via. Sono le azioni di ognuno a determinare il destino. Per intenderci, non è il tipo di ragazza che incontra un ragazzo carino in un polveroso negozio di dischi a New York e s'innamora di lui. Eppure è quel che accade, proprio a dodici ore dall'essere rimpatriata in Giamaica insieme alla sua famiglia.
Lui si chiama Daniel. È il figlio perfetto, studente modello e sempre all'altezza delle molte aspettative dei genitori. Quando è con Natasha, però, tutto è diverso. Qualcosa in lei gli suggerisce che il destino abbia in serbo un che di speciale - per entrambi. Ed è come se ogni momento della loro vita li avesse preparati solo per vivere questo meraviglioso, singolo istante.
Un giorno per innamorarsi? Impossibile non cedere alla curiosità e non tuffarsi tra le pagine di questo romanzo!
Non credo nell'amore a prima vista, questo no, ma credo nel riconoscere al primo sguardo un'anima affine. Ho amicizie nate a prima vista, e in fondo sempre di amore si tratta.
Ero quindi molto curiosa di scoprire come l'autrice che mi aveva tanto emozionata con "Noi siamo tutto" avrebbe gestito quello che, solo all'apparenza, è un po' il clichè del "ci incontriamo, abbiamo solo tot ore insieme e guarda un po', scoppia l'amore".
Eppure... eppure la storia di Natasha e Daniel mi ha coinvolta da subito, facendomi spegnere il cellulare, preparare il tè e ritirare nel mio angolino caldo per godermi il libro fino all'ultima pagina.
Razzismo, rapporto genitori-figli, adolescenza, primo amore, incertezza, confusione: Nicola Yoon affronta ognuno di questi temi ed emozioni con la stessa grazia e leggerezza, immergendo il lettore nella vita e nei pensieri della coppia come pochi scrittori sanno fare.
E in fondo Natasha e Daniel rappresentano appieno il conflitto testa-cuore che vive in ognuno di noi: metodica e con una fede incrollabile (o almeno così credeva) nella scienza lei, idealista e sognatore lui. Sono due facce di una stessa moneta, i due poli di uno stesso magnete, e solo insieme si sentono per la prima volta qualcosa di completo.
Soprattutto, a rendere unico il romanzo, è il cast di personaggi di contorno, che non si limitano a restare sullo sfondo ma avanzano sulla scena e ci rendono partecipi della loro storia.
Solo in un paio di occasioni ho pensato che questo meccanismo rallentasse il ritmo della narrazione, le altre ho apprezzato l'interludio e, talvolta, mi sono affezionata a questi personaggi che, forse, sono solo apparentemente di supporto.
È un romanzo che emoziona? Molto. E forse è un bene che non sia la mera fotocopia di "Noi siamo tutto", perchè ci ho trovato tutto un bagaglio di sensazioni e sentimenti che l'autrice non aveva ancora esplorato, e che mi sono arrivati dritti al cuore. Davvero una bella lettura!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 24 gennaio 2018
"Nei miei occhi il tuo cielo" di Danielle Younge-Ullman
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nei miei occhi il tuo cielo" di Danielle Younge-Ullman, edito Piemme (rilegato a 17€):
Ingrid ha trascorso l'infanzia viaggiando in Europa al seguito della mamma, una promettente cantante lirica. Ma quando il sipario cala sulla carriera materna, Ingrid si ritrova di colpo incastrata in una modesta, soffocante quotidianità, sempre sull'orlo del collasso economico ed emotivo. Un giorno, Ingrid scopre che la musica, che aveva sempre considerato solo il contrappunto alla vita di sua madre, è vitale anche per lei. Per poter perseguire i propri sogni, Ingrid dovrà dimostrare di essere abbastanza forte da reggere la pressione e per farlo dovrà trascorrere tre settimane in un campo estivo ai limiti della sopravvivenza, fisica e mentale.
Quando ho visto la copertina italiana del romanzo, il nome dell'autrice mi sembrava familiare: sono andata a controllare, e ho scoperto di avere già sul mio tablet "Everything Beautiful Is Not Ruined" (titolo originale del romanzo), ovviamente rimasto indietro.
L'ho recuperato complice una sera in cui i vicini facevano troppo rumore e mi tenevano sveglia, ed eccoci qui!
Se c'è un cosa che apprezzo dei genitori nei romanzi per ragazzi, è la loro fantasia.
Nella vita reale, delle cose si discute se va bene e non si discute se va male, ma nei romanzi esistono soluzioni alternative come "se vai in questo campo estivo di sopravvivenza per ragazzi a rischio e resisti fino alla fine, allora ne parliamo".
È qui che inizia la storia di Ingrid, che circondata da adolescenti con problemi un bel po' più grossi del suo (dipendenza da droga, ad esempio, o inclinazione alla fuga), deve usare tutta la sua determinazione per dimostrare alla madre di essere davvero pronta per affrontare le sfide che una vita dedicata alla musica comporta.
Crescere con una madre cantante lirica le ha fatto amare la musica, ma il tempo della madre sul palcoscenico è scaduto da tempo e la vita "normale" in cui sono precipitate entrambe le sta stretta da morire.
Quest'estate sarà quella decisiva, quella della scelta: è davvero pronta a imboccare questa strada irta di ostacoli, o resterà solo un sogno nel cassetto?
"Nei miei occhi il tuo cielo" è un romanzo sui sogni, su ciò che si è disposti a fare per realizzarli, ma non solo. Esplora anche con delicatezza quello che è uno dei rapporti più magici della vita, quello tra madre e figlia, ricorrendo con abilità al flashback e ai ricordi di Ingrid per svelare cosa l'abbia portata a mettersi in gioco così, sia dal punto di vista fisico - e qui ha davvero avuto tutta la mia stima - che da quello mentale.
Mi è piaciuto il variegato cast di personaggi di supporto, ho apprezzato meno la discussione fin troppo superficiale che nasce in seguito a una brutta battuta sulla violenza sessuale (anche se comprendo la volontà dell'autrice di rappresentare al meglio l'adolescenza, e quindi anche la sua leggerezza, non è esattamente il tema che avrei scelto sul quale scherzare in un libro dedicato proprio ai più giovani).
Ho trovato invece ben sviluppato il personaggio di Ingrid, della quale è possibile cogliere una vera evoluzione nel corso del romanzo, e molti dei suoi pensieri sono condivisibili dalla maggior parte dei lettori perchè se c'è qualcosa di universale è, da una lato, il fortissimo desiderio di realizzare i propri sogni, e dall'altro la paura di non potercela fare.
Mi è sembrato di respirare - almeno in parte - lo spirito di film come "The Breakfast Club", piccolo gioiellino anni Ottanta ancora attuale, e lo consiglio sicuramente ai fan della letteratura che esplora la ricerca di sè: se vi è piaciuto "Wild" di Cheryl Strayed (uscito nel 2012, sulla scia del film con Reese Witherspoon), vi piacerà anche questo.
Conquisterà i fan di "Non so chi sei, ma io sono qui" di Becky Albertalli, o di "The Hate U Give" di Angie Thomas.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Nei miei occhi il tuo cielo" di Danielle Younge-Ullman, edito Piemme (rilegato a 17€):
Ingrid ha trascorso l'infanzia viaggiando in Europa al seguito della mamma, una promettente cantante lirica. Ma quando il sipario cala sulla carriera materna, Ingrid si ritrova di colpo incastrata in una modesta, soffocante quotidianità, sempre sull'orlo del collasso economico ed emotivo. Un giorno, Ingrid scopre che la musica, che aveva sempre considerato solo il contrappunto alla vita di sua madre, è vitale anche per lei. Per poter perseguire i propri sogni, Ingrid dovrà dimostrare di essere abbastanza forte da reggere la pressione e per farlo dovrà trascorrere tre settimane in un campo estivo ai limiti della sopravvivenza, fisica e mentale.
Quando ho visto la copertina italiana del romanzo, il nome dell'autrice mi sembrava familiare: sono andata a controllare, e ho scoperto di avere già sul mio tablet "Everything Beautiful Is Not Ruined" (titolo originale del romanzo), ovviamente rimasto indietro.
L'ho recuperato complice una sera in cui i vicini facevano troppo rumore e mi tenevano sveglia, ed eccoci qui!
Se c'è un cosa che apprezzo dei genitori nei romanzi per ragazzi, è la loro fantasia.
Nella vita reale, delle cose si discute se va bene e non si discute se va male, ma nei romanzi esistono soluzioni alternative come "se vai in questo campo estivo di sopravvivenza per ragazzi a rischio e resisti fino alla fine, allora ne parliamo".
È qui che inizia la storia di Ingrid, che circondata da adolescenti con problemi un bel po' più grossi del suo (dipendenza da droga, ad esempio, o inclinazione alla fuga), deve usare tutta la sua determinazione per dimostrare alla madre di essere davvero pronta per affrontare le sfide che una vita dedicata alla musica comporta.
Crescere con una madre cantante lirica le ha fatto amare la musica, ma il tempo della madre sul palcoscenico è scaduto da tempo e la vita "normale" in cui sono precipitate entrambe le sta stretta da morire.
Quest'estate sarà quella decisiva, quella della scelta: è davvero pronta a imboccare questa strada irta di ostacoli, o resterà solo un sogno nel cassetto?
"Nei miei occhi il tuo cielo" è un romanzo sui sogni, su ciò che si è disposti a fare per realizzarli, ma non solo. Esplora anche con delicatezza quello che è uno dei rapporti più magici della vita, quello tra madre e figlia, ricorrendo con abilità al flashback e ai ricordi di Ingrid per svelare cosa l'abbia portata a mettersi in gioco così, sia dal punto di vista fisico - e qui ha davvero avuto tutta la mia stima - che da quello mentale.
Mi è piaciuto il variegato cast di personaggi di supporto, ho apprezzato meno la discussione fin troppo superficiale che nasce in seguito a una brutta battuta sulla violenza sessuale (anche se comprendo la volontà dell'autrice di rappresentare al meglio l'adolescenza, e quindi anche la sua leggerezza, non è esattamente il tema che avrei scelto sul quale scherzare in un libro dedicato proprio ai più giovani).
Ho trovato invece ben sviluppato il personaggio di Ingrid, della quale è possibile cogliere una vera evoluzione nel corso del romanzo, e molti dei suoi pensieri sono condivisibili dalla maggior parte dei lettori perchè se c'è qualcosa di universale è, da una lato, il fortissimo desiderio di realizzare i propri sogni, e dall'altro la paura di non potercela fare.
Mi è sembrato di respirare - almeno in parte - lo spirito di film come "The Breakfast Club", piccolo gioiellino anni Ottanta ancora attuale, e lo consiglio sicuramente ai fan della letteratura che esplora la ricerca di sè: se vi è piaciuto "Wild" di Cheryl Strayed (uscito nel 2012, sulla scia del film con Reese Witherspoon), vi piacerà anche questo.
Conquisterà i fan di "Non so chi sei, ma io sono qui" di Becky Albertalli, o di "The Hate U Give" di Angie Thomas.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 29 novembre 2017
"Mille pezzi di te e di me" di Sarah White
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Mille pezzi di te e di me" di Sarah White, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.
Devo dirlo: la premessa non mi convinceva. Trovavo preoccupante l'idea di una ragazza che finisce in terapia perchè si è lasciata col fidanzatino, mi sembrava un'esagerazione.
E in parte continua ad esserlo, soprattutto perchè l'autrice le ha dato una famiglia che la supporta e che la sostiene, una mente sveglia e un aspetto che non le procura grossi complessi.
Però poi ho iniziato a leggere "Mille pezzi di te e di me", e mi sono trovata a finirlo in un pomeriggio, perchè appena entra in scena Gabe, incontrato per puro caso nella sala d'attesa della sua psicologa (è uno studio condiviso, quindi i due ragazzi non sono in cura dalla stessa terapeuta e ha senso che non si siano mai visti prima, nemmeno di sfuggita) le cose cambiano.
Attraverso il suo modo di interagire con Gabe, il personaggio di Everly viene messo a fuoco e si arriva ben presto a capire ch eil problema non sia mai stato Brady, in realtà.
Brady l'ha ferita tradendola con la sua amica, e certo all'amica non si può dare il premio Miglior Persona dell'Anno, ma a mandare Everly fuori strada è stato veder cambiare all'improvviso il mondo attorno a lei, e veder crollare come un castello di carte i progetti fatti per il futuro.
Brady le manca? Oh, sì. Ma appena incontra Gabe, una persona che la stimola invece di compatirla e che la protegge quando è in difficoltà per poi riprendere a stimolarla appena si è ripresa, capisce che forse è su di sè che deve lavorare.
Che gli amori nascono e finiscono, e che non muore nessuno, ma che con noi stessi ci dobbiamo convivere ogni secondo e quindi bisogna partire da lì prima di potersi innamorare di nuovo, e per davvero...
Gabe vince tutto, in questo romanzo. 10+ al ragazzo che legge (e no, non legge i soliti tre libri che leggono tutti nei romanzi - chiaro segno che la maggior parte delle autrici là fuori hanno probabilmente letto davvero solo quei tre titoli, o poco più... ma questo non è il caso di Sarah White), che usa ironia e sarcasmo con disinvoltura, che vuole una borsa di studio per l'università legata al nuoto e che si allena costantemente desideroso di dare il massimo, e che ha subito un trauma doloroso ma non per questo è diventato il tenebroso irascibile e bipolare che sembrano diventare i protagonisti maschili di solito. Bellissimo anche il suo rapporto con la sorella: insomma, mi è piaciuto proprio tanto!
Ho adorato ogni scena che ha visto Everly e Gabe insieme, romantica e non, e divertente tutta la fase di progettazione dello scherzo dei diplomandi - lo avessero fatto nella mia, di scuola, di trasformare la palestra in una spiaggia con tanto di palme!
Tenete d'occhio la sorella di Everly perchè è davvero una persona speciale.
Leggerò di sicuro il prossimo romanzo di Sarah White, e spero di recuperarlo cartaceo prima o poi perchè mi piacerebbe avere Gabe in libreria *^*
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Mille pezzi di te e di me" di Sarah White, edito De Agostini (rilegato a 14,90€):
È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.
Devo dirlo: la premessa non mi convinceva. Trovavo preoccupante l'idea di una ragazza che finisce in terapia perchè si è lasciata col fidanzatino, mi sembrava un'esagerazione.
E in parte continua ad esserlo, soprattutto perchè l'autrice le ha dato una famiglia che la supporta e che la sostiene, una mente sveglia e un aspetto che non le procura grossi complessi.
Però poi ho iniziato a leggere "Mille pezzi di te e di me", e mi sono trovata a finirlo in un pomeriggio, perchè appena entra in scena Gabe, incontrato per puro caso nella sala d'attesa della sua psicologa (è uno studio condiviso, quindi i due ragazzi non sono in cura dalla stessa terapeuta e ha senso che non si siano mai visti prima, nemmeno di sfuggita) le cose cambiano.
Attraverso il suo modo di interagire con Gabe, il personaggio di Everly viene messo a fuoco e si arriva ben presto a capire ch eil problema non sia mai stato Brady, in realtà.
Brady l'ha ferita tradendola con la sua amica, e certo all'amica non si può dare il premio Miglior Persona dell'Anno, ma a mandare Everly fuori strada è stato veder cambiare all'improvviso il mondo attorno a lei, e veder crollare come un castello di carte i progetti fatti per il futuro.
Brady le manca? Oh, sì. Ma appena incontra Gabe, una persona che la stimola invece di compatirla e che la protegge quando è in difficoltà per poi riprendere a stimolarla appena si è ripresa, capisce che forse è su di sè che deve lavorare.
Che gli amori nascono e finiscono, e che non muore nessuno, ma che con noi stessi ci dobbiamo convivere ogni secondo e quindi bisogna partire da lì prima di potersi innamorare di nuovo, e per davvero...
Gabe vince tutto, in questo romanzo. 10+ al ragazzo che legge (e no, non legge i soliti tre libri che leggono tutti nei romanzi - chiaro segno che la maggior parte delle autrici là fuori hanno probabilmente letto davvero solo quei tre titoli, o poco più... ma questo non è il caso di Sarah White), che usa ironia e sarcasmo con disinvoltura, che vuole una borsa di studio per l'università legata al nuoto e che si allena costantemente desideroso di dare il massimo, e che ha subito un trauma doloroso ma non per questo è diventato il tenebroso irascibile e bipolare che sembrano diventare i protagonisti maschili di solito. Bellissimo anche il suo rapporto con la sorella: insomma, mi è piaciuto proprio tanto!
Ho adorato ogni scena che ha visto Everly e Gabe insieme, romantica e non, e divertente tutta la fase di progettazione dello scherzo dei diplomandi - lo avessero fatto nella mia, di scuola, di trasformare la palestra in una spiaggia con tanto di palme!
Tenete d'occhio la sorella di Everly perchè è davvero una persona speciale.
Leggerò di sicuro il prossimo romanzo di Sarah White, e spero di recuperarlo cartaceo prima o poi perchè mi piacerebbe avere Gabe in libreria *^*
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 6 novembre 2017
"Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak: il rapporto tra fratelli nella letteratura
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak, edito da Frassinelli (rilegato a 14,90€):
La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene. Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben. Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.
Al centro di questo secondo capitolo della trilogia dedicata ai fratelli Wolfe c'è, appunto, il rapporto in costante evoluzione tra Cam e Ruben, ed era impossibile non pensare ai tanti fratelli che, dai classici ai romance, ci hanno affascinati e, occasionalmente, fatto innamorare.
A partire dai fratelli della nostra infanzia, i fratelli Weasley.
Ben più di due, ma non per questo meno uniti, solidali e sempre pronti a supportarsi a vicenda senza mai perdere l'occasione per farsi uno scherzo. I miei preferiti sono in assoluto i gemelli Fred e George, e il loro rapporto da partner in crime è di sicuro uno degli elementi più divertenti e speciali dell'intera serie dedicata a Harry Potter.
Lo so, è un bel salto da Harry Potter a Fëdor Dostoevskij e al suo "I fratelli Karamazov".
Ma quando ho scoperto questo romanzo al liceo mi sono innamorata di Dostoevskij e della sua scrittura, e Alëša è ancora il mio preferito nonostante sia il meno ribelle e il più spirituale della famiglia. L'opera vede la contrapposizione di quattro fratelli, i loro scontri e le loro differenze di opinione su... praticamente tutto ciò che attiene la vita umana.
I salti mi piacciono parecchio, questo è evidente.
I fratelli Maddox creati dalla penna di Jamie McGuire hanno popolato la mia libreria volume dopo volume, e come dare torto alle fan in giro per il mondo? Sono belli, intelligenti, dolci, romantici e molto passionali: un fratello Maddox tira l'altro, insomma. Come le ciliegie.
Infine, uno dei miei romanzi preferiti di sempre! Ho letto "La valle dell'Eden" di John Steinbeck anni fa, e l'ho riletto l'anno scorso quando ho fatto una maratona dei suoi lavori. La storia di Adam e Charles, che presenta numerosi tratti in comune con quella di Caino e Abele, è struggente e dall'esito infelice, e se la lettura di questo non troppo agile volume (circa 700 pagine) vi spaventasse, potreste recuperare almeno il film, in cui James Dean interpretava il meno affabile e più scontroso dei fratelli.
Come si inseriscono i fratelli Wolfe in questo quadro?
Il loro rapporto è quello che caratterizza ogni coppia di ragazzi cresciuti insieme, un mix di rivalità e di desiderio di protezione che vi conquisterà sin dalla prima pagina.
E se foste ancora indecisi sull'iniziare o no la lettura di questa trilogia, ecco i contenuti che vi aspettano online questa settimana per scoprirla insieme:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak, edito da Frassinelli (rilegato a 14,90€):
La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene. Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben. Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.
Al centro di questo secondo capitolo della trilogia dedicata ai fratelli Wolfe c'è, appunto, il rapporto in costante evoluzione tra Cam e Ruben, ed era impossibile non pensare ai tanti fratelli che, dai classici ai romance, ci hanno affascinati e, occasionalmente, fatto innamorare.
A partire dai fratelli della nostra infanzia, i fratelli Weasley.
Ben più di due, ma non per questo meno uniti, solidali e sempre pronti a supportarsi a vicenda senza mai perdere l'occasione per farsi uno scherzo. I miei preferiti sono in assoluto i gemelli Fred e George, e il loro rapporto da partner in crime è di sicuro uno degli elementi più divertenti e speciali dell'intera serie dedicata a Harry Potter.
Lo so, è un bel salto da Harry Potter a Fëdor Dostoevskij e al suo "I fratelli Karamazov".
Ma quando ho scoperto questo romanzo al liceo mi sono innamorata di Dostoevskij e della sua scrittura, e Alëša è ancora il mio preferito nonostante sia il meno ribelle e il più spirituale della famiglia. L'opera vede la contrapposizione di quattro fratelli, i loro scontri e le loro differenze di opinione su... praticamente tutto ciò che attiene la vita umana.
I salti mi piacciono parecchio, questo è evidente.
I fratelli Maddox creati dalla penna di Jamie McGuire hanno popolato la mia libreria volume dopo volume, e come dare torto alle fan in giro per il mondo? Sono belli, intelligenti, dolci, romantici e molto passionali: un fratello Maddox tira l'altro, insomma. Come le ciliegie.
Infine, uno dei miei romanzi preferiti di sempre! Ho letto "La valle dell'Eden" di John Steinbeck anni fa, e l'ho riletto l'anno scorso quando ho fatto una maratona dei suoi lavori. La storia di Adam e Charles, che presenta numerosi tratti in comune con quella di Caino e Abele, è struggente e dall'esito infelice, e se la lettura di questo non troppo agile volume (circa 700 pagine) vi spaventasse, potreste recuperare almeno il film, in cui James Dean interpretava il meno affabile e più scontroso dei fratelli.
Come si inseriscono i fratelli Wolfe in questo quadro?
Il loro rapporto è quello che caratterizza ogni coppia di ragazzi cresciuti insieme, un mix di rivalità e di desiderio di protezione che vi conquisterà sin dalla prima pagina.
E se foste ancora indecisi sull'iniziare o no la lettura di questa trilogia, ecco i contenuti che vi aspettano online questa settimana per scoprirla insieme:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
giovedì 26 ottobre 2017
"Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone, edito Leggereditore (rilegato a 14,90€):
A prima vista Samantha McAllister sembra essere come tutte le ragazze della sua età, ma dietro il suo aspetto curato nasconde un segreto che non ha mai confidato a nessuno. Tormentata da un flusso continuo di pensieri negativi, paranoie e fissazioni, come quella per il numero tre, Sam soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che rende difficile non solo il suo rapporto con gli altri ma anche e soprattutto con sé stessa. C’è solo un luogo in cui riesce a sentirsi veramente libera: la piscina, per lei fonte di ispirazione, riconciliazione con il mondo e, soprattutto, con la propria mente. Ma una volta fuori dall’acqua, è tutta un’altra storia... Forse ciò di cui avrebbe bisogno è circondarsi di amici migliori, veri e profondi, proprio come lei. Decide così di entrare in un gruppo segreto, l’Angolo dei Poeti, per aprirsi a nuove esperienze. E qui, in modo del tutto inaspettato, incontra AJ da cui si sente subito attratta. Per Sam, però, è tutt’altro che naturale lasciarsi andare, e assecondare i propri sentimenti non sarà affatto un’impresa facile...
Un romanzo sull’importanza dell’amicizia autentica e vera, per ritrovare sé stessi lungo un emozionante percorso attraverso le parole.
Tamara Ireland Stone: se ancora dovete scoprire quest'autrice e le sue storie, correte immediatamente ai ripari. Mi aveva già emozionata con la duologia uscita anni fa per Chrysalide, "Stay" e "Away", ma stavolta è stato un vero e proprio torrente di emozioni che mi hanno travolta e fatto battere il cuore all'impazzata.
La storia di Sam, affetta da disturbo ossessivo-compulsivo, è quella di una ragazza che diventa donna, e di una guerra silenziosa e - fino a quel momento - solitaria contro qualcosa che non può essere sconfitto.
La guerra di Sam è contro i suoi stessi pensieri, che sono talmente rumorosi da non farla dormire e che si susseguono sempre più fastidiosi fino a quando la ragazza non cede.
Un esempio?
Sam è ossessionata dal numero 3: detto così non sembra qualcosa di grave. Ma pensate di non poter scendere dall'auto a meno che sul contachilometri l'ultima cifra non sia un 3, o di non poter fare a meno di picchiettare penne e pennarelli tre volte prima di iniziare a scrivere, o di non riuscire nemmeno a godervi la musica senza analizzarne freneticamente il testo e individuare le tre parole che lo descrivono al meglio.
Immaginate di poter contare sono su vostra madre e sulla vostra dottoressa, e di tenere nascosto a tutto il resto del mondo il vostro problema: il motivo per cui vi agitate e dovete lasciare all'improvviso una stanza, il motivo per cui non siete a vostro agio lontano da casa, il motivo per cui anche avere un vera relazione è impossibile.
Sam vive così, e non è una vita felice. È una vita che le fa paura, e che fa sempre più fatica a condurre nel momento in cui sente di avere sempre meno in comune con le amiche di sempre, o con i ragazzi che la circondano.
Poi all'improvviso arriva Caroline, che è tutto ciò che Sam non è. E spigliata, è buffa, è sicura di sè e la porta in quello che la ragazza scopre essere l'Angolo dei Poeti, uno stanzino arredato in modo singolare in cui si ritrova un gruppo di studenti in gran segreto per recitare poesie e canzoni.
Caroline aiuta Sam ad uscire piano piano dal suo guscio, a parlare del suo disturbo attraverso le poesie (una composta solo di versi di tre parole ciascuno, per esempio), e soprattutto la aiuta a costruire un rapporto con AJ, che la ragazza da bambina aveva preso in giro insieme alle amiche ma che ora è alto, bello e capace di farle battere forte il cuore.
Solo che anche Caroline non è esattamente ciò che sembra... e quando Sam lo scoprirà dovrà mettere in discussione se stessa e ciò in cui crede.
Tamara Ireland Stone ha raccontato con il cuore in mano (e le dita sulla tastiera) la storia di C., una ragazza affetta da disturbo ossessivo-compulsivo con la quale è entrata in contatto, e lo ha fatto con grande attenzione a quello che è il vero mondo di sentire il mondo di chi soffre di questo disturbo.
Ha evitato ogni clichè, alcuni li ha apertamente smontati (soffrire di questo disturbo non vuol dire neessariamente essere maniaci dell'ordine, come spesso vogliono farci credere film e libri), e ha raccontato invece con una prosa ripulita da ogni esagerazione e sensazionalismo la paura e lo spaesamento di chi è letteralmente vittima dei suoi stessi pensieri.
C'è forse qualcosa di più spaventoso dell'idea di non avere il controllo delle proprie azioni?
Credo di no. Ed è proprio questa la più grande paura di Sam: l'idea che un giorno non riuscirà a frenarsi, e che farà del male a qualcuno che ama per colpa di un flusso di pensieri sfuggito al suo controllo.
Importantissimo il ruolo della dottoressa Sue, che segue Sam in quello che è un percorso irto di ostacoli che include l'ascolto e una terapia farmacologica mirata: il rischio, in questo tipo di romanzi, è quello di far passare il messaggio che incontrare il grande amore curi ogni male, ma la verità è che ogni conquista di Sam è frutto di un lavoro costante e che l'eventuale supporto di un ragazzo sarebbe solo una goccia nel mare.
AJ però ha un ruolo importantissimo, al di là di quello di primo vero amore di Sam: è colui che una volta per tutte le fa mettere in discussione la sua identità.
Sam è la ragazza che scrive poesie e racconta se stessa nell'Angolo dei Poeti, o è la ragazza bella e distaccata che si diverte alle feste insieme alle amiche, saltando da un ragazzo all'altro?
È la ragazza che ama il nuoto più di ogni altra cosa e sogna una borsa di studio sportiva per l'università, o quella che asseconda ogni capriccio della sua amica prepotente?
Stare in compagnia di AJ, conoscerlo davvero e permettendogli di vedere i lati più nascosti di sè, Sam non solo si innamora, ma capisce finalmente chi vuole essere e cosa invece vuole eliminare dalla sua vita.
Consigliatissimo, davvero.
Impossibile leggerlo senza innamorarsi di AJ, impossibile non restare completamente di stucco quando si scopre come mai Sam e Caroline si siano trovate, impossibile non sentirsi il cuore palpitare di emozioni una volta finito. Cinque stelle pienissime.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone, edito Leggereditore (rilegato a 14,90€):
A prima vista Samantha McAllister sembra essere come tutte le ragazze della sua età, ma dietro il suo aspetto curato nasconde un segreto che non ha mai confidato a nessuno. Tormentata da un flusso continuo di pensieri negativi, paranoie e fissazioni, come quella per il numero tre, Sam soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che rende difficile non solo il suo rapporto con gli altri ma anche e soprattutto con sé stessa. C’è solo un luogo in cui riesce a sentirsi veramente libera: la piscina, per lei fonte di ispirazione, riconciliazione con il mondo e, soprattutto, con la propria mente. Ma una volta fuori dall’acqua, è tutta un’altra storia... Forse ciò di cui avrebbe bisogno è circondarsi di amici migliori, veri e profondi, proprio come lei. Decide così di entrare in un gruppo segreto, l’Angolo dei Poeti, per aprirsi a nuove esperienze. E qui, in modo del tutto inaspettato, incontra AJ da cui si sente subito attratta. Per Sam, però, è tutt’altro che naturale lasciarsi andare, e assecondare i propri sentimenti non sarà affatto un’impresa facile...
Un romanzo sull’importanza dell’amicizia autentica e vera, per ritrovare sé stessi lungo un emozionante percorso attraverso le parole.
Tamara Ireland Stone: se ancora dovete scoprire quest'autrice e le sue storie, correte immediatamente ai ripari. Mi aveva già emozionata con la duologia uscita anni fa per Chrysalide, "Stay" e "Away", ma stavolta è stato un vero e proprio torrente di emozioni che mi hanno travolta e fatto battere il cuore all'impazzata.
La storia di Sam, affetta da disturbo ossessivo-compulsivo, è quella di una ragazza che diventa donna, e di una guerra silenziosa e - fino a quel momento - solitaria contro qualcosa che non può essere sconfitto.
La guerra di Sam è contro i suoi stessi pensieri, che sono talmente rumorosi da non farla dormire e che si susseguono sempre più fastidiosi fino a quando la ragazza non cede.
Un esempio?
Sam è ossessionata dal numero 3: detto così non sembra qualcosa di grave. Ma pensate di non poter scendere dall'auto a meno che sul contachilometri l'ultima cifra non sia un 3, o di non poter fare a meno di picchiettare penne e pennarelli tre volte prima di iniziare a scrivere, o di non riuscire nemmeno a godervi la musica senza analizzarne freneticamente il testo e individuare le tre parole che lo descrivono al meglio.
Immaginate di poter contare sono su vostra madre e sulla vostra dottoressa, e di tenere nascosto a tutto il resto del mondo il vostro problema: il motivo per cui vi agitate e dovete lasciare all'improvviso una stanza, il motivo per cui non siete a vostro agio lontano da casa, il motivo per cui anche avere un vera relazione è impossibile.
Sam vive così, e non è una vita felice. È una vita che le fa paura, e che fa sempre più fatica a condurre nel momento in cui sente di avere sempre meno in comune con le amiche di sempre, o con i ragazzi che la circondano.
Poi all'improvviso arriva Caroline, che è tutto ciò che Sam non è. E spigliata, è buffa, è sicura di sè e la porta in quello che la ragazza scopre essere l'Angolo dei Poeti, uno stanzino arredato in modo singolare in cui si ritrova un gruppo di studenti in gran segreto per recitare poesie e canzoni.
Caroline aiuta Sam ad uscire piano piano dal suo guscio, a parlare del suo disturbo attraverso le poesie (una composta solo di versi di tre parole ciascuno, per esempio), e soprattutto la aiuta a costruire un rapporto con AJ, che la ragazza da bambina aveva preso in giro insieme alle amiche ma che ora è alto, bello e capace di farle battere forte il cuore.
Solo che anche Caroline non è esattamente ciò che sembra... e quando Sam lo scoprirà dovrà mettere in discussione se stessa e ciò in cui crede.
Tamara Ireland Stone ha raccontato con il cuore in mano (e le dita sulla tastiera) la storia di C., una ragazza affetta da disturbo ossessivo-compulsivo con la quale è entrata in contatto, e lo ha fatto con grande attenzione a quello che è il vero mondo di sentire il mondo di chi soffre di questo disturbo.
Ha evitato ogni clichè, alcuni li ha apertamente smontati (soffrire di questo disturbo non vuol dire neessariamente essere maniaci dell'ordine, come spesso vogliono farci credere film e libri), e ha raccontato invece con una prosa ripulita da ogni esagerazione e sensazionalismo la paura e lo spaesamento di chi è letteralmente vittima dei suoi stessi pensieri.
C'è forse qualcosa di più spaventoso dell'idea di non avere il controllo delle proprie azioni?
Credo di no. Ed è proprio questa la più grande paura di Sam: l'idea che un giorno non riuscirà a frenarsi, e che farà del male a qualcuno che ama per colpa di un flusso di pensieri sfuggito al suo controllo.
Importantissimo il ruolo della dottoressa Sue, che segue Sam in quello che è un percorso irto di ostacoli che include l'ascolto e una terapia farmacologica mirata: il rischio, in questo tipo di romanzi, è quello di far passare il messaggio che incontrare il grande amore curi ogni male, ma la verità è che ogni conquista di Sam è frutto di un lavoro costante e che l'eventuale supporto di un ragazzo sarebbe solo una goccia nel mare.
AJ però ha un ruolo importantissimo, al di là di quello di primo vero amore di Sam: è colui che una volta per tutte le fa mettere in discussione la sua identità.
Sam è la ragazza che scrive poesie e racconta se stessa nell'Angolo dei Poeti, o è la ragazza bella e distaccata che si diverte alle feste insieme alle amiche, saltando da un ragazzo all'altro?
È la ragazza che ama il nuoto più di ogni altra cosa e sogna una borsa di studio sportiva per l'università, o quella che asseconda ogni capriccio della sua amica prepotente?
Stare in compagnia di AJ, conoscerlo davvero e permettendogli di vedere i lati più nascosti di sè, Sam non solo si innamora, ma capisce finalmente chi vuole essere e cosa invece vuole eliminare dalla sua vita.
Consigliatissimo, davvero.
Impossibile leggerlo senza innamorarsi di AJ, impossibile non restare completamente di stucco quando si scopre come mai Sam e Caroline si siano trovate, impossibile non sentirsi il cuore palpitare di emozioni una volta finito. Cinque stelle pienissime.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
"Altro che fanfiction" di Chris Colfer: un viaggio in musica!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata ad "Altro che fanfiction" di Chris Colfer, edito Rizzoli (rilegato a 18€):
La serie TV Wiz Kids impazza e il suo giovane attore di punta, Cash Carter, ha stuoli di ragazzi adoranti che fanno il tifo per lui. Tra i suoi grandi fan ci sono Joey, Topher, Sam e Mo, due ragazzi e due ragazze che dalla sonnacchiosa cittadina di Downers Grove seguono palpitanti le sue avventure. Finita la scuola, prima di andare all'università i quattro decidono di fare un viaggio attraverso gli Stati Uniti su una vecchia station wagon Chevrolet. Un po' per scherzo Cash Carter viene invitato a partecipare, e contro ogni aspettativa ecco che si presenta alla partenza. Con il passare dei giorni si accumulano imprevisti ed esperienze tragicomiche, con tanto di paparazzi al seguito. Ciò che importa è che i quattro amici imparano a conoscere il loro idolo oltre la patina del successo e a fare i conti con i propri segreti. Il loro viaggio, unico ed esilarante, è anche una riflessione sul successo e sul significato più profondo dell'amicizia.
Ero supercuriosa riguardo a questo romanzo on the road sull'amicizia e su cosa voglia davvero dire essere famosi e avere - apparentemente - il mondo in mano, e Chris Colfer è riuscito a ridurmi in lacrime mentre finivo il romanzo alla fermata dell'autobus.
Non leggete gli ultimi tre capitoli in pubblico.
E per leggere un romanzo così serve la colonna sonora adatta, quindi ecco cosa ho pensato per voi: dieci canzoni dal repertorio di "Glee" che si abbinano alla perfezione alle emozioni che vi farà provare la lettura di "Altro che fanfiction".
Non sono le più famose della serie TV e anzi, io di un paio mi ero anche dimenticata (ehm...), ma sono sicuramente le più adatte!
"Getting To Know You"
"Highway To Hell"
"Somewhere Only We Know"
"Keep Holding On"
"Just The Way You Are"
"Rose's Turn"
"Fix You"
"You Have More Friends Than You Know"
"If I Die Young"
"I Lived"
Non perdetevi questo bellissimo - e superstruggente - romanzo, e soprattutto non dimenticate di recuperare i contenuti che abbiamo preparato per voi questa settimana:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata ad "Altro che fanfiction" di Chris Colfer, edito Rizzoli (rilegato a 18€):
La serie TV Wiz Kids impazza e il suo giovane attore di punta, Cash Carter, ha stuoli di ragazzi adoranti che fanno il tifo per lui. Tra i suoi grandi fan ci sono Joey, Topher, Sam e Mo, due ragazzi e due ragazze che dalla sonnacchiosa cittadina di Downers Grove seguono palpitanti le sue avventure. Finita la scuola, prima di andare all'università i quattro decidono di fare un viaggio attraverso gli Stati Uniti su una vecchia station wagon Chevrolet. Un po' per scherzo Cash Carter viene invitato a partecipare, e contro ogni aspettativa ecco che si presenta alla partenza. Con il passare dei giorni si accumulano imprevisti ed esperienze tragicomiche, con tanto di paparazzi al seguito. Ciò che importa è che i quattro amici imparano a conoscere il loro idolo oltre la patina del successo e a fare i conti con i propri segreti. Il loro viaggio, unico ed esilarante, è anche una riflessione sul successo e sul significato più profondo dell'amicizia.
Ero supercuriosa riguardo a questo romanzo on the road sull'amicizia e su cosa voglia davvero dire essere famosi e avere - apparentemente - il mondo in mano, e Chris Colfer è riuscito a ridurmi in lacrime mentre finivo il romanzo alla fermata dell'autobus.
Non leggete gli ultimi tre capitoli in pubblico.
E per leggere un romanzo così serve la colonna sonora adatta, quindi ecco cosa ho pensato per voi: dieci canzoni dal repertorio di "Glee" che si abbinano alla perfezione alle emozioni che vi farà provare la lettura di "Altro che fanfiction".
Non sono le più famose della serie TV e anzi, io di un paio mi ero anche dimenticata (ehm...), ma sono sicuramente le più adatte!
"Getting To Know You"
"Highway To Hell"
"Somewhere Only We Know"
"Keep Holding On"
"Just The Way You Are"
"Rose's Turn"
"Fix You"
"You Have More Friends Than You Know"
"If I Die Young"
"I Lived"
Non perdetevi questo bellissimo - e superstruggente - romanzo, e soprattutto non dimenticate di recuperare i contenuti che abbiamo preparato per voi questa settimana:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 23 ottobre 2017
"Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone: Sam e il disturbo ossessivo compulsivo
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone, edito Leggereditore (rilegato a 14,90€) in uscita il 26 Ottobre:
A prima vista Samantha McAllister sembra essere come tutte le ragazze della sua età, ma dietro il suo aspetto curato nasconde un segreto che non ha mai confidato a nessuno. Tormentata da un flusso continuo di pensieri negativi, paranoie e fissazioni, come quella per il numero tre, Sam soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che rende difficile non solo il suo rapporto con gli altri ma anche e soprattutto con sé stessa. C’è solo un luogo in cui riesce a sentirsi veramente libera: la piscina, per lei fonte di ispirazione, riconciliazione con il mondo e, soprattutto, con la propria mente. Ma una volta fuori dall’acqua, è tutta un’altra storia... Forse ciò di cui avrebbe bisogno è circondarsi di amici migliori, veri e profondi, proprio come lei. Decide così di entrare in un gruppo segreto, l’Angolo dei Poeti, per aprirsi a nuove esperienze. E qui, in modo del tutto inaspettato, incontra AJ da cui si sente subito attratta. Per Sam, però, è tutt’altro che naturale lasciarsi andare, e assecondare i propri sentimenti non sarà affatto un’impresa facile...
Un romanzo sull’importanza dell’amicizia autentica e vera, per ritrovare sé stessi lungo un emozionante percorso attraverso le parole.
Ricordate la duologia "Stay"/"Away" uscita qualche anno fa per Chrysalide Mondadori?
Mi era piaciuta moltissimo, e attendevo con ansia che qualcuno riportasse in Italia Tamara Ireland Stone: finalmente ci siamo, e giovedì "Fino all'ultima parola" sarà in tutte le librerie!
Stavolta l'autrice parte da un'esperienza personale e dalla storia vera di C., una ragazza affetta da disturbo ossessivo-compulsivo, per creare il personaggio di Sam e raccontare il suo percorso.
Ma cos'è davvero il disturbo ossessivo-compulsivo?
È definito come un disordine psichiatrico capace di manifestarsi in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato dall'anancasmo, una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l'ossessione.
Sam, per esempio, è ossessionata dal numero tre: prima di iniziare a scrivere deve picchiettare la punta della penna sul foglio tre volte, l'ultima cifra sul contachilometri della sua auto deve essere un tre, e via dicendo.
Ma se fosse solo questo sarebbe una cosa gestibile: il problema è che i pensieri di Sam sono come un martello pneumatico sempre in funzione, e non solo condizionano ogni sua azione nella vita di ogni giorno (dal suo modo di ascoltare la musica a quello di guidare, dal suo rapporto con le amiche di sempre a quello con i ragazzi) ma influiscono pesantemente anche sulla sua salute fisica.
Sam spesso fa fatica a mangiare e senza sonniferi non riesce a dormire, e questo rende il suo disturbo non solo fastidioso ma anche pericoloso.
È curabile? Sì e no.
Sam affronta un percorso di psicoterapia e ha una terapia farmacologica da seguire scrupolosamente, ma la verità è che la sua vita sarà un costante combattere: dovrà sfidarsi a reprimere ogni pensiero ossessivo, ogni volta che proveranno a travolgerla.
L'autrice stessa specifica in una nota al lettore quanto importante siano le terapie per Sam, e il ruolo cruciale che hanno nel suo percorso verso l'equilibrio psicofisico: sarebbe sbagliato far credere che basti conoscere dei nuovi amici e scrivere qualche poesia su un quaderno per guarire, anche se è innegabile l'effetto positivo dell'Angolo dei Poeti e di AJ su Sam.
Ecco la prima poesia che Sam legge ad alta voce di fronte ai membri dell'Angolo dei Poeti, in cui mette a nudo la sua ossessione per il numero tre:
Per scoprire le altre poesie di Sam e dei suoi amici, e per farvi rubare il cuore dalla storia di Sam ed AJ, l'appuntamento è in libreria il 26 Ottobre (ma l'ebook è già disponibile a 4,99€ su tutti gli store digitali), ma non perdetevi tutti gli altri contenuti dedicati al libro:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fino all'ultima parola" di Tamara Ireland Stone, edito Leggereditore (rilegato a 14,90€) in uscita il 26 Ottobre:
A prima vista Samantha McAllister sembra essere come tutte le ragazze della sua età, ma dietro il suo aspetto curato nasconde un segreto che non ha mai confidato a nessuno. Tormentata da un flusso continuo di pensieri negativi, paranoie e fissazioni, come quella per il numero tre, Sam soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che rende difficile non solo il suo rapporto con gli altri ma anche e soprattutto con sé stessa. C’è solo un luogo in cui riesce a sentirsi veramente libera: la piscina, per lei fonte di ispirazione, riconciliazione con il mondo e, soprattutto, con la propria mente. Ma una volta fuori dall’acqua, è tutta un’altra storia... Forse ciò di cui avrebbe bisogno è circondarsi di amici migliori, veri e profondi, proprio come lei. Decide così di entrare in un gruppo segreto, l’Angolo dei Poeti, per aprirsi a nuove esperienze. E qui, in modo del tutto inaspettato, incontra AJ da cui si sente subito attratta. Per Sam, però, è tutt’altro che naturale lasciarsi andare, e assecondare i propri sentimenti non sarà affatto un’impresa facile...
Un romanzo sull’importanza dell’amicizia autentica e vera, per ritrovare sé stessi lungo un emozionante percorso attraverso le parole.
Ricordate la duologia "Stay"/"Away" uscita qualche anno fa per Chrysalide Mondadori?
Mi era piaciuta moltissimo, e attendevo con ansia che qualcuno riportasse in Italia Tamara Ireland Stone: finalmente ci siamo, e giovedì "Fino all'ultima parola" sarà in tutte le librerie!
Stavolta l'autrice parte da un'esperienza personale e dalla storia vera di C., una ragazza affetta da disturbo ossessivo-compulsivo, per creare il personaggio di Sam e raccontare il suo percorso.
Ma cos'è davvero il disturbo ossessivo-compulsivo?
È definito come un disordine psichiatrico capace di manifestarsi in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato dall'anancasmo, una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l'ossessione.
Sam, per esempio, è ossessionata dal numero tre: prima di iniziare a scrivere deve picchiettare la punta della penna sul foglio tre volte, l'ultima cifra sul contachilometri della sua auto deve essere un tre, e via dicendo.
Ma se fosse solo questo sarebbe una cosa gestibile: il problema è che i pensieri di Sam sono come un martello pneumatico sempre in funzione, e non solo condizionano ogni sua azione nella vita di ogni giorno (dal suo modo di ascoltare la musica a quello di guidare, dal suo rapporto con le amiche di sempre a quello con i ragazzi) ma influiscono pesantemente anche sulla sua salute fisica.
Sam spesso fa fatica a mangiare e senza sonniferi non riesce a dormire, e questo rende il suo disturbo non solo fastidioso ma anche pericoloso.
È curabile? Sì e no.
Sam affronta un percorso di psicoterapia e ha una terapia farmacologica da seguire scrupolosamente, ma la verità è che la sua vita sarà un costante combattere: dovrà sfidarsi a reprimere ogni pensiero ossessivo, ogni volta che proveranno a travolgerla.
L'autrice stessa specifica in una nota al lettore quanto importante siano le terapie per Sam, e il ruolo cruciale che hanno nel suo percorso verso l'equilibrio psicofisico: sarebbe sbagliato far credere che basti conoscere dei nuovi amici e scrivere qualche poesia su un quaderno per guarire, anche se è innegabile l'effetto positivo dell'Angolo dei Poeti e di AJ su Sam.
Ecco la prima poesia che Sam legge ad alta voce di fronte ai membri dell'Angolo dei Poeti, in cui mette a nudo la sua ossessione per il numero tre:
Costruire altri muri
Tutte queste parole
appese alle pareti.
Ispirate, divertenti, bellissime,
perché sono vostre.
Non avete paura
come me di
ascoltare, parlare, pensare.
Paura delle parole.
Però adesso basta.
Non voglio più
rimanere in silenzio,
tenermi tutto dentro
dove chiuso marcisce
e mi controlla.
Adesso sono qui.
Devo lasciarle uscire,
liberare le parole,
costruire altri muri.
Per scoprire le altre poesie di Sam e dei suoi amici, e per farvi rubare il cuore dalla storia di Sam ed AJ, l'appuntamento è in libreria il 26 Ottobre (ma l'ebook è già disponibile a 4,99€ su tutti gli store digitali), ma non perdetevi tutti gli altri contenuti dedicati al libro:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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