Smetti di odiare il lunedì, ammonisce Bruce Daisley dalla copertina bianca come la neve del suo omonimo libro (Newton Compton Editori): ma è davvero possibile?
Al di là dell'imparare a concepire il lunedì come un nuovo inizio (bene) e non solo come un ritorno ai fastidi della settimana (male), qui si tratta di fare qualcosa di più: amare il proprio lavoro.
Amarlo davvero, al punto dal non vedere l'ora che sia lunedì per tornare a lavorare.
Vicepresidente di Twitter (Europa, Medio Oriente ed Africa), Bruce Daisley è una delle figure più accattivanti del mondo della comunicazione. Autore di Eat Sleep Work Repeat - uno dei business podcast in lingua inglese di maggior successo -, Daisley vanta un curriculum vitae invidiabile.
La sua riflessione sulla cultura del lavoro nel mondo anglosassone, e la sua analisi di alcune delle più grandi e affermate aziende, lo hanno portato a identificare nell'entusiasmo e nella passione dei loro dipendenti uno dei fattori chiave del loro successo.
Ma come si mantiene nel tempo l'entusiasmo iniziale, quando tutto è nuovo e i primi successi bastano ad alimentarne la fiamma? E quando si smette di amare il proprio lavoro, come si fa a innamorarsene una seconda volta, rendendolo più piacevole e, di conseguenza, più soddisfacente e produttivo?
Smetti di amare il lunedì! suggerisce al lettore trenta (!) piccoli, grandi cambiamenti da introdurre nella propria vita lavorativa e/o da suggerire ai colleghi, suddivisi in tre sezioni:
nella prima, Daisley suggerisce come ricaricare le proprie energie, attraverso dodici consigli che spaziano dall'invito a dormire più a lungo di notte al tornare a concentrarsi su una mansione alla volta, all'introduzione di riunioni "deambulanti", perchè camminare aiuta la circolazione e la respirazione, e di conseguenza rende più lucidi anche a livello di creatività e ragionamento;
nella seconda, l'autore condivide parte della ricerca scientifica svolta per offrire otto spunti su come rafforzare le connessioni e il rapporto di fiducia tra i membri del team di lavoro. Uno degli spunti? Dimezzare le riunioni, in modo che i partecipanti chiave non siano rallentati nel processo decisionale. Vengono in mente a tutti almeno tre riunioni nell'ultimo mese in cui si è parlato per due ore e non si è sostanzialmente deciso niente;
infine, la terza e ultima parte, in cui Daisley identifica il passo successivo: la creazione di un senso di coinvolgimento ed energia positiva, frutto della combinazione di affetto positivo e sicurezza psicologica. Dieci consigli, tra i quali l'invito a riconoscere sempre i propri errori, introdurre sempre elementi di diversità e il bandire i cellulari dalle riunioni, che il lettore potrà mettere in pratica da subito o proporre a una delle proprie riunioni.
Smetti di odiare il lunedì! è una lettura scorrevole e spunto per diverse riflessioni, un manuale capace di abbracciare ogni aspetto della vita lavorativa del nostro tempo e suggerire come migliorarlo nel concreto. Anche attraverso una tazza di tè condivisa con i colleghi, una passeggiata in più e senza rinunciare mai alla pausa pranzo.
Consigliato.
Smetti di odiare il lunedì di Bruce Daisley (Newton Compton Editori) è in libreria dal 9 gennaio, al prezzo di copertina di 10€.
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mercoledì 8 gennaio 2020
Smetti di odiare il lunedì!, di Bruce Daisley
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mercoledì 25 aprile 2018
Cinque secondi per cambiare vita, con Mel Robbins
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi vi parlo di qualcosa di speciale, che posso riassumere in un 5... 4... 3... 2... 1!
Esatto, proprio così: un conto alla rovescia, che dura cinque secondi. E cosa succede dopo?
Succede che ci vogliono solo cinque secondi per fare quella cosa noiosa che si vorrebbe rimandare, per alzarsi dal letto invece di restare a poltrire tra le lenzuola, per mettersi in moto invece di abbandonarsi all'inerzia.
Parola di Mel Robbins!
Per chi non la conoscesse, Mel Robbins è l'oratrice motivazionale più richiesta al mondo, e una delle star dei TEDx Talk (che sono uno dei miei guilty pleasure): i suoi discorsi su come alzarsi mezz'ora prima ogni mattina per dare una svolta alla propria giornata, o sull'importanza di prendere decisioni d'impulso, prima che la nostra mente possa soffocare ogni spirito d'iniziativa con dubbi e insicurezze.
Ho scoperto il suo libro lo scorso anno, ed è stata una lettura che mi ha cambiato la vita.
Ero una persona bravissima nell'avere un'idea, e nel giro di pochi minuti convincermi che fosse un'idiozia o che non ci fosse comunque possibilità di riuscita, e questo mi faceva sentire frustrata e "bloccata"... peccato che a bloccarmi fossi solo ed esclusivamente io!
Come uscire dal circolo vizioso? Imponendomi di agire in fretta, di appuntare subito quell'idea e di impedire al cervello di scivolare nel solito meccanismo di autodenigrazione: appuntavo, accantonavo, e ci tornavo sopra dopo. Molte di quelle idee sono state messe in pratica, cedute a chi si è dimostrato interessato, e qualcuna mi ha anche fruttato un piccolo guadagno. Molto meglio, direi!
Ho imparato ad alzarmi prima al mattino, a infilarmi le scarpe e uscire prima di poter cambiare idea, a propormi per dieci attività e progetti differenti - e pazienza se poi ne ottengo due: il risultato del non proporsi e del proporsi senza riuscita è identico, l'unica differenza è che se non ci si mette in gioco non si va da nessuna parte a prescindere.
Mel Robbins ci ricorda, con costanza, pagina dopo pagina, due cose: siamo noi gli artefici del nostro destino, e anche del nostro cambiamento, e che tutto quello che serve è il coraggio di iniziare.
«Se hai il coraggio di cominciare, hai il coraggio per riuscire», ed è proprio così: il coraggio non è qualcosa di innato, è qualcosa da conquistare ogni giorno.
Essere coraggiosi non vuol dire non avere paura di nulla, ma vuol dire essere terrorizzati e agire nonostante questo (parafrasando Nelson Mandela, un po' alla lontana), e a volte essere coraggiosi vuol dire anche trovare la forza di alzarsi dal letto al mattino.
Certo, sarebbe bello se poteste leggere tutti il suo libro e le bellissime testimonianze di cambiamento che racchiude...
Ed è qui che entra in gioco Sperling & Kupfer, che il 30 Aprile porta in libreria proprio "La regola dei 5 secondi" (rilegato a 16,90€), per permettervi di immergervi nelle parole di Mel Robbins e scoprire come cinque secondi possano davvero fare la differenza:
Bastano solo 5 secondi per cambiare vita: sembra una magia, ma invece è scienza. Usato da oltre 100.000 persone in tutto il mondo, il metodo di Mel Robbins funziona in tutti i settori della vita personale e professionale con risultati immediati e duraturi. Avallata da recenti studi delle neuroscienze e potenziata dalle più moderne strategie di miglioramento personale, la Regola dei 5 secondi ha il potere di «sbloccare» la mente nei momenti di dubbio, incertezza, ansia, paura e di spingerci ad agire, facendo la cosa giusta in ogni situazione.
Cambiare il lavoro che non ci soddisfa, perdere dieci chili, smettere di fumare, dare l'esame più difficile, chiedere un aumento al proprio capo, avvicinare una persona che troviamo attraente sono solo alcuni degli obiettivi che migliaia di persone hanno raggiunto dopo aver seguito le indicazioni dell'autrice.
La regola fa decidere al nostro intuito, a quella saggezza interiore che sa fare le scelte migliori, ci rende più attivi, produttivi, coraggiosi, sicuri di noi stessi e delle nostre capacità. Liberi dalle abitudini e dai condizionamenti, possiamo così trasformare la nostra vita e realizzare quello che abbiamo sempre sognato.
Quando ho scoperto Mel Robbins e i suoi TEDx Talk, credo di aver fatto una maratona durata un intero fine settimana, e se padroneggiate discretamente la lingua inglese cercateli su YouTube: ne vale la pena!
La regola dei cinque secondi è quella che mi fa sbrigare subito anche le commissioni più noiose, propormi d'impulso quando si presenta qualche occasione interessante, fare una valigia al volo quando sarebbe più facile cedere alla pigrizia e restare a casa.
La regola dei cinque secondi mi fa divertire di più, questo è sicuro.
Fatevi un regalo, e fate vostra la regola del 5... 4... 3... 2... 1, non ve ne pentirete!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Oggi vi parlo di qualcosa di speciale, che posso riassumere in un 5... 4... 3... 2... 1!
Esatto, proprio così: un conto alla rovescia, che dura cinque secondi. E cosa succede dopo?
Succede che ci vogliono solo cinque secondi per fare quella cosa noiosa che si vorrebbe rimandare, per alzarsi dal letto invece di restare a poltrire tra le lenzuola, per mettersi in moto invece di abbandonarsi all'inerzia.
Parola di Mel Robbins!
Per chi non la conoscesse, Mel Robbins è l'oratrice motivazionale più richiesta al mondo, e una delle star dei TEDx Talk (che sono uno dei miei guilty pleasure): i suoi discorsi su come alzarsi mezz'ora prima ogni mattina per dare una svolta alla propria giornata, o sull'importanza di prendere decisioni d'impulso, prima che la nostra mente possa soffocare ogni spirito d'iniziativa con dubbi e insicurezze.
Ho scoperto il suo libro lo scorso anno, ed è stata una lettura che mi ha cambiato la vita.
Ero una persona bravissima nell'avere un'idea, e nel giro di pochi minuti convincermi che fosse un'idiozia o che non ci fosse comunque possibilità di riuscita, e questo mi faceva sentire frustrata e "bloccata"... peccato che a bloccarmi fossi solo ed esclusivamente io!
Come uscire dal circolo vizioso? Imponendomi di agire in fretta, di appuntare subito quell'idea e di impedire al cervello di scivolare nel solito meccanismo di autodenigrazione: appuntavo, accantonavo, e ci tornavo sopra dopo. Molte di quelle idee sono state messe in pratica, cedute a chi si è dimostrato interessato, e qualcuna mi ha anche fruttato un piccolo guadagno. Molto meglio, direi!
Ho imparato ad alzarmi prima al mattino, a infilarmi le scarpe e uscire prima di poter cambiare idea, a propormi per dieci attività e progetti differenti - e pazienza se poi ne ottengo due: il risultato del non proporsi e del proporsi senza riuscita è identico, l'unica differenza è che se non ci si mette in gioco non si va da nessuna parte a prescindere.
Mel Robbins ci ricorda, con costanza, pagina dopo pagina, due cose: siamo noi gli artefici del nostro destino, e anche del nostro cambiamento, e che tutto quello che serve è il coraggio di iniziare.
«Se hai il coraggio di cominciare, hai il coraggio per riuscire», ed è proprio così: il coraggio non è qualcosa di innato, è qualcosa da conquistare ogni giorno.
Essere coraggiosi non vuol dire non avere paura di nulla, ma vuol dire essere terrorizzati e agire nonostante questo (parafrasando Nelson Mandela, un po' alla lontana), e a volte essere coraggiosi vuol dire anche trovare la forza di alzarsi dal letto al mattino.
Certo, sarebbe bello se poteste leggere tutti il suo libro e le bellissime testimonianze di cambiamento che racchiude...
Ed è qui che entra in gioco Sperling & Kupfer, che il 30 Aprile porta in libreria proprio "La regola dei 5 secondi" (rilegato a 16,90€), per permettervi di immergervi nelle parole di Mel Robbins e scoprire come cinque secondi possano davvero fare la differenza:
Bastano solo 5 secondi per cambiare vita: sembra una magia, ma invece è scienza. Usato da oltre 100.000 persone in tutto il mondo, il metodo di Mel Robbins funziona in tutti i settori della vita personale e professionale con risultati immediati e duraturi. Avallata da recenti studi delle neuroscienze e potenziata dalle più moderne strategie di miglioramento personale, la Regola dei 5 secondi ha il potere di «sbloccare» la mente nei momenti di dubbio, incertezza, ansia, paura e di spingerci ad agire, facendo la cosa giusta in ogni situazione.
Cambiare il lavoro che non ci soddisfa, perdere dieci chili, smettere di fumare, dare l'esame più difficile, chiedere un aumento al proprio capo, avvicinare una persona che troviamo attraente sono solo alcuni degli obiettivi che migliaia di persone hanno raggiunto dopo aver seguito le indicazioni dell'autrice.
La regola fa decidere al nostro intuito, a quella saggezza interiore che sa fare le scelte migliori, ci rende più attivi, produttivi, coraggiosi, sicuri di noi stessi e delle nostre capacità. Liberi dalle abitudini e dai condizionamenti, possiamo così trasformare la nostra vita e realizzare quello che abbiamo sempre sognato.
Quando ho scoperto Mel Robbins e i suoi TEDx Talk, credo di aver fatto una maratona durata un intero fine settimana, e se padroneggiate discretamente la lingua inglese cercateli su YouTube: ne vale la pena!
La regola dei cinque secondi è quella che mi fa sbrigare subito anche le commissioni più noiose, propormi d'impulso quando si presenta qualche occasione interessante, fare una valigia al volo quando sarebbe più facile cedere alla pigrizia e restare a casa.
La regola dei cinque secondi mi fa divertire di più, questo è sicuro.
Fatevi un regalo, e fate vostra la regola del 5... 4... 3... 2... 1, non ve ne pentirete!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 12 gennaio 2018
"Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita... e forse il mondo" di William Harry McRaven
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita... e forse il mondo" di William Harry McRaven, edito Piemme (rilegato a 12,90€) in uscita il 16 Gennaio:
Non è un'esperta di riordino o una madre esasperata a dettare questa semplice regola, ma un ammiraglio a quattro stelle della Marina americana. Nel suo discorso tenuto ai laureandi dell'università del Texas alla cerimonia di consegna dei diplomi, William McRaven ha condiviso i dieci principi che ha imparato durante l'addestramento da Navy seal e che lo hanno aiutato a superare le sfide non solo nella sua carriera, ma lungo tutta la sua vita. Perché non è necessario essere un Navy Seal per trovarsi in situazioni difficili, dover prendere decisioni complicate o affrontare compiti apparentemente insormontabili. Chiunque, ha detto, può usare queste semplici regole per migliorare se stesso, e il mondo.
Quel discorso, che ha avuto oltre cento milioni di visualizzazioni in rete, è il punto di partenza di Fatti il letto, un bestseller diventato in breve un piccolo classico, ai vertici delle classifiche per mesi e in corso di pubblicazione in 24 lingue. Intrise di empatia e coraggio, queste pagine hanno il contagioso potere di ispirare il lettore a dare il meglio di sé e ottenere il massimo dalla propria vita.
«Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata.
Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concluderne un altro, e poi un altro ancora. Farsi il letto, inoltre, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose contano.
Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi».
Ero molto curiosa di scoprire questo libro, perchè il video del discorso di William McRaven mi aveva colpita moltissimo, e quindi eccoci qui.
L'ho letto, e che dire? Decisamente all'altezza delle aspettative.
Mi ha colpita per la forte connotazione personale che l'ammiraglio ha saputo dare a quello che rischiava di essere un discorso già sentito, e che invece arriva dritto alla mente e al cuore.
Non sarò mai un Navy Seal e probabilmente non dovrò mai passare indenne un'ispezione dell'uniforme, ma di sicuro da quando l'ho letto ho iniziato ad affrontare in modo diverso cose che, prima, giudicavo delle grandi seccature.
Come rifare il letto al mattino, per esempio.
La filosofia di McRaven incontra appieno il mio modo di gestire le giornate, però, e mi sono ritrovata da subito nelle sue parole: mi piace iniziare la giornata spuntando qualche voce dalla mia lista, è una cosa che ho sempre detto, e quando guardo l'orologio alle 9 e mi rendo conto di aver già fatto tante cose mi sento indubbiamente meglio. Quindi bando alle lagne, e sotto con copriletto e cuscini, che quel letto non si rifarà certo da solo!
Sono dieci, le lezioni di vita che William McRaven ha acquisito negli anni del suo addestramento, e che ha citato nel suo celebre discorso: vediamole insieme in breve, che ne dite?
Se vuoi cambiare il mondo…
... inizia rifacendo il tuo letto ogni mattina, perchè se non riesci a fare le piccole cose nel mondo giusto, difficilmente ti riuscirà con quelle più impegnative;
… trova qualcuno che ti aiuti a pagaiare, perchè non puoi cambiare il mondo da solo - anzi, avrai bisogno di aiuto - e lungo la strada che va dal tuo punto di partenza alla tua destinazione avrai bisogno di amici, colleghi, persino della buona disposizione nei tuoi confronti da parte di perfetti estranei - e di un buon timoniere a guidare tutti quanti;
... giudica una persona dalla misura del suo cuore. L’addestramento militare in questo aiuta: si è tutti uguali, e conta solo la tua determinazione ad arrivare in fondo e con successo. Non conta il colore della tua pelle, la tua educazione, il tuo status.
... supera il fatto che a volte non sarai altro che un biscotto allo zucchero, e continua ad andare avanti. Ok, questa ve la spiego perchè detta così non ha assolutamente senso, giusto? In breve, durante il periodo di addestramento, coloro che fallivano l’ispezione dell’uniforme (se le scarpe non erano lucide, o mancava la fibbia della cintura, e via dicendo) dovevano correre verso la riva e immergersi completamente vestiti, e rotolarsi nella sabbia fino a esserne completamente rivestiti. L’effetto finale è chiamato “biscotto allo zucchero”, e la punizione consiste nel doversi tenere addosso tutto questo tessuto freddo, bagnato e pruriginoso per via della sabbia per l’intera giornata. È una cosa che capita a tutti almeno una volta, ma che non deve fermarti dal fare meglio all’occasione successiva, ed era anche una lezione nel momento in cui ti insegnava che, nonostante i tuoi sforzi, non avresti mai avuto l’uniforme perfetta. E che va bene così.
… non aver paura dei circhi. Lo so, lo so: vi spiego anche questa. Il circo altro non era che un allenamento addizionale di due ore al quale dovevano prendere parte coloro che, nel corso dell’allenamento giornaliero, non avevano performato in modo sufficiente. Un circo era pensato per stancarti, per abbattere il tuo spirito e per farti saltare i nervi, ma la vita è fatta di prove di questo tipo. Probabilmente fallirai spesso, e sarà doloroso, oltre a scoraggiarti e a farti venire voglia di mollare , ma saranno proprio i circhi a renderti una persona migliore.
... devi buttarvi giù dall'ostacolo a capofitto .
… non indietreggiare di fronte agli squali: nel mondo ce ne sono tanti, e se vuoi completare la tua nuotata devi imparare ad affrontarli e a gestirli, prima o poi.
… devi fare del tuo meglio nel momento peggiore.
Durante una missione, è nel momento di massima criticità e pericolo che devi restare calmo, composto. È lì che tutto ciò che hai imparato, le competenze tattiche acquisite, la tua forza fisica e quella interiore devono emergere.
… devi iniziare a cantare quando sei immerso nel fango fino al collo. Questa colorita metafora altro non è che un modo per dire che non bisogna mia perdere la speranza e la voglia di trasmetterla al prossimo, a prescindere da quanto sia catastrofica la nostra condizione. Se sei immerso nel fango fino al collo hai solo la tua voce a disposizione... quindi canta. A pieni polmoni.
… qualsiasi cosa accada, non suonare la campana.
Anche qui urge una spiegazione, lo so. Al centro di ogni complesso di addestramento dei Navy Seal, in un luogo ben visibile a tutti gli allievi, c'è appesa una campana. Tutto ciò che devi fare per lasciare il programma è raggiungerla e suonarla. Suona la campana e non dovrai più alzarti alle cinque, o correre, o concludere un percorso a ostacoli... e non dovrai più gestire le difficoltà legate al tuo addestramento. Basta suonare la campana e ne sei fuori, ma se vuoi portarlo a termine quella campana deve essere sempre ben lontana dalla tua portata.
Se vuoi cambiare il mondo, o anche solamente te stesso, e portare a termine qualcosa di grande, non suonare mai la campana.
Spero di essere riuscita a spiegarvi i tanti riferimenti all'addestramento dei Navy Seal e a trasmettervi quanto mi sia ritrovata nel modo di pensare di William McRaven: non è un libro sull'organizzazione, nè un manuale di autoaiuto, ma è sicuramente una lettura che apre la mente e che aiuta a sentirsi pronti ad affrontare le sfide della vita con tanta grinta in più. Vi renderà anche più produttivi e organizzati, come effetto collaterale, quindi tenetene conto!
Consigliatissimo come autoregalo motivante per il 2018, e state lontani dalle campane ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita... e forse il mondo" di William Harry McRaven, edito Piemme (rilegato a 12,90€) in uscita il 16 Gennaio:
Non è un'esperta di riordino o una madre esasperata a dettare questa semplice regola, ma un ammiraglio a quattro stelle della Marina americana. Nel suo discorso tenuto ai laureandi dell'università del Texas alla cerimonia di consegna dei diplomi, William McRaven ha condiviso i dieci principi che ha imparato durante l'addestramento da Navy seal e che lo hanno aiutato a superare le sfide non solo nella sua carriera, ma lungo tutta la sua vita. Perché non è necessario essere un Navy Seal per trovarsi in situazioni difficili, dover prendere decisioni complicate o affrontare compiti apparentemente insormontabili. Chiunque, ha detto, può usare queste semplici regole per migliorare se stesso, e il mondo.
Quel discorso, che ha avuto oltre cento milioni di visualizzazioni in rete, è il punto di partenza di Fatti il letto, un bestseller diventato in breve un piccolo classico, ai vertici delle classifiche per mesi e in corso di pubblicazione in 24 lingue. Intrise di empatia e coraggio, queste pagine hanno il contagioso potere di ispirare il lettore a dare il meglio di sé e ottenere il massimo dalla propria vita.
«Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata.
Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concluderne un altro, e poi un altro ancora. Farsi il letto, inoltre, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose contano.
Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi».
Ero molto curiosa di scoprire questo libro, perchè il video del discorso di William McRaven mi aveva colpita moltissimo, e quindi eccoci qui.
L'ho letto, e che dire? Decisamente all'altezza delle aspettative.
Mi ha colpita per la forte connotazione personale che l'ammiraglio ha saputo dare a quello che rischiava di essere un discorso già sentito, e che invece arriva dritto alla mente e al cuore.
Non sarò mai un Navy Seal e probabilmente non dovrò mai passare indenne un'ispezione dell'uniforme, ma di sicuro da quando l'ho letto ho iniziato ad affrontare in modo diverso cose che, prima, giudicavo delle grandi seccature.
Come rifare il letto al mattino, per esempio.
La filosofia di McRaven incontra appieno il mio modo di gestire le giornate, però, e mi sono ritrovata da subito nelle sue parole: mi piace iniziare la giornata spuntando qualche voce dalla mia lista, è una cosa che ho sempre detto, e quando guardo l'orologio alle 9 e mi rendo conto di aver già fatto tante cose mi sento indubbiamente meglio. Quindi bando alle lagne, e sotto con copriletto e cuscini, che quel letto non si rifarà certo da solo!
Sono dieci, le lezioni di vita che William McRaven ha acquisito negli anni del suo addestramento, e che ha citato nel suo celebre discorso: vediamole insieme in breve, che ne dite?
Se vuoi cambiare il mondo…
... inizia rifacendo il tuo letto ogni mattina, perchè se non riesci a fare le piccole cose nel mondo giusto, difficilmente ti riuscirà con quelle più impegnative;
… trova qualcuno che ti aiuti a pagaiare, perchè non puoi cambiare il mondo da solo - anzi, avrai bisogno di aiuto - e lungo la strada che va dal tuo punto di partenza alla tua destinazione avrai bisogno di amici, colleghi, persino della buona disposizione nei tuoi confronti da parte di perfetti estranei - e di un buon timoniere a guidare tutti quanti;
... giudica una persona dalla misura del suo cuore. L’addestramento militare in questo aiuta: si è tutti uguali, e conta solo la tua determinazione ad arrivare in fondo e con successo. Non conta il colore della tua pelle, la tua educazione, il tuo status.
... supera il fatto che a volte non sarai altro che un biscotto allo zucchero, e continua ad andare avanti. Ok, questa ve la spiego perchè detta così non ha assolutamente senso, giusto? In breve, durante il periodo di addestramento, coloro che fallivano l’ispezione dell’uniforme (se le scarpe non erano lucide, o mancava la fibbia della cintura, e via dicendo) dovevano correre verso la riva e immergersi completamente vestiti, e rotolarsi nella sabbia fino a esserne completamente rivestiti. L’effetto finale è chiamato “biscotto allo zucchero”, e la punizione consiste nel doversi tenere addosso tutto questo tessuto freddo, bagnato e pruriginoso per via della sabbia per l’intera giornata. È una cosa che capita a tutti almeno una volta, ma che non deve fermarti dal fare meglio all’occasione successiva, ed era anche una lezione nel momento in cui ti insegnava che, nonostante i tuoi sforzi, non avresti mai avuto l’uniforme perfetta. E che va bene così.
… non aver paura dei circhi. Lo so, lo so: vi spiego anche questa. Il circo altro non era che un allenamento addizionale di due ore al quale dovevano prendere parte coloro che, nel corso dell’allenamento giornaliero, non avevano performato in modo sufficiente. Un circo era pensato per stancarti, per abbattere il tuo spirito e per farti saltare i nervi, ma la vita è fatta di prove di questo tipo. Probabilmente fallirai spesso, e sarà doloroso, oltre a scoraggiarti e a farti venire voglia di mollare , ma saranno proprio i circhi a renderti una persona migliore.
... devi buttarvi giù dall'ostacolo a capofitto .
… non indietreggiare di fronte agli squali: nel mondo ce ne sono tanti, e se vuoi completare la tua nuotata devi imparare ad affrontarli e a gestirli, prima o poi.
… devi fare del tuo meglio nel momento peggiore.
Durante una missione, è nel momento di massima criticità e pericolo che devi restare calmo, composto. È lì che tutto ciò che hai imparato, le competenze tattiche acquisite, la tua forza fisica e quella interiore devono emergere.
… devi iniziare a cantare quando sei immerso nel fango fino al collo. Questa colorita metafora altro non è che un modo per dire che non bisogna mia perdere la speranza e la voglia di trasmetterla al prossimo, a prescindere da quanto sia catastrofica la nostra condizione. Se sei immerso nel fango fino al collo hai solo la tua voce a disposizione... quindi canta. A pieni polmoni.
… qualsiasi cosa accada, non suonare la campana.
Anche qui urge una spiegazione, lo so. Al centro di ogni complesso di addestramento dei Navy Seal, in un luogo ben visibile a tutti gli allievi, c'è appesa una campana. Tutto ciò che devi fare per lasciare il programma è raggiungerla e suonarla. Suona la campana e non dovrai più alzarti alle cinque, o correre, o concludere un percorso a ostacoli... e non dovrai più gestire le difficoltà legate al tuo addestramento. Basta suonare la campana e ne sei fuori, ma se vuoi portarlo a termine quella campana deve essere sempre ben lontana dalla tua portata.
Se vuoi cambiare il mondo, o anche solamente te stesso, e portare a termine qualcosa di grande, non suonare mai la campana.
Spero di essere riuscita a spiegarvi i tanti riferimenti all'addestramento dei Navy Seal e a trasmettervi quanto mi sia ritrovata nel modo di pensare di William McRaven: non è un libro sull'organizzazione, nè un manuale di autoaiuto, ma è sicuramente una lettura che apre la mente e che aiuta a sentirsi pronti ad affrontare le sfide della vita con tanta grinta in più. Vi renderà anche più produttivi e organizzati, come effetto collaterale, quindi tenetene conto!
Consigliatissimo come autoregalo motivante per il 2018, e state lontani dalle campane ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 2 ottobre 2017
"Senza filtri" di Lily Collins
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Senza filtri" di Lily Collins, edito Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Ogni ragazza, prima o poi, si trova davanti a delle sfide importanti: accettare il proprio corpo, affrontare relazioni difficili, superare paure che sembrano insormontabili. Ed è successo anche a Lily. Lily sa che cosa vuol dire vivere per metà nella luce e per metà nel buio. Anche lei sa cosa vuol dire lottare per salvarsi. Significa guardarsi allo specchio e amarsi, accettare di essere strane e vulnerabili, ma proprio per questo meravigliose. E spesso, per riuscire a fare quel piccolo grande passo, basta qualcuno che ti prenda la mano e che ti dica che non sei solo.
Dall'autoironia con cui racconta il rapporto conflittuale con le sue sopracciglia alla delicatezza e intimità con cui si confida riguardo i suoi disturbi alimentari, Lily Collins si mette del tutto a nudo in "Senza filtri", raccontandosi con grazia e simpatia.
Lo fa senza filtri, appunto. Senza nascondere nulla, nemmeno quelli che sono stati i momenti più difficili di un percorso iniziato da bambina e che, oltre a portarle riconoscimenti e successo, le ha anche fatto provare paura e inadeguatezza.
Perchè quello dello spettacolo - ma non solo quello, in fondo - è un mondo in cui non sei mai abbastanza magro o abbastanza bello, e in cui ogni tuo tratto distintivo rischia di essere catalogato come difetto.
Lily Collins, nota ai più giovani per il ruolo di Clary in "Shadowhunters - Città di ossa" e al grande pubblico per la sua interpretazione struggente in "Fino all'osso" (una produzione Netflix), ha deciso di raccontarsi e di farlo con uno scopo preciso: diffondere il messaggio a cui tiene di più, quello dell'importanza dell'autoaccettazione.
Se la prima lezione in tal senso le è arrivata da ragazzina, quando armata di pinzette ha rischiato di rovinarsi per eliminare quelle sopracciglia che sono oggi il tuo tratto distintivo, il passo più difficile è stato quello per rimettersi in carreggiata e sconfiggere l'anoressia.
Trovo importante che un personaggio di riferimento per le più giovani - portate alla strenua imitazione - si batta per la bellezza autentica e unica, non conforme e convenzionale, e che abbia scelto di farlo svelando il dolore e la sofferenza che possono nascondersi dietro a un trucco perfetto e ad un abito da sera da migliaia di dollari.
È una lettura che mi ha emozionata moltissimo, e che sono davvero felice di consigliare a tutti.
Non perdetevi le recensioni di Asia, Marta, Michelle e Sara ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Senza filtri" di Lily Collins, edito Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
Ogni ragazza, prima o poi, si trova davanti a delle sfide importanti: accettare il proprio corpo, affrontare relazioni difficili, superare paure che sembrano insormontabili. Ed è successo anche a Lily. Lily sa che cosa vuol dire vivere per metà nella luce e per metà nel buio. Anche lei sa cosa vuol dire lottare per salvarsi. Significa guardarsi allo specchio e amarsi, accettare di essere strane e vulnerabili, ma proprio per questo meravigliose. E spesso, per riuscire a fare quel piccolo grande passo, basta qualcuno che ti prenda la mano e che ti dica che non sei solo.
Dall'autoironia con cui racconta il rapporto conflittuale con le sue sopracciglia alla delicatezza e intimità con cui si confida riguardo i suoi disturbi alimentari, Lily Collins si mette del tutto a nudo in "Senza filtri", raccontandosi con grazia e simpatia.
Lo fa senza filtri, appunto. Senza nascondere nulla, nemmeno quelli che sono stati i momenti più difficili di un percorso iniziato da bambina e che, oltre a portarle riconoscimenti e successo, le ha anche fatto provare paura e inadeguatezza.
Perchè quello dello spettacolo - ma non solo quello, in fondo - è un mondo in cui non sei mai abbastanza magro o abbastanza bello, e in cui ogni tuo tratto distintivo rischia di essere catalogato come difetto.
Lily Collins, nota ai più giovani per il ruolo di Clary in "Shadowhunters - Città di ossa" e al grande pubblico per la sua interpretazione struggente in "Fino all'osso" (una produzione Netflix), ha deciso di raccontarsi e di farlo con uno scopo preciso: diffondere il messaggio a cui tiene di più, quello dell'importanza dell'autoaccettazione.
Se la prima lezione in tal senso le è arrivata da ragazzina, quando armata di pinzette ha rischiato di rovinarsi per eliminare quelle sopracciglia che sono oggi il tuo tratto distintivo, il passo più difficile è stato quello per rimettersi in carreggiata e sconfiggere l'anoressia.
Trovo importante che un personaggio di riferimento per le più giovani - portate alla strenua imitazione - si batta per la bellezza autentica e unica, non conforme e convenzionale, e che abbia scelto di farlo svelando il dolore e la sofferenza che possono nascondersi dietro a un trucco perfetto e ad un abito da sera da migliaia di dollari.
È una lettura che mi ha emozionata moltissimo, e che sono davvero felice di consigliare a tutti.
Non perdetevi le recensioni di Asia, Marta, Michelle e Sara ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 11 settembre 2017
"Option B" di Sheryl Sandberg e Adam Grant
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Option B" di Sheryl Sandberg e Adam Grant, edito HarperCollins (rilegato a 17,50€), in uscita il 21 Settembre:
Dopo l'improvvisa morte del marito, Sheryl Sandberg era certa che lei e i suoi figli non avrebbero più potuto provare la vera gioia. "Ero come sospesa nel vuoto" scrive, "un immenso buco nero che ti riempie il cuore e i polmoni, che limita la tua capacità di pensare e ti impedisce persino di respirare." Poi il suo amico Adam Grant, psicologo e docente alla Wharton Business School dell'Università della Pennsylvania, le disse che esistono azioni concrete che una persona può intraprendere per guarire e riprendersi anche dalle esperienze più devastanti. Non siamo nati con una quantità fissa di resilienza. È un muscolo, che ciascuno di noi può costruire e allenare. Option B coniuga le intuizioni personali di Sheryl Sandberg con le ricerche illuminanti di Adam Grant su come trovare la forza di andare avanti nonostante le avversità. Partendo dal momento straziante in cui ha trovato il marito, Dave Goldberg, privo di vita sul pavimento della palestra, Sheryl apre il proprio cuore - e il proprio diario - per descrivere il profondo dolore e il senso di isolamento che ha provato subito dopo la sua morte. Ma Option B si spinge oltre l'elaborazione del lutto, e indaga l'esperienza di persone che hanno saputo superare difficoltà significative come malattia, perdita del lavoro, aggressioni sessuali, disastri naturali, la violenza della guerra. Le loro storie testimoniano la capacità dello spirito umano di perseverare... e di riscoprire la gioia. La resilienza nasce dal nostro intimo, ma anche dal sostegno di chi ci sta intorno. Persino dopo le esperienze più sconvolgenti è possibile crescere, trovando un significato più profondo e imparando ad apprezzare di più le nostre vite. Option B spiega come aiutare gli altri nei momenti di crisi, diventare più empatici con sé stessi, crescere figli forti e creare famiglie, comunità e luoghi di lavoro improntati alla resilienza. Molti di questi insegnamenti si possono applicare alle sfide che affrontiamo quotidianamente, in modo da poter fronteggiare qualunque cosa ci aspetti. Due settimane dopo aver perso il marito, mentre si stava preparando per un "momento padre-figlio", Sheryl ha esclamato: «Voglio Dave!». Il suo amico le ha risposto: «L'Opzione A non è disponibile» e poi le ha promesso che l'avrebbe aiutata a trarre il meglio dall'Opzione B. Prima o poi, nella vita, tutti noi siamo costretti a ricorrere a una qualche Opzione B. Questo libro ci insegna a sfruttarla al meglio.
Come reagireste se, all'improvviso, quella che credevate una vita piena, ricca d'amore e proiettata verso un futuro luminoso, andasse in pezzi?
Sheryl Sandberg, COO di Facebook, perde il marito a causa di un malore, e all'improvviso non è solo il suo presente a essere pieno di dolore e di assenza: anche il suo futuro.
Quando perdi qualcuno, perdi anche la promessa implicita della sua compagnia e del suo sostegno, perdi i progetti, perdi le possibilità, e come ci si riprende da un lutto così totale?
Sheryl Sandberg e Adam Grant (uno dei miei miti da anni, recuperate i podcast dei suoi TED Talks e poi non dite che non lo ascoltereste per ore!) firmano a quattro mani un libro che non è una semplice testimonianza, e che va oltre i consigli di auto-aiuto.
L'opzione B (o il piano B, se avete più familiarità con quest'espressione) è quella che a volte siamo costretti a scegliere quando la strada che avevamo scelto non è più percorribile, ed è qualcosa che disorienta e spaventa. Spaventa moltissimo.
Se ci pensate, quella dei Millennials è la generazione dell'Opzione B: quasi tutte le Opzioni A sono state bruciate dalla generazione precedente.
Ecco, è qui che entra in gioco la resilienza. È qui che bisogna rimboccarsi le maniche e imparare a trarre il meglio anche dai momenti peggiori, e a riportare la gioia nelle nostre vite anche quando sembra impossibile.
Sheryl Sandberg e Adam Grant parlano di questo, e di molto altro, nelle pagine del loro sforzo letterario congiunto, e quando è arrivato sul mio iPad2 a Marzo era esattamente il libro di cui avevo bisogno. La mia opzione A era appena saltata, e sapete che c'è?
È vera, questa cosa della resilienza.
Non è facile, eh. Anzi. È molto più facile arrabbiarsi, piangere, battere i piedi per terra, ma la verità è che dirsi "ok, al momento la situaizone non è delle migliori, ma possiamo farcela!" è già un passo avanti.
E credo sia questo, il grande punto di forza di questo libro: il fatto che è impossibile leggerlo senza trasporlo e adattarlo alla propria situazione personale.
Non pensiate che sia dedicato solo a chi ha perso una persona cara - anche se, ad essere sinceri, chi non ne ha persa almeno una? - perchè non è così.
"Option B" è un messaggio di incoraggiamento e di sostegno che gli autori trasmettono al lettore pagina dopo pagina, ma che soprattutto impariamo, a lettura ultimata, a trasmettere a noi stessi.
Per prima cosa, evitando ad esempio tutti quei comportamenti che caratterizzano il periodo successivo al verificarsi di un evento doloroso: le acrobazie verbali per evitare quel determinato argomento ("ho perso mio marito, non posso stare peggio di così. Non è non nominandolo mai che mi farai stare meglio" è forse una delle frasi che mi è rimasta più impressa ascoltando un'intervista agli autori in unpodcast dell'Harvard Business Review), i silenzi, le sparizioni perchè "nessuno sapeva come comportarsi, e il risultato era che si tenevano a distanza proprio quando avrei avuto bisogno di non sentirmi sola" (altro momento dell'intervista in cui avrei abbracciato l'autrice del libro).
Tutti questi comportamenti non sono solo da evitare quando ci relazioniamo con qualcuno che soffre, ma anche nei confronti di noi stessi: resilienza è anche non costringere il nostro dolore al silenzio, impedendogli di esprimersi, è anche dire a noi stessi cosa c'è che non va.
Dirci che la vita in questo momento è proprio una schifezza, insomma, perchè è da lì che può partire la nostra risalita verso la felicità e la pace interiore.
Consigliatissimo, davvero.
È stata una lettura coinvolgente, emotiva e che dovrò assolutamente rifare ora che è stato tradotto e che sarà in libreria tra dieci giorni.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Option B" di Sheryl Sandberg e Adam Grant, edito HarperCollins (rilegato a 17,50€), in uscita il 21 Settembre:
Come reagireste se, all'improvviso, quella che credevate una vita piena, ricca d'amore e proiettata verso un futuro luminoso, andasse in pezzi?
Sheryl Sandberg, COO di Facebook, perde il marito a causa di un malore, e all'improvviso non è solo il suo presente a essere pieno di dolore e di assenza: anche il suo futuro.
Quando perdi qualcuno, perdi anche la promessa implicita della sua compagnia e del suo sostegno, perdi i progetti, perdi le possibilità, e come ci si riprende da un lutto così totale?
Sheryl Sandberg e Adam Grant (uno dei miei miti da anni, recuperate i podcast dei suoi TED Talks e poi non dite che non lo ascoltereste per ore!) firmano a quattro mani un libro che non è una semplice testimonianza, e che va oltre i consigli di auto-aiuto.
L'opzione B (o il piano B, se avete più familiarità con quest'espressione) è quella che a volte siamo costretti a scegliere quando la strada che avevamo scelto non è più percorribile, ed è qualcosa che disorienta e spaventa. Spaventa moltissimo.
Se ci pensate, quella dei Millennials è la generazione dell'Opzione B: quasi tutte le Opzioni A sono state bruciate dalla generazione precedente.
Ecco, è qui che entra in gioco la resilienza. È qui che bisogna rimboccarsi le maniche e imparare a trarre il meglio anche dai momenti peggiori, e a riportare la gioia nelle nostre vite anche quando sembra impossibile.
Sheryl Sandberg e Adam Grant parlano di questo, e di molto altro, nelle pagine del loro sforzo letterario congiunto, e quando è arrivato sul mio iPad2 a Marzo era esattamente il libro di cui avevo bisogno. La mia opzione A era appena saltata, e sapete che c'è?
È vera, questa cosa della resilienza.
Non è facile, eh. Anzi. È molto più facile arrabbiarsi, piangere, battere i piedi per terra, ma la verità è che dirsi "ok, al momento la situaizone non è delle migliori, ma possiamo farcela!" è già un passo avanti.
E credo sia questo, il grande punto di forza di questo libro: il fatto che è impossibile leggerlo senza trasporlo e adattarlo alla propria situazione personale.
Non pensiate che sia dedicato solo a chi ha perso una persona cara - anche se, ad essere sinceri, chi non ne ha persa almeno una? - perchè non è così.
"Option B" è un messaggio di incoraggiamento e di sostegno che gli autori trasmettono al lettore pagina dopo pagina, ma che soprattutto impariamo, a lettura ultimata, a trasmettere a noi stessi.
Per prima cosa, evitando ad esempio tutti quei comportamenti che caratterizzano il periodo successivo al verificarsi di un evento doloroso: le acrobazie verbali per evitare quel determinato argomento ("ho perso mio marito, non posso stare peggio di così. Non è non nominandolo mai che mi farai stare meglio" è forse una delle frasi che mi è rimasta più impressa ascoltando un'intervista agli autori in unpodcast dell'Harvard Business Review), i silenzi, le sparizioni perchè "nessuno sapeva come comportarsi, e il risultato era che si tenevano a distanza proprio quando avrei avuto bisogno di non sentirmi sola" (altro momento dell'intervista in cui avrei abbracciato l'autrice del libro).
Tutti questi comportamenti non sono solo da evitare quando ci relazioniamo con qualcuno che soffre, ma anche nei confronti di noi stessi: resilienza è anche non costringere il nostro dolore al silenzio, impedendogli di esprimersi, è anche dire a noi stessi cosa c'è che non va.
Dirci che la vita in questo momento è proprio una schifezza, insomma, perchè è da lì che può partire la nostra risalita verso la felicità e la pace interiore.
Consigliatissimo, davvero.
È stata una lettura coinvolgente, emotiva e che dovrò assolutamente rifare ora che è stato tradotto e che sarà in libreria tra dieci giorni.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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