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mercoledì 22 maggio 2019

"I leoni di Sicilia. La saga dei Florio" di Stefania Auci

Da quest'anno, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco cosa ha pensato di I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord)!


Stefania Auci ha creato una nuova dipendenza: quella da Saga dei Florio.
Impossibile arrivare all'ultima pagina senza volerne ancora!
Trapanese con Palermo nel cuore, l’autrice racconta una storia imprenditoriale dove tenacia e passione, sapientemente mixate con un pizzico di orgoglio, tramandano di generazione in generazione quello che oggi è più superficialmente chiamato business.
Iniziata durante i primi anni dell Ottocento e viva ancora oggi, la storia dei Florio è una storia di successo tutta all’italiana, che rende giustizia al Sud della Penisola, come territorio florido e ricco di materia prima, manodopera, inventiva, voglia di creare.
Quella dei Florio è vera e propria impresa, nata da un umile impiego nel commercio alla fine del 1700 e diventata nome internazionale ancora oggi riconosciuto in tutto il mondo. Alle origini sono due fratelli, Paolo, con la moglie Giuseppina ed il piccolissimo Vincenzo, e Ignazio, eterno scapolo che prova un sofisticato e nobile sentimento per la cognata cognata, che da Bagnara Calabra si trasferiscono a Palermo carichi di voglia di riscatto, per aprire una Aromateria. Pronti ad affrontare le malelingue di un popolo che, ai tempi, malvedeva gli stranieri - e straniero lo eri se anche solo fossi stato di Marsala!, si trovano ogni giorno faccia a faccia con ostacolo di ogni genere. Sono loro i meriti delle “radici”, ma saranno di Vincenzo quelli delle “ali”: dal carattere difficile e i modi un poco burberi, investe e guadagna, innova e anticipa. Vincenzo Florio è il motore e l’anima di una azienda che in soli 40 anni è tra i leader dell’import ed export dei più importanti settori merceologici, quali - per citarne alcuni - commercio di zolfo, spezie, pellame, tonno... sarà il primo a proporre la conservazione del pesce cotto sott’olio, quando il sale era accusato di essere causa dello scorbuto.
Vincenzo Florio è avanguardista anche nella vita privata, fa innamorare veramente. Ma qui ci si deve fermare, altrimenti si svela troppo!

Il romanzo di Stefania Auci sarà anche per voi causa di notti insonni e di fermate del treno perse. Magistrale nella scrittura, sottile e mai più chiara nell’espressione dei sentimenti.
Leggere la saga dei Florio è vera goduria, ma anche insegnamento. Non ha nulla da invidiare alle serie tv del momento o ai libri sul mondo del business, incluse le guide “come diventare imprenditore in 10 mosse”.

Ricorda ai lettori che, se si desidera qualcosa, lo si può prendere. Ricorda loro che degli altri non bisogna curarsi, ma sempre con gentilezza ed umiltà. Ricorda loro che la famiglia è tutto, anche quando di affetto esternato non ce n’è molto. E che noi italiani dal cuore di pietra, noi che amiamo la polemica anche quando di motivi non ce ne sono, proveniamo da un popolo che ha abbassato la testa e ci ha resi campioni nel mondo.


I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.

lunedì 20 maggio 2019

Intervista a Stefania Auci su "I leoni di Sicilia. La saga dei Florio" e l'importanza di non dimenticare la propria Storia

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione... E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri - il marsala - viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno - sott’olio e in lattina - ne rilancia il consumo...


I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord) racconta la storia - dai più - dimenticata della famiglia Florio, e sono 437 pagine di lettura che non lasciano spazio al sonno o alla fame. Il primo volume della saga dei Florio si legge tutto d'un fiato, e si resta con un profondo senso di struggimento al pensiero che, al momento, non siano disponibili altri capitoli.
Abbiamo incontrato Stefania Auci a Torino, in occasione del Salone Internazionale Del Libro, ed ecco cosa ci ha raccontato!

Racconti la regione più magica d'Italia - almeno per me, ma forse sono di parte... -, ricca di tradizione di storia, di arte e di cultura. La racconti attraverso la storia vera di una grande famiglia, ma lo fai nel contesto di un romanzo. Come hai gestito la commistione di realtà e finzione, durante il processo di scrittura?
Non è semplice! Posso dirti che lavoro il romanzo "a blocchi", a livelli scomposti: la parte economica, la parte famigliare... e poi sistemo, modifico, limo.
Se avessi dovuto scrivere il romanzo così come lo hai in mano, dall'inizio alla fine, probabilmente non sarebbero bastati dieci anni.

Lavorando sulla storia dei Florio, hai ritrovato qualcosa di te, magari anche qualcosa di inaspettato?
Ci sono delle caratteristiche che riconosco come mie in ognuno di loro. Da potteriana, mi viene da dire che ogni personaggio sia diventato un piccolo forcrux, in cui è finito qualcosa di me, dirante la scrittura.

Parli di una famiglia la cui vicenda fa sicuramente parte della nostra storia nazionale, ma che allo stesso tempo non è così conosciuta, soprattutto da persone della mia generazione: secondo te come mai?
Questo libro parla della prima generazione della famiglia Florio, e ti assicuro che persino i palermitani non ne conoscono così bene la storia.
Si racconta di come i Florio sono diventati, appunto, "i Florio".
Facendo le mie ricerche, ho scoperto che questa famiglia ha accumulato un patrimonio difficile anche solo da quantificre: oggi probabilmente avrebbero una scuderia in Formula Uno, per dare un'idea del livello di ricchezza di cui stiamo parlando.
Eppure l'origine di questa ricchezza non è così nota come si potrebbe pensare, e anzi, mi sono imbattuta in molti miti, leggende...
Purtroppo da insegnante devo dire che la storia d'Italia, della seconda metà dell'Ottocento e del Novecento viene insegnata in fretta, e molto del nostro passato resta indietro.

C'è quindi nella tua scelta di questo soggetto la voglia di condividere una pagina della nostra storia?
Assolutamente sì. In tanti mi hanno detto «leggendo il tuo romanzo ho ricordato chi fosse questo, o quest'altro» e io ne rimanevo colpita perchè citavano personalità storiche e politiche che tutti dovremmo conoscere. Un popolo senza storia è un popolo che commette errori, che perde consapevolezza.
Anche perchè se non conosci il tuo passato non comprendi il tuo presente, e non puoi costruire un futuro.
La mia preoccupazione, in questo senso, da insegnante e da madre, è altissima: i ragazzi che non hanno alle spalle un solido supporto, anche dal punto di vista culturale, si trovano poi senza strumenti. Dobbiamo formarli in modo che siano sempre consapevoli di ciò che gli accade attorno.
Mi hanno chiesto se ci fosse una volontà politica, all'origine del mio romanzo, e forse in parte c'è anche quella, ma non solo.  C'è la voglia di raccontare una storia, prima di tutto.

Una storia straordinaria, che vi aspetta in libreria e che vi entrerà nel cuore... oltre a farvi desiderare di partire alla volta della Sicilia.


I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.

lunedì 19 novembre 2018

Un quarto d'ora con... Christina Dalcher

100 parole al giorno: questa è la massima libertà d'espressione concessa alle donne che popolano la società descritta in VOX, romanzo-evento dell'anno, firmato da Christina Dalcher (Nord).
Dalla centounesima, una scarica elettrica.
In un giorno, vengono pronunciate circa 16.000 parole: provare a utilizzarne solo 100 significa restare in silenzio già dopo colazione.
E proprio da questo parte la chiacchierata con Christina Dalcher, a Milano in occasione di BookCity, perchè forse viviamo in un mondo che non conta le nostre parole, ma le nostre libertà sì.

Nel momento in cui è nata la storia di VOX, quanto era forte l'intenzione di raccontare, attraverso la distopia, il nostro presente?
Credo che le donne abbiano conquistato molte libertà, ovviamente se pensiamo alle donne dell'Occidente: altrove, la strada è ancora lunga.
É in pericolo la libertà di parola, ma non solo per quanto riguarda le donne: per tutti.
Viviamo un momento storico in cui giornalisti, scrittori, professori, devono stare attenti a ciò che dichiarano pubblicamente: la mia paura riguarda questa progressiva limitazione della libertà di parola, per tutti.
Anche l'Italia sta attraversando una crisi simile: lo sciopero dei giornalisti, per rivendicare il diritto di cronaca, di libertà d'espressione e di lotta alla censura politica è solo di qualche giorno fa.
Questo silenzio forzato è pericoloso.
Non si può mettere a tacere il proprio oppositore, e anzi, è importante che soprattutto le persone con intenzioni malevole possano esprimerle perchè dobbiamo essere a conoscenza delle loro intenzioni per non farci cogliere di sorpresa.
Non possiamo combatterle altrimenti, e non possiamo identificarle con certezza se non le lasciamo parlare.
La tradizione stessa dello story-telling prevede un momento in cui il "cattivo" spieghi le proprie intenzioni, perchè serve allo spettatore per identificarlo correttamente.
É un'esigenza di identificazione.

Il tuo romanzo è stato accostato al lavoro di autrici come Margaret Atwood (Il racconto dell'ancella) o Naomi Alderman (Ragazze elettriche) che hanno scleto di raccontare una distopia per dare voce alle donne e a quelle che sono le battaglie ancora da vincere.
Questo è stato anche l'anno del movimento #MeToo.
Non credo sia un caso che oggi amiamo e discutiamo con passione di questo tipo di storie: forse renderci conto di avere già conquistato tanto ci ha anche fatto capire di non doverci fermare, e di dover insistere?
Certamente c'è quell'aspetto, sì.
Bisogna restare concentrati, perchè il mondo cambia, e nell'arco di un secondo.
Il movimento #MeToo è nato per condannare la violenza sulle donne, una violenza che possiamo facilmente estendere a ogni tipo di abuso (oltre a quello sessuale, c'è l'abuso di potere, di posizione, il mobbing...): ora il rischio è quello di estremizzare e di sostenere la superiorità femminile.
É una delle critiche al femminismo più estremo: si perde di vista l'obbiettivo dell'uguaglianza e si arriva a sostenere che le donne siano migliori "perchè donne".
Alimenta l'odio invece di promuovere la parità.
E la parità è ciò in cui credo io.
É la nostra meta, ciò che dobbiamo raggiungere.
Dichiarare che gli uomini vogliano zittire le donne è generalizzante e pericoloso: anche molte donne, in realtà, contribuiscono a zittire altre donne,e  allora come la mettiamo?
E poi siamo sincere: anche le donne sanno mentire, o possono avere intenzioni malevole. Le "cattive esistono", da sempre.

Qual è il messaggio che vorresti arrivasse ai lettori di VOX?
State attenti. Sempre.
E state attenti a ciò che dite, come lo dite e quando lo dite.
Di sicuro avere solo 100 parole al giorno fa anche rivalutare l'importanza di ogni vocabolo: quando ne hai così poche a disposizione, devi sceglierle bene e dare lo un'importanza maggiore.
Anche questo è vero: uno dei miei obbiettivi era anche mettere in luce l'importanza del linguaggio, e ricordare quanto sia preziosa la libertà di parola e quanto sia facile perderla.

Grazie a Nord e a Christina Dalcher per la possibilità di confronto, ed è rinnovato l'invito a leggere VOX: cattura sin dalle prime pagine.


VOX di Christina Dalcher (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 19€.

mercoledì 29 agosto 2018

Il cielo dopo di noi: Silvia Zucca è tornata, ed è un ritorno da 10 e lode

I suoi lettori aspettavano questo momento da mesi, e per loro il rientro in città avrà un sapore più dolce. Due anni dopo il successo di Guida astrologica per cuori infranti, Silvia Zucca torna in libreria con un nuovo romanzo: Il cielo dopo di noi (Nord), disponibile dal 30 Agosto.

Torna con una storia diversa, ma non meno coinvolgente: tra la frenetica Milano di oggi e quella del 1944, devastata dai bombardamenti, passando per le campagne piemontesi, Miranda cerca le risposte alle domande che l'assillano da quando era ragazzina.
Perché suo padre, Alberto, è scomparso? Perché non ha lasciato nemmeno un biglietto? E se gli fosse successo qualcosa?
In un momento della sua vita in cui il bisogno di radici e di stabilità si fa più intenso che mai, Miranda decide di cercarle da sola, quelle risposte, e chissà che, nel farlo, non riesca a rimettere insieme i cocci della sua famiglia, oltre a scoprire qualcosa di nuovo su se stessa.
«Il futuro - il cielo dopo di noi - si rasserena solo se si ha il coraggio di cancellare le nubi del passato e di aprirsi all'amore», ed è proprio scoprendo finalmente la verità sul padre e sulla sua storia che Miranda riuscirà a vedere il sole emergere dalla spessa coltre di nubi che oscurava il suo cielo.

Se Miranda rappresenta, almeno all'inizio del romanzo, quel senso di precarietà e insicurezza con il quale abbiamo fin troppa familiarità, nel 1944 Gemma è una donna di rara determinazione e forza d'animo: quando il suo mondo va in pezzi, sbriciolato dalle bombe e da una guerra che forse non comprende fino in fondo, per lei conta solo una cosa. La sicurezza di suo figlio Alberto.
Quello stesso figlio che crescerà senza padre e con le stesse domande in testa e nel cuore che, decenni dopo, agiteranno anche l'animo di Miranda.

Svelare troppo delle scoperte che Miranda farà sul passato della sua famiglia sarebbe un delitto, perchè Il cielo dopo di noi merita di essere letto con calma, assaporando ogni parola della prosa pulita dell'autrice, e godendo di ogni emozione suscitata dalle sue parole, sempre azzeccate.
La voce di Miranda è quella di una generazione intera, che spesso sente mancarsi la terra sotto i piedi, ma che riesce ancora ad alzare lo sguardo verso il cielo e ritrovare il proprio posto nel mondo.
Una generazione che aveva bisogno di un romanzo che la raccontasse, e che le ricordasse che dietro le nubi c'è sempre il sole: brava, Silvia Zucca. Davvero brava.
Rilegato, 18€
Silvia Zucca ha pubblicato precedentemente Guida astrologica per cuori infranti, edito Nord.

mercoledì 9 maggio 2018

Intervista a Laetitia Colombani su "La treccia", l'emancipazione femminile e l'amore per Marguerite Duras

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Torno a parlarvi di quello che ho definito - e continuo a definire - uno dei migliori libri letti in questo 2018, "La treccia" di Laetitia Colombani, arrivato in libreria a inizio Maggio grazie a Nord (brossurato a 16,90€):
A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d'intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montreal che ha sacrificato affetti e sogni sull'altare della carriera. Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento e tentare l'impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s'incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s'intrecceranno e ognuna trarrà forza dall'altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.

Abbiamo avuto l'opportunità di incontrare l'autrice da Clotilde Bistrot, e scoprire insieme a lei come siano nati "La treccia" e le sue protagoniste... e molto altro!
Ecco cosa ci siamo raccontati!

Il tuo romanzo ci porta in India, in Italia e in Canada: come hai scelto i luoghi, e come sono nate le donne al centro di ognuno di essi?
Il primo paese che ho scelto è stata l'India, perchè avevo visto un documentario sulla condizione degli intoccabili e mi aveva colpita moltissimo: volevo che uno dei miei personaggi fosse indiano e legato alla cultura dei capelli.
Proprio seguendo i capelli sono arrivata a Palermo, e alla tradizione della cascatura.
Infine, mi serviva un paese che rappresentasse la società occidentale: inizialmente avevo pensato di "giocare in casa" e scegliere Parigi, ma la Francia e l'Italia erano troppo vicine.
La scelta è ricaduta sul Canada.
E in fondo anche India e Italia si somigliano, nel loro attaccamento profondo alle tradizioni.
Sicuramente sì!
Ho dovuto documentarmi moltissimo, sia sulla condizione delle donne in India, sia sulle tradizioni siciliane - per queste ultime sono stata fortunata, perchè ho degli amici a Palermo e ho potuto chiedere molte informazioni. L'aneddoto della nonna di Giulia, il cui promesso sposo il giorno del matrimonio non era stato esentato dal lavoro nel frutteto, è per esempio una storia che mi è stato raccontata da un amico.

Per ognuna delle tue protagoniste, i capelli acquistano un ruolo importante: sono lo strumento grazie al quale si avvicinano alla libertà, e a un futuro in cui esserlo di più.
Volevo proprio ottenere questo, che attraverso i capelli arrivassero all'emancipazione.
I capelli sono uno dei simboli della femminilità per eccellenza, e nel mio romanzo sono anche simbolo di forza, soprattutto per Sarah, che grazie a una parrucca ritrova la voglia di lottare contro il cancro.
E il tuo rapporto personale con i capelli, com'è? Per ogni donna è diverso!
Non ne sono ossessionata, anzi: li ho portati lunghissimi per 25 anni, per poi tagliarli molto corti.
Nel momento in cui una mia cara amica si è ammalata e li ha persi, però, ho capito cosa volesse dire perderli, e il dolore che ne conseguisse.
L'ho accompagnata a comprare una parrucca, e quando ho realizzato che era di capelli veri, non sintetici, ho iniziato a chiedermi chi li avesse donati, quale fosse la loro storia.
Sicuramente mi ha ispirata!
Giulia trova il coraggio di dare una svolta alla sua vita anche grazie al'incontro con Kamal, giovane uomo sikh che, seguendo i dettami della sua fede, non si taglia i capelli.
Una scelta curiosa.
La storia di Giulia è stata quella più difficile da scrivere: l'ho riscritta quattro volte, in effetti.
Solo quando ho trovato Kamal, anche Giulia ha avuto una sua dimensione.
Volevo che si innamorasse di uno straniero, ma inizialmente avevo pensato a un ragazzo albanese: mancava però un legame con i capelli, e non ero convinta.
Con Kamal ho avuto non solo quel legame, ma persino un ponte con l'India, e con la storia di Smita.

Quanto, della tua esperienza nel mondo del cinema, è finito nella struttura e nello sviluppo del romanzo?
Molto se penso ai personaggi e alla suddivisione in capitoli così strutturati.
Ho avuto la possibilità di fare uno stage con un regista di serie TV americano molto quotato, e da lui ho imparato come chiudere ogni capitolo in tensione, e come mantenere un ritmo incalzante, senza tempi morti.
Preferisco però la scrittura in prosa alla sceneggiatura, perchè ho più libertà: tutti i vincoli legati a budget, logistica, esigenze di casting o di marketing, non ci sono!
Adesso non si può non chiedertelo: quali serie TV guardi?
Ne cito tre: Big Little Lies, The Killing e The Good Wife. A quest'ultima mi sono ispirata nel costruire la storia di Sarah, e del suo mondo di avvocati, scalate al successo, tensioni interne allo studio legale.

E i libri? Quali sono le tue letture del cuore?
"L'amante" di Marguerite Duras. Adoro ogni lavoro di Marguerite Duras, che per me è quasi più una musicista che una romanziera, pensando a come gioca con le parole e con il loro suono-
Dalla sua storia più famosa, sull'amore inaspettato che nasce tra due persone diverse in tutto, a cominciare dal colore della loro pelle, ho sicuramente preso ispirazione nel moneto in cui ho raccontato la storia di Giulia e Kamal, seppur con le dovute differenze.
Che dire?
Tantissimi spunti interessanti, e un'autrice di cui aspetto già il prossimo lavoro!
Consigliatissimo il romanzo, del quale ci avevo già proposto la mia recensione in anteprima che potete leggere qui, se siete curiosi: è anche un bellissimo regalo da fare alla vostra mamma per la sua festa: cosa c'è di meglio della storia di tre donne forti, per quella che per voi è la donna più forte di tutte?

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 2 maggio 2018

"La treccia" di Laetitia Colombani

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La treccia" di Laetitia Colombani, edito Nord (brossurato a 16,90€) in uscita il 3 Maggio:
A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d'intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera.
Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento e tentare l’impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s'incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s'intrecceranno e ognuna trarrà forza dall'altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.

Ci sono molti modi di raccontare le donne.
Si può parlare del loro cuore, della loro capacità innata di fare propria la sottile arte della resilienza, del loro essere figlie, madri, mogli.
E poi si può scegliere una strada diversa, e partire... dai loro capelli.

Gli stessi capelli che hanno segnato indelebilmente la vita di Giulia, per esempio, cresciuta con l'unico obbiettivo di lavorare nell'azienda paterna e realizzare parrucche di capelli veri, arte in via d'estinzione. O i capelli che, per Smita e sua figlia, diventano oggetto di un sacrificio importante in vista del loro futuro, migliore di quello che la società indiana vorrebbe per loro e al quale le due donne,donna e bambina, si ribellano con ogni fibra del loro essere. O quelle stesse ciocche che, dopo anni di splendore e messe in piega impeccabili, Sarah trova sul cuscino perchè non c'è shampoo ristrutturante che sia più forte della chemioterapia.
A legare le tre donne, che non si incontreranno mai, sarà proprio una treccia di lucenti capelli neri, che viaggerà dall'India a Palermo, e poi volerà a Montréal, accompagnando inconsapevolmente ognuna delle donne nella sua lotta più importante e difficile.

Laetitia Colombani racconta tre donne, e tre mondi, ma non solo.
Racconta una società come quella indiana che ancora vede la donna come una proprietà, prima del padre e poi del marito, e che anzi, fa della donna uno strumento per punire l'uomo se neccessario, e in cui Smita, nata nella casta degli intoccabili, decide che sua figlia Laetitia avrà un destino diverso e rischia tutto, per garantirle quel futuro.
Racconta la crisi economica che mette in ginocchio una piccola impresa come quella di Giulia, che deve decidere se abbracciare il cambiamento e reinventare un business che sembra morente, o rassegnarsi a un matrimonio senza amore che, però, le garantirebbe ben poche preoccupazioni dal punto di vista finanziario. Mettersi in gioco, rischiando di perdere tutto, o fare un passo indietro?
E infine, racconta quella malattia crudele che inizia per C, che sconvolge la vita di Sarah privandola non solo delle sue energie ma, soprattutto, della carriera in nome della quale ha sacrificato tutto.
Sarah è una donna che, come tante, convive ogni giorno con il conflitto tra maternità e carriera a logorarle il cuore, e che si trova spiazzata quando il lavoro al quale ha dedicato ogni sua attenzionenon ricambia tanto attaccamento.
Ma chissà, forse quel "mandarino" che la lastra ha svelato, nascosto in uno dei suoi seni, non è solo un tumore maligno. Forse è uno stimolo per riprendere a lottare, solo per una causa più importante: la sua vita.

Dalle strade dell'India alla spiaggia di Palermo, passando per un elegante studio di avvocati canadese, la storia di Smita, Giulia e Sarah vi prenderà il cuore e la testa, rendendovi impossibile posare la vostra copia se non a lettura ultimata, e vi sfido a non farvi scendere una lacrima di commozione arrivati alle ultime pagine.
Una scrittura impeccabile e una prosa pulita, scorrevole e allo stesso tempo incisiva, rendono "La treccia" una storia di donne straordinarie scritta per tutti, e so che Maggio è appena iniziato, ma che importa? Se volete leggere un libro nei prossimi trenta giorni, leggete questo.
Cinque stelle piene e sfavillanti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 15 marzo 2018

"L'amore è una sfida meravigliosa" di Rachel Van Dyken

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'amore è una sfida meravigliosa" di Rachel Van Dyken, edito Nord (rilegato a 16,80€):
Lex e Ian sono amici da sempre. Si sono iscritti al college insieme e insieme hanno fondato la Wingmen, un’agenzia che aiuta le donne a conquistare l’anima gemella. Gli affari vanno così bene che hanno deciso di assumere una persona e offrire lo stesso servizio di consulenza anche agli uomini. Con gran disappunto di Lex, la scelta è caduta su Gabi, la migliore amica di Ian, cui servono soldi per pagarsi gli studi. Lex odia Gabi... o almeno ci prova. L’odio, infatti, è l’unica arma che conosce per difendersi dal suo fascino innocente, dai suoi enormi occhi verdi e dal suo sorriso mozzafiato. E, ora che deve lavorare con lei tutti i giorni, Lex ha bisogno di un’armatura, perché sa che, se solo provasse ad avvicinarsi a Gabi, Ian non glielo perdonerebbe mai...
Gabi è disperata, ecco perché ha accettato il posto alla Wingmen. Altrimenti si sarebbe tenuta alla larga da Lex. C’era stato un momento in cui Gabi aveva pensato di aver trovato in lui uno spirito affine, ma poi lui l’aveva rifiutata, spezzandole il cuore. Adesso lei lo odia. Odia il suo sorriso seducente, il suo fisico da atleta e l’umorismo disarmante. Soprattutto, odia il modo in cui il cuore batte più forte non appena Lex si avvicina e il vuoto che prova quando lui se ne va. In questi anni, l’unico antidoto è stata la lontananza. Adesso che sono costretti a convivere, Gabi teme che il fuoco sopito sotto la cenere torni a divampare, rischiando di bruciarla. Per fortuna pure lui la odia...

Rachel Van Dyken is back, e per fortuna: qui eravamo in astinenza!
La duologia Wingmen Inc. si conclude con il botto, con la storia di Lex e Gabi.
Avevamo già avuto modo di conoscere Lex nel volume precedente, e sapevamo che era il partner cervellone e genio informatico di Ian, ovviamente bellissimo e bravissimo nel suo lavoro di "spalla".
Stavolta però sotto i riflettori c'è lui, e accanto a lui Gabi, che sta per diventare una "spalla" per la Wingmen Inc, ora che l'azienda vuole aprirsi al pubblico maschile.
Se non fosse che Lex e Gabi non sanno stare nella stessa stanza senza litigare, e che lavorare insieme potrebbe essere molto, molto difficile...

Ancora una volta Rachel Van Dyken coniuga alla perfezione romanticismo e divertimento, regalando alle sue lettrici non solo una meravigliosa storia d'amore e passione, ma anche un romanzo che è intrattenimento puro.
I battibecchi tra Lex e Gabi sono densi d'ironia e sarcasmo, ed è impossibile trattenere un sorriso in più di un'occasione, così come è immediato sentirsi stringere il cuore nello scoprire che, mentre Gabi è arrabbiata con Lex per il modo in cui lui l'ha respinta tempo prima, Lex si strugge d'amore da allora e la tratta male solo per tenerla a distanza.
Viene spesso la voglia di urlare loro addosso di parlarsi e risolvere questo fraintendimento, ma è molto bello il loro percorso di avvicinamento, e il modo in cui il ragazzo aiuta Gabi a distanza e nel totale anonimato non appena si rende conto dei suoi problemi finanziari.
Gabi, infatti, si destreggia tra l'università e due lavori per dare una mano anche ai suoi genitori, in difficoltà da quando il padre ha perso il lavoro, e quando Lex si rende conto che sta persino saltando i pasti interviene prontamente come un vero cavaliere dall'armatura scintillante.
Forsa, quasi quasi, ho apprezzato più Lex di Ian: il suo conflitto tra il salvaguardare la sua amicizia con quello che è anche suo partner d'affari e fratello non di sangue e ils eguire il suo istinto e i suoi sentimento è struggente, e bramavo un lieto fine per lui e Gabi come poche altre cose.
Sono affezionatissima a tutti i romanzi di quest'autrice, ma questa duologia è una delle serie che ho preferito perchè Ian e Lex mi sono entrati nel cuore da subito, oltre a divertirmi molto, e non è scontato. Aggiungo che l'autrice ha sempre saputo scrivere storie meravigliose senza bisogno di esagerare con la componente drammatica, puntando più sull'alchimia tra i suoi protagonisti e la loro intesa sul piano mentale oltre che fisico.
Duologia consigliatissima, se manca alla vostra collezione: recuperatela immediatamente!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 14 marzo 2018

"L'illusione della verità" di Wendy Walker

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'illusione della verità" di Wendy Walker, edito Nord (rilegato a 18€):
Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.
Tre anni dopo, Cassandra torna a casa... da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma...

Wendy Walker è tornata, eccome se è tornata.
"Non tutto si dimentica" era un romanzo travolgente, e "L'illusione della verità" non è da meno: l'autrice racconta sì di una misteriosa sparizione e di un ancor più misterioso ritorno, e di un cold case che, forse, sta per essere finalmente risolto, ma soprattutto racconta la storia di una famiglia come tante, che a un certo punto non lo è più.

Emma e Cassandra sono due sorelle in cui è facile ritrovarsi: due anni di distacco non sono tanti, e le due ragazza crescono insieme, e più gli anni passano più le loro differenze diventano evidenti.
Emma è più affascinante, più sicura di sè, più combattiva, mentre Cassandra si sente sempre un personaggio di contorno. Una madre dal carattere difficile non rende le cose più semplici, anzi: la vita a casa Tanner non è affatto tranquilla come sembra, e quando le due ragazze scompaiono nel nulla, per tutti è una tragedia inspiegabile ma nulla più di questo.
Solo tre anni dopo, quando Cassandra riappare, i nodi iniziano a venire al pettine, e gli scheletri nell'armadio di una famiglia che sembrava così "normale" iniziano a scivolare fuori...
Questo dovete gustarvelo per bene, quindi no alla lettura veloce: regalatevi un pomeriggio di lettura nel fine settimana, e perdetevi tra le pagine perchè Wendy Walker lo merita.
Dal riferimento obbligato al mito di Cassandra all'inquietante eleganza con cui sviluppa il personaggio freddo, ambiguo e ben poco rassicurante della madre, l'autrice non ci fa mancare davvero nulla in questo romanzo che sa di thriller psicologico senza però farsi incasellare in un genere definito.
Vi chiederete cosa ne sia stato di Emma e, chissà, forse lo scoprirete con qualche pagina di anticipo, ma a tenervi sul bordo della sedia sarà il crescendo di tensione che caratterizza il racconto di Cassandra, mentre ciò che le è accaduto durante gli ultimi tre anni torna a galla piano piano, una parola alla volta.
Si parla spesso di scrittura magnetica, e quella di Wendy Walker lo è, senza ombra di dubbio: si conferma un'autrice da tenere d'occhio, e capace di portare sulla carta madri scomode, adolescenti turbate e mille sfumature di maternità... a ogni età.
È una storia che va assorbita lentamente, letta di fretta è sprecata: fidatevi.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 28 febbraio 2018

Un Marzo bellissimo, in casa Nord!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi scopriamo insieme tutte le uscite di Marzo di Nord, una delle mie case editrici preferite perchè forse è l'unica della quale non sia ancora uscito un titolo che mi abbia delusa.
tenetevi forte, perchè escono #solocosebelle:
8 MARZO
Rilegato a 18€
Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.
Tre anni dopo, Cassandra torna a casa... da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma... 
15 MARZO
Rilegato a 16,40€
Lex e Ian sono amici da sempre. Si sono iscritti al college insieme e insieme hanno fondato la Wingmen Inc, un’agenzia che aiuta le donne a conquistare l’anima gemella. Gli affari vanno così bene che hanno assunto una ragazza per offrire gli stessi servizi agli uomini. Con gran disappunto di Lex, la scelta è caduta su Gabi, la migliore amica di Ian, cui servono soldi per pagarsi gli studi. Lex odia Gabi… o almeno ci prova. L’odio, infatti, è l’unica arma che conosce per difendersi dal suo fascino innocente, dai suoi enormi occhi verdi e dal suo sorriso mozzafiato. E, ora che deve lavorare con lei tutti i giorni, Lex ha bisogno di un’armatura, perché sa che, se solo provasse ad avvicinarsi a Gabi, Ian non glielo perdonerebbe mai… 
Gabi è disperata. Ecco perché ha accettato il posto alla Wingmen Inc. Altrimenti si sarebbe tenuta alla larga da Lex. C’era stato un momento in cui Gabi aveva pensato di aver trovato in lui uno spirito affine, ma poi lui l’aveva rifiutata, spezzandole il cuore. Adesso, Gabi lo odia. Odia il suo sorriso seducente, il suo fisico da atleta e l’umorismo disarmante. Soprattutto, odia il modo in cui il cuore batte più forte non appena Lex si avvicina e il vuoto che prova quando lui se ne va. In questi anni, l’unico antidoto è stata la lontananza. Adesso che sono costretti a convivere, Gabi teme che il fuoco sopito sotto la cenere torni a divampare, rischiando di bruciarla. Meno male che pure lui la odia...
29 MARZO
Rilegato a 16,90€
Walter odia le parole. Soffre di un disturbo che gli impedisce di articolare bene i suoni e, un giorno, stanco delle prese in giro dei coetanei, ha smesso di provarci. Ha deciso di chiudere la bocca e aprire gli occhi. Adesso, a dodici anni, Walter osserva e nota cose che sfuggono alla maggior parte delle persone, distratte da chiacchiere inutili. Ed è diventato bravissimo a ritrovare le cose perdute. Ecco perché, quando il libro della madre scompare, lui si lancia nella ricerca con l’aiuto del suo unico amico, Milton, un Labrador grassoccio e intraprendente. Insieme, Walter e Milton si avventurano negli angoli dimenticati di New York, incontrando persone che per gli altri sono invisibili: dalla donna che tutte le mattine raccoglie le lattine per strada a una coppia delusa dal mondo, che si è ritirata in un stazione abbandonata della metropolitana. Grazie alle loro storie, Walter scoprirà generosità e speranza, solitudine e rimpianti, ma soprattutto capirà che la vita è un dono troppo prezioso per guardarla scorrere. E così riuscirà non solo a trovare le magiche pagine del libro perduto, ma pure la forza di aprirsi agli altri e di dare voce ai suoi sogni.
È capitato a tutti noi di avere l’impressione di aver perso qualcosa, di sentirci soli e incompresi. Questo romanzo ci ricorda che, nonostante tutto, c’è tanta speranza nel mondo. E che basta avere il coraggio di guardarsi intorno con occhi nuovi e ascoltare il nostro cuore per ritrovare ciò che abbiamo smarrito.

Non so voi, ma io voglio leggerli tutti!
E voglio una Giratempo per avere tante ore in più da dedicare alla lettura, ma sono dettagli...

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"La vita in un istante" di Gabrielle Zevin

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La vita in un istante" di Gabrielle Zevin, edito Nord (rilegato a 18€):
Aviva Grossman ha ventun anni e un’unica colpa: essersi innamorata di un importante uomo politico. Ma, quando la relazione diventa di dominio pubblico, i media non hanno pietà:  travolta da una valanga di accuse e (falsi) moralismi, Aviva è costretta a fuggire da Miami e a cambiare nome.
Tredici anni dopo, Jane Young abita in un tranquillo paesino del Maine con la figlia Ruby. Tutto cambia quando Ruby inizia a fare ricerche su suo padre, da lei mai conosciuto. Ruby si trova di fronte a una verità sconcertante: possibile che sua madre abbia mentito a tutti sul proprio passato? 
Col suo stile delicato, ironico e sorprendente, Gabrielle Zevin ci racconta che cosa significa essere donna nel mondo di oggi, quando agli uomini è concesso tutto, mentre le donne sono ancora giudicate a ogni passo.

Anche oggi parliamo di donne, e stavolta lo facciamo con quella che è una delle mie scrittrici preferite: Gabrielle Zevin, autrice di "La misura della felicità" e "L'altra metà del mondo".
Parliamo di donne che scoprono nel modo peggiore che anche se si sbaglia in due spesso la colpa ricade solo su uno dei due, e di donne che si reinventano con coraggio e determinazione, senza smettere mai di essere fedeli a se stesse.

Parliamo soprattutto di Aviva, che a soli ventun anni scopre che, se vai a letto con un uomo sposato, la colpa ricade soprattutto su di te. Tu sei la rovinafamiglie, tu sei la donna priva di morale.
Poco importa che in quel letto ci si stia in due, insomma, soprattutto quando lui è un uomo importante e tu invece... tu no.
Non è difficile provare empatia nei confronti di Aviva, perchè come si combatte l'amore dei vent'anni? L'amore dei vent'anni è travolgente.
Certo, anche lei fa qualche passo falso. Non è certo un'idea brillante parlare della sua relazione online, perchè sappiamo tutti quanto sia facile scoprire chi si cela dietro personaggi senza nome o con soprannomi... nè è brillante giocarsi così il suo internship al Congresso, giusto?
Ma i vent'anni servono anche a sbagliare, così come a costruirsi una vita diversa.
Aviva si rifugia in una piccola cittadina del Maine, cambiando nome e soprattutto carriera: dal Congresso all'organizzazione di feste e matrimoni, cercando di seppellire per sempre la Aviva Grossman ridotta a una barzelletta dai comici di ogni late show televisivo.
Potrebbe anche riuscire a lasciarsi tutto alle spalle, se non fosse che la sua strada la porta di nuovo a interessarsi di politica (seppure in un contesto diverso) e se non fosse che la figlia Ruby, cresciuta senza che nulla della storia della madre trapelasse, inizia a farsi domande sul padre mai conosciuto...

Gabrielle Zevin racconta le donne, e racconta l'ipocrisia e la misoginia che ancora oggi segnano nel profondo la sfera politica in America (ma anche nel resto del mondo, in fondo): il marito adultero non perde la sua poltrona al Congresso, la sua giovane amante viene ridotta a una caricatura e a uno spauracchio. Non è difficile pensare allo scandalo Lewinsky, seppure con le dovute differenze (qui la madre fuori di testa ansiosa di conservare il vestito macchiato della figlia "per avere le prove" manca, grazie al cielo), e non è difficile pensare a quanto ancora oggi, in ogni contesto, esistano due pesi e due misure.
Aviva sbaglia, ma non sbaglia da sola ed eppure è l'unica a pagare un prezzo così alto.

"La vita in un istante" è però anche una storia di coraggio, perchè ammettiamolo: quanti di noi riuscirebbero a lasciarsi alle spalle tutto quanto e iniziare da capo in un luogo sconosciuto, abbandonando i sogni di una vita e per i quali si è lavorato sodo, e di fare il tutto crescendo anche una figlia da soli? Aviva/Jane cade, ma non solo scopre di sapersi rialzare: scopre di essere in grado di riprendere a camminare, a correre e a scalare le montagne della vita.
Gabrielle Zevin centra il punto anche con il personaggio di Ruby, in cui confluiscono tutte le domande, le insicurezze e le emozioni dell'adolescenza con la grazia e la delicatezza che caratterizzano da sempre la sua scrittura.
C'è sempre un momento in cui, da figli, si affronta l'umanità dei propri genitori e li si fa scendere dal piedistallo che li ospita durante l'infanzia: per Ruby non è facile scoprire la verità sulla madre, e forse c'è un momento in cui ne condanna gli errori, ma ce n'è anche uno in cui comprende quanto la donna abbia imparato da questi e quanto ne abbia fatto tesoro.

Mi è piaciuto immensamente, e non solo perchè la storia di Aviva/Jane e Ruby è al centro di un bellissimo romanzo, ben costruito e con un ritmo che ti cattura sin dalle prime pagine: mi è piaciuto perchè racconta le donne e una parità che ancora non c'è, ma che forse è ogni giorno più vicina nel momento in cui invece di cedere il passo a ogni uomo che incontrano per strada le donne alzano la testa e tirano dritto, lasciando che sia l'uomo a spostarsi di lato. Almeno qualche volta.
Assolutamente da leggere, e una delle letture da fare in vista dell'8 Marzo ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 1 febbraio 2018

Gabrielle Zevin torna in libreria con "La vita in un istante"!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La vita in un istante" di Gabrielle Zevin, edito Nord (rilegato a 18€) in uscita il 15 Febbraio:
Aviva Grossman ha ventun anni e un’unica colpa: essersi innamorata di un importante uomo politico. Ma, quando la relazione diventa di dominio pubblico, i media non hanno pietà:  travolta da una valanga di accuse e (falsi) moralismi, Aviva è costretta a fuggire da Miami e a cambiare nome.
Tredici anni dopo, Jane Young abita in un tranquillo paesino del Maine con la figlia Ruby. Tutto cambia quando Ruby inizia a fare ricerche su suo padre, da lei mai conosciuto. Ruby si trova di fronte a una verità sconcertante: possibile che sua madre abbia mentito a tutti sul proprio passato? 
Col suo stile delicato, ironico e sorprendente, Gabrielle Zevin ci racconta che cosa significa essere donna nel mondo di oggi, quando agli uomini è concesso tutto, mentre le donne sono ancora giudicate a ogni passo.

Ricordate "La misura della felicità" e "L'altra metà del mondo"?
Vi avevo proposto entrambe le recensioni, qui e qui, e non vedo l'ora di scoprire questo nuovo lavoro di una delle autrici che ho amato di più negli ultimi anni.
Speriamo che il 15 Febbraio arrivi presto, e intanto scopriamo insieme un bellissimo Q&A con l'autrice qui ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 16 gennaio 2018

"Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d’introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...

E se la morte non fosse la fine di tutto?
Se dopo ci fosse ancora la possibilità di intervenire nella vita di chi amiamo, anche se senza essere visti o sentiti?
Abby non sa dove si trovi, o cosa ci sia esattamente davanti a lei, ma sa di poter ancora fare qualcosa per aiutare il marito Brady e la figlia Eve a superare il dolore dovuto alla sua morte, e non intende mollare sino a quando non avrà trovato una sua degna sostituta.
Questa era la curiosa premessa di "Il nostro tempo nel mondo" ed è stata sufficiente a farmi bramare il romanzo, che ho divorato durante le vacanze di Natale, giorni in cui io e il mio iPad2 siamo davvero entrati in simbiosi e ho potuto portarmi avanti leggendo diverse uscite di inizio 2018.

È una lettura che mi ha catturata da subito, perchè la voce di Maddy e la sua tenera determinazione nel voler trovare un sostegno per il marito e la figlia mal si conciliavano con l'ipotesi di suicidio che, oggettivamente, sembrava l'unica possibile.
Maddy era sola, sul tetto della biblioteca, prima che il suo corpo venisse ritrovato a terra di fronte al palazzo: tuttavia, proprio non si riesce a comprendere le ragioni del suo gesto.
L'immagine che emerge della donna dai pensieri e dai ricordi della figlia e del marito, infatti, è quella di una guida per entrambi, di un mediatore quando padre e figlia discutevano e di una fonte di tenerezza e comprensione quando necessarie.
È proprio questo a mancare, in modo prepotente e assordante: manca l'ancora di Brady, e il sostegno di Eve. Manca quella persona che forse Eve ha dato troppe volte per scontata, il motivo per cui esiste un giorno chiamato Festa della Mamma e che ora non sarà più una festa, in casa loro.
Manca qualcuno con cui parlare davvero, perchè il dolore e il lutto finiscono per allontanarla anche dagli amici, e in fondo manca anche il padre, che cerca troppo spesso conforto nel bicchiere invece che tra le braccia di sua figlia.
Brady non riesce ad accettare che la sua Maddy non ci sia più, e di non essersi accorto del dolore che potrebbe averla portata a saltare dal tetto di un palazzo.
Come ha potuto non vedere che sua moglie aveva bisogno d'aiuto?
È qualcosa che gli fa mettere tutto in discussione, e che mette a dura prova il suo rapporto con Eve.
A mettere tutto a posto potrebbe essere Rory, che sembra proprio la persona giusta per Brady ed Eve: la donna ha a sua volta patito un grande dolore, e sarebbe quindi in grado di comprendere i sentimenti dei suoi famigliari e dare loro conforto.
Funzionerà?
"Il nostro tempo nel mondo" non è un romanzo facile da leggere, e credo non sia stato nemmeno facile da scrivere: il dolore, il rimorso, la nostalgia permeano le sue pagine, ed è impossibile non sentirsi profondamente toccati.
Maddy, dal canto suo, è la perfetta voce fuori campo, alla quale ci si affeziona con dolore, sapendo da subito che, per la donna, non potrà esserci un vero lieto fine: che riesca o no nella sua missione, ha perso la possibilità di stare accanto alla sua famiglia.
Ho apprezzato moltissimo questo personaggio evanescente ma allo stesso tempo simbolo di solidità e stabilità, la sua voce, la sua determinazione.
Forse l'unico limite che posso trovargli é che quello che dovrebbe essere un colpo di scena verso la fine del romanzo è in realtà ampiamente prevedibile, ma a lettura finita è chiaro che questa fosse l'unica conclusione possibile, per Maddy, per Brady e anche per Eve.
Nonostante questo, è stata una lettura appassionante, ricca d'emozione e che mi sento davvero di consigliare a tutti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 30 novembre 2017

Chiacchierata con B.A. Paris su "La moglie imperfetta", la scrittura e... Agatha Christie!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi il blog ha un'ospite molto speciale: B.A. Paris, autrice di "La coppia perfetta" e "La moglie imperfetta", editi Nord.
Ecco cosa mi ha raccontato, nella cornice del bellissimo Enterprise Hotel di Milano!

Quando hai scritto “La coppia perfetta”, a darti il via è stato un concorso letterario che ti aveva segnalato tua figlia. Stavolta, invece, hai iniziato a scrivere “La moglie imperfetta” da autrice pubblicata. È stato diverso?
Molto, e molto più difficile! Il primo libro era stato un grande successo, e c’è un sacco di pressione nello scrivere un secondo libro sapendo che i lettori vorranno vivere un’esperienza simile ma non identica. Dovrai trasmettergli tutto ciò che è arrivato loro dal tuo primo libro, senza riscriverlo.
È stato davvero difficile!

Dopo il marito “da incubo” del tuo primo romanzo, stavolta sei stata più sottile: Matthew, in apparenza, è un marito premuroso, gentile, attento.
Sì, la differenza sta proprio qui: stavolta non è dichiarato dall’inizio che il marito è “il cattivo della storia” (ruolo che non spetta slo a lui, ndr), è qualcosa che il lettore scopre piano piano.
In entrambi i romanzi ho una vittima femminile che riesce a sfuggire al suo carnefice, e a contrattaccare.
E stavolta abbiamo anche un’amica alla quale stare attenti. Nessuno può incastrarti facilmente quanto un’amica, e hai saputo creare un personaggio femminile davvero subdolo.
Era proprio il mio intento: nel romanzo precedente avevo un’amica che correva in soccorso, stavolta mi serviva qualcosa di diverso.
Stavolta, a rendere più spaventoso il tutto, c'è la paura di Cass di stare perdendo la memoria (e di conseguenza se stessa). La vediamo iniziare a dubitare sempre di più di ogni sua azione.
È questo a spaventare il lettore. Nel mio primo romanzo era chiaro da subito di chi si dovesse avere paura, mentre stavolta si inizia a da avere paura tutto il tempo, non essendo chiaro chi sia "il cattivo" della storia. È il marito? È l'amica? È Cass stessa?

Devo chiedertelo: come fai a dormire serena, dopo aver lavorato tutto il giorno a romanzi come “La coppia perfetta” e “La moglie imperfetta”? Come riesci a tenere separato quel livello di inquietudine e di angoscia che finisce nei tuoi romanzi, e la tua vita personale?
Quando è uscito “La coppia perfetta” me l’hanno chiesto in diverse occasioni, ma la verità è che quando scrivo divento momentaneamente il personaggio su cui sto lavorando, e quando stacco torno a essere me stessa.
Ho trovato stimolante pensare a Jack, ai modi in cui avrebbe ingannato Grace… e poi quando rileggevo quello che avevo scritto mi sorprendevo di me stessa.
I miei amici, mia figlia non si capacitavano che io potessi scrivere qualcosa di simile perchè sono una persona molto ottimista, positiva e piena di entusiasmo.
Però magari la scrittura è proprio il mezzo che ti permette di tirare fuori la parte oscura di te.
Sono sicura che sia così: scrivere è terapeutico, e ti aiuta a tirare fuori emozioni e sensazioni che nemmeno sapevi di avere dentro di te.
Quali libri e quali autori pensi ti abbiano resa la persona e l'autrice che sei oggi?
Ho iniziato a leggere quando avevo circa sette anni, e pochi anni dopo ho scoperto i romanzi di Agatha Christie. L'ho letta da giovanissima, e nessuno mi ha ispirata quanto lei.
Credo che se mi sono trovata a scrivere thriller, io che mai avrei pensato di farlo, sia anche grazie a lei. Ora purtroppo ho davvero poco tempo per leggere, e quando leggo ho sempre tra le mani un thriller psicologico segnalatomi dal mio editore o da altri autori.
Ti influenza, come scrittrice, leggere il lavoro di altri autori di genere?
No, nel senso che se leggo qualcosa che mi piace penso "ok, è stato fatto. Non posso scriverlo io", e so di dovermi inventre qualcos'altro.

Qual è la tua più grande paura, da scrittrice?
Deludere i miei lettori. Non voglio che il mio nuovo romanzo piaccia loro meno del precedente, ed era sicuramente la mia più grande paura mentre lavoravo a "La moglie imperfetta".
I miei lettori sono sempre così disponibili, così comunicativi, così entusiasti di raggiungermi quando presento un romanzo: deluderli sarebbe bruttissimo.

Nei tuoi due romanzi le vittime sono donne, e quello della violenza contro le donne è un tema quanto mai attuale. In nessun paese del mondo c'è una legislazione adeguata, ne abbiamo la prova ogni giorno. Credi che aiuti a mantenere viva la discussione sul problema parlarne anche attraverso la fiction?
Assolutamente sì. Quello che mi ha sorpresa, e anche spaventata, è stato il numero di donne che, dopo l'uscita di "La coppia perfetta", mi ha contattata per dirmi che aveva vissuto o stava vivendo qualcosa di simile.
La violenza psicologica è ora un crimine riconosciuto e punito dalla legge, ma prima dell'uscita di "La coppia perfetta" non era così. La violenza fisica era riconosciuta, e sicuramente più facile da provare, mentre quella psicologica... Il romanzo e la nuova legge sono usciti quasi in contemporanea, e credo sia un passo importante nella giusta direzione.
Ringrazio tantissimo Nord e B.A. Paris per questa bellissima opportunità:la prima intervista italiana a B.A. Paris era uscita proprio sul mio blog, e incontrarla di persona è stato emozionante.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 26 settembre 2017

"La distanza tra le stelle" di Lily Brooks-Dalton

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La distanza tra le stelle" di Lily Brooks-Dalton, edito Nord (rilegato a 16,40€) in uscita il 28 Settembre:
Augustine ha dedicato la sua esistenza allo studio delle stelle. Non ha mai avuto una famiglia, né un vero amore; ha invece sempre avuto il suo telescopio, lassù, in un osservatorio astronomico nell'Artico. Così, quando scatta un allarme rosso e tutti gli altri scienziati vengono richiamati a casa, lui rifiuta di seguirli: è vecchio, non ha nessuno cui tornare, e ha scorte sufficienti per il tempo che gli resta. Poi le comunicazioni con l'esterno si interrompono del tutto e ad Augustine non rimane che guardare verso il cielo. E attendere. Sully ha sacrificato tutto per diventare astronauta. E la missione dell'Etere è stata un successo: lei entrerà nella Storia come il primo essere umano ad aver messo piede su Giove. Eppure, quando la navicella spaziale è ormai vicina all'atmosfera terrestre, le comunicazioni con la base s'interrompono. Atterrita, Sully lancia un SOS, sperando che qualcuno lo raccolga. E qualcuno, nell'angolo più remoto della Terra, risponde. Grazie a quel filo invisibile, la distanza siderale tra Sully e Augustine si colma e le loro solitudini s'intrecciano in un rapporto cui entrambi si aggrappano come naufraghi, lontani eppure vicinissimi, entrambi spaventati e stupiti dalla realtà che devono affrontare. E, mentre il mondo sembra scivolare in un silenzio assoluto, i due riscopriranno il vero significato della vita, e soprattutto della speranza.

Interrompete qualsiasi cosa stiate facendo, e correte a preordinare questo romanzo.
Non potete non leggerlo: io l'ho iniziato sabato sera e domenica sera ho voltato l'ultima pagina, totalmente affascinata.

Dopo una vita passata a osservare il cielo e ad analizzarne ogni aspetto, Augustine ha scelto di restare fino alla fine dei suoi giorni nell'osservatorio astronomico nell'Artico dal quale il personale è stato evacuato in seguito a una non meglio precistaa emergenza nazionale: non ha una famiglia dalla quale tornare, del resto, e la solitudine non gli pesa.
E in fondo non è esattamente solo: poche ore dopo la partenza dei suoi ormai ex-colleghi, infatti, scopre la piccola Iris. Dimenticata, smarrita, taciturna.
I due stringono un legame speciale, e per Augustine è una nuova occasione di confronto con qualcuno di giovane e al quale insegnare ciò che conosce.
Stacco, e ci troviamo catapultati nello spazio dove la prima missione umana su Giove sta effettuando il rientro sulla Terra: lontani dalle famiglie e impossibilitati a comunicare con la stazione spaziale, i membri dell'equipaggio iniziano a dare segni di cedimento.
I primi battibecchi, le crisi di pianto e lo scoramento non risparmiano nessuno, nemmeno la decisa e determinataa Sully, che sente la mancanza della sua piccola Lucy più che mai e non può fare a meno di interrogarsi sul suo matrimonio fallito e sul suo essere una madre non esattamente esemplare.
Cosa farà entrare in contatto chi è solo tra i ghiacci e chi è solo tra i corpi celesti?
Mi è piaciuto davvero tantissimo, e non solo perchè l'idea di un futuro in cui arriveremo fino a Giove e passeggeremo sulle sue lune mi affascina da morire (ho una discreta collezione di libri su stelle, pianeti e fenomeni celesti che mi accompagna sin da bambina), ma anche perchè la prosa di Lily Brooks-Dalton è a dir poco ammaliante.
È impossibile non essere incuriositi da Augustine, dal suo amore per le stelle e dal rapporto che crea con la piccola Iris, ed è impossibile non essere conquistati da Sully.
La donna ci guida in quella che è la vita di un gruppo di astronauti su un'astronave futuristica costretti a condividere gli spazi vitali per mesi e a gestire il senso di profondo abbandono dato dall'assenza di comunicazioni con la Terra.
Cosa li aspetta, al rientro?
Cosa sta succedendo sul loro pianeta, che sembra essere sempre più lontano nonostante si stiano effettivamente riavvicinando?
Lucy starà bene? O quel silenzio significa che davvero dall'altra parte della trasmissione non c'è più nessuno?
La risposta a queste e a mille altre domande arriva pagina dopo pagina, in un crescendo di curiosità e tensione perchè Lily Brooks-Dalton è abile nel non svelare troppo e troppo in fretta.
Vorrei potervi raccontare quelle che sono state le mie scene preferite, e non lo faccio solo perchè sarebbe uno spoiler grande così, ma basta dire che, nel mezzo del mese più stressante dell'anno e in cui ho letto molto meno del dovuto, per questo libro sono stata sveglia e ho saltato un pasto perchè incapace di interrompere la lettura. Succederà anche a voi!
Non ero pronta a innamorarmene così, e invece mi sono trovata a perdermi nella storia tra ghiacci e spazio di Sully, Iris e Augustine, completamente affascinata.
Consigliatissimo a tutti, davvero: cinque stelline luminosissime.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 15 settembre 2017

B.A. Paris è tornata: "La moglie imperfetta"
presto in libreria!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchira librosa di oggi è dedicata a "La moglie imperfetta" di B.A. Paris, edito Nord (rilegato a 16,90€) in uscita il 21 Settembre:
Per Cass Anderson ogni minimo deragliamento della memoria potrebbe essere un sintomo preciso: demenza precoce, la malattia che ha colpito la madre anni prima. 
Ecco perché, adesso, Cass sta vivendo un incubo. Una sera di pioggia ha superato un’auto ferma sul ciglio della strada, con all’interno una donna. Ma quella donna è stata assassinata, e ai sensi di colpa si aggiunge l’angoscia di aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere . Come spiegare altrimenti le telefonate mute che ha cominciato a ricevere? 
Cass è terrorizzata: non ricorda nessun dettaglio significativo di quella sera . Purtroppo, però, ora non si ricorda nemmeno come funziona la lavatrice, se ha preso o no le sue pillole, se uno dei coltelli in cucina avesse una strana macchia sulla lama... L’unico che potrebbe aiutarla, suo marito Matthew, sembra ogni giorno più distaccato, quasi fosse ormai certo che non ci sia più niente da fare contro la malattia. E anche Cass se ne sta convincendo. Un pomeriggio, però, nel garage, ecco una scoperta che cambia tutto...

Ricordate "La coppia perfetta"?
È uno dei romanzi più belli che abbia letto lo scorso anno, e ve lo avevo recensito qui.
Avevo avuto anche la bellissima opportunità di intervistare l'autrice, e potete ancora leggere l'intervista qui, scoprendo come era nato il romanzo e molto altro!
Non vedo l'ora di leggere il suo nuovo lavoro, sicura che sarà uno di quei romanzi che non si riesce a posare prima di averlo finito.
L'appuntamento è in libreria il 21 Settembre: io ci sarò, e voi?

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 13 settembre 2017

"Ogni piccola bugia" di Alice Feeney

Buongiornoa  tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni piccola bugia" di Alice Feeney, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi mai... Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un'ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce...
Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi. 
Perché anche lei ha un segreto da proteggere. 
Anche lei ha un piano da portare a termine.

Premessa: non leggetelo a casa da soli, o con tutte le luci spente.
Alice Feeney sa entrarti sottopelle con le sue parole e far salire l'ansia a livelli stellari, siete avvisati!

"Ogni piccola bugia" è un romanzo pazzesco, che una volta finito richiede qualche minuto di silenzio per riuscire a metabolizzare quanto appena vissuto attraverso le sue pagine.
La storia di Amber, narrata tra presente e passato (una settimana prima, e grazie ad alcune pagine di diario anche indietro fino al 1991) è complessa e piena di sfumature oscure.
La stanza d'ospedale in cui Amber giace in coma diventa presto claustrofobica, e il fatto che la donna non ricordi quanto le è accaduto aggiunge ulteriore spaesamento nel lettore: la narrazione di Amber è costellata da vuoti, ambiguità, dubbi e bugie, e come raccapezzarsi in tutto ciò? A chi credere?

Un senso di profonda inquietudine pervade ogni pagina, e per lo stesso lettore è impossibile destreggiarsi tra bugie e verità: chi mente? Difficile dirlo.
La verità è che nessuno dei personaggi che animano questa storia è veramente attendibile, e nessuno è privo di macchie: non sono sempre gradevoli, e tutti nascondono qualcosa.
Non voglio far trapelare assolutamente NULLA della storia, perchè ve la rovinerei - dovete godere della lettura come ne ho goduto io, priva di informazioni e in grado di perdermi completamente nella rete di bugie e di segreti che caratterizza la vita di Amber e di chi la circonda.
Dal momento in cui la stessa protagonista ammette di "mentire, qualche volta", ogni sua parola perde quella garanzia di autenticità che ha di solito quano affermato dalla voce narrante, e il lettore perde la sua guida all'interno della storia.
È destabilizzante, e di sicuro un espediente non troppo diffuso tra gli scrittori - la stessa protagonista di "Gone Girl - L'amore bugiardo" in fondo ci svelava a metà libro di aver mentito ma da lì in poi potevamo seguirla nella sua "follia" sicuri di ciò che stesse accadendo.

Dopo "La coppia perfetta" di B.A. Paris e "La bugia perfetta" di Emily Elgar, è sicuramente uno dei romanzi a cavallo tra narrativa e thriller psicologico che ha catturato maggiormente la mia attenzione, e merita le cinque stelle senza alcuna esitazione.
Consigliatissimo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 15 agosto 2017

"MAD. Nessun limite" di Chloé Esposito

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "MAD. Nessun limite" di Chloé Esposito, edito Tre60 (rilegato a 16,80€) in uscita il 31 Agosto:
«C’è una cosa che dovete sapere: il mio cuore è al posto sbagliato.
Tutti i miei organi interni si trovano sul lato opposto rispetto al normale.
Sono fatta a rovescio: uno scherzo della natura.
Sette miliardi di persone su questo pianeta hanno il cuore sul lato sinistro.
Il mio è a destra. Non vi sembra un segno?
Il cuore di mia sorella è al posto giusto.
Elizabeth è perfetta, dall’inizio alla fine.
Sono l’immagine speculare della mia gemella, il suo lato oscuro, la sua ombra.
Lei ha ragione e io ho torto. Lei è destrorsa e io mancina.
Sono la sorella sinistra. Beth è un angelo, e quindi io cosa sono?
Aspettate a rispondere…»

Alvina Knightly non è una donna come le altre. È nata col cuore a destra, nel posto sbagliato. È per questo che tutto, nella sua vita, è andato storto? Forse. Ma ora il destino le ha offerto l’occasione di prendere il posto della sua gemella, Elizabeth. La sorella che ha il cuore al posto giusto. Che è sposata con un uomo affascinante e ha un bellissimo bambino. Che è buona, ricca, altruista. Perfetta. 
Ma prendere il suo posto significa entrare completamente nella sua vita. Significa che Elizabeth non ci deve essere più... Significa che deve morire.
Per vivere l’esistenza che ha sempre desiderato, per vendicarsi di tutto il male che ha subito, Alvina è disposta a uccidere. Ma sbarazzarsi della sorella è soltanto il primo passo. Il secondo è mantenere il segreto. Ed è molto, molto più difficile...

Ero curiosissima. Anzi, di più.
Ho iniziato a leggere "MAD. Nessun limite" di Chloe Esposito mentre ero ancora al mare, e stavo per bruciarmi la schiena tanto ero presa dalla lettura - mi ero completamente dimenticata di spostarmi all'ombra, ehm...
Pericoli a parte, eccomi qui a raccontarvi uno degli arrivi più interessanti di questa chiusura d'estate che sa già di novità d'autunno.

Mai sognato di avere un gemello?
Alvina ha sognato spesso di NON averne una, soprattutto una perfetta come Beth, che l'ha messa in ombra sin dalla nascita e che, per quanto la riguarda, è stata solo fonte di frustrazione, invidia e rabbia.
Certo ora non va meglio: Alvina ha un lavoro che non sopporta, vive in un appartamento orribile del quale non paga regolarmente l'affitto senza però mancare di rubare cibo e soldi ai suoi coinquilini, il tutto mentre Beth vive una vita da sogno in una splendida villa a Taormina, moglie del ricco ed affascinante Alessandro e vestita di abiti firmati da capo a piedi.
Quando Alvina viene licenziata e, più o meno in contemporanea, invitata a raggiungere Beth a Taormina, i giochi sono fatti: la ragazza si presenta al cognato venuto a prenderla ubriaca e vestita di abiti non suoi rubati da una valigia al ritiro bagagli (per non smentirsi mai), ed è pronta a godersi la sua vacanza nel lusso e nello sfarzo.
Ovviamente, nulla va come aveva immaginato: la vita da sogno di Beth è ricca di ombre e segreti, e quando la sorella le chiede - supplicandola, addirittura - di "prendere il suo posto" per qualche ora, mette in moto una catena di eventi impossibile da arrestare.
L'irrequieta, ma alquanto sprovveduta . Alvina si trova catturata in una rete di bugie, di inganni, di fughe non riuscite e di relazioni clandestine dalla quale sembra impossibile riuscire a scappare...

Una premessa necessaria: uno dei punti di forza di "MAD. Nessun limite" è la voce arrogante, sfrontata, assolutamente fastidiosa di Alvina, protagonista assoluta.
Alvina è trasandata, antipatica, pigra, presuntuosa e sicuramente non una protagonista con la quale scatta l'immedesimazione immediata: nessuno vorrebbe essere come lei.
Eppure, è impossibile non farsi catturare quanto lei dalla catena folle di eventi che la vedono protagonista in quella che doveva essere solo una vacanza.
Un attimo prima Alvina sta girando per il giardino, soddisfatta dei suoi nuovi sandali dorati firmati ottenuti dalla sorella in cambio di aver preso il suo posto per qualche ora, e nell'arco di 48 ore si trova a dover gestire cadaveri da nascondere alla polizia, uno scultore focoso con il quale la sorella a quanto pare non si limitava a parlare di arte, una casa che non sembra più un castello ma una prigione dorata.
Quello che era un romanzo dall'insolita voce narrante si tinge di rosso sangue, e il profumo della vendetta copre quello dei limoni e del sensualie "Armani Black Code" del cognato, uomo ambiguo quanto affascinante.
Se le prime cinquanta pagine non sono, ahimè, le più scorrevoli, non demordete: dall'arrivo di Alvina a Taormina, il romanzo di Chloé Esposito diventa impossibile da mettere giù.
Così come diventa impossibile non associarne lo svolgimento a quella che è stata più volte definita "la banalità del male".
È facile uccidere qualcuno?
La prima volta, sì: il nostro stesso istinto di conservazione della specie ci rende molto difficile uccidere un nostro simile a mente lucida.
E uccidere una seconda volta, e una terza? Diventa più facile?
La risposta di Chloé Esposito è un sì, un sì deciso: anche l'azione più spregevole, se ripetuta, diventa semplice.
Diventa qualcosa che la nostra mente riesce a razionalizzare.
Alvina non è una criminale, quando la incontriamo la prima volta: è solo una ragazza priva di obbiettivi e di voglia di fare.
Ma quando ci congediamo da lei voltando l'ultima pagina di "MAD. Nessun limite", è una persona diversa. È una persona capace di uccidere, di mentire davvero (e non solo per uscire prima dall'ufficio), di guardare il suo riflesso allo specchio e reggere il peso di ogni sua azione e ogni sua parola. Alvina ha un'anima oscura, ed incredibilmente affascinante.

"MAD. Nessun limite" è un romanzo peculiare e unico nel suo genere, che si muove sul filo che separa la fiction dal crime, senza accettare nessuna ettichetta e stupendo il lettore con continui colpi di scena e rivelazioni.
Consigliatissimo se vi piace uscire dagli schemi, se cercate qualcosa di diverso e se trovate la prospettiva di una protagonista oscura, e per nulla gradevole, molto interessante.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3