Da quest'anno, il blog ospita le recensioni di Veronica Lempi, già collaboratrice de Gli Amanti dei Libri. Ecco cosa ha pensato di I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord)!
Stefania Auci ha creato una nuova dipendenza: quella da Saga dei Florio.
Impossibile arrivare all'ultima pagina senza volerne ancora!
Trapanese con Palermo nel cuore, l’autrice racconta una storia imprenditoriale dove tenacia e passione, sapientemente mixate con un pizzico di orgoglio, tramandano di generazione in generazione quello che oggi è più superficialmente chiamato business.
Iniziata durante i primi anni dell Ottocento e viva ancora oggi, la storia dei Florio è una storia di successo tutta all’italiana, che rende giustizia al Sud della Penisola, come territorio florido e ricco di materia prima, manodopera, inventiva, voglia di creare.
Quella dei Florio è vera e propria impresa, nata da un umile impiego nel commercio alla fine del 1700 e diventata nome internazionale ancora oggi riconosciuto in tutto il mondo. Alle origini sono due fratelli, Paolo, con la moglie Giuseppina ed il piccolissimo Vincenzo, e Ignazio, eterno scapolo che prova un sofisticato e nobile sentimento per la cognata cognata, che da Bagnara Calabra si trasferiscono a Palermo carichi di voglia di riscatto, per aprire una Aromateria. Pronti ad affrontare le malelingue di un popolo che, ai tempi, malvedeva gli stranieri - e straniero lo eri se anche solo fossi stato di Marsala!, si trovano ogni giorno faccia a faccia con ostacolo di ogni genere. Sono loro i meriti delle “radici”, ma saranno di Vincenzo quelli delle “ali”: dal carattere difficile e i modi un poco burberi, investe e guadagna, innova e anticipa. Vincenzo Florio è il motore e l’anima di una azienda che in soli 40 anni è tra i leader dell’import ed export dei più importanti settori merceologici, quali - per citarne alcuni - commercio di zolfo, spezie, pellame, tonno... sarà il primo a proporre la conservazione del pesce cotto sott’olio, quando il sale era accusato di essere causa dello scorbuto.
Vincenzo Florio è avanguardista anche nella vita privata, fa innamorare veramente. Ma qui ci si deve fermare, altrimenti si svela troppo!
Il romanzo di Stefania Auci sarà anche per voi causa di notti insonni e di fermate del treno perse. Magistrale nella scrittura, sottile e mai più chiara nell’espressione dei sentimenti.
Leggere la saga dei Florio è vera goduria, ma anche insegnamento. Non ha nulla da invidiare alle serie tv del momento o ai libri sul mondo del business, incluse le guide “come diventare imprenditore in 10 mosse”.
Ricorda ai lettori che, se si desidera qualcosa, lo si può prendere. Ricorda loro che degli altri non bisogna curarsi, ma sempre con gentilezza ed umiltà. Ricorda loro che la famiglia è tutto, anche quando di affetto esternato non ce n’è molto. E che noi italiani dal cuore di pietra, noi che amiamo la polemica anche quando di motivi non ce ne sono, proveniamo da un popolo che ha abbassato la testa e ci ha resi campioni nel mondo.
I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.
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mercoledì 22 maggio 2019
lunedì 20 maggio 2019
Intervista a Stefania Auci su "I leoni di Sicilia. La saga dei Florio" e l'importanza di non dimenticare la propria Storia
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione... E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri - il marsala - viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno - sott’olio e in lattina - ne rilancia il consumo...
I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord) racconta la storia - dai più - dimenticata della famiglia Florio, e sono 437 pagine di lettura che non lasciano spazio al sonno o alla fame. Il primo volume della saga dei Florio si legge tutto d'un fiato, e si resta con un profondo senso di struggimento al pensiero che, al momento, non siano disponibili altri capitoli.
Abbiamo incontrato Stefania Auci a Torino, in occasione del Salone Internazionale Del Libro, ed ecco cosa ci ha raccontato!
Racconti la regione più magica d'Italia - almeno per me, ma forse sono di parte... -, ricca di tradizione di storia, di arte e di cultura. La racconti attraverso la storia vera di una grande famiglia, ma lo fai nel contesto di un romanzo. Come hai gestito la commistione di realtà e finzione, durante il processo di scrittura?
Non è semplice! Posso dirti che lavoro il romanzo "a blocchi", a livelli scomposti: la parte economica, la parte famigliare... e poi sistemo, modifico, limo.
Se avessi dovuto scrivere il romanzo così come lo hai in mano, dall'inizio alla fine, probabilmente non sarebbero bastati dieci anni.
Lavorando sulla storia dei Florio, hai ritrovato qualcosa di te, magari anche qualcosa di inaspettato?
Ci sono delle caratteristiche che riconosco come mie in ognuno di loro. Da potteriana, mi viene da dire che ogni personaggio sia diventato un piccolo forcrux, in cui è finito qualcosa di me, dirante la scrittura.
Parli di una famiglia la cui vicenda fa sicuramente parte della nostra storia nazionale, ma che allo stesso tempo non è così conosciuta, soprattutto da persone della mia generazione: secondo te come mai?
Questo libro parla della prima generazione della famiglia Florio, e ti assicuro che persino i palermitani non ne conoscono così bene la storia.
Si racconta di come i Florio sono diventati, appunto, "i Florio".
Facendo le mie ricerche, ho scoperto che questa famiglia ha accumulato un patrimonio difficile anche solo da quantificre: oggi probabilmente avrebbero una scuderia in Formula Uno, per dare un'idea del livello di ricchezza di cui stiamo parlando.
Eppure l'origine di questa ricchezza non è così nota come si potrebbe pensare, e anzi, mi sono imbattuta in molti miti, leggende...
Purtroppo da insegnante devo dire che la storia d'Italia, della seconda metà dell'Ottocento e del Novecento viene insegnata in fretta, e molto del nostro passato resta indietro.
C'è quindi nella tua scelta di questo soggetto la voglia di condividere una pagina della nostra storia?
Assolutamente sì. In tanti mi hanno detto «leggendo il tuo romanzo ho ricordato chi fosse questo, o quest'altro» e io ne rimanevo colpita perchè citavano personalità storiche e politiche che tutti dovremmo conoscere. Un popolo senza storia è un popolo che commette errori, che perde consapevolezza.
Anche perchè se non conosci il tuo passato non comprendi il tuo presente, e non puoi costruire un futuro.
La mia preoccupazione, in questo senso, da insegnante e da madre, è altissima: i ragazzi che non hanno alle spalle un solido supporto, anche dal punto di vista culturale, si trovano poi senza strumenti. Dobbiamo formarli in modo che siano sempre consapevoli di ciò che gli accade attorno.
Mi hanno chiesto se ci fosse una volontà politica, all'origine del mio romanzo, e forse in parte c'è anche quella, ma non solo. C'è la voglia di raccontare una storia, prima di tutto.
Una storia straordinaria, che vi aspetta in libreria e che vi entrerà nel cuore... oltre a farvi desiderare di partire alla volta della Sicilia.
I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.
I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Nord) racconta la storia - dai più - dimenticata della famiglia Florio, e sono 437 pagine di lettura che non lasciano spazio al sonno o alla fame. Il primo volume della saga dei Florio si legge tutto d'un fiato, e si resta con un profondo senso di struggimento al pensiero che, al momento, non siano disponibili altri capitoli.
Abbiamo incontrato Stefania Auci a Torino, in occasione del Salone Internazionale Del Libro, ed ecco cosa ci ha raccontato!
Racconti la regione più magica d'Italia - almeno per me, ma forse sono di parte... -, ricca di tradizione di storia, di arte e di cultura. La racconti attraverso la storia vera di una grande famiglia, ma lo fai nel contesto di un romanzo. Come hai gestito la commistione di realtà e finzione, durante il processo di scrittura?
Non è semplice! Posso dirti che lavoro il romanzo "a blocchi", a livelli scomposti: la parte economica, la parte famigliare... e poi sistemo, modifico, limo.
Se avessi dovuto scrivere il romanzo così come lo hai in mano, dall'inizio alla fine, probabilmente non sarebbero bastati dieci anni.
Lavorando sulla storia dei Florio, hai ritrovato qualcosa di te, magari anche qualcosa di inaspettato?
Ci sono delle caratteristiche che riconosco come mie in ognuno di loro. Da potteriana, mi viene da dire che ogni personaggio sia diventato un piccolo forcrux, in cui è finito qualcosa di me, dirante la scrittura.
Parli di una famiglia la cui vicenda fa sicuramente parte della nostra storia nazionale, ma che allo stesso tempo non è così conosciuta, soprattutto da persone della mia generazione: secondo te come mai?
Questo libro parla della prima generazione della famiglia Florio, e ti assicuro che persino i palermitani non ne conoscono così bene la storia.
Si racconta di come i Florio sono diventati, appunto, "i Florio".
Facendo le mie ricerche, ho scoperto che questa famiglia ha accumulato un patrimonio difficile anche solo da quantificre: oggi probabilmente avrebbero una scuderia in Formula Uno, per dare un'idea del livello di ricchezza di cui stiamo parlando.
Eppure l'origine di questa ricchezza non è così nota come si potrebbe pensare, e anzi, mi sono imbattuta in molti miti, leggende...
Purtroppo da insegnante devo dire che la storia d'Italia, della seconda metà dell'Ottocento e del Novecento viene insegnata in fretta, e molto del nostro passato resta indietro.
C'è quindi nella tua scelta di questo soggetto la voglia di condividere una pagina della nostra storia?
Assolutamente sì. In tanti mi hanno detto «leggendo il tuo romanzo ho ricordato chi fosse questo, o quest'altro» e io ne rimanevo colpita perchè citavano personalità storiche e politiche che tutti dovremmo conoscere. Un popolo senza storia è un popolo che commette errori, che perde consapevolezza.
Anche perchè se non conosci il tuo passato non comprendi il tuo presente, e non puoi costruire un futuro.
La mia preoccupazione, in questo senso, da insegnante e da madre, è altissima: i ragazzi che non hanno alle spalle un solido supporto, anche dal punto di vista culturale, si trovano poi senza strumenti. Dobbiamo formarli in modo che siano sempre consapevoli di ciò che gli accade attorno.
Mi hanno chiesto se ci fosse una volontà politica, all'origine del mio romanzo, e forse in parte c'è anche quella, ma non solo. C'è la voglia di raccontare una storia, prima di tutto.
Una storia straordinaria, che vi aspetta in libreria e che vi entrerà nel cuore... oltre a farvi desiderare di partire alla volta della Sicilia.
I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.
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lunedì 19 novembre 2018
Un quarto d'ora con... Christina Dalcher
100 parole al giorno: questa è la massima libertà d'espressione concessa alle donne che popolano la società descritta in VOX, romanzo-evento dell'anno, firmato da Christina Dalcher (Nord).
Dalla centounesima, una scarica elettrica.
In un giorno, vengono pronunciate circa 16.000 parole: provare a utilizzarne solo 100 significa restare in silenzio già dopo colazione.
E proprio da questo parte la chiacchierata con Christina Dalcher, a Milano in occasione di BookCity, perchè forse viviamo in un mondo che non conta le nostre parole, ma le nostre libertà sì.
Nel momento in cui è nata la storia di VOX, quanto era forte l'intenzione di raccontare, attraverso la distopia, il nostro presente?
Credo che le donne abbiano conquistato molte libertà, ovviamente se pensiamo alle donne dell'Occidente: altrove, la strada è ancora lunga.
É in pericolo la libertà di parola, ma non solo per quanto riguarda le donne: per tutti.
Viviamo un momento storico in cui giornalisti, scrittori, professori, devono stare attenti a ciò che dichiarano pubblicamente: la mia paura riguarda questa progressiva limitazione della libertà di parola, per tutti.
Anche l'Italia sta attraversando una crisi simile: lo sciopero dei giornalisti, per rivendicare il diritto di cronaca, di libertà d'espressione e di lotta alla censura politica è solo di qualche giorno fa.
Questo silenzio forzato è pericoloso.
Non si può mettere a tacere il proprio oppositore, e anzi, è importante che soprattutto le persone con intenzioni malevole possano esprimerle perchè dobbiamo essere a conoscenza delle loro intenzioni per non farci cogliere di sorpresa.
Non possiamo combatterle altrimenti, e non possiamo identificarle con certezza se non le lasciamo parlare.
La tradizione stessa dello story-telling prevede un momento in cui il "cattivo" spieghi le proprie intenzioni, perchè serve allo spettatore per identificarlo correttamente.
É un'esigenza di identificazione.
Il tuo romanzo è stato accostato al lavoro di autrici come Margaret Atwood (Il racconto dell'ancella) o Naomi Alderman (Ragazze elettriche) che hanno scleto di raccontare una distopia per dare voce alle donne e a quelle che sono le battaglie ancora da vincere.
Questo è stato anche l'anno del movimento #MeToo.
Non credo sia un caso che oggi amiamo e discutiamo con passione di questo tipo di storie: forse renderci conto di avere già conquistato tanto ci ha anche fatto capire di non doverci fermare, e di dover insistere?
Certamente c'è quell'aspetto, sì.
Bisogna restare concentrati, perchè il mondo cambia, e nell'arco di un secondo.
Il movimento #MeToo è nato per condannare la violenza sulle donne, una violenza che possiamo facilmente estendere a ogni tipo di abuso (oltre a quello sessuale, c'è l'abuso di potere, di posizione, il mobbing...): ora il rischio è quello di estremizzare e di sostenere la superiorità femminile.
É una delle critiche al femminismo più estremo: si perde di vista l'obbiettivo dell'uguaglianza e si arriva a sostenere che le donne siano migliori "perchè donne".
Alimenta l'odio invece di promuovere la parità.
E la parità è ciò in cui credo io.
É la nostra meta, ciò che dobbiamo raggiungere.
Dichiarare che gli uomini vogliano zittire le donne è generalizzante e pericoloso: anche molte donne, in realtà, contribuiscono a zittire altre donne,e allora come la mettiamo?
E poi siamo sincere: anche le donne sanno mentire, o possono avere intenzioni malevole. Le "cattive esistono", da sempre.
Qual è il messaggio che vorresti arrivasse ai lettori di VOX?
State attenti. Sempre.
E state attenti a ciò che dite, come lo dite e quando lo dite.
Di sicuro avere solo 100 parole al giorno fa anche rivalutare l'importanza di ogni vocabolo: quando ne hai così poche a disposizione, devi sceglierle bene e dare lo un'importanza maggiore.
Anche questo è vero: uno dei miei obbiettivi era anche mettere in luce l'importanza del linguaggio, e ricordare quanto sia preziosa la libertà di parola e quanto sia facile perderla.
Grazie a Nord e a Christina Dalcher per la possibilità di confronto, ed è rinnovato l'invito a leggere VOX: cattura sin dalle prime pagine.
VOX di Christina Dalcher (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 19€.
Dalla centounesima, una scarica elettrica.
In un giorno, vengono pronunciate circa 16.000 parole: provare a utilizzarne solo 100 significa restare in silenzio già dopo colazione.
E proprio da questo parte la chiacchierata con Christina Dalcher, a Milano in occasione di BookCity, perchè forse viviamo in un mondo che non conta le nostre parole, ma le nostre libertà sì.
Nel momento in cui è nata la storia di VOX, quanto era forte l'intenzione di raccontare, attraverso la distopia, il nostro presente?
Credo che le donne abbiano conquistato molte libertà, ovviamente se pensiamo alle donne dell'Occidente: altrove, la strada è ancora lunga.
É in pericolo la libertà di parola, ma non solo per quanto riguarda le donne: per tutti.
Viviamo un momento storico in cui giornalisti, scrittori, professori, devono stare attenti a ciò che dichiarano pubblicamente: la mia paura riguarda questa progressiva limitazione della libertà di parola, per tutti.
Anche l'Italia sta attraversando una crisi simile: lo sciopero dei giornalisti, per rivendicare il diritto di cronaca, di libertà d'espressione e di lotta alla censura politica è solo di qualche giorno fa.
Questo silenzio forzato è pericoloso.
Non si può mettere a tacere il proprio oppositore, e anzi, è importante che soprattutto le persone con intenzioni malevole possano esprimerle perchè dobbiamo essere a conoscenza delle loro intenzioni per non farci cogliere di sorpresa.
Non possiamo combatterle altrimenti, e non possiamo identificarle con certezza se non le lasciamo parlare.
La tradizione stessa dello story-telling prevede un momento in cui il "cattivo" spieghi le proprie intenzioni, perchè serve allo spettatore per identificarlo correttamente.
É un'esigenza di identificazione.
Il tuo romanzo è stato accostato al lavoro di autrici come Margaret Atwood (Il racconto dell'ancella) o Naomi Alderman (Ragazze elettriche) che hanno scleto di raccontare una distopia per dare voce alle donne e a quelle che sono le battaglie ancora da vincere.
Questo è stato anche l'anno del movimento #MeToo.
Non credo sia un caso che oggi amiamo e discutiamo con passione di questo tipo di storie: forse renderci conto di avere già conquistato tanto ci ha anche fatto capire di non doverci fermare, e di dover insistere?
Certamente c'è quell'aspetto, sì.
Bisogna restare concentrati, perchè il mondo cambia, e nell'arco di un secondo.
Il movimento #MeToo è nato per condannare la violenza sulle donne, una violenza che possiamo facilmente estendere a ogni tipo di abuso (oltre a quello sessuale, c'è l'abuso di potere, di posizione, il mobbing...): ora il rischio è quello di estremizzare e di sostenere la superiorità femminile.
É una delle critiche al femminismo più estremo: si perde di vista l'obbiettivo dell'uguaglianza e si arriva a sostenere che le donne siano migliori "perchè donne".
Alimenta l'odio invece di promuovere la parità.
E la parità è ciò in cui credo io.
É la nostra meta, ciò che dobbiamo raggiungere.
Dichiarare che gli uomini vogliano zittire le donne è generalizzante e pericoloso: anche molte donne, in realtà, contribuiscono a zittire altre donne,e allora come la mettiamo?
E poi siamo sincere: anche le donne sanno mentire, o possono avere intenzioni malevole. Le "cattive esistono", da sempre.
Qual è il messaggio che vorresti arrivasse ai lettori di VOX?
State attenti. Sempre.
E state attenti a ciò che dite, come lo dite e quando lo dite.
Di sicuro avere solo 100 parole al giorno fa anche rivalutare l'importanza di ogni vocabolo: quando ne hai così poche a disposizione, devi sceglierle bene e dare lo un'importanza maggiore.
Anche questo è vero: uno dei miei obbiettivi era anche mettere in luce l'importanza del linguaggio, e ricordare quanto sia preziosa la libertà di parola e quanto sia facile perderla.
Grazie a Nord e a Christina Dalcher per la possibilità di confronto, ed è rinnovato l'invito a leggere VOX: cattura sin dalle prime pagine.
VOX di Christina Dalcher (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 19€.
mercoledì 29 agosto 2018
Il cielo dopo di noi: Silvia Zucca è tornata, ed è un ritorno da 10 e lode
I suoi lettori aspettavano questo momento da mesi, e per loro il rientro in città avrà un sapore più dolce. Due anni dopo il successo di Guida astrologica per cuori infranti, Silvia Zucca torna in libreria con un nuovo romanzo: Il cielo dopo di noi (Nord), disponibile dal 30 Agosto.
Torna con una storia diversa, ma non meno coinvolgente: tra la frenetica Milano di oggi e quella del 1944, devastata dai bombardamenti, passando per le campagne piemontesi, Miranda cerca le risposte alle domande che l'assillano da quando era ragazzina.
Perché suo padre, Alberto, è scomparso? Perché non ha lasciato nemmeno un biglietto? E se gli fosse successo qualcosa?
In un momento della sua vita in cui il bisogno di radici e di stabilità si fa più intenso che mai, Miranda decide di cercarle da sola, quelle risposte, e chissà che, nel farlo, non riesca a rimettere insieme i cocci della sua famiglia, oltre a scoprire qualcosa di nuovo su se stessa.
«Il futuro - il cielo dopo di noi - si rasserena solo se si ha il coraggio di cancellare le nubi del passato e di aprirsi all'amore», ed è proprio scoprendo finalmente la verità sul padre e sulla sua storia che Miranda riuscirà a vedere il sole emergere dalla spessa coltre di nubi che oscurava il suo cielo.
Se Miranda rappresenta, almeno all'inizio del romanzo, quel senso di precarietà e insicurezza con il quale abbiamo fin troppa familiarità, nel 1944 Gemma è una donna di rara determinazione e forza d'animo: quando il suo mondo va in pezzi, sbriciolato dalle bombe e da una guerra che forse non comprende fino in fondo, per lei conta solo una cosa. La sicurezza di suo figlio Alberto.
Quello stesso figlio che crescerà senza padre e con le stesse domande in testa e nel cuore che, decenni dopo, agiteranno anche l'animo di Miranda.
Svelare troppo delle scoperte che Miranda farà sul passato della sua famiglia sarebbe un delitto, perchè Il cielo dopo di noi merita di essere letto con calma, assaporando ogni parola della prosa pulita dell'autrice, e godendo di ogni emozione suscitata dalle sue parole, sempre azzeccate.
La voce di Miranda è quella di una generazione intera, che spesso sente mancarsi la terra sotto i piedi, ma che riesce ancora ad alzare lo sguardo verso il cielo e ritrovare il proprio posto nel mondo.
Una generazione che aveva bisogno di un romanzo che la raccontasse, e che le ricordasse che dietro le nubi c'è sempre il sole: brava, Silvia Zucca. Davvero brava.
Silvia Zucca ha pubblicato precedentemente Guida astrologica per cuori infranti, edito Nord.
Torna con una storia diversa, ma non meno coinvolgente: tra la frenetica Milano di oggi e quella del 1944, devastata dai bombardamenti, passando per le campagne piemontesi, Miranda cerca le risposte alle domande che l'assillano da quando era ragazzina.
Perché suo padre, Alberto, è scomparso? Perché non ha lasciato nemmeno un biglietto? E se gli fosse successo qualcosa?
In un momento della sua vita in cui il bisogno di radici e di stabilità si fa più intenso che mai, Miranda decide di cercarle da sola, quelle risposte, e chissà che, nel farlo, non riesca a rimettere insieme i cocci della sua famiglia, oltre a scoprire qualcosa di nuovo su se stessa.
«Il futuro - il cielo dopo di noi - si rasserena solo se si ha il coraggio di cancellare le nubi del passato e di aprirsi all'amore», ed è proprio scoprendo finalmente la verità sul padre e sulla sua storia che Miranda riuscirà a vedere il sole emergere dalla spessa coltre di nubi che oscurava il suo cielo.
Se Miranda rappresenta, almeno all'inizio del romanzo, quel senso di precarietà e insicurezza con il quale abbiamo fin troppa familiarità, nel 1944 Gemma è una donna di rara determinazione e forza d'animo: quando il suo mondo va in pezzi, sbriciolato dalle bombe e da una guerra che forse non comprende fino in fondo, per lei conta solo una cosa. La sicurezza di suo figlio Alberto.
Quello stesso figlio che crescerà senza padre e con le stesse domande in testa e nel cuore che, decenni dopo, agiteranno anche l'animo di Miranda.
Svelare troppo delle scoperte che Miranda farà sul passato della sua famiglia sarebbe un delitto, perchè Il cielo dopo di noi merita di essere letto con calma, assaporando ogni parola della prosa pulita dell'autrice, e godendo di ogni emozione suscitata dalle sue parole, sempre azzeccate.
La voce di Miranda è quella di una generazione intera, che spesso sente mancarsi la terra sotto i piedi, ma che riesce ancora ad alzare lo sguardo verso il cielo e ritrovare il proprio posto nel mondo.
Una generazione che aveva bisogno di un romanzo che la raccontasse, e che le ricordasse che dietro le nubi c'è sempre il sole: brava, Silvia Zucca. Davvero brava.
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mercoledì 28 febbraio 2018
Un Marzo bellissimo, in casa Nord!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi scopriamo insieme tutte le uscite di Marzo di Nord, una delle mie case editrici preferite perchè forse è l'unica della quale non sia ancora uscito un titolo che mi abbia delusa.
tenetevi forte, perchè escono #solocosebelle:
Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.
Tre anni dopo, Cassandra torna a casa... da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma...
Lex e Ian sono amici da sempre. Si sono iscritti al college insieme e insieme hanno fondato la Wingmen Inc, un’agenzia che aiuta le donne a conquistare l’anima gemella. Gli affari vanno così bene che hanno assunto una ragazza per offrire gli stessi servizi agli uomini. Con gran disappunto di Lex, la scelta è caduta su Gabi, la migliore amica di Ian, cui servono soldi per pagarsi gli studi. Lex odia Gabi… o almeno ci prova. L’odio, infatti, è l’unica arma che conosce per difendersi dal suo fascino innocente, dai suoi enormi occhi verdi e dal suo sorriso mozzafiato. E, ora che deve lavorare con lei tutti i giorni, Lex ha bisogno di un’armatura, perché sa che, se solo provasse ad avvicinarsi a Gabi, Ian non glielo perdonerebbe mai…
Gabi è disperata. Ecco perché ha accettato il posto alla Wingmen Inc. Altrimenti si sarebbe tenuta alla larga da Lex. C’era stato un momento in cui Gabi aveva pensato di aver trovato in lui uno spirito affine, ma poi lui l’aveva rifiutata, spezzandole il cuore. Adesso, Gabi lo odia. Odia il suo sorriso seducente, il suo fisico da atleta e l’umorismo disarmante. Soprattutto, odia il modo in cui il cuore batte più forte non appena Lex si avvicina e il vuoto che prova quando lui se ne va. In questi anni, l’unico antidoto è stata la lontananza. Adesso che sono costretti a convivere, Gabi teme che il fuoco sopito sotto la cenere torni a divampare, rischiando di bruciarla. Meno male che pure lui la odia...
Walter odia le parole. Soffre di un disturbo che gli impedisce di articolare bene i suoni e, un giorno, stanco delle prese in giro dei coetanei, ha smesso di provarci. Ha deciso di chiudere la bocca e aprire gli occhi. Adesso, a dodici anni, Walter osserva e nota cose che sfuggono alla maggior parte delle persone, distratte da chiacchiere inutili. Ed è diventato bravissimo a ritrovare le cose perdute. Ecco perché, quando il libro della madre scompare, lui si lancia nella ricerca con l’aiuto del suo unico amico, Milton, un Labrador grassoccio e intraprendente. Insieme, Walter e Milton si avventurano negli angoli dimenticati di New York, incontrando persone che per gli altri sono invisibili: dalla donna che tutte le mattine raccoglie le lattine per strada a una coppia delusa dal mondo, che si è ritirata in un stazione abbandonata della metropolitana. Grazie alle loro storie, Walter scoprirà generosità e speranza, solitudine e rimpianti, ma soprattutto capirà che la vita è un dono troppo prezioso per guardarla scorrere. E così riuscirà non solo a trovare le magiche pagine del libro perduto, ma pure la forza di aprirsi agli altri e di dare voce ai suoi sogni.
È capitato a tutti noi di avere l’impressione di aver perso qualcosa, di sentirci soli e incompresi. Questo romanzo ci ricorda che, nonostante tutto, c’è tanta speranza nel mondo. E che basta avere il coraggio di guardarsi intorno con occhi nuovi e ascoltare il nostro cuore per ritrovare ciò che abbiamo smarrito.
Non so voi, ma io voglio leggerli tutti!
E voglio una Giratempo per avere tante ore in più da dedicare alla lettura, ma sono dettagli...
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Oggi scopriamo insieme tutte le uscite di Marzo di Nord, una delle mie case editrici preferite perchè forse è l'unica della quale non sia ancora uscito un titolo che mi abbia delusa.
tenetevi forte, perchè escono #solocosebelle:
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| 8 MARZO Rilegato a 18€ |
Tre anni dopo, Cassandra torna a casa... da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma...
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| 15 MARZO Rilegato a 16,40€ |
Gabi è disperata. Ecco perché ha accettato il posto alla Wingmen Inc. Altrimenti si sarebbe tenuta alla larga da Lex. C’era stato un momento in cui Gabi aveva pensato di aver trovato in lui uno spirito affine, ma poi lui l’aveva rifiutata, spezzandole il cuore. Adesso, Gabi lo odia. Odia il suo sorriso seducente, il suo fisico da atleta e l’umorismo disarmante. Soprattutto, odia il modo in cui il cuore batte più forte non appena Lex si avvicina e il vuoto che prova quando lui se ne va. In questi anni, l’unico antidoto è stata la lontananza. Adesso che sono costretti a convivere, Gabi teme che il fuoco sopito sotto la cenere torni a divampare, rischiando di bruciarla. Meno male che pure lui la odia...
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| 29 MARZO Rilegato a 16,90€ |
È capitato a tutti noi di avere l’impressione di aver perso qualcosa, di sentirci soli e incompresi. Questo romanzo ci ricorda che, nonostante tutto, c’è tanta speranza nel mondo. E che basta avere il coraggio di guardarsi intorno con occhi nuovi e ascoltare il nostro cuore per ritrovare ciò che abbiamo smarrito.
Non so voi, ma io voglio leggerli tutti!
E voglio una Giratempo per avere tante ore in più da dedicare alla lettura, ma sono dettagli...
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
"La vita in un istante" di Gabrielle Zevin
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La vita in un istante" di Gabrielle Zevin, edito Nord (rilegato a 18€):
Aviva Grossman ha ventun anni e un’unica colpa: essersi innamorata di un importante uomo politico. Ma, quando la relazione diventa di dominio pubblico, i media non hanno pietà: travolta da una valanga di accuse e (falsi) moralismi, Aviva è costretta a fuggire da Miami e a cambiare nome.
Tredici anni dopo, Jane Young abita in un tranquillo paesino del Maine con la figlia Ruby. Tutto cambia quando Ruby inizia a fare ricerche su suo padre, da lei mai conosciuto. Ruby si trova di fronte a una verità sconcertante: possibile che sua madre abbia mentito a tutti sul proprio passato?
Col suo stile delicato, ironico e sorprendente, Gabrielle Zevin ci racconta che cosa significa essere donna nel mondo di oggi, quando agli uomini è concesso tutto, mentre le donne sono ancora giudicate a ogni passo.
Anche oggi parliamo di donne, e stavolta lo facciamo con quella che è una delle mie scrittrici preferite: Gabrielle Zevin, autrice di "La misura della felicità" e "L'altra metà del mondo".
Parliamo di donne che scoprono nel modo peggiore che anche se si sbaglia in due spesso la colpa ricade solo su uno dei due, e di donne che si reinventano con coraggio e determinazione, senza smettere mai di essere fedeli a se stesse.
Parliamo soprattutto di Aviva, che a soli ventun anni scopre che, se vai a letto con un uomo sposato, la colpa ricade soprattutto su di te. Tu sei la rovinafamiglie, tu sei la donna priva di morale.
Poco importa che in quel letto ci si stia in due, insomma, soprattutto quando lui è un uomo importante e tu invece... tu no.
Non è difficile provare empatia nei confronti di Aviva, perchè come si combatte l'amore dei vent'anni? L'amore dei vent'anni è travolgente.
Certo, anche lei fa qualche passo falso. Non è certo un'idea brillante parlare della sua relazione online, perchè sappiamo tutti quanto sia facile scoprire chi si cela dietro personaggi senza nome o con soprannomi... nè è brillante giocarsi così il suo internship al Congresso, giusto?
Ma i vent'anni servono anche a sbagliare, così come a costruirsi una vita diversa.
Aviva si rifugia in una piccola cittadina del Maine, cambiando nome e soprattutto carriera: dal Congresso all'organizzazione di feste e matrimoni, cercando di seppellire per sempre la Aviva Grossman ridotta a una barzelletta dai comici di ogni late show televisivo.
Potrebbe anche riuscire a lasciarsi tutto alle spalle, se non fosse che la sua strada la porta di nuovo a interessarsi di politica (seppure in un contesto diverso) e se non fosse che la figlia Ruby, cresciuta senza che nulla della storia della madre trapelasse, inizia a farsi domande sul padre mai conosciuto...
Gabrielle Zevin racconta le donne, e racconta l'ipocrisia e la misoginia che ancora oggi segnano nel profondo la sfera politica in America (ma anche nel resto del mondo, in fondo): il marito adultero non perde la sua poltrona al Congresso, la sua giovane amante viene ridotta a una caricatura e a uno spauracchio. Non è difficile pensare allo scandalo Lewinsky, seppure con le dovute differenze (qui la madre fuori di testa ansiosa di conservare il vestito macchiato della figlia "per avere le prove" manca, grazie al cielo), e non è difficile pensare a quanto ancora oggi, in ogni contesto, esistano due pesi e due misure.
Aviva sbaglia, ma non sbaglia da sola ed eppure è l'unica a pagare un prezzo così alto.
"La vita in un istante" è però anche una storia di coraggio, perchè ammettiamolo: quanti di noi riuscirebbero a lasciarsi alle spalle tutto quanto e iniziare da capo in un luogo sconosciuto, abbandonando i sogni di una vita e per i quali si è lavorato sodo, e di fare il tutto crescendo anche una figlia da soli? Aviva/Jane cade, ma non solo scopre di sapersi rialzare: scopre di essere in grado di riprendere a camminare, a correre e a scalare le montagne della vita.
Gabrielle Zevin centra il punto anche con il personaggio di Ruby, in cui confluiscono tutte le domande, le insicurezze e le emozioni dell'adolescenza con la grazia e la delicatezza che caratterizzano da sempre la sua scrittura.
C'è sempre un momento in cui, da figli, si affronta l'umanità dei propri genitori e li si fa scendere dal piedistallo che li ospita durante l'infanzia: per Ruby non è facile scoprire la verità sulla madre, e forse c'è un momento in cui ne condanna gli errori, ma ce n'è anche uno in cui comprende quanto la donna abbia imparato da questi e quanto ne abbia fatto tesoro.
Mi è piaciuto immensamente, e non solo perchè la storia di Aviva/Jane e Ruby è al centro di un bellissimo romanzo, ben costruito e con un ritmo che ti cattura sin dalle prime pagine: mi è piaciuto perchè racconta le donne e una parità che ancora non c'è, ma che forse è ogni giorno più vicina nel momento in cui invece di cedere il passo a ogni uomo che incontrano per strada le donne alzano la testa e tirano dritto, lasciando che sia l'uomo a spostarsi di lato. Almeno qualche volta.
Assolutamente da leggere, e una delle letture da fare in vista dell'8 Marzo ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La vita in un istante" di Gabrielle Zevin, edito Nord (rilegato a 18€):
Aviva Grossman ha ventun anni e un’unica colpa: essersi innamorata di un importante uomo politico. Ma, quando la relazione diventa di dominio pubblico, i media non hanno pietà: travolta da una valanga di accuse e (falsi) moralismi, Aviva è costretta a fuggire da Miami e a cambiare nome.
Tredici anni dopo, Jane Young abita in un tranquillo paesino del Maine con la figlia Ruby. Tutto cambia quando Ruby inizia a fare ricerche su suo padre, da lei mai conosciuto. Ruby si trova di fronte a una verità sconcertante: possibile che sua madre abbia mentito a tutti sul proprio passato?
Col suo stile delicato, ironico e sorprendente, Gabrielle Zevin ci racconta che cosa significa essere donna nel mondo di oggi, quando agli uomini è concesso tutto, mentre le donne sono ancora giudicate a ogni passo.
Anche oggi parliamo di donne, e stavolta lo facciamo con quella che è una delle mie scrittrici preferite: Gabrielle Zevin, autrice di "La misura della felicità" e "L'altra metà del mondo".
Parliamo di donne che scoprono nel modo peggiore che anche se si sbaglia in due spesso la colpa ricade solo su uno dei due, e di donne che si reinventano con coraggio e determinazione, senza smettere mai di essere fedeli a se stesse.
Parliamo soprattutto di Aviva, che a soli ventun anni scopre che, se vai a letto con un uomo sposato, la colpa ricade soprattutto su di te. Tu sei la rovinafamiglie, tu sei la donna priva di morale.
Poco importa che in quel letto ci si stia in due, insomma, soprattutto quando lui è un uomo importante e tu invece... tu no.
Non è difficile provare empatia nei confronti di Aviva, perchè come si combatte l'amore dei vent'anni? L'amore dei vent'anni è travolgente.
Certo, anche lei fa qualche passo falso. Non è certo un'idea brillante parlare della sua relazione online, perchè sappiamo tutti quanto sia facile scoprire chi si cela dietro personaggi senza nome o con soprannomi... nè è brillante giocarsi così il suo internship al Congresso, giusto?
Ma i vent'anni servono anche a sbagliare, così come a costruirsi una vita diversa.
Aviva si rifugia in una piccola cittadina del Maine, cambiando nome e soprattutto carriera: dal Congresso all'organizzazione di feste e matrimoni, cercando di seppellire per sempre la Aviva Grossman ridotta a una barzelletta dai comici di ogni late show televisivo.
Potrebbe anche riuscire a lasciarsi tutto alle spalle, se non fosse che la sua strada la porta di nuovo a interessarsi di politica (seppure in un contesto diverso) e se non fosse che la figlia Ruby, cresciuta senza che nulla della storia della madre trapelasse, inizia a farsi domande sul padre mai conosciuto...
Gabrielle Zevin racconta le donne, e racconta l'ipocrisia e la misoginia che ancora oggi segnano nel profondo la sfera politica in America (ma anche nel resto del mondo, in fondo): il marito adultero non perde la sua poltrona al Congresso, la sua giovane amante viene ridotta a una caricatura e a uno spauracchio. Non è difficile pensare allo scandalo Lewinsky, seppure con le dovute differenze (qui la madre fuori di testa ansiosa di conservare il vestito macchiato della figlia "per avere le prove" manca, grazie al cielo), e non è difficile pensare a quanto ancora oggi, in ogni contesto, esistano due pesi e due misure.
Aviva sbaglia, ma non sbaglia da sola ed eppure è l'unica a pagare un prezzo così alto.
"La vita in un istante" è però anche una storia di coraggio, perchè ammettiamolo: quanti di noi riuscirebbero a lasciarsi alle spalle tutto quanto e iniziare da capo in un luogo sconosciuto, abbandonando i sogni di una vita e per i quali si è lavorato sodo, e di fare il tutto crescendo anche una figlia da soli? Aviva/Jane cade, ma non solo scopre di sapersi rialzare: scopre di essere in grado di riprendere a camminare, a correre e a scalare le montagne della vita.
Gabrielle Zevin centra il punto anche con il personaggio di Ruby, in cui confluiscono tutte le domande, le insicurezze e le emozioni dell'adolescenza con la grazia e la delicatezza che caratterizzano da sempre la sua scrittura.
C'è sempre un momento in cui, da figli, si affronta l'umanità dei propri genitori e li si fa scendere dal piedistallo che li ospita durante l'infanzia: per Ruby non è facile scoprire la verità sulla madre, e forse c'è un momento in cui ne condanna gli errori, ma ce n'è anche uno in cui comprende quanto la donna abbia imparato da questi e quanto ne abbia fatto tesoro.
Mi è piaciuto immensamente, e non solo perchè la storia di Aviva/Jane e Ruby è al centro di un bellissimo romanzo, ben costruito e con un ritmo che ti cattura sin dalle prime pagine: mi è piaciuto perchè racconta le donne e una parità che ancora non c'è, ma che forse è ogni giorno più vicina nel momento in cui invece di cedere il passo a ogni uomo che incontrano per strada le donne alzano la testa e tirano dritto, lasciando che sia l'uomo a spostarsi di lato. Almeno qualche volta.
Assolutamente da leggere, e una delle letture da fare in vista dell'8 Marzo ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
martedì 16 gennaio 2018
"Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d’introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...
E se la morte non fosse la fine di tutto?
Se dopo ci fosse ancora la possibilità di intervenire nella vita di chi amiamo, anche se senza essere visti o sentiti?
Abby non sa dove si trovi, o cosa ci sia esattamente davanti a lei, ma sa di poter ancora fare qualcosa per aiutare il marito Brady e la figlia Eve a superare il dolore dovuto alla sua morte, e non intende mollare sino a quando non avrà trovato una sua degna sostituta.
Questa era la curiosa premessa di "Il nostro tempo nel mondo" ed è stata sufficiente a farmi bramare il romanzo, che ho divorato durante le vacanze di Natale, giorni in cui io e il mio iPad2 siamo davvero entrati in simbiosi e ho potuto portarmi avanti leggendo diverse uscite di inizio 2018.
È una lettura che mi ha catturata da subito, perchè la voce di Maddy e la sua tenera determinazione nel voler trovare un sostegno per il marito e la figlia mal si conciliavano con l'ipotesi di suicidio che, oggettivamente, sembrava l'unica possibile.
Maddy era sola, sul tetto della biblioteca, prima che il suo corpo venisse ritrovato a terra di fronte al palazzo: tuttavia, proprio non si riesce a comprendere le ragioni del suo gesto.
L'immagine che emerge della donna dai pensieri e dai ricordi della figlia e del marito, infatti, è quella di una guida per entrambi, di un mediatore quando padre e figlia discutevano e di una fonte di tenerezza e comprensione quando necessarie.
È proprio questo a mancare, in modo prepotente e assordante: manca l'ancora di Brady, e il sostegno di Eve. Manca quella persona che forse Eve ha dato troppe volte per scontata, il motivo per cui esiste un giorno chiamato Festa della Mamma e che ora non sarà più una festa, in casa loro.
Manca qualcuno con cui parlare davvero, perchè il dolore e il lutto finiscono per allontanarla anche dagli amici, e in fondo manca anche il padre, che cerca troppo spesso conforto nel bicchiere invece che tra le braccia di sua figlia.
Brady non riesce ad accettare che la sua Maddy non ci sia più, e di non essersi accorto del dolore che potrebbe averla portata a saltare dal tetto di un palazzo.
Come ha potuto non vedere che sua moglie aveva bisogno d'aiuto?
È qualcosa che gli fa mettere tutto in discussione, e che mette a dura prova il suo rapporto con Eve.
A mettere tutto a posto potrebbe essere Rory, che sembra proprio la persona giusta per Brady ed Eve: la donna ha a sua volta patito un grande dolore, e sarebbe quindi in grado di comprendere i sentimenti dei suoi famigliari e dare loro conforto.
Funzionerà?
"Il nostro tempo nel mondo" non è un romanzo facile da leggere, e credo non sia stato nemmeno facile da scrivere: il dolore, il rimorso, la nostalgia permeano le sue pagine, ed è impossibile non sentirsi profondamente toccati.
Maddy, dal canto suo, è la perfetta voce fuori campo, alla quale ci si affeziona con dolore, sapendo da subito che, per la donna, non potrà esserci un vero lieto fine: che riesca o no nella sua missione, ha perso la possibilità di stare accanto alla sua famiglia.
Ho apprezzato moltissimo questo personaggio evanescente ma allo stesso tempo simbolo di solidità e stabilità, la sua voce, la sua determinazione.
Forse l'unico limite che posso trovargli é che quello che dovrebbe essere un colpo di scena verso la fine del romanzo è in realtà ampiamente prevedibile, ma a lettura finita è chiaro che questa fosse l'unica conclusione possibile, per Maddy, per Brady e anche per Eve.
Nonostante questo, è stata una lettura appassionante, ricca d'emozione e che mi sento davvero di consigliare a tutti.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d’introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...
E se la morte non fosse la fine di tutto?
Se dopo ci fosse ancora la possibilità di intervenire nella vita di chi amiamo, anche se senza essere visti o sentiti?
Abby non sa dove si trovi, o cosa ci sia esattamente davanti a lei, ma sa di poter ancora fare qualcosa per aiutare il marito Brady e la figlia Eve a superare il dolore dovuto alla sua morte, e non intende mollare sino a quando non avrà trovato una sua degna sostituta.
Questa era la curiosa premessa di "Il nostro tempo nel mondo" ed è stata sufficiente a farmi bramare il romanzo, che ho divorato durante le vacanze di Natale, giorni in cui io e il mio iPad2 siamo davvero entrati in simbiosi e ho potuto portarmi avanti leggendo diverse uscite di inizio 2018.
È una lettura che mi ha catturata da subito, perchè la voce di Maddy e la sua tenera determinazione nel voler trovare un sostegno per il marito e la figlia mal si conciliavano con l'ipotesi di suicidio che, oggettivamente, sembrava l'unica possibile.
Maddy era sola, sul tetto della biblioteca, prima che il suo corpo venisse ritrovato a terra di fronte al palazzo: tuttavia, proprio non si riesce a comprendere le ragioni del suo gesto.
L'immagine che emerge della donna dai pensieri e dai ricordi della figlia e del marito, infatti, è quella di una guida per entrambi, di un mediatore quando padre e figlia discutevano e di una fonte di tenerezza e comprensione quando necessarie.
È proprio questo a mancare, in modo prepotente e assordante: manca l'ancora di Brady, e il sostegno di Eve. Manca quella persona che forse Eve ha dato troppe volte per scontata, il motivo per cui esiste un giorno chiamato Festa della Mamma e che ora non sarà più una festa, in casa loro.
Manca qualcuno con cui parlare davvero, perchè il dolore e il lutto finiscono per allontanarla anche dagli amici, e in fondo manca anche il padre, che cerca troppo spesso conforto nel bicchiere invece che tra le braccia di sua figlia.
Brady non riesce ad accettare che la sua Maddy non ci sia più, e di non essersi accorto del dolore che potrebbe averla portata a saltare dal tetto di un palazzo.
Come ha potuto non vedere che sua moglie aveva bisogno d'aiuto?
È qualcosa che gli fa mettere tutto in discussione, e che mette a dura prova il suo rapporto con Eve.
A mettere tutto a posto potrebbe essere Rory, che sembra proprio la persona giusta per Brady ed Eve: la donna ha a sua volta patito un grande dolore, e sarebbe quindi in grado di comprendere i sentimenti dei suoi famigliari e dare loro conforto.
Funzionerà?
"Il nostro tempo nel mondo" non è un romanzo facile da leggere, e credo non sia stato nemmeno facile da scrivere: il dolore, il rimorso, la nostalgia permeano le sue pagine, ed è impossibile non sentirsi profondamente toccati.
Maddy, dal canto suo, è la perfetta voce fuori campo, alla quale ci si affeziona con dolore, sapendo da subito che, per la donna, non potrà esserci un vero lieto fine: che riesca o no nella sua missione, ha perso la possibilità di stare accanto alla sua famiglia.
Ho apprezzato moltissimo questo personaggio evanescente ma allo stesso tempo simbolo di solidità e stabilità, la sua voce, la sua determinazione.
Forse l'unico limite che posso trovargli é che quello che dovrebbe essere un colpo di scena verso la fine del romanzo è in realtà ampiamente prevedibile, ma a lettura finita è chiaro che questa fosse l'unica conclusione possibile, per Maddy, per Brady e anche per Eve.
Nonostante questo, è stata una lettura appassionante, ricca d'emozione e che mi sento davvero di consigliare a tutti.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
mercoledì 13 settembre 2017
"Ogni piccola bugia" di Alice Feeney
Buongiornoa tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni piccola bugia" di Alice Feeney, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi mai... Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un'ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce...
Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi.
Perché anche lei ha un segreto da proteggere.
Anche lei ha un piano da portare a termine.
Premessa: non leggetelo a casa da soli, o con tutte le luci spente.
Alice Feeney sa entrarti sottopelle con le sue parole e far salire l'ansia a livelli stellari, siete avvisati!
"Ogni piccola bugia" è un romanzo pazzesco, che una volta finito richiede qualche minuto di silenzio per riuscire a metabolizzare quanto appena vissuto attraverso le sue pagine.
La storia di Amber, narrata tra presente e passato (una settimana prima, e grazie ad alcune pagine di diario anche indietro fino al 1991) è complessa e piena di sfumature oscure.
La stanza d'ospedale in cui Amber giace in coma diventa presto claustrofobica, e il fatto che la donna non ricordi quanto le è accaduto aggiunge ulteriore spaesamento nel lettore: la narrazione di Amber è costellata da vuoti, ambiguità, dubbi e bugie, e come raccapezzarsi in tutto ciò? A chi credere?
Un senso di profonda inquietudine pervade ogni pagina, e per lo stesso lettore è impossibile destreggiarsi tra bugie e verità: chi mente? Difficile dirlo.
La verità è che nessuno dei personaggi che animano questa storia è veramente attendibile, e nessuno è privo di macchie: non sono sempre gradevoli, e tutti nascondono qualcosa.
Non voglio far trapelare assolutamente NULLA della storia, perchè ve la rovinerei - dovete godere della lettura come ne ho goduto io, priva di informazioni e in grado di perdermi completamente nella rete di bugie e di segreti che caratterizza la vita di Amber e di chi la circonda.
Dal momento in cui la stessa protagonista ammette di "mentire, qualche volta", ogni sua parola perde quella garanzia di autenticità che ha di solito quano affermato dalla voce narrante, e il lettore perde la sua guida all'interno della storia.
È destabilizzante, e di sicuro un espediente non troppo diffuso tra gli scrittori - la stessa protagonista di "Gone Girl - L'amore bugiardo" in fondo ci svelava a metà libro di aver mentito ma da lì in poi potevamo seguirla nella sua "follia" sicuri di ciò che stesse accadendo.
Dopo "La coppia perfetta" di B.A. Paris e "La bugia perfetta" di Emily Elgar, è sicuramente uno dei romanzi a cavallo tra narrativa e thriller psicologico che ha catturato maggiormente la mia attenzione, e merita le cinque stelle senza alcuna esitazione.
Consigliatissimo!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ogni piccola bugia" di Alice Feeney, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi mai... Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare. Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un'ancora di salvezza, bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce...
Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi.
Perché anche lei ha un segreto da proteggere.
Anche lei ha un piano da portare a termine.
Premessa: non leggetelo a casa da soli, o con tutte le luci spente.
Alice Feeney sa entrarti sottopelle con le sue parole e far salire l'ansia a livelli stellari, siete avvisati!
"Ogni piccola bugia" è un romanzo pazzesco, che una volta finito richiede qualche minuto di silenzio per riuscire a metabolizzare quanto appena vissuto attraverso le sue pagine.
La storia di Amber, narrata tra presente e passato (una settimana prima, e grazie ad alcune pagine di diario anche indietro fino al 1991) è complessa e piena di sfumature oscure.
La stanza d'ospedale in cui Amber giace in coma diventa presto claustrofobica, e il fatto che la donna non ricordi quanto le è accaduto aggiunge ulteriore spaesamento nel lettore: la narrazione di Amber è costellata da vuoti, ambiguità, dubbi e bugie, e come raccapezzarsi in tutto ciò? A chi credere?
Un senso di profonda inquietudine pervade ogni pagina, e per lo stesso lettore è impossibile destreggiarsi tra bugie e verità: chi mente? Difficile dirlo.
La verità è che nessuno dei personaggi che animano questa storia è veramente attendibile, e nessuno è privo di macchie: non sono sempre gradevoli, e tutti nascondono qualcosa.
Non voglio far trapelare assolutamente NULLA della storia, perchè ve la rovinerei - dovete godere della lettura come ne ho goduto io, priva di informazioni e in grado di perdermi completamente nella rete di bugie e di segreti che caratterizza la vita di Amber e di chi la circonda.
Dal momento in cui la stessa protagonista ammette di "mentire, qualche volta", ogni sua parola perde quella garanzia di autenticità che ha di solito quano affermato dalla voce narrante, e il lettore perde la sua guida all'interno della storia.
È destabilizzante, e di sicuro un espediente non troppo diffuso tra gli scrittori - la stessa protagonista di "Gone Girl - L'amore bugiardo" in fondo ci svelava a metà libro di aver mentito ma da lì in poi potevamo seguirla nella sua "follia" sicuri di ciò che stesse accadendo.
Dopo "La coppia perfetta" di B.A. Paris e "La bugia perfetta" di Emily Elgar, è sicuramente uno dei romanzi a cavallo tra narrativa e thriller psicologico che ha catturato maggiormente la mia attenzione, e merita le cinque stelle senza alcuna esitazione.
Consigliatissimo!
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giovedì 1 giugno 2017
Rachel Van Dyken di nuovo in Italia,
con "L'amore è un gioco pericoloso"
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Ricordate la bellissima trilogia apertasi con "Ricordati di sognare", o la trilogia "The Bet"?
L'autrice, Rachel Van Dyken, torna in libreria il 15 Giugno con "L'amore è un gioco pericoloso", sempre per Nord (rilegato a 16,90€)
Ian Hunter è un uomo che non si arrende. Quando ha dovuto rinunciare alla carriera di giocatore di football professionista a causa di un incidente, Ian non si è perso d'animo. È tornato al college, ha ricominciato a studiare e ha fondato la Wingmen Inc, un’agenzia che si offre di aiutare le persone a conquistare l'anima gemella. Non che Ian creda davvero nell'amore: per lui, le donne sono solo un divertimento. Sul lavoro, invece, è serissimo, al punto che la sua regola d'oro è «mai lasciarsi coinvolgere da una cliente». Ma tutte le sue certezze vanno in frantumi nel momento in cui incontra Blake. Sguardo innocente e sorriso disarmante, Blake è la classica brava ragazza da cui uno come Ian dovrebbe stare alla larga. Anche perché lei ha richiesto i servigi della Wingmen per farsi notare dall'uomo dei suoi sogni, che ovviamente è affascinante, responsabile e soprattutto fedele. Eppure, più tempo passa con Blake, più Ian si rende conto di quanto la sua esistenza sia vuota e superficiale; di quanto in fondo al cuore senta il bisogno di avere accanto qualcuno non solo per una notte, ma per sempre. Convincere una ragazza riservata e seria come Blake a dare una chance al più incallito don Giovanni della città non sarà un'impresa facile. Per fortuna, Ian Hunter è un uomo che non si arrende...
Sono una grandissima fan di quest'autrice, e vi lascio qui tutti i link le recensioni ai suoi romanzi precedenti, editi Nord, che ho avuto modo di apprezzare un sacco: consigliatissima se ancora doveste scoprirla!
Ricordati di sognare
Ricordati di amare
Ricordati di perdonare
La trilogia The Bet (ho recensito i tre volumi insieme)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Ricordate la bellissima trilogia apertasi con "Ricordati di sognare", o la trilogia "The Bet"?
L'autrice, Rachel Van Dyken, torna in libreria il 15 Giugno con "L'amore è un gioco pericoloso", sempre per Nord (rilegato a 16,90€)
Ian Hunter è un uomo che non si arrende. Quando ha dovuto rinunciare alla carriera di giocatore di football professionista a causa di un incidente, Ian non si è perso d'animo. È tornato al college, ha ricominciato a studiare e ha fondato la Wingmen Inc, un’agenzia che si offre di aiutare le persone a conquistare l'anima gemella. Non che Ian creda davvero nell'amore: per lui, le donne sono solo un divertimento. Sul lavoro, invece, è serissimo, al punto che la sua regola d'oro è «mai lasciarsi coinvolgere da una cliente». Ma tutte le sue certezze vanno in frantumi nel momento in cui incontra Blake. Sguardo innocente e sorriso disarmante, Blake è la classica brava ragazza da cui uno come Ian dovrebbe stare alla larga. Anche perché lei ha richiesto i servigi della Wingmen per farsi notare dall'uomo dei suoi sogni, che ovviamente è affascinante, responsabile e soprattutto fedele. Eppure, più tempo passa con Blake, più Ian si rende conto di quanto la sua esistenza sia vuota e superficiale; di quanto in fondo al cuore senta il bisogno di avere accanto qualcuno non solo per una notte, ma per sempre. Convincere una ragazza riservata e seria come Blake a dare una chance al più incallito don Giovanni della città non sarà un'impresa facile. Per fortuna, Ian Hunter è un uomo che non si arrende...
Sono una grandissima fan di quest'autrice, e vi lascio qui tutti i link le recensioni ai suoi romanzi precedenti, editi Nord, che ho avuto modo di apprezzare un sacco: consigliatissima se ancora doveste scoprirla!
Ricordati di sognare
Ricordati di amare
Ricordati di perdonare
La trilogia The Bet (ho recensito i tre volumi insieme)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
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lunedì 17 aprile 2017
"Tre volte te" di Federico Moccia
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tre volte te" di Federico Moccia, edito Nord (brossurato a 18€) in uscita il 18 Aprile:
Che fine ha fatto quel ragazzo arrabbiato col mondo intero, il picchiatore che passava i pomeriggi in piazza con gli amici e le notti a correre in moto? A volte, Step ha l'impressione che quella vita appartenga a un altro. Ormai lui è una persona molto diversa, è un produttore televisivo di successo e sta per sposarsi con Gin, la donna che ha scelto. Gin che è dolce, bella, tenera, perfetta. E che gli ha perdonato persino lo sbaglio di sei anni prima, quando lui l’ha tradita con Babi, il suo primo, mai dimenticato amore.
Babi e Step non si sono più rivisti da allora, ma ecco che Babi rientra come un tornado nella sua vita, rivelandogli una verità sconvolgente. E Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze. E a porsi delle domande scomode. È davvero felice con Gin? Babi è solo un ricordo o un fuoco che niente e nessuno potrà mai spegnere?
Step è stato una delle mie prime cotte letterarie, al punto da essere uscita per quasi quattro anni con un ragazzo che gli assomigliava fin troppo - anche se gli mancavano gli occhi e il fisico di Scamarcio nel film, ahimè.
Ero piena di curiosità sin da quando era trapelata la notizia di un terzo volume dedicato a Step, Babi e Gin, e l'ho divorato sul cellulare nel giro di una notte.
Ci ho dovuto riflettere un po', prima di sedermi davanti al mio computer e scrivere la recensione.
Questo romanzo mi ha regalato momenti di emozione, e ha dato alla storia la chiusura che speravo di trovare già in "Ho voglia di te", oltre ad essere indubbiamente ben scritto, ben strutturato e ben sviluppato.
Più di quanto non fosse "Tre metri sopra il cielo", e se così non fosse avremmo un problema visto che da quello a questo sono passati... troppi anni, non pensiamoci ;)
Ho adorato Step, innanzitutto.
Step resta una BIG CRUSH anche oggi, e già in apertura di romanzo, vedendolo acquistare la casa sul mare in cui lui e Babi avevano fatto l'amore la prima volta, ero con il cuore in gola.
Dico solo che ho rivisto il film "3MSC", e non vado oltre.
Ero sinceramente arrabbiata con lui dopo il modo in cui si era comportato con Gin, e quindi trovarlo qui in procinto di convolare a giuste nozze in fondo mi aveva rallegrata.
Se non fosse che... Babi decide di spuntare fuori, e con il risultato di quell'unica notte di passione consumata prima del di lei matrimonio.
Ve la ricordate? Se siete come me, probabilmente è dalla fine di "Ho voglia di te" che vi chiedete se da quella notte fosse uscito qualcosa, e quindi ora possiamo dirlo: sì. È andata proprio così.
Alcune delle pagine più belle del romanzo sono proprio queste, Step che rivede quella che è e sarà sempre la "sua" Babi, e vi assicuro che se siete teneri di cuore un piccolo struggimento vi toccherà.
Fino a qui, ero tutta un brodo di giuggiole ed ero riprecipitata nei miei 15 anni.
Poi però Federico Moccia ha deciso che Gin... non posso dirlo, perchè sarebbe uno spoiler grande come un grattacielo. Dico solo che per lei ha scritto una storia che no. No, no e ancora no.
Da un certo punto di vista era inevitabile, MA resto dell'idea che si potesse sbrogliare la matassa in modo diverso.
Questo mi fa togliere una stellina, e so che è una questione personale, ma ho trovato il ricorso a un clichè stantìo deludente, dopo una partenza che mi aveva catturata davvero.
Resta una lettura obbligatoria per i fan della serie, per quelle che sotto sotto la cotta per Step se la sono portata dietro fino ad oggi - in fondo è stato uno dei primi bad boy tormentati moderni: giacca di pelle, tatuaggi, moto, rapporto difficile con i genitori... aveva tutto - e per quelle che vogliono rispolverarla.
Tre stelline e mezza al libro, e mezza in più per Step... perchè è così e basta.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tre volte te" di Federico Moccia, edito Nord (brossurato a 18€) in uscita il 18 Aprile:
Che fine ha fatto quel ragazzo arrabbiato col mondo intero, il picchiatore che passava i pomeriggi in piazza con gli amici e le notti a correre in moto? A volte, Step ha l'impressione che quella vita appartenga a un altro. Ormai lui è una persona molto diversa, è un produttore televisivo di successo e sta per sposarsi con Gin, la donna che ha scelto. Gin che è dolce, bella, tenera, perfetta. E che gli ha perdonato persino lo sbaglio di sei anni prima, quando lui l’ha tradita con Babi, il suo primo, mai dimenticato amore.
Babi e Step non si sono più rivisti da allora, ma ecco che Babi rientra come un tornado nella sua vita, rivelandogli una verità sconvolgente. E Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze. E a porsi delle domande scomode. È davvero felice con Gin? Babi è solo un ricordo o un fuoco che niente e nessuno potrà mai spegnere?
Step è stato una delle mie prime cotte letterarie, al punto da essere uscita per quasi quattro anni con un ragazzo che gli assomigliava fin troppo - anche se gli mancavano gli occhi e il fisico di Scamarcio nel film, ahimè.
Ero piena di curiosità sin da quando era trapelata la notizia di un terzo volume dedicato a Step, Babi e Gin, e l'ho divorato sul cellulare nel giro di una notte.
Ci ho dovuto riflettere un po', prima di sedermi davanti al mio computer e scrivere la recensione.
Questo romanzo mi ha regalato momenti di emozione, e ha dato alla storia la chiusura che speravo di trovare già in "Ho voglia di te", oltre ad essere indubbiamente ben scritto, ben strutturato e ben sviluppato.
Più di quanto non fosse "Tre metri sopra il cielo", e se così non fosse avremmo un problema visto che da quello a questo sono passati... troppi anni, non pensiamoci ;)
Ho adorato Step, innanzitutto.
Step resta una BIG CRUSH anche oggi, e già in apertura di romanzo, vedendolo acquistare la casa sul mare in cui lui e Babi avevano fatto l'amore la prima volta, ero con il cuore in gola.
Dico solo che ho rivisto il film "3MSC", e non vado oltre.
Ero sinceramente arrabbiata con lui dopo il modo in cui si era comportato con Gin, e quindi trovarlo qui in procinto di convolare a giuste nozze in fondo mi aveva rallegrata.
Se non fosse che... Babi decide di spuntare fuori, e con il risultato di quell'unica notte di passione consumata prima del di lei matrimonio.
Ve la ricordate? Se siete come me, probabilmente è dalla fine di "Ho voglia di te" che vi chiedete se da quella notte fosse uscito qualcosa, e quindi ora possiamo dirlo: sì. È andata proprio così.
Alcune delle pagine più belle del romanzo sono proprio queste, Step che rivede quella che è e sarà sempre la "sua" Babi, e vi assicuro che se siete teneri di cuore un piccolo struggimento vi toccherà.
Fino a qui, ero tutta un brodo di giuggiole ed ero riprecipitata nei miei 15 anni.
Poi però Federico Moccia ha deciso che Gin... non posso dirlo, perchè sarebbe uno spoiler grande come un grattacielo. Dico solo che per lei ha scritto una storia che no. No, no e ancora no.
Da un certo punto di vista era inevitabile, MA resto dell'idea che si potesse sbrogliare la matassa in modo diverso.
Questo mi fa togliere una stellina, e so che è una questione personale, ma ho trovato il ricorso a un clichè stantìo deludente, dopo una partenza che mi aveva catturata davvero.
Resta una lettura obbligatoria per i fan della serie, per quelle che sotto sotto la cotta per Step se la sono portata dietro fino ad oggi - in fondo è stato uno dei primi bad boy tormentati moderni: giacca di pelle, tatuaggi, moto, rapporto difficile con i genitori... aveva tutto - e per quelle che vogliono rispolverarla.
Tre stelline e mezza al libro, e mezza in più per Step... perchè è così e basta.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 3 aprile 2017
"Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley, edito Nord (rilegato a 18€):
Non è possibile. Mentre corre in ospedale, Natalie Falcone ripensa incredula alla telefonata che le ha fatto lasciare a metà turno la cucina del suo ristorante: c'è stato un incendio nella stanza che la figlia Arden e sua cugina Rory dividono al college e, per salvarsi, le ragazze si sono buttate dalla finestra e adesso sono entrambe in coma. Ma non solo: uno studente è rimasto ucciso e i vigili del fuoco sono convinti che l’incendio non sia stato un incidente. Non è possibile, continua a ripetersi Natalie davanti al capezzale di Arden. Perché qualcuno voleva farle del male? O è stata lei ad appiccare il fuoco? Natalie deve sapere. Deve mettere da parte il dolore e scandagliare la vita della figlia, una vita piena di ombre e di segreti che lei nemmeno immaginava. A poco a poco, Natalie si rende conto che persino il rapporto con Rory era tutt'altro che idilliaco, anzi celava un lato oscuro che è forse la causa della tragedia. E allora una domanda inizia a tormentarla: chi è veramente Arden?
Dosando alla perfezione suspense, rivelazioni e colpi di scena, in "Tutti i nostri segreti" l'autrice esplora la complessità dei rapporti familiari e solleva un interrogativo che prima o poi ogni genitore si è posto: conosciamo davvero i nostri figli?
Da leggere. Da leggere assolutamente.
Carla Buckley aveva conquistato le cinque stelle con "La luce dopo il tramonto", e ci è riuscita anche con "Tutti i segreti".
Stavolta l'autrice ci porta a scoprire la storia di due cugine, Arden e Rory, che in seguito a un incendio divampato nella loro stanza al college sono in un letto d'ospedale, prive di coscienza.
Un loro amico - più di un amico, in realtà - è morto, e loro sono in condizioni gravi.
Ma cosa è successo davvero in quella stanza, e cosa le ha portate a trovarsi su quel davanzale dal quale hanno deciso di saltare giù? Volevano davvero solo sfuggire alle fiamme, o c'è qualcosa che le due ragazze hanno anscosto alle famiglie e al resto del mondo?
C'è decisamente qualcosa, anzi, ben più di qualcosa.
La vita di Arden e Rory prima dell'incendio viene svelata al lettore attravero i punti di vista di Arden, Rory e Natalie, madre di Arden: mentre quest'ultima tiene tutti col fiato sospeso nel presente, le due ragazze ripercorrono gli avvenimenti che le hanno portate a trovarsi in quella camera di pensionato universitario.
Si scoprono i problemi finanziari delle due famiglie, si scoprono i conflitti e i tradimenti, si scoprono i dolori. Soprattutto quello nel cuore di Rory.
Mi è piaciuta moltissimo la figura di Natalie, che vive la paura di una madre all'idea di poter perdere sua figlia ma anche il rimpianto di non averla saputa ascoltare di più, e i dubbi su quelli che possono essere stati errori. In un momento in cui la loro situazione finanziaria è grave, è possibile che abbia effettivamente ignorato qualche segnale?
Credo che ogni donna - e ogni madre - possa identificarsi in quelle che sono le preoccupazioni sue e di ognuna di noi: la paura di non riuscire a realizzarsi professionalmente, la paura di fallire, quella di non essere una brava madre, o una brava moglie.
È una storia che va scoperta, e che viene narrata splendidamente da un'autrice che ero sicura che non mi avrebbe delusa.
Una prosa splendida e dialoghi coinvolgenti fanno di questo romanzo una lettura che non potete assolutamente farvi sfuggire.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley, edito Nord (rilegato a 18€):
Non è possibile. Mentre corre in ospedale, Natalie Falcone ripensa incredula alla telefonata che le ha fatto lasciare a metà turno la cucina del suo ristorante: c'è stato un incendio nella stanza che la figlia Arden e sua cugina Rory dividono al college e, per salvarsi, le ragazze si sono buttate dalla finestra e adesso sono entrambe in coma. Ma non solo: uno studente è rimasto ucciso e i vigili del fuoco sono convinti che l’incendio non sia stato un incidente. Non è possibile, continua a ripetersi Natalie davanti al capezzale di Arden. Perché qualcuno voleva farle del male? O è stata lei ad appiccare il fuoco? Natalie deve sapere. Deve mettere da parte il dolore e scandagliare la vita della figlia, una vita piena di ombre e di segreti che lei nemmeno immaginava. A poco a poco, Natalie si rende conto che persino il rapporto con Rory era tutt'altro che idilliaco, anzi celava un lato oscuro che è forse la causa della tragedia. E allora una domanda inizia a tormentarla: chi è veramente Arden?
Dosando alla perfezione suspense, rivelazioni e colpi di scena, in "Tutti i nostri segreti" l'autrice esplora la complessità dei rapporti familiari e solleva un interrogativo che prima o poi ogni genitore si è posto: conosciamo davvero i nostri figli?
Da leggere. Da leggere assolutamente.
Carla Buckley aveva conquistato le cinque stelle con "La luce dopo il tramonto", e ci è riuscita anche con "Tutti i segreti".
Stavolta l'autrice ci porta a scoprire la storia di due cugine, Arden e Rory, che in seguito a un incendio divampato nella loro stanza al college sono in un letto d'ospedale, prive di coscienza.
Un loro amico - più di un amico, in realtà - è morto, e loro sono in condizioni gravi.
Ma cosa è successo davvero in quella stanza, e cosa le ha portate a trovarsi su quel davanzale dal quale hanno deciso di saltare giù? Volevano davvero solo sfuggire alle fiamme, o c'è qualcosa che le due ragazze hanno anscosto alle famiglie e al resto del mondo?
C'è decisamente qualcosa, anzi, ben più di qualcosa.
La vita di Arden e Rory prima dell'incendio viene svelata al lettore attravero i punti di vista di Arden, Rory e Natalie, madre di Arden: mentre quest'ultima tiene tutti col fiato sospeso nel presente, le due ragazze ripercorrono gli avvenimenti che le hanno portate a trovarsi in quella camera di pensionato universitario.
Si scoprono i problemi finanziari delle due famiglie, si scoprono i conflitti e i tradimenti, si scoprono i dolori. Soprattutto quello nel cuore di Rory.
Mi è piaciuta moltissimo la figura di Natalie, che vive la paura di una madre all'idea di poter perdere sua figlia ma anche il rimpianto di non averla saputa ascoltare di più, e i dubbi su quelli che possono essere stati errori. In un momento in cui la loro situazione finanziaria è grave, è possibile che abbia effettivamente ignorato qualche segnale?
Credo che ogni donna - e ogni madre - possa identificarsi in quelle che sono le preoccupazioni sue e di ognuna di noi: la paura di non riuscire a realizzarsi professionalmente, la paura di fallire, quella di non essere una brava madre, o una brava moglie.
È una storia che va scoperta, e che viene narrata splendidamente da un'autrice che ero sicura che non mi avrebbe delusa.
Una prosa splendida e dialoghi coinvolgenti fanno di questo romanzo una lettura che non potete assolutamente farvi sfuggire.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 31 marzo 2017
Anteprima: "Tre volte te" di Federico Moccia
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa è dedicata all'anteprima di "Tre volte te" di Federico Moccia, edito Nord (rilegato a 18€) in uscita il 18 Aprile:
Che fine ha fatto quel ragazzo arrabbiato col mondo intero, il picchiatore che passava i pomeriggi in piazza con gli amici e le notti a correre in moto? A volte, Step ha l'impressione che quella vita appartenga a un altro. Ormai lui è una persona molto diversa, è un produttore televisivo di successo e sta per sposarsi con Gin, la donna che ha scelto. Gin che è dolce, bella, tenera, perfetta. E che gli ha perdonato persino lo sbaglio di sei anni prima, quando lui l’ha tradita con Babi, il suo primo, mai dimenticato amore.
Babi e Step non si sono più rivisti da allora, ma ecco che Babi rientra come un tornado nella sua vita, rivelandogli una verità sconvolgente. E Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze. E a porsi delle domande scomode. È davvero felice con Gin? Babi è solo un ricordo o un fuoco che niente e nessuno potrà mai spegnere?
Oddio, ma ve li ricordate Babi e Step?!
Io ero... tanto giovane (XD) quando "Tre metri sopra il cielo" è arrivato in libreria con Feltrinelli, e ricordo l'invidia sfrenata per la bella e distaccata Babi che, in quattro e quattr'otto, aveva accalappiato il bello e tormentato Step.
Che poi insomma, al cinema era Scamarcio al suo meglio: un pensierino ce lo abbiamo fatto tutte!
Non so voi, ma io sono PRONTISSIMA a tornare adolescente per un pomeriggio, a rispolverare la playlist con la colonna sonora del film (e pure a rivedermeli, i film. Anzi, vado a preparare i popcorn già ora!) e a immergermi nel gran finale!
Vi segnalo inoltre che l'autore sarà a Milano per Tempo di Libri, e potrete assistere al suo intervento venerdì 21 aprile alle 17.30 presso la Sala Helvetica di RHO Fiera Milano.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa è dedicata all'anteprima di "Tre volte te" di Federico Moccia, edito Nord (rilegato a 18€) in uscita il 18 Aprile:
Che fine ha fatto quel ragazzo arrabbiato col mondo intero, il picchiatore che passava i pomeriggi in piazza con gli amici e le notti a correre in moto? A volte, Step ha l'impressione che quella vita appartenga a un altro. Ormai lui è una persona molto diversa, è un produttore televisivo di successo e sta per sposarsi con Gin, la donna che ha scelto. Gin che è dolce, bella, tenera, perfetta. E che gli ha perdonato persino lo sbaglio di sei anni prima, quando lui l’ha tradita con Babi, il suo primo, mai dimenticato amore.
Babi e Step non si sono più rivisti da allora, ma ecco che Babi rientra come un tornado nella sua vita, rivelandogli una verità sconvolgente. E Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze. E a porsi delle domande scomode. È davvero felice con Gin? Babi è solo un ricordo o un fuoco che niente e nessuno potrà mai spegnere?
Oddio, ma ve li ricordate Babi e Step?!
Io ero... tanto giovane (XD) quando "Tre metri sopra il cielo" è arrivato in libreria con Feltrinelli, e ricordo l'invidia sfrenata per la bella e distaccata Babi che, in quattro e quattr'otto, aveva accalappiato il bello e tormentato Step.
Che poi insomma, al cinema era Scamarcio al suo meglio: un pensierino ce lo abbiamo fatto tutte!
Non so voi, ma io sono PRONTISSIMA a tornare adolescente per un pomeriggio, a rispolverare la playlist con la colonna sonora del film (e pure a rivedermeli, i film. Anzi, vado a preparare i popcorn già ora!) e a immergermi nel gran finale!
Vi segnalo inoltre che l'autore sarà a Milano per Tempo di Libri, e potrete assistere al suo intervento venerdì 21 aprile alle 17.30 presso la Sala Helvetica di RHO Fiera Milano.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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mercoledì 29 marzo 2017
Anteprima: "Le parole degli altri" di Michaël Uras
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa è dedicata all'anteprima "Le parole degli altri" di Michaël Uras, edito Nord (rilegato a 16,90€) in uscita il 6 Aprile:
Per tutti arriva il momento di scegliere cosa fare nella vita. Ed è arrivato anche per Alex. Lui, però, ha avuto un’idea geniale: perché non mettere a frutto la sua smisurata passione per i libri e il suo intuito nel saper leggere il cuore delle persone? Così si è inventato un mestiere: il biblioterapeuta. Invece di medicine, Alex dispensa ai suoi pazienti precisi consigli di lettura e li accompagna nella scoperta del potere salvifico delle parole: Aspettando Godot per chi ha troppo da fare, Il giovane Holden per chi ha paura di ribellarsi, l'Odissea per ritrovare il proprio posto nel mondo... E, grazie a quei consigli, le persone stanno meglio: sta meglio Yann, il ragazzo innamorato che non riesce a dichiararsi; sta meglio Anthony, il calciatore travolto dal successo, e sta meglio Robert, l'uomo d'affari che ha smarrito se stesso. Tutto sembra andare per il meglio, finché Alex non si rende conto che, in realtà, anche nella sua vita c’è qualcosa che non va. Pure lui deve riuscire a cambiare, a «guarire». Ma, si sa, consigliare gli altri è semplice, mentre risolvere i propri problemi può essere un’impresa impossibile. Soprattutto quando non si ha idea da quale libro cominciare...
Un romanzo che si preannuncia imperdibile, soprattutto se viane descritto come "una favola contemporanea che scalda il cuore, risolleva lo spirito e spinge noi lettori a condividere con gli altri la nostra passione più grande: i libri".
Insomma, come resistere?
«Sono un biblioterapeuta.»
«Aggiusta i libri?»
Non avevo mai sentito un’osservazione simile ma,
pensandoci bene, era divertente e originale.
«Aggiusto le persone, coi libri.»
Ditemi voi se questo non è il libro ideale per ogni lettore!
Ho sempre avuto un debole per i libri che parlano di libri (o librai, o biblioteche... se spulciate ben bene il blog troverete di tutto e di più, in questo senso!)
Io il 6 Aprile so cosa fare ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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lunedì 13 marzo 2017
Anteprima: "Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley
Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley, edito Nord (rilegato a 18€) in uscita il 16 Marzo:
Non è possibile. Mentre corre in ospedale, Natalie Falcone ripensa incredula alla telefonata che le ha fatto lasciare a metà turno la cucina del suo ristorante: c'è stato un incendio nella stanza che la figlia Arden e sua cugina Rory dividono al college e, per salvarsi, le ragazze si sono buttate dalla finestra e adesso sono entrambe in coma. Ma non solo: uno studente è rimasto ucciso e i vigili del fuoco sono convinti che l’incendio non sia stato un incidente. Non è possibile, continua a ripetersi Natalie davanti al capezzale di Arden. Perché qualcuno voleva farle del male? O è stata lei ad appiccare il fuoco? Natalie deve sapere. Deve mettere da parte il dolore e scandagliare la vita della figlia, una vita piena di ombre e di segreti che lei nemmeno immaginava. A poco a poco, Natalie si rende conto che persino il rapporto con Rory era tutt'altro che idilliaco, anzi celava un lato oscuro che è forse la causa della tragedia. E allora una domanda inizia a tormentarla: chi è veramente Arden?
Dosando alla perfezione suspense, rivelazioni e colpi di scena, in !Tutti i nostri segreti" l'autrice esplora la complessità dei rapporti familiari e solleva un interrogativo che prima o poi ogni genitore si è posto: conosciamo davvero i nostri figli?
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Tutti i nostri segreti" di Carla Buckley, edito Nord (rilegato a 18€) in uscita il 16 Marzo:
Non è possibile. Mentre corre in ospedale, Natalie Falcone ripensa incredula alla telefonata che le ha fatto lasciare a metà turno la cucina del suo ristorante: c'è stato un incendio nella stanza che la figlia Arden e sua cugina Rory dividono al college e, per salvarsi, le ragazze si sono buttate dalla finestra e adesso sono entrambe in coma. Ma non solo: uno studente è rimasto ucciso e i vigili del fuoco sono convinti che l’incendio non sia stato un incidente. Non è possibile, continua a ripetersi Natalie davanti al capezzale di Arden. Perché qualcuno voleva farle del male? O è stata lei ad appiccare il fuoco? Natalie deve sapere. Deve mettere da parte il dolore e scandagliare la vita della figlia, una vita piena di ombre e di segreti che lei nemmeno immaginava. A poco a poco, Natalie si rende conto che persino il rapporto con Rory era tutt'altro che idilliaco, anzi celava un lato oscuro che è forse la causa della tragedia. E allora una domanda inizia a tormentarla: chi è veramente Arden?
Dosando alla perfezione suspense, rivelazioni e colpi di scena, in !Tutti i nostri segreti" l'autrice esplora la complessità dei rapporti familiari e solleva un interrogativo che prima o poi ogni genitore si è posto: conosciamo davvero i nostri figli?
«La prima cosa da sapere è che tutti hanno dei segreti.
La seconda è che, prima o poi, i segreti vengono alla luce…»
Non siete curiosissimi di scoprire il nuovo romanzo dell'autrice di "La luce dopo il tramonto"?
Io sì, il suo romanzo precedente mi aveva lasciata a bocca aperta e col fiato sospeso pagina dopo pagina!
Sono davvero felice di poter leggere un altro suo lavoro, e spero - occhi permettendo - di potervene parlare presto!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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martedì 21 febbraio 2017
Anteprima: "Dietro le quinte al museo" di Kate Atkinson
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Dietro le quinte al museo" di Kate Atkinson, edito Nord (rilegato a 18,60€) in uscita il 23 Febbraio:
Ruby Lennox è stata concepita di malavoglia dalla madre, Bunty, ed è nata mentre suo padre, George, era fuori città a raccontare a una signora con un bel vestito verde che lui non era sposato. Un inizio tutt’altro che promettente per Ruby… Anche perché Bunty non aveva nessuna intenzione di sposare George e adesso si ritrova bloccata con quella bambina in un piccolo appartamento sopra un negozio di animali, a due passi dall’antica e maestosa cattedrale di York. Ma i guai della famiglia di Ruby non sono certo iniziati allora, negli anni ‘50, all’epoca della sua nascita. Pare infatti che l’origine di tutti i disastri passati e futuri sia stata la sua bisnonna Alice, che agli inizi del secolo aveva dato scandalo scappando con un fotografo francese. Insomma, la storia della famiglia Lennox è ben più complessa di quanto non possa apparire a prima vista, ed è popolata da una carrellata di personaggi tutti da scoprire. Ed è proprio Ruby a raccontarcela, fin dal momento del suo concepimento («Eccomi, esisto!»), coinvolgendoci in un viaggio appassionante nel XX secolo visto attraverso gli occhi di una ragazza determinata a ritagliarsi un posto nel mondo.
"Dietro le quinte al museo" è stato il romanzo d’esordio di Kate Atkinson, un esordio esplosivo che ha incantato sia la critica sia i lettori e che oggi è considerato un classico della narrativa contemporanea inglese.
Avete letto "Vita dopo vita" e "Un dio in rovina"?
Se la risposta è no, dovete recuperare: quella di Kate Atkinson è una prosa straordinaria, e io non vedo l'ora di scoprire il suo romanzo d'esordio (già uscito qualche anno fa con altro editore) in questa splendida edizione.
![]() |
| La mia copia di VITA DOPO VITA |
![]() |
| La mia copia di UN DIO IN ROVINA, lì sulla sinistra |
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
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venerdì 27 gennaio 2017
Anteprima: "Ritorno da te" di Jennifer L. Armentrout
Buonasera a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Ritorno da te" di Jennifer L. Armentrout, edito Nord (rilegato a 16,40€) in uscita il 2 Marzo:
Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membro dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all'uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero...
Il volume precedente della serie, "Lontano da te", è uno dei miei romanzi preferiti di quest'autrice che riesce sempre a tenermi incollata alle pagine, e trovate la recensione qui.
Aspetto con ansia il 2 Marzo, voi no?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Ritorno da te" di Jennifer L. Armentrout, edito Nord (rilegato a 16,40€) in uscita il 2 Marzo:
Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membro dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all'uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero...
Il volume precedente della serie, "Lontano da te", è uno dei miei romanzi preferiti di quest'autrice che riesce sempre a tenermi incollata alle pagine, e trovate la recensione qui.
Aspetto con ansia il 2 Marzo, voi no?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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"Oggi siamo vivi" di Emmanuelle Pirotte: scopriamo il romanzo insieme all'autrice!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
In occasione della Giornata della Memoria oggi vi propongo una lettura a tema.
Un romanzo che mi ha rapita sin dalle prime pagine, e del quale non vedevo l'ora di parlare.
"Oggi siamo vivi" di Emmanuelle Pirotte, edito Nord (rilegato a 16,40€) è già in libreria:
Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola.
Tuttavia quei due soldati hanno solo le divise americane. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste. Arrivati in una radura, Hans prende la pistola e spinge la bambina in avanti, in mezzo alla neve. Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo va oltre Hans e si appunta su Mathias.
È uno sguardo profondo, coraggioso. Lo sguardo di chi ha visto tutto e non teme più nulla. Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve, con un lampo d’incredulità negli occhi.
Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi...
Ci sono momenti nella vita in cui siamo costretti a confrontarci con l'inevitabile. Momenti in cui tutto sembra ormai deciso. Eppure il romanzo di Emmanuelle Pirotte ci ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino. Anche nell'ora più buia, basta un'unica, coraggiosa scelta per varcare il confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, l’aguzzino dall'eroe. Basta uno sguardo per sciogliere la neve che portiamo nel cuore. Basta un istante per ritrovare la pace.
Incontrare l'autrice di un romanzo che ti ha emozionato è sempre un'esperienza coinvolgente, ed Emmanuelle Pirotte ha una personalità travolgente dalla quale è impossibile non essere conquistati sin dalla sua stretta di mano.
Nella splendida cornice dell'Hotel Manin a Milano abbiamo parlato di Renée, Mathias e di come sono nati questi personaggi, dell'importanza della memoria e delle sue letture.
Negli ultimi anni abbiamo potuto leggere moltissimi romanzi ambientati durante la guerra o nell'immediato dopoguerra che hanno come protagonisti dei bambini.
Da dov'è nata la scelta di creare una protagonista come Renée, e cosa ti ha ispirata?
Da dov'è nata la scelta di creare una protagonista come Renée, e cosa ti ha ispirata?
Effettivamente Renée avrebbe potuto essere anche un po' più grande di così, ma era necessario che fosse giovane perchè quello che mi interessava era raccontare la storia di uno dei bambini nascosti.
Mi poneva una sfida perchè si trovava in un momento davvero particolare dello sviluppo e della crescita: non era più una bambina piccola e la preadolescenza era all'orizzonte.
Molti romanzi hanno al centro un bambino, e credo sia per motivi simili a questo.
Nel mio caso la novità era data dalla presenza di Mathias, un ufficiale delle SS che si trova a fuggire insieme a lei, e dalla differente modalità in cui tratto il tema della Shoah.
Mi poneva una sfida perchè si trovava in un momento davvero particolare dello sviluppo e della crescita: non era più una bambina piccola e la preadolescenza era all'orizzonte.
Molti romanzi hanno al centro un bambino, e credo sia per motivi simili a questo.
Nel mio caso la novità era data dalla presenza di Mathias, un ufficiale delle SS che si trova a fuggire insieme a lei, e dalla differente modalità in cui tratto il tema della Shoah.
Il mio personaggio preferito è sicuramente quello di Mathias, la spia nazista.
Quella della spia è una figura classica in letteratura, quasi un topos letterario (soprattutto se parliamo di thriller e gialli), e come tale è ben codificata. Ma nel tuo caso c'è stato anche un lavoro splendido su quello che è Mathias come persona, come uomo.
Quanto lavoro ti ha richiesto entrare così a fondo nella mente di una persona come lui, che era e rimane un assassino, e a rendere il fatto che non sia tanto lui a salvare Renée quanto la bambina a salvare lui e se stessa?
Quella della spia è una figura classica in letteratura, quasi un topos letterario (soprattutto se parliamo di thriller e gialli), e come tale è ben codificata. Ma nel tuo caso c'è stato anche un lavoro splendido su quello che è Mathias come persona, come uomo.
Quanto lavoro ti ha richiesto entrare così a fondo nella mente di una persona come lui, che era e rimane un assassino, e a rendere il fatto che non sia tanto lui a salvare Renée quanto la bambina a salvare lui e se stessa?
Quello di Mathias è il personaggio che mi ha richiesto più lavoro!
Anzi, "ci": ho lavorato insieme a mio marito a quattro mani alla sceneggiatura di questa storia per quasi quattro anni, e in quest'arco di tempo Mathias ha assunto varie forme.
Emerge come personaggio completo un pezzetto alla volta: mi piace pensare all'immagine di una scultura nel marmo, che emergono dalla massa rocciosa mano a mano che si va a "togliere" con i propri attrezzi.
Se pensiamo alla cucina, è sicuramente un personaggio millefoglie, composto da numerosi strati sottili sovrapposti.
Non è stato un personaggio facile da delineare, perchè lui è una spia solo nel momento in cui aderisce all'operazione narrata nl libro, non fa parte di questa sfera borghese che entra nelle fila delle spie già all'inizio della guerra.
Mi fa molto piacere che tu abbia visto in lui sia una componente umana che un archetipo letterario, perchè è stato proprio il desiderio di avere contemporaneamente sia la spia che l'uomo a farmi lavorare sodo al personaggio di Mathias.
Anzi, "ci": ho lavorato insieme a mio marito a quattro mani alla sceneggiatura di questa storia per quasi quattro anni, e in quest'arco di tempo Mathias ha assunto varie forme.
Emerge come personaggio completo un pezzetto alla volta: mi piace pensare all'immagine di una scultura nel marmo, che emergono dalla massa rocciosa mano a mano che si va a "togliere" con i propri attrezzi.
Se pensiamo alla cucina, è sicuramente un personaggio millefoglie, composto da numerosi strati sottili sovrapposti.
Non è stato un personaggio facile da delineare, perchè lui è una spia solo nel momento in cui aderisce all'operazione narrata nl libro, non fa parte di questa sfera borghese che entra nelle fila delle spie già all'inizio della guerra.
Mi fa molto piacere che tu abbia visto in lui sia una componente umana che un archetipo letterario, perchè è stato proprio il desiderio di avere contemporaneamente sia la spia che l'uomo a farmi lavorare sodo al personaggio di Mathias.
Nasce sceneggiatrice, e ora è al suo debutto come romanziera. Quali sono le difficoltà affrontate e le belle scoperte fatte nel momento in cui ha cambiato forma di scrittura?
Sono state più le belle scoperte delle difficoltà. La difficoltà maggiore è stata quella di avere fiducia nei miei mezzi, perchè io amo molto la letteratura e avevo "messo l'asticella" un po' troppo in alto.
Nel momento in cui non riesci a credere in te stessa e avere fiducia in ciò che fai finisci per renderti fragile, quindi mi sono detta "adesso hai iniziato a fare questa cosa e vai fino in fondo, se non andrà bene pazienza: nessuno lo saprà mai a parte tuo marito!"
Scrivere questo romanzo è stata pura felicità. Ho potuto allontanarmi dagli obblighi e dalle costrizioni della sceneggiatura, che non prevede per esempio una descrizione psicologica del personaggio.
Tutto è espresso attraverso l'azione. Il film da questo punto di vista è esistenzialista, esiste ciò che agisce. Il romanzo invece è molto diverso, e come autore puoi fare ciò che vuoi.
Puoi entrare nella testa del tuo personaggio, e puoi giocare con i tempi saltando avanti e indietro con maggiore disinvoltura.
Un salto all'indietro di dieci anni equivale a un colpo di bacchetta magica.
Tra le belle scoperte che ho fatto, tra l'altro, c'è anche il fatto che uno scrittore è più rispettato di uno sceneggiatore: non lo immaginavo, e mi ha sorpresa.
Scrivere questo romanzo è stata pura felicità. Ho potuto allontanarmi dagli obblighi e dalle costrizioni della sceneggiatura, che non prevede per esempio una descrizione psicologica del personaggio.
Tutto è espresso attraverso l'azione. Il film da questo punto di vista è esistenzialista, esiste ciò che agisce. Il romanzo invece è molto diverso, e come autore puoi fare ciò che vuoi.
Puoi entrare nella testa del tuo personaggio, e puoi giocare con i tempi saltando avanti e indietro con maggiore disinvoltura.
Un salto all'indietro di dieci anni equivale a un colpo di bacchetta magica.
Tra le belle scoperte che ho fatto, tra l'altro, c'è anche il fatto che uno scrittore è più rispettato di uno sceneggiatore: non lo immaginavo, e mi ha sorpresa.
Perchè secondo lei è ancora così importante raccontare quanto accaduto negli anni Quaranta?
Può aiutarci anche ad affrontare altri temi come, ad esempio, il grave problema delle guerre civili in Medio-Oriente, le persecuzioni religiose ancora in corso nel mondo e il fenomeno drammatico dell'immigrazione?
Può aiutarci anche ad affrontare altri temi come, ad esempio, il grave problema delle guerre civili in Medio-Oriente, le persecuzioni religiose ancora in corso nel mondo e il fenomeno drammatico dell'immigrazione?
Parlare di questo evento, anche se non più attuale, ci consente di gettare uno sguardo sul passato.
Non tanto di imparare dalla Storia (sono convinta che l'uomo dalla Storia non impari nulla e che continui a ripetere gli stessi errori) quanto di riuscire ad analizzare con maggiore lucidità quanto accade nel presente, avendone una visione più sottile e più attenta.
La finzione narrativa e il passato insieme possono sicuramente aiutare ad aprire le menti dei più giovani, e a renderli più tolleranti.
Non tanto di imparare dalla Storia (sono convinta che l'uomo dalla Storia non impari nulla e che continui a ripetere gli stessi errori) quanto di riuscire ad analizzare con maggiore lucidità quanto accade nel presente, avendone una visione più sottile e più attenta.
La finzione narrativa e il passato insieme possono sicuramente aiutare ad aprire le menti dei più giovani, e a renderli più tolleranti.
Sceneggiatrice, romanziera... ma anche lettrice!
Quali sono l'ultimo libro che ha letto, quello in lettura e il prossimo che affronterà?
Quali sono l'ultimo libro che ha letto, quello in lettura e il prossimo che affronterà?
Mi piace molto alternare i lavori dei grandi autori ad opere contemporanee.
L'ultimo romanzo che ho letto è "La Vengeance des mères: Les journaux de Margaret Kelly et de Molly Mcgill" di Jim Fergus (inedito in Italia, ndr).
Sto leggendo "Il Regno" di Emmanuel Carrère, e quello che ho intenzione di leggere è "Memorie da una casa di morti" di Fëdor Dostoevskij.
Non so quali titoli siano disponibili in italiano!
L'ultimo romanzo che ho letto è "La Vengeance des mères: Les journaux de Margaret Kelly et de Molly Mcgill" di Jim Fergus (inedito in Italia, ndr).
Sto leggendo "Il Regno" di Emmanuel Carrère, e quello che ho intenzione di leggere è "Memorie da una casa di morti" di Fëdor Dostoevskij.
Non so quali titoli siano disponibili in italiano!
È stato davvero un onore poter incontrare quest'autrice di grandissimo talento, e sono sicura che nel suo futuro ci siano altri romanzi strepitosi.
Spero che l'intervista vi abbia incuriositi riguardo al romanzo, che torno a consigliarvi per passare qualche ora in compagnia di personaggi speciali come Mathias e Renée.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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giovedì 26 gennaio 2017
"L'isola di Alice" di Daniel Sánchez Arévalo: scopri l'estratto in anteprima!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi scopriamo insieme un estratto in anteprima di "L'isola di Alice" di Daniel Sánchez Arévalo, edito Tre60 (rilegato a 16,90€) in uscita il 9 Febbraio:
Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi. Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d'auto. E, all'improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un'altra in arrivo. A poco a poco, però, un'altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt'altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos'altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo su Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull'isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. Un abisso in cui Alice rischia di annegare...
Un titolo molto interessante, dall'atmosfera misteriosa sin dalla splendida copertina, che non vedo l'ora di scoprire.
Per fortuna non dobbiamo aspettare il 9 Febbraio!
Potete infatti scaricare un estratto in anteprima qui, e immergervi così nel romanzo di Daniel Sánchez Arévalo sin da ora. L'autore è al suo debutto letterario: ha infatti iniziato a lavorare nel cinema alla fine degli anni '90, prima come sceneggiatore, per poi esordire alla regia nel 2006. A suo dire, però, «il suo film più bello» è L'isola di Alice, suo primo romanzo e finalista del premio Planeta 2015.
L'ho letto subito, e che dire?
Mi ha conquistata. Dovrò assolutamente dargli un'occhiata!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
Oggi scopriamo insieme un estratto in anteprima di "L'isola di Alice" di Daniel Sánchez Arévalo, edito Tre60 (rilegato a 16,90€) in uscita il 9 Febbraio:
Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi. Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d'auto. E, all'improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un'altra in arrivo. A poco a poco, però, un'altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt'altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos'altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo su Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull'isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. Un abisso in cui Alice rischia di annegare...
Un titolo molto interessante, dall'atmosfera misteriosa sin dalla splendida copertina, che non vedo l'ora di scoprire.
Per fortuna non dobbiamo aspettare il 9 Febbraio!
Potete infatti scaricare un estratto in anteprima qui, e immergervi così nel romanzo di Daniel Sánchez Arévalo sin da ora. L'autore è al suo debutto letterario: ha infatti iniziato a lavorare nel cinema alla fine degli anni '90, prima come sceneggiatore, per poi esordire alla regia nel 2006. A suo dire, però, «il suo film più bello» è L'isola di Alice, suo primo romanzo e finalista del premio Planeta 2015.
L'ho letto subito, e che dire?
Mi ha conquistata. Dovrò assolutamente dargli un'occhiata!
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venerdì 5 agosto 2016
"Scomparsi" di Caroline Eriksson
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Scomparsi" di Caroline Eriksson, edito da Nord (rilegato a 16,90€):
Intorno a lei c'è solo silenzio. Greta si sveglia e si rende conto che Alex e Smilla non sono ancora tornati. Erano scesi dalla barca per fare una passeggiata sull'isola che si erge in mezzo al lago Maran, mentre lei era rimasta a bordo a riposare. Ormai però il sole sta sparendo dietro gli alberi, disegnando lingue color sangue nel cielo, l'acqua è fredda e immobile come pietra e Greta non sente né la voce rassicurante di Alex né la risata argentina di Smilla. Scende a terra per cercarli ma, poco dopo, capisce che non sono più su quell’isoletta. Sono svaniti nel nulla. Greta allora torna indietro, nella casa in riva al lago dove stanno trascorrendo qualche giorno di vacanza. Niente neanche lì. E al cellulare di Alex scatta inesorabile la segreteria telefonica. A Greta non rimane quindi che rassegnarsi, raccogliere tutto il suo coraggio e andare alla polizia per denunciare la scomparsa del marito e della figlia. Alla piccola centrale del paesino più vicino, l'accoglie una giovane agente. L'ascolta, fa qualche verifica al computer. E le annuncia che lei non è sposata e che non ha mai avuto figli…
Chi sono allora Alex e Smilla? Perché sono scomparsi? E cosa nasconde Greta? Qual è la sua storia? Sta mentendo o è proprio lei l’unica a dire la verità?
Grazie allo stile intenso e alla storia spiazzante, in cui niente è come sembra, "Scomparsi" è stato tra i romanzi più richiesti dell'ultima fiera di Francoforte ed è diventato un caso editoriale ancora prima della pubblicazione in Svezia, coi diritti di traduzione venduti in 22 Paesi nell’arco di una settimana.
Sulla copertina di “Scomparsi”, sopra il titolo, compaiono queste frasi:
Nessuno mente. Nessuno dice la verità. Tutti hanno dei segreti.
In linea di massima, si può dire che in queste parole sia già racchiuso il senso di questo intrigante romanzo, che mi ha tenuta inchiodata alle sue pagine dal principio alla fine, perché Caroline Eriksson non concede al lettore un solo attimo di pausa. Il senso di inquietudine che compare nel racconto in prima persona fatto da Greta, la protagonista, fin nelle primissime pagine, è destinato ad accompagnarvi fino alla parola fine.
Trattandosi di una storia ad alta tensione è praticamente impossibile darne un resoconto, perché ogni parola diventerebbe uno spoiler e rovinerebbe l’effetto complessivo.
Il motivo di fondo, comunque, è questo: non esiste un personaggio credibile e sincero, nemmeno tra coloro che, in alcuni capitoli, opportunamente sottolineati da un cambio del carattere tipografico, si sostituiscono a Greta come voci narranti, senza peraltro chiarirci molto le idee. Tutti, ma proprio tutti, sono destinati a rivelarsi diversi da come ci vengono presentati in partenza, sia in meglio che in peggio, a cominciare dalla stessa Greta, che si presenta come donna innamorata e inquieta per la sorte del marito Alex, ma di cui scopriamo, pagina dopo pagina, il passato tutt’altro che rassicurante. Lo stesso accade, del resto, per il bell’Alex e per la madre di Greta, altro personaggio chiave della storia.
Altro non si può dire, se non che Caroline Eriksson è molto brava nel costruire l’atmosfera di generale inquietudine che pervade tutto il libro, a cominciare dalla descrizione del luogo in cui si svolge la vicenda: si tratta infatti di una piccola località turistica, costituita da poche case sparse attorno a un lago, in una zona imprecisata della Svezia.
Un luogo che può essere delizioso nel periodo delle vacanze, ma che fuori stagione assume un aspetto desolato, per non dire inquietante, simile a quello di tutti i luoghi privi di residenti fissi: case vuote, finestre sbarrate, giardini trascurati, strade dove non passa mai nessuno.
Uno di quei posti, insomma, dove ti auguri di non restare senza benzina o di forare una gomma se ti capita di attraversarli quando mancano i villeggianti. Ed è lì che Greta si trova a dover affrontare una realtà incredibile, lottando al tempo stesso con i suoi fantasmi personali.
Se deciderete di tenerle compagnia, non resterete delusi da un romanzo che vi offrirà un colpo di scena dopo l’altro, perché, come la stessa Greta confessa (p.119) “Tanto vale dire le cose come stanno. Io non sono come gli altri, non sono una persona normale né una fonte affidabile, perlomeno non nel senso che comunemente si dà a queste parole. Però, se non altro, ho abbastanza consapevolezza di me da rendermene conto.”
Consigliato a chi voglia sentirsi sospeso fino all'ultima pagina.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
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