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martedì 20 novembre 2018

"La segretaria" di Renée Knight

É la tua segretaria: conosce ogni tua abitudine, ogni tuo impegno, ogni tua preferenza.
Ma tu, la conosci davvero? E sei sicura al cento per cento della sua totale lealtà?
O è forse giunto il momento di iniziare a guardarti le spalle?

Questa l'intrigante premessa di La segretaria, ultima fatica letteraria di Renée Knight (Piemme): un thriller psicologico inquietante e sofisticato, un vero e proprio passo a due della paura tra Mina Appleton e Christine Butcher, la sua assistente personale (segretaria è così demodè).

Dieci anni di lavoro a stretto contatto, e dieci anni in cui Mina ha legato sempre più la sua vita lavorativa e, di riflesso, privata, a quella della solo apparentemente semplice Christine: la donna sembra sempre stare tre passi indietro, in disparte così come si addice al suo ruolo, ma allo stesso tempo ha avuto modo di seguire con lo sguardo ogni tuo gesto, di scoprire ogni tua debolezza, di soppesare ogni tua esitazione.
Dicono di non sottovalutare mai le acque chete, eppure Mina lo ha fatto.
Lei, così aggressiva e vincente sul lavoro, al punto da mettere fuori gioco persino il suo stesso padre, ha lasciato che Christine conoscesse ogni suo segreto, dandole un potere difficile da contrastare qualora la sua lealtà venisse meno.

Renée Knight torna a stupire i lettori con un romanzo nero dalla prosa raffinata e dalla costruzione pressoché perfetta, al punto che sembra quasi riduttivo definirlo semplicemente un thriller psicologico. Lo scontro tra Christine (presentata, nelle prime pagine del romanzo, come una giovane moglie e madre in cerca di lavoro) e Mina (alla quale la definizione di "avida vipera" si accosta alla perfezione) è ciò che permettere all'autrice di fare la sua magia, regalando ai lettori una situazione senza eroine, ma con al contrario due potenti anti-eroine.
Una favola senza principessa, ma con due streghe cattive: se la natura approfittatrice di Mina è chiara dal primo capitolo, quella oscura di Christine emerge pagina dopo pagina, ed è impossibile non restarne totalmente affascinati.

Leggere La segretaria è un'esperienza paragonabile alla contemplazione di una calamità naturale in atto: impossibile distogliere lo sguardo, anche quando la situazione precipita e ogni fibra del proprio essere spinge in quella direzione. Un ritorno in libreria da cinque stelle, imperdibile per tutti.


La segretaria di Renée Knight (Piemme) è in libreria, al prezzo di copertina di 19,50€.

lunedì 12 marzo 2018

"La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La ragazza che hai sposato" di Alafair Burke edito Piemme (rilegato a 19,50€) in uscita il 13 Marzo:
Le donne pensano che gli uomini siano creature fin troppo prevedibili. E se non fosse poi così vero? Quando incontra Jason Powell, Angela non immagina che il loro flirt possa diventare qualcosa di serio: gli uomini li conosce, e non si aspetta molto da questo professore di Economia della New York University, corteggiatissimo e con una brillante carriera davanti a sé. Eppure, pochi anni dopo, eccoli sposati, con un figlio da crescere. Quando però Jason viene accusato da una studentessa di averla molestata, e poco dopo un'altra donna avanza accuse simili, tutto sembra sul punto di spezzarsi e Angela è costretta a guardare da vicino la persona che ha accanto, divisa tra l'istinto di proteggere la sua famiglia, e la sensazione di essere vittima di un terribile tradimento. Divisa tra la giovane poliziotta idealista che vuole aprirle gli occhi nei confronti del marito, e l'avvocatessa di Jason determinata a portare a casa una vittoria... Eppure, chi è lei per giudicare? Perché anche Angela, la moglie perfetta, ha un segreto. Un segreto che nessuna donna sposata dovrebbe nascondere al proprio marito. Un segreto che potrebbe rovinare per sempre la sua vita, e quella della sua famiglia. E che a maggior ragione non deve venir fuori adesso...

Attendevo con ansia il nuovo romanzo di Alafair Burke, ed è stata la lettura che mi ha fatto compagnia in metropolitana nei numerosi viaggi (della speranza) tra casa e Tempo di Libri di questo lungo fine settimana. Un'ottima compagnia, ça va sans dire.

L'autrice parte da quella che sembra, a un primo sguardo, la storia di una coppia come tante. Un incontro casuale durante una serata a East Hampton (galeotto fu il catering) e quella che poteva essere un'avventura estiva diventa una relazione coronata dal matrimonio l'anno seguente. Un uomo e una donna che si incontrano, si piacciono e si trovano, a sei anni di distanza, sposati e genitori. Una vita fatta di successi (grazie anche a un libro diventato un best-seller) e abitudini, preferenze e silenzi come quella di molti di noi... se non fosse che, a un tratto, una voce lo rompe, questo silenzio.
E lo rompe urlando un'accusa feroce, che se si rivelasse fondata distruggerebbe non solo Jason ma, di riflesso, anche Angela e suo figlio.
Lo stesso figlio che la donna ha fatto di tutto per portare via dalla casa della madre, per ricominciare da zero a Manhattan dove nessuno sapesse... cosa?
Ottima domanda: il segreto di Angela, e il modo in cui l'autrice guida il lettore verso la rivelazione, costituiscono uno dei punti a favore del romanzo.
Segreto che non vi svelerò, non temete: non voglio rovinare quella che, ne sono sicura, sarà una delle vostre letture preferite dell'anno.
Voglio però sottolineare quello che, al di là della capacità innata di Alafair Burke di creare un intreccio ad effetto e di catturare l'attenzione del lettore sin dalle prime pagine, è forse uno dei motivi per cui "La ragazza che hai sposato" è da avere sul comodino proprio quest'anno.
L'autrice pone proprio una donna a gestire una situazione che, non ho vergogna di dirlo, per me sarebbe quasi insostenibile: dover decidere se restare accanto a suo marito e difenderlo a spada tratta, sicura della sua innocenza e delle sue promesse, o se invece metterne in dubbio l'onestà.
Un conflitto doloroso, che fa tramare la terra sotto i piedi di Angela, e che le fa mettere in discussione ogni parola, ogni gesto, ogni promessa.
Cosa farei al suo posto, se mio marito venisse accusato di molestie e altre nefandezze, e se, poco dopo, una delle due accusatrici (Kerry Lynch) sparisse inspiegabilmente?
Difficile da dire, ma una cosa è certa: "La ragazza che hai sposato" mi ha tenuta inchiodata alle pagine anche per questo. Dovevo sapere cosa ne sarebbe stato di Angela e Jason, sì, ma anche di Kerry Lynch, e dovevo sapere quale fosse il segreto inconfessabile di quella che, a prima vista, sembrava solo una donna costretta a lottare per mantenere insieme la sua famiglia.
Lodevole anche la capacità dell'autrice di non far mancare davvero nulla ai suoi lettori, e di regalare loro anche quel brivido di tensione da aula di tribunale tipico del legal thriller.
C'è tanto, in "La ragazza che hai sposato", c'è tanto e molto di più.

Consigliatissimo: non deluderà assolutamente i fan del thriller psicologico, e i lettori di Alafair Burke ritroveranno una voce amica... oltre a guardare con occhio diverso il coniuge una volta a letto, con la luce spenta. Non si sa mai.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 30 novembre 2017

Chiacchierata con B.A. Paris su "La moglie imperfetta", la scrittura e... Agatha Christie!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi il blog ha un'ospite molto speciale: B.A. Paris, autrice di "La coppia perfetta" e "La moglie imperfetta", editi Nord.
Ecco cosa mi ha raccontato, nella cornice del bellissimo Enterprise Hotel di Milano!

Quando hai scritto “La coppia perfetta”, a darti il via è stato un concorso letterario che ti aveva segnalato tua figlia. Stavolta, invece, hai iniziato a scrivere “La moglie imperfetta” da autrice pubblicata. È stato diverso?
Molto, e molto più difficile! Il primo libro era stato un grande successo, e c’è un sacco di pressione nello scrivere un secondo libro sapendo che i lettori vorranno vivere un’esperienza simile ma non identica. Dovrai trasmettergli tutto ciò che è arrivato loro dal tuo primo libro, senza riscriverlo.
È stato davvero difficile!

Dopo il marito “da incubo” del tuo primo romanzo, stavolta sei stata più sottile: Matthew, in apparenza, è un marito premuroso, gentile, attento.
Sì, la differenza sta proprio qui: stavolta non è dichiarato dall’inizio che il marito è “il cattivo della storia” (ruolo che non spetta slo a lui, ndr), è qualcosa che il lettore scopre piano piano.
In entrambi i romanzi ho una vittima femminile che riesce a sfuggire al suo carnefice, e a contrattaccare.
E stavolta abbiamo anche un’amica alla quale stare attenti. Nessuno può incastrarti facilmente quanto un’amica, e hai saputo creare un personaggio femminile davvero subdolo.
Era proprio il mio intento: nel romanzo precedente avevo un’amica che correva in soccorso, stavolta mi serviva qualcosa di diverso.
Stavolta, a rendere più spaventoso il tutto, c'è la paura di Cass di stare perdendo la memoria (e di conseguenza se stessa). La vediamo iniziare a dubitare sempre di più di ogni sua azione.
È questo a spaventare il lettore. Nel mio primo romanzo era chiaro da subito di chi si dovesse avere paura, mentre stavolta si inizia a da avere paura tutto il tempo, non essendo chiaro chi sia "il cattivo" della storia. È il marito? È l'amica? È Cass stessa?

Devo chiedertelo: come fai a dormire serena, dopo aver lavorato tutto il giorno a romanzi come “La coppia perfetta” e “La moglie imperfetta”? Come riesci a tenere separato quel livello di inquietudine e di angoscia che finisce nei tuoi romanzi, e la tua vita personale?
Quando è uscito “La coppia perfetta” me l’hanno chiesto in diverse occasioni, ma la verità è che quando scrivo divento momentaneamente il personaggio su cui sto lavorando, e quando stacco torno a essere me stessa.
Ho trovato stimolante pensare a Jack, ai modi in cui avrebbe ingannato Grace… e poi quando rileggevo quello che avevo scritto mi sorprendevo di me stessa.
I miei amici, mia figlia non si capacitavano che io potessi scrivere qualcosa di simile perchè sono una persona molto ottimista, positiva e piena di entusiasmo.
Però magari la scrittura è proprio il mezzo che ti permette di tirare fuori la parte oscura di te.
Sono sicura che sia così: scrivere è terapeutico, e ti aiuta a tirare fuori emozioni e sensazioni che nemmeno sapevi di avere dentro di te.
Quali libri e quali autori pensi ti abbiano resa la persona e l'autrice che sei oggi?
Ho iniziato a leggere quando avevo circa sette anni, e pochi anni dopo ho scoperto i romanzi di Agatha Christie. L'ho letta da giovanissima, e nessuno mi ha ispirata quanto lei.
Credo che se mi sono trovata a scrivere thriller, io che mai avrei pensato di farlo, sia anche grazie a lei. Ora purtroppo ho davvero poco tempo per leggere, e quando leggo ho sempre tra le mani un thriller psicologico segnalatomi dal mio editore o da altri autori.
Ti influenza, come scrittrice, leggere il lavoro di altri autori di genere?
No, nel senso che se leggo qualcosa che mi piace penso "ok, è stato fatto. Non posso scriverlo io", e so di dovermi inventre qualcos'altro.

Qual è la tua più grande paura, da scrittrice?
Deludere i miei lettori. Non voglio che il mio nuovo romanzo piaccia loro meno del precedente, ed era sicuramente la mia più grande paura mentre lavoravo a "La moglie imperfetta".
I miei lettori sono sempre così disponibili, così comunicativi, così entusiasti di raggiungermi quando presento un romanzo: deluderli sarebbe bruttissimo.

Nei tuoi due romanzi le vittime sono donne, e quello della violenza contro le donne è un tema quanto mai attuale. In nessun paese del mondo c'è una legislazione adeguata, ne abbiamo la prova ogni giorno. Credi che aiuti a mantenere viva la discussione sul problema parlarne anche attraverso la fiction?
Assolutamente sì. Quello che mi ha sorpresa, e anche spaventata, è stato il numero di donne che, dopo l'uscita di "La coppia perfetta", mi ha contattata per dirmi che aveva vissuto o stava vivendo qualcosa di simile.
La violenza psicologica è ora un crimine riconosciuto e punito dalla legge, ma prima dell'uscita di "La coppia perfetta" non era così. La violenza fisica era riconosciuta, e sicuramente più facile da provare, mentre quella psicologica... Il romanzo e la nuova legge sono usciti quasi in contemporanea, e credo sia un passo importante nella giusta direzione.
Ringrazio tantissimo Nord e B.A. Paris per questa bellissima opportunità:la prima intervista italiana a B.A. Paris era uscita proprio sul mio blog, e incontrarla di persona è stato emozionante.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 31 marzo 2017

Anteprima: "La ragazza di prima" di J.P. Delaney

Buogiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "La ragazza di prima" di J.P. Delaney, edito Mondadori (rilegato a 19€) in uscita il 4 Aprile:
Con quest’uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato. Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall’aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra. Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l’avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta. Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l’austerità e l’ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa. Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest’uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall’aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione. Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest’uomo. Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa. Raffinato e avvincente nei capovolgimenti di scena, affascinante nei congegni della suspense, inesorabile nella costruzione della psicologia ossessiva che lo domina, "La ragazza di prima" ha subito suscitato clamore in tutto il mondo. Venduto in 39 paesi, acquistato dalla Universal (Ron Howard, regista), il thriller è immediatamente balzato ai primi posti delle classifiche inglesi e americane, imponendosi come la novità assoluta della stagione.

Curiosità a mille, e come potrebbe essere altrimenti?
La trama mi ha catturata subito, come si fa ad aspettare il 4 Aprile?!

«Ci sono momenti in cui sento di non essere sola.
Dicono che sto diventando paranoica,
eppure questa sensazione persiste.
Chi era la ragazza prima di me?»

Mondadori a Marzo aveva proposte strepitose, ma Aprile non sarà da meno.
Le wishlist si allungano, e tanto!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3