Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Altro giro, altra corsa, ed oggi scopriamo insieme qualcosa di più su "Sentimi" di Tea Ranno, appena uscito per Frassinelli (rilegato a 17,50€), con il resoconto dell'incontro con l'autrice a Tempo di Libri:
Durante una notte surreale, e nello stesso tempo fin troppo reale, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono, devono, raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall'oblio al quale sono destinate.
Sono storie quasi sempre dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: l'umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale, i loro sentimenti, le loro vite vere. Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all'autrice: c'è anche un'altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile della colpa, delle corna. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina, poi ragazza. E per questo le donne del paese faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.
Ecco cosa ci ha raccontato su "Sentimi", Pietra e la scrittura!
Partiamo dalla domanda di rito: com'è nato "Sentimi", e come si inserisce nella tua produzione?
"Sentimi" non è nato come un romanzo, o come una storia da proporre a un editore.
Ci sono stati momenti, nella mia vita, in cui la scrittura è stat un rifugio da ciò che mi stancava o preoccupava. In primis faccio la mamma, perchè ho due figlie e mi piace dedicarmi a loro. Non credo che occuparsi dei figli tolga qualcosa alle donne o impedisca loro di fare carriera, non credo affatto sia svilente, anzi! Ho due gemelle, tra l'altro, e crescerle è un lavoro a tempo pieno e molto impegnativo.
Ci sono momenti, come dicevo, in cui sono troppo stanca o le notizie di cronaca mi colpiscono particolarmente, durante i quali la scrittura diventa un vero e proprio bisogno.
Nel 2016 si parlava moltissimo di femminicidio, visto il numero di casi in costante ascesa, e ricordo che a colpirmi particolarmente fu la storia di Sara (bruciata viva dal fidanzato): sentire parlare di femminicidio avendo due figlie, dentro di me ha creato una combinazione esplosiva che si traduce in scrittura. Non una prosa elaborata, nè un romanzo costruito.
Pensate che scrivo ancora a mano, su dei taccuini numerati e datati.
C'è un particolare autore (o più di uno) che abbia influenzato la tua scrittura?
Con "Sentimi" ho provato a giocare alla Simenon nelle sue memorie intime raccontava un curioso metodo di scrittura, che consisteva nel prendere delle buste gialle e inserire all'interno dei profili di personaggi (psicologici, caratteriali, fisici) con nomi scelti a caso dall'elenco del telefono. Mescolava le buste, e combinava così i suoi personaggi.
Nel mio caso, mi sono procurata dei fogli di carta e ho iniziato a pensare a nomi e profili di donne, delle quali però mi veniva in mente non solo la data di nascita ma anche quella di morte, senza che sapessi spiegarmi il motivo.
A darmi il via per quello che poi sarebbe diventato il mio romanzo è stata la scheda di Pietra, e ho cominciato a giocare con il suo nome, con le rime, con le assonanze.
La sua storia parte da un doppio tradimento, del marito e della sorella (i suoi amori più grandi), che concepiscono dei figli che diventeranno poi la sua ragione di vita.
È stata Pietra a raccontarmi la sua storia, e via via le altre donne si sono palesate, una alla volta.
Nel tuo romanzo la Sicilia è essa stessa piena protagonista.
Mi sono trasferita a Roma nel 1995, e devo ammettere che prima del mio trasferimento non sentivo questo forte bisogno di raccontare la mia terra. Era mia, la vivevo, faceva parte della mia quotidianità.
Nel momento in cui mi è venuta a mancare, la prima cosa che ho voluto recuperare è stato il dialetto.
Abitualmente non parlavo siciliano perchè mia madre è sempre stata inflessibile sulla necessità di parlare italiano, ma poi anche con le mie figlie mi è capitato spesso che mi "uscisse" così, in modo inaspettato e spontaneo.
La Sicilia che racconto è una Sicilia sognata.
Se tu non fossi siciliana, scriveresti in modo diverso secondo te?
Assolutamente sì, ma non solo questo. Ho iniziato a scrivere, di fatto, per sfuggire al mondo giuridico: era uno sfogo creativo mentre portavo avanti la pratica notarile. Ciò che mi ha dato il via è stato il fatto che un'amica ha portato un mio racconto a un editore a mia insaputa, e sono stata convocata. È lì che è iniziato il mio percorso nel mondo letterario, e il confronto con i grandi nomi.
"Sentimi" è una storia di violenza, ma soprattutto è una storia di donne.
Tanti lettori mi hanno fatto notare che sì, io racconto le donne ma che allo stesso tempo mostro gli uomini. Le donne al centro, e perchè sono così attenta alle donne?
Perchè è stato da qui che sono partita, quando ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: un libro sulla caccia alle streghe e sui processi per stregoneria mi ha colpita in modo particolare, e mi ha avvelenata nel profondo.
Ho cominciato a documentarmi, a leggere di atrocità tali da farmi rabbrividire e di una misoginia oltre ogni limite dove la sapienza, la bravura e il talento diventano strumenti del demonio invece di essere riconosciuti come tali.
Volevo raccontare il femminile, e la sorellanza. Uno degli aspetti del libro che vorrei proprio mettere in evidenza è il ruolo centrale della sorellanza, perè l'ho vissuta e la vivo anche oggi: a Roma le ho trovate, le amiche-sorelle, che mi hanno sostenuta quando il lavoro, le figlie, la famiglia e le difficoltà di ogni giorno si facevano sentire.
Non è vero che le donne si odiano e si invidiano, c'è un femminile bello da raccontare e da vivere.
Anche le donne del mio romanzo, persino le più odiose, hanno un pizzico di questo femminile e hanno a cuore l'interesse della bambina.
Cosa c'è di vero, in "Sentimi"?
C'è molto di vero: la storia delle donne violentate dagli alleati, per esempio, è vera e documentata anche se ovviamente ho modificato qualcosa nel mio romanzo; è vera persino quella che sembra una storia assurda, ovvero quella del ragazzo ucciso per una disputa sorta su chi dovesse portare la Madonna Addolorata in processione durante il venerdì santo.
Ci tengo anche a dire che non racconto solo la Sicilia: una delle storie che ho utilizzato nel romanzo è accaduta realmente, ma a Napoli. La Sicilia non è una regione retrograda, o ignorante, ed è un pregiudizio che vorrei aiutare a sfatare.
Si parla molto di femminismo, nel bene e nel male. Tu invece parli di femminile.
Non condivido l'idea del femminismo per partito preso, o della superiorità della donna a ogni costo.
C'è un femminile che permette alla donna di essere unica anche nel momento in cui trova una persona con la quale vivere in armonia.
Credo invece nell'importanza dell'emancipazione, e dell'educazione: incito le mie figlie a studiare, sempre, perchè la preparazione e l'istruzione sono alla base di qualsiasi opportunità.
C'è un libro che mi ha colpita particolarmente e mi ha fatta riflettere a lungo su quanta strada debbano ancora fare le donne in alcune aree del mondo: "Leggere Lolita a Teheran".
Di sicuro fa capire quanti privilegi abbiamo qui, rispetto alle donne che vivono in società diverse dalla nostra.
Credo in un maschile e in un femminile che vivono in armonia e che si supportano vicendevolmente, senza che nessuno rinunci alle proprie qualità.
Devo dire di essere stata fortunata e di essere cresciuta con un esempio del genere: mio padre lavava i piatti, mia madre cucinava, e nessuno ci trovava nulla di strano. Si aiutavano a vicenda, e ora è così anche tra me e mio marito.
Essere una mamma chioccia non mi impedisce di essere una femmina tosta quando serve, anzi.
E nella vita serve!
Ringrazio di cuore Frassinelli e l'autrice per la disponibilità, e consiglio vivamente la lettura del romanzo perchè la prosa di Tea Ranno e la sua capacità di emozionare sono davvero da cinque stelle, e spero che l'intervista abbia stimolato la vostra curiosità.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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venerdì 9 marzo 2018
giovedì 1 marzo 2018
Di donne, sulle donne e per le donne: tante letture per l'8 Marzo!
Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
L'8 Marzo si avvicina, e come non proporvi quelle che, secondo me, sono le letture ideali per accompagnarvi durante questa giornata?
Sono romanzi, memoir, volumi illustrati e saggi che mettono al centro le donne, le loro lotte e la forza della loro voce: pronti con blocco e matita alla mano!
C'erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! "Storie della buonanotte per bambine ribelli" è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine - e i bambini - a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un'inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l'uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.
Chi ha letto "La donna di Gilles" sa che non c'è un'altra scrittrice capace come Madeleine Bourdouxhe di raccontare gli sbigottimenti e le lusinghe dell'amore: senza sbavature né svenevolezze, ma con un'intensità e un'evidenza che hanno qualcosa di lancinante. In questo secondo romanzo della Bourdouxhe (che Jonathan Coe ha definito «una delle più belle scoperte letterarie degli ultimi anni») non siamo più nella grigia e fuligginosa periferia di Liegi, bensì nella "douceur de vivre" della Parigi della fine degli anni Trenta; e se Elisa, la struggente protagonista della Donna di Gilles, viveva nell'attesa, nel dono di sé, nella devozione assoluta per un marito di cui tutto sapeva accogliere e perdonare, Marie (che pure ama profondamente il suo, di marito) scopre la violenza della passione quando, su una spiaggia della Costa Azzurra, incrocia lo sguardo di un ragazzo di vent'anni dalle spalle sottili, i fianchi stretti e le lunghe gambe abbronzate. Un pomeriggio si incontrano, come per caso, su un sentiero che costeggia il mare e, su un pezzetto di carta che lei non getterà, lui scrive un numero di telefono. Che Marie chiamerà, tornata a Parigi, dalla cabina telefonica di un caffè. In una breve Nota all'edizione Gallimard della Donna di Gilles, Madeleine Bourdouxhe aveva scritto: «L'annientamento nell'amore: un po' la storia di tutte le donne», ma qui la prospettiva è cambiata, e il suo sguardo segue con vibrante complicità il percorso di una donna che affronta, con un'audacia che quasi la stupisce, «l'intransigenza del desiderio». E che alla fine del libro, a chi le chiede il suo nome, risponde di chiamarsi Marie «Marie e basta». «Saltando dalle rocce sulla sabbia, il ragazzo tende la mano a Marie per aiutarla. Lei ha già preso lo slancio, convinta che lui si farà da parte per lasciarla saltare. Invece non si muove, la accoglie tra le braccia e la tiene stretta per qualche secondo. «Si siedono sulla sabbia. Potrebbero parlarsi ancora: delle colline lontane che digradano verso il mare, della forma di una villa bianca tra i cipressi. Ma a che serve? Sanno che non c'è niente da dire. Accettano tra loro quel silenzio, la ricchezza, la sincerità di quel grande silenzio. Sanno pure che in quel momento vedono ogni cosa dalla stessa prospettiva e che, per entrambi, quella vela rossa sul mare spicca netta, aspra, crudele come quella cosa che è in loro». Con una nota di Faith Evans.
Splendido esempio di "saggio narrativo", "Una stanza tutta per sé affronta" - in modo ironico e pieno di vita, di ragione e senso critico nutrito dalla forza delle emozioni - il tema della creatività femminile. In toni amari e risentiti contro i privilegi maschili, Virginia Woolf esprime una genuina indignazione per il ruolo subalterno cui era costretta la donna del suo tempo, e in particolare la donna intellettuale. Lucida analisi dell'essere scrittrice in una società le cui convenzioni riducono la donna al ruolo di madre, sorella o figlia, la Woolf va alla ricerca di un punto di equilibrio interiore, di un momento di bellezza e verità assolute, intessendo un colloquio ideale con grandi scrittori. Note di Nadia Fusini.
Rose McGowan è cresciuta in una setta religiosa, e da adulta è entrata a far parte di un'altra setta, molto più visibile: Hollywood.
Nata e cresciuta nel ramo italiano dei Bambini di Dio, dal quale è fuggita di notte con la famiglia attraverso i campi di grano, si è trasferita negli Stati Uniti e a tredici anni è scappata di casa. Per un periodo ha vissuto per strada come una punk, finché non è stata "scoperta" a Los Angeles e nel giro di una notte è diventata una delle attrici più desiderate di Hollywood.
In quello strano mondo in cui era continuamente in mostra, esposta al giudizio del pubblico, vista come un oggetto sessuale, ben presto la fama si è trasformata in un incubo. Rose si è rifugiata allora nello spazio privato della propria mente, come era solita fare da piccola, e in relazioni di reale valore. Ogni dettaglio della sua vita personale è diventato pubblico, e la realtà di un'industria fortemente sessista è emersa in ogni copione, ruolo, apparizione pubblica e copertina. La macchina di Hollywood l'ha confezionata come un sex-symbol, si è appropriata della sua immagine e della sua identità e l'ha commercializzata per trarne profitto.
Hollywood si aspettava che Rose sarebbe rimasta in silenzio, che avrebbe collaborato e avrebbe continuato sulla stessa strada di sempre. Lei invece si è ribellata, ha affermato la propria identità e fatto sentire la propria voce. Una voce spontanea, coraggiosa, vittoriosa, arrabbiata, intelligente, feroce, sfacciata, controversa e soprattutto autentica.
A metà tra un memoir e un manifesto, BRAVE è un libro crudo, onesto e intenso, che racconta senza remore e senza esclusione di colpi l'ascesa di un'icona dei millennials: attivista intrepida e forza inarrestabile verso il cambiamento, Rose McGowan ha scelto di rivelare la verità sul mondo dello spettacolo, smantellare il concetto di notorietà e mettere sotto i riflettori un mondo multimilionario costruito sulla misoginia, per dare a tutte le persone in ogni parte del mondo la possibilità di aprire gli occhi ed essere coraggiose.
La vita, a volte, mette davanti allo stesso istante. È così per Alma e Aria che scoprono di essere in attesa di un figlio a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Sono in momenti diversi della loro esistenza, eppure d’un tratto così simili. Ed è sempre stato così per loro due: amiche dai banchi del liceo non c’è pianto che non sia stato consolato o risata che non abbia avuto la sua eco. Nonostante la distanza e nonostante le curve del destino.
Ma ora è arrivata la notizia che cambia tutto. Quella notizia che riempie di paura e di emozione. Le loro strade, però, si dividono presto: il sogno di Alma continua mese dopo mese, mentre quello di Maria si spezza in una fredda giornata d’inverno. Ed è allora che l’amicizia che le lega deve stringere i fili della sua rete. È allora che ognuna di loro deve trovare la forza di dare spazio all’altra, superando il proprio dolore o la propria gioia. Perché dolore e gioia possono confondersi, scambiarsi, sorprendere. Perché si è fragili e forti nello stesso tempo, come l’argilla. Alma e Maria scoprono che dire tutto quello che c’è in fondo al cuore spesso è un’impresa difficile. Ma non è così se abbiamo accanto chi sa ascoltare. Chi ci fa sentire come se non ci fosse nient’altro al mondo.
Alma e Maria vivono sulla loro pelle che la maternità è un viaggio fuori e dentro di sé. Qualunque sia il suo esito. Perché si può essere madri in mille infiniti modi. Si può essere amiche in mille infiniti modi. Si può essere donne in mille infiniti modi.
Durante una notte surreale, e nello stesso tempo fin troppo reale, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono, devono, raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall'oblio al quale sono destinate.
Sono storie quasi sempre dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: l'umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale, i loro sentimenti, le loro vite vere. Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all'autrice: c'è anche un'altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile della colpa, delle corna. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina, poi ragazza. E per questo le donne del paese faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.
Spero di aver individuato qualcosa di interessante per ognuno di voi, e perchè no, magari avervi suggerito un pensiero per le donne speciali della vostra vita: forti, determinate, indipendenti e piene d'amore per la vita ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
L'8 Marzo si avvicina, e come non proporvi quelle che, secondo me, sono le letture ideali per accompagnarvi durante questa giornata?
Sono romanzi, memoir, volumi illustrati e saggi che mettono al centro le donne, le loro lotte e la forza della loro voce: pronti con blocco e matita alla mano!
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| Rilegato a 19€ |
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| Brossurato a 16€ |
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| Brossurato a 12€ |
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| Rilegato a 18€ |
Nata e cresciuta nel ramo italiano dei Bambini di Dio, dal quale è fuggita di notte con la famiglia attraverso i campi di grano, si è trasferita negli Stati Uniti e a tredici anni è scappata di casa. Per un periodo ha vissuto per strada come una punk, finché non è stata "scoperta" a Los Angeles e nel giro di una notte è diventata una delle attrici più desiderate di Hollywood.
In quello strano mondo in cui era continuamente in mostra, esposta al giudizio del pubblico, vista come un oggetto sessuale, ben presto la fama si è trasformata in un incubo. Rose si è rifugiata allora nello spazio privato della propria mente, come era solita fare da piccola, e in relazioni di reale valore. Ogni dettaglio della sua vita personale è diventato pubblico, e la realtà di un'industria fortemente sessista è emersa in ogni copione, ruolo, apparizione pubblica e copertina. La macchina di Hollywood l'ha confezionata come un sex-symbol, si è appropriata della sua immagine e della sua identità e l'ha commercializzata per trarne profitto.
Hollywood si aspettava che Rose sarebbe rimasta in silenzio, che avrebbe collaborato e avrebbe continuato sulla stessa strada di sempre. Lei invece si è ribellata, ha affermato la propria identità e fatto sentire la propria voce. Una voce spontanea, coraggiosa, vittoriosa, arrabbiata, intelligente, feroce, sfacciata, controversa e soprattutto autentica.
A metà tra un memoir e un manifesto, BRAVE è un libro crudo, onesto e intenso, che racconta senza remore e senza esclusione di colpi l'ascesa di un'icona dei millennials: attivista intrepida e forza inarrestabile verso il cambiamento, Rose McGowan ha scelto di rivelare la verità sul mondo dello spettacolo, smantellare il concetto di notorietà e mettere sotto i riflettori un mondo multimilionario costruito sulla misoginia, per dare a tutte le persone in ogni parte del mondo la possibilità di aprire gli occhi ed essere coraggiose.
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| Rilegato a 16,90€ |
Ma ora è arrivata la notizia che cambia tutto. Quella notizia che riempie di paura e di emozione. Le loro strade, però, si dividono presto: il sogno di Alma continua mese dopo mese, mentre quello di Maria si spezza in una fredda giornata d’inverno. Ed è allora che l’amicizia che le lega deve stringere i fili della sua rete. È allora che ognuna di loro deve trovare la forza di dare spazio all’altra, superando il proprio dolore o la propria gioia. Perché dolore e gioia possono confondersi, scambiarsi, sorprendere. Perché si è fragili e forti nello stesso tempo, come l’argilla. Alma e Maria scoprono che dire tutto quello che c’è in fondo al cuore spesso è un’impresa difficile. Ma non è così se abbiamo accanto chi sa ascoltare. Chi ci fa sentire come se non ci fosse nient’altro al mondo.
Alma e Maria vivono sulla loro pelle che la maternità è un viaggio fuori e dentro di sé. Qualunque sia il suo esito. Perché si può essere madri in mille infiniti modi. Si può essere amiche in mille infiniti modi. Si può essere donne in mille infiniti modi.
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| Rilegato a 17,50€ |
Sono storie quasi sempre dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: l'umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale, i loro sentimenti, le loro vite vere. Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all'autrice: c'è anche un'altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile della colpa, delle corna. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina, poi ragazza. E per questo le donne del paese faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.
Spero di aver individuato qualcosa di interessante per ognuno di voi, e perchè no, magari avervi suggerito un pensiero per le donne speciali della vostra vita: forti, determinate, indipendenti e piene d'amore per la vita ;)
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3
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