Visualizzazione post con etichetta domino letterario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta domino letterario. Mostra tutti i post

sabato 28 novembre 2015

"Wool" di Hugh Howey

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Wool" di Hugh Howey, edito da Fabbri Editori ed ora in edizione economica BUR (brossurato a 12€):
In un futuro apocalittico, in cui l'aria è diventata tossica e uccide, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Questo è il mondo di Wool: sottoterra uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Ma da cosa, esattamente? Lo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa, dopo anni di servizio decide di infrangere il tabù più grande di tutti: uscire, e andare incontro alla morte. Questa, decisione fatidica dà inizio a una serie di eventi terribili: gli abitanti di Wool dovranno presto imparare quanto sia malato il loro mondo.

Questo mese il Domino Letterario mi ha portata a leggere un libro che era nella mia pila TBR da mesi, perché mi sono agganciata a Federica e al suo "Ancients: il grande freddo" di Luigi Claudio Viagrande con cui condivideva i colori sul rosso/arancio/marrone scuro della copertina e l'idea di un mondo desolato.
Ho acquistato a scatola chiusa l'intera Trilogia del Silo appena è uscita in edizione economica, e quindi eccomi qui mesi dopo a parlarvene.

Questo romanzo è straordinario.
La cura nel dettaglio, la perfezione che caratterizza l'incastro di ogni ingranaggio, i dialoghi efficaci, le descrizioni pressochè perfette: Hugh Howey non avrebbe potuto fare di meglio, con il mondo desolante e frustrante in cui ha confinato ciò che resta dell'umanità.
Un mondo fatto di metallo, che sprofonda nelle viscere della Terra per centinaia di piani, e dal quale uscire equivale a una vera e propria condanna a morte.
Anzi, il desiderio stesso di uscire è considerato un atto di grave insubordinazione, e come tale viene punito proprio con l'espulsione dal Silo.

Ciò che del mondo esterno è dato di vedere è... Il nulla, o meglio una specie di landa aperta priva di qualsiasi variante, e d'altronde là fuori si muore d'intossicazione dopo poco tempo: come potrebbe mai esserci qualcosa di diverso dal nulla?
Questo squarcio di vita in superficie è possibile vederlo grazie a quelli che potremmo definire degli enormi cannocchiali, le lenti dei quali vengono pulite ogni volta che qualcuno vine condannato all'esilio dal Silo.
Sostanzialmente non solo vieni mandato a morire, ma l'ultima cosa che fai è dare una mano a chi ti sta condannando a morte: una logica crudele, ma che in fondo sembra aver garantito la sopravvivenza della comunità per decenni, nonostante occasionali rivolte.

Ed è proprio da qui che parte la nostra storia, dal momento in cui, attraverso i pensieri dello sceriffo Holston e i suoi ricordi di frammenti di conversazioni con la moglie, morta da tempo, iniziamo a sospettare che ci sia sotto qualcosa.
Che non sia proprio tutto com'è presentato, e che forse la verità dietro al Silo, e alle sue regole, è più terrificante del previsto.

Protegonisti della storia sono peronaggi unici, che ho apprezzato dalla prima all'ultima pagina, a  cominciare da Juliette: genio della meccanica, una storia famigliare non proprio rose e fiori e un carattere forte, che nemmeno un amore finito tragicamente ha potuto annientare.
Si trova immersa nelle oscure trame del Silo e ciò che scoprirà del suo mondo la destabilizzerà...
Dandole però la spinta necessaria a lottare sul serio per ciò in cui crede.
Ad esempio per Lukas, che sogna di vedere le stelle e che è l'unico a non smettere per un solo secondo di lottare per lei.
Lukas mi è piaciuto TANTO, e non vedo l'ora di ritrovarlo nel volume seguente.

Il ruolo del cattivo spetta all'ambiguo e viscido Bernard, che però...
Sarà davvero lui, il responsabile di un sistema così atroce?
O forse anche lui è solo una pedina su una scacchiera talmente grande da rendere impossibile a chiunque di vederla?
Il suo personaggio mi ha affascinata, perchè se da un lato è molto facile condannare ogni sua azione fredda e calcolatrice, dall'altra....
Dall'altra c'è troppo di non detto, e soprattutto c'è troppo che lui non rivela per poterlo davvero inquadrare.
La vita nel Silo è sostanzailmente l'incubo di ogni claustrofobico (presente!), in quanto dal Silo NON SI ESCE. Si sale e si scende, ci si muove da una stanza all'altra, ma sempre al chiuso e sempre con la consapevolezza di essere nel sottosuolo.
Per il resto, esiste una gerarchia basata sulle diverse competenze, che relega minatori e meccanici sul fondo, gestione informatico-elettronica nel mezzo e potere esecutivo e militare in alto.
Ogni fascia ha un suo vicesceriffo, che garantisce l'ordine della sua parte di piani, e tutti fanno rapporto allo Sceriffo con la S maiuscola, che lavora con il Sindaco perchè tutto fili liscio come l'olio senza il minimo intoppo.
Ogni disordine è pericoloso, e pertanto viene sopito in fretta e con freddezza, senza perdere tempo in convenevoli.

Riuscite a immaginare qualcosa di peggio?
Un mondo diventato tossico per chiunque, vivere sottoterra in quelli che sostanzialmente sono grossi scatoloni di cemento e metallo blindati...
Senz'alcuna possibilità di scelta, perchè qui TUTTO è controllato: per diventare genitori bisogna vincere alla Lotteria la possibilità di fare un figlio (una forma rigidissima di controllo delle nascite, ma necessaria per non sovraffollare il Silo) e questo accade, ovviamente, ogni volta che qualcuno muore; le relazione di tipo sentimentale sono proibite se non ufficiali, e questo vuol dire sostanzialmente che nella vita avrai un partner solo, e devi solo sperare di aver scelto bene da subito perchè non hai margine di errore; ogni malessere è un pericolo per tutti.

Da questa situazione non può venir fuori nulla di buono, e infatti...
Non volendo svelare nulla della trama, dico solo che il ritmo del libro è decisamente sostenuto, e vi troverete sul bordo della sedia incapaci di smettere di leggere.
Howey è bravissimo nel seminare ovunque piccole e grandi rivelazioni, colpi di scena, cambi di prospettiva, e questo senza mai perdere il filo del discorso.
Credo di non aver mai letto 552 pagine così in fretta, ma DOVEVO sapere.
Dovevo sapere cosa sarebbe successo a Juliette, a Lukas, a Bernard.
Dovevo sapere se davvero l'umanità sul pianeta fosse tutta lì, dovevo sapere cosa fosse successo di così terribile da ridurre gli uomini a dei topi industriosi relegati nel sottosuolo.

Vengono date molte rispsote, ma tantissime questione restano volutamente apert e non chiarite, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano "Shift", secondo volume della trilogia, perchè vorrete davvero iniziarlo un secondo dopo aver voltato l'ultima pagina.
E' uno dei romanzi distopici migliori che abbia mai letto, e si porta a casa cinque stelline senza alcuna fatica. Dovessi consigliare a qualcuno un romanzo distopico ora, gli direi questo.
E quindi lo consiglio a voi!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 25 settembre 2015

"The Assassin's Blade" di Sarah J. Maas

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata alle novelle della serie "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas, che in Italia sono disponibili singolarmente in formato digitale ma in lingua originale sono invece raccolte in un bellissimo volume unico:
Questa è la mia tessera del DOMINO LETTERARIO di Settembre, e non vedevo l'ora di leggere questi racconti per conoscere tutti i retroscena di "Il trono di ghiaccio".
Di questa serie ho già letto i primi tre volumi (recensiti qui, qui e qui), e ho il quarto nella libreria da quando è uscito, ma volevo recuperare i prequel che mi erano rimasti indietro.

In queste novelle la Celaena che conosciamo è decisamente diversa rispetto a quella dei romanzi: meno disciplinata, meno capace di autocontrollo.
Ha però la stessa spavalderia, la stessa arroganza e la stessa determinazione che mi avevano conquistate nel primo volume della serie.
Inoltre, queste novelle sono imperdibili per chi ama la serie perché abbiamo la possibilità di conoscere Sam, il primo amore di Celaena.

Nel primo racconto, Sam e Celaena sono inviati da Arobynn Hamel, il Re degli Assassini, a trattare con Rolfe, il Signore dei Pirati per suo conto.
Quando scoprono che l'affare in questione riguarda la tratta degli schiavi, però, Celaena non è più capace di rispettare ordini ricevuti.
Lei e Sam, non ancora innamorati ma già molto legati, manderanno al diavolo le regole e provocheranno così l'ira di Arobynn.
Per punizione, manderà la nostra Celaena nei posti peggiori, come ad esempio la landa deserta in cui la troviamo nella terza novella.
Qui l'addestrerà il Maestro degli Assassini Silenziosi ("Master of Silent Assassins" nell'originale), e non sarà una vacanza, anzi.
In ogni racconto scopriamo qualcosa di nuovo su Celaena, su Sam sulla nascita del loro amore, e sulla sua triste fine (di cui eravamo informati fin dal primo romanzo).
Seguiamo l'assassina fino alla sua cattura e al suo ingresso nelle miniere di Endovier, con il cuore infranto ma con il rifiuto di provare paura perché è la paura a renderti debole.

Sono cinque novelle di varia lunghezza (la più breve in originale è di 40 pagine, mentre la più lunga di 110) che ho letto una alla volta, dilazionandole, e che ho apprezzato davvero molto.
La scrittura di Sarah J. Maas è molto scorrevole, e l'autrice è in grado di creare ogni volta un'ambientazione unica e speciale in cui far muovere i suoi personaggi.
Le consiglio assolutamente a chi ha iniziato la serie "Il trono di ghiaccio", non si possono assolutamente trascurare!

M parlavamo di DOMINO LETTERARIO, giusto?
Ecco dove trovare le altre tessere:

Il salotto dei libri
Parliamo di libri
L'amore per i libri
Le recensioni della libraia
Questione di libri
Leggere è un modo di volare senz'ali
Devilishly Stylish
Leggendo Romance
Ladra di libri
La Rapunzel dei libri
Bosco dei sogni fantastici
Libri che porto con me
Lettere d'inchiostro
Everpop
On rainy days
Il nostro angolo dei sogni

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 22 agosto 2015

"Scorched" di Jennifer L. Armentrout

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi, straordinariamente di sabato, è dedicata a "Scorched" di Jennifer L. Armentrout, inedito in Italia:
La maggior parte delle volte Andrea non sa decidere se vorrebbe baciare Tanner o prenderlo a pugni.
E' incredibilmente sexy, con occhi che chiedono di essere portati a letto e un corpo da pompiere pronto a tutto, ma è anche uno sciupafemmine con cui non riesce ad andare d'accordo per più di una manciata di minuti. Fino ad ora.
Tanner sa che la sua relazione con Andrea è sempre stata di amore/odio, ma lui vorrebbe decisamente più amore e meno odio, da lei. Vuole lei. Oggi, domani, sempre. 
Ma più le si avvicina e impara a conoscerla, più è evidente che Andrea abbia un problema serio.
E' al limite, e ogni volte che lui prova a prenderla lei gli sfugge tra le dita.
La vita di Andrea è ormai fuori controllo, e non importa quanto Tanner voglia salvarla; quando tutto crolla e la ragazza precipita verso il fondo a tutta velocità, l'unica sua possibilità è salvarsi da sola.
A volte la vita te lo fa sudare, il tuo lieto fine...

Questo libro è il seguito di "Frigid" di cui ho parlato ieri in toni non troppo entusiasti.
Il seguito è uscito a metà Luglio, ed è stata la mia scelta per il DOMINO LETTERARIO di questo mese. Mi aggancio a Virginia e al suo "Ragazze che scompaiono", per la ragazza in copertina e per l'idea di segreti non rivelati/menti disturbate.
Ma veniamo al nostro "Scorched".

Per certi versi mi è piaciuto più del primo, ora che ho potuto ragionarci sopra per qualche giorno.
Le tematiche trattate sono molto più importanti ed impegnative, come quella dell'alcolismo e della depressione, e di sicuro c'è stato un impegno maggiore da parte dell'autrice nel dare profondità ai personaggi.
Tanner mi è piaciuto moltissimo: è un ragazzo dolce, divertente e sempre sincero con se stesso.
Non si perde in troppe paranoie, e anzi è a parte concreta del rapporto visto che Andrea è partita per la tangente.
E' pieno di ideali, e il passato non troppo felice della sua famiglia (diciamo che il padre non era uno stinco di santo) gli è da stimolo per cercare di fare del suo meglio e diventare un uomo migliore.
Applauso a Tanner, e ditemi dove ne trovo uno. Ma ciò che mi è piaciuto finisce qui.
Ho trovato invece allarmante quanto questi amici apparentemente così stretti e legati tra loro potessero ignorare l'evidente alcolismo di Andrea: che la tua amica sia in hangover quasi ogni mattina NON è normale; che "beva il suo peso in alcol", come sostiene lei stessa a un certo punto, non dovrebbe farti ridere ma dovrebbe fartela caricare in auto diretta alla clinica più vicina.
Soprattutto se studi psicologia e qualcosa delle persone attorno  te dovresti anche essere portato a capirla. Giusto per dire.
Ma alcolismo a parte, che nel libro è trattato nel modo giusto, ovvero identificato come un problema e qualcosa da curare (fin qui tutto bene), ho trovato RIDICOLO il motivo per cui ad Andrea Tanner dia sui nervi.
Indovinate un po'?
Esatto, è quello che state pensando: una volta, secoli fa, a scuola, lei aveva una cotta per lui e lui la ignorava. Quindi sostanzialmente il fatto che lui, adolescente che avrà anche avuto i suoi, di grilli per la testa, secoli prima non si fosse accorto che lei avesse una cotta per lui lo ha reso una specie di mostro di insensibilità.
No comment.
E' un cliché che sono stufa di trovare, ed è il motivo per cui questo genere letterario non mi va più giù: è sempre la stessa minestra, riscaldata più e più volte.

Nel complesso "Scorched" è meglio di "Frigid", questo di sicuro.
Ma resta una serie davvero debole, e che sembra scritta così, tanto per, senza la cura e lo sviluppo di trame e personaggi che la Armentrout è in grado di dedicare ai suoi libri.
Contenta di averli letti "per completezza" perché adoro quest'autrice, ma forse proprio per questo delusa perché mi aspettavo tanto di più.

Vi lascio i link degli altri partecipanti:
Luigi di Everpop
Virginia di Le recensioni della libraia
Elisa di Devilishly Stylish (siete già qui?! Magia!)
Caterina di Lettere d'inchiostro
Clarissa di Questione di libri
Sara di Ladra di libri
Deb di Leggendo Romance
Sara di Parliamo di libri
Kia di Parole al vento
Maria di Come non sentirsi soli
Emanuela di Il nostro angolo dei sogni
Annalisa di L'amore per i libri

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 28 luglio 2015

"Io e te al centro del mondo" di Jennifer E. Smith

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Io e te al centro del mondo" di Jennifer E. Smith, edito da Sperling&Kupfer (rilegato a 17,90€):
Lucy e Owen si incontrano un giorno tra il decimo e l'undicesimo piano di un palazzo a New York, bloccati in ascensore durante un blackout che ha colpito tutta la città. Quando finalmente riescono a uscire, trascorrono la notte insieme, vagando per le strade buie di Manhattan sotto un cielo insolitamente stellato. Ma, con la luce, torna anche la realtà: Lucy deve raggiungere i suoi genitori in Europa, e Owen parte con il padre per un viaggio attraverso gli Stati Uniti. 
Il breve tempo trascorso insieme ha lasciato però un segno in entrambi. E, nonostante ci sia un mondo intero a separarli, Lucy e Owen riescono a rimanere in contatto: un'e-mail, una cartolina, qualche telefonata. Nell'attesa, un giorno, di rivedersi di nuovo. E proprio mentre ognuno è alla ricerca della propria strada scopriranno presto che il centro del mondo non è necessariamente un luogo. A volte, può essere anche… una persona. Perché l'amore non si misura in miglia, ma in emozioni.

Questo libro è la mia lettura per il DOMINO LETTERARIO di questo mese, un divertente gioco di letture a catena a cui partecipo insieme a diversi altri book blogger.
L'ho letto a fine Giugno, e finalmente posso chiacchierare con voi di questo divertente e tenero romanzo per ragazzi, che mi ha fatta sorridere parecchio.
Una storia d'amore a distanza, un amore che si perde e si ritrova di paese in paese, di continente in continente.

Lucy e Owen sono molto diversi: vivono nello stesso palazzo, ma lei abita al piano attico mentre lui è il figlio del custode, relegato in un seminterrato.
Lei è cresciuta sentendosi abbandonata da due genitori troppo assenti, mentre lui è in lutto per la morte della madre.
Apparentemente hanno molto poco in comune, ma quella notte insieme avvolti dal buio cambia tutto.
Owen e Lucy si trovano innamorati, e nel momento meno opportuno.
Riusciranno a ritrovarsi, o il loro amore appena nato non sopravviverà alla distanza?
Ho trovato questo libro molto tenero, e la descrizione dei sentimenti provati dai due ragazzi molto convincente: la confusione, il desiderio acerbo, l'affetto e la nostalgia d Owen e Lucy saltano fuori dalle pagine, rendendo la lettura molto coinvolgente.
L'ho letto tutto d'un fiato, ansiosa di sapere se Lucy e Owen avrebbero avuto il loro lieto fine.
Non faccio spoiler, ma dico solo che il finale mi ha in parte sorpresa.
Mi aspettavo qualcosa, ma qualcosa non è andato come avrei creduto, e quando un libro mi sorprende così aumenta solo il livello del mio gradimento.

Il personaggio di Lucy è quello della figlia minore che ha finito per essere trascurata, considerata già grande come i fratelli e quindi in grado di cavarsela da sola, ed è stato bello leggere del suo percorso di confronto e riavvicinamento (a fasi alterne) con i genitori.
Owen, dal canto suo, recupera il rapporto con il padre, ritrovando l'uomo divertente e pieno di entusiasmo che era prima della morte della moglie e impara a fare progetti per il futuro concentrandosi su ciò che vuole davvero, e non su ciò che non vuole.

E' una storia d'amore, ma è anche e soprattutto un romanzo di formazione a due voci.
Ho seguito con entusiasmo sia Lucy che Owen, ed è uno dei pochi romanzi autoconclusivi di cui avrei effettivamente voluto un seguito una volta girata l'ultima pagina.

La prosa di Jennifer E. Smith è essenziale: non ci sono troppe infiorettature, il lessico è semplice e colloquiale, i periodi non sono eccessivamente lunghi.
E' molto scorrevole, e la narrazione no è appesantita né da dialoghi troppo lunghi né da descrizioni troppo ampie.
Un bel libro per ragazzi, ma non solo: si apprezza anche se si è un po' più grandi ;)

Consigliato a chi ama le storie d'amore non troppo sdolcinate, a chi apprezza i racconti on the road (un'intera parte della storyline di Owen è un viaggio on the road), a coloro a cui è piaciuto "Il mio primo bacio a Parigi" di Stephanie Perkins perché ritroverà la stessa freschezza di sentimenti.
Vi lascio inoltre gli altri blog che hanno partecipato al DOMINO, così andate a sbirciare anche le loro tessere:
Everpop
Il Salotto dei Libri
Lettere d'inchiostro
Oltre Yume
Le recensioni della libraia
La Rapunzel dei libri
Questione di Libri
Leggere è un modo di volare senz'ali
Leggendo Romance
Parole al vento
Devilishly Stylish (ehi, ma siete già qui XD)
On Rainy Days

Un bacio a tutte fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 25 maggio 2015

"Confess" di Colleen Hoover

Buon pomeriggio, fanciulle!
Il secondo post di oggi fa parte di un "gioco" di nome DOMINO LETTERARIO, a cui partecipo insieme a diverse book blogger (e sono sicura che molte le seguite già!).
Deb di Leggendo Romance ha aperto le danze, e questa è la lettura che ha scelto:
Il mio libro si aggancia al suo per tre motivi: il genere romantico, e i toni del rosa sulla copertina, oltre alle macchie che mi hanno ricordato le gocce del profumo.
Un po' stiracchiato, ma sarò onesta: non avevo nulla di simile a questo nella mia libreria TBR XD
In fondo al post trovate la lista completa dei blog partecipanti, in ordine "cronologico" seguendo la loro partecipazione al domino.
Ma veniamo al mio libro, giusto?
Ho scelto di leggere "Confess" di Colleen Hoover, la sua ultima fatica (se escludiamo la seconda parte della serie di novelle "Never Never", serie che guarda caso vi recensisco mercoledì).
Mi sono innamorata di questo romanzo dopo averne letto la trama e dopo averne visto la copertina, quindi ecco la sinossi:

Auburn Reed ha perso tutto ciò che per lei era importante. 
Nella lotta per rimettere insieme i pezzi della sua vita, ha chiari in mente i suoi obiettivi e non c’è spazio per gli errori. 
Ma quando capita per caso in una galleria d’arte di Dallas alla ricerca di un lavoro, non si aspetta di provare una profonda attrazione per l’enigmatico artista e proprietario, Owen Gentry. 
Per una volta, Auburn decide di rischiare e segue il suo cuore, per poi scoprire che Owen le sta nascondendo un importante segreto. 
Il peso del suo passato minaccia di distruggere tutto ciò che Auburn ama di più, e l’unico modo per rimettere la sua vita sui binari giusti è tagliare fuori Owen. 
Per salvare il loro rapporto, tutto ciò che Owen deve fare è confessare. 
Ma in questo caso, la confessione potrebbe essere molto più distruttiva del peccato stesso. 
Nel suo stile eccezionale, Colleen Hoover ci consegna ancora una volta una storia profondamente commovente su come il vero amore e i legami familiari non possano mai essere spezzati.

Questo romanzo in italiano non è ancora disponibile ma lo sarà, perché Leggere Editore ha acquistato i diritti di traduzione; voglio dirvi quanto mi sia piaciuto, e perché.
Mi è piaciuto TANTO.
Mi ci sono immersa lo scorso weekend e domenica sera era finito, perché è uno di quei libri da cui non si riesce a separarsi se non a storia conclusa.
La storia si apre con una nota triste, una ragazzina di quindici anni di nome Auburn che vede morire di una malattia incurabile Adam, il ragazzo che ama.
Ero al secondo capitolo e già avevo gli occhi lucidi.
Ma poi, dopo un salto di cinque anni, troviamo la stessa Auburn cresciuta, in cerca di un secondo lavoro per potersi permettere la parcella di un avvocato.
Non sappiamo a cosa le serva, ma intuiamo che sia nei guai.
Capita per puro caso davanti a uno studio artistico, di nome "Confess", che ha le vetrine tappezzate di foglietti di carta su cui sono riportate confessioni anonime.
Resta colpita, si perde nella lettura, e il caso vuole che l'artista, Owen, cerchi un assistente.
Assume Auburn su due piedi, e tra i due ha inizio una serie di scherzose schermaglie, scambi di opinione e sguardi rubati.
La reciproca attrazione fisica li spinge uno verso l'altra, ma più si conoscono e più i loro segreti vengono a galla, rendendo apparentemente impossibile per loro stare insieme.
Non voglio svelare NULLA della trama, quindi questo è tutto ciò che vi dirò della vicenda in senso stretto. Ma ci tengo a sottolineare quanto questa storia mi abbia catturata.
Ho adorato il meccanismo per cui progressivamente veniamo a conoscenza dei segreti di entrambi i protagonisti, e per il quale ci troviamo, come loro, a ricomporre un puzzle tassello dopo tassello.
Le tematiche trattate, da quella del lutto e della sua elaborazione, a quella del primo amore, a quella della maternità e della paternità, sono importanti e sempre sviluppate con serietà, anche in un contesto rosa (questa resta, per quanto drammatica e ricca di spunti di riflessione, una storia d'amore).
Ho amato l'espediente delle "confessioni", l'idea di un artista che crea le sue opere a partire dai segreti inconfessabili di sconosciuti, facendo fluire le loro emozioni nei suoi quadri.
Bello anche vedere come, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non tutte le confessioni siano tristi: alcune sono positive, sono sogni mai svelati o amori inconfessabili, e Owen trae ispirazione anche da questi.

E' un romanzo pieno di momenti sì e momenti no, di romanticismo ma anche di paura, e questo me l'ha fatto sembrare "vero", perché la vita è così: non è tutta angoscia a sofferenza, così come non è tutta rose e fiori.
Ho apprezzato l'ironia di Owen, la dolcezza di Auburn e mi è piaciuto moltissimo il finale, quando l'ultimo tassello del puzzle va al suo posto e scopriamo qualcosa che in fondo sappiamo già da almeno metà libro ma che siamo contente venga confermato.

Un altro elemento che mi ha fatto a tratti commuovere (ebbene sì) è stato vedere quanto il ricordo di Adam fosse presente. Non come primo amore idealizzato, ma come vero sentimento, che accompagna Auburn nella sua vita di tutti i giorni.
Anche nel momento in cui si innamora di Owen, non smette di amare Adam, e questo l'ho trovato splendido, perché in fondo è così per tutti i veri amori: non muoiono mai del tutto.
Conservare il suo amore per Adam nel cuore non le impedisce di innamorarsi di nuovo, ma anzi la rende più forte, e più desiderosa di vivere una vita piena anche per lui.
Avrete notato le immagini di cui ho costellato la recensione, e forse vi sarete chieste cosa siano.
Ebbene, Colleen Hoover ha collaborato con un artista straordinario, Daniel O'Connor (di cui ammirate i lavori anche su Instagram, il suo account è @artbydoc) che ha realizzato i quadri descritti nel romanzo.
Il libro contiene le stampe fotografiche a colori dei quadri, e l'ho trovato un tocco speciale in più, al pari delle canzoni di Griffin Peterson per "Maybe Someday" (da noi "Forse un giorno").

Consigliatissimo se leggete in lingua, perché un libro di Colleen Hoover che non mi sia piaciuto io lo devo ancora trovare (e a parte "Forse un giorno" li ho letti in originale, quindi non posso aiutarvi per quanto riguarda eventuali traduzioni esprimendo un giudizio. Quella che ho letto io era buona); se vi piace leggere sì una storia d'amore, ma anche di crescita personale; se vi piace la tecnica del doppio narratore lui/lei (le parti raccontate da Owen mi sono piaciute moltissimo); se vi affascina l'idea delle confessioni, di quadri speciali e di un amore passionale e intenso, esplosivo quanto un fuoco d'artificio.

La prossima tessera del domino tocca a Simona di Salotto dei Libri, e poi, in ordine:
Sara, di Parliamo di Libri
Caterina, di Lettere d'Inchiostro
Gemma, di Oltre Yume
Clarissa, di Questione di Libri
Serena, di Libri che Porto con Me
Virginia, di Le Recensioni della Libraia

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3