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mercoledì 14 agosto 2019

La cena perfetta del lunedì... da preparare domenica!

Niente di meglio di un piatto gustoso, quando si torna a casa stanchi dal lavoro.
E se è preparato in casa, invece di essere confezionato, tanto meglio: questo pollo al sapore d'oriente, accompagnato da riso basmati, può essere preparato di domenica e conservato in frigorifero fino a tre giorni. Basta scaldarlo un paio di minuti, e il gioco è fatto!


Ecco cosa vi occorre:

Per la salsa:

1/4 di cup di brodo di pollo, o acqua a temperatura ambiente
1/4 di cup di salsa di soia
1/4 di cup di miele (alternativa meno dolce: sciroppo di riso)
1 cucchiaio da tavola di olio EVO
1 cucchiaino di amido di mais (per addensare)

Preparazione della salsa: versate tutti gli ingredienti in un barattolino vuoto, e agitate bene.
La salsa è pronta, e potete posarla, per dedicarvi al pollo e al riso.

Per il pollo e il riso:

3/4 di cup di riso basmati
1 cucchiaio da tavola di olio EVO
2 petti di pollo, tagliati a tocchetti
sale e pepe
semi di sesamo per guarnire

Cuocete il riso seguendo le istruzioni sulla confezione, e una volta scolato disponetelo nei contenitori per alimenti, riempiendoli a metà (accanto dev'esserci spazio per il pollo).
Lasciate raffreddare, e intanto preparate il pollo.
Versate l'olio EVO in padella, aggiungete il pollo condito a piacere con sale e pepe e cuocetelo alla perfezione (indicativamente sui 6/7 minuti, ma dipende dalla dimensione dei tocchetti), poi spegnete la fiamma e aggiungete la salsa, ricoprendo il pollo e lasciandolo in caldo per altri 2 minuti.
Questo farà addensare la salsa, oltre a bagnare a dovere la carne (che in frigorifero si asciugherà un po'). Aggiungete il pollo ai vostri contenitori, guarnendo con i semi di sesamo e qualche goccia extra di salsa a piacere.



Conservatelo in frigorifero fino a tre giorni, e riscaldatelo prima di impugnare le forchette e godervi la cena!

venerdì 28 dicembre 2018

Trovate il vostro tarlo.

Anno nuovo, vita nuova (e più organizzata)!
Sembra facile, a volte.
Pare basti sedersi e redigere coscienziosamente la lista dei buoni propositi, per cambiare vita.
Non è esattamente così, e di solito ce ne si rende conto a metà anno, quindi per questo 2019 urge un approccio diverso.
Ecco tre spunti di riflessione, prima di redigere la lista dei desiderata per l’anno nuovo.

Pensare al 2020 da adesso, innanzitutto.

Non si raggiungono i propri obbiettivi in un giorno. I grandi sogni, i progetti importanti, richiedono tanti piccoli passi e, soprattutto, un’accurata pianificazione.
Bisogna iniziare a pensare: dove voglio essere tra un anno?
Le persone di successo si pongono ogni anno questa domanda, e questo le aiuta a non perdere mai di vista l’obbiettivo di lunga corsa, quello più importante: anzi, gli obbiettivi di breve e medio termine servono proprio a raggiungere la meta desiderata alla fine dell’anno.

E le piccole cose? Non vanno dimenticate.

Tutto ciò che ci si propone di fare, raggiungere, diventare nell’anno successivo dipende da ciò che si fa ogn giorno. Dalle piccole abitudini, e dai piccoli accorgimenti.
Un esempio per tutti? Se ci si pone l’obbiettivo di risparmiare una certa somma di denaro, è impossibile farlo se non si analizzano le proprie abitudni di spesa e si capisce quali comportamenti quotidiani modificare.


La chiave è nel controllo.

Controllo di sè, e delle proprie azioni, perchè solo monitorando costantemente se stessi si può correggere in corsa, rimediare a errori e restare in linea con gli obbiettivi prefissati.
Una volta al mese, domandarsi: a che punto sono? Mi sto avvicinando al mio obbiettivo?
Cosa sbaglio, e in cosa posso migliorare?
Non è la pizza ordinata quella sera in cui si è stanchi a rovinare una dieta, ma la piccola abitudine sbagliata che, come un tarlo, lavora incessantemente lontano dalla vista finendo per rovinare un’intera cassettiera. Potrebbe essere l’abitudine di bere tisane e infusi (bene) con troppo zucchero (male); potrebbe essere quella di saltare la colazione perchè troppo di corsa.
Trovate il vostro tarlo, insomma.

giovedì 12 gennaio 2017

Un 2017 più produttivo e positivo? Tre strategie provate per voi!

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle!
Anche per voi Gennaio è partito con la quarta già ingranata?
Il rischio di restare (o anche solo di sentirsi) indietro da subito è alle porte, e quindi perchè non scoprire insieme tre piccole strategie per riuscire a essere più produttive e positive quest'anno?
Io le ho provate in prima persona negli scorsi mesi, e funzionano davvero!
Oggi è il grande giorno: UNFORGIVEN di Lauren Kate è in libreria!
Scopri qui la mia recensione!
Il 2017 per me sarà l'anno in cui riscoprire il single-tasking. 
Se è vero che da anni viene incoraggiata (a volte anche a sproposito) la capacità di fare più cose insieme, ci si dimentica spesso di dire che quasi mai fare quattro cose insieme fa' sì che vengano fatte tutte e quattro bene. Se leggete un libro e vi fermate ogni cinque minuti per guardare Instagram, non state davvero leggendo quel libro. Se avete un sacco di email alle quali rispondere, non pretendete di farlo mentre state già cercando di finire altri due lavori. 
Ho ricevuto un sacco di email che erano chiaramente state scritte con un occhio altrove, e non sono i messaggi più efficaci del mondo...
Già dallo scorso autunno ho iniziato a suddividere il mio tempo in modo differente, e ad abbandonare sempre di più il multi-tasking. E sapete cos'è successo? Ho fatto molto di più.
Ti piace l'idea di una lista dei traguardi?
Puoi scaricare il pdf gratuitamente qui!
Tutti abbiamo una lista delle cose da fare, ma quanti di noi hanno anche una lista dei traguardi raggiunti? Ci sono moltissimi validi motivi per i quali inaugurarne una quest'anno, a partire dalla motivazione. Se una lista infinita di cose da fare può scoraggiare e renderci, paradossalmente, ancora meno produttivi, una degli obbiettivi già raggiunti ci motiva a fare di più.
Ci aiuta anche a vedere tutto in prospettiva, realizzando quali voci eliminiamo con più facilità dalla lista e quali invece sono più difficili da affrontare.
Infine, si tratta di una lista che contiene solo voci positive: sono obbiettivi raggiunti, traguardi superati, commissioni portate a termine. Nulla rende ottimisti e ben disposti quanto una dose di positività appena seduti alla scrivania.
Il 19 Gennaio torna in libreria Maya Banks con "Tienimi".
Scopri qui la mia recensione!
Indossare le tue cuffie preferite potrebbe sembrare controproducente ed una fonte di distrazione, ma in realtà ci sono moltissimi punti a favore dell'utilizzo di cuffie ed auricolari sul luogo di lavoro (o comunque nel momento in cui si lavora a un progetto importante).
Basta pensare al fatto che riescono ad eliminare il sottofondo fastidioso tipico di ogni ambiente open - le colleghe che chiacchierano due scrivanie più in là, quello che parla al telefono dietro di noi, il via vai di fattorini e impeigati accanto alla nostra postazione - creandone uno ad hoc per ognuno di noi.
Io per esempio mi concentro moltissimo con un sottofondo strumentale: due terzi dei miei post dello scorso anno sono stati scritti ascoltando i notturni di Chopin.
Per un lunedì fiacco è perfetta una playlist energizzante, per un giovedì difficile una che restituisca il buonumore. E non dimentichiamo che le cuffie costituiscono un forte deterrente nei confronti di chi magari vorrebbe chiacchierare nel momento in cui siete concentrate sul vostro lavoro e non desiderate nessuna distrazione.

Che ne dite, proverete una di queste strategie?
Fatemi sapere come vi trovate!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3