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martedì 7 gennaio 2020

Anne Frank: una nuova edizione illustrata del suo diario

La prima edizione del diario di Anne Frank arrivò nelle librerie italiane nel 1954, tradotto da Arrigo Vita e con prefazione di Natalia Ginzburg. Negli anni, edizioni via via più fedeli, ricche di annotazioni e introdotte dalle riflessioni di critici e autori di rielievo si sono susseguite, fino allo scorso novembre.
Lo scorso novembre in libreria è arrivata un'edizione curata da Guia Risari, elegantemente illustrata da Giulia Tomai e con post-fazione di Marco Missiroli (Mondadori) - ed è la lettura perfetta per prepararsi alla giornata della Memoria (27 gennaio).


Nell'Olanda sotto occupazione nazista, la tredicenne Anne Frank inizia a raccontare in un diario intimo e personale la sua vita di ogni giorno: è il 1942, e le leggi antisemite colpiscono anche la sua famiglia, che per sfuggire alla deportazione si rifugia in un alloggio segreto. Qui sopravvivono grazie alla complicità di amici e conoscenti e Anne, che sogna di diventare giornalista o scrittrice, non smette mai di scrivere. Quando nel 1944 il governo olandese lancia un appello per raccogliere testimonianze e documenti di guerra, Anne inizia a rielaborare il suo diario, in vista di una possibile pubblicazione. Immagina che diventi un libro dal titolo La casa sul retro ma purtroppo non sopravvive abbastanza a lungo per vedere realizzato il suo sogno. Il suo diario, invece, è arrivato fino a noi, e a tantissimi lettori nel mondo.

Uno degli interni illustrati da Giulia Tomai
Un'edizione da custodire con cura, e da leggere con attenzione fino alla postfazione, perchè le parole di Marco Missiroli sono il perfetto coronamento di volume prezioso da ogni punto di vista.
Se la storia di Anne continua a conquistare e commuovere lettori di ogni età, le illustrazioni di Giulia Tomai le donano un volto che si imprimerà nella mente di tutti. La scelta del bianco e nero, con un rosa corallo come unica nota vivace, e la presenza di foto originali d'epoca, fanno sì che il diario sia ancora una volta una delle più importanti testimonianze dell'olocausto, raccontato al mondo intero da una bambina con gli occhi grandi e un sogno, quello di essere letta, che nonostante tutto si è realizzato.

Uno degli interni illustrati da Giulia Tomai
È una lettura che si affronta da ragazzini, ma che va riscoperta da adulti, e questa edizione è quella perfetta per farlo. Per uno sguardo più consapevole su quei sentimenti d'odio che ci mettono davvero troppo poco a tradursi in follia, e perchè ciò che è stato non debba ripetersi. Per nessuno.

Diario di Anne Frank (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 18€.

venerdì 17 novembre 2017

Chiacchierata con Sara Rattaro su "Il cacciatore di sogni" e l'importanza di saper raccontare storie

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi il blog ha un'ospite molto speciale: Sara Rattaro, tornata da poco in libreria con "Il cacciatore di sogni", edito Mondadori (rilegato a 15€) e suo primo libro rivolto ai lettori più giovani:
Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.

Abbiamo incontrato l'autrice da OPEN a Milano, ed ecco cosa ci ha raccontato sul romanzo, sulla sua genesi e molto altro!

Albert Sabin è il tuo eroe sin da quando eri bambina: come mai la scelta di raccontare la sua storia solo adesso?
Non lo so: in parte è stato perchè è arrivata quest'occasione di provare a scrivere una storia per ragazzi, su proposta dell'editore, e mi sembrava la storia adatta.
Ci tengo a dire, però, che la stesura del romanzo è antecedente alla polemica esplosa sull'argomento vaccini: ho scritto questa storia lo scorso anno.
Ci tengo anche a dire che ho un figlio di due anni e mezzo che è stato ampiamente vaccinato prima che passasse il decreto, perchè io sono assolutamente a favore.
La polemica non ha spazio nel mio romanzo, però un pensiero che sicuramente nasce durante la lettura è che oggi si tende a fare i furbi di fronte a uno Stato che, con tutti i suoi difetti, garantisce la salute ai suoi cittadini: le stesse persone, all'epoca di Sabin, sarebbero state tutte in fila per farsi vaccinare per evitare di ammalarsi di poliomielite.

Com'è stato passare dal raccontare le storie di donne molto "nere" e struggenti che hai condiviso con noi in questi anni a questa che invece è una storia sì struggente ma decisamente più positiva?
C'è stato un senso di sollievo anche per te, nel passare a qualcosa legata ad emozioni belle - soprattutto dal punto di vista personale?
Sì, perchè c'è stata tanta emozione. Questo romanzo è un pezzo di cuore, ed è quello che mi appartiene di più. Sa della mia infanzia, della mia famiglia, di quel nonno che me l'ha raccontata, che non c'è più e non c'è più da tantissimo tempo. Di lui ho ricordi lontanissimi e troppo pochi, tra cui questo.
Non so dirti se sia stata più emozione o più sollievo, però, perchè anche quando racconto le mie storie "tormentate" in realtà alla fine il sollievo arriva sempre, quando si chiude il cerchio.
Sicuramente questa è un'emozione più pura, non sporcata da tutti quei lati oscuri delle persone di questa generazione che chiamo di "diseducati sentimentali": in questa storia ci sono lati bui (una guerra, l'antisemitismo, la malattia) ma non fanno parte dei miei protagonisti.
E a proposito di donne, stavolta ci presenti un romanzo tutto al maschile.
È nato così, con due interlocutori maschili: l'idea sarebbe quella di raccontare in un altro romanzo la storia di un'eroina, e quindi avere un volume tutto al femminile.
Questa del raccontare storie di vite illustri è un'abitudine che ho anche come professoressa: inizio ogni mia lezione raccontandone una ai miei studenti.
Quanto c'è di Samuele in questa storia?
Ancora poco, perchè mio figlio ha solo due anni e mezzo. È però dedicata a lui, perchè vorrei che illuminasse il suo cammino e perchè non vedo l'ora che abbia l'età giusta per capirla e capirne il messaggio più profondo: l'importanza della generosità.
Essere generosi è qualcosa che fa molto più bene a noi che agli altri, è una cosa che ci arricchisce e anzi, credo sia un sentimento quasi egoistico.
E per te, scrivere questa storia è stato un po' come tornare bambina?
S', ed è stato bello. Mi sono divertita molto. È durato poco, perchè era una storia che avevo talmente chiara in mente che nell'arco di due settimane avevo in mano la prima stesura.
Sono felicissima di questo libro, e di essere riuscita a fare qualcosa che non credevo fosse nelle mie corde. Ogni tanto serve mettersi alla prova, nella vita e nel lavoro.

Quella di Albert Sabin è una storia di ribellione, e nell'ultimo anno e mezzo quello della ribellione è un concetto che ha fatto riscoprire moltissime storie "vere" cadute nel dimenticatoio e ora poste a esempio per i lettori più giovani (vedi "Storie della buonanotte per bambine ribelli" in primis, ndr).
Ci sono altre storie come questa tra i ricordi della tua infanzia?
Sì, prima tra tutte quella di Nelly Bly, la "mamma" del giornalistmo investigativo: si fece internare in un manicomio femminile per denunciarne le pratiche disumane, e la sua inchiesta contribuì a cambiare la legge in merito.
Un altro dei miei miti è Marie Curie, e poi c'è Sayonara (nome "di battaglia" di Ada Pace, unica donna a sfidare le convenzioni sui circuiti automobilistici negli anni Cinquanta e vincitrice di 11 titoli italiani, ndr).
Quando si parla di ricerca scientifica in Italia, è sempre in riferimento a qualche polemica.
Per il resto, è il silenzio. 
Intanto in Italia non ci sono i fondi per la ricerca, e di conseguenza non ci sono posti di lavoro.
Paghiamo questa condizione con la "fuga di cervelli", di persone che ricevono un'ottima preparazione a livello accademico ma che poi non hanno possibilità lavorative.
Il problema di fondo, credo, è che la nostra cultura è rivolta al passato, mentre oltreoceano sono quasi totalmente orientati al futuro. Loro forse sanno troppo poco di quando accaduto cent'anni fa, ma noi forsa sappiamo fin troppo di quanto accaduto mille anni fa.
Dobbiamo prendere atto del fatto che molti di coloro che sono ragazzi ora si troveranno a svolgere professioni che ora non esistono. Pensiamo alla stessa realtà dei blog, o dei social media manager che ora sono figure aziendali importantissime.
Come prepari una generazione a svolgere in futuro un lavoro che ora non esiste?
Avendo uno sguardo più attento sul futuro.

È stato bellissimo incontrare Sara Rattaro e parlare con lei di "Il cacciatore di sogni", lettura meravigliosa che consiglio a tutti con il cuore in mano: è per lettori di tutte le età, e la storia di Albert Bruce Sabin merita di essere conosciuta. Grazie a Mondadori per la splendida opportunità!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 5 dicembre 2015

Blogmas Day 5: #RegalaUnLibro

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Altro giorno, altra casellina di Blogmas da aprire (e questa è una di quelle speciali...)

Oggi parliamo di regali librosi e lo facciamo spulciando tra nuove uscite, edizioni speciali e storie pronte ad emozionare voi e chi vi circonda.
Pronti a partire?

La prima tappa è su una spiaggia assolata, tra surfisti e... Draghi.
Esatto: i draghi sono tra noi, e la storia di Ember, Cobalt e Garret in una bellissima versione rilegata (16€) vi rapirà all'istante.
Qui trama e recensione, per farvi un'idea.
Sul sito Harlequin Mondadori sono in vendita le copie autografate dall'autrice, e pensate al figurone che farete con un regalo così!
Come non pensare a questo meraviglioso cofanetto (49,90€), proposto da De Agostini giusto in tempo per Natale?
Perfetto per chi avesse visto i film della saga "Divergent" ma mai letto i libri, o per chi li volesse in questa versione e stesse meditando un autoregalo.
Ho pensato e ripensato ai thriller e ai gialli letti quest'anno, e sono giunta alla conclusione che se dovessi regalarne uno probabilmente sarebbe questo (€16,90), edito da Nord.
Una giornalista dalla storia personale complicata si trova a gestire un passato doloroso e sempre più intrecciato con l'articolo che sta scrivendo, il tutto nello stile che Kimberly McCreight ci aveva già fatto apprezzare in "La verità di Amelia".
La recensione spoiler-free è qui, con la trama completa e tute le mie considerazioni.
Come non segnalare questa meravigliosa ri-edizione di "La bussola d'oro" di Philip Pullman?
Sono passati vent'anni dalla sua uscita e io adoravo la trilogia !Queste oscure materie" di cui questo libro rappresenta il primo volume. Salani lo ripropone per Natale, a chi lo ha amato e a chi ancora deve scoprirlo. Ammetto che vorrei trovarlo sotto l'albero anche io...
Multiplayer Edizioni mi ha permesso di leggere questo splendido libro di Matteo Strukul (16,90€), ed è a dir poco strepitoso.
Ci sono cavalieri, lupi, battaglie, e persino l'amore. Non manca nulla, e il volume è arricchito da meravigliose illustrazioni sia in bianco e nero che a colori, quindi è davvero un bellissimo regalo da mettere soto l'albero a Natale.
La serie cartacea completa di Suzanne Collins, in un unico, voluminoso rilegato vi aspetta in libreria (24€), ed è il regalo perfetto per chi avesse visto solo i film, o per chi come me fosse un fan della serie e magari ne desiderasse anche una versione "speciale".
L'ultimo titolo che voglio segnalare per Natale è "Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone, edito da Mondadori, che avevo recensito qui:
Perchè questo titolo?
Perchè questo non è solo un libro.
Questo è un viaggio in una Berlino diversa, cupa e misteriosa, ed è l'inizio di un progetto tutto italiano dal sapore decisamente internazionale. Sette libri, uno ogni sei mesi, per una serie a metà tra ucronia e distopia che richiama le atmosfere create da Rick Yancey e Hugh Howey nelle loro celebri trilogie.
E visto che questa è una guida ai regali, un regalo lo faccio io a uno di voi.
Una copia cartacea di "Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone, autografata dagli autori e fornita di segnalibro originale della serie:
Come fare per trovarla sotto l'albero?
Stesse regole di sempre: essere iscritti al blog (potete scegliere tra GFC, Bloglovin o NetworkedBlogs), lasciare fino a UN commento al giorno qui sotto indicando un titolo che regalereste volentieri per Natale e perchè, e condividere il post taggando la mia pagina FB del blog.
Che è poi il posto in cui annuncio a chi andrà la copia, quindi buttateci un occhio ogni tanto ;)
Avete tempo fino al 9/12 alle 23:59.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 26 ottobre 2015

Anteprima: "La principessa degli elfi" di Herbie Brennan

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "La principessa degli elfi" di Herbie Brennan, edito da Mondadori (rilegato a 17€), in uscita il 27 Ottobre:
Anna è una guerriera invincibile, e nemmeno gli orchi più feroci possono sfuggire ai suoi attacchi letali. Finché il videogioco non si spegne e Anna torna alla sua vita di sempre, quella di una quindicenne costretta su una sedia a rotelle. Ma al "Lucca Comics & Games" la realtà si avvicina al sogno, e Anna può finalmente immergersi nei suoi amati scenari fantasy... più di quanto possa immaginare: un gruppo di bizzarri cosplayer la rapisce per condurla nel regno di Elfenlind, un mondo parallelo dove rinasce nel nuovo, agile corpo della bellissima principessa degli elfi, Folia. Una dura missione la attende: sconfiggere in duello Sua Grande Enorme Immensità la regina Glypta, che da anni opprime il popolo con le sue folli angherie. Con l'aiuto del vampiro Betula, raffinato degustatore di sangue, della strega Serotina, carismatica incantatrice, e di Ophion, eroe fissato con le donzelle indifese, Anna dovrà combattere nell'arena del Festival del Rinnovo Reale e salvare Elfenlind.

Sarebbe un ottimo candidato per la mia Settimana delle Principesse, non sembra anche a voi?
Il fantasy è un genere a cui mi sono avvicinata all'università, nelle sue molteplici versioni e sfumature, e per gli elfi ho sempre avuto un debole proprio per gli elfi.
Se lo diventassi per magia sarebbe a dir poco strepitoso!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 23 ottobre 2015

"Magisterium - L'anno di ferro" di Holly Black e Cassandra Clare

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Magisterium - L'anno di ferro" di Holly Black e Cassandra Clare, edito da Mondadori (brossurato a 10,50€):
Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire... Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico.

Martedì è uscito "Magisterium - Il guanto di rame", e ho realizzato di non aver mai parlato del primo volume della serie, a cui peraltro ho voluto dare una rilettura veloce in vista del secondo.
Troverete la recensione di quello martedì 27/10, per il Domino Letterario.
Ma oggi parliamo di come tutto ha avuto inizio.
Parliamo di Callum, e del suo essere un disastro ambulante in cui mi sono identificata tantissimo.
Callum non è particolarmente attraente (eccomi), ha un sarcasmo e un'ironia straripanti e irrefrenabili (sono io) e soprattutto ha la tendenza a prendere sempre la decisione sbagliata (sempre io).

Entra al Magisterium controvoglia, anzi facendo di tutto per non farsi ammettere.
Al momento della prima prova scritta invece di compilare i fogli fa esplodere la penna, alla prima prova fisica invece di prendere una palla le da fuoco... Non il migliore degli inizi, insomma, eppure uno dei magisteri, Magister Rufus, sceglie proprio lui come suo apprendista.

Callum ha passato l'infanzia a odiare il Magisterium e ad averne paura, a frenare a ogni costo la magia che è in lui, e invece fin dal suo ingresso nella scuola i dubbi si fanno strada nella sua mente, sempre più prepotenti: e se non fosse qualcosa da temere?
Se fosse qualcosa di suo, che fa intrinsecamente parte di lui, e da sviluppare e amare invece che rinnegare?
Non è l'apprendista migliore, e a volte avrebbe davvero bisogno di un bavaglio che gli impedisca di dire idiozie, ma mi è piaciuto subito.
Mi è piaciuto che nel posto che temeva di più al mondo per la prima volta Callum trovi degli amici, come Aaron e Tamara, e ho apprezzato tantissimo il rapporto cameratesco e complice che si sviluppa tra i tre nel corso del libro.

Ma siamo in una scuola di magia, giusto? E allora parliamo di magia, dicendo che Holly Black e Cassandra Clare hanno creato qualcosa di incredibile.
Il Magisterium è unico: una sorta di labirinto di pietra che si snoda sottoterra, con gallerie e corridoi che collegano saloni e refettori, laboratori e biblioteche, uno più sinistro del precedente.
Ci sono misteriose creature che si aggirano nell'ombra, maestri (magisteri) inquietanti e/o enigmatici come pochi al mondo, e c'è anche l'immancabile bullo, Jasper.
Jasper sostanzialmente è Draco Malfoy senza Tiger e Goyle al seguito, e senza l'odiosissima frase "Mio padre lo verrà a sapere!".
Mi è piaciuto che non si parlasse di incantesimi ma di controllo degli elementi, e che per questo si distaccasse leggermente non solo da Harry Potter ma anche dalla serie Hex Hall.
Il tema "scuola di magia e dintorni" è inflazionato, ma le autrici sono state in grado di proporre qualcosa di nuovo e di sviluppare la trama in modo per lo più inaspettato.
Per la prima metà del romanzo si è portati a credere che Callum sia destinato a ricoprire un determinato ruolo, e invece no. Tutt'altro.
Molti dei personaggi che lo affiancano si riveleranno parecchio lontani da ciò che credevamo, a cominciare da un paio di magisteri e un paio di compagni.
Tenete gli occhi aperti. Dico solo questo.

L'unico mio "dispiacere", se così possiamo definirlo, è che sia stata scritta per un pubblico davvero giovane, molto più giovane di me, quindi dal punto di vista della prosa e del lessico siamo davanti a qualcosa di molto, molto semplice.
Però è divertente, è accattivante, e si legge tutto d'un fiato.
Se siete orfani di Harry Potter e sostanzialmente cercate un'altra scuola di magia in cui sbirciare pieni di curiosità, allora questa serie proprio non potete non leggerla.

Di Holly Black avevo avuto modo di apprezzare "I segreti di Coldtown", mentre Cassandra Clare è l'autrice di tutta l'epopea "Shadowhunters", con prequel, sequel, novelle e chi più ne ha più ne metta: non devo nemmeno dire che adoro quella serie, giusto?
Credo che pensare e scrivere una serie insieme sia difficilissimo, a maggior ragione una che promette moltissimi colpi di scena, intrighi, rivelazioni e stravolgimenti: da questo punto di vista le autrici si meritano un applauso.

Consigliato a tutti gli aspiranti maghi e streghe, a chi ancora aspetta la sua lettera da Hogwarts e a chi trova fantastica l'idea di far scaturire una fiammella dalle dita per poterci abbrustolire i marshmallows (ditemi che non sono l'unica...).

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 8 ottobre 2015

"Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone, edito da Mondadori (cartaceo a 14€), in uscita il 27 Ottobre:
È l'aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l'altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un'unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall'isola dove viveva con Christa e le ragazze dell'Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell'aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all'aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l'alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

Primo volume di una nuova serie per ragazzi tutta italiana, e letto in un solo giorno perché mi ha catturata dall'inizio e non mi ha più lasciata andare.
Mi ha ricordato "La quinta onda" di Rick Yancey e "Il signore delle mosche" di William Golding, e al secondo si fanno anche un paio di riferimento nel corso del romanzo: sono due libri che ho adorato, e questo si unisce a loro nel trattare la tematica evergreen del mondo senza adulti.

Un mondo freddo, in cui le risorse scarseggiano e in cui a padroneggiare sono, come potete immaginare, i bulli.
Ma come si è arrivati a questo?
Una malattia misteriosa ha colpito la popolazione adulta di Berlino Ovest, risparmiando solo i bambini e gli adolescenti.
E fino a qui si potrebbe pensare che basti aspettare che crescano i superstiti per rifondare la società, ma ovviamente non è così semplice: la malattia uccide inesorabilmente anche i sopravvissuti, una volta raggiunta l'età adulta.
Come se ne fossero tutti portatori.

E' uno scenario post-apocalittico quello che ci si presenta fin dall'inizio del romanzo: una città desolata, disordinata, reduce da assalti e scorrerie, sporca.
E inesorabilmente fredda.
Niente più elettricità, niente riscaldamento, e l'unico cibo commestibile rimasto è quello che i ragazzi hanno bene o male imparato a coltivare o cacciare.
Ho adorato le descrizioni, perché mi hanno permesso di immergermi appieno nella storia e di immaginarmi una città così diversa da quella che ho visitato tante volte e in cui ho vissuto per un po'.

Punto di forza del romanzo è sicuramente quello di essere pieno di azione, e fin dall'inizio: il rapimento del piccolo Theo prende le prime 27 pagine, intervallato dai primi flashback.
Christa, una delle giovani protagoniste, ricorda un episodio felice prima dell'esplosione del virus, e che inizia a spiegarci almeno un po' fino a che punto la società avesse sottovalutato la cosa.
In questo è molto simile ai romanzi di Yancey, nei quali troviamo spesso dei flashback del periodo pre-piaga, quando ancora non si aveva la consapevolezza che quella fosse una delle "Onde" e quindi il panico non era ancora dilagato.

"Berlin. I fuochi di Tegel" è lungo 193 pagine (effettive) e io le ho lette tutte d'un fiato, perché la ricerca del piccolo Theo porta Christa e i suoi amici ad affrontare lunghe camminate, sfide all'ultimo respiro e a rischiare la vita in più di un'occasione.
Recuperare il bambino dall'aeroporto di Tegel, dove i bulli della situazione l'hanno portato e tenuto prigioniero, non si rivela affatto semplice e anzi in diversi momenti si teme di dover dire addio a più di un personaggio.
Personaggi a cui ci si affeziona presto: Jakob e Christa hanno avuto da subito un posto speciale nel mio cuore di lettrice, perché come non affezionarsi al ragazzino più coraggioso mai visto prima che però ha paura dei topi, o alla ragazzina tutta pane e scienza che crea falò dalle fiamme colorate?

E' scorrevole, pieno di azione e di tensione, e con dialoghi spesso ironici che mi hanno fatta sorridere tante volte. Sono molto curiosa di scoprire, andando avanti con la serie, qualcosa di più su tutti i personaggi, soprattutto sui bulli. I cattivi hanno sempre il loro fascino, almeno per me.
Questo è uno degli aspetti più interessanti del romanzo, tra l'altro: vedere come la società dei ragazzi si spacchi letteralmente in due, e si formino due grosse comunità fondate una sul saccheggio e la violenza, e l'altra sulla collaborazione e il sostegno reciproco.
Due modi opposti di reagire alla stessa situazione catastrofica.
Sarebbe facile dire "ah, io farei di sicuro parte dei buoni!", ma ciò che muove i bulli a vivere quasi senza regole è proprio la consapevolezza di morire presto: perché non passare quel poco di vita che hai a divertirti il più possibile, prendendoti tutto ciò che puoi?
Grazie a Mondadori per la copia ARC e per il bellissimo press-kit!
Sopravvivere in una Berlino così, comunque, sarà facile, per nessuno di loro, e non vedo l'ora di scoprire le loro prossime avventure!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 7 ottobre 2015

Segnalazione: "Tutti per uno" di Cècile Deleau

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tutti per uno" di Cècile Deleau, edito da Mondadori (rilegato a 16€):

iPod a tutto volume, cappuccio calato in testa e pedalate potenti sulla bicicletta color antracite. 
Sette anni dopo l’attentato che ha ucciso i suoi genitori, D’Artagnan è di nuovo a Parigi con un unico obiettivo: diventare Moschettiere del Re di Francia proprio come suo padre.
Certo, gli inizi nella capitale in attesa della prova di ammissione sono tutt’altro che gloriosi – un lavoro come fattorino e un divano sformato sul quale dormire. Ma i Moschettieri sono sempre pronti a prendersi cura l’uno dell’altro, e Athos, Porthos e Aramis, i giovani agenti responsabili della sicurezza della Principessa Constance, onorano il loro motto: «Tutti per uno, uno per tutti!». 
Quando però un attentato mette in pericolo la vita della Famiglia Reale e la Principessa viene misteriosamente rapita, toccherà a D’Artagnan dimostrare che nelle sue vene scorre sangue da vero Moschettiere…

Di solito non faccio segnalazioni qui sul blog, semmai propongo qualche anteprima (e sempre e solo di libri che intendo leggere personalmente), ma adoro "I tre moschettieri" sia nella versione originale che nelle varie reinterpetazioni, e quindi ho pensato di segnalarvi questa che è appena uscita!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 1 ottobre 2015

Anteprima: "Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone, edito da Mondadori (cartaceo a 14€), in uscita il 27 Ottobre:
Aprile 1978. In una gelida notte berlinese, qualcuno strada il piccolo Theo dai suoi sogni e lo porta via dall'isola dove vive con Christa e le ragazze dell'Havel. Il loro gruppo è nato come tanti altri dopo che un misterioso virus ha ucciso gli adulti di Berlino Ovest. E non è facile sopravvivere senza energia elettrica né riscaldamento, col cibo sempre più scarso e la consapevolezza che, alla fine dell'adolescenza, il virus colpirà ognuno di loro.
Per salvare Theo ora Christa ha bisogno dell'aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all'aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte.
E quando sorgerà l'alba del nuovo giorno, nemmeno Jakob e Christa saranno più gli stessi.

Amo profondamente la città di Berlino e i romanzi distopici (ucronie incluse), e sono felicissima di poter leggere in anteprima una copia ARC di questo romanzo per ragazzi dalla trama accattivante e di cui vi parlerò presto!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3