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martedì 31 ottobre 2017

"Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak, edito Frassinelli (rilegato a 14,90€):
La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene.
Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben.
Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.

L'unica critica che si può fare ai romanzi che compongono la serie "The Wolfe Brothers"?
Sono troppo brevi.
Anche stavolta, la lettura mi ha completamente assorbita e, nel giro di un paio d'ore, ero già costretta a salutare Cameron e Ruben (ma solo fino al 21 Novembre). Non si fa!

Scherzi a parte, "Vorrei essere mio fratello" esplora le dinamiche del rapporto tra fratelli con una spontaneità e una leggerezza che pochi autori possiedono: la competizione e il desiderio di proteggere, la voglia di superarsi ma anche quella di tenersi per mano.
Tra fratelli è così, ed è così anche tra Cam e Ruben.

Ho apprezzato tantissimo il tuffo nel mondo della boxe clandestina, e scoprire pagina dopo pagina ciò che comporta per un ragazzo come Cam - ve lo ricordate, il sognatore un po' sfigatello di "A 15 anni sei troppo vecchio"? - entrare in un ambiente violento e senza scrupoli come quello delle scommesse sottobanco.

Se già nel primo volume della serie quella del padre era una figura distaccata e non troppo presente nella "vera" vita dei figli, ora il divario che li separa sembra essersi ulteriormente dilatato: mentre l'uomo diventa sempre più insofferente (poichè incapace di provvedere alla sua famiglia), i due figli si appoggiano sempre di più l'uno all'altro. I soldi e il loro non bastare più per il benessere della famiglia sono il motivo scatenante dell'atto estremo dei fratelli Wolfe, e anche un ulteriore motivo di distacco dei due ragazzi dai genitori. Ma davvero a sedici, diciassette anni ci si basta da soli?
Adoro la prosa di Markus Zusak e il suo indagare il rapporto tra fratelli attraverso una storia semplice e spontanea, e "Vorrei essere mio fratello" conferma l'ottima impressione avuto dal primo capitolo di una trilogia che sto davvero apprezzando moltissimo: non vedo l'ora di scoprire il terzo volume il 21 Novembre!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3