La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il canto del ribelle" di Joanne Harris, edito da Garzanti (rilegato a 16,90€), in uscita l'8 Ottobre:
Mi ha catapultata indietro agli anni del liceo, durante i quali ero appassionata di mitologia: quella greca, quella latina e, soprattutto, quella nordica (merito di una bravissima insegnante di letteratura che al ginnasio mi ha trasmesso la sua passione grazie alle sue interessantissime lezioni).
Ma veniamo a noi, e alla vera storia di Loki.
Loki è un personaggio ambiguo, sempre a cavallo tra Bene e Male, subdolo e ingannatore: ma è davvero questa la sua natura, o è il momento di ricrederci?
Partendo da questa premessa, Loki ci racconta in prima persona cosa sia successo dal giorno in cui ha stipulato un patto con Odino ed ha avuto inizio la sua vita ad Asgard.
La sua voce è profondamente ironica, molto diretta e a volte anche incline allo scherzo, esattamente come la sua indole.
Certo, spesso i suoi "scherzi" sanno più di vendetta personale che non di semplici lazzi, ma resta il personaggio più divertente dell'intero romanzo, che ho letto tutto d'un fiato.
Loki scommette, sfida e viene sfidato, usando le sue doti di osservatore per scoprire i punti deboli della gente di Asgard e usarli poi a proprio vantaggio.
Nemmeno il matrimonio imposto riesce a tenerlo a freno, anche se c'è un brevissimo istante in cui la vista dei figli che giocano gli fa provare qualcosa che lui stesso ammette potrebbe avvicinarsi alla felicità.
Joanne Harris si conferma una grande scrittrice, donando a Loki una delle voci narranti più divertenti e accattivanti che abbia letto.
Nella vita vera Loki sarebbe una di quelle persone alle quali vorremmo tirare un calcio ogni cinque minuti, ma sulla carta è spassosissimo e 312 pagine di storia sono volate.
E' difficile presentare un protagonista come lui e scatenare comunque empatia nel lettore, ma Joanne Harris ci riesce.
Anche quando Loki è chiaramente dalla parte del torto, si finisce per sperare che la faccia franca, ed è raro che succeda.
Ho trovato molto divertente anche l'idea di iniziare ogni capitolo con quello che è il "consiglio" di Loki, ovvero la massima che si dovrebbe ricavare da quella particolare storia, oppure con un suo pensiero ("mai fidarti di un amante" o "ve lo avevo detto che odio i serpenti?").
A rendere ancora più gradevole e coinvolgente la lettura è anche il fatto che sia un libro scritto veramente bene, scorrevole, senza punti morti: l'azione è costante, i dialoghi lunghi il giusto e nemmeno la grande quantità di nomi crea confusione (nel caso c'è un glossario all'inizio con tutti i nomi e il pensiero di Loki su ogni persona).
L'ho apprezzato davvero molto, e lo consiglio sia a chi ha amato la serie Runemarks, perché ne è complemento perfetto, sia a chi come me non l'ha letta, perché è godibilissimo anche da solo.
Se poi siete appassionati di mitologia nordica, proprio non potete perderlo.
Un bacio a tute, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3







