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giovedì 10 ottobre 2019

"La ladra di fragole" di Joanne Harris

Era il 2000, e i personaggi di Vianne Rocher (Juliette Binoche) e Roux (Johnny Depp al suo meglio) prendevano vita: Chocolat, forse il romanzo più celebre di Joanne Harris, era diventato un film destinato a incassare 150 milioni di dollari e conquistare il pubblico di tutto il mondo.


La storia di Vianne Rocher continua oggi, con La ladra di fragole (Garzanti), e vede la nostra infaticabile artista del cacao vivere serena a Lansquenet-sous-Tannes.
Ha smesso di seguire il vento che le intimava di esplorare luoghi sempre nuovi, e le sue opere di pasticceria hanno conquistato l'intera comunità.
Fino a quando, un venerdì di marzo, quel vento freddo torna a farsi sentire, e porta novità destinate a stravolgere più di una vita nella tranquilla cittadina.
Il fiorista Narcisse muore, lasciando in eredità un piccolo appezzamento a Rosette (figlia di Vianne), e questo suscita ben più di un'invidia nella comunità che ha sì accettato Vianne e Rosette, ma forse non fino in fondo.
Dal canto suo, Narcisse aveva - a differenza di molti altri nel villaggio-, accettato Rosette e la sua peculiarità, e quindi non dovrebbe stupire il lascito del terreno (un campo di fragole, le stesse fragole a cui si riferisce il titolo).
Come se non bastasse, nel negozio di fiori rimasto vuoto apre niente meno che una pasticceria, e Vianne dovrà prendere in mano la situazione ed estrarre qualche (goloso) asso dalla manica...

Joanne Harris è una narratrice straordinariamente conturbante, che infonde il fascino seducente delle fiabe oscure nella narrazione di Rosette, la bambina delle nevi, con la sua magia, i suoi "incidenti" e la sua capacità di influenzare i venti.
Si concentra su quelle che sono le insicurezze umane, le fragilità e le paure, soprattutto la paura suscitata dall'esercizio di una magia che disturba l'ordine naturale delle cose.
Nella figura di Morgane e nel suo insediarsi nella comunità (e nel suo aprire un tempio della golosità...) risuonano echi dell'arrivo della stessa Vianne, ormai quattro romanzi fa, ed è un'ulteriore occasione per riflettere su temi sempre cari all'autrice: quelli della tolleranza e dell'accoglienza, che oggi più che mai sono al centro della discussione.

Un romanzo meravigliosamente scritto e una lettura immersiva, ed è un vero piacere tornare ancora una volta in questo villaggio ritrovandone gli abitanti. Persino quelli più indisponenti!
Consigliatissimo.


La ladra di fragole di Joanne Harris (Garzanti) sarà disponibile dal 29 ottobre, al prezzo di copertina di 19,90€.

Leggi anche: Il canto del ribelle di Joanne Harris (Garzanti)

mercoledì 7 ottobre 2015

"Il canto del ribelle" di Joanne Harris

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il canto del ribelle" di Joanne Harris, edito da Garzanti (rilegato a 16,90€), in uscita l'8 Ottobre:
Lo stretto ponte di pietra che porta ad Asgard si perde fra le nuvole. Loki, il figlio del Fuoco, è in attesa di entrare finalmente nella mitica cittadella degli dei. Proprio lui che da sempre è l'escluso, l'esiliato, il ribelle. Perché nelle sue vene scorre anche il sangue dei demoni. Perché tutti conoscono la sua astuzia, che sfrutta per architettare inganni e raggiri. Ma è arrivato il momento della sua riscossa. Loki è pronto a raccontare la sua versione della storia. Ora il dio delle fiamme è il protagonista e tutto appare diverso da questa nuova prospettiva. Odino, Thor e le altre divinità hanno bisogno di lui. Asgard è in pericolo. La profezia è stata emessa. È giunta l'ora per Loki di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo.

Ho avuto modo di leggere questo romanzo in anteprima grazie alla gentilezza di Marianna e di Garzanti, a cui va un duplice ringraziamento: non solo quello implicito per avermi fornito una copia del romanzo, ma soprattutto per avermelo fatto conoscere.

Non avevo letto, infatti, la serie di cui questo romanzo è un prequel, e ora correrò a procurarmela perché questo libro mi è piaciuto MOLTISSIMO.
Mi ha catapultata indietro agli anni del liceo, durante i quali ero appassionata di mitologia: quella greca, quella latina e, soprattutto, quella nordica (merito di una bravissima insegnante di letteratura che al ginnasio mi ha trasmesso la sua passione grazie alle sue interessantissime lezioni).

Ma veniamo a noi, e alla vera storia di Loki.
Loki è un personaggio ambiguo, sempre a cavallo tra Bene e Male, subdolo e ingannatore: ma è davvero questa la sua natura, o è il momento di ricrederci?
Partendo da questa premessa, Loki ci racconta in prima persona cosa sia successo dal giorno in cui ha stipulato un patto con Odino ed ha avuto inizio la sua vita ad Asgard.
La sua voce è profondamente ironica, molto diretta e a volte anche incline allo scherzo, esattamente come la sua indole.
Certo, spesso i suoi "scherzi" sanno più di vendetta personale che non di semplici lazzi, ma resta il personaggio più divertente dell'intero romanzo, che ho letto tutto d'un fiato.
Loki scommette, sfida e viene sfidato, usando le sue doti di osservatore per scoprire i punti deboli della gente di Asgard e usarli poi a proprio vantaggio.
Nemmeno il matrimonio imposto riesce a tenerlo a freno, anche se c'è un brevissimo istante in cui la vista dei figli che giocano gli fa provare qualcosa che lui stesso ammette potrebbe avvicinarsi alla felicità.

Joanne Harris si conferma una grande scrittrice, donando a Loki una delle voci narranti più divertenti e accattivanti che abbia letto.
Nella vita vera Loki sarebbe una di quelle persone alle quali vorremmo tirare un calcio ogni cinque minuti, ma sulla carta è spassosissimo e 312 pagine di storia sono volate.
E' difficile presentare un protagonista come lui e scatenare comunque empatia nel lettore, ma Joanne Harris ci riesce.
Anche quando Loki è chiaramente dalla parte del torto, si finisce per sperare che la faccia franca, ed è raro che succeda.
Ho trovato molto divertente anche l'idea di iniziare ogni capitolo con quello che è il "consiglio" di Loki, ovvero la massima che si dovrebbe ricavare da quella particolare storia, oppure con un suo pensiero ("mai fidarti di un amante" o "ve lo avevo detto che odio i serpenti?").

A rendere ancora più gradevole e coinvolgente la lettura è anche il fatto che sia un libro scritto veramente bene, scorrevole, senza punti morti: l'azione è costante, i dialoghi lunghi il giusto e nemmeno la grande quantità di nomi crea confusione (nel caso c'è un glossario all'inizio con tutti i nomi e il pensiero di Loki su ogni persona).

L'ho apprezzato davvero molto, e lo consiglio sia a chi ha amato la serie Runemarks, perché ne è complemento perfetto, sia a chi come me non l'ha letta, perché è godibilissimo anche da solo.
Se poi siete appassionati di mitologia nordica, proprio non potete perderlo.

Un bacio a tute, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3