Pubblicata in forma anonima a patto che il marito, poeta e filosofo affermato, scrivesse una prefazione all'opera. Riconosciuta come autrice di quello che sarebbe diventato un classico della letteratura inglese solo grazie all'intervento paterno. Amante, moglie, madre.
Mary Shelley è stata tutto questo, e molto di più: a duecento anni dalla pubblicazione di Frankenstein, alla vita della creatrice del mostro che ha segnato la storia della letteratura horror di tutti i tempi viene dedicato Mary Shelley e la morte del mostro, un romanzo a fumetti firmato da Raquel Lagartos e Julio César Iglesias (Il battello a vapore).
Amante e poi moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, Mary lasciò la famiglia per seguirlo in una vita sregolata e costellata di momenti bui (tra tutti, la morte della loro primogenita quando era ancora in fasce), superando le barriere di quello che era concesso alle donne dei suoi tempi.
Frankenstein è in fondo la storia di un abbandono, in cui sono confluiti il dolore e la solitudine di una vita intera, oltre alla fascinazione per l'horror e i fantasmi che Mary portava nel cuore sin dall'infanzia.
La vita di Mary Shelley è avvincente, a tratti dolorosa (lei e il marito perdono tre figli, e solo il quarto sopravvivrà. Lo stesso Percy Bysshe Shelley morirà annegato in giovane età, ndr) e ben si presta al lavoro di Raquel Lagartos e Julio César Iglesias: il loro romanzo a fumetti mischia biografia e horror, riportando i lettori con la fantasia alla suggestiva Inghilterra di inizio Ottocento e rendendo giustizia a una delle voci più singolari della letteratura inglese dell'epoca.
200 pagine a colori, in un suggestivo bianco e nero con tocchi di rosso che ben rende le atmosfere cupe dominanti nella vita dell'autrice, raccontata in un presente che la vede anziana e vicina alla morte e in un passato che ricorda a tratti e che sogna ogni notte, cercando conforto nella compagnia della "sua" creatura
Mary Shelley e la morte del mostro di Raquel Lagartos e Julio César Iglesias sarà in libreria dal 4 Settembre (Il battello a vapore).
Visualizzazione post con etichetta mary shelley frankenstein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mary shelley frankenstein. Mostra tutti i post
giovedì 30 agosto 2018
Mary Shelley e la morte del mostro
Etichette:
devilishly stylish
,
graphic novel
,
il battello a vapore
,
mary shelley
,
mary shelley e la morte del mostro
,
mary shelley frankenstein
,
Pagine e Parole
martedì 21 agosto 2018
«Sono nata per essere abbandonata»: Mary Shelley, "Frankenstein" e un film per raccontarne la storia
Frankenstein è sempre stato il racconto di un abbandono, quello di un creatore/padre e quello della società umana, e non sorprende che sia questa la chiave di lettura scelta per raccontarne la genesi e, soprattutto, portare sul grande schermo la vita tumultuosa e anticonformista della sua autrice, Mary Shelley (nata Godwin) nel film omonimo.
«Sono nata per essere abbandonata» è forse la battuta più significativa pronunciata da Elle Fanning, scelta per interpretare l'aspirante autrice di storie di fantasmi che, in giovane età, lascerà la casa paterna per seguire l'amore incarnato nella figura di Percy Bysshe Shelley (Douglas Booth).
Fanning e Booth rendono giustizia a quella che è forse una delle storie d'amore più tormentate e sregolate storie d'amore della letteratura? Assolutamente sì.
Mary Shelley appassionerà non solo i lettori, ma anche gli amanti delle grandi storie d'amore, e strapperà un sorriso anche alle femministe perchè dopo aver perso tre figli, il benestare della società e la speranza di riuscire in ciò che era fin da bambina il suo più grande sogno (scrivere racconti di fantasmi), la donna vedrà il suo romanzo in libreria, vincendo anche l'ultima battaglia: quella per avere il suo nome in copertina.
Frankenstein, infatti, poco si prestava a essere opera di una donna, e l'unico editore che accettò di pubblicare le prime 500 copie acconsentì a patto che uscisse in forma anonima e con la prefazione di Percy Bysshe Shelley (al quale fu, all'inzio, attribuita l'intera opera).
La storia di Mary Shelley, del suo amore e della sua lotta per vedere affermati i suoi diritti a discapito delle convenzioni sociali, dura due ore, ma quando iniziano a scorrere i titoli di coda sembra di essersi seduti al cinema solo pochi minuti prima.
Complici scenografie e costumi impeccabili, e una colonna sonora sublime (le musiche sono di Amelia Warner), e una regia stellare a opera di Haifaa al-Mansour, Mary Shelley cattura, emoziona, commuove.
Impossibile non precipitarsi in libreria e scoprire (o riscoprire) Frankenstein, dopo.
Impossibile non voler restare in compagnia di Mary Shelley per qualche ora ancora.
Mary Shelley arriva nelle sale il 29 Agosto, distribuito da Notorious Pictures.
«Sono nata per essere abbandonata» è forse la battuta più significativa pronunciata da Elle Fanning, scelta per interpretare l'aspirante autrice di storie di fantasmi che, in giovane età, lascerà la casa paterna per seguire l'amore incarnato nella figura di Percy Bysshe Shelley (Douglas Booth).
Fanning e Booth rendono giustizia a quella che è forse una delle storie d'amore più tormentate e sregolate storie d'amore della letteratura? Assolutamente sì.
Mary Shelley appassionerà non solo i lettori, ma anche gli amanti delle grandi storie d'amore, e strapperà un sorriso anche alle femministe perchè dopo aver perso tre figli, il benestare della società e la speranza di riuscire in ciò che era fin da bambina il suo più grande sogno (scrivere racconti di fantasmi), la donna vedrà il suo romanzo in libreria, vincendo anche l'ultima battaglia: quella per avere il suo nome in copertina.
Frankenstein, infatti, poco si prestava a essere opera di una donna, e l'unico editore che accettò di pubblicare le prime 500 copie acconsentì a patto che uscisse in forma anonima e con la prefazione di Percy Bysshe Shelley (al quale fu, all'inzio, attribuita l'intera opera).
La storia di Mary Shelley, del suo amore e della sua lotta per vedere affermati i suoi diritti a discapito delle convenzioni sociali, dura due ore, ma quando iniziano a scorrere i titoli di coda sembra di essersi seduti al cinema solo pochi minuti prima.
Complici scenografie e costumi impeccabili, e una colonna sonora sublime (le musiche sono di Amelia Warner), e una regia stellare a opera di Haifaa al-Mansour, Mary Shelley cattura, emoziona, commuove.
Impossibile non precipitarsi in libreria e scoprire (o riscoprire) Frankenstein, dopo.
Impossibile non voler restare in compagnia di Mary Shelley per qualche ora ancora.
Mary Shelley arriva nelle sale il 29 Agosto, distribuito da Notorious Pictures.
Etichette:
douglas booth percy shelley
,
elle fanning mary shelley
,
frankenstein
,
mary shelley
,
mary shelley frankenstein
,
notorious pictures
,
percy bysshe shelley
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)









