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giovedì 30 agosto 2018

Mary Shelley e la morte del mostro

Pubblicata in forma anonima a patto che il marito, poeta e filosofo affermato, scrivesse una prefazione all'opera. Riconosciuta come autrice di quello che sarebbe diventato un classico della letteratura inglese solo grazie all'intervento paterno. Amante, moglie, madre.
Mary Shelley è stata tutto questo, e molto di più: a duecento anni dalla pubblicazione di Frankenstein, alla vita della creatrice del mostro che ha segnato la storia della letteratura horror di tutti i tempi viene dedicato Mary Shelley e la morte del mostro, un romanzo a fumetti firmato da  Raquel Lagartos e Julio César Iglesias (Il battello a vapore).
Amante e poi moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, Mary lasciò la famiglia per seguirlo in una vita sregolata e costellata di momenti bui (tra tutti, la morte della loro primogenita quando era ancora in fasce), superando le barriere di quello che era concesso alle donne dei suoi tempi.
Frankenstein è in fondo la storia di un abbandono, in cui sono confluiti il dolore e la solitudine di una vita intera, oltre alla fascinazione per l'horror e i fantasmi che Mary portava nel cuore sin dall'infanzia.

La vita di Mary Shelley è avvincente, a tratti dolorosa (lei e il marito perdono tre figli, e solo il quarto sopravvivrà. Lo stesso Percy Bysshe Shelley morirà annegato in giovane età, ndr) e ben si presta al lavoro di Raquel Lagartos e Julio César Iglesias: il loro romanzo a fumetti mischia biografia e horror, riportando i lettori con la fantasia alla suggestiva Inghilterra di inizio Ottocento e rendendo giustizia a una delle voci più singolari della letteratura inglese dell'epoca.
200 pagine a colori, in un suggestivo bianco e nero con tocchi di rosso che ben rende le atmosfere cupe dominanti nella vita dell'autrice, raccontata in un presente che la vede anziana e vicina alla morte e in un passato che ricorda a tratti e che sogna ogni notte, cercando conforto nella compagnia della "sua" creatura


Mary Shelley e la morte del mostro di Raquel Lagartos e Julio César Iglesias sarà in libreria dal 4 Settembre (Il battello a vapore).

venerdì 29 settembre 2017

"Virginia" di Lucrèce

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Virginia" di Lucrèce, picture book edito Hop Edizioni (brossurato a 18€):
Virginia Woolf è stata la più grande autrice inglese del Novecento; ha cambiato il romanzo, rendendolo terreno di osservazione e descrizione del mondo interiore dei personaggi. La scrittura è stata per lei una vocazione, una necessità e un tormento. Con il suo esempio e i suoi scritti, Virginia ha aperto le porte all'emancipazione femminile: insieme alla sorella Vanessa ha lottato in una famiglia culturalmente evoluta, ma fondamentalmente maschilista, per diventare scrittrice; ha partecipato attivamente al Circolo di Bloomsbury, impegnato a svecchiare la letteratura, ha scritto romanzi memorabili. Con il marito Leonard Woolf, che la amava immensamente e ne valorizzava il genio, ha fondato la casa editrice Hogarth Press che ha pubblicato, tra gli altri, Freud e Svevo in Inghilterra. Lucrèce interpreta Virginia con grande sensibilità e soluzioni creative che travalicano il puro aspetto narrativo per toccare le corde emotive attraverso preziosi quadri poetici. L'integrazione di testo e immagini permette di far conoscere la storia di Virginia Woolf anche a un pubblico giovane.

Ho scoperto Virginia Woolf quando ero ancora alle medie, quando in biblioteca ho preso in mano un'edizione consumata di "Gita al faro": me ne sono innamorata subito, e ho recuperato nel giro di pochi anni ogni lavoro dell'autrice.
Non ho saputo resistere alla possibilità di sfogliare in anteprima il picture book di Lucrèce dedicato alla tormentata scrittrice inglese, e ditemi voi se non ne valeva la pena!
Ho adorato lo stile malinconio e struggente che caratterizza ogni disegno, trovandolo davvero adatto a ritrarre la vita di una donna dalla personalità complessa e piena di zone d'ombra, troppo sensibile al dolore che scorgeva dappertutto attorno a sè e incapace di reagire alla depressione che l'abbatteva ogni giorno di più.
Splendida anche la tavolozza di colori scelta, con varie sfumature di petrolio accostate ai rosa e ai grigi per un effetto molto, molto raffinato e di sicuro impatto.
Spesso Virginia Woolf è ricordata come "la romanziera inglese che si è tolta la vita", ma questa donna straordinaria era molto più di questo: era una vera e propria paladina della cultura e delle lettere, impegnata nell'abbattere le barriere e nel dare nuova vita al romanzo.
Il suo "Orlando" era decisamente d'avanguardia quando vide la luce nel 1928, ed è ancora oggi una delle opere di narrativa più peculiari.
Trovo che quest'opera di Lucrèce non solo le renda giustizia, ma le dia anche il giusto spazio sotto ai riflettori, perchè in un momento in cui si parla tanto di femminismo non si può non ricordarsi di chi per prima ha sostenuto a gran voce l'esigenza per le donne di avere "una stanza tutta per sè".

Ma scopriamo qualcosa di più su Lucrèce, che ha dato vita a Virginia sulla carta, vi va?
Lucrèce (Lucrezia Buganè) si è specializzata in Linguaggi del Fumetto all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha pubblicato per Lavieri Edizioni Raperonzolo (2014), Io dov’ero? Il giorno in cui cadde il muro (2014) e Reading Galera (2015). Per Taita Press ha pubblicato la graphic novel Impara a dire no se non vuoi dire sì (2016). Ha partecipato alla realizzazione del taccuino Palazzo Poggi, viaggio sentimentale per l’Università di Bologna e ha collaborato con le sue illustrazioni al Festival della Scienza Medica Bologna Medicina.
Seguace della "linea chiara", nel proprio lavoro grafico elabora e ripropone, interpretandole, diverse sollecitazioni figurative: dal mondo di Bosch e Brueghel all'universo simbolista, fino allo stile secessionista e liberty. Nel campo dell'illustrazione si ispira a Harry Clarke ed Edward Gorey in particolare. Per le illustrazioni di Virginia ha utilizzato una tecnica mista a china e colorazione digitale.
Questa recensione partecipa al Review Party del picture book, e vi invito a scoprire gli articoli dei miei compagni di festeggiamento ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 22 luglio 2017

"Audrey" di Roberta Zeta: la vita della famosissima attrice diventa un picture book!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Audrey" di Roberta Zeta, edito Hop Edizioni (brossurato a 18€) in uscita il 28 Luglio:
Simbolo di eleganza, Audrey Hepburn ha rivoluzionato il modello di interprete hollywoodiana, da pin-up a figura esile e garbata, gentile e sbarazzina. In scena ha spesso rappresentato il cliché della principessa, la donna che da una condizione inferiore si eleva socialmente grazie all’amore di un uomo. Ma Audrey è stata nella realtà una principessa senza favola che tutto ha conquistato da sola, grazie a una grande forza di volontà e a un progetto di vita molto chiaro, non a tutti noto. 
Terza uscita della collana “Per aspera ad astra. La forza delle donne”.

Dopo aver letto ogni biografia che mi fosse capitata a tiro e visto ogni suo film, posso dirlo: Audrey Hepburn è davvero uno dei miei modelli di donna.
Seppur non troppo fortunata in amore e a volte vittima di qualche delusione (il sogno di diventare una ballerina, ahimè, non si realizzò), Audrey Hepburn è per tutti un'icona di stile, fascino, classe ed eleganza.
Dal tubino nero di "Colazione da Tiffany" allo splendido abito da sera ricamato di "Sabrina", passando per i costumi di "Due per la strada" capaci di trasportare lo spettatore di decennio in decennio, è impossibile scindere Audrey dalla moda e dallo stile che l'hanno resa famosa in tutto il mondo.
Ma scopriamo qualcosa di più sull'affascinante attrice, partendo dai numeri più significativi epr la sua vita e carriera!
È il numero civico di Vine Street al quale potete trovare la sua stella sulla Walk of Fame.
Se passate da Los Angeles, non dimenticate di andare e scattare una foto!
Il numero di Academy Award (e Golden Globe) vinti dall'attrice nel corso della sua carriera.
Il primo Academy Award è arrivato nel 1954 per "Vacanze romane", mentre il secondo nel 1993, e si tratta del premio umanitario Jean Hersholt.
Per "Vacanze romane" aveva già vinto il Golden Globe, premio che ha conquistato anche nel 1955 sotto forma di Henrietta Award per la migliore attrice del mondo (!) e di premio alla carriera nel 1990.
L'attrice parlava fluentemente ben cinque lingue: inglese, francese, spagnolo, italiano e olandese.
Essere poliglotta le fu di grande aiuto nel momento in cui divenne ambasciatrice Unicef nel 1988, recandosi negli anni successivi in Etiopia, Turchia, Sudan, Bangladesh, Vietnam...
Cinque sono anche i bambini che ha perso, riuscendo però nonostante questo a concepirne due: Sean Hepburn Ferrer e Luca Dotti. Aver dovuto lottare così strenuamente per coronare il suo sogno di maternità la rese molto sensibile alla condizione di donne, madri e bambini nei paesi del terzo mondo, e da qui la sua forte attività filantropica insieme a Unicef (ma non solo).
L'attrice, alla fine degli anni Ottanta, ha anche registrato un album di letture di fiabe, "Audrey Hepburn's Enchanted Tales", che le è persino valso un Grammy.
Nonostante sia poco conosciuto, è ancora acquistabile su Amazon ;)
L'anno in cui ogni donna potè indossare il profumo di Audrey Hepburn.
Pochi anni prima, infatti, Hubert de Givenchy aveva creato esclusivamente per l'attrice "L'Interdit", una fragranza che conteneva note di rosa, gelsomino e violetta. Solo dal 1957 la fragranza venne messa sul mercato, e fu effettivamente possibile per tutte profumare come la donna più raffinata del mondo.

Siete pronti a scoprire la vita avventurosa di Audrey Hepburn in questa inedita e colorata veste?
E soprattutto, siete pronti a provare ad adottarne una copia?
Ebbene sì, uno di voi potrebbe ricevere una copia di questo bellissimo volume!
Come?
Seguendo le istruzioni contenute nel modulo qui sotto:

a Rafflecopter giveaway Per non perdere nemmeno un contenuto dedicato a Audrey e a questo splendido picture book, ecco il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3