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mercoledì 31 agosto 2016

"Metro 2035" di Dmitry Glukhovsky [BlogTour]

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata alla mia tappa del blogtour di "Metro 2035" di Dmitry Glukhovsky, edito da Multiplayer.it Edizioni (brossurato a 19,90€) in uscita l'1 Settembre:
Artyom è cresciuto e cambiato, non è più il ragazzo romantico di un tempo - ma sarà pronto per la verità? Da quando una guerra nucleare ha devastato la Terra, gli ultimi moscoviti sono sopravvissuti cercando di costruire una nuova civiltà nelle profondità della vecchia rete della metropolitana. Questa presunta sicurezza, però, fa presto a dimostrarsi ingannevole: infatti, due anni dopo essere stati salvati da Artyom, gli abitanti sono minacciati da epidemie che mettono a rischio l'approvvigionamento di cibo e da conflitti ideologici sempre più gravi. L'unica salvezza pare risiedere in un ritorno in superficie: ma questo è ancora possibile? Contro ogni logica, Artyom tenta un viaggio senza speranza apparente verso un mondo il cui silenzio misterioso nasconde un terribile segreto...

Dopo "Metro 2033" e "Metro 2034", con questo terzo volume torniamo insieme sottoterra, e lasciatemelo dire: ho avuto la possibilità di iniziare a leggere il romanzo con un po' di anticipo, e Dmitry Glukhovsky non delude!

Non delude perchè con il mondo di Metro ha creato un vero e proprio capolavoro, e la ia tappa di oggi mira a farvi conoscere questo universo nel suo complesso.
Partiamo da dove tutto ha avuto inizio, ovvero il libro "Metro 2033":
L’anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L’umanità è vicina all’estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell’umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. Più di vent’anni sono passati dall’ultimo decollo di un aeroplano. I binari ferroviari, abbandonati, portano verso il nulla. L’etere è spento e laddove prima suonavano le frequenze delle maggiori radio mondiali, da Tokyo a New York fino a Buenos Aires, ora regna solo il silenzio.
L’uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell’uomo è finito.
Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella Metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. E’ l’ultimo rifugio dell’umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell’acqua o semplicemente per difendersi. E’ un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all’istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all’orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della Metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell’imminente pericolo e ottenere aiuto. E’ lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell’intera Metro e probabilmente dell’intera umanità.

È stata poi la volta del seguito, "Metro 2034", che sebbene non abbia replicato il successo del suo predecessore resta un romanzo davvero molto amato:
IL SEGUITO DEL BEST-SELLER RUSSO, CAMPIONE DI INCASSI IN TUTTO IL MONDO, METRO 2033. Siamo a Mosca nell’anno 2034. Vent’anni dopo l’inizio della guerra, il mondo in superficie e’ ancora completamente ostile all’uomo. Nella metropolitana di mosca, i cittadini della Sevastopolskaja hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione Chertanovskaya. Essi considerano la loro patria come una sorta di Sparta, e addestrano i loro guerrieri così bene da essere temuti dal resto degli abitanti della metropolitana. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c’e’ un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti della Sevastopolskaya possono risolvere: la distanza dalle stazioni centrali della metropolitana…

Uscita in Italia nel 2013, la serie ha conquistato i fan di tutto il mondo traduzione dopo traduzione, e ispirato diversi videogiochi, usciti nel corso degli anni sia per PlayStation che per XBox:
Di questi vi parlerà nel dettaglio Luigi di Everpop, quindi vi anticipo solo qualche copertina ;)

Ma cosa rende questo universo così accattivante e coinvolgente?
Da un lato Dmitry Glukhovsky ha saputo anticipare l'esplosione del fenomeno distopico, creando un mondo post-apocalittico che piace agli amanti, ad esempio, della Trilogia del Silo di Hugh Howey, per citare una delle serie più famose.
Dall'altra ha avuto l'idea assolutamente geniale di rendere questo universo "aperto".
Il mondo di Metro è infatti a disposizione di chi volesse ambientarci il proprio romanzo, e sono stati in molti a raccogliere la tacita sfida lanciata dall'autore.
In Italia, sempre editi da Multiplayer.it Edizioni, sono usciti i lavori di Shimun Vrochek, Tullio Avoledo e Andrey Dyakow.
Ammetto di non possedere una copia di "Verso la luce" di Andrey Dyakov nella collezione, ma gli altri ci sono tutti:
No, non ci vedete male: i due romanzi di Tullio Avoledo sono ambientati proprio in Italia!
L'autore ha "spostato" nel nostro paese il mondo sotterraneo fatto di gallerie e binari abbandonati, e con risultati eccellenti. 
Sono molto appassionanti da leggere anche senza aver letto prima "Metro 2033" e i seguiti, quindi se li trovate in libreria date una sbirciata ;)
Devo ASSOLUTAMENTE recuperare "Verso la luce" di Andrey Dyakow, in qualche modo!

Consiglierei la serie a tutti gli amanti della distopia, ma soprattutto a quelli che impazzziscono per gli scenari post-apocalittici perchè dubito esiste qualcosa di più freddo e desolante dell'atmosfera iniziale di "Metro 2033".
Ma vi avviso, fate in modo di procurarvi anche il seguito, perchè una volta entrati nel tunnel (letteralmente XD) non ne uscirete facilmente!

E proprio per questo vogliamo dare a due di voi la possibilità di adottare l'intera trilogia o una copia di Metro 2035 (nel caso aveste letto i precedenti due volumi).
Come fare per riuscirci? Semplicissimo!

1) Commentare sotto ogni tappa, scrivendo la propria mail e la preferenza
2) Seguire "Multilplayer.it Edizioni" su Facebook
3) Seguire ogni singolo Blog

Volete qualche chance in più?

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a Rafflecopter giveaway Per non perdere il filo, affidatevi al nostro calendario!
Non vedo l'ora di parlarvi nel dettaglio di "Metro 2035"!
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 10 dicembre 2015

"I cavalieri del Nord" di Matteo Strukul

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "I cavalieri del Nord" di Matteo Strukul, edito da Multiplayer Edizioni (rilegato a 16,90€):
Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere teutone. cresciuto sotto la guida Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro. il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania, per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una figura che getta scompiglio nella schiera teutone, poco avvezza alla presenza femminile, che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio, ma niente è come sembra nell'Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio, fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un Re senza corona, mentre l'amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell'ordine e la regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile, a meno che...

Ringrazio moltissimo Multiplayer Edizioni per avermi permesso di leggere questo romanzo in una bellissima edizione cartacea piena di splendide illustrazioni, e per avermi fatta partecipare al blogtour con una tappa molto "mia", dedicata alla nail-art ispirata al romanzo (la trovate qui).

Oggi vi parlo del libro, e comincio con il dire che questa non è assolutamente una lettura "abituale", per me. Anzi. E ci tengo a dirlo, perchè il fatto che Matteo Strukul sia riuscito a catturare la mia attenzione, a coinvolgermi e ad emozionarmi così nel mio caso vale doppio.
Ero con Wolf fin dall'inizio, l'ho applaudito quando ha tratto in salvo Kira e l'ho sostenuto quando il mondo intero sembrava schierato contro di lui.
L'ho apprezzato sempre più, pagina dopo pagina, e ho chiuso il libro sperando in un secondo volume, perchè ne avrei voluto di più.

Wolf è un personaggio singolare, perchè presenta in sè molte contraddizioni.
Prima tra tutti il fatto di essere in preda alla più fervente passione per Kira e allo stesso tempo fermamente convinto a non venire meno al suo voto di castità.
Voto in cui crede fino in fondo, perchè la sua fede è ciò che lo fa andare avanti ed è parte imprescindibile del suo carattere e della sua personalità.
Mi è piaciuto questo dualismo e questa continua lotta interiore tra ascetismo e desiderio sessuale (ma non solo), e Matteo Strukul è stato davvero abile nel trasmettere al lettore la straziante tensione che ne deriva.
Altra contraddizione è quella costante che lo accompagna in quanto cavaliere-monaco: da un lato la guerra, la violenza e la morte, dall'altro la parola di Dio.
Più volte si interroga se questa sia la strada giusta, esprimendo quelli che sono i dubbi propri di un essere umano e in cui è possibile identificarsi fino in fondo.
Se pensiamo al mondo in cui viviamo, in cui si uccidono centinaia di persone innocenti "nel nome di Dio", in fondo le Crociate non sono così lontane.

E' triste pensare come l'aspetto più "barbaro" del romanzo sia quello più attuale, ma di fatto ad una guerra di religione stiamo assistendo adesso, e la caccia alle streghe è ancora in corso, anche se con modalità differenti.
Tra Kira condannata alla forca perchè bellissima e desiderata dagli uomini e una ragazza sfigurata dall'acido perchè troppo attraente e quindi provocante, che differenza c'è?
Kira che, detto tra noi, è fantastica: ha un carattere forte, non cede ad alcuna provocazione ed è esattamente il tipo di donna di carta ed inchiostro che vorrei essere.
Mi sono trovata più volte a pensare "Senti, Wolf, ma questa storia della castità... ne sei proprio sicuro? No, perchè Kira a me sembra proprio perfetta per te" e tifavo per la loro storia d'amore fin dall'inizio.
Nella mia testa era già deciso che dovessero finire insieme, al galoppo con il tramonto sullo sfondo.
E questo quando ero ancora entro le prime 100 pagine, vedete un po' voi... 
Chiusa questa parentesi, oltre a un protagonista strabiliante e alla sconvolgente attualità di molte delle situazioni presentate dal romanzo, a colpirmi sono state le splendide ambientazioni: le descrizioni di Matteo Strukul sono efficaci senza appesantire il ritmo incalzante della narrazione, e la descrizione di alcune scene è quasi cinematografica.
Riesco senza alcuno sforzo ad immaginare un film o una serie tv tratta da questo romanzo, e sarebbe una serie strepitosa. La guarderei senza perdere nemmeno una puntata!

La prosa è scorrevole, i dialoghi convincenti ed il volume nel suo complesso estremamente curato: bellissime le illustrazioni che lo arricchiscono, da urlo la copertina, e utilissima la mappa soprattutto per me che probabilmente senza mi sarei persa a metà strada lungo il viaggio di Wolf e compagni. 
Questo è un romanzo strepitoso e merita di essere posseduto in cartaceo, senza alcun dubbio.
Consigliatissimo a tutti, davvero: io non sono un'amante del genere, eppure mi unisco al coro di chi lo definisce perfetto sotto ogni aspetto.
Ha conquistato anche me, al punto che non ho critiche da fare e solo tantissimi complimenti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanculli)!
A presto <3

domenica 6 dicembre 2015

"I cavalieri del Nord" di Matteo Strukul [Blogtour]

Buonasera a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi ho un post speiale per voi, ed è la mia personalissima tappa del blogtour di "I cavalieri del Nord" di Matteo Strukul, edito da Multiplayer.it Edizioni (rilegato a 16,90€):
Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere teutone. cresciuto sotto la guida Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro. il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania, per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. la sua è una figura che getta scompiglio nella schiera teutone, poco avvezza alla presenza femminile, che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio, ma niente è come sembra nell'Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio, fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un Re senza corona, mentre l'amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell'ordine e la regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile, a meno che...

Ringrazio Multiplayer.it Edizioni per avermi permesso di partecipare al blogtour di questo romanzo avvincente, coinvolgente e decisamente emozionante, che ho potuto leggere nella splendida edizione rilegata (arricchita da illustrazioni in bianco e nero e a colori, oltre che di una mappa che mi ha avvero aiutata ad orientarmi).
Arriverà presto la recensione, però oggi vi propongo una nail-art ispirata al libro, perchè tra lupi nella neve, croci nere e spade insanguinate c'erano davvero moltissimi spunti:
Spero che vi sia piaciuta!
Non perdete nessuna delle tappe del tour perchè scoprirete moltissimo del libro, delle sue atmosfere e del mondo dell'autore, Matteo Strukul.
E anche se l'ebook è più pratico (io sono la prima ad applaudire alla comodità dell'iPad2) in questo caso ve lo dico: prendete il cartaceo.
I disegni sono splendidi, sia quelli in bianco e nero che quelli a colori, ed è davvero un piccolo gioiello che non può mancare nella vostra libreria.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 6 agosto 2015

"The Queen of the Tearling" di Erika Johansen

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "The Queen of the Tearling" di Erika Johansen, edito da Multiplayer Edizioni (rilegato a 19€):
Il giorno del suo diciannovesimo compleanno la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio alla volta del castello in cui è nata per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Kelsea è una ragazza determinata che adora leggere e imparare e che somiglia ben poco a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Kelsea sarà pure inesperta, ma non è indifesa: al collo porta lo zaffiro di Tearling, un gioiello dagli immensi poteri magici, ed è accompagnata dalla Guardia della Regina, un gruppo scelto di coraggiosi cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus.
Kelsea avrà bisogno di tutti loro per sopravvivere alla cabala di nemici che cercherà di impedire la sua incoronazione con ogni mezzo, da sicari dai mantelli cremisi a tremendi incantesimi di sangue.
Nonostante il suo sangue reale, Kelsea è ancora una giovane piena di insicurezze, una bambina chiamata a guidare un popolo e un regno dei quali non sa praticamente nulla. Quello che scoprirà nella capitale, però, cambierà tutto, mettendola di fronte a orrori inimmaginabili. Sarà un gesto semplice quanto audace a gettare il regno nel caos, scatenando la vendetta della tirannica sovrana della vicina Mortmesne: la Regina Rossa, una strega posseduta dalla magia oscura. Kelsea dovrà scoprire di chi fidarsi tra i suoi servitori, i nobili di corte e le sue stesse guardie del corpo.
La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea dovrà affrontare un viaggio alla scoperta di sé stessa e una prova del fuoco che la faranno diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere.

Primo volume di una trilogia, e titolo che mi incuriosiva fin dall'uscita in lingua originale.
Ho temporeggiato, e poi è arrivata non solo la traduzione italiana ma soprattutto un'edizione da collezione davvero meravigliosa.
A volte aspettare paga XD
Ebbene sì, c'è anche una mappa per seguire le avventure di Kelsea!
Ma veniamo al romanzo, che ne dite?
Questo libro mi è piaciuto con riserva.
Mi spiego meglio: ho trovato la storia molto coinvolgente, piena di colpi di scena e dal ritmo veloce al punto giusto.
Kelsea è intelligente, coraggiosa e determinata, e senza dubbio è una protagonista che mi è piaciuta e di cui leggerò volentieri le avventure successive (gli altri due volumi della trilogia).
Ne ho amato sia i pregi che i difetti, e l'ho trovata un personaggio molto interessante.
Forse vorrei che pensasse un po' meno al suo aspetto fisico, e che smettesse di definirsi "banale", visto che per regnare l'aspetto è l'ultima cosa che le serve.
E poi Mazza Chiodata, ragazzi. Mazza Chiodata è fortissimo!
Ne voglio uno, ditemi dove procurarmelo: una guardia così vale tanto oro quanto pesa.
Riservo a lui il momento fangirl della recensione, perché è un uomo che non si fa scrupolo di dire sempre quello che pensa, che vive seguendo il suo istinto e che non indora la pillola per nessuno.
E' una guardia del corpo, ma è anche l'amico più vero di Kelsea, anche se ovviamente lui non si definirebbe mai così.
E diciamolo, che quando chiunque attorno a te potrebbe stare per ucciderti, una guardia in grado di combattere in contemporanea con mazza chiodata e spada può far comodo.
Mi è piaciuta anche l'ambientazione, questa sorta di mondo fantasy d'ispirazione medievale intriso di magia in cui troviamo diversi regni legati da patti e rivalità, che si alleano e si scontrano a seconda del momento.
Belle le descrizioni, che permettono di immaginarsi appieno il mondo raccontato dall'autrice.
Ultima nota positiva, il personaggio di Fetch: misterioso, ambiguo e affascinante.
Continuavo a chiedermi quando finalmente ci sarebbero state altre pagine dedicate a lui, perché mi è piaciuto davvero molto.

Mi è piaciuta persino la cattiva della situazione, la Regina Rossa: una strega di 113 anni, ovviamente ancora giovane e bella, che tiene tutti in pugno.
Ho trovato un po' difficile da credere che in 18 anni non abbia trovato Kelsea, che in fondo era in un cottage nel bosco: tutta questa magia oscura, e non trovi una casetta tra gli alberi? Suvvia.
Tutta la faccenda del nascondiglio nel cottage nel bosco mi ha ricordato molto "La bella addormentata", ma senza le adorabili fatine disneyane.
Ma a parte questo, la Regina Rossa è una cattiva come si deve e mi ha tenuta col fiato sospeso fino alla fine.

Però ho anche un paio di piccole critiche.
La prima è che non è così chiaro fin dall'inizio che questo romanzo sia sì svolto in un ambiente medievale, ma in un futuro post-apocalittico.
Sostanzialmente l'umanità è regredita ad una sorta di singolare medioevo, con tutti gli inconvenienti del caso.
Ma all'inizio non è assolutamente chiaro, e c'è una scena in particolare in cui Kelsea riflette tra sé e sé sui "geni recessivi" dei capelli rossi, ed il mio primo pensiero è stato "ma cosa ne sapevano di genetica nel Medioevo?!".
Altro aspetto che non mi è piaciuto è stato vedere come le Guardie Reali, incaricate all'inizio della storia di recuperare Kelsea dal suo nascondiglio e portarla al sicuro, fossero le guardie peggiori dell'universo.
Ora, non sono un'esperta, ma se stessi agendo in gran segreto vorrei muovermi in fretta e facendomi notare il meno possibile.
Questi si accampano accendendo grandi fuochi (giusto per farsi vedere nel buio a miglia di distanza), cantano a squarciagola attorno al fuoco (manco fossero al campeggio estivo), si ubriacano (e poi voglio vederti a combattere in pieno doposbornia) e soprattutto sistemano la tenda di Kelsea lontana dalle loro.
E la protezione? Non era da proteggere a qualsiasi costo?
Per finire in grande stile, vanno a dormire tutti insieme, giusto per dare la possibilità a questi assassini già sulle loro tracce di sgozzarli nel sonno uno dopo l'altro in tutta comodità.
Sono rimasta perplessa.
Se questo è il meglio dell'esercito del Tearling... Caro Tearling, sei spacciato.
Ci sono mille altri dettagli di questo tipo che non hanno assolutamente senso, e che a mio parere sarebbero stati da rivedere.
A cominciare da una cosa semplice come l'aspetto di Kelsea.
Descritta come quasi androgina in un capitolo, per poi diventare paffuta in un altro, e tornare alta e dalle spalle larghe in quello seguente: prendi una decisione chiara. O piuttosto non descriverla, e la immaginiamo come vogliamo noi.

Il romanzo resta un bellissimo inizio di una storia che sicuramente continuerò a seguire, e lo consiglio agli amanti del genere distopico e ai fan di "Game of Thrones".
Se siete fan del fantasy "puro", trovereste moltissime piccole incongruenze com'è successo a me (forse anche di più di quelle che ho colto io) e potrebbe piacervi leggermente meno del previsto.

Devo comunque fare i complimenti a Multiplayer Edizioni per aver realizzato un'edizione davvero splendida, perfetta in ogni dettaglio: ogni pagina in carta anticata, con le splendide illustrazioni stilizzate di ... e la mappa staccabile che è stata il tocco in più.
Un volume da collezione, che custodirò gelosamente!
Già aspetto il secondo ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3