mercoledì 10 gennaio 2018

"Ti scrivo da Auschwitz" di Ellis Lehman e Shulamith Bitran

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti scrivo da Auschwitz" di Ellis Lehman e Shulamith Bitran, edito Piemme (rilegato a 18,50€) in uscita il 16 Gennaio:
Ellis e Bernie sono ebrei, vivono vicino all'Aia e si amano con l'urgenza dei loro 17 anni. Hanno molti progetti, di cui uno banale ma più pressante di tutti: stare insieme per sempre. L'occupazione nazista dei Paesi Bassi, nel 1942, rende folle la banalità. In breve diventa troppo pericoloso per gli ebrei restare in città. Umiliati da una stella gialla sul petto, devono consegnare le biciclette e rinunciare a frequentare le scuole e i locali pubblici. Senza contare le temute convocazioni per la Polonia, che gli ebrei cominciano a ricevere. Ufficialmente per andare a lavorare, ma nessuno ci crede. I genitori di Ellis decidono di nascondersi in una località sperduta nella brughiera. Bernie invece resta per aiutare la sua gente. I due ragazzi si promettono di tenere ciascuno un diario, da consegnare all'altro alla fine della guerra. Si danno inoltre appuntamento per ritrovarsi, di martedì alle quattro del pomeriggio, sulla panchina del loro primo bacio. Passato il pericolo, Ellis si presenta più volte all'appuntamento, ma di Bernie nessuna traccia. Finché tre anni dopo la loro separazione, proprio nel giorno del suo matrimonio, Ellis riceve un pacchetto che, a giudicare dall'aspetto logoro, deve aver fatto molta strada. Quando lo apre, si sente mancare. Sono i diari di Bernie. Ci vorranno più di sessant'anni prima che Ellis abbia il coraggio di leggerli e di unirli ai suoi. E finalmente il loro abbraccio vincerà la storia.

Questa è una vecchia lettura: il memoir era già uscito nel 2013 con il titolo "Il nostro appuntamento", anche se la nuova copertina mi piace di più.
Ricordo quanto mi avesse preso il cuore, e visto che nel 2013 non parlavo ancora di libri su questo spazio, mi sembra un buon motivo per raccontarvelo oggi.

«Davanti a me si apre un periodo di difficoltà e pericoli.
Se queste saranno le ultime righe che scriverò, mia Ellisje,
ricevi allora ancora una volta il mio amore».

Madre e figlia raccontano insieme uno dei periodi più difficili del Novecento, attraverso diari, lettere, appunti e una narrazione efficace e puntuale che sveli tutto ciò che si nascondeva tra le righe - e nei cuori - dei giovani protagonisti di questa emozionante storia d'amore e coraggio.

È la storia di due ragazzi che, nel momento in cui il loro giovane amore li porta a fantasticare su un futuro insieme fatto solo di gioia e di momenti condivisi, si trovano ad affrontare una guerra per loor incomprensibile, e a subirne le conseguenze.
Costretti a separarsi nel momento in cui il padre di Ellis decide di agire concretamente per nascondere e mettere in salvo la sua famiglia, i due ragazzi decidono di tenere un diario, nel quale riversare pensieri ed emozioni cercando di non interrompere (almeno nella loro mente) il dialogo con l'altro. Nel cuore c'è anche la speranza data dalla promessa di ritrovarsi a guerra finita, alla loro panchina, appuntamento al quale Bernie purtroppo non si presenterà mai.
Le sue parole, e il suo amore mai spentosi, raggiungeranno la ragazza anni dopo, attraverso un pacchetto contenente i suoi diari, ormai logori.Ad Ellis occorrono sessant'anni per trovare il coraggio di aprirli, ma quando decide di farlo è come tornare indietro: confrontandoli con i suoi scritti e i suoi ricordi, realizz aancora una volta quanto lei e Bernie fossero in sintonia seppur impossibilitati a comunicare, e sentendosi forse un po' meno in colpa per essere sopravvissuta (sentimento che ha caratterizzato molte delle persone scampate alla persecuzione nazista, soprattutto quando hanno visto morire persone a loro care) nel constatare quanto questo fosse il desiderio del suo primo, grande amore.
Quello che vi troverete tra le mani è un memoir che sa di romanzo, un dialogo tra madre e figlia ma anche tra Ellis e il lettore, al quale la donna ormai ottantenne affida la storia del suo Bernie perchè lui, e li loro amore, non vengano dimenticati.
Il suo racconto è intervallato da stralci di lettere, di pagine di diario e di riflessioni della figlia, che porta il suo pensiero di "erede" della Shoah, in quanto figlia di una sopravvissuta.
È uno spaccato sulla vita "dopo", su quello che succede quando hai vissuto l'orrore e poi sei dovuto tornare alla normalità: Ellis si è sposata, ha avuto una figlia, e ha avuto una vita che in fondo potremmo definire normale, ma quando ha inciso sul suo modo di vedere il mondo aver vissuto quegli anni di orrore? E quanto ha pesato sulla vita di sua figlia?
"Ti scrivo da Aushwitz" è una testimonianza limpida del prima, del durante e del dopo uno dei momenti più terribili per popolo ebraico (e non solo), che arriva dritta al cuore e che, a distanza di anni, è riuscita a commuovermi durante la rilettura.

È una testimonianza struggente di una delle pagine più buie della nostra storia, e di quante vite siano state spezzate dalla crudeltà dell'ideologia nazista.
Impossibile non emozionarsi pagina dopo pagina, impossibile interrompere la lettura prima di essere giunti alla fine.
Se siete in cerca di un memoir riuscito, brillante ed emozionante per la giornata della memoria, questo è il libro che fa per voi.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 9 gennaio 2018

"Amore senza ombre" di Jay Crownover

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore senza ombre" di Jay Crownover, edito HarperCollins (rilegato a 16,90€), in uscita il 25 Gennaio:
Che Hudson Wheeler è un bravo ragazzo lo sanno tutti, compresa la fidanzata di una vita che l'ha tradito a un passo dal matrimonio. Ma dato che fare sempre la cosa giusta non paga, Wheeler ha deciso che è giunto il momento di cambiare stile e vivere alla giornata, concedendosi notti folli, belle macchine e ragazze disponibili. Una vita spericolata, insomma, sul filo del rasoio. Poi ritrova una vecchia amica, Poppy Cruz, e quegli occhioni tristi nel viso più bello che abbia mai visto lo colpiscono dritto al cuore. Di colpo, l'unica cosa che desidera è prendersi cura di lei, cancellare le sue paure, vederla sorridere di nuovo. Bella e delicata come un fiore, Poppy considera ogni estraneo un potenziale nemico, ogni uomo un possibile aggressore. È questo che la vita le ha insegnato: chi doveva proteggerla l'ha tradita nel più orribile dei modi e ora lei tiene il mondo a distanza. Stranamente, però, con Wheeler non ci riesce. Perché c'è qualcosa nel sorriso accattivante e nelle ruvide mani da meccanico di quel ragazzo che le fa venire voglia di stargli vicino. Di fidarsi di nuovo di qualcuno. Forse l'unico in grado di riparare il suo cuore e la sua anima danneggiati è proprio lui, con il suo tocco, le sue parole, il suo amore...

Ci siamo! Wheeler è finalmente arrivato... o quasi. Manca pochissimo, ma io non avevo resistito e quindi eccomi qui a raccontarvi la sua storia perchè Wheeler è uno dei miei preferiti in assoluto tra i ragazzoni tatuati di zia Jay.

E non mi ha sorpresa il fatto che questo fosse il mio volume preferito dell'intera serie, perchè se c'è una cosa che Jay Crownover sa fare bene è raccontare stoire di persone che lottano ogni giorno per guarire da un grande dolore, ed è esattamente il caso di Poppy e Wheeler.
Lei è rimasta talmente scottata da un rapporto fatto di abusi e di sofferenza da aver paura di avere qualsivoglia contatto con un uomo, chiunque egli sia; lui si è visto crollare il mondo addosso nello scoprire che non solo la donna con cui sperava di passare il resto della vita l'ha tradito, ma era pronta a sposarlo comunque e basare il loro rapporto su una bugia.
E se è vero che Wheeler è stanco di fare sempre la cosa giusta e restare fregato, allo stesso tempo prova un fortissimo istinto protettivo nei confronti di Poppy....
Volete ascoltare la playlist di Wheeler e Poppy, preparata da Jay Crownover su Spotify?
Eccola QUI!
Wheeler e Poppy sono la coppia perfetta sotto moltissimi aspetti, e forse il mio preferito è questo: Wheeler è un meccanico. Il suo lavoro, che è anche la sua passione, consiste nel riparare ciò che ha smesso di funzionare, e rendere più potente e più bello ciò che, al momento, sembra pronto per la rottamazione.
Ed è proprio così che si sente Poppy: si sente pronta per la discarica, indegna d'amore e di attenzioni, e terrorizzata all'idea di far avvicinare qualcuno e soffrire di nuovo... ma come si fa a resistere alla dolcezza e alle attenzioni di quello che, probabilmente, è il bravo ragazzo per eccellenza?

Io ho un debole per i bravi ragazzi, e anzi, mi sono decisamente stufata del clichè del ragazzo tormentato, scontroso e scorbutico che imperversa da tre/quattro anni, e sono stata felicissima di vedere Jay Crownover (una delle mie autrici di romance preferite) raccontare la storia di uno di loro.
Ed è una storia fatta di momenti no e di momenti di gioia, di successi e di delusioni, ma soprattutto è una storia di determinazione, del voler credere che, un giorno, Poppy lo guarderà e si fiderà abbastanza da lasciarsi amare da lui, totalmente e senza condizioni.
Esattamente il tipo di amore di cui ha bisogno la ragazza, e che in fondo ci meritiamo tutti.
Di sicuro è il tipo di amore che sogno io.

Consigliatissimo, come tutti i libri di Jay Crownover (vi ricordo che quest'anno arriva anche "Dignity": non vedo l'ora!). Anzi, se ancora vi mancasse questa serie, cosa state aspettando?
Ecco le recensioni dei volumi precedenti della serie:


Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3