lunedì 12 marzo 2018

Marilù Oliva, "Le spose sepolte" e le tante sfumature del noir

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Tempo di Libri continua, e oggi scopriamo insieme "Le spose sepolte" di Marilù Oliva, edito HarperCollins (brossurato a 17€), che ho avuto modo d'incontrare e intervistare in fiera:
Dove sono finite quelle donne misteriosamente sparite da anni, mogli e madri di cui i mariti sostengono di non sapere nulla? Uno dopo l’altro, i loro corpi vengono ritrovati grazie a un killer implacabile che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove. Il rituale è feroce e spietato: l’assassino vuole così rendere giustizia alle spose sepolte. I pochi indizi lasciati sulla scena del crimine conducono a un piccolo paese, Monterocca, soprannominato la Città delle Donne, un territorio nell’Appennino bolognese circoscritto da mura ed elementi naturali, governato da una giunta completamente al femminile. Il team investigativo, in cui spicca la giovane ispettrice Micol Medici, si trova catapultato in una realtà di provincia quasi isolata dal mondo, con una natura montana che fa da contorno e molti misteri avvolti nella nebbia. Un inquietante enigma conduce gli inquirenti al Centro Studi Rita, un’azienda farmaceutica che sta sintetizzando un anestetico speciale: lo stesso utilizzato dal serial killer come siero della verità per far confessare i colpevoli. Ma quanti altri segreti si nascondono dentro i confini del piccolo paese? Solo Micol ha l’innata capacità di scoprirli, anche se questo potrebbe costarle la vita...

Ecco cosa ci ha raccontato in Fiera MilanoCity, prima di incontrare i lettori!

Al centro del tuo romanzo un tema molto importante e del quale forse non si parla abbastanza o nel modo giusto: le tante, troppe donne che, ogni anno, svaniscono nel nulla.
Cessano di esistere se non per chi le ha perse, e ti chiedo: da donna, quanto è stato difficile raccontare queste donne e dare loro una voce?
Il fattore scatenante è stato sicuramente l'indignazione: come suggerisci tu è un fenomeno generalizzato, diffuso e inarrestabile. Prendiamo il femminicidio in Italia: non si tratta di un fenomeno in crescita, ma non è nemmeno in calo. È questo il dramma: è possibile che non ci siano delle misure educative per arginarlo persino in quello che è un paese alfabetizzato e (ci piace crederlo) progredito), per capire che si tratta innanzitutto di un problema culturale?

Sei riuscita nella difficile impresa di creare un killer per il quale, a tratti, un po' si parteggia, un peculiare incrocio tra Robin Hood e Dexter Morgan.
Svelami il retroscena, com'è stato creare questo personaggio che sì, da lettrice volevo venisse preso, ma che allo stesso tempo mi ha anche fatto pensare che se, in fondo, prima fosse riuscito a fare un po' piazza pulita non sarebbe stato poi male?
Questo è uno dei grandi vantaggi del genere noir, sai? "Le spose sepolte" ha alla base un'impalcatura gialla, ma è anche un thriller (volevo che ci fosse un po' di suspence, e ho provato a giocare con alcuni strumenti del genere tra i quali il cliffhanger) e, allo stesso tempo, una forte componente noir.
Nessuno è buono o cattivo al 100%, ognuno è un mix di sfumature che si intrecciano.
Dexter Morgan è uno dei miei protagonisti "del cuore", tra l'altro.
Da scrittrice, devo dire che creare un personaggio del genere non è stato difficile, soprattutto pensando a quanti tra i più spietati killer della storia fossero, nella vita di ogni giorno, persone normalissime, assolutamente insospettabili.
La tua protagonista condivide il nome e qualche tratto con tua figlia Micol, ma quanto avete invece in comune tu e la tua investigatrice?
Da mia figlia ho preso il nome, i capelli, la dolcezza e la mente matematica, mentre di mio è sicuramente finito in Micol la passione per la criminologia e un approccio scientifico a ogni situazione. C'era di più di me nella mia protagonista precedente, Micol è molto più misurata di me.
Ogni personaggio, per me, è sempre un collage di elementi che prendo da me, da chi mi circonda e dalle mie emozioni al momento della scrittura.

Non posso non chiederti una riflessione sul panorama del giallo, del noir, del thriller in tutte le loro accezioni (dalle più collaudate a quelle in ascesa). Come vedi il mondo "giallo" adesso e nel prossimo futuro?
Lo vedo benissimo, in ogni sua accezione. Ho delle sensazioni positive, e soprattutto penso che il noir serva davvero a tutti noi perchè ha assorbito la grande funzione catartica del giallo: renderci digeribile e assimilabile l'idea della morte. La morte è qualcosa che tendiamo a rimuovere e a far finta che non ci appartenga, ma non è così: non vivremo in eterno.
La morte ci torna addosso così, anche in modo divertente, di puro intrattenimento, o assolutamente non rassicurante come accade, appunto, nel noir.

Ringrazio tantissimo Marilù Oliva e HarperCollins per la bellissima opportunità, e vi consiglio di scoprire "Le spose sepolte" perchè vi conquisterà ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

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