martedì 21 luglio 2015

"A Lupita piaceva stirare" di Laura Esquivel

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a una delle ultime uscite Garzanti, "A Lupita piaceva stirare" di Laura Esquivel" (rilegato a 16,90€):
Fuori, Città del Messico splende delle luci della notte e il rumore della città si leva alto. Lupita non vuole sentire. Ha chiuso tutte le finestre, ha abbassato tutte le tende. Vuole stare sola e cercare di non pensare. E l'unico modo in cui riesce a farlo è stirare. Il gorgogliare dell'acqua che si scalda, il vapore denso che offusca la vista, il profumo dei panni puliti che si intensifica nell'aria hanno il potere di calmarla. Perché le ricordano sua madre e la felicità di quando era bambina. Ma quei tempi sono ormai lontani, Lupita è diventata una poliziotta e oggi ha fallito nel compito che le era stato affidato, proteggere un politico durante un trasferimento. Le sue mani tremano ancora e questo la riporta a una notte di tanti anni prima, quando la sua vita si è interrotta. Perché Lupita è una donna spezzata e il suo cuore è chiuso in un nodo di dolore che nasconde un segreto del suo passato che non può dimenticare. Ma adesso la sua vita è in pericolo, perché durante la missione Lupita ha visto qualcosa che non doveva vedere. Per salvarsi deve indagare e trovare i reali colpevoli, anche se questo rischia di riaprire le ferite del suo cuore. Ma solo così, forse, potrà riaffacciarsi alla vita e all'amore…

Nel tentativo di non leggere solo romanzi americani, questa è stata una delle mie ultimi letture.
Laura Esquivel è una brillante autrice messicana, conosciuta soprattutto per il suo romanzo "Dolce come il cioccolato", sempre edito da Garzanti, da cui è stato anche tratto un film dal titolo "Come l'acqua per il cioccolato" (il titolo del film è più simile a quello originale del libro).
Questo romanzo è molto particolare, a partire dalla struttura narrativa scelta dall'autrice, perché la narrazione salta costantemente tra il presente e il passato di Lupita, diminutivo di Guadalupe.
Lupita oggi è una poliziotta che cerca di combattere la corruzione che avvelena la sua città, ma ha un passato alcolista e da tossicodipendente alle spalle.
Oltre a qualche altro scheletro nell'armadio, di cui uno talmente grosso che le ante nemmeno si chiudono.
Il romanzo parte proprio da qui, dal giorno in cui fallisce nel compito che le era stato assegnato, la protezione di un uomo politico che sembrava in grado di fare la differenza, che le viene assassinato davanti.
L'assassino sembra essere invisibile, e Lupita è il testimone chiave perché l'unica persona così vicina al momento dell'assassinio.
Ed è questo a metterla in difficoltà, perché forse Lupita non ha visto l'assassino, o l'arma, ma ha visto un dettaglio sfuggito a tutti: una grinza sulla camicia del politico, presente durante le ore precedenti ma non più alla sua uscita dall'auto.

Come ha fatto a notare una cosa tanto insignificante come la sparizione di una grinza dalla camicia?
La risposta sta nel titolo: a Lupita piace stirare.
Le piace perché le ricorda la sua infanzia, sua madre e le dona un senso di profonda pace interiore.
Ma non è l'unica cosa che le piaccia.

Ogni capitolo del romanzo, infatti, è dedicato a qualcosa che piace a Lupita: stirare, ma anche "autocompatirsi", "avere ragione", "ballare", "proteggere", e così via.
Da ognuna delle cose che le piacciono ricaviamo una nuova immagine di Lupita: una Lupita combattiva, una Lupita seducente, una Lupita testarda...
Un personaggio complesso e a tutto tondo, di cui non cambierei una virgola.
Ogni capitolo ci mette a conoscenza di un nuovo frammento del tormentato passato della donna, e ci porta avanti di qualche passo nella risoluzione del mistero della morte del politico.

E' un romanzo giallo, da un certo punto di vista, a cui non mancano molti degli elementi fissi del genere: un assassinio, la caccia al colpevole, la ricerca del movente, la polizia che brancola nel buio.
Ma dall'altro è anche la storia di una donna che tocca il fondo per poi iniziare a risalire, anche se con qualche ricaduta e capitombolo lungo la strada.

Mi è piaciuto moltissimo, anche se ho trovato leggermente debole il finale.
Non posso dire "cosa" non mi è piaciuto": dico solo che, rispetto al resto del libro e al bel ritmo sostenuto fino agli ultimi due capitoli, le ultime pagine mi sono parse un po' affrettate e tirate via.
E che si sia ricorsi a un escamotage un po' trito per dare a Lupita un epilogo che poteva essere raggiunto in modi migliori.
Detto questo, è ovvio che questa è solo la mia opinione e che magari lo stesso finale per altri lettori può essere fantastico.
Per questo io mi sento comunque di consigliare questo romanzo, perché di fatto è un libro che mi è piaciuto molto, con una protagonista che mi ha conquistata per le sue imperfezioni e per le sue paure, che impara piano piano a superare, e per la prosa sempre impeccabile di Laura Esquivel.
E' il quarto romanzo che leggo di quest'autrice, e ogni volta ha saputo affascinarmi.

Consigliato a chi vuole avvicinarsi ai gialli, perché questo è un giallo soft; a chi ama le storie di donne, perché la natura profondamente femminile di Lupita si scopre pagina dopo pagina, come per ogni grande protagonista che si rispetti; a chi vuole aprire i suoi orizzonti letterari, leggendo qualcosa di inconsueto che nasce in un Paese di cui sicuramente dovremmo sapere di più.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

2 commenti:

  1. Molto bella la tua recensione, Eli! Mi piace molto che Lupita si scopra piano piano, capitolo dopo capitolo. La storia della morte del politico e il conseguente giallo, poi, mi attirano molto!
    Baci

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    1. È un giallo e una storia al femminile allo stesso tempo, ed è molto singolare.
      Mi ha conquistata per la sua particolarità e per la bella prosa <3

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