mercoledì 12 luglio 2017

"Storie di matti" di Arianna Porcelli Safonov

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Storie di matti" di Arianna Porcelli Safonov, edito Fazi Editore (brossurato a 16€) in uscita il 13 Luglio:
Che ci capiti o no di vederli, i matti sono tra noi. Per strada, alle poste, ai matrimoni. Sono moltissimi e forse più pericolosi di quelli di una volta rinchiusi in manicomio: hanno solo cambiato i connotati.
I matti della porta accanto sono un movimento sempre più evidente e distruttivo. Quelli malati di socialità sono a briglia sciolta all’apericena o in fila dal nutrizionista. La loro versione 2.0 è composta per la maggior parte da persone dichiarate normali, pregevoli, da conoscere, imitare o invitare alle feste. Ma la cosa che più ghiaccia il sangue è la loro evoluzione. I matti odierni non solo si sono inseriti nel tessuto sociale come se niente fosse, ma sono riusciti a piazzarsi ai piani alti dei grattacieli o dei governi. Oppure sono in vestaglia ad annaffiare i cespugli di bosso nel nostro pianerottolo ogni mattina alla stessa ora, sono in fila con noi al supermercato, pronti a linciarci se chiediamo di passare avanti perché abbiamo solo il detersivo da pagare. O, ancora, sono nel nostro letto da vent’anni. I nuovi pazzi sono i nostri sindaci, i nostri tabaccai, nostra moglie, nostro marito, il nostro amministratore delegato, l’amica di nostra figlia o semplicemente il tipo che ci siede accanto in treno. Ci attirano nella loro inquietante rete appiccicosa facendoci accettare tutto il marcio e malato come vero, assodato, chic o quantomeno normale. E così: a ogni città il suo matto come in questo spassosissimo, folle, pirotecnico e ferocissimo libro, scatenato ritratto di gruppo dall’autrice di "Fottuta campagna".

Avevo letto il lavoro precedente dell'autrice, "Fottuta campagna", e mi aveva divertita moltissimo.
Ci vogliono una penna abile e una mente brillante per smontare con sagacia e ironia il mito bucolico senza cadere nella facile trappola del clichè, e Arianna Porcelli Safonov ha entrambe.
Ero quindi curiosissima di scoprire "Storie di matti", ed eccomi qui a raccontarvelo.

Avete mai pensato a quanto sia folle l'epoca in cui viviamo?
È una cosa che diciamo spesso, e che ci viene detta ancora più di frequente, ma se fosse vero?
Se guardassimo chi ci circonda e riconoscessimo in lui il seme della follia?

Non è forse folle chi si precipita trafelato fuori casa ogni mattina alle 5 perchè deve assolutamente correre alla lezione di yoga "per rilassarsi"?
Non ha mai pensato che, magari, dormendo due ore in più sarebbe rilassato allo stesso modo se non di più?
E dell'amica trendsetter che vi invita all'apericeretta (dove con una mano stringi un Martini e con l'altra il bracciolo della poltrona, mentre un'estetista russa si occupa con forza bruta del tuo manto invernale), non vi fa paura?
La premessa di "Storie di matti" è proprio questa: i matti sono tra noi, e quello che è peggio è che sono esattamente come noi.

«I matti sono tra noi, hanno solo cambiato i connotati», scrive Arianna Porcelli Safonov, individuando nell'avvicinarsi al matto contemporaneo un rischio altissimo, perchè dietro alla borsa firmata e al sorriso per tutti davanti a uno Spritz c'è un vulcano pronto a eruttare, travolgendo tutto attorno a sè con colate di lava micidiale.
I matti contemporanei sono quelli che un attimo prima ti sorridono e ti raccontano della loro visita dalla nutrizionista vegana, per poi essere «pronti a tirarti contro il vaso Ming a casa di un banchiere tedesco se tu per errore hai ammesso che i mocassini che indossano non sono il tuo genere».
E c'è da aver paura, di matti così.

Attraverso una struttura che vedere una storia di follia abbinata a ogni città, l'autrice ci porta in giro per l'Italia da Palermo a Voghera, passando per Alghero e Bologna, e a ogni tappa ci racconta la storia di un folle contemporaneo presentandocis così Patrizio, Tamara, Leonardo, Mimmo...
Impossibile leggerlo e non realizzare di aver incontrato, a un certo punto della nostra vita, un "folle moderno", e impossibile non trovarsi all'ultima pagina con la duplice consapevolezza di aver riso molto, ma di avere anche bisogno di rifletterci su.
Certo, il rischio insito in questa lettura è quello di riconoscersi in una o più storie di moderna follia e realizzare di essere meno "normali" di quanto credessimo.
E voi, siete matti d'amore, matti di pubbliche relazione o matti di controllo?
Siete pronti a scoprirlo?

"Storie di matti" è un piccolo gioiello, e non può mancare tra le vostre letture estive.
Guarderete con occhi diversi il vicino di ombrellone incapace di smettere di parlare con tutti e allo stesso tempo smanettare frenetico sullo smartphone, ve lo garantisco.
Non perdetevi "Storie di matti", ma sopratutto non perdetevi tutti i contenuti che abbiamo preparato per voi a tema "follia"! Ecco il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

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